Lo speciale sul referendum giustizia
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Risultati Referendum Giustizia, vince il NO. Meloni: "Rispettiamo decisione"

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Il "No" intorno al 54%. Boom di affluenza alle urne: il dato definitivo si attesta al 58,9%. Nordio: "Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano". Grosso: "Sicuramente ha vinto la Costituzione italiana, ha perso chi voleva affievolire le garanzie e l'indipendenza della magistratura"

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La maggioranza degli italiani che ha votato al referendum sulla Giustizia ha scelto il "NO" (I RISULTATI PER REGIONE), che è al 53,7%. Boom di affluenza alle urne: il dato definitivo si attesta intorno al 58,9%. La premier Giorgia Meloni si dice "rammaricata" del risultato, ma guarda avanti, mentre le opposizioni soddisfatte pensano già alle prossime elezioni parlamentari (LE REAZIONI AL RISULTATO). 

Sky TG24 ha dedicato il pomeriggio di oggi allo Speciale Referendum Giustizia, una diretta iniziata alle 14 per seguire in tempo reale lo spoglio del voto. La programmazione ha offerto un’analisi approfondita dei risultati, l’aggiornamento costante sui dati di affluenza e le reazioni provenienti dal panorama politico e dai comitati coinvolti. A inaugurare l'approfondimento è stato il direttore del canale all news Fabio Vitale, che ha accompagnato le prime fasi dello scrutinio insieme a esperti, giornalisti e commentatori chiamati ad analizzare l'andamento del voto e le sue implicazioni politiche.

Per approfondire:

  • Referendum Giustizia, l'affluenza definitiva sfiora il 59%
  • Referendum Giustizia 2026, Conte: “Ce l’abbiamo fatta”. Tutte le reazioni
  • Referendum Giustizia, leader politici e rappresentanti delle istituzioni ai seggi. FOTO
  • Referendum giustizia, cosa prevedeva la riforma costituzionale. VIDEO
  • Referendum riforma Giustizia, il confronto tv di Nordio e Grosso su Sky TG24. VIDEO

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Le conseguenze del referendum. Video

Referendum, la vittoria del No che scuote la maggioranza. VIDEO

Referendum Giustizia, esulta il Centrosinistra per vittoria del No. VIDEO

Unione Universitari: "Il No ha vinto nonostante gli ostacoli"

"Nonostante gli ostacoli, dalla negazione del voto fuori sede alla mancanza di attenzione verso i giovani, abbiamo risposto mobilitandoci oggi il risultato è chiaro: chi ha votato NO ha scelto di difendere la democrazia".  Così Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari.

La vittoria del No al referendum, tutti i dati di YouTrend. VIDEO

Conte: "Non chiedo le dimissioni di Meloni"

"Le dimissioni si collegano a una scelta del governo. Le ho chieste per Santanché e Delmastro: le loro dimissioni sono dovute. Non chiedo le dimissioni di Meloni. Da un punto di vista formale e sostanziale lei può proseguire l'azione di governo", ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a 4 di Sera su Rete 4.

Rete degli Studenti: "Respinto stravolgimento della Costituzione"

"Una giornata storica quella di oggi: il "NO" ha vinto. Dopo mesi di mobilitazione, partecipazione e confronto, il risultato referendario segna una chiara presa di posizione da parte della cittadinanza in difesa dell'assetto costituzionale e democratico del Paese. Questa vittoria dimostra che le giovani generazioni non sono indifferenti e non restano a guardare abbiamo difeso con determinazione la democrazia e l'indipendenza della magistratura, respingendo un tentativo di stravolgimento dell'equilibrio costituzionale". Così Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi.

Torino trascina Piemonte verso il No, province per il Sì

In Piemonte, è stata Torino a trascinare la regione verso la vittoria del No al referendum. Al dato totale (53,5% contro 46,5%, pari a uno scarto di 143 mila 870 voti) ha contribuito in maniera determinante l'andamento della consultazione nel capoluogo subalpino. I Sì hanno vinto in tutte le province (al top si è piazzata Vercelli con il 55,75%) ma sotto la Mole Antonelliana il No ha trionfato con il 59,65%, contro il Sì fermo al 40,35% (differenza di 210 mila 176 voti). Considerando il Comune, il No ha ottenuto il 64,76%.

Festeggiamenti per il No anche a L'Aquila

Anche L'Aquila, in piazza Regina Margherita, i comitati del No e le forze di opposizione festeggiano l'esito del referendum. Tra gli interventi quello di Maura Manzi, giudice civile del tribunale aquilano, tra i più attivi per il No all'interno del comitato dei magistrati. "È un successo enorme - ha detto - un successo di comunità e di società civile. I cittadini hanno scelto di difendere lo Stato di diritto".

Comitato No festeggia in piazza a Perugia

Circa duecento sostenitori del no al referendum si sono riuniti in piazza IV Novembre per festeggiare la vittoria alla consultazione. In piazza bandiere dei partiti di centrosinistra e di alcune associazioni come Libera. Tra i manifestanti diversi rappresentanti istituzionali.

I leader delle opposizioni ai festeggiamenti per la vittoria del No

I festeggiamenti per il No

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Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein ai festeggiamenti per la vittoria del No a Roma.

Calabria, in Comuni del Reggino Sì oltre il 90%

È arrivato a superare quota 90% il consenso al Referendum costituzionale sulla giustizia in alcuni Comuni della provincia di Reggio Calabria, unico capoluogo della Calabria in cui il Sì ha vinto con il 53,1%. Si tratta di San Procopio (90,69%), Platì (89,63%), Sinopoli (85,61%) e San Luca (82,39%). Sempre in provincia di Reggio, a Gerace, paese natale del magistrato Nicola Gratteri, attuale capo della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha vinto invece il No con il 67,38% dei voti. 

Tra i votanti all'estero prevale il Sì

Sconfitto in patria, il Sì al Referendum sulla giustizia prevale tra gli italiani all'estero. Quando sono state scrutinate 1.733 sulle complessive 2.207 comunicazioni arrivate da altri Paesi i Sì sono infatti al 55,08%, contro il 44,92% dei No. E' quanto emerge dai dati riportati sul portale Eligendo. In particolare, il No vince solo in Europa: 55,62% a 44,38%. Mentre perde in America Settentrionale e Centrale (39,97% contro 60,03% Sì) ed ancora più nettamente in America meridionale (27,67% contro 72,33); mentre nella Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide il Sì batte il No 53,2% a 46,8%. 

Donzelli: "Se ci sono state sbavature hanno pesato... "

I casi Delmastro e Bartolozzi hanno inciso sul risultato del voto? "Faremo l'analisi, faremo tutte le riflessioni. Credo che singoli casi non abbiano condizionato, il risultato è così netto che non si tratta di singoli casi". Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, ospite a 'Cinque minuti' su Rai 1.  "Certamente, se ci sono state delle sbavature nella campagna elettorale, ovviamente hanno pesato... ", ha rimarcato.

Manifestazione a Catania per la vittoria del NO

Una manifestazione nata spontaneamente poche ore dopo la diffusione dei primi risultati. La Federazione provinciale del Pd di Catania e il comitato per il No hanno invaso piazza Stesicoro per celebrare la vittoria al referendum sulla giustizia. Militanti, simpatizzanti e rappresentanti istituzionali del centrosinistra, con bandiere e applausi, hanno festeggiato un risultato che, secondo gli organizzatori, "rappresenta un segnale politico chiaro anche a livello locale". Presenti il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo, il segretario provinciale Giuseppe Pappalardo e il capogruppo al consiglio comunale Maurizio Caserta. Pappalardo, ha parlato di "una vittoria straordinaria in tutta la provincia". "Ai piedi dell'Etna - ha detto - la risposta è stata netta: un risultato pieno in tutti i comuni, con punte particolarmente significative come a Trecastagni, dove il No ha sfiorato il 75 per cento. L'esito delle urne dimostra come i cittadini abbiano scelto di difendere la Costituzione e i valori democratici". Il segretario provinciale ha poi aggiunto: "Questo voto rappresenta anche una risposta al modo in cui il centrodestra prova a costruire consenso. Le persone sono stanche e hanno reagito con una scelta chiara". Infine un passaggio sul risultato nel capoluogo etneo: "Il dato di Catania dimostra come i cittadini siano ormai anni luce distanti dall'amministrazione comunale, un segnale chiaro e netto al sindaco Trantino".

Quando mancano solo 5 sezioni in Italia, No al 53,74%

Quando mancano solo 5 sezioni allo scrutinio per il referendum in tutte le 61.459 sezioni italiane, i No prevalgono con il 53,74% dei voti contro il 46,26% dei Sì, secondo i dati del portale Eligendo.    Calcolando anche gli elettori all'estero, il dato complessivo vede vincere il No con il 53,39% sul Sì che è fermo al 46,61%.

Come hanno votato le grande città

Così hanno votato le grandi città al Referendum sulla riforma della giustizia. Verona l'unica in cui a vincere è stato il sì. Nella mappa, in verde le province in cui ha vinto il sì, in rosso quelli in cui ha vinto il no

I voti delle grandi città al referendum sulla riforma della giustizia

Tra i votanti all'estero prevale il Sì

Sconfitto in patria, il Sì al Referendum sulla giustizia prevale tra gli italiani all'estero. Quando sono state scrutinate 1.733 sulle complessive 2.207 comunicazioni arrivate da altri Paesi i Sì sono infatti al 55,08%, contro il 44,92% dei No. E' quanto emerge dai dati riportati sul portale Eligendo.    In particolare, il No vince solo in Europa: 55,62% a 44,38%. Mentre perde in America Settentrionale e Centrale (39,97% contro 60,03% Sì) ed ancora più nettamente in America meridionale (27,67% contro 72,33); mentre nella Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide il Sì batte il No 53,2% a 46,8%.

Il voto regione per regione

Ecco come hanno votato le regioni al Referendum sulla riforma della giustizia. In Rosso le regioni dove ha vinto il No, in verde quelle in cui ha vinto il Sì.

Il voto regione per regione al Referendum sulla riforma della giustizia

Sondaggista Noto: "57,7% 'No' da chi non ha votato a politiche ed europee"

"Tra 'Sì' e 'No' al referendum sulla giustizia, ecco come hanno votato gli elettori dei singoli partiti. Spuntano alcuni dati interessanti: all'interno del centrodestra l'elettorato che ha votato maggiormente 'No' è quello di Forza Italia (17,9%), mentre nel campo opposto l'elettorato che ha votato con più forza il 'Sì' è quello del Movimento Cinque Stelle (13%). Ma questa consultazione è stata condizionata anche da un altro aspetto: per la prima volta hanno votato elettori che non si erano recati alle urne né per le Politiche, né per Europee: il 57,7% di essi hanno optato per il 'No' mentre il 42,3% per il 'Sì". A dirlo all'Adnkronos il sondaggista Antonio Noto del Consorzio Opinio Italia che ha effettuato l'analisi degli Exit poll per Rai. 

Per il resto gli elettori di centrodestra e centrosinistra hanno confermato i due blocchi contrapposti sulla riforma della giustizia seguendo le scelte di maggioranza e opposizioni. I 'Sì' dell'elettorato di Fratelli d'Italia sono pari all'88,8%; i 'No' all'11,2%. L'85% dell'elettorato della Lega si è espresso a favore, il 14,1% contro. L'82,1% dell'elettorato di Forza Italia - Noi Moderati - Ppe ha votato 'Sì', mentre 17,9% 'No'.  Per quanto riguarda le forze di opposizione, il 90,4% dell'elettorato del Partito Democratico ha messo una croce sul 'No', mentre ha votato 'Sì' il 9,6%. Contrari alla riforma l'87,0% degli elettori del Movimento 5 Stelle e 13% i favorevoli. Quasi del tutto compatti gli elettori di Alleanza Verdi Sinistra: i 'No'nel loro caso hanno raggiunto il 93,1%, mentre i 'Sì' si sono fermati al 6,9%. 

Interessante anche il dato sull'età degli elettori: nella fascia tra i  18-34 anni hanno votato 'No' il 61,1%, mentre i favorevoli sono stati il 38,9%. I 35-54enni si sono divisi tra il 53,3% di 'No' e 46,7% di 'Sì'. Mentre i 55enni e oltre hanno votato a favore nel 50,7% dei casi e contro nel 49,3%.

Referendum Giustizia, il peso del voto dei giovani sulla vittoria del No

Dai primi dati che emergono, come si evidenzia già nel mondo della politica, le fasce d’età più giovani sembrano avere risposto bene alla chiamata alle urne, in un contesto di affluenza comunque più alto del previsto (59%). A livello di merito, i più giovani sembrano anche essere tra i più convinti sostenitori del No.

Referendum, il peso del voto dei giovani sulla vittoria del No

Referendum, il peso del voto dei giovani sulla vittoria del No

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Al referendum vice il No, è boom dell'affluenza. VIDEO

Referendum, Rete fuorisede: "Basta scorciatoie. Maggioranza e opposizione accelerino iter nostra proposta di legge"

"Apprendiamo con piacere e orgoglio l'attenzione rivolta in conferenza stampa ai cittadini italiani fuorisede da parte della Segretaria del PD Schlein e del Presidente del M5S Conte. Studenti e lavoratori, persone che si spostano per motivi di cura: sono oltre 5 milioni i cittadini ai quali, nonostante delle prime sperimentazioni di successo, è stato negato l'accesso alle urne e l'espressione di un diritto fondamentale in occasione di questo Referendum. In mancanza di una legge definitiva e di sperimentazioni elettorali come quelle realizzate per i referendum del 2025 e per le europee 2024, tantissime persone fuorisede si sono mobilitate durante questa tornata elettorale per aggirare il limite al diritto di voto, iscrivendosi come rappresentanti di lista o sfruttando gli sconti per poter tornare a casa a votare. Ma non basta. Il nostro augurio è che tutte le forze politiche condividano l’urgenza di garantire il diritto di voto a tutte e tutti, senza scorciatoie, sconti o ulteriori tentativi", a dichiararlo è Yari Russo, campaigner di The Good Lobby in rappresentanza della Rete Voto Fuorisede. “È tempo di prendere un impegno trasversale, maggioranza e opposizione accelerino immediatamente l’iter della nostra proposta di legge” - ha concluso Russo.

Sottosegretario Fazzolari: "Ancora più determinati a chiudere legislatura"

"Noi siamo molto sereni perché il nostro orizzonte non sono le prossime elezioni politiche, che ci interessano il giusto, ma rispettare gli impegni presi in questa legislatura, non faremo delle scelte volte a massimizzare il consenso di qui alle politiche, l'azione sarà quella di chiudere la legislatura con il grande merito di dire ''abbiamo rispettato gli impegni e poi gli italiani giudicheranno'. C'è ancora più determinazioni a completare il programma", dice il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari parlando con l'ANSA rispondendo alla domanda se sia necessario un cambio di passo nell'azione di governo all'esito del referendum sulla giustizia.

In centinaia in piazza Barberini a Roma per il No

festeggiamenti per il no a roma

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Procuratore antimafia Di Matteo: "Riforma era arroganza politica"

"Quella di oggi la ricorderemo come una giornata di svolta, di speranza per la giustizia, per la verità, per l'applicazione dei principi della costituzione. E' stata una risposta molto forte di popolo, di cittadini che hanno capito che questa riforma era pericolosa per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e per i loro diritti", ha detto a Catania il magistrato Nino Di Matteo sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, commentando l'esito del referendum sulla giustizia. Per Di Matteo la riforma "era un atto di arroganza politica al quale il popolo ha risposto in maniera compatta nell'ossequio dei principi della Costituzione".

Gualtieri: "Dai giovani segnale importante al referendum"

"Abbiamo vinto". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha esordito intervenendo dal cassone del camion, allestito come palcoscenico, della manifestazione in piazza Barberini a Roma per la manifestazione per la vittoria del No al referendum. "Grazie a tutti i cittadini che hanno votato No, a partire dai giovani che hanno dato un segnale importantissimo. È stata fermata una riforma inutile e pericolosa. Abbiamo detto con chiarezza che la costituzione non si cambia con arroganza e prepotenza", ha aggiunto.-

In piazza Barberini a Roma cori "dimissioni" e "angurie sì, Meloni no"

Pazza Barberini a Roma si sta riempiendo per la manifestazione dopo la vittoria del No al referendum. Bandiere della Cgil e dei partiti del canpo largo e cori 'Dimissioni' e 'Angurie si, Meloni no'.

Il referendum sui siti dedicati alla politica dell'Ue

Le testate più attente alla vita politica dell'Unione Europea dedicano ampio risalto ai risultati del referendum in Italia, a partire dai siti preferiti dalla bolla di Bruxelles. "La sconfitta al referendum - scrive Politico.eu in un articolo di apertura della homepage - indebolirà probabilmente la posizione politica del primo ministro di destra Giorgia Meloni, soprattutto in vista delle elezioni generali in calendario entro la fine del prossimo anno: si prevede ora che il risultato determinerà il tono del dibattito politico italiano nei mesi a venire". Stesso approccio per Euractiv: "Il referendum italiano sulla riforma giudiziaria sembra destinato a infliggere un duro colpo politico a Giorgia Meloni, con i primi risultati che indicano una vittoria del fronte del No". Grande risalto alla notizia anche per Le Grand Continent. Che si chiede: "In Italia, Giorgia Meloni perde un referendum costituzionale caratterizzato da un'affluenza record: l'effetto Trump in Europa sta indebolendo la destra?".

Schlein: "Batteremo Meloni alle politiche". VIDEO

I magistrati della Corte dei Conti: "I cittadini hanno difeso la Carta"

"L'Associazione dei magistrati della Corte dei conti ringrazia i cittadini italiani per aver difeso la nostra Costituzione. L'esito del referendum rafforza il principio che la legge è uguale per tutti e che la magistratura è al suo servizio", si legge in una nota l'Associazione Magistrati della Corte dei conti.

Schlein e Conte alla manifestazione per il No

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader del M5s Giuseppe Conte partecipano alla manifestazione per la vittoria del No in piazza Barberini, a Roma.

I festeggiamenti per la vittoria del No a Palermo

Festeggiamenti in strada anche a Palermo.

festeggiamenti a palermo

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Landini: "Meloni dialoghi con le forze sociali". VIDEO

Festeggiamenti a Roma per il No

In diverse città sono scesi in strada i sostenitori del No, per festeggiare l'esito del referendum. Succede ad esempio a Roma (in foto).

festeggiamenti per il NO

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Salvini: "Rispetto per gli elettori, governo deve andare avanti"

"Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione". Così il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini in una nota

Procuratore di Roma Lo Voi: "I cittadini hanno capito"

"Sono soddisfatto perché la maggioranza degli elettori ha capito, i cittadini hanno capito". Così il Procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, sui risultati del referendum.

Tra gli italiani all'estero è in testa il Sì

A quasi un terzo dello scrutinio, il voto degli italiani all'estero sul referendum sulla giustizia fotografa una prevalenza dei sì alla riforma.

Lupi: "Nessuna conseguenza per governo, avanti con responsabilità"

"Ha vinto la conservazione, ma questo risultato non avrà conseguenze sul governo, se non quella di spingerci a lavorare con ancora maggiore impegno per riformare e modernizzare l'Italia. Il voto va sempre rispettato e vogliamo cogliere il segnale positivo della grande partecipazione popolare. Dobbiamo analizzare questo risultato e contemporaneamente preservare la stabilità del nostro Paese fino alla fine della legislatura, perché siamo nel pieno di una crisi internazionale di grande portata e dobbiamo occuparci delle sfide più urgenti per la vita delle famiglie e delle imprese, le politiche economiche, il caro energia, e le riforme, compresa la legge elettorale. Dobbiamo lavorare a un sistema che garantisca la governabilità, che è fondamentale. Quindi avanti con responsabilità", dice Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

Referendum Giustizia, da Schlein a Conte passando da Renzi, Meloni, Tajani: le reazioni

Il "rammarico" di Giorgia Meloni, la soddisfazione di Elly Schlein e Giuseppe Conte che guardano già alle prossime elezioni parlamentari. Ecco come i politici italiani stanno reagendo al voto.

Referendum Giustizia, Meloni: “Andremo avanti”. Tutte le reazioni

Referendum Giustizia, Meloni: “Andremo avanti”. Tutte le reazioni

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Schlein: "Batteremo Meloni. Aperta a primarie del campo largo"

"Batteremo Meloni alle prossime politiche, l'ho detto prima e lo ribadisco dopo", dice Elly Schlein. Poi, guardando al futuro del campo largo, aggiunge: "Abbiamo sempre detto che troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma. Discuteremo di tutto, modalità e tempi. Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Noi continuiamo a essere testardamente unitari".

Elly Schlein

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Anm Milano: "Abbiamo difeso la Costituzione, non contestato il governo"

All'esito "di questo pomeriggio concitato l'Associazione nazionale magistrati di Milano ringrazia tutti i colleghi che hanno deciso di non rimanere chiusi nelle loro stanze e di confrontarsi con i cittadini, illustrando i contenuti della riforma e difendendo la Costituzione, insieme ad avvocati, professori e persone comuni, senza voler contestare il Governo, ma volendo spiegare, anche con autocritica, le ombre di una riforma che nulla aveva a che fare con il miglioramento del sistema giustizia". Un obiettivo, "quest'ultimo, verso il quale continueremo a impegnarci con il nostro lavoro quotidiano".  Così scrive il presidente dell'Anm milanese, Luca Milani, dopo che decine di magistrati a Milano si sono ritrovati, prima nella sala dell'Anm poi in Aula Magna, per confrontarsi sulla vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia.

Nordio: "Prendo atto della decisione del popolo sovrano"

Rosy Bindi: "Non chiediamo le dimissioni di nessuno". VIDEO

Schlein: "Da urne messaggio per noi, c'è già maggioranza alternativa"

"Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità, è anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa", ha detto la leader del Pd Elly Schlein.

Fedriga: "Rispetto per il voto, ora si torni a clima senza risse continue"

"A livello nazionale ha vinto il No e quindi evidentemente la maggioranza dei cittadini di questo Paese non vuole la riforma costituzionale. Io sono convinto che fosse una buona riforma, indipendentemente dalla parte politica. Penso che in questa campagna elettorale abbia vinto purtroppo lo scontro partitico per colpa dell'uno e dell'altro fronte e non si sia entrati nel merito. Detto questo gli italiani hanno scelto e bisogna avere rispetto. Mi auguro che adesso si torni però a un clima che non sia la rissa continua che purtroppo in questa campagna referendaria abbiamo visto", ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, commentando i risultati referendari.

Referendum Giustizia, abbracci tra i magistrati a Milano. VIDEO

In centinaia in piazza Maggiore a Bologna festeggiano la vittoria del No

Tante bandiere del Pd, della Cgil, di Verdi e Sinistra, di Potere al Popolo e striscioni di diverse organizzazioni e associazioni che hanno partecipato attivamente alla campagna per il 'no' al referendum sulla giustizia. Si presenta così piazza Maggiore a Bologna, dove si sono radunate alcune centinaia di persone che stanno festeggiando l'esito della consultazione elettorale e con il passare del tempo l'area di fronte alla Sala Borsa e al sacrario dei partigiani si sta riempiendo sempre di più di persone.

Conte: "Voto politico, si apre una nuova stagione". VIDEO

Conte: "Governo azzoppato, per Meloni finisce l'illusione"

"Il segnale politico è forte, fortissimo. Poi Meloni non andrà a casa, ma per questo governo finisce quell'illusione che ha creato quella bolla con i cittadini e che si è pensato di continuare a gonfiare dicendo che va tutto bene. Il governo resterà? Lo affronteremo alle prossime politiche. Ma i cittadini hanno dato uno scossone a Palazzo Chigi che non li renderà tranquilli", ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte commentando il risultato del referendum ai microfoni di SkyTG24. "C'è un governo azzoppato, è una metafora che ci può stare", ha aggiunto. Sulla possibilità che alle primarie del centrosinistra possa correre anche Silvia Salis, ha aggiunto: "quello sui nomi è un esercizio inutile". "Le primarie possono avere un senso - ha proseguito - nel momento in cui sentiamo una grande affluenza e una partecipazione dei giovani. Secondo me le primarie non si fanno oggi o domani mattina, quando trionferebbero i personalismi. Le primarie arriveranno dopo un percorso che ha definito gli obiettivi condivisi".

Schlein: "Tanti elettori di destra hanno votato No"

"Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario. La società civile si è appassionata alla Costituzione e i risultati si vedono. Restate mobilitati per il futuro di questo Paese", dice Elly Schlein.

Schlein: "I giovani hanno fatto la differenza per il No"

"Tra i 18 e i 34 anni il No ha vinto con il 61%: i giovani hanno fatto la differenza, nonostante gli sia stato sottratto il diritto a votare fuori-sede". Così la segretaria dem Elly Schlein. "Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell'esito", ha aggiunto.

Pg Milano: "Il voto significa che vale la pena fare quello che facciamo"

"Non sono stati momenti facili, ma un'affermazione così netta significa che vale ancora la pena fare questo lavoro nel modo in cui lo abbiamo sempre fatto. Da domani ci impegneremo tutti ad evitare che si riverifichino condizioni di questo genere", dice la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, commentando i risultati del referendum. Assieme a decine e decine di altri magistrati, tra giudici e pm, ha partecipato ai festeggiamenti, con tanto di brindisi nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia milanese, per la vittoria del No.

Tajani: "Ci inchiniamo alla volontà del popolo"

"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia - ha osservato il vicepremier Antonio Tajani - Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto".

Gratteri: "La vittoria del no è un segnale forte e chiaro"

"La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali - ha commentato il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri - È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti".

L'affluenza definitiva in Italia sfiora il 59%

Affluenza referendum

Grosso: "Ha perso chi voleva affievolire l'indipendenza delle toghe"

"Sicuramente ha vinto la Costituzione italiana, ha perso chi voleva affievolire le garanzie e l'indipendenza della magistratura", ha detto ancora il presidente del Comitato 'Giusto Dire No' Enrico Grosso, in una confenza stampa sull'esito del referendum.

Nordio: "Prendo atto della decisione del popolo sovrano"

"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma - ha commentato il ministro della Giustizia Carlo Nordio - Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia".

Grosso: "Gli italiani hanno premiato la nostra sincerità"

"Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte", ha commentato il presidente del Comitato 'Giusto Dire No' Enrico Grosso, alla luce della vittoria del No al referendum. "Siamo molto soddisfatti del risultato e che il nostro messaggio sia stato capito - ha sottolineato - La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità".

Fratoianni: "Quando tocchi la Carta questa è la reazione"

"Abbiamo visto crescere un'onda repubblicana costituzionale" c'è una "affluenza altissima che segnala politico e, lo dico alle altre forze del centrosinistra: prediamo subito un impegno che quando governeremo noi la Costituzione senza pensare di cambiarla ci impegniamo ad applicarla: quando tocchi la Costituzione c'è una reazione e questo è uno splendido messaggio per il Paese, per le istituzioni". "Da qui in avanti cambia il vento, cambia la musica e si guarda alle politiche con tutto un altro spirito", ha detto Nicola Fratoianni di Avs.

Conte: "È un avviso di sfratto al governo"

L'esito del referendum "è un avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico", ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma.

Meloni: "Gli italiani hanno deciso e noi lo rispettiamo". VIDEO

Referendum Giustizia 2026, Conte: “Ce l’abbiamo fatta”. Tutte le reazioni

Referendum Giustizia, Conte: “Ce l’abbiamo fatta”. Tutte le reazioni

Referendum Giustizia, Conte: “Ce l’abbiamo fatta”. Tutte le reazioni

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Landini: "Nuova Primavera per il Paese, festeggiamo in piazza"

"Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci a piazza Barberini. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma, sottolineando "la grandissima partecipazione al voto" e "la difesa dell'autonomia e dell'indipendeza della magistratura".

Referendum: "Meloni dimissioni", in piazza da Milano a Roma

Al grido "Ha vinto il no. Meloni dimissioni!" si scenderà in piazza oggi pomeriggio in diverse città italiane. A lanciare le manifestazioni Potere al Popolo e il Comitato No Sociale. A Roma è stato dato appuntamento alle 18 a piazza Santi Apostoli, a Milano in piazzale Loreto, a Napoli alla stessa ora a Largo Berlinguer, a Torino in piazza Castello. Organizzati presidi anche a Bologna, Cuneo, Padova, Pisa, Verona.

Conte: "Ce l'abbiamo fatta, viva la Costituzione"

Bachelet: "Vittoria come quella della lotta partigiana"

"Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento" di questa "battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura", ha detto Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1. "Sono contento - ha aggiunto - e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica, e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no".

Referendum Giustizia, l'affluenza definitiva sfiora il 59%

Referendum Giustizia, affluenza al 58,90% a un quarto dello scrutinio

Referendum Giustizia, affluenza al 58,90% a un quarto dello scrutinio

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Il "NO" avanti

Con circa 26mila sezioni Italia scrutinate su 61.533, il "NO" è avanti con il 54,8%.

Referendum dati reali

Referendum, YouTrend per Sky TG24: ha vinto il "NO"

Stando ai dati parziali, secondo le proiezioni di YouTrend per Sky TG24 al Referendum della Giustizia ha vinto il "NO".

A Milano per il referendum l'affluenza parziale è di oltre il 65%

Nel Comune di Milano l'affluenza, ancora parziale, per il referendum sulla giustizia si attesta al 65,13%, sulla base di 857 sezioni esaminate su 1.249, su un totale di 951.417 elettrici ed elettori aventi diritto. Si tratta di un risultato che supera di molto la media nazionale, del 58,90%. Le operazioni di voto, rende noto il Comune, si sono svolte regolarmente nelle 1.249 sezioni allestite in 162 sedi scolastiche su tutto il territorio cittadino, senza particolari criticità. "Siamo felici - afferma l'assessora ai Servizi civici Gaia Romani - per l'alta partecipazione registrata, che si è tradotta anche in un grande impegno da parte degli uffici comunali. Siamo complessivamente soddisfatti del risultato e desidero ringraziare i dipendenti comunali, insieme a tutti i cittadini che hanno prestato servizio ai seggi, per il contributo fondamentale al regolare svolgimento delle operazioni".

Malan: "Nulla da rimproverarci, la riforma era nel programma"

"Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori. Avevamo un programma dove c'era questo, c'è stata una campagna pesante dove sono state attribuite cose che non esistevano", afferma Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato, a Quarta Repubblica, commentando i dati che danno il No in vantaggio.

Referendum, Instant Poll YouTrend per Sky TG24: No in vantaggio con il 52,5%

Secondo i nuovi Instant Poll sul Referendum della Giustizia - realizzati da YouTrend per Sky TG24 - il No è in vantaggio sul Sì con il 52,5%.

A Rodengo in Alto Adige ha votato solo il 15,71%

È un'affluenza a due velocità quella al referendum in Trentino Alto Adige. La Provincia autonoma di Trento registra con il 65,25% un netto distacco sulla Provincia di Bolzano che si ferma al 38,80%. Anche il derby tra le due città capoluogo va a Trento con il 67,34%, contro appena il 58,46% di Bolzano. Notevole anche il distacco delle due maglie nere: il valore più basso in Trentino si registra a Frassilongo, dove ha votato il 48,10% (l'unico Comune in Provincia sotto il 50%), mentre a Rodengo all'ingresso della val Pusteria ha votato solo il 15,71%.

Referendum, in Basilicata affluenza definitiva al 53,2%

In Basilicata, nelle 683 sezioni allestite per il referendum sulla Giustizia, l'affluenza definitiva è stata del 53,27% degli aventi diritto. In particolare, in provincia di Potenza (452 sezioni) il dato è stato del 53,89%, con il capoluogo di regione che ha fatto segnare il 60,07%. In provincia di Matera (231 sezioni) l'affluenza è al 52,1% con il dato nella città dei Sassi del 57,82%.

Caiazza (Sì separa): "Exit danno il segno di un Paese spaccato a metà"

"È un exit che dà il segno di un Paese spaccato a metà, di una consultazione schiettamente politica" con "la natura dello scontro molto lontana dal quesito - ha commentato Gian Domenico Caizza del comitato 'Sì separa' - Dovremo commentare un risultato decisamente politico che in questo momento ci dà il segnale di un Paese spaccato sia sul merito del quesito sia sul contesto politico nel quale si è svolto".

Bachelet: "Isola degli astenuti è riemersa, tanti tornano al voto"

"Sembra bellissimo, sono molto felice che la nostra galoppata abbia ottenuto almeno il risultato di far tornare la voglia di votare a milioni di cittadini. L'isola degli astenuti è riemersa. Aver fatto tornare la voglia di votare mi sembra un risultato notevole del comitato Società civile per il no", ha detto Giovanni Bachelet, presidente del comitato civico per il No.

Parodi si è dimesso da presidente dell'Anm

Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati. A quanto si apprende per "motivi personali".

In Umbria intorno al 65% l'affluenza al referendum

Affluenza intorno al 65 per cento in Umbria per il referendum sulla giustizia in base ai dati di più dei due terzi delle 997 sezioni. Lo riporta il portale Eligendo. In provincia di Perugia ha votato circa il 65 per cento degli aventi diritto e in quella di Terni poco meno del 64.

Referendum: a metà dei seggi, l'affluenza è al 58,54%

L'affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è il 58,54%. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al momento è relativo a oltre il 50% dei seggi.

Comitato Camere Penali: "Attendiamo le proiezioni"

La parola d'ordine al Comitato Camere Penali per il Sì è "attendere" dopo gli exit pool che danno avanti il No nella tornata referendaria. Al momento nel quartier generale di via del Banco di Santo Spirito a Roma c'è massima cautela su questi prima dati. "Attendiamo le prime proiezioni prima di commentare" spiegano dal Comitato.

Referendum: a un quarto dei seggi scrutinati affluenza al 58,51%

L'affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è il 58,51%. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al momento è relativo a circa il 25% dei seggi. 

Zaia: "In Veneto partecipazione ampia, concreta e consapevole"

"Il dato dell'affluenza in Veneto è particolarmente significativo. Già alla chiusura della prima giornata di voto la nostra regione ha raggiunto il 50,55%, superando il dato finale del referendum costituzionale del 2001 sulla riforma del Titolo V. E oggi nuovamente ai seggi in Veneto c'era una presenza davvero notevole. È un segnale chiaro di partecipazione, attenzione e senso civico". Lo dichiara in una nota il presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia. "Colpisce - aggiunge Zaia - la risposta diffusa della gente del territorio veneto, con percentuali molto alte in tutte le province. Vuol dire che i cittadini hanno sentito questo appuntamento come importante e vicino. Dai seggi continuano ad arrivare indicazioni di un'ottima partecipazione, anche nella giornata di oggi. È il segno che il lavoro di informazione e di confronto fatto in queste settimane è servito. In attesa di quello che sarà il risultato finale, siamo di fronte ad un dato importante: l'impegno di chi ha promosso il referendum e di chi ha animato il dibattito pubblico, da posizioni anche diverse, sta riportando molti cittadini al voto. Ed è un fatto positivo, serio, che in Veneto merita di essere riconosciuto come prova di una democrazia sentita e matura", conclude.

Grosso al Comitato per il No, attesa per lo spoglio

C'è attesa al Comitato Giusto Dire No per i risultati del referendum sulla giustizia. Allo spazio Extra Libera a Roma, ex cinema confiscato alla criminalità organizzata e gestito dall'associazione Libera, sono arrivati il presidente onorario Enrico Grosso e il presidente esecutivo Antonio Diella.

Referendum, Instant Poll YouTrend per Sky TG24: No in lieve vantaggio

Secondo i primi Instant Poll delle ore 15 sul Referendum della Giustizia - realizzati da YouTrend per Sky TG24 - il No è in lieve vantaggio su Sì.

Instant Poll

Stefani: "Sarà risultato legittimato da partecipazione"

Secondo il presidente del Veneto, Alberto Stefani, "quando c'è partecipazione non si può che essere assolutamente felici. Significa che i cittadini partecipano e che qualsiasi sarà ovviamente il risultato di questo referendum sarà un risultato legittimato dalla partecipazione popolare". "Ben venga la partecipazione dei cittadini, degli elettori - ha sottolineato - e dovremo, come ho più volte proposto da componente della Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati, proporre sempre strumenti di voto capaci di garantire la massima partecipazione dei cittadini".

Fedriga: "Positivo che tante persone siano andate a votare"

"Mi sembra che tutte le previsioni dei sondaggisti" sul referendum "siano venute meno, quindi secondo me c'è l'incertezza totale. Vedremo cosa accade alle 15 e con grande rispetto del voto degli elettori. Il dato positivo è che tante persone sono andate a votare, questo è un dato assolutamente positivo", ha commentato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine di un incontro a Trieste, rispondendo alle domande dei cronisti sull'affluenza al referendum. "Indipendentemente da come andrà il referendum - ha osservato il governatore - sicuramente non possiamo che guardare con grande attenzione a questa voglia di partecipazione da parte dei cittadini".

Giani: "Affluenza incredibile, orgoglioso dati Toscana"

Quella al referendum "è un'incredibile affluenza", alle 15, quando saranno chiuse le urne, "vedremo dove si è indirizzata". Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, a margine di un evento a Firenze, commentando i dati sulla partecipazione al voto referendario che ieri sera in Toscana aveva toccato il 52,49%. Ad ora, ha aggiunto "sono molto felice perché comunque io credo nel referendum, nelle varie forme in cui si esprime, e credo profondamente nella democrazia", che "per un esponente del Partito Democratico è l'essenza". Secondo il governatore "il fatto che si ritorni a votare" con una percentuale "probabilmente vicina al 60%", "significa che in questo caso i toscani, gli italiani hanno capito quanto fosse importante". Un dato inaspettato alla vigilia e quindi "assolutamente non interpretabile. Comunque sia, mi sento orgoglioso di vedere la Toscana, la mia città Firenze, in testa alle classifiche nazionali sulle persone che hanno votato. Siamo sempre, e lo diciamo oggi con il treno della memoria, una regione che sa dare alla democrazia il valido contributo delle idee e della partecipazione".

Salvini: "Minacce inaccettabili e vergognose, solidarietà a Diaco"

''Minacce inaccettabili, vigliacche e vergognose. Solidarietà a Pierluigi Diaco. Chi non tollera le idee altrui non ha argomenti, ha solo odio''. Lo scrive su X il leader della Lega Matteo Salvini. 

Malan (Fdi): "Solidarietà a Diaco vittima di vergognoso odio social"

“Desidero esprimere solidarietà a Pierluigi Diaco vittima da giorni di un linciaggio social a sfondo omofobo inaccettabile e vergognoso per aver espresso il proprio favore alla riforma della giustizia. Diaco è un professionista esemplare e ciò cui stiamo assistendo rappresenta una inaccettabile offesa alla libertà di pensiero e di voto. Mi auguro che tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, facciano sentire la propria vicinanza a Pierluigi Diaco censurando senza alcuna ambiguità questo odio social”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

Catania, scatta foto al seggio e viene identificato e denunciato dalla Gdf

Scatta una foto con il suo telefono cellulare mentre è al seggio elettorale della scuola Cavour di Catania ma viene scoperto e  identificato dalla Guardia di finanza. La sua posizione sarà vagliata dalla Procura di Catania.

Sgarbi ha votato a San Severino Marche

Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ieri sera ha votato per il referendum sulla giustizia a San Severino Marche (Macerata), città che lo vide protagonista come sindaco agli inizi degli anni Novanta. L'ex sottosegretario di Stato alla Cultura, attualmente sindaco di Arpino, in provincia di Frosinone, e prosindaco di Urbino, si è presentato alle ore 21 al seggio numero 13, nella scuola in frazione di Cesolo.

Il messaggio di Tajani

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani sui social ha postato una sua immagine di ieri mentre infila la scheda nell'urna elettorale, accompagnata dal messaggio: "'Partita finisce quando arbitro fischia' diceva sempre il grande Vujadin Boškov. Si vota anche oggi, fino alle 15!".

Meloni al seggio per votare

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata al seggio della Scuola Primaria Rosalba Carriera, in zona Spinaceto, che si trova nel quadrante sud di Roma, per votare per al referendum sulla riforma della Giustizia. Poco prima di entrare nel plesso, la premier ha salutato una elettrice appena uscita con una stretta di mano e lo scambio di qualche frase.

Giorgia Meloni al voto per il referendum

©Ansa

Fotografa la scheda in cabina, denunciata a Ferrara

Pensava di passare inosservata mentre scattava una foto alla propria scheda elettorale, ma il suo smartophone l'ha tradita. È accaduto ieri a Ferrara, in un seggio nella frazione di Fossanova San Marco durante le votazioni per il referendum. Una donna di 61 anni ha fotografato con il telefono le proprie operazioni di voto in cabina, pratica vietata per legge. Il volume dello smatphone era però attivo, ed in tutto il seggio è risuonato il "clic". Colta in flagrante, la donna è stata denunciata dai carabinieri, a loro volta avvertiti dal presidente di seggio. Inoltre il telefono della donna è stato sequestrato.

In Veneto il referendum "batte" per affluenza le suppletive della Camera

In Veneto il voto per il referendum "batte" quello per i deputati. Nei 126 comuni rodigini e padovani in cui si vota per le suppletive alla Camera, alle 23 di ieri l'affluenza è stata più alta per il quesito sulla riforma costituzionale, con uno scarto medio di oltre sei punti. Per quanto riguarda il voto della Camera, si vota nel collegio uninominale 2-01, che comprende la provincia di Rovigo e 35 comuni di Padova, e nel collegio 2-02 del Veneto, che comprende 41 comuni padovani, per riempire i posti lasciati liberi rispettivamente dal presidente della Regione Alberto Stefani e dal suo assessore Massimo Bitonci. Guardando l'affluenza nei centri principali, emerge come nel capoluogo polesano la partecipazione al quesito referendario alle 23 sia arrivata al 49,85% contro il 45,58% delle suppletive. Ad Adria (Rovigo) vota per il referendum il 47,76% degli elettori contro il 42,42% alle suppletive. Nel Padovano, a Selvazzano Dentro vota il 55,51% contro il 52,12% delle suppletive. I candidati principali nel collegio rodigino sono il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba e Giacomo Bovolenta di Italia Viva per il centrosinistra (senza M5s), mentre l'altro vede Giulio Centenaro (Lega) opposto ad Antonino Stivanello. 

Referendum Giustizia 2026, come cambierebbe la Costituzione se a vincere fosse il Sì

Il 22 e 23 marzo 2026 si tiene il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia varata dal Parlamento. Sono diversi i punti su cui il testo va a intervenire, dalla separazione delle carriere alla creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura, fino alla nascita di un'Alta corte disciplinare: ecco quali sono tutte le novità che entrerebbero in vigore qualora a vincere fosse il Sì.

Referendum Giustizia 2026, come cambia la Costituzione se vince il Sì

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Fumarola (Cisl): "Affluenza al voto alta, spero sia inizio di una nuova era"

Commentando i dati elevati dell'affluenza al voto per il referendum, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha detto: "La partecipazione al voto credo che sia sempre positiva, dovremmo sempre di più spingere le persone ad andare a votare ciò che desiderano perché il voto è un diritto-dovere, bisogna avere anche rispetto per chi ha perso la vita per poterci consegnare questa possibilità. Speriamo, quindi, che sia l'inizio di una nuova era, perché in questi ultimi anni l'affluenza al voto è stata molto bassa, speriamo che si cambi tendenza".

Referendum Giustizia 2026, quando e per cosa si vota

La riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati in Italia, annunciata nel 2022 e contenuta nel programma elettorale dell'attuale coalizione di governo, ha avuto un lungo percorso di gestazione e ora con il referendum costituzionale del 22 e del 23 marzo si avvia alle battute finali, che ne decreteranno o meno la sua entrata in vigore. Ecco nel dettaglio in cosa consiste la consultazione popolare e su quali temi gli italiani sono chiamati a esprimere il loro voto.

Referendum Giustizia 2026, quando e per cosa si vota

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Referendum in Italia, dal primo nel 1946 a quello del 2026: tutti i voti

Il primo fu quello istituzionale con il quale gli italiani scelsero tra Repubblica e Monarchia. Da quel giorno si è tornati alle urne per altri 77 quesiti referendari: 72 abrogativi, uno consultivo e quattro costituzionali. Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani sono chiamati di nuovo alle urne per votare per il referendum Giustizia.

Referendum in Italia, dal primo nel 1946 a quello del 2026

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Come sono andati storicamente i referendum in Italia?

Dal 1946 abbiamo votato per 84 quesiti e per 77 di questi bisognava superare il quorum.

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Giustizia, l'iter della riforma su separazione carriere: dalla legge Nordio al Referendum

Il referendum costituzionale sulla Giustizia del 22 e 23 marzo 2026 rappresenta l'ultima tappa di un percorso di riforma iniziato con la campagna per le scorse elezioni politiche. Ecco l'iter che in quasi quattro anni di gestazione ha portato all'approvazione del testo in Parlamento e al voto definitivo degli elettori.

Riforma della Giustizia, dalla legge Nordio al Referendum: l'iter

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Meloni al voto: "Partecipare è importante"

"Pronta per il voto. Ricordate: c'è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante". Lo twitta su X la premier Giorgia Meloni, con una sua foto con la tessera elettorale per votare sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

Referendum Giustizia, leader politici e rappresentanti delle istituzioni ai seggi. FOTO

Sono molti i volti noti della politica che sono stati fotografati ai seggi elettorali nel primo giorno di chiamata alle urne, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai capi di partito e dai governatori ai sindaci delle città italiane.

Referendum, politici e rappresentanti delle istituzioni ai seggi. FOTO

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Referendum Giustizia, perché votare sì e perché votare no: cosa dicono i politici

Domenica 22 e lunedì 23 marzo seggi aperti in Italia per il referendum confermativo sulla giustizia. Gi elettori saranno chiamati ad esprimersi su alcune modifiche costituzionali, dalla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri - con due distinti Csm - all'istituzione di un'Alta corte disciplinare per i magistrati. Ecco quali sono le posizioni ufficiali dei principali leader di partito.

Referendum Giustizia, perché votare sì o no: cosa dicono i partiti

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Referendum Giustizia, +15% sul compenso di scrutatori, segretari e presidenti di seggio

Il decreto legge 196 del 27 dicembre 2025 stabilisce alcune novità sulla votazione del 22-23 marzo 2026. Rispetto alle tornate precedenti, sarà possibile votare per il referendum sulla Giustizia non solo nella giornata di domenica ma anche lunedì dalle 7 alle 15. Un cambiamento che implica ore di lavoro in più per tutte le persone che lavorano ai seggi e che, di conseguenza, hanno diritto a un aumento nella remunerazione. Ecco come cambiano gli onorari.

Referendum Giustizia, +15% per scrutatori, segretari e presidenti

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Referendum, la Disability Card riconosciuta come documento valido ai seggi

La Carta europea della disabilità diventa documento valido per accedere al voto assistito nei seggi elettorali, già a partire dal referendum del 22-23 marzo. A chiarirlo è una circolare del ministero dell'Interno che contiene indicazioni operative per "semplificare e uniformare" le procedure durante le operazioni di voto degli elettori con disabilità. Ecco cosa sapere.

Referendum, Disability Card valida come documento ai seggi

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Referendum Giustizia 2026, come si vota: tutto quello che c'è da sapere

Il 22 e il 23 marzo 2026 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per esprimersi sul referendum. Si tratta di una consultazione confermativa, priva di quorum: votare "SÌ" significa avvallare l’intero impianto di riforma promosso dall’esecutivo, mentre un voto negativo affosserebbe l'intero progetto di revisione costituzionale. Ecco cosa sapere su orari, modalità di voto e temi.

Referendum Giustizia 2026, come si vota: cosa c'è da sapere

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Referendum Giustizia, ecco i precedenti dal 2001 al 2020

Un vero termometro per i governi che li hanno vissuti, i referendum confermativi hanno segnato il percorso degli ultimi anni della vita politica del nostro Paese. Dal 2001 fino al 2020, le consultazioni hanno messo in luce una dinamica elettorale per alcuni versi sorprendente. Di fronte al problema della scarsa partecipazione popolare, sono state infatti proprio le consultazioni dove non c'è soglia a vedere spesso la partecipazione maggiore.

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Aperti i seggi, si vota fino alle 15.00

Hanno riaperto i seggi per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Le urne saranno aperte fino alle 15, poi inizierà lo spoglio. I dati su affluenza e risultati saranno disponibili online sul portale 'Eligendo' e sull'app 'Eligendo Mobile'.

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