Referendum Giustizia, +15% sul compenso di scrutatori, segretari e presidenti di seggio
PoliticaIl decreto legge 196 del 27 dicembre 2025 stabilisce alcune novità sulla votazione del 22-23 marzo 2026. Rispetto alle tornate precedenti, sarà possibile votare per il referendum sulla Giustizia non solo nella giornata di domenica ma anche lunedì dalle 7 alle 15. Un cambiamento che implica ore di lavoro in più per tutte le persone che lavorano ai seggi e che, di conseguenza, hanno diritto a un aumento nella remunerazione. Ecco come cambiano gli onorari
Il referendum sulla Giustizia (COSA SAPERE) oltre al dibattito politico e sociale porta con sé anche alcune novità di tipo pratico e relative agli onorari di quelle che sono le principali figure che ruotano attorno ai seggi: il presidente, il segretario e gli scrutatori. Per queste figure, le giornate di voto, comprese le ore precedenti e successive all'apertura e chiusura dei seggi, sono intense e frenetiche. In particolar modo le votazioni del 22-23 marzo 2026 che, a differenza delle tornate referendarie precedenti, si svolgeranno su due giorni e non più solo su uno. Al classico orario di apertura delle urne della domenica, dalle 7 alle 23, i cittadini potranno andare a votare per il referendum sulla Giustizia anche lunedì dalle 7 alle 15. Una novità che estende la durata del voto e, di conseguenza, rende necessario l’adeguamento dei compensi per le figure coinvolte.
Aumento del 15%
A stabilire le novità operative del referendum di marzo 2026 è il decreto-legge 27 dicembre 2025, n. 196, che dispone appunto il prolungamento delle operazioni di voto e modifica (con un +15%) gli importi degli onorari. Come si legge nel testo, “in considerazione del prolungamento dell'orario di votazione disposto dal comma 1, il comma 2 incrementa del 15 per cento l'importo degli onorari fissi forfettari spettanti ai componenti di seggio, ferme restando le maggiorazioni dovute nel caso di contestuale svolgimento di più consultazioni”.
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Nuovi onorari
Stando alla legge 70 del 1980 che stabilisce gli onorari, per quanto riguarda le consultazioni referendarie al presidente (che coordina le operazioni) spettano 130 euro, al segretario (che registra e verifica i voti) e agli scrutatori (che si occupano del corretto svolgimento delle votazioni) ne spettano 104. Questione a parte per i seggi speciali (in ospedali e carceri) dove spettano 79 euro al presidente e 53 euro agli altri componenti. Per il lavoro al referendum del 22-23 marzo 2026, invece, con la maggiorazione del 15% prevista dal dl 196/2025, il presidente percepirà 149,50 euro, scrutatori e segretario 119,60 euro ciascuno. Nei seggi speciali gli importi salgono, rispetto a quanto previsto dalla legge 70/1980, di 38 euro per il presidente e 25 euro per gli altri componenti.