Referendum Giustizia, da Schlein a Conte passando da Renzi, Meloni, Tajani: le reazioni
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Il no ha vinto al referendum costituzionale sulla giustizia (GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE). “Abbiamo vinto, i giovani hanno fatto la differenza”, ha detto la segretaria del Pd Ely Schlein. "Ce l'abbiamo fatta, si apre una primavera politica", ha esultato anche il leader del M5s Giuseppe Conte. Il presidente di Iv Matteo Renzi: “Io mi sono dimesso da tutto, vedremo Meloni”. Dall’altra parte, la premier ribadisce di non aver intenzione di fare un passo indietro: “Rispettiamo la decisione, andremo avanti”. Sulla stessa linea il ministro della Giustizia Carlo Nordio e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Dai sostenitori del No che cantano vittoria, a quelli del Sì che dicono di avercela messa tutta: ecco le reazioni dei politici
Quello che devi sapere
Meloni: "Rispettiamo decisione, andremo avanti"
Dopo la vittoria del No, Giorgia Meloni ha commentato il risultato del referendum in un video pubblicato sui social. "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia", ha detto la premier.
E ancora: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione".
Poi ha concluso: "Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo".
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Nordio: “Prendo atto della decisione del popolo sovrano”
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano”, ha commentato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Il nostro intendimento – ha aggiunto – era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo e imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia".
Per approfondire: Cosa prevedeva la riforma Nordio. Video
Tajani: “Ci inchiniamo alla volontà del popolo”
Dello stesso tenore il commento del vicepremier Antonio Tajani. "Il popolo sovrano si è espresso e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto", ha aggiunto il leader di Forza Italia.
Per approfondire: Da Roma a Palermo in piazza per festeggiare la vittoria del No. FOTO
Salvini: “Cittadini hanno sempre ragione”
Nel tardo pomeriggio è arrivato anche il commento di Matteo Salvini. "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione", si legge in una nota del vicepremier e segretario della Lega.
Schlein: “Abbiamo vinto, i giovani hanno fatto la differenza”
A esultare per la vittoria del No, invece, è la leader del Pd Elly Schlein. "Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell'esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede", ha detto in una conferenza stampa al Nazareno. "Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario", ha aggiunto.
E ancora: "Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa".
I leader progressisti, ha aggiunto Schlein, "spero di vederli in piazza e festeggiare insieme. Abbiamo sempre detto che troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma. Discuteremo di tutto, modalità e tempi. Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Noi continuiamo a essere testardamente unitari". E ha concluso: "Batteremo Meloni alle prossime Politiche, l'ho detto prima e lo ribadisco dopo. Questo voto con un'affluenza molto alta è un messaggio di cui il governo deve tenere conto".
Per approfondire: Referendum giustizia, Schlein: batteremo Meloni a elezioni politiche. VIDEO
Conte: "Ce l'abbiamo fatta, si apre primavera politica"
Tra i primi a esultare per la vittoria del No è stato Giusepe Conte. "Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", ha scritto su X il leader del M5s, che ha seguito lo spoglio nella sede del Movimento in via Campo Marzio a Roma, insieme a diversi parlamentari e allo stato maggiore del partito.
In una conferenza stampa, poi, ha aggiunto: "Il risultato mi sembra chiaro, una grandissima partecipazione e una chiara, sonora, vittoria del No. Questo ci rallegra molto. Si apre una nuova stagione, una primavera politica. I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste. Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera" (IL VIDEO). L'esito del referendum, ha detto ancora Conte, "è un avviso di sfratto al governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico". Poi ha aperto “alla prospettiva delle primarie” per scegliere il leader della coalizione. “Oggi c'è un fatto nuovo. Questa primavera democratica all'insegna della partecipazione. Questa affluenza sta a significare che i cittadini vogliono scegliere e partecipare. Prima il programma, poi il percorso e poi individueremo l'interprete".
Per approfondire: Referendum Giustizia, l'affluenza definitiva sfiora il 59%
Bindi: "Risultato per la Costituzione"
"Il risultato è per la Costituzione. Noi abbiamo fatto una campagna nel merito per difendere l'integrità della Carta costituzionale. Non chiederemo mai le dimissioni di nessuno. Ma ricevere il consenso popolare non significa governare senza rispettare la Costituzione", ha detto Rosy Bindi, del comitato Società civile per il no, a Sky TG24 (VIDEO).
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Renzi: “Io mi sono dimesso da tutto, vedremo Meloni”
“Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa”, ha scritto sui social Matteo Renzi. Su Radio Leopolda, il leader di Iv ha aggiunto: “Meloni farà quello che crede, ma per prendere atto del risultato ci vuole coraggio. Invece in politica ci sono molti don Abbondio. Oggi, non ascoltare la voce del popolo è da don Abbondio. C'è solo una cosa che si può fare con onore, mantenere la dignità. La partita di oggi segna la fine del tocco magico. Meloni non può far finta di nulla”.
Avs: “Sarà per sempre No!”
"Sarà per sempre No!": così Angelo Bonelli, di Avs, ha festeggiato sui social l'esito del referendum, mutuando il titolo della canzone con cui Sal Da Vinci ha vinto a Sanremo, usata come jingle durante alcuni eventi della campagna per il Sì, incluso quello a Milano con la premier Giorgia Meloni.
"Abbiamo visto crescere un'onda repubblicana costituzionale", c'è una "affluenza altissima e lo dico alle altre forze del centrosinistra: prediamo subito un impegno che quando governeremo noi la Costituzione, senza pensare di cambiarla, ci impegniamo ad applicarla. Quando tocchi la Costituzione c'è una reazione e questo è uno splendido messaggio per il Paese, per le istituzioni. Da qui in avanti cambia il vento, cambia la musica e si guarda alle politiche con tutto un altro spirito", ha detto invece Nicola Fratoianni a La7.
Anm: “Il risultato del voto è un punto di partenza”
"Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutti i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia": è il comento della Giunta esecutiva centrale dell'Anm.
Per approfondire: Referendum giustizia, Anm: vittoria no è punto di partenza. VIDEO
Bachelet: “Vittoria come quella della lotta partigiana”
"Sono molto contento" di questa "battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. E penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica. E non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no", ha detto Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, al Tg1.
Landini: “È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”
"Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”, ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum, dando appuntamento in piazza per festeggiare. Ha anche sottolineato "la grandissima partecipazione al voto" e "la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura". Il risultato referendario "dice che questo governo non ha il consenso della maggioranza del Paese. E, quindi, che deve cambiare strada rispetto a quella che ha seguito finora", ha concluso Landini.
Per approfondire: Referendum, Landini: "Meloni dialoghi con forze sociali". VIDEO
Gratteri: “La vittoria del no è un segnale forte e chiaro”
"La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti", ha commentato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
Zanon: "Nessun rimpianto"
Dopo la vittoria del No, il presidente del comitato Sì Riforma Nicolò Zanon ha commentato i risultati in una conferenza stampa. "Viva la democrazia, grande successo di affluenza. Le persone sono state molto coinvolte con messaggi anche non corretti ma comunque c'è stata una partecipazione. Ce l'abbiamo messa tutta. Alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese. Nessun rimpianto e nessuna critica al modo con cui abbiamo condotto la battaglia", ha detto.
Sallusti: “Mi spiace per la riforma”
"Il contro paga sempre più dell'essere a favore. Nel corso di queste settimane ci siamo chiesti se cambiare l'impostazione della campagna, ma abbiamo detto no, noi siamo per la riforma e non contro qualcuno. Mi spiace per la riforma e per il rallentamento di una stagione riformista per il Paese. Ovviamente noi rispettiamo la scelta degli elettori", ha detto Alessandro Sallusti, portavoce del comitato Sì riforma commentando i risultati del referendum.
Lupi: “Risultato non avrà conseguenze sul governo”
"Ha vinto la conservazione, ma questo risultato non avrà conseguenze sul governo, se non quella di spingerci a lavorare con ancora maggiore impegno per riformare e modernizzare l'Italia. Il voto va sempre rispettato e vogliamo cogliere il segnale positivo della grande partecipazione popolare. Dobbiamo analizzare questo risultato e contemporaneamente preservare la stabilità del nostro Paese fino alla fine della legislatura, perché siamo nel pieno di una crisi internazionale di grande portata e dobbiamo occuparci delle sfide più urgenti per la vita delle famiglie e delle imprese, le politiche economiche, il caro energia, e le riforme, compresa la legge elettorale. Dobbiamo lavorare a un sistema che garantisca la governabilità, che è fondamentale. Quindi avanti con responsabilità", ha commentato Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Malan: “Nulla da rimproverarci, riforma era nel programma”
"Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori. Avevamo un programma dove c'era questo, c'è stata una campagna pesante dove sono state attribuite cose che non esistevano": così Lucio Malan, capogruppo di Fdi al Senato, su Rete4.
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