Guerra Iran USA, media: "Attacco limitato Usa contro l'isola iraniana di Qeshm". LIVE
Gli Stati Uniti hanno attaccato lunedì l'isola iraniana di Qeshm, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto riportato dai media di Teheran. Si tratta dell'ultima della serie di missioni limitate che Washington ha condotto segretamente contro il Paese nelle ultime settimane, proprio mentre Trump continua a ventilare la possibilità di un accordo diplomatico. Khamenei infatti ha dato via libera ai negoziati
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Gli Stati Uniti hanno attaccato lunedì l'isola iraniana di Qeshm, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto riportato dai media di Teheran. Si tratta dell'ultima della serie di missioni limitate che Washington ha condotto segretamente contro il Paese nelle ultime settimane, proprio mentre il presidente Donald Trump continua a ventilare la possibilità di un accordo diplomatico. L'offensiva giunge dopo alcune affermazioni del tycoon che hanno di fatto ridimensionato l'ipotesi di una ripresa delle ostilità contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato.
L'Iran infatti accelera sui negoziati con gli Usa con il via libera di Khamenei per evitare che la guerra riprenda.
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Teheran: "Non accetteremo richieste eccessive da parte degli Usa"
"L'Iran e gli Stati Uniti sono ben lontani dal raggiungere un accordo per porre fine alla guerra". Lo riporta Ynet News, citando un alto funzionario iraniano che ha parlato con l'agenzia di stampa Reuters, aggiungendo che "le richieste eccessive degli Stati Uniti non saranno accettate da Teheran. Gli Stati Uniti devono soddisfare le condizioni che abbiamo posto se vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto. I colloqui sulla questione nucleare potranno iniziare solo dopo. L'Iran - ha concluso - è pronto a rispondere con forza, nella regione e fuori, se gli Stati Uniti attaccheranno".
Iran, giustiziati per impiccagione due coinvolti in proteste
Le autorità iraniane hanno giustiziato mediante impiccagione due uomini, condannati per il loro coinvolgimento nell'uccisione di quattro agenti di polizia durante le proteste avvenute a gennaio nell'Iran centrale. Lo ha reso noto la magistratura. "Amirhossein Maleki e Amirhossein Ebrahimi, due degli autori armati del crimine commesso nel gennaio 2026 a Isfahan - le cui azioni brutali e atroci hanno portato al martirio di quattro agenti di polizia - sono stati impiccati", ha riferito Mizan Online, il portale web della magistratura. Le esecuzioni sono state eseguite "dopo un accurato esame legale dei loro casi e la conferma delle condanne a morte da parte della Corte Suprema", a seguito dei ricorsi presentati dagli imputati, si legge nel rapporto. A dicembre, in Iran, e' scoppiata un'ondata di proteste innescata dal forte rialzo dei tassi di cambio delle valute estere; la situazione è rapidamente degenerata in manifestazioni antigovernative, che hanno raggiunto il culmine l'8 e il 9 gennaio. Teheran ha accusato i suoi acerrimi nemici, Israele e gli Stati Uniti, di aver fomentato le proteste. Secondo i dati ufficiali, oltre 3.000 persone - tra cui agenti di polizia e personale delle forze di sicurezza - sono rimaste uccise durante gli scontri, mentre organizzazioni per i diritti umani con base all'estero hanno fornito cifre piu' elevate. Secondo Mizan, i due uomini "erano tra i principali responsabili del crimine", "erano armati, presenti sulla scena e hanno compiuto molteplici atti criminali". La magistratura ha dichiarato che sono stati "condannati a morte con l'accusa di 'moharebeh' (muovere guerra contro Dio) e di 'corruzione sulla terra', attraverso azioni che hanno compromesso la sicurezza nazionale". All'inizio di ottobre, le autorita' avevano gia' giustiziato Alireza Sepahi e Alireza Raissi, anch'essi coinvolti nello stesso caso. Il numero di esecuzioni in Iran è aumentato drasticamente dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, scoppiato a fine febbraio per iniziativa di Stati Uniti e Israele. Secondo Amnesty International, l'Iran e' il Paese che, dopo la Cina, registra il maggior numero di esecuzioni capitali.
Iran, "Data risposta a Usa ora spetta a loro prevenire guerra"
"Se Washington dovesse commettere un altro errore strategico, si troverebbe di fronte a uno scenario di conflitto completamente nuovo, in cui cercherebbe, in modo ancora più disperato, una via di fuga", ha detto Ghalibaf. "Gli Stati Uniti e Israele cercano di costringere l'Iran alla sottomissione attraverso minacce e azioni militari, ma stanno commettendo degli errori; l'Iran non si sottometterà", ha aggiunto, sottolineando: "La nostra risposta a qualsiasi errore di valutazione da parte del nemico sarà imprevedibile e supererà i limiti geografici. Smantelleremo i loro calcoli errati e annienteremo le loro risorse, sia materiali che immateriali".
Teheran: "Sta a Usa fare mossa per evitare guerra"
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che spetta a Washington fare la mossa decisiva per "evitare la guerra". "I Paesi della regione devono sapere che, così come la Repubblica Islamica dell'Iran è pronta al combattimento con il dito sul grilletto, ha anche fornito alla parte americana una risposta forte e razionale", ha affermato in un discorso televisivo. "Ora tocca all'America agire per evitare la guerra".
Trump: "Potremmo dover colpire Fordo, non è un problema"
Dopo gli attacchi sull'isola di Qeshm, in Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a Fox News che "potremmo dover colpire Fordo (sede del principale e più protetto impianto sotterraneo iraniano per l'arricchimento dell'uranio, ndr), non è un problema". Secondo il tycoon, gli Stati Uniti possono farlo "entro un'ora e in qualsiasi momento vogliano". Ha aggiunto: "L'Iran non è in una buona posizione per negoziare. Questa non è una guerra, è una guerra molto leggera". Gli Stati Uniti hanno colpito l'isola iraniana di Qeshm, nello stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, proprio mentre Donald Trump si era mostrato, poco prima, ottimista riguardo ai negoziati con Teheran. L'attacco avviene alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Trump: 'ottime probabilità di accordo'
Trump ha affermato che gli Usa non sono in guerra contro l'Iran, citando come paragone "la Prima o la Seconda guerra mondiale. Quando è stata l'ultima volta che ci avete visto combattere contro di loro? Passano mesi e mesi, noi parliamo.
Loro non si trovano in una buona posizione negoziale. La loro economia sta crollando per colpa nostra. Hanno un'inflazione del 301%. Non hanno denaro, non pagano i soldati, non pagano le forze di polizia. Non siamo in guerra, capite? Nessuno direbbe che siamo in guerra. Insomma, quand'è stata l'ultima volta che abbiamo sparato un colpo? Non è questo il caso, vero? È una forma di scontro molto blanda". La spesa di "30 miliardi di dollari" nel confronto contro Teheran "sono briciole, perché abbiamo recuperato quella cifra molte volte tanto, solo con il Venezuela" o la Groenlandia" che vale "5.000 miliardi di dollari: è una cifra irrisoria rispetto al denaro che abbiamo generato. Inoltre, da quando sono entrato in carica, abbiamo creato un valore pari a 25.000 miliardi di dollari. 25 trilioni. Rifletteteci: nessuno ne ha mai sentito parlare. Nessun altro Paese ha fatto ciò che abbiamo realizzato noi negli ultimi due anni. 25 trilioni di dollari di ricchezza... nessuno ha mai fatto nulla del genere", ha aggiunto Trump.
Trump: 'con Iran sorta di guerra che può degenerare, ottime probabilità di accordo'
Abbiamo sferrato un duro colpo annientando la loro marina, ben 159 navi. Ma non si può parlare di una guerra nel senso tradizionale del termine. È una sorta di guerra, sì. Potrebbe degenerare se non dovessero raggiungere un accordo, ma loro desiderano ardentemente un'intesa". Lo ha detto Donald Trump parlando con Sean Hannity su Fox News, aggiungendo che "ci sono ottime probabilità di arrivare a un accordo. Certo, loro vorrebbero vincere. Ma il punto è questo: noi agiamo da una posizione di totale forza. Possiamo chiudere la faccenda in qualsiasi momento. Se posso arrivare a un accordo, preferisco farlo: salverebbe molte vite".
Wsj, 'attacco limitato Usa contro l'isola iraniana di Qeshm'
Gli Stati Uniti hanno attaccato lunedì l'isola iraniana di Qeshm, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto riportato dai media di Teheran. Si tratta dell'ultima della serie di missioni limitate che Washington ha condotto segretamente contro il Paese nelle ultime settimane, proprio mentre il presidente Donald Trump continua a ventilare la possibilità di un accordo diplomatico. L'offensiva giunge dopo alcune affermazioni del tycoon che hanno di fatto ridimensionato l'ipotesi di una ripresa delle ostilità contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. "Abbiamo avuto una guerra con l'Iran. Abbiamo vinto", ha detto The Donald lunedì. "Non so nemmeno se si possa definire una guerra, dato che non ci sono stati combattimenti da mesi", ha aggiunto. Tuttavia, secondo i funzionari, gli Usa sono impegnati da diverse settimane in attacchi su scala ridotta contro l'Iran: lunedì, sui social, sono state segnalate esplosioni nei pressi dell'isola di Qeshm. Alcuni funzionari hanno descritto tali azioni come di natura difensiva per impedire all'Iran di avere la libertà di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Qeshm è un'isola situata all'imboccatura dello Stretto di Hormuz e ospita un grande sito missilistico sotterraneo, una base navale e un importante impianto di desalinizzazione. In passato, gli Stati Uniti avevano già preso di mira l'isola nelle altre fasi dei combattimenti, e si è discusso anche della possibilità di occuparla.