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Elezioni Israele, Commissione elettorale: inchiesta su presunte interferenze dal Qatar

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Nell'altro filone di indagine, 7 arresti per presunta corruzione elettorale nel sud del Paese

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Israele si trova a fare i conti non solo con i risultati delle elezioni, ma anche con due inchieste su atti di presunta corruzione elettorale. Da una parte, la polizia israeliana ha riferito su X che quattro uomini sono stati arrestati nel sud di Israele: altre tre persone erano state arrestate con la mattina delle elezioni, il 27 ottobre, sempre nel sud del Paese. Tutti e 7 con l'accusa appunto di presunta corruzione elettorale. Dall'altra, il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, il giudice Noam Sohlberg, ha chiesto al capo dello Shin Bet di indagare sulle accuse di interferenze straniere nelle elezioni per il sospetto di corruzione elettorale da parte del Qatar dopo che il capo dell'intelligence interna David Zini ha presentato informazioni definite "eccezionalmente gravi". 

 

I sospetti sul Qatar

La richiesta di Sohlberg è stata riportata da Channel 12 che ha riferito che "il sospetto attualmente esaminato riguarda il trasferimento di ingenti somme di denaro da parte di soggetti arabi, allo scopo di aumentare l'affluenza alle urne nella comunità araba attraverso mezzi illegali". Il Likud del premier Benjamin Netanyahu, già durante il voto, aveva lanciato accuse, sostenendo che fossero in corso tentativi da parte dei partiti arabi di "rubare le elezioni". Il partito conservatore ha consegnato al presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Sohlberg, delle registrazioni in cui alcuni esponenti arabi ammettevano di aver corrotto gli elettori offrendo loro buoni per il carburante e denaro contante.

Ieri sera il Likud, su X, aveva postato un duro comunicato di accusa, chiedendo un'indagine: "Le elezioni nello Stato di Israele sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e la distruzione dello Stato ebraico, attraverso gravi reati che includono corruzione, minacce, violenza, falsificazione e l'uso di software proibiti per mobilitare gli elettori".

Il ministro della Sicurezza nazionale, esponente dell’estrema destra, Itamar Ben Gvir, aveva chiesto allo Shin Bet di arrestare i leader dei partiti arabi sospettati di essere coinvolti nella vicenda dei finanziamenti provenienti dal Qatar, insieme ad altre persone, tra cui figure legate ai Fratelli Musulmani, purché sussistano i presupposti giuridici per procedere agli arresti.

L'invito a non strumentalizzare le indagini

Sulle indagini si è informato anche il presidente israeliano Isaac Herzog che ha parlato con Sohlber  e con il capo dello Shin Bet David Zini. "Sto seguendo da vicino gli sviluppi dell’indagine sui sospetti riportati questa mattina", ha sottolineato Herzog in un intervento presso la residenza presidenziale. Secondo The Times of Israel il presidente avrebbe affermato: "L’integrità delle elezioni è un valore fondamentale in una democrazia. Le prove e i sospetti devono essere esaminati a fondo e i responsabili devono essere indagati e puniti nella misura massima prevista dalla legge. Ma anche in un momento come questo, dobbiamo evitare di gettare discredito su un’intera comunità che ha cercato di esercitare il proprio diritto di voto e di partecipare attivamente alla democrazia".

Anche il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, ha messo in guardia dallo strumentalizzare politicamente le accuse di ingerenza straniera nelle elezioni di martedì per ritardare l'insediamento della prossima Knesset. Israele, ha detto Eisenkot, in un messaggio apparentemente rivolto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e ai suoi alleati, "deve fare tutto ciò che è in suo potere per salvaguardare l’integrità delle elezioni da qualsiasi tentativo di interferenza, manipolazione o distorsione dei fatti, e indagare a fondo su ogni denuncia. Allo stesso tempo, non si deve permettere agli attori politici di sfruttare la situazione per influenzare la data del giuramento della 26ª Knesset".

Le mosse del Likud

Intanto, secondo Ynet che cita fonti del partito di Netanyahu, il Likud sarebbe pronto a presentare un ricorso alla Commissione elettorale centrale, chiedendo l'annullamento dei risultati elettorali nei seggi dove esiste il sospetto di corruzione elettorale o del ricorso a pratiche illecite. Il ricorso riguarda l'altra inchiesta, nell'ambito della quale erano state arrestate 7 persone, tra cui 3 presidi di scuola nelle città beduine di Tel Sheva e Segev Shalom, per presunti contributi economici alla popolazione locale in cambio di voto al partito Ra'am. 

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