Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran USA, Trump al Congresso: "Estendere anche a Teheran legge su sanzioni a Mosca". LIVE

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"I repubblicani dovrebbero aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere". Così il presidente Usa riferendosi alla legge promossa dal senatore scomparso di recente che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca. Intanto è scattato l'ottavo giorno consecutivo di raid. Washington ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro Teheran che dichiara definitivamente nullo l'accordo raggiunto con gli Stati Uniti a Islamabad

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"I repubblicani dovrebbero aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere". Lo scrive Donald Trump su Truth riferendosi alla legge promossa dal senatore scomparso di recente che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca.

Gli Usa hanno iniziato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. È l'ottavo giorno consecutivo di raid. Secondo il Comando Centrale, “tali attacchi mirano a ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz e a punire le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica che la scorsa notte hanno sferrato attacchi contro militari americani in Giordania”. Teheran dichiara definitivamente nullo l'accordo raggiunto con gli Stati Uniti a Islamabad. “Non me ne importa nulla”, commenta Donald Trump. 

Il Comando centrale americano ha annunciato la morte di un soldato Usa in Iraq durante la detonazione controllata di un ordigno inesploso proveniente da un drone iraniano abbattuto. Un secondo militare è rimasto ferito in modo non grave.

Gli approfondimenti:

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Hormuz, quanto varrebbe per gli Usa il pedaggio proposto da Trump?

Il presidente Usa aveva annunciato un piano che vede gli Stati Uniti "custodi" dello Stretto, prelevando però il "20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione". L'idea è stata poi ridimensionata, ma se la tariffa entrasse in vigore, quanto porterebbe a casa Washington?

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Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz, che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023, incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

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Anche il Qatar e gli Emirati condannano gli attacchi dell'Iran

Il ministro degli Esteri del Qatar ha avuto colloqui telefonici separati con i suoi omologhi di Arabia Saudita, Giordania e Oman, condannando gli ultimi attacchi dell'Iran ed esortando tutte le parti a perseguire il dialogo e la diplomazia. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato i "rinnovati attacchi ostili" dell'Iran contro Bahrein, Giordania e Kuwait, condotti con missili e droni. Gli attacchi costituiscono una "flagrante violazione" della sovranità dei tre Paesi, si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri. L'emirato ha inoltre ribadito la sua "piena solidarietà" nei loro confronti, affermando di sostenere "tutte le misure volte a salvaguardare la loro sicurezza e stabilità". 

Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

L'ipotesi di pagare un pedaggio per passare nello Stretto, come proposto dagli Usa, fa inorridire gli Stati del Medio Oriente. Si moltiplicano i progetti per realizzare soluzioni alternative che aprano nuove strade per il trasporto dei loro prodotti, affrancandosi dalla dipendenza dall'Iran. Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Stretto di Hormuz e petrolio, le soluzioni per non dipendere dall'Iran

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Usa, un militare ucciso in Iraq durante la detonazione di un drone iraniano

Il Comando centrale americano ha annunciato la morte di un soldato Usa in Iraq durante la detonazione controllata di un ordigno inesploso proveniente da un drone iraniano abbattuto. Un secondo militare è rimasto ferito in modo non grave. 

Fonti Idf: "Israele si prepara a partecipare a nuova campagna militare Usa contro Teheran"

Israele si sta preparando alla possibilità di partecipare insieme agl Stati Uniti a una nuova campagna militare contro l'Iran, con gli apparati della sicurezza che considerano più probabile una escalation  significativa della crisi nel breve periodo, spiega una fonte dell'Idf a Channel 12. "Siamo in dialogo continuo con gli americani ma una cosa è certa: Donald Trump è imprevedibile. Al momento gli Stati Uniti stanno aumentando l'intensità dei raid contro l'Iran", ha spiegato, precisando tuttavia che l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff e il Qatar stanno continuando a cercare di tornare al dialogo. 

Il Centcom conferma il decesso di altri due militari Usa

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha reso noto che sono stati trovati resti umani non identificati nel luogo dell'attacco iraniano del 17 luglio in Giordania, dove due militari statunitensi erano stati dichiarati morti e un terzo risultava disperso. "In seguito a un'approfondita operazione di ricerca, il personale militare statunitense ha rinvenuto oggi resti umani non identificati. E' in corso il processo di identificazione", si legge nella nota del Centcom. Separatamente, il Comando ha annunciato che un militare americano è morto il ieri nel nord dell'Iraq durante la detonazione controllata di un ordigno inesploso appartenente a un drone kamikaze iraniano abbattuto. Un secondo militare è rimasto ferito in modo lieve ed è tuttora sottoposto a cure mediche. 

Libano, spunta la proposta di truppe italiane nelle zone pilota

Durante i colloqui tra Israele e Libano che si sono tenuti in settimana a Roma, secondo quanto svelato dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronot citando "fonti di sicurezza", i mediatori avrebbero proposto di schierare soldati italiani per monitorare il disarmo e lo smantellamento delle infrastrutture di Hezbollah nelle aree pilota del sud del Paese dei cedri, da dove è previsto che inizi il ritiro dell'Idf e il dispiegamento dell'esercito libanese. Secondo il giornale, la proposta "è attualmente al vaglio delle parti" ed è emersa dopo che Israele e gli Usa hanno escluso che della supervisione si occupi l'Unifil.

Libano, spunta la proposta di truppe italiane nelle zone pilota

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Coccodrilli attorno alle carceri dei palestinesi, la mossa di Ben Gvir

Il ministro per la Protezione dell'Ambiente Idit Silman ha riclassificato i coccodrilli da animali selvatici a "fauna allevata in cattività", aprendo al loro impiego per fini di sicurezza. La misura viene incontro al ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, che vuole circondare di rettili le carceri per detenuti palestinesi sul modello dell'"Alligator Alcatraz" della Florida. Non è la prima proposta controversa dell'esponente di estrema destra, condannato in passato per istigazione al razzismo.

Coccodrilli attorno alle carceri dei palestinesi, la mossa di Ben Gvir

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L'ira di Trump per i soldati uccisi, massicci raid su Qeshm

Stati Uniti e Iran sono sull'orlo di un conflitto su più vasta scala dopo che due soldati americani sono rimasti uccisi dai missili di Teheran in Giordania. Washington in risposta ha sferrato per l'ottava notte consecutiva un'ondata di raid e colpito duramente Qeshm, l'isola strategica a guardia dello stretto di Hormuz. E, a prova del fatto che la guerra iniziata a febbraio rischia di allargarsi e prolungarsi, c'è l'invio di nuovi jet da combattimento dalle basi in Germania e Inghilterra. Una mossa che era in fase di pianificazione già prima dell'uccisione dei militari statunitensi. L'attacco in Giordania ha segnato l'apice di una settimana di attacchi a catena che hanno di fatto demolito ciò che restava dell'accordo per porre fine alla guerra. Donald Trump ha definito la morte dei due soldati "una cosa molto triste", ma ha anche rivendicato che "si tratta di un sacrificio da compiere" per fare sì che l'Iran non abbia mai l'arma nucleare. Quanto alla fine dell'intesa di Islamabad il presidente americano ha ostentato indifferenza: "Non me ne può fregare di meno", ha affermato, rispondendo alle parole della guida suprema Mojtaba Khamenei per il quale la firma del presidente Usa sugli accordi è "priva di ogni valore". Il tycoon ha anche esortato i repubblicani al Congresso ad aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. "È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere", ha scritto in un post su Truth, riferendosi alla legge promossa dal senatore Graham ,scomparso di recente, e che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca.

L'ufficio di Netanyahu a Mamdani: "Vuole distogliere l'attenzione dai suoi fallimenti"

"Mandani sta cercando di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle sue politiche fallimentari". Secca replica dell'ufficio del premier israeliano al sindaco di New York che ha evocato l'arresto di Benyamin Netanyahu qualora il premier si recasse nella Grande Mela per l'assemblea generale dell'Onu a settembre. Lo riporta la stampa israeliana. L'ufficio di Netanyahu precisa che "il mandato di arresto fasullo contro il premier è stato emesso da un ex procuratore della Cpi caduto in disgrazia, Karim Khan, pochi giorni prima che le accuse di cattiva condotta sessuale a suo carico diventassero pubbliche. Si è trattato di un chiaro tentativo da parte di Khan di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica e di proteggersi da eventuali indagini". Secondo l'ufficio del premier "invece di appoggiare il comportamento criminale di Khan, il signor Mamdani dovrebbe concentrarsi sulla riparazione dei danni che le sue politiche hanno causato a New York - si legge nella nota -. Come Karim Khan, Mamdani sembra interessato a distogliere l'attenzione pubblica dalle sue follie e ad attaccare il leader dello Stato ebraico e l'unica democrazia in Medio Oriente." Poi la critica alla Corte penale internazionale dell'Aja: "La Cpi è un tribunale farsa che non ha giurisdizione né sugli americani né sugli israeliani". 

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

Donald Trump ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 chilometri a sud di Teheran. "Dite agli iraniani di prepararsi", ha messo in guardia il tycoon il 13 luglio durante il programma radiofonico Hugh Hewitt Show, aggiungendo che "probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto". L'Iran però non resterebbe a guardare. “Se Trump agirà in base alle sue minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali”, ha affermato una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran alla Cnn. Ma cos’è Pickaxe Mountain e perché è nel mirino di Trump?

Pickaxe Mountain, la fortezza nucleare iraniana nel mirino di Trump

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La sorte di Khamenei sempre più un mistero: "Non è in Iran"

Se già in tempo di pace era solito tenere un profilo molto basso, ora che soffiano venti di guerra Mojtaba Khamenei appare ai più semplicemente introvabile. E così, negli ambienti diplomatici e di intelligence si fanno strada sempre più ipotesi sulle sue sorti. L'ultima soffiata, al momento non confermata, proviene da una fonte di sicurezza israeliana, citata dall'emittente saudita al-Hadath: "Non si trova in Iran". Una versione diversa dalle ricostruzioni finora trapelate dall'interno del regime, secondo cui l'attuale leader supremo si troverebbe ancora in patria, anche se al momento lontano dai riflettori per motivi "di salute e sicurezza". L'assenza di apparizioni pubbliche da quando è stato nominato l'8 marzo scorso successore del padre Ali Khamenei, ucciso otto giorni prima in raid israelo-statunitensi nei quali lo stesso Mojtaba sarebbe rimasto seriamente ferito, certo non aiuta a placare una ridda di voci e congetture sulle sue reali capacità di comando. Finora non fermatesi nonostante i numerosi tentativi di Teheran di bloccarle: sia con la diffusione di messaggi scritti a lui attribuiti — l'ultimo contenente un annuncio di sospensione del memorandum d'intesa con gli Usa e la promessa di infliggere al "Grande satana" americano "lezioni indimenticabili" — sia con reiterate dichiarazioni di assoluta fedeltà da parte di altre figure apicali del regime. "I suoi comunicati sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo", ha affermato la fonte israeliana ripresa da al-Hadath. 

Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.

Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

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Iran, la Giordania convoca incaricato d'affari dopo gli attacchi

La Giordania ha convocato l'incaricato d'affari iraniano dopo il lancio di missili sul suo territorio. Amman intende protestare contro "le aggressioni" delle forze di Teheran.

Idf: "Monitoriamo gli sviluppi in Iran, pronti a riprendere i combattimenti"

Il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato che le forze armate "stanno monitorando attentamente gli sviluppi in Iran e mantenendo un elevato livello di prontezza operativa". Lo scrive The Times of Israel. "Oggi abbiamo monitorato l'area di Aqaba e il nostro sistema di difesa aerea è in stato di allerta per proteggere i cittadini di Israele", ha dichiarato Zamir durante una visita in Cisgiordania, secondo quanto riportato dalle dichiarazioni dei militari. "Siamo pronti a riprendere immediatamente i combattimenti e agiremo con grande forza contro chiunque ci arrechi danno", aggiunge. 

Fidan: "Tornare presto ad un'intesa tra Stati Uniti e Teheran"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha chiesto oggi un rapido ritorno al memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Il capo della diplomazia turca ha dichiarato che il percorso diplomatico costruito grazie agli sforzi di mediazione di Qatar, Pakistan e Turchia deve essere rilanciato per evitare che il conflitto destabilizzi l'intera regione. Nel corso di una visita in Doha, Fidan ha dichiarato a Qatar TV che le tensioni tra Washington e Teheran hanno gia' avuto ripercussioni sull'economia regionale e che un eventuale allargamento del conflitto rischierebbe di aggravare ulteriormente l'instabilità. 

Come Ahmadinejad si è trasformato da nemico ad amico di Israele

Le inchieste del New York Times e di Haaretz fanno scalpore: i servizi segreti israeliani avrebbero coltivato per anni un piano per rimettere alla guida del Paese proprio quell'Ahmadinejad, ex presidente iraniano, che per anni aveva predicato la distruzione di Israele.

Come Ahmadinejad si è trasformato da nemico ad amico di Israele

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Libano, sale a 4.328 bilancio dei morti nei raid israeliani da marzo

Almeno 4.328 persone sono state uccise e più di 12.200 ferite negli attacchi israeliani al Libano dal 2 marzo. Lo ha reso noto il centro operativo di Emergenza sanitaria del ministero della Salute libanese, in un comunicato riportato dall'agenzia nazionale di stampa Ann. "Il bilancio totale dell'aggressione al 19 luglio è di 4.328 morti e 12.229 feriti", si legge. 

Egitto: "Bene il bando belga ai prodotti dei territori occupati da Israele"

L'Egitto ha accolto con favore la decisione del governo belga di vietare l'importazione di beni e prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati e invita gli altri Paesi dell'Unione europea e la comunità internazionale a fare altrettanto. In una nota il ministero degli Esteri egiziano afferma che "questa misura dimostra il suo sostegno ai valori di giustizia e all'applicazione concreta e responsabile dei principi del diritto internazionale e delle risoluzioni di legittimità internazionale, in particolare la Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza, che afferma l'illegalità degli insediamenti e ne chiede l'immediato smantellamento al fine di non compromettere le prospettive di pace e la soluzione dei due Stati". Invita quindi "tutti gli Stati membri dell'Unione Europea e la comunità internazionale a seguire l'esempio del Belgio e ad adottare misure legislative analoghe per vietare i prodotti provenienti dagli insediamenti". La questione palestinese è stata oggi al centro della 115ª sessione della Conferenza dei Supervisori degli Affari Palestinesi nei Paesi Arabi Ospitanti, aperta oggi presso la sede della Lega Araba. In apertura si è parlato di "un momento critico per la causa palestinese, data la continua aggressione israeliana contro il popolo palestinese, l'escalation delle politiche di occupazione, insediamento e annessione, e i contemporanei tentativi di imporre una nuova realtà sul terreno". 

Rubio incontra presidente Aoun, discusso accordo quadro Israele-Libano

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun per discutere l'attuazione dell'accordo quadro mediato dagli Stati Uniti e firmato da Israele e Libano il 26 giugno scorso con l'obiettivo di porre fine al loro conflitto. Lo riferisce il Dipartimento di Stato. "Il Segretario ha elogiato il coraggio del governo del Libano, sotto la guida del presidente Aoun, per il determinato sforzo profuso nel ripristinare la sovranità del Libano, disarmare Hezbollah, smantellare le sue infrastrutture terroristiche e procedere verso la pace", ha dichiarato in una nota il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott.

Marco Rubio

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Effetto Hormuz, con ripresa ostilità aumento per i carburanti

Gli attacchi fra Iran e Stati Uniti sono continuati anche in questo fine settimana e lo stretto di Hormuz rimane una roulette russa (chiuso per Teheran, aperto per Washington) con il risultato, inevitabile, di un aumento dei prezzi dei carburanti, con petrolio e gas, scesi nelle scorse settimane che sono tornati a salire. La benzina self service in autostrada ha superato venerdì il tetto dei 2 euro al litro (2,010). Nel suo ultimo bollettino economico Bankitalia prevede un rialzo dell'inflazione, per effetto della guerra in Iran e del suo impatto proprio sui prezzi energetici: "L'inflazione al consumo salirebbe al 3,1% nella media dell'anno in corso - scrive Via Nazionale - riflettendo principalmente il rialzo dei prezzi dell'energia; tornerebbe al 2% nel prossimo biennio". In questa situazione, alcune associazioni dei consumatori chiedono al governo di ripristinare il taglio delle accise sui carburanti. Nel frattempo il ministero delle Imprese ha fatto sapere che da domani, 20 luglio, sarà disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android la nuova App 'Osservaprezzi Carburanti': uno strumento pensato per offrire ai cittadini un'informazione trasparente e immediata sui prezzi dei carburanti praticati sul territorio'. 

Coloni e loro sostenitori sfondano posto di blocco Idf a Gaza, con loro ministro Likud

Un centinaio di israeliani, coloni e loro sostenitori, hanno sfondato, accompagnati dal ministro dell'Economia Nir Barkat (Likud), un posto di blocco dell'Idf e sono entrati nella zona militare chiusa fino a domattina che separa la Striscia di Gaza per cercare di entrare nell'enclave palestinese. L'obiettivo degli coloni attivisti del gruppo Nachala è quello, con la 'Marcia di migliaia', di riaprire l'insediamento di Gush Katif. I militari israeliani hanno opposto scarsa resistenza. 

Israele: "Se attaccati risponderemo con tutta la forza"

Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco iraniano. Il monito è arrivato dal ministro della Difesa, Israel Katz. "Se l'Iran lancerà missili contro Israele, li attaccheremo con tutta la forza", ha detto Katz durante una visita a una struttura di soccorso. E "se gli Stati Uniti cambieranno la loro politica, cosa che potrebbe accadere, siamo pronti ad azioni sia difensive sia offensive" contro Teheran, ha avvertito.

Trump al Congresso: "Estendere anche all'Iran la legge sulle sanzioni a Mosca"

"I repubblicani dovrebbero aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere". Lo scrive Donald Trump su Truth riferendosi alla legge promossa dal senatore scomparso di recente che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca.

Al via a Gaza ricerche corpi oltre mille dispersi

Sono iniziate a Gaza nuove operazioni di recupero dei corpi di oltre mille persone uccise durante l'offensiva israeliana e i cui corpi sono rimasti finora sepolti sotto le macerie. Lo ha annunciato la Protezione Civile della Striscia. "Questa fase durerà 800 ore e interesserà i governatorati Centrale, Gaza e Nord", si legge in un comunicato, si scaverà in "147 abitazioni distrutte sotto le quali rimangono 1.072 martiri dispersi". C'era gia' stata una prima operazione in cui erano state rimosse le macerie di 54 edifici e recuperato 333 salme. Le missioni sono svolte dalla Protezione Civile in coordinamento con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che le finanzia.

Aiea: "Verifiche in corso dopo l'attacco a Darkhovin, non c'era materiale nucleare"

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica "sta verificando le notizie relative a un attacco avvenuto nella notte contro il cantiere di una centrale nucleare in progetto a Darkhovin, in Iran": lo si legge in un comunicato della stessa Aiea. "L'impianto si trova ancora nelle primissime fasi di costruzione e, al momento dell'ultima ispezione dell'Aiea, non conteneva materiale nucleare", aggiunge la nota. L'agenzia internazionale per l'energia atomica afferma inoltre che, "sebbene l'attacco segnalato non sia ritenuto in grado di comportare alcun rischio radiologico", il suo direttore generale Rafael Grossi "ribadisce l'appello alla massima moderazione militare nelle vicinanze di tutti i siti legati al nucleare".

Araghchi: "Khamanei ucciso per falla sicurezza che resta"

A consentire a Stati Uniti e Israele di uccidere la guida suprema Alì Khamenei il primo giorno della guerra, il 28 febbraio, è stata una falla nella sicurezza iraniana che probabilmente ancora non è stata chiusa. Ne è  certo il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, che in una lunga intervista al giornalista Javad Mogui ha ricostruito quelle tragiche ore. Il complesso di edifici governativi a Teheran fu preso di mira nelle prime ore del conflitto, mentre erano in corso incontri degli alti comandi iraniani. "Il nemico sapeva che si stavano tenendo quelle riunioni e questo indica l'esistenza di una falla nella sicurezza, una falla che probabilmente non è stata ancora completamente eliminata e che deve essere affrontata. I servizi di sicurezza stanno indagando sulla questione", ha detto a quanto riportano i media iraniani. "A mio parere, sapevano molto bene che la Guida Suprema andava ogni mattina nel suo ufficio e questo lo rendeva un bersaglio facilmente identificabile. Ma si erano anche resi conto che nell'edificio adiacente, o forse a uno o due edifici di distanza, si stava svolgendo una riunione di comandanti militari, ed è per questo che hanno scelto proprio quel momento per attaccare", ha spiegato. Nel raid rimase ferito anche il figlio e successore di Khameni, Mojtaba, che da allora non è più comparso in pubblico. E il ministro ha ammesso di non averlo incontrato da allora. "Non ho visto Mojtaba Khamenei durante questo periodo e non credo che qualcuno, a parte un numero limitato di persone, lo abbia visto", ha detto.

Teheran: "Sale a 57 morti bilancio nuova escalation con Usa"

È salito a 57 morti e 517 feriti il bilancio in Iran degli attacchi statunitensi condotti nel sud del Paese dall'inizio della nuova escalation. Lo ha riferito il ministero della Salute di Teheran, secondo quanto riporta Press Tv.

Idf: intercettati missili diretti ad Aqaba

Missili lanciati dall'Iran in direzione di Aqaba, in Giordania, sono stati intercettati dai sistemi di difesa aerea americani. Lo ha riferito l'Idf, a quanto riporta il Times of Israel. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver anche lanciato intercettori Iron Dome durante l'attacco missilistico per abbattere frammenti che potenzialmente minacciavano la vicina citta' israeliana di Eilat, sempre sul Mar Rosso.

Media: Teheran valuta cattura basi Usa in Kuwait

L'Iran starebbe valutando seriamente un'incursione terrestre in Kuwait per impadronirsi di basi militari statunitensi, Camp Buehring e Camp Arifjan, oppure la base aerea Ali Al Salem, qualora Washington continuasse la propria campagna militare contro Teheran

Trump: "Aggiungere Teheran a pacchetto sanzioni contro la Russia"

"I repubblicani dovrebbero aggiungere l'Iran" al pacchetto di sanzioni contro la Russia, che un gruppo bipartisan del Congresso intende approvare velocemente. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth Social. "Questo è ciò che Lindsey (Graham, il senatore Gop morto nei giorni scorsi, ndr) voleva fare, e che sarebbe accaduto. E' importante", ha aggiunto Trump.

Kuwait: "Incendio in centrale elettrica dopo nuovo raid"

Colpita per la seconda volta in due giorni da attacchi iraniani, è in fiamme una centrale elettrica e di desalinizzazione dell'acqua in Kuwait. Lo ha reso noto il ministero dell'energia in una nota diffusa dai media kuwaitiani. Il bombardamento "ha interessato un gran numero di unita' di generazione di energia elettrica, il che ha richiesto l'attivazione dei piani di emergenza e la gestione immediata dell'evento per limitarne gli effetti e preservare la stabilità del sistema elettrico", si spiega nella nota

Iran: "Usa colpiscono centrale nucleare in costruzione"

Le forze statunitensi hanno bombardato in Iran una centrale nucleare in costruzione. A riferirlo è stata l'Organizzazione iraniana per l'Energia Atomica, in un comunicato riportato dalla televisione Irib. "Il regime terroristico e criminale degli Stati Uniti, la cui natura è caratterizzata dall'arroganza e dalla violazione delle leggi, ha compiuto un'azione aggressiva e brutale in violazione del diritto internazionale", si legge. "Nelle prime ore di domenica 19 luglio, intorno alle 3:39 del mattino ora locale, ha attaccato con diversi proiettili e missili il sito in costruzione della centrale di Darkhovin, uno dei simboli dell'orgoglio e dell'autosufficienza scientifica del popolo iraniano", ha riferito l'agenzia.

Giordania smentisce evacuazione aeroporto e porto Aqaba

Il governo giordano ha negato di aver ordinato l'evacuazione dell'aeroporto e del porto nella città costiera di Aqaba, smentendo l'annuncio dato dall'ambasciata statunitense ad Amman. "Le autorità non hanno preso alcuna decisione di evacuare l'aeroporto di Aqaba o il porto, entrambi stanno operando normalmente", ha assicurato il portavoce del governo giordano Mohammad al-Momani. Non sono state rilevate "minacce potenziali", ha assicurato.

Teheran giustizia due uomini accusandoli di aver partecipato alle proteste di gennaio

Due uomini sono stati giustiziati oggi a Isfahan in Iran con l'accusa di aver partecipato alle proteste di gennaio. "Erfan Esfandiari e Golmohammad Mohammadi erano accusati di aver partecipato alle sommosse armate per rovesciare la Repubblica Islamica a Isfahan l'8 gennaio, durante le quali quattro agenti di polizia sono stati uccisi negli scontri con i manifestanti", si legge in un provvedimento della magistratura, citato dall'agenzia Irna.

Fermate diverse navi che tentavano attraversare Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver fermato diverse navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione, in un contesto di crescenti tensioni tra Teheran e Washington per il controllo di questa strategica via navigabile.

Ambasciata Usa in Giordania: evacuati aeroporto e porto Aqaba per minaccia credibile

"A causa di una minaccia specifica e credibile, le autorità giordane hanno evacuato l'aeroporto internazionale ed il porto di Aqaba. Consigliamo vivamente a tutti i cittadini americani di evitare di recarsi in aeroporto o al porto. Continuate a seguire tutte le direttive di sicurezza delle autorità giordane". Lo afferma in una nota l'ambasciata Usa ad Amman all'indomani dei raid iraniani che hanno preso di mira il regno hashemita, oltre a Bahrein e Kuwait, in risposta agli attacchi statunitensi.

L'Iran afferma di aver abbattuto un drone Usa MQ-9 ad Ahvaz

Le Guardie della Rivoluzione hanno dichiarato che le forze iraniane hanno abbattuto un drone statunitense MQ-9 nei cieli di Ahvaz, nella provincia sudoccidentale del Khuzestan, nella giornata di oggi. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Irna.

L'isola di Qeshm, la 'portaerei inaffondabile' dell'Iran a Guardia di Hormuz

Situata a soli 22 chilometri a sud della città portuale iraniana di Bandar Abbas, l'isola meridionale di Qeshm domina lo Stretto di Clarence, il braccio di mare che separa l'isola dalla terraferma noto anche come Kuran, e funge da piattaforma principale per la potenza navale "asimmetrica" dell'Iran. Lo scrive Al Jazeera in un'analisi sull'importanza stretegica dell'isola bombardata nella notte della forze statunitensi.    Sebbene le cifre esatte relative al numero di motovedette veloci e batterie costiere iraniane nascoste nei labirinti sotterranei dell'isola rimangano classificate, il loro intento strategico è chiaro. Il media qatarino cita infatti il generale di brigata libanese in pensione Hassan Jouni, esperto militare, secondo cui che Qeshm ospita "straordinarie capacità iraniane" all'interno di quella che viene descritta come una "città missilistica" sotterranea. Queste vaste reti, ha affermato Jouni, sono progettate per un unico scopo: controllare o bloccare lo Stretto di Hormuz. Non a caso Qeshm viene descritta come la "portaerei inaffondabile" dell'Iran.

Sirene antiaeree in Bahrein, governo invita alla calma

Le sirene antiaeree hanno suonato nel piccolo regno del Bahrein, nel Golfo Persico, mentre Iran e Stati Uniti si scambiavano nuovi attacchi per il controllo dello strategico Stretto di Hormuz. "La sirena è suonata. Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro piu' vicino", ha dichiarato il ministero dell'Interno in un comunicato, mentre un giornalista dell'Afp ha confermato che le sirene avevano suonato nella capitale del Bahrein, Manama.

Kuwait segnala un nuovo attacco di missili e droni

Il Kuwait ha segnalato un nuovo attacco dell'Iran con missili e droni. L'allarme, hanno fatto sapere le forze armate del Paese del Golfo, è scattato a seguito di un attacco missilistico e con droni da parte dell'Iran, in quello che sembra essere il secondo attacco al piccolo Paese del Golfo in poche ore.

Media: Mujtaba Khamenei non si trova in Iran

Il leader iraniano Mujtaba Khamenei "non si trova in Iran". A dirlo è una fonte della sicurezza israeliana citata dall'emittente saudita al-Hadath e riportata dal Times of Israel. Dall'attacco del 28 febbraio in cui morì il padre, Khamenei ha comunicato solo tramite dichiarazioni scritte e non è mai apparso in pubblico. Secondo la fonte i messaggi della guida suprema iraniana sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo.

Kuwait, intercettati missili e droni iraniani

L'esercito del Kuwait ha reso noto di aver intercettato missili e droni iraniani diretti verso il Paese, affermando che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono il risultato dell'azione dei sistemi di difesa aerea contro "attacchi ostili". Lo riferisce Al Jazeera citando una nota delle forze armate kuwaitiane che hanno invitato i residenti a seguire le istruzioni delle autorità in materia di sicurezza e protezione civile.    L'annuncio arriva dopo che l'esercito iraniano aveva dichiarato di aver lanciato un attacco su larga scala con droni contro un deposito di munizioni di Camp al-Adiri e contro i radar di difesa aerea della base di Ali Al Salem, entrambe situate in Kuwait.

Usa, raid per 'punire' Teheran dopo uccisione di 2 militari americani

- "Punire" le forze iraniane ritenute responsabili dell'attacco che ha provocato la morte di due militari americani in Giordania. Questo l'obiettivo dell'ultima notte di raid condotti sulla Repubblica islamica, secondo quanto indicato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli attacchi hanno preso di mira le unità dei Guardiani della Rivoluzione accusate di aver lanciato missili balistici e droni contro le forze Usa, provocando le prime vittime statunitensi dall'inizio della nuova fase del conflitto. Teheran ha risposto annunciando di aver colpito con droni due basi americane in Kuwait, il deposito di munizioni di Camp Udairi e i sistemi radar e di sorveglianza della base aerea di Ali Al Salem, oltre ad aver lanciato nuovi attacchi in Giordania. Secondo il Centcom, oltre ai due militari uccisi venerdì, un terzo risulta ancora disperso, portando a 16 il bilancio dei caduti statunitensi dall'inizio della guerra, scoppiata il 28 febbraio dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'ottava notte consecutiva di raid americani ha colpito anche Sirik, porto iraniano sullo Stretto di Hormuz, secondo le agenzie Fars e Tasnim. La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha promesso agli Stati Uniti una "lezione indimenticabile", mentre alti comandanti militari hanno minacciato una ripresa delle operazioni offensive su vasta scala e una risposta "decisiva e devastante" in caso di ulteriori attacchi americani. 

Israele chiude l'area al confine con Gaza prima della marcia dei coloni

L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato l'intera area di confine con la Striscia di Gaza "zona militare chiusa" in vista della 'Marcia delle migliaia', organizzata oggi dal movimento dei coloni Nahala con l'obiettivo dichiarato di tornare a insediare comunità israeliane nell'enclave palestinese. Lo riferisce il Times of Israel. Il provvedimento è in vigore dalle 8 di oggi alle 8 di domani e interessa tutta la fascia perimetrale di Gaza, da Yad Mordechai, a nord della Striscia, fino a Kerem Shalom, all'estremo sud. Secondo una fonte militare citata dal quotidiano, l'ordinanza è stata adottata perché gli organizzatori della marcia intenderebbero "entrare illegalmente nella Striscia di Gaza". La manifestazione partirà alle 17 dall'area di Yad Mordechai con lo slogan di "tornare a casa dopo 21 anni", in riferimento allo sgombero nel 2005 del blocco di insediamenti israeliani di Gush Katif durante il disimpegno da Gaza. Gli organizzatori puntano in particolare alla ricostituzione di insediamenti nel nord della Striscia. Secondo il materiale promozionale dell'evento, alla marcia dovrebbero partecipare diversi esponenti del governo, tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, responsabile anche dell'amministrazione degli insediamenti in Cisgiordania, e altri ministri del Likud, il partito del premier Benjamin Netanyahu, indicato tra i co-organizzatori dell'iniziativa. 

Esercito iraniano: "Attacchi su larga scala con droni kamikaze contro due basi Usa in Kuwait"

L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira due basi statunitensi in Kuwait con droni in risposta agli attacchi americani sul territorio iraniano. L'esercito della repubblica islamica ha dichiarato di aver condotto "attacchi su larga scala con droni kamikaze contro il deposito di munizioni dell'esercito statunitense a Camp Udairi e contro il sistema radar Patriot e il radar di sorveglianza aerea alla base aerea di Ali Al Salem in Kuwait", secondo una dichiarazione diffusa dalla Tv di Stato.

Centcom, colpite strutture militari iraniane nell'ottava notte di attacchi

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran. L'annuncio sul profilo del social X del Centcom. "Durante l'ottava notte consecutiva di attacchi statunitensi, le forze del Centcom - si legge nella nota del Comando centrale - hanno colpito con successo strutture militari iraniane di sorveglianza costiera e di difesa aerea, mezzi navali e siti di stoccaggio di missili e droni, al fine di continuare a indebolire le capacità militari iraniane. Le forze armate statunitensi hanno inoltre preso di mira le forze del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che il 17 luglio avevano sferrato attacchi contro membri delle forze armate statunitensi in Giordania".

Attacchi Usa contro l'Iran, esplosioni sull'isola di Qeshm

Secondo l'ufficio del governatore dell'Hormozgan, alle 3.40 del mattino (ora locale) una zona nei pressi dell'isola di Qeshm è stata colpita da un attacco militare sferrato dagli Usa. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna sul social X. L'agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell'isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell'Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali. 

L'Iran rivendica attacchi con droni contro due basi Usa in Kuwait

L'esercito iraniano afferma di aver sferrato un attacco su larga scala con droni contro due "strutture militari statunitensi" in Kuwait. Lo riporta Al Jazeera. In una dichiarazione diffusa dall'emittente statale Irib, l'esercito ha dichiarato che i suoi "droni distruttivi" hanno colpito un deposito di munizioni a Camp Al Adiri, nonché sistemi Patriot e radar di difesa aerea presso la base aerea di Ali Al Salem. 

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