Il presidente Usa ha annunciato un piano che vede gli Stati Uniti "custodi" dello Stretto, prelevando però il "20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione". Se la tariffa entrasse in vigore, quanto porterebbe a casa Washington? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 13 luglio
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato un piano per tenere aperto lo Stretto di Hormuz, nell’ambito del rinvigorirsi delle tensioni di guerra con l’Iran. L’obiettivo è impedire "esclusivamente alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire”, mentre “tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero". Gli Stati Uniti, ha aggiunto, nelle vesti di “custodi” dello Stretto e “per ragioni di equità", verranno rimborsati "nella misura del 20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione". Il blocco dei porti iraniani dovrebbe essere effettivo dalle 22 ora italiana di oggi, 14 luglio. Se questo pedaggio entrasse in vigore, quanto incasserebbero gli Usa? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, del 13 luglio.
Le critiche al pedaggio proposto da Trump
Il pedaggio di cui parla Trump è già stato criticato da molti Paesi come atto illegittimo. Lo ha fatto ad esempio il nostro vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di pedaggio per il passaggio a Hormuz, come pensa l'Iran, perché questo rappresenterebbe un pericoloso precedente per tutti gli Stretti nel mondo e limiterebbe la libertà di commercio, cosa per noi di grande importanza, visto che siamo un Paese che ha il Pil per il 40% frutto delle esportazioni", ha detto a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles. Più duro il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, secondo cui equivarrebbe a un atto di "pirateria" e rappresenterebbe un tentativo di guadagnare dalla "disgrazia" della guerra.
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Dal pedaggio gli Usa guadagnerebbero 150 miliardi all'anno
La cifra ipotizzata da Trump è comunque spropositata. Se si considera che dallo Stretto di Hormuz passano ogni anno all’incirca 700-800 miliardi di dollari di beni, soprattutto di petrolio, fertilizzanti e prodotti raffinati e così via, gli Stati Uniti prenderebbero 150 miliardi di dollari all’anno di pedaggio, facendo aumentare del 20%, ad esempio, il costo di un barile di petrolio, con conseguenze a cascata.
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L'ipotesi del pedaggio iraniano
L’ipotesi di un pedaggio per Hormuz non è comunque prerogativa degli Stati Uniti. Anche l’Iran da tempo ha messo in chiaro che intenderebbe applicare nuove tariffe alle navi in transito nello Stretto, pur assicurando che le nazioni "amiche" riceveranno un trattamento di favore. Ma anche confrontandola con il pedaggio ventilato da Teheran, la cifra a cui allude Trump è impressionante. Scendendo nel dettaglio, gli Usa guadagnerebbero più o meno 16 dollari per ogni barile di petrolio che passa dallo Stretto (calcolati sul prezzo del greggio del 13 luglio, l’Iran porterebbe a casa “solo” un dollaro a barile.
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