Trump esclude pedaggi nello Stretto di Hormuz, salvo decisione degli Usa. Vance partito per la Svizzera, domani i colloqui. L'Idf conferma il cessate il fuoco in Libano: "Nessun attacco offensivo"
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Donald Trump esclude pedaggi allo Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco o dopo "a meno che non vengano imposti dagli Stati Uniti d'America, e a loro vantaggio, qualora l'accordo non dovesse concludersi". Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all'esercito israeliano di "cessare il fuoco" in Libano. Lo ha confermato l’Idf: "Non ci sono attacchi offensivi”.
Intanto, il comando militare iraniano ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz dopo la violazione del memorandum Iran-Usa di Islamabad da parte dell'esercito israeliano con una serie di raid nella regione di Nabatieh, nel Libano del sud, controllata da Hezbollah, che ha provocato decine di morti. Vance frena: “Non ci sono prove”. I Pasdaran hanno ammonito le imbarcazioni a non avvicinarsi all’area: “Altrimenti la loro sicurezza sarà messa a rischio”. "L’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz", ha affermato ad Axios il portavoce del Comando centrale dell'esercito Usa (Centcom), Tim Hawkins, precisando che "il traffico continua a scorrere regolarmente.
Il Pakistan ha annunciato che i negoziati tecnici per l'intesa tra Stati Uniti e Iran inizieranno domenica in Svizzera, come seguito alla firma del Memorandum d'intesa di Islamabad. Il vicepresidente statunitense partito per la Svizzera.
Secondo i media libanesi, almeno 32 persone sono state uccise negli attacchi israeliani condotti in diverse aree del Libano sabato. È, invece, di 10 morti il bilancio degli attacchi attribuiti a Israele avvenuti sabato nella Striscia di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera, spiegando che una delle vittime è Ahmed Wishah, suo cameraman. L’Idf ha confermato di "aver colpito Ahmed Wishah”, riferendo che era "un terrorista di Hamas".
Gli approfondimenti:
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- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
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Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
“Invidiosi, cattivi o stupidi”: con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bollato gli "sciocchi" che hanno affermato che il suo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente non fosse "abbastanza duro con l'Iran”. L’intesa, siglata nella notte tra martedì e mercoledì, ha però bisogno di ulteriori negoziati per sciogliere i nodi più importanti per adesso rinviati.
Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
Vai al contenutoUsa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Il memorandum USA-Iran punta a fermare la guerra con un cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz, ma resta fragile. Le misure più concrete riguardano il ritiro americano e la ripresa dei commerci; restano invece irrisolti i nodi su nucleare, sanzioni, missili e fiducia reciproca.
Usa-Iran, i 14 punti dell’accordo ai raggi X
Vai al contenutoVance: "Speriamo in progressi sul nucleare e sul cessate il fuoco in Libano"
"Dobbiamo continuare" a gestire la situazione fra Israele e Libano. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance partendo per la Svizzera, dove parteciperà ai colloqui con l'Iran. Affermando che può stare solo uno o due giorni, secondo quanto riportato dai media americani, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. "Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare", ha messo in evidenza.
Delegazione negoziatori Teheran atterrata a Zurigo
La delegazione dei negoziatori dell'Iran è atterrata a Zurigo. Lo rende noto la tv di Stato di Teheran. I colloqui con gli Stati Uniti sono in programma per domani. Negli stessi istanti l'aereo del vicepresidente americano, JD Vance, è decollato da Washington
per recarsi in Svizzera.
Vance parte per la Svizzera per i colloqui con l'Iran
Il vicepresidente JD Vance è in partenza per la Svizzera per i colloqui con l'Iran. Lo afferma il pool di giornalisti a seguito di Vance.
Accordo Usa-Iran, il testo integrale del memorandum in 14 punti
L'Iran e gli Stati Uniti hanno firmato elettronicamente il loro memorandum of understanding per mettere fine alla guerra. Donald Trump ha siglato personalmente una copia del documento mentre era a cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles, la sera del 17 giugno (IL VIDEO). Il presidente americano ha anche aggiunto che l’intesa è stata battezzata con il suo nome (“Accordo Trump”). Ecco i 14 punti su cui si basa l'accordo (TUTTE LE NEWS IN DIRETTA).
Accordo Usa-Iran, il testo integrale del memorandum in 14 punti
Vai al contenutoInflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023",ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
Vai al contenutoAl Jazeera dopo morte cameraman: "Comunità internazionale condanni crimini Israele"
Al Jazeera ha condannato con fermezza le "azioni e i crimini" attribuiti a Israele dopo la morte del cameraman Ahmed Wishah, ucciso in un raid nella Striscia di Gaza centrale. Il collaboratore - che secondo Israele era un "terrorista di Hamas" - è il dodicesimo operatore dell'emittente ucciso dall'inizio del conflitto nel territorio palestinese, secondo quanto riferito dalla stessa rete. Al Jazeera ha dichiarato in una nota di "condannare la continuazione di questi crimini commessi dalle forze di occupazione israeliane contro i suoi corrispondenti e il personale a Gaza" e ha rinnovato l'appello alla comunità internazionale affinché "adotti misure urgenti e concrete per rendere responsabili i funzionari israeliani coinvolti in questi crimini atroci". Al Jazeera ha inoltre affermato la propria intenzione di "continuare a documentare gli eventi nella Striscia di Gaza nonostante i tentativi di silenziare la voce della verità".
Iran, Trump: "Pedaggio a Hormuz solo se imposto da noi"
Il presidente americano, Donald Trump, torna a minacciare di imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz. "Non ci saranno pedaggi nello Stretto di Hormuz per 60 giorni durante il periodo di cessate il fuoco e non ci saranno pedaggi nemmeno dopo la scadenza dei 60 giorni, a meno che non vengano imposti dagli Stati Uniti d'America e a beneficio degli Stati Uniti, qualora l'accordo non venga concluso, come compensazione per i servizi resi in qualita' di Angelo Custode dei Paesi del Medio Oriente, ai fini del rimborso dei costi passati, presenti e futuri. Grazie per l'attenzione dedicata a questa questione!!!", scrive Trump su Truth.
Iran USA, Casa Bianca pubblica video firma accordo. Applaude Macron
Il 18 giugno, la Casa Bianca ha pubblicato il video della firma da parte di Donald Trump dell'accordo con l'Iran. Il presidente americano è seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. Una volta firmato il documento, si sente il presidente francese dire "bravo" prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio, che si trovava in piedi alle spalle di Trump. Trump ha quindi consegnato il documento a Rubio e Macron gli ha detto "great job" prima di applaudirlo nuovamente.
Iran USA, Casa Bianca pubblica video firma accordo. Applaude Macron
Vai al contenutoTrump: "Non ci saranno pedaggi per transito a Hormuz"
Il presidente americano, Donald Trump, torna a rivendicare che non ci saranno pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz, a meno che non li imponga proprio gli Stati Uniti. "Non ci saranno pedaggi nello Stretto di Hormuz per 60 giorni durante il periodo di cessate il fuoco e non ci saranno pedaggi nemmeno dopo la scadenza dei 60 giorni, a meno che non vengano imposti dagli Stati Uniti d'America e a beneficio degli Stati Uniti, qualora l'accordo non venga concluso, come compensazione per i servizi resi in qualita' di Angelo Custode dei Paesi del Medio Oriente, ai fini del rimborso dei costi passati, presenti e futuri. Grazie per l'attenzione dedicata a questa questione!!!", scrive il capo della Casa Bianca su Truth.
Libano, Israele: "Ucciso nostro soldato nel Sud del Paese"
L'esercito israeliano ha reso noto che un proprio militare e' stato ucciso oggi nei combattimenti nel sud del Libano, il quinto decesso tra le forze armate israeliane da quando e' stato raggiunto l'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Secondo quanto riferito dai militari, il sergente maggiore Nir Ben Ari e' "caduto in combattimento" nel sud del Libano. L'annuncio arriva un giorno dopo la morte di altri quattro soldati israeliani negli scontri con Hezbollah, il movimento sciita libanese sostenuto dall'Iran. Con quest'ultima vittima, il bilancio delle perdite dell'esercito israeliano dall'inizio dei combattimenti tra Hezbollah e Israele, il 2 marzo, sale a 36 soldati e un civile impiegato come appaltatore.
Idf: "Colpito Ahmed Wishah, era un terrorista di Hamas"
L'Idf ha confermato alla France Presse di "aver colpito Ahmed Wishah", un uomo ucciso oggi in un raid nella Striscia di Gaza, affermando che era "un terrorista di Hamas". In precedenza, l'emittente Al Jazeera aveva affermato che Wishah era un proprio cameraman, condannandone l'uccisione.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
In queste settimane non è mancata anche la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato nella puntata del 16 giugno di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoIdf rivendica uccisione giornalista: "Era terrorista"
L'esercito israeliano ha affermato di aver condotto un attacco che ha ucciso il giornalista di Al Jazeera Ahmed Wishah nella Striscia di Gaza, sostenendo che fosse un "terrorista di Hamas". "L'Idf conferma di aver effettuato un attacco contro Ahmed Wishah, che era un terrorista di Hamas", ha dichiarato un portavoce militare all'Afp. Il portavoce non ha fornito nell'immediato prove a sostegno dell'accusa rivolta a Wishah, ma ha precisato che "sara' diffuso un comunicato con ulteriori dettagli".
Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
“Invidiosi, cattivi o stupidi”: con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bollato gli "sciocchi" che hanno affermato che il suo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente non fosse "abbastanza duro con l'Iran”. L’intesa, siglata nella notte tra martedì e mercoledì, ha però bisogno di ulteriori negoziati per sciogliere i nodi più importanti per adesso rinviati.
Da Hormuz al nucleare, i nodi del negoziato tra Stati Uniti e Iran
Vai al contenutoIdf: morto un nostro soldato nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha annunciato che uno dei suoi soldati è stato ucciso sabato durante combattimenti nel sud del Libano, portando a cinque il numero delle perdite subite nel Paese vicino dalla conclusione di un accordo tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il sergente maggiore Nir Ben Ari è "caduto in combattimento" nel sud del Libano, ha dichiarato l'esercito.
Media: salito a 10 il bilancio di morti nella Striscia di Gaza
Il bilancio di morti in attacchi attribuiti a Israele avvenuti oggi nella Striscia di Gaza è salito a 10, dopo un raid nel quale è stata colpita una casa nel campo per rifugiati di Bureij, nella zona centrale della Striscia di Gaza: lo riporta Al Jazeera, spiegando che una delle vittime in quest'ultimo caso era un suo cameraman, Ahmed Wishah. "Condanniamo con fermezza questo efferato crimine", ha affermato l'emittente in un comunicato.
Idf conferma cessate il fuoco: "Non ci sono attacchi offensivi"
L'Idf ha ricevuto direttive aggiornate dall'autorità politica riguardo al cessate il fuoco, non sta conducendo attacchi preventivi o offensivi, ma opera esclusivamente in modo difensivo all'interno della Zona di Sicurezza. Lo dichiara in una nota l'esercito israeliano spiegando che qualsiasi risposta militare viene effettuata in conformità con le direttive impartite dall'autorità politica. Tali attività difensive includono il diritto di reagire nel caso in cui Hezbollah non rispetti il cessate il fuoco e continui a prendere di mira le nostre truppe o i nostri civili.
Haykal: "L'esercito libanese continuerà sue missioni per prevenire minacce alla pace"
Il comandante dell'esercito libanese, il generale Rodolphe Haykal, ha dichiarato che "l'istituzione militare continuerà a svolgere le sue missioni con fermezza e responsabilità per prevenire qualsiasi minaccia alla pace civile". Lo riporta il quotidiano L'Orient-Le Jour. "Preservare la sicurezza e la stabilità è una priorità nazionale costante e impedisce il raggiungimento degli obiettivi israeliani volti a destabilizzare la sicurezza interna", ha dichiarato Haykal durante una riunione dello Stato Maggiore Generale a Yarzeh sugli sviluppi in Libano. Ha inoltre assicurato che la delegazione militare responsabile delle negoziazioni a Washington "non ha alcuna affiliazione settaria" e che le truppe "sono fedeli solo alla loro uniforme e alla nazione". Ha inoltre respinto "la strumentalizzazione settaria e politica della posizione dell'esercito sui detenuti e delle sentenze inflitte contro di essi". Il comandante in capo ha insistito in questo contesto sulla necessità di "preservare la fiducia del popolo libanese nell'esercito e rafforzarne unità e credibilità". Riferendosi al confine libano-siriano nel nord e nell'est del paese, il generale Haykal ha inoltre affermato che "i rapporti con le autorità siriane sono buoni, grazie al costante coordinamento" e che le unità militari incaricate del controllo delle frontiere "stanno svolgendo pienamente le loro funzioni."
Libano: "Deve bruciare tutto", X segnala post di Ben Gvir
La piattaforma social X ha segnalato il post del ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, pubblicato dopo l'uccisione di quattro soldati nel sud del Libano da parte di Hezbollah, in cui si leggeva: "Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare". Secondo il messaggio aggiunto dalla piattaforma di Elon Musk, il contenuto "ha violato le regole di X", ma è stato comunque lasciato visibile perché ritenuto "nell'interesse pubblico".
Iran, media: "Hormuz chiuso fino a sblocco 12 mld dollari asset"
Lo Stretto di Hormuz dovrebbe rimanere chiuso fino a quando non saranno soddisfatte diverse condizioni previste dal Memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, tra cui il rilascio di almeno 12 miliardi di dollari di asset iraniani, l'attuazione delle deroghe alle sanzioni petrolifere e il ritiro di Israele dal Libano, ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Secondo l'agenzia, riaprire lo Stretto solo in cambio della revoca del blocco navale statunitense sarebbe un "errore strategico" e una violazione del Memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. Tasnim scrive che lo Stretto dovrebbe rimanere chiuso fino a quando tutti gli impegni previsti dal Memorandum d'intesa non saranno pienamente attuati, incluso il ritiro di Israele dal Libano.
Raid Israele su Gaza, ucciso cameraman Al Jazeera
Il cameraman di Al Jazeera, Ahmed Washah, e' stato ucciso in un attacco delle Forze israeliane sul campo profughi palestinese di Al-Bureij nella parte centrale della Striscia di Gaza. Lo riferisce la stessa emittente qatarina.
Iran, media pasdaran: "Hormuz chiuso fino a rilascio 12 mld dollari asset"
Lo Stretto di Hormuz dovrebbe rimanere chiuso fino a quando non saranno soddisfatte diverse condizioni previste dal memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. È quanto riporta l'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran. Tra le richieste indicate figurano il rilascio di almeno 12 miliardi di dollari di asset iraniani, l'attuazione delle deroghe alle sanzioni sul petrolio e il ritiro di Israele dal Libano. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, riaprire lo stretto in cambio della sola rimozione del blocco navale statunitense sarebbe un "errore strategico" e una violazione dell'intesa tra Teheran e Washington, che dovrebbe essere applicata integralmente.
Media Iran: "Ghalibaf con Araghchi nella delegazione partita per la Svizzera"
Nella delegazione iraniana diretta in Svizzera per lavorare sugli sviluppi del memorandum firmato con gli Usa è presente la figura che ha guidato gli ultimi negoziati, il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, accompagnato dal ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi e altri alti funzionari: lo riporta la tv di Stato della Repubblica Islamica. Nel gruppo che rappresenta Teheran, aggiunge la stessa fonte, ci sono anche il vice per gli affari internazionali del segretariato del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Ali Bagheri, il presidente della Banca centrale Abdolnaser Hemmati, il viceministro del Petrolio e amministratore delegato della National Iranian Oil Company (Nioc) Hamid Board, i viceministri degli Esteri Kazem Gharibabadi e Esmaeil Baghaei, e altri funzionari.
Iran, Centcom: "Teheran non controlla Hormuz, traffico è regolare"
"L’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz". Lo ha affermato ad Axios il portavoce del Comando centrale dell'esercito Usa (Centcom), Tim Hawkins, precisando che "il traffico continua a scorrere regolarmente e le forze statunitensi stanno monitorando la situazione per garantire che continui ad essere così".
Consigliere Khamenei: "Pronti a fermare flussi energia se accordo non rispettato"
Il consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Mohamad Mokhber, ha avvertito che il mancato rispetto degli impegni internazionali potrebbe avere conseguenze sul piano energetico in Medio Oriente. Mokhber, citato dai media iraniani ha sottolineato come, a suo avviso, gli Stati Uniti comprendano "meglio il linguaggio dell'economia e dell'analisi costi-benefici". "Se l’accordo resterà solo inchiostro sulla carta, anche i flussi di energia verso il Medio Oriente si fermerà", ha dichiarato. In vista dei prossimi colloqui con gli Usa, previsti in Svizzera il consigliere ha aggiunto che i negoziatori iraniani non saranno soddisfatti a meno che "gli impegni non vengano pienamente attuati e i diritti della nazione siano rispettati".
Media: "Sale a sette il bilancio di morti in radi israeliani a Gaza, anche due bambine"
È salito a sette il bilancio di morti in azioni militari attribuite alle forze israeliane nella Striscia di Gaza riportate durante la giornata di oggi: lo riferiscono diversi media, citando fonti sanitarie locali. Secondo l'agenzia Wafa oltre a quattro persone di una stessa famiglia (i genitori e le loro due bambine) uccise in un bombardamento di un condominio a Gaza City, successivamente una donna è morta dopo esser stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco di soldati a Beit Lahiya, nel nord della Striscia. Reuters, sul proprio sito web, parla di una sesta vittima in un raid aereo a Khan Younis, dove altre otto persone sono rimaste ferite. L'Afp, da parte sua, parla di un'ulteriore vittima in un attacco di un drone a Gaza City.
Stretto di Hormuz, gli Usa: “Il traffico marittimo continua regolarmente”
Il traffico nello Stretto continua a scorrere regolarmente. Le forze statunitensi stanno monitorando la situazione per garantire che continui a essere così, ha dichiarato un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. Lo riporta Reuters.
Libano: Netanyahu: "Israele rimarrà nel sud del Paese per tutto il tempo necessario a sicurezza confini nord"
Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu fa sapere che Israele rimarrà nel sud del Libano "per tutto il tempo che sarà necessario per difendere le sue frontiere occidentali", emerge dall'ufficio del Premier israeliano. Il premier ha dato istruzioni all'Idf di "rispondere con la forza a qualsiasi attacco di Hezbollah e di agire per rimuovere le minacce contro le nostre forze". Se Hezbollah ci attaccherà di nuovo, "colpiremo con la forza una volta di più".
Iran, Ghalibaf guida delegazione in Svizzera: colloqui "tecnici"
Il ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che si terranno domani in Svizzera colloqui "tecnici" tra Stati Uniti e Iran, con la partecipazione anche di rappresentanti di Pakistan e Qatar, i paesi mediatori. Secondo la televisione di stato iraniana, la delegazione partita dall'Iran per la Svizzera comprende: il capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf; il ministro degli Esteri Abbas Araghchi; il vice capo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza Nazionale Ali Bagheri Kani; il governatore della Banca Centrale Abdolnasser Hemmati; i viceministri degli Esteri Gharibabadi e Baqaei e il viceministro del Petrolio Hamid Bourd. Si tratta di figura di alto livello che rispondono di diversi dossier: diplomazia, sicurezza nazionale, allentamento delle sanzioni, settore bancario ed energia. Il memorandum d'intesa raggiunto questa settimana tra Teheran e Washington prevede 60 giorni di negoziati volti a raggiungere un accordo definitivo, incentrato sul programma nucleare iraniano.
Hezbollah: "Israele ha piena responsabilità delle violazioni della tregua"
Il gruppo militante libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha dichiarato che Israele ha la "piena responsabilità" per aver violato il cessate il fuoco, mentre i raid israeliani continuavano a colpire il sud e l'est del Libano. Gli attacchi israeliani in corso "non sono più solo violazioni dell'accordo di cessate il fuoco, ma rappresentano una chiara aggressione e una continuazione della guerra in ogni senso. Di conseguenza, la piena responsabilità ricade sull'occupazione israeliana", si legge in una dichiarazione. Israele "non ha mai rispettato le disposizioni del cessate il fuoco", compreso il recente accordo tra Stati Uniti e Iran e l'annuncio di venerdì.
Iran, cantante condannata a 74 frustate per concerto senza velo
Un tribunale iraniano ha condannato la nota cantante Parastoo Ahmadi e un gruppo di sette artisti a 74 frustate ciascuno per aver trasmesso in diretta streaming un'esibizione su YouTube, in cui l'artista appariva senza velo. Lo riportano i media locali. Ahmadi si era esibita in un vecchio caravanserraglio senza pubblico, su un palco scarsamente illuminato e adornato unicamente da un grande tappeto persiano. Ahmadi era accompagnata da un pianista, un batterista, un chitarrista e un bassista. Tutti i musicisti indossavano abiti neri, mentre Ahmadi sfoggiava un lungo abito con spalline sottili e un rossetto rosso scuro, in un Paese dove alle donne e' vietato cantare in pubblico. Ahmadi ha trasmesso in diretta streaming il concerto sul suo canale nel dicembre 2024; il video ha avuto tre milioni di visualizzazioni. "Due anni di divieto di svolgere attivita' artistiche, divieto di lasciare il Paese e 74 frustate per tutti noi", ha scritto la videomaker Tahmineh Monzavi in un post su Instagram in settimana. Ahmadi, Monzavi, i musicisti e altri coinvolti nella produzione erano stati arrestati per la prima volta nel dicembre 2024, pochi giorni dopo il concerto. I media locali, all'epoca, avevano scritto che erano stati rilasciati su cauzione, mentre il sito di notizie online della magistratura Mizan Online aveva riportato che era stato aperto un procedimento per aver eseguito "musica senza rispettare le norme legali e religiose". Mizan e altri siti web ufficiali non hanno confermato l'ultima sentenza, ma anche la piattaforma di notizie iraniana Emtedad ha riportato la notizia giovedi'. Secondo Emtedad, Ahmadi e gli altri partecipanti "sono stati condannati a 74 frustate, due anni di divieto di lasciare il Paese e due anni di divieto di svolgere attivita' artistiche". "Questa sentenza e' stata emessa dal tribunale penale provinciale di Qom. L'accusa contro di loro e' di aver leso il pudore pubblico producendo e pubblicando contenuti volgari e immorali su internet". Un numero crescente di donne iraniane appare senza hijab, soprattutto da quando sono scoppiate le proteste in seguito alla morte in custodia della polizia morale della giovane curda Mahsa Amini nel settembre 2022; la ragazza era stata arrestata per non aver indossato correttamente il velo. Da allora, l'Iran e' stato teatro di altre proteste a livello nazionale, culminate a gennaio prima che Stati Uniti e Israele dichiarassero guerra alla Repubblica islamica. Le manifestazioni di gennaio sono state puntualmente represse nel sangue.
Ministero salute libanese: "Attacchi israeliani hanno causato oltre 4.000 morti"
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani, iniziati il 2 marzo, data di inizio dell'ultima guerra tra Israele e Hezbollah, hanno causato finora 4.057 morti, tra cui 135 operatori sanitari e di emergenza, e 12.121 feriti. Il Ministero ha inoltre aggiornato il bilancio degli attacchi israeliani di venerdì, portandolo da 47 morti a "un bilancio finale di 83 martiri e 141 feriti", la maggior parte dei quali nel sud del Libano, ma anche nell'est del Paese.
Papa: "Basta parole di odio, bullismo e guerra tra Paesi"
"Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire basta con parole di odio, basta con insulti, con il bulling. Basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunita' fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione". Cosi' Papa Leone a braccio in piazza Duomo a Pavia, salutando i ragazzi dell'oratorio e la comunita' sudamericana.
Media: "Netanyahu e Katz ordinano a Idf cessate il fuoco in Libano"
"Dopo una giornata di escalation, su indicazione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, e in coordinamento con gli Stati Uniti, l'Idf ha ricevuto l'ordine di cessare il fuoco in Libano". Lo riferisce Channel 12.
Libano, Israele: Hezbollah viola "costantemente" la tregua
Il ministero degli Esteri israeliano ha accusato Hezbollah di aver violato il cessate il fuoco annunciato da Washington ieri in Libano. "Hezbollah continua a violare costantemente il cessate il fuoco", ha dichiarato il portavoce del ministero, Oren Marmorstein, su X, mentre le Forze israeliane sono impegnate in combattenti con i miliziani e i jet israeliani effettuano attacchi sul Sud del Libano.
Libano: Channel 12: Netanyahu ordina di "cessare il fuoco"
Secondo quanto riportato da Channel 12, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all'esercito israeliano di "cessare il fuoco" in Libano. L'ordine giunge a seguito di un "coordinamento tra la classe politica e gli Stati Uniti", afferma l'emittente, precisando che l'esercito, tuttavia, non si ritirera' dal Libano meridionale. In precedenza, dopo aver lanciato attacchi contro Hezbollah in risposta ad attacchi contro le truppe, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) avevano dichiarato di "essere impegnate a rispettare l'accordo di cessate il fuoco in conformita' con le direttive della classe politica e di continuare ad agire per eliminare qualsiasi minaccia allo Stato di Israele e alle truppe israeliane". I media libanesi hanno riferito di diversi attacchi israeliani nel Libano meridionale in seguito all'annuncio delle Idf, cominciati all'alba, dopo quelli che ieri hanno causato oltre 80 morti.
Iran, Hezbollah: "Piena responsabilità Israele violazione tregua"
Hezbollah ha accusato Israele di avere la "piena responsabilita'" per le violazioni del cessate il fuoco annunciato il giorno precedente, mentre raid israeliani continuavano a colpire il sud e l'est del Libano. In una nota diffusa, il movimento sciita libanese sostenuto dall'Iran ha affermato che gli attacchi israeliani in corso "non rappresentano piu' semplicemente violazioni dell'accordo di cessate il fuoco, ma costituiscono una chiara aggressione e una prosecuzione della guerra a tutti gli effetti". "Di conseguenza, la piena responsabilita' ricade sull'occupazione israeliana", ha aggiunto Hezbollah. Il gruppo ha inoltre sostenuto che Israele "non ha mai rispettato le disposizioni del cessate il fuoco", facendo riferimento sia all'intesa piu' recente tra Stati Uniti e Iran sia all'annuncio di tregua reso noto venerdi'.
Iran: media: "Vance in partenza per Svizzera, domani colloqui con Ghalibaf"
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance dovrebbe partire già oggi per la Svizzera, dove sono in fase di preparazione i colloqui con l'Iran. Lo ha riferito un funzionario americano alla Cnn, precisando che i tempi della partenza non sono ancora stati definiti con certezza. Anche Axios conferma l'indiscrezione, aggiungendo che Vance potrebbe prendere parte domani a un incontro negoziale alla presenza del capo delegazione iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. Nel frattempo, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, sono già sul posto per seguire gli aspetti tecnici dei negoziati, rimasti in parte complicati dalle persistenti tensioni tra Israele e Hezbollah in Libano. "Organizzeremo i colloqui quando arriveranno i principali rappresentanti del governo iraniano, oltre a quelli del Qatar e del Pakistan - ha dichiarato Vance in un' intervista a Fox News - Potrebbe accadere già domani, ma queste cose sono sempre in evoluzione".
Uccisa l'ecologista libanese Mona Khalil in un attacco israeliano
L'ecologista libanese, Mona Khalil, che per decenni si era dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine, è stata uccisa a seguito di un attacco israeliano nel sud del Libano. Khalil, 76 anni, gestiva un rifugio chiamato Orange House Project vicino alla città mediterranea di Tiro, un progetto di conservazione che unisce l'ecoturismo e la natura, dove i visitatori possono assistere alla schiusa delle uova di tartaruga e partecipare ad attività di conservazione. Julien Jreissati, direttore dei programmi di Greenpeace Medio Oriente e Nord Africa, ha affermato che Khalil aveva "dedicato decenni della sua vita alla protezione delle tartarughe marine e della costa di Mansouri. La sua perdita non è solo una perdita per la sua famiglia e la sua comunità, ma per il movimento ambientalista in Libano e nella regione", ha dichiarato. La Società per la Protezione della Natura in Libano (SPNL), la ricorda come "una delle più devote difensore dell'ambiente in Libano e un'instancabile paladina della conservazione delle tartarughe marine". Anche il gruppo ambientalista locale, Green Southerner, si unisce all'omaggio: "una pioniera della difesa ambientale" che per decenni "ha dedicato la sua vita alla protezione delle tartarughe marine in via di estinzione e dei loro habitat di nidificazione", riporta una nota.
Cnn: "Vance potrebbe partire per la Svizzera oggi"
Il vicepresidente JD Vance dovrebbe partire per la Svizzera oggi per i colloqui con l'Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
Iran, forze armate Usa: "Vigili su Stretto; passate 55 navi"
Le forze armate statunitensi restano "vigili" nell'applicazione dell'accordo di cessate il fuoco con l'Iran. Lo ha dichiarato il Comando centrale americano per il Medio oriente (Centcom), dopo l'annuncio da parte di Teheran di una nuova chiusura dello stretto di Hormuz in risposta agli attacchi israeliani in Libano. Secondo il Centcom, nonostante le minacce iraniane, il traffico marittimo attraverso il passaggio strategico e' proseguito regolarmente nella giornata di sabato. In totale, 55 navi mercantili hanno attraversato lo stretto in condizioni di sicurezza.
Usa: "Le navi commerciali continuano a transitare per Hormuz aperto al traffico"
Il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz è aumentato il 20 giugno, mentre "le forze americane continuano a operare nell'area generale a sostegno della libertà di navigazione". Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che "il transito sicuro attraverso la via navigabile internazionale è rimasto garantito anche oggi: 55 navi mercantili vi sono transitate, trasportando ingenti quantitativi di merci e oltre 17 milioni di barili di petrolio verso i mercati globali".
Iran, Pasdaran confermano "chiusura totale" Stretto di Hormuz
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica (i Pasdaran) ha annunciato la "chiusura totale" dello Stretto di Hormuz a tutto il traffico marittimo, citando quelle che ha definito violazioni da parte degli Stati Uniti degli impegni di cessate il fuoco e gli attacchi israeliani in Libano. L'agenzia di stampa Fars, citando una fonte militare della Marina dei Pasdaran, riporta che lo Stretto e' "completamente chiusa" da questa mattina. L'Iran ha avvertito tutte le navi di non avvicinarsi allo Stretto di Hormuz, sottolineando che la loro sicurezza potrebbe essere a rischio.
Pakistan: "Domani al via negoziati tecnici in Svizzera"
Il Pakistan ha annunciato che i negoziati tecnici per l'intesa tra Stati Uniti e Iran inizieranno domani in Svizzera. Il Paese mediatore ha inoltre indicato che partecipera' a questi negoziati con delegazioni provenienti da Stati Uniti, Iran e Qatar. I colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti si svolgeranno a Burgenstock e saranno incentrati sull'attuazione del Memorandum d'intesa. Le dichiarazioni di Islamabad sono giunte dopo che il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi, il cui Paese svolge il ruolo di mediatore tra Stati Uniti e Iran, ha incontrato oggi a Teheran il ministro degli Esteri Abbas Araqchi, portando messaggi di incoraggiamento a non rinviare i colloqui con la controparte americana.
Iran: "Non siamo ancora alla seconda fase dei negoziati"
"La risposta breve alla tua domanda è no". Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto a una domanda sugli obiettivi del viaggio della delegazione negoziale iraniana in Svizzera e se si possa dire che questa sia la seconda fase dei negoziati e dei colloqui. "L'esame del memorandum d'intesa è molto chiaro. I negoziati per l'accordo finale iniziano quando l'attuazione degli impegni secondo le clausole 1, 4, 5, 10 e 11 comincia e prosegue. Purtroppo non stiamo assistendo a questa situazione", ha sottolineato.
Iran, Pakistan: "Domani in Svizzera colloqui tecnici Washington-Teheran"
Colloqui tecnici per l'attuazione dell'accordo tra Stati Uniti e Iran si terranno domani in Svizzera. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri del Pakistan, precisando che l'incontro rappresenta il seguito operativo del Memorandum d'intesa firmato d'Islamabad. "Come seguito alla firma del Memorandum d'intesa di Islamabad, il 21 giugno si terranno colloqui a livello tecnico a Burgenstock, in Svizzera", si legge in una nota del ministero. Ai negoziati parteciperanno rappresentanti di Washington e Teheran, con la mediazione di Pakistan e Qatar.
Libano, governo: ieri 83 morti in raid Idf. 4.057 dal 2 marzo
Un nuovo rapporto pubblicato dal ministero della Salute libanese ha rivelato che il conflitto tra Israele e Hezbollah ha causato 4.057 morti e 12.121 feriti tra il 2 marzo e il 20 giugno. L'escalation di violenza di venerdi' ha provocato 83 morti e 141 feriti. Tra le vittime, 17 persone sono state uccise nella citta' di Nabatieh e altre 10 a Harouf, tra cui un bambino e tre donne. Inoltre, 8 persone sono state uccise a Habbouche.
Meloni a Trump: "Accordi su basi Usa non saranno violati finché sarò premier"
L'utilizzo delle basi militari americane in Italia "è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non potranno essere violati finché sarò premier". Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni replicando sui social all'ultimo attacco del presidente Usa. "L'Italia rimane una nazione sovrana", aggiunge Meloni.
Teheran: "Usa adottino misure necessarie o accordo in pericolo"
"L'altra parte deve adottare le misure necessarie il prima possibile. In caso contrario, l'intera intesa sarà in pericolo". Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall'agenzia Irna. Le dichiarazioni arrivano dopo l'annuncio di una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, e mentre la delegazione iraniana è in partenza verso la Svizzera per colloqui con gli Usa.
Iran, Pasdaran: "Navi non si avvicino a Hormuz o rischiano"
La Marina del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha ammonito le imbarcazioni nel golfo Persico e nel Mare dell'Oman a non avvicinarsi a Hormuz. "In considerazione dei crimini commessi dal regime sionista in Libano e della violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti sul cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz e' chiuso a tutte le navi", si legge in una nota dei Pasdaran diffusa dalla tv di Stato iraniana. "Le navi non devono avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. In caso contrario, la loro sicurezza sara' messa a rischio", e' l'avvertimento.
Israele: "Hezbollah mente, continua a violare il cessate il fuoco"
"Contrariamente alle menzogne diffuse da Hezbollah e dai suoi portavoce, Hezbollah continua a violare costantemente il cessate il fuoco. Solo la scorsa notte ha lanciato contro di noi oltre 50 proiettili. Israele, come qualsiasi altra nazione sovrana, difenderà se stessa". Lo ha scritto in un post il ministero degli Esteri israeliano.
Iran: "Delegazione andrà in Svizzera per chiedere agli Usa di rispettare l'accordo"
"Una delegazione iraniana viaggerà in Svizzera per seguire e chiedere l'attuazione degli impegni della controparte" del memorandum con gli Usa "e chiarire come intendono rispettarli". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'agenzia Fars, sottolineando che "l'altra parte deve adottare misure necessarie il prima possibile, altrimenti l'intero accordo sarà compromesso" e che "l'inizio dei negoziato per l'accordo finale è subordinato all'attuazione delle clausole del memorandum d'intesa".
Iran: "Delegazione Teheran in partenza per la Svizzera"
Poco dopo l'annuncio della nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, motivata con la violazione da parte di Israele del cessate il fuoco in Libano, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha annunciato che Teheran sta inviando la sua delegazione in Svizzera. Secondo il portavoce, citato dall'agenzia Fars, l'obiettivo della missione ora non e' l'avvio del negoziato, ma "monitorare l'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e sollecitare il rispetto degli impegni dalla controparte". Baqaei ha sottolineato che la Repubblica islamica ha rispettato gli impegni previsti dall'intesa e ha evidenziato l'obbligo degli Stati Uniti di garantire che Israele cessi gli attacchi in Libano.
Trump posta articolo su Netanyahu: "Ha in mano le carte per la rielezione di Bibi"
Donald Trump pubblica sul suo social Truth un articoli di justnews.com dal titolo "Trump ha in mano le carte per le precarie possibilità di rielezione di Netanyahu". Nell'articolo si riportano le precedenti dichiarazioni del presidente all'intervista a Kan sulle prossime elezioni israeliane. "Devo vedere chi corre", ha detto Trump rispondendo alla domanda su chi appoggerà.
Libano, bilancio raid Idf nel Sud sale ad almeno 32 vittime
Secondo i media libanesi, il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano e' salito ad almeno 32, uccise in attacchi israeliani in tutto il Libano dall'alba di oggi. I bombardamenti delle Idf sono proseguiti nonostante il cessate il fuoco con Hezbollah, in vigore in teoria da ieri. Nello specifico, l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) ha riferito che un raid israeliano ha colpito un'abitazione a Sohmor, nella Bekaa occidentale, mentre una famiglia si trovava all'interno, uccidendo quattro persone e ferendone una. Un bambino e' ancora intrappolato sotto le macerie e le squadre di soccorso stanno lavorando per estrarlo. Il Centro Operativo di Emergenza Sanitaria libanese ha inoltre comunicato che un attacco israeliano a Qanarit, nel distretto di Sidone, ha causato la morte di almeno nove persone e il ferimento di altre 13, secondo un primo bilancio. Secondo il corrispondente nel Sud di L'Orient Le Jour, dalla mezzanotte alle 15 l'aviazione israeliana ha effettuato 70 raid aerei contro 22 villaggi. I droni hanno lanciato 18 attacchi contro 13 localita'. Secondo un bilancio preliminare, gli attacchi hanno causato 38 morti, mentre le operazioni di soccorso continuano.
Iran, Teheran: "Usa violano impegno a fermare guerra Libano"
l governo iraniano ha ufficialmente accusato gli Stati Uniti di non rispettare il primo punto del memorandum di intesa che prevedeva il cessate il fuoco anche sul fronte libanese. "La controparte ha violato il proprio impegno a costringere l'entita' sionista a cessare le sue aggressioni contro il Libano", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, citato dai media iraniani. "Non abbiamo firmato un impegno per non rispettarlo", ha aggiunto, "se la controparte non rispettera' i propri, l'Iran rispondera' con le misure necessarie". "La violazione del primo punto mette in discussione l'intero accordo e, se la controparte non adottera' immediatamente le misure necessarie, l'intero accordo si trovera' in grave difficolta'", ha avvertito ancora Baqaei.
Iran, delegazione Teheran in partenza per la Svizzera
La delegazione iraniana e' in partenza per la Svizzera dove sono gia' arrivati gli inviati dell'amministrazione americana. Lo riporta l'agenzia Isna.
Vance: "Penso che potrei partire per la Svizzera nei prossimi due giorni"
"Prevedo di partire" per la Svizzera "nel corso dei prossimi due giorni". Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance in un'intervista a Fox.
Iran, Vance: "Nessuna prova che stiano chiudendo Hormuz"
Il vicepresidente Usa, J.D. Vance, si e' detto fiducioso che il cessate il fuoco con l'Iran possa reggere, affermando che non ci sono prove che l'Iran stia chiudendo lo Stretto di Hormuz. In un'intervista a Fox News, Vance ha dichiarato che "le cose stanno andando bene" e ha aggiunto che Washington intende dare una possibilita' ai negoziati con l'Iran. Il vicepresidente ha anche affermato che gli Stati Uniti non hanno riscontrato alcuna prova che l'Iran stia chiudendo lo Stretto di Hormuz, nonostante il comando militare congiunto iraniano abbia dichiarato che lo Stretto e' stato chiuso al traffico navale in risposta a quelle che ha definito violazioni da parte di Stati Uniti e Israele del memorandum d'intesa sul cessate il fuoco.
Vance: "Non ci sono prove che l'Iran stia chiudendo Hormuz"
Jared Kusher e Steve Witkoff sono già sul terreno. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista a Fox, sottolineando che non ci sono prove al momento che l'Iran stia chiudendo lo Stretto di Hormuz. Vance ha poi precisato che ci sono molte mine nello Stretto.
Israele, media: "Funzionari Usa aprono canali con opposizione"
Secondo quanto riportato dall'emittente Channel 12, funzionari dell'amministrazione Trump avrebbero avviato con discrezione contatti dietro le quinte con i leader dell'opposizione israeliana, Naftali Bennett e Gadi Eisenkot. La mossa punta a prendere le distanze dalla figura dell'attuale premier Benjamin Netanyahu in vista delle prossime elezioni politiche, previste entro ottobre 2026. Bennett ed Eisenkot sono considerati i principali candidati alla successione di Netanyahu: il partito 'Yashar!' di Eisenkot e' in ascesa nei sondaggi, mentre il 'Blocco del cambiamento' di Bennett si sta coordinando con Lapid, Gantz e Liberman.
Iran, Forze armate: "Violata intesa su Libano. Hormuz chiude"
L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il memorandum di intesa, visto che i combattimenti in Libano continuano, e ha annunciato la chiusura dello stretto di Hormuz. A renderlo noto e' stata la televisione di stato che ha citato un comunicato del comando centrale unificato Khatam al-Anbiya. "Considerata la palese violazione degli impegni e la rottura del patto per parte degli Stati Uniti, vista la mancata attuazione del primo punto dell'accordo di fine guerra, e in risposta alla violazione incessante e continua del cessate il fuoco del regime sionista nel Libano meridionale, al massacro spietato e alla distruzione di centinaia di migliaia di persone oppresse di questa terra, nonche' al mancato ritiro delle forze di occupazione sioniste dai territori del Libano meridionale", il comando "annuncia che lo Stretto di Hormuz sara' chiuso al transito delle navi", ha riferito la tv. "i ricorda che questa prima misura costituisce una risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico e, in caso di prosecuzione delle violazioni, seguiranno ulteriori misure", avverte la nota.
Vance: “Entro pochi giorni in Svizzera per i colloqui sull’Iran”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato sabato in un'intervista a Fox News di prevedere di recarsi presto in Svizzera per colloqui con l'Iran. "Prevedo di partire entro un paio di giorni, ma sapete, è sempre una delicata questione di coordinamento e di protocolli diplomatici", ha affermato Vance.
Brics, Iran al centro riunione sicurezza a Nuova Delhi il 22/6
L'India ospitera' la riunione dei Consiglieri per la Sicurezza Nazionale del gruppo Brics il 22 e 23 giugno, incentrata sull'Iran. L'incontro, che si terra' a Nuova Delhi, si svolgera' in un clima di divisioni interne per quanto riguarda la definizione di una posizione comune sulla guerra in Medio Oriente, come confermato dal governo indiano. La riunione del 22-23 giugno sara' presieduta dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale indiano Ajit Doval e riunira' i capi delegazione del gruppo delle economie emergenti. L'incontro di alto livello si svolge a poche settimane dalla riunione dei ministri degli Esteri del blocco, tenutasi nella capitale indiana, che ha evidenziato le difficolta' incontrate dal gruppo allargato a causa di una divergenza di posizioni sul conflitto tra Teheran e Washington. In quell'occasione, il blocco non e' riuscito a raggiungere un consenso su una dichiarazione congiunta a causa delle tensioni tra alcuni membri, in seguito all'ingresso nel gruppo di paesi come Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. A maggio, la presidenza indiana e' stata costretta a rilasciare una dichiarazione unilaterale in cui riconosceva l'esistenza di "divergenze di opinione" e "riserve" interne, evitando di condannare esplicitamente Stati Uniti e Israele nonostante le pressioni di Teheran. Il vertice sulla sicurezza di lunedi' e martedi' si concentrera' su figure di spicco come il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, il segretario del Consiglio di sicurezza russo Sergei Shoigu e il consigliere per la sicurezza nazionale iraniano Nezamipour, che dovrebbero partecipare al vertice nella capitale. Inoltre, Cina e India dovrebbero utilizzare il vertice come piattaforma per affrontare direttamente le loro controversie bilaterali di confine, con un incontro tra Wang Yi e Ajit Doval. La riunione dei leader dei Brics si terra' invece il 12 e 13 settembre a Nuova Delhi, anch'essa sotto la presidenza indiana.
Libano, esperto: "Paese intrappolato tra agende contrastanti"
Il Libano e' stretto tra gli interessi contrastanti di Stati Uniti, Iran e Israele, motivo per cui il cessate il fuoco e' cosi' fragile. Ad affermarlo dichiarazioni ad Al Jazeera e' Sami Nader, direttore del Levant Institute for Strategic Affairs, secondo cui le violenze in corso in Libano dimostrano che il cessate il fuoco con Israele non ha le basi necessarie per reggere. "Il fatto e' che il cessate il fuoco e' stato molto fragile fin dall'inizio", ha detto Nader, rispondendo alla domanda se i combattimenti potessero essere separati dal piu' ampio contesto diplomatico tra Stati Uniti e Iran. L'esperto ha aggiunto che Washington, Teheran e Israele perseguono obiettivi fondamentalmente diversi, lasciando il Libano intrappolato tra agende contrastanti. "Mentre per gli Stati Uniti l'Iran rappresenta la questione nucleare, per Israele si tratta di una minaccia esistenziale e l'Iran considera il Libano parte integrante della propria sicurezza nazionale", ha spiegato. "Il Libano e' perso tra queste agende contrastanti e ne sta pagando il prezzo. Oggi abbiamo visto che, fin dal mattino, le operazioni militari sono riprese, quindi il cessate il fuoco non e' stato rispettato", ha sottolineato Nader, avvertendo che Israele si sta spingendo sempre piu' a fondo nel Libano meridionale. Di conseguenza, ha concluso, i tentativi di separare la crisi libanese dalla piu' ampia questione iraniana sono finora falliti.
Libano, muore secondo soldato libanese: ferito ieri da Idf
Un secondo soldato libanese è morto oggi per le ferite riportate in combattimento durante un attacco israeliano nel sud del Libano, lanciato ieri. Lo ha riferito l'esercito libanese. "Il Comando dell'Esercito si rammarica per la morte del sergente maggiore Ali Ibrahim, deceduto in combattimento il 20 giugno 2026 a seguito delle ferite riportate in un raid aereo israeliano del 19 giugno nella città di Touline, a Marjayoun", ha dichiarato l'Esercito in un breve comunicato. Ibrahim, originario della stessa città in cui è morto nell'attacco israeliano, era nato il 15 dicembre 1983 (42 anni). Aveva un figlio e aveva ricevuto "diverse medaglie e decorazioni dal Comando dell'Esercito", secondo il comunicato militare. Poco prima, e' stata riportata la notizia della morte del soldato ventiquattrenne Jamil Nahal, ucciso in un attacco israeliano lanciato oggi mentre percorreva la strada Kfar Rumman-Nabatieh, nel sud del Paese. "I brutali attacchi israeliani contro il Libano continuano e la recente escalation colpisce vaste aree del sud, raggiungendo la valle della Bekaa (a est), con un bilancio di morti e feriti, oltre a ingenti danni materiali", ha dichiarato l'esercito, aggiungendo che "è evidente che la continuazione di questi brutali attacchi israeliani mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano". Finora, Israele non ha commentato la morte dei due soldati. Questi attacchi coincidono con la conferma ufficiale, avvenuta ieri sera, di un cessate il fuoco tra il gruppo sciita libanese Hezbollah e Israele. La cessazione delle ostilità sul fronte libanese è stata inclusa anche nel memorandum d'intesa firmato digitalmente mercoledì tra Washington e Teheran. Dal 2 marzo, data di inizio dell'offensiva israeliana contro il Libano, successiva all'ingresso del gruppo sciita libanese Hezbollah nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran due giorni prima, circa 30 soldati libanesi sono stati uccisi negli attacchi dello Stato ebraico. Il ministero della Salute pubblica libanese ha dichiarato ieri che, da quella data, il bilancio complessivo delle vittime è di 3.980 morti e oltre 12mila feriti.
Marina Pasdaran: "Chi passa Hormuz deve coordinarsi con noi"
Le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz devono coordinarsi con la Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. Lo hanno riferito la televisione di stato iraniana.
Wafa: "Coloni israeliani aggrediscono tre palestinesi nella Cisgiordania centrale"
Tre palestinesi sono stati feriti oggi in seguito a un'aggressione da parte di coloni israeliani nel villaggio di Iskaka, nella provincia di Salfit, in Cisgiordania centrale. Fonti hanno riferito all'agenzia di stampa palestinese Wafa che un gruppo di coloni israeliani ha aggredito tre civili del luogo, tra cui due donne, mentre raccoglievano salvia nei pressi del villaggio. I coloni hanno picchiato i tre residenti, causando loro ferite e contusioni che hanno richiesto il trasporto in ospedale.
Media: "Sale a 23 bilancio raid Idf nel sud nel Libano e 20 feriti"
Secondo quanto riportato dai media libanesi, i raid aerei israeliani nel Libano meridionale e occidentale hanno causato la morte di 23 persone - invece di 16 - e il ferimento di oltre 20. E' questo l'ultimo bilancio degli attacchi attuati dopo l'entrata in vigore ieri del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. I media libanesi hanno segnalato attacchi nelle aree di Nabatieh, Tiro e Sidone, nonché nella valle occidentale della Bekaa. Tra le vittime figurano quattro membri della stessa famiglia e un soldato libanese. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che sette persone sono morte in un raid su Sidone.
Maturità a Gaza, studenti online in un caffè nelle tende di Khan Younis
Gli studenti di Gaza stanno sostenendo gli esami di Maturità (il Tawjihi) collegati online dalle tende. Un video pubblicato su X da Zaher Abu Husien, membro del Sindacato dei giornalisti palestinesi mostra ragazzi e ragazze all'interno di un caffè a Khan Yunis, nel sud della Striscia, durante i colloqui.
Trump contro i Dem: "Solo gli sciocchi non capiscono l'importanza della vittoria"
Solo ''gli sciocchi della sinistra radicale e i democratici non si rendono conto di quanto bene abbiamo fatto nella nostra guerra contro l'Iran'' e di come abbiamo ''completamente sconfitto militarmente'' Teheran. Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo Truth Social, attaccando l'ex presidente Usa Barack ''Obama ha continuato a dargli miliardi di dollari in contanti e non ha mai usato il nostro esercito, allora decimato, per quello che avrebbe dovuto fare per tenere a bada il principale sponsor del terrorismo mondiale, l'Iran''.
Gli iraniani, prosegue, ''non avevano alcun rispetto'' per Obama, ''pensavano che fosse, come Joe Biden, un leader debole e inefficace, e su questo avevano ragione al 100%. L'Iran l'ha fatta franca con "omicidi" per 47 anni, fino al mio arrivo. Poi tutto è cambiato. L'America è tornata!''.
In Iran prosegue la stretta contro le proteste di gennaio, arresti e 6 studenti espulsi
Tre persone a capo delle proteste di gennaio e altri 14 manifestanti, "legati a gruppi nemici di Stati Uniti e Israele, che hanno compiuto atti di sabotaggio", sono stati arrestati nella provincia occidentale di Ilam, in Iran. Lo afferma il ministero dell'Intelligence di Teheran. "Gli arrestati sono accusati di aver danneggiato beni pubblici e di aver inviato informazioni alla televisione dissidente Iran International e a gruppi monarchici", ha aggiunto il ministero, citato dall'Irna. Nel frattempo, il capo della giustizia della provincia di Kerman, Ebrahim Hamidi, ha affermato che sono stati avviati oltre 1.700 procedimenti giudiziari contro le persone coinvolte nelle proteste, alcune delle quali condannate al carcere, mentre altre hanno subito la confisca dei loro beni, inclusi conti bancari, automobili e unità immobiliari residenziali e commerciali. Intanto, l'Università tecnica Shari ha espulso sei studenti "per il loro ruolo nelle proteste di gennaio, per aver guidato raduni illegali, slogan offensivi e attività contro il sistema", afferma il comitato disciplinare dell'università, citato dall'Irna. Gli studenti sono inoltre accusati di attività sui social media e di aver pubblicato messaggi contro il sistema, nonché di aver distribuito bandiere con l'emblema del Leone e del Sole, che era la bandiera nazionale prima della Rivoluzione islamica del 1979, a sostegno di Reza Pahlavi, il figlio in esilio dell'ex scià dell'Iran, che ha ricoperto il ruolo di leader dell'opposizione durante le proteste di gennaio, ha affermato il comitato.
Idf: "Hezbollah ha lanciato 50 proiettili contro truppe"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano che Hezbollah ha lanciato più di 50 razzi, missili anticarro e colpi di mortaio contro le truppe israeliane che operano nel Libano meridionale nella notte tra sabato e domenica, descrivendo gli attacchi come ripetute violazioni del cessate il fuoco entrato in vigore ieri. L'esercito ha sottolineato che i raid aerei israeliani nel Libano meridionale - che secondo i media libanesi hanno causato 16 morti e 12 feriti sabato mattina - sono stati condotti in risposta a questi attacchi di Hezbollah. Secondo le Idf, gli obiettivi includevano siti di lancio di razzi, depositi di armi e centri di comando. L'esercito israeliano ha ribadito inoltre il proprio "impegno" nei confronti dell'accordo di cessate il fuoco firmato con la milizia libanese filo-iraniana. "Le Forze di Difesa Israeliane si impegnano a rispettare l'accordo di cessate il fuoco, in conformità con le direttive dell'Alto Comando, e continueranno ad agire per eliminare qualsiasi minaccia contro lo Stato di Israele e le forze armate", si legge in un comunicato stampa pubblicato sui media israeliani.
Iran, Trump insiste: "'stupidi Dem"
Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato ad attaccare i Democratici per le loro critiche all'accordo con l'Iran che reputano sbilanciato a favore della Repubblica islamica. "È buffo come gli stupidi Democratici amino dire che l'Iran oggi si trova in una posizione più forte rispetto a tre mesi fa, nonostante la sconfitta militare subita, senza Marina né Aviazione. Ecco perchè li chiamo Dumocrats!", ha scritto su Truth usando il 'neologismo' da lui stesso coniato per riflettere quelle che definisce le politiche "stupide" (dum) dei Democratici.
Pasdaran avvertono Araghchi: "Non incontrare Witkoff, accordo violato in Libano"
L'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha lanciato un avvertimento al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. ''Araghchi! Non c'è alcun motivo per incontrare Witkoff'', l'inviato della Casa Bianca che in Svizzera dovrebbe portare avanti i negoziati tecnici con Teheran. La Tasnim ricorda che il primo articolo del memorandum d'intesa chiede la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano, e afferma che questo punto "è stato, in pratica, completamente violato". Questa parte del memorandum è stata "violata apertamente e ufficialmente dalle estese azioni militari di Israele nel Libano meridionale", ha affermato la Tasnim, aggiungendo che "qualsiasi prosecuzione dei colloqui con i funzionari statunitensi sarebbe un grave errore e di fatto darebbe agli Stati Uniti il permesso di continuare a violare il memorandum". Secondo la Tasnim, "i funzionari addetti ai negoziati non solo dovrebbero sospendere tutti i colloqui successivi, ma, prima che sia troppo tardi, dovrebbero anche chiudere completamente lo Stretto di Hormuz"
Hezbollah: "Pieno diritto di rispondere a Israele, scontri con Idf al sud"
Hezbollah ha rivendicato "il pieno diritto" di rispondere agli attacchi israeliani, dopo che sono continuati i raid di Israele contro il sud Libano nonostante il nuovo cessate il fuoco annunciato ieri. Lo ha dichiarato il deputato sciita Hassan Fadlallah, mentre in una nota Hezbollah ha fatto sapere di aver contrastato nella notte un tentativo di infiltrazione delle Idf verso le colline che sovrastano la città di Nabatieh nel sud del Libano. "Ancora una volta, approfittando del cessate il fuoco, la scorsa notte il nemico ha tentato un'infiltrazione verso le colline di Ali Taher", ha dichiarato Hezbollah in un comunicato, aggiungendo che i combattenti hanno teso un'imboscata alle truppe israeliane e "le hanno affrontate con armi adeguate". Hezbollah "dichiara che, pur rimanendo fedele al cessate il fuoco, non mostrerà alcuna indulgenza nel contrastare qualsiasi tentativo nemico di espandere la propria occupazione", aggiunge il comunicato. Fadlallah ha invece sottolineato che a Hezbollah "ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo il cessate il fuoco e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni". Il parlamentare ha aggiunto che "la resistenza ha il pieno diritto di affrontare questo nemico quando ci attacca, poiché è l'aggressore e l'occupante".
Teheran: "No a beni congelati per danni guerra Paesi Golfo"
L'Alto Consiglio per i diritti umani dell'Iran ha condannato con forza l'ipotesi di utilizzare i beni congelati di Teheran per pagare i danni di guerra ai paesi del Golfo coinvolti nel conflitto. Lo riferiscono i media iraniani. A suggerire l'uso dei beni sotto sequestro era stato il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha ricordato Press tv.
Hezbollah: "Bloccata infiltrazione Idf a Nabatieh"
Hezbollah ha annunciato di aver "bloccato" una forza israeliana che stava "tentando di infiltrarsi" su una collina strategica che domina la citta' di Nabatieh, nel sud del Libano. "Pur impegnandosi per il cessate il fuoco, (Hezbollah) mostrerà tolleranza zero per qualsiasi tentativo israeliano di estendere la sua occupazione", ha dichiarato il movimento filo-iraniano in un comunicato.
Svizzera: "Favoriamo negoziati, sforzi per mantenere dialogo"
La Svizzera ''mantiene un ambiente discreto e affidabile al fine di agevolare l'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran''. Lo si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri svizzero mentre si attendono nuovi negoziati tecnici tra gli inviati di Stati Uniti e Iran. "I diplomatici di diversi Paesi, presenti in Svizzera, proseguono i loro sforzi per mantenere aperto il dialogo. Per ragioni di riservatezza, non è possibile fornire ulteriori informazioni sui partecipanti o sulle discussioni", proegue la nota.
Media Beirut: "Altri 7 morti in raid israeliani nel sud del Libano"
Altre 7 persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano su un villaggio vicino alla città di Sidone, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco annunciato ieri con Hezbollah. Lo afferma l'agenzia statale Nna. L'attacco a Qannarit ha ucciso "sette persone e ne ha ferite altre 13, secondo un bilancio preliminare", ha affermato l'agenzia.
Media: "Nel mirino dell'Idf base strategica di Hezbollah ad Ali Taher"
"Colpito uno degli asset strategici di Hezbollah: l'Idf sta operando nei pressi della dorsale di Ali Taher, vicino alla fortezza del Beaufort, dove si trova una delle basi più grandi e importanti di Hezbollah". Lo riferisce il corrispondente militare di Channel 12. Secondo quanto riferito, le operazioni di terra dell'Idf nel Libano meridionale si stanno concentrando nella zona della dorsale di Ali Taher e nel villaggio di Tebnit dove Hezbollah mantiene uno dei suoi principali centri nevralgici, insieme con le basi a Beirut e nella Valle della Beqaa. Sotto la dorsale di Ali Taher, Hezbollah ha costruito un vasto complesso sotterraneo, una rete di bunker e tunnel lunga oltre un chilometro, riporta l'emittente israeliana. Nel sito ci sono anche depositi di armi e piattaforme per il lancio di razzi. Secondo i corrispondente militare, l'Idf ha attaccato con raid aerei ma non sarebbe riuscito a distruggerlo completamente a causa della profondità nel sottosuolo. Per questo l'esercito ha deciso di raggiungere l'area con truppe di terra e demolire la struttura, ritenendolo il luogo da cui il comando sud di Hezbollah ha diretto le operazioni contro Israele negli ultimi tre anni.
Portavoce Idf: "Il problema è Hezbollah e non Beirut"
''Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità''. Lo ha affermato il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya "la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi".
''Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri'', ha aggiunto il colonnello israeliano.
Idf: "Raid contro Hezbollah in risposta al lancio di 50 proiettili sulle truppe"
"Durante la notte, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato oltre 50 proiettili contro le forze israeliane nella zona di sicurezza nel sud del Libano. A seguito di questi attacchi, l'Idf stanno colpendo obiettivi dell'organizzazione terroristica Hezbollah nel sud del Paese", ha detto in una dichiarazione un portavoce dell'Idf confermando i raid contro Hezbollah nel Libano meridionale.
Media: "I colloqui tecnici Iran-Usa dovrebbero iniziare in Svizzera in 1-2 giorni"
I colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran dovrebbero iniziare in Svizzera "in uno o due giorni". Lo scrive Anadolu citando fonti del governo pachistano. "Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti che dovrebbero incontrarsi in Svizzera in uno o due giorni per avviare la prossima fase del memorandum d'intesa di Islamabad", ha affermato una fonte vicina al processo di mediazione. Nel frattempo, il ministro degli Interni pachistano Mohsin Naqvi è partito oggi per Teheran per discutere la prossima fase dei colloqui con la leadership iraniana, come confermato dai media statali iraniani e da fonti pachistane. Gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero dovuto tenere i colloqui in Svizzera ieri per dare inizio a un periodo di negoziati di 60 giorni, ma Teheran ha rinviato l'incontro per protestare contro le "continue" violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.
Il ministro degli Interni del Pakistan vedrà Araghchi a Teheran
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha in programma un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante la sua visita a Teheran. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iranino Esmaeil Baqaei citato dall'agenzia di stampa Isna. Baqaei ha aggiunto che la visita di Naqvi rientra nell'impegno di Islamabad di mediare i negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Protezione Civile: "Almeno 16 morti in raid israeliani nel sud del Libano"
Almeno 16 persone sono morte negli attacchi israeliani nella regione meridionale di Nabatieh. Lo afferma la Protezione civile libanese.
Media: "Fonte Idf: Hezbollah ha lanciato 50 ordigni contro l'esercito nella notte"
Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato più di 50 ordigni contro le forze israeliane nel Libano meridionale durante la notte, poche ore dopo che si presumeva fosse entrato in vigore il cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo sostenuto dall'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il funzionario ha affermato che l'Idf ha risposto colpendo "obiettivi di Hezbollah" nel Libano meridionale, aggiungendo che la stabilità sia per il Libano che per Israele potrebbe essere raggiunta se Hezbollah smettesse di violare gli accordi di cessate il fuoco.
Hezbollah: "Abbiamo il pieno diritto di rispondere agli attacchi israeliani"
Hezbollah ha il diritto di rispondere agli attacchi israeliani poiché Israele ha continuato a bombardare il Libano nonostante il nuovo cessate il fuoco. Lo afferma il parlamentare del gruppo filo-iraniano, Hassan Fadlallah. "Si parla di cessate il fuoco. Per noi, ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo la tregua e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni", ha affermato Fadlallah in una dichiarazione, aggiungendo che "la resistenza ha il pieno diritto di contrastare questo nemico quando ci attacca, poiché è l'aggressore e l'occupante".
Idf: "Stiamo colpendo Hezbollah in risposta ad attacchi"
L'esercito israeliano ha dichiarato di stare prendendo di mira in queste ore le posizioni di Hezbollah nel Libano meridionale in risposta agli attacchi del gruppo filo-iraniano contro i suoi soldati schierati nella regione, nonostante il cessate il fuoco annunciato il giorno precedente. "Durante la notte, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato oltre 50 proiettili contro le forze israeliane nel Libano meridionale", si legge in un comunicato militare, "a seguito di questi attacchi, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno colpendo obiettivi terroristici di Hezbollah nel sud del Paese".
Esercito libanese: "I continui raid brutali dell'Idf ostacolano la soluzione per la stabilità"
"La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano". Lo ha dichiarato l'esercito libanese in un comunicato stampa postato su X, a condanna dei continui raid aerei israeliani sul sud del Libano nonostante ieri sia stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. L'esercito libanese afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso "un ufficiale militare" sulla strada Kafr Reman-Nabatieh.
Hezbollah: "Abbiamo pieno diritto di reagire a Israele"
Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha dichiarato che il suo gruppo ha il "pieno diritto" di rispondere agli attacchi di Israele, che continua a bombardare il Libano nonostante il nuovo cessate il fuoco annunciato il giorno precedente. "Si parla di cessate il fuoco. Ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo il cessate il fuoco e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni", ha affermato Fadlallah in una dichiarazione. "La resistenza ha il pieno diritto di affrontare questo nemico quando ci attacca, poiché è l'aggressore e l'occupante", ha aggiunto l'esponente del movimento filoiraniano.
Media: "Amministrazione Usa crea contatti con l'opposizione in Israele"
Funzionari dell'amministrazione statunitense stanno creando contatti informali con l'opposizione in Israele: fino ad oggi, l'opposizione ha cercato di trovare un collegamento e ora l'amministrazione americana sta agendo di propria iniziativa. Lo riferisce un servizio di Channel 12. Gli Stati Uniti già da tempo hanno espresso preoccupazione per la presenza di elementi estremisti all'interno del governo di Netanyahu e stimano che vi sia una probabilità significativa di un cambio di governo in Israele. A cento giorni dalle elezioni in Israele e sullo sfondo della crisi tra l'amministrazione statunitense e il governo israeliano, l'amministrazione americana sta "creando alternative". Channel 12 ha riferito che per il momento Donald Trump non intende trasferire il suo sostegno a Netanyahu a qualcun altro, ma all'interno dell'amministrazione Usa si ritiene che sia necessario costruire nuovi sistemi informali di fiducia e di mediazione.
Media: "I pasdaran trarranno enormi vantaggi dalla revoca delle sanzioni Usa"
Per anni, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno prosperato all'ombra delle sanzioni, costruendo un vasto impero commerciale che spazia dal petrolio ai trasporti marittimi, le telecomunicazioni e i porti. Ora, mentre Teheran e Washington si preparano ai colloqui per un accordo che porrà fine alla guerra e che potrebbe sbloccare miliardi di dollari per l'Iran e riaprire la sua economia agli investimenti globali, questa forza d'élite è destinata a essere una delle maggiori beneficiarie: a scriverlo è Reuters online citando quattro fonti iraniane di alto livello secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche si trova in una posizione privilegiata per accaparrarsi una grossa fetta dei benefici finanziari derivanti dall'allentamento delle sanzioni, dalla ripresa delle esportazioni di petrolio e dagli investimenti stranieri. Il loro ruolo centrale potrebbe tuttavia rivelarsi uno dei tanti ostacoli a un accordo: con le Guardie Rivoluzionarie così saldamente intrecciate con gli affari iraniani, la loro designazione come organizzazione terroristica potrebbe complicare notevolmente gli sforzi per liberare l'economia dalle sanzioni. Una delle fonti ha descritto le Guardie Rivoluzionarie come i veri vincitori della guerra, affermando che, avendo garantito la sopravvivenza del sistema islamico iraniano, erano nella posizione migliore per beneficiare di un'eventuale revoca delle sanzioni, avendo già gestito la maggior parte delle operazioni iraniane per eludere le sanzioni negli ultimi decenni. Le Guardie Rivoluzionarie non pubblicano dati finanziari, ma qualsiasi sforzo per rilanciare l'economia amplierà la loro considerevole influenza finanziaria, ha affermato una seconda fonte di alto livello. Dato che la legge iraniana sugli investimenti impone alle aziende straniere di collaborare con partner locali, l'elevato numero di società legate ai pasdaran fa sì che queste diventino un filtro per i potenziali investitori nei settori più redditizi dell'Iran: questa realtà implica che le aziende occidentali che rientrano nel mercato iraniano potrebbero trovarsi a operare a fianco, o attraverso, entità collegate alle Guardie, anche senza un coinvolgimento diretto, con il rischio di incorrere in eventuali sanzioni ancora in vigore.
Iran: "Israele può rovinare la pace. Gli Usa realizzino l'intesa"
L'Iran ha sollecitato gli Stati Uniti a dimostrare di poter davvero dare attuazione al memorandum d'intesa siglato dal presidente Donald Trump, anche a fronte della linea che terrà Israele. L'appello è arrivato dal viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh, intervistato da al Jazeera. "Bisogna far sì che nessuno metta in pericolo questo momento nella storia della regione e anche del mondo, mentre si cerca di creare una stabilità a lungo termine", ha detto. "Israele ha dimostrato di poter rovinare, sabotare e manipolare ogni processo che possa portare a una pace duratura", ha spiegato. "Per questo l'Iran chiede agli Stati Uniti di dimostrare non solo che ha la volontà, ma anche la capacità di realizzare ciò che ha firmato", ha insistito. "Inizieremo una tornata molto seria e intensa di negoziati intenso", ha ricordato, e "vogliamo essere sicuri che ciò che accadrà nelle prossime settimane porti a una stabilità duratura nella regione".
Media: "Entro 2 giorni colloqui tecnici con Usa in Svizzera"
Dovrebbero iniziare in Svizzera "tra un giorno o due" i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all'agenzia di stampa turca Anadolu. "Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d'intesa di Islamabad", ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione.
Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l'agenzia di stampa Irna. L'Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le "continue" violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.
Inviato Usa Witkoff oggi in Svizzera per la ripresa dei negoziati
Sono attesi per oggi nuovi colloqui tra i funzionari americani e iraniani per la ripresa dei negoziati di pace che hanno messo fine al conflitto iniziato il 28 febbraio. Secondo quanto riporta Axios l’inviato americano Steve Witkoff è diretto in Svizzera per condurre colloqui con l’Iran, dopo il rinvio dei negoziati tra i due paesi. Il suo viaggio avviene mentre “Stati Uniti e Iran cercano di rimettere in carreggiata le discussioni tecniche” a seguito del protocollo d’intesa firmato mercoledì tra i due paesi, ha riportato la Cnn. L’inviato di Trump, Jared Kushner, è anch’egli atteso in Svizzera per colloqui, hanno indicato Axios e Cnn, citando entrambi funzionari americani.
Media: "Soldato ucciso in raid Idf nel sud del Libano"
Un soldato libanese è stato ucciso nel raid che l'esercito israeliano ha condotto stamattina nel sud del Libano, a Kafr Rumman nel governatorato di Nabatiye. Lo rende noto l'agenzia di stampa Nna, notando che i raid israeliani continunano nonostante l'accordo per il cessate il fuoco raggiunto ieri tra Israele e Hezbollah.
Media Iran: "Il ministro dell'Interno pakistano oggi a Teheran"
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi è atteso oggi a Teheran per colloqui con le autorità iraniane e per seguire gli ultimi sviluppi riguardanti il memorandum d'intesa firmato di recente tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce una fonte informata all'Irna. Naqvi, il cui Paese è il principale mediatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, ha visitato l'Iran diverse volte, l'ultima delle quali il 7 giugno. I presidenti di Iran e Stati Uniti hanno firmato il memorandum d'intesa il 17 giugno, per porre fine alla guerra tra i due Paesi, iniziata il 28 febbraio.
Medvedev: "Lo Stretto Hormuz è l'atomica dell'Iran e la userà"
Lo Stretto di Hormuz è diventato la "bomba atomica persiana" e l'Iran la userà come tale. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev.
Attacco israeliano a Gaza, almeno quattro morti
Un attacco israeliano a un edificio residenziale a Città di Gaza ha causato quattro morti e diversi feriti. Lo riporta Al Jazeera.
Pezeshkian: "Risolvere problemi gente evita danni sociali"
Il presidente iraniano, Massoudd Pezeshkian, ha invitato il governo a prestare attenzione e risolvere i problemi dei cittadini, anche per evitare contraccolpi sociali. "Risolvere i problemi delle persone è la strategia più importante per prevenire i danni sociali", ha detto in occasione di una riunione di coordinamento tra agenzie della pubblica amministrazione su un modello di governance incentrato sui quartieri, a quanto riportano i media iraniani. "Nessun problema economico o sociale dovrebbe sfuggire all'attenzione dei dirigenti" pubblici, ha avvertito.
Iran: "I nostri beni congelati saranno sbloccati completamente e gradualmente"
"I beni iraniani congelati, per un valore complessivo di 25 miliardi di dollari, saranno sbloccati gradualmente e completamente, e saranno utilizzati per lo sviluppo delle infrastrutture, come corridoi, strade e aeroporti, e per la costruzione e il progresso del Paese". Lo ha dichiarato il vicepresidente iraniano per gli affari esecutivi Mohammad Jafar Ghaempanah. "Se l'ombra della guerra si allontana dall'Iran, alcune delle pressioni economiche sulla popolazione si ridurranno", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
New York Times, per intelligence Usa Israele continuerà raid contro Hezbollah
L'intelligence americana è convinta che Israele continuerà i raid contro Hezbollah nel sud del Libano nonostante l'accordo di cessate il fuoco entrato in vigore ieri. Lo scrive il New York Times citando proprie fonti, secondo le quali Israele è frustrata dall'accordo che gli Stati Uniti hanno raggiunto con l'Iran. Inoltre, prosegue il giornale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità israeliane che vivono al nord.
Wsj, piano Usa e Qatar per sbloccare mld di dollari per progetti umanitari
Gli Stati Uniti e il Qatar stanno lavorando a un piano per sbloccare miliardi di dollari di fondi congelati destinati all'Iran per progetti umanitari. Lo scrive il Wall Street Journal secondo il quale, in base al piano, Teheran potrebbe inizialmente accedere a sei miliardi di dollari depositati in Qatar. Fonti a conoscenza dei dettagli del piano hanno riferito al Wall Street Journal che la Banca centrale iraniana sarebbe in grado di ordinare cibo, medicine e altri beni umanitari utilizzando il denaro precedentemente congelato, costituito principalmente da entrate derivanti dalla vendita di petrolio e soggette a sanzioni.
Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, i fondi verrebbero trasferiti sotto supervisione internazionale. Il piano è ancora nelle fasi iniziali e non ha ricevuto l'approvazione di Teheran, precisano le fonti.
Wafa, almeno 4 morti in raid israeliani su un condominio a Gaza
Almeno 4 palestinesi sono rimasti uccisi e altri feriti nelle prime ore di questa mattina quando le forze israeliane hanno bombardato un condominio a Gaza City. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa che cita fonti mediche. Dall'accordo di cessate il fuoco dichiarato nell'ottobre dello scorso anno, più di 4.000 palestinesi sono rimasti uccisi o feriti.
Teheran, pronti a procedere con l'accordo se gli Usa dimostreranno serietà
"Teheran è pronta a procedere passo dopo passo e a continuare il processo diplomatico con Washington, se l'altra parte dimostrerà la stessa serietà e garantirà che Israele rispetti i termini del recente memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Il "proseguimento della guerra" da parte di Israele avrebbe "gravi e immediate conseguenze", ha aggiunto, parlando ad Al Jazeera e denunciando i recenti attacchi israeliani contro il Libano. "L'Iran cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza. Il Libano è stato incluso nel memorandum d'intesa anche per il suo diretto coinvolgimento nel conflitto", ha affermato.
Sondaggio, maggioranza israeliani non vuole che Netanyahu si ricandidi
La maggioranza degli israeliani ritiene che il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe lasciare la politica e non ricandidarsi alle nuove elezioni nazionali. Lo rivela un sondaggio di Channel 12, secondo il quale il 59% degli intervistati ritiene che Netanyahu non dovrebbe ricandidarsi, mentre solo il 33% pensa che dovrebbe farlo e e l'8% si è dichiarato indeciso. Su guidare il Likud dopo Netanyahu, il 18% ha indicato il ministro dell'Economia Nir Barkat, il 9% il ministro della Giustizia Yariv Levin, il 7% il ministro della Difesa Israel Katz e il 6% il presidente della Knesset Amir Ohana.
Axios, Araghchi atteso in Svizzera per colloqui con Witkoff
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi in Svizzera. Lo riporta il sito di Axios citando fonti ben informate, secondo le quali però i suoi piano potrebbero ancora cambiare. In precedenza Axios aveva riferito che l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff era in viaggo per la Svizzera. Attesi quindi per oggi nuovi colloqui tra funzionari iraniani e americani sul negoziato che ha messo fine al conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. In agenda probabilmente anche la questione libanese, dopo che, secondo un mediatore, Araghchi ha precisato che per l'Iran il cessate il fuoco in Libano è una questione cruciale e un fattore determinante per il successo o il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti.
Libano, sale a 5 morti bilancio raid Idf nel sud nonostante cessate il fuoco
E' salito a cinque morti il bilancio del raid aereo israeliano condotto oggi contro la città di Arabsalim nel sud del Libano, nonostante l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah entrato in vigore alle 15 di ieri ora italiana. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna affermando che aerei da guerra e droni israeliani hanno effettuato una serie di attacchi nella zona di Nabatieh durante la notte e nelle prime ore del mattino, distruggendo edifici residenziali e case, mentre l'artiglieria israeliana ha bombardato Nabatieh e la sua periferia prima dell'alba.
Libano, raid Idf nel sud: almeno 3 morti
Almeno tre persone hanno perso la vita in un raid aereo condotto dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nel sud del Libano nonostante sia entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo rende noto l'agenzia di stampa libanese Nna.
Ministro Interni Pakistan oggi a Teheran per colloqui
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi si recherà oggi a Teheran per colloqui con alti funzionari iraniani. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. Secondo Al Arabiya, che cita fonti arabe anonime, l'obiettivo del ministro degli Interni pakistano è quello di seguire da vicino i progressi dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Media, Witkoff si sta dirigendo in Svizzera per colloqui con l'Iran
Steve Witkoff, l'inviato di Donald Trump, sta andando in Svizzera, dove dovrebbe tenersi il primo round di colloqui con l'Iran sul nucleare. Lo riporta Axios citando un funzionari americani. I colloqui avrebbero dovuto iniziare venerdì ma sono stati rinviati.
Media, Kushner già in Svizzera, non è chiaro se Vance andrà
Jared Kushner, l'altro inviato di Donald Trump, è già in Svizzera per i colloqui con l'Iran. Lo riporta Axios sottolineando che in Svizzera c'è anche il premier del Qatar. Non è se il vicepresidente JD Vance volerà in Europa nel fine settimana.
Axios, Araghchi partirà per la Svizzera oggi
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi volerà in Svizzera oggi. Secondo quanto riportato da Axios, i suoi piano possono ancora cambiare. Araghchi ha fatto sapere ad alcuni partner nella regione che il cessate il fuoco in Libano è per l'Iran un tema centrale e decisivo nelle trattative con gli Stati Uniti.
Usa e Qatar lavorano a piano per consentire all'Iran di accedere ai fondi congelati
Gli Stati Uniti stanno lavorando con il Qatar per mettere a punto un piano per rendere miliardi di dollari, attualmente congelati. disponibili all'Iran per le spese umanitarie. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'obiettivo è mettere a disposizione di Teheran un potere di spesa pari a 100 miliardi di dollari in risorse congelate sparse per il mondo, a partire da sei miliardi parcheggiati. Il piano prevede che il Qatar autorizzi acquisti di cibo, medicinali e altri beni umanitari ordinati dalla banca centrale iraniana con soldi prelevati dai fondi di Teheran congelati. Il modello Qatar potrebbe essere il copione da replicare per sbloccare risorse congelate altrove nell'ambito di una prima tranche di fondi da complessivi 24 miliardi