Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Siamo vicini ad accordo". Teheran: "Speriamo entro fine mese". LIVE

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©Ansa

Dopo gli ultimi raid, il presidente Usa Trump mostra ottimismo: "Siamo nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo". Oggi riunione del Consiglio di sicurezza Onu sulle sanzioni a Teheran. Il ministro israeliano Ben Gvir è indagato a Roma nell'inchiesta sulla Flotilla, nella quale si ipotizzano i reati di tortura e sequestro di persona 

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Mentre la tregua è appesa a un filo, Trump cerca di frenare Israele e Iran. "Smettano immediatamente di sparare", è intervenuto il presidente Usa chiamando di nuovo Netanyahu. Oggi riunione del Consiglio di sicurezza Onu sulle sanzioni a Teheran. Il ministro israeliano Ben Gvir è indagato a Roma nell'inchiesta sulla Flotilla, nella quale si ipotizzano i reati di tortura e sequestro di persona.

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Trump: "In due settimane dichiareremo vittoria totale"

"Siamo stati una squadra molto agguerrita e credo che stiamo vincendo questa battaglia, ma la vittoria definitiva arriverà nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale". Lo ha affermato, secondo Al-Jazeera, il presidente degli Usa Donald Trump durante una teleconferenza con il senatore Lindsey Graham, suo stretto alleato repubblicano. "Sarà una vittoria totale. Accadrà molto presto e i prezzi del petrolio crolleranno".

Teheran: "Con gli Usa stiamo lavorando, speriamo accordo entro fine mese"

Il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno "presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un Memorandum d'intesa, tramite il Pakistan".    "Non abbiamo ancora raggiunto il testo definitivo, ma stiamo seguendo la questione", ha aggiunto, secondo l'agenzia Irna, esprimendo la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese. Ha poi proseguito affermando: "Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l'intera regione, Libano compreso"

Trump: "Se dico a Netanyahu di fare qualcosa, lui la fa"

Se Netanyahu lo ha sfidato lanciando missili contro l'Iran domenica? No, perché i missili erano "già in viaggio" quando ha parlato con il primo ministro israeliano. Così ha detto alla Bbc, secondo quanto riportato dall'emittente britannica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sempre riferendosi al premier israeliano, Trump ha detto: "Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa". La telefonata con il tycoon, riporta ancora Bbc, è durata poco meno di un minuto

Trump: "Non biasimo Netanyahu, è stato attaccato e ha risposto"

Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' con il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. ''Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo'', ha affermato Trump parlando con i giornalisti e aggiungendo che gli iraniani ''si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana''.  Iran e Israele, ha proseguito Trump, ''entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari''.

Teheran cita Shakespeare contro Bessent: "Vergogna rubare nostre proprietà"

Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha diffuso un video con le dichiarazioni del Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, il quale ha affermato di stare valutando piani per utilizzare le risorse iraniane per la ricostruzione dei Paesi del Golfo Persico colpiti dall'Iran durante la guerra. "È vergognoso parlare con orgoglio di rubare le proprietà iraniane", ha detto Baghaei in un messaggio su X, citando frasi tratte dal 'Macbeth' di William Shakespeare, affermando: "Ora si rende conto che la sua posizione e il suo rango gravano sul suo corpo; come la veste di un gigante alto sul corpo di un ladro inferiore e nano".

Media: "Attacchi israeliani vicino a Tiro, nel sud del Libano"

I media libanesi, citati dal Times of Israel riportano attacchi israeliani vicino a Tiro, nel sud del Libano. Non ci sono commenti immediati da parte delle forze di difesa israeliane.

Trump: "piloti Apache caduto a Hormuz stanno bene, nessun ferito"

l presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i piloti dell'elicottero Apache dell'esercito americano precipitato vicino allo Stretto di Hormuz "stanno bene". Lo scrive Reuters sul suo sito. Parlando sulla pista dell'aeroporto internazionale John F. Kennedy prima di tornare a Washington, D.C., Trump ha affermato che "nessuno è rimasto ferito". Trump ha aggiunto che l'amministrazione pubblicherà più tardi, in giornata, un rapporto.

Elicottero Usa precipita a Hormuz, Trump: "Piloti salvi"

Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è precipitato nelle scorse ore vicino allo stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi''. Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso. L'incidente si è verificato dopo giorni in cui le ostilità nella regione si sono intensificate e poi attenuate, con Israele e Iran che si sono scambiati attacchi militari prima di fare marcia indietro, scrive ancora la testata Usa. Il Comando Centrale delle forze armate non ha risposto a una richiesta di commento. L'Iran ha abbattuto circa 30 droni Reaper e alcuni caccia statunitensi sono andati persi a causa del fuoco nemico e amico dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. Ma questo sarebbe il primo Apache perso nel conflitto. L'elicottero d'attacco AH-64 Apache, armato con missili Hellfire, è uno dei tipi di velivolo più temibili che operano nella regione. Pattugliano la strategica via navigabile in parte per scoraggiare gli attacchi di piccole imbarcazioni e per abbattere i droni. Ma gli elicotteri si sono spinti sempre più vicino al territorio iraniano, comprese le isole controllate dall'Iran nello stretto e nel Golfo Persico, nell'ambito della strategia aggressiva mantenuta dal Comando Centrale, nonostante i negoziati discontinui tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello stretto. In aprile, due membri dell'equipaggio di un caccia F-15E Strike Eagle abbattuto dall'Iran sono stati tratti in salvo dopo essersi eiettati dal velivolo danneggiato e aver atterrato in profondità in territorio ostile.

Trump: "Siamo nelle fasi finali per accordo molto buono"

"Siamo nelle fasi finali per un accordo molto buono con l'Iran". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti al termine della finale di Nba. "Non gli permetteremo di avere un'arma nucleare", ha spiegato. "L'accordo sarà molto migliore di quello siglato da Obama", ha evidenziato ancora il capo della Casa Bianca. 

Iran, sospese ostilità con Israele: restano minacce e tensioni

Iran e Israele hanno annunciato la cessazione delle ostilità dopo 48 ore di intensi scambi di attacchi che avevano fatto temere il collasso della fragile tregua entrata in vigore l'8 aprile, dopo oltre 100 giorni di guerra. A favorire la de-escalation è stato anche l'intervento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva invitato pubblicamente le due parti a interrompere "immediatamente" le operazioni militari. Teheran è stata la prima a dichiarare conclusa la propria operazione contro Israele. Il comando delle forze armate iraniane ha definito l'azione una "severa rappresaglia", avvertendo tuttavia che qualsiasi nuova offensiva israeliana, compresi eventuali attacchi nel sud del Libano, provocherebbe una risposta "molto più severa" rispetto a quella vista finora. Poche ore dopo è arrivata la conferma del premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Al momento le ostilità su questo fronte sono cessate", ha dichiarato, precisando però che Israele continuerà a esercitare il proprio diritto all'autodifesa e risponderà "con forza" a qualsiasi nuovo attacco iraniano.

Flotilla, Roma indaga su Ben Gvir. Lui "non mi lascio intimidire"

Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale aveva rivolto parole di scherno nei confronti degli attivisti che erano stati fatti sbarcare dalle navi della Flotilla, mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. "Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta", ha commentato dopo la decisione di Piazzale Clodio. 

Caso Flotilla, ministro israeliano Ben-Gvir indagato da Procura Roma

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