Guerra Usa-Iran, diplomazia al lavoro. Trump nega problemi con scorte di munizioni. LIVE
Il presidente Usa torna ad ammonire l'Iran affidandosi all'intelligenza artificiale, anche se Teheran ha dichiarato di aver interrotto gli attacchi di rappresaglia nella regione dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i loro raid sul Paese. Oggi Netanyahu alla Casa Bianca, mentre il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero'
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Donald Trump nega che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell'ambito della guerra contro l'Iran. 'Disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno' dichiara al Wall Street Journal. Intanto il tycoon torna ad ammonire l'Iran affidandosi all'intelligenza artificiale, anche se Teheran ha dichiarato di aver interrotto gli attacchi di rappresaglia nella regione dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i loro raid sul Paese. Oggi Netanyahu alla Casa Bianca, mentre il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero'. Nelle prime contrattazioni sui mercati asiatici, i prezzi del petrolio calano di oltre il 5% per la speranza di un accordo tra Stati Uniti e Iran.
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Media Iran, fermate sei navi nello Stretto di Hormuz
"Le forze iraniane hanno fermato sei navi che hanno tentato di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz attraverso una rotta illegale e pericolosa". Lo ha dichiarato un ex funzionario iraniano, riferisce l'agenzia Fars. "Le navi, una provocazione degli Stati Uniti, avevano spento i loro sistemi di navigazione e posizionamento mentre cercavano di attraversare il canale questa mattina", ha aggiunto il funzionario. "Una delle navi ha subito un incidente e le altre cinque sono rientrate nel Golfo Persico sotto la ferma gestione dell'Iran".
Petrolio: cede oltre il 6% in Asia, Brent sotto 92 dollari
Il prezzo del petrolio cede oltre il 5% sui mercati asiatici dopo che, nel fine settimana, Stati Uniti e Iran hanno sospeso gli attacchi a seguito di due settimane di scontri, alimentando le speranze di una soluzione diplomatica che possa allentare la tensione del conflitto e consentire la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. I future sul Brent calano del 6,57% a 91,92 dollari al barile, quelli sul Wti cedono il 6,35% a 84,70 dollari.
Qatar e Oman discutono di Hormuz e del memorandum tra Usa e Iran
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri dell'Oman, Sayyid Badr Albusaidi, per discutere delle relazioni bilaterali e del coordinamento congiunto al fine di allentare le tensioni regionali. Lo riporta al Jazeera. Lo sceicco Mohammed ha sottolineato la necessità che tutte le parti si attengano al dialogo e alla diplomazia e attuino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, garantendo in particolare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Mohammed ha inoltre rinnovato il pieno sostegno del Qatar agli sforzi volti a stemperare le tensioni e a raggiungere un accordo globale per una pace duratura nella regione.
Trump: 'abbiamo munizioni più di chiunque altro e ben oltre il nostro fabbisogno'
Donald Trump nega che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell'ambito della guerra contro l'Iran, rimarcando in una dichiarazione al Wall Street Journal che "disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno". La Casa Bianca, allo stesso tempo, ha affermato che la sicurezza nazionale sarebbe a rischio se gli organi di informazione diffondessero dati aggiornati del governo Usa sull'impiego dei missili Patriot e Thaad, rivelando l'elevato numero di intercettori utilizzati dall'inizio del conflitto.
Pentagono crea nuova categoria "Operazioni all'estero"
Lo scorporo dei 4 soldati solleva interrogativi sul corretto conteggio dell'impatto sui militari americani, dato che l'amministrazione Trump ha intensificato gli attacchi all'Iran nel tentativo di riaprire lo Stretto di Hormuz, dando al contempo poche indicazioni su come porre fine a un conflitto sempre più impopolare negli States. Nei giorni scorsi, il Pentagono ha descritto lo scorporo dei 4, emerso nei giorni scorsi, come "interruzioni dei dati". Il portavoce Joel Valdez ha sostenuto giovedì che il calo delle cifre delle vittime online, da 18 a 14, non era un tentativo di nascondere il crescente tributo di vite umane della guerra, bensì il risultato di "anomalie" e "interruzioni temporanee dei dati" che sarebbero state risolte "a breve". La vicenda ha dato vita a una disputa: il crollo del cessate il fuoco con l'Iran e la ripresa dei raid aerei quasi quotidiani a partire dal 6 luglio hanno spinto analisti e funzionari a chiedersi se le vittime dei rinnovati combattimenti debbano essere conteggiate in via separata dall'operazione Epic Fury, optando per una mossa senza precedenti. L'amministrazione Trump sta cercando di classificare la ripresa della campagna militare come separata dall'operazione Epic Fury, il nome ufficiale dato dalle forze armate Usa al conflitto con l'Iran. La modifica è legata al War Powers Act del 1973, che impone al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni, a meno che il Congresso non autorizzi una proroga. L'amministrazione Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco di aprile con l'Iran abbia sospeso il conteggio delle vittime al primo maggio per la fase iniziale del conflitto. Il conteggio separato delle vittime, che inizia il 7 luglio, si basa su questa interpretazione.
Pentagono 'taglia' 4 militari caduti dalla guerra all'Iran, crea nuova categoria
Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero' ('Overseas Operations) usata per conteggiare il personale ucciso o ferito (ben 207) "a partire dal 7 luglio". Secondo il Defense Casualty Analysis System (Dcas), il bilancio ufficiale della fase iniziale della guerra, nota come operazione 'Epic Fury', cambia in 14 morti e 417 feriti. Sommando i numeri, quindi, dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti, di cui 140 in più rispetto a pochi giorni fa.