Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Usa-Iran, Trump: "Sospesi raid per dare chance, ma pronto a una forte azione"

©Ansa

Il presidente Usa ha deciso di sospendere gli attacchi all'Iran per dare ai negoziatori un'altra chance ma si è detto "pronto" a una "forte azione militare" se la diplomazia fallisce. "Ci sono buone possibilità che possa accadere qualcosa di positivo" nei negoziati con l'Iran, ha dichiarato poi il presidente Usa ai cronisti sull'Air Force One

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Donald Trump ha deciso di sospendere gli attacchi all'Iran per dare ai negoziatori un'altra chance ma se la diplomazia fallisce è "pronto" a una "forte azione militare". Il presidente Usa ha poi negato che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell'ambito della guerra contro l'Iran. 'Disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno' dichiara al Wall Street Journal. Intanto il tycoon torna ad ammonire l'Iran affidandosi all'intelligenza artificiale, anche se Teheran ha dichiarato di aver interrotto gli attacchi di rappresaglia nella regione dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i loro raid sul Paese. Oggi Netanyahu alla Casa Bianca, mentre il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero'. Nelle prime contrattazioni sui mercati asiatici, i prezzi del petrolio calano di oltre il 5% per la speranza di un accordo tra Stati Uniti e Iran.

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La guerra dei due stretti

Dopo gli iraniani ad Hormuz, gli Houthi hanno proclamato un blocco  navale a Bab el-Mandeb contro le navi dirette ai porti sauditi e sono  passati ai fatti, colpendo due petroliere con missili e droni. Il Brent  ha sfondato quota cento dollari, il traffico nello stretto tra Mar Rosso  e Golfo di Aden è crollato di un terzo, decine di navi fanno  dietrofront. Per la prima volta nella storia recente le due porte  marittime del petrolio mondiale rischiano di chiudersi insieme.

La guerra dei due stretti

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Iran: 60 morti negli ultimi 12 giorni

Il ministro della Salute iraniano, Mohammad Reza Zafarghandi, ha dichiarato che 60 cittadini iraniani sono stati uccisi e circa 670 feriti in attacchi degli Stati Uniti nel sud del Paese, in un periodo compreso tra gli ultimi 10-12 giorni

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

I prezzi di benzina e diesel sono ancora in rialzo, sulla scia dei venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente:  il conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni per lo Stretto di  Hormuz spingono verso l’alto i listini, scesi a giugno dopo il fragile  accordo di pace. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende  noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi  dei carburanti, il costo medio in modalità self service lungo la rete  stradale italiana oggi, 23 luglio, si assesta sui 1,957 euro al litro  per la benzina (ieri era di 1,949 euro) e sui 2,141 euro al litro per il  gasolio (ieri era di 2,124 euro). Sulla rete autostradale, invece, il  prezzo medio al self service è di 2,048 euro al litro per la benzina  (ieri era di 2,040 euro) e di 2,213 euro al litro per il gasolio (ieri  era di 2,196 euro). Ci si aspetta che i costi salgano ancora nei  prossimi giorni. Ecco cosa sta succedendo.

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

Perché i prezzi di benzina e diesel continueranno a salire ancora

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Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

Il gruppo armato, incoraggiato dall'andamento della guerra in Iran,  prova a far pressione sull'Arabia Saudita minacciando un braccio di mare  dal quale passa il 7% del petrolio scambiato a livello mondiale,  destinato soprattutto all'Asia.

Perché gli Houthi minacciano il blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb

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Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli,  in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe  promuovendo la sua iniziativa  con altri Paesi in Medio Oriente e anche  con la Cina.

Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona

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Trump: "Metteremo fine alla minaccia nucleare dell'Iran"

"Metteremo fine alla minaccia nucleare dell'Iran molto rapidamente". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che la sua amministrazione sta rendendo gli Stati Uniti più sicuri perché "non consentirà a dei pazzi di avere l'arma nucleare". 

Trump: "In corso trattative molto amichevoli con l'Iran"

"L'Iran sta parlando con noi per raggiungere un accordo proprio in questo momento". Lo ha detto Donald Trump nel coprso di un comizio in un impianto di General Motors in Michigan, sottolineando che "al momento sono in corso trattative molto amichevoli. Vedremo come va". 

Israele rilascia 60 detenuti a Gaza: "Non sono terroristi"

Israele ha rilasciato 60 detenuti a Gaza in un'operazione facilitata dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr). I detenuti sono stati rilasciati attraverso il valico di Karem Abu Salem fino a Khan Younis, dove sono stati trasferiti al Complesso Medico Nasser, ha dichiarato il Cicr. Lo scrive Al-Jazeera. L'esercito israeliano ha affermato che i rilasciati non sono considerati "terroristi". La Croce Rossa ha fatto notare di aver facilitato il trasferimento di oltre 2.500 detenuti in questo modo dal 2023. Ha inoltre affermato di non essere in grado di accedere a coloro che sono ancora detenuti nelle strutture israeliane dall'ottobre 2023. 

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

Israele avrebbe lavorato per anni a un progetto segreto per trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel volto di un cambio di regime a Teheran. A rivelarlo sono due inchieste parallele, del New York Times e di Haaretz,  che ricostruiscono contatti riservati avviati tra il 2022 e il 2023,  incontri di alto livello in Ungheria, il ruolo diretto dell'allora capo  del Mossad David Barnea e un'operazione culminata durante la guerra  dello scorso febbraio. Il piano, osteggiato da parte dello stesso  apparato israeliano, non si è mai concretizzato. Oggi Ahmadinejad si  troverebbe agli arresti domiciliari in Iran.

Iran, una doppia inchiesta svela il piano del Mossad su Ahmadinejad

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Media Libano: "Tre massicci bombardamenti dell'Idf su Kfar Tebnit"

"Questo pomeriggio l'esercito israeliano ha effettuato tre massicci e consecutivi bombardamenti nella città di Kfar Tebnit, che hanno provocato una forte scossa che si è propagata nella maggior parte delle città del sud" del Libano. Lo scrive l'agenzia libanese Nna. 

Fonti Usa: "Negoziati indiretti con Teheran sono in una fase seria"

I negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran sono "in una fase seria", secondo una fonte dell'amminsitrazione Trump citata dall'emittente israeliana Kan, ripresa da Times of Israel. La fonte spiega che entrambe le parti di sono scambiate proposte, cosa che viene intrepretata come un segno di progresso anche se ancora non si è arrivati ad un accordo.

Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.

Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

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Ambasciata Usa al suo personale: no viaggi in Cisgiordania

L'Ambasciata USA a Gerusalemme ha annunciato che sta temporaneamente limitando i viaggi di tutto il personale governativo e dei loro familiari verso la Cisgiordania, a causa di "preoccupazioni di sicurezza e crescente instabilita'". La direttiva è in vigore fino a mercoledì.

Tre palestinesi uccisi da fuoco israeliano a Gaza

Tre palestinesi sono stati uccisi e più di 15 feriti da colpi di arma da fuoco israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza a partire da questa mattina. Lo riferiscono ad Al Jazeera fonti ospedaliere. Nel dettaglio, un drone israeliano ha ucciso una persona e ne ha ferite diverse altre vicino a Wadi al-Salqa, a sud di Deir al-Balah. Un'altra persona è stata uccisa e diverse altre ferite in un  attacco di un drone israeliano a Jabalia al-Balad, nel nord di Gaza.  Infine un 38enne di Khan Younis è morto a causa delle ferite riportate in un attacco di un drone israeliano vicino ad al-Qarara, a sud di Deir al-Balah.

Trump: "Mosca passa intelligence a Teheran? Se pure lo fa non serve a molto"

"Possono pure" passare informazioni di intelligence  "ma se lo stanno facendo, non sta  funzionando". Così Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti a bordo dell'Air Force One in volo verso il Michigan, ha ammesso che la Russia potrebbe star aiutando l'Iran, fornendo immagini satellitari delle basi Usa in Medio Oriente, come ha recentemente rivelato Volodymyr Zelensky, ma ha minimizzato la cosa dicendo "che non ha avuto un grande impatto, perchè li stiamo distruggendo", riferendosi ai bombardamenti in Iran. In ogni caso, Trump ha poi aggiunto che, nonostante le accuse circostanziate presentate nei giorni scorsi dal presidente ucraino, "non crede" che la Russia stia facendo una cosa del genere. "Certamente non ad alto livello", ha concluso Trump.

Trump: Israele non sopravviverebbe senza di noi

Gli Stati Uniti "sono stati molto buoni con tanti Paesi che non sopravviverebbero senza di noi e "sapete chi non sopravviverebbe senza di noi? Israele". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, conversando con i cronisti sull'Air Force One. Trump ha ammesso di avere "piccole divergenze" con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sull'approccio da adottare nei confronti dell'Iran. Al giornalista che gli chiedeva se Netanyahu preferirebbe una trattativa o una ripresa delle ostilità, Trump ha risposto: "Bibi è stato grandioso. L'Iran è l'8% di quello che era quattro mesi fa".

Trump: potremmo doverci occupare degli Houthi

Gli Stati Uniti al momento "non si stanno occupando degli Houthi" ma "se sono un problema, potremmo dovercene occupare". Lo ha dichiarato ai cronisti sull'Air Force One il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. 

Trump: "Chance di accordo con l'Iran, ho molto tempo"

"Ho molto tempo". Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva quanto potesse durare la sua pazienza con l'Iran. "C'è la possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran", ha aggiunto riferendo che ci sono colloqui in corso.

Trump: buone possibilità accada qualcosa di positivo

Ci sono "buone possibilità che possa accadere qualcosa di positivo" nei negoziati con l'Iran. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, ai cronisti sull'Air Force One

Trump: "Colloqui proficui con l'Iran, vedremo cosa succede"

"Stiamo avendo colloqui proficui con l'Iran; vedremo cosa succederà. Ci sono buone probabilità che ne scaturisca qualcosa di concreto". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg

Trump: "A Netanyahu dirò che senza di me ora Teheran avrebbe atomica e Israele sarebbe distrutto"

"A Bibi dirò che se non fossi stato il presidente, l'Iran ora avrebbe armi atomiche e Israele sarebbe stato distrutto". E' quanto ha affermato Donald Trump, parlando con Axios dell'incontro che avrà domani alla Casa Bianca con Benjamin Netanyahu.  

Riguardo al fatto che ha deciso di sospendere i raid contro l'Iran per dare una possibilità alla diplomazia, Trump ha fatto notare che da quando ha deciso la pausa il prezzo del petrolio è sceso e il mercato è salito. "Se non si guadagna niente, non si perde niente", ha detto ancora spiegando il perchè ha accettato di accogliere la richiesta di chi gli chiedeva di fermare i raid per dare spazio ai negoziati.

Trump: "Sospesi i raid all'Iran per dare una chance, ma pronto a una forte azione"

Donald Trump ha deciso di sospendere gli attacchi all'Iran per dare ai negoziatori un'altra chance ma se la diplomazia fallisce è "pronto" a una "forte azione militare". Lo ha detto il presidente in un'intervista ad Axios. 

Iran: "Attaccato un gruppo terrorista curdo, uccisi quattro membri"

Il portavoce della polizia iraniana ha dichiarato che "un gruppo terroristico curdo, PJAK, è stato smantellato nella città di Baneh, al confine con il Kurdistan iracheno". "Uno dei leader del gruppo separatista ha attraversato il confine ed è entrato in città, situata nella provincia iraniana del Kurdistan, ma è stato ucciso insieme ad altri tre membri del gruppo in uno scontro a fuoco nella tarda serata di domenica", ha aggiunto Saeed Montazerolmahdi, citato dall'agenzia di stampa Irna. 

Smotrich: "Bugie contro coloni, tasso violenza più basso"

Contro i coloni, accusati di violenze nei confronti dei palestinesi, è in atto "una falsa campagna". Lo ha affermato il ministro delle Finanze israeliano e leader di estrema destra Bezalel Smotrich, sottolineando che si tratta di "una menzogna". "La comunità dei coloni è quella con il minor tasso di violenza nella società israeliana e nel mondo. La violenza si verifica anche a Tel Aviv, Ra'anana e Beersheba", ha sostenuto il leader di Sionismo Religioso, negando quelli che vengono denunciati come episodi di terrorismo ebraico contro i palestinesi. "La violenza esiste in ogni comunità e in ogni società, è un fenomeno marginale e mi aspetto che la polizia israeliana e le forze dell'ordine la gestiscano come gestiscono ogni forma di violenza".

Poche navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, privilegiano "la rotta" iraniana

Quasi tutte le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni hanno utilizzato la rotta indicata dall'Iran mentre nessuna risulta aver utilizzato la rotta più a Sud, vicino alla costa dell'Oman, promossa dagli Stati Uniti. E' quanto riferisce la 'Cnn'. Secondo Marisks dal sabato sono state osservate 78 navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz di queste, 20 battevano bandiera iraniana. Tutte le 58 navi non iraniane in transito hanno utilizzato la rotta indicata dall'Iran. Nessuna nave ha scelto la rotta meridionale, promossa dalle forze armate statunitensi come alternativa alle altre rotte marittime.

Gli ultimi dati Ais (il sistema di identificazione automatica che mostra la posizione delle navi) indicano che "tutto il traffico mercantile non iraniano rilevato ha continuato a preferire la rotta del Nord controllata dall'Iran, nonostante le implicazioni politiche e legate alle sanzioni", ha osservato Marisks. "Gli unici movimenti rilevati nella zona meridionale riguardano imbarcazioni locali degli Emirati Arabi Uniti e navi di supporto offshore, non transiti di mercantili internazionali". Un altro gruppo di intelligence marittima, Windward, ha dichiarato lunedì di aver registrato appena sette transiti attraverso Hormuz domenica, tutti effettuati lungo la rotta del nord.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha ribadto più volte che avrebbe preso di mira le navi che avrebbero tentato di attraversare lo stretto  Hormuz senza il consenso iraniano.  Nel contesto del blocco statunitense sui porti iraniani, domenica risultavano 24 petroliere in attesa presso il principale porto dell'Iran, sull'isola di Kharg, rispetto alle 21 del giorno precedente, secondo Windward. 

Morto palestinese nella Striscia di Gaza, era stato ferito in attacco israeliano

Un palestinese è morto dopo che era stato ferito a seguito di un attacco israeliano a sud di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. E' quanto riferisce 'Al Jazeera'. Secondo le autorità sanitarie locali la guerra a Gaza ha causato la morte di almeno 73.329 palestinesi, tra cui 1.203 persone dall'ottobre scorso, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco.

Media: "Sicurezza rafforzata per Netanyahu in viaggio verso Washington"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è partito alla volta di Washington in circostanze piuttosto particolari, molte delle quali sarebbero legate all'innalzamento delle misure di sicurezza a causa di una possibile minaccia di attacco iraniano. E' quanto rilevano i media israeliani. Netanyahu, scrive 'Times of Israel', è decollato dalla base aerea di Nevatim, nel Negev, e non dall'aeroporto Ben Gurion e non era stato reso pubblico in anticipo l'orario della sua partenza. Secondo 'Channel 12', la decisione di utilizzare una base militare è stata una misura di sicurezza adottata alla luce di una potenziale minaccia proveniente dall'Iran. Per lo stesso motivo, la riunione del governo israeliano di ieri è stata spostata dal suo ufficio a una località sotterranea non resa pubblica. L'ufficio del primo ministro inoltre non consente al gruppo dei giornalisti israeliani di viaggiare con Netanyahu a bordo dell'aereo 'Wing of Zion'. Non è stata fornita alcuna spiegazione per questa decisione, anche se non è la prima volta che l'Ufficio del Primo Ministro costringe i giornalisti a raggiungere gli Stati Uniti autonomamente.  Nei giorni scorsi invece un'inchiesta del 'New York Times' aveva svelato che il presidente degli Usa, Donald Trump aveva cambiato improvvisamente aereo lo scorso 8 luglio di ritorno dal vertice Nato di Ankara su sollecitazione del Secret Service. All'origine della decisione del presidente americano, una minaccia ritenuta credibile dall’intelligence riguardo a un possibile attacco da parte di una forza collegata all’Iran. Il vecchio Air Force One era stato preferito al famoso Boeing 747 donato dal Qatar perché dotato di maggiori dispositivi di sicurezza.

Israele, ex 007 a Trump: "Terrorismo coloni minaccia per tutti"

"Se non si interviene con rapidità e decisione, l'escalation di violenza in Cisgiordania rischia di innescare una guerra nella regione e comportare gravi ripercussioni sia per la sicurezza di Israele che per gli interessi regionali degli Stati Uniti". A dirlo, in una lettera aperta indirizzata al presidente Usa Donald Trump, è il Commanders for Israel's Security, un movimento composto da oltre 550 colonnelli e generali in pensione delle forze armate israeliane, membri della polizia, di Mossad e Shin Bet, e del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Come hanno sottolineato gli ex alti funzionari, se le forze di sicurezza israeliane sono efficaci contro il terrorismo palestinese in Cisgiordania, "sono fortemente limitate quando si tratta di terroristi ebrei". "Non è un segreto che alcuni membri del nostro attuale governo orchestrino gran parte di questo caos, anche proteggendo i loro seguaci - armati e animati da impulsi messianici - dalla legge e dalla sua applicazione", hanno proseguito. Da qui l'avvertimento: "Se la crescente ondata di attività terroristica dei coloni ebrei e la politica governativa di colpire duramente l'Autorità Palestinese (finanziariamente e non solo) dovessero continuare, le conseguenze potrebbero rivelarsi ancora più catastrofiche delle atrocità di Hamas del 7 ottobre e delle sue molteplici ripercussioni". Uno scenario che minaccia non solo Israele e la regione ma anche gli interessi Usa. "La tendenza e' chiara e le prove sono sotto gli occhi di tutti. Non lasciamoci cogliere di sorpresa ancora una volta", hanno concluso, esortando Trump a sfruttare l'incontro domani con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per "trasmettere un messaggio fermo e chiaro a questo riguardo".

Idf: "Ucciso a Deir al-Balah capo sicurezza interna Hamas nel centro della Striscia"

''L'Idf ieri ha effettuato un attacco a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, eliminando il terrorista Wael Musa Khaled Ladawi, capo della sicurezza interna di Hamas nella Striscia di Gaza centrale''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, specificando che ''la Sicurezza Interna di Hamas è un organo centrale e clandestino all'interno dell'organizzazione terroristica Hamas. Sotto il comando di Ladawi, la Sicurezza Interna raccoglieva informazioni per gli alti funzionari di Hamas, supportando il loro processo decisionale e facilitando la pianificazione e l'esecuzione di attacchi terroristici contro Israele''. 

Media: "In fiamme sito petrolifero saudita di Abqaiq"

L'agenzia iraniana Fars ha diffuso una foto che testimonierebbero di un incendio nel più importante impianto petrolifero dell'Arabia Saudita, dopo che gli Houthi hanno annunciato di avere colpito siti strategici del regno. "Immagini satellitari mostrano colonne di fumo e fiamme nell'impianto di Abqaiq (Buqayq), in Arabia Saudita, colpito fa da attacchi con droni e missili", si legge nel testo. "L'impianto di Abqaiq, gestito da Saudi Aramco, e' un nodo fondamentale della rete petrolifera saudita e consente di convogliare il petrolio verso il terminale di Yanbu, sul Mar Rosso, e ridurre la dipendenza dal passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz", spiega ancora la Fars, ed "è considerato il più grande impianto di stabilizzazione e trattamento del petrolio greggio al mondo, con una quota pari a circa il 5% della produzione petrolifera mondiale", pari a circa 7 milioni di barili al giorno.

Kuwait: "Accordo da 16 miliardi con Blackstone, Brookfield e Kkr su oleodotti"

Il Kuwait ha siglato un accordo di concessione da 16 miliardi di dollari con Blackstone, Brookfield Asset Management e Kkr che coinvolge gli oleodotti per l'export di petrolio dal Paese. Le tre società deterranno ciascuna una quota paritaria di una partecipazione del 49% in una joint venture con Kuwait Oil Company che avrà il 51%. Koc è  controllata dalla società statale Kuwait Petroleum Company. La joint venture prenderà in affitto da Koc i diritti di utilizzo di tutti i suoi 13 oleodotti, che si estendono per oltre 300 Km. Si prevede che l'operazione genererà per il Kuwait 7,85 miliardi di dollari in proventi immediati. L'accordo è il più grande investimento estero diretto nella storia del Paese del Golfo.

Il premier iracheno al-Zaidi vedrà domani Erdogan in Turchia

Il premier iracheno, Ali al-Zaidi, si recherà domani in visita in Turchia per incontrare il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. "Durante la visita, le relazioni bilaterali tra i due Paesi saranno esaminate in tutte le loro dimensioni, con particolare attenzione alla sicurezza, al commercio, all'energia, ai trasporti e alla gestione delle risorse idriche e saranno inoltre scambiati pareri sugli sviluppi regionali e globali", ha affermato la direzione della comunicazione di Erdogan annunciando la visita.

Cnn: "Trump a un nuovo bivio sull'Iran, opzioni limitate e sempre peggiori"

Donald Trump è giunto all'"ennesimo bivio" sull'Iran e "ogni volta che raggiunge un punto simile, le sue opzioni si restringono e i costi di qualsiasi linea di azione aumentano". Lo afferma Cnn notando come nonostante i segnali di attività diplomatica, "non c'è alcun segno che l'Iran intenda cedere sulla sua richiesta" di controllare lo Stretto di Hormuz. A quasi cinque mesi dall'inizio di un conflitto che sarebbe dovuto durare poche settimane, "Trump continua a cercare di margini di manovra ma l'unico risultato della sua strategia sembra essere una riduzione degli spazi di azione e opzioni sempre peggiori".

Houthi: "Colpite infrastrutture petrolifere saudite"

Gli Houthi hanno rivendicato attacchi alle infrastrutture petrolifere saudite. "Abbiamo colpito le linee di trasferimento del petrolio saudita", ha detto un portavoce citato dalla televisione iraniana. "Diversi punti cruciali lungo il percorso di approvvigionamento e trasporto del petrolio greggio dall'Arabia Saudita orientale verso Yanbu sono stati centrati da droni", ha spiegato. "L'operazioneè stata effettuata in risposta alla violazione dello spazio aereo yemenita con droni sauditi", ha precisato.

Riad a Baghdad: "Stop attacchi droni da vostro territorio"

L'Arabia Saudita ha chiesto al governo iracheno di fermare gli attacchi con droni lanciati dal suo territorio dalle milizie filoiraniane. Il regno "ribadisce la necessità che il governo iracheno adotti tutte le misure necessarie per impedire che il suo territorio venga utilizzato come punto di partenza per aggressioni", secondo una dichiarazione delle autorita' di Riad diffusa da un canale televisivo statale saudita.

Nyt: "Trump impantanato in Iran, la guerra sta consumando la presidenza"

"Impantanato in Iran", Donald Trump "sta imparando i limiti del potere" con una guerra che sta "gradualmente consumando la sua presidenza e dalla quale non riesce a trovare una via di uscita". E' l'analisi del New York Times, secondo il quale in cinque mesi di conflitto Trump non è riuscito a centrare gli obiettivi che aveva fissato per la guerra. Quello che doveva essere un conflitto "modello Venezuela" si sta rivelando una guerra lunga, che ha avuto effetti sulle quotazioni del petrolio.

A.Saudita: "Risponderemo ad attacchi milizie Iraq sostenute da Teheran"

Il generale Turki Al-Maliki, portavoce del ministero della Difesa di Riad, ha precisato che sono stati intercettati "diversi droni" nelle ultime ore e che l'Arabia Saudita si riserva il diritto di rispondere al gruppo armato sostenuto dall'Iran in Iraq. "Questi attacchi terroristici sono stati lanciati dal territorio iracheno e condotti da milizie terroristiche sostenute dall'Iran", ha aggiunto. Al-Maliki ha affermato il ''legittimo diritto del regno a difendersi e le sue capacità, nonché il suo diritto di rispondere al momento e nel luogo opportuni''.

Arabia Saudita sotto attacco, droni lanciati da Iraq

I sistemi di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto droni lanciati dall'Iraq che avevano come obiettivo quello di colpire impianti petroliferi nella regione orientale saudita. Lo ha reso noto il ministero della Difesa saudita in un comunicato spiegando che i droni sono stati lanciati da gruppi armati filo-iraniani in Iraq. In precedenza gli Houthi yemeniti hanno dichiarato di aver preso di mira impianti petroliferi in Arabia Saudita di proprietà di Aramco, nell'ultima escalation tra le due parti.

Idf ferma 2 israeliani che hanno attraversato il confine con la Siria

Due israeliani che questa mattina avevano attraversato illegalmente il confine con la Siria, nella zona del Monte Hermon, sono stati fermati dall'Idf e consegnati alla polizia israeliana. I due fanno parte del gruppo militante 'Pionieri del Bashan' che  invoca la creazione di insediamenti nel sud della Siria. Nelle ultime settimane si è registrato un incremento significativo di tentativi da parte degli attivisti di attraversare il confine con la Siria, almeno una volta a settimana.

Riad: "Distrutti droni da Iraq diretti a siti petrolio"

La contraerea saudita ha intercettato diversi droni lanciati sul suo territorio dall'Iraq e diretti su siti petroliferi. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Riad in una nota del portavoce, il generale Turki Al-Malki. "Le difese aeree hanno intercettato e distrutto un certo numero di droni nelle ultime ore, che avevano tentato di colpire impianti petroliferi nelle regioni orientale e di Riad", si legge. Secondo Al-Malki, "questi tentativi terroristici sono partiti dai territori iracheni ed eseguiti da milizie terroristiche affiliate all'Iran". Riad, ha avvertito, ha "il diritto legittimo di difendersi e proteggere le proprie capacita', e si riserva il diritto di rispondere nel tempo e nel luogo appropriati".

Netanyahu: "Incontro con Trump grande onore e responsabilità, focus su Iran"

''Mi sto recando ora a un incontro con il nostro amico, il presidente Donald Trump: questo è il nostro ottavo incontro da quando è stato eletto per il suo secondo mandato, più di qualsiasi altro leader internazionale. E' un grande onore, ma anche una grande responsabilità''. Lo ha scritto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu su 'X'. ''Nel nostro incontro discuteremo di tutte le questioni all'ordine del giorno, con l'Iran in primo piano. Il nostro obiettivo è chiaro: salvaguardare la sicurezza di Israele, rafforzarne la potenza ed estendere la cerchia di pace intorno a noi. Intraprendo questa missione spinto dal profondo impegno di garantire la sicurezza, la forza e il futuro dello Stato di Israele'', ha spiegato Netanyahu. ''Durante la visita, renderò anche l'ultimo omaggio a un mio vero amico e amico dello Stato di Israele, il Senatore Lindsey Graham, uno dei più grandi amici di Israele di tutti i tempi. Sono certo che, così facendo, rappresento i sentimenti di tutti i cittadini israeliani. Con l'aiuto di Dio, ce la faremo e avremo successo'', ha aggiunto.

Aoun: "Israele viola diritti umani continuando offensiva militare nel sud"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver commesso "una violazione diretta dei diritti umani" attraverso la continua offensiva militare contro il Libano meridionale. A seguito di un incontro con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk, Aoun ha affermato che la continua distruzione di case e di villaggi nel sud del Paese da parte di Israele costituiscono "una flagrante violazione del diritto e delle consuetudini internazionali".  Il capo dello Stato ha chiesto un intervento internazionale per porvi fine e ha inoltre accusato Israele di aver colpito siti religiosi e storici, affermando che gli attacchi rivelano "intenzioni premeditate contro persone e monumenti", sottolineando che tali siti "non sono militari né ospitano alcuna presenza armata". Il Libano resta impegnato nell'attuazione della "formula quadro", ma Aoun ha avvertito che le continue azioni israeliane rischiano di comprometterla.

Parroco Gaza: "Dal Papa messaggio di incoraggiamento"

Il Papa ha inviato un messaggio al parroco di Gaza per incoraggiare e per esprimere la preoccupazione per lo stato delle cose. “I giorni passano come le settimane. Ma vedo che le condizioni rimangono ancora molto difficili”, ha osservato Leone nel messaggio reso noto dal parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, attraverso un video. Papa Leone ha ricordato che non trascorre tempo che lui “non pensi e preghi per coloro che stanno soffrendo. E, in particolare a noi sacerdoti e a tutti i religiosi, ha affidato questa esortazione: ‘Grazie per stare al loro fianco. Che Dio vi aiuti e vi rafforzi. Benedizioni, un abbraccio fraterno’”, riferisce il parroco della Sacra Famiglia. Romanelli ringrazia il Pontefice anche per le parole pronunciate  ieri durante il dopo Angelus: “La situazione a Gaza continua ad essere disastrosa e il Santo Padre non smette di essere in costante comunicazione con noi  e a pregare per noi”. Nei giorni scorsi, aggiunge padre Romanelli nel video, abbiamo celebrato anche una novena e ieri, dopo la messa, “abbiamo fatto un atto di riparazione per le offese commesse al Sacro Cuore e, sempre al Sacro Cuore, abbiamo  rinnovato la consacrazione del mondo, della Striscia di Gaza, della nostra parrocchia e della nostra congregazione”.

Netanyahu partito per gli Usa, domani l'incontro con Trump

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è decollato per Washington dalla base aerea di Nevatim, vicino a Beersheba. Domani è previsto l'atteso faccia a faccia con il presidente Usa Donald Trump, alle 11 ora locale (le 18 in Israele), prima di partecipare ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham. Come riporta il Times of Israel, il volo di Netanyahu, originariamente previsto per le 11, ha subito un ritardo di due ore. Non sono state fornite spiegazioni né è stata confermata ufficialmente la sua partenza. Il premier non porterà

con sé giornalisti a bordo dell'aereo di Stato Wing of Zion.

Bce: "Shock energetico Iran più forte del 2022, ma prezzi reagiscono meno"

Le interruzioni delle forniture mondiali di petrolio e gas causate dalla guerra in Iran sono state molto maggiori rispetto a quelle provocate dal conflitto in Ucraina, ma i rincari sono rimasti finora più contenuti. È quanto emerge da un’analisi della Bce pubblicata sul blog dell'istituto. L'inizio delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran alla fine di febbraio - si ricorda nell'analisi - hanno determinato la chiusura dello Stretto di Hormuz, interrompendo il transito di circa 20 milioni di barili al giorno, pari a un quinto dell’offerta mondiale. Gli oleodotti di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno attenuato in parte l’impatto, ma la perdita media è stata comunque di circa 14 milioni di barili al giorno, il 14% dell’offerta globale. La guerra in Ucraina aveva invece ridotto l’offerta di appena un milione di barili al giorno. Nonostante la dimensione senza precedenti dello shock, all’inizio di giugno il petrolio si attestava intorno a 94 dollari al barile, il 29% sopra il livello precedente al conflitto, dopo un rialzo massimo superiore al 50%. Un’interruzione di questa portata, secondo le relazioni storiche, avrebbe potuto provocare un aumento fino al 105%. La reazione relativamente contenuta riflette le aspettative che la carenza sia temporanea e le migliori condizioni iniziali del mercato. Prima del conflitto, l’offerta di petrolio presentava un surplus di circa 2,5 milioni di barili al giorno, sostenuto dalla produzione record di shale oil statunitense e dalla diffusione dei veicoli elettrici in Cina. Prima della guerra in Ucraina, al contrario, il mercato registrava già un deficit vicino a un milione di barili al giorno. Anche le scorte sono oggi maggiori: quelle cinesi sarebbero salite da una copertura di 92 giorni di importazioni nel 2023 a circa 115 giorni all’inizio del 2026.

Teheran: "Negoziati con Usa non fanno parte del nostro Dna"

Teheran non ha chiesto di riprendere i colloqui con Washington. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, aggiungendo che i negoziati con gli Stati Uniti "non fanno parte del nostro Dna". Baghaei ha detto ancora che i mediatori continuano a fare da tramite tra le due parti e ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, aggiungendo che i colloqui con l'Oman sulla gestione della via navigabile sono stati positivi.

Ben-Gvir: "Trump è ingenuo, non c'è nulla da discutere con Teheran"

"Spero che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump si convinca a mettere fine alla sua ingenuità. È un uomo d'affari, ed è molto ingenuo sulla questione iraniana. Non c'è diplomazia con queste persone, non c'è niente da discutere con loro. Con gli iraniani bisogna parlare puntando le armi contro di loro". Lo ha detto il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, intervenendo alla Conferenza sulla Sicurezza Nazionale di Ynet e Yedioth Ahronoth.

Iran, Pentagono aggiorna bilancio, sale a 18 morti e 624 feriti

Nel corso del fine settimana il Pentagono ha aggiornato il suo database relativo al conflitto in Iran, sullo sfondo di interrogativi e polemiche riguardo alla mancanza di trasparenza, registrando oltre 140 feriti aggiuntivi e ripristinando i quattro soldati uccisi a causa degli attacchi iraniani della scorsa settimana. Lo rende noto la Cnn, sottolineando che i nuovi dati, combinati con i totali aggiornati dell'Operazione Epic Fury, porta il totale a 18 morti e 624 feriti, un netto aumento dai 482 rilevati la settimana scorsa, da quando gli Stati Uniti hanno lanciato la guerra contro l'Iran il 28 febbraio. Al centro dello svilupo c'è il Defense Casualty Analysis System, o Sistema di analisi delle vittime della difesa, che ha aggiunto una nuova categoria di monitoraggio, chiamata "Operazioni all'estero", relativa ai morti e i feriti "a partire dal 7 luglio". Il sistema è stato oggetto di forti critiche da parte dei media e dei legislatori la scorsa settimana, quando i numeri dei morti e dei feriti sono diminuiti mentre gli attacchi iraniani continuavano. Giovedì i dodici legislatori democratici del Comitato del Senato per i Servizi armati hanno inviato una lettera al Segretario alla Difesa Pete Hegseth chiedendo risposte su cosa stesse causando i cambiamenti, ma il segretario stampa ad interim del Dipartimento della Difesa Joel Valdez ha insistito via social che le diminuzioni erano dovute a "interruzioni temporanee dei dati sul sito web (Dcas)". La nuova categoria non include dettagli distintivi, né specifica il conflitto in cui si verificano le vittime, ma in essa appare un elenco dei soldati caduti, che include i tre soldati Usa uccisi in Giordania a causa di un attacco iraniano e il soldato ucciso nel nord dell'Iraq lo scorso fine settimana a causa di un drone iraniano.  La data del 7 luglio coincide con il momento in cui il presidente Donald Trump ha dichiarato l'inizio di un nuovo conflitto con l'Iran, in una notifica ai sensi del War Powers Act che l'amministrazione ha inviato al Congresso all'inizio di questo mese. La legislazione richiede al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni a meno che non sia autorizzato dal Congresso a continuare, ma l'amministrazione Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco di aprile con l'Iran abbia "fermato l'orologio", e il segretario di Stato Marco Rubio ha definito la legge "incostituzionale al 100%" perché limita i poteri del presidente di dichiarare guerra.

In fiamme a Teheran il Gran Hotel Parsian, evacuati gli ospiti

Un incendio è scoppiato presso il Grand Hotel Parsian Esteghlal (ex Hilton) e nell'edificio adiacente, nella zona nord di Teheran, e gli ospiti dell'hotel sono stati evacuati, secondo quanto riportato dai media locali. Si vede del fumo denso e i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni per domare l'incendio.

Teheran: "Al momento non siamo impegnati in nessun negoziato con Usa"

Non c'è nessun negoziato in corso tra gli Stati Uniti e l'Iran. Ad affermarlo è il ministero degli Esteri iraniano nonostante la recente tregua negli attacchi tra Teheran e Washington. "Al momento non siamo impegnati in alcun negoziato con gli Stati Uniti", sottolinea il portavoce del ministero Esmaeil Baqaei durante una conferenza stampa smentendo le notizie secondo cui l'Iran avrebbe richiesto dei colloqui.

Iran, prezzo petrolio in discesa: Brent 92 dollari al barile

Prezzo del petrolio in discesa. Il prezzo del Brent, riferimento per l'Europa, è sceso del 4.78% a 92 dollari al barile. Il prezzo del Wti, riferimento per gli Usa, è sceso del -4,62% a 84, 69 dollari al barile.

Iran smentisce: "Mai chiesto colloqui con gli Usa a Ginevra o Islamabad"

"Non abbiamo mai chiesto colloqui con gli Stati Uniti a Ginevra o a Islamabad, come sostengono alcune notizie inventate. Non è nella nostra natura. Ciò che per noi è stato importante, nei negoziati con gli Stati Uniti e nei colloqui con i mediatori, sono stati solo gli interessi nazionali e la sicurezza dell'Iran, e decideremo di conseguenza. Non permetteremo agli Stati Uniti di determinare il momento della guerra o della pace": lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, aggiungendo: "Gli Stati Uniti sono impantanati in un pantano di guerra da cinque mesi. Washington sta semplicemente annaspando nella situazione disastrosa che si è creata insieme al regime sionista". I mediatori continuano a trasmettere messaggi tra gli americani e l'Iran, ma non ci sono negoziati in corso, ha aggiunto.

Emirati accusano Israele per "aggressioni" Cisgiordania

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti (Eau) hanno condannato oggi l'"aggressione" dei coloni israeliani in Cisgiordania contro i palestinesi e hanno accusato il governo isrealiano di essere "responsabile" di quelli che hanno definito atti di "provocazione" e di "incitamento" ad agire contro la popolazione musulmana. Il Ministero degli Esteri emiratino ha dichiarato in un comunicato  che si tratta di casi di "estremismo" e ha esortato le autorità israeliane a "consegnare i responsabili alla giustizia. Qualsiasi errore che preveda l'impunità per i responsabili sarà interpretato come acquiescenza e non farà altro che alimentare il ciclo di odio, razzismo e instabilità", si legge nel comunicato. "Chiediamo al governo israeliano di assumersi la piena responsabilità, condannare queste pratiche e punire i responsabili", ha affermato il governo degli Emirati, rivolgendo al contempo un appello alla comunità internazionale affinché adempia al proprio dovere di fermare queste violazioni israeliane e prevenire un'ulteriore escalation della situazione nei Territori palestinesi occupati e nella regione.

"È importante sostenere gli sforzi internazionali per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente, per raggiungere una pace globale e giusta e porre fine alle pratiche illegali che minacciano la soluzione dei due Stati", ha concluso. Nel frattempo, il ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo omanita, Badr al-Busaidi, per discutere "gli ultimi sviluppi nella regione e gli sforzi per raggiungere una sicurezza e una stabilità durature". "Le parti hanno rivisto le rispettive posizioni bilaterali ed esplorato nuove modalità per rafforzare la cooperazione in modo da servire gli interessi e la prosperità dei rispettivi popoli", ha dichiarato il Ministero degli Esteri degli Emirati in un comunicato.

Baqaei: "Paesi Golfo hanno effettuato raid contro di noi"

Paesi confinanti hanno effettuato attacchi contro l'Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, confermando la notizia rivelata nei giorni scorsi dal Wall Street Journal secondo il quale Bahrein e Kuwait hanno effettuato raid segreti contro depositi di droni e missili iraniani, con il supporto degli Emirati Arabi Uniti. "Contro ogni norma del diritto internazionale e il principio di buon vicinato, questi Paesi hanno aperto il loro territorio a chi attaccava l'Iran", ha affermato Baqaei. "In alcuni casi, sappiamo che hanno partecipato autonomamente all'aggressione militare contro l'Iran", ha aggiunto. Dall'inizio della guerra di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, Teheran ha attaccato regolarmente le nazioni del Golfo a causa della loro cooperazione con gli Stati Uniti e dell'ospitalità offerta alle truppe americane.

M5s: "Governo denunci disegno Netanyahu in Cisgiordania"

"L'escalation di violenze di questi giorni in Cisgiordania ha mostrato in modo evidente quello che diciamo da tempo: non è una questione di 'coloni violenti' o di singoli ministri che soffiano sul fuoco, ma di Netanyahu che supporta con il suo esercito i loro atti di terrorismo per scatenare nei territori occupati una terza intifada che giustifichi un intervento militare per smantellare quel che resta dell'Autorità palestinese e annettere di fatto la Cisgiordania, seppellendo per sempre la soluzione dei due Stati. Cioè quello che chiede l'ultra destra dei criminali Ben-Gvir e Smotrich per continuare a sostenere Netanyahu. Il governo italiano la smetta di condannare i soli coloni burattini e riconosca e denunci la responsabilità del loro burattinaio Netanyahu che li manovra per i suoi scopi". Lo si legge in una nota dei capigruppo delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, Francesco Silvestri e Bruno Marton (M5s). "Senza una chiara e coraggiosa presa di posizione in tal senso - aggiungono - che abbandoni l'atteggiamento ambiguo fin qui tenuto dall'esecutivo, la riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati che si terra' a Roma nei prossimi due giorni sarà solo l'ennesima dimostrazione dell'ipocrisia del governo Meloni".

Teheran: "Gli Usa non sono coinvolti nei colloqui con l'Oman su Hormuz"

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono coinvolti nei recenti colloqui con l'Oman sulla gestione dello strategico Stretto di Hormuz. "Questi colloqui non hanno alcun legame con gli Stati Uniti. Si tratta di una questione bilaterale tra l'Iran e l'Oman, e stanno proseguendo", ha affermato il portavoce del ministero Esmaeil Baqaei durante una conferenza stampa settimanale, aggiungendo che la via navigabile "rimane chiusa".

Teheran convoca ambasciatore francese per "interferenze"

Teheran ha convocato l'ambasciatore francese in Iran, Pierre Cochard, per lamentare "interferenze" di Parigi dopo l'arresto di due diplomatici francesi di stanza nella capitale iraniana la scorsa settimana. "Ieri (domenica), l'ambasciatore francese a Teheran è stato convocato al ministero degli Esteri, dove è stato sottolineato che il governo francese deve cessare tali azioni e interferenze negli affari interni dell'Iran con pretesti fuorvianti", ha dichiarato il portavoce del ministero Esmail Baqhai durante la conferenza stampa settimanale, aggiungendo che i due diplomatici francesi avevano svolto attività "in alcun modo giustificate".

Teheran: "Dopo attacco Kiev conseguenze imprevedibili"

L'attacco ucraino contro una nave iraniana nel Mar Caspio avrà conseguenze "imprevedibili". Lo ha minacciato il ministero degli Esteri di Teheran dopo che sabato scorso il servizio di Sicurezza di Kiev ha riferito di aver colpito con droni "navi mercantili soggette a sanzioni internazionali, utilizzate per il trasporto di materiale bellico tra Iran e Russia". L'incaricato d'affari ucraino a Teheran era stato convocato sabato scorso al ministero degli Esteri ed era stato rimproverato da un alto funzionario per questo "atto ostile e criminale". "Quest'azione dell'Ucraina è stata un atto assolutamente illegale e ingiustificato, contrario alla Carta delle Nazioni Unite, nonché un pericoloso atto di avventurismo che non resterà certamente impunito", ha dichiarato il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, durante una conferenza stampa, aggiungendo che le conseguenze dell'azione di Kiev "saranno certamente imprevedibili".

Media: "Netanyahu si opporrà a ritiro Idf da 'zone sicurezza' di Gaza, Libano, Siria"

Durante la riunione di gabinetto ieri, in vista dell'incontro con Donald Trump domani alla Casa Bianca, il premier Benjamin Netanyahu avrebbe informato i suoi ministri che gli Usa premono perché Israele ritiri le sue truppe dalle 'zone di sicurezza' in Siria, Libano e nella Striscia di Gaza. Lo riporta Channel 13 citando fonti di sicurezza israeliane, e sottolineando che Netanyahu ha affermato che ''si opporrà con tutte le sue forze'' alla richiesta. L'incontro tra Trump e Netanyahu è il primo dopo l'inizio dell'attacco congiunto all'Iran il 28 febbraio, quando il vertice precedente alla Casa Bianca si era svolto l'11 febbraio.

Media: "Idf hanno intercettato 2 droni al confine con la Giordania"

Secondo una fonte militare, poco fa le Forze di Difesa Israeliane hanno intercettato due presunti droni al confine con la Giordania, vicino al Mar Morto. Lo scrive il Times of Israele, aggiungendo che ulteriori dettagli sono attualmente al vaglio delle Idf.

Media: "Netanyahu in partenza per Washington, domani incontra Trump"

l primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu partirà per Washington, DC, alle 11 ora locale di stamattina, secondo quanto comunicato dal suo ufficio al Times of Israel. Domani è previsto che incontri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca e che partecipi al funerale del defunto senatore Lindsey Graham.

Ex generali e diplomatici Israele a Trump: "Fermare terrorismo ebraico nei Territori"

'Se non fermata immediatamente, l'escalation di terrorismo ebraico in Giudea e Samaria, accanto all'indebolimento dell'Autorità Palestinese, minaccia di infiammare la regione, compromettere la sicurezza di Israele e vanificare sia il piano Trump per Gaza sia qualsiasi possibilità di estensione degli Accordi di Abramo''. Lo scrive il forum ''Comandanti per la sicurezza di Israele'' in una lettera inviata oggi al presidente Usa Donald Trump alla vigilia del suo incontro con il premier Benjamin Netanyahu, previsto per domani a Washington, rispetto all'ondata di violenza di coloni estremisti israeliani in Cisgiordania. ''Nella nostra valutazione professionale, lei ha la possibilità di fermare questo disastro e speriamo che invii un messaggio deciso in questo senso durante il suo incontro con il premier. Le lezioni dell'attacco a sorpresa del 7 ottobre devono essere applicate ora, prima che si verifichi la prossima catastrofe'', aggiunge la lettera. Il forum, guidato dall'ex vice capo di Stato Maggiore e già politico laburista Matan Vilnai, riunisce circa 600 tra ex alti funzionari di sicurezza e diplomatici israeliani. La lettera è stata inviata anche ai negoziatori Jared Kushner e Steve Witkoff.

Drone israeliano ferisce tre pescatori in porto Gaza city

Un drone israeliano ha colpito dei pescatori palestinesi al lavoro vicino al porto di Gaza city, ferendone almeno tre. Lo riferiscoe al Jazeera, citando l'Unione dei comitati dei pescatori di Gaza. Il sindacato ha reso noto che i tre pescatori sono rimasti feriti mentre pescavano al largo, nei pressi del porto. Non vi è stato alcun commento immediato da parte dell'esercito israeliano.

Oro in rialzo con tregua Usa-Iran e calo del petrolio

L'oro apre la settimana in rialzo e guadagna lo 0,70% a 4.099,40 dollari l'oncia, sostenuto dalla pausa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, dal forte calo del petrolio e dall'indebolimento del dollaro. L'oro spot e' salito dello 0,9% a 4.087,79 dollari l'oncia alle 04:21 GMT. I future sull'oro statunitense hanno guadagnato lo 0,5% a 4.089,90 dollari. Secondo gli analisti, le prospettive di breve termine dell'oro restano strettamente legate all'andamento del petrolio e all'evoluzione del quadro geopolitico in Medio Oriente. L'attenzione è rivolta anche alla riunione della Fed del 28-29 luglio, in cui gli operatori di mercato si aspettano ampiamente che i tassi vengano lasciati invariati. I trader stanno prezzando una probabilita' del 76% di un rialzo a settembre, secondo lo strumento CME FedWatch.

Spari contro panetteria ebraica a Toronto, 'possibile crimine d'odio'

Due punti vendita di Kiva's, una panetteria ebraica specializzata in bagel, sono stati attaccati ieri mattina a Toronto, con la vetrina di uno dei negozi danneggiata da colpi d'arma da fuoco. Lo riferiscono diversi media canadesi. Anche la seconda sede in città ha subito danni alla vetrina, ma gli investigatori non hanno trovato proiettili sul posto. "Al momento, gli inquirenti stanno valutando se gli episodi siano collegati e stanno lavorando per identificare i responsabili", ha affermato la polizia. "Non sono stati segnalati feriti". Le forze dell'ordine indagano sull'episodio come potenziale "crimine d'odio", secondo i media canadesi. "Comprendiamo che questo sia motivo di preoccupazione per chi lavora e vive in questa zona, in particolare per i membri della comunità ebraica, e abbiamo a disposizione tutte le risorse necessarie per indagare a fondo sulla questione", ha dichiarato l'ispettore Scott Bradbury. 

Media, 'nuove incursioni dell'Idf in Cisgiordania'

L'esercito israeliano ha condotto operazioni di demolizione nella città di Nilin, a ovest di Ramallah. Lo riportano i media israeliani, aggiungendo che l'Idf ha inoltre effettuato un raid nella zona di Jabal Salman a Beita, a sud di Nablus. La scorsa settimana l' esercito israeliano ha lanciato una dura repressione in Cisgiordania, in seguito all'escalation degli attacchi da parte dei coloni ebrei, che ha scatenato una furiosa reazione a una sparatoria vicino a Nablus in cui sono rimasti uccisi quattro palestinesi e due soldati israeliani.

Iran: guerra a colpi di Ia, Teheran risponde a Trump coi personaggi Lego

La pausa dei bombardamenti non ha escluso del tutto la continuazione della guerra fra Stati Uniti e Iran. Lasciato il campo di battaglia, Teheran ha infatti risposto ai post di ieri del presidente statunitense Donald Trump con l'intelligenza artificiale, nei quali si vedono navi dei Pasdaran distrutte dagli americani e un massiccio attacco di aerei a stelle e strisce sull'isola di Kharg. L'agenzia di stampa Mahar ha pubblicato un video creato dall'Ia con protagonisti dei personaggi Lego. Il video mostra un soldato Lego americano che striscia fuori da un elicottero precipitato, soffrendo per il caldo torrido. Appare poi un soldato iraniano che beve del tè, con la didascalia: "Troppo caldo per te, debole. Torna al tuo condizionatore". Mahar ha scritto che "L'isola di Kharg è troppo calda per chi non è dell'isola, tornate alla vostra isola".

Media Iran, fermate sei navi nello Stretto di Hormuz

"Le forze iraniane hanno fermato sei navi che hanno tentato di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz attraverso una rotta illegale e pericolosa". Lo ha dichiarato un ex funzionario iraniano, riferisce l'agenzia Fars. "Le navi, una provocazione degli Stati Uniti, avevano spento i loro sistemi di navigazione e posizionamento mentre cercavano di attraversare il canale questa mattina", ha aggiunto il funzionario. "Una delle navi ha subito un incidente e le altre cinque sono rientrate nel Golfo Persico sotto la ferma gestione dell'Iran".

Petrolio: cede oltre il 6% in Asia, Brent sotto 92 dollari

Il prezzo del petrolio cede oltre il 5% sui mercati asiatici dopo che, nel fine settimana, Stati Uniti e Iran hanno sospeso gli attacchi a seguito di due settimane di scontri, alimentando le speranze di una soluzione diplomatica che possa allentare la tensione del conflitto e consentire la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. I future sul Brent calano del 6,57% a 91,92 dollari al barile, quelli sul Wti cedono il 6,35% a 84,70 dollari.

Qatar e Oman discutono di Hormuz e del memorandum tra Usa e Iran

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri dell'Oman, Sayyid Badr Albusaidi, per discutere delle relazioni bilaterali e del coordinamento congiunto al fine di allentare le tensioni regionali. Lo riporta al Jazeera. Lo sceicco Mohammed ha sottolineato la necessità che tutte le parti si attengano al dialogo e alla diplomazia e attuino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, garantendo in particolare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Mohammed ha inoltre rinnovato il pieno sostegno del Qatar agli sforzi volti a stemperare le tensioni e a raggiungere un accordo globale per una pace duratura nella regione. 

Trump: 'abbiamo munizioni più di chiunque altro e ben oltre il nostro fabbisogno'

Donald Trump nega che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell'ambito della guerra contro l'Iran, rimarcando in una dichiarazione al Wall Street Journal che "disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno". La Casa Bianca, allo stesso tempo, ha affermato che la sicurezza nazionale sarebbe a rischio se gli organi di informazione diffondessero dati aggiornati del governo Usa sull'impiego dei missili Patriot e Thaad, rivelando l'elevato numero di intercettori utilizzati dall'inizio del conflitto.

Pentagono crea nuova categoria "Operazioni all'estero"

Lo scorporo dei 4 soldati solleva interrogativi sul corretto conteggio dell'impatto sui militari americani, dato che l'amministrazione Trump ha intensificato gli attacchi all'Iran nel tentativo di riaprire lo Stretto di Hormuz, dando al contempo poche indicazioni su come porre fine a un conflitto sempre più impopolare negli States. Nei giorni scorsi, il Pentagono ha descritto lo scorporo dei 4, emerso nei giorni scorsi, come "interruzioni dei dati". Il portavoce Joel Valdez ha sostenuto giovedì che il calo delle cifre delle vittime online, da 18 a 14, non era un tentativo di nascondere il crescente tributo di vite umane della guerra, bensì il risultato di "anomalie" e "interruzioni temporanee dei dati" che sarebbero state risolte "a breve". La vicenda ha dato vita a una disputa: il crollo del cessate il fuoco con l'Iran e la ripresa dei raid aerei quasi quotidiani a partire dal 6 luglio hanno spinto analisti e funzionari a chiedersi se le vittime dei rinnovati combattimenti debbano essere conteggiate in via separata dall'operazione Epic Fury, optando per una mossa senza precedenti. L'amministrazione Trump sta cercando di classificare la ripresa della campagna militare come separata dall'operazione Epic Fury, il nome ufficiale dato dalle forze armate Usa al conflitto con l'Iran. La modifica è legata al War Powers Act del 1973, che impone al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni, a meno che il Congresso non autorizzi una proroga. L'amministrazione Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco di aprile con l'Iran abbia sospeso il conteggio delle vittime al primo maggio per la fase iniziale del conflitto. Il conteggio separato delle vittime, che inizia il 7 luglio, si basa su questa interpretazione.

Pentagono 'taglia' 4 militari caduti dalla guerra all'Iran, crea nuova categoria

Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero' ('Overseas Operations) usata per conteggiare il personale ucciso o ferito (ben 207) "a partire dal 7 luglio". Secondo il Defense Casualty Analysis System (Dcas), il bilancio ufficiale della fase iniziale della guerra, nota come operazione 'Epic Fury', cambia in 14 morti e 417 feriti. Sommando i numeri, quindi, dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti, di cui 140 in più rispetto a pochi giorni fa. 

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