Egitto, Qatar e altri sei Paesi condannano il rifiuto da parte di Israele del piano di Trump per Gaza. Hamas a Board of Peace: "Costringa Israele ad accettare piano di pace". Ben Gvir ha pubblicamente chiesto l'uccisione di "30-40 persone" ogni notte nella Striscia. Una taglia dagli ayatollah per chi cattura o uccide soldati americani. Nuovo appello del Papa: "Basta violenze contro i palestinesi in Cisgiordania". Raid di Israele in Libano contro Hezbollah, 11 morti. Kushner in Medio Oriente, vedrà Netanyahu
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In una dichiarazione congiunta cinque Paesi arabi, Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, insieme a Turchia, Pakistan e Indonesia, condannano il rifiuto da parte di Israele del piano del presidente statunitense Donald Trump per Gaza. Hamas ha chiesto al Board of Peace di "costringere" Israele ad accettare il piano di pace, secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dopo che il leader di Hamas ha incontrato in Egitto il genero e inviato di Trump, Jared Kushner. Domani l'inviato di Trump si recherà in Israele, dove dovrebbe incontrare il primo ministro Netanyahu. Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Ben Gvir ha pubblicamente chiesto l'uccisione di "30-40 persone" ogni notte a Gaza.
Intanto, l'Iran ha messo una taglia sui soldati americani. Ad annunciarlo è stato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, specificando che "qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano, riceverà una ricompensa di 30.000 dollari". Secondo Axios, a metà maggio l'amministrazione Trump ha aperto un canale segreto con il comandante dei pasdaran Ahmad Vahidi attraverso il presidente del Kurdistan iracheno Barzani. Domenica è scaduta la tregua Usa-Iran dell'accordo di Islamabad. Braccio di ferro su Hormuz. Trump: "Lo dichiarerò territorio Usa". Teheran: "Non basta un tweet".
Dopo il raid di Israele nel Sud del Libano, dove sono morte almeno 11 persone e altre 19 sono rimaste ferite, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani. "Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto su X.
Il Papa ha rinnovato all'Angelus da Castel Gandolfo il suo appello perché cessino "le ripetute violenze" contro i palestinesi in Cisgiordania e la richiesta "urgente" alla comunità internazionale di fare in modo che "progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura".
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Trump esulta per il patto di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan
Donald Trump ha accolto con favore l'intesa siglata di recente da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente Usa si è detto "molto lieto" che i tre Paesi abbiano "finalmente" firmato quello che definisce l'"Accordo di difesa congiunta della Mecca". Secondo Trump, l'intesa è la prova che il Medio Oriente "si stia unendo" e che le nazioni coinvolte saranno "finalmente in grado di difendersi in modo più efficace". Il capo della Casa Bianca ha rivolto le sue congratulazioni alla leadership dei tre governi, definendo l'accordo "un primo passo importante, coraggioso e significativo".
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto
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Vai al contenutoIran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema
Secondo il portale IranWire, l'attuale Guida Suprema verserebbe in gravi condizioni di salute. Il cinquantaseienne figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso durante la prima ondata di raid israelo-americani, non è mai apparso in pubblico da quando, l'8 marzo, è stato eletto dall'Assemblea degli esperti. Mentre da mesi si rincorrono le voci su un presunto ferimento durante lo stesso attacco che ha ucciso suo padre, in caso di decesso si aprirebbe la seconda battaglia per la successione in pochi mesi.
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Vai al contenutoPoco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln
L’equipaggio della nave statunitense impegnata al largo dell'Iran nell'ambito della guerra lanciata dal presidente Trump starebbe ricevendo da mangiare solo mezza ciotola di riso e due tortillas. Finite le scorte di sapone, deodorante e dentifricio. La denuncia dei familiari: “Sono in mare da sette mesi e non sappiamo quando torneranno”.
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Vai al contenutoGaza, Hamas conferma a Kushner l'impegno sul disarmo
I vertici di Hamas hanno riaffermato la propria disponibilità al disarmo e alla smilitarizzazione della Striscia di Gaza nel corso di un incontro tenuto domenica in Egitto con Jared Kushner, inviato e consigliere del presidente statunitense Donald Trump. Lo riferisce Barak Ravid di Axios, sulla base di una fonte informata sui colloqui. Il faccia a faccia, durato un'ora e mezza, sarebbe stato "molto produttivo" nel tentativo di misurare la reale volontà del movimento di compiere passi concreti verso la smilitarizzazione del territorio. Secondo la stessa fonte, i leader del gruppo avrebbero chiesto di far sapere a Trump che "sono determinati a mantenerlo".
Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
L'avvio della seconda fase dei piani per la Striscia è stato bruscamente rigettato dal premier israeliano. Non un semplice rifiuto all'accordo con Hamas, ma un messaggio diretto all'alleato americano. E sebbene nelle ultime ore trapelino dai media potenziali spiragli di un'apertura, tutta da definire, allo stato attuale gli obiettivi dei due leader, influenzati dalle rispettive opionioni pubbliche interne, sembrano inconciliabili.
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Vai al contenutoMarina Centcom: "Nessuna carenza di prodotti per igiene femminile sulla Uss Boxer"
"Le notizie relative alla carenza di prodotti per l'igiene femminile a bordo della Uss Boxer per le donne in servizio sono FALSE". Lo scrive lo Us Naval Forces del Centcom su X, in un posto rilanciato dal portavoce del Pentagono, Sean Parnell. "La nave ha effettuato quattro scali in porto dalla sua partenza da San Diego, avvenuta a marzo. L'equipaggio è in mare da meno di due mesi dall'ultima sosta e dispone di adeguate scorte di prodotti per l'igiene femminile, reperibili sia presso lo spaccio di bordo sia negli ambulatori medici della nave", si legge ancora nel post, a pochi giorni dalle polemiche relative alla portaerei Lincoln, finita sotto i riflettori a seguito di notizie sul forte malcontento tra il personale statunitense in servizio a bordo e di altre situazioni critiche, collegate al lungo dispiegamento in missione durato più di 250 giorni. Ad agosto, infine, "la nave ha ricevuto due importanti consegne di posta. Il gruppo navale anfibio della Boxer (Boxer Amphibious Ready Group) rimane pienamente equipaggiato e pronto a eseguire tutte le missioni assegnate".
Iran, capo Centcom: "Uno dei numeri più bassi di casi di salute mentale a bordo Lincoln"
A bordo della USS Abraham Lincoln "al momento c'e' uno dei numeri più bassi di casi relativi alla salute mentale". E' quanto afferma il comandante dell'Us Central Comman, l'ammiraglio Brad Cooper, in una dichiarazione diffusa oggi dopo la visita a bordo della portaerei a seguito delle diverse denunce per una situazione igenica e alimentare critica e la preoccupazione per le condizioni psicologiche dei 5mila marinai e marines che si trovano in mare ormai da nove mesi. "Questo non significa che tutto sia perfetto - prosegue Cooper - prendere chiunque dei quasi 4 milioni di reduci della Marina oggi in America e vi dirà che il servizio in mare per lunghi periodi non è per tutti. E' una sfida difficile e unica e ognuno di noi, compreso me, reagisce allo stress in modo diversi". "Da tempo credo che la salute mentale sia un altro aspetto della salute individuale e necessità la nostra attenzione come la salute fisica e spirituale" aggiunge l'ammiraglio, dicendo ai marinai e i marine a bordo della Lincoln "di continuare a fare un grande lavoro, e che il viaggio di ritorno sia all'insegna del buon vento e del mare calmo".
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Tutte le principali medie dei sondaggi statunitensi rilevano un nuovo picco di impopolarità del tycoon, con percentuali di disapprovazione mai toccate nemmeno durante il primo mandato presidenziale. A pesare sono soprattutto la guerra in Iran e il caro benzina. Un calo che coinvolge anche fasce dell’elettorato che avevano rappresentato alcuni dei suoi principali punti di forza.
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Vai al contenutoHamas: il Consiglio per la Pace costringa Israele ad accettare il piano su Gaza
Hamas ha chiesto al "Consiglio per la Pace" di "costringere" Israele ad accettare il piano per Gaza. La richiesta arriva al termine dell'incontro in Egitto tra la delegazione del movimento palestinese, guidata da Khalil al-Hayya, e i rappresentanti dei mediatori e dei garanti del cessate il fuoco, tra cui l'inviato statunitense Jared Kushner. Secondo quanto riferito da Hamas, la delegazione ha confermato l'adesione alla roadmap per la seconda fase del piano proposto dal presidente americano Donald Trump, una scelta compiuta "nell'interesse del nostro popolo". "Abbiamo accettato il piano per arrivare a un cessate il fuoco permanente, al completo ritiro dell'occupazione e all'avvio dei lavori del comitato amministrativo", ha dichiarato il movimento.
Cooper (Centcom): "Impressionante la visita alla portaerei Lincoln"
L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale militare statunitense (Centcom), ha giudicato "impressionante" la giornata trascorsa a bordo della portaerei Uss Abraham Lincoln. In un messaggio pubblicato su X, l'alto ufficiale ha elogiato l'equipaggio: "La giornata trascorsa ieri a bordo della Uss Abraham Lincoln è stata davvero impressionante. Vorrei che ogni americano potesse vedere l'equipaggio in azione: provereste orgoglio immenso nell'osservare il loro cameratismo, lo spirito di squadra e la resilienza". Cooper ha inoltre sottolineato un dato: "Tra le 11 portaerei della Marina Usa attualmente in servizio, la Lincoln registra uno dei numeri più bassi di casi legati alla salute mentale".
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Vai al contenutoTutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.
Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Vai al contenutoKushner a Hamas: "Per Trump disarmo primo passo essenziale"
Il presidente americano Donald Trump considera il disarmo delle fazioni palestinesi un passo essenziale prima di qualsiasi altra misura nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito Jared Kushner alla leadership di Hamas durante i colloqui, secondo una fonte palestinese citata da Al Jazeera. Kushner ha precisato alla delegazione che l'integrazione di Hamas nell'attivita' politica non potra' avvenire prima del completo disarmo di Gaza e che, una volta completato il processo, Washington intende procedere verso un percorso politico "che non escluda nessuno" nella Striscia. L'inviato ha inoltre assicurato che gli Stati Uniti respingono qualsiasi piano per lo sfollamento della popolazione di Gaza. Secondo la fonte, Kushner ha affermato che Israele e' unito nella sua posizione sulla Striscia e ha consigliato alla leadership di Hamas di non fare affidamento sui risultati delle elezioni israeliane. Da parte sua, la delegazione di Hamas ha ribadito a Kushner di rifiutare qualsiasi nuovo passo che non garantisca preventivamente l'assenso di Israele. La leadership del movimento ha inoltre illustrato nel dettaglio all'inviato americano quelle che considera le violazioni israeliane del cessate il fuoco nella Striscia.
Kushner a Hamas: "Trump determinato ad andare avanti"
Il presidente americano Donald Trump e' determinato ad andare avanti con il suo piano per la Striscia di Gaza. Lo ha assicurato Jared Kushner alla leadership di Hamas durante un incontro al Cairo, secondo quanto riferito da una fonte palestinese ad Al Jazeera. L'incontro tra Kushner e la leadership di Hamas si e' concluso dopo oltre due ore e ha visto anche la partecipazione di Nikolay Mladenov.
Tajani: "Ringrazio il Papa per appello a soluzione Due Stati tra Israele e Palestina"
"Ringrazio Papa Leone per il suo appello in favore di una soluzione a due Stati tra Israele e Palestina. La stessa che l'Italia persegue attraverso la sua attività diplomatica. Proprio per questo nelle scorse settimane abbiamo ospitato a Roma la Conferenza dell'Alleanza Globale per l'Attuazione della Soluzione dei Due Stati". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Continueremo a condannare ogni violenza perpetrata dai coloni contro i palestinesi in Cisgiordania e a tutelare la presenza dei cristiani. - continua - Condanno le parole del Ministro Ben-Gvir che vorrebbe infliggere la pena di morte ai prigionieri palestinesi. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a qualcuno. Bene ha fatto il Libano ad abolire la pena di morte".
Media: la Washington sostituisce la Lincoln, Indo-Pacifico senza portaerei Usa
La portaerei americana George Washington sta lasciando l'Indo-Pacifico per sostituire la Abraham Lincoln in Medio Oriente, nel contesto del conflitto contro l'Iran: la mossa lascerà temporaneamente tutto il Pacifico occidentale privo di una portaerei Usa. Lo rimarca Abc News, ricordando che la Lincoln ha operato nella regione per un periodo eccezionalmente lungo a sostegno delle operazioni militari americane contro l'Iran e si sta ora preparando a rientrare in patria, dopo essere finita sotto i riflettori a seguito di notizie sul forte malcontento tra il personale statunitense in servizio a bordo e di altre situazioni critiche. Il ridispiegamento evidenzia le scelte sempre più complesse che Washington deve affrontare nella gestione delle forze a livello globale. Spostare anche l'ultima portaerei nel Pacifico verso il Medio Oriente rafforza la potenza di fuoco Usa contro l'Iran, ma riduce in via temporanea il più visibile deterrente navale dell'America in una regione in cui la Cina rimane il principale rivale militare a lungo termine. Si tratta di un esempio lampante di come il conflitto con l'Iran stia sempre più assorbendo risorse americane destinate a mantenere la pressione e la deterrenza nell'Indo-Pacifico.
Leader Hamas a Kushner: "Confermo piano disarmo, ma solo se Israele mantiene suoi impegni"
Nell'incontro avuto oggi con Jared Kushner nella città costiera egiziana di El-Alamein, il leader di Hamas Khalil al-Hayya ha confermato il suo impegno per il piano di disarmo ma ha detto al genero e inviato di Donald Trump di essere pronto ad attuarlo solo se Israele è disposto a mantenere la sua parte dell'accordo, puntando il dito contro il rifiuto pubblico da parte di Benjamin Netanyahu della road map del Board of Peace di Gaza. Lo scrive il Times of Israel citando un diplomatico arabo Da parte sua, Kushner ha assicurato a Hayya che il board controllato dagli Usa spingerà Israele ad interrompere i raid a Gaza e avviare il ritiro graduale dalla Striscia una volta che Hamas avrà iniziato a consegnare le armi, aggiunge ancora il diplomatico arabo che esprimere però scetticismo sul fatto che Netanyahu - che domani incontrerà Kushner - possa permettere qualsiasi significativo avanzamento del piano del board prima delle elezioni del 27 ottobre prossimo.
Delegazione Usa visiterà villaggio assediato da coloni
Una delegazione di alti funzionari americani intende recarsi nei prossimi giorni nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, dove i coloni violenti hanno assediato i residenti palestinesi, per constatare di persona la situazione, secondo quanto riportato da Canale 12. Gli Stati Uniti avrebbero chiesto ad alti funzionari della difesa israeliana di raggiungerli nel villaggio a sud di Nablus, per spiegare cosa sta succedendo li' e come intendono affrontare il crescente fenomeno della violenza da parte dei coloni ebrei. La scorsa settimana l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha condannato i violenti coloni di Qusra definendoli "terroristi israeliani".
Tajani: "Condanno parole Ben Gvir su pena di morte"
"Continueremo a condannare ogni violenza perpetrata dai coloni contro i palestinesi in Cisgiordania e a tutelare la presenza dei cristiani. Condanno le parole del ministro Ben-Gvir che vorrebbe infliggere la pena di morte ai prigionieri palestinesi". Lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Nessuno puo' arrogarsi il diritto di togliere la vita a qualcuno. Bene ha fatto il Libano ad abolire la pena di morte", aggiunge
Tajani: "Ringrazio Papa per appello a favore due Stati"
"Ringrazio Papa Leone per il suo appello in favore di una soluzione a due Stati tra Israele e Palestina. La stessa che l'Italia persegue attraverso la sua attività diplomatica". Lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Proprio per questo nelle scorse settimane abbiamo ospitato a Roma la Conferenza dell'Alleanza globale per l'attuazione della soluzione dei due Stati", aggiunge.
Libano, media: Idf si prepara a possibile ripresa scontri
L'esercito israeliano si sta preparando alla possibilità di "tornare a diversi giorni di combattimenti in Libano". Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12.
Israele: "Uccisi due miliziani palestinesi a Gaza"
L'esercito israeliano ha affermato di aver ucciso oggi due presunti miliziani palestinesi in attacchi condotti nel centro e nel sud della Striscia di Gaza. "Oggi le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito un terrorista della Jihad islamica nella zona di Khan Younis e un terrorista di Hamas nella zona di Nuseirat", si legge in una nota, che non fornisce dettagli sull'identita' dei due uomini. L'esercito israeliano li ha accusati di aver "pianificato attacchi" e ha riferito di averli uccisi con "attacchi aerei di precisione". In precedenza, fonti mediche dell'ospedale Kuwait di Gaza avevano riferito di aver curato almeno sette persone rimaste ferite in un bombardamento israeliano contro tende di sfollati ad Al Mawasi, a sud di Khan Younis. L'agenzia di stampa palestinese Wafa ha inoltre riferito di diversi feriti in un secondo bombardamento contro un edificio residenziale a Nuseirat. Le vittime sono state trasferite all'ospedale Al Awda.
Likud: "Stati arabi vogliono rovesciare Bibi per ottenere tutto da Eisenkot e Golan"
''Gli Stati arabi vogliono rovesciare il premier Netanyahu affinché Gadi Eisenkot e Yair Golan concedano loro tutto ciò che desiderano. Questo non accadrà''. Lo ha affermato il portavoce del Likud in un comunicato in risposta alla dichiarazione congiunta di Stati arabi e musulmani che hanno definito Israele ''responsabile di ostacolare gli sforzi di pace a Gaza''.
Otto Paesi accusano Israele di aver ostacolato il piano di pace per Gaza
In una dichiarazione congiunta cinque Paesi arabi, Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, insieme a Turchia, Pakistan e Indonesia, condannano il rifiuto da parte di Israele del piano del presidente statunitense Donald Trump per Gaza. Oltre a quello della statualità palestinese, accusando Tel Aviv di compromettere l'attuazione del piano e gli "sforzi intrapresi per raggiungere una pace giusta e duratura". Lo riportano media israeliani. Il rifiuto del piano da parte di Israele, annunciato la scorsa settimana dal premier Benyamin Netanyahu, "minaccia direttamente di vanificare gli ingenti sforzi profusi dal presidente degli Stati Uniti Trump per porre fine alla guerra a Gaza e creare le condizioni per una pace duratura". I paesi chiedono un "impegno costante e attivo da parte degli Stati Uniti per garantire e far rispettare pienamente da parte di Israele gli impegni e gli accordi previsti dal Piano globale e dalla sua tabella di marcia, e per prevenire ulteriori ostacoli alla loro attuazione". Israele pertanto si assume "la piena e diretta responsabilità di tutte le conseguenze derivanti dal suo continuo rifiuto, ostruzione, ritardo o inadempienza, compreso qualsiasi conseguente deterioramento della situazione sul terreno e interruzione della fine della guerra a Gaza". "I ministri invitano inoltre il Board of Peace, con il sostegno e l'impegno attivo degli Stati Uniti, ad adottare misure immediate e concrete, nell'ambito del proprio mandato, per salvaguardare l'integrità del Piano globale e impedire a qualsiasi parte di ostacolarne l'attuazione", aggiunge la dichiarazione.
Ben Gvir chiede uccisione "30-40 persone" al giorno a Gaza
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l'estremista di destra ed ex detenuto Itamar Ben Gvir, ha pubblicamente chiesto l'uccisione di "30-40 persone" ogni notte a Gaza, in un podcast diffuso nelle ultime ore con Rom Braslavski, ex ostaggio di Hamas nella Striscia. "Credo che a Gaza si debbano effettuare uccisioni mirate, eliminando 30-40 persone ogni notte. Non solo coloro che rappresentano una minaccia immediata; ci sono persone che non meritano di vivere. Non dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone", ha affermato Ben Gvir, che si vanta abitualmente di violare i diritti dei cittadini palestinesi di Israele e dei detenuti provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza. In questo podcast, intitolato "8 ottobre", Ben Gvir ha confermato il suo disaccordo con la decisione del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di ridurre gli attacchi a Gaza per favorire il "piano di pace" promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il ministro sostiene la "migrazione di massa dei palestinesi" da Gaza per colonizzare la Striscia con insediamenti ebraici, una proposta gia' condannata da diverse organizzazioni internazionali come tentativo di "pulizia etnica". "Considero tutta Gaza nostra", ha ribadito, sottolineando inoltre che per "per i terroristi, niente emigrazione, semplicemente dobbiamo ucciderli uno per uno". Ben Gvir, anch'egli colono israeliano nella Cisgiordania occupata, ha costruito la sua carriera politica su posizioni ultranazionaliste e anti-arabe. In qualita' di ministro della Sicurezza nazionale, controlla la polizia e le carceri dove i palestinesi denunciano numerosi casi di tortura. Sebbene si renda protagonista di atti di disprezzo nei confronti della popolazione palestinese ogni settimana, l'episodio che lo ha nuovamente posto al centro delle polemiche internazionali si e' verificato nel maggio 2026, quando ha umiliato gli attivisti della Sumud Global Flottiglia detenuti in Israele. All'epoca, diffuse un video in cui appariva sorridente, sventolando una bandiera israeliana e dando il benvenuto agli attivisti, mentre questi erano ammanettati, ammassati e inginocchiati a terra.
Axios: Kushner ha incontrato leader Hamas per spingerli al disarmo
L'inviato del presidente Trump, Jared Kushner, ha incontrato oggi in Egitto i leader di Hamas per spingerli a mantenere l'impegno per il disarmo. Lo rivela Axios citando due fonti informate di quello che è stato il primo incontro del genero del presidente americano con la leadership di Hamas dopo la firma, lo scorso ottobre, dell'accordo per mettere fine alla guerra a Gaza. Kushner domani dovrebbe recarsi in Israele per incontrare Benjamin Netanyahu e discutere "passi corrispondenti" che Israele doverbbe compiere, aggiungono ancora le fonti. Nell'incontro, a cui hanno partecipato anche l'alto rappresentante del Board of Peace Nickolay Mladenov e l'ex premier britannico Tony Blair, membro del board, era presente il leader politico di Hamas, Khalil al Hayya, insieme al capo dell'intelligence egiziana, Hassan Rashad, il diplomatico del Qatar Ali al- Thawadi ed un alto funzionario turco. L'obiettivo dell'incontro, rendono noto ancora le fonti, era quello di "trasformare in passi concreti e verificabili" gli impegni assunti da Hamas sulla smilitarizzazione, passi che comprendono anche il trasferimento dell'autorità a Gaza al governo tecnico palestinese e la garanzia che Hamas non avrà in futuro un ruolo di governo nella Striscia. "Non ci possono essere ambiguità: Hamas deve cedere l'autorità di governo, tutte le armi e le infrastrutture militari. E Gaza non può essere mai più una fonte di terrorismo contro Israele", concludono le fonti ricordando come il board chiede allo stesso tempo ad Israele di compiere "ritiri corrispettivi" da Gaza se Hamas inizia il disarmo e di permettere l'aumento dell'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia.
Kushner vede leader Hamas in Egitto, domani da Netanyahu
Jared Kushner, inviato del presidente americano Donald Trump, ha incontrato in Egitto alti esponenti di Hamas, facendo pressione sul gruppo affinche' inizi ad attuare l'impegno assunto a disarmarsi. Lo riferiscono due fonti a conoscenza dei contenuti dell'incontro, citate dal giornalista di Axios, Barak Ravid. Domani l'inviato di Trump si rechera' in Israele, dove dovrebbe incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu per discutere dei "passi paralleli" che Israele dovra' adottare. Quello odierno in Egitto e' stato il primo incontro tra Kushner e i vertici di Hamas dalla firma dell'accordo per porre fine alla guerra a Gaza, nell'ottobre scorso. Il colloquio si e' svolto mentre la Casa Bianca e il Consiglio per la Pace di Trump per Gaza stanno facendo pressione sia su Hamas sia su Israele per passare alla fase successiva del piano americano in 20 punti. All'incontro, tenutosi ad Al-Alamein, hanno partecipato anche l'Alto rappresentante del Consiglio per la Pace, Nikolay Mladenov, e l'ex premier britannico Tony Blair, membro dello stesso organismo. Hamas era rappresentato dal capo del suo ufficio politico, Khalil al-Hayya. Presenti inoltre il capo dell'intelligence egiziana, generale Hassan Rashad, il ministro qatarino Ali al-Thawadi e un alto funzionario turco. Secondo una fonte informata, l'obiettivo era "tradurre" gli impegni assunti da Hamas nell'accordo per la smilitarizzazione di Gaza in "passi concreti la cui attuazione possa essere verificata". Tra questi figurano il mantenimento del cessate il fuoco, l'avvio del trasferimento di tutti i poteri di governo all'esecutivo palestinese tecnocratico e la garanzia che Hamas non avra' alcun ruolo nella futura amministrazione della Striscia. Il Consiglio per la Pace vuole inoltre che Hamas inizi il processo di smantellamento delle armi e delle infrastrutture militari, consenta il dispiegamento della Forza internazionale di stabilizzazione e contribuisca alla ricostruzione di Gaza senza sottrarre materiali o intimidire i palestinesi coinvolti nei lavori. In parallelo, il Consiglio chiede a Israele di effettuare "ritiri paralleli" dalla Striscia nel caso in cui Hamas inizi effettivamente il disarmo e di accelerare l'ingresso degli aiuti umanitari. "Non puo' esserci alcuna ambiguita': Hamas deve rinunciare ai poteri di governo e a tutte le sue armi e infrastrutture militari. E Gaza non potra' mai piu' tornare a essere una fonte di terrorismo contro Israele", ha affermato la fonte.
Iran, capo Esercito: "Non permetteremo ritorno Usa nel Golfo"
Il comandante in capo dell'Esercito iraniano, generale Amir Hatami, ha avvertito che l'Iran impedira' agli Stati Uniti di tornare nel Golfo Persico, nel Mare di Oman e nello Stretto di Hormuz e di ripristinare le proprie basi in Medio Oriente. "L'espulsione degli Stati Uniti dal Medio Oriente e' ormai diventata una realta'", ha affermato Hatami, sostenendo che le forze americane "non hanno piu' il permesso" di entrare nel Golfo Persico, nel Mare di Oman e nello Stretto di Hormuz. "Tutti devono sapere che, in nessuna circostanza, le basi americane potranno tornare alla situazione precedente e l'Iran non permettera' mai che cio' accada", ha aggiunto durante un intervento riportato dall'agenzia Tasnim. Il capo dell'Esercito iraniano ha inoltre rivendicato il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz come una delle condizioni per porre fine alla guerra, definendo la strategica via marittima una "capacita' geopolitica concessa da Dio al popolo iraniano". "Il sacro Stretto di Hormuz e' una delle condizioni per mettere fine alla guerra: lo preserveremo con tutte le nostre capacita'", ha affermato. Secondo Hatami, uno dei "lasciti" di Trump e' stato proprio quello di aver "attivato la capacita' dello Stretto di Hormuz" a favore dell'Iran.
Media: Kushner ha incontrato Hamas in Egitto per "sollecitarlo ad attuare il disarmo"
Il genero e inviato del presidente Trump, Jared Kushner, ha incontrato oggi in Egitto Khalil Al-Hayya, il capo di Hamas insieme ad altri esponenti dell'organizzazione. Lo riporta il giornalista di Axios e Channel 12 Barak Ravid, citando due fonti a conoscenza del dossier. All'incontro hanno partecipato anche l'inviato del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov, l'ex premier britannico e consigliere del Board of Peace Tony Blair, il capo dell'intelligence egiziana, Hassan Rashad, il ministro qatariota Ali al-Thawadi e un alto funzionario turco. Durante l'inconto Kushner ha sollecitato Hamas ad attuare l'impegno al disarmo come previsto dalla seconda fase del piano Trump per Gaza nonché a garantire il trasferimento di tutti i poteri dentro la Striscia di Gaza al governo tecnocratico palestinese, con l'impegno che Hamas non avrà alcun ruolo nella futura amministrazione di Gaza. Gli esponenti del Board of Peace, che domani incontreranno in Israele Benjamin Netanyahu, intendono chiedere al premier israeliano che l'Idf effettui, in parallelo al graduale disarmo di Hamas, dei ritiri graduali. ''Non ci possono essere ambiguità: Hamas deve rinunciare al suo potere di governo e a tutti i suoi mezzi bellici e infrastrutture militari. Gaza non potrà mai più tornare a essere una fonte di terrorismo contro Israele'', ha affermato una delle fonti citate da Ravid.
Ben Gvir: "Vorrei 30-40 uccisioni mirate a Gaza ogni notte"
"Non è un segreto che io sia in disaccordo con il primo ministro", ha dichiarato il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir, riferendosi alla riduzione delle operazioni israeliane a Gaza. "Io penso che nella Striscia debbano essere effettuate uccisioni mirate, eliminando 30 o 40 ogni notte. Non soltanto coloro che rappresentano una minaccia immediata: ci sono persone lì che non meritano di vivere. Non dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone", ha detto Ben Gvir durante il podcast di un ex ostaggio come riportano i media israeliani.
Pizzaballa: "Fare di tutto per tutelare presenza cristiana"
"Continueremo a fare tutto cio' che e' in nostro potere per preservare la presenza ecclesiale qui, a ogni livello, in tutta la Terra Santa". Il Patriarca di Gerusalemme dei latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha espresso cosi' la sua vicinanza alla popolazione di Taybeh, recandosi in visita nel piccolo villaggio cristiano della Cisgiordania, ieri in occasione della Festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. "Vogliamo rimanere una comunita' che da' alla luce la vita, senza rinunciare ai nostri diritti, al nostro diritto alla vita", ha sottolineato Pizzaballa che ha osservato che preservare la presenza cristiana richiede anche di custodire il cuore dalla paura, dalla disperazione e dagli effetti delle circostanze difficili. "Quindi siate coraggiosi. Non abbiate paura", la sua esortazione.
Comune nord Israele allerta residenti di possibili raid Idf al confine in serata
Il comune di Kiryat Shmona, al confine nord d'Israele, a ridosso con il Libano, ha preallertato i propri residente dell'eventualità che ''l'Idf lanci questa sera colpi di artiglieria nella zona di confine e, di conseguenza, si sentiranno forti colpi di esplosioni e spari nella zona''.
Fonti Hamas: "Kushner incontrerà nostra leadership in Egitto"
Jared Kushner, il genero di Donald Trump, incontrerà in Egitto la leadership di Hamas mentre è impegnato a spingere per l'attuazione di un piano di pace. Lo confermano all'Afp fonti di Hamas. "Mediatori hanno informato Hamas che Jared Kushner avrà un incontro con la sua leadership, alla presenza di rappresentanti di Egitto e Qatar, prima che l'inviato Usa si rechi in Israele per incontrare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu", riferiscono le fonti.
Idf: "Colpiti nella Striscia di Gaza due terroristi di Hamas e Jihad Islamica"
"L'Idf ha colpito oggi due terroristi, uno appartenente alla Jihad Islamica nella zona di Khan Yunis e un secondo di Hamas nella zona di Nuseirat''. Lo riferisce il portavoce dell'Idf in una nota. ''I terroristi avevano pianificato degli attacchi e sono stati colpiti con precisi raid aerei per neutralizzare la minaccia. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'uso di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea'', continua la nota.
Incontro Kushner-Sisi: "Tutti rispettino gli obblighi dell'accordo su Gaza"
L'inviato e genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, ha discusso oggi con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi dell'attuazione del cessate il fuoco a Gaza, ha riferito il portavoce di al-Sisi. L'incontro, tenutosi nella città mediterranea di El-Alamein, "ha sottolineato la necessità che tutte le parti adempiano agli obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza", ha dichiarato il portavoce Mohamed El-Shennawy in un comunicato.
Kushner ha incontrato al-Sisi, discussa tregua a Gaza
L'inviato del presidente statunitense e genero di Donald Trump, Jared Kushner, ha incontrato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi per discutere l'attuazione del cessate il fuoco a Gaza, ha dichiarato un portavoce della presidenza egiziana. L'incontro, svoltosi nella citta' di El Alamein, "ha sottolineato la necessita' che tutte le parti rispettino i propri obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza", ha affermato il portavoce Mohamed El Shennawy in un comunicato.
Media: "Ucciso palestinese nel campo profughi di Nuseirat a Gaza"
Un uomo è morto a causa di un attacco israeliano contro un'abitazione nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferiscono fonti palestinesi. Da parte sua, l'Idf ha dichiarato di aver colpito poco fa un "terrorista" nella Striscia di Gaza centrale. Secondo i media palestinesi, l'attacco a Nuseirat ha causato anche diversi feriti.
Iran, allerta in A.Saudita per possibili attacchi Houthi
La Protezione civile saudita ha emesso un allarme per “potenziale pericolo” nella provincia meridionale di Jazan, al confine con lo Yemen, recentemente bersaglio di attacchi da parte dei ribelli yemeniti. "È stato emesso un allarme dalla Piattaforma nazionale di allerta nella provincia di Jazan per segnalare un potenziale pericolo", ha scritto l’agenzia in un comunicato.
Iran, capo esercito a Trump: "Difensori di Hormuz ti spezzeranno le gambe"
"I difensori di Hormuz ti spezzeranno le gambe". Lo ha detto il generale Amir Hatami, comandante dell'esercito iraniano, rivolgendosi al presidente statunitense Donald Trump dopo le sue dichiarazioni sullo Stretto di Hormuz, sulla minaccia di trasformare lo Stretto in un territorio statunitense. Secondo quanto riferito dall'emittente Irib, il capo dell'esercito iraniano ha aggiunto che "scherzare con simili affermazioni è un grave errore", dicendo ancora che le forze statunitensi sono state "di fatto cacciate" e non hanno più il permesso di entrare nel Golfo, nel Mar d'Oman o nello Stretto di Hormuz. Hatami ha inoltre affermato che alle basi statunitensi non sarà consentito tornare al loro status precedente, aggiungendo che "l'Iran non lo permetterà mai".
Al-Sisi riceve Kushner, focus su Gaza e stabilità regione
Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha ricevuto nella città di El Alamein Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per un colloquio incentrato sui rapporti bilaterali e sugli sviluppi della situazione in Medio Oriente, con particolare attenzione alla questione palestinese e alla Striscia di Gaza. All'incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ed il capo dei servizi segreti, Hassan Rashad. Secondo quanto riferito dalla presidenza egiziana, Kushner ha trasmesso ad al-Sisi i saluti di Trump. Il presidente egiziano ha ricambiato, sottolineando il carattere strategico delle relazioni tra Egitto e Stati Uniti e l'importanza del coordinamento tra i due Paesi sui temi di interesse comune. Nel corso del colloquio si è discusso anche degli sviluppi regionali. Al-Sisi ha ribadito la necessità di proseguire gli sforzi per affrontare le crisi e le sfide che interessano il Medio Oriente, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza e la stabilità a livello regionale e internazionale. Ampio spazio è stato dedicato alla questione palestinese e alla situazione nella Striscia di Gaza. Secondo la presidenza egiziana, è stata sottolineata la necessità che tutte le parti rispettino gli impegni previsti dall'accordo per il cessate il fuoco a Gaza, raggiunto durante il vertice di Sharm el-Sheikh nell'ottobre 2025. Kushner, da parte sua, ha espresso apprezzamento per lo stretto coordinamento tra Egitto e Stati Uniti e per gli sforzi compiuti dal Cairo e dallo stesso al-Sisi sui diversi dossier regionali. Il genero di Trump ha inoltre sottolineato il ruolo dell'Egitto come partner centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Riad: "Allerta per potenziale pericolo lungo il confine con lo Yemen"
La Protezione civile saudita ha diramato un'allerta segnalando un "potenziale pericolo" nella provincia meridionale di Jazan, al confine con lo Yemen, recentemente bersaglio di attacchi da parte dei ribelli yemeniti. "Un avviso è stato emesso dalla Piattaforma nazionale di allerta (...) nella provincia di Jazan per segnalare un potenziale pericolo", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato. Tali allerte vengono solitamente diramate in previsione di possibili attacchi.
Media: Kushner incontrerà Hamas al Cairo a breve
Jared Kushner, genero e inviato di Donald Trump, incontrerà a breve la leadership di Hamas al Cairo, alla presenza di funzionari qatarioti, egiziani e turchi, poco prima di recarsi in Israele, dove incontrerà Benjamin Netanyahu. Lo riporta Al Jazeera, citando una fonte palestinese.
Iran, capo Centcom visita Lincoln dopo denunce condizioni critiche a bordo portaerei
"La storia ricorderà questo dispiegamento come il più intenso dal punto di vista operativo e importante dell'era moderna". Così il comandante dell'Us Central Command (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, ha lodato la "straordinaria dedizione e coraggio" dell'equipaggio della Uss Abraham Lincoln, durante la visita della portaerei da giorni al centro di polemiche e denunce per la situazione estremante critica a bordo e la preoccupazione per la salute mentale dei 5mila marinai e marines che, con il protrarsi del conflitto con l'Iran, sono arrivati al nono mese di dispiegamento in mare. "Il Lincoln Carrier Strike Group è composto da un team forte di americani che puntano in alto e che hanno un immenso e giustificato orgoglio per tutto quello che hanno compiuto", ha detto ancora Cooper nella dichiarazione diffusa dopo la sua seconda visita sulla portaerei, dopo quella di febbraio insieme all'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e al genero del tycoon, Jared Kushner, lodando le "migliaia di voli di combattimento a sostegno dell'Operazione Epic Fury, missioni per la sicurezza regionale e il blocco navale in corso contro l'Iran". La visita arriva dopo che i media americani hanno denunciato le condizioni sempre più critiche a bordo della Lincoln, parlando di carenze di cibo e beni essenziali, muffa nelle docce, servizi igienici fuori uso e una crescente crisi psicologica tra l'equipaggio. A destare particolare allarme sono le notizie, riportate da Navy Times e Stars and Stripes, giornali militari indipendenti, di diversi marinai che sarebbero stati fermati nel tentativo di gettarsi in mare. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha definito "completamente travisate" le denunce dei media. "Alcuni dispiegamenti sono più lunghi di altri e nutro per quei marinai più rispetto e gratitudine di chiunque altro. Quello che fanno in alto mare, in quelle condizioni difficili e con meno scali nei porti, è incredibile", ha detto, mentre il Wall Street Journal ha rivelato nei giorni scorsi che gli Usa si perparano ad inviare la portaerei Uss George Washington per sostituire la Lincoln.
Al-Jazeera: "150 coloni irrompono su Spianata Moschee e pregano sotto protezione polizia"
Oltre 150 coloni israeliani hanno fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est, sotto la protezione della polizia israeliana, e vi hanno celebrato preghiere ebraiche, secondo quanto riferito da al-Jazeera. Ai non musulmani è vietato pregare nel sito, in virtù dell'assetto giuridico in vigore dal 1967 in una città sacra per le tre religioni abramitiche. Gli ebrei, tuttavia, sono autorizzati a visitare il complesso. Il complesso della moschea di Al-Aqsa sorge su un altopiano a Gerusalemme Est, conquistato da Israele durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967 e successivamente annesso con una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale. Per i musulmani, il complesso è il terzo luogo più sacro dell'Islam. Ospita la Cupola della Roccia e la moschea di Al-Aqsa ed è il luogo in cui si crede che il profeta Maometto sia asceso al cielo. È anche il luogo più sacro dell'ebraismo, noto come Monte del Tempio, dove un tempo sorgeva l'antico Tempio di Gerusalemme.
Mo, media: "7 feriti in raid drone israeliano su tende sfollati palestinesi nel sud di Gaza"
Un drone israeliano ha colpito delle tende che ospitavano sfollati palestinesi nella zona di Muwasi, nel sud della Striscia di Gaza, ferendo sette persone. Lo riportano i media palestinesi.
Iran, media: "Usa hanno cercato canale negoziale con Pasdaran"
Funzionari dell'amministrazione Trump hanno aggirato i negoziatori iraniani e cercato un canale diretto con il capo dei Guardiani della Rivoluzione, Ahmad Vahidi, per raggiungere un accordo sulla fine della guerra, Lo riferisce in un'esclusiva il sito di notizie Axios, secondo il quale la mossa e' stata dettata dalla necessita', sorta a meta' maggio, di capire se le persone sedute di fronte a loro parlassero effettivamente a nome del potente Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica, anche noti come Pasdaran. Secondo Axios, la persona a cui si sono rivolti per aprire questo canale informale e' stata Nechirvan Barzani, presidente della regione del Kurdistan in Iraq, che gode della fiducia sia degli Usa che dei Pasdaran. L'episodio, descritto nei dettagli da tre fonti con conoscenza diretta dei fatti e finora inedito, dimostra quanto sia difficile per gli Stati Uniti negoziare con un Paese dove Washington non e' certa di chi detenga effettivamente il potere. Gli Stati Uniti e l'Iran hanno poi raggiunto un memorandum d'intesa, dissoltosi velocemente. A sondare Barzai a meta' maggio e' stata l'allora direttrice dell'intelligence nazionale, Tulsi Gabbard. Secondo Axios, Gabbard avrebbe spiegato a Barzani che la Casa Bianca voleva sapere se Vahidi e la leadership dei Pasdaran fossero d'accordo con quanto il capo negoziatore Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi avevano negoziato, o se avessero idee o richieste diverse. Gabbard ha fatto notare che i mediatori non sono riusciti a contattare Vahidi per chiarire la questione. Il 14 maggio, un funzionario dei Pasdaran si e' presentato nell'ufficio di Barzani a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, portando con se' un telefono criptato per effettuare una chiamata sicura. Barzani ha chiesto a Vahidi se fosse dalla parte dei negoziatori iraniani. Il generale iraniano ha risposto in modo affermativo. "Li sostengo pienamente e questa e' anche la posizione dei Guardiani della Rivoluzione. Preferiamo risolvere questa crisi attraverso i negoziati", ha dichiarato Vahidi, secondo una fonte a conoscenza diretta dei fatti. Tre fonti, tra cui un funzionario della Casa Bianca, hanno affermato che Barzani ha chiamato Gabbard subito dopo la sua conversazione con Vahidi e l'ha informata della risposta iraniana. Gabbard ha poi informato la Casa Bianca: dopo aver ricevuto la risposta iraniana, l'amministrazione Trump ha presentato un'altra proposta, secondo una fonte a conoscenza dei colloqui informali. Gi Stati Uniti volevano che Barzani ospitasse colloqui segreti tra alti negoziatori statunitensi e iraniani a Erbil. Barzani ha parlato di nuovo con gli iraniani e ha trasmesso loro il messaggio. Gli iraniani non hanno escluso la possibilita', ma erano preoccupati per la loro sicurezza, ritenendo che l'intelligence israeliana abbia molte fonti nel Kurdistan iracheno. L'incontro di Erbil non si e' mai concretizzato.
Media, nuovo bavaglio in Iran: vietate interviste con media Usa e Israele
Il parlamento iraniano ha approvato una serie di disposizioni che rafforzano il controllo sui media e imbavagliano ancora di più la libertà di parola. La legge vieta interviste o altri contatti con organi di stampa stranieri considerati "ostili", tra cui media americani e israeliani e organizzazioni finanziate dai due Paesi, secondo quanto riportato dai media iraniani, ripresi da Iran International. Il provvedimento vieta inoltre qualsiasi contatto non autorizzato con ambasciate, organizzazioni e istituzioni straniere, sia all'interno che all'esterno dell'Iran, a meno che il ministero degli Esteri non ne venga informato e non conceda un'autorizzazione scritta. Il provvedimento prende di mira inoltre film, documentari, produzioni teatrali, musica e libri ritenuti promotori di una "cultura anti-islamica" o che ritraggono l'Iran in modo negativo, prevedendo che i responsabili vengano esclusi dal mondo della cultura.
Idf colpisce con un drone Khan Younis. Media palestinesi: almeno 7 feriti
L'Idf riferisce di aver effettuato un raid con un drone contro un ''terrorista nel sud della Striscia di Gaza''. I media palestinesi riportano che l'attacco ha colpito una tenda nella zona di Khan Younis, ferendo almeno sette persone.
Iran: "30.000 dollari per ogni soldato Usa ucciso o catturato"
Il comandante in capo dell'esercito iraniano, Amir Hatami, ha annunciato una ricompensa di 30.000 dollari a qualsiasi iraniano che catturi o uccida un militare statunitense. Hatami ha spiegato che i fondi per la taglia sarebbero stati forniti "dal popolo iraniano". In passato, i funzionari iraniani hanno offerto ricompense per l'uccisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il 15 maggio, il deputato Ebrahim Azizi aveva dichiarato che una proposta di legge parlamentare prevedeva una ricompensa di 50 milioni di euro per l'assassinio di Trump.
Hamas: "Incontri al Cairo per garanzie su rispetto Israele roadmap del Board of Peace"
'L'incontro con i nostri fratelli in Egitto si inserisce nel quadro delle nostre continue attività di comunicazione e diplomazia con i mediatori, per informarli delle violazioni commesse dall'occupazione (Israele, ndr) e assicurare che rispetti la roadmap concordata con il Board of Peace''. Lo ha affermato il portavoce di Hamas Hazem Qassem in una nota ripresa dai media arabi. Il leader di Hamas Khalil al-Hayya ha incontrato al Cairo il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad.
Axios: "Amministrazione Trump ha aperto canale segreto con i pasdaran a maggio"
L'amministrazione Trump ha stabilito a metà maggio un canale segreto con il comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana Ahmad Vahidi attraverso il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani. Lo rivela Axios citando tre fonti a conoscenza diretta dei fatti.
Delegazione Hamas ha incontrato capo intelligence Egitto
Una delegazione di Hamas ha incontrato oggi il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad per discutere le modalità per promuovere l'attuazione di un piano postbellico per Gaza, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale egiziana. La Middle East News Agency ha affermato che la delegazione guidata dal leader di Hamas Khalil al-Hayya "ha ribadito l'impegno a portare a termine il piano del presidente statunitense Donald Trump". Hamas aveva dichiarato a fine luglio di essere pronta a consegnare le proprie armi a un nascente comitato tecnico incaricato di governare Gaza, nell'ambito di un piano in 15 punti annunciato dal Board of Peace di Trump. Tuttavia, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto il piano, promettendo che non ci sarebbe stato alcun ritiro delle forze israeliane da Gaza fino al completo disarmo di Hamas. La delegazione è arrivata in Egitto ieri sera, prima della visita dell'inviato di Trump Jared Kushner nella regione. Un funzionario di Hamas ha dichiarato che i colloqui nella città mediterranea di El-Alamein avrebbero riguardato "gli ultimi sviluppi nei negoziati e gli sforzi compiuti per costringere Israele a rispettare l'accordo, che include la tabella di marcia in 15 punti, e ad avviarne l'attuazione". "La delegazione informerà i funzionari egiziani sulle violazioni israeliane dell'accordo di cessate il fuoco e Hayya sottolineerà l'impegno e la disponibilità del movimento ad attuare l'accordo non appena Israele annuncerà il proprio impegno". Un'altra fonte di Hamas ha riferito che è in programma un incontro tra la delegazione negoziale di Hamas, l'alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov, e funzionari statunitensi durante la visita di Kushner in Egitto questa settimana, per discutere degli ostacoli relativi all'accordo. La fonte ha aggiunto che sono in corso contatti con mediatori egiziani, qatarioti e turchi "per costringere Israele a rispettare l'accordo". Kushner dovrebbe visitare Israele ed Egitto la prossima settimana nel tentativo di non far naufragare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza, respinto da Netanyahu.
Papa: "Cessino le violenze contro i palestinesi in Cisgiordania"
"Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura". E' l'appello lanciato all'Angelus da Papa Leone XIV, accolto con un lungo applauso dai fedeli a Castel Gandolfo.
Papa Leone XIV: 'Cessino violenze contro palestinesi in Cisgiordania'
Vai al contenutoAl-Arabiya: "Kushner incontrerà rappresentanti di Hamas"
Jared Kushner, inviato e genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, incontrerà i rappresentanti di Hamas alla presenza di mediatori al termine dei suoi incontri in Israele. Lo hanno riferito fonti ad Al Arabiya.
Iran: "30.000 dollari a chiunque catturi o uccida un soldato americano"
L'Iran mette una taglia sui soldati americani. "Qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano, riceverà una ricompensa di 30.000 dollari, ha dichirato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, citato dall'agenzia Fars.
Axios: "Usa si rivolsero a presidente Kurdistan iracheno per trattare con i Pasdaran"
Di fronte all'incertezza se i mediatori iraniani parlassero effettivamente a nome dei Pasdaran, i funzionari dell'amministrazione Trump aggirarono il problema, cercando di arrivare direttamente ai vertici dei Guardiani della Rivoluzione. Il modo 'inconvenzionale' degli Stati Uniti di portare avanti le trattative con Teheran è stato messo in luce da Axios, secondo cui a metà maggio i negoziatori americani che cercavano di raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra non riuscivano a capire se le persone sedute di fronte a loro parlassero effettivamente a nome dei Pasdaran.
La persona a cui l'amministrazione americana si rivolse è stata Nechirvan Barzani, presidente della regione del Kurdistan in Iraq, che possedeva un privilegio che pochissimi altri hanno: la fiducia sia dei leader statunitensi che di quelli dei Guardiani della Rivoluzione. L'episodio, descritto nei dettagli da tre fonti con conoscenza diretta dei fatti e finora inedito, dimostra quanto sia stato difficile per gli Stati Uniti negoziare con un Paese in cui Washington non è certa di chi detenga effettivamente il potere. Gli Stati Uniti e l'Iran raggiunsero un memorandum d'intesa, ma questo si dissolse rapidamente.
Il problema principale dell'amministrazione Trump, oggi come in qualsiasi futura negoziazione, sarà quello di assicurarsi di parlare con chi detiene effettivamente il potere decisionale. Ciò significa anche trovare mediatori che godano della fiducia sia della Casa Bianca che del regime iraniano. Dopo l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di altri alti dirigenti politici, e i 40 giorni di combattimenti che ne sono seguiti - così come l'incertezza sulle condizioni della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei durante le prime settimane di guerra e la sua assenza dalla scena pubblica - il peso dei Pasdaran sulle leve del potere, comprese quello relativo alla sicurezza nazionale e alla politica estera, si è ulteriormente rafforzato.
L'Iran accusa il Qatar di ostacolare le indagini sui piloti iraniani
Il capo del comitato delle forze armate iraniane per la ricerca dei dispersi, Mohammad Bagherzadeh, ha dichiarato oggi che "a causa dei continui sabotaggi e ritardi delle autorità del Qatar, non sono ancora state predisposte le condizioni per il ritorno in Iran dei tre piloti iraniani". Ha aggiunto che "un team di esperti dell'aeronautica iraniana è in attesa di recarsi in Qatar per indagare sulla cattura dei piloti da parte di quel Paese, dopo che i loro jet sono precipitati durante un attacco contro il Qatar a marzo". Bagherzadeh aveva inviato una lettera al Comitato internazionale della Croce Rossa sulla vicenda. Il ministero degli Esteri del Qatar ha respinto ieri le accuse, definendole "dichiarazioni fuorvianti". Doha ha affermato di aver invitato in aprile una delegazione iraniana per essere informata sulle operazioni di ricerca, ma che questa non ha risposto all'invito.
Pizzaballa a Taybeh: "Farò il possibile per tutelare presenza cristiana"
Il Patriarca di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, si è recato a Teybeh, il villaggio derlla Cisgiordania interamente cristiano che, dopo gli assalti dei coloni, è stato di fatto 'chiuso' dall'Idf. Non possono entrare israeliani ma neanche stranieri o giornalisti. "Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare la presenza ecclesiale qui, a ogni livello, in tutta la Terra Santa", ha detto nella messa di ieri. "Ma vogliamo rimanere una comunità che dà alla luce la vita, senza rinunciare né abbandonare i nostri diritti, il nostro diritto alla vita. Quindi siate coraggiosi. Non abbiate paura".
Israele: "L'ntelligence iraniana aumenta i tentativi di hackerare nostri giornalisti"
Lo Shin Bet, l'agenzia di intelligence interna, e il Direttorato per il Cyber hanno avvertito oggi diversi giornalisti israeliani dell'incremento del tentativo da parte dell'intelligence iraniana di hackerare i loro telefoni e account social media. Lo riporta Haaretz, secondo cui i tentativi avvengono principalmente attraverso approcci di elementi iraniani che contattano i giornalisti israeliani sotto mentite spoglie - spesso sotto finta identità di colleghi giornalisti - principalmente tramite WhatsApp o Telegram.
Esercito Iran: "Combatteremo fino a sconfitta di Usa e Israele"
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha dichiarato che non si arrendera' fino alla "sconfitta completa" dei suoi nemici, Stati Uniti e Israele. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Fars e rilanciata dai media arbi, in occasione dell'anniversario del ritorno dei prigionieri di guerra iraniani dall'Iraq nel 1990, l'esercito iraniano afferma che l'eredita' della "resistenza" è stata tramandata a una nuova generazione di iraniani che si sono opposti all'esercito più pesantemente equipaggiato al mondo. L'Iran continuerà a perseguire i legittimi diritti del Paese e le richieste della sua leadership "fino alla resa del nemico". ha anche elogiato il sostegno pubblico alle forze armate iraniane e ha accusato gli Stati Uniti di aggressione e dominio nella regione.
Scontri nella notte a Hebron tra coloni e palestinesi, diversi feriti
Due palestinesi sono stati colpiti da spari e altri otto sono rimasti feriti questa notte a seguito di scontri nel quartiere di Hebron sotto il controllo israeliano (H2). Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, citando la Mezzaluna Rossa palestinese. Lo scontro è stato innescato da un assalto dei residenti israeliani della zona contro palestinesi residenti nell'area, nelle vicinanze del quartiere di al-Ras, nella città vecchia di Hebron, in cui poi sono intervenuti soldati dell'Idf. Secondo quanto riportato da Wafa, un palestinese di 60 anni è stato colpito alla schiena e a una mano. Un secondo uomo, di 46 anni, è stato ferito da colpi d'arma da fuoco e poi arrestato dall'Idf. Il portavoce dell'Idf riferisce che i soldati sono giunti nella zona dopo la segnalazioni di spari nella zona, a seguito di scontri tra civili israeliani e palestinesi. Due civili israeliani sono rimasti feriti dal lancio di pietre e uno dei civili israeliani ha sparato in aria. In seguito - riferisce l'Idf - alcuni palestinesi hanno circondato i soldati tentando di aggredirli e, in risposta, i soldati hanno aperto il fuoco contro due sospetti e ne hanno arrestati altri. Il portavoce dell'Idf riporta che l'episodio è sotto indagine.
Pasdaran: "L'85% dei sistemi di difesa aerea rimasti intatti"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane afferma che l'85% della produzione di sistemi di difesa a erea è rimasta intatta durante la guerra. In un'intervista pubblicata dall'agenzia di stampa Fars, il funzionario dei Pasdaran ha affermato che, nonostante gli attacchi alle infrastrutture di produzione militare iraniane, il ritmo di produzione e consegna di missili e sistemi di difesa aerea non è diminuito rispetto ai livelli pre-bellici. Il funzionario ha aggiunto che gran parte dell'equipaggiamento di difesa aerea dell'IRGC è prodotto dall'organizzazione interna per l'autosufficienza e ha sostenuto che la produzione in alcune aree è addirittura aumentata. Il funzionario ha inoltre affermato che l'attuale stock di sistemi di difesa aerea operativi dell'Iran si trova in una situazione migliore rispetto all'inizio del conflitto.
Ben Gvir: "Prigionieri palestinesi spero vengano impiccati uno per uno"
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha dichiarato che farà tutto il possibile per garantire l'esecuzione dei prigionieri palestinesi, aggiungendo di sperare che vengano impiccati "uno per uno". Parlando con Rom Braslavski, ex ostaggio israeliano, Ben-Gvir ha affermato che l'impiccagione sarebbe il metodo di esecuzione previsto dalla legge sulla pena di morte che lui stesso sta promuovendo. "Faro' l'impossibile quando arriverà il momento", ha detto. "Vi prometto che farò tutto ciò che è in mio potere e che sconvolgerò il mondo per far sì che questo accada". Ben-Gvir ha anche affermato di essere "felice" che i prigionieri palestinesi stiano ora soffrendo in condizioni più dure nelle carceri israeliane. Il 30 marzo 2026 il parlamento israeliano ha approvato una legge che prevede la pena di morte per impiccagione per i palestinesi condannati per l'uccisione di israeliani, qualora un tribunale militare stabilisca che l'atto costituisca "terrorismo" o sia motivato dalla "negazione dell'esistenza dello Stato di Israele".
Forze armate Iran: "Non ci fermeremo finché Usa e Israele non saranno sconfitti"
"Non ci fermeremo finché i nostri nemici, Stati Uniti e Israele, non saranno completamente sconfitti nella regione e i diritti dell'Iran non saranno riconosciuti". Lo ha dichiarato il Comando generale delle forze armate iraniane in un comunicato, citato da Mehr.
Deputato iraniano: "Trump dovrebbe preoccuparsi della sua sicurezza, non di Hormuz"
"Il presidente Usa dovrebbe preoccuparsi della propria sicurezza invece di continuare a bluffare sullo Stretto di Hormuz, prima di finire a nascondersi in un furgone per la vendita di cibo", ha scritto su X Ebrahim Azizi, esponente ultraconservatore e presidente della Commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano. Le dichiarazioni di Azizi arrivano dopo le recenti parole del presidente Donald Trump, che ha affermato: "Dopo aver finito di sconfiggere l'Iran, dichiareremo lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti". Azizi ha fatto riferimento al "food truck" in relazione a quanto riportato dai media statunitensi, secondo cui Trump, durante la sua visita ad Ankara il mese scorso, sarebbe stato trasferito dall'Air Force One a un aereo più piccolo a bordo di un mezzo per il catering, per il timore di un possibile attacco da parte dell'Iran.
La Spagna condanna l'assedio dei coloni israeliani a famiglie palestinesi a Qusra
La Spagna "condanna in maniera energica l'assedio" imposto da coloni israeliani a famiglie palestinesi nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, e chiede a Israele di intervenire per proteggere la popolazione sotto occupazione. Lo afferma il ministero degli Esteri spagnolo in un comunicato diffuso dopo le violenze dei giorni scorsi. Nella nota, Madrid "esorta Israele a rispettare i suoi obblighi in quanto potenza occupante, impedire la violenza arbitraria e l'intimidazione dei coloni contro i palestinesi, porre fine allo loro impunità e proteggere l'integrità fisica e i mezzi di sussistenza della popolazione palestinese sotto occupazione, conformemente al diritto umanitario". La Spagna chiede inoltre a Israele di "porre fine a tutti gli insediamenti nel territorio occupato della Palestina, che sono contrari al diritto internazionale". E ribadisce il suo fermo impegno per l'attuazione della soluzione dei due Stati, "con Israele e Palestina che vivano insieme in pace e sicurezza, come unica via per una pace giusta, sostenibile e duratura nella regione".
Il Parlamento iraniano discuterà oggi il disegno di legge sullo Stretto di Hormuz
Il Parlamento iraniano discuterà oggi un disegno di legge sulla "garanzia della sicurezza duratura e dello sviluppo dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico", oltre a un altro provvedimento sul "contrasto alle ingerenze straniere". Secondo l'agenzia Irna, il primo disegno di legge contiene un articolo che vieterebbe il transito nello Stretto di Hormuz a "qualsiasi imbarcazione che trasporti equipaggiamenti e carichi di proprietà degli Usa, di Israele e dei Paesi ostili all'Iran". Le linee generali dei due disegni di legge sono state approvate dalla Commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento.
Teheran ironizza su Trump: "N ascosto in un furgoncino del catering"
"Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe preoccuparsi della propria sicurezza piuttosto che dei suoi infiniti bluff sullo Stretto di Hormuz, prima di finire nascosto in un camioncino del cibo". Lo dice il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ironizzando sulle affermazioni di Donald Trump sullo Stretto di Hormuz. La frecciata segue le recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui "dopo aver sconfitto l'Iran" avrebbe presto dichiarato lo Stretto "territorio degli Stati Uniti". Il riferimento di Azizi al camioncino del cibo allude alle notizie diffuse dai media statunitensi secondo cui Trump avrebbe utilizzato un camioncino per il catering per spostarsi dall'Air Force One a un aereo governativo più piccolo durante una visita ad Ankara il mese scorso per il vertice NATO, a causa dei timori di un attacco iraniano.
Kushner, Blair e Mladenov attesi oggi al Cairo, incontri sul piano Trump per Gaza
E' previsto oggi l'arrivo al Cairo dell'inviato di Donald Trump Jared Kushner, insieme all'ex premier britannico Tony Blair e a Nikolay Mladenov, rappresentante del Board of Peace per Gaza, per discutere con il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad dell'implementazione della fase 2 del piano Usa per la Striscia. I media israeliani riportano che i tre sono attesi domani anche in Israele, dove incontreranno il premier Benjamin Netanyahu. Parallelamente è arrivata ieri sera nella capitale egiziana anche una delegazione di Hamas, guidata dal capo dell'ufficio politico, Khalil al-Hayya. Per al-Hayya si tratta della prima visita in Egitto da quando è stato eletto il mese scorso alla carica. Anche la delegazione di Hamas incontrerà Rashad.
Katz minaccia nuovi attacchi in Libano: "Colpiremo con tutta la forza"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. "Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto Katz su X. Le sue parole arrivano dopo una nuova ondata di attacchi israeliani ieri nel sud del Libano che secondo l'agenzia libanese Ani ha ucciso almeno 11 persone. L'Idf ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in risposta a un attacco contro le sue truppe, in cui sono rimasti gravemente feriti tre soldati. L'escalation rappresenta una delle più gravi dalla tregua raggiunta a giugno tra Israele e Hezbollah.
Leader di Hamas al Cairo per colloqui cessate il fuoco
Il nuovo leader di Hamas, Khalil al-Hayya, è arrivato al Cairo alla guida di una delegazione di alti funzionari del movimento islamista palestinese, in quella che è ritenuto la sua prima visita in Egitto da quando è stato eletto capo dell'organizzazione. La delegazione dovrebbe discutere del cessate il fuoco a Gaza e delle questioni relative alla prossima fase dell'accordo. Secondo quanto riportato, la delegazione dovrebbe incontrare il capo dei servizi segreti egiziani, Hassan Rashad.
La delegazione comprende anche Mohammed Darwish, presidente del Consiglio della Shura di Hamas, Khaled Meshal, responsabile delle relazioni internazionali del gruppo, Zaher Jabarin, capo di Hamas in Cisgiordania, e Basem Naim, responsabile dell'Ufficio per le relazioni arabe e islamiche dell'organizzazione.
Idf attaccano nella notte obiettivi sulla cresta di Ali al-Taher
Le forze israeliane hanno condotto attacchi nella notte sulla cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani, che citano fonti locali. I raid avvengono dopo che le Idf hanno colpito un quartier generale di Hezbollah nella zona di Ansar, nel Libano meridionale, in seguito all'attacco che ha gravemente ferito tre soldati dell'esercito israeliano vicino alla cresta di Ali al-Taher.
Mezzaluna Rossa: "Attacchi di coloni a Hebron, feriti 10 palestinesi"
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le sue squadre a Hebron hanno prestato soccorso a 10 feriti in seguito ad attacchi da parte di coloni. Secondo fonti palestinesi, i coloni, con il coinvolgimento delle Forze di Difesa israeliane (Idf), hanno attaccato i residenti del quartiere di al-Ja'abari nelle prime ore del mattino. Sul posto sono stati uditi anche colpi d'arma da fuoco. Una fonte dell'Idf ha parlato di lanci di pietre reciproci nell'insediamento ebraico di Hebron. Secondo l'esercito israeliano, un civile ha sparato in aria, la forza militare è giunta sul posto e i palestinesi hanno tentato di impossessarsi di un'arma di un soldato.
Axios: "Trump si è rifiutato di sostenere Netanyahu a 75 giorni dal voto in Israele"
Donald Trump si è rifiutato di esprimere il suo sostegno a Benjamin Netanyahu a 75 giorni dalle elezioni israeliane. La coalizione del premier è ferma a 49-53 seggi, meno dei 68 che detiene oggi e dei 61 necessari per insediare un governo. Nello Studio Ovale, quando si sono incontrati due settimane fa, il tycoon gli ha chiesto dei sondaggi, ha riferito Axios. Netanyahu ha esitato e un suo consigliere ha risposto: "Signor presidente, sta vincendo". Il principale rivale di Netanyahu, l'ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane Gadi Eizenkot, lo supera in termini di gradimento nella maggior parte dei sondaggi: i partiti di opposizione contano tra i 67 e i 70 seggi. L'obiettivo del premier ora è di impedire all'opposizione di formare un governo. Se nessuno dei due schieramenti sarà in grado di raggiungere i 61 seggi, lui rimarrà in carica ad interim e Israele tornerà al voto. Il presidente americano, tuttavia, potrebbe ancora cambiare idea. Ma, a soli 75 giorni dalle elezioni, il tempo stringe per Netanyahu.
Usa: "Hezbollah responsabile della presenza di Israele in Libano"
"Hezbollah è responsabile della presenza israeliana in Libano". Lo ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano ad Al Jazeera. Secondo il funzionario Usa, Hezbollah è il principale ostacolo alla ripresa economica del Libano e ha affermato che il programma "zona pilota" rimane l'unica via percorribile per la pace. La dichiarazione è giunta dopo che le forze israeliane hanno ucciso 11 persone nel Libano meridionale, negli attacchi più sanguinosi dall'accordo quadro mediato dagli Stati Uniti tra i due Paesi a giugno.
Teheran giustizia un uomo per le proteste di gennaio
La magistratura iraniana ha annunciato che un uomo, Shahram Sadeghi, è stato giustiziato questa mattina a Karaj con l'accusa di aver colpito e ferito sette agenti di polizia durante gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti nelle proteste dell'8 gennaio. "Sadeghi ha dato fuoco alla sua auto dopo l'attacco ed è fuggito, ma è stato arrestato e ha confessato il reato", si legge in una dichiarazione della magistratura citata dall'agenzia Irna. L'uomo era stato condannato a morte e alla confisca dei suoi beni per "operazioni a favore di Israele, degli Usa e di gruppi dissidenti ostili".
Raid di Israele sul Libano, almeno 11 morti. Colpito quartier generale di Hezbollah
Raid di Israele nel Sud del Libano, dove si contano almeno 11 morti e 19 feriti. Si tratta del bilancio più grave registrato nel Paese dall'accordo per la riduzione delle ostilità siglato a giugno con Israele. Il portavoce dell'Idf ha confermato il raid, specificando però che è stato colpito il quartier generale dell'unità Radwan di Hezbollah e che nell'attacco, "sono stati eliminati il terrorista Ali Samir Al-Haj Hassan, comandante di battaglione dell'unità Radwan di Hezbollah e diversi altri terroristi".
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