Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
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Ceuta, ancora rafforzata la sicurezza alla frontiera del Marocco dopo il blocco di ieri

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©Ansa

Per disperdere i migranti ieri le forze dell’ordine hanno usato anche cariche della polizia e gas lacrimogeni, con alcuni momenti di grande tensione e di scontri. Non si sono comunque registrati feriti, ma diverse persone sono state fermate e allontanate dalla zona. Madrid nega voci di collasso sanitario. Oggi, al grido di "Chiediamo asilo!", alcune decine di migranti hanno protestato sulla spiaggia di El Trampolin

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È stata ulteriormente rafforzata la sicurezza alla frontiera di Fnideq con Ceuta, dopo il blocco ieri del tentativo di ingresso di centinaia di migranti, in maggioranza subsahariani, verso l'exclave spagnola. Secondo le informazioni diffuse dalla prefettura locale e riprese dai media iberici, i tentativi di raggiungere in massa la frontiera, al termine di scontri e lanci di lacrimogeni per disperdere i migranti, si sono conclusi con il fermo di 294 migranti, trasferiti in autobus verso località al sud del Marocco. Oltre 500 migranti subsahariani resterebbero invece nascosti nei boschi a ridosso della frontiera. E oggi, al grido di "Chiediamo asilo!", alcune decine di migranti hanno protestato sulla spiaggia di El Trampolin.

Cariche e lacrimogeni

Per disperdere i migranti ieri le forze dell’ordine hanno usato anche cariche della polizia e gas lacrimogeni, con alcuni momenti di grande tensione e di scontri. Non si sono comunque registrati feriti, ma diverse persone sono state fermate e allontanate dalla zona. La situazione è rimasta tesa ma sostanzialmente sotto controllo. A Ceuta invece la giornata è stata caratterizzata da una calma apparente, che non è riuscita però a cancellare tra la gente il forte senso di pericolo.

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La situazione a Ceuta

Nell'exclave spagnola in Nord Africa attualmente sono schierati 880 agenti della polizia nazionale, 714 della Guardia Civil, oltre a un'unità di 45 agenti antisommossa che si uniscono a quelli già mobilitati a fine luglio. Ci sono anche 20 specialisti della Brigada Central de Extranjeria y Frontera per l'esame delle richieste di protezione internazionale che potrebbero essere presentate dai migranti rimasti nell'exclave. Restano poi mobilitati anche circa 2.000 militari dell'esercito. Intanto il Marocco ha espulso, senza dare spiegazioni, i reporter spagnoli  dell'agenzia di stampa Efe e dell'emittente pubblica Tve che si trovavano nella città di Fnideq per seguire la vicenda. I responsabili degli hotel in cui alloggiavano i giornalisti li hanno informati come le autorità locali hanno intimato alle due equipe di lasciare immediatamente le strutture e il Paese, pena la confisca dei loro accrediti stampa e delle loro attrezzature. Secondo diversi media marocchini citati dall’Ansa, sarebbe la "reciprocità" la chiave con cui i giornali locali spiegano l'espulsione dei giornalisti dell'agenzia Efe e dell'emittente pubblica spagnola Tve da Fnideq mentre seguivano i tentativi di ingressi in massa alla frontiera con Ceuta. In particolare si fa riferimento al precedente di una troupe della tv pubblica marocchina 2M alla quale le autorità spagnole avrebbero limitato l'accesso all'exclave spagnola in Marocco agli inizi di agosto, con il temporaneo sequestro delle apparecchiature.

Il sit-in di protesta: “Chiediamo asilo”

Oggi, intanto, alcune decine di migranti hanno partecipato a un sit-in di protesta sulla spiaggia di El Trampolin, a Ceuta, al grido di “Chiediamo asilo!” e innalzando cartoni con su scritto “Anche noi siamo esseri umani”. Almeno un centinaio le capanne improvvisate con giunchi e cartoni dai migranti, assistiti da ong fra cui la Cruz Roja e Medicos del Mundo. Alla protesta pacifica hanno partecipato migranti in maggioranza subsahariani e magrebini, che chiedono di poter regolarizzare la propria posizione con l'avvio delle procedure di asilo. La situazione resta molto critica, con l'accesso limitato a cibo, riparo e servizi igienici, molti dormono sotto tende e coperte. Sono fra gli 8.000 e i 12.000 i migranti che il governo locale stima siano rimasti nell'exclave dopo gli arrivi in massa del 30 e 31 luglio, mentre l'esecutivo centrale stima almeno 5.000 persone. Il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlasca ha spiegato che si sta procedendo alla loro identificazione individuale e ha ribadito che chi è entrato in maniera irregolare sarà rimpatriato e respinto in Marocco. Ha anche annunciato il rafforzamento della polizia specializzata in Immigrazione per accelerare le espulsioni. Il governo di Ceuta ha chiesto che non vengano concessi asili, per cui i migranti temono espulsioni di massa.

Magistrati: "Non negare in massa le richieste d'asilo"

La richiesta del sindaco-presidente di Ceuta Juan Jesus Vivas di respingere in massa le domande di asilo presentate dai migranti arrivati nell'exclave spagnola a fine luglio, comunque, si sta scontrando con le avvertenze delle principali associazioni della magistratura in Spagna. La Asociazion Profesional de la Magistratura (Apm) e il Foro Judicial Independiente (Fji), infatti, respingono l'ipotesi di un rifiuto generalizzato e sottolineano come le richieste di protezione internazionale debbano essere esaminate individualmente. "Quello che il nostro ordinamento non consente è decidere in anticipo che ogni persona entrata irregolarmente si vedrà negato l'asilo", hanno segnalato fonti dell'Apm citate dall'agenzia Europa Press. Sulla stessa linea, il presidente di Fji, Roberto Garcia Ceniceros, che ha ricordato che spetta all'asecutivo decidere sulle richieste di asilo, ma ha sottolineato che ogni domanda debba essere valutata sulla base delle circostanze del singolo richiedente. "L'asilo dovrebbe essere concesso soltanto a chi soddisfa i requisiti, ma non sembra opportuno disporre rifiuti di massa", ha dichiarato.

Madrid: “Non c'è alcun collasso sanitario a Ceuta”

"Negli ultimi 5 giorni sono stati assistiti a Ceuta 5.800 migranti, dei quali 3500 hanno ricevuto assistenza primaria e il resto ospedaliera", con una media di 300 persone al giorno. "Oggi ci sono 101 persone ricoverate, delle quali 28 migranti, su una capacità ampliata a 200 posti letto. Non è una situazione di collasso del sistema sanitario”, ha detto la ministra della Sanità, Monica Garcia, in dichiarazioni ai media dopo una visita nell'exclave, per l'emergenza provocata dagli arrivi in massa di migranti a fine luglio. La situazione sanitaria a Ceuta "è tesa", ma la "pressione" sui servizi sanitari "va diminuendo", ha aggiunto.

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