Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
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Migranti, allerta a Ceuta e Melilla per Ferragosto. Oggi audizione Piantedosi su Schengen

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©Ansa

Si alza l’allerta per una possibile nuova migrazione di massa dal Marocco verso la Spagna tra il 14 e il 15 agosto: l’obiettivo potrebbe essere non solo Ceuta ma anche l'exclave di Melilla. La Danimarca è “pronta a chiudere le frontiere nel caso di una nuova ondata migratoria”, ha detto la premier Frederiksen. La Germania ha ribadito che le espulsioni verso l'Italia sulla base degli accordi di Dublino “si faranno come previsto”. Intanto alcuni Paesi starebbero trattando per creare un centro per i rimpatri in Uganda

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Si alza l’allerta per una possibile nuova migrazione di massa dal Marocco verso la Spagna a Ferragosto, nella notte tra il 14 e il 15 agosto: questa volta l’obiettivo, stando al tam tam social, potrebbe essere l'exclave di Melilla. La precedente, il 30 luglio scorso, ha portato a Ceuta oltre 70mila migranti e ha acceso lo scontro tra Italia e Spagna, con Roma che ha sospeso per un mese Schengen e Madrid che ha risposto con misure analoghe. Nel pomeriggio è stato convocato a Palazzo San Macuto il Comitato Schengen ed è prevista l'audizione del ministro degli Interni Matteo Piantedosi sul ripristino dei controlli. La Danimarca è “pronta a chiudere le frontiere nel caso di una nuova ondata migratoria”, ha detto la premier Mette Frederiksen in Parlamento. E in Europa continua il dibattito sull’emergenza migranti. La Germania ha ribadito che le espulsioni verso l'Italia sulla base degli accordi di Dublino “si faranno come previsto”. Il governo tedesco si è detto “sorpreso dall'agitazione e dalle divergenze” con Roma. “Nessun problema con Berlino”, ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Intanto, media greci hanno rivelato che la Germania, con Grecia, Austria, Paesi Bassi e Danimarca, starebbe trattando per creare un centro per i rimpatri in Uganda entro il 2027 e un incontro sul tema sarebbe in calendario il 4 settembre a Copenaghen. 

L’allerta per una nuova migrazione di massa

Dopo la scoperta di una campagna sui social media che incita a una nuova migrazione di massa a Ferragosto e l’allarme rilanciato anche dagli 007 di diversi Paesi, il Marocco ha rafforzato la sicurezza delle sue frontiere. Questa volta l’obiettivo dell’assalto potrebbe non essere Ceuta, ma l’exclave di Melilla. "Non c'è posto in Spagna, né a Ceuta, né a Melilla, né in qualsiasi altra città spagnola per coloro che vogliono entrare in modo irregolare e in violazione della legge", ha detto il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska. Ha assicurato che Madrid sta lavorando per prevenire qualsiasi situazione come quella vissuta il 30 luglio e che il Marocco sta collaborando "in modo rilevante e importante". La crisi di fine luglio "non deve ripetersi", ha sottolineato anche la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles.

La posizione dell’Italia

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che la sospensione dell'accordo di Schengen con la Spagna sarà mantenuta almeno fino al 15 agosto, in attesa di verificare se l'allarme per quella data si rivelerà fondato. "Noi tuteliamo soltanto l'interesse del nostro territorio", ha spiegato rispondendo alle critiche di Madrid. Intanto, nel pomeriggio è prevista l'audizione del ministro degli Interni Matteo Piantedosi sul ripristino dei controlli alle frontiere ed è stato convocato a Palazzo San Macuto il Comitato Schengen.

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Tajani ha parlato anche dei rapporti tra Italia e Germania, dopo che Berlino ha ribadito che "le espulsioni verso l'Italia si faranno" e si è detta "sorpresa dall'agitazione" di Roma e "dalle divergenze" su un tema, quello dei migranti cosiddetti “dublinanti”, che ai tedeschi sembrava chiarito. "Non credo che ci sia un problema" con la Germania, ha smorzato il ministro degli Esteri. Tuttavia ha rilanciato la questione delle navi delle ong di soccorso in mare che battono bandiera tedesca e "che hanno fatto sbarcare" migranti in Italia. Nella redistribuzione dei “dublinanti” - intesi come coloro che hanno lasciato il Paese di primo approdo per chiedere asilo in un altro -, Roma chiede di tenere conto di questa "componente", hanno insistito sia Tajani che Piantedosi, invocando una soluzione di "equilibrio". Il titolare del Viminale ha comunque parlato di "una discussione serena e proficua" con i colleghi tedeschi.

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