Macron all’Onu: "No alla legge della giungla, rimaniamo al fianco delle Nazioni Unite"

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"Il nostro dovere è mantenere una posizione ferma qui alle Nazioni Unite per prendere decisioni che promuovano i nostri interessi comuni", ha detto il presidente francese nel suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Poi l'appello: "Quale credibilità abbiamo se continuiamo a restare inattivi di fronte a Gaza?". E l'appoggio a "una doppio moratoria" sugli attacchi alle infrastrutture energetiche in Russia e Ucraina

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"La domanda a cui dobbiamo rispondere è molto semplice. La domanda è : vogliamo vivere in questa situazione, con un ritorno alla legge della giungla, o vogliamo vivere in una società internazionale civile?". A dirlo è il presidente francese Emmanuel Macron, che nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York ha aggiunto: "Il nostro dovere oggi, più che mai, è mantenere una posizione ferma qui alle Nazioni Unite per prendere decisioni che promuovano i nostri interessi comuni, affinché le persone possano scegliere liberamente il proprio destino, il proprio modello di sviluppo e il proprio futuro". "Non bisogna cedere nulla a ciò che si sta instaurando - ovvero, in fondo, una lenta divisione del mondo e uno spirito di sconfitta, che lascerebbe alcuni nell'abuso di potere", ha avvertito Macron, citando gli "imperi che minacciano la sovranità" altrui e "alcuni" che vorrebbero "concentrare le ricchezze". "Dobbiamo ritrovare la vitalità della nostra Organizzazione - è l'appello del presidente francese - quel multilateralismo che rappresenta la difesa di un interesse comune, di una giustizia per tutti".

"Riapertura dello Stretto di Hormuz è una priorità"

Guardando poi alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, Macron ha osservato: Abbiamo una coalizione multinazionale indipendente volta a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Tale questione non deve essere strumentalizzata a fini di ricatto. Si tratta di un principio cardine del diritto internazionale ed è nell'interesse di tutti noi che le navi possano transitare nello Stretto in sicurezza. Pertanto, anche al fine di tutelare gli interessi energetici di tutti i nostri Paesi, la riapertura dello Stretto di Hormuz rappresenta una priorità".

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"Dovremmo vergognarci tutti per la situazione a Gaza"

"Un anno fa, proprio in quest'Aula, diverse decine di Stati hanno riconosciuto la Palestina. Capisco che alcuni siano molto cinici: l'avete riconosciuta solo sulla carta, dicono, guardate la realtà dei fatti. Ma che valore ha la nostra credibilità se restiamo inattivi di fronte alla situazione a Gaza? - ha detto poi Macron - Alcuni sostengono che la pace sia stata raggiunta, eppure ciò non ha aperto la strada agli aiuti umanitari. È uno spettacolo vergognoso. Una vergogna per tutti noi". "Guardate semplicemente cosa sta accadendo in Cisgiordania, dove giorno dopo giorno assistiamo a violazioni; e in nome di cosa? Hamas non è mai stato molto attivo in Cisgiordania. Ciò che serve è il rispetto dei diritti legittimi del popolo palestinese, del suo legittimo diritto a esistere - ha aggiunto il capo dell’Eliseo - Questo è un prerequisito per la sicurezza, oggi e domani, del popolo d'Israele - per la sua sicurezza e per la sua stessa esistenza, alle quali siamo fortemente impegnati. Tuttavia, tutti coloro che sostengono che la sicurezza di Israele richieda la violazione della sovranità di tutti gli Stati confinanti stanno commettendo un errore fatale. Stanno indebolendo la sicurezza di Israele, oggi e per il futuro; stanno minacciando la sicurezza di Israele di fatto".

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"Ucraina? Serve moratoria su energia, civili e Mar Nero"

Passando al conflitto in Ucraina, secondo Macron "dobbiamo proteggere la popolazione civile; è per questo che desideriamo esprimere il nostro sostegno a una doppia moratoria - una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche e civili, innanzitutto, e una moratoria per il Mar Nero, che consentirebbe di sbloccare le spedizioni di cereali e di rispondere alle preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare. Poiché la sicurezza alimentare è di fondamentale importanza per molte economie emergenti e nazioni in via di sviluppo, questa doppia moratoria è una necessità. Mettiamola sul tavolo e mettiamo la Russia di fronte a questa realtà".

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"Continueremo a sostenere la Cpi"

Il presidente francese ha poi ribadito che "continueremo a sostenere la Corte internazionale di giustizia e il ruolo centrale che essa svolge. Non possiamo accettare passivamente questo nuovo ordine di impunità che alcuni tentano di instaurare". "È per questo che sosteniamo le riforme volte a rafforzare l'efficacia del Consiglio di Sicurezza. Dobbiamo aprirci a nuovi membri e a nuove regioni, in primo luogo all'Africa. Ma, nel merito, il Consiglio di Sicurezza deve essere in grado di agire di fronte a violazioni di massa del diritto internazionale", ha aggiunto. "Chi può accettare una situazione di stallo procedurale di fronte al compimento di atti barbari? - ha concluso Macron - L'iniziativa americana volta a regolamentare il diritto di veto in caso di atrocità di massa è più necessaria che mai, e sono lieto che essa goda ormai del sostegno di 128 Stati membri. La campagna proseguirà e puntiamo a ottenere l'impegno di tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza a favore di questa iniziativa".

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"Su IA non possono decidere solo Cina e Usa"

Macron ha parlato anche di intelligenza artificiale: "Dobbiamo mantenere una posizione ferma sull'intelligenza artificiale e non cedere. C'è chi vuole farci credere che solo due potenze, Stati Uniti e Cina, prenderanno le decisioni. Vogliono farci credere che saranno pochi attori economici a decidere tutto: quali innovazioni economiche verranno introdotte, se ci si prenderà una pausa o meno, e quali innovazioni si concretizzeranno. Alcuni di questi sviluppi tecnologici potrebbero minacciare la sicurezza dei nostri Stati, dei nostri ospedali e delle nostre banche. Sostengono che saranno in pochi a decidere in che tipo di società vivremo. No, assolutamente no". E ha proseguito: "A partire dal 2008, in sede di G7, insieme ai nostri amici canadesi, abbiamo lanciato la Partnership Globale sull'Intelligenza Artificiale sotto l'egida dell'Ocse, per avviare il dibattito sulla necessità di una regolamentazione. La prossima edizione del vertice sulla governance dell'IA si terrà l'anno prossimo in Svizzera: in precedenza, si è svolta l'edizione indiana". "Non voglio che nessuno diventi lo strumento di una delle grandi potenze - ha spiegato Macron - Dobbiamo invece unire le forze per realizzare un modello di frontiera open source, un sistema all'avanguardia che sfrutti tutte le vostre capacità di calcolo. È necessario mettere in comune tali risorse e le nostre capacità di investimento per creare un modello di IA open source di ultima generazione, da condividere poi tra noi. Non dobbiamo dipendere da altri. È questo l'obiettivo che dobbiamo perseguire, e dobbiamo farlo attraverso la cooperazione".

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"Sul clima non cedere al fatalismo, siamo già vittime"

Infine, Macron ha sottolineato che "non possiamo cedere al fatalismo. Siamo già vittime del cambiamento climatico. Dobbiamo agire per le vittime e dobbiamo farlo per i nostri figli".

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