Wsj: "Trump ha valutato di allontanare tutta la stampa dalla Casa Bianca"

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Il presidente Usa ha preso in considerazione l'idea di trasferire l'intero corpo dei giornalisti accreditati dalla Casa Bianca ad un'altra sede nelle vicinanze. Il tycoon ha valutato l'ipotesi in diverse occasioni nel corso di entrambi i suoi mandati e l'ha riproposta anche nell'ultimo mese. Ma alcuni funzionari hanno sconsigliato la mossa

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Il presidente Donald Trump ha più volte preso in considerazione l'idea di trasferire l'intero corpo dei giornalisti accreditati dalla Casa Bianca a un'altra sede nelle vicinanze. Il tycoon ha valutato l'ipotesi in diverse occasioni nel corso di entrambi i suoi mandati, come riferito dal "Wall Street Journal", e l'ha riproposta anche nell'ultimo mese, mosso dal fastidio relativo alla copertura mediatica che gli viene riservata. Alcuni funzionari, però, hanno sconsigliato la mossa al tycoon. Secondo il Wsj, comunque, Trump non avrebbe piani imminenti per allontanare la stampa dall'edificio.

La Trump Tv

Intanto la Casa Bianca lancia la “Trump TV”, una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24 dedicata agli eventi dell’amministrazione statunitense. L’iniziativa arriva dopo la decisione di Donald Trump di revocare gli accrediti alla Casa Bianca ai giornalisti di Cnn, MsNow e Politico. Le tre testate hanno avviato un’azione legale per riottenere l’accesso, mentre il pool televisivo che segue a rotazione il presidente Usa ha sospeso la copertura degli appuntamenti fino al reintegro della Cnn. Trump ha difeso la sua decisione tornando ad accusare le testate di diffondere “fake news”. “Non attacco la stampa libera ma le fake news, sono una minaccia alla sicurezza nazionale”, ha riferito. Intanto, l’inaugurazione di un nuovo eliporto delle Casa Bianca è avvenuta senza la copertura del pool delle tv. 

La “Trump TV” in streaming 24 ore su 24

La nuova piattaforma proporrà in streaming 24 ore su 24 “i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti da non perdere”, con contenuti aggiornati in tempo reale. Il lancio, come detto, arriva nel pieno dello scontro tra la Casa Bianca e alcune delle principali testate statunitensi, dopo che Trump ha vietato l’accesso a Cnn, MsNow e Politico. Le tre redazioni hanno presentato una richiesta d’urgenza basata sul Primo Emendamento per ottenere nuovamente l’accesso alla Casa Bianca. “Abbiamo informato il governo che presenteremo una denuncia per proteggere i nostri diritti sanciti dal Primo Emendamento e difendere il principio secondo cui il governo non decide cosa la stampa riporta o pubblica", hanno riferito le testate. 

Trump: "Fake news sono un male per il paese"

Nella serata di ieri, Trump è tornato ad attaccare Cnn, MsNow e Politico. In un post su Truth, il tycoon ha accusato le "testate e giornalisti di 'Fake News' che scrivono solo cose negative”. “Violano la nostra sicurezza nazionale diffondendo storie false e diffamatorie basate su 'fonti' ignote non dovrebbero avere accesso all'ufficio più importante del mondo”. “Si chiama Studio Ovale e merita decoro, rispetto e dignità; non deve essere profanato da pagliacci di serie B che distorcono, manipolano e screditano tutto ciò che scrivono o pubblicano”, ha scritto. I media hanno l'obbligo di essere "giusti" e se "sono fake news, io ho l'obbligo di non consentire" loro l'ingresso alla Casa Bianca perché sono un "male per il paese e per la sicurezza nazionale”, ha ribadito nel corso di una conferenza stampa con il sindaco di New York Zohran Mamdani. 

Lo scontro con i media 

Il presidente Trump giorni fa aveva annunciato il divieto "con effetto immediato" tramite un post su Truth, accusando Cnn, Politico e Ms Now di diffondere "fake news" e di voler "screditare i repubblicani". Il numero uno della Casa Bianca ha rivendicato la necessità di "media liberi" definendo anche altri giornali, tra cui New York Times e Washington Post, come propagatori di "fake news". Non è un episodio isolato: dal suo ritorno alla Casa Bianca, Trump ha già escluso altre testate da eventi ufficiale e ha promosso regolamenti restrittivi per limitare l'accesso dei giornalisti, alcuni dei quali poi giudicati incostituzionali. L'editore del New York Times, A.G. Sulzberger, ha definito Trump "il presidente più ostile alla stampa della storia moderna degli Stati Uniti".

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