Il presidente degli Stati Uniti, sul suo social Truth, ha additato le tre testate giornalistiche come colpevoli di voler "screditare i repubblicani" e ha aggiunto: "I media non dovrebbero poter scrivere o riportare costantemente finzioni e menzogne". Nel frattempo, l’editore del ‘New York Times’ lo definisce il presidente più ostile alla stampa di tutta la storia moderna degli Stati Uniti"
Nuovo attacco di Donald Trump al mondo dei media e al primo emendamento della Costituzione americana, che garantisce la libertà di stampa. Il presidente degli Stati Uniti, con un post sul suo social Truth, ha annunciato di aver bandito dalla Casa Bianca "con effetto immediato" CNN, Politico e MS NOW (l’ex MSNBC). Poco prima, il tycoon aveva pubblicato un altro post in cui attaccava la CNN definendola "inguardabile" e "sull'orlo del fallimento", mentre in seguito ha detto che i tre media "danno notizie negative perché vogliono screditare i repubblicani". Rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale, il tycoon ha anche sottolineato di "rispettare la Costituzione americana". "L'America ha bisogno di media liberi", ha aggiunto. "Il New York Times è fake news, il Washington Post è fake news", ha proseguito il presidente americano, dicendo che non farà più entrare "in casa" quei giornali.
Trump: "Costante diffusione di notizie false"
"Sono orgoglioso di annunciare che, con effetto immediato, bandisco dalla Casa Bianca CNN, MS NOW (che ha recentemente cambiato nome da MSNBC a causa della mancanza di spettatori e credibilità!) e Politico (che ha ricevuto un contributo illegale e ridicolo da 8 milioni di dollari, un record assoluto, direttamente dal governo degli Stati Uniti, sotto la presidenza del corrotto Joe Biden, per mantenerli "in vita". Mi sembra corruzione!), a causa della loro costante diffusione di notizie false - ha scritto Trump - I media non dovrebbero poter scrivere o riportare costantemente finzioni e menzogne quando si occupano del Presidente degli Stati Uniti, dell'Amministrazione Trump o degli Stati Uniti d'America. Altri media che diffondono notizie false seguiranno".
I precedenti
Ma non è la prima volta dal suo ritorno alla Casa Bianca che Trump si scaglia contro un organo di stampa da lui considerato "ostile". A un mese dal suo insediamento, a febbraio 2025, ha bandito i giornalisti dell'Associated Press dallo Studio Ovale, dall'Air Force One e da altri eventi ristretti perché la testata si era rifiutata di cambiare il nome del golfo del Messico in "golfo d'America". Il presidente ha avviato battaglie legali di alto profilo contro importanti testate, tra cui il New York Times, il Wall Street Journal, la CNN, Abc News e la Bbc. Senza dimenticare le offese e gli insulti contro i giornalisti, per lo più donne definite "brutte", "stupide", "grasse" o "musone".
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Un'amministrazione anti-media
In realtà, tutta l'amministrazione Trump ha cercato di escludere dagli eventi i media meno allineati. Basti pensare alla "new media chair" introdotto nella sala stampa della residenza presidenziale, una postazione dedicata ai nuovi media selezionati dalla portavoce che sono di solito siti, blogger o piccoli giornali vicini ai repubblicani. O al nuovo regolamento introdotto dal Pentagono per limitare la possibilità dei giornalisti di raccogliere e diffondere informazioni sensibili: in quel caso l'iniziativa ha provocato l'abbandono in massa da parte delle testate giornalistiche, che si sono rifiutate di sottoscrivere l'impegno richiesto. Successivamente, un giudice federale ha stabilito che tale politica era incostituzionale, ma la sala stampa del Pentagono è ancora vuota.
L'editore del Nyt contro Trump: "Il presidente Usa più ostile alla stampa"
Proprio oggi, l’editore del New York Times, A.G. Sulzberger, ha denunciato l'ostilità del presidente Trump contro la stampa, in un lungo editoriale per i 175 anni del quotidiano che apre un nuovo capitolo nello scontro tra Casa Bianca e il più famoso quotidiano americano. Trump "accusa i giornalisti di tradimento, un reato punibile con la morte", scrive Sulzberger: "Fa personalmente causa alle organizzazioni giornalistiche quando la loro copertura non gli piace. E ordina alla sua amministrazione di usare gli strumenti del potere governativo per indagare sui giornalisti, citarli in giudizio e perseguirli penalmente per il semplice fatto di fare il loro lavoro". Secondo Sulzberger, la cui famiglia controlla il New York Times da ben 130 anni, Trump è "il presidente più ostile alla stampa di tutta la storia moderna degli Stati Uniti".