Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump rivela: "Colloqui tra responsabili iraniani e americani all'Onu"

©Ansa

I funzionari iraniani e quelli americani hanno avuto un incontro di tre ore, "molto positivo", a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Lo ha dichiarato il presidente Usa avvertendo che Teheran si trova di fronte alla scelta tra "l'annientamento" e la "potenziale grandezza". Riad riapre il gasdotto Est-Ovest: gli attacchi dei droni avevano costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu

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I funzionari iraniani e quelli americani hanno avuto un incontro di tre ore, "molto positivo", a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump avvertendo che Teheran si trova di fronte alla scelta tra "l'annientamento" e la "potenziale grandezza".

L'Arabia Saudita ha riavviato le operazioni del suo gasdotto East-West Pipeline e potrebbe riprendere oggi le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso: lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione. Gli attacchi dei droni hanno costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu.

La Francia sta lavorando a una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per sbloccare lo Stretto di Hormuz. Il Paese intende collaborare con gli americani e i propri partner a una risoluzione che garantisca la libertà di navigazione. Il presidente francese Macron ha avuto un incontro con Trump a margine dell'Assemblea generale dell'Onu e ha riferito di aver affrontato con il tycoon la situazione nel Mar Rosso e in Ucraina. Per il leader francese il colloquio è stato "molto costruttivo". I due si sono confrontati su come "garantire maggiore sicurezza" alle rotte di trasporto del petrolio e sulla "necessità di aiutare i nostri amici ucraini ancora più rapidamente e con maggiore forza in termini di intercettori". 

I ministri degli Esteri del G7 hanno condannato "l'inaccettabile prosecuzione degli attacchi" lanciati dallo Yemen contro l'Arabia Saudita e hanno esortato il gruppo sostenuto dall'Iran a cessare immediatamente il fuoco. 

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Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Ad oltre sei mesi dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran, i consumatori continuano a fronteggiare una raffica di rincari, a partire dai prodotti energetici con i prezzi di benzina, diesel e gas in costante aumento. Come per le sorti del conflitto, anche sul fronte dei costi aggiuntivi causati dal blocco dello Stretto di Hormuz non si riesce a intravedere, al momento, una fine. Ecco un bilancio.

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Susan Sarandon: “Sono stata boicottata per le mie posizioni su Israele"

Alla Mostra del Cinema di Venezia l'attrice Premio Oscar racconta di essere stata esclusa da diversi progetti hollywoodiani dopo il suo sostegno pubblico alla Palestina. “Non potevo restare in silenzio”, ha detto.

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Carney: "Il Canada dona 62 milioni di euro ai palestinesi"

Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha annunciato che il suo Paese stanzierà 100 milioni di dollari canadesi (circa 62 milioni di euro) in aiuti ai palestinesi. Carney ha rilasciato la dichiarazione ai giornalisti a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Secondo quanto affermato, 80 milioni di dollari saranno destinati agli aiuti umanitari e altri 20 milioni al sostegno della "pace e della sicurezza".

Forze armate Iran: "Le parole di Trump sono frutto di disperazione"

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha risposto alle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che durante il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha minacciato di "distruggere l’Iran".

"Le minacce di Trump riflettono la loro disperazione", ha affermato lo Stato Maggiore. Ha inoltre dichiarato: "Questa retorica riflette il vicolo cieco strategico in cui si trovano gli Stati Uniti, data la loro aggressività nei confronti della nazione iraniana. Considerando l’erosione all’interno delle forze armate americane, la ripetizione di affermazioni e minacce infondate non indica forza, bensì disperazione strategica".

Netanyahu: 'Da Macron sbalorditiva dichiarazione grottesca'

"L'assurdità grottesca della dichiarazione di Emmanuel Macron è sbalorditiva". Lo ha affermato l'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu dopo le parola del presidente francese all'Onu su Gaza. "Domenica, alla vigilia di Yom Kippur, appena due giorni fa, Netanel Shukrun - un CITTADINO FRANCESE e padre di sei figli - è stato assassinato nella sua auto da un terrorista di Hamas in Giudea e Samaria. Con il suo ultimo respiro, ha detto a suo figlio di scappare. I terroristi di Hamas compiono attacchi contro gli ebrei quasi ogni giorno. Hanno assassinato innumerevoli civili israeliani in Giudea e Samaria. L'ignoranza NON È una scusa per cancellare il loro sangue". 

Trump: "Produttivo l'incontro di Witkoff e Kushner"

"Steve e Jared hanno avuto oggi un incontro molto produttivo con i mediatori dell’Iran. Vedremo cosa succederà. Penso che ci sia molta spinta affinché facciano un accordo. È quello che sentiamo da tutti". Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad alcuni leader arabi, secondo quanto scrive Axios.

Trump: "Produttivo l'incontro di Witkoff e Kushner"

"Steve e Jared hanno avuto oggi un incontro molto produttivo con i mediatori dell’Iran. Vedremo cosa succederà. Penso che ci sia molta spinta affinché facciano un accordo. È quello che sentiamo da tutti". Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad alcuni leader arabi, secondo quanto scrive Axios.

Libano, Sánchez: "Continueremo a sostenerlo"

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha dichiarato che la Spagna continuerà a sostenere il Libano e a collaborare con i partner europei per rafforzare le capacità delle forze armate libanesi in seguito alla conclusione della missione di pace della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), che scadrà il 31 dicembre di quest’anno. Sánchez ha dichiarato di aver trasmesso il messaggio a New York al Primo Ministro libanese Nawaf Salam a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, aggiungendo che la Spagna mantiene un fermo impegno a favore della sovranità, della sicurezza e dell’integrità territoriale del Libano. Ha affermato che il cessate il fuoco deve essere pienamente rispettato e che il dialogo deve aprire la strada a una pace duratura.

Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso

Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente.

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Araghchi a Witkoff: 'Usa revochino blocco navale Usa e scongelino beni Iran'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato l'inviato statunitense Steve Witkoff a margine dell'Assemblea generale dell'Onu a New York illustrandogli le condizioni di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia statale Irib spiegando che le condizioni comunicate da Araghchi includono "l'immediata revoca del blocco navale Usa, il rapido sblocco di tutti i beni iraniani congelati e la fine della guerra su tutti i fronti della resistenza".

L'aviatore USA Dude 44 Bravo, salvato dopo 50 ore tra i nemici in Iran

"E' la cosa più terrificante che abbia mai visto", ha raccontato alla Cbs il colonnello dell'Aeronautica americana salvato in Iran in una spettacolare operazione di recupero dello scorso aprile, dopo essere stato 50 ore in territorio nemico ferito e braccato.

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Iran, tv: "Araghchi ha riferito a Witkoff le condizioni per la riapertura di Hormuz"

Il ministro degli Esteri iraniano "Araghchi ha incontrato Wittkoff'', l'inviato della Casa Bianca, ''a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite su insistenza del rappresentante statunitense. La decisione di accettare la richiesta di incontro di Witkoff è stata dettata dalla necessità di comunicare le condizioni poste dall'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz''. Così la televisione di stato iraniana ha dato la notizia dell'incontro a New York tra Araghchi e l'inviato del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff.

''Le posizioni ferme dell'Iran sono state comunicate al rappresentante statunitense durante l'incontro. La revoca immediata del blocco navale, l'immediato sblocco di tutti i beni iraniani congelati e la fine della guerra su tutti i fronti della 'Resistenza' sono tra le condizioni poste dall'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz", ha detto la tv.

Trump vede i paesi del Golfo: "Slancio verso un accordo da parte dell'Iran"

"C'è un forte slancio verso un accordo da parte dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump incontrando i paesi del Golfo, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. "Penso che l'Iran farà qualcosa di buono", ha precisato sottolineando che l'incontro di Steve Witkoff e Jared Kushner con i mediatori iraniani è stato "costruttivo". 

Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?

Da marzo il contingente dell'Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca.

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Trump: "Witkoff e Kushner hanno incontrato i mediatori iraniani"

Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato i mediatori iraniani. Lo ha detto Donald Trump. Witkoff e Kushner hanno incontrato il ministro degli Bsteri dell'Iran Abbas Araghchi, riporta Axios citando alcuni media iraniani, secondo i quali Teheran ha accettato la richiesta di incontro americana perché aveva la necessità di veicolare le condizioni iraniane per la riapertura dello Stretto di Hormuz. 

Macron: "A Gaza uno spettacolo che ci fa vergognare tutti"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del suo intervento all'Onu, è tornato a difendere la soluzione a due Stati per palestinesi e israeliani, sottolineando che sarebbe inaccettabile continuare ad "assistere a questo spettacolo che ci fa vergognare tutti" a Gaza e in Cisgiordania senza agire. "Quale credibilità abbiamo se continuiamo a restare inattivi di fronte a Gaza?", ha esortato il presidente francese, sottolineando che costruire una soluzione a due Stati è la condizione per la "sicurezza di oggi e di domani per Israele e il suo popolo". 

Guerra in Iran e rincari, settori più colpiti e impatto su famiglie

Il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), in collaborazione con Assoutenti, ha analizzato - sulla base dei dati ufficiali Istat - l'andamento di prezzi e tariffe di beni e servizi dallo scoppio del conflitto in Iran fino a oggi. Dallo studio emerge che i rincari non riguardano solo carburanti ed energia e che l’impatto sulle famiglie italiane, a fine anno, potrebbe essere di 24,6 miliardi di euro.

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In video-shock da Gaza 16enne colpisce con missili i tank dell'Idf, poi ucciso

I social di Gaza rilanciano un video-necrologio pubblicato dalle brigate al Qassam di Hamas per il loro martire Suhaib Khalifa Harb Abu Labad, combattente-bambino di 16 anni ucciso nella guerra il 7 settembre 2025. Il video mostra il miliziano adolescente mentre prende di mira e colpisce con missili anticarro a spalla un tank dell'Idf. Abu Labad viene indicato come combattente di truppa nel battaglione al-Zeitoun della brigata Gaza. Il nome del 16enne compare anche nell'elenco dell'Osservatorio dei martiri di Gaza. Secondo fonti di Gaza, riportano i social, "dopo che la sua famiglia era stata uccisa durante la guerra, Abu Labad raggiunse la postazione più vicina delle brigate al Qassam e insistette per unirsi a loro".

Media Teheran: voli iraniani per Baghdad e Muscat cancellati dalla mezzanotte

I voli iraniani diretti a Baghdad e Muscat saranno cancellati a partire dalla mezzanotte (ora locale), in concomitanza con l'entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi contro le compagnie aeree iraniane; lo hanno riferito alcuni media iraniani. Le autorità stanno negoziando "affinché i voli diretti a Baghdad possano essere dirottati verso l'aeroporto di Najaf", nel sud dell'Iraq, ha spiegato il portavoce dell'aviazione civile iraniana alle agenzie Tasnim e Isna. Secondo quest'ultima, sono in corso trattative anche con l'Oman. 

Iran, Kallas incontra Araghchi: "La navigazione sia libera"

"Ho incontrato il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Abbiamo discusso delle prospettive diplomatiche per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran e riaprire completamente lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’erano pedaggi o tariffe per il passaggio, e non dovrebbero essercene dopo la guerra. La navigazione deve essere libera e senza ostacoli, sia nello Stretto di Hormuz sia nello Stretto di Bab al-Mandab. Ho anche sollevato la questione della repressione interna in Iran, inclusi l’impennata delle esecuzioni e delle condanne a morte". Lo scrive l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas.

Guerra Iran, rincari per le famiglie: 1,8 miliardi in 6 mesi

A trainare i rincari è soprattutto il gas, in crescita del 13,5%, seguito dall'elettricità con un più 10,1%. L'impatto, però, non si distribuisce in modo uniforme sul territorio del Paese.

Guerra Iran, rincari per le famiglie: 1,8 miliardi in 6 mesi

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Kallas vede Araghchi: "Prospettive diplomatiche per chiudere la guerra"

"Ho incontrato il ministro degli Esteri iraniano Araghchi a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: abbiamo discusso delle prospettive diplomatiche per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran e riaprire completamente lo Stretto di Ormuz". Lo scrive su X l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. "Prima della guerra non erano previsti pedaggi o tariffe per il transito, e non dovrebbero essercene nemmeno dopo la guerra: la navigazione deve essere libera e senza ostacoli, sia nello Stretto di Ormuz che nello Stretto di Bab al-Mandab", ha aggiunto. "Ho inoltre sollevato la questione della repressione interna in Iran, compreso il forte aumento delle esecuzioni e delle condanne a morte". 

Iran, Trump: "Incontro di 3 ore tra le delegazioni, è andato molto bene"

I funzionari iraniani e quelli americani hanno avuto un incontro di tre ore, "molto positivo", a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump avvertendo che Teheran si trova di fronte alla scelta tra "l'annientamento" e la "potenziale grandezza".

Onu, Guterres evoca "lo spettro della pulizia etnica" in Cisgiordania

Nel suo discorso all'81esima Assemblea Generale, il segretario generale dell'Onu ha parlato di "violenze, sfollamenti e espansione degli insediamenti stanno demolendo la strada della pace e aumentando lo spettro della pulizia etnica". Poi, parlando di Gaza, ha detto: "Non possiamo permettere che la soluzione dei due Stati scompaia". E sul conflitto in Ucraina: "L'invasione russa ha trascinato un Paese sovrano in guerra brutale".

Onu, Guterres evoca 'lo spettro della pulizia etnica' in Cisgiordania

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Yemen, attacco contro un mercato ad Al Hajaf. VIDEO

Iran, emiro del Qatar: "Fase pericolosa, urge soluzione diplomatica per la crisi del Golfo"

I Paesi del Medio Oriente stanno attraversando una delle "fasi più pericolose" e per questo è necessaria una soluzione diplomatica urgente alla crisi del Golfo, innescata dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato l'emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani rivolgendosi ai leader mondiali all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

Secondo Tamim, il conflitto è il risultato di anni di rinvii di soluzioni attraverso "accordi temporanei e politiche irrealistiche", sostenendo che la regione non dispone di un quadro di sicurezza collettiva in grado di prevenire le guerre e proteggere la sovranità degli Stati. La crisi in atto, ha aggiunto, dimostra come l'instabilità nel Golfo possa avere conseguenze globali di vasta portata, tra cui interruzioni delle forniture energetiche, delle rotte commerciali e dei mercati internazionali.

"E' diventato possibile chiudere una via navigabile internazionale attraverso la quale transita quasi un quarto del commercio energetico mondiale", ha affermato il leader del Qatar riferendosi allo Stretto di Hormuz. Doha, ha aggiunto Tamim, resta convinta che la crisi possa essere risolta attraverso la diplomazia, compresa la riapertura alla navigazione di Hormuz e la ripresa dei negoziati per prevenire una guerra regionale più ampia.

Re di Giordania critica la campagna dell'Idf a Gaza, Israele lascia l'aula

La delegazione di Israele ha lasciato l'aula dell'Assemblea Generale quando il re di Giordania Abdallah ha definito la campagna militare israeliana a Gaza "un tentativo di cancellare la vita palestinese e imporre una nuova realtà territoriale". Abdallah non è stato il solo leader che oggi dal podio ha condannato le azioni di Israele a Gaza. Assicurando che l Turchia "continuerà a essere la voce di uno Stato di Palestina libero e sovrano", presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che il mondo si trova di fronte a "una mentalità genocida che non è mai sazia di uccidere". Il Dipartimento di Stato americano nei giorni scorsi ha impedito ai rappresentanti palestinesi di partecipare all'Assemblea Generale negando loro i visti. 

Trump: "L'Iran sta parlando con noi, anche oggi"

"L'Iran sta parlando con noi, lo ha fatto anche oggi". Lo ha detto Donald Trump a margine del bilaterale con il primo ministro britannico Andy Burhnam a New York. 

Media Striscia, due morti in un attacco dell'Idf a nord di Gaza City

I media della Striscia riferiscono che un attacco dell'Idf nel quartiere al Mashahir a nord di Gaza City ha provocato due morti e diversi feriti. Su X sono stati pubblicati video che mostrano le salme e i feriti portati all'ospedale Shifa.

Tajani: "Aragchi mi ha detto che l'Iran non ha paura dello scontro militare"

L'Iran "non ha paura del conflitto militare contro gli Stati Uniti". E' quanto riferito dal ministro degli Esteri Abbas Aragchi ad Antonio Tajani nel loro incontro a margine dell'Assemblea dell'Onu. Rispondendo ad una domanda dell'ANSA sulla convinzione di Donald Trump che Teheran farà l'accordo dopo le midterm, il titolare della Farnesina ha precisato che con il ministro "non abbiamo parlato delle date. Loro sono pronti a un dialogo diplomatico, però ribadiscono che non hanno paura di un confronto, anche militare. Mi auguro che queste giornate servano ad avvicinare le parti". 

Trump all'Onu: "Uniti nel mantenere pressione sull'Iran". VIDEO

Iran, media: "Da mezzanotte stop ad aerei iraniani in aeroporti iracheni"

Dalla mezzanotte, gli aeroporti iracheni dovranno smettere di accettare aerei iraniani, per conformarsi alle sanzioni statunitensi. E' quanto riferisce ad 'Al Jazeera' un funzionario iracheno dopo aver ricevuto una notifica. Il funzionario ha dichiarato che anche le società che forniscono servizi di assistenza a terra agli aerei iraniani cesseranno le loro attività dalla stessa ora.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ieri ha annunciato che le compagnie aeree iraniane saranno bloccate in tutto il mondo dal 23 settembre. "Se atterrano, non sarà possibile rifornire gli aerei con il carburante, né  sarà possibile offrire assistenza altrimenti chi lo farà sarà escluso dal sistema del dollaro", aveva avvertito ieri Bessent.

Erdogan: "Gaza il più grande cimitero di bambini al mondo"

"Gaza non è solo il più grande cimitero di bambini al mondo. È anche il luogo con il più alto tasso di amputazioni infantili al mondo". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyp Erdogan intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu, sottolineando che la Turchia continuerà a "essere la voce di uno stato palestinese libero e sovrano". Erdogan ha quindi attaccato le azioni di Israele a Gaza. Il mondo si trova "di fronte a una mentalità genocida che non ne ha mai abbastanza di uccidere", ha messo in evidenza. 

Erdogan: "L'Onu riconosca lo Stato palestinese, la Turchia gli darà voce"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto ai Paesi membri delle Nazioni Unite di riconoscere la Palestina come uno Stato sovrano. ''Anche se il presidente palestinese non potrà essere presente all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Turchia sarà la voce dello Stato di Palestina libero e sovrano", ha aggiunto Erdogan intervenendo alla 81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. 

Per il secondo anno consecutivo, le autorità americane hanno negato il visto al presidente dell'Anp Mahmoud Abbas, impedendogli di partecipare in presenza all'Assemblea dell'Onu. Abbas interverrà in collegamento video.

Onu, delegazione iraniana lascia la sala durante discorso di Trump

La delegazione iraniana ha lasciato la sala del Palazzo di Vetro dell'Onu mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump stava pronunciando il suo discorso all'Assemblea. Solo una persona, un membro dello staff di livello inferiore della delegazione secondo 'Al Jazeera', è rimasto ad ascoltare impassibile Trump.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sono a New York per l'assemblea annuale ma non erano presenti nella sala dell'Assemblea Generale per il discorso di Trump. Il personale di livello inferiore e i delegati erano seduti quando Trump ha iniziato a parlare e se ne sono andati dopo 10 minuti dall'inizio del suo discorso.

Axios: "Paesi arabi in pressing per incontro fra Usa e Iran all'Onu"

Diversi Paesi arabi stanno facendo lavorando per facilitare un incontro fra Stati Uniti e Iran a margine dell'Assemblea dell'Onu. Secondo quanto riportato da Axios, alcuni Paesi arabi stanno mediando e sono in contatto con gli Usa e l'Iran per organizzare un incontro. Donald Trump si è detto aperto ma al momento non c'è nulla in programma.

Trump all'Onu: "Iran farà accordo dopo elezioni di midterm". VIDEO

Pasdaran: "Rifiutiamo qualsiasi contatto con gli Usa"

"Gli americani hanno cercato di contattarci, ma noi rifiutiamo qualsiasi contatto. I nostri rapporti con il nemico - finché questi manterrà un atteggiamento ostile - si svolgono esclusivamente attraverso le armi". Lo ha affermato Hossein Mohebi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, aggiungendo inoltre che Teheran ha inasprito le condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti in seguito al fallimento di un accordo di giugno volto a cessare le ostilità. 

Pasdaran: "Risposta più dura in caso di nuovi attacchi Usa, se ne pentirebbero"

L'Iran "intensificherebbe senza dubbio" la sua 'risposta' se gli Stati Uniti dovessero condurre nuovi attacchi contro la Repubblica Islamica. Lo ha ribadito all'agenzia Afp Hossein Mohebi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. "Se agiranno in modo sconsiderato e la storia dovesse ripetersi, la nostra resistenza si intensificherebbe senza dubbio, rafforzata dall'esperienza  - ha detto il portavoce in un'intervista - Questa volta non ci limiteremmo a rispondere, adotteremmo una posizione offensiva e l'America si pentirà delle sue azioni".

Iran, Trump: "O accordo o li anniento. Credo accordo presto"

"Ho una decisione importante da prendere: si concluderà un accordo con l'Iran che permetta loro di ricostruire e creare un Paese molto più grande di quanto non sia mai stato in passato, magari una delle nazioni più importanti del Medio Oriente o addirittura del mondo? Oppure devo annientare la Repubblica Islamica, e farlo in fretta, senza mai dare loro la possibilità di uccidere e distruggere ancora persone e Paesi? Devo forse spedirli all'inferno, senza alcuna possibilità di sopravvivenza e senza alcuna speranza di grandezza futura o di una discendenza?". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. "Credo però che concluderemo un accordo subito dopo le elezioni, perchè per loro non avrebbe senso fare diversamente. Stanno aspettando di vedere come andrò alle elezioni di metà mandato. Ciò che non capiscono è che io non mi candido. L'ho già fatto e ho vinto in modo schiacciante. Abbiamo ottenuto una vittoria travolgente e resterò in carica per altri due anni e mezzo. E' il Partito Repubblicano a correre alle elezioni, e io li sosterrò. Ma io non mi candido", ha aggiunto. 

Iran, Trump: "Ha violato il cessate il fuoco con atti di terrorismo"

"Anche dopo aver concordato una tregua in vista dei negoziati sul nucleare, l'Iran l'ha prontamente violata con sfacciati atti di terrorismo contro navi civili di altri Paesi". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. "Desidero ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell'ONU per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i vili attacchi terroristici dell'Iran contro il traffico marittimo commerciale", ha aggiunto. 

Iran, Trump: "Non sono più i bulli del Medio Oriente"

"Per 51 anni, il fanatico regime iraniano ha governato attraverso spargimenti di sangue e massacri, seminando morte, carneficina e caos in tutto il Medio Oriente e oltre; agivano da bulli in Medio Oriente, ma non lo sono più". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. 

Lula all'Onu denuncia "il genocidio di Netanyahu a Gaza"

"Non si deve silenziare la relatrice speciale dell'Onu Albanese per il fatto che dice la verità". Lo ha detto il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu. "Generazioni di palestinesi portano con se il dolore e il trauma del genocidio portato avanti dal governo di Netanyahu a Gaza", ha aggiunto. 

Trump: "Ringrazio Consiglio sicurezza dell'Onu per la risoluzione contro l'Iran"

"Voglio ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell'Onu per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i deplorevoli attacchi terroristici dell'Iran contro le navi commerciali". E' uno dei passaggio del discorso di Donald Trump all'Onu secondo quanto riferito dalla Casa Bianca. "Tale risoluzione ha ottenuto un numero di co-sponsor tra gli Stati membri dell'Onu superiore a qualsiasi altra risoluzione del Consiglio di Sicurezza nella storia", dice ancora il presidente americano. 

Tajani: "Con Araghchi abbiamo discusso dei negoziati per la riapertura di Hormuz"

Antonio Tajani e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno discusso "dei negoziati per la riapertura di Hormuz". Lo ha scritto su X il titolare della Farnesina dopo l'incontro a margine dell'Assemlblea dell'Onu. "Il memorandum dello scorso giugno ha dimostrato che un'intesa è possibile e l'Italia continuerà a sostenere ogni passo per consentire la piena ripresa della libertà di navigazione e la fine del conflitto", ha sottolineato il ministro precisando che con Araghchi "abbiamo affrontato anche le crisi in Libano e Yemen, fondamentalmente per le nostre esportazioni garantire il passaggio dei mercantili anche nello Stretto di Bab el-Mandeb". "Ho incoraggiato l'Iran a esercitare la propria influenza per favorire soluzioni politiche e diplomatiche che portino pace e stabilità nella regione. Ho anche sottolineato l'importanza di adempiere agli obblighi internazionali contro la proliferazione nucleare, il rispetto dei diritti umani e delle libertà personali a cominciare per le donne", ha aggiunto Tajani. 

Media, risoluzione Francia al Consiglio di Sicurezza dell'Onu su missione per ripristinare Hormuz

La Francia ha iniziato a redigere una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in coordinamento con gli Stati Uniti per istituire una missione internazionale per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz: lo scrive Reuters sul sito citando fonti diplomatiche. In passato Parigi ha tentato senza successo di elaborare una risoluzione sull'argomento, ma l'ultima iniziativa fa seguito ai colloqui avuti lunedì sera tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente statunitense Donald Trump a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

Trump: "Troppi preferivano ignorare la minaccia dell'Iran"

Gli Stati Uniti hanno da poco celebrato il 25mo anniversario degli attacchi dell'11 settembre. "In due settimane sarà il terzo anniversario dell'attacco del 7 ottobre" che la guida suprema iraniana "ha definito un servizio all'umanità. Immaginate solo se un simile regime violento avesse mai avuto il potere di sferrare attacchi terroristici su larga scala riparandosi dietro uno scudo nucleare. Questa era la realtà che dovevamo affrontare, una realtà che fin troppi hanno preferito ignorare". Lo afferma Donald Trump in uno dei passaggi sul suo intervento all'Onu. 

Trump: "La guerra con l'Iran ha impedito a Teheran di avere armi nucleari"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sosterrà che la guerra con l'Iran ha impedito a Teheran di dotarsi di armi nucleari e, a suo avviso, rappresenterà un progresso verso la pace e un ordine globale sempre più allineato agli interessi americani. Lo ha riferito un funzionario della Casa Bianca, poco prima dell'intervento di Trump. 

Guterres: "Mai vista un'offensiva come quella contro Gaza, rispettare il diritto internazionale"

''L'offensiva contro i palestinesi a Gaza'' seguita agli ''abominevoli attacchi terroristici di Hamas'' del 7 ottobre 2023 ha avuto ''una portata di morte e distruzione senza precedenti in tutti i miei anni da Segretario Generale''. Lo ha dichiarato Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in apertura della 81esima sessione dell'Assemblea generale.

''La Corte Internazionale di Giustizia ha emesso misure provvisorie giuridicamente vincolanti'', ha detto Guterres citando la '''Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza'" e affermando che "tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale".

Pakistan e 7 Paesi islamici chiedono la piena attuazione del piano di pace per Gaza

I ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dopo essersi incontrati a New York ieri, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, chiedendo l'immediata attuazione degli impegni previsti dalla prima fase di un piano di pace globale per Gaza, tra cui la fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari, di beni per la ripresa iniziale e il ripristino delle infrastrutture critiche. Esprimendo profonda preoccupazione per le continue sofferenze umanitarie a Gaza ed esortando Israele ad adempiere agli impegni previsti dal piano, hanno sottolineato la necessità di preservare il cessate il fuoco e porre fine alle violazioni. La dichiarazione ha condannato quelle che i ministri hanno definito misure volte a consolidare il controllo e l'annessione da parte di Israele - tra cui l'espansione degli insediamenti, la confisca di terre, la demolizione di case palestinesi e le violenze dei coloni - chiedendone la revoca. I ministri hanno inoltre espresso preoccupazione per le misure che incidono sullo status quo storico e giuridico dei luoghi santi musulmani e cristiani a Gerusalemme, sottolineando che Gaza deve rimanere parte integrante del territorio palestinese e affermando che l'attuazione del piano globale dovrebbe contribuire alla riunificazione della Cisgiordania - inclusa Gerusalemme Est - e di Gaza. I ministri hanno infine accolto con favore le recenti misure adottate dal Regno Unito e i più ampi sforzi nazionali ed europei in risposta all'attività di insediamento israeliana, elogiando, inoltre, il presidente statunitense Usa Donald Trump per la sua leadership e hanno sottolineato quello che hanno definito il ruolo indispensabile degli Stati Uniti nell'attuazione del piano globale. 

Guterres evoca "lo spettro della pulizia etnica" in Cisgiordania

Il segretario generale dell'Onu nel suo discorso all'81esima Assemblea Generale ha evocato lo spettro della "pulizia etnica nella Cisgiordania occupata". "Violenze, sfollamenti e espansione degli insediamenti stanno demolendo la strada della pace e aumentando lo spettro della pulizia etnica", ha detto. 

Guterres

©Ansa

Yemen, re Salman dell'Arabia Saudita: "Gli Houthi sono terroristi"

"Milizia terroristica". Così re Salman dell'Arabia Saudita ha bollato gli Houthi dello Yemen, accusandoli di aver preso di mira La Mecca dopo l'attacco denunciato giovedì da Riad.

Re Salman, 90 anni, che si esprime raramente in pubblico, ha elogiato il "ruolo delle Forze armate e dei servizi di sicurezza" nella "difesa del Paese" e ha condannato "il nuovo tentativo della milizia terroristica Houthi di colpire La Mecca" con una "provocazione - secondo quanto riferito dall'agenzia saudita Spa - verso i musulmani del mondo intero". 

Media: "Riad riapre il gasdotto Est-Ovest, oggi potrebbe tornare a esportare"

L'Arabia Saudita ha riavviato le operazioni del suo gasdotto East-West Pipeline e potrebbe riprendere oggi le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso: lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione. Gli attacchi dei droni hanno costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu. 

Guterres apre Assemblea Onu: "Sfruttare settimana per de-escalation in Medio Oriente"

"In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest'aula affinché sfruttino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. Lanciamo insieme un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres aprendo i lavori dell'81esima Assemblea Generale al Palazzo di Vetro nell'ultimo discorso del suo mandato. 

Cnn: "Trump vuole incontrare gli iraniani se ci sono le condizioni giuste"

Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che gli piacerebbe incontrare i funzionari iraniani se "le condizioni sono giuste". Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali il presidente potrebbe incontrare gli iraniani a margien dell'Assemblea dell'Onu insieme ai suoi consiglieri. Al momento, comunque, non c'è nulla in programma.

Iran: "Se gli Usa colpiranno Pickaxe ci opporremo"

Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno dichiarato che si opporranno ad un attacco contro Pickaxe Mountain, un sito in Iran segnalato dall'intelligence occidentale come probabile luogo di stoccaggio di materiale nucleare. "Se gli Stati Uniti dovessero attaccare Kuh-e Kolang (il nome iraniano di Pickaxe Mountain) o qualsiasi altra località, opporremo resistenza", ha affermato il portavoce dei pasdaran, Hossein Mohebbi, come riferisce l'agenzia Fars. "Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi attacco statunitense; gli Stati Uniti dovranno fare nuovamente i conti con le lezioni già apprese in passato riguardo al nostro modello di resistenza, che ha efficacemente vanificato i loro obiettivi", ha aggiunto il portavoce. 

Yemen, Al-Jazeera: "Violenti scontri in 3 regioni"

In Yemen violenti combattimenti, anche con attacchi di artiglieria, sono in corso tra forze  governative e Houthi nelle città di Taiz, Marib e al-Jawf. Lo riferisce al-Jazeera. Una fonte delle forze lealiste ha detto alla tv satellitare che "caccia hanno condotto attacchi aerei intensi contro obiettivi e armamenti" degli Houthi nella regione di Taiz. "Abbiamo respinto un attacco degli Houthi a Bani Bakari, a ovest di Taiz", ha sostenuto.

Tajani incontra Araghchi a New York

E' iniziata la bilaterale tra Antonio Tajani e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il ministro degli Esteri italiano ha in agenda anche incontri con il collega indiano e con il presidente della Repubblica Dominicana. La giornata di Tajani proseguirà alle 9 locali (le 15 in Italia) con la partecipazione all'apertura del dibattito generale della 81esima assemblea generale delle Nazioni Unite (Palazzo di Vetro). Seguirà una serie di incontri più strettamente legati all'Italia: alle 12,45 quello con la delegazione parlamentare italiana nella rappresentanza Permanente, alle 16,15 con la rete consolare in Usa e poi la visita alla mostra "Enrico Caruso, da Napoli a New York" all'Istituto italiano di cultura. L'incontro con la collettivita' italiana a New York sarà alle 18,30 (mezzanotte e mezzo di Roma) seguito dalla riunione informale sul Sahel co-presiduto da Italia, Germania e Svizzera e ospitato dalla rappresentanza tedesca a New York.

Bollette luce e gas, rincari per le famiglie per la guerra Iran: 1,8 miliardi in 6 mesi

Atrainare i rincari è soprattutto il gas, in crescita del 13,5%, seguito dall'elettricità con un più 10,1%. L'impatto, però, non si distribuisce in modo uniforme sul territorio del Paese

Guerra Iran, rincari per le famiglie: 1,8 miliardi in 6 mesi

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Media: "Arabia Saudita ha riaperto oleodotto Est-Ovest"

L'Arabia Saudita ha riaperto l'oleodotto Est-Ovest ed entro oggi potrebbe riprendere le esportazioni dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso. Lo ha riferito la Reuters citando tre fonti informate. Riad aveva chiudo l'oleodotto e sospeso le partenze delle petroliere dal porto di Yanbu il 13 settembre, in seguito ad attacchi con droni. La ripresa delle forniture ha avuto immediato impatto sui mercati petroliferi, con i futures sul greggio Brent scesi di oltre 2 dollari al barile, al livello più basso dall'8 settembre. Una delle fonti ha affermato che Aramco sta cercando di riportare la portata a 4 milioni di barili al giorno, mentre una fonte della sicurezza ha dichiarato che il ripristino completo potrebbe richiedere settimane. L'oleodotto riprendera' a fornire greggio alle raffinerie Aramco sulla costa del Mar Rosso, e oggi e' prevista una spedizione per la Cina da Yanbu.

Netanyahu a Mamdani: "Vengo all'Onu per svelare la verità su di te"

In un video postato su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu si rivolge al sindaco di New York Zoharan Mamdani alla vigilia della partenza per gli Usa affermando: "Vengo all'Onu per combattere per la verità sui nostri eroici soldati e svelare la verità su di te". "Vergognati, Mamdani, per il sostegno al mostro terroristico di Hamas, che ha massacrato il nostro popolo. Vergognati per l'incitamento alle rivolte contro gli ebrei di New York", ha aggiunto.  Mamdani nei mesi scorsi aveva dichiarato che avrebbe fatto arrestare Netanyahu se si fosse recato a New York, citando il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale dell'Aia. Successivamente aveva detto in un'intervista che New York non ha l'autorità di eseguire il mandato di arresto. Netanyahu dovrebbe arrivare a New York e intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite giovedì sera. 

Rubio, non previsto incontro con Iran ma aperti a possibilità

Al momento non è previsto alcun incontro tra le delegazioni di Usa e Iran a New York a margine dei lavori dell'Assemblea generale dell'Onu, ma gli Stati Uniti sono "aperti a questa possibilità". Lo conferma il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a NBC News. "Siamo aperti a questa possibilità. Non credo che ci sia nulla di programmato al momento, ma siamo certamente aperti a un'iniziativa del genere", ha detto Rubio. "Soprattutto se ha la possibilità di portare a qualcosa di positivo e di raggiungere in definitiva l'obiettivo di tutto questo", ha aggiunto, ovvero che "l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare. Semplicemente non può". 

Iran, compagnia di bandiera Iran Air: "Nessuna comunicazione su stop voli verso Istanbul, Baku e Najaf"

La compagnia di bandiera iraniana Iran Air ha annunciato di non aver ricevuto alcun divieto di operare verso i Paesi confinanti con l’Iran, alla vigilia di un inasprimento delle sanzioni statunitensi nei confronti del settore dell’aviazione iraniano. "Iran Air non ha ricevuto alcuna comunicazione né istruzione ufficiale da parte delle autorità dell’aviazione civile di Turchia, Azerbaigian e Iraq riguardo all’interruzione o alla sospensione dei voli della compagnia verso Istanbul, Baku e Najaf", ha annunciato la compagnia secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Irna.

Yemen, media: "Arabia Saudita riavvia operazioni oleodotto est-ovest"

L’Arabia Saudita ha riavviato le operazioni dell'oleodotto Est-Ovest che erano state interrotte il 13 settembre dopo gli attacchi di droni Houthi. Riad potrebbe riprendere le esportazioni dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, già nella giornata di martedì. E' quanto riferisce 'Arab News' che cita 'Reuters'. Due delle fonti interpellate hanno riferito che l’oleodotto stava pompando a un ritmo ridotto. 

Polizia israeliana: operazione antiterrorismo in Cisgiordania, due arresti vicino Nablus

La polizia israeliana rende noto su X che due palestinesi  sono stati arrestati nel villaggio di Qaryut vicino a Nablus, con l'accusa di istigazione e sostegno a a Hamas e possesso e uso di armi. L'indagine - dichiara la polizia - è iniziata in seguito a un'operazione dell'Idf nel villaggio, durante la quale in una delle abitazione sono stati trovati una pistola, una bandiera e cappelli con simboli di Hamas, un coltello e ulteriore equipaggiamento da combattimento. Dopo l'attacco terroristico della vigilia di Yom Kippur in cui è stato ucciso un civile israeliano di 36 anni, padre di sei figli, l'attività antiterrorismo dell'Idf e della polizia si è intensificata. 

Media: "Riad riapre il gasdotto Est-Ovest, oggi potrebbe tornare a esportare"

L'Arabia Saudita ha riavviato le operazioni del suo gasdotto East-West Pipeline e potrebbe riprendere oggi le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso: lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione. Gli attacchi dei droni hanno costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu.

Yemen, Wsj: "Riad ha passato mesi cercando di aggirare Hormuz ma ora non ha più rotte alternative"

 - L'Arabia Saudita ha passato mesi cercando di aggirare lo Stretto di Hormuz ma la rotta alternativa attraverso il Mar Rosso è stata interrotta dagli attacchi degli Houthi. Ora il principale produttore mondiale di petrolio si ritrova costretto a tornare sulla rotta che cercava inizialmente di evitare. È quanto scrive il 'Wall Street Journal' facendo il punto sulla delicata situazione dell'Arabia Saudita dopo gli attacchi degli Houthi. "Per mesi - scrive il quotidiano economico Usa - l’Arabia Saudita ha dirottato il petrolio attraverso il deserto" con l'oleodotto Est-Ovest "per evitare lo Stretto di Hormuz" ma "ora la rotta alternativa sul Mar Rosso è bloccata dagli attacchi" degli Houthi. Saudi Aramco, il colosso petrolifero statale dell'Arabia Saudita, è tornato a caricare le petroliere nel Golfo Persico prendendo il rischio di farle transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. "La società ha chiesto ad alcuni dei suoi clienti asiatici - il suo mercato petrolifero più importante - di ritirare le proprie spedizioni appena fuori dallo stretto, al largo delle coste dell’Oman", secondo fonti. I rischiosi tentativi di attraversare lo Stretto di Hormuz, sottolinea il 'Wall Street Journal', "mostrano quanto gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo stiano faticando a mantenere aperte le rotte petrolifere fondamentali, mentre l’Iran e i suoi alleati sono in grado di interromperle con missili e droni". La posta in gioco per l’economia globale e per l’amministrazione Trump, anche in vista delle elezioni di Mid Term, "è alta": "Le interruzioni nelle forniture di petrolio hanno fatto aumentare il costo della benzina e del diesel, alimentando i timori per l’inflazione e la rabbia degli elettori". Le forze armate Usa, osserva il quotidiano, "sono riuscite a contenere gli attacchi iraniani abbastanza da consentire il passaggio quotidiano di milioni di barili di petrolio attraverso Hormuz. Tuttavia, gli attacchi dei militanti Houthi sostenuti dall’Iran e quelli provenienti dall’Iraq stanno riducendo l’efficacia di questi progressi, bloccando altre rotte per le forniture". I produttori del Golfo, dagli Emirati Arabi Uniti all’Iraq, stanno accelerando la costruzione di rotte alternative per il loro greggio facendo aumentare i costi di trasporto e, nel caso dell’Arabia Saudita, non stanno risolvendo in modo sostenibile la situazione e questo ha portato la produzione petrolifera del Paese ai livelli più bassi da diversi decenni. "Il costo per trasportare il greggio dal porto saudita di Ras Tanura, all’interno del Golfo Persico, al porto cinese di Ningbo - scrive il 'Wsj' - è passato da circa 4,5 milioni di dollari a quasi 63 milioni di dollari per viaggio, secondo Michael Haigh, responsabile della ricerca sulle materie prime presso la banca francese Société Générale. Prima della guerra con l’Iran, l’Arabia Saudita inviava la maggior parte delle proprie esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz e da lì ai clienti asiatici. Quando gli attacchi iraniani alle navi hanno soffocato il traffico attraverso quella via d’acqua, il regno ha spostato milioni di barili attraverso il suo oleodotto East-West fino al porto di Yanbu, sul Mar Rosso. Quando a luglio i militanti Houthi sostenuti dall’Iran hanno intensificato gli attacchi contro le navi legate all’Arabia Saudita nei pressi di Bab el-Mandeb, alcune spedizioni saudite sono state dirottate verso nord attraverso l’Egitto, utilizzando il Canale di Suez e il sistema di oleodotti Sumed". Ma poi gli attacchiSenza l'oleodotto l’Arabia Saudita "sta ricorrendo sempre più a un elaborato sistema che prevede di caricare il greggio nel terminal saudita di Ras Tanura, nel Golfo Persico, il trasporto attraverso Hormuz e poi il trasferimento sulle navi al largo delle coste dell’Oman per la distribuzione ai clienti sui mercati globali e quindi il ritorno a Ras Tanura per un nuovo carico". Nelle ultime due settimane, osserva il 'Wall Street Journal', "circa 2,4 milioni di barili al giorno di greggio e condensati sauditi sono nuovamente transitati attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo  Kpler. È un livello che non si registrava dall’inizio di luglio, prima che i militanti Houthi annunciassero un blocco marittimo dell’Arabia Saudita e iniziassero ad attaccare le navi saudite nel Mar Rosso. La media giornaliera nelle ultime 4 settimane dei carichi di greggio saudita effettuati all’interno del Golfo Persico è salita a oltre 2 milioni di barili la scorsa settimana, rispetto a livelli praticamente nulli per gran parte di giugno e inferiori a 1 milione di barili al giorno a luglio, secondo la società di dati Vortexa". Nel frattempo, i carichi dai terminali del Mar Rosso "sono scesi a zero dopo gli attacchi all’oleodotto Est-Ovest avvenuti all’inizio di settembre. L’Arabia Saudita aveva già ridotto i carichi dal porto di Yanbu ad agosto, dopo che i militanti Houthi avevano dichiarato alla fine di luglio un blocco dei porti e delle navi saudite. "Stiamo certamente vedendo l’Arabia Saudita caricare più greggio da Ras Tanura e trasportarlo attraverso lo stretto", ha commentato  Richard Matthews, direttore della divisione consulenza e ricerca del broker navale E.A. Gibson. L’Arabia Saudita non lo faceva prima perché aveva delle alternative, ha spiegato, "ma ora queste alternative non esistono più".  Gli attacchi contro la rotta alternativa attraverso il Mar Rosso stanno complicando le speranze che gli Stati del Golfo possano semplicemente costruire nuove infrastrutture per liberarsi dalla dipendenza da Hormuz. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha spiegato a settembre che, entro due anni, nuovi oleodotti renderebbero lo stretto una "distesa d’acqua priva di valore", poiché il petrolio verrebbe trasportato via terra. Domenica, tuttavia, Saad Sherida Al-Kaabi, ministro dell’Energia del Qatar — che prima della guerra esportava attraverso Hormuz le sue ingenti quantità di gas naturale liquefatto — ha respinto questa idea. "È completamente sbagliato", ha osservato al Qatar Economic Forum di New York. "Questa via d’acqua trasporta merci di ogni tipo, non soltanto petrolio e gas, da e verso tutti i Paesi che vi si affacciano".

Houthi: "Nove detenuti uccisi in raid saudita su una prigione in Yemen"

Almeno 9 detenuti sono rimasti uccisi in un attacco saudita contro una prigione nel nord-ovest dello Yemen: lo afferma un funzionario Houthi all'agenzia di stampa del movimento filo-iraniano. "Nove prigionieri catturati durante i recenti eventi sono stati uccisi la scorsa notte quando il nemico saudita ha preso di mira una prigione" ad Al-Hazm, nella provincia di Al-Jawf, ha affermato il funzionario Houthi Abdelkader al-Mourtada.

Iran: "Hormuz riapre in 7 giorni se Usa allentano raid e blocco"

L'Iran è pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti allenteranno la pressione militare e revocano il blocco sui porti iraniani. Lo ha dichiarato un alto funzionario iraniano all'agenzia di stampa Reuters. Il funzionario ha aggiunto che la delegazione iraniana all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha piena autorità per riprendere i negoziati diplomatici con i funzionari statunitensi.

Yemen, Onu: "Oltre 10 mila rifugiati potrebbero scappare a Gibuti"

La ripresa dei combattimenti in Yemen potrebbe far salire a 10.000 il numero di rifugiati in fuga attraverso il Mar Rosso verso Gibuti, mentre gli sfollati interni potrebbero superare quota 230.000. È l'allarme lanciato dall'Onu dopo che all'inizio di settembre i ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi hanno lanciato una vasta offensiva per prendere il controllo della costa sul Mar Rosso, facendo centinaia di vittime su entrambi i fronti, minacciando il commercio globale e provocando un aumento dei prezzi dell'energia. "L'intensificarsi dei combattimenti in Yemen potrebbe provocare ulteriori spostamenti di massa della popolazione", ha dichiarato Babar Baloch, portavoce dell'Unhcr.

Media: "Teheran ha trasmesso a Washington nuova proposta per riaprire Hormuz"

L'Iran avrebbe offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti compiranno passi verso un allentamento della pressione militare. Lo riporta l'agenzia di stampa giapponese Kyodo, citando un alto funzionario del governo iraniano. La proposta, già trasmessa a Washington attraverso mediatori, prevede "la ripresa dei colloqui con l'obiettivo di raggiungere una cessazione permanente delle ostilità tra i due Paesi", ha riferito il funzionario. Il funzionario iraniano ha inoltre escluso un incontro tra il presidente, Masoud Pezeshkian, e il presidente statunitense, Donald Trump, a margine dei lavori dell'Assemblea Generale Onu, pur affermando che "progressi verso un accordo restano possibili". L'Iran, ha sottolineato il funzionario, cerca dunque segnali da Washington sulla sua disponibilità a tornare ai negoziati e ad adottare misure per mettere fine al blocco militare statunitense dei porti iraniani e sospendere le operazioni militari legate allo Stretto di Hormuz. La nuova iniziativa sarebbe stata approvata dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, e dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, il massimo organismo di sicurezza del Paese.

Siria, Oim: "Sono oltre 5,7 milioni gli sfollati nel Paese"

Più di 5,7 milioni di persone risultano ancora sfollate in Siria, sebbene più di due milioni di siriani siano tornati nelle loro aree di origine dopo il crollo del regime di Bashar al-Assad alla fine del 2024. Lo ha precisato un portavoce dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), Niyaz Mustafa, illustrando al sito curdo Rudaw le sfide per un ritorno sostenibile degli sfollati. "Secondo il Displacement Tracking Matrix dell'Oim, attualmente in Siria si contano circa 5,73 milioni di sfollati interni, mentre si stima che 2,19 milioni di persone siano tornate nelle loro aree di origine a partire da dicembre 2024 - ha detto il portavoce - sebbene le condizioni per il rientro rimangano generalmente favorevoli per chi è  appena tornato, persistono molte sfide, tra cui disagio psicologico, accesso limitato ai servizi, mancanza di documenti legali, rischi per la protezione dei minori, preoccupazioni per la sicurezza della comunità e separazione dei nuclei familiari".

Houthi: "Due civili uccisi nei raid aerei sauditi nel nord-est dello Yemen"

Due civili sono stati rimasti in attacchi aerei sauditi nel nord-ovest dello Yemen: lo riferiscono i ribelli Houthi. "Una madre e suo figlio sono morti, mentre il marito e altri due figli sono rimasti feriti in attacchi sferrati dal nemico saudita nella regione di Al-Batin, ad Al-Hazm, nella provincia di Al-Jawf", ha riferito l'agenzia di stampa del movimento filo-iraniano, citando il ministero della Sanità degli Houthi.

Katz: "No a ritiro da Linea Gialla finché Gaza non sarà smilitarizzata"

Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato  che Israele non si ritirerà dalla Linea Gialla a Gaza per dipiegarsi su nuove linee finché Hamas non sarà rimossa e Gaza non sarà smilitarizzata da armi e tunnel. In un discorso pronunciato durante una cerimonia commemorativa statale, Katz ha parlato della possibilità di un terzo round di combattimenti con l'Iran. "Non permetteremo che minacci le nostre comunità. Il lavoro non è ancora finito, e se sarà necessario, colpiremo una terza volta finché il regime del terrore non sarà rovesciato e rimosso", ha dichiarato.

Katz minaccia di 'evacuare' Gaza City se Hamas rapisce un israeliano

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato oggi di svuotare Gaza City di tutti i suoi abitanti se il gruppo palestinese Hamas rapirà nuovamente cittadini israeliani, come accaduto durante gli attacchi del 7 ottobre 2023. "Se anche un solo soldato o civile israeliano venisse rapito, Gaza City verrà evacuata e i suoi milioni di abitanti saranno tutti evacuati", ha dichiarato Katz durante una cerimonia in commemorazione della guerra arabo-israeliana del 1973. Lo sfollamento forzato di una popolazione civile costituisce probabilmente un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Prima dello scoppio della guerra che l'ha devastata, Gaza City contava circa 700.000 abitanti. 

Yemen, Kallas e paesi G7: inaccettabili attacchi Houthi

"Riteniamo che la situazione nello Yemen costituisca una minaccia inaccettabile per la stabilità e la sicurezza regionale, per la sicurezza energetica globale e per i diritti e le libertà di navigazione e la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb". Lo scrivono in una nota i ministri degli Esteri del G7 di Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Regno Unito, e l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea Kaja Kallas. "Condanniamo con la massima fermezza i continui e inaccettabili attacchi perpetrati dagli Houthi nello Yemen e contro il Regno dell'Arabia Saudita, in particolare quelli diretti contro la popolazione civile e le infrastrutture, che aggravano ulteriormente le sofferenze del popolo. Riaffermiamo la nostra piena solidarietà al governo legittimo dello Yemen e al Regno dell'Arabia Saudita".

Ong: si intensificano le aggressioni israeliane nel sud-ovest della Siria

L'esercito israeliano ha intensificato nelle ultime 48 ore le operazioni militari nel sud-ovest della Siria, tra le province di Daraa e Quneitra, con bombardamenti di artiglieria e incursioni di terra. Lo riferisce il centro Sijil, che monitora giornalmente le operazioni israeliane in Siria. Nella regione occidentale di Daraa un raid ha ucciso una decina di capre in un villaggio, mentre le forze di occupazione israeliane hanno colpito quartieri residenziali con armi anticarro e lanciato razzi illuminanti su due centri abitati. A Quneitra una pattuglia di dieci blindati è penetrata nell'area centrale della provincia, allestendo un posto di blocco. Le forze israeliane hanno inoltre fatto esplodere un sito militare dell'ex regime siriano vicino al monte Hermon: due boati sono stati uditi sulla vetta più alta del massiccio, occupata dall'esercito israeliano, per la prima volta dal loro ingresso nell'area alla fine del 2024. Secondo il centro Sijil, ad agosto le forze di occupazione israeliane hanno commesso 267 violazioni in Siria, il 43% in più di luglio (187): il secondo mese più alto dall'inizio del 2026, dopo marzo (321). Dal primo gennaio il totale sale a 1.752. L'esercito israeliano conduce incursioni quotidiane nel sud della Siria dall'8 dicembre 2024 e rifiuta di ritirarsi dai territori occupati, nonostante le richieste di Damasco di tornare all'accordo di separazione delle forze del 1974. 

Hind Rajab Foundation denuncia soldato Idf in Italia per presunti crimini di guerra

La Hind Rajab Foundation (Hrf) ha presentato in Italia una denuncia penale contro il soldato israeliano Yonatan Chalich, accusandolo di presunti crimini di guerra, crimini contro l'umanità e atti di genocidio commessi durante le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Secondo la fondazione, Chalich si trova attualmente in vacanza in Toscana. La denuncia si basa su un'indagine della Hrf che collega il militare a tre episodi avvenuti tra ottobre 2023 e agosto 2024, quando prestava servizio nel battaglione Givati Shaked della 401esima Brigata corazzata: l'operazione contro l'ospedale Al-Shifa a Gaza City, l'incendio della moschea Haj Hamdi Harzallah e la distruzione di Piazza Palestina.

Ministri esteri G7: "Gli Houthi cessino immediatamente attacchi"

Gli Houthi nello Yemen devono "cessare immediatamente tutte le loro azioni militari, minacce e attacchi" contro il trasporto marittimo: lo affermano i ministri degli Affari esteri del G7 in una dichiarazione a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. "Le loro azioni riprovevoli costituiscono una pericolosa spirale di escalation che rischia di esacerbare ulteriormente il conflitto, di compromettere il commercio internazionale e di creare instabilità economica su scala mondiale", hanno aggiunto, ribadendo "l'assoluta necessità di garantire la sicurezza marittima permanente". 

Londra schiera un aereo per rifornire i jet sauditi contro gli Houthi

Il Regno Unito ha accettato di fornire sostegno aereo difensivo all'Arabia Saudita per contribuire a contrastare gli attacchi degli Houthi e proteggere le infrastrutture energetiche della monarchia del Golfo. Lo ha annunciato il primo ministro britannico, Andy Burnham, alla vigilia del suo primo incontro con il presidente americano, Donald Trump, e mentre le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare le preoccupazioni sui prezzi dell'energia e sull'economia globale. Secondo quanto riferito dal Guardian, Londra ha accolto la richiesta di Riad di aiutare nel rifornimento in volo dei jet sauditi impegnati nelle operazioni di difesa. Secondo quanto riferito da Burnham, un aereo Voyager della Royal Air Force sarà impiegato per alcune settimane, ma l'operazione potrebbe essere prorogata. Il sostegno britannico si aggiunge al sistema di difesa aerea Sky Sabre già operativo in Arabia Saudita.

Cina: contrari a sanzioni Usa contro compagnie aeree iraniane

La Cina ha dichiarato  di opporsi alle sanzioni statunitensi "illegali" contro le compagnie aeree iraniane,  dopo che ieri il Segretario al Tesoro Scott Bessent aveva minacciato potenziali misure in un'intervista televisiva. "La Cina si oppone alle sanzioni unilaterali illegali che mancano di una base nel diritto internazionale o di un'autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa.

Media: 154 morti in 2 giorni di combattimenti fra Houthi e forze governative

Gli scontri in Yemen tra le forze governative, sostenute dall'Arabia Saudita, e i ribelli Houthi filo-iraniani, hanno causato 154 morti negli ultimi due giorni. Lo hanno riferito all'Afp fonti militari di entrambi gli schieramenti. "Il bilancio degli attacchi sauditi, degli scontri e dei colpi di artiglieria nei governatorati di Taiz, Al-Jawf, Marib e Saada ammonta a 118 morti", hanno affermato fonti militari Houthi, mentre fonti governative hanno parlato di 36 militari uccisi tra le loro fila.

Siria, media: Idf fa irruzione in città del sud, vicino sede Onu

La televisione di stato siriana ha reso noto che l'esercito israeliano sta facendo irruzione in alcune case nel sud della Siria, vicino a una sede delle Nazioni Unite. Ha riferito che una pattuglia israeliana "è avanzata nel quartiere occidentale vicino a una sede delle Nazioni Unite nella città di al-Rafid, nella periferia di Quneitra, e ha perquisito diverse abitazioni".

Araghchi: "Onu non più credibile dopo fallimento nel sostenere pace"

"Questa visita si svolge in seguito alla guerra codarda condotta contro di noi dagli Stati Uniti e dal regime sionista, agli sviluppi successivi, e in realtà, in mezzo a una situazione che di fatto rimane uno stato di guerra". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a New York, in vista dell'Assemblea Generale dell'ONU, secondo quanto riportato dal suo canale Telegram.  "Naturalmente - ha proseguito - il nostro obiettivo primario è utilizzare un'importante piattaforma internazionale per difendere la legittimità, i diritti e gli interessi del popolo iraniano". Araghchi ha aggiunto che l'organizzazione internazionale ha perso credibilità e fiducia a causa del suo fallimento nel sostenere la pace e la sicurezza mondiale. Ha sottolineato che l'Assemblea Generale dell'ONU si aprirà oggi con il tema "ristabilire la fiducia". "Questo riflette un riconoscimento universale che la fiducia nell'organizzazione si è erosa, o è del tutto svanita, a causa della sua incapacità di mantenere efficacemente la pace e la sicurezza internazionale", ha affermato il ministro. 

Media: Araghchi a New York per Assemblea Onu, attesa per arrivo Pezeshkian

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a New York precedendo l'arrivo del presidente Masoud Pezeshkian  per l'incontro annuale dei leader mondiali alle Nazioni Unite. Lo hanno riferito i media statali iraniani. Pezeshkian sarà il più alto funzionario di Teheran a entrare negli Stati Uniti dall'inizio degli attacchi Usa-Israele contro l'Iran a febbraio. I media statali iraniani hanno dichiarato che Pezeshkian è partito per New York stamattina per partecipare all'evento e "presentare le posizioni della Repubblica Islamica dell'Iran". Araghchi ha parlato al telefono con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres dopo essere arrivato ieri e ha scambiato opinioni sull'agenda dell'Assemblea Generale dell'Onu, ha riferito la televisione di stato iraniana. "Il nostro obiettivo più importante è utilizzare una piattaforma internazionale di rilievo per difendere la legittimità, i diritti e gli interessi del popolo iraniano", ha dichiarato Araghchi ai giornalisti iraniani. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha affermato che Aragchi "terrà colloqui e consultazioni con numerosi funzionari e ministri degli Esteri presenti alla sessione". 

Prezzi petrolio in rialzo, Brent a 100,57 dollari al barile

Oggi, nelle prime fasi delle contrattazioni asiatiche, i prezzi del petrolio hanno registrato un rialzo, con il mercato che si è stabilizzato dopo diversi giorni di calo. Alle 00:21 GMT, i futures sul greggio Brent per consegna a novembre sono saliti di 22 centesimi (pari allo 0,22%) a 100,57 dollari al barile. I futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) per consegna a ottobre – in scadenza proprio martedì – hanno registrato un lieve aumento di 2 centesimi (pari allo 0,02%), portandosi a 95,80 dollari al barile.

Pezeshkian: "All'Onu difenderemo con fermezza nostra posizione"

Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian  ha promesso di "difendere con fermezza" le posizioni del suo Paese prima di partire per New York per partecipare all'Assemblea Generale dell'Onu. "Siamo usciti a testa alta (dalla guerra), e questo è fonte di dignità e orgoglio per tutti noi. Pertanto, difenderemo con fermezza le nostre posizioni nei forum internazionali", ha dichiarato prima di lasciare l'Iran, secondo la televisione di Stato

Hormuz, Macron: "Con Trump accordo per proteggere infrastrutture"

"Fin dal mio arrivo a New York, ho incontrato il presidente Donald Trump. Abbiamo deciso di agire insieme per risolvere le tensioni sui mercati dell'energia, proteggendo le infrastrutture critiche in Medio Oriente e la liberta' di navigazione nello stretto di Hormuz", ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron su X. "Metteremo anche in comune i nostri sforzi per ottenere una moratoria sui colpi contro le infrastrutture energetiche e contro le infrastrutture civili ucraine. Le popolazioni civili devono essere protette e dobbiamo avviare al più presto una negoziazione seria sulle condizioni di pace tra la Russia e l'Ucraina". 

Trump: "L'Iran non se la passa bene, la loro situazione è critica"

In Iran "abbiamo ottenuto ottimi risultati. Non se la passano bene. Oggi ho avuto delle riunioni in merito. La loro situazione è critica". Lo ha detto Donald Trump ribadendo che Teheran non avrà l'arma nucleare. 

Kallas: "Operazione Aspides ha bisogno di altri assetti navali e aerei"

"Per quanto riguarda il Medio Oriente, abbiamo sollevato il tema del deterioramento della situazione nel Mar Rosso, che sta già avendo ripercussioni sugli interessi europei. L'operazione europea Aspides sta fornendo un contributo fondamentale alla sicurezza nella regione e, più in generale, alla sicurezza della navigazione commerciale globale. Tuttavia, ha bisogno di ulteriori assetti navali e aerei per far fronte all'aumento delle minacce nella regione". Lo ha detto l'Alto rappresentante degli Affari Esteri dell'Ue Kaja Kallas a margine dell'Assemblea Generale Onu, dopo l'incontro con i ministri degli Esteri dell'Ue. "Quando Aspides è stata istituita, era stato indicato che fossero necessarie almeno dieci navi. La situazione, a mio avviso, è ancora più grave oggi, visto l'aumento degli attacchi -  ha aggiuto - Inoltre, lo Stretto di Hormuz è chiuso, e si tratta di una via d'acqua vitale per il commercio. Direi quindi che ne servirebbero più di dieci, ma al momento non ne disponiamo di un numero sufficiente". 

Raid dell'Arabia Saudita sullo Yemen, 6 morti e 8 feriti

Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi. "Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti", ha dichiarato Saba. Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana'a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all'inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb. 

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