La decisione del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, è arrivata dopo la riunione del Comitato di analisi per l'immigrazione e la sicurezza delle frontiere. I controlli alle frontiere aeree e marittime rimangono quindi attivi. Alla base della decisione ci sono "l'attuale situazione nell'exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate"
Restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna. Lo ha deciso il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l'immigrazione e la sicurezza delle frontiere, che si è riunito questa mattina (30 settembre). La proroga della sospensione di Schengen durerà 15 giorni, con le verifiche alle frontiere aeree e marittime che rimangono dunque attive. Alla base della decisione ci sono "l'attuale situazione nell'exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate".
La sospensione di Schengen dopo la crisi di Ceuta e le proroghe
Tutto era iniziato questa estate, con la crisi migratoria di Ceuta, quando migliaia di persone a fine luglio erano entrate in modo irregolare nell’exclave spagnola dal Marocco. L’Italia aveva quindi deciso di sospendere - in prima battuta - per un mese l’accordo di Schengen con Madrid e di ripristinare dal primo agosto alcuni controlli in porti e aeroporti. Dopodiché Roma ha sempre prorogato, di volta in volta, la sospensione - ad agosto e poi ancora a metà settembre - fino ad arrivare a oggi. La Spagna ha sempre criticato duramente le decisioni del governo italiano sulla questione e ha reagito attivando la possibilità di effettuare a sua volta controlli in porti e aeroporti spagnoli a viaggiatori provenienti dall'Italia.
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Con lo spazio Schengensi intende un'area europea nella quale, in condizioni normali, non vengono effettuati controlli sistematici alle frontiere interne tra gli Stati che ne fanno parte. Questo permette alle persone di spostarsi da un Paese all’altro in modo più semplice e veloce, senza dover normalmente mostrare il passaporto a ogni confine. Tale spazio comprende la maggior parte dei Paesi dell’Unione europea, ma non coincide completamente con essa. Infatti, alcuni Paesi non appartenenti all’Ue, come Svizzera, Norvegia e Islanda, fanno parte dell’area Schengen. Al contrario, alcuni Paesi dell’Ue non ne fanno parte, come l’Irlanda. L’accordo prevede però controlli alle frontiere esterne, mentre all’interno viene garantita la libera circolazione delle persone. Tuttavia, in situazioni eccezionali, come gravi minacce alla sicurezza, emergenze sanitarie o particolari problemi legati all’immigrazione, uno Stato può reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne. Questa misura deve essere necessariamente giustificata e notificata all'Ue. Non solo: in linea generale, deve avere una durata limitata. Negli ultimi anni, nello spazio Schengen c'è stata per diverse volte la reintroduzione dei controlli. È successo soprattutto a causa degli attentati terroristici e delle misure adottate durante la pandemia di Covid-19.