Gli attacchi hanno preso di mira principalmente le infrastrutture energetiche a Kiev e nelle aree circostanti. Colpite anche le regioni di Zhytomyr, Mykolaiv, Kirovohrad, Rivne, Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Cherkasy. La Russia scrive alla Nato per denunciare le esercitazioni volte a simulare "l'isolamento" di Kaliningrad, avvertendo di essere pronta ad usare "l'intero arsenale" per difendere la sua exclave, compresa quindi l'arma atomica. Rutte: "Putin sa di non poter prevalere su Alleanza"
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Cinque morti, tra cui un bambino, e 14 feriti: è il bilancio degli ultimi raid aerei condotti dalle forze armate russe in Ucraina. Lo ha rivelato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Anche Kiev è stata sotto attacco di droni, registrati raid a infrastrutture critiche nelle regioni di Zhytomyr, Mykolaiv, Kirovohrad e Rivne. Danni anche nelle regioni di Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Cherkasy.
La Russia ha scritto alla Nato per denunciare le esercitazioni volte a simulare "l'isolamento" di Kaliningrad, avvertendo di essere pronta ad usare "l'intero arsenale" per difendere la sua exclave, compresa quindi l'arma atomica. La Nato ha risposto denunciando "le minacce" di Mosca. "Putin sa di non poter prevalere sulla Nato”, ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto all'Euronews defence & space summit, a Bruxelles. "La Nato è nettamente più forte della Russia. Non c'è alcuna possibilità che possano sconfiggerci", ha aggiunto. "La situazione dell'Ucraina non è peggiorata rispetto a qualche tempo fa. Anzi, sta migliorando”, ha riferito Rutte. Ma “c’è carenza di intercettori. Di conseguenza, europei e americani stanno lavorando in sinergia per fornire all'Ucraina quante più risorse possibili, affinché possa difendersi”.
Per approfondire:
- Cos'è e come funziona il drone Gerbera con cui la Russia potrebbe colpire l'Italia
- Cosa prevede il piano Usa-Russia per la pace
- Guerra Ucraina, Zelensky all’Onu: “Putin deve essere fermato, le sanzioni ci rafforzano”
- Cosa sappiamo dell'operazione "Sentilla dell'Est" della Nato"
- Tomahawk, come funzionano i missili che potrebbero cambiare la guerra in Ucraina
- Da Bucha a Kramatorsk, fino all'ospedale pediatrico di Kiev: le peggiori stragi di civili
- Armi nucleari tattiche: cosa sono, le differenze con le strategiche, gli effetti
- I contributi del nostro inviato in Ucraina
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Guerra Ucraina-Russia, cos'è l'Operazione Vivaldi lanciata da Kiev
Operazione Vivaldi è il nome in codice scelto dall'esercito ucraino per la controffensiva avviata nel nord della regione di Donetsk, nell'area di Lyman. Un'operazione mantenuta a lungo sotto stretto riserbo e resa pubblica da Kiev soltanto negli ultimi giorni, dopo mesi di attività sul terreno.
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Vai al contenutoIn Ucraina l'ipotesi di legalizzare il porno per finanziare la guerra
Il Parlamento valuta di trasformare in un settore legale e tassabile un mercato già molto redditizio: secondo i promotori, potrebbe portare nelle casse dello Stato fino a 25 milioni di dollari l’anno. Non sufficienti a svoltare il corso del conflitto, ma abbastanza per finanziare annualmente l'acquisto di 30mila droni.
In Ucraina l'ipotesi di legalizzare il porno per finanziare la guerra
Vai al contenutoAttacco russo nella regione di Kiev, ferita una donna
- Una donna del distretto di Boryspil è rimasta ferita in un attacco russo nella regione di Kiev questa sera. Case, automobili e un istituto scolastico sono stati danneggiati in cinque distretti della regione. Lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare di Kiev, Timur Tkachenko, scrive l'Ukrainska Pravda. Inoltre, secondo Tkachenko, sono stati registrati danni in 5 distretti della regione di Kiev. Nel distretto di Buchansky sono stati danneggiati un edificio a schiera, quattro case private e due automobili, mentre in quello di Obukhivsky sono state danneggiate tre case private.
Monito intelligence europea: 'Russia colpirà a breve per testare Nato'
Lo riporta il Guardian, che descrive l'allerta degli 007 del Vecchio Continente, secondo cui un eventuale attacco potrebbe verificarsi nel giro di "mesi, non anni".
Monito intelligence europea: 'Russia colpirà a breve per testare Nato'
Vai al contenutoL'Ue rimuove le sanzioni a due oligarchi russi: protesta l'Ucraina
L'Ue prende atto della decisione degli Stati membri di revocare le sanzioni nei confronti di alcuni individui. "La decisione dell'Unione europea di rimuovere Fridman e Usmanov dalla lista delle sanzioni è sbagliata e crea un precedente terribile" grida Kiev.
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Vai al contenutoEstonia: 'Incendio a Milrem Robotics causato da sabotaggio russo'
Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna accusa i servizi segreti russi di aver ordinato l'incendio doloso che a metà agosto ha colpito la sede dell'azienda di Tallinn. L'Estonia definisce l'episodio un atto di sabotaggio e annuncia la convocazione dell'incaricato d'affari russo. Il Cremlino respinge le accuse.
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Vai al contenutoRussia-Ucraina, la Nobel per la Pace Matvijčuk: “Putin non si fermerà”
L'avvocata teme che l’Europa dimentichi “il vero significato della libertà”. Secondo l’attivista, il leader russo non cerca la pace attraverso i negoziati, ma li usa per guadagnare tempo come racconta nell'intervista che ha rilasciato a Sky TG24.
Russia-Ucraina, la Nobel per la Pace Matvijčuk: “Putin non si fermerà”
Vai al contenutoPropaganda russa su finte testate giornalistiche: centinaia di casi
La propaganda russa si appropria di logo, grafica e nomi di testate reali per diffondere notizie false: 906 i contenuti individuati da NewsGuard dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Una tecnica sempre più estesa, che punta anche a influenzare i motori di ricerca e i chatbot.
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Vai al contenutoZuppi a Mosca incontra i prigionieri ucraini: "Speriamo di incentivare gli scambi"
Un incontro con prigionieri di guerra ucraini in Russia è stato tra i momenti cruciali della missione di tre giorni che il cardinale Matteo Zuppi ha concluso oggi a Mosca, durante la quale ha discusso con le autorità russe in particolare gli aspetti umanitari. "Ho potuto parlare personalmente con alcuni dei prigionieri, per verificarne le condizioni e portare loro il sostegno, la vicinanza e l'accompagnamento di Papa Leone, nella speranza che presto possano tornare nelle loro case", ha detto Zuppi, che durante una visita in Ucraina, nel luglio scorso, aveva potuto incontrare alcuni prigionieri russi. "Speriamo che questa visita - ha aggiunto l'inviato del Vaticano - possa incentivare ulteriormente lo scambio di prigionieri". Proprio lo scambio dei prigionieri di guerra, insieme con quello dei civili e il ricongiungimento dei bambini alle loro famiglie, sono stati tra i principali temi trattati da Zuppi nei suoi incontri con la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, e la commissaria per i diritti dei minori, Maria Llova-Belova. In particolare con Lantratova, ha sottolineato il presidente della Conferenza episcopale italiana, è stata affrontata anche la situazione ad Oleshky, la cittadina della regione ucraina di Kherson occupata dalle forze russe e assediata da quelle di Kiev, che si accusano a vicenda di bloccare i rifornimenti di cibo e medicinali alla popolazione civile rimasta e impedire l'evacuazione dei civili. Durante i colloqui, ha dichiarato Zuppi, sono state esaminate "le soluzioni possibili per limitare le conseguenze terribili sulla popolazione e aiutare il più possibile a metterla in condizioni di sicurezza, anche in questo caso soprattutto i bambini". Dal punto di vista politico, il momento più importante di questa terza missione di Zuppi a Mosca - dopo quelle del 2023 e 2024 - è stato un colloquio con Yuri Ushakov, consigliere del presidente Vladimir Putin per la politica estera, accompagnato da due vice ministri. Nell'incontro, ha sottolineato l'inviato della Santa Sede, sono stati affrontati "i vari problemi della situazione del conflitto". Da parte sua, il ministero degli Esteri di Mosca ha detto che la vista di Zuppi "ha confermato la natura costruttiva e regolare del dialogo russo-vaticano e l'impegno di entrambe le parti a proseguire la cooperazione sul fronte umanitario".
Presidente Lettonia: "Se necessario, sì a dislocamento armi nucleari nel nostro Paese"
"Qualora ve ne fosse il bisogno e la Nato prendesse collettivamente tale decisione, penso che la Lettonia sarebbe disponibile al dislocamento di armi nucleari sul suo territorio". Lo ha affermato oggi il presidente lettone, Edgars Rinkevics, parlando con i giornalisti a Riga, precisando che le leggi in vigore nel Paese non contengono proibizioni in tal senso e che qualsiasi decisione dovrebbe comunque passare attraverso il vaglio del Parlamento. Le parole di Rinkevics arrivano a poche settimane dal voto con cui il Parlamento della vicina Lituania ha approvato una proposta di legge per l'abrogazione del divieto costituzionale di dispiegare armi nucleari sul territorio del Paese.
Zaia: "Per la pace speravamo in Trump ma ha fallito"
"Il mondo è destabilizzato. Abbiamo investito molto nella speranza che il presidente degli Stati Uniti potesse essere il presidente pacificatore, ma tutt'oggi la sua azione ha fallito. Trump ad oggi non ha chiuso le partite che doveva chiudere. Nella campagna elettorale lui parlava di scuola, di sicurezza e di no war". Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, intervenendo all'evento del Gazzettino 'Oltre le radici' in corso a Venezia.
Mosca: visita Zuppi conferma "dialogo costruttivo" con Vaticano
La visita a Mosca del cardinal Matteo Zuppi, inviato del Papa per l'Ucraina, "ha confermato la natura costruttiva e regolare del dialogo russo-vaticano e l'impegno di entrambe le parti a proseguire la cooperazione sul fronte umanitario", ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in una nota, nell'ultimo giorno della missione del cardinale a Mosca. Lo riporta la Tass.
Lituania: "Disponibili a ospitare una base americana sul nostro territorio"
Il primo ministro lituano, Mindaugas Sinkevicius, ha dichiarato che la Lituania è pronta a coprire i costi per il dislocamento permanente di truppe statunitensi nel Paese e alla creazione di una base militare americana nel Paese qualora le autorità di Washington lo chiedessero. Lo riporta il quotidiano statunitense The Washington Sun. Secondo quanto dichiarato da Sinkevicius, la possibilità di avere stabilmente delle truppe americane in Lituania permetterebbe un rafforzamento ulteriore del fronte orientale dell'Alleanza atlantica, che il premier ha indicato come una delle priorità della presidenza di turno lituana dell'Unione europea nel primo semestre del 2027.
Mosca: "Convocato l'ambasciatore danese per provocazione con elicottero nel Baltico"
Il ministero degli Esteri russo oggi ha convocato l'ambasciatore danese presso la Federazione Russa, Rolf Holmboe al quale è stata presentata una nota di protesta "in merito alle azioni non professionali e provocatorie di un elicottero Fennec dell'Aeronautica Militare danese nei confronti della corvetta Soobrazitelny della Flotta del Baltico". Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo in un comunicato, affermando che "la parte russa considera le pericolose manovre dell'elicottero dell'aeronautica danese una grave violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare". L'incidente è avvenuto il 14 settembre in acque internazionali, nel Mar Baltico sud-occidentale. "L'elicottero si è avvicinato pericolosamente alla nave russa, rimanendo in volo stazionario a un'altitudine inferiore a 50 metri, rappresentando una seria minaccia per la sicurezza della navigazione, con il potenziale rischio di collisione diretta o indiretta e interferendo con le apparecchiature di bordo", si legge nel comunicato pubblicato sul sito del ministero russo. "Tutti gli avvertimenti relativi all'altitudine pericolosa dell'elicottero, ripetuti e trasmessi dall'equipaggio russo sulle frequenze radio internazionali, sono stati ignorati. Per attirare l'attenzione, la corvetta ha lanciato due razzi di segnalazione in direzione opposta all'elicottero, dopodiché quest'ultimo ha cessato le sue azioni provocatorie e si è allontanato dalla zona della nave", ha aggiunto il ministero, precisando che "i fatti sopracitati sono confermati da dati di monitoraggio oggettivi e sono inconfutabili". "Le accuse mosse dalle autorità danesi contro la Russia in relazione all'incidente sono state definite inaccettabili e assurde, in quanto non reggono a un esame approfondito", ha inoltre affermato il dicastero, sottolineando che "viste le crescenti tensioni nella regione baltica, direttamente collegate all'intensificarsi dell'attività militare anti-russa della Nato, il susseguirsi di tali azioni incaute potrebbe portare a un'escalation e generare rischi di gravi incidenti".
Mosca: "La visita di Zuppi conferma la natura costruttiva del dialogo russo-vaticano"
La visita dell'inviato speciale del Papa per la soluzione del conflitto in Ucraina, il Cardinale Matteo Zuppi, conferma "l'impegno di entrambe le parti alla cooperazione sul fronte umanitario". E' quanto si afferma in un comunicato del ministero degli Esteri russo. "La visita del Cardinale Matteo Zuppi ha confermato la natura costruttiva e regolare del dialogo russo-vaticano e l'impegno di entrambe le parti a proseguire la cooperazione sul fronte umanitario", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri russo.
Russia, incidente elicottero: convocato ambasciatore danese
Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore danese a Mosca per presentargli protesta formale in merito all'incidente che ha coinvolto un elicottero dell'aeronautica danese e una fregata russa. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri russo. Mosca, riporta la Tass, considera le manovre dell'elicottero dell'aeronautica danese una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite e denuncia che le assurde accuse delle autorita' danesi non reggono a un esame approfondito. La ripetizione di tali azioni potrebbe portare a un'escalation e creare il rischio di un grave incidente, ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in merito all'incidente che ha coinvolto l'elicottero danese. Due settimane fa, una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese in acque internazionali, al largo della costa della Danimarca; per Mosca l'elicottero aveva messo in atto manovre di provocazione.
Mosca: "Il Cardinale Zuppi ha fatto visita ai prigionieri ucraini"
Nel corso della visita a Mosca del Cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per la soluzione del conflitto in Ucraina, è stata organizzata su richiesta della Santa Sede, una visita ai prigionieri ucraini. "Su richiesta del Vaticano, è stata organizzata una visita del Cardinale Zuppi a uno dei centri di detenzione che ospitano militari ucraini arrestati per aver esercitato opposizione all''operazione militare speciale", si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. "Durante questa visita, l'inviato speciale del Papa ha potuto parlare personalmente con gli ucraini e confermare il rigoroso rispetto da parte della Russia di tutte le norme umanitarie pertinenti", ha precisato il ministero russo nella nota, diffusa sul proprio sito.
Mosca: "Con il Cardinale Zuppi discussa la crisi umanitaria a Oleshky, Ucraina"
Uno dei temi principali trattati durante la visita a Mosca del Cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per la soluzione del conflitto in Ucraina "è stata la crisi umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson". E' quanto diffuso dal ministero degli Esteri russo in un comunicato. "Uno dei temi principali è stata la crisi umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson. Il Cardinale Zuppi è stato informato dettagliatamente sulle azioni criminali del regime di Kiev, che di fatto ha preso in ostaggio la popolazione civile della città e sta bloccando qualsiasi tentativo di consegnare cibo e medicinali o di evacuare i civili rimasti", si legge nel comunicato.
Mosca: "Con Zuppi discusso di ricongiungimento delle famiglie russe e ucraine"
La commissaria presidenziale russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova, e l'inviato speciale del Papa per l'Ucraina, il Cardinale Matteo Zuppi, hanno discusso del ricongiungimento delle famiglie in Russia, Ucraina e paesi terzi. "Continuiamo a collaborare con il Cardinale Matteo Zuppi e la Nunziatura Apostolica presso la Federazione Russa su questioni umanitarie relative a bambini e famiglie", ha riferito Lvova-Belova sulla piattaforma Max. "Negli ultimi quattro anni, con il nostro aiuto, 32 bambini di 24 famiglie sono stati ricongiunti con i loro cari in Russia, e altri 145 bambini di 118 famiglie sono stati ricongiunti in Ucraina e in paesi terzi", ha aggiunto la commissaria presidenziale. "La Nunziatura ha parlato in particolare della situazione dei bambini nelle regioni sotto attacco da parte delle Forze Armate ucraine, dell'assistenza alle famiglie colpite e dei casi di minori coinvolti in attività illegali. Il reclutamento di adolescenti tramite internet è particolarmente allarmante", ha precisato Lvova-Belova.
Mosca: "Zuppi ha incontrato Ushakov, Lantratova e Lvova-Belova"
Durante la sua visita a Mosca dal 28 al 30 settembre, il Cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per la soluzione del conflitto in Ucraina, ha incontrato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, la Commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova e la Commissaria per i diritti dei minori Maria Lvova-Belova. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo. "Durante i colloqui tenutisi nel contesto del conflitto in Ucraina e delle prospettive per la sua risoluzione, sono state discusse questioni di cooperazione tra Russia e Santa Sede su temi umanitari, tra cui la ricerca di persone scomparse, lo scambio di prigionieri di guerra e civili, il ricongiungimento familiare e il 'fascicolo dei minori'", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata sul suo proprio sito web
A Mosca Zuppi incontra responsabile diritti infanzia
La Commissaria presidenziale russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova, ha annunciato di aver discusso col cardinal Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per l'Ucraina, dei ricongiungimenti familiari in Russia, Ucraina e in Paesi terzi. "Ho incontrato l'inviato del Papa, il cardinale Matteo Zuppi", ha scritto sul social russo Max, "il tema dei ricongiungimenti familiari, di cui ci occupiamo su mandato del presidente russo Vladimir Putin, e' stato al centro del colloquio". Zuppi e' da lunedi' in missione a Mosca. Maria Lvova-Belova - nei confronti della quale la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di arresto per crimini di guerra - ha ricordato che negli ultimi quattro anni, con l'assistenza del suo ufficio, 32 bambini di 24 famiglie sono stati ricongiunti con i loro cari in Russia, e altri 145 bambini di 118 famiglie sono stati ricongiunti in Ucraina e in Paesi terzi.
Cremlino su alleggerimento sanzioni Usa per scarcerazione detenuti: "Servizi in regolare contatto su scambi"
Donald Trump avrebbe già espresso il suo consenso a uno scambio fra alleggerimento delle sanzioni adottate dagli Stati Uniti nei confronti della Russia e la scarcerazione, da parte della Russia, di detenuti politici, sul modello di quanto è stato fatto per la Bielorussia e di quanto era stato promosso da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov, e da altri, durante la guerra fredda, primo passo per altre intese fra Stati Uniti e Russia nel settore delle materie prime, a cui il Presidente americano non ha mai fatto mistero di ambire, a cui si aggiungerebbe anche il diesel, secondo quanto anticipato da The Atlantic che ieri ha dato la notizia, con un articolo a firma di Simon Shuster. Il Cremlino oggi ha liquidato la notizia. "La questione non è stata discussa in questi termini e non può proprio essere discussa perché neghiamo categoricamente l'esistenza di prigionieri politici", ha dichiarato Dmitry Peskov come atto dovuto, precisando tuttavia che i servizi di Russia e Stati Uniti sono in regolare contatto sulla questione degli scambi di prigionieri. La proposta è stata avanzata la scorsa primavera dal Premio Nobel per la pace del 2021 Dmitry Muratov, ex direttore di Novaya Gazeta, ancora residente in Russia, a John Coale, già inviato speciale della Casa Bianca per la Bielorussia, dove ha negoziato lo scambio fra allentamento delle sanzioni e la liberazione di quasi 500 detenuti arrestati per le loro posizioni non allineate. Coale è l'ex avvocato di Donald Trump, inviato speciale della Casa Bianca, da lunedì anche per gli ostaggi, che aveva trattato con Aleksandr Lukashenko lo scambio e con lui sta discutendo ora di un maxi accordo per la vendita di fertilizzanti che peraltro, considerate le sanzioni europee, dovrebbero passare attraverso la Russia che sarebbe quindi coinvolta in questa trattativa.
Ucraina, interruzioni di corrente a Kiev dopo gli attacchi russi
Dopo gli ultimi attacchi russi a Kiev sono state introdotte interruzioni di corrente programmate, secondo quanto annunciato dall'operatore Dtek. I raid russi nella notte scorsa hanno colpito in modo massicio le infrastrutture energetiche della capitale, per la prima volta dallo scorso inverno. "Kiev: sono state attivate interruzioni di corrente d'emergenza su disposizione di Ukrenergo", ha annunciato su Telegram la societa' privata Dtek, senza precisarne al momento l'entita' dei blackout.
Mosca: "Kiev stessa causa la catastrofe umanitaria a Oleshky, incolpando la Russia"
L'Ucraina sta provocando una catastrofe umanitaria ad Oleshky, nella regione di Kherson, cercando al contempo di attribuirne la responsabilità alla Russia, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Stanno cercando di trasformare questo caso in una nuova 'Bucha'", ha dichiarato Zakharova, riferendosi al massacro di civili avvenuto alla pariferia di Kiev nella primavera del 2022, di cui i Paesi occidentali accusano Mosca. "Naturalmente, incolpano il nostro Paese per tutto e chiedono alle organizzazioni internazionali di intervenire, condannare e punire", ha affermato Zakharova, citata da Tass. "Guardiamo ai fatti. Oleshky si trova a circa tre chilometri dalle posizioni ucraine; ciò significa che è a tiro ed è soggetta a continui bombardamenti da parte dell'artiglieria, dei sistemi lanciarazzi multipli e dei droni ucraini", ha proseguito Zakharova. In precedenza la Commissione europea ha rivolto un appello alla Russia affinche fosse "garantito l'accesso umanitario" alla zona di Oleshky, nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Una portavoce dell'esecutivo Ue ha sottolineato che ai civili "deve essere consentito di lasciare le zone di ostilità" e di farlo "in sicurezza e volontariamente".
Mosca: "Fabbriche armi europee sono obiettivi legittimi"
La Russia ha ribadito che le fabbriche del settore della difesa europee che producono armi per l'Ucraina sono potenziali "obiettivi militari legittimi" per Mosca. "Vorrei ribadire che gli stabilimenti europei che producono armi per l'Ucraina sono potenziali obiettivi militari per la Russia. Non si deve presumere che gli impianti che fabbricano armamenti per le Forze armate ucraine - anche quelli situati al di fuori del territorio ucraino - siano al sicuro. Chiunque la pensi diversamente si sbaglia", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, in un briefing con la stampa, commentando i piani della Polonia di ospitare impianti di produzione per i missili Patriot. "I Paesi europei sono direttamente coinvolti nel conflitto ucraino. Non si limitano a fornire aiuti; attraverso l'apertura di stabilimenti di produzione di armi e la creazione di joint venture, sono pienamente coinvolti", ha aggiunto la portavoce. "Cio' non fa che ritardare la risoluzione del conflitto anziche' avvicinarla, contrariamente a quanto potrebbero pensare o immaginare alcune forze in Europa", ha concluso.
Ambasciatore Hickey: "Ruolo Italia in sostegno Kiev fondamentale, apprezziamo leadership Meloni"
"Per me, il ruolo dell'Italia nel sostegno all'Ucraina è stato fondamentale e di enorme importanza. Apprezziamo la leadership di Giorgia Meloni e di altri membri del Governo nel sostenere la causa dell'Ucraina". Ad affermarlo è l'Ambasciatore del Regno Unito in Italia, Stephen Hickey nel corso di un incontro oggi con la stampa italiana a Villa Wolkonsky sottolineando che da "quando sono arrivato in Italia sono rimasto colpito da quanto la questione ucraina sia centrale non solo nel dibattito di politica estera, ma anche nel dibattito politico più ampio, in vista delle elezioni che si terranno in Italia il prossimo anno". "Riteniamo sia fondamentale sostenere l'Ucraina - ha sottolineato l'Ambasciatore - innanzitutto perché si tratta di un Paese che è stato invaso dalla Russia senza alcuna giustificazione, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. È anche un imperativo umanitario: dobbiamo sostenere il popolo ucraino, che sta soffrendo enormemente". Ma, ha spiegato Hickey, "c'è un'altra ragione per cui riteniamo essenziale continuare a sostenere l'Ucraina: crediamo che sia il modo migliore per porre fine alla guerra. So che, a prescindere dall'appartenenza politica, tutti in Italia desiderano che questo conflitto finisca. La nostra convinzione è che il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo sia proprio continuare a sostenere l'Ucraina. Se si smette di sostenerla, si dà a Putin un vantaggio e si rischia di prolungare il conflitto".
Rutte: "Chi può mandare intercettori li dia a Kiev"
I Paesi europei che hanno nei propri arsenali "intercettori" a sufficienza dovrebbero mandarli in Ucraina. Lo sottolinea il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervistato durante un convegno organizzato da Euronews a Bruxelles. "Per il prossimo inverno e per le settimane e i mesi a venire - afferma - hanno semplicemente bisogno di più intercettori. Vi prego di fornire tutto ciò che potete ancora offrire: si tratta di salvare vite umane. Anche il nostro comandante supremo alleato sta esortando i Paesi europei che dispongono ancora di questi intercettori Patriot a donare tutto il possibile". Per Rutte "è fondamentale mantenere forte l'Ucraina in questo momento. Tuttavia, la situazione dell'Ucraina non è peggiorata rispetto a qualche tempo fa; al contrario, stanno ottenendo risultati migliori, sia sul fronte che nelle operazioni di attacco in profondità nel territorio russo, rispetto a soli sei mesi fa".
Nato, Svezia schiera aerei Gripen per rafforzare fianco est
La Svezia schiererà aerei Gripen in Polonia per rafforzare il fianco orientale della NATO. "La Polonia è un alleato stretto e un hub vitale per il sostegno all'Ucraina. La sicurezza svedese e' costruita insieme ai nostri alleati nella NATO, e assumendo insieme la responsabilita'". Lo annuncia sui social il ministro della Difesa svedese Pal Jonson. "Da ottobre, il Gripen svedese contribuira' alla difesa aerea e missilistica integrata della NATO e aiutera' a proteggere il centro logistico nel sud-est della Polonia. L'aeromobile operera' principalmente dalla Svezia, con una presenza avanzata ridotta in Polonia per supportare le operazioni. - scrive il ministro - Le violazioni ripetute dello spazio aereo della NATO sottolineano la necessita' di un alto livello di prontezza sul fianco orientale. Il Gripen svedese rafforzera' la capacita' della NATO di deterrenza e difesa, aiutando al contempo a proteggere il supporto militare e civile che continua a fluire attraverso la Polonia verso l'Ucraina".
Russia, Rutte: "No minacce imminenti a territorio Nato"
"Non vi è alcuna minaccia imminente per il territorio della Nato". Lo assicura il segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte, intervistato durante un convegno organizzato da Euronews a Bruxelles. "Se dovesse verificarsi un accumulo di forze - continua - lo noteremo e sapremo come affrontarlo. Qualora dovesse accadere altro, sapremo gestire anche quella situazione, poiché ci siamo preparati e addestrati proprio per questo". "Siamo - assicura - perfettamente preparati, sia per quanto riguarda le minacce ibride sia per qualsiasi altro scenario possibile. Dobbiamo però mantenere la lucidità: la Russia è in difficoltà in Ucraina, ed è proprio questo il punto cruciale". "Ogni minuto che dedichiamo a questo argomento - continua - è esattamente ciò che Vladimir Putin vorrebbe: vederci agitati a chiederci cosa stia succedendo qui o là". Manteniamo la calma. Siamo più forti. Andiamo avanti. Continuiamo a investire. E, soprattutto, assicuriamoci che l'Ucraina disponga di ciò che le serve per continuare a combattere. Hanno bisogno di sostegno, in particolare di sistemi di difesa aerea, ma anche di ogni altra risorsa disponibile", conclude.
Russia, Cremlino: domani Putin interverrà al Club Valdai
Il presidente russo Vladimir Putin partecipera' alla sessione plenaria dell'incontro annuale del think tank Valdai Discussion Club domani, 1 ottobre, secondo quanto annunciato dal Cremlino. Il tema della sessione plenaria sara' "Responsabilita' per il futuro: limiti del possibile o possibilita' illimitate?". Quest'anno il celebre Forum si tiene a Istra, vicino a Mosca. Per la prima volta dal 2014, si svolge al di fuori di Krasnaya Polyana, Sochi, molto probabilmente per i rischi di sicurezza legati agli attacchi ucraini sul territorio russo. Andrey Bystritsky, presidente del Fondo per lo sviluppo e il sostegno del Club, ha spiegato ufficialmente il cambio di data con ragioni logistiche e con la maggiore comodita' per i partecipanti di raggiungere la sede passando per Mosca. Circa 120 rappresentanti provenienti da 40 Paesi, tra cui India, Brasile, Cina, Giappone e Stati Uniti, partecipano alla 23esima edizione del Forum in cui si discute di conflitti internazionali, prospettive economiche globali, sviluppo dell'intelligenza artificiale e altre questioni globali.
Russia, Rutte: "No rischio uso armi nucleari"
In Europa non c'è un serio rischio di escalation e che si arrivi ad usare le armi atomiche, come minacciato dalla Russia. Lo assicura il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervistato durante un convegno su spazio e difesa organizzato da Euronews a Bruxelles. "No, non è così", risponde, interrogato sul punto, per poi aggiungere che il presidente russo "Vladimir Putin sa che non potrà mai vincere contro la Nato. Perciò - continua - non prendo la cosa troppo sul serio". "Tuttavia - prosegue - era necessario rispondere (alla lettera inviata da Mosca, ndr) e chiarire che la Nato è un'alleanza difensiva e che bisogna porre fine alla guerra in Ucraina e alle minacce nucleari, perché non sono affatto costruttive. La Nato è molto più forte della Russia; non c'è quindi alcuna possibilità che possano mai sconfiggerci", conclude.
Ucraina, Rutte: "Mantenere calma e continuare a sostenerla"
I Paesi europei membri della Nato devono "mantenere la calma" davanti alle minacce di Vladimir Putin e "continuare" a sostenere l'Ucraina. Lo sottolinea il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervistato durante un convegno su spazio e difesa organizzato da Euronews a Bruxelles. "Dunque - dice - Putin non sta vincendo questa partita (in Ucraina, ndr). Possiamo quindi presumere che sia un po' preoccupato e scosso. Credo che il modo migliore per affrontare la situazione sia mantenere la calma. Da parte della Nato, dobbiamo sì mantenere la calma, ma anche assicurarci di proseguire con quanto stiamo già facendo: ovvero continuare a investire nella nostra difesa, cosa che stiamo effettivamente facendo". "I Paesi Bassi - continua - stanno incrementando massicciamente la spesa per la difesa, così come sta facendo la Germania e, in sostanza, l'intero territorio della Nato, allineandosi agli Stati Uniti. E non lo facciamo solo per raggiungere i livelli Usa, ma perché abbiamo bisogno di tutte queste capacità, dato che la Russia possiede chiaramente una forza militare potente e noi vogliamo mantenere il vantaggio. Tuttavia, la cosa più importante al momento è continuare a sostenere l'Ucraina. Non dimentichiamo che, attraverso queste lettere e queste attività ibride nella 'zona grigia', Putin cerca di dividerci e di farci perdere di vista l'Ucraina. Noi non glielo permetteremo", conclude.
Kazakistan chiede fine guerra, Cremlino evita commenti
Il Cremlino ha evitato di commentare la richiesta del leader kazako Kassym-Jomart Tokayev, che martedi' da Berlino ha nuovamente sollecitato il congelamento delle ostilità in Ucraina, limitandosi a dichiarare di essere in contatto con il Kazakistan. "Il presidente Putin utilizza gli incontri per informare il suo omologo kazako sullo stato dell'operazione militare speciale", ha affermato lapidario il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, nel suo briefing con la stampa. Tokayev si era espresso a favore del congelamento delle ostilita' in Ucraina lungo le attuali linee del fronte, una mossa che consentirebbe di intraprendere "la via della diplomazia e dei negoziati". Il presidente kazako ha sottolineato di intrattenere "ottimi rapporti" con Putin - definito una "figura politica di spicco" - e ha osservato che Putin ha "una propria visione degli obiettivi strategici del suo Paese". Il Kazakistan sostiene "il rispetto della Carta delle Nazioni Unite e la salvaguardia dell'integrita' territoriale di ogni Paese" e mantiene relazioni amichevoli sia con la Russia che con l'Ucraina, ha affermato il presidente. Non e' la prima volta che Tokayev si pronuncia pubblicamente a favore della fine dei combattimenti in Ucraina. Il leader del piu' grande Paese dell'Asia centrale aveva rilasciato una dichiarazione analoga durante un incontro con Putin lo scorso giugno.
Ucraina, Rutte: "Migliora situazione, mancano intercettori"
"La situazione dell'Ucraina non è peggiorata rispetto a qualche tempo fa; anzi, sta migliorando". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto all'Euronews defence & space summit, a Bruxelles. "Sia sul fronte che nelle operazioni di attacco in profondita' nel territorio russo, le loro prestazioni sono nettamente migliori rispetto a soli sei mesi o un anno fa", ha aggiunto. Le difficoltà, ha precisato Rutte, derivano dal continuo bombardamento delle citta' ucraine da parte della Russia. "Stanno colpendo duramente le infrastrutture, in particolare quelle energetiche urbane; questa è la situazione in corso e c'è carenza di intercettori. Di conseguenza, europei e americani stanno lavorando in sinergia per fornire all'Ucraina quante più risorse possibili, affinchè possa difendersi", ha detto.
Rutte: "La minaccia di Mosca su Kaliningrad? Sa che siamo più forti"
"No, non è [una minaccia]. Putin sa bene che non potrà mai avere la meglio sulla Nato, quindi non la prendo troppo sul serio [la lettera inviata all'Alleanza in cui minaccia di usare l'intero arsenale in caso di azioni su Kaliningrad]. Ma ovviamente dovevamo rispondere e chiarirgli che la Nato è un'alleanza difensiva e che deve porre fine alla guerra in Ucraina e alle minacce nucleari, perché non servono". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte. "La Nato è di gran lunga più forte quindi non c'è alcuna possibilità che possano mai batterci". "Non c'è una minaccia immediata, ci fosse un accumulo di forze lo vedremmo". "Non vi è alcuna minaccia imminente per il territorio della Nato: se dovesse verificarsi un rafforzamento militare, lo noteremo e lo affronteremo. Se dovesse accadere qualcos'altro, lo affronteremo comunque, perché ci siamo preparati e addestrati proprio per questo", ha spiegato. "Abbiamo una struttura di comando unica. Abbiamo 32 alleati che lavorano insieme. Abbiamo un fantastico Comandante Supremo Alleato nella persona di Alexus Grynkewich. Quindi siamo in perfetta forma, sia per quanto riguarda le minacce ibride sia per qualsiasi altra eventualità e dobbiamo essere chiari su questo. La Russia non sta andando bene in Ucraina ed è proprio di questo che si tratta. E ogni minuto che dedichiamo a questo è esattamente ciò che Putin vorrebbe che facessimo: essere scossi e parlare di 'oh, cosa sta succedendo qui, cosa sta succedendo là'. Calma, siamo più forti, andiamo avanti, continuiamo a investire e, soprattutto, assicuriamoci che l'Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per continuare a combattere".
Nato, Rutte: "Putin sa di non poter prevalere su Alleanza"
"Putin sa di non poter prevalere sulla Nato". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto all'Euronews defence & space summit, a Bruxelles. "Era necessario replicare e ribadire che la Nato è un'alleanza difensiva, oltre a chiedere di porre fine alla guerra in Ucraina e alle minacce nucleari, che non sono affatto costruttive", ha aggiunto Rutte rispondendo a una domanda sulla lettera che la Russia ha inviato all'Alleanza Atlantica sul rischio di escalation militare in caso di isolamento dell'exclave russa di Kaliningrad e minimizzando su un rischio di uso di armi nucleari. "La Nato è nettamente piu' forte della Russia. Non c'è alcuna possibilità che possano sconfiggerci", ha concluso il segretario generale Nato.
Russia-Usa: Cremlino smentisce negoziati su prigionieri politici
Il Cremlino ha smentito le notizie di stampa secondo cui sarebbero in corso trattative per il rilascio di prigionieri politici in cambio di un allentamento delle sanzioni statunitensi. In precedenza, The Atlantic aveva riportato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva "approvato" l'iniziativa dell'inviato speciale della Casa Bianca, John Coale, per allentare gradualmente le sanzioni se Mosca avesse accettato di liberare i prigionieri politici russi. Coale ha promosso un accordo simile con la Bielorussia, stretto alleato di Mosca, dove il presidente Alexander Lukashenko ha graziato centinaia di prigionieri in cambio di un allentamento delle sanzioni. Secondo alcune fonti, l'inviato della Casa Bianca spera ora di rivolgere tale strategia verso Mosca al fine di sbloccare la situazione di stallo nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia e "contribuire a promuovere la causa della pace". Tuttavia, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato ai giornalisti che i funzionari statunitensi e russi non hanno discusso di tale ipotesi. "In questa formulazione, la questione non e' stata discussa e non poteva essere discussa perche' neghiamo categoricamente l'esistenza di prigionieri politici", ha dichiarato Peskov durante il suo briefing con la stampa, come riportano le agenzie russe.
Russia, Putin: "Non andremo in giro a chiedere elemosine umilianti"
La Russia non andrà in giro per il mondo a mendicare elemosine "umilianti". Lo ha dichiarato Vladimir Putin, in quella che e' apparsa come una critica diretta alle richieste di sostegno avanzate dall'Ucraina ai suoi alleati. Putin ha rilasciato queste dichiarazioni, intervenendo davanti alla nuova Duma di Stato, appena eletta nelle parlamentari del 20 settembre. "A differenza di altri - che non nomineremo - la Russia non si umiliera' andando in giro per il mondo col cappello in mano a mendicare elemosine", ha dichiarato il presidente russo secondo la Tass. Pur riconoscendo che "nessuno ci regalera' nulla", ha sostenuto che la Federazione non ha bisogno di niente, in quanto la sua economia gode di buona salute.
Cirielli: "Produciamo armi per autonomia di difesa"
"Produciamo le armi non semplicemente perché vogliamo guadagnare, ma perché vogliamo avere un'autonomia di difesa". Così il viceministro degli Affari esteri Edmondo Cirielli all'inaugurazione del nuovo sito di Mbda a Pomigliano d'Arco (Napoli. "L'Italia è un Paese che ripudia la guerra - ha aggiunto - ma siamo anche la nazione più attenta di tutti al mondo nella vendita di armi a nazioni che non usano per guerre di aggressione le loro armi, e per questo abbiamo una apposita struttura presso la Farnesina. Non è un merito del governo di centrodestra, perché c'è stata e funzionava bene anche nei governi di sinistra"
L'Ambasciatore Formosa incontra gli imprenditori italiani a Odessa
Durante la sua missione a Odessa, l'Ambasciatore d'Italia in Ucraina Carlo Formosa ha incontrato in Consolato Onorario gli imprenditori italiani che da anni vivono in città e nella regione. Un momento di ascolto e dialogo con le imprese che continuano a operare nonostante la guerra, con lo sguardo già rivolto alla ricostruzione al rilancio economico della regione. Un'occasione per confrontarsi con le loro difficoltà e discutere gli strumenti migliori per continuare a operare e investire: meccanismi di garanzia, sostegno finanziario e opportunità di investimento. "Chi continua a fare impresa qui dimostra di credere nel futuro di Odessa e dell'Ucraina. L'Italia ascolta le sue imprese, per capire di cosa hanno bisogno e aiutarle a trovare gli strumenti per continuare a crescere", ha dichiarato Formosa. "Sostenere chi è qui oggi e creare le condizioni perché domani siano sempre di più: questo è l'approccio italiano alla ricostruzione".
Registro danni Ucraina ora accetta anche reclami per il deterioramento dell'ambiente
Il Registro dei danni per l'Ucraina, istituito nel 2023 nell'ambito del quadro istituzionale del Consiglio d'Europa, ora accetta anche i reclami presentati da Kiev per il danneggiamento dell'ambiente e delle risorse naturali causato dalla guerra d'aggressione della Russia. Questa nuova categoria di reclami si aggiunge alle altre 42 già esistenti, che per i singoli individui includono questioni come la morte e la scomparsa di un parente prossimo, la deportazione forzata di minori e maggiorenni, lesioni personali gravi, violazioni di diritti come quello a non essere torturati, oltre che la perdita della propria abitazione. Inoltre lo Stato e le sue varie entità possono fare reclami per i danni o la distruzione delle infrastrutture, di beni culturali, e palazzi pubblici. "Il Registro dei danni subiti dall'Ucraina rappresenta la memoria giuridica di questa guerra ingiusta" ha dichiarato Alain Berset, segretario generale del Consiglio d'Europa. "È il primo passo verso un sistema completo di risarcimento per l'Ucraina e il popolo ucraino per le gravi ingiustizie subite", ha aggiunto. Il Registro dei danni per l'Ucraina, che ha iniziato a raccogliere le richieste di risarcimento nell'aprile 2024, ne ha ricevute finora 195mila. Circa 65mila sono state inserite nel registro, mentre l'esame delle restanti è ancora in corso. Il Consiglio d'Europa afferma che i lavori per l'istituzione della seconda 'gamba' del sistema, la Commissione internazionale per i risarcimenti a favore dell'Ucraina, sono a buon punto. La convenzione per creare la commissione è stata già ratificata dall'Unione europea e 9 Stati membri (Estonia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Ucraina), mentre altri 29 Stati membri, tra cui l'Italia, e uno osservatore, il Canada, hanno fatto il primo passo, firmando il trattato. All'appello dalle firme mancano 7 Stati membri del Consiglio d'Europa, Armenia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Ungheria, Serbia, Turchia.
Cremlino: su nucleare per Kaliningrad "monito a facinorosi" Ue
La rappresaglia nucleare per qualsiasi tentativo di bloccare la regione di Kaliningrad e' prevista dai documenti normativi russi ed è proprio questo che i diplomatici russi stanno ricordando alle "teste calde" in Europa. Lo ha chiarito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, durante un briefing con la stampa. "Abbiamo ripetutamente sentito dichiarazioni piuttosto oltraggiose da parte della Polonia e di altri Paesi europei, che hanno toccato anche la questione di Kaliningrad. Pertanto, e' del tutto naturale che i nostri diplomatici stiano cercando di ricordare ai piu' accesi sostenitori della causa in Europa i nostri documenti programmatici su questo argomento", ha osservato il portavoce commentando il monito inviato alla Nato tramite l'ambasciata russa a Bruxelles sull'exclave russa nel Baltico. Ieri, le ambasciate russe in Belgio, Gran Bretagna e Irlanda hanno avvisato che la Federazione "e' pronta a utilizzare l'intero arsenale militare russo, comprese le armi nucleari", in caso di un tentati di blocco di Kaliningrad.
Russia, Putin a inaugurazione nuova Duma: "Unità società è garanzia per sicurezza e sovranità future"
Vladimir Putin ha pronunciato un discorso di fronte alla nuova Duma nella seduta inaugurale della Camera bassa del Parlamento russo formata dopo il voto dello scorso fine settimana in cui il 'suo' partito, Russia unita, ha una maggioranza schiacciante. "L'Unità della nostra società è la garanzia più sicura che, insieme, otterremo tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati. Che ci offre garanzie affidabili per la sicurezza della Russia e sovranità per generazioni a venire", ha dichiarato, esprimendo "assoluta certezza" sulla realizzazione di tali obiettivi.
Zelensky visita le truppe in prima linea nell'est dell'Ucraina
Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver fatto visita alle truppe in prima linea nei pressi di Lyman, una città contesa nell'est dell'Ucraina dove è stata lanciata una controffensiva contro le forze russe. "Oggi ho incontrato qui i soldati impegnati in missioni nel settore di Lyman e ho consegnato loro delle onorificenze statali. Ho anche parlato con il comandante della brigata delle missioni che l'unità sta portando avanti", ha dichiarato Zelensky sui social media, pubblicando un video che lo ritrae in un posto di comando.
Ucraina, Vilnius: "Guerra ibrida non riguarda più solo fianco Est"
Il ministro della Difesa lituano, Raimundas Vaiksnoras, ha avvertito che le minacce ibride della Russia non rappresentano piu' "un problema solo del fianco orientale", poiche' "si avvicinano alle nostre linee rosse". "Spesso immaginiamo che la guerra inizi con i carri armati che attraversano il confine. Aspettiamo uno scenario chiaro ai sensi dell'articolo 5", ha detto intervenendo all'Euronews Defence and Space Summit, "ma la Russia opera gia' al di sotto della soglia prevista dall'articolo 5". Il ministro ha riferito che in Lituania, "queste minacce si manifestano indirettamente con attacchi di droni nel nostro spazio aereo, sabotaggi e incendi dolosi, attacchi informatici, disturbo del Gps, l'uso della migrazione clandestina come arma" "Per anni", ha poi avvertito il ministro citato dal Guardian, questo "e' stato considerato un problema del fianco orientale. Non piu'. Vediamo che gli stessi metodi vengono sempre piu' utilizzati in tutta Europa". Lo scopo, spiega Vaiksnoras, e' chiaro: "Mettere alla prova la nostra resilienza, individuare i nostri punti deboli e sfidare l'unita' degli alleati. Quindi la domanda e': se questo sta accadendo ora, cosa succedera' dopo? La Russia continuera' a testare fino a che punto puo' spingersi se non ci sara' una risposta efficace. Ogni test riuscito crea lo spazio per il successivo". "Oggi la Russia opera al di sotto dei limiti previsti dall'articolo 5. Domani potrebbe mettere alla prova fino a che punto puo' spingersi oltre tale limite", ha poi ammonito il ministro lituano avvertendo che Mosca "si avvicinera' sempre di piu' alle nostre linee rosse e potrebbe persino mettere alla prova la possibilita' di cancellarle". Per questo, l'appello del ministro all'Europa e' di fare in fretta: "Tutti i sistemi di appalto e i quadri giuridici europei continuano spesso a funzionare a ritmi da tempo di pace. Ma se ci vogliono anni per testare, acquistare e implementare nuove tecnologie, rischiamo di acquistare tecnologie obsolete per le guerre di domani".
Putin: "Non andremo a chiedere l'elemosina in giro per il mondo, come fanno altri"
La Russia non si umilierà andando in giro per il mondo a chiedere l'elemosina, "a differenza di altri". Lo ha detto il presidente Vladimir Putin parlando davanti ai deputati della nuova Duma, la camera bassa del Parlamento, che si è riunita oggi per la prima volta dopo le elezioni del 18-20 settembre. "La Russia, a differenza di alcuni, senza fare nomi, non può permettersi di correre in giro per il mondo e di umiliarsi mendicando elemosine con la mano tesa", ha affermato Putin, citato dalla Tass.
Belgio: "L'Europa rischia un inverno di attacchi ibridi"
L'Europa rischia un "inverno" di attacchi ibridi russi ha avvertito il ministro della Difesa belga Theo Francken. L'Europa si trova ad affrontare un "cupo inverno" di attacchi ibridi russi e ha urgente bisogno di potenziare le proprie difese aeree, ha dichiarato Francken, intervenendo al vertice sulla difesa di Euronews a Bruxelles. Il ministro ha anche descritto la Russia come la "maggiore minaccia" alla sicurezza del Belgio. "Nei prossimi mesi ci saranno altre azioni diminaccia ibrida. Sarà un inverno cupo per l'Europa", ha affermato Francken, invitando a "potenziare le difese aeree, avere più scorte e aumentare la produzione" militare.
Kiev: "155 miliardi di dollari costi guerra nel 2026"
Quest'anno i costi della guerra in Ucraina raggiungeranno i 155 miliardi di dollari. Lo ha riferito il primo ministro di Kiev Sergii Koretskyi. Si tratta della prima volta che l'Ucraina pubblica una stima dei suoi costi annuali di guerra. Koretskyi ha affermato che l'Ucraina sta lavorando per colmare un deficit di finanziamenti di 27 miliardi di dollari al fine di garantire la possibilità di condurre operazioni di combattimento attive il prossimo anno. Il premier ha anche affermato che il governo coprirà 7 miliardi di dollari del deficit attraverso misure di austerità, ottimizzazione del bilancio e riallocazione dei costi, e che è in trattative con i partner di Kiev per la somma rimanente.
Ucraina, Conte: "Con armi abbiamo dato, si aiuti Kiev in modo operativo e diverso"
Proposte di Nova su Ucraina? "Noi non siamo persone fuori di testa, ma anche chi le parla ha fatto il presidente e il Consiglio in due governi e mi sembra che abbiamo retto delle emergenze molto più gravi di quelle attuali, la ragione per cui noi all'inizio, con una decisione ben ponderata e anche sofferta, quando c'era Draghi, abbiamo detto sì a mandare le armi, perché sennò c'è il rischio di questa asimmetria. Oggi è cambiato che dopo quattro anni, stiamo in un escalation militare che diventa senza limiti e confini, si combatte in campo aperto, nei centri abitati e nelle capitali, a Mosca e a Kiev, e stiamo rotolando nella guerra". Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, all'Aria che tira, su La7. "Adesso noi diciamo: 'Con le armi abbiamo dato, adesso c'è una svolta negoziale', perché con la svolta negoziale possiamo avere la prospettiva" di un negoziato. "Mi sembra che in questo momento l'Ucraina sia un Paese assolutamente armato. Non stiamo abbandonando l'Ucraina, fino adesso si è pensato in Europa di aiutare l'Ucraina facendoli combattere anche in nome dell'Europa perché si parla di libertà, di democrazia, di valori occidentali, tutte belle parole.Oggi io voglio aiutare e vogliamo aiutare in tanti gli ucraini in modo diverso, ancora più operativo, cioè indirizzando a soluzione pacifica quel conflitto", aggiunge.
Usa-Russia, inviato Putin: "In corso dialogo su più dossier"
Il dialogo con gli Stati Uniti prosegue in molti ambiti, compreso quello energetico: lo ha dichiarato Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con l'estero. "Stiamo andando avanti e il dialogo è importante. Il dialogo prosegue in molti ambiti, compreso quello energetico", ha affermato Dmitriev rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sui colloqui svoltisi questa settimana a Washington.
Zelensky: "Belgio trasferirà tre F-16 a Kiev entro fine anno"
Il Belgio trasferirà tre caccia F-16 all'Ucraina entro la fine del 2026, attraverso una procedura veloce. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "È stato raggiunto un importante accordo con il Belgio per il trasferimento di tre caccia F-16 entro la fine dell'anno. Riceveremo questi velivoli attraverso una procedura accelerata", ha scritto Zelensky sul Telegram. Secondo il capo dello Stato, l'Ucraina ha già ricevuto forniture urgenti di munizioni per gli F-16 dal Belgio e da altri Paesi, in particolare dalla Spagna. "Quando la Russia intensifica ogni giorno la sua escalation, dobbiamo rafforzare le nostre capacità di abbattere bersagli aerei e proteggere le persone", ha osservato Zelensky, ringraziando il primo ministro belga Bart de Wever e l'intero governo per le misure decisive adottate a sostegno dell'Ucraina in risposta agli attacchi russi.
La Russia colpisce infrastrutture energetiche a Kiev, 3 morti in attacchi alla capitale
La Russia ha colpito le infrastrutture energetiche di Kiev durante la notte, proseguendo l'offensiva contro il sistema elettrico ucraino con l'arrivo dell'autunno: un attacco che gli ucraini temono sin dai devastanti raid alla rete elettrica dello scorso inverno. Il primo ministro Serhii Koretskyi ha affermato che la Russia ha lanciato un massiccio attacco contro le infrastrutture energetiche ucraine a Kiev e in altre regioni, provocando danni e distruzioni. "Dall'estate scorsa, praticamente non c'è stato un solo giorno in cui il nemico non abbia attaccato le infrastrutture energetiche. Ma un attacco così massiccio e coordinato si è verificato per la prima volta dalla fine della scorsa stagione di riscaldamento", ha affermato.
La Dtek, la più grande compagnia energetica privata ucraina, ha dichiarato che l'attacco russo della notte ha danneggiato le infrastrutture energetiche. L'azienda ha aggiunto di aver ripristinato l'energia elettrica a 8.000 clienti sulla riva sinistra di Kiev e che le squadre di emergenza continuano a operare. Anche l'operatore di rete statale Ukrenergo ha dichiarato che si sono verificati blackout a Kiev e nella regione di Kiev, oltre che in altre zone, e ha consigliato ai residenti di rimandare l'utilizzo di elettrodomestici ad alto consumo energetico.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato che le infrastrutture energetiche della capitale sono l'obiettivo principale degli attacchi russi. "Ogni missile intercettore salva davvero delle vite. E più ci avviciniamo all'inverno, più è necessaria tale protezione. Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che la scommessa della Russia sul terrorismo balistico e con i droni non vada a buon fine", ha affermato. L'agenzia di stampa statale russa Tass ha affermato che gli attacchi russi hanno colpito la centrale termoelettrica di Trypilska, nell'oblast di Kiev, la più grande centrale elettrica della regione, nonché una sottostazione elettrica.
Cremlino: "Uso del nucleare a difesa di Kaliningrad è nei nostri documenti normativi"
Una risposta nucleare russa a qualsiasi tentativo di bloccare la regione di Kaliningrad è prevista dai "documenti normativi" di Mosca, cioè dalla sua dottrina nucleare, ed è questo che i diplomatici russi cercano di ricordare alle "teste calde" in Europa. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in merito all'avvertimento trasmesso alla Nato, di cui si è avuta notizia ieri. "È del tutto naturale che i nostri diplomatici cerchino di ricordare alle teste calde in Europa i nostri documenti normativi in merito", ha osservato Peskov, citato dalla Tass.
Zelensky: "5 morti e 14 feriti negli attacchi russi"
Cinque persone sono rimaste uccise in Ucraina, tra cui un bambino, e 14 sono rimaste ferite negli attacchi russi della notte. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky e lo riporta Ukrinform, citando un post del presidente su Facebook. "Al momento, 14 persone in tutto il Paese sono rimaste ferite a seguito di tutti questi attacchi. Purtroppo, cinque persone hanno perso la vita, compreso un bambino. Le mie condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari", ha affermato Zelensky. Gli attacchi hanno preso di mira principalmente le infrastrutture energetiche a Kiev e nelle aree circostanti; il presidente ha aggiunto che sono state colpite anche le regioni di Zhytomyr, Mykolaiv, Kirovohrad, Rivne, Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Cherkasy.
Mosca, conquistati due villaggi nelle regioni ucraine dei Sumy e Zaporizhzhia
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di altri due centri abitati in Ucraina nelle ultime 24 ore. Si tratta dei villaggi di Tolstodubovo, nella regione nord-orientale di Sumy, e di Yegorovka, nella regione meridionale di Zaporizhzhia, secondo quanto precisa il dicastero.
Kiev, nuovi attacchi russi nella notte: morti e feriti. VIDEO
Media: "Piloti del volo FlyDubai non sono russo e ucraino"
Diversamente da come avevano riferito in precedenza, media israeliani riferiscono adesso che i piloti dell'aereo FlyDubai diretto a Tel Aviv e atterrato in emergenza in Arabia Saudita, non sarebbero uno russo e l'altro ucraino, ma omanita uno ed emiratino l'altro. Il pilota che avrebbe tentato di far schiantare l'aereo sarebbe cittadino dell'Oman, riferisce Ynet.
Media: "Unità militare ucraina addestra volontari cinesi per combattere contro Mosca"
Una unità militare ucraina specializzata nella ricognizione ha avviato quest'anno un progetto per reclutare e addestrare cittadini cinesi disposti a combattere contro la Russia. Lo scrive il Guardian, secondo cui nella formazione ci sono attualmente circa una dozzina di volontari cinesi. Il progetto è mantenuto riservato per ragioni di sicurezza. Il comandante dell'unità, che usa il nome di battaglia Muse, ha riferito che cinque cittadini cinesi hanno già completato l'addestramento e sono tornati in Cina dopo aver subito pressioni da parte delle autorità. Secondo il comandante, i volontari ancora presenti rischiano conseguenze per sé e per le proprie famiglie qualora le loro identità venissero rese pubbliche. I volontari arrivano all'unità attraverso i social media e il passaparola. Un cittadino cinese chiamato Tim, che il Guardian identifica con il suo nome inglese, è incaricato di effettuare i colloqui preliminari e la selezione dei candidati. L'unità è una delle formazioni ucraine che stanno cercando di attirare combattenti stranieri mentre l'esercito di Kiev affronta una carenza di personale. Secondo il Guardian, in Ucraina combattono circa 16mila stranieri, meno del 3% delle forze armate. Per i volontari cinesi, tuttavia, esiste il rischio aggiuntivo delle pressioni esercitate dalle autorità del loro Paese. Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato di avere emesso diversi avvisi invitando i cittadini cinesi a stare lontani dalle aree di conflitto e, in particolare, a non partecipare alle operazioni militari di nessuna delle parti.
Passeggero cerca di fermare rissa tra piloti volo FlyDubai, foto con sangue su t-shirt
La prima immagine diffusa sui social dopo che l'aereo di FlyDubai in emergenza è atterrato in Arabia Saudita mostra un passeggero con la camicia macchiata di sangue. L'uomo è intervenuto per separare il pilota e il copilota durante la rissa scoppiata nella cabina di pilotaggio, riporta Ynet.
Funzionari israeliani: "Il pilota ha tentato di far schiantare l'aereo FlyDubai"
Parlando con Yedioth Ahronot, alti funzionari del settore aeronautico israeliano riferiscono che non è ancora stata esclusa l'ipotesi di un incidente di sicurezza a bordo del volo FlyDubai da Dubai all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Secondo una prima valutazione, uno dei piloti avrebbe tentato di provocare uno schianto, ma l'altro sarebbe riuscito a sventare il tentativo con l'aiuto di alcuni passeggeri israeliani.
Kaliningrad, dove si trova l’exclave russa in Europa e quali armi nucleari può ospitare
Situata tra tra Polonia e Lituania, Kaliningrad è la piccola exclave della Federazione russa ed è uno dei punti più strategici e militarizzati del fianco orientale della Nato. Negli ultimi anni, è tornata al centro delle tensioni tra Mosca e l'Alleanza atlantica, anche per la presenza di sistemi missilistici russi capaci di trasportare testate nucleari.
Kaliningrad, quali armi nucleari può ospitare l’exclave russa in Ue
Vai al contenutoMedia: "Emergenza sul volo FlyDubai per una lite tra pilota russo e copilota ucraino"
La compagnia aerea FlyDubai ha ufficialmente annunciato che "i piloti hanno avuto una colluttazione in cabina di pilotaggio durante il volo, fino a quando uno di loro ha perso conoscenza. Non si è trattato di un incidente di sicurezza". Lo riferisce Channel 12 in relazione all'emergenza scattata sul volo Dubai-Tel Aviv e che successivamente è atterrato in Arabia Saudita. Secondo le prime informazioni, il pilota è di origine russa e il copilota di origine ucraina.
Un drone si schianta in Moldavia durante l'attacco russo notturno all'Ucraina
Un drone è entrato nello spazio aereo moldavo, si è schiantato fuori da un villaggio ed è esploso nelle prime ore di oggi, durante un massiccio attacco russo contro l'Ucraina. Lo scrive il Kyev Independent che cita il ministero della Difesa della Moldavia. Secondo il ministero, il drone ha violato lo spazio aereo moldavo intorno alle 5.43 ora locale (le 4.43 in Italia) ed è precipitato nei pressi del villaggio di Hirbovat, nel distretto centrale di Anenii Noi, dove è esploso. In base alle informazioni preliminari, l'esplosione non ha causato feriti. Squadre della polizia e dell'esercito moldavi si sono recate sul posto per un sopralluogo. Nella notte, la Russia ha lanciato un attacco contro l'Ucraina impiegando 188 droni - 86 dei quali a propulsione a getto - oltre a missili Zircon, Onyx e Iskander, secondo quanto riferito dall'Aeronautica militare ucraina. L'Aeronautica ha dichiarato di aver abbattuto o neutralizzato 5 missili e 155 droni.
Mosca, bombardati data center De Novo e sistema elettrico a Kiev
La scorsa notte, le forze armate russe hanno condotto attacchi con missili e droni contro un centro di comunicazioni a Kiev, infrastrutture del sistema energetico ucraino nella regione di Kiev le il porto di Izmail, nella regione di Odessa. Lo ha riferito su Telegram il ministero della Difesa russo. Nella capitale ucraina, secondo il resoconto del ministero russo, è stato colpito il data center De Novo. Nella regione di Kiev sono stati colpiti la sottostazione elettrica di Nalivaykovka, la centrale idroelettrica di Vyshgorod, la centrale termoelettrica di Trypilska e un impianto di accumulo di energia nel villaggio di Gorenichi. Nella regione di Odessa l'esercito russo ha preso di mira magazzini, presumibilmente utilizzati per lo stoccaggio di materiale bellico situati nel porto di Izmail, lungo il Danubio, e una nave da carico che trasportava merci a duplice uso in movimento attraverso la parte nord-occidentale del Mar Nero.
Attacchi russi in Ucraina, chiusi gli aeroporti polacchi di Lublino e Rzeszów
L'aviazione militare polacca sta operando nello spazio aereo del Paese dopo gli attacchi russi sul territorio ucraino. Lo spiega il Comando operativo delle forze armate (Rsz) che, tramite il Centro operazioni aeree, ha attivato le sue forze mentre i sistemi di difesa aerea basati a terra e i mezzi di ricognizione radar hanno raggiunto lo stato di prontezza operativa. Tali azioni, scrive il comando su X, "hanno carattere preventivo e sono volte a garantire la sicurezza e la protezione dello spazio aereo". Per garantire la libertà operativa dell'aviazione militare, gli aeroporti di Lublino e Rzeszów hanno temporaneamente sospeso le operazioni di volo, ha aggiunto sempre su X l'Agenzia polacca per i servizi di navigazione aerea.
Kiev: "Neutralizzati 5 missili balistici e 155 droni russi"
Le forze di difesa aerea ucraine hanno neutralizzato 5 missili balistici e 155 droni che gli invasori russi avevano utilizzato per attaccare l'Ucraina a partire ieri sera. Come riporta Ukrinform, l'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine ha diffuso la notizia tramite Telegram. Secondo il rapporto, dalle 18 di ieri, i russi hanno attaccato con missili antinave Zircon/Onyx dalla regione di Kursk, missili balistici Iskander-M/S-400 dalle regioni di Voronezh e Bryansk, 188 droni d' attacco tipo Shahed (di cui 86 a reazione), droni simulatori Gerbera e Parody dalle seguenti direzioni: Orel, Millerovo, Kursk, Primorsko-Akhtarsk (Federazione Russa), Donetsk temporaneamente occupata, nonché Gvardiyske e Chauda (Crimea).
La direzione principale dei raid è stata la regione di Kiev. L'attacco aereo è stato respinto dall'aviazione, dalle truppe missilistiche antiaeree, dalle unità di guerra elettronica e dai sistemi senza pilota, nonché dai gruppi di fuoco mobili delle Forze di Difesa dell'Ucraina.
Ministro Kiev: "Ogni allarme missilistico costa 45 milioni dollari all'ora"
Gli allarmi missilistici costano all'Ucraina circa 45 milioni di dollari per ogni ora di interruzione delle attività economiche. Lo ha dichiarato - come riporta il The Guardian - Oleksandr Kravchenko, ministro ucraino dell'economia e dell'ambiente, secondo cui l'intensificarsi degli attacchi russi sulle infrastrutture alla base dell'economia ucraina, colpendo siti industriali, magazzini, centri logistici e data center sono un tentativo di "distruggere praticamente l'intera economia". "Quello che non avevamo previsto del tutto - ha aggiunto - era la rapidità con cui la Russia avrebbe sviluppato questi droni a reazione e li avrebbe usati per colpire qualsiasi cosa".
Ucciso un bambino nei raid su Kiev
Un bambino è stato trovato morto sotto le macerie di un'abitazione distrutta a Vyshhorod, nella regione di Kiev, dopo un nuovo attacco con missili e droni. Lo ha riferito Timour Tkachenko, capo dell'amministrazione militare della capitale ucraina, precisando che i soccorritori hanno estratto vive altre tre persone e proseguono le operazioni di rimozione delle macerie.
Due morti e quattro feriti per gli ultimi attacchi russi a Kiev
Gli attacchi russi su Kiev della notte hanno causato la morte di un bambino e di una donna e il ferimento di altre quattro persone lo ha annunciato mercoledì l'amministrazione militare locale. Nella notte, giornalisti dell'Afp avevano udito una decina di esplosioni nella capitale ucraina, bersaglio quasi quotidiano di attacchi da parte di Mosca. Ieri sera, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che un raro incontro tra i ministri degli Esteri tedesco e russo, avvenuto sabato a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, ha dimostrato che la Russia "non è affatto interessata a negoziati seri" sull'Ucraina, a oltre quattro anni e mezzo dall'inizio dell'offensiva russa.