Terremoto Indonesia, almeno 53 morti. A Flores 700 italiani, Farnesina: "Nessuna vittima"

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La prima scossa è stata di magnitudo 7.7 e ha colpito l'isola di Flores, ed è stata seguita da numerose altre di assestamento nel corso della giornata. A distanza di poche ore, un'altra scossa di magnitudo 6.9 è stata avvertita sull'isola di Sumatra, con l'epicentro localizzato a 126 chilometri a sudest del capoluogo Medan

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L’Indonesia è stata colpita sabato 15 agosto da due violente scosse di terremoto: la prima è stata di magnitudo 7.7 e ha colpito l'isola di Flores, ed è stata seguita da numerose scosse di assestamento nel corso della giornata. E il bilancio provvisorio delle vittime si aggrava: sono almeno 53 i morti e 135 i feriti, anche se si teme possano aumentare: risultano infatti essere tanti i dispersi. A distanza di poche ore, un'altra scossa di magnitudo 6.9 è stata avvertita sull'isola di Sumatra, con l'epicentro localizzato a 126 chilometri a sudest del capoluogo Medan. La Farnesina ha reso noto che sono circa 6mila i cittadini italiani non residenti presenti in questo momento in Indonesia, di cui circa 700 proprio sull'isola di Flores. Al momento non risultino vittime o feriti tra i connazionali. Intanto sono iniziati ad arrivare i primi aiuti per le migliaia di sfollati sull'isola.

Partiti dall'isola di Flores i turisti bolognesi bloccati dal sisma

I tredici turisti bolognesi che erano rimasti bloccati sull'isola indonesiana di Flores sono riusciti a lasciare l'isola, sebbene non ancora per tornare a casa. In tarda mattinata, ora italiana, si sono imbarcati su un volo per Bali, dove la situazione risulta più tranquilla. Dall'aeroporto di Denpansar, a Bali, dovrebbero poi con meno difficoltà riuscire a trovare un altro volo che li porti fino in Italia, anche se i tempi non sono ancora chiari. Il gruppo di bolognesi si trovava in barca nell'arcipelago di Komodo al momento della prima scossa. A causa dell'allerta tsunami erano stati trasferiti nel villaggio più vicino, per poi essere trasportati in zone più elevate e infine in un albergo a Labuan Bajo, consigliato dall'ambasciata italiana a Jakarta con la quale sono stati, nelle ultime ore, in contatto costante. "Il nostro albergo ha riportato alcune crepe, ma nulla di grave, è abbastanza sicuro", aveva raccontato uno dei turisti poche ore prima di lasciare l'isola di Flores.

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La nota della Farnesina

Il ministero degli Esteri ha pubblicato una nota in cui "invita i gli italiani a mantenersi in contatto con l'ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell'Unità di Crisi. In caso di necessità - scrive sempre la Farnesina - è possibile contattare l'ambasciata d'Italia a Giacarta al numero +62 8151811344 e al +62 8139964395 o l'Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225 o via mail a unita.crisi@esteri.it".

Cosa sta succedendo in Indonesia

Oltre 5.000 le persone sono state costrette a lasciare le proprie case e oltre 900 abitazioni risultano seriamente danneggiate. I danni si estendono anche ad altre strutture e tra gli edifici colpiti dal sisma c'è anche l'ospedale regionale di Ruteng, dove - riporta l'Afp - i pazienti sono stati fatti evacuare e spostati in alcune tende nei pressi della struttura. "Abbiamo bisogno di cibo, bevande, medicinali e pannolini per i bambini", ha detto un abitante del posto all'agenzia di stampa francese. Subito dopo il sisma, le autorità indonesiane hanno diramato un'allerta tsunami e migliaia di persone si sono allontanate dalle coste. L'allarme è stato ritirato alcune ore dopo, ma la protezione civile locale ha avvertito di rimanere lontani dalle zone costiere e da edifici che mostrano segni di danni. Dopo la scossa più violenta, se ne sono registrate centinaia di altre di varia intensità, tra cui una di magnitudo 6.9 sempre nella giornata di sabato ma in un'altra zona dell'Indonesia, più a ovest: quella dell'isola di Sumatra. L'Indonesia si trova in una zona altamente sismica e piena di vulcani attivi: la cosiddetta "Cintura di Fuoco" che dalle zone occidentali delle Americhe a quelle orientali dell'Asia e dell'Oceania si snoda come un arco attraversando il globo per decine di migliaia di chilometri. Quattro anni fa, centinaia di persone rimasero uccise in un terremoto nella zona occidentale dell'isola di Giava, mentre almeno 4.000 persone persero la vita nel 2018 a causa del sisma e dello tsunami che travolsero parte dell'isola di Sulawesi. Sull'isola di Flores - colpita dal sisma di sabato - un terremoto seguito da uno tsunami si stima che uccise 2.500 persone nel 1992. La tragedia più terribile è però probabilmente quella provocata dal terremoto con epicentro al largo dell'isola di Sumatra e dal successivo maremoto che nel 2004 uccisero 220.000 persone, di cui 170.000 solo in Indonesia. 

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