Nazionale, oggi consiglio federale. Attese novità su ct dopo l'addio di Maldini e Leonardo
SportCome anticipato da Sky Sport, tutte le pratiche dell'entourage di Pirlo e gli incontri in programma ieri a Roma sono stati interrotti dopo il caso-Russia. Viste le pressioni politiche, il presidente della Figc non ha dato il via libera a procedere. Sul nome del prossimo Ct, poi, ha promesso novità in giornata. Il ministro dello Sport Abodi: "Ora bisogna recuperare alla brutta figura". Malagò: "Dipende da chi l'ha fatta"
Andrea Pirlo non sarà il prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Non solo: Paolo Maldini e Leonardo, come anticipato da Sky Sport, hanno deciso di lasciare la Federcalcio. Per il nome del prossimo Ct, poi, Giovanni Malagò ha promesso novità per la giornata di oggi, quando è in programma il consiglio federale. Sono le notizie principali che hanno accompagnato questo lunedì di caos azzurro. Nella mattinata del 27 luglio, come anticipato da Sky Sport, tutte le pratiche dell'entourage di Pirlo e gli incontri in programma a Roma sono stati interrotti (IL RACCONTO DI SKY SPORT). La conferma del mancato arrivo sulla panchina dell'Italia a causa del caso Fonbet, poi, è arrivata direttamente da Pirlo, che in una serie di storie su Instagram ha detto di "aver appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana". In precedenza i legali di Pirlo e lo stesso allenatore sui social avevano provato a chiarire la posizione legata alla collaborazione con Fonbet, la principale piattaforma russa di scommesse sportive: tuttavia, viste le pressioni politiche, il presidente della Figc Malagò non ha dato il via libera a procedere. Si tratta di una decisione che - sommata al no di Guardiola - avrebbe poi portato alla fine prematura anche del lavoro di Maldini e Leonardo in Figc. "Paolo Maldini e Leonardo lasciano la Federcalcio, lo hanno comunicato al presidente federale Giovanni Malagò", ha annunciato Sky Sport in serata. "Su Maldini non posso dire niente", aveva risposto Malagò qualche ora prima a chi gli chiedeva se c'era il rischio di dimissioni da parte del dt azzurro. Sul commissario tecnico, invece, Malagò ha rimandato ogni discorso al consiglio federale: "Sale Thiago Motta come ct? Per qualsiasi nome, in questo momento, non posso dire né sì né no. Domani sicuramente ci saranno novità". A questo punto, oltre al Ct, servirà anche il nome di un nuovo dt con il nome di Giorgio Chiellini che si fa avanti. Per la panchina, il favorito sembra ora Roberto Mancini.
Lasciano Maldini e Leonardo
Paolo Maldini e Leonardo erano stati nominati direttore tecnico e advisor della nazionale italiana sabato 11 luglio: il loro incarico, quindi, è durato 16 giorni. “Abbiamo appreso dalla tv delle dimissioni di Maldini e Leonardo, ne abbiamo preso atto. Sorpreso? Direi di no, era nell'aria. Maldini aveva scelto Pirlo, che però non sarà il ct. Mi spiace perché secondo me era una grande scelta Maldini, una persona di valore e avrei gradito, per tutto il movimento calcio, che fosse ancora a bordo", ha commentato Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A. Uscendo dalla Figc, sul possibile ct, ha aggiunto: "Non abbiamo fatto nomi". Anche il presidente della Lega nazionale dilettanti, Giancarlo Abete, ha commentato le dimissioni: "Lo abbiamo saputo nel finale della riunione delle componenti, da notizie dei media. Fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal dt e dall'advisor. Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio. Non siamo abituati a certe situazioni, Malagò tra l'altro non ci ha fatto nomi".
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Il caso dell’accordo con Fonbet
Il caso del mancato arrivo di Pirlo, come ha spiegato Sky Sport (TUTTE LE NOTIZIE IN DIRETTA), ruota intorno all’accordo commerciale dell'ex calciatore con Fonbet, il principale colosso russo delle scommesse sportive. L'ex centrocampista ricopre infatti il ruolo di global ambassador per l'azienda. Una posizione ha scatenato una bufera di dichiarazioni politiche e forti pressioni istituzionali: dopo approfondimenti legali effettuati dalla Federcalcio, il Presidente della Figc Giovanni Malagò aveva dunque deciso di fermare le trattative. Al centro dello stop motivi di opportunità politica e istituzionale, legati alle scommesse e ai delicati equilibri geopolitici internazionali.
"Solidarietà" a Pirlo dall'ambasciatore russo in Italia
"Sincera e umana solidarietà" è stata espressa ad Andrea Pirlo dall'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov. "Rattrista constatare che, nonostante il suo contributo straordinario allo sport mondiale e all'immagine dell'Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, Lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito 'pseudo-democratico'", ha scritto Paramonov in una lettera aperta a Pirlo postata sul canale Telegram dell'ambasciata russa.
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Abodi: “Ora recuperare la brutta figura”
E sul caso è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi: "La rinuncia di Pirlo alla panchina azzurra? È una notizia che si commenta da sola, è una situazione che avremmo voluto differente con una tempestività e anche con una comunione di intenti che non si è manifestata. Adesso c'è da recuperare una brutta figura".
Malagò: “Dipende da chi l'ha fatta”
Il presidente della Figc Giovanni Malagò, in collegamento durante il panel del Sole 24 Ore sull'indice di sportività delle città italiane, ha detto: "Durante questo collegamento avrò ricevuto 600 o 700 messaggi, è da questa mattina che sto ricevendo tantissimi messaggi, per educazione ho sempre risposto. Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia". Successivamente, ha aggiunto: "Una brutta figura? Dipende da chi l'ha fatta". Più tardi, a chi gli ha chiesto a chi si riferisse, ha aggiunto: "Devo dire che il mondo di Andrea Abodi, con il quale oggi ho ottimi rapporti, è uno di quei mondi che non può parlare di brutte figure. Ce ne sono state tante da tante parti".
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Le parole di Pirlo su Instagram
Lo stesso Andrea Pirlo era intervenuto in precedenza su Instagram per spiegare la sua posizione: “Ho assistito con grande amarezza al dibattito intorno al mio nome come ct”, ha detto l’ex allenatore di Juventus e Sampdoria. “Nel corso della mia carriera ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche è esclusivamente di natura commerciale e sportiva, attribuirle un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia. L'amore per l'Italia non dipende da un incarico”.