Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump sospende attacco: "In corso negoziati seri. Sviluppi positivi"

©Ansa

La decisione del presidente sull'attacco previsto per li 19 maggio arriva su richiesta degli alleati del Golfo. Secondo alcune indiscrezioni, citate da Al Arabiya, Teheran ha chiesto una tregua lunga e a più fasi, un'apertura graduale e sicura di Hormuz e sarebbe pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare, purché venga trasferito in Russia. Trump: "Non sono aperto a concessioni, l'Iran sa cosa accadrà a breve"

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Donald Trump ha deciso di sospendere un nuovo attacco contro la Repubblica islamica dell'Iran inizialmente previsto per martedì. Lo ha annunciato su Truth lunedì sera e, dopo aver ribadito che sono in corso negoziati seri con Teheran, ha sottolineato di averlo fatto su richiesta dei suoi alleati regionali, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti.  "Abbiamo fatto molti progressi con l'Iran", ha detto il presidente statunitense.

L'Iran ha risposto all'ultima proposta statunitense: lo ha comunicato il ministero degli Affari Esteri iraniano. Secondo alcune indiscrezioni, citate da Al Arabiya, Teheran, nella sua risposta agli Usa in 14 punti, avrebbe chiesto una tregua lunga e a più fasi, un'apertura graduale e sicura di Hormuz e sarebbe anche pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l'uranio altamente arricchito venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti.

Il Pakistan ha quindi condiviso con gli Stati Uniti una proposta rivista dell'Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente, ha scritto Reuters sul sito citando una fonte pakistana, mentre i colloqui di pace sembrano rimanere in una fase di stallo.

Il tycoon ha poi sentito Netanyahu e ha precisato: "Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare".  Trump ha anche convocato al suo golf club in Virginia i massimi consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Per Axios, martedì sarà è stata convocata la Situation Room. 

Soldati dell'Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro. Lo scrivono i media israeliani. Una diretta streaming, mostrata dal Times of Israel, mostra dei commando della marina militare israeliana che abbordano una delle navi della Global Sumud Flotilla al largo delle coste di Cipro.

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Trump: "Paesi arabi mi hanno chiesto si sospendere l'attacco per 2-3 giorni"

"Mi è stato chiesto dall'Arabia Saudita, dal Qatar, dagli Emirati Arabi Uniti e altri se potevamo rimandare di due o tre giorni" l'attacco all'Iran. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che gli hanno chiesto un "breve lasso di tempo perché ritengono di essere ormai molto vicini a raggiungere un accordo".

Trump: "Concesso tempo dopo sviluppi positivi nelle discussioni, informato Israele"

"Ci sono sviluppi positivi" nelle discussioni con l'Iran e "ho informato Israele" della decisione di concedere ulteriore tempo per raggiungere un accordo. Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti e sottolineando che diversi leader arabi gli avevano chiesto di rinviare l'attacco painificato contro l'Iran di "due o tre giorni".

Trump: "Fatti molti progressi con l'Iran"

"Abbiamo fatto molti progressi con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che Teheran deve mettere per iscritto i termini sul nucleare

Trump: "Rimandato l'attacco all'Iran per un po', speriamo per sempre"

"Ho rimandato" l'attacco all'Iran "per un po'. Si spera, forse per sempre". Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento alla Casa Bianca. 

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Guerra Iran, i 5 punti della proposta di pace di Teheran: da Hormuz a nucleare e sanzioni

Il regime iraniano chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo. Solo in un secondo momento si passerebbe ai colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. Donald Trump non è convinto: "Non sono soddisfatto di quanto offrono"

Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran

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Dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, come cambiano gli attacchi alle navi mercantili?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

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Time of Israel: La sorella del presidente irlandese è tra gli attivisti a bordo della flottiglia di Gaza intercettata

La sorella della presidente irlandese Catherine Connolly è tra gli otto cittadini irlandesi intercettati da Israele a bordo di navi della flottiglia umanitaria dirette a Gaza, secondo quanto affermano gli organizzatori. Le forze israeliane hanno intercettato la flottiglia oggi, dopo che era salpata dalla Turchia la scorsa settimana. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha denunciato la missione come un "piano malvagio" volto a sostenere il gruppo terroristico Hamas. "L'occupazione israeliana ha nuovamente intercettato illegalmente e violentemente la nostra flotta internazionale di navi umanitarie e ha rapito i nostri volontari." Margaret Connolly, medico irlandese e sorella del presidente Connolly, è tra le persone "rapite illegalmente" da Israele, affermano gli organizzatori in una dichiarazione inviata all'AFP. "Otto cittadini irlandesi sono stati detenuti illegalmente nel corso di questa operazione", si legge nel comunicato. Il presidente Connolly, in viaggio programmato nel Regno Unito, ha dichiarato ai giornalisti dopo i colloqui a Londra con re Carlo III che la notizia era "sconvolgente". "Sono molto preoccupata per lei, e sono anche molto preoccupata per i suoi colleghi a bordo", ha detto, aggiungendo di non avere ulteriori dettagli. I video pubblicati dagli organizzatori sui social media mostravano Connolly e altre cinque persone, e sembrano essere stati registrati prima del loro arresto. Nel suo video, Connolly afferma: "Se state guardando questo video, significa che sono stata rapita dalla mia imbarcazione nella flottiglia dalle forze di occupazione israeliane". "La sua partecipazione a questa flottiglia è stata una sua decisione personale e non ha nulla a che vedere con il presidente Connolly", affermano gli organizzatori.

Iran, sul Wall Street Journal i contenuti della risposta agli Usa: dal nucleare a Hormuz

L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo

Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz

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Al Jazeera: I paesi del Golfo cercano una de-escalation e la fine della crisi di Hormuz

Dania Thafer, direttrice esecutiva del Gulf International Forum, afferma che gli Stati del Golfo sono alla ricerca di "una soluzione alla crisi che stanno affrontando" nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.Ma ha fatto notare che, a differenza di Trump, gli stati del Golfo non considerano il programma nucleare iraniano la loro principale preoccupazione."Dal loro punto di vista, l'apertura dello Stretto di Hormuz e la lotta al programma missilistico iraniano, che ha lanciato migliaia di missili contro gli Stati del Golfo, sono le questioni centrali in gioco", ha dichiarato Thafer ad Al Jazeera."C'è una differenza nell'ordine delle priorità tra ciò che il presidente Trump sta cercando e ciò che stanno cercando i leader degli stati del Golfo", ha affermato.“Ma, ovviamente, non è nel loro interesse trovarsi in un conflitto ad alta intensità che incombeva minaccioso... o anche nella situazione in cui si trovano ora, ovvero in uno stato di limbo con un conflitto a bassa intensità.”

Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

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Il Ministero della Salute di Gaza lancia un appello per la fornitura di apparecchiature di diagnostica per immagini

Il ministero ha richiesto apparecchi a raggi X, comprese unità mobili, e altre apparecchiature di diagnostica per immagini, a causa di quella che ha definito una "grave carenza" nella Striscia di Gaza. "La grave carenza di apparecchiature per la diagnostica per immagini dovuta alla guerra a Gaza e la distruzione e l'incendio di numerosi dispositivi medici nelle strutture sanitarie hanno esacerbato la crisi", si legge in un post su Telegram.

L'azienda ha avvertito che la carenza "rischia la cessazione dei servizi di diagnostica per immagini negli ospedali e nei centri di assistenza primaria". 

Al Jaazera: Il blocco navale statunitense contro l'Iran ha dirottato 85 navi mercantili, afferma l'esercito americano

Il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma che il blocco statunitense contro i porti iraniani ha dirottato 85 navi mercantili fuori dallo Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno imposto un blocco navale dopo il fallimento, il mese scorso a Islamabad, del primo round di colloqui per raggiungere una soluzione definitiva alla guerra contro l'Iran. L'Iran ha inoltre imposto severe restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz, provocando uno shock nelle catene di approvvigionamento globali.

L'agenzia nucleare delle Nazioni Unite afferma che l'alimentazione elettrica esterna è stata ripristinata presso l'impianto di Barakah negli Emirati Arabi Uniti

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) afferma che gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato il ripristino dell'alimentazione elettrica esterna all'Unità 3 di Barakah, a seguito dell'attacco con droni di ieri che ha provocato un incendio. Il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ha accolto con favore il "ripristino dell'alimentazione elettrica esterna come un passo importante per la sicurezza nucleare, che significa che il reattore non ha più bisogno di generatori diesel di emergenza per l'alimentazione", ha dichiarato l'agenzia. Grossi ha inoltre ribadito che “i siti nucleari e le altre installazioni importanti per la sicurezza nucleare non devono mai essere bersaglio di attività militari”.

Iran: "Attivata difesa aerea su isola nello Stretto di Hormuz"

È stata "attivata" la "difesa aerea" sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, senza precisare dettagli.

Guerra in Iran, prezzi in aumento fino al 40%: dal gasolio alla verdura, i beni più cari

A meno di tre mesi dallo scoppio del conflitto nel Golfo, il quadro dei prezzi appare fortemente sotto pressione, con un bilancio che si fa sempre più pesante per famiglie e consumatori. L’ultima fotografia ufficiale arriva dai dati definitivi diffusi dall’Istat, che evidenziano un incremento congiunturale dell’1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua. Numeri che, letti in maniera aggregata, potrebbero sembrare contenuti, ma che diventano molto più significativi quando si analizzano le singole voci di spesa, come confermano anche le elaborazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc). 

Guerra in Iran, prezzi in aumento fino al 40%: ecco i beni più cari

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Trump: "Restiamo pronti a procedere con un attacco su larga scala all'Iran"

Un accordo con l'Iran "includerà un aspetto fondamentale: nessuna arma nucleare per l'Iran". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, spiegando che pur avendo cancellato l'attacco in programma domani, ha dato "disposizione" al capo del Pentagono Pete Hegseth e al capo dello stato maggiore Daniel Caine  "di tenersi pronti a procedere con un assalto su vasta scala contro l'Iran, con preavviso immediato, nell'eventualità in cui non venga raggiunto un accordo accettabile".

Trump: "Nessuna arma nucleare a Teheran"

"Sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in quanto grandi leader e alleati nella regione (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi), si raggiungerà Un accordo che sarà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d'America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e non solo", scrive Trump. "Questo accordo includerà, cosa fondamentale, nessuna arma nucleare all'Iran - ribadisce Trump - in virtù del rispetto che nutro per i suddetti leader, ho dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, che NON effettueremo l'attacco all'Iran previsto per domani, ma ho inoltre dato loro istruzioni di tenersi pronti a sferrare un attacco su vasta scala contro l'Iran, in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile", conclude.

Consiglio comunale Milano respinge rottura del gemellaggio con Tel Aviv

Il Consiglio comunale di Milano boccia la rottura del gemellaggio con Tel Aviv, che i Verdi hanno ripresentato in aula con un ordine del giorno dopo che era stato disatteso quanto deciso ad ottobre, quando l'aula aveva votato l'interruzione del rapporto con la città israeliana. La maggioranza di centrosinistra si è spaccata, con tre consigliere del Pd che hanno votato contro il documento, i tre consiglieri dei Riformisti contrari e un altro consigliere della maggioranza astenuto. Il Pd aveva comunque sostenuto con la sua capogruppo Beatrice Uguccioni il documento e anche la direzione metropolitana del partito tempo fa si era espressa per la rottura del gemellaggio, facendo anche pressione sul sindaco Giuseppe Sala perché interrompesse i rapporti. Il primo cittadino aveva rimandato tutto a una nuova decisione dell'aula. "Noi continuiamo a credere nella soluzione dei due popoli e due Stati, nel diritto di israeliani e palestinesi alla sicurezza, alla libertà e alla dignità - ha detto Uguccioni -. Ma proprio per questo non possiamo restare insensibili e immobili davanti al lento genocidio di un popolo". In aula quando è stato bocciato il documento dai Pro Pal presenti tra il pubblico sono arrivate frasi come, 'nazisti', 'fascisti', 'siete complici del genocidio'. 

Flotilla, Genitori bolognese in arresto: "Orgogliosi di nostro figlio ma preoccupati"

"Orgogliosi" e "ovviamente anche molto preoccupati". Così, ai microfoni del telegiornale della Tgr Emilia-Romagna i genitori di Alessio Catanzaro, parlano della situazione del figlio cittadino di Budrio, a bordo di una imbarcazione della Global Sumud Flotilla e, al momento, in arresto dell'Idf. Stamattina, racconta la madre, "verso le 10 abbiamo ricevuto dei messaggi da nostro figlio che ci diceva: vediamo barche sospette, dovremo buttare il telefono in mare. Allora abbiamo acceso immediatamente lo streaming e proprio lì c'erano quattro barche che venivano abbordate, abbiamo visto nostro figlio che assieme agli altri suoi compagni di barca alzava le mani. Abbiamo visto e abbiamo sentito finché non hanno rotto la telecamera e poi più niente". Oltre ad Alessio c'è un altro cittadino del Bolognese che partecipa alla spedizione umanitaria intercettata in acque internazionali al largo di Cipro mentre era diretta verso Gaza: si tratta di Francesco Gilli, abitante di Grizzana Morandi che, a quanto riferito dalla consigliera metropolitana della Città Metropolitana di Bologna, Sara Accorsi, al momento prosegue nella navigazione. "L'abbiamo educato e cresciuto con gli ideali di giustizia, solidarietà e non violenza, soprattutto - racconta ancora la mamma del giovane di Budrio alla Tgr regionale -: siamo ovviamente orgogliosi di questo ma, ovviamente, anche molto preoccupati" per quello che sta accadendo. "Noi - conclude il padre - chiediamo che le navi sequestrate vengano portate sull'isola di Cipro e lì lasciate"" senza che le persone siano "invece portate nelle prigioni israeliane".

Trump afferma che l'attacco all'Iran previsto per martedì è stato rinviato

Il presidente Donald Trump ha pubblicato lunedì sui social media di aver sospeso l'attacco militare pianificato contro l'Iran, previsto per martedì, mentre proseguono gli sforzi per raggiungere un accordo, aggiungendo che gli Stati Uniti sono pronti a riprendere l'attacco se non si raggiunge un'intesa. Mi è stato chiesto dall'Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, dal principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, di sospendere il nostro previsto attacco militare contro l'Iran, programmato per domani, poichè sono in corso seri negoziati". 

Mutui, tasso medio al 3,43% ad aprile: la guerra in Iran pesa sulle rate variabili

Gli effetti della guerra nel Golfo Persico iniziano a farsi vedere anche sul mercato immobiliare italiano. Come evidenzia l’ultimo rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi) ad aprile il tasso medio applicato dalle banche sui nuovi mutui è salito al 3,43%, sei centesimi in più rispetto al mese precedente. Secondo il vicedirettore Abi, Gianfranco Torriero, si tratta di "primi segnali". "Dobbiamo vedere la dinamica dei prossimi mesi", ha affermato. Ecco perché, entro la fine dell'anno, il costo delle rate mensili a tasso variabile potrebbero raggiungere quelle a tasso fisso.

Mutui, tasso medio al 3,43% ad aprile: pesa la guerra in Iran

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Iran, Pezeshkian: dialogo non significa resa

Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, afferma che Teheran "ha avviato il dialogo con dignità, autorevolezza e nel rispetto dei diritti della nazione". "E in nessuna circostanza rinuncerà ai diritti legali del popolo e del Paese", ha scritto il Presidente iraniano. "Serviremo il popolo con logica e con tutte le nostre forze, fino alla fine, e salvaguarderemo gli interessi e l'onore dell'Iran"

Guerra in Iran, crescono i segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

Vacillano i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Come riportato dall’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione, Washington ha sottoposto cinque condizioni “senza concessioni” per la conclusione del conflitto, aperto il 28 febbraio scorso. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha sentito Trump: "Deve prendere una decisione"

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

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Presidente croato rifiuta di approvare il nuovo ambasciatore israeliano

Il presidente croato Zoran Milanović ha annunciato oggi che si rifiuta di approvare la nomina del nuovo ambasciatore israeliano in Croazia a causa della politica del governo israeliano nei confronti di Gaza. Nissan Amdur, candidato a ambasciatore israeliano in Croazia, "non ha ricevuto e non riceverà" l'approvazione del presidente, ha dichiarato in un comunicato Milanović, fortemente critico verso le operazioni militari israeliane a Gaza. Amdur, nominato a novembre per sostituire l'attuale ambasciatore, dovrebbe arrivare in Croazia alla fine di maggio come incaricato d'affari, un titolo che non richiede l'approvazione presidenziale, secondo il quotidiano online Times of Israel. "Concedere o rifiutare l'approvazione agli ambasciatori proposti è un diritto sovrano della Repubblica di Croazia", membro dell'Unione Europea, ha scritto Milanović. Ha inoltre accusato Israele di aver "violato la regola non scritta" rendendo pubblico il nome del candidato prima che lui desse la sua approvazione. Il presidente di sinistra, tuttavia, non concorda con il governo conservatore croato, che ha una posizione più filo-israeliana e ha condannato fermamente l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Ma, sebbene i poteri politici del presidente croato siano limitati, è lui che deve approvare la nomina dei nuovi ambasciatori. 

Haaretz: "Emirati Arabi e Bahrein vorrebbero riprendere gli attacchi"

Il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Lo ha detto ad Haaretz una fonte regionale,  aggiungendo che Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita sono tutti coinvolti nei negoziati e svolgono un ruolo di supporto. Allo stesso tempo, ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, "ciascuno per le proprie ragioni", sono interessati a riprendere la guerra contro l'Iran e a sferrare un attacco decisivo contro il Paese. "Gli altri Stati del Golfo vedono gli Emirati Arabi Uniti come un bambino viziato che ha perso la calma e la ragione", ha aggiunto la fonte, secondo cui Teheran sarebbe disposta ad accettare una moratoria di 10 anni sull'arricchimento dell'uranio, mentre gli Stati Uniti insistono per 20 anni.

Madrid: "Evidente che la guerra nel Golfo non sta raggiungendo gli obiettivi"

La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, ha criticato "l'aggressione unilaterale" intrapresa da Stati Uniti e Israele contro l'Iran lo scorso 28 febbraio, che sta avendo pesanti conseguenze sul traffico marittimo internazionale e "non ha raggiunto i suoi obiettivi strategici". Intervenendo in commissione Difesa al Congresso spagnolo per spiegare il ritiro della fregata iberica Mendez Nunez dal Mediterraneo Orientale - dopo che la Francia ha cambiato la missione della sua portaerei 'Charles de Gaulle', che le dava protezione - Robles si è riferita alla situazione nel Golfo. La ministra ha segnalato che "l'aggressione unilaterale, senza alcun quadro giuridico, di Stati Uniti e Israele all'Iran", non sta centrando gli obiettivi strategici che si era proposta. "Che questa guerra non sia raggiungendo i suoi obiettivi è evidente", ha sostenuto la titolare della Difesa. "Una buona prova di ciò è che l'Iran sia riuscito a mantenere una capacità di attacco e di azioni di disturbo alla navigazione" nello stretto di Hormuz "alle quali si sono uniti attacchi contro istallazioni militari, petrolifere e del gas dei Paesi del Golfo", ha constatato Margarita Robles. 

Ue: "Possibili carenze di carburante nelle prossime settimane"

Sebbene al momento non vi siano carenze di carburante nell'Ue, potrebbero emergere vincoli regionali di approvvigionamento nelle prossime settimane se il blocco delle forniture petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz non verrà risolto, con il carburante per aerei come principale preoccupazione. E' quanto emerge dalla riunione di oggi del gruppo di coordinamento sul petrolio della Commissione europea, che riunisce esperti della Commissione europea, dei Paesi dell'Ue, dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), della Nato e rappresentanti dell'industria petrolifera. "Il gruppo ha discusso le prospettive per l'Ue e l'approccio coordinato dell'Unione nel caso in cui la situazione si prolunghi fino a giugno", afferma la Commissione. "Anche se le scorte di emergenza dell'Ue possono essere rilasciate se necessario, gli esperti hanno sottolineato che, se la situazione persiste, sarà necessario accompagnare eventuali rilasci di scorte di emergenza con misure di risparmio del carburante, così da gestire le riserve in modo più efficiente e per un periodo più lungo", si aggiunge. All'incontro è intervenuta anche l'Iea, presentando l'ultimo rapporto sul mercato petrolifero, che rileva che le scorte globali di petrolio si stanno riducendo, mentre le importazioni dal bacino atlantico sono aumentate più del previsto, ma restano comunque ben al di sotto delle perdite provenienti dal Golfo.

Esperti Ue: "Possibili carenze regionali di jet fuel se persiste il blocco di Hormuz"

Sebbene al momento non vi siano "carenze di carburante nell'Ue", nelle prossime settimane "potrebbero verificarsi limitazioni dell'approvvigionamento a livello regionale se il blocco delle forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non venisse risolto". E' quanto è stato ribadito nel corso della riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è svolta a Bruxelles. A quanto si apprende il jet fuel resta "la preoccupazione principale" del gruppo che ha riunito esperti della Commissione europea, dei Paesi Ue, dell'Agenzia internazionale per l'energia e della Nato insieme ai rappresentanti dell'industria petrolifera. Il gruppo ha ribadito che se la situazione dovesse persistere "sarà necessario abbinare qualsiasi rilascio di scorte di emergenza" di petrolio "a misure di risparmio di carburante", in modo che le scorte di emergenza possano essere gestite in modo più efficiente e per un periodo più lungo. 

Hezbollah rivendica gli attacchi nel sud del Libano contro l'Idf

Hezbollah ha riferito che le sue forze hanno lanciato attacchi contro posizioni e veicoli dell'esercito israeliano nel Libano meridionale. In una dichiarazione, il Partito di Dio ha anche affermato di aver abbattuto "un aereo appartenente all'esercito nemico israeliano" nello spazio aereo della città di Aita al-Jabal alle 10,30 ora locale. L'esercito israeliano non ha ancora commentato la dichiarazione. In un altro attacco, il gruppo libanese ha affermato di aver colpito il veicolo del comandante della 300ª brigata dell'esercito israeliano nella città di Shomera, nel nord di Israele, e di aver preso di mira con dei droni una postazione dell'esercito israeliano nella città di Maroun al-Ras.

Madrid convoca la diplomatica di Israele per il rilascio degli attivisti della Flotilla

"Dalle informazioni che ho, la flotilla è formata da 54 imbarcazioni e circa 500 attivisti di 35 nazionalità. Non conosco il numero esatto di spagnoli, ma sarebbe intorno ai 45. Una dozzina di attivisti sono trattenuti dalle Forze armate israeliane, che hanno cominciato a intercettarli in acque internazionali. Quello che so è che Israele non ha alcuna giurisdizione e nessun diritto di trattenerli, per questo ho convocato l'incaricata d'affari dell'ambasciata israeliana, per esprimere la più ferma condanna". E' quanto ha affermato il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares, in conferenza stampa a Madrid col suo omologo egiziano Badr Abdelaty, nel confermare la detenzione di attivisti della missione umanitaria diretta a Gaza in acque internazionali al largo di Cipro da parte delle forze israeliane. "E' un'evidente nuova violazione del diritto internazionale appena 15 giorni dopo la precedente intercettazione", ha rilevato Albares. "Condanno questa azione: nessun agente israeliano ha alcuna giurisdizione in quelle acque", ha insistito, informando di aver nuovamente convocato la diplomatica di massimo grado presente a Madrid, l'incaricata d'affari Dana Erlich, per esprimere "la più energica protesta" e chiedere "il rilascio immediato degli attivisti". Israele e Spagna hanno ritirato i rispettivi ambasciatori a causa delle tensioni diplomatiche scaturite dal riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Madrid nel maggio 2024. 

Fidan in Germania: "La fine della guerra è la priorità"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha definito "una priorita'" della Turchia agire per porre fine alla guerra tra Usa-Israele e Iran. Il capo della diplomazia turca si trova in Germania, dove ha incontrato il proprio omologo tedesco Johann Wadepuhl. "La nostra priorità è porre fine a questo conflitto e mantenere il cessate fuoco. Una ripresa della guerra avrebbe delle conseguenze a livello economico e politico a livello globale", ha detto Fidan. "Al momento non ci sono minacce al negoziato, ma per portarlo avanti è necessaria una intesa sul nucleare. Non credo vi siano problemi da parte iraniana, il negoziato in corso ha tutto il nostro sostegno", ha ribadito Fidan. 

Trump: "Non sono aperto a concessioni, l'Iran sa cosa accadrà a breve"

Donald Trump non è "aperto" a nessuna concessione nei confronti di Teheran. Lo ha detto lo stesso presidente in un'intervista al New York Post, aggiungendo che l'Iran sa "cosa accadrà a breve". 

Israele diffonde video di attivisti Flotilla sulle navi della marina militare

"Gli attivisti della flottiglia provocatoria si abbracciano dopo essere stati trasferiti sulle navi israeliane. Finora, non è stato trovato alcun aiuto a bordo delle loro imbarcazioni". Lo comunica in una nota il ministero degli Esteri israeliano, diffondendo un video in cui si vedono attivisti a bordo presumibilmente delle navi della marina militare israeliana che ha sequestrato parte delle navi della Flotilla. 

Ankara: "Teheran e Washington possano trovare terreno comune nei negoziati"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che Ankara ritiene che non vi siano motivi per cui Stati Uniti e Iran non debbano trovare un terreno comune per porre fine alla guerra attraverso negoziati. Nel corso di una conferenza stampa a Berlino, Fidan ha aggiunto che la priorità di Ankara è contribuire agli sforzi di mediazione del Pakistan e mantenere il cessate il fuoco. Fidan ha aggiunto che la Turchia vuole credere che sia l'Iran che gli Stati Uniti siano consapevoli dei pericoli derivanti dalla ripresa del conflitto.

Israele: "Finora nessun aiuto trovato su barche Flotilla"

"Finora non è stato trovato alcun aiuto sulle barche" degli attivisti della Flotilla. Lo ha scritto in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, dopo che nelle scorse ore la Marina di Israele è intervenuta a centinaia di chilometri dalle proprie coste, in acque internazionali a largo di Cipro, per fermare le imbarcazioni della Flotilla che erano salpate dalla città di Marmaris, in Turchia, con l'obiettivo di rompere il blocco a Gaza.

Aerei cargo statunitensi si stanno spostando dalla Germania al Medio Oriente

I dati di navigazione mostrano un flusso continuo di aerei cargo militari statunitensi dalla Germania verso il Medio Oriente, in una nuova operazione di monitoraggio che si è protratta nel periodo compreso tra il 15 e il 17 maggio. Secondo un'analisi dei dati di tracciamento, 'Al Jazeera' ha rilevato almeno 26 voli cargo militari statunitensi in partenza dalla Germania e diretti verso la regione, a testimonianza del continuo e notevole flusso di rifornimenti aerei militari statunitensi, in concomitanza con l'intensificarsi della presenza militare americana nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, del Golfo di Oman e del Mar Arabico. I dati mostrano che tutti i voli osservati sono stati effettuati da velivoli Boeing C-17A Globemaster III, appartenenti all'aeronautica militare statunitense, che sono tra i più importanti aerei da trasporto militare pesante utilizzati per trasportare truppe e attrezzature nelle zone di dispiegamento.

Idf sequestra barche Flotilla dirette a Gaza. Tajani: "Chiediamo rilascio dei 9 italiani"

La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di avere perso il contatto con 23 imbarcazioni dopo che il suo convoglio diretto verso Gaza è stato attaccato dall'Esercito israeliano in acque internazionali, vicino Cipro. Il ministro degli Esteri: “Garantire la sicurezza degli attivisti italiani”

Idf sequestra barche Flotilla, Tajani: 'Rilasciare i 9 italiani'

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Portavoce Flotilla: "Almeno 12 gli italiani catturati da Israele"

Sono 12, al momento, gli italiani imbarcatisi sulle navi della Flotilla diretta verso Gaza che sono stati catturati oggi dall'esercito israeliano a largo di Cipro. Lo affermano i portavoce italiani di Global Sumud Flotilla. A loro si aggiungono due stranieri residenti in Italia. La Global Sumud Flotilla fa inoltre sapere che circa 20 piccole barche stanno invece proseguendo la loro navigazione verso Gaza, mentre 31 sono state intercettate. 

Media: "Gli Usa valutano nuova deroga sul petrolio russo a causa dell'Iran"

Gli Stati Uniti stanno valutando una nuova deroga sul petrolio russo a causa della guerra in Iran e del suo effetto sulle forniture. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali la nuova deroga potrebbe essere di 30 giorni o più. 

La Premio Nobel Narges Mohammadi dimessa dall'ospedale a Teheran

Nelle prossime settimane dovrà sottoporsi a visite di controllo in ospedale e a sedute quotidiane di fisioterapia in ambulatorio. Ora si trova a casa, ha fatto sapere la Narges Foundation

La Premio Nobel Narges Mohammadi dimessa dall'ospedale a Teheran

La Premio Nobel Narges Mohammadi dimessa dall'ospedale a Teheran

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Fonte iraniana: "Le richieste Usa mancano di realismo"

Nonostante alcune modifiche introdotte nella nuova proposta americana, restano profonde divergenze tra le parti, dovute a quelle che Teheran considera "esagerazioni" e una "mancanza di realismo" da parte degli Stati Uniti. E' quanto ha dichiarato una fonte vicina al team negoziale iraniana, citata dall'agenzia di stampa Tasnim.

Secondo la fonte, l'Iran non intende arretrare sulle proprie posizioni di principio. Teheran chiede, in particolare, che gli asset iraniani congelati all'estero vengano restituiti "in modo trasparente e definitivo", sostenendo che semplici promesse formali non siano sufficienti. Nonostante alcune aperture, restano infatti divergenze sulla restituzione dei fondi congelati.

La stessa fonte ha aggiunto che l'Iran considera "molto seria" la richiesta di un risarcimento da parte degli Stati Uniti per i danni causati dagli attacchi contro la Repubblica islamica. Sebbene nei colloqui si parli della creazione di un fondo per lo sviluppo e la ricostruzione, Washington sarebbe ancora lontana dalle richieste iraniane, sia sull'entità delle risorse che su altri aspetti dell'intesa.

Qatar sostiene la mediazione del Pakistan

Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha discusso degli sviluppi regionali e degli sforzi di mediazione tra Stati Uniti e Iran in una conversazione telefonica con il suo omologo pakistano, Shehbaz Sharif. Il Ministero degli Affari Esteri del Qatar ha dichiarato che i due hanno discusso "degli sforzi di mediazione del Pakistan volti a ridurre l'escalation in modo da contribuire a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione". Lo sceicco Mohammed ha espresso l'"apprezzamento" del suo Paese per gli sforzi del Pakistan e di tutte le parti che hanno contribuito al cessate il fuoco tra Washington e Teheran, ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa relativo ai colloqui. Ha inoltre ribadito il "pieno sostegno del Qatar agli sforzi di mediazione pakistani volti a porre fine alla crisi con mezzi pacifici, sottolineando la necessità che tutte le parti rispondano a tali sforzi in modo da contribuire a creare le condizioni appropriate per il progresso dei negoziati al fine di raggiungere un accordo globale che conduca una pace duratura nella regione".

Tajani: "Chiediamo il rilascio immediato dei 9 italiani della Flotilla"

"Stiamo seguendo la vicenda da questa notte con la nostra ambasciata a Tel Aviv, con il nostro consolato, con l'ambasciata italiana a Cipro. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Chiediamo e abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini, liberati il prima possibile  così come è accaduto per l'episodio di qualche settimana fa". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando della Flotilla, a margine dell'incontro in prefettura a Modena. "Pare che siano nove italiani che sono stati fermati, noi chiediamo che vengano immediatamente rilasciati", ha aggiunto.

Media iraniani: "Ok degli Usa allo stop alle sanzioni petrolifere durante i negoziati"

Gli Stati Uniti, a differenza di quanto emerse nelle trattative precedenti, avrebbero accettato di sospendere le sanzioni petrolifere contro l'Iran durante il periodo dei negoziati. E' quanto sostiene una fonte vicina al team negoziale citata dall'agenzia di stampa Tasnim, ritenuta legata ai Pasdaran. L'Iran insiste sul fatto che la revoca di tutte le sanzioni nei suoi confronti debba rientrare tra gli impegni assunti dagli Stati Uniti. Washington, invece, avrebbe proposto una sospensione delle misure dell'Ofac, l'Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro americano che gestisce e applica le sanzioni economiche e finanziarie Usa, fino al raggiungimento di un accordo definitivo.

Araghchi incontra il ministro dell'Interno pakistano

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto colloqui a Teheran con il Ministro dell'Interno pakistano.

Hamas: "Il mondo condanni i crimini di Israele contro la Flotilla"

''Salutiamo gli attivisti per la libertà che hanno portato il messaggio umanitario di Gaza al mondo, insistendo nel sfidare il terrorismo, l'arroganza e le misure fasciste dell'occupazione''. Lo dichiara Hamas in una nota in riferimento al sequestro da parte della marina militare israeliana di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al largo di Cipro. ''Chiediamo a tutti i Paesi del mondo, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni per i diritti umani e umanitarie di condannare questo crimine, di ritenere i leader dell'occupazione responsabili delle continue violazioni del diritto internazionale, di agire immediatamente per liberare gli attivisti detenuti e di porre fine all'ingiusto e illegale blocco imposto a oltre due milioni di palestinesi a Gaza'', aggiunge la nota. 

Fonti Usa: "Proposta insufficiente, se posizione non cambia negozieremo con bombe"

La proposta aggiornata presentata dall'Iran per un accordo volto a porre fine al conflitto non rappresenta un miglioramento significativo ed è considerata insufficiente per raggiungere un'intesa. Lo hanno riferito ad Axios un funzionario statunitense e una fonte informata sui colloqui. Secondo il funzionario americano, se Teheran non modificherà la propria posizione, gli Stati Uniti saranno costretti a portare avanti i negoziati "con le bombe". 

Secondo quanto riportato, la nuova proposta iraniana contiene formulazioni più esplicite sull'impegno a non sviluppare un'arma nucleare, ma non include dettagli concreti sulla sospensione dell'arricchimento dell’uranio né sulla consegna delle attuali scorte di uranio altamente arricchito. La stessa fonte statunitense ha inoltre smentito le indiscrezioni diffuse dai media iraniani secondo cui Washington avrebbe accettato di revocare le sanzioni sul petrolio iraniano durante i negoziati, precisando che "non ci sarà alcun alleggerimento gratuito delle sanzioni" senza azioni reciproche da parte di Teheran.

Ministero Difesa iraniano: "Pronti a ogni scenario"

"Il prestigio dell'America è stato infranto dalle nostre forze armate e gran parte delle nostre capacità rimane inutilizzata. Risponderemo con fermezza a qualsiasi aggressione contro il nostro Paese e siamo preparati a tutti gli scenari". Lo afferma il portavoce del ministero della Difesa iraniano.

Media: "Hamas ha nominato successore comandante ucciso 3 giorni fa"

Mohammed Odeh è il successore di Izz al-Din Haddad, il comandante di Hamas ucciso tre giorni fa a Gaza. Lo riferisce il quotidiano saudita Al-Sharq Al-Awsat Haddad. Si tratta dell'ultimo alto ufficiale militare di Hamas ancora in vita nella Striscia dal 7 ottobre, che all'epoca del massacro era a capo dell'intelligence del gruppo islamista.

Pasdaran minacciano: "Faremo pagare per l'utilizzo di cavi sottomarini a Hormuz"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani minacciano di far pagare per l'utilizzo dei cavi sottomarini che attraversano lo Stretto di Hormuz, sottolineando che qualsiasi interruzione causerebbe perdite fino a "centinaia di milioni di dollari al giorno" all'economia mondiale. In un messaggio su Telegram, i Pasdaran hanno affermato che, in nome della "sovranità assoluta" dell'Iran sulle sue acque territoriali, il paese "potrebbe dichiarare che tutti i cavi in fibra ottica che attraversano la via marittima siano soggetti a permessi, sorveglianza e pedaggi".

Dombrovskis: "La guerra sta provocando shock stagflazionistico, l'Ue rivedrà le stime"

L’Ue rivedrà al ribasso le sue previsioni di crescita a causa dello “shock stagflazionistico” provocato dalla guerra con l’Iran. Lo afferma il commissario ue per l'Economia, Valdis Dombrovskis, in un'intervista alla Cnbc. Le previsioni per la primavera, che saranno pubblicate entro la fine della settimana, vedranno una revisione al ribasso dei dati sulla crescita economica e un aumento di quelli sull’inflazione. Il margine di manovra dei responsabili politici è “ora più limitato”, rispetto alla risposta data durante la pandemia di coronavirus. “Riteniamo importante che le misure di sostegno che adottiamo siano temporanee e mirate, e non tali da alimentare un’elevata domanda di combustibili fossili”, ha aggiunto.

Dombrovskis ha descritto il rilascio delle riserve strategiche di petrolio da parte dell’Ue come un processo “in corso”, aggiungendo che sussistono alcune preoccupazioni riguardo a possibili carenze in settori quali i carburanti innovativi. “Più il conflitto si protrae, maggiore è il rischio di colli di bottiglia nell’approvvigionamento, il che rafforza il nostro messaggio secondo cui le politiche adottate non dovrebbero aumentare la domanda di combustibili fossili”, conclude il commissario.

Schlein: "Contro la Flotilla nuovo atto di pirateria, governo e Ue intervengano"

"Il nuovo attacco contro la Flotilla rappresenta l’ennesimo atto di pirateria in acque internazionali del governo israeliano. Ancora un’azione illegale, nel disprezzo del diritto internazionale, in prossimità delle acque di un paese europeo, con nuovi sequestri di imbarcazioni, tra cui due barche italiane, e l’arresto illegale degli attivisti pacifici impegnati in una missione umanitaria. Il governo italiano e l’Unione europea devono lavorare con ogni canale per la liberazione immediata di tutti gli attivisti sequestrati, che non devono essere portati in Israele. E devono lavorare anche per sbloccare tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi, che non stanno arrivando. Ma ricordiamolo ancora una volta: non bastano le parole, se non arriveranno sanzioni vere, il Governo israeliano continuerà a violare il diritto internazionale con un inaccettabile senso di impunità". Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Fonte Usa: "Non stiamo facendo progressi sull'Iran"

"Non stiamo facendo progressi", ha detto un funzionario americano ad Axios spiegando che la proposta presenta solo dei miglioramenti simbolici rispetto alla versione precedente. Il documento non contiene impegni dettagliati in merito alla sospensione dell'arricchimento dell'uranio della consegna delle scorte esistenti. Il funzionario ha quindi aggiunto che non ci sarà nessuna revoca delle sanzioni a titolo gratuito e senza un'azione reciproca da parte dell'Iran. Secondo Axios, Trump riunirà domani nella Situation Room la sua squadra per la sicurezza nazionale per valutare le opzioni militari.

Mohammed Odeh nuovo comandante di Hamas a Gaza

Tre giorni dopo l'uccisione del comandante di Hamas a Gaza, Izz al-Din Haddad, il quotidiano saudita 'Al-Sharq Al-Awsat' ha annunciato la nomina di Mohammed Odeh come suo successore. Haddad era praticamente l'ultimo alto ufficiale militare di Hamas rimasto nella Striscia dal 7 ottobre. A quanto risulta, tra i pochi ancora in vita c'è Odeh, che all'epoca del massacro era a capo dell'intelligence di Hamas. La sua fotografia è stata diffusa per la prima volta dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a settembre.

Fonte: "Il testo iraniano si concentra su negoziati e misure di rafforzamento della fiducia Usa"

Una fonte vicina al team negoziale iraniano ha riferito a Tasnim che l'Iran ha presentato il suo ultimo testo in 14 punti tramite un intermediario pakistano, il quale lo sottoporrà agli americani. La fonte ha dichiarato che gli americani avevano recentemente inviato un testo in risposta alla precedente proposta iraniana, anch'essa presentata in 14 punti. "L'Iran, in linea con la recente prassi di scambio di messaggi, ha nuovamente presentato il suo testo in 14 punti tramite il mediatore pakistano, dopo aver apportato delle modifiche", ha affermato la fonte. Secondo la fonte informata, il nuovo testo iraniano si concentra sul tema dei "negoziati per porre fine alla guerra e sulle misure di rafforzamento della fiducia da parte americana".

Axios: "Domani Trump discuterà opzioni militari"

Il presidente americano Donald Trump dovrebbe convocare domani nella Situation Room i vertici della sicurezza nazionale per discutere di opzioni militari in Iran. Lo riferisce Axios citando due funzionari statunitensi. Se l'Iran non cambierà la posizione, gli Stati Uniti dovranno continuare i negoziati "con le bombe", ha assicurato una fonte.

Axios: "Per la Casa Bianca la nuova proposta dell'Iran è insufficiente"

La nuova proposta che l'Iran ha inviato agli Stati Uniti tramite il Pakistan non basta per arrivare a un accordo. Lo hanno riferito fonti Usa ad Axios. "La Casa Bianca ritiene che non si tratti di un miglioramento significativo e che sia insufficiente per raggiungere un accordo", riporta Axios. Il presidente Donald Trump, ha spiegato ancora la fonte, "desidera un'intesa per mettere fine alla guerra, ma sta valutando se riprendere le trattative visto il rifiuto dell'Iran di molte delle sue richieste" comprese "concessioni significative sul proprio programma nucleare".

Sono 9 gli italiani coinvolti in operazione Idf contro la Flotilla

A quanto si apprende, sono 9 gli italiani intercettati nell'operazione Idf contro la Flotilla, sui 35 connazionali presenti su 21 imbarcazioni dell'iniziativa umanitaria per Gaza. 

Netanyahu convoca riunione del gabinetto di sicurezza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu convocherà questa sera un ristretto gruppo di ministri e collaboratori di alto livello per una discussione sulla sicurezza- Lo ha rivelato una fonte a Times of Israel. L'incontro, che fa seguito a una discussione analoga tenutasi ieri sera, si svolge dopo che l'Iran ha presentato una nuova risposta alla proposta Usa per porre fine alla guerra.

Iraq: "Non abbiamo lanciato droni verso l'Arabia Saudita"

Il ministero degli Esteri iracheno ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea del Paese non hanno rilevato alcun drone lanciato dal suo territorio verso l'Arabia Saudita. Domenica sera, l'Arabia Saudita aveva affermato di aver intercettato e distrutto tre droni iracheni entrati nel suo spazio aereo, aggiungendo di "riservarsi il diritto di rispondere al momento e nei luoghi opportuni". Il ministero degli Esteri iracheno ha però dichiarato che le autorità hanno aperto un'indagine "per determinare le circostanze dell'incidente". Ha inoltre aggiunto che i sistemi di difesa aerea e di sorveglianza del Paese non hanno rilevato alcun lancio. Il ministero ha esortato Riad "a cooperare e condividere le informazioni pertinenti per contribuire a garantire informazioni accurate che rafforzino la sicurezza e la stabilità in entrambi i Paesi fratelli". 

Trump: "Anche con la resa totale dell'Iran, le fake news titolano sulla vittoria"

Il presidente americano, Donald Trump, torna ad attaccare i "media fake news" puntando il dito in particolare contro New York Times, Wall Street Journal e Cnn. L'accusa è "anche in caso di resa totale e incondizionata dell'Iran, questi titolerebbero comunque 'vittoria' di Teheran". "Se l'Iran si arrende, ammette che la sua Marina è andata perduta e giace sul fondo del mare, e che la sua Aeronautica non è più con noi, e se tutto il suo Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando "mi arrendo, mi arrendo" mentre sventola selvaggiamente la bandiera bianca, e se tutta la sua restante leadership firma tutti i necessari "Documenti di Resa", e ammette la sua sconfitta di fronte alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti d'America, il fallimentare New York Times, il China Street Journal (WSJ!), la corrotta e ormai irrilevante Cnn, e tutti gli altri membri dei media delle fake news, titoleranno che l'Iran ha ottenuto una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, ma non c'è stata storia", scrive il capo della Casa Bianca su Truth. "I Dumacrat e i media hanno perso completamente la testa. Sono impazziti del tutto!!!", aggiunge.

Trump contro i media per l'Iran: "Hanno perso la bussola, sono pazzi"

Donald Trump attacca i media e la loro copertura della guerra in Iran: "hanno perso la bussola, sono diventati assolutamente pazzi". Nel mirino del presidente sono finiti il "fallimentare New York Times, il China Street Journal (Wsj) e la corrotta e ormai irrilevante Cnn". "Se l'Iran si arrendesse e se l'intero esercito uscisse da Teheran, gettando le armi e alzando le mani al cielo, gridando all'unisono 'mi arrendo, mi arrendo'" i media "titolerebbero che l'Iran ha riportato una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, e che non c'è stata nemmeno partita", ha scritto Trump sul suo social Truth. 

Teheran: "Mojtaba non ha subito amputazioni"

Nel bombardamento in cui ha perso la vita il padre Ali', Mojtaba Khamenei non ha subito l'amputazione di una gamba. Ad assicurarlo è stato Hossein Karmanpour, direttore del centro per le pubbliche relazioni del ministero della Salute. L'ayatollah Mojtaba, ha confermato, è rimasto ferito. "Ma le ferite non erano tali da causargli una mutilazione o l'amputazione di un arto. Alcuni dei nostri colleghi hanno deciso lì sul posto (in ospedale) di praticare alcuni punti di sutura sulla gamba, due o tre", ha raccontato a quanto riportano i media iraniani. Lo stesso per il volto che "non è stato deturpato", ha poi assicurato.

Trump: "L'Iran fa un accordo e poi manda un documento diverso"

Donald Trump ha ribadito che l'Iran "non vede l'ora di firmare" un accordo di on gli Stati Uniti. Tuttavia, ha aggiunto il presidente americano in un'intervista a Fortune, "raggiungono un accordo e poi ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con l'accordo che hai stipulato". 

Trump: "Bisognerà aspettare la fine della guerra con l'Iran per abbassare i tassi"

Donald Trump ha detto che bisognerà aspettare la fine della guerra con l'Iran, prima che la Federal Reserve proceda con ulteriori tagli dei tassi d'interesse. "Non si possono valutare le cifre finché la guerra non è finita", ha detto il presidente americano un'intervista a Fortune. 

Media Iran: "Nonostante la nuova proposta con gli Usa restano notevoli divergenze"

Nonostante le modifiche apportate nell'ultima bozza di Washington, permangono notevoli divergenze tra i testi negoziali iraniani e statunitensi: lo riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, citando una fonte informata vicina al team negoziale di Teheran, la quale ha accusato gli Stati Uniti di "richieste eccessive" e "mancanza di realismo". 

Fonte Usa: "La pazienza di Trump sull'Iran si sta esaurendo"

Una fonte statunitense ha dichiarato all'emittente 'Al Jazeera' che "la pazienza del Presidente americano Donald Trump si sta esaurendo a causa della mancanza di progressi con l'Iran". La fonte ha sottolineato che "l'Iran ha giorni, non settimane, per offrire a Trump qualcosa che sblocchi la situazione. Il Presidente propende per un'azione militare se non riceverà una risposta dall'Iran entro pochi giorni".

Media: "Teheran apre a uno stop lungo del programma nucleare, uranio in Russia"

Alcune indiscrezioni, riportate da Al Arabiya, sostengono che Teheran, nella sua risposta agli Usa in 14 punti, ha chiesto una tregua lunga e a più fasi, un'apertura graduale e sicura di Hormuz con un ruolo garantito per il Pakistan e l'Oman in caso di attriti. Sarebbe poi pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l'uranio altamente arricchito, stimato in 400 kg, venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i risarcimenti, stando alle indiscrezioni, l'Iran ha fatto marcia indietro, chiedendo invece concessioni economiche, scrive il media arabo. 

Lavrov: "Teheran ha il diritto di arricchire l'uranio"

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha difeso il diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio "per scopi pacifici", in un contesto di pressioni esercitate su Teheran dall'amministrazione Trump. "L'Iran, come qualsiasi altro membro dell'Accordo di non proliferazione, ha il pieno diritto di arricchire l'uranio per scopi pacifici", ha dichiarato Lavrov durante una conferenza stampa a Mosca. Ha inoltre affermato che Mosca non interferirà nel processo negoziale tra Washington e Teheran."Sosterremo qualsiasi risoluzione concordata e accettata dalle parti negoziali stesse. In questo caso, gli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell'Iran", ha dichiarato Lavrov, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa Interfax.

Pakistan ha trasmesso a Usa nuova proposta Teheran

Una fonte pakistana ha riferito a Reuters che Islamabad ha informato gli Stati Uniti su una nuova proposta presentata dall'Iran per porre fine alla guerra. Alla domanda se ci sarebbe voluto del tempo per risolvere i disaccordi tra le due parti, la fonte ha aggiunto: "Non abbiamo molto tempo", sottolineando che i due Paesi "continuano a cambiare i termini dell'accordo". Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha confermato che le posizioni di Teheran sono state comunicate "alla parte americana tramite il mediatore Pakistan". Baghaei ha affermato che Teheran è preparata a tutti gli scenari. Parlando in una conferenza stampa settimanale trasmessa in televisione, ha aggiunto: "Per quanto riguarda le loro minacce, state certi che sappiamo perfettamente come rispondere in modo appropriato anche al minimo errore da parte dell'altra parte".

Mercoledì caso Panahi in tribunale a Teheran

Il tribunale rivoluzionario di Teheran esaminerà mercoledì il caso del regista dissidente Jafar Panahi, rientro in Iran il 30 marzo scorso. Lo riporta l'agenzia Isna. A occuparsi di Panahi sarà la sezione 26 del tribunale, presieduta dal giudice Iman Afshari. L'anno scorso, mentre promuoveva per l'Oscar il suo film 'Un semplice incidente', il regista è stato condannato in contumacia con l'accusa di "propaganda contro il regime", ha ricordato l'Isna. La pena stabilita per Panahi è stata di un anno di reclusione e due anni di interdizione dalla realizzazione di film.

Tzitzikostas: "In un momento incerto la cooperazione è importante"

 "In un momento di incertezza geopolitica e sfide globali, una cooperazione più forte tra Europa e paesi del Golfo è più importante che mai. L'Europa rimane un partner stabile e un alleato fidato, con una visione condivisa per la crescita, la sicurezza energetica e la stabilità regionale". Lo scrive su X il commissario Ue per i Trasporti e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas che oggi ha partecipato all'Europe Gulf Forum, dove ha incontrato la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente della Finlandia Alex Stubb, il presidente della Repubblica di Cipro Nikos Christodulide, il Direttore Generale del Fmi Kristalina Georgieva e la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde.

Media: "L'Iran propone la sospensione ma non la fine dell'arricchimento"

Nell'ultima bozza di accordo inviata alla Stati Uniti, l'Iran ha proposto di congelare a lungo termine l'arricchimento dell'uranio, ma non di smantellare il programma. Lo riporta la televisione al Arabiya. Il materiale fin qui arricchito, poi, potrebbe essere trasferito in Russia invece che negli Usa. Al posto dei risarcimenti per i danni di guerra fin qui reclamati, poi, Teheran sarebbe disposta ad accettare concessioni economiche.

Media iraniani: "Dagli Usa proposta deroga a sanzioni su petrolio in cambio Hormuz"

Gli Stati Uniti hanno proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano in cambio di un accordo di pace e della riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, ripresa dal Guardian. L'offerta non è ancora stata confermata e non entrerà in vigore fino al raggiungimento di un accordo definitivo tra i due Paesi, afferma l'agenzia iraniana, che cita una fonte vicina ai negoziati. 

Premier Pakistan: "Ottimista su nuovi negoziati"

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha espresso ottimismo sulla possibilità di nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran, sotto la sua mediazione. "Siamo ottimisti riguardo allo svolgimento di un nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad", ha detto Sharif a quanto riporta l'agenzia iraniana Isna. "Stiamo facendo tutto il possibile per garantire una pace duratura", ha assicurato. 

Drone Hezbollah sulla comunità nel nord di Israele, non ci sono feriti

Un drone esplosivo di Hezbollah è detonato vicino a Shomera, cittè nel nord di Israele al confine con il Libano. Lo ha riferito la stampa israeliana, precisando che non si sono registrate vittime. Le forze armate hanno fatto sapere che sono stati individuati "frammenti" del drone dopo l'impatto nella comunitè di Shomera.

Pezeshkian: "Non abbassiamo la testa. Dialogo ma con dignità"

L'Iran è disposto a trattare con i nemici, ma non abbasserà la testa. A ribadirloè stato il presidente Massoud Pezeshkian. "In nessun modo ci inchineremo davanti a nessun potere", ha chiarito nel suo intervento alla giornata delle Relazioni pubbliche, a quanto riporta l'account X della presidenza. "Condurremo il dialogo con dignità", ha proseguito.

Pasdaran: "Colpiti gruppi filo-Usa nel Kurdistan"

I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di avere colpito gruppi legati agli Stati Uniti e a Israele nella provincia occidentale iraniana del Kurdistan, vicino al confine con l'Iraq. In una dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa Isna, i Pasdaran hanno riferito che i miliziani, che provenivano dal "nord dell'Iraq e agivano per conto degli Stati Uniti e del regime sionista, stavano tentando di contrabbandare una grande spedizione di armi e munizioni americane" in Iran. L'attacco è avvenuto a Baneh, nella regione del Kurdistan.

Onu a Israele: "Prevenire atti genocidio a Gaza"

Le Nazioni Unite hanno chiesto a Israele di adottare misure per prevenire atti di "genocidio" a Gaza e hanno denunciato segnali di "pulizia etnica" nei Territori palestinesi occupati. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto in un nuovo rapporto su Israele di garantire "con effetto immediato che le sue forze armate non si impegnino in atti di genocidio e adottino tutte le misure necessarie per prevenire e punire l'incitamento al genocidio".

Lavrov: "Mosca non interferisce nel processo negoziale tra Usa e Iran"

Mosca non sta cercando di interferire nel processo negoziale tra Stati Uniti e Iran e augura loro successo. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una conferenza stampa a Mosca. "Ho letto che tale corrispondenza sta avvenendo tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell'Iran attraverso intermediari pachistani o altri canali. Non posso confermare la veridicità di queste informazioni. Non abbiamo visto alcuna proposta", ha dichiarato Lavrov, citato da Tass. "Non stiamo cercando di intrometterci in questo processo negoziale", ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. Lavrov ha inoltre dichiarato che Mosca "sosterrà sosterremo qualsiasi risoluzione concordata e accettata dalle parti negoziali stesse".

Libano: "Non ci sono alternative al cessate il fuoco e al ritiro di Israele"

"Il quadro di riferimento che il Libano ha stabilito per i negoziati consiste nel ritiro israeliano, nel cessate il fuoco, nel dispiegamento dell'esercito lungo i confini, nel ritorno degli sfollati e nell'assistenza economico-finanziaria a Beirut". Lo ha dichiarato il presidente libanese Joseph Aoun durante un incontro con i leader dei sindacati agricoli locali, difendendo la prosecuzione dei colloqui diretti con Israele, e ritenendo "errata qualsiasi altra ipotesi". "È mio dovere fare l'impossibile e qualsiasi cosa costi il meno possibile per fermare la guerra contro il Libano e il suo popolo", ha concluso Aoun.

Papa: "Profonda preoccupazione per Libano e Medio Oriente"

Papa Leone esprime la sua "profonda preoccupazione" per il Libano e per le Chiese del Medio Oriente. Durante l'incontro con Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena-Sede di Cilicia (Libano), il Pontefice ha sottolineato come sia caro per il Libano. "Questa terra del Libano, così cara al mio cuore, che per così tanto tempo ha mostrato al mondo intero che è possibile che persone di culture e religioni diverse convivano come un'unica nazione, continua ad affrontare dure prove", ha osservato. "In un momento in cui l'unità e l'integrità del vostro paese sono nuovamente minacciate, le nostre Chiese sono chiamate a rafforzare i legami fraterni che uniscono non solo i cristiani tra loro, ma anche i loro fratelli e sorelle di altre comunità nella loro patria comune". "Vi assicuro le mie preghiere quotidiane e la profonda preoccupazione che provo per il popolo del Libano e per le Chiese del Medio Oriente".

Media: "Pakistan ha schierato migliaia di soldati e aerei da combattimento in Arabia Saudita"

Il Pakistan ha schierato 8.000 soldati, uno squadrone di aerei da combattimento e un sistema di difesa aerea in Arabia Saudita nell'ambito del patto di difesa reciproca firmato nei mesi scorsi, intensificando la cooperazione militare con Riad, mentre svolge il ruolo di principale mediatore nella guerra con l'Iran. Lo scrive il Times of Israel citando la Reuters. Il dispiegamento è stato confermato da tre funzionari della sicurezza e due fonti governative, i quali lo hanno parlato di una forza consistente e operativa, destinata a supportare l'esercito saudita qualora il regno dovesse subire ulteriori attacchi.

I termini completi dell'accordo di difesa sono riservati, ma entrambe le parti hanno affermato che esso impegna Pakistan e Arabia Saudita a difendersi a vicenda in caso di attacco. Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha lasciato intendere che l'accordo pone l'Arabia Saudita sotto l'ombrello nucleare del Pakistan.

Secondo le fonti, il Pakistan ha schierato un intero squadrone di circa 16 velivoli, per lo più caccia JF-17 prodotti congiuntamente con la Cina, inviati in Arabia Saudita all'inizio di aprile. Due funzionari della sicurezza hanno affermato che il Pakistan ha anche inviato due squadroni di droni. Tutte e cinque le fonti hanno affermato che il dispiegamento comprende circa 8.000 soldati, con la promessa di inviarne altri se necessario, nonché un sistema di difesa aerea cinese HQ-9.

Iran, sovranità su cavi subacquei Hormuz chiave per economia

Non solo le acque, ma anche il fondale dello stretto di Hormuz sono sotto la sovranità dell'Iran e dunque i cavi in fibra ottica da cui passano ogni giorno transazioni finanziare per miliardi. A chiarirlo è stata l'agenzia ufficiale Fars. Con una neanche tanto velata minaccia di pesanti conseguenze sull'economia mondiale. "In seguito dell'assunzione del controllo dello Stretto di Hormuz, l'Iran, in virtù della sovranità assoluta sulle acque superficiali e sotterranee del proprio mare territoriale (ai sensi della Convenzione del 1982 sul diritto del mare), può dichiarare che tutti i cavi in fibra ottica che attraversano questo stretto sono soggetti ad autorizzazione, supervisione e diritti governativi", si legge nella nota ufficiale riportata dall'agenzia. "Secondo un rapporto di Policy Exchange, questi cavi gestiscono quotidianamente transazioni finanziarie per oltre 10 trilioni di dollari", sostiene Fars. "Qualsiasi interruzione in questo nodo, visto il passaggio di cavi protetti dotati di tecnologia Dwdm  (Dense Wavelength Division Multiplexing, ndr), potrebbe causare perdite dirette e indirette da decine a centinaia di milioni di dollari al giorno all'economia regionale e mondiale", avverte Teheran

Iran, Pezeshkian: proseguire il dialogo con dignità

Teheran dovrebbe proseguire il dialogo con gli Stati Uniti "con dignità". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che, nel corso di una riunione di funzionari governativi, si è chiesto: "Se non si parla, si vuole combattere per sempre?". "Non ci arrenderemo a nessuna potenza o a nessuna parte e non sacrificheremo l'onore della nazione", ha assicurato Pezeshkian. Che poi ha anche esortato a comunicare in modo onesto con il pubblico, affermando che "non dobbiamo trasmettere false informazioni, secondo cui il nemico sta crollando mentre l'Iran prospera: la verità che loro hanno problemi, e anche noi abbiamo problemi".

Libano, Aoun: Farò l'impossibile per stop guerra con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun ha assicurato che farà "l'impossibile" per mettere fine alla guerra con Israele. 

Iea: le scorte di petrolio stanno diminuendo molto rapidamente

Le scorte commerciali di petrolio stanno diminuendo "molto rapidamente" a causa delle continue interruzioni delle forniture nel Golfo dovute alla guerra in Medio Oriente, nonostante il rilascio delle riserve strategiche da parte dei governi di tutto il mondo, ha dichiarato lunedì il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea) Fatih Birol .

Crescono i timori di carenze con l'avvicinarsi della stagione dei viaggi estivi nell'emisfero settentrionale. Le compagnie aeree hanno avvertito della possibilità di penuria di carburante per aerei nelle prossime settimane se le interruzioni delle forniture dovessero persistere. "Le scorte commerciali stanno diminuendo... credo che si stiano esaurendo molto rapidamente ora", ha detto Fatih Birol ai giornalisti al suo arrivo a Parigi per la riunione dei ministri delle finanze del G7. "Abbiamo ancora diverse settimane, ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che le scorse stanno diminuendo rapidamente", ha aggiunto, avvertendo che "questa situazione non durerà per sempre".

L'Iea ha dichiarato questo mese che i paesi stanno attingendo alle proprie riserve petrolifere e strategiche a un ritmo record, mentre i negoziati per porre fine alla guerra non procedono. L'agenzia ha coordinato il rilascio di 426 milioni di barili dalle scorte di emergenza dei suoi 32 paesi membri e ha dichiarato questo mese che circa 164 milioni di barili sono già stati prelevati.

Il Papa: "Molto preoccupato per il Libano e Medio Oriente"

Il Papa ha incontrato Aram I, patriarca della Chiesa armena proveniente dal Libano. "Mi riporta alla mente l'amata patria da cui proviene e che ho avuto la gioia di visitare lo scorso dicembre. Questa terra del Libano, così cara al mio cuore, che per tanto tempo ha dimostrato al mondo intero che è possibile per persone di culture e religioni diverse vivere insieme come un'unica nazione, continua ad affrontare prove difficili", ha detto Leone XIV sottolineando la sua  "profonda preoccupazione" per il popolo libanese, "in un momento in cui l'unità e l'integrità del paese sono nuovamente minacciate" e per le Chiese del Medio Oriente

Trump: "Urlano in continuazione, vogliono accordo ma poi cambiano termini"

Gli iraniani "urlano in continuazione". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, nel corso di un'intervista a Fortune. "Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l'accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: 'Ma siete pazzi?'". 

Hezbollah: lanciato un drone contro un obiettivo militare israeliano

Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato un drone contro un obiettivo militare nel nord di Israele, mentre Israele continuava a lanciare attacchi contro il sud del Libano nonostante la proroga della tregua tra i due Paesi. In una dichiarazione, Hezbollah ha affermato di aver lanciato il drone contro "una piattaforma Iron Dome appartenente all'esercito nemico israeliano" in un accampamento militare nel nord di Israele, in risposta a una "violazione" del cessate il fuoco da parte di Israele

Media Iran: la nuova proposta in 14 punti si concentra sulla fine della guerra

La nuova proposta consegnata dall'Iran agli Usa attraverso il Pakistan è in 14 punti e si concentra sulla fine della guerra: lo scrive l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina ai negoziati.

Media: alcuni membri della Flotilla trattenuti e diretti verso Ashdod

Alcuni degli attivisti delle imbarcazione della Flotilla fermata dalle forze israeliane al largo di Cipro sono stati trattenuti e trasferiti a bordo di una nave che dovrebbe partire alla volta del porto israeliano di Ashdod. Lo riporta il sito di Ynet. 

Flotilla: bloccati da Israele alcuni dei 35 italiani a bordo

"Da circa un'ora e mezza si sono avvicinate quattro navi militari dell'esercito della Marina israeliana con almeno sei mezzi veloci e hanno iniziato a circondare le barche. Di sicuro sono state già intercettate due delle otto barche che battono bandiera italiana e sono già stati presi alcuni dei 35 italiani che sono a bordo, almeno 7 o 8". Lo ha detto Maria Elena Delia, portavoce per l'Italia di Global Sumud Flotilla, nel corso della manifestazione indetta da Usb in corso a Roma nei pressi della stazione Termini. "La cosa che ci colpisce è che stanno agendo per la prima volta in pieno giorno, durante la mattina, era una cosa che non era mai accaduta. Ovviamente temiamo che le persone arrestate siano portate in Israele come accaduto a Saif Abukeshek, che oggi è qui alla nostra manifestazione. Ci auguriamo che ciò non accada o le conseguenze da parte nostra saranno importanti, mi prendo la responsabilità di dirlo", ha sottolineato.

Nobel Mohammadi dimessa, continua convalescenza a casa

L'attivista iraniana Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi è stata dimessa dall'unita' di terapia intensiva coronarica dell'ospedale Pars di Teheran ed e' stata trasferita a casa, dove continuerà la convalescenza sotto controllo medico ambulatoriale, ha annunciato la Fondazione che porta il suo nome. Nelle prossime settimane, le sue condizioni di salute saranno monitorate dal suo team medico attraverso visite in ospedale e sedute giornaliere di fisioterapia in ambulatorio, ha dichiarato la Fondazione Narges Mohammadi in un comunicato pubblicato sui social media.

Tajani: garantire la sicurezza degli attivisti italiani della Flottilla

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani "ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il Governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle Idf": lo riferisce la Farnesina. Tajani ha chiesto all'Unità di Crisi, alle ambasciate d'Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l'incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L'ambasciatore d'Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani.

Teheran crea autorità per gestione stretto Hormuz

L'Iran ha creato un'Autorità per la gestione dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il consiglio supremo di Sicurezza nazionale.

Flotilla: "Perso il contatto con 23 imbarcazioni"

La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di avere perso il contatto con 23 imbarcazioni dopo che il suo convoglio diretto verso Gaza è stato attaccato dall'Esercito israeliano in acque internazionali. Lo riferisce Anadolu mentre la sezione turca della Flotilla ha dichiarato su X che la nave "Holy Blue" è stata abbordata dai soldati israeliani. Gli attivisti avevano affermato di essere partiti la scorsa settimana dal porto di Marmaris, località costiera della Turchia meridionale, con circa 500 attivisti in 54 imbarcazioni. 

Ong: "Intensa attività militare di Israele nel sud della Siria"

Forze israeliane sono penetrate stamani nel villaggio di al Ashe, nella regione siriana di Quneitra, a ridosso del Golan occupato da Israele dal 1967. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo la stessa fonte, una pattuglia israeliana ha effettuato perquisizioni in alcune abitazioni del villaggio prima di ritirarsi verso l'area da cui era partita. Nelle ore precedenti, le forze israeliane avevano lanciato razzi illuminanti nei cieli della campagna meridionale e centrale di Quneitra, dove diversi centri abitati hanno registrato movimenti militari e sorvoli ripetuti. Nei giorni scorsi l'Osservatorio riferiva inoltre che un'altra pattuglia israeliana, composta da otto mezzi militari, era penetrata nella zona di Wadi Ruqqad, un corso d'acqua nella regione occidentale di Daraa, raggiungendo l'area del ponte e dispiegandosi sul posto per alcune ore. Domenica una forza israeliana composta da sei mezzi militari e da un furgone bianco era entrata nella località di Rafid, sempre nella regione di Quneitra, effettuando movimenti all'interno del centro abitato e operazioni di ricognizione. Poche ore prima, un'altra pattuglia israeliana era penetrata nella stessa località, dove aveva istituito un check-point temporaneo, fermando alcuni pastori, perquisendoli e controllandone i documenti prima di ritirarsi senza effettuare arresti. Un episodio analogo era avvenuto il 12 maggio, quando una forza israeliana composta da oltre 30 militari era penetrata lungo la strada tra Afania e Jabata al-Khashab, nel nord della regione di Quneitra, fermando i passanti ed effettuando controlli sul posto.

Flotilla: "Da Israele sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale"

"Questo accerchiamento militare segna l'inizio di un'altra illegale aggressione in alto mare, quattro giorni dopo che 54 imbarcazioni civili sono salpate da Marmaris per stabilire un corridoio umanitario e rompere l'illegale assedio israeliano di Gaza". Lo si sottolinea in un comunicato di Global Sumud Flotilla. "Questo scontro navale attivo è la diretta continuazione dell'assalto militare israeliano illegale lanciato solo due settimane fa, al largo della costa di Creta - continua il comunicato - Durante la precedente intercettazione a oltre 650 miglia nautiche da Gaza, all'interno della zona di ricerca e soccorso (Sar) greca, le forze militari israeliane hanno illegalmente abbordato, sabotato e rapito 181 pacifici difensori dei diritti umani a bordo di 21 imbarcazioni civili, sottoponendoli a detenzioni documentate nonché a violenze fisiche e sessuali". "Intercettando oggi la flottiglia a un perimetro di 250 miglia nautiche e nella zona di occupazione speciale di Cipro, - si afferma quindi nel comunicato - il regime israeliano continua a dimostrare un sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos)". 

Idf sequestra al largo di Cipro barche Flotilla dirette verso Gaza

Una diretta streaming, mostrata dal Times of Israel, fa vedere dei commando della marina militare israeliana che abbordano una delle navi della Global Sumud Flotilla al largo delle coste di Cipro.

Idf sequestra al largo di Cipro barche Flotilla dirette verso Gaza

Idf sequestra al largo di Cipro barche Flotilla dirette verso Gaza

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Kallas ribadisce: "La libertà di navigazione non è negoziabile"

"Stiamo cercando di spingere e convincere tutti gli attori" coinvolti nella crisi in Medio Oriente "che la libertà di navigazione deve essere rispettata perché vediamo altri stretti nel mondo che potrebbero essere utilizzati come arma in modo simile. E questo non va a vantaggio di nessuno". Lo ha sottolineato l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas all'arrivo al Consiglio Sviluppo in corso oggi a Bruxelles. "Da un lato tutti dicono che la libertà di navigazione non è negoziabile" ma se si "stabiliscono delle condizioni per il passaggio, allora si sta già entrando in un accordo per cui limitare questo passaggio è in qualche modo legittimo", ha spiegato. 

Teheran: "Abbiamo risposto all'ultima proposta Usa"

L'Iran ha risposto all'ultima proposta statunitense: lo comunica il ministero degli Affari Esteri iraniano. Il Pakistan ha condiviso con gli Stati Uniti una proposta rivista dell'Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente, scrive Reuters sul sito citando una fonte pakistana, mentre i colloqui di pace sembrano rimanere in una fase di stallo. "Non abbiamo molto tempo", ha detto la fonte, quando le è stato chiesto se ci sarebbe voluto del tempo per colmare i divari, aggiungendo che entrambi i paesi "continuano a cambiare i propri obiettivi". 

L'Idf sequestra al largo di Cipro le barche della Flotilla dirette verso Gaza

Soldati dell'Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro. Lo scrivono i media israeliani. Una diretta streaming, mostrata dal Times of Israel, mostra dei commando della marina militare israeliana che abbordano una delle navi della Global Sumud Flotilla al largo delle coste di Cipro. Poco prima il ministero degli Esteri israeliano su X, in riferimento alla nuova missione della Sumud Flotilla, partita dalla Turchia con circa 50 navi aveva affermato: "Ancora una volta, una provocazione fine a se stessa: un'altra cosiddetta 'flottiglia di aiuti umanitari' senza alcun aiuto umanitario. Questa volta, due gruppi violenti turchi - Mavi Marmara e IHH, quest'ultimo designato come organizzazione terroristica - fanno parte della provocazione''. ''Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza e invita tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro'', ha aggiunto il ministero. 

Iran, Kallas: "Bene Usa-Cina su Hormuz, ma ora agire"

"L'aspetto positivo è stato che Stati Uniti e Cina hanno concordato sul fatto che lo Stretto di Hormuz debba rimanere aperto". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Sviluppo Ue. "Naturalmente, ora la questione è cosa si possa fare concretamente", ha proseguito Kallas spiegando che "la Cina ha influenza sull'Iran, quindi si spera che possa intervenire presso Teheran affinchè lo Stretto di Hormuz venga aperto, perchè, considerando anche i temi che affrontiamo oggi, ciò ha un enorme impatto sulle persone più vulnerabili del mondo". 

Israele, colpiti oltre 30 obiettivi di Hezbollah

Le forze armate israeliane hanno affermato in un comunicato di aver colpito oltre trenta obiettivi di Hezbollah nel Sud del Libano, tra cui "un magazzino di armi, postazioni di osservazione ed edifici utilizzati per condurre attacchi contro le forze israeliane". La nota menziona anche l'uccisione di alcuni operativi della milizia sciita che preparavano "piani terroristici" contro le truppe nell'area. "Le Idf continuano a operare per rimuovere le minacce ai civili israeliani e alle forze delle Idf nel Sud del Libano", conclude il comunicato militare. 

L'Oman condanna l'attacco contro gli Emirati: "Appello al dialogo"

L'Oman condanna l'attacco con droni che ieri ha provocato un incendio fuori dal perimetro della centrale nucleare di Barakah negli Emirati arabi uniti. E ribadisce il suo 'no' a "tutti gli atti ostili e di escalation" nella regione. In una nota diffusa su X il ministero degli Esteri omanita conferma "solidarietà" agli Emirati per le misure adottate a tutela della sua "sicurezza" e fa appello al "dialogo" in nome di "sicurezza e stabilità della regione", chiedendo rispetto per il diritto internazionale.

Israele smentisce la chiusura del valico di Rafah

Israele ha smentito che il valico di Rafah tra l'Egitto e la Striscia di Gaza sia rimasto chiuso per il secondo giorno consecutivo, come sostenuto dai media palestinesi. "A causa degli ingorghi, l'Organizzazione Mondiale per la Sanita' non coordina gli arrivi attraverso il valico ogni giorno", hanno sostenuto un funzionario israeliano consultato da Ynet. 

Trump ad Axios: "Il tempo stringe per Teheran"

"Il tempo stringe" per l'Iran. A ribadirlo, parlando con Axios, è stato il presidente americano Donald Trump. Se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per arrivare ad un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, "subirà un colpo molto più duro".

Trump ha poi detto di credere ancora che l'Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell'ultima presentata alcuni giorni fa. 

"Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono", ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "molto più duramente di prima" se Teheran non presenterà una proposta migliore. "Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla",  ha sottolineato Trump.

Trump

©Ansa

Media Teheran: "Tre petroliere iraniane hanno superato il blocco di Hormuz"

"Tre petroliere iraniane sono state aggiunte alla capacità di stoccaggio dell'Iran dopo aver superato il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz", si legge in un rapporto dell'agenzia Fars, che aggiunge: "Gli Stati Uniti hanno affermato che la capacità di stoccaggio di petrolio dell'Iran sull'isola di Kharg è terminata, ma la società di intelligence marittima Tanker Trackers aveva dichiarato che l'Iran ha più di un mese di tempo prima che tale capacità si esaurisca, a condizione che nessun'altra petroliera entri nel blocco. Ora, con queste tre petroliere, la capacità di stoccaggio di petrolio dell'Iran è aumentata". Ieri, Tanker Trackers ha affermato che "tre petroliere vuote, autorizzate dagli Stati Uniti", sono riuscite a eludere il blocco navale statunitense nei giorni scorsi. Insieme, possono trasportare 1,9 milioni di barili di petrolio iraniano. "Una delle navi ha disattivato brevemente l'AIS, un'altra batteva bandiera russa e una terza ha costeggiato la costa omanita per superare il blocco", ha aggiunto la società. 

Il monito di Taylor Greene: "Se truppe in Iran sarà rivoluzione politica in Usa"

Marjorie Taylor Greene, ex alleata di Trump che un tempo era una delle sue più grandi sostenitrici e adesso vi si oppone pubblicamente, ha messo in guardia sulla possibilità di un "rivoluzione politica in America" se gli Stati Uniti invieranno truppe in Iran. Taylor Greene, che si è dimessa dal Congresso degli Stati Uniti dopo aver rotto i rapporti con Trump, ha scritto su X: "Se invii truppe militari americane in Iran, ci sarà una rivoluzione politica in America. NOI. ABBIAMO. FINITO." "Abbiamo detto basta guerre all'estero e lo intendevamo sul serio", ha aggiunto. "La coalizione si unirà e sarà inarrestabile. Me ne assicurerò. Metti fine a questa guerra. È una follia". 

La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.

La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

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Ue, Blair: "Difesa e riforme, deve ritagliarsi un ruolo nel Medio Oriente"

"Oggi, se vuoi sederti al tavolo con gli altri, devi avere qualcosa da portare. E l’Europa deve riconoscere che alla fine l’unica cosa che tutti rispettano davvero è la potenza. Se vuoi essere potente devi avere forza economica e militare, che nel caso dell’Europa significa affrontare due sfide: la prima è quella della competitività, che in sostanza significa  applicare il Rapporto Draghi; la seconda è quella della difesa". Così Tony Blair in un'intervista a La Repubblica. "I Paesi europei hanno già dimostrato in passato che sono in grado di risolvere grandi problemi: basti pensare alla soluzione che è stata proprio l’Ue. E anche adesso hanno bisogno di riforme e cambiamento", afferma. 

Dopo i lavori dello Europe Gulf Forum parla di "un incontro molto interessante", con "leader europei e del Golfo faccia a  faccia, ma non in un contesto formale, e quindi anche molto più disponibili a essere aperti e onesti tra di loro". "Se cominciamo a costruire qualcosa sulla base dei risultati di questo appuntamento, avremo un buon programma per capire dove Europa e Golfo possono cooperare davvero per avere quella forza, sia militare sia economica, che serve a entrambi - osserva - Dobbiamo sviluppare insieme capacità reali nella difesa, nella tecnologia e nel sostegno reciproco. Tutti crediamo che l’America sia ancora fondamentale per la nostra sicurezza, come europei, e per quella dei Paesi del Golfo. Ma vogliamo essere partner più capaci, e rendere quel rapporto più equilibrato".

Sull'Iran ribadisce che "il punto centrale, ossia che non debba avere un’arma nucleare, è corretto" e "si può discutere di come arrivare al risultato". E, continua, "perché questa guerra finisca deve essere chiaro che il tema del nucleare va affrontato e che lo Stretto di Hormuz deve essere aperto". Per Gaza, dice, "esiste un buon piano: Hamas lascia il potere, c’è un nuovo governo palestinese, sostenuto dalla comunità internazionale in base alla risoluzione Onu", è "tutto pronto", ma "abbiamo bisogno che Hamas accetti di sostenere il nuovo governo e di non indebolirlo". "Non si tratta di ricostruire Gaza come era prima - afferma l'ex premier britannico - ma di creare qualcosa di completamente nuovo per il futuro della sua popolazione, con l’obiettivo finale di riunire Cisgiordania e Gaza sotto un’unica autorità palestinese".

Araghchi sente Barrot su sviluppi nella regione e sullo Stretto di Hormuz

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo francese Jean-Noel Barrot hanno avuto un colloquio telefonico ieri sera sugli ultimi sviluppi nella regione e nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'IRNA. Hanno inoltre discusso della necessità di tenere consultazioni diplomatiche tra i due Paesi e del processo diplomatico tra Iran e Stati Uniti. Araghchi ha avuto anche un colloquio telefonico ieri con il suo omologo turco Hakan Fidan sulle soluzioni diplomatiche all'attuale tensione nella regione. 

Libano, media: "Comandante della Jihad islamica ucciso con la figlia in raid di Israele"

Un comandante della Jihad islamica palestinese e sua figlia sono stati uccisi nelle scorse ore in un raid attribuito a Israele che ha preso di mira il Libano. Nell'est del Paese dei Cedri, ha riferito l'agenzia ufficiale libanese Nna, in un attacco missilistico intorno alla mezzanotte è stato preso di mira un appartamento alla periferia di Baalbek, dove è stato ucciso un comandante della Jihad islamica, Wael Abdel Halim, insieme alla figlia di 17 anni.

Cnn: "Trump ha visto il team della sicurezza nazionale. Il Pentagono ha pronta una lista di obiettivi"

Donald Trump ha incontrato i vertici del suo team di sicurezza nazionale nel golf club in Virginia. Lo riferisce la Cnn, secondo cui alla riunione c'erano il vicepresidente, JD Vance, il segretario Stato, Marco Rubio, il capo della Cia, John Ratcliffe, e l'inviato del presidente, Steve Witkoff. Stando alla fonte citata dalla rete americana, l'incontro è avvenuto sabato, al rientro del tycoon dalla visita in Cina e dai colloqui con Xi Jinping, il giorno prima che Trump su Truth scrivesse che "per l'Iran il tempo stringe" dopo la notizia del colloquio con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. La Cnn conferma che è attesa una nuova riunione tra Trump e il team di sicurezza nazionale, mentre - riporta ancora la rete americana, citando altre fonti - il Pentagono ha preparato una serie di piani per eventuali attacchi a obiettivi militari, compresi impianti del settore dell'energia e infrastrutture in Iran, qualora Trump dovesse decidere per nuove operazioni.

Ryanair "sempre più fiduciosa" che non ci saranno interruzioni nella fornitura di carburante per aerei

Ryanair è sempre più fiduciosa che le sue operazioni non saranno colpite da una carenza di carburante per aerei nemmeno dopo l'estate, poiché i fornitori si stanno adoperando per soddisfare la crescente domanda. Lo ha dichiarato oggi il direttore finanziario Neil Sorahan. "Non si può escludere. Non sappiamo per quanto tempo lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Ma sono sempre più fiducioso che non ci saranno problemi" nemmeno dopo l'estate, ha affermato Sorahan in un'intervista. "Stiamo notando che le raffinerie, che in genere facevano, diciamo, tre a uno di benzina rispetto al carburante per aerei, ora fanno uno a uno", e si stanno anche orientando verso l'approvvigionamento di maggiori quantità di petrolio dall'America Latina e dall'Europa orientale, ha concluso. 

Media: "Decine di aerei Usa portano munizioni in Israele"

Nelle ultime 24 ore decine di aerei da carico statunitensi hanno trasportato a Tel Aviv munizioni prelevate dalle basi americane in Germania, in vista di una possibile ripresa degli attacchi all'Iran. Lo riporta l'emittente israeliana Canale 12. 

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

Vacillano i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Come riportato dall’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione, Washington ha sottoposto cinque condizioni “senza concessioni” per la conclusione del conflitto, aperto il 28 febbraio scorso. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha sentito Trump: "Deve prendere una decisione".

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

Guerra Iran, segnali di ripresa degli attacchi: cosa può succedere ora

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Iran, attesa decisione Usa su ripresa attacco a Teheran. VIDEO

Trump: "Iran accetti un accordo o non rimarrà nulla"

Ancora minacce all'Iran da parte del presidente Usa: 'Accetti l'accordo o non rimarrà nulla'. Telefonata tra il tycoon e Netanyahu che precisa: 'Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare'. Trump ha anche convocato al suo golf club in Virginia i massimi consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Per Axios, martedì sarà convocata la Situation Room. Secondo alcuni media il presidente Usa avrebbe ottenuto dalla Cina l'impegno a non fornire armi a Teheran. 

Iran, Rubio: "Stop a Freedom Project chiesto dal Pakistan"

"Il Freedom Project è stato bloccato a causa della richiesta del Pakistan".Lo ha detto il Segretario di Stato USA Marco Rubio a NBC News, aggiungendo che Islamabad ha spiegato che se l'operazione fosse stata stoppata, un accordo sarebbe stato possibile."Così, abbiamo deciso di fermarlo", ha affermato Rubio.

Iran, aumento esecuzioni fa crescere bilancio mondiale condanne

L’Iran ha giustiziato oltre 2.150 persone lo scorso anno, un aumento "sconcertante" che ha portato il numero di esecuzioni registrate in tutto il mondo al livello più alto dal 1981. Lo ha dichiarato Amnesty International, confermando l’esecuzione di almeno 2.707 persone in tutto il mondo nel 2025. Di questi, "2.159 si sono verificati in Iran, una cifra più che doppia rispetto al 2024".L’organizzazione precisa che il totale non include le migliaia di esecuzioni effettuate in Cina, il Paese che ricorre di più alla pena di morte, a causa del segreto di Stato sui dati. Il numero globale del 2025 rappresenta un aumento di oltre due terzi rispetto all’anno precedente.Secondo Amnesty, l’"sbalorditivo aumento" in Iran è avvenuto mentre le autorità intensificavano l’uso della pena di morte come strumento di repressione politica, soprattutto dopo la guerra del giugno 2025 con Israele.

Media: "Trump ha convocato i consiglieri di sicurezza al golf club per parlare di Iran"

Donald Trump ha convocato al suo golf club in Virginia i suoi massimi consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra in Iran. Lo riporta la Cnn precisando che l'incontro è avvenuto sabato. Al meeting erano presenti il vice presidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CiaJohn Ratcliffe e l'inviato speciale Steve Witkoff. Altri media hanno scritto ieri che l'incontro si sarebbe svolto martedì.

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