Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Non ci servono aiuti". Teheran: "Se Usa attacca, uranio al 90%”

©IPA/Fotogramma

Muro contro muro Usa-Iran dopo la bocciatura dei rispettivi piani di pace. Trump non ha dubbi. "Vinceremo in un modo o nell'altro, pacificamente o no", ha detto il presidente americano prima di partire per la Cina, per poi sottolineare: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran" e nemmeno "della Nato". Teheran "potrebbe arricchire l'uranio fino al 90% di purezza se il paese subisse un altro attacco", ha minacciato il portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale

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L'Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. "Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90%", livello idoneo per l'arma nucleare. "Ne discuteremo in Parlamento", dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. 

Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell'incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. 

Israele intanto istituisce un tribunale militare speciale per il 7 ottobre, prevista la pena di morte. 

Gli approfondimenti:

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Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di mercoledì 13 maggio. 

Trump ai media: 'Chi dice che Iran sta vincendo è un traditore'. LIVE

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Due scosse di assestamento a Teheran, "non segnalate vittime"

Due scosse di assestamento di magnitudo 4 e 3.4 hanno nuovamente colpito la zona di Teheran, in Iran. Lo scrive Mehr, che riporta le parole del capo della Mezzaluna Rossa e del portavoce dei servizi di emergenza di Teheran secondo cui il sisma, stando a quando segnalato finora, non ha causato danni economici o perdite umane.

Israele, approvato il tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre

La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge per  istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i  terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità nelll'attacco  al Festival musicale del 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno  contrario. Prevista anche la pena di morte.

Israele, approvato il tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre

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Tajani: "A oggi 230 studenti palestinesi arrivati in Italia da Gaza grazie a "corridoi universitari"

"Con l’operazione di oggi sono 230 gli studenti palestinesi arrivati dalla Striscia di Gaza attraverso i 'corridoi universitari' facilitati dal nostro Governo. Giovani ragazze e ragazzi che nonostante la guerra non hanno mai smesso di credere nel loro futuro. Studenti che potranno proseguire il proprio percorso accademico presso Atenei italiani". Lo scrvie sui social il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Sono 59 quelli giunti oggi nella Capitale, mentre altri 13 arriveranno domani a Milano e saranno accolti in 21 università italiane nell’ambito del programma “Iupals” (Italian Universities for Palestinian Students), promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Università e della Ricerca. A questa operazione la Farnesina, insieme alle Ambasciate d’Italia a Tel Aviv e Amman e al Consolato Generale a Gerusalemme, lavorava da tempo. È stato un percorso complesso, anche per le difficili condizioni sul terreno, ma grazie all’impegno e alla determinazione di donne e uomini delle Istituzioni siamo riusciti, da un lato, a portare in sicurezza questi giovani verso un’opportunità di studio e di futuro e, dall’altro, a rafforzare la formazione della classe dirigente palestinese", conclude.

Beirut, i raid israeliani hanno ucciso oggi 13 persone

I raid israeliani hanno ucciso oggi 13 persone nel sud del Libano, tra cui un soldato, un bambino e due soccorritori, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. "Un attacco sulla città di Nabatieh ha causato cinque morti, tra cui due soccorritori della Protezione Civile", ha dichiarato il ministero, mentre un altro attacco nei pressi di Jebchit ha provocato quattro morti, "tra cui un soldato e un cittadino siriano", e un terzo attacco a Bint Jbeil ha ucciso "quattro civili, tra cui un bambino e una donna". 

Media Iran, terremoto di magnitudo 4.6 registrato a Teheran

Un terremoto di magnitudo 4.6 ha colpito la capitale dell'Iran. Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr. Il sito dell'Usgs (United States Geological Survey) ha registrato un sisma  di magnituto 4.6  a un chilometro a nord di Damavand, che si trova ad est di Teheran. Il sisma, secondo Usgs, è stato registrato a circa 10 chilometri di profondità. Per i media iraniani, non si sono registrate nell'immediato segnalazioni di vittime o danni a seguito del terremoto, che ha colpito la zona di confine tra Teheran e Mazandaran. 

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

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Iran, la risposta alla proposta Usa sul Wsj: dal nucleare a Hormuz

L’Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta  degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta il  Wsj, nella risposta l’Iran ha esposto nel dettaglio le sue richieste con  diversi punti aperti di divergenza. “Totalmente inaccettabile”, è stato  il commento del presidente Usa Donald Trump. Ecco cosa sappiamo.

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Iran: "False le accuse del Kuwait sulla tentata infiltrazione su un'isola"

L'Iran ha respinto come "assolutamente infondata" l'accusa del Kuwait secondo cui quattro ufficiali iraniani avrebbero tentato di infiltrarsi nell'isola di Bubiyan, affermando che sono entrati nelle acque territoriali kuwaitiane a causa di un'interruzione dei sistemi di navigazione. Il ministero degli Esteri iraniano ha "condannato fermamente l'azione impropria del governo kuwaitiano che ha sfruttato politicamente e in modo propagandistico il caso". Il Kuwait ha arrestato i quattro all'inizio di questo mese e oggi li ha accusati di essere ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie. 

Macron: "Prenderemo iniziativa a Onu per missione totalmente neutrale Hormuz"

La Francia intende "prendere una iniziativa alle Nazioni Unite" per proporre un quadro di riferimento volto alla creazione di una missione "totalmente neutrale e pacifica" per la futura messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron in un'intervista a TV5 Monde, France 24 e Radio France Internationale, parlando da Nairobi a margine del vertice franco-africano. Macron ha sottolineato la necessità di garantire la riapertura dello stretto "senza condizioni, senza pedaggi", chiedendo allo stesso tempo lo smantellamento dei blocchi esistenti e l’avvio di un dialogo più stringente con l’Iran. "Dobbiamo ottenere la riapertura senza condizioni dello Stretto di Hormuz, eliminando tutti i blocchi e instaurando un vero dialogo di responsabilità con l’Iran", ha dichiarato il presidente francese.

Iran, la premio Nobel Narges Mohammadi trasferita in ospedale

Concessa la sospensione della pena su cauzione a seguito del  parere dell'Organizzazione di Medicina legale, composta da  professionisti nominati dal governo di Teheran. Ma per la Fondazione  dell'avvocata iraniana bisogna "garantire che non torni mai più in  carcere per scontare i 18 anni rimanenti della sua pena".

Iran, la premio Nobel Narges Mohammadi trasferita in ospedale

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Trump: "Non penso a impatto economico guerra su cittadini"

"Quando parlo con l’Iran, l’unica cosa che conta è che non possa avere un’arma nucleare". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca prima della partenza per la Cina. Interpellato sull’impatto economico della guerra con l’Iran sui cittadini americani e su quanto le difficoltà finanziarie delle famiglie influenzassero i negoziati con Teheran, Trump ha risposto: "Nemmeno un po'. Non penso alla situazione economica degli americani, non penso a nessun altro. Penso a una sola cosa: non possiamo permettere che l’Iran abbia un’arma nucleare. Tutto qui".  A una successiva domanda sull’impatto economico del conflitto, il presidente ha aggiunto che "la cosa di gran lunga più importante, anche più dell’andamento della Borsa - che peraltro è ai massimi storici - è che l’Iran non possa avere un’arma nucleare. Ogni americano lo capisce". 

Francia proporrà all'Onu missione pacifica a Hormuz

La Francia "prendera' un'iniziativa alle Nazioni Unite" per proporre una "cornice" in vista di una missione "totalmente neutrale e pacifica" per una futura messa in sicurezza dello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato Emmanuel Macron in un colloquio con TV5, France 24 e Radio France internationale. "Si deve ottenere la riapertura senza condizioni, senza pedaggi a Hormuz. Smantellando tutti i blocchi e avendo davvero questo dialogo di esigenza nei confronti dell'Iran", ha detto il Presidente francese da Nairobi, al termine di un vertice franco-africano. Ha deplorato "un'escalation nelle dichiarazioni" da parte americana e iraniana.

Zuppi (Cei): "Il Papa dice cose che Trump non vorrebbe sentire"

"Le cose che dice il Papa non sono quelle che Trump vorrebbe sentire. Il Papa fa il Papa e continuerà a dire che la guerra non deve essere usata come modo per risolvere i conflitti e che non c'è alcuna giustificazione in assoluto per la guerra, tantomeno spirituale o religiosa. Dire 'Non vuole il disarmo dell'Iran' sono attribuzioni che niente hanno a che vedere con la chiarezza di Papa Leone che, con mitezza ma anche molta forza, continua a dire che bisogna risolvere i conflitti col dialogo". Così il presidente della CEI cardinal Matteo Maria Zuppi a Otto e mezzo su La7.         "Dispiacciono gli attacchi. Speriamo che anche gli incontri avvenuti chiariscano e riportino un legame evidente e storico con gli Usa. Non scalfiscono la scelta del Papa che continua a indicare la via della pace e del disarmo, i luoghi del dialogo" sottolinea Zuppi. Il presidente della Cei sottolinea anche: "Su Trump, non metterei in mezzo Gesù. E' un'attribuzione indebita che rischia la blasfemia. Può il Signore giustificare la guerra? E' qualcosa del tutto contrario all'essenza del cristianesimo e dei vangeli. Blasfemia è chiedere a Gesù, che dice di amare il nemico, di uccidere". 

Media, da Riad "raid di ritorsione segreti" contro Teheran

L’Arabia Saudita avrebbe condotto una serie di attacchi segreti contro l’Iran in risposta ai raid subiti durante il conflitto. Lo riferisce Reuters, citata da Sky News, secondo cui le operazioni sarebbero state effettuate dall’aeronautica saudita alla fine di marzo. Se confermati, si tratterebbe dei primi attacchi militari diretti noti di Riad sul territorio iraniano, segnale di una postura sempre più aggressiva del regno nei confronti della sua principale rivale regionale. Una fonte occidentale ha descritto le operazioni come "raid di ritorsione" dopo gli attacchi che avevano colpito il territorio saudita. Un alto funzionario del ministero degli Esteri saudita, interpellato da Reuters, non ha confermato né smentito direttamente la notizia, mentre il ministero degli Esteri iraniano non ha rilasciato commenti.

Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e  imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della  guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il  conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti.

Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani

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Il Pentagono valuta di cambiare nome a Epic fury per proseguire senza il Congresso

Il Pentagono starebbe valutando di rinominare l'eventuale nuova offensiva militare contro l'Iran "Operation Sledgehammer" ("Operazione Martello") nel caso in cui il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran dovesse crollare e il presidente Donald Trump decidesse di riprendere le operazioni di combattimento su larga scala. Secondo funzionari americani citati da Nbc News, il cambio di nome rispetto all'attuale "Operation Epic Fury" ("Operazione Furia Epica") consentirebbe all’amministrazione Trump di sostenere che si tratterebbe di una nuova operazione militare, facendo così ripartire il limite dei 60 giorni previsto dal War Powers Resolution del 1973 prima che sia necessaria un'autorizzazione del Congresso. L’amministrazione aveva dichiarato conclusa 'Operation Epic Fury' dopo il cessate il fuoco raggiunto ad aprile per favorire i negoziati diplomatici con Teheran, anche se il Pentagono continua formalmente a utilizzare quella denominazione. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano comunque elevate: Teheran ha bloccato il traffico navale nello Stretto di Hormuz mentre Washington mantiene il blocco economico e valuta le opzioni per riaprire il passaggio strategico. 

Teheran: "Vera pace non può essere costruita con minacce"

"La vera pace non può essere costruita con le minacce". Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali Kazem Gharibabadi, difendendo la proposta avanzata da Teheran per porre fine al conflitto e definendola "il minimo indispensabile per qualsiasi accordo serio e sostenibile in linea con la Carta delle Nazioni Unite". Gharibabadi ha accusato su X le parti coinvolte nel conflitto di voler imporre la propria volontà politica attraverso "minacce e pressioni", sostenendo che il rifiuto della proposta iraniana dimostrerebbe come "il vero problema non sia la pace, ma l’imposizione politica tramite la forza". Il diplomatico iraniano ha ribadito le richieste di Teheran, tra cui "la fine permanente della guerra", un risarcimento per i danni subiti e la revoca delle "sanzioni illegali". "Non si può parlare di cessate il fuoco continuando l’assedio, né di diplomazia mentre si intensificano le sanzioni", ha dichiarato Gharibabadi, criticando anche il sostegno politico e militare fornito "a un regime che è fonte di aggressione e instabilità". "Questo approccio non è negoziazione - ha concluso - ma la prosecuzione di una politica coercitiva con linguaggio diplomatico".

Crisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?

Conflitti, dazi e crisi energetica. Di fronte a un panorama  internazionale così instabile, le imprese italiane accelerano la  diversificazione verso mercati finora trascurati. Dal palco di Sky TG24  Live In Roma, i vertici di Simest, Sace, Challenge Network e General  Finance tracciano nuove rotte. La parola d’ordine è una sola:  “proattività”.

Crisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?

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Teheran ribadisce: "No negoziati senza fine guerra ovunque"

L'Iran ha confermato che non intende tornare al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti finché non saranno soddisfatte le cinque condizioni già poste. "Sono garanzie minime per creare fiducia per l'inizio di qualsiasi trattativa", ha detto una fonte del regime all'agenzia Fars. Dunque Teheran chiede "la fine della guerra in tutti i fronti, in particolare in Libano, la rimozione delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati, il risarcimento dei danni di guerra e il riconoscimento del diritto di sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz", si ribadisce

Trump è partito per la Cina, giovedì lo storico incontro con Xi

Donald Trump è partito da Washington alla volta di Pechino dove giovedì incontrerà il presidente cinese Xi Jinping.

Israele, approvato il tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre

La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge per  istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i  terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità nelll'attacco  al Festival musicale del 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno  contrario. Prevista anche la pena di morte.

Israele, approvato il tribunale speciale per i crimini del 7 ottobre

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Reuters: "Anche Riad ha lanciato attacchi segreti contro l'Iran durante la guerra"

L'Arabia Saudita ha lanciato numerosi attacchi non pubblicizzati contro l'Iran in rappresaglia per gli attacchi perpetrati nel regno durante la guerra in Medio Oriente. Lo scrive la Reuters sul suo sito citando due funzionari occidentali informati sulla questione e due funzionari iraniani. Gli attacchi sauditi, finora non resi noti, segnano la prima volta che il regno ha condotto direttamente azioni militari sul suolo iraniano. Secondo le stime dei due funzionari occidentali, gli attacchi, lanciati dall'aeronautica saudita, sarebbero avvenuti alla fine di marzo. Uno di loro si è limitato a dire che si trattava di "attacchi di rappresaglia in risposta agli attacchi subiti". Ieri sera il Wall Street Journal aveva riportato che gli Emirati avevano compiuto ad aprile diversi attacchi contro l'Iran.

Iran, media: "Raid sauditi su obbiettivi iraniani a marzo"

L'Arabia Saudita ha sferrato numerosi attacchi contro l'Iran come ritorsione per i bombardamenti di Teheran nel regno durante la guerra dei 40 giorni. Lo riporta la Reuters citando due funzionari occidentali e due iraniani. Secondo le fonti, l'Aeronautica saudita ha colpito a fine marzo. Sarebbe la prima volta che Riad interviene in Iran. Anche gli Emirati Arabi Uniti avrebbero effettuato attacchi militari contro l'Iran, a quanto riportato lunedi' dal Wall Street Journal. Ma mentre Abu Dhabi ha fin dal primo momento tenuto una posizione dura, pubblicamente Riad ha dato mostra di voler impedire un'escalation e mantenuto i contatti con Teheran. I raid potrebbero avere avuto proprio lo scopo di convincere gli ayatollah a evitare di passare il segno e allargare il conflitto a tutto il Golfo.

Idf: "Un sottufficiale e un riservista feriti in un raid di Hezbollah"

Un sottufficiale israeliano è rimasto ferito in modo non grave e un riservista in modo lieve in un attacco con droni di Hezbollah avvenuto oggi. Lo hanno annunciato oggi le forze armate israeliane, scrive The Times of Israel. Secondo l'Idf, il drone ha colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano. I due sono stati portati in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate, ha aggiunto l'esercito.

Iran, Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto Nato"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato che non ha bisogno dell'aiuto della NATO per trattare con l'Iran perche' Washington ha gia' sconfitto militarmente la Repubblica islamica e ha ribadito le sue critiche per la mancanza di sostegno degli alleati nella guerra. "Sono rimasto profondamente deluso dalla NATO, che non e' stata presente quando ne avevamo bisogno. Non abbiamo bisogno della NATO, ma se ne avessimo bisogno, semplicemente non c'erano", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca prima di recarsi a Pechino per incontrare il suo omologo cinese, Xi Jinping.

Domani premier time, Meloni tra conti e missione Hormuz

Le navi italiane partiranno in direzione dello Stretto di Hormuz, verso Gibuti, ma arriveranno solo se ci sara' la pace e dopo un voto del Parlamento. Domani prima il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto nell'informativa in programma nelle commissioni riunite di Camera e Senato, poi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel premier time a palazzo Madama, ribadiranno la linea del governo. Nessun via libera, quindi, per il momento ad una missione. Insomma, si possono anche preparare le navi, ma serve un ombrello internazionale non necessariamente dell'Onu, e un cessate il fuoco stabile. La premier, che e' stata invitata dall'Atlantic Council per un forum che si terra' nel week end in Grecia tra l'Europa e i Paesi del Golfo, parlera' a palazzo Madama per circa un'ora e mezza. La maggioranza punta a far risaltare i risultati del governo in politica interna: Fdi interroghera' la presidente del Consiglio sul fisco, Noi moderati sul lavoro, Forza Italia sul Mezzogiorno e la Lega sul piano casa. Giovani e salari nell'interrogazione di Avs, crescita, sanita' e salari in quella del Pd mentre M5s punta sul calo della produzione industriale italiana e Azione sulla necessita' di "istituire una cabina di regia" aperta anche all'opposizione "per la gestione coordinata delle emergenze economica, energetica, industriale e della difesa.

Iran, Kuwait: condanniamo infiltrazione gruppo Pasdaran

"Ribadiamo la nostra richiesta all'Iran di cessare immediatamente e incondizionatamente le sue azioni ostili che minacciano la sicurezza della regione. Riteniamo l'Iran responsabile degli atti ostili e ci riserviamo il pieno diritto all'autodifesa. Condanniamo l'infiltrazione di un gruppo armato delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nell'isola di Bubiyan e il loro scontro con le nostre forze. Ci impegniamo a rispettare i principi di buon vicinato e respingiamo l'utilizzo del nostro territorio e del nostro spazio aereo per qualsiasi atto ostile contro qualsiasi Paese". Lo afferma il governo kuwaitano.

Trump: "Inflazione è temporanea, le mie politiche funzionano"

Donald Trump si è detto convinto che l'inflazione sia "temporanea" e che le sue politiche "funzionino", commentando i dati economici usciti oggi prima di partire per la Cina.

Trump insiste: "Non abbiamo bisogno della Nato"

Donald Trump ha ribadito i suoi attacchi alla Nato. "Non ne abbiamo  bisogno", ha detto il presidente prima di partire per la Cina.

Trump: "Xi verrà a Washington entro la fine dell'anno"

Donald Trump ha annunciato una visita di Xi Jinping alla Casa Bianca "entro la fine dell'anno". "Speriamo che il salone delle feste sia finito per quella data", ha aggiunto.

Usa-Cina, Trump: "Sempre andati d'accordo con Xi. E' grande amico"

Donal Trump ha negato che vi siano mai state difficolta' tra Stati Uniti e Cina. "Non abbiamo mai avuto problemi con la Cina", ha detto il presidente americano ai cronisti prima di partire per Pechino. Il presidente Xi Jinping "e' sempre stato un mio amico, siamo sempre andati d'accordo", ha insistito. Nell'agenda dei colloqui con Xi, ha confermato, anche l'Iran. Ma, ha chiarito, "non abbiamo bisogno di aiuto della Cina".

Trump: “Linee rosse per Teheran? Ci penseremo sul volo per la Cina”

"Ci penseremo sul volo e ci penseremo per un po' di tempo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo a una domanda sulle linee rosse per il cessate il fuoco in vigore con l'Iran, assicurando ai giornalisti - prima della partenza per la Cina - che "andrà tutto per il meglio". 

Trump: "Con Xi avrò una lunga conversazione sulla guerra contro l'Iran"

Donald Trump ha detto di aspettarsi di avere una "lunga conversazione" con Xi Jinping sulla guerra contro l'Iran.

Teheran: "La pace non si costruisce con le minacce"

"La vera pace non si costruisce con una retorica di umiliazioni, minacce e rese dei conti coercitive. Quando la parte che ha avuto un ruolo diretto nella guerra, nell'assedio, nelle sanzioni e nelle minacce, attraverso la forza bruta, respinge la risposta dell'Iran solo perché non si tratta di una lettera di resa, diventa chiaro che il problema principale non è la pace, ma l'imposizione della volontà politica attraverso minacce e pressioni". Lo scrive su X Kazem Gharibabadi, viceministro degli esteri iraniano. "Non si può parlare di cessate il fuoco continuando l'assedio; non si può parlare di diplomazia intensificando le sanzioni; né si può discutere di stabilità regionale fornendo supporto politico e militare a un regime che è la fonte di aggressione e instabilità. Un simile approccio non è negoziazione; è la continuazione di una politica di coercizione mascherata da retorica diplomatica".

Iran, Trump: "Pacificamente o no ma vinceremo"

Donald Trump non ha dubbi: gli Stati Uniti vinceranno in Iran. "Vinceremo in un modo o nell'altro, pacificamente o no", ha detto il presidente americano ai cronisti prima di partire per la Cina.

Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran"

"Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran". Lo ha detto  Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. "Sarà un  viaggio straordinario", ha aggiunto.

Trump: "Con l'Iran vedremo che succede ma faremo un buon accordo"

"Con l'Iran faremo un buon accordo, in un modo o nell'altro. Vediamo  che succede". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Cina.

Libano, forze israeliane: "Uccisi 15 miliziani di Hezbollah in 24 ore"

Le forze israeliane (Idf) confermano di aver ucciso, nelle ultime 24  ore, "circa 15" uomini di Hezbollah che "costituivano una minaccia" per  le truppe presenti nel sud del Libano. I militari, riportano i media  israeliani, hanno anche reso noto di aver colpito diversi lanciarazzi di  Hezbollah puntati in direzione di Israele e delle forze nel sud del  Paese dei Cedri.

Trump: “Avrò un lungo colloquio con Xi sulla guerra in Iran”

Gb fornirà caccia, droni e una nave per missione nello Stretto di Hormuz

Il ministro della Difesa britannico John Healey ha annunciato che il  Regno Unito invierà droni, caccia Typhoon e la nave HMS Dragon in una  missione multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello  Stretto di Hormuz. L'annuncio è arrivato nella call presieduta da Londra  e Parigi dei ministri della Difesa della quarantina di Paesi che  aderiscono alla cosiddetta "coalizione per Hormuz" con l'intenzione di  dar vita a una missione "pacifica" di pattugliamento dello Stretto, a  tutela della navigazione commerciale, una volta che vi sarà un accordo  di pace fra Usa e Iran.

Mo, Tajani: "Ridare speranza studenti Gaza grande soddisfazione"

E' quasi commosso il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell'accogliere i 59 studenti del corridoio universitario da Gaza. Sono arrivati all'aeroporto di Fiumicino da Amman, la capitale della Giordania. A salutarli con Tajani la ministra dell'Universita' e della Ricerca, Anna Maria Bernini. "I ragazzi sono straordinari, hanno voglia di ricominciare la loro vita. Quando ti senti dire che sono ragazzi che rinascono, che da oggi cominciano una nuova vita, e' una straordinaria soddisfazione", racconta il capo della Farnesina ai giornalisti dopo aver salutato quasi uno a uno i giovani palestinesi ed essersi prestato a decine di selfie. "Andremo avanti, questo ci spinge a fare tanto di piu'. Voglio ringraziare veramente Anna Maria Bernini perche' e' stata straordinaria, ha fatto tantissimo per organizzare questi corridoi universitari", ha spiegato. "Siamo il primo Paese occidentale per numero di palestinesi provenienti da Gaza che abbiamo accolto. Studenti ma anche bambini, famiglie. Continuiamo ad aiutare la popolazione civile con il nostro progetto Food for Gaza ma anche con questi corridoi universitari che servono poi a preparare la futura classe dirigente del futuro Stato palestinese", ha aggiunto il capo della Farnesina. "Noi siamo vicini a chi soffre, lo siamo sempre stati. Lo siamo non soltanto con slogan, con dichiarazioni, ma anche cercando di alleviare le sofferenze in maniera concreta. Oggi abbiamo alleviato la sofferenza di piu' di 70 ragazzi che potranno studiare in Italia avendo la luce, avendo l'acqua, senza pensare che da un momento all'altro gli puo' morire qualcuno accanto", ha sottolineato Tajani.

Iran, min. Esteri Pakistan sente Wang: "Discussi sforzi mediazione"

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il capo della diplomazia  cinese Wang Yi hanno discusso degli sviluppi regionali e degli sforzi  di Islamabad per favorire una mediazione volta a porre fine al conflitto  con l’Iran. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri pakistano in un  comunicato alla vigilia della visita a Pechino di Donald Trump, che  vedrà Xi Jinping.  "Il  ministro degli Esteri Wang Yi ha ribadito il proprio apprezzamento e  sostegno per il ruolo di mediazione costruttivo svolto dal Pakistan - si  legge nella nota diffusa da Islamabad - Entrambe le parti hanno  sottolineato l’importanza di mantenere un cessate il fuoco duraturo e  garantire il normale passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz".

Iran, Hegseth non rivela costi per riparare basi Usa danneggiate

Durante l'audizione davanti a una sottocommissione della Camera del Congresso degli Stati Uniti, il capo del Pentagono Pete Hegseth non ha voluto indicare quanti soldi ci vorranno per riparare piu' di una decina di basi americane in Medio Oriente danneggiate dai missili e droni iraniani. Il revisore dei conti del Pentagono, Jules Hurst, aveva spiegato poco prima che nel bilancio provvisorio di 29 miliardi di dollari - il costo finora sostenuto per il conflitto con l'Iran - non sono inclusi i lavori per ristrutturare le basi militari danneggiate.

Iran, Hegseth: "Controlliamo Hormuz e Teheran è preoccupata"

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha dichiarato a una sottocommissione della Camera che gli "iraniani sono preoccupati" del fatto che gli "Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz". Teheran, ha aggiunto, "non lascia passare niente" dallo stretto.

Iran, Gb metterà a disposizione nave e aerei per Hormuz

"Contribuiremo con droni, aerei da combattimento e una nave da guerra a una missione multinazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz". Lo afferma il Governo britannico. "Il nostro contributo - prosegue il Governo britannico - comprendera' apparecchiature autonome per il rilevamento di mine, aerei da combattimento Typhoon e una nave da guerra. La missione dispone di un finanziamento di 115 milioni di sterline per droni per il rilevamento di mine e sistemi anti-drone. Questa missione nello Stretto di Hormuz sara' multinazionale, difensiva, indipendente e credibile".

Idf: "Uccisi 15 membri di Hezbollah nel sud del Libano nelle ultime 24 ore"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver ucciso nelle  ultime 24 ore circa 15 esponenti di Hezbollah che rappresentavano una  minaccia per le truppe di stanza nel Libano meridionale. Lo scrive The  Times of Israel. Inoltre, l'esercito precisa di aver colpito diversi  lanciarazzi di Hezbollah puntati contro Israele e contro le truppe nel  Libano meridionale.

Iran, una nuova chiazza di petrolio al largo di Kharg

Mentre un'enorme chiazza di petrolio continua a espandersi nelle acque al largo dell'isola iraniana di Kharg, gli esperti avvertono che un'altra perdita potrebbe essere appena iniziata nella zona. Lo riporta la CNN. Le immagini satellitari ottenute dalla rete mostrano che la chiazza lunga 70 chilometri, avvistata la scorsa settimana al largo della costa dell'isola iraniana, si sta attualmente spostando verso sud e si sta disintegrando durante il suo percorso. Insieme a questa chiazza, stanno emergendo nuove preoccupazioni riguardo a un'altra fuoriuscita di petrolio piu' vicina all'isola, che potrebbe essere ancora nelle fasi iniziali, secondo l'Osservatorio sui conflitti e l'ambiente (CEOBS).

Gas: prezzo al Ttf chiude in lieve rialzo a 46,4 euro/MWh

Il prezzo del gas al Ttf chiude in lieve rialzo (+0,5%) a 46,4 euro al megawattora, dopo l'impennata del mattino sopra i 47 euro.

Media Iran: "Delegazioni Teheran e Muscat discutono di Hormuz"

Delegazioni iraniana e omanita si sono incontrate per discutere gli ultimi sviluppi riguardanti lo stretto di Hormuz e le disposizioni per il transito sicuro delle navi. Lo scrive la agenzia Mehr. Secondo l'agenzia semi-ufficiale iraniana i colloqui, svoltisi a Muscat, rientrano nel quadro delle consultazioni bilaterali in corso tra i due Paesi a vari livelli sugli sviluppi regionali e sulle relazioni reciproche.     La delegazione iraniana era guidata da Abbas Bagherpour, direttore generale per gli affari di diritto internazionale presso il ministero degli Esteri, e comprendeva rappresentanti degli organi governativi competenti.    Durante l'incontro, entrambe le parti "hanno ribadito i propri diritti sovrani e la propria giurisdizione sullo stretto, in quanto parte delle rispettive acque territoriali".    La delegazione iraniana ha inoltre avuto un colloquio separato con il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad Al Busaidi. Inoltre, Arsenio Dominguez, Segretario Generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo), che si trovava in Oman nello stesso periodo, ha incontrato la delegazione iraniana per discutere questioni tecniche correlate.

Dl Carburanti, via libera definitivo Camera: è legge

Via libera definitivo dell'Aula della Camera al decreto Carburanti. I voti a favore sono 147, i contrari 79. Gia' approvato dal Senato e non modificato alla Camera, il decreto viene convertito in legge. Il provvedimento contiene anche la nuova proroga del taglio delle accise.

Generale Usa: "Abbiamo munizioni sufficienti per finire le missioni in Iran"

Il generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore Congiunto Usa, ha cercato di fugare i timori secondo cui la guerra all'Iran avrebbe esaurito in modo significativo gran parte delle scorte globali di munizioni delle forze armate americane. "Disponiamo di munizioni sufficienti per portare a termine le missioni che ci sono state assegnate in questo momento", ha affermato Caine nel corso di un'audizione alla Camera, citando quanto riferitogli dai massimi comandanti militari dislocati in varie parti del mondo.    Tuttavia, il conflitto ha costretto il Pentagono a procedere con urgenza al trasferimento di bombe, missili e altro materiale bellico dai comandi militari in Asia ed Europa verso il Medio Oriente. I prelievi hanno reso i comandi regionali meno pronti ad affrontare potenziali avversari come Russia e Cina, e hanno costretto gli Usa a trovare il modo di incrementare la produzione per far fronte all'esaurimento delle scorte, in base a quanto detto da funzionari dell'amministrazione Trump e del Congresso.

Hegseth: "Gli Usa controllano lo stretto di Hormuz e l'Iran lo sa"

Pete Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllino lo stretto di  Hormuz, nonostante il fatto che il passaggio delle navi è rimasto  praticamente interdetto per oltre due mesi di guerra. Durante  un'audizione al senato il segretario alla Difesa ha detto: "Siamo noi a  controllare lo stretto, poiché nulla vi entra senza il nostro permesso.  L'Iran sa che non può infrangere questo controllo. E la cosa è per loro  motivo di grande preoccupazione".

Il prezzo del gas conclude in lieve rialzo a 46,5 euro

Il prezzo del gas conclude in lieve aumento. Ad Amsterdam il Tff ha guadagnato lo 0,56%, a 46,49 euro al megawattora.

Iran, Kallas: "Aspides può essere contributo Ue a Volenterosi"

Con l'operazione Aspides, l'Ue potrebbe contribuire all'azione della Coalizione dei Volenterosi nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Difesa Ue. "Si tratta di un'operazione navale gia' in corso nella regione, e l'area operativa e' gia' coperta, quindi dobbiamo solo modificare il piano operativo, non il mandato, che consente gia' la sua operativita'", ha detto Kallas. "Cio' che serve sono piu' navi, piu' imbarcazioni. Oggi alcuni Stati membri hanno effettivamente affermato che contribuiranno con piu' navi a questa operazione", ha precisato Kallas. "E' il modo piu' rapido per andare avanti. Penso che, se agiamo insieme come leader, questo potrebbe essere il nostro contributo anche alla Coalizione dei volenterosi come Europa", ha concluso.

Guardian: "Oltre 110 premi Nobel chiedono la liberazione di Narges Mohammadi"

Oltre 110 premi Nobel hanno chiesto l'immediata e incondizionata  liberazione di Narges Mohammadi, l'attivista iraniana per i diritti  umani e premio Nobel per la pace, detenuta in carcere, dopo il suo  trasferimento in ospedale a causa del rapido peggioramento delle sue  condizioni di salute. Lo riporta il Guardian. In una dichiarazione 112  premi Nobel hanno esortato le autorità iraniane e la comunità  internazionale ad agire "senza indugio" per garantire la liberazione di  Mohammadi e assicurarle un accesso continuo alle cure mediche. Tra i  firmatari figurano 26 premi Nobel per la chimica, 12 per l'economia, 5  per la letteratura, 29 per la medicina, 11 premi Nobel per la pace e 29  per la fisica.

Carburanti, Bombardieri: "Situazione grave e Ue grande assente, modificare patto di stabilità"

Sul caro carburanti e la crisi energetica "c'è un grande assente:  l'Europa, che continua a pensare che una situazione così grave non  meriti attenzione, intanto con una modifica del patto di stabilità". Lo  ha detto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, a  Firenze a margine del congresso della Uil Toscana. "Vorrei  ricordare - ha spiegato Bombardieri - che noi eravamo fra i pochi che  dicevano no al patto di stabilità, ma con scelte che siano in grado di  affrontare la transizione energetica, anche in situazioni così di  crisi". Il segretario generale della Uil, riferendosi in particolare  alla situazione italiana, ha affermato: "Continuo a chiedermi perché,  avendo già pozzi che estraggono gas in Emilia-Romagna, non possiamo  aumentare l'estrazione. Abbiamo la stessa potenzialità in Basilicata e  continuiamo a non farlo. Noi abbiamo chiesto al governo di occuparsi di  questo, abbiamo detto di aumentare l'estrazione, soprattutto in questo  momento". A parere di  Bombardieri, dal momento che in Italia "il gas è l'unico elemento  disponibile" occorrerebbe darlo "a prezzi condizionati alle aziende che  non delocalizzano, non licenziano e mantengono la produzione nel nostro  Paese".

Iran, gruppo Pasdaran penetra in isola Kuwait: arrestato

Il Qatar ha condannato "l'infiltrazione di un gruppo armato di elementi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nell'isola di Bubiyan con l'obiettivo di compiere atti ostili contro il Kuwait, e il loro scontro con le forze armate kuwaitiane prima del loro arresto". Il Ministero degli Esteri kuwaitiano aveva annunciato di aver convocato l'ambasciatore iraniano e di avergli consegnato una nota di protesta "a seguito dell'infiltrazione di un gruppo delle Guardie Rivoluzionarie nell'isola di Bubiyan e del loro scontro con le forze kuwaitiane".

Moody's: Pil Italia +0,4%, con escalation Hormuz -0,3%

L'economia italiana crescerebbe dello 0,4% nel 2026 nello scenario  'centrale' di Moody's, che ipotizza una navigazione "condizionata" nello  stretto di Hormuz per gli importatori asiatici di energia. Si tratta  della crescita più bassa fra tutti i Paesi del G20, salvo l'Arabia  Saudita. Tuttavia, se lo scenario 'ottimistico' di una "de-escalation"  farebbe crescere il Pil dello 0,6%, l'Italia segnerebbe -0,3% nel caso  di uno scenario 'pessimistico' in cui "il fragile cessate il fuoco  lascia il posto a una nuova escalation militare". Lo si legge nel  'Global Macro Outlook' di Moody's, che per la Germania nei tre scenari  prevede rispettivamente +0,7%, +1,0% e -0,3%. Lo crescita dell'area euro è dello 0,9% nello scenario centrale, dell'1% in quello positivo e dello 0,4% nello scenario peggiore. "L'economia americana non è immune", si legge nel rapporto dell'agenzia di rating che, rispetto alle stime di febbraio, taglia la crescita Usa di 0,4 punti percentuali a 1,9% e nello scenario pessimistico si ferma a 1,5% con un'inflazione al 3%.    "Le prospettive globali rimangono estremamente incerte in un contesto di scontro sempre più prolungato e di una tregua fragile tra gli Stati Uniti (Aa1 stabile) e l'Iran", scrive Moody's. "Negoziati interminabili, blocchi navali in corso e il rischio di un'escalation militare minacciano la tenuta dell'accordo. In questo scenario instabile, l'economia mondiale rischia un nuovo shock sui prezzi dell'energia e delle materie prime alimentari, soprattutto se i flussi di transito verso e dal Golfo rimangono limitati".    "L'Europa - si legge ancora - si trova ad affrontare un nuovo rischio di stagflazione, che minaccia la ripresa industriale e rafforza l'orientamento verso una politica monetaria più restrittiva". Gli Stati Uniti, nonostante l'autosufficienza energetica, "devono fare i conti con un'inflazione più elevata, insieme a costi crescenti per gli input produttivi e la finanza pubblica".

Kuwait convoca ambasciatore Iran per presunte infiltrazioni legate ai Pasdaran

Il ministero degli Esteri del Kuwait ha annunciato di aver convocato  l'ambasciatore iraniano dopo che un gruppo legato alle Guardie  Rivoluzionarie si sarebbe infiltrato nell'isola di Boubyan. Lo scrive  Iran International.

Iran, Trump: "Solo Usa o Cina possono prendere loro uranio"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che solo Washington o Pechino possono recuperare il materiale nucleare iraniano, a condizione che Teheran accetti di consegnarlo. Interrogato dal conduttore radiofonico di destra Sid Rosenberg, sostenitore della guerra, sulla possibilita' di impedire all'Iran di continuare l'arricchimento dell'uranio e di costruire un'arma nucleare, Trump ha risposto: "Al cento per cento. Si fermeranno". Il Presidente degli Stati Uniti ha aggiunto: "Gli iraniani mi hanno detto... mi hanno detto che otterremo la polvere", riferendosi al materiale nucleare rimanente di Teheran, che Trump chiama "polvere nucleare". "Il problema e' che gli unici due Paesi al mondo che possono ottenerla siamo noi e la Cina, perche' nessun altro ha le attrezzature". Trump ha aggiunto: "Non dobbiamo avere fretta. Abbiamo un blocco che non permette loro di ricevere denaro. E' una cosa molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare, perche' la userebbero".

Libano, fonti Ue: "No a missione Ue per sostituire Unifil"

Tra gli Stati membri dell'Ue non c'e' ne' la volonta' ne' la capacita' per una missione europea che rimpiazzi la missione Unifil in Libano, in scadenza alla fine dell'anno. Lo afferma una fonte diplomatica europea all'AGI, a margine del Consiglio Difesa Ue. L'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, aveva oggi ventilato la possibilita' di una missione europea, ipotesi di cui avrebbe discusso con gli Stati. La fonte spiega anche che l'impegno europeo nel Paese continuera' soprattutto riguardo all'addestramento delle Forze Armate libanesi.

Gianni Pittella: "Ue congeli beni coloni"

"La sconfitta di Orban sta aiutando l'Unione Europea a muoversi con piu' coraggio e senza il cappio del potere di veto che il leader ungherese minacciava ed esercitava sui dossier piu' rilevanti. E cosi' la UE ha finalmente deciso di sanzionare i coloni israeliani responsabili di violenze contro i palestinesi in Cisgiordania. La misura europea dovrebbe includere il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nei Paesi dell'Unione nei confronti di sette coloni o organizzazioni di coloni inclusi nell'elenco redatto negli ultimi mesi. Allo stesso tempo, l'Unione ha approvato anche sanzioni contro alti funzionari di Hamas - una mossa volta, tra l'altro, a creare un equilibrio politico interno e a consentire la formazione di un consenso tra gli Stati membri. Una scelta tardiva, forse ancora insufficiente, ma politicamente significativa: per la prima volta Bruxelles supera mesi di paralisi e afferma un principio essenziale, e cioe' che la violenza, l'estremismo e la colonizzazione illegale non possono restare senza conseguenze". Lo scrive l'ex vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella. Per Pittella "cio' che e' inaccettabile, odioso e ripugnante e' che mentre l'attenzione si sposta verso il conflitto tra Usa-Israele e Iran, nel silenzio calato su Gaza la politica annessionistica dei coloni israeliani proceda in Cisgiordania. Il popolo israeliano va sostenuto e difeso nel suo sacrosanto diritto alla sicurezza, e il popolo palestinese nel suo altrettanto sacrosanto diritto ad avere uno Stato che conviva con Israele in pace e rispetto reciproco.Su questa linea c'e' una larga convergenza europea. La vera questione ora e' capire se queste sanzioni rappresentino soltanto un gesto simbolico o l'inizio di una politica europea finalmente piu' autonoma, coerente e coraggiosa in Medio Oriente".

Borse europee: chiudono in calo su timori guerra

Le Borse europee terminano negative in linea con l'andamento di Wall Street dopo l'inflazione americana cresciuta più delle stime, mentre il prezzo del petrolio sale ancora. Francoforte lascia sul terreno l'1,62%, Parigi lo 0,95%. Più stabile Londra.

Iran, Kallas: "Aspides può essere contributo Ue a Volenterosi"

Con l'operazione Aspides l'Ue potrebbe contribuire alle azioni della Coalizione dei Volenterosi nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Difesa Ue. "Si tratta di un'operazione navale gia' in corso nella regione, e l'area operativa e' gia' coperta, quindi dobbiamo solo modificare il piano operativo, non il mandato, che consente gia' la sua operativita'", ha detto Kallas. "Cio' che serve sono piu' navi, piu' imbarcazioni. Oggi alcuni Stati membri hanno effettivamente affermato che contribuiranno con piu' navi a questa operazione", ha precisato Kallas. "E' il modo piu' rapido per andare avanti. Penso che, se agiamo insieme come leader, questo potrebbe essere il nostro contributo anche alla Coalizione dei volenterosi come Europa", ha concluso.

Kallas: "A breve riunione volenterosi su Hormuz a livello difesa"

Si terra' questo pomeriggio la riunione della Coalizione dei Volenterosi per Hormuz a livello di ministri della Difesa. L'incontro sara' ospitato da Regno Unito e Francia a seguito del Consiglio Difesa Ue, appena terminato a Bruxelles. Lo ha reso noto l'alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Difesa Ue.

Fonti Ue: "Al momento nessun piano per rimpiazzare Unifil"

 "Non c'è nessun piano di rimpiazzare la missione Unifil dell'Onu, non  c'è né la volontà tra gli Stati membri né la capacità". Lo afferma  all'ANSA una fonte europea. L'idea semmai è quella di addestrare le  forze armate libanesi e rafforzare le forze di sicurezza interna, in  modo che si assumano compiti ora svolti dall'esercito così che possa  concentrarsi nella difesa dello Stato.

Iran, incontro con Oman per coordinare misure su Stretto Hormuz

Rappresentanti di Iran e Oman si sono incontrati a Muscat per valutare gli ultimi sviluppi relativi al blocco dello Stretto di Hormuz e coordinare le misure a garanzia del passaggio sicuro delle navi. La delegazione iraniana era guidata da Abbas Bagherpour, direttore generale del dipartimento per gli Affari di diritto internazionale del ministero degli Esteri, e comprendeva rappresentanti delle agenzie governative competenti, secondo quanto riportato da Irna. I colloqui rientrano nel quadro delle regolari consultazioni tra le due potenze a vari livelli in merito alla situazione nella regione e alle relazioni bilaterali, ha dichiarato l'agenzia di stampa ufficiale. Durante l'incontro, entrambe le parti hanno concordato sui propri diritti sovrani e sulla giurisdizione sullo Stretto di Hormuz, che considerano parte delle proprie acque territoriali. La delegazione iraniana ha inoltre avuto oggi colloqui separati con il ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi, ha aggiunto l'agenzia di stampa iraniana. La normalizzazione del transito attraverso lo Stretto di Hormuz e' una delle precondizioni richieste dal presidente statunitense Donald Trump per lo sblocco dei porti iraniani, che ha mantenuto chiusi a causa del pagamento di pedaggi di transito imposto da Teheran nello Stretto.

Kallas: "Valutiamo la missione Ue per aiutare le forze armate libanesi"

"Abbiamo discusso anche di cosa si possa fare di più in Libano. L'Europa sta facendo la sua parte per mitigare la crisi. Migliaia di soldati europei prestano servizio nell'ambito dell'Unifil. Abbiamo inoltre sostenuto le Forze armate libanesi con 100 milioni di euro. Ma è chiaro che, quando il mandato dell'Unifil giungerà al termine, occorrerà prevedere anche un'iniziativa complementare, e i ministri hanno discusso su come ciò possa avvenire". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa. "Attualmente stiamo valutando una nuova missione Ue per aiutare a rafforzare il controllo dello Stato in Libano. Più rafforziamo l'esercito libanese, più indeboliamo Hezbollah", ha precisato.

Kallas: "Fra poco riunione dei volenterosi per Hormuz a livello difesa"

Nel tardo pomeriggio si terrà una riunione dei volenterosi per Hormuz  al livello dei ministri della difesa. Lo ha detto l'alto rappresentante  Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa.

Kallas: "Aspides può essere contributo Europa ai volenterosi Hormuz"

"La missione Aspides potrebbe essere il nostro contributo alla coalizione dei volenterosi a livello europeo". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa. "Abbiamo Stati membri di piccole dimensioni quindi se uno Stato membro possiede una sola nave non è possibile destinarla a diverse iniziative", ha aggiunto. "Potrebbe essere il modo in cui rendere l'Europa davvero forte nella regione ma anche dal punto di vista geopolitico, perché il nostro contributo sarebbe molto più significativo se agissimo insieme". "Ma ha bisogno di più navi e alcuni Stati membri hanno dichiarato che contribuiranno".

Pasdaran: "Arrestate 20 persone a Teheran per traffico d'armi legato a Israele"

L'Organizzazione di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie iraniane  nella provincia di Teheran ha annunciato di aver arrestato 20 persone  accusate di appartenere a reti di contrabbando di armi e munizioni  legate a Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle  Guardie Rivoluzionarie, scrive Iran International. Le Guardie  Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver sequestrato ai sospettati oltre  50 armi da fuoco, 70 chilogrammi di esplosivo, 2.000 proiettili e  munizioni correlate.

Hegseth: "Sarò in Cina con Trump, a lui la decisione su armi a Taiwan"

Il segretario della Difesa americano Pete Hegseth ha riferito che  accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in  Cina, in una visita che si svolge in un clima di incertezza  sull'effettiva tenuta del cessate il fuoco con l'Iran. Nel corso di  un'audizione alla Camera, Hegseth, in merito allo stato delle vendite  multimiliardarie di armamenti annunciate o in trattativa a Taiwan, ha  risposto: "Il presidente è alle soglie della partenza per il suo  viaggio, al quale prenderò parte, e sarà lui a prendere tutte le  decisioni del caso". La presenza di Hegseth punta a rilanciare anche le  relazioni militari tra Usa e Cina.

Iran, media: "Ambasciatore in Vaticano insignito da Ordine Piano"

L'ambasciatore iraniano alla Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, e' stato insignito dell'Ordine Piano. Lo riferiscono diversi media iraniani. La medaglia dell'ordine cavalleresco, istituito da Pio IX nel 1847, e' stata consegnata oggi a Mokhtari e ad altri dodici ambasciatori. Per prassi, il Vaticano attribuisce l'Ordine ai capi delle rappresentanze diplomatiche, solitamente un paio d'anni dopo il loro accreditamento alla Santa Sede.

Iran, record di acquisti di armi turche dai Paesi del Golfo

I paesi del Golfo stanno firmando sempre piu' accordi per investire in armamenti prodotti dalla Turchia. Una tendenza crescente, che ha subito una netta accelerazione dopo la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La reazione di Teheran ha spinto i Paesi del Golfo, in particolare Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita a correre ai ripari, alla luce dei ritardi e delle difficolta' del governo degli Stati Uniti e delle aziende della difesa americane a far fronte ai tempi di consegna. Nonostante i sistemi di difesa aerea dei Paesi del Golfo continuino a dimostrarsi efficaci contro i missili balistici preoccupa la carenze di munizioni e la minaccia rappresentata dai droni iraniani a lungo raggio, capaci di distruggere sistemi radar nella regione. Fattori che hanno spinto i Paesi del Golfo a intensificare i contatti con il governo turco e con le aziende della difesa di Ankara e a investire in sistemi turchi di difesa aerea. A confermare questa nuova tendenza strategica e' stata la fiera turca degli armamenti Saha Expo, che si e' conclusa lo scorso fine settimana e ha visto i Paesi del Golfo e in particolare i sauditi tra gli osservatori piu' attenti. Il tema della difesa aerea e' anche al centro della missione in Qatar del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, a Doha in queste ore. Nei giorni scorsi il ministro della Difesa kuwaitiano ha firmato un protocollo per l'acquisto di sistemi militari da importanti aziende turche della difesa, tra cui Aselsan, Havelsan, il produttore di droni Baykar, il costruttore di veicoli blindati Otokar e il cantiere navale Yonca. Secondo i media turchi il Kuwait mira ai droni Akinci di Baykar, capaci di operare a media altitudine e lunga autonomia, cosi' come ai sistemi di difesa aerea Hisar, progettati per contrastare minacce a bassa e media quota. Il Kuwait e' un cliente delle aziende turche da tempo e gia' nel 2023 aveva acquistato droni Bayraktar TB2 da Ankara. Secondo Middle East Eye sia Qatar che Arabia Saudita avrebbero firmato contratti per acquistare il sistema di difesa aerea Korkut 100/25 della turca Aselsan, un sistema progettato per contrastare droni utilizzando munizioni intelligenti da 25 millimetri. Secondo il portale l'Arabia Saudita intende anche acquistare nuovi sistemi di difesa aerea presentati al Saha Expo, compresi sistemi anti-drone guidati da laser montabili su piccoli camion. Anche il vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, Mansour bin Zayed, ha visitato venerdi' la fiera, ispezionando i prodotti esposti da diverse aziende. Uno dei settori in cui la Turchia fatica ancora a offrire una soluzione credibile riguarda l'intercettazione dei missili balistici a lungo raggio. Sta sviluppando il sistema Siper, per il quale sono pero' necessari almeno altri quattro o cinque anni di test. L'industria della difesa sta comunque avvicinando sempre piu' la Turchia ai Paesi del Golfo. Ankara si e' affermata come fornitore alternativo agli Stati Uniti, capace di offrire una soluzione ai tempi lunghi e ritardi nella consegna dei sistemi Patriot e Thaad e delle relative munizioni. La Turchia offre spesso inoltre protocolli di sviluppo congiunto di componenti che permettono di utilizzare impianti industriali nei Paesi acquirenti. Una maniera efficace per ridurre ulteriormente i tempi di costruzione e assemblaggio. Un modello gia' adottato da Ankara con l'Ucraina, che costruisce componenti di droni da combattimento, ma anche con il Pakistan, che partecipa allo sviluppo dei jet da guerra di ultima generazione Kaan, la cui produzione industriale e' prevista nel 2030.

Iran: "Base segreta Israele" in Iraq, Forze mobilitazione popolare annunciano perlustrazione

In Iraq le Forze di mobilitazione popolare, di cui fanno parte decine  di milizie filo-iraniane, formalmente parte delle forze irachene, hanno  annunciato operazioni dopo le notizie del Wall Street Journal su un  avamposto militare che Israele avrebbe allestito nel deserto iracheno a  supporto delle operazioni che Usa e Israele hanno avviato il 28 febbraio  contro l'Iran e che sono state fermate da una fragile tregua. Stando a  dichiarazioni attribuite al numero uno del Comando operativo della zona,  Sayad al-Asadi, alle attività nella zona desertica di Najaf  parteciperebbero anche i militari iracheni e l'obiettivo dichiarato è  "stabilire il controllo sul deserto di Najaf da quattro assi".  Nella  dichiarazione diffusa si afferma che "le forze di sicurezza hanno  iniziato ad avanzare dal checkpoint di al-Faj" per "stabilire un  controllo totale sul deserto di Najaf", con una zona operativa che si  estende per 120 chilometri. Tutte  dichiarazioni arrivate dopo che domenica, come ha riportato Shafaq  News, il Comando delle operazioni congiunte dell'Esercito iracheno ha  comunicato che le forze di sicurezza irachene "non hanno trovato prove  della presenza di truppe straniere o equipaggiamento militare durante  perlustrazioni nelle regioni del deserto occidentale, in particolare  nelle province di Kerbala e Najaf".

Libano: Save the Children: "Più di 4 bimbi al giorno uccisi o feriti durante cosiddetta tregua"

In Libano, nei primi 25 giorni del cessate il fuoco temporaneo, più di  quattro bambini al giorno mediamente sono stati uccisi o feriti. Lo  afferma Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta  per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro,  in vista dei prossimi colloqui di pace previsti per questa settimana.  Nuovi dati del ministero della Salute libanese mostrano che 22 bambini  sono stati uccisi e 89 feriti dall'inizio del cessate il fuoco  temporaneo, il 17 aprile. Questo porta il numero di bambini uccisi negli  attacchi israeliani dall'inizio della nuova escalation delle ostilità  in Libano, il 2 marzo, a quasi 200, con circa 2.900 vittime. Le  violenze e i nuovi ordini di sfollamento hanno costretto oltre un  milione di persone, ovvero un sesto della popolazione, ad abbandonare le  proprie case, molte delle quali ora vivono con parenti, in comunità  ospitanti o in rifugi collettivi senza poter ancora tornare alle proprie  case. Il numero di famiglie che vivono in rifugi collettivi è aumentato  del 5% dal cessate il fuoco condizionato a causa dei rinnovati ordini  di sfollamento da parte delle forze israeliane e perché molte,  rientrando a casa, hanno trovato abitazioni distrutte e terreni agricoli  danneggiati, quindi sono state costrette a tornare nei rifugi  collettivi, dove attualmente vivono 44.800 minori su circa 125.000  persone. Migliaia di loro vivono lì da oltre due mesi in condizioni di  sovraffollamento con servizi idrici, igienico-sanitari e di igiene  inadeguati, che hanno portato a segnalazioni di scabbia e a crescenti  problemi di salute. I genitori  segnalano diffusi cambiamenti comportamentali tra i bambini che vivono  nei rifugi collettivi a causa della mancanza di una routine e del  ridotto coinvolgimento scolastico, tra cui perdita di appetito e  problemi di sonno. Molti faticano a continuare a imparare, perché alcune  scuole vengono utilizzate come rifugi e hanno difficoltà ad accedere  all'apprendimento online a causa della limitata disponibilità di  elettricità e della scarsa connessione. "Voglio solo che la guerra  finisca così potrò tornare al mio villaggio e dormire nel mio letto. Mi  manca molto la scuola, voglio rivedere i miei insegnanti, stare con i  miei amici, studiare e giocare di nuovo", ha detto Tala, 10 anni,  sfollata dal Libano meridionale. “Questo ‘cosiddetto’ cessate il fuoco, che continua a causare la morte o  il ferimento di oltre quattro bambini ogni giorno, non è un cessate il  fuoco - ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in  Libano - Gli attacchi contro i civili non si sono fermati, sono  semplicemente continuati sotto un altro nome. I colleghi mi hanno  riferito che in alcune zone i raid aerei sembrano più intensi che mai. I  bambini non saranno al sicuro finché non ci sarà un cessate il fuoco  permanente e definitivo, senza violazioni”. In  vista di ulteriori colloqui di pace previsti per giovedì, volti a  definire i prossimi passi tra Libano e Israele, Save the Children chiede  alla comunità internazionale di adoperarsi con urgenza per un cessate  il fuoco permanente e definitivo e di garantire finanziamenti flessibili  e continuativi per proteggere i bambini e consentire alle famiglie di  tornare a casa e riprendere le loro vite. Save  the Children opera in Libano dal 1953. In collaborazione con partner e  autorità locali, distribuisce beni di prima necessità nelle zone più  remote del sud e beni essenziali agli sfollati, fornisce supporto  psicosociale ai minori, sensibilizza sui rischi degli ordigni inesplosi,  garantisce l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

Israele, partito ultraortodosso sostiene voto sfiducia a governo Netanyahu

Il  leader spirituale del partito ultraortodosso 'Deghel Ha-Torà' ha  annunciato che il partito sosterrà lo scioglimento anticipato della  Knesset, il parlamento israeliano, creando una frattura all'interno  della maggioranza di governo che potrebbe portare a elezioni anticipate a  settembre. Diversi partiti di opposizione hanno immediatamente  depositato mozioni di sfiducia contro il governo, che dovrebbero essere  calendarizzate per la settimana prossima. L'annuncio arriva in seguito a  mesi di trattative tra le varie anime della coalizione intorno alla  controversa proposta di legge che dovrebbe incrementare l'arruolamento  degli ultraortodossi nell'esercito. Di fronte all'eventualità che il  testo, ritenuto troppo indulgente da elementi stessi della coalizione,  non passasse per via del dissenso interno, i partiti ultraortodossi non  hanno accettato il compromesso proposto dal premier Netanyahu di  posticipare il voto sulla legge al prossimo parlamento. Le elezioni in  Israele sono previste al più tardi per il 27 ottobre prossimo. I sette  parlamentari che, con 'Deghel Ha-Torà', formano la coalizione 'Yahadut  Ha-Torà', espressione dell'ebraismo ortodosso ashkenazita, sono in  realtà fuorisciti dalla coalizione già nel luglio scorso, sempre in  protesta per l'iter legislativo sulla legge per l'arruolamento, ma  mantenendo il sostegno esterno al governo. Il voto di sfiducia necessita  di minimo 61 voti per passare, il numero su cui attualmente può contare  il governo. L'ago della bilancia rimane Shas, il partito ultraortodosso  sefardita che conta 11 seggi ed è considerato un forte alleato di  Netanyahu, che ancora non ha espresso una posizione sul voto di  sfiducia.

Usa-Cina, Hegseth: "Sarò a Pechino col presidente Trump"

Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha annunciato che accompagnera' il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in un clima di incertezza riguardo al cessate il fuoco con l'Iran. In audizione alla Camera sullo stato delle vendite di armi a Taiwan, Hegseth ha dichiarato: "Il presidente e' in procinto di partire e io saro' con lui; sara' lui a prendere tutte le decisioni in merito". Si prevede che Trump parta da Washington per Pechino questo pomeriggio. L'ambasciatore iraniano in Cina ha dichiarato che Pechino "puo' essere una forza importante per ridurre le tensioni" tra Stati Uniti e Iran. Ieri, Trump ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran e' "in condizioni critiche" ed e' "incredibilmente debole". Hegseth ha dichiarato che le Forze armate statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni contro l'Iran se necessario.

Iran: per colpa della guerra il Giappone vira in bianco e nero =

Potrebbe essere una perfetta metafora dei tempi di guerra se le ragioni non fossero estremamente prosaiche: gli sgargianti scaffali dei supermercati giapponesi stanno progressivamente virando versi il bianco e nero perche' i produttori di imballaggi sono a corto di coloranti. E la ragione e' sempre la stessa: la chiusura dello Stretto di Hormuz. L'azienda produttrice di snack Calbee ha annunciato che passera' a confezioni in bianco e nero per alcune delle sue patatine piu' popolari a causa della carenza di prodotti chimici alla base dei coloranti. Le nuove confezioni monocromatiche saranno in vendita in Giappone a partire dal 25 maggio, ha dichiarato Calbee, attribuendo la decisione alle difficolta' di reperire materie prime come la nafta utilizzata in vernici e inchiostri. Gli amanti delle patatine Calbee leggermente salate non troveranno piu' il familiare design arancione e blu, mentre gli appassionati del gusto alle alghe rimpiangeranno il giallo e il verde. Anche il gusto consomme' sara' interessato, ha precisato Calbee. Il governo giapponese si e' detto perplesso. Il primo ministro Sanae Takaichi ha affermato che il Giappone si e' assicurato scorte sufficienti di nafta e altri prodotti petroliferi simili fino al prossimo anno. "Al momento, il governo non ha ricevuto alcuna segnalazione che indichi problemi immediati di approvvigionamento di inchiostri da stampa o nafta", ha affermato martedi' in una conferenza stampa il vice capo di gabinetto Kei Sato. Artience, un produttore giapponese di inchiostri da stampa, ha annunciato ad aprile l'intenzione di aumentare del 20% i prezzi dei suoi inchiostri per prodotti in plastica e carta, a causa della carenza di nafta. Secondo l'Ufficio di Gabinetto giapponese, il Giappone importa in genere circa il 40% della nafta che consuma dal Medio Oriente. Un altro 40% e' prodotto internamente e il resto proviene da altre regioni.Il governo ha dichiarato di aver aumentato le importazioni da paesi come Stati Uniti, Peru' e Algeria e di aver incrementato la produzione interna. Un sondaggio condotto ad aprile da Seidanren, che rappresenta le aziende di beni di consumo e le organizzazioni dei consumatori in Giappone, ha rilevato che il 44% delle oltre 100 aziende intervistate ha gia' risentito in qualche modo della carenza di nafta. Tre quarti delle aziende hanno affermato di prevedere un impatto sulla produzione entro tre mesi se i problemi di approvvigionamento dovessero persistere.

Trump: "L'Iran fermerà l'arricchimento uranio, andremo a prendere la polvere nucleare"

"L'Iran fermerà l'arricchimento dell'uranio, me lo hanno detto". Lo ha  sostenuto Donald Trump in un'intervista con il conduttore di destra Sid  Resenberg. Il presidente ha poi ripetuto quanto dichiarato ieri a Fox  News che Teheran gli avrebbe chiesto di andare a prendere la polvere  nucleare sepolta in profondità negli impianti bombardati dagli Usa a  giugno. "Solo noi e la Cina abbiamo le capacità per farlo", ha detto.

Iran, amb. a Pechino: "Cina non solo partner economico, è parte strategia contro pressing"

"L'Iran non considera la Cina solo un partner economico, un acquirente  nel settore dell'energia, ma come parte di una più ampia strategia di  equilibrio politico contro pressioni, minacce e unilateralismo". Lo ha  detto in un'intervista all'agenzia iraniana Irna l'ambasciatore  di  Teheran a Pechino, Abulreza Rahmani Fazli, mentre il gigante asiatico si  prepara all'arrivo di Donald Trump per l'atteso vertice con il leader  cinese Xi Jinping, dopo la visita di mercoledì scorso nel Dragone del  ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.  "Il  lavoro della Cina per porre fine al conflitto è stato in nome della  difesa del principio di stabilità", ha affermato l'ambasciatore, passato  più di un mese dall'inizio della fragile tregua che ha fermato le  operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, a cui Teheran non ha  mancato di 'rispondere'. "Il senso del ruolo della Cina sta nel fatto  che ha visto la crisi, non con le lenti del pressing sull'Iran, ma dalla  prospettiva di contenere il conflitto e impedire il collasso della  sicurezza nella regione", ha detto il diplomatico iraniano, riconoscendo  a Pechino un ruolo nella de-escalation di aprile.

Trump insiste: "Sull'Iran non ho fretta, non avranno l'arma nucleare"

Donald Trump ha ribadito in un'intervista con il conduttore radiofonico di destra Sid Rosenberg ciò che va dicendo da giorni ormai. "Sull'Iran non ho fretta, siamo in contatto con dei funzionari", ha detto il tycoon insistendo che Teheran "non può avere l'arma nucleare, perché la userebbero". Il presidente ha anche ripetuto che gli Stati Uniti "hanno spazzato via la marina iraniana".

Iran, Rutte: "Europei rispondono a Usa posizionando capacità per fase 2"

Gli alleati Nato stanno rispondendo alle richieste statunitensi di  maggiore assistenza mediante il pre-posizionamento di capacità militari  nelle prossimità dello Stretto di Hormuz. Lo afferma il segretario  generale dell'Alleanza Mark Rutte nel corso di una conferenza stampa a  Podgorica, rispondendo a una domanda sulle frequenti critiche che il  presidente Usa Donald Trump rivolge alla Nato. "Se  guardiamo al breve termine, naturalmente ci sono discussioni",  riconosce Rutte. "Una di queste riguarda l'Iran e come possiamo  assicurarci che gli alleati in Europa, quando si tratterà della prossima  fase, saranno in grado di aiutare con la situazione, per esempio, nello  Stretto di Hormuz. Questo è esattamente ciò che gli americani hanno  chiesto, e ciò che stiamo vedendo ora sono i francesi e i britannici che  guidano questa iniziativa", prosegue, sottolineando che oggi quaranta  Paesi desiderosi di partecipare alla futura missione per la libertà di  navigazinoe nello Stretto si stanno riunendo di nuovo oggi. "Quello  che sto vedendo al momento è che c'è un'enorme quantità di attività ora  per pre-posizionare capacità critiche necessarie per quella prossima  fase, non ovviamente nello Stretto stesso, ma vicino al teatro delle  operazioni. Quindi questo è un problema a breve termine. Qui vediamo  chiaramente che gli europei hanno ascoltato il presidente americano e  stanno rispondendo", aggiunge.

I pasdaran hanno condotto a Teheran esercitazioni militari per 5 giorni

"Le Guardie Rivoluzionarie e i Basij", il corpo di milizia delle Guardie, "hanno condotto un'esercitazione militare a Teheran per cinque giorni, denominata in codice Leader martire, Imam Khamenei", ha dichiarato Hassan Hassanzadeh, uno dei comandanti delle Guardie a Teheran.    "Le esercitazioni militari, che si sono svolte con successo, miravano a preparare e potenziare le capacità di combattimento delle forze per contrastare qualsiasi mossa del nemico sionista-americano", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.

Media Teheran: "Gli Usa respingono una petroliera greca nello Stretto di Hormuz"

La Marina Usa ha respinto una petroliera battente bandiera greca che aveva oltrepassato lo Stretto di Hormuz trasportando petrolio iracheno. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Si tratta del primo caso documentato di una nave commerciale non iraniana bloccata dagli Stati Uniti nello Stretto.    I dati di monitoraggio satellitare mostrano che la petroliera Agios Fanourios ha attraversato Hormuz dopo aver ricevuto l'autorizzazione di Teheran. Una volta superato lo Stretto, la nave è entrata nelle acque dell'Oman, trasmettendo il suo segnale di posizione, per poi essere costretta a fare retromarcia dalle forze navali americane.

Media Iran: "La petroliera Mihzem del Qatar ha attraversato Hormuz"

La nave petroliera Mihzem, battente bandiera del Qatar, ha attraversato lo stretto di Hormuz. Lo ha annunciato l'agenzia iraniana Tasnim su X.    "La nave - si legge - ha mostrato la sua posizione nel Mar di Oman solo pochi minuti fa e ha attraversato lo Stretto di Hormuz seguendo il percorso indicato dall'Iran". La nave cisterna qatariota era in attesa dell'approvazione iraniana per il passaggio dello Stretto di Hormuz.

Hegseth: "È evidente che il cessate il fuoco con l'Iran è ancora in atto"'

Pete Hegseth ha affermato che "è evidente" che il cessate il fuoco con l'Iran rimane in vigore. In un'audizione alla Camera il segretario alla Difesa ha sottolineato che "gli scontri a fuoco sono cessati e sono in corso i negoziati".

Pentagono: "I costi della guerra all'Iran saliti a 29 miliardi di dollari"

La guerra degli Stati Uniti all'Iran è costata finora 29 miliardi di dollari. E' l'ultima stima fornita da Jules Hurst, che ricopre le funzioni di Controllore del Pentagono, riferita nel corso dell'audizione alla Camera Usa, comprensiva dei costi aggiornati per la riparazione e la sostituzione delle attrezzature, oltre dhe delle spese operative. La cifra segnala un aumento di 4 miliardi di dollari rispetto alla stima fornita dal Pentagono alla fine del mese scorso. "Il team dello Stato Maggiore congiunto e quello del Controllore monitorano costantemente tale stima", ha affermato Hurst, intervenuto nell'audizione insieme al segretario alla Difesa Pete Hegseth e al capo dello Stato Maggiore congiunto, il generale Dan Caine.    Il 29 aprile, il Pentagono aveva comunicato che, fino a quel punto, la guerra era costata 25 miliardi: anche nell'ultimo aggiornamento, tuttavia, non è chiaro in che modo il Dipartimento della Difesa sia giunto alla cifra dei 29 miliardi. A marzo, invece, era emersa la cifra di costi di almeno 11,3 miliardi di dollari il costo dei primi sei giorni di guerra.

Iran, Trump se la prende coi curdi "combattono se pagati"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di essere "molto deluso" dai curdi, criticandoli per non aver fornito supporto militare all'opposizione iraniana e accusandoli di "combattere solo quando vengono pagati". Dalla Casa Bianca il presidente americano ha parlato del sostegno da parte di Usa e Israele ai gruppi curdi di opposizione durante l'offensiva contro l'Iran iniziata alla fine di febbraio. I leader curdi iraniani hanno negato di aver ricevuto armi dagli Stati Uniti per scendere in guerra contro Teheran e da distribuire agli oppositori della Repubblica Islamica. Una affermazione che non e' piaciuta a Trump. "I curdi prendono, prendono, prendono. Hanno un'ottima reputazione al Congresso e questo li aiuta. Il Congresso dice che combattono duramente. Si e' vero, combattono duramente, ma quando vengono pagati". All'inizio di marzo, pochi giorni dopo l'avvio della guerra contro l'Iran da parte di Stati Uniti e Israele, Trump aveva dichiarato che avrebbe sostenuto le forze curde in un'offensiva contro Teheran, parole pronunciate mentre diversi media citavano fonti della sicurezza Usa secondo cui la CIA sta armando i curdi. Un'operazione preparatoria a una invasione di terra che Usa e Israele hanno pensato di pianificare proprio dal confine curdo tra Iran e Iraq e accantonata alla luce dell'esiguo numero di guerriglieri curdi iraniani, del mancato sostegno da parte dei curdi iracheni e della freddezza degli stessi curdi che vivono in Iran, propensi a rimanere fuori dal conflitto. Lo stesso Kurdistan iracheno, dove i guerriglieri curdi iraniani hanno le proprie basi e dove si trovano asset militari americani, secondo i dati raccolti dal sito curdo Rojhelat Info, e' stato oggetto di quasi 700 attacchi con missili e droni iraniani durante il conflitto. Sebbene molti siano stati intercettati almeno 15 persone sono state uccise. Mustafa Mawloudi, vice capo del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (Pdki), con sede nel nord dell'Iraq, ha dichiarato di non aver ricevuto ne' inviato armi alla gente nel Rojhalat (Kurdistan iraniano): "Inviare armi attraverso l'Iraq alla nostra gente creerebbe problemi legali con Baghdad".

Iran, Trump: "è solo questione di tempo; non avranno nucleare"

"Abbiamo distrutto la loro Marina, distrutto la loro aviazione. E' solo questione di tempo. Abbiamo un blocco che non da' loro soldi, non permette loro di guadagnare. E' una questione di politica molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare perche' la userebbero e sarebbe una tragedia inimmaginabile". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista al podcast Sid & Friends in the morning.

Iran, Araghchi parteciperà a riunione Brics in India il 14-15 maggio

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parteciperà alla  riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi Brics che si terrà in India  il 14 e 15 maggio. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran,  precisando che l'incontro si focalizzerà su temi come la stabilità  regionale, la cooperazione multilaterale e la resilienza economica. A  margine Araghchi avrà un colloquio, tra gli altri, con il suo omologo  indiano, Subrahmanyam Jaishankar. La riunione precederà il summit dei  leader dei Brics previsto a Nuova Delhi a settembre.

Media: "Erdogan vuole il leader siriano al Sharaa al vertice Nato di Ankara"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, vorrebbe che il leader  siriano Ahmad Al-Sharaa partecipasse al prossimo vertice Nato, in  programma ad Ankara il 7 e l'8 luglio. Secondo quanto affermato  dall'editorialista Barcin Yinanc in un articolo pubblicato sul portale  T24, oltre ad Al-Sharaa, Erdogan vorrebbe che anche i leader di alcuni  Paesi arabi come l'Egitto, Giordania e l'Arabia Saudita. "Questa  intenzione sembra aver causato malcontento tra gli altri membri", ha  affermato Yinanc nell'articolo che è stato ripreso da vari media locali.  "Pare che, parallelamente all'invito dei leader arabi, la Turchia  desideri che la questione iraniana venga discussa al vertice. Altri  paesi membri, che vogliono concentrarsi principalmente sul conflitto tra  Russia e Ucraina, hanno manifestato la loro perplessità riguardo  all'inserimento della guerra con l'Iran nell'agenda" del vertice Nato,  ha scritto l'editorialista, aggiungendo che "è probabile che il leader  ucraino Volodymyr Zelenskyy partecipi alla riunione dei ministri degli  Esteri al vertice di quest'anno".

Il petrolio sale a New York, anche il Wti sopra i 100 dollari

Il petrolio continua la sua corsa a New York, in scia alle incertezze  legate al Medio Oriente dopo il nulla di fatto delle trattative tra Usa e  Iran per raggiungere una pace duratura: il Wti, il riferimento  americano, ritorna sopra quota 100, a 101,57 dollari (+2,87%), mentre il  Brent, il benchmark internazionale, si attesta a quota 107,90, con un  allungo del 3,54%.

Beirut: "Due operatori Protezione civile uccisi da raid aereo Idf"

L'agenzia di Protezione civile libanese ha dichiarato che due suoi membri sono stati uccisi oggi in un attacco israeliano mentre erano in servizio nel sud del Paese.     I due uomini sono stati uccisi in "un raid aereo israeliano che li ha presi di mira mentre svolgevano una missione di soccorso", dopo un precedente attacco nella città di Nabatieh, secondo quanto riportato in un comunicato della protezione civile.     Prima dell'annuncio, il ministro della Salute libanese Rakan Nassereddine aveva dichiarato in una conferenza stampa martedì che 108 operatori sanitari e di emergenza erano stati uccisi e altri 249 feriti negli attacchi israeliani dall'inizio della guerra tra Hezbollah e Israele, il 2 marzo. 

Iran, min Esteri turco in Qatar: "Hormuz non sia usato come arma"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha ribadito l'impegno della Turchia a garantire il mantenimento del cessate il fuoco tra Israele, Stati Uniti e Iran e ha lanciato un appello a che le ostilita' non riprendano. Fidan e' intervenuto in una conferenza stampa a Doha, dove e' ospite del primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed Al Thani. Fidan ha affermato che Ankara sostiene tutti gli sforzi per la riapertura dello Stretto di Hormuz, aggiungendo che il passaggio strategico non dovrebbe essere utilizzato come "un'arma", poiche' rappresenta un elemento "fondamentale per la stabilita' e la sicurezza regionale, oltre che per l'economia globale". "Sosteniamo ogni iniziativa volta a garantire una navigazione sicura attraverso Hormuz. La guerra non e' una soluzione. Porta instabilita' globale, privazioni economiche e potenziale devastazione. Finche' Hormuz restera' chiuso, il mondo continuera' a subirne le conseguenze", ha dichiarato. Fidan ha poi riconosciuto che i colloqui tra Stati Uniti e Iran restano complessi. "Tuttavia, entrambe le parti vogliono la fine della guerra e la riapertura dello Stretti. Il problema riguarda le priorita' e il modo in cui gli accordi verranno formalizzati. Tornare alla guerra significherebbe soltanto devastazione", ha detto. Da parte sua, lo sceicco ha dichiarato che Qatar e Turchia sostengono la mediazione pakistana per porre fine al conflitto e riaprire Hormuz. Ha inoltre invitato l'Iran a non "ricattare i Paesi del Golfo" attraverso il controllo dello stretto. Il premier qatariota ha ricordato la sua recente visita a Washington, finalizzata a sostenere gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra. "La visita si e' concentrata principalmente sul sostegno alle iniziative del Pakistan e sull'ottenimento di una risposta positiva che consenta di raggiungere una soluzione nel piu' breve tempo possibile", ha spiegato. Il capo della diplomazia turca ha inoltre messo in guardia contro "l'espansionismo israeliano", definendolo "la principale minaccia alla stabilita' e alla sicurezza della regione" e dal rischio che "quanto sta accadendo nel Golfo distolga l'attenzione da Gaza", ha aggiunto. "L'espansionismo a Gaza, Beirut, in Cisgiordania e in Siria e' costato la vita a molte persone e ne ha costrette molte altre ad abbandonare le proprie case. I Paesi della regione e la comunita' internazionale dovrebbero mostrare maggiore sensibilita' su questo tema", ha dichiarato, denunciando anche "l'intensificarsi delle violazioni del cessate il fuoco a Gaza da parte di Israele". Secondo Fidan, il Medio Oriente affronta da anni sfide per affrontare le quali Ankara ha lavorato in stretto coordinamento con Doha, con l'obiettivo di favorire soluzioni diplomatiche. Fidan ha anche definito Israele "l'elefante nella stanza". "Tutti vogliono la pace, ma Israele risponde con violenza ed espansionismo. E' ormai diventato un problema globale", ha affermato. Il ministro ha spiegato che gli sviluppi straordinari delle ultime settimane hanno spinto Turchia e Qatar a intensificare le consultazioni bilaterali.

Trump: "L'Iran abbandonerà arricchimento uranio"

"L'Iran abbandonera' al 100% l'arricchimento dell'uranio". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump. "E prenderemo le scorte nucleari", ha spiegato.

Trump: "Contatti diretti con Iran, no fretta per un'intesa"

Il presidente americano, Donald Trump, ha reso noto che "sono in corso contatti diretti con i funzionari iraniani". "Non abbiamo fretta di raggiungere un accordo", ha evidenziato il capo della Casa Bianca.

Iran, Hegseth: "Il cessate il fuoco rimane in vigore"

"Il cessate il fuoco rimane in vigore". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in audizione al Congresso sulla guerra contro l'Iran. "Abbiamo un piano per l'escalation se serve e abbiamo un piano per spostare gli asset", ha spiegato il capo del Pentagono.

Iran, media: "Petroliera del Qatar attraversa Hormuz"

La petroliera Mihzem, battente bandiera del Qatar, ha attraversato lo stretto di Hormuz. Lo ha annunciato l'agenzia iraniana Tasnim. La nave, diretta in Pakistan, era stata fermata ieri in attesa dell'autorizzazione di Teheran.

Iran, Pentagono: "Finora la guerra è costata 29 mld dollari"

Finora la guerra contro l'Iran e' costata agli Stati Uniti 29 miliardi di dollari. Lo riferisce il funzionario del Pentagono, Jules Hurst, in audizione al Congresso.

Hegseth: "Abbiamo un piano B in caso di escalation in Iran"

Pete Hegseth ha detto di avere un "piano B" nell'eventualità di un'escalation in Iran. "Abbiamo un piano per riposizionare le risorse", ha detto il segretario alla Difesa in un'audizione alla Camera senza fornire altri dettagli.

Borsa: Europa resta debole dopo l'inflazione Usa, limano calo i future su Wall Street

Si confermano deboli le Borse europee mentre riducono le perdite  i futures su Wall Street dopo il dato sull'inflazione Usa che ha accelerato ad aprile al 3,8%, sopra le attese.     Milano cede lo 0,69%, Francoforte lo 0,82%, Parigi lo 0,56% e Londra lo 0,31%.      Sui mercati obbligazionari restano in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread Btp-Bund è  pari a 76 punti base.

Iran, Teheran denuncia Usa a Corte arbitrato Aja

L'Iran ha presentato ricorso alla Corte di arbitrato dell'Aja contro gli Stati Uniti d'America per avere violato l'accordo di Algeri che nel 1981 mise fine alla crisi degli ostaggi. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. Quarantacinque anni fa, gli Usa "si erano impegnati "a non interferire, direttamente o indirettamente, politicamente o militarmente, negli affari interni dell'Iran", spiega l'agenzia. Su quella base, Teheran ha denunciato Washington per "violazione militare delle strutture nucleari iraniane, imposizione di sanzioni economiche e minaccia di ricorrere alla forza", riferisce Tasnim.

Trump posta foto Ia, caccia Usa distrugge le navi veloci dell'Iran, "bye bye"

'BYE, BYE, fast boats'. 'Ciao, Ciao, navi veloci', è la didascalia di una foto creata con l'intelligenza artificiale che Donald Trump ha postato su Truth. Nell'immagine si vede un jet americano sganciare missili contro due imbarcazioni su cui sventola la bandiera dell'Iran.

Oms: "Migliora accesso degli aiuti a Gaza, ma ancora insufficiente"

Il direttore generale dell'organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreysus, ha assicurato che si registra "un certo miglioramento" nell'accesso degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, pur sottolineando che "è insufficiente", poiché "non c'è ancora un accesso totale". Interrogato al riguardo in conferenza stampa a Madrid, assieme al premier spagnolo Pedro Sanchez, Adhanom ha spiegato che il flusso degli aiuti resta ampliamente insufficiente, in quanto "dovrebbero attraversare il confine circa 600 camion" al giorno "ma questo non sta accadendo", ha rilevato. Secondo il direttore dell'Oms, si osservano progressi "probabilmente nelle evacuazioni mediche" dalla Striscia, mentre persistono gravi difficoltà nella fornitura di medicinali e forniture sanitarie. "L'invio di farmaci non sta arrivando come dovrebbe", ha rilevato. Ha inoltre segnalato che "quando aumenta il numero di camion " diretti a Gaza "alcuni trasportano materiali e prodotti destinati alla vendita e i gazawi non possono permetterseli". Per questo, ha aggiunto, è necessario rafforzare "in modo specifico" l'invio di aiuti umanitari. L'Oms sta dando priorità alla ricostruzione delle infrastrutture sanitarie nella Striscia, poiché "gli ospedali sono scomparsi", ha osservato, riferendosi al livello di distruzione provocato dalla guerra. Da parte sua, Pedro Sanchez ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale e di offrire "un orizzonte politico alla Palestina", che passa attraverso "il riconoscimento dello Stato palestinese, che ha tutto il diritto di esistere", come Israele. 

Idf: "Intercettato drone proveniente da est"

"L'aviazione ha intercettato un drone proveniente da est", lo afferma il portavoce dell'Idf in una nota, sottolineando che non sono stati attivati gli allarmi, come da protocollo quando una intercettazione viene effettuata in tempo. La comunicazione dell'Idf è arrivata dopo che numerosi residenti di Eilat avevano segnalato sui social scie di intercettori nei cieli della città che si trova sul Mar Rosso.

Premier Qatar: "Visita negli Usa per sostenere mediazione Pakistan"

Sostenere gli sforzi diplomatici, in particolare del Pakistan, per risolvere la crisi tra Iran e Stati Uniti. Questo è stato l'obiettivo della recente visita a Washington del premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, come ha spiegato lui stesso durante una conferenza stampa congiunta a Doha con il capo della diplomazia turca, Hakan Fidan. "La visita è stata incentrata principalmente sul sostegno agli sforzi diplomatici del Pakistan e sul garantire una risposta positiva a questi sforzi per raggiungere una soluzione il più rapidamente possibile", ha affermato l'esponente del governo qatariota.

Teheran: "Pronti a tutto, gravi danni a chi mette piede in Iran"

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'Iran è pronto a qualsiasi scenario, riferendosi alle minacce statunitensi di un possibile attacco di terra all'Iran. "Chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni", ha avvertito. Secondo l'agenzia Irna, Baghaei ha dichiarato a India Today Global che il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà l'India e parteciperà al prossimo vertice dei ministri degli Esteri dei Brics in quel Paese. "Teheran attende con interesse gli incontri bilaterali con gli altri ministri presenti al vertice, incluso il ministro degli Esteri indiano, in quanto Paese amico", ha aggiunto. 

Spagna: "La cultura non serva a ripulire l'immagine di Russia e Israele"

"La cultura non può utilizzata per ripulire l'immagine di determinate situazioni che si verificano nel contesto del genocidio in corso a Gaza o di gravissime violazioni dei diritti umani nelle guerre di aggressione come quella lanciata dalla Russia di Vladimir Putin contro l'Ucraina". Lo ha detto il ministro della cultura spagnolo Ernest Urtasun a margine del Consiglio Ue Cultura, in riferimento ai casi della Biennale e dell'Eurovision. In entrambi i casi "voglio sottolineare che la presenza di questi Paesi non avviene tramite artisti individuali ma tramite il padiglione nazionale. Pertanto, c'è una rappresentanza del Paese, sia a Venezia che all'Eurovision", ha aggiunto. 

Premier Qatar: "Sono stato a Washington a sostegno sforzi per la pace"

Il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani afferma di essersi recato a Washington per sostenere gli sforzi volti a porre fine alla guerra in Iran. 

Media: "I pasdaran ampliano la zona di controllo dello Stretto di Hormuz"

"L'Iran ha esteso la definizione dello Stretto di Hormuz fino a considerarlo una vasta area operativa, ben più ampia rispetto a prima della guerra", che si estende dalla città di Jask a est fino all'isola di Siri a ovest. Lo ha affermato Mohammad Akbarzadeh, alto ufficiale della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, ripreso da Reuters sul sito. Akbarzadeh ha poi aggiunto che "lo Stretto non è più considerato un tratto angusto, perché la sua portata e importanza militare sono state notevolmente ampliate". Le agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim hanno riferito che "la larghezza di Hormuz, precedentemente stimata tra le 20 e le 30 miglia, è ora aumentata fino a raggiungere le 200-300 miglia, formando una mezzaluna completa". 

Beirut, 380 morti dall'entrata in vigore della tregua

Gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato la morte di 380 persone dall'inizio del cessate il fuoco il 17 aprile. A riferirlo all'Afp è stato il Ministero della Salute libanese: "380 persone, tra cui 22 bambini e 39 donne, sono state uccise negli attacchi aerei sul Libano dall'entrata in vigore del cessate il fuoco", sul totale di circa 2.900 vittime dall'inizio della guerra, il 2 marzo, ha dihiarato un funzionario. In base ai termini della tregua annunciata da Washington, Israele si riserva il diritto di agire contro "attacchi pianificati, imminenti o in corso".

Idf: "Uccisi almeno quattro terroristi nella Striscia di Gaza"

L'Idf ha affermato di aver "ucciso almeno quattro terroristi palestinesi che rappresentavano una minaccia per le truppe di stanza nella Striscia di Gaza". Lo riporta il Times of Israel. Le truppe dello Stato ebraico riferiscono di aver identificato "cinque terroristi che svolgevano attività sospette sul territorio e un terrorista che monitorava l'Idf, in un modo che rappresentava una minaccia per l'esercito". Poi, le i militari della Divisione di Gaza hanno individuato "tre terroristi che hanno oltrepassato la Linea Gialla", prima che l'aviazione israeliana colpisse gli obiettivi sul territorio, "uccidendone quattro" e ferendone un numero imprecisato, ha affermato l'Idf. 

Pezeshkian: "I negoziati con gli Usa ancora possibili"

Teheran ritiene che ci sia ancora spazio per la diplomazia con gli Stati Uniti, nonostante la sua sfiducia nei confronti di Washington. Lo ha sottolineato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in una nota diffusa dal suo ufficio. 

"Nonostante la sfiducia nei confronti del nemico, la Repubblica Islamica dell'Iran ritiene di poter negoziare da una posizione di dignità, saggezza e opportunità", ha dichiarato Pezeshkian. "Teheran dovrà consolidare  nell'arena diplomatica tutto ciò che le Forze armate iraniane hanno ottenuto sul campo di battaglia", ha osservato il capo di Stato iraniano. Due giorni fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto la risposta dell'Iran alla proposta statunitense per risolvere il conflitto, definendola "totalmente inaccettabile". 

Pasdaran: "Il nostro controllo su Hormuz si è ampliato"

"Il nostro controllo sull'area dello Stretto di Hormoz si è ampliato". Lo ha dichiarato in una nota il vice comandante della Marina dei Pasdaran, secondo quanto riferiscono i media della Repubblica islamica. "In passato, lo Stretto di Hormuz era definito come un'area limitata intorno a isole come Hormuz e Hengam, ma ora, in base al nuovo piano, l'area si è notevolmente estesa ed è definita come una zona strategica che si estende dalle coste di Jask e Siri fino oltre le isole principali", ha aggiunto l'ufficiale, precisando che l'Iran "monitora attentamente ogni movimento".

Il prezzo petrolio Brent sale a 104,51 dollari

I prezzi del petrolio sono aumentati all'apertura delle contrattazioni sui mercati asiatici oggi. I futures del Brent sono aumentati di 30 centesimi, ovvero dello 0,29%, raggiungendo i 104,51 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è salito di 31 centesimi, ovvero dello 0,32%, a 98,38 dollari.

Unicef: "70 bambini uccisi da inizio 2025 in Cisgiordania, circa uno a settimana"

Sono almeno 70 i bambini palestinesi che sono stati uccisi dall'inizio del 2025 in Cisgiordania, con una media di un bambino ucciso a settimana. Lo ha denunciato l'Unicef. "I bambini stanno pagando un prezzo intollerabile per l'escalation delle operazioni militari e degli attacchi in tutta la Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est", ha dichiarato ai giornalisti James Elder, portavoce dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia. "Tra gennaio 2025 e oggi, almeno un bambino palestinese è stato ucciso in media ogni settimana" in quella zona, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa a Ginevra.

Hezbollah: "Il nostro disarmo non è sul tavolo dei negoziati"

Il leader di Hezbollah Naim Qassem sottolineato che le armi del suo gruppo non rientrano nei prossimi negoziati tra Libano e Israele e ha minacciato che i suoi combattenti trasformeranno il campo di battaglia in un "inferno" per le forze israeliane. Quella delle armi "è una questione interna libanese e non fa parte dei negoziati con il nemico", recita una nota in vista del terzo round di colloqui a Washington, in programma giovedì e venerdì. "Non ci arrenderemo e continueremo a difendere il Libano e il suo popolo, non abbandoneremo il campo di battaglia e lo trasformeremo in un inferno per Israele", ha aggiunto. 

Gaza, supporto psicologico Oms riduce ansia e depressione

Un programma psicologico semplice e facilmente accessibile sviluppato dall'Organizzazione mondiale della sanità ha mostrato effetti positivi sul benessere mentale nella Striscia di Gaza, riducendo sintomi di depressione, ansia e stress in persone esposte ai traumi del conflitto. E' quanto emerge da uno studio coordinato da Yasser Abujamei del Gaza Community Mental Health Programme e dell'Università di Verona, pubblicato su The Lancet Regional Health - Europe. La ricerca ha valutato l'efficacia del programma Self-Help Plus (SH+), un intervento psicologico pensato per essere applicato su larga scala in contesti di emergenza e vulnerabilità. Lo studio è stato condotto all'inizio del 2023 e ha coinvolto persone residenti nella Striscia di Gaza esposte a eventi traumatici legati alla guerra: su 212 individui inizialmente valutati, 177 hanno soddisfatto i criteri di inclusione e sono stati suddivisi in gruppi distinti per genere e area geografica. I risultati mostrano un netto miglioramento del benessere psicologico dopo l'intervento, accompagnato da una riduzione dei livelli di disabilità e dei sintomi associati a depressione, ansia e stress. "Anche in condizioni di avversità persistente, interventi psicologici scalabili possono avere effetti tangibili", osserva Yasser Abujamei, psichiatra palestinese e primo autore dello studio, oggi ricercatore presso il dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell'Università di Verona diretto da Corrado Barbui. Il lavoro suggerisce che SH+ potrebbe diventare uno strumento strategico per affrontare le conseguenze psicologiche dei conflitti armati, offrendo supporto a popolazioni con accesso limitato alle cure. "Questi risultati rafforzano l'importanza di investire in servizi di salute mentale accessibili per le comunità colpite dalle guerre", sottolinea Barbui, evidenziando come il programma rappresenti un passo concreto verso il rafforzamento della resilienza nella popolazione di Gaza. Secondo i ricercatori, saranno necessari ulteriori studi per confermare i risultati su scala piu'ù ampia, ma il progetto pilota dimostra già la fattibilità di interventi psicologici a basso costo e facilmente replicabili in aree di crisi umanitaria.

Israele istituisce il tribunale speciale militare per i crimini del 7 ottobre

La Knesset ha approvato ieri sera una legge per istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità il 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno contrario. Lo scrivono i media israeliani.   La proposta di legge bipartisan prevede un tribunale speciale per processare i circa 300 presunti terroristi catturati dalle forze di sicurezza in Israele. In base alla nuova legge, il tribunale potrà accusare gli aggressori di tutti i reati pertinenti, tra cui il genocidio. Coloro che venissero condannati per genocidio rischierebbero la pena di morte.

Wsj: gli Emirati hanno compiuto ad aprile diversi attacchi contro l'Iran

Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c'è stato anche un raid contro una raffineria situata sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile, all'incirca nel momento in cui il Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.

Teheran: se Usa torna a attaccare un'opzione è arricchire l'uranio al 90%

Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, minaccia affermando che l'Iran potrebbe arricchire l'uranio fino al 90% di purezza se il paese subisse un altro attacco. "Una delle opzioni a disposizione dell'Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90%. Ne discuteremo in parlamento", ha scritto Ebrahim Rezaei su X.   Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5%, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90%.

Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l'agroalimentare. A fare il punto sulla logistica in standby dopo la chiusura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è il report Port Infographics, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo).

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

Hormuz, ferme merci per 23,7 mld di dollari. Rischi per agroalimentare

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Trump valuta "seriamente" ripresa dei raid, Teheran "pronta a tutto"

Il presidente americano Donald Trump è sempre più frustrato per come gli iraniani stanno gestendo i negoziati per porre fine alla guerra e, secondo alcuni suoi collaboratori citati dalla Cnn, ora sta prendendo in considerazione più seriamente, rispetto alle settimane precedenti, la ripresa di importanti operazioni militari. Nel frattempo il principale negoziatore di Teheran ha dichiarato che l'Iran è "pronto a ogni evenienza". Secondo fonti vicine ai colloqui, Trump è impaziente per la continua chiusura dello Stretto di Hormuz e per quella che percepisce come una divisione all'interno della leadership iraniana che impedisce di fare concessioni sostanziali nei negoziati sul nucleare. L'ultima risposta dell'Iran, che Trump ha definito "totalmente inaccettabile" e "stupida", ha indotto diversi funzionari a chiedersi se Teheran sia disposta ad assumere una posizione negoziale seria. Trump ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran è "in terapia intensiva" dopo aver respinto la controproposta di Teheran al piano statunitense per porre fine alla guerra. In ogni caso si ritiene che l'eventuale ripresa dei raid contro Teheran non sarà imminente, dato il fatto che Trump si recherà in Cina nel corso della giornata, dove l'Iran sarà uno dei tanti argomenti di discussione nel suo vertice  con il leader Xi Jinping. La Cina è da tempo uno stretto alleato dell'Iran ed è il principale importatore di petrolio iraniano.

Libano, sei morti in raid israeliani nel Sud

L'Agenzia nazionale di stampa (Nna) ufficiale libanese ha riferito che sei persone sono rimaste uccise ieri in un raid aereo israeliano a Kfar Dounine, nel sud del Paese.    "Aerei da guerra nemici hanno colpito un'abitazione la scorsa notte uccidendo sei persone e ferendone sette, che sono state trasportate negli ospedali di Tiro", ha scritto oggi la Nna. Nel frattempo l'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione degli abitanti della piccola città di Sohmor, nella valle della Bekaa, tramite i social media, in previsione di bombardamenti. Nonostante un cessate il fuoco teoricamente in vigore dal 17 aprile, Israele ha continuato a bombardare diverse aree del Libano e il movimento filo-iraniano Hezbollah continua a rivendicare la responsabilità degli attacchi contro obiettivi israeliani. Hezbollah ha trascinato il Libano in una nuova guerra il 2 marzo, attaccando Israele con razzi per vendicare la morte della Guida suprema iraniana ayatollah Ali Khamenei, ucciso il primo giorno dell'offensiva israelo-americana contro Teheran. Israele ha risposto con massicci raid aerei e un'incursione di terra nel sud del Paese. Il bilancio delle vittime dei raid israeliani, aggiornato iero dal Ministero della Salute libanese, è di 2.869 morti dall'inizio della guerra, incluse decine di persone uccise dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. Ulteriori colloqui sono previsti per giovedì e venerdì a Washington tra Libano e Israele.

Trump elogia l'esercito

Durante una cena per la polizia alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha elogiato l'esercito per le operazioni contro l'Iran. "Le nostre forze armate sono fantastiche, li stiamo distruggendo", ha detto Trump. 

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