L'incontro a Pechino nel primo viaggio di un presidente americano in Cina da quasi nove anni. Il leader cinese ha evocato la "Trappola di Tucidide" invitando a evitare il conflitto tra superpotenze. L'inquilino della Casa Bianca ha definito Xi "un grande leader" e ha ribadito la volontà di rafforzare i rapporti economici. Sul tavolo restano però dossier delicati come Taiwan, Iran e guerra commerciale
Nella Grande Sala del Popolo di Pechino, Donald Trump e Xi Jinping hanno riaperto il confronto diretto tra Stati Uniti e Cina dopo anni di tensioni commerciali e strategiche. Il summit, il primo viaggio di un presidente americano in Cina da quasi nove anni, è stato costruito attorno a una parola chiave condivisa da entrambe le delegazioni: stabilità. Non a caso Trump ha invitato Xi alla Casa Bianca il 24 settembre. Il leader cinese ha accolto quello americano con una lunga stretta di mano ai piedi della grande scalinata del palazzo davanti alle telecamere internazionali. La banda ha eseguito gli inni nazionali mentre i due leader passavano in rassegna le truppe e salutavano gruppi di bambini con bandierine americane e cinesi.
La delegazione americana schierata a Pechino
Attorno al tavolo del summit sedevano alcuni dei nomi più importanti dell’amministrazione americana. Alla sinistra di Trump c’era il segretario di Stato Marco Rubio, mentre alla destra sedeva l’ambasciatore Usa in Cina David Perdue. Presenti anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer e Stephen Miller. Dietro la delegazione politica c’erano inoltre gli amministratori delegati di alcune delle più grandi aziende americane. Tra le società rappresentate figuravano Apple, Nvidia, Boeing, Meta, BlackRock e Goldman Sachs.
Approfondimento
Perché l’Europa guarda con preoccupazione al summit tra Trump e Xi
Xi e la "Trappola di Tucidide". Trump: "Jinping grande leader"
Nel suo intervento iniziale Xi Jinping ha definito le relazioni tra Stati Uniti e Cina "a un bivio" in un momento segnato dalle turbolenze internazionali. Il presidente cinese ha citato ancora una volta la "Trappola di Tucidide" (LEGGI COSA SIGNIFICA), la teoria geopolitica secondo cui il rischio di guerra aumenta quando una potenza emergente sfida quella dominante. Xi ha insistito sulla necessità di evitare il confronto diretto e ha sostenuto che gli interessi comuni tra Washington e Pechino siano superiori alle divergenze. "Dobbiamo essere partner, non rivali", ha dichiarato il leader cinese, auspicando che il 2026 possa diventare un anno decisivo per il rilancio delle relazioni bilaterali. Trump ha risposto con toni molto concilianti. Ha definito la visita in Cina "un onore come pochi" e ha elogiato Xi Jinping chiamandolo "un grande leader". Il presidente americano ha posto particolare attenzione alla presenza degli imprenditori statunitensi nella delegazione, spiegando che rappresentano un segnale di fiducia verso Pechino. "Abbiamo i migliori imprenditori del mondo", ha detto Trump, aggiungendo che la loro partecipazione dimostra "rispetto verso la Cina".
Approfondimento
Vertice Trump-Xi, il tycoon accompagnato da 16 Ceo: chi sono. FOTO
Il nodo della guerra commerciale
Il cuore del summit resta però economico. Trump punta a ottenere una maggiore apertura del mercato cinese alle imprese americane, definendola la sua "primissima richiesta". L’incontro arriva mentre resta in vigore una tregua commerciale raggiunta lo scorso ottobre dopo il vertice tra Xi e Trump in Corea del Sud. Alla politica dei dazi americani, la Cina aveva risposto limitando l’esportazione di terre rare. Nei colloqui di Pechino si discuterà anche di ulteriori acquisti cinesi di prodotti americani, inclusi aerei Boeing e soia. La Casa Bianca non esclude investimenti cinesi diretti negli Stati Uniti, ma il tema divide il fronte repubblicano. Alcuni esponenti conservatori hanno criticato l’ipotesi di un maxi investimento cinese da mille miliardi di dollari in cambio di minori restrizioni sulla sicurezza nazionale. Nel summit è presente anche Eric Trump insieme alla moglie Lara. Secondo il Financial Times, una società collegata alla famiglia Trump starebbe valutando un accordo con il produttore cinese di chip Nano Labs per la costruzione di data center negli Stati Uniti. Un portavoce di Eric Trump ha però dichiarato che il figlio del presidente è in Cina "a titolo personale" e non prenderà parte a incontri d’affari.
Approfondimento
Dati alla mano, chi è più forte tra Usa e Cina?
La guerra in Iran e Taiwan sullo sfondo del faccia a faccia
Sebbene non citati apertamente nei discorsi inaugurali, Iran e Stretto di Hormuz restano temi centrali del confronto tra Washington e Pechino. Gli Stati Uniti sperano che la Cina possa contribuire a una soluzione della crisi legata al blocco dello Stretto, che sta rallentando anche il traffico commerciale cinese. Marco Rubio, parlando durante il viaggio verso Pechino, ha definito la Cina "la nostra principale sfida geopolitica ma anche la nostra più importante relazione da gestire". Intanto, da quello che è emerso, Trump e Xi concordano sul fatto che lo Stretto di Hormuz "deve rimanere aperto", come ha affermato la Casa Bianca che definisce "buono" l'incontro tra il presidente Usa e il leader cinese. Più tardi, in un'intervista a Fox News, il presidente statunitense ha detto che il suo omologo cinese si è offerto di fornire un aiuto sull'Iran evitando di fornire equipaggiamento militare a Teheran. "Non stiamo chiedendo l'aiuto della Cina. Non ne abbiamo bisogno", è però tornato a percisare Rubio a Nbc News spigeando che le due parti hanno concordato nell'opporsi allo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran e nella contrarietà "alla militarizzazione dello Stretto di Hormuz" o all'introduzione di un sistema di pedaggi.
Sul tavolo del summit c’è anche Taiwan. Pechino punta a ottenere da Trump una posizione più netta contro l’indipendenza dell’isola, mentre parte del Congresso americano chiede alla Casa Bianca di mantenere la tradizionale ambiguità strategica e continuare la vendita di armi a Taipei. Secondo il Washington Post, la leadership cinese vorrebbe che Trump si spingesse oltre la formula usata da Joe Biden, passando dal "non sostenere" l’indipendenza taiwanese all’"opporsi" apertamente a essa.
Approfondimento
Trump a Pechino da Xi Jinping, i nodi dell’incontro: dall’Iran ai dazi
Casa Bianca: "Intesa Trump-Xi sul fatto che Hormuz sia aperto"
Il resoconto della Casa Bianca sul vertice tra Trump e Xi fa riferimento alla guerra con l'Iran e allo Stretto di Hormuz, ma non menziona Taiwan, nonostante la questione sia stata ampiamente trattata nella dichiarazione del governo cinese sui colloqui. "Il presidente Trump ha avuto un incontro positivo con il Presidente cinese Xi. Le due parti hanno discusso di come rafforzare la cooperazione economica tra i due Paesi, tra cui l'ampliamento dell'accesso al mercato cinese per le imprese americane e l'aumento degli investimenti cinesi nelle nostre industrie. I vertici di molte delle più grandi aziende statunitensi hanno partecipato a una parte dell'incontro", recita la dichiarazione. "Le due parti hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto per garantire il libero flusso energetico. Il presidente Xi ha inoltre ribadito l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre un pedaggio per il suo utilizzo, esprimendo interesse ad acquistare maggiori quantità di petrolio americano per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto in futuro. Entrambi i Paesi hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari", prosegue il testo. La Casa Bianca ha inoltre affermato che Trump e Xi "hanno sottolineato la necessità di consolidare i progressi compiuti per porre fine al flusso di precursori del fentanyl negli Stati Uniti, nonché di incrementare gli acquisti cinesi di prodotti agricoli americani".
Xi a Trump: "Potremmo entrare in conflitto se Taiwan venisse gestita male"
Nel corso dei colloqui il leader cinese ha sollevato infatti la delicata questione di Taiwan e ha sottolineato che "la questione di Taiwan è il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti" e che "se gestita correttamente, le relazioni tra i due Paesi possono mantenere una stabilità generale", ma "se non gestita correttamente, i due Paesi potrebbero scontrarsi o addirittura entrare in conflitto, spingendo l'intero rapporto sino-americano in una situazione molto pericolosa". La portavoce del governo di Taiwan, Michelle Lee, parlando ai giornalisti ha detto che gli Stati Uniti hanno espresso "un chiaro e fermo sostegno" all'isola.
Il leader cinese: "Ci aspettiamo che il 2026 sia anno di svolta per le relazioni Usa-Cina"
Xi Jinping ha dichiarato anche che si aspetta che il 2026 sia un "anno storico e di svolta" che aprirà un nuovo capitolo nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti, sottolineando che i due Paesi hanno più interessi comuni che divergenze. Lo riportano i media statali. Il successo di uno è un'opportunità per l'altro, e una relazione bilaterale stabile è un bene per il mondo, ha aggiunto Xi, sottolineando che Cina e Stati Uniti dovrebbero essere partner anziché rivali e che i due Paesi dovrebbero aiutarsi a vicenda per avere successo e prosperare insieme, e trovare il modo giusto affinché i grandi Paesi possano andare d'accordo nella nuova era. "Attendo con interesse le nostre discussioni sulle questioni fondamentali importanti per i nostri due Paesi e per il mondo, e di lavorare insieme a voi per tracciare la rotta e guidare la gigantesca nave delle relazioni sino-americane, in modo da rendere il 2026 un anno storico e di riferimento che apra un nuovo capitolo nelle relazioni sino-americane", ha detto.
"La Cina aprirà ancora di più le porte al mondo"
La Cina, ha aggiunto Xi, si "aprirà ancora di più" al mondo. Il presidente cinese stava parlando alla delegazione di imprenditori statunitensi durante i colloqui tra Stati Uniti e Cina, come riportano i media cinesi. "Le porte della Cina verso il mondo esterno si apriranno sempre di più." e "le aziende americane godranno di prospettive ancora più rosee in Cina", ha affermato Xi.
Trump invita Xi alla Casa Bianca a settembre, Xi cita i Maga
Trump ha definito i colloqui con l'omologo cinese Xi Jinping "estremamente positivi e costruttivi", annunciando di aver invitato il leader cinese alla Casa Bianca a settembre. Xi Jinping, da parte sua, ha affermato che il progresso cinese è compatibile con il Make America Great Again promosso dal presidente Usa. Nel brindisi di apertura rivolto a Trump durante il banchetto di Stato, il leader cinese ha descritto le relazioni tra Stati Uniti e Cina come le più importanti al mondo, avvertendo entrambe le parti di non "rovinarle mai". "Oggi, il presidente Trump e io abbiamo avuto uno scambio approfondito sulle relazioni tra Cina e Stati Uniti e sulle dinamiche internazionali e regionali", ha affermato. "Entrambi crediamo che il rapporto tra Cina e Stati Uniti sia la relazione bilaterale più importante al mondo. Dobbiamo farlo funzionare e non rovinarlo mai", ha concluso.