Oggi in Pakistan dovrebbero riprendere i negoziati Usa-Iran. Trump è tornato a minacciare: “Offriamo un accordo equo, accettino o distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”. Teheran respinge le minacce: "Non accettiamo ultimatum. In caso di attacco risponderemo“. Gli Stati Uniti hanno colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell'Oman, e hanno assunto il pieno controllo dell'imbarcazione. La replica di Teheran: "Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l'atto di pirateria"
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Oggi in Pakistan dovrebbero riprendere i negoziati Usa-Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui. Trump è tornato a minacciare: “Offriamo un accordo equo, accettino o distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”. Teheran respinge le minacce. "Non accettiamo ultimatum. In caso di attacco risponderemo“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. Se dagli Stati Uniti giungeranno "segnali positivi", Teheran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, ha dichiarato in un'intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi.
Gli Stati Uniti hanno colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell'Oman, e hanno assunto il pieno controllo dell'imbarcazione. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. La nave Touska - riferisce Trump - ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è "rifiutata di ascoltare e così la Marina l'ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti". Immediata la replica di Teheran: "Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l'atto di pirateria". Tasnim: droni contro navi militari Usa dopo sequestro portacontainer.
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Iran, Teheran: "Trasferimento scorte uranio mai sul tavolo"
L'ipotesi di un trasferimento delle riserve nucleari iraniane "non e' mai stato sul tavolo dei negoziati" con gli Stati Uniti. A ribadirlo e' stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani. "In nessuna fase dei negoziati attuali o precedenti e' stato discusso il trasferimento delle scorte di uranio arricchito dell'Iran verso gli Stati Uniti o qualsiasi altro Paese, e tale opzione non figura nell'agenda della Repubblica Islamica dell'Iran", ha chiarito. "La posizione ferma del Paese e' di preservare i propri risultati nel settore nucleare all'interno del territorio iraniano", ha aggiunto.
Pezeshkian: "Da Usa provocazioni. Tradiscono diplomazia"
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di "provocazioni" e violazioni della tregua. Pezeshkian ha "criticato aspramente" Washington per "le continue violazioni degli impegni, le prepotenze e i comportamenti irragionevoli" durante i negoziati e il periodo di cessate il fuoco, riferisce l'agenzia Iran che riporta il comunicato su una telefonata tra il presidente e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che sta mediando tra Iran e Stati Uniti. Il presidente "ha ringraziato il Pakistan per i suoi seri sforzi volti a promuovere la pace", ma anche descritto le "azioni provocatorie e illegali" degli Stati Uniti, il cosiddetto blocco navale, come "una chiara violazione dell'accordo di cessate il fuoco". Queste azioni, "insieme alla retorica minacciosa dei funzionari statunitensi contro l'Iran, portano solo a intensificare la sfiducia riguardo alla serieta' dell'America e rivelano ulteriormente che gli Stati Uniti cercano di ripetere schemi precedenti e di tradire la diplomazia", ha avvertito.
Confindustria: "Rischio bolletta energia per imprese da +7 e fino a +21 miliardi"
Nell'ipotesi che la guerra in Iranfinisca a giugno (con un petrolio a 110 dollari in media annua), che riprendano i flussi commerciali pre-conflitto e che la capacità produttiva dei paesi del Golfo rimanga adeguata a sostenere l'offerta mondiale, le imprese manifatturiere italiane si ritroverebbero a pagare ulteriori 7 miliardi di euro l'anno in più in bolletta rispetto al 2025". "Se invece la guerra si dovesse protrarre per tutto il 2026, con un petrolio a 140 dollari in media annua, le imprese pagherebbero 21 miliardi in più", su livelli "non sostenibili per le nostre imprese". Lo stima il Centro studi di Confindustria nel quadro di una prima indagine, ascoltando gli imprenditori, sugli "impatti della guerra subiti dalle aziende industriali italiane": tra "i principali ostacoli" al momento il primo è il costo dell'energia.
Madrid: "Non parteciperemo ad alcuna operazione militare ad Hormuz"
"Non parteciperemo ad alcuna operazione militare nello stretto di Hormuz": lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in un'intervista alla radio statale Rne. Nella guerra fra Stati Uniti e Israele contro Iran, a 48 ore dalla fine della tregua e con il traffico marittimo sospeso per le operazioni incrociate, Albares ha segnalato: "Quello che vorremmo è che a un certo punto Hormuz torni a essere quello che era, e su questo non deve esserci alcun cambiamento: deve tornare a essere uno stretto con un passaggio libero, sicuro, gratuito per qualunque nave senza discriminazioni". "Se un giorno ci dovesse essere, una volta terminata la guerra, una verifica" da parte di missioni di Paesi come quelli riuniti nella coalizione dei cosidetti Volenterosi, "dovrebbe essere svolta sotto l'egida dell'Onu", ha aggiunto il capo della diplomazia iberica. Albares ha riconosciuto che allo stato sono "aumentate le tensioni militari" fra Iran e Stati Uniti: "Questo è lo scenario che vogliamo evitare, quello dell'escalation. Invito Iran ad andare a Islamabad e andare a negoziare", ha esortato.
Iran, Wsj: "Emirati chiedono a Usa linea swap valutario"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto agli Stati Uniti di aprire una linea di swap valutario in dollari a loro favore a titolo di risarcimento per i danni causati dalla guerra all'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal. I funzionari degli Emirati, secondo le fonti consultate dal quotidiano Usa, nelle recenti conversazioni con la controparte americana, hanno dichiarato esplicitamente che Washington deve garantire la loro sicurezza finanziaria in quanto e' stata una decisione unilaterale del presidente, Donald Trump, a trascinare il Paese nel conflitto. Gli esperti, aggiunge il Wall Street Journal, ritengono che la Federal Reserve non acconsentira' cosi' facilmente a questa richiesta poiche' la banca centrale americana utilizza di solito questa liquidita' per attutire l'impatto sull'economia Usa delle forti tensioni nei mercati finanziari.
Pechino: "Preoccupati dal sequestro da parte Usa della nave iraniana"
La Cina ha espresso preoccupazione per il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave battente bandiera iraniana che aveva tentato di eludere un blocco navale, esortando tutte le parti a riprendere i colloqui di pace. "Esprimiamo preoccupazione per l'intercettazione con la forza da parte degli Stati Uniti della nave in questione", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa.
Teheran: "Non abbiamo ancora deciso se partecipare ai colloqui"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. "Fino ad ora, non è previsto alcun incontro, poiché riteniamo che gli Stati Uniti non siano seriamente intenzionati a intraprendere un percorso diplomatico. Le autorità iraniane e il nostro team negoziale sono vigili sui complotti del nemico", ha dichiarato Baghaei, citato dall'agenzia Irna. "Non possiamo dimenticare la costosa esperienza che abbiamo avuto con gli Stati Uniti lo scorso anno, quando hanno attaccato l'Iran per due volte, tradendo al contempo gli impegni del dialogo. Tuttavia, gli Stati Uniti insistono nel ripetere il loro approccio irrazionale e irrealistico del passato. Ma questa volta l'Iran darà una risposta diversa", ha sottolineato Baghaei.
Iran, Teheran: "Nessuna nuova proposta sul tavolo"
L'Iran ha assicurato che non vi sono nuove proposte sul tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti. "Le nostre posizioni sono chiare: a differenza della controparte, che cambia costantemente la propria, noi rimaniamo saldi. Fin dall'inizio abbiamo detto che alcune cose erano inaccettabili, e molte delle questioni riportate dai media sono mere speculazioni, senza alcuna nuova proposta sul tavolo", ha assicurato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. Gli Usa, ha ricordato Baqaei, "hanno inizialmente presentato una proposta in 15 punti e noi ne abbiamo offerta una in 10 punti. Il tutto si e' trasformato in una sorta di pacchetto che e' stato esaminato durante la visita del comandante dell'esercito pakistano, ed entrambe le parti stanno presentando piani basati sulla proposta dell'altra".
Pichetto: "Gas a 70 euro è soglia per riattivare il carbone"
"Se il gas supera i 70 euro al megawattora potrebbe rendersi necessario riattivare" le centrali a carbone. Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'incontro "Il Santo Graal dell'Energia" in corso a Milano. "È - ha aggiunto - una cifra alta, oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30 euro. Ma quello è il punto di caduta. Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità. Il carbone resta una soluzione residuale, ma in caso di necessità dobbiamo farci trovare pronti".
Iran, Teheran: "Attacco a nostra nave è atto aggressione Usa"
L'Iran ha condannato l'attacco a una nave iraniana nello stretto di Hormuz. "L'Iran condanna l'attacco Usa alla nave commerciale iraniana come atto di aggressione", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. "Gli Stati Uniti hanno dimostrato una mancanza di serieta' nel perseguire la diplomazia attraverso comportamenti contraddittori e ripetute violazioni del cessate il fuoco", ha aggiunto.
Teheran: "Non accettiamo ultimatum. Se attacco, risponderemo"
L'Iran respinge le minacce e gli ultimatum del presidente americano Donald Trump. "La Repubblica Islamica dell'Iran, nel tutelare i propri interessi nazionali, non riconosce scadenze ne' ultimatum", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "La salvaguardia degli interessi nazionali proseguira' per tutto il tempo necessario e, in caso di nuove iniziative avventuristiche degli Stati Uniti o del regime sionista, le forze armate risponderanno con forza e con tutta la loro potenza", ha assicurato.
Media Iran: "Operativo il 95% delle infrastrutture aeroportuali"
Circa il 95% delle infrastrutture aeroportuali iraniane è intatto e operativo: è quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando il segretario dell'Associazione delle compagnie aeree. Fars afferma che, al massimo, una ventina di velivoli del paese hanno subito gravi danni. La notizia giunge mentre l'Iran si prepara a riaprire il proprio spazio aereo ai voli commerciali.
Mustafa: "Pilastro stabilizzazione Gaza unica struttura sicurezza"
"Un pilastro fondamentale della stabilizzazione forzata di Gaza sara' un quadro di sicurezza unificato e completo". Lo ha detto il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa intervenendo all'apertura della riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles. "Cio' dovrebbe essere realizzato attraverso l'attuazione della politica di un unico Stato, un unico governo, una sola legge e un'unica arma, con la graduale e responsabile raccolta delle armi da tutti i gruppi armati e il completo ritiro di Israele da Gaza. - ha spiegato Mustafa - Il nostro obiettivo comune di realizzare un'unica struttura di sicurezza sotto l'autorita' legittima dovrebbe guidare l'efficace coordinamento tra la forza internazionale di stabilizzazione, l'Autorita' Palestinese, le istituzioni di sicurezza e gli altri attori internazionali. La sicurezza non deve essere frammentata. Deve essere istituzionale, responsabile e fondata sullo stato di diritto e sulla sovranita'".
Teheran: "Usa violano tregua. A ora no piani nuovi negoziati"
L'Iran non ha al momento in programma di partecipare a nuovi negoziati, Lo ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia Tasnim. "Il blocco navale e l'attacco contro una nave mercantile iraniana costituiscono una flagrante violazione del cessate il fuoco. Tenendo conto degli interessi e del benessere della nazione iraniana, saranno prese le decisioni necessarie sulla linea d'azione da seguire", ha spiegato ancora a quanto riferito dai media iraniani.
Pezeshkian: "Carenze in energia e carburante, dobbiamo sincerità al popolo"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato i funzionari ad attuare riforme nella gestione per evitare ulteriori pressioni sulla popolazione a causa di problemi come le carenze nel settore energetico e dei carburanti. E' quanto riporta l'agenzia Irna. "Dobbiamo tenere informati i cittadini sulla realtà del Paese in questa situazione di crisi e non presentare informazioni errate o promesse irrealistiche, al fine di evitare un indebolimento della fiducia pubblica. Dobbiamo essere trasparenti e sinceri", ha sottolineato.
Mo, Mustafa: "Annessione non produrrà mai coesistenza"
"Le lezioni degli ultimi anni sono molto chiare: la guerra non ha prodotto la pace, l'assedio non ha prodotto la sicurezza, l'occupazione non ha prodotto la stabilita'. Lo sfollamento forzato non produrra' legittimita' e l'annessione non produrra' mai coesistenza". Lo ha detto il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa intervenendo all'apertura della riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati, Israele - Palestina, e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles.
Gli Usa diffondono il video dei marines che salgono sulla nave iraniana
Un filmato notturno del Comando Centrale degli Stati Uniti mostra i marine statunitensi della Uss Tripoli che si avvicinano alla nave Touska, battente bandiera iraniana, sequestrata ieri nel Golfo dell'Oman. Il video, pubblicato da Cnn, mostra elicotteri che sorvolano la nave mercantile e coni container metallici sottostanti, con una persona che si cala verso di essi tramite una corda. I Marines hanno abbordato la nave e sono saliti a bordo della Touska dopo che il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance ha disattivato il sistema di propulsione dell'imbarcazione, in quanto "non aveva ottemperato ai ripetuti avvertimenti delle forze statunitensi per un periodo di sei ore", ha aggiunto il Centcom.
Libano, Tajani: "Bene condanna Saar profanazione statua Cristo"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso apprezzamento per la condanna giunta dall'omologo israeliano, Gideon Saar, nei confronti della profanazione di una statua di Cristo avvenuta a opera di un soldato delle Idf nel Sud del Libano, episodio definito "inaccettabile" dal vicepremier. "Bene il ministro degli Esteri israeliano Saar che ha condannato con grande fermezza, annunciando provvedimenti disciplinari, il grave atto compiuto da un soldato dell'Idf che distrugge a martellate una statua di Gesu' in un villaggio cristiano nel Sud del Libano", ha scritto Tajani su X, "un violento accanimento contro i cristiani che in Medioriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai piu'". "Profanare i simboli del cristianesimo, dell'ebraismo e dell'Islam non e' una manifestazione di forza ma solo di debolezza, contraria a tutti i principi in favore della liberta' e del dialogo interreligioso", ha aggiunto il ministro degli Esteri.
Iran, Mustafa: "Solidarietà a partner arabi oggetto di attacchi"
"Desidero esprimere la nostra forte solidarieta' ai nostri partner arabi che sono stati oggetto di attacchi iraniani durante la recente guerra, e il nostro fermo rifiuto di qualsiasi violazione della loro sovranita' e sicurezza". Lo ha detto il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa intervenendo all'apertura della riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles.
Milei in Israele: "La guerra contro l'Iran è la cosa giusta da fare"
Durante la sua terza visita in Israele da presidente dell'Argentina, Javier Milei ha presieduto la firma a Gerusalemme di tre memorandum d'intesa bilaterali riguardanti la lotta al terrorismo, l'intelligenza artificiale e la connettività aerea: lo ha annunciato il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, al termine degli incontri tra la delegazione argentina, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e altri funzionari locali. A margine dell'evento, Milei ha espresso il suo esplicito sostegno alla guerra contro l'Iran condotta da Netanyahu e dal suo omologo statunitense, Donald Trump. "Esprimiamo il nostro fermo sostegno agli Stati Uniti e a Israele nella loro guerra contro il terrorismo e contro il regime iraniano, non solo perché è la cosa giusta da fare, ma perché i nostri Paesi sono fratelli nella sofferenza", ha dichiarato il leader ultraliberista. Da parte sua, Netanyahu ha elogiato Milei con un post su X. "Benvenuto in Israele, benvenuto a Gerusalemme, amico mio, presidente dell'Argentina @JMilei, un grande amico dello Stato di Israele. Israele e Argentina sono uniti, più forti che mai", ha scritto il leader israeliano.
Teheran: "Se ci saranno segnali positivi, potremmo andare a Islamabad"
Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre in un'intervista a Al Jazeera alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni. L'Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò "non significa negoziare a qualsiasi costo" né accettare "qualsiasi approccio adottato dall'altra parte". L'Iran ha fissato delle linee rosse, e queste "devono essere rispettate", ha affermato. Alla domanda se l'Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno "segnali positivi".
Mo, Francia-Svezia: "Dazi per insediamenti illegali Israele"
Francia e Svezia chiedono che l'Unione europea adotti misure contro gli insediamenti illegali di Israele in Cisgiordania, tra cui "dazi sui prodotti provenienti dagli insediamenti e restrizioni alle importazioni mediante licenze all'esportazione". Lo si legge in un non-paper dei due Paesi, di cui l'AGI ha preso visione, in vista del Consiglio Esteri Ue di domani a Lussemburgo. "Nonostante la chiara violazione del diritto internazionale, gli insediamenti e la violenza dei coloni stanno aumentando a un ritmo record", affermano Parigi e Stoccolma, che ritengono che l'Ue debba "urgentemente aumentare la pressione su Israele affinche' interrompa la sua politica e le sue pratiche di insediamento". I due governi ritengono inoltre che l'Ue debba adottare "misure piu' incisive per limitare i rapporti commerciali con gli insediamenti illegali. Chiediamo pertanto alla Commissione di esaminare con urgenza la fattibilita' giuridica e pratica dell'introduzione di misure come dazi sui prodotti provenienti dagli insediamenti e restrizioni alle importazioni mediante licenze all'esportazione", misure che sarebbero basate sul fatto che "gli insediamenti illegali sono al di fuori dell'ambito di applicazione dell'Accordo di associazione" tra Ue e Israele. Secondo i due Paesi la situazione, "in rapido e grave deterioramento, richiede un'azione in tal senso". "Accoglieremmo con favore proposte concrete da parte della Commissione, in stretta cooperazione con l'Eeas", il Servizio europeo per l'azione esterna, ovvero il servizio diplomatico dell'Ue, "su varie opzioni da discutere in Consiglio nelle prossime settimane", conclude il non-paper.
Mo, Kallas: "Israele fermi espansione negli insediamenti"
"La soluzione dei due Stati e' l'unico modo in cui sia i palestinesi che gli israeliani possano vivere in sicurezza, dignita' e pace". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas aprendo la riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles. "Abbiamo condannato azioni unilaterali come l'espansione degli insediamenti che minano la soluzione dei due Stati e sollecitiamo il governo israeliano a revocare queste decisioni. - ha proseguito Kallas - Israele dovrebbe inoltre sbloccare con urgenza, insieme alle autorizzazioni sanitarie, le entrate derivanti dalle autorizzazioni per garantire il corretto funzionamento dell'Autorita' Palestinese".
Carburanti, Mimit: undicesimo giorno di ribassi prezzi
Proseguono i ribassi, progressivi e costanti, dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Lo rileva il Mimit segnalando che i dati di oggi dell'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano l'undicesimo giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalita' "self service" e' pari a 1,758 euro al litro per la benzina e 2,103 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self e' di 1,791 euro al litro per la benzina e 2,141 euro al litro per il gasolio.
Mo, Kallas: "Soluzione due stati basata su diritto internazionale"
"L'obiettivo e' esplorare come possiamo intensificare il nostro impegno collettivo per la soluzione dei due Stati, basata sul diritto internazionale". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas aprendo la riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles. "La Dichiarazione di New York fornisce un importante quadro politico per orientare questi sforzi. - ha spiegato Kallas - E sebbene tali impegni si siano gia' tradotti in azioni concrete, possiamo e dobbiamo fare di piu' per garantire il rispetto dei diritti umani e la responsabilita', per proteggere il popolo palestinese e per mettere la soluzione dei due Stati saldamente sul tavolo delle trattative".
Lazar: "Meloni non è più il ponte tra Bruxelles e Washington"
"Meloni voleva essere il ponte tra Bruxelles e Washington". Ma "Oggi c'è una forte tensione tra Meloni e Trump sulla guerra in Iran, sebbene inizialmente la premier avesse detto di non condividere l'attacco, senza però condannarlo. Per poi affermare che non è un conflitto riguardante l'Europa. Meloni ha deciso di compensare rivolgendosi verso l'Ue. Ma durerà?". Se lo chiede il politologo Marc Lazar, in un'intervista alla Stampa. "Meloni - spiega Lazar - pensava che il sostegno di Trump sarebbe potuto essere utile sul piano interno da un punto di vista ideologico, perché condivide diversi elementi con il presidente". Ma, aggiunge, "la premier ha capito che il sostegno di Trump non è accettato dagli italiani". L'avvicinamento di Meloni a Macron, secondo il politologo, avrà "indubbiamente" ripercussioni sui populismi europei di estrema destra: "il fatto che la premier italiana abbia accettato di andare a Parigi e di partecipare alla missione nello Stretto di Hormuz mette gli altri partiti nazionalpopulisti dinnanzi ad un problema: cosa fare con l'Europa? Adesso - dice - dovranno scegliere tra la ricerca dello scontro con Bruxelles senza l'uscita dall'Ue, come fa Marine Le Pen e fino a poco tempo fa Victor Orban, e il compromesso, seguendo l'esempio della premier italiana". Parlando delle elezioni ungheresi, infine, Lazar ha commentato così: "non penso che la recente sconfitta di Orban in Ungheria preannunci la disfatta dei nazionalpopulisti. Non bisogna dimenticare che il prossimo anno si voterà in Italia, Francia, Polonia, Austria e Spagna e la gente non si esprimerà tenendo in considerazione il risultato ungherese".
Pezeshkian: "Utilizzare ogni via diplomatica per ridurre le tensioni"
Il presidente iraniano Pezeshkian tenta di allentare le tensioni dopo l'escalation del fine settimana tra Stati Uniti e Iran. "La guerra non è nell'interesse di nessuno e, pur resistendo alle minacce, ogni via razionale e diplomatica dovrebbe essere percorsa per ridurre le tensioni", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. Il presidente iraniano ha pero aggiunto che "la diffidenza verso il nemico e la vigilanza nelle interazioni sono una necessità innegabile".
Borsa: Tokyo, chiusura in rialzo (+0,60%)
La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in rialzo con la tecnologia nuovamente in evidenza, nonostante la cautela per l'assenza di un accordo tra Tehran e Washington sul transito delle navi nello Stretto di Hormuz, dopo il sequestro di una nave cargo iraniana che stava tentando di forzare il blocco da parte degli Stati Uniti. L'indice di riferimento Nikkei segna un progresso dello 0,60%, a quota 58.824.89, con un guadagno di 348 punti, mentre il prezzo del petrolio Brent è salito di otre il 5% assestandosi sopra i 95 dollari. Sul fronte valutario lo yen è poco variato sul dollaro, a 158,90, e sull'euro a 186,70.
Borse europee, avvio in rosso con nuove tensioni Usa-Iran
Avvio in netto calo per le Borse europee, mentre i prezzi del petrolio e del gas sono nuovamente aumentati in seguito a un'escalation nelle tensioni Usa-Iran nel fine settimana. Gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave cargo con bandiera iraniana nel Golfo di Oman, mentre Teheran ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz e ha dichiarato che non partecipera' a un secondo ciclo di negoziati. L'interruzione prolungata in questa fondamentale rotta marittima ha provocato uno shock senza precedenti nell'approvvigionamento energetico, aumentando i rischi di inflazione e minacciando la crescita economica, con le economie europee importatrici di energia particolarmente esposte. Sara' una giornata priva di dati macro rilevanti in Europa. L'indice Cac 40 di Parigi cede l'1,08%, il Dax 30 di Francoforte perde l'1,28% e l'Ftse 100 di Londra registra una flessione dello 0,39. A Madrid l'Ibex arretra dello 0,94% e l'indice Ftse Mib di Milano segna un -1,41%.
Libano, media: "Attacco nel sud"
L'esercito israeliano ha attaccato villaggio di Al-Tiri, nel sud del Libano. Lo riporta la rete libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah. Le Idf avvertono intanto i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. "Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah", afferma il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X. Il portavoce ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono fare ritorno. "Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki", aggiunge Adraee. Durante il cessate il fuoco, l'esercito ha dichiarato che avrebbe continuato a bonificare l'area attualmente sotto il suo controllo dalle infrastrutture, dagli attivisti e da qualsiasi altra minaccia di Hezbollah. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che le Idf raderanno al suolo tutti i villaggi libanesi al confine, ad eccezione di alcune comunità cristiane.
Oro: in calo per le nuove tensioni a Hormuz
L'oro ha perso oltre l'1%, scendendo sotto i 4.800 dollari l'oncia e azzerando i guadagni della settimana precedente. In parallelo, la riaccensione delle tensioni nello Stretto di Hormuz ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, riattivando i timori sull'inflazione. Nell'ultima escalation, il presidente Donald Trump ha riferito che la Marina statunitense ha aperto il fuoco e sequestrato una nave cargo battente bandiera iraniana nel Golfo di Oman, dopo il mancato rispetto degli avvertimenti mentre lasciava Hormuz. Teheran ha reagito prendendo di mira alcune imbarcazioni e rivendicando il controllo sullo Stretto, definendo illegittimo il blocco statunitense sulle navi legate all'Iran. Trump ha comunque indicato margini per un'intesa in vista di un nuovo round di colloqui in Pakistan, mentre da parte iraniana prevale scetticismo sulle possibilita' di accordo. Il protrarsi del conflitto ha innescato uno shock sull'offerta energetica, alimentando le pressioni inflazionistiche e rafforzando le attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, fattori che hanno pesato sull'oro. Il metallo prezioso resta in calo di circa il 10% dall'inizio della guerra.
Borsa Milano, apre in netto calo -1,41%, corrono energetici
Piazza Affari apre in netto calo, la prima seduta della settimana. Il sentiment degli investitori e' frenato dai bruschi sviluppi geopolitici del fine settimana, con nuove tensioni nello Stretto di Hormuz. L'indice Ftse Mib registra -1,41% a 48.179. il listino e' spinto dagli energetici con Eni a guidare i rialzi a +3,19%. Eni ha appena annunciato una nuova scoperta di gas in Indonesia (pozzo Geliga-1) nel bacino di Kutei; stime preliminari indicano circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati. Saipem +2,27%, dopo aver firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la bioraffineria di Priolo (Sicilia), valore complessivo circa 700 milioni di euro, con completamento previsto entro fine lavori. Tenaris +2%. In luce Avio +1,7%. Maglia nera per Stellantis -2,77%. E cala il lusso con Cucinelli a -2,16%. Tra i finanziari UniCredit -1,9%. La banca guidata da Andrea Orcel stima un utile netto intorno a 21 miliardi nel 2030 post fusione con Commerzbank; ricavi attesi a circa 45 miliardi e costi sotto 14,5 miliardi. Intesa Sp -1,47%, Banca Mps +0,13%, Mediobanca +0,3%.
Iran, Crosetto: "A Hormuz con Onu ma Parlamento dica comunque sì"
"Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che" per la missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz "ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzero' se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace": lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della Sera. "E non penso", ha aggiunto Crosetto, "che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo". Per il ministro "l'Italia, che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine". "Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi", ha osservato Crosetto, "ma per inviarle occorre la fine delle ostilita', perche' nessuno vuole entrare in una guerra". Il ministro ha spiegato di non temere ritorsioni dagli Stati Uniti, dopo le critiche di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni: "Qualcuno dei suoi collaboratori gli spieghera' la verita', quali sono le nostre regole d'ingaggio. Trump prendera' atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull'Italia". "L'Italia e' sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa", ha osservato, e Sigonella "non ha pesato nulla: gli americani sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare". Della guerra scatenata dall'attacco all'Iran, Crosetto ha affermato che, "se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra, si e' trattato di un grave errore". Per quanto riguarda gli attacchi all'Unifil in Libano, Crosetto ha ricordato di aver chiesto "piu' volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari". "Unifil e' in ritardo per cambiare perche' a dicembre finira'", ha sottolineato il ministro, "e dovremo pensare come sostituirla. Perche' un Libano che esplode e' l'ennesimo problema per il mondo".
Iran, due arrestati in Israele con accusa spionaggio pro Teheran
Due giovani sono stati arrestati in Israele con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran. Lo ha annunciato la polizia israeliana, secondo la quale uno dei sospetti aveva in programma di sottoporsi a un addestramento in un Paese arabo. Sagi Haik, diciannovenne di Ness Ziona, e Assaf Chetrit, ventunenne di Beit Oved, compariranno oggi presso il tribunale distrettuale di Lod-Central per l'incriminazione formale. Haik, si legge nel comunicato della polizia, "aveva accettato di sottoporsi a un addestramento in uno dei Paesi arabi e gli era stato persino chiesto di reclutare altre persone per svolgere missioni sotto la direzione degli iraniani". Secondo le forze dell'ordine, diversi membri della famiglia di Haik avrebbero ricevuto "messaggi minacciosi" dall'agente iraniano dopo che il giovane gli aveva rivelato i loro dati personali. Durante l'interrogatorio, Haik avrebbe confessato di aver aiutato Chetrit, a portare a termine una missione per il suo referente. Haik sarebbe stato in contatto con l'agente iraniano "per diversi mesi prima" del suo arresto, avvenuto a marzo.
Media Iran: "Droni iraniani hanno attaccato navi Usa"
"I terroristi americani poche ore fa hanno attaccato una nave portacontainer iraniana di nome Touska, che era diretta in Iran provenendo dalla Cina, nel Golfo di Oman. Dopo l'attacco degli americani, le forze iraniane hanno a loro volta attaccato con droni alcune navi militari americane. L'Iran risponderà a qualsiasi azione degli americani con la dovuta rappresaglia". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim.
Borsa: l'Asia chiude positiva e guarda a negoziati Usa-Iran
Le Borse asiatiche chiudono in terreno positivo mentre si guarda ai negoziati tra Stati Uniti e Iran ed agli sviluppi per lo stretto di Hormuz. Sui mercati torna il clima di incertezza con le materie prime dell'energia in rialzo. Verso un avvio negativo per i listini europei, dove i future sono in calo. Sale Tokyo (+0,60%). Sul fronte valutario lo yen è poco mosso sul dollaro, a 158,83, e sull'euro poco sopra a un livello di 186,80. A contrattazioni ancora in corso sale anche Hong Kong (+0,7%), Shanghai (+0,6%), Shenzhen (+0,52%), SEul (+0,4%) e Mumbai (+0,5%). Giornata scarna di dati macroeconomici. Ad aprile la Banca popolare cinese ha mantenuto i propri tassi di riferimento sui prestiti ai minimi storici per l'undicesimo mese consecutivo, in linea con le aspettative del mercato.
Gas: prezzo apre in rialzo oltre 41 euro per megawattora
Il prezzo del gas apre in rialzo oltre 41 euro per megawattora. I future del gas naturale europeo sono aumentati di quasi il 7%, arrivando a 41,4 euro per MWh, dopo essere saliti fino all'11% nei primi scambi asiatici, invertendo le perdite di venerdi', poiche' l'Iran ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta al blocco in corso dei suoi porti da parte degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Marina degli Stati Uniti ha sparato e reso inattivo un cargo con bandiera iraniana nel fine settimana, mentre Teheran ha avvertito le navi che saranno attaccate se tenteranno di passare. Un'escalation arrivata dopo che venerdi' lo Stretto era stata riaperto. Diversi metaniere di gnl trasportanti combustibile qatariota si sarebbero avvicinate allo stretto nei giorni scorsi, ma sono state costrette a ritornare indietro o rimanere inattive. Dall'inizio del conflitto a fine febbraio, nessuna esportazione di gnl ha lasciato la regione, interrompendo circa il 20% della fornitura globale.
Funzionario Iran: "Per Mojtaba solo lieve ferita alla gamba"
La nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei ha riportato una lieve ferita alla gamba durante i raid aerei israelo-americani contro il suo complesso residenziale, secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano. Lo scrive Iran International. Azim Ebrahimpour ha dichiarato che Mojtaba Khamenei si trovava all'interno del complesso al momento dell'attacco ed è stato leggermente ferito dall'onda d'urto di un missile. Ha inoltre affermato che le notizie di altre ferite erano false e che le speculazioni sul suo stato di salute miravano a creare divisioni.
Conte: "La missione a Hormuz solo col via libera dell'Onu e le garanzie per i soldati"
"A mio avviso un eventuale intervento coordinato può essere preso in considerazione, proprio perché volto a ripristinare il diritto internazionale, soltanto sotto l'egida delle Nazioni Unite e nella cornice di una risoluzione del suo Consiglio di sicurezza". Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, in un colloquio con il quotidiano il Messaggero. Altra "premessa imprescindibile", se l'Italia fosse coinvolta, è la 2garanzia di sicurezza dei nostri militari". La premier Meloni, per Conte, "ha esposto famiglie e imprese italiane a pagare il prezzo dei suoi fallimenti in politica estera. Ha il dovere di chiarire qual è il ruolo dell'Italia in questo contesto, quali sono i rischi e quali sono i punti di caduta della sua politica estera". A suo parere, infatti, non sono bastate le prese di distanza da Trump, dopo gli attacchi al Pontefice. "Giorgia Meloni - ha detto - non pensi che bastino un paio di giravolte negli ultimi giorni per cancellare le sue macroscopiche responsabilità in questi tre anni di condotta estera in cui ha assecondato le violazioni del diritto internazionale e chiuso tutti e due gli occhi di fronte a crimini contro l'umanità". Tornando a parlare del conflitto in Medio Oriente, il leader del M5s ha detto che "bisogna stare attentissimi a non lasciarsi coinvolgere in interventi che non siano diplomatici". Quanto accaduto ultimamente, "con i ripetuti e ingiustificabili attacchi ai contingenti Unifil", conclude Conte, "deve spronare il governo ad avere risposte chiare da Trump e Netanyahu rispetto alle loro prossime mosse e ai reali obiettivi, tuttora ambigui, che stanno perseguendo in Iran e Libano".
Libano, Saar: profanazione statua Cristo atto vergognoso
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha condannato come un "atto vergognoso" la profanazione di una statua di Cristo a opera di un soldato delle Idf avvenuta in un villaggio del Libano meridionale. L'immagine che mostra il militare mentre martella la testa di un'effigie di Gesu' capovolta e staccata dalla croce ha avuto grande diffusione nelle scorse ore e le forze armate israeliane ne hanno riconosciuto l'autenticita'. "Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane e' grave e vergognoso", ha affermato Saar in una nota, "mi complimento con le Forze di Difesa Israeliane per la loro dichiarazione, per aver condannato l'accaduto e per l'indagine in corso, e sono convinto che verranno presi i necessari provvedimenti severi contro chiunque abbia commesso questo vile gesto". "Questo atto vergognoso e' totalmente contrario ai nostri valori", ha aggiunto il ministro degli Esteri israeliano, "ci scusiamo per l'accaduto e con ogni cristiano i cui sentimenti sono stati feriti".
Oro in calo, spot a 4.786,04 dollari
Avvio di settimana in calo per l'oro. Il metallo prezioso spot viene scambiato questa mattina a 4.786,04 dollari l'oncia, in ribasso dello 0,92%. In calo anche l'argento che passa di mano a 80,41 dollari (-2,45%).
Pichetto Fratin: "No alle forniture russe, ma la chiusura di Hormuz è un problema serio"
È favorevole a non interrompere l'acquisto di gas russo, quantomeno quello liquido? "La mia risposta è no, in linea con la valutazione che fa in questo momento l'Unione europea". Lo dice il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, in un'intervista alla Stampa. Il ministro ha sottolineato, parlando della crisi determinata dal conflitto in Medio Oriente, che "sul gas fortunatamente siamo lontani dai prezzi di quattro anni fa. Il venir meno del venti per cento di petrolio a livello mondiale con la chiusura dello Stretto di Hormuz è invece un problema serio". Pichetto ha ricordato cosa ha fatto fin qui il governo per far scendere le bollette energetiche: "prima della guerra avevamo dato un segnale con l'abbassamento di quasi venti euro a megawatt/ora per le imprese. Abbiamo iniziato un confronto con Bruxelles per i meccanismi che riguardano il calcolo perverso di formazione dei prezzi: a determinarlo è per tutte le fonti di produzione quella più costosa, ovvero il termoelettrico ottenuto dal gas". Se, ha aggiunto, "per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili, i prezzi calerebbero sensibilmente". Parlando della legge sul nucleare, il ministro ha ribadito che l'auspicio è che il Parlamento l'approvi "prima della pausa estiva, poi sarà mia responsabilità definire i decreti attuativi entro fine anno". La prima centrale nucleare in Italia, dice, ci sarà entro il 2035, mentre la nostra produzione di nucleare, entro il 2050, potrebbe essere "un buon risultato" se toccasse il 20 per cento.
Iran, Boccia: "Navi a protezione Hormuz? Senza pace non ha senso"
"Il blocco dello Stretto di Hormuz sta gia' producendo danni enormi alle imprese italiane". A dirlo e' Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, in una intervista al Messaggero, che parla di una crisi logistica destinata a trasformarsi in crisi industriale. "Il Forum italiano sull'Export stima in 20-21 miliardi il valore delle merci bloccate, con 3-4 miliardi gia' persi perche' deperiti. E i danni futuri saranno ancora piu' ingenti". Secondo Boccia, il governo dovrebbe intervenire subito "in difesa delle nostre imprese, con strumenti simili a quelli adottati durante il Covid: credito d'imposta urgente, sostegno alla liquidita', finanziamenti a lungo termine a tasso zero", coinvolgendo Sace e Cdp. "Ma dall'esecutivo non e' arrivata alcuna risposta: ne' dalla premier, ne' dai ministri competenti", mentre le aziende devono fronteggiare ritardi, rincari e ordini annullati. Sull'ipotesi di inviare navi militari a protezione di quelle commerciali, Boccia e' netto: "Non ci si lava la coscienza cosi'. Gli armatori non rischiano il capitale finche' non c'e' una pace vera e duratura: quello Stretto, semplicemente, non funziona piu'". Quanto alla politica estera, Boccia non vede un reale cambio di linea da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Dopo il No al referendum la reazione e' stata di arroganza: rimpasto mascherato, forzature parlamentari, nessuna apertura alle opposizioni sulle misure economiche legate alla guerra". Sul fronte internazionale, critica il mancato sostegno a una mozione contro Benjamin Netanyahu "per aggiornare il suo profilo di criminale dopo il genocidio del 2025" e parla di un risveglio tardivo della premier. Se il Pd fosse stato al governo, afferma Boccia, "avremmo riconosciuto subito lo Stato di Palestina, rotto i rapporti con l'amministrazione Netanyahu e detto no all'invasione della Cisgiordania". E sui dazi americani, la linea sarebbe stata piu' dura: "Trump e' un bullo e ai bulli si risponde. Al 15% americano bisognava reagire con le norme anti-coercizione, insieme a Francia, Spagna e Germania". La sconfitta di Viktor Orba'n in Ungheria viene letta come "la dimostrazione che il nazionalismo fallisce di fronte alla complessita'". "Produce debolezza e isolamento", mentre all'Europa spetta ora il compito di dare risposte sia agli Stati Uniti di Donald Trump sia alla Cina. La ricetta della sinistra, secondo Boccia, passa da "un'Europa della giustizia sociale", come indicato dalla conferenza di Barcellona e dagli interventi di Elly Schlein, e dalla trasformazione dei rapporti Draghi e Letta in veri piani europei. Sul piano interno, Boccia attacca la destra italiana "ancorata a un modello che usa l'immigrato come capro espiatorio" e ridimensiona i dati macroeconomici positivi: "Lo spread scende anche perche' la Germania va male. L'occupazione calera' ancora, i giovani lavorano meno, i salari non crescono, aumenta la cassa integrazione e il costo della vita continua a salire".
Iran: "Reagiremo presto al blocco della nostra nave"
"L'Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell'esercito statunitense", ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia. "Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d'Oman. Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim.
Crosetto: "Per la missione a Hormuz spero nel via libera dell'Onu"
"Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace. E non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della sera, parlando della missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. "L'Italia - ha sottolineato - che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine. Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi. Ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra". Il ministro dice di non temere ritorsioni dagli Usa, dopo gli attacchi riservati a Trump dalla premier Meloni: "qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d'ingaggio.Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull'Italia" ha specificato Crosetto. Parlando del conflitto in Medio Oriente, poi, ha detto che, a suo parere, "se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra si è trattato di un grave errore". Parlando dell'Unifil, Crosetto ha ricordato di aver chiesto "più volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari". Ora, "Unifil è in ritardo per cambiare perché a dicembre finirà. E dovremo pensare come sostituirla. Perché un Libano che esplode è l'ennesimo problema per il mondo". In conclusione, tornando a parlare del rapporto con gli Usa, il ministro ha commentato così: "l'Italia è sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa" e Sigonella "non ha pesato nulla: gli americani sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare".
Il prezzo del gas apre in rialzo a 40,96 euro al megawattora
Avvio in rialzo per il prezzo del gas, mentre si guarda alle trattative tra Usa e Iran ed agli sviluppi per lo stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il 5,7% a 40,96 euro al megawattora.
Ministro Israele: "Crocifisso distrutto è vergognoso, scusa a cristiani"
"Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato dell'Idf nel sud del Libano è un atto grave e vergognoso. Mi congratulo con l'Idf per la loro dichiarazione, per aver condannato l'accaduto e per aver avviato un'indagine". Lo afferma su X il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sa'ar, riferendosi alla foto che ritrae un soldato distruggere con una mazza una statua di Gesù. "Sono fiducioso che verranno presi i necessari provvedimenti severi contro chiunque abbia compiuto questo vile gesto. Questa azione vergognosa è totalmente contraria ai nostri valori - aggiunge - Israele è un Paese che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri, e promuove la tolleranza e il rispetto reciproco tra le fedi. Ci scusiamo per questo incidente e con ogni cristiano che si è sentito ferito".
Ghalibaf: "La finanza non si faccia influenzare dalle burocrazie Usa"
Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha messo in guardia gli operatori dei mercati finanziari dal lasciarsi influenzare dalla "burocrazia dei funzionari statunitensi", in vista della riapertura del mercato petrolifero. "Fare trading digitale sul petrolio seguendo le vibrazioni è come coprirsi dalle fluttuazioni dei titoli di Stato durante la crisi dello Stretto di Hormuz", ha affermato sul suo account X, aggiungendo: "Entrambi sono un castello di carte, che funziona solo sulla carta". "Differenza: il petrolio almeno ha un contratto di riferimento per il Brent. I titoli di Stato? Vibrazioni a non finire. Indice Eucrbrdt Gp", ha aggiunto il capo della squadra negoziale iraniana nei colloqui di Islamabad con gli Stati Uniti.
Libano, Idf a residenti: "Restate a nord della linea gialla"
L'esercito israeliano ha invitato la popolazione del Libano meridionale a restare a nord della 'linea gialla' tracciata di recente in previsione di nuovi attacchi contro Hezbollah. "Per la vostra sicurezza durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a mantenere le proprie posizioni nel Libano meridionale in stato di allerta contro le attivita' terroristiche di Hezbollah", ha dichiarato il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane, il colonnello Avichay Adraee, "per la vostra sicurezza e la tranquillita' delle vostre famiglie, vi preghiamo di non spostarvi a sud della linea gialla", ovvero l'area del fiume Litani, di Wadi Salqani e di Saluqi.
Idf a civili libanesi: "Non tornate nei villaggi del sud"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno avvisato i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. "Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale a fronte della continua attività terroristica di Hezbollah", afferma il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X. Il militare ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono tornare. "Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki", aggiunge Adraee. Durante il cessate il fuoco, l'esercito ha affermato che continuerà a bonificare l'area attualmente sotto il suo controllo da infrastrutture, militanti e qualsiasi altra minaccia di Hezbollah. Inoltre, durante la notte, l'Idf afferma di avere attaccato un lanciarazzi "completamente armato e pronto al fuoco nella zona di Qalawiya, nel Libano meridionale, a nord della linea del fronte, per prevenire una minaccia diretta alle città israeliane settentrionali. Esso rappresentava una minaccia immediata per le forze Idf e per i cittadini israeliani ed è stato preso di mira per eliminare tale minaccia".
Mo, Nyt: "Hamas disposto a cedere solo alcune armi"
Hamas è disposto a cedere solo ''alcune armi'' in dotazione della polizia e delle forze di sicurezza interna, come ad esempio migliaia di fucili automatici, ma non a rinunciare ai suoi razzi e alle armi pesanti, come richiesto da Stai Uniti e da Israele che vogliono un disarmo totale del gruppo. Lo hanno detto due funzionari di Hamas al New York Times a condizione di anonimato. Le fonti hanno spiegato che verranno consegnate le armi al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, il gruppo tecnocratico istituito dal Board of Peace del presidente americano Donald Trump per governare l'enclave palestinese dopo due anni di guerra. Secondo gli analisti, la dichiarazione dei funzionari di Hamas al New York Times rappresenta un cambiamento di rotta sul tema del disarmo. Potrebbe trattarsi di una concessione iniziale che porterà a ulteriori progressi, oppure semplicemente di un tentativo di deviare le pressioni internazionali. "Hamas potrebbe semplicemente cercare di evitare di respingere il piano di Trump", ha affermato Mkhaimar Abusada, professore di scienze politiche all'Università Al-Azhar di Gaza, che ora vive al Cairo. "Ma se accettassero di rinunciare alle armi della polizia, si aprirebbe la strada a ulteriori negoziati sul resto del loro arsenale", ha aggiunto.
Petrolio ancora in corsa dopo il sequestro della nave iraniana, Wti +6,19%
Il petrolio continua la sua corsa questa mattina dopo il sequestro della nave iraniana nello stretto di Hormuz da parte degli americani. I. Brent avanza del 5,53% a 95,38 dollari al barile e il Wti guadagra il 6,19% a 89,04 dollari.
Iran, Teheran: "Droni contro navi Usa dopo cattura imbarcazione"
L'Iran ha lanciato droni contro alcune navi militari statunitensi in risposta alla cattura di una portacontainer di Teheran che stava cercando di forzare il blocco navale americano dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran. Il dispaccio non contiene alcun dettaglio su obiettivi, portata dell'attacco ed eventuali danni inflitti.
Teheran: "Impiccati questa mattina due uomini affiliati al Mossad"
La magistratura iraniana ha annunciato che due uomini, accusati di affiliazione al Mossad israeliano, sono stati giustiziati per impiccagione questa mattina. "Mohammad Masoumshahi e Hamed Validi erano membri di una rete di spionaggio, con legami con il Mossad israeliano attraverso visite nel Kurdistan iracheno e tramite i social media. Hanno ricevuto addestramento operativo terroristico su come fabbricare proiettili esplosivi e lanciatori", ha dichiarato la magistratura in un comunicato, citato dall'Irna. Sono stati accusati di Moharebeh (guerra contro Dio) e di "collaborazione con gruppi ostili e il regime sionista", "cospirazione e organizzazione di manifestazioni contro la sicurezza del Paese", "appartenenza a gruppi terroristici" e "propaganda contro il sistema", si legge nel comunicato, che aggiunge: "I criminali, residenti a Karaj, Isfahan e Teheran, hanno appiccato incendi in alcuni edifici militari e pubblici e hanno inviato i video ai loro capi, ricevendo un compenso. Il gruppo aveva anche pianificato di attaccare due centri militari e pubblici a Teheran".
Borse asiatiche: in cauto rialzo con nuove tensioni Usa-Iran
Le Borse asiatiche viaggiano in rialzo sostenute da modesti guadagni nei titoli tecnologici, sebbene il sentiment generale sia rimasto cauto in mezzo alle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il Nikkei 225 del Giappone avanza dello 0,59%, mentre l'indice piu' ampio Topix sale dello 0,7%. Il Kospi della Corea del Sud guadagna lo 0,59%, con il produttore di chip SK Hynix che e' balzato di oltre il 3% dopo aver annunciato che avrebbe iniziato la produzione del suo modulo server Socamm2 progettato per i chip Vera Rubin di prossima generazione di Nvidia. In Cina, la People's Bank of China ha mantenuto invariati i suoi tassi di riferimento sui prestiti per l'undicesimo mese consecutivo. L'indice Shanghai Composite registra un progresso dello 0,42%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,41%.
Soldato Idf distrugge statua Gesù in Libano: "Prenderemo provvedimenti"
Un soldato israeliano usa una mazza per colpire la testa di una statua di Gesù crocifisso caduta da una croce: l'immagine circola sui social media, e oggi l'esercito israeliano ha fatto sapere che è autentica. I media arabi hanno riferito che la statua si trovava nel villaggio cristiano di Debl, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele. Il comune di Debl ha confermato all'Afp che la statua si trovava nel villaggio, ma non ha potuto confermare se fosse stata danneggiata. L'esercito israeliano ha affermato di considerare l'incidente con "grande severità", aggiungendo che "la condotta del soldato è totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe", in un post sul suo account ufficiale X. "A seguito del completamento di un esame preliminare riguardante una fotografia pubblicata oggi che ritrae un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) mentre danneggia un simbolo cristiano, è stato stabilito che la fotografia raffigura un soldato delle Idf in servizio nel Libano meridionale", si legge nel comunicato. L'incidente è oggetto di indagine da parte del Comando Nord e viene attualmente "gestito attraverso la catena di comando", ha aggiunto l'esercito. Ha inoltre affermato che "saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili", senza però fornire ulteriori dettagli. L'esercito israeliano ha dichiarato di collaborare con la comunità per "riportare la statua al suo posto".
Iran, Usa diffondono video di cattura nave Teheran
Il Centcom, il comando centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha diffuso un video dell'operazione che ha portato alla cattura della nave iraniana Touska, che aveva provato a forzare il blocco navale americano nello Stretto di Hormuz. Il filmato pubblicato su X mostra i marine che vengono trasportati con un elicottero dalla nave d'assalto anfibia USS Tripoli e si calano con le corde sulla portacontainer.
Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.
Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
Vai al contenutoIran, impiccate 2 persone per spionaggio per Israele: "Pianificato attentati"
Sono state impiccate in Iran due persone condannate con l'accusa di essere coinvolte in una rete di spionaggio per conto di Israele e per collaborazione con il Mossad. E' quanto ha riportato l'agenzia di stampa iraniana Mizan, legata alla Magistratura, secondo la quale i due si erano addestrati in Iraq e avevano pianificato attentati in Iran.
Petrolio: riprende a correre con nuove tensioni Usa-Iran
I prezzi del petrolio viaggiano in forte rialzo nelle prime contrattazioni asiatiche dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver sequestrato una nave cargo iraniana. L'Iran ha condannato la mossa e ha promesso di reagire, dopo aver chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz. I future Wti avanzano del 6% a 88,86 dollari al barile mentre quelli sul Brent guadagnano il 5,50% a 95,36 dollari al barile.
Iran, Teheran: "Forse andremo a Islamabad se segnali positivi"
Se dagli Stati Uniti giungeranno "segnali positivi", l'Iran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, dove sono previsti nuovi colloqui. E' quanto ha dichiarato in un'intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi. Azizi, un ex comandante dei pasdaran, ha spiegato che Teheran ha deciso di continuare i negoziati ma che "non trattera' a tutti i costi" ne' accettera' "l'approccio praticato dalla controparte". L'Iran ha linee rosse che "devono essere rispettate", ha aggiunto Azizi. "Non abbiamo mai temuto il principio della negoziazione", ha poi risposto Azizi a una domanda sulla partecipazione agli imminenti colloqui di Islamabad, che l'Iran era sembrato escludere, "forse domani o dopodomani, con un ulteriore valutazione, lo consideriamo probabile, sempre che dalla squadra negoziale americana e dai messaggi che hanno ricevuto dall'Iran giunga un segnale positivo".
Iea: domanda globale petrolio si contrarrà di 80mila barili al giorno nel 2026
Mentre gli effetti della guerra in Medio Oriente continuano a perturbare i mercati petroliferi, l'ultimo Rapporto mensile dell'Iea, l'Agenzia internazionale dell'energia, sui mercati petroliferi mostra come il grave shock dell'offerta stia ora pesando sulla domanda globale. Secondo il Rapporto, l'offerta globale di petrolio è diminuita del 10% a marzo, attestandosi a 97 milioni di barili al giorno, a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e del crollo del traffico marittimo attraverso lo strategico Stretto di Hormuz. Per mitigare l'impatto immediato di queste interruzioni dell'offerta, consumatori e raffinerie hanno attinto alle scorte di petrolio. Tuttavia, laddove le scorte non sono sufficienti a colmare completamente il divario, la domanda ha subito un duro colpo. In particolare, i produttori petrolchimici asiatici hanno ridotto i tassi di produzione a causa dell'esaurimento delle materie prime. Anche le famiglie e le imprese che utilizzano gas di petrolio liquefatto (Gpl) sono state colpite, mentre le cancellazioni dei voli in Medio Oriente e in alcune parti dell'Asia e dell'Europa hanno portato a un forte calo del consumo di carburante per aerei. Di conseguenza, il rapporto Aie prevede che la domanda globale di petrolio si contrarrà di 80.000 barili al giorno quest'anno. Questo dato contrasta con la nostra precedente previsione, precedente allo scoppio delle ostilità, che prevedeva una crescita della domanda globale di 850.000 barili. Il rapporto sottolinea che, sebbene la situazione continui a evolversi rapidamente, la ripresa dei flussi regolari attraverso lo Stretto di Hormuz rimane la variabile più importante per alleviare la pressione sulle forniture energetiche, sui prezzi e sull'economia globale. Anche dopo la riapertura dello Stretto, ci vorrà del tempo prima che i flussi si normalizzino.
Libano, media: Idf invita a non rientrare in villaggi al confine sud fino a nuovo avviso
L’esercito israeliano invita i residenti a non rientrare, fino a nuovo avviso, in diversi villaggi di confine nel sud del Libano. Lo riporta Reuters.
Wall Street: future in calo con nuove tensioni Usa-Iran
I future a Wall Street viaggiano in calo, dopo una settimana da record, con le rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran che hanno scosso il sentiment di rischio globale e fatto salire i prezzi del petrolio. I future sull'S&P 500 cedono lo 0,60%, mentre i future sul Nasdaq perdono lo 0,58% e quelli Dow Jones calano dello 0,65%. Le tensioni si sono intensificate ulteriormente dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato domenica che le forze americane hanno sparato e sequestrato una nave cargo battente bandiera iraniana nel Golfo dell'Oman.
Guerra in Medio Oriente, con l'auto elettrica risparmi fino al 53%
La crisi in Medio Oriente ha ampliato la forbice tra auto elettriche e vetture termiche, incrementando i vantaggi delle prime sui costi di rifornimento, al punto che oggi, a parità di chilometri percorsi, un'auto green costa fino al 53% in meno rispetto a una a gasolio. Lo afferma Federcarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, che ha realizzato uno studio ad hoc sul tema.
Guerra in Medio Oriente, con l'auto elettrica risparmi fino al 53%
Vai al contenutoTeheran: negoziati continuazione del campo di battaglia
Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che le azioni dell'Iran nei colloqui con gli Stati Uniti sono strettamente guidate dall'interesse e dalla sicurezza nazionale.Alla domanda se Teheran intendesse partecipare ai colloqui di Islamabad, Azizi ha risposto che "l'Iran agisce in base agli interessi nazionali" e farà tutto il necessario per "garantire gli interessi e la sicurezza del Paese".Ha poi inquadrato la partecipazione ai colloqui come un'estensione degli sforzi del Paese sul campo di battaglia."Consideriamo gli attuali negoziati come una continuazione del campo di battaglia, e non vediamo altro che il campo di battaglia in questo contesto", ha dichiarato."Se si otterranno risultati che confermino quelli del campo di battaglia, allora anche l'arena negoziale sarà un'opportunità per noi... Ma non se gli americani intendono trasformarla in un campo di battaglia con pretese eccessive, basate sul loro approccio intimidatorio".
Iran, vicepresidente: sicurezza Stretto Hormuz non è gratuita
"La sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita". A dirlo, in un post su X, il primo vicepresidente dell'Iran Mohammed Reza Aref. "Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri", ha affermato. "La scelta è chiara: o un mercato petrolifero libero per tutti, o il rischio di costi significativi per tutti - ha aggiunto - La stabilità dei prezzi globali dei carburanti dipende da una fine garantita e duratura delle pressioni economiche e militari contro l'Iran e i suoi alleati".
Iran, petrolio a +7% dopo chiusura Hormuz e cattura nave Teheran
Il prezzo del petrolio corre, il dollaro statunitense si rafforza e i future azionari scendono, dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz.Nelle prime contrattazioni asiatiche, i future sul petrolio Brent, benchmark di riferimento, sono balzati di circa il 7% a 96,85 dollari al barile, mentre il prezzo del petrolio greggio statunitense è aumentato del 6,4% a 87,88 dollari al barile, dopo la riapertura delle negoziazioni al Chicago Mercantile Exchange.
Teheran: forze armate risponderanno a atto pirateria Usa
Il comando militare congiunto iraniano, Khatam al-Anbiya, accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Golfo dell'Oman e promette ritorsioni.I media statali citano un portavoce di Khatam al-Anbiya, secondo il quale la nave era in rotta dalla Cina all'Iran."Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell'esercito statunitense", ha spiegato il portavoce.