Regno Unito, tutti i premier dimissionari dalla Brexit del 2016 a oggi

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Introduzione

Sir Keir Starmer è il sesto capo del governo britannico a dare le dimissioni dall'incarico in poco meno di 10 anni. A seguito del referendum sulla Brexit, il primo a lasciare fu l'allora premier David Cameron. Poi l'addio di Theresa May nel 2019. Tre anni dopo, nel 2022, furono in due a dare le dimissioni, Boris Johnson e Liz Truss. Nel 2024, a seguito della sconfitta del Partito conservatore alle elezioni generali - vinte da partito laburista di Keir Starmer - a lasciare è stato il premier Rishi Sunak.

Quello che devi sapere

David Cameron

A seguito del voto del 23 giugno 2016, in cui il 51,89% degli elettori britannici votarono per lasciare l’Unione europea, sono arrivate le dimissioni dell’allora primo ministro conservatore David Cameron. Lui stesso aveva convocato il referendum sulla Brexit, salvo poi aver fatto campagna elettorale per il no, incassando alle urne una dura sconfitta politica.

 

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David Cameron

Theresa May

Nel 2017 Theresa May, in testa nei sondaggi e alla ricerca di una maggioranza più ampia in parlamento per far approvare la legislazione sulla Brexit, ha indetto elezioni anticipate. Ma i Conservatori persero e furono costretti a formare un governo stringendo un accordo con il Partito Unionista Democratico (DUP) nordirlandese, filo-britannico. A maggio 2019, poi, arrivarono le dimissioni di May dopo che non era riuscita a sbloccare la situazione di stallo parlamentare sulle modalità di uscita della Gran Bretagna dall'Ue. Boris Johnson, uno dei principali esponenti della campagna pro-Brexit, vinse la competizione interna al Partito Conservatore per succederle.

 

Per approfondire: Theresa May, dalla Brexit fino alle dimissioni da premier britannica. FOTOSTORIA

Theresa May
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Boris Johnson

Johnson ha sfruttato il suo mandato per portare a termine un accordo sulla Brexit in Parlamento e a Bruxelles, e la Gran Bretagna è così uscita ufficialmente dall'Ue il 31 gennaio 2020. Il primo ministro ha guidato la Gran Bretagna durante la pandemia di COVID-19, venendo anche ricoverato in ospedale a causa della malattia, ma una lunga serie di scandali e passi falsi lo ha portato a dover abbandonare il numero 10 di Downing Street nel 2022 in seguito a una rivolta ministeriale.

 

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Boris Johnson

Liz Truss

Dopo le dimissioni di Boris Johnson, Liz Truss ha sconfitto Rishi Sunak ed è diventata la nuova prima ministra inglese. Il suo "mini-budget", contenente tagli fiscali non finanziati, ha spaventato i mercati finanziari, facendo impennare i costi di indebitamento e offuscando ulteriormente la reputazione della Gran Bretagna in termini di stabilità politica e fiscale. La premier, alla fine, è rimasta in carica solo 45 giorni prima di annunciare le sue dimissioni.

Liz Truss
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Rishi Sunak

A ottobre 2022 Rishi Sunak ha assunto la carica di terzo primo ministro britannico in altrettanti mesi, promettendo di riportare la stabilità del governo. Ha formulato cinque promesse chiave incentrate sull'economia, sul contrasto all'immigrazione clandestina e sul miglioramento del sistema sanitario. Nel febbraio 2023, Sunak ha raggiunto un accordo con l'Ue sulle regole commerciali per l'Irlanda del Nord, migliorando i rapporti con il blocco. Nel maggio 2024, in svantaggio di circa 20 punti percentuali rispetto al Partito Laburista nei sondaggi, Sunak ha indetto le elezioni per il 4 luglio venendo battuto da Keir Starmer e rassegnando quindi le dimissioni.

Rishi Sunak

Starmer diventa primo ministro

Dopo la vittoria con una schiacciante maggioranza ma con la percentuale di voti elettorali più bassa di qualsiasi governo britannico nella storia moderna, Keir Starmer ha assicurato: "Avevamo promesso di porre fine al caos e lo faremo". Un mese dopo il premier britannico ha lanciato un allarme sullo stato delle finanze pubbliche, affermando che il Partito Laburista aveva ereditato "un buco nero economico" e ha avvertito gli elettori che "le cose peggioreranno prima di migliorare".

Keir Starmer
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La crisi del partito laburista

A ottobre 2024 il ministro delle Finanze Rachel Reeves ha annunciato aumenti delle tasse per un valore di 40 miliardi di sterline (52,76 miliardi di dollari) all'anno, principalmente attraverso l'aumento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, portando il carico fiscale al livello più alto mai registrato in tempo di pace e provocando proteste da parte delle imprese. A inizio 2025 il partito di destra anti-immigrazione Reform UK ha superato per la prima volta il Partito Laburista in un sondaggio d'opinione nazionale.

Gli scandali e la perdita dei consensi

A giugno 2025 Starmer è stato costretto a invertire i piani per tagliare la spesa sociale britannica dopo che i suoi stessi parlamentari hanno minacciato di far cadere il governo. Nel frattempo la pressione sul primo ministro è aumentata a causa della nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore britannico a Washington. Mandelson è stato successivamente licenziato per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Infine, a maggio 2026, il Partito Laburista ha subito pesanti perdite alle elezioni locali inglesi e nei voti per le assemblee scozzese e gallese, alimentando i dubbi sulla capacità di governo di Starmer, con Reform UK come principale beneficiario. 

 

Per approfondire: Chi è Andy Burnham, l’aspirante leader del partito laburista che vuole sostituire Starmer

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Le dimissioni di Starmer

Tra maggio e giugno 2026 si sono dimessi il Ministro della Salute Wes Streeting, affermando di aver perso fiducia nella leadership di Starmer, e il Ministro della Difesa britannico John Healey a seguito di una disputa durata mesi sulla spesa per la difesa. Diventato sempre più impopolare, il 22 giugno 2026 Sir Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro.

 

Per approfondire: Crisi Uk, il Primo Ministro Starmer annuncia le dimissioni. VIDEO

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