La corte suprema spagnola ha pubblicato la prima sentenza sul "caso mascherine", legato alle forniture durante il Covid. Abalos è colpevole di associazione a delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze. Al suo ex consigliere Koldo Garcia sono stati inflitti 19 anni di reclusione
La Corte Suprema spagnola ha pubblicato la sentenza di primo grado del primo processo sul cosiddetto "caso mascherine" o "caso Koldo", lo scandalo legato alle forniture di materiale sanitario a enti pubblici durante la pandemia di Covid-19. L'ex ministro dei Trasporti ed ex numero tre del Partito socialista, José Luis Abalos, è stato condannato a 24 anni e 3 mesi per associazione a delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze. Una condanna a 19 anni e 8 mesi è stata inflitta anche all'ex consigliere di Abalos, Koldo Garcia.
La decisione è stata presa all'unanimità dai sette magistrati che hanno giudicato il caso. Nelle motivazioni il tribunale ha sottolineato la grave erosione della fiducia dei cittadini nel sistema politico provocata dalla corruzione. Entrambi i condannati si trovano già in custodia cautelare.
Le accuse riguardavano presunte tangenti nell'aggiudicazione di contratti per l'acquisto di milioni di mascherine durante la pandemia del 2020, oltre all'assunzione irregolare di diverse donne in aziende pubbliche. Secondo l'accusa, in cambio dell'assegnazione degli appalti Ábalos avrebbe ricevuto versamenti mensili, fondi per le vacanze dei familiari, favori per le sue amanti e persino pagamenti per prestazioni sessuali.
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Aldama, pena sospesa per la collaborazione
Insieme ai due imputati principali è stato processato anche l'imprenditore Víctor de Aldama, che ha ammesso di aver pagato tangenti. Aldama è stato condannato a 4 anni e mezzo, ma la pena è stata sospesa in virtù della sua collaborazione con gli inquirenti. La sospensione, che gli consente di non entrare in carcere, è subordinata ad alcune condizioni: non commettere altri reati, presentare una relazione semestrale sulle proprie attività e svolgere un anno di lavori socialmente utili.
Nel corso delle indagini Aldama aveva inoltre chiamato in causa lo stesso Pedro Sánchez, sostenendo che anche il partito avrebbe ricevuto finanziamenti illeciti. Accuse che il premier ha sempre respinto.