Via libera al secondo round di colloqui tra Usa e Iran alla vigilia dello scadere del cessate il fuoco. Le due delegazioni, dopo giorni di braccio di ferro, voleranno domani in Pakistan guidate dal vicepresidente americano Vance e dal capo del Parlamento iraniano Ghalibaf. 'Senza un accordo entro mercoledì ripartono le bombe', minaccia Trump. 'Gli Usa vogliono la resa, non ci pieghiamo', la replica di Teheran. Netanyahu avverte: 'Il lavoro in Iran non è finito'
in evidenza
JD Vance dovrebbe partire per il Pakistan martedì mattina. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali i negoziati sono in programma per mercoledì. Poco prima Trump aveva fatto sapere che "i colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti".
Trump in precedenza era tornato a minacciare: “Offriamo un accordo equo, accettino o distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”. Teheran aveva respinto le minacce. "Non accettiamo ultimatum. In caso di attacco risponderemo“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. Se dagli Stati Uniti giungeranno "segnali positivi", Teheran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, ha dichiarato in un'intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi.
Gli Stati Uniti hanno colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell'Oman, e hanno assunto il pieno controllo dell'imbarcazione. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. La nave Touska - riferisce Trump - ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è "rifiutata di ascoltare e così la Marina l'ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti". Immediata la replica di Teheran: "Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l'atto di pirateria". Tasnim: droni contro navi militari Usa dopo sequestro portacontainer.
Gli approfondimenti:
- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
- Guerra Iran, chi vince e chi perde in economia a causa del conflitto
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Ghalibaf: 'non accettiamo negoziati sotto minaccia'
"Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia". Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf.
Stretto Hormuz, come operano le navi italiane che trovano le mine
Il Vertice dei Volenterosi tenutosi a Parigi venerdì, che ha avuto al centro il futuro dello Stretto di Hormuz, ha fatto registrare un'importante novità per il nostro Paese annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "L'Italia farà la sua parte" in una eventuale missione internazionale post-bellica, anche mettendo "a disposizione proprie unità navali, sulla base di un’autorizzazione parlamentare" secondo le "regole costituzionali". Due navi cacciamine sono infatti già state approntate dalla Difesa e sono attraccate in porto in Italia, disponibili per essere inviate per un'eventuale missione.
Stretto Hormuz, come operano le navi italiane che trovano le mine
Vai al contenutoGuerra in Medio Oriente, con l'auto elettrica risparmi fino al 53%
La crisi in Medio Oriente ha ampliato la forbice tra auto elettriche e vetture termiche, incrementando i vantaggi delle prime sui costi di rifornimento, al punto che oggi, a parità di chilometri percorsi, un'auto green costa fino al 53% in meno rispetto a una a gasolio. Lo afferma Federcarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, che ha realizzato uno studio ad hoc sul tema.
Guerra in Medio Oriente, con l'auto elettrica risparmi fino al 53%
Vai al contenutoIran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.
Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
Vai al contenutoPerché l'Italia subisce così tanto il caro carburanti?
Petrolio e gas rappresentano ancora quasi tre quarti delle nostre fonti energetiche, contro una Germania di poco superiore al 60%, una media europea sotto il 60%, e una Francia di poco superiore al 40%.
Perché l'Italia subisce così tanto il caro carburanti?
Vai al contenutoMedia: "Il Pakistan fiducioso che Teheran sarà al negoziato"
Il Pakistan è fiducioso di poter convincere l'Iran a partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario del governo pakistano. "Abbiamo ricevuto un segnale positivo dall'Iran. La situazione è in continua evoluzione, ma stiamo cercando di garantire la loro presenza quando inizieremo i colloqui domani o dopodomani", ha dichiarato la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. La fonte aggiunge che il Pakistan è attivamente impegnato in colloqui con Teheran e Washington, mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco fissata dal Presidente statunitense Donald Trump.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.
Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz
Vai al contenutoAraqchi: "Continue violazioni Usa del cessate il fuoco sono grave ostacolo alla diplomazia"
Le "continue violazioni del cessate il fuoco" da parte degli Stati Uniti costituiscono un grave ostacolo al proseguimento del processo diplomatico. A dichiararlo è stato Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi parlando con il suo omologo pakistano Ishaq Dar, secondo quanto riporta un comunicato del ministero degli Esteri iraniano. Araqchi ha comunicato a Dar, nel corso di un colloquio telefonico, che l’Iran, tenendo conto di tutti gli aspetti della questione, deciderà come procedere.
Trump al Papa: "L'Iran non può avere l'arma nucleare, morirebbero milioni di persone"
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non promulgherebbe la legge di conversione del decreto legge sicurezza se contenente la norma che prevede compensi per i legali dei migranti qualora i loro assistiti accettino il rimpatrio. E’ stato lo stesso Capo dello Stato a spiegarlo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, salito al Colle. Naturalmente sarà ora la maggioranza a decidere se modificare il provvedimento che va convertito entro il 25 aprile, con un ulteriore passaggio in Senato, o farlo decadere visti i tempi stretti.
Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
Nei giorni scorsi, il ministero delle Finanze israeliano ha fornito la prima stima ufficiale del costo che il Paese dovrà sostenere per il conflitto. Altri calcoli sono stati diffusi dai media statunitensi sul prezzo della guerra per le casse americane. Ecco cosa è emerso.
Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
Vai al contenutoTrump: "Il blocco navale costa all'Iran 500 milioni al giorno"
Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti sui porti iraniani costa a Teheran "500 milioni di dollari al giorno". Lo sostiene su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Il blocco, che non toglieremo finchè non ci sarà un 'accordo', sta letteralmente distruggendo l'Iran. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile, anche nel breve periodo", afferma. "I media anti-americani delle notizie false tifano per la vittoria dell'Iran, ma non succedeà, perchè sono io al comando! Proprio come queste persone antipatriottiche hanno usato ogni goccia della loro limitata forza per combattermi alle elezioni, continuano a farlo con l'Iran. Il risultato sarà lo stesso: lo è già!", aggiunge.
Hormuz e la guerra in Iran verso un accordo? Gli scenari
Le ultime settimane hanno mostrato un continuo alternarsi di aperture e chiusure con il fronte libanese che aggiunge complessità a una siturazione già instabile. L’ennesimo stop ai negoziati potrebbe fare parte di una dinamica negoziale tra Washington e Teheran, ma cosa succede ora e quali sono le prospettive (e le criticità) nell'ipotesi ottimistica di una stabilizzazione e di uno sblocco più definitivo dello Stretto?
Hormuz e la guerra in Iran verso un accordo? Gli scenari
Vai al contenutoTrump: "Sto vincendo alla grande la guerra in Iran"
"Sto vincendo una guerra, e alla grande, le cose stanno andando benissimo, le nostre Forze Armate sono state straordinarie". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth attaccando le 'fake news' per la loro copertura del conflitto. "I media delle fake News anti-americane fanno il tifo affinché l'Iran vinca, ma ciò non accadrà, perché al comando ci sono io! Proprio come queste persone antipatriottiche hanno impiegato ogni oncia della loro limitata forza per combattermi durante le elezioni, continuano a farlo ora con l'Iran", ha messo in evidenza.
Trump: "Accordo con l'Iran in tempi brevi, i democratici traditori"
"Non sono sotto pressione per fare un accordo" con l'Iran anche se "accadrà in tempi relativamente brevi". Lo afferma Donald Trump attaccando i democratici "traditori" che "stanno facendo il possibile per indebolire la nostra forte posizione nei confronti dell'Iran".
Sky TG24 a Dahiyeh, sobborgo di Beirut e roccaforte di Hezbollah
Nicole di Ilio nella periferia sud di Beirut, nota per essere la roccaforte di Hezbollah, dove vive circa mezzo milione di abitanti. Non è casa solamente per la comunità sciita, ma ci sono diverse comunità che abitano in quest'area. Qui è stato distrutto dalle bombe israeliane un edificio dove c'era Alkhard El Hassan, il braccio finanziario di Hezbollah.
Sky TG24 a Dahiyeh, sobborgo di Beirut e roccaforte di Hezbollah
Vai al contenutoBorse europee in rosso, risale il petrolio per l'incertezza in Medio Oriente
Borse in rosso, petrolio e gas in crescita con la volatilità che resta alta come si è visto nel corso della giornata. Dopo i ribassi iniziali segnati dai mercati azionari e l'impennata registrata dai prezzi del greggio i mercati hanno provato a mantenere una reazione tutto sommata contenuta rispetto al susseguirsi degli eventi e delle dichiarazioni che continuano a scandire il conflitto in Medio Oriente. Finché Donald Trump non ha parlato di nuovo, indicando che è difficile una proroga del cessate il fuoco se non si raggiungerà un accordo prima della scadenza. Il messaggio che non è ovviamente piaciuto agli investitori. Reduci da un rally che aveva permesso di cancellare le perdite segnate dall'inizio della guerra i mercati azionari hanno riaperto dopo che gli accadimenti del weekend nello Stretto di Hormuz hanno fatto sfumare buona parte dell'ottimismo sulla fine del conflitto fra i dubbi sull'efficacia del nuovo round di colloqui in Pakistan mentre la tregua è prossima alla scadenza, questo mercoledì sera ora di Washington. Il petrolio è dunque partito in volata. In serata il Wti guadagna il 6% verso gli 89 dollari e il Brent il 5,5% oltre i 95 dollari al barile. Il gas si è mosso nella stessa direzione e ha ripreso a crescere verso soglia 40: ad Amsterdam il Ttf ha concluso in aumento del 2,48% a 39,7 euro al megawattora. In parallelo sono scivolate le Borse europee mentre quelle asiatiche avevano chiuso positive. Finché Wall Street si è mostrata incerta, i listini del Vecchio Continente hanno provato anche a limitare le perdite senza alla fine riuscirci. Milano ha perso l'1,36% zavorrata per lo 0,77% dallo stacco dei dividendi di otto grandi società come Banco Bpm, Campari, Ferrari, Prysmian, Unicredit, Banca Mediolanum, Mediobanca e Iveco.
Telefonata tra il premier del Qatar e ministro degli Esteri dell'Oman
Colloquio telefonico tra il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il capo della diplomazia omanita, Badr bin Hamad Al Busaidi. Il colloquio è avvenuto su iniziativa dell'Oman, precisano da Doha. E' stato incentrato sugli sviluppi nella regione, in particolare in vista del nuovo previsto round di colloqui tra Usa e Iran in Pakistan. Al Thani e Al Busaidi hanno parlato del "cessate il fuoco tra Usa e Iran" e del lavoro per ridurre le tensioni" e promuovere "pace e sicurezza" nella regione. Evidenziata, concludono da Doha, "la necessità che tutte le parti rsipondano al lavoro di mediazione in atto".
Crisi energetica, il precedente in Italia: l'austerity del 1973
La situazione in Medio Oriente, con la guerra all’Iran che ha coinvolto diversi Paesi e provocato il blocco dello Stretto di Hormuz, sta mettendo a rischio le forniture energetiche degli Stati europei. Tra prezzi delle materie prime in salita e conteggi sulle scorte a disposizione, l’Ue e i governi stanno ragionando sull’introduzione di misure che vadano a limitare i consumi energetici e contenere la crisi. Si è tornato a parlare, così, anche di lockdown energetico. E anche se la situazione è diversa rispetto a cinquant’anni fa e misure troppo impattanti sulle abitudini dei cittadini sono state per il momento escluse, a molti è tornato in mente l’unico precedente in Italia: ecco cos’è successo nel nostro Paese negli anni Settanta.
Crisi energetica, il precedente in Italia: l'austerity del 1973
Vai al contenutoIsraele attacca sud del Libano e rompe tregua
Nonostante il cessate il fuoco di 10 giorni, nelle ultime ore diverse città del sud del Libano sono state colpite da attacchi israeliani. Lo scrive l'agenzia di stampa statale libanese NNA. Un drone ha preso di mira la zona del fiume Litani nella città di Qaqaiyat al Jisr, ha riferito l'agenzia di stampa NNA, aggiungendo che al momento non si hanno informazioni su eventuali vittime. Un corrispondente dell'NNA a Tiro ha segnalato un attentato dinamitardo nella città di Shamaa. Un altro corrispondente a Marjayoun ha riferito che le forze israeliane hanno effettuato un bombardamento nella città di Taybeh, nonchè tra le città di Al-Qusayr e Al-Qantara.
Iran, fonti ad al-Jazeera: "Domani prevista la ripresa dei negoziati in Pakistan"
E' atteso per mezzogiorno di domani, ora di Islamabad, l'inizio di un secondo round di negoziati tra Usa e Iran in Pakistan. Lo riporta la tv satellitare al-Jazeera, sulla base di informazioni avute da una fonte pakistana secondo la quale la delegazione iraniana che dovrebbe partecipare ai colloqui dovrebbe arrivare domani mattina in Pakistan, "quasi in concomitanza - ha sostenuto la fonte - con la delegazione americana".
Notizie in linea con quelle fornite in precedenza al New York Times da due funzionari iraniani secondo i quali una delegazione iraniana si sta preparando per arrivare domani a Islamabad.
Egitto: "Speriamo in un secondo round di incontri tra Usa e Iran"
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha espresso la speranza di un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, auspicando "che contribuisca al raggiungimento di accordi che consolidino il cessate il fuoco, allentino le tensioni e pongano fine alla guerra". Lo ha detto incontrando l'inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Jean Arnault, oggi al Cairo nell'ambito di un giro di visite nella regione. Il ministro si è congratulato con l'inviato delle Nazioni Unite per la sua recente nomina a capo degli sforzi delle Nazioni Unite per promuovere la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente e gli ha augurato ogni successo nel suo nuovo ruolo. L'incontro ha permesso uno scambio di opinioni sulla situazione nella regione e sugli sforzi dell'Egitto a sostegno dei negoziati tra Stati Uniti e Iran volti a raggiungere un accordo che favorisca la calma e la de-escalation. Abdelatty si è anche soffermato sulle gravi ripercussioni della guerra sulla libertà di navigazione, le catene di approvvigionamento, la sicurezza alimentare, il commercio internazionale e la sicurezza energetica, alla luce dell'aumento dei prezzi dell'energia e del petrolio. Arnault, da parte sua - riferisce un portavoce del ministero -, "ha espresso la sua profonda gratitudine all'Egitto per il ruolo svolto nel sostenere la sicurezza e la stabilità e nel ridurre le tensioni nella regione" e "ha ribadito il sostegno delle Nazioni Unite agli sforzi dell'Egitto per ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione".
Macron: "Su Hormuz un errore da entrambe le parti"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato un "errore da entrambe le parti" sulla questione dello Stretto di Hormuz. "È probabile che, in seguito alla decisione americana di mantenere un blocco mirato dello Stretto di Hormuz le autorità iraniane abbiano cambiato la loro posizione iniziale. È un errore da entrambe le parti", ha dichiarato Macron in una conferenza stampa a Danzica, in Polonia.
Allerta ambasciata Usa in Iraq: "Rischio attacchi delle milizie filo-Teheran"
Nuova allerta dell'ambasciata americana in Iraq. "Milizie terroristiche irachene alleate dell'Iran continuano a pianificare attacchi contro cittadini statunitensi e obiettivi legati agli Usa in tutto l'Iraq, compresa la regione del Kurdistan iracheno", si legge nell'avviso pubblicato sul sito web della rappresentanza diplomatica che ricorda l'allerta di 'livello 4' che sconsiglia viaggi in Iraq e suggerisce di lasciare il Paese.
"Alcuni elementi associati al governo iracheno continuano ad assicurare in modo attivo - si legge inoltre - copertura politica, a livello finanziario e operativo a queste milizie terroristiche" legate a Teheran. Ai cittadini americani si ricorda che lo spazio aereo iracheno è stato riaperto e che un numero limitato di voli commerciali è tornato a operare. "I cittadini americani che valutano voli in aereo in Iraq - prosegue l'avviso - devono essere consapevoli del rischio costante di missili, droni e razzi nello spazio aereo iracheno". L'ambasciata Usa resta aperta, ma l'invito ai cittadini americani è a "non tentare di raggiungere" la rappresentanza diplomatica e il consolato generale a Erbil "a causa dei rischi significativi per la sicurezza".
Sky Cube 20/04 - Stretto di Hormuz, potremo farne a meno? VIDEO
Mosca: "Con la pace riprenderemo la costruzione della centrale nucleare in Iran"
Rosatom prevede di riprendere il più rapidamente possibile la costruzione di nuove unità presso la centrale nucleare di Bushehr, in Iran, non appena la pace tornerà in Medio Oriente. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato della società nucleare statale russa, Aleksej Likhachev. "Il nostro compito più importante, non appena la pace tornerà nella regione, è quello di riavviare la costruzione il più rapidamente possibile e di procedere con la realizzazione dell'impianto", ha detto Likhachev, citato dall'agenzia Ria Novosti. Rosatom ha portato a termine il trasferimento in luogo sicuro di oltre 600 persone, tra dipendenti della centrale nucleare e loro familiari, mentre 20 volontari sono rimasti sul posto.
Usa confermano nuovi colloqui Israele-Libano giovedì
Gli Stati Uniti hanno confermato che giovedi' si terranno a Washington un secondo ciclo di colloqui a livello di ambasciatori tra Israele e Libano. "Gli Stati Uniti accolgono con favore l'impegno proficuo iniziato il 14 aprile", ha dichiarato un funzionario del dipartimento di Stato al Times of Israel. "Continueremo a facilitare discussioni dirette e in buona fede tra i due governi".
Media, 3 feriti in attacco drone Idf nel sud
L'Idf ha colpito una cellula terroristica a sud del Litani, che rappresentava una minaccia per le truppe. Lo ha riferito Channel 12, citando le forze armate israeliane. In precedenza media libanesi hanno dato notizia di un attacco con drone contro un veicolo nell'area di Qaaqaiyat al-Jisr, sul fiume Litani, nel sud del Libano. Almeno tre persone sarebbero rimaste ferite nel bombardamento, secondo quanto riferito da Al Akhbar, sito affiliato a Hezbollah.
Borse europee: chiudono in calo per tensioni M.O.
Le Borse europee chiudono in rosso con gli occhi puntati sullo stretto di Hormuz mentre i prezzi del petrolio e del gas hanno ripreso a salire dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Gli Usa hanno sequestrato una nave cargo con bandiera iraniana nel Golfo di Oman, mentre Teheran ha nuovamente chiuso lo Stretto e ha dichiarato che non parteciperà a un secondo ciclo di negoziati. Dal canto suo, Trump ha ribadito che "lo Stretto di Hormuz rimarra' chiuso fino alla firma dell'accordo" con l'Iran. Il capo della Casa Bianca ha confermato inoltre che "il cessate il fuoco scadrà mercoledi' pomeriggio" e che il suo vice, JD Vance, partira' da Washington per Islamabad "nella serata di oggi". Parigi cede l'1,12% a 8.331 punti, Francoforte perde l'1,15% a 24.417,8 punti, Londra arretra dello 0,59% a 10.604,89 punti.
Macron: su Hormuz Teheran e Usa sbagliano entrambi
"Credo che le posizioni americana e iraniana riguardo all'assedio dello Stretto di Hormuz siano un errore da entrambe le parti". Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo intervento a Danzica.
Nyt: "La delegazione iraniana andrà a Islamabad domani"
La delegazione iraniana prevede di andare a Islamabad martedì per avviare i colloqui con gli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando due fonti iraniane, secondo le quali per Teheran sarà presente il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
Pezeshkian: "Gli Usa vogliono la resa, non ci sottomettiamo"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, respinge le proposte americane e definisce "amaro" il messaggio che arriva dagli inviati Usa. "Rispettare gli impegni è la base di un dialogo significativo. La profonda sfiducia storica dell'Iran nei confronti della condotta del governo statunitense persiste, mentre i segnali inconcludenti e contraddittori da parte dei funzionari americani trasmettono un messaggio amaro; essi cercano la resa dell'Iran. Gli iraniani non si sottomettono alla forza", scrive il capo di Stato su X.
Iran, telefonata tra Araghchi e Lavrov
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran, secondo cui i due hanno discusso degli ultimi sviluppi a livello regionale ed internazionale.
Costa auspica accordo Usa-Iran ad Islamabad: "L'Ue sostiene gli sforzi di pace"
"È stato un piacere parlare con il Primo Ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Ho espresso la mia sincera gratitudine al Pakistan per i suoi instancabili sforzi e ho rivolto loro i miei migliori auguri per il prossimo periodo cruciale. Il mondo osserva con grande attesa il prossimo incontro tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbe tenersi a Islamabad il prima possibile. Ci auguriamo che si raggiunga un accordo per porre fine al conflitto e portare alla piena riapertura dello Stretto di Hormuz. L'Unione Europea sostiene tutti gli sforzi in corso per la pace in Medio Oriente". Lo dichiara sui social il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
Trump: "Mi piacerebbe partecipare a colloqui ma non è necessario"
A Donald Trump piacerebbe prendere parte alle trattative con l'Iran di persona, ma non pensa che sia necessario. Rispondendo a chi gli chiedeva se i combattimenti riprenderanno subito in caso non ci fosse un'intesa, Trump ha detto: "Se non ci sarà l'accordo, me lo aspetto".
Trump: "Non mi faccio mettere fretta, l'ultimatum scade mercoledì"
JD Vance partirà più tardi nel corso della giornata di oggi per riprendere le trattative con l'Iran in Pakistan, che inizieranno martedì. Lo ha detto Donald Trump all'agenzia Bloomberg, ribadendo che la scadenza del cessate il fuoco è mercoledì sera, ora di Washington. "Non ho intenzione di farmi mettere fretta nel concludere un accordo. Abbiamo tutto il tempo del mondo", ha messo in evidenza Trump.

©Ansa
Trump insiste: "Non togliamo il blocco a Hormuz fino a che non c'è accordo"
Donald Trump ribadisce che non intende togliere il blocco Usa a Hormuz fino a quando non ci sarà un accordo. "Vogliono che lo apra. Vogliono disperatamente che lo apra, ma non lo farò fino a quando un accordo non sarà firmato", ha aggiunto il presidente.
Trump: "Altamente improbabile estensione cessate il fuoco con l'Iran"
Donald Trump ha detto all'agenzia Bloomberg che un'estensione del cessate il fuoco con l'Iran è "altamente improbabile" se non sarà firmato un accordo. Il cessate il fuoco scade mercoledì, ha messo in evidenza Trump.
Cnn: "Vance vola in Pakistan martedì, negoziati mercoledì"
JD Vance dovrebbe partire per il Pakistan martedì mattina. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali i negoziati sono in programma per mercoledì. La Casa Bianca ha riferito a Cnn che non ci sono comunicazioni ufficiali sulla tempistica. "Ci aspettiamo che la delegazione si metta presto in viaggio, ma non è chiaro quando".
Trump: "Risultati saranno sorprendenti come in Venezuela"
"Proprio come i risultati in Venezuela, di cui i media non amano parlare, i risultati in Iran saranno sorprendenti. E se i nuovi leader iraniani (cambio di regime!) saranno intelligenti, l'Iran potrà avere un futuro grande e prospero!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Trump: "Mai convinto da Israele a entrare in guerra"
Il presidente americano, Donald Trump, smentisce le notizie secondo cui è stato Israele a portarlo alla guerra contro l'Iran. "Israele non mi ha mai convinto a entrare in guerra con l'Iran, ma i risultati del 7 ottobre, che hanno rafforzato la mia convinzione di lunga data che l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare, lo hanno fatto", scrive su Truth il presidente americano. "Guardo e leggo i commenti e i sondaggi delle fake news con totale incredulità. Il 90% di ciò che dicono sono bugie e storie inventate, e i sondaggi sono truccati, proprio come lo sono state le elezioni presidenziali del 2020", aggiunge.
Cnn: "Egitto continua a lavorare per colloqui tra Teheran e Usa"
L'Egitto continua a lavorare per portare Usa e Iran a un nuovo round di colloqui in coordinamento con il Pakistan. E' quanto dice alla Cnn una fonte della regione dopo che al New York Post Donald Trump ha confermato che è "in viaggio" e sarà "lì questa notte, ora di Islamabad" la delegazione di negoziatori americani, guidata dalvice presidente JD Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e da suo genero Jared Kushner.
Trump: "Se scade il cessate il fuoco allora ci saranno molte bombe"
Se il cessate il fuoco dovesse scadere martedì "allora inizieranno a esplodere molte bombe". Lo ha detto Donald Trump a Pbs rispondendo chi gli chiedeva cosa succederà se scadrà il cessate il fuoco.
Trump: l'accordo sarà siglato "oggi" in Pakistan
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato a Fox News che l'accordo con l'Iran sarà firmato "oggi" in Pakistan, dopo aver annunciato in una precedente intervista al New York Post che la delegazione Usa guidata dal vicepresidente JD Vance è in viaggio verso Islamabad per i colloqui.
Netanyahu: "Nostra superiorità sull'asse iraniano provata, ma non abbiamo finito"
''Dal massacro del 7 ottobre 2023, Idf colpisce con determinazione i nostri nemici: la nostra bandiera sventola dalla profondità della Striscia di Gaza fino alla cime del Monte Hermon, e i nostri piloti controllano i cieli della regione, una prova definitiva della nostra superiorità sull'asse iraniano''. Lo ha detto il premier israellino Benjamin Netanyahu nel discorso alla cerimonia di apertura per la giornata del Ricordo delle vittime israeliane delle guerre. ''Non abbiamo ancora finito il lavoro, ma il mondo conosce la nostra determinazione a difenderci'', ha aggiunto.
Trump: "Pronto a incontrare leader iraniani se c'è una svolta"
Trump insiste: "Iran si sbarazzi dell'arma nucleare, ha un grande potenziale"
Al centro dei negoziati di Islamabad c'è una richiesta non negoziabile, ovvero che l'Iran abbandoni l'arma nucleare. "Sbarazzatevi delle armi nucleari. E' molto semplice", ha insistito Donald Trump con il New York Post. L'Iran ha un grande potenziale per prosperare, "potrebbe essere davvero un paese meraviglioso".
Media, pressing Pakistan su Usa: "Via blocco Hormuz"
Il Pakistan sta facendo pressione sugli Stati Uniti affinché tolgano il blocco navale nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito una fonte iraniana all'agenzia Reuters. In questa situazione, Teheran "sta valutando positivamente" la sua partecipazione a eventuali colloqui di pace con gli Usa, ma "non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva", ha chiarito la fonte.
Trump: "Colloqui dovrebbero esserci, nessuno sta facendo giochetti"
"I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti". Lo ha detto Donald Trump al New York Post in merito alle trattative fra Iran e Stati Uniti. JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner "stanno andando, arriveranno nella serata di Islamabad", ha aggiunto Trump ribadendo la sua disponibilità a incontrare la leadership iraniana qualora si presentasse l'opportunità. "Non ho alcun problema a incontrarli", ha detto.
Kallas: "Pedaggio per Hormuz precedente pericoloso"
"Nello Stretto di Hormuz ogni giorno ci sono inversioni di rotta sul fatto che questa via d'acqua sia aperta o chiusa. Qualsiasi sistema di pagamento per il passaggio stabilirebbe un pericoloso precedente per le rotte marittime globali". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, parlando alla stampa a margine della riunione del comitato di coordinamento ad hoc sulla Palestina. "Il Medio Oriente si trova in un momento di rischio e opportunità. I fragili cessate il fuoco con l'Iran e il Libano offrono una stretta finestra per una de-escalation", ha affermato Kallas, secondo cui, tuttavia, "naturalmente entrambi i cessate il fuoco hanno una data di scadenza". "La diplomazia deve produrre risultati nella regione, altrimenti scivoleremo di nuovo verso la guerra" - ha aggiunto - "Inoltre, gli attori regionali e l'Unione europea concordano sul fatto che vi siano altre questioni, oltre a quella nucleare, che devono essere affrontate, come il programma missilistico e le forze per procura, che devono essere incluse nei negoziati".
Trump: "Vance e la delegazione Usa in Pakistan fra qualche ora"
La delegazione americana guidata da JD Vance è in rotta verso il Pakistan e dovrebbe atterrare fra qualche ora. Lo ha detto Donald Trump al New York Post.
Nuovo colloquio telefonico Araghchi-Dar su tregua
I ministri degli Esteri di Iran e Pakistan, Abbas Araghchi e Muhammad Ishaq Dar, sono tornati a sentirsi oggi al telefono. A quanto riferisce l'agenzia Tasnim, hanno discusso di "sviluppi regionali e delle questioni relative al cessate il fuoco".
Hezbollah: "Abbatteremo 'Linea Gialla' Idf nel sud"
Hezbollah abbatterà "attraverso la resistenza la 'Linea Gialla'" sulla quale è attestato l'esercito israeliano nel sud del Libano. Lo ha affermato il deputato del gruppo sciita filo-iraniano Hassan Fadlallah in un'intervista all'Afp, facendo riferimento alla 'Linea di Difesa Avanzatà stabilita dalle truppe israeliane nella regione meridionale del Paese dei Cedri dopo l'avvio della nuova campagna militare il 2 marzo scorso. "Abbatteremo questa Linea Gialla attraverso la resistenza", ha dichiarato, puntando il dito contro "il tentativo dell'esercito israeliano di stabilire una zona cuscinetto, con il pretesto di una linea difensiva". "Nessuno in Libano o all'estero sarà in grado di disarmare la resistenza", ha poi assicurato Fadlallah.
Teheran: "Colloqui con Usa? Siamo realisti"
"Realismo". Su questo ha insistito il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, mentre si riconcorrono le notizie sul nuovo round di colloqui tra Usa e Iran che potrebbe tenersi in Pakistan. "Non siamo affatto ottimisti - ha affermato secondo quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim - siamo realisti". "Il pessimismo nei confronti del nemico è sinonimo di saggezza", ha detto, dopo aver affermato che l'Iran non ha ancora preso una decisione sul prossimo rund di negoziati.
Riaprono aeroporti Teheran e altri 10 scali
Riaprono gli aeroporti Imam Khomeini e Mehrabad di Teheran. A quanto ha riferito l'agenzia Isna, l'organizzazione dell'Aviazione Civile ha concesso l'autorizzazione per i voli passeggeri negli scali della Capitale a partire da oggi. Da sabato invece potranno tornare operativi gli aeroporti di Urmia, Kermanshah, Abadan, Shiraz, Kerman, Rasht, Yazd, Zahedan, Gorgan e Birjand.
Media: "Giovedì nuovi colloqui con Israele in Usa"
Il secondo incontro diretto tra Israele e Libano si terrà giovedì a Washington, con la partecipazione dell'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter e dell'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad. Lo ha rivelato il Jerusalem Post.
Hezbollah: "Aoun abbandoni colloqui diretti con Israele"
Il presidente libanese Joseph Aoun dovrebbe abbandonare i negoziati diretti con Israele. Lo ha affermato un esponente del gruppo sciita filo-iraniano.
Trump: "Prezzi benzina giù appena guerra finisce"
Il presidente americano Donald Trump non concorda con la valutazione del segretario all'Energia Chris Wright, secondo cui i prezzi della benzina potrebbero non scendere fino al prossimo anno. "No, penso che si sbagli su questo. E' del tutto sbagliato", ha detto Trump sentito al telefono da 'The Hill'. I prezzi caleranno "non appena tutto questo finirà", ha assicurato.
In Qatar graduale ripresa dei voli delle compagnie straniere
Il Qatar ha annunciato la graduale ripresa dei voli operati da compagnie aeree straniere all'aeroporto di Doha. L'Autorità per l'aviazione civile ha comunicato di aver emesso "un avviso che annuncia la graduale ripresa delle operazioni delle compagnie aeree straniere nello Stato del Qatar". Tale autorizzazione "fa seguito a un'attenta valutazione della situazione", in cui "la sicurezza di tutti rimane l'assoluta priorità". Lo Stato del Golfo, ricorda Afp, aveva chiuso lo spazio aereo dopo l'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran il 28 febbraio, seguita da attacchi di rappresaglia da parte di Teheran contro i paesi vicini. Una parziale riapertura è avvenuta il 7 marzo ma limitatamente a Qatar Airways. L'8 aprile è entrato in vigore un cessate il fuoco tra Washington e Teheran e l'Iran ha cessato i suoi attacchi nella regione del Golfo.
Ministro Interno Pakistan vede ambasciatori Teheran e Usa
Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha incontrato oggi a Islamabad gli ambasciatori di Iran e Stati Uniti, Reza Amiri Moghadam e Natalie Baker, mentre si spera in un secondo round di negoziati. Lo ha riferito l'agenzia Isna. Navqi sottolineato "l'importanza di soluzioni sostenibili attraverso il dialogo e la diplomazia per ridurre le tensioni regionali", ha spiegato Isna.All'incontro hanno partecipato alti funzionari delle forze dell'ordine, tra cui il capo della polizia della capitale, e questo lascerebbe pensare che Teheran tenga la porta aperta all'invio dei suoi mediatori. Di logistica e sicurezza Navqiu ha parlato anche con il capo della missione Usa, Natalie Baker. Nella capitale pakistana è stata già creata di nuovo una 'zona Rossa' che comprende ambasciate, la sede principale del governo e le residenze ufficiali dei leader pakistani. Scuole e uffici pubblici nell'area sono rimasti chiusi. Questa sera sarebbe previsto l'arrivo del vicepresidente americano JD Vance. Teheran dal canto suo ha fatto sapere che non intende al momento partecipare a colloqui, dopo che militari americani hanno abbordato una sua nave a Hormuz.
Lavrov: "Si riducono le possibilità di creare uno Stato palestinese"
Le possibilità per la creazione uno Stato palestinese si stanno riducendo. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, intervenendo all'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto) a Mosca. "C'è una situazione di stallo totale, che sta esacerbando la tragedia del popolo palestinese, sia a Gaza che in Cisgiordania. Guardando la mappa, le possibilità di creare uno Stato palestinese si stanno riducendo", ha affermato Lavrov, citato dall'agenzia Ria Novosti.
Libano, presidente vede ambasciatore americano: "Negoziati distinti" da colloqui Usa-Iran
Il capo di Stato libanese, Joseph Aoun, ha incontrato l'ambasciatore americano a Beirut, Michel Issa, per un colloquio dedicato agli sviluppi successivi "alla riunione della scorsa settimana" tra rappresentanti di Libano e Israele al Dipartimento di Stato a Washington e incentrato sulle "modalità per mantenere il cessate il fuoco". Lo rende noto la presidenza libanese. Secondo i media del Paese dei Cedri, l'ambasciatore ha visto stamani anche il capo del Parlamento di Beirut, l'inamovibile sciita Nabih Berri.
Intanto Aoun ha insististo sul fatto che le future trattative saranno "distinti da qualsiasi altro negoziato", dai colloqui di pace tra Usa e Iran, storico sostenitore degli Hezbollah libanesi. Su X la presidenza libanese fa sapere che Aoun ha comunicato, durante una riunione al palazzo presidenziale di Baabda, che a guidare la delegazione del Paese dei Cedri "ai negoziati bilaterali" ci sarà l'ex ambasciatore libanese negli Usa, Simon Karam. L'obiettivo, ha rimarcato il presidente libanese, è "fermare le azioni ostili", porre fine all' "occupazione israeliana delle zone meridionali" del Libano e dispiegare i militari libanesi ai "confini meridionali internazionalmente riconosciuti".
Ayatollah Amoli: "Continui asse con Houthi ed Hezbollah"
L'ayatollah ultraconservatore iraniano Javadi Amoli ha fatto appello a preservare l'asse Teheran-Hezbollah-Houthi. "L'Iran, il Libano e lo Yemen all'interno dell'Asse della Resistenza rappresentano una causa comune: opporsi all'oppressione e all'aggressione. Questa unità e questo coordinamento devono continuare", ha detto a quanto riportano i media iraniani. "Proprio come il Libano ha da tempo svolto il proprio ruolo nella resistenza, anche l'Iran e lo Yemen sono rimasti saldi sullo stesso percorso. Sebbene queste nazioni abbiano nomi diversi, condividono la stessa essenza: la resistenza contro l'ingiustizia", ha spiegato.
Media, polemiche in Israele per le limitazioni agli abiti delle soldatesse
A Gerusalemme, venerdì scorso, le soldatesse sono state obbligate a indossare pantaloni lunghi durante la Maratona di Gerusalemme di cinque chilometri, nonostante l'ondata di caldo, mentre ai soldati uomini non è stato imposto tale obbligo e hanno indossato pantaloncini. E' l'ultimo episodio, riportato dai media israeliani, sulle limitazioni al vestiario delle donne soldato che sta suscitando polemiche. "Purtroppo, nella realtà attuale, si dà per scontato che i loro diritti siano diversi da quelli dei soldati maschi, apparentemente per ragioni di pudore", ha detto la madre di una soldatessa a Channel 12. Avigdor Liberman, presidente del partito Yisrael Beytenu, ha condannato l'ordine, affermando che "chiunque pensi che una soldatessa che indossa i pantaloncini sia un problema, è lui stesso il problema. Sì a uno Stato ebraico, no alla coercizione degli Haredi". L'episodio si è verificato in un periodo di rinnovate critiche alla coercizione religiosa nelle forze armate. La scorsa settimana, scrive il Times of Israel, l'Idf ha sottoposto delle soldatesse a corte marziale e ha decurtato un terzo del loro stipendio per aver indossato abiti ritenuti troppo succinti al loro arrivo in base per il congedo. Sui social media, una delle madri ha condiviso la foto del tesserino di riconoscimento scattata da sua figlia, che aveva ricoperto il ruolo di comandante nell'addestramento di base per soldati non combattenti, insieme ad alcuni colleghi che stavano anch'essi terminando il servizio militare. Tre delle donne nella foto indossavano rispettivamente una canottiera, una gonna corta e un top corto.
Presidente Libano: "I colloqui con Israele mirano a fermare le ostilità"
"I negoziati con Tel Aviv hanno l'obiettivo di fermare le ostilità, porre fine all'occupazione israeliana in alcune regioni del sud del Libano e dispiegare l'esercito nei confini riconosciuti dalla comunità internazionale". Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun in un comunicato diffuso dall'ufficio della presidenza. In vista di nuovi colloqui con Israele, Aoun ha inoltre aggiunto che l'ex ambasciatore del Libano a Washington, Simon Karam, sarà a capo della delegazione di Beirut nei "negoziati bilaterali" che saranno "separati" da altre discussioni in corso, in riferimento allo stallo diplomatico tra Iran e Stati Uniti.
Marina Usa apre il fuoco e sequestra una nave cargo iraniana. VIDEO
Qatar annuncia ripresa voli compagnie straniere
Il Qatar ha annunciato oggi una graduale ripresa dei voli operati da compagnie aeree straniere all'aeroporto di Doha, per la prima volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente. L'Autorità dell'Aviazione Civile, in una nota, ha spiegato che il via libera "segue una valutazione approfondita della situazione" e che "la sicurezza e la protezione di tutti restano la massima priorita'". Il paese del Golfo aveva chiuso il proprio spazio aereo dopo l'inizio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran il 28 febbraio, in seguito alle rappresaglie di Teheran nel Golfo Persico. Il 7 marzo aveva ricominciato a volare la compagnia di bandiera, la Qatar Airways.
Forum Export: "Esportazioni per 169 mln di euro al giorno a rischio"
La chiusura operativa dello Stretto di Hormuz e la concreta minaccia di estensione della crisi al corridoio di Bab el-Mandeb stanno determinando un impatto immediato e sistemico sulla continuità dell’export italiano. Secondo un’elaborazione del Forum Italiano dell’Export su dati ufficiali Istat, Ice Agenzia e Maeci, l’Italia registra 169 milioni di euro al giorno di export esposto a rischio logistico e commerciale, con perdite nette stimate tra 25 e 60 milioni di euro al giorno, con un valore centrale prudenziale: 40–45 milioni di euro al giorno.
Ue: "Ad ora no carenze carburanti voli, pronti a più scenari"
Sulla disponibilità di carburante per gli aerei, "al momento non si registrano carenze nell'Ue". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Eva Hrncirova, nel briefing quotidiano con la stampa. "Ovviamente, parte della preparazione consiste nel parlare con i cittadini, nell'informarli, e sappiamo che la situazione non è ideale. C'è una crisi in Medio Oriente che ovviamente influenza i mercati nell'Unione europea. Il nostro ruolo è principalmente quello di coordinare e prepararci a diversi scenari", ha aggiunto la portavoce europea sottolineando che il gruppo di coordinamento sul petrolio si riunirà nuovamente alla fine di questa settimana.
Aoun: "Simon Karam a capo squadra colloqui con Israele"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha annunciato che sarà l'ex ambasciatore a Washington, Simon Karam, a guidare la squadra negoziale nei colloqui con Israele. Karam era già stato nominato a fine 2025 come il rappresentante civile nel meccanismo di monitoraggio del precedente cessate il fuoco con lo Stato ebraico.
Fao: "Guerra in Medio Oriente aumenta pressione su fragili sistemi agroalimentari"
Il conflitto in Medio Oriente sta esercitando ulteriore pressione sui fragili sistemi agroalimentari e sulle catene di approvvigionamento globali, minacciando disponibilità, accessibilità e economicità del cibo. E' il messaggio lanciato dal direttore generale della Fao, QU Dongyu, durante la 38ª sessione della Conferenza regionale dell'AQgenziam dell'Onu per il Vicino Oriente. Un momento critico per la regione, ha precisato il direttore, sottolineando la necessità di riconoscere "l'immensa importanza di mantenere i flussi commerciali e di garantire l'accesso a cibo adeguato per tutti, in particolare nei paesi dipendenti dalle importazioni". Le significative interruzioni dei sistemi di produzione, commercio e distribuzione alimentare che si stanno verificando in tutta la regione, ha spiegato il direttore, "sono ulteriormente aggravate dalle implicazioni globali, tra cui l'aumento dei prezzi dell'energia e le perturbazioni nei mercati dei fertilizzanti, che stanno incrementando i costi di produzione e influenzando la produttività agricola sia all'interno della regione che al di fuori di essa". Constatando che la crisi stava colpendo tutti i fattori produttivi agricoli, compresi i prodotti chimici e i macchinari oltre ai fertilizzanti, QU Dongyu ha fatto sapere di aver informato il segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che il suo impatto avrebbe avuto "conseguenze a lungo termine per l'agricoltura", anche se dovesse terminare oggi. I conflitti stanno già avendo un impatto grave su agricoltori, produttori e operatori della filiera, i cui mezzi di sussistenza sono sempre più a rischio. "Il nostro lavoro si fonda saldamente sulla convinzione che il diritto al cibo sia un diritto umano fondamentale e che la pace sia un prerequisito per la sicurezza alimentare - ha affermato Qu - sistemi agroalimentari efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili sono essenziali per sostenere la ripresa, ridurre le vulnerabilità e contribuire alla stabilità e alla pace a lungo termine".
Iran, Commissione: "La Russia non tragga vantaggio dalla guerra"
"La Commissione è convinta che il tetto massimo al prezzo del petrolio e le sanzioni dell'UE contro la Russia rimangano pienamente giustificate e pertinenti". Lo ha detto un portavoce della Commissione rispondendo a una domanda di un giornalista sulla proroga al petrolio russo concessa dal presidente Usa, Donald Trump. "Nell'attuale situazione di volatilità dei mercati petroliferi, il tetto massimo al prezzo del petrolio si sia dimostrato efficace nel ridurre le entrate russe dalle esportazioni di petrolio, mantenendo al contempo la stabilità dei mercati petroliferi. - ha proseguito - Inoltre, la Russia non dovrebbe trarre vantaggio dalla guerra contro l'Iran, come abbiamo già affermato più volte".
Aoun: "Negoziati con Israele separati da Iran-Usa"
I negoziati tra Libano e Israele sono "separati" dai colloqui tra Usa e Iran. Lo ha sottolineato il presidente libanese Joseph Aoun.
Cremlino: "Non mediamo ma pronti a contribuire per soluzione in Iran"
La Russia non sta svolgendo un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran, ma auspica il successo del processo negoziale per la stabilità della regione e del Golfo. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di un briefing con la stampa, sottolineando che Mosca è pronta a svolgere un ruolo per contribuire al raggiungimento una soluzione pacifica.
Aoun: "Colloqui volti a fine guerra e occupazione Idf"
L'obiettivo dei negoziati con Israele è mettere fine alle ostilità e all'occupazione dell'Idf nel sud del Libano. Lo ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun.
Ppe: "L'Ue agisca pressioni su Teheran per negoziati"
In vista del vertice europeo informale del 23 e 24 aprile, il gruppo del Partito popolare europeo al Parlamento europeo "chiede un'azione europea decisa per proteggere gli interessi di sicurezza dell'Unione europea in un contesto di crescenti tensioni con l'Iran in Medio Oriente". E' quanto si legge in una nota del gruppo del Ppe all'Eurocamera. "Il Gruppo Ppe e' sempre stato chiaro. Niente armi nucleari per l'Iran, niente chiusura di Hormuz e niente attacchi contro gli Stati della regione", ha dichiarato Reinhold Lopatka, eurodeputato e presidente della delegazione per le relazioni con la penisola arabica dell'Eurocamera. "L'Europa deve parlare con una sola voce ed esercitare la massima pressione possibile sul regime iraniano affinché torni al tavolo dei negoziati per porre fine a questa guerra", ha concluso l'eurodeputato del Ppe.
Xi sente MbS: "Lo Stretto Hormuz deve rimanere aperto" (2)
Durante la telefonata, Xi ha sottolineato la necessità di "mantenere il "normale traffico" attraverso lo strategico Stretto di Hormuz. Il presidente cinese ha inoltre ribadito a MbS che Pechino "sostiene un cessate il fuoco immediato e globale", hanno riferito i media ufficiali cinesi tra cui anche l'emittente Cctv.
Netanyahu: "Scioccato per il crocifisso danneggiato da parte di un soldato"
"Ieri, come la stragrande maggioranza degli israeliani, sono rimasto scioccato e addolorato nell'apprendere che un soldato dell'Idf ha danneggiato un'icona religiosa cattolica nel sud del Libano. Condanno l'atto nei termini più forti". Così su X il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Le autorità militari stanno conducendo un'indagine penale sulla vicenda e adotteranno misure disciplinari adeguatamente severe nei confronti del responsabile", aggiunge Netanyahu, secondo cui "in quanto Stato ebraico, Israele valorizza e sostiene i valori ebraici di tolleranza e rispetto reciproco tra gli ebrei e i fedeli di tutte le religioni". Il premier israeliano sostiene anche che "mentre i cristiani vengono uccisi in Siria e in Libano da musulmani, la popolazione cristiana in Israele prospera come in nessun'altra parte del Medio Oriente".
Xi sente MbS: "Lo Stretto Hormuz deve rimanere aperto"
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto un colloquio con il principe saudita Mohammed bin Salman (MbS). Lo riferisce l'agenzia di Stato, Xinhua, riferendo che nella conversazione il leader cinese ha ammonito che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto e deve essere garantita la sicurezza della sua navigazione.
Ue: "In settimana riunione gruppo coordinamento petrolio"
La crisi in Medio oriente e l'approvigionamento di carburante restano al centro dell'agenda europea. "Il gruppo di coordinamento per il petrolio, che si è riunito la settimana scorsa e si riunirà nuovamente alla fine di questa settimana; la disponibilità di carburante per aerei è ovviamente una priorità ed è importante dire che anche qui nell'Unione Europea abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei". Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue nel briefing con la stampa.
Munir a Trump: "Blocco navale ostacola colloqui"
Il capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir, ha parlato con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che il blocco navale imposto dagli Usa ai porti iraniani è un ostacolo in vista di un eventuale nuovo round di negoziati tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato una fonte della sicurezza pakistana a Reuters, secondo quanto riferito da al-Arabiya. Sempre secondo la stessa fonte, Trump ha risposto che avrebbe tenuto in considerazione l'indicazione di Munir.
Netanyahu: "In Libano cristiani uccisi. Da noi prosperano"
Israele garantisce a tutte le fedi libertà di culto ed è il solo posto in Medio Oriente dove i cristiani prosperano. A sostenerlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel commentare la profanazione di un crocifisso in Libano per mano di un soldato dell'Idf. "Come Stato ebraico, Israele custodisce e promuove i valori ebraici di tolleranza e reciproco rispetto tra ebrei e fedeli di tutte le religioni", ha scritto su X. "Tutte le religioni fioriscono nella nostra terra e consideriamo i membri di tutte le fedi come uguali nella costruzione della nostra società e della nostra regione", ha proseguito. "Mentre i cristiani vengono massacrati in Siria e in Libano dai musulmani, la popolazione cristiana in Israele prospera a differenza di qualsiasi altro luogo in Medio Oriente. Israele è l'unico paese della regione in cui la popolazione cristiana e il tenore di vita sono in crescita. Israele è l'unico luogo in Medio Oriente che aderisce alla libertà di culto per tutti", ha insistito. "Esprimiamo rammarico per l'incidente e per qualsiasi dolore che questo abbia causato ai credenti in Libano e nel mondo", ha aggiunto.
Netanyahu: "Condanno profanazione crocifisso, al via indagine"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato la profanazione di un crocifisso nel sud del Libano, per mano di un soldato dell'Idf. "Come la stragrande maggioranza degli israeliani, sono rimasto sbalordito e dispiaciuto nell'apprendere che un soldato dell'Idf ha danneggiato un'icona religiosa cattolica nel Libano meridionale. Condanno l'atto nei termini più forti", ha scritto su X. "Le autorità militari stanno conducendo un'indagine penale sulla questione e adotteranno un'azione disciplinare adeguatamente severa contro il colpevole", ha assicurato.
Cremlino: "Con l'Iran non siamo mediatori, ma potremmo contribuire alla pace"
La Russia non è attualmente un mediatore nei negoziati per risolvere il conflitto relativo all'Iran, "ma è pronta a fornire assistenza per raggiungere la pace". Lo ha dichiarato in un briefing con i media il portavoce presidenziale russo, Dmitrij Peskov. "Al momento, la Russia non è un mediatore nei negoziati. Come è stato ripetutamente affermato a vari livelli, siamo certamente pronti a fornire tutta l'assistenza necessaria per raggiungere una soluzione pacifica e un accordo adeguato", ha dichiarato Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
Media: Pakistan a Trump "blocco ostacola negoziati"
Il Pakistan ha messo in guardia gli Stati Uniti che il blocco navale imposto a Hormuz rischia di avere un impatto pesante sui negoziati tra Washington e l'Iran. Lo ha riferito la Reuters. Una fonte della sicurezza pakistana ha rivelato all'agenzia che il mediatore chiave pakistano, il capo di Stato maggiore Asim Munir, ha messo in guardia personalmente il presidente Donald Trump che il blocco è "un ostacolo ai colloqui". Dal canto suo Trump ha risposto "che avrebbe preso in considerazione il consiglio".
Media: "Petroliera senegalese ha attraversato Hormuz"
Un'altra petroliera ha attraversato lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Tasnim. La nave "soggetta alle sanzioni del regime terroristico statunitense, battente bandiera senegalese e denominata Nero, ha attraversato poche ore fa lo strategico Stretto di Hormuz", si legge.
Media: "Il Pakistan ha detto a Trump che il blocco Usa ostacola colloqui"
Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, che svolge un ruolo fondamentale nei negoziati, avrebbe avuto colloqui con Trump. Durante la telefonata, Munir ha detto a Trump che il blocco statunitense dei porti iraniani rappresentava un ostacolo alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Trump avrebbe detto a Munir che avrebbe preso in considerazione il suo consiglio. Lo scrive Reuters sul sito citando una fonte della sicurezza pachistana. La fonte ha anche affermato che il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif aveva contattato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per chiedergli di inviare una delegazione per dei colloqui in Pakistan, ma Pezeshkian aveva risposto che l'Iran non lo avrebbe fatto finché non fosse stato revocato il blocco.
Esercito Iran: "Adotteremo misure necessarie dopo sequestro nave"
Teheran "adotterà le misure necessarie" contro le forze statunitensi in risposta al sequestro da parte della Marina Usa di una nave battente bandiera iraniana nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il comando centrale militare iraniano, Khatam Al-Anbiya, sottolineando che le forze dei Guardiani della Rivoluzione erano "pronte a rispondere a reagire dopo l'irruzione dei commando americani sulla nave mercantile iraniana".
Secondo la nota di Khatam al-Anbiya, citata dall'agenzia di stampa Isna, le forze iraniane si sarebbero autoimposte delle "limitazioni" a causa della presenza a bordo di familiari dell'equipaggio che "erano in pericolo".
Borsa, compagnie aeree pesanti: si guarda allo stretto di Hormuz
Le compagnie aeree europee sono pesanti in Borsa mentre si guarda alle difficoltà dei negoziati tra Usa e Iran e sulle prospettive di riapertura dello stretto di Hormuz. In particolare il settore, secondo gli analisti, guarda all'andamento dei prezzi del petrolio ma anche ai tempi di riapertura dello stretto e di consegna del petrolio. Il comparto azionario registra un calo del 3,4%. Scivolano Ryanair (-3,6%), Lufthansa (-3,6%), Air France (-3,2%), easyJet (-3,2%). Seduta negativa anche per il settore del turismo che lascia sul terreno l'1,7 per cento.
Mosca: "Situazione Hormuz fragile e imprevedibile"
La Russia ritiene che la situazione nello Stretto di Hormuz "sia fragile e imprevedibile". Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta Ria Novosti.
Pakistan, sicurezza rafforzata per colloqui Usa-Iran
Pezeshkian: "Tentare ogni via per ridurre tensioni"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato la necessità di adottare "un approccio razionale" di fronte al conflitto nella Regione e invitato "a perseguire ogni approccio razionale e diplomatico per ridurre le tensioni". Durante una visita al ministero della Giustizia, di cui ha riferito l'agenzia Irna, Pezeshkian ha sottolineato "la diffusa sfiducia nei confronti degli Stati Uniti, alla luce dei comportamenti contraddittori degli americani nei negoziati" e ribadito il suo appello "all'unità e alla coesione interna e tra i paesi islamici".
Mossad: "Sventato attacco a gasdotto Caspio"
I servizi segreti israeliani (Mossad), insieme all'esercito e allo Shin Bet, hanno riferito oggi che le autorità dell'Azerbaigian hanno sventato un piano dell'Iran per colpire l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan. In un comunicato, il Mossad assicura anche che è stato impedito un attacco contro l'ambasciata israeliana a Baku, una sinagoga e leader della comunità ebraica. La cellula stava "portando avanti piani per colpire un obiettivo strategico, l'oleodotto che attraversa Georgia e Turchia (Btc), oltre a diversi obiettivi e istituzioni ebraiche nel Paese, tra cui l'ambasciata israeliana, la sinagoga di Baku e i leader della comunità ebraica".
Resistenza iraniana: "Onu e Ue condannino le esecuzioni capitali"
"All'alba di questa mattina, Hamed Validi e Nima Masoom Shahi sono stati giustiziati nel carcere centrale di Karaj dal regime clericale che governa l'Iran. I due membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (Pmoi/Mek) si uniscono al crescente numero di eroici membri giustiziati questo mese sotto il dominio della dittatura religiosa". Lo afferma la presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi. "Chiediamo alle Nazioni Unite, all'Unione Europea, ai loro Stati membri e a tutte le organizzazioni per i diritti umani - aggiunge - di condannare fermamente queste esecuzioni e di agire con urgenza per fermare l'ondata di esecuzioni e garantire la liberazione dei prigionieri politici". "Un saluto a Hamed e Nima, che sono rimasti fedeli alle loro convinzioni e al loro popolo fino alla fine. Il loro unico 'crimine' è stato il loro impegno per la libertà e la liberazione del loro popolo - aggiunge - Così come lo Scià non è riuscito a salvare il suo potere con la repressione e lo spargimento di sangue, i mullah criminali non possono sfuggire alla crescente rabbia del popolo iraniano e alla determinazione dei giovani ribelli".
Fonti Ue: "Interruzione infrastrutture avrà effetti duraturi"
"Sebbene le conseguenze complete rimangano incerte, è chiaro che le interruzioni alle infrastrutture energetiche, allo spazio aereo e alla logistica globale avranno effetti duraturi, anche se la situazione dovesse stabilizzarsi". Lo afferma un funzionario cipriota alla vigilia del vertice informale dei ministri dei Trasporti, in video conferenza, in risposta all'evolversi della situazione in Medio Oriente e al suo impatto diretto sui mercati energetici e sul settore dei trasporti europeo. "Per questo motivo, fin dall'inizio, la Presidenza ha posto la resilienza energetica e dei trasporti in cima all'agenda, con iniziative mirate incentrate su tre priorità: un forte coordinamento a livello UE, la riduzione della dipendenza esterna dai combustibili fossili e l'attuazione di misure concrete e attuabili" ha proseguito la fonte.
Pechino: "Preoccupazione per sequestro Usa nave cargo"
"Preoccupazione" per l' "intercettazione forzata" da parte degli Stati Uniti di una nave cargo battente bandiera iraniana nelle acque del Golfo è stata espressa dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, che ha esortato tutte le parti coinvolte a rispettare in modo responsabile il cessate il fuoco.
"La situazione nello Stretto di Hormuz è sensibile e complessa", ha affermato Guo durante un briefing con la stampa, invitando a evitare escalation e a "creare le condizioni necessarie per la ripresa del transito normale nello stretto". Secondo il portavoce, "ora che si è aperta una finestra per la pace, è necessario creare condizioni favorevoli per mettere fine alla guerra il prima possibile".
In precedenza Washington aveva riferito di aver aperto il fuoco e sequestrato una nave iraniana che avrebbe tentato di violare il blocco dei porti dell'Iran. Le forze armate di Teheran hanno affermato che l’imbarcazione proveniva dalla Cina, promettendo ritorsioni contro quella che hanno definito "pirateria armata da parte dell'esercito statunitense".
Teheran: "Stiamo esaminando la proposta Usa"
L'Iran sta esaminando l'ultima proposta di pace inviata dagli Stati Uniti per il tramite del Pakistan. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "La proposta degli Stati Uniti, che è stata trasmessa a Teheran durante la visita del comandante dell'esercito pakistano, è attualmente all'esame", ha detto citato dall'agenzia Isna. Baqaei non è voluto entrare nei particolari. "Non è possibile confermare le notizie riportate dai media riguardo ai dettagli", si è limitato a dire.
Sky TG24 a Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah
Usa sequestrano nave iraniana nel Golfo dell’Oman
Madrid: "L'Europa faccia tutto per porre fine a violazione diritti da parte Israele"
"Europa dovrebbe prestare attenzione alla nostra richiesta" di interrompere l'accordo di associazione con Israele "se consideriamo che l'articolo 2 dell'accordo di associazione fra l'Unione Europea e Israele si basa sui diritti umani. Lo abbiamo espresso sia io che i ministri degli Esteri di Slovenia e Irlanda in una lettera inviata all'alta rappresentante" Ue per la politica estera "per richiedere formalmente l'inclusione nell'ordine del giorno di domani del vertice dell'Unione Europea di questo punto, indicando che i diritti umani si stanno violando continuamente da parte da Israele a Gaza" o in Libano. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in relazione al pressing della Spagna su Bruxelles per sospendere l'intesa, nel Consiglio europeo che si riunirà domani in Lussemburgo. In un'intervista oggi alla radio pubblica Rne, Albares ha enumerato pe ragioni per tale decisione: "Lo vediamo in Libano, dove ci sono bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, gli ospedali, dove è stato dato un ordine illegale di sfollamento forzato della popolazione al sud del fiume Litani e con il divieto di tornare" o anche "con leggi come quella della pena di morte esclusivamente per i palestinesi del Parlamento israeliano. Sono tutti motivi evidenti per sospendere questo accordo di associazione", ha detto il ministro degli Esteri iberico. "Israele deve comprendere che non può avere una relazione normale quando si violano in maniera flagrante i diritti umani", ha aggiunto Albares, auspicando che "l'Unione europea faccia tutto ciò che è nelle sue mani per tentare di porre fine a questa violazione".
Libano, Idf: "Colpite strutture terroristiche nel Sud"
L'esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver colpito durante la notte una piattaforma di lancio "carica e pronta all'uso" a Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale, a nord della "zona cuscinetto" che intende istituire per prevenire una "minaccia immediata" contro gli insediamenti israeliani settentrionali.
Iran: "zona rossa" a Islamabad ma ancora incognita su negoziati
Centro paralizzato, scuole e uffici pubblici chiusi: Islamabad si prepara a ospitare il secondo round dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, ma se e quando le delegazioni arriveranno e' tutt'altro che chiaro. Washington ha mandato come sempre in avanscoperta una squadra della sicurezza e del protocollo, atterrata ieri alla base aerea di Nur Khan nella vicina citta' di Rawalpindi. Il vicepresidente americano JD Vance e' atteso in giornata, mentre Teheran ha fatto sapere che al momento non e' in programma un nuovo incontro. Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha incontrato oggi il capo della missione Usa, Natalie Baker, per mettere a punto tutti i dettagli. Nella capitale e' stata creta di nuovo una 'zona Rossa' che comprende ambasciate, la sede principale del governo e le residenze ufficiali dei leader pakistani. "Sono state adottate misure speciali per tutti gli ospiti", ha riferito Naqvi. Se dovessero tenersi, i colloqui saranno ancora una volta all'hotel Serena, dove Vance e il capo negoziatore iraniano, il presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf si erano gia' visti l'11 e 12 aprile. L'albergo e' stato di nuovo trasformato in una fortezza, da cui sono tenuti alla larga le centinaia di giornalisti accorsi a coprire i colloqui; per loro, e' stata allestita una sala stampa al centro congressi.
Iran: "Almeno 3.375 le vittime della guerra, 383 i minorenni"
Il capo del Servizio di Medicina Legale statale iraniano ha dichiarato che almeno 3.375 persone sono state uccise durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio, tra cui 496 donne e 383 minori di età compresa tra uno e 18 anni. Il 40% dei corpi non è stato identificato in una prima fase a causa dei pesanti attacchi missilistici contro l'Iran. Le vittime erano per lo più residenti nelle province di Teheran, Hormozgan e Isfahan, ha aggiunto il Servizio, citato dall'agenzia Irna. Nel frattempo, il Comune di Teheran ha riferito oggi che 46.623 unità abitative sono state danneggiate a Teheran durante 649 attacchi aerei nel corso della guerra.
Pichetto: "Nessuna difficoltà sull'approvvigionamento di carburanti"
Ci sono "Alcune criticità settoriali, anche se io devo dire che dagli elementi che ho al momento per l'Italia non c'è difficoltà su nessun tipo di settore. Certo, possono crearsi alcune disfunzioni di approvvigionamenti dovute a un carico che ritarda ad arrivare, però al momento non ci sono questi problemi". Lo ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'incontro "Il Santo Graal dell'Energia" in corso a Milano riferendosi all'approvigionamento di carburanti.
Iran, sequestro cargo da Usa: Pechino esprime "preoccupazione"
La Cina si e' detta "preoccupata" per il sequestro di una nave mercantile battente bandiera iraniana da parte della Marina statunitense nel Golfo dell'Oman e ha invitato Iran e Stati Uniti a "mantenere lo slancio del cessate il fuoco e dei negoziati", ribadendo al contempo la propria disponibilita' a contribuire a tali negoziati. "Esprimiamo la nostra preoccupazione per l'intercettazione forzata della nave in questione da parte degli Stati Uniti", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun durante il suo briefing con la stampa. "Ci auguriamo che le parti interessate agiscano responsabilmente e rispettino rigorosamente l'accordo di cessate il fuoco, evitino qualsiasi escalation delle tensioni e creino le condizioni necessarie per la ripresa del normale transito attraverso lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto. "La Cina sostiene le parti coinvolte nel mantenimento dello slancio sia del cessate il fuoco che dei negoziati", ha affermato, mentre Teheran rimane incerta sulla propria partecipazione a ulteriori colloqui con Washington. "Continueremo a lavorare per allentare la tensione e a svolgere un ruolo costruttivo nel raggiungimento di una pace e una stabilita' durature nella regione mediorientale", ha dichiarato.
Premier palestinese: "Lavorare per i due Stati, Gaza non è separata"
"Dobbiamo affrontare tre priorità: la situazione a Gaza, i diritti dei palestinesi sul loro territorio e la necessità di rafforzare governance e sicurezza in Palestina. Per quanto riguarda Gaza, deve essere chiaro chi ne sarà responsabile. Gaza non è separata, ma parte integrante dello Stato palestinese. Occorre lavorare per un'unica autorità, un'unica governance e istituzioni funzionanti, nel rispetto dello stato di diritto". Lo ha detto il primo ministro palestinese, Mohammad Mustafa, alla riunione ministeriale dell'Alleanza globale per l'implementazione della soluzione a due Stati e del Comitato di collegamento ad hoc (Ahlc). Il premier ha richiamato la comunità internazionale a cogliere "un momento cruciale per passare dalla guerra a una pace duratura", possibile "non con la forza ma attraverso un processo politico credibile". "La situazione sul terreno resta critica, i diritti dei palestinesi sono sotto pressione", ha avvertito, ribadendo l'urgenza di rispettare il diritto internazionale. "Le lezioni degli ultimi anni sono molto chiare: la guerra non ha prodotto la pace, l'assedio non ha prodotto sicurezza, l'occupazione non ha prodotto stabilità. Lo sfollamento forzato non produrrà legittimità e l'annessione non produrrà mai coesistenza". "La scelta davanti a noi è chiara: senza un processo politico credibile, la pace non è sostenibile. Una pace duratura richiede un percorso concreto verso una soluzione a due Stati, con Gerusalemme come capitale condivisa", ha aggiunto.
Iran, Resistenza: "Uccisione 2 esponenti Mek non fermerà rivolta"
Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Ncri) ha condannato l'esecuzione di due membri dell'organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (Pmoi/Mek), Hamed Validi e Nima Shahi. "Con questi crimini efferati, il regime clericale sta tentando di terrorizzare la popolazione e impedire una nuova rivolta, ma invano", si legge in una nota. Hamed Validi, un ingegnere civile di 45 anni, e Nima Shahi, un tecnico di 38 anni, erano stati arrestati a Teheran il 13 maggio 2025. Il 27 settembre, "il presidente della Corte Suprema della provincia di Alborz li ha assurdamente accusati, insieme ad altri due prigionieri politici, di spionaggio in relazione alla guerra dei 12 giorni. Cio' nonostante fossero stati arrestati un mese prima del conflitto", ricorda il comunicato. "Proprio come lo scia' non pote' salvare il suo regno attraverso la repressione e lo spargimento di sangue, i mullah criminali non possono sfuggire all'ira crescente del popolo iraniano e alla determinazione della gioventu' ribelle", ha dichiarato la presidente dell'Ncri, Maryam Rajavi, su X. "Chiediamo alle Nazioni Unite, all'Unione Europea, ai loro Stati membri e a tutte le organizzazioni per i diritti umani di condannare fermamente queste esecuzioni e di intraprendere azioni urgenti per fermare l'ondata di esecuzioni e garantire il rilascio dei prigionieri politici", ha aggiunto.
Macron riceve domani il premier libanese Salam: "Rispetto per cessate il fuoco"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, riceverà domani a Parigi il premier del Libano Nawaf Salam. Davanti alle continue tensioni in Medio Oriente, si sottolinea in una nota diffusa dall'Eliseo, ''l'incontro sarà l'occasione per il capo dello Stato di ricordare il suo attaccamento al rispetto pieno e intero del cessate il fuoco in Libano, il sostegno della Francia all'integrità territoriale del Paese e alle azioni intraprese dallo Stato libanese per garantire la sua sovranità piena e intera nonché il monopolio delle armi". ''Questa è l'unica via per un Libano durevolmente stabile e in pace con i propri vicini'', avverte la presidenza francese, aggiungendo che ''questo incontro si iscrive nella continuità della visita effettuata a Parigi dal capo del governo libanese a gennaio scorso e degli scambi molto regolari tra i nostri due Paesi". Macron e Salam parleranno anche del ''sostegno umanitario alle popolazioni sfollate e il proseguimento delle riforme economiche e finanziarie indispensabili al consolidamento della sovranità del Libano, alla sua ricostruzione e al ripristino della sua prosperità". Evocheranno inoltre la ''situazione regionale e ribadiranno il loro legame ai principi di pace, diplomazia, stabilità duratura e sicurezza nella regione". ''Dopo l'attacco inaccettabile perpetrato contro quatto nostri soldati impegnati nell'Unifil e che ha condotto alla morte del sergente capo Florian Montorio, il presidente chiederà alle autorità libanesi di fare piena luce su quanto accaduto, identificando e perseguendo i responsabili. I soldati dell'Unifil, che esercitano le loro missioni in condizioni difficili e appoggiano il trasporto dell'aiuto umanitario nel Libano meridionale, non vanno presi in alcun modo come obiettivo", ammonisce l'Eliseo.
Iran, Teheran: "Trasferimento scorte uranio mai sul tavolo"
L'ipotesi di un trasferimento delle riserve nucleari iraniane "non e' mai stato sul tavolo dei negoziati" con gli Stati Uniti. A ribadirlo e' stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani. "In nessuna fase dei negoziati attuali o precedenti e' stato discusso il trasferimento delle scorte di uranio arricchito dell'Iran verso gli Stati Uniti o qualsiasi altro Paese, e tale opzione non figura nell'agenda della Repubblica Islamica dell'Iran", ha chiarito. "La posizione ferma del Paese e' di preservare i propri risultati nel settore nucleare all'interno del territorio iraniano", ha aggiunto.
Pezeshkian: "Da Usa provocazioni. Tradiscono diplomazia"
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di "provocazioni" e violazioni della tregua. Pezeshkian ha "criticato aspramente" Washington per "le continue violazioni degli impegni, le prepotenze e i comportamenti irragionevoli" durante i negoziati e il periodo di cessate il fuoco, riferisce l'agenzia Iran che riporta il comunicato su una telefonata tra il presidente e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che sta mediando tra Iran e Stati Uniti. Il presidente "ha ringraziato il Pakistan per i suoi seri sforzi volti a promuovere la pace", ma anche descritto le "azioni provocatorie e illegali" degli Stati Uniti, il cosiddetto blocco navale, come "una chiara violazione dell'accordo di cessate il fuoco". Queste azioni, "insieme alla retorica minacciosa dei funzionari statunitensi contro l'Iran, portano solo a intensificare la sfiducia riguardo alla serieta' dell'America e rivelano ulteriormente che gli Stati Uniti cercano di ripetere schemi precedenti e di tradire la diplomazia", ha avvertito.
Confindustria: "Rischio bolletta energia per imprese da +7 e fino a +21 miliardi"
Nell'ipotesi che la guerra in Iranfinisca a giugno (con un petrolio a 110 dollari in media annua), che riprendano i flussi commerciali pre-conflitto e che la capacità produttiva dei paesi del Golfo rimanga adeguata a sostenere l'offerta mondiale, le imprese manifatturiere italiane si ritroverebbero a pagare ulteriori 7 miliardi di euro l'anno in più in bolletta rispetto al 2025". "Se invece la guerra si dovesse protrarre per tutto il 2026, con un petrolio a 140 dollari in media annua, le imprese pagherebbero 21 miliardi in più", su livelli "non sostenibili per le nostre imprese". Lo stima il Centro studi di Confindustria nel quadro di una prima indagine, ascoltando gli imprenditori, sugli "impatti della guerra subiti dalle aziende industriali italiane": tra "i principali ostacoli" al momento il primo è il costo dell'energia.
Madrid: "Non parteciperemo ad alcuna operazione militare ad Hormuz"
"Non parteciperemo ad alcuna operazione militare nello stretto di Hormuz": lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in un'intervista alla radio statale Rne. Nella guerra fra Stati Uniti e Israele contro Iran, a 48 ore dalla fine della tregua e con il traffico marittimo sospeso per le operazioni incrociate, Albares ha segnalato: "Quello che vorremmo è che a un certo punto Hormuz torni a essere quello che era, e su questo non deve esserci alcun cambiamento: deve tornare a essere uno stretto con un passaggio libero, sicuro, gratuito per qualunque nave senza discriminazioni". "Se un giorno ci dovesse essere, una volta terminata la guerra, una verifica" da parte di missioni di Paesi come quelli riuniti nella coalizione dei cosidetti Volenterosi, "dovrebbe essere svolta sotto l'egida dell'Onu", ha aggiunto il capo della diplomazia iberica. Albares ha riconosciuto che allo stato sono "aumentate le tensioni militari" fra Iran e Stati Uniti: "Questo è lo scenario che vogliamo evitare, quello dell'escalation. Invito Iran ad andare a Islamabad e andare a negoziare", ha esortato.
Iran, Wsj: "Emirati chiedono a Usa linea swap valutario"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto agli Stati Uniti di aprire una linea di swap valutario in dollari a loro favore a titolo di risarcimento per i danni causati dalla guerra all'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal. I funzionari degli Emirati, secondo le fonti consultate dal quotidiano Usa, nelle recenti conversazioni con la controparte americana, hanno dichiarato esplicitamente che Washington deve garantire la loro sicurezza finanziaria in quanto e' stata una decisione unilaterale del presidente, Donald Trump, a trascinare il Paese nel conflitto. Gli esperti, aggiunge il Wall Street Journal, ritengono che la Federal Reserve non acconsentira' cosi' facilmente a questa richiesta poiche' la banca centrale americana utilizza di solito questa liquidita' per attutire l'impatto sull'economia Usa delle forti tensioni nei mercati finanziari.
Pechino: "Preoccupati dal sequestro da parte Usa della nave iraniana"
La Cina ha espresso preoccupazione per il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave battente bandiera iraniana che aveva tentato di eludere un blocco navale, esortando tutte le parti a riprendere i colloqui di pace. "Esprimiamo preoccupazione per l'intercettazione con la forza da parte degli Stati Uniti della nave in questione", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa.
Teheran: "Non abbiamo ancora deciso se partecipare ai colloqui"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. "Fino ad ora, non è previsto alcun incontro, poiché riteniamo che gli Stati Uniti non siano seriamente intenzionati a intraprendere un percorso diplomatico. Le autorità iraniane e il nostro team negoziale sono vigili sui complotti del nemico", ha dichiarato Baghaei, citato dall'agenzia Irna. "Non possiamo dimenticare la costosa esperienza che abbiamo avuto con gli Stati Uniti lo scorso anno, quando hanno attaccato l'Iran per due volte, tradendo al contempo gli impegni del dialogo. Tuttavia, gli Stati Uniti insistono nel ripetere il loro approccio irrazionale e irrealistico del passato. Ma questa volta l'Iran darà una risposta diversa", ha sottolineato Baghaei.
Iran, Teheran: "Nessuna nuova proposta sul tavolo"
L'Iran ha assicurato che non vi sono nuove proposte sul tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti. "Le nostre posizioni sono chiare: a differenza della controparte, che cambia costantemente la propria, noi rimaniamo saldi. Fin dall'inizio abbiamo detto che alcune cose erano inaccettabili, e molte delle questioni riportate dai media sono mere speculazioni, senza alcuna nuova proposta sul tavolo", ha assicurato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. Gli Usa, ha ricordato Baqaei, "hanno inizialmente presentato una proposta in 15 punti e noi ne abbiamo offerta una in 10 punti. Il tutto si e' trasformato in una sorta di pacchetto che e' stato esaminato durante la visita del comandante dell'esercito pakistano, ed entrambe le parti stanno presentando piani basati sulla proposta dell'altra".
Pichetto: "Gas a 70 euro è soglia per riattivare il carbone"
"Se il gas supera i 70 euro al megawattora potrebbe rendersi necessario riattivare" le centrali a carbone. Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'incontro "Il Santo Graal dell'Energia" in corso a Milano. "È - ha aggiunto - una cifra alta, oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30 euro. Ma quello è il punto di caduta. Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità. Il carbone resta una soluzione residuale, ma in caso di necessità dobbiamo farci trovare pronti".
Iran, Teheran: "Attacco a nostra nave è atto aggressione Usa"
L'Iran ha condannato l'attacco a una nave iraniana nello stretto di Hormuz. "L'Iran condanna l'attacco Usa alla nave commerciale iraniana come atto di aggressione", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. "Gli Stati Uniti hanno dimostrato una mancanza di serieta' nel perseguire la diplomazia attraverso comportamenti contraddittori e ripetute violazioni del cessate il fuoco", ha aggiunto.
Teheran: "Non accettiamo ultimatum. Se attacco, risponderemo"
L'Iran respinge le minacce e gli ultimatum del presidente americano Donald Trump. "La Repubblica Islamica dell'Iran, nel tutelare i propri interessi nazionali, non riconosce scadenze ne' ultimatum", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "La salvaguardia degli interessi nazionali proseguira' per tutto il tempo necessario e, in caso di nuove iniziative avventuristiche degli Stati Uniti o del regime sionista, le forze armate risponderanno con forza e con tutta la loro potenza", ha assicurato.
Media Iran: "Operativo il 95% delle infrastrutture aeroportuali"
Circa il 95% delle infrastrutture aeroportuali iraniane è intatto e operativo: è quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando il segretario dell'Associazione delle compagnie aeree. Fars afferma che, al massimo, una ventina di velivoli del paese hanno subito gravi danni. La notizia giunge mentre l'Iran si prepara a riaprire il proprio spazio aereo ai voli commerciali.
Mustafa: "Pilastro stabilizzazione Gaza unica struttura sicurezza"
"Un pilastro fondamentale della stabilizzazione forzata di Gaza sara' un quadro di sicurezza unificato e completo". Lo ha detto il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa intervenendo all'apertura della riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles. "Cio' dovrebbe essere realizzato attraverso l'attuazione della politica di un unico Stato, un unico governo, una sola legge e un'unica arma, con la graduale e responsabile raccolta delle armi da tutti i gruppi armati e il completo ritiro di Israele da Gaza. - ha spiegato Mustafa - Il nostro obiettivo comune di realizzare un'unica struttura di sicurezza sotto l'autorita' legittima dovrebbe guidare l'efficace coordinamento tra la forza internazionale di stabilizzazione, l'Autorita' Palestinese, le istituzioni di sicurezza e gli altri attori internazionali. La sicurezza non deve essere frammentata. Deve essere istituzionale, responsabile e fondata sullo stato di diritto e sulla sovranita'".
Teheran: "Usa violano tregua. A ora no piani nuovi negoziati"
L'Iran non ha al momento in programma di partecipare a nuovi negoziati, Lo ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia Tasnim. "Il blocco navale e l'attacco contro una nave mercantile iraniana costituiscono una flagrante violazione del cessate il fuoco. Tenendo conto degli interessi e del benessere della nazione iraniana, saranno prese le decisioni necessarie sulla linea d'azione da seguire", ha spiegato ancora a quanto riferito dai media iraniani.
Pezeshkian: "Carenze in energia e carburante, dobbiamo sincerità al popolo"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato i funzionari ad attuare riforme nella gestione per evitare ulteriori pressioni sulla popolazione a causa di problemi come le carenze nel settore energetico e dei carburanti. E' quanto riporta l'agenzia Irna. "Dobbiamo tenere informati i cittadini sulla realtà del Paese in questa situazione di crisi e non presentare informazioni errate o promesse irrealistiche, al fine di evitare un indebolimento della fiducia pubblica. Dobbiamo essere trasparenti e sinceri", ha sottolineato.
Mo, Mustafa: "Annessione non produrrà mai coesistenza"
"Le lezioni degli ultimi anni sono molto chiare: la guerra non ha prodotto la pace, l'assedio non ha prodotto la sicurezza, l'occupazione non ha prodotto la stabilita'. Lo sfollamento forzato non produrra' legittimita' e l'annessione non produrra' mai coesistenza". Lo ha detto il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa intervenendo all'apertura della riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati, Israele - Palestina, e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles.
Gli Usa diffondono il video dei marines che salgono sulla nave iraniana
Un filmato notturno del Comando Centrale degli Stati Uniti mostra i marine statunitensi della Uss Tripoli che si avvicinano alla nave Touska, battente bandiera iraniana, sequestrata ieri nel Golfo dell'Oman. Il video, pubblicato da Cnn, mostra elicotteri che sorvolano la nave mercantile e coni container metallici sottostanti, con una persona che si cala verso di essi tramite una corda. I Marines hanno abbordato la nave e sono saliti a bordo della Touska dopo che il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance ha disattivato il sistema di propulsione dell'imbarcazione, in quanto "non aveva ottemperato ai ripetuti avvertimenti delle forze statunitensi per un periodo di sei ore", ha aggiunto il Centcom.
Libano, Tajani: "Bene condanna Saar profanazione statua Cristo"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso apprezzamento per la condanna giunta dall'omologo israeliano, Gideon Saar, nei confronti della profanazione di una statua di Cristo avvenuta a opera di un soldato delle Idf nel Sud del Libano, episodio definito "inaccettabile" dal vicepremier. "Bene il ministro degli Esteri israeliano Saar che ha condannato con grande fermezza, annunciando provvedimenti disciplinari, il grave atto compiuto da un soldato dell'Idf che distrugge a martellate una statua di Gesu' in un villaggio cristiano nel Sud del Libano", ha scritto Tajani su X, "un violento accanimento contro i cristiani che in Medioriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai piu'". "Profanare i simboli del cristianesimo, dell'ebraismo e dell'Islam non e' una manifestazione di forza ma solo di debolezza, contraria a tutti i principi in favore della liberta' e del dialogo interreligioso", ha aggiunto il ministro degli Esteri.
Iran, Mustafa: "Solidarietà a partner arabi oggetto di attacchi"
"Desidero esprimere la nostra forte solidarieta' ai nostri partner arabi che sono stati oggetto di attacchi iraniani durante la recente guerra, e il nostro fermo rifiuto di qualsiasi violazione della loro sovranita' e sicurezza". Lo ha detto il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa intervenendo all'apertura della riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles.
Milei in Israele: "La guerra contro l'Iran è la cosa giusta da fare"
Durante la sua terza visita in Israele da presidente dell'Argentina, Javier Milei ha presieduto la firma a Gerusalemme di tre memorandum d'intesa bilaterali riguardanti la lotta al terrorismo, l'intelligenza artificiale e la connettività aerea: lo ha annunciato il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, al termine degli incontri tra la delegazione argentina, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e altri funzionari locali. A margine dell'evento, Milei ha espresso il suo esplicito sostegno alla guerra contro l'Iran condotta da Netanyahu e dal suo omologo statunitense, Donald Trump. "Esprimiamo il nostro fermo sostegno agli Stati Uniti e a Israele nella loro guerra contro il terrorismo e contro il regime iraniano, non solo perché è la cosa giusta da fare, ma perché i nostri Paesi sono fratelli nella sofferenza", ha dichiarato il leader ultraliberista. Da parte sua, Netanyahu ha elogiato Milei con un post su X. "Benvenuto in Israele, benvenuto a Gerusalemme, amico mio, presidente dell'Argentina @JMilei, un grande amico dello Stato di Israele. Israele e Argentina sono uniti, più forti che mai", ha scritto il leader israeliano.
Teheran: "Se ci saranno segnali positivi, potremmo andare a Islamabad"
Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre in un'intervista a Al Jazeera alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni. L'Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò "non significa negoziare a qualsiasi costo" né accettare "qualsiasi approccio adottato dall'altra parte". L'Iran ha fissato delle linee rosse, e queste "devono essere rispettate", ha affermato. Alla domanda se l'Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno "segnali positivi".
Mo, Francia-Svezia: "Dazi per insediamenti illegali Israele"
Francia e Svezia chiedono che l'Unione europea adotti misure contro gli insediamenti illegali di Israele in Cisgiordania, tra cui "dazi sui prodotti provenienti dagli insediamenti e restrizioni alle importazioni mediante licenze all'esportazione". Lo si legge in un non-paper dei due Paesi, di cui l'AGI ha preso visione, in vista del Consiglio Esteri Ue di domani a Lussemburgo. "Nonostante la chiara violazione del diritto internazionale, gli insediamenti e la violenza dei coloni stanno aumentando a un ritmo record", affermano Parigi e Stoccolma, che ritengono che l'Ue debba "urgentemente aumentare la pressione su Israele affinche' interrompa la sua politica e le sue pratiche di insediamento". I due governi ritengono inoltre che l'Ue debba adottare "misure piu' incisive per limitare i rapporti commerciali con gli insediamenti illegali. Chiediamo pertanto alla Commissione di esaminare con urgenza la fattibilita' giuridica e pratica dell'introduzione di misure come dazi sui prodotti provenienti dagli insediamenti e restrizioni alle importazioni mediante licenze all'esportazione", misure che sarebbero basate sul fatto che "gli insediamenti illegali sono al di fuori dell'ambito di applicazione dell'Accordo di associazione" tra Ue e Israele. Secondo i due Paesi la situazione, "in rapido e grave deterioramento, richiede un'azione in tal senso". "Accoglieremmo con favore proposte concrete da parte della Commissione, in stretta cooperazione con l'Eeas", il Servizio europeo per l'azione esterna, ovvero il servizio diplomatico dell'Ue, "su varie opzioni da discutere in Consiglio nelle prossime settimane", conclude il non-paper.
Mo, Kallas: "Israele fermi espansione negli insediamenti"
"La soluzione dei due Stati e' l'unico modo in cui sia i palestinesi che gli israeliani possano vivere in sicurezza, dignita' e pace". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas aprendo la riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles. "Abbiamo condannato azioni unilaterali come l'espansione degli insediamenti che minano la soluzione dei due Stati e sollecitiamo il governo israeliano a revocare queste decisioni. - ha proseguito Kallas - Israele dovrebbe inoltre sbloccare con urgenza, insieme alle autorizzazioni sanitarie, le entrate derivanti dalle autorizzazioni per garantire il corretto funzionamento dell'Autorita' Palestinese".
Carburanti, Mimit: undicesimo giorno di ribassi prezzi
Proseguono i ribassi, progressivi e costanti, dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Lo rileva il Mimit segnalando che i dati di oggi dell'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano l'undicesimo giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalita' "self service" e' pari a 1,758 euro al litro per la benzina e 2,103 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self e' di 1,791 euro al litro per la benzina e 2,141 euro al litro per il gasolio.
Mo, Kallas: "Soluzione due stati basata su diritto internazionale"
"L'obiettivo e' esplorare come possiamo intensificare il nostro impegno collettivo per la soluzione dei due Stati, basata sul diritto internazionale". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas aprendo la riunione ministeriale dell'Alleanza Globale per l'Implementazione della Soluzione a Due Stati e del Comitato di Collegamento Ad Hoc (AHLC) a Bruxelles. "La Dichiarazione di New York fornisce un importante quadro politico per orientare questi sforzi. - ha spiegato Kallas - E sebbene tali impegni si siano gia' tradotti in azioni concrete, possiamo e dobbiamo fare di piu' per garantire il rispetto dei diritti umani e la responsabilita', per proteggere il popolo palestinese e per mettere la soluzione dei due Stati saldamente sul tavolo delle trattative".
Lazar: "Meloni non è più il ponte tra Bruxelles e Washington"
"Meloni voleva essere il ponte tra Bruxelles e Washington". Ma "Oggi c'è una forte tensione tra Meloni e Trump sulla guerra in Iran, sebbene inizialmente la premier avesse detto di non condividere l'attacco, senza però condannarlo. Per poi affermare che non è un conflitto riguardante l'Europa. Meloni ha deciso di compensare rivolgendosi verso l'Ue. Ma durerà?". Se lo chiede il politologo Marc Lazar, in un'intervista alla Stampa. "Meloni - spiega Lazar - pensava che il sostegno di Trump sarebbe potuto essere utile sul piano interno da un punto di vista ideologico, perché condivide diversi elementi con il presidente". Ma, aggiunge, "la premier ha capito che il sostegno di Trump non è accettato dagli italiani". L'avvicinamento di Meloni a Macron, secondo il politologo, avrà "indubbiamente" ripercussioni sui populismi europei di estrema destra: "il fatto che la premier italiana abbia accettato di andare a Parigi e di partecipare alla missione nello Stretto di Hormuz mette gli altri partiti nazionalpopulisti dinnanzi ad un problema: cosa fare con l'Europa? Adesso - dice - dovranno scegliere tra la ricerca dello scontro con Bruxelles senza l'uscita dall'Ue, come fa Marine Le Pen e fino a poco tempo fa Victor Orban, e il compromesso, seguendo l'esempio della premier italiana". Parlando delle elezioni ungheresi, infine, Lazar ha commentato così: "non penso che la recente sconfitta di Orban in Ungheria preannunci la disfatta dei nazionalpopulisti. Non bisogna dimenticare che il prossimo anno si voterà in Italia, Francia, Polonia, Austria e Spagna e la gente non si esprimerà tenendo in considerazione il risultato ungherese".
Pezeshkian: "Utilizzare ogni via diplomatica per ridurre le tensioni"
Il presidente iraniano Pezeshkian tenta di allentare le tensioni dopo l'escalation del fine settimana tra Stati Uniti e Iran. "La guerra non è nell'interesse di nessuno e, pur resistendo alle minacce, ogni via razionale e diplomatica dovrebbe essere percorsa per ridurre le tensioni", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. Il presidente iraniano ha pero aggiunto che "la diffidenza verso il nemico e la vigilanza nelle interazioni sono una necessità innegabile".
Borsa: Tokyo, chiusura in rialzo (+0,60%)
La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in rialzo con la tecnologia nuovamente in evidenza, nonostante la cautela per l'assenza di un accordo tra Tehran e Washington sul transito delle navi nello Stretto di Hormuz, dopo il sequestro di una nave cargo iraniana che stava tentando di forzare il blocco da parte degli Stati Uniti. L'indice di riferimento Nikkei segna un progresso dello 0,60%, a quota 58.824.89, con un guadagno di 348 punti, mentre il prezzo del petrolio Brent è salito di otre il 5% assestandosi sopra i 95 dollari. Sul fronte valutario lo yen è poco variato sul dollaro, a 158,90, e sull'euro a 186,70.
Borse europee, avvio in rosso con nuove tensioni Usa-Iran
Avvio in netto calo per le Borse europee, mentre i prezzi del petrolio e del gas sono nuovamente aumentati in seguito a un'escalation nelle tensioni Usa-Iran nel fine settimana. Gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave cargo con bandiera iraniana nel Golfo di Oman, mentre Teheran ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz e ha dichiarato che non partecipera' a un secondo ciclo di negoziati. L'interruzione prolungata in questa fondamentale rotta marittima ha provocato uno shock senza precedenti nell'approvvigionamento energetico, aumentando i rischi di inflazione e minacciando la crescita economica, con le economie europee importatrici di energia particolarmente esposte. Sara' una giornata priva di dati macro rilevanti in Europa. L'indice Cac 40 di Parigi cede l'1,08%, il Dax 30 di Francoforte perde l'1,28% e l'Ftse 100 di Londra registra una flessione dello 0,39. A Madrid l'Ibex arretra dello 0,94% e l'indice Ftse Mib di Milano segna un -1,41%.
Libano, media: "Attacco nel sud"
L'esercito israeliano ha attaccato villaggio di Al-Tiri, nel sud del Libano. Lo riporta la rete libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah. Le Idf avvertono intanto i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. "Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah", afferma il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X. Il portavoce ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono fare ritorno. "Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki", aggiunge Adraee. Durante il cessate il fuoco, l'esercito ha dichiarato che avrebbe continuato a bonificare l'area attualmente sotto il suo controllo dalle infrastrutture, dagli attivisti e da qualsiasi altra minaccia di Hezbollah. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che le Idf raderanno al suolo tutti i villaggi libanesi al confine, ad eccezione di alcune comunità cristiane.
Oro: in calo per le nuove tensioni a Hormuz
L'oro ha perso oltre l'1%, scendendo sotto i 4.800 dollari l'oncia e azzerando i guadagni della settimana precedente. In parallelo, la riaccensione delle tensioni nello Stretto di Hormuz ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, riattivando i timori sull'inflazione. Nell'ultima escalation, il presidente Donald Trump ha riferito che la Marina statunitense ha aperto il fuoco e sequestrato una nave cargo battente bandiera iraniana nel Golfo di Oman, dopo il mancato rispetto degli avvertimenti mentre lasciava Hormuz. Teheran ha reagito prendendo di mira alcune imbarcazioni e rivendicando il controllo sullo Stretto, definendo illegittimo il blocco statunitense sulle navi legate all'Iran. Trump ha comunque indicato margini per un'intesa in vista di un nuovo round di colloqui in Pakistan, mentre da parte iraniana prevale scetticismo sulle possibilita' di accordo. Il protrarsi del conflitto ha innescato uno shock sull'offerta energetica, alimentando le pressioni inflazionistiche e rafforzando le attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, fattori che hanno pesato sull'oro. Il metallo prezioso resta in calo di circa il 10% dall'inizio della guerra.
Borsa Milano, apre in netto calo -1,41%, corrono energetici
Piazza Affari apre in netto calo, la prima seduta della settimana. Il sentiment degli investitori e' frenato dai bruschi sviluppi geopolitici del fine settimana, con nuove tensioni nello Stretto di Hormuz. L'indice Ftse Mib registra -1,41% a 48.179. il listino e' spinto dagli energetici con Eni a guidare i rialzi a +3,19%. Eni ha appena annunciato una nuova scoperta di gas in Indonesia (pozzo Geliga-1) nel bacino di Kutei; stime preliminari indicano circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati. Saipem +2,27%, dopo aver firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la bioraffineria di Priolo (Sicilia), valore complessivo circa 700 milioni di euro, con completamento previsto entro fine lavori. Tenaris +2%. In luce Avio +1,7%. Maglia nera per Stellantis -2,77%. E cala il lusso con Cucinelli a -2,16%. Tra i finanziari UniCredit -1,9%. La banca guidata da Andrea Orcel stima un utile netto intorno a 21 miliardi nel 2030 post fusione con Commerzbank; ricavi attesi a circa 45 miliardi e costi sotto 14,5 miliardi. Intesa Sp -1,47%, Banca Mps +0,13%, Mediobanca +0,3%.
Iran, Crosetto: "A Hormuz con Onu ma Parlamento dica comunque sì"
"Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che" per la missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz "ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzero' se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace": lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della Sera. "E non penso", ha aggiunto Crosetto, "che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo". Per il ministro "l'Italia, che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine". "Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi", ha osservato Crosetto, "ma per inviarle occorre la fine delle ostilita', perche' nessuno vuole entrare in una guerra". Il ministro ha spiegato di non temere ritorsioni dagli Stati Uniti, dopo le critiche di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni: "Qualcuno dei suoi collaboratori gli spieghera' la verita', quali sono le nostre regole d'ingaggio. Trump prendera' atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull'Italia". "L'Italia e' sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa", ha osservato, e Sigonella "non ha pesato nulla: gli americani sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare". Della guerra scatenata dall'attacco all'Iran, Crosetto ha affermato che, "se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra, si e' trattato di un grave errore". Per quanto riguarda gli attacchi all'Unifil in Libano, Crosetto ha ricordato di aver chiesto "piu' volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari". "Unifil e' in ritardo per cambiare perche' a dicembre finira'", ha sottolineato il ministro, "e dovremo pensare come sostituirla. Perche' un Libano che esplode e' l'ennesimo problema per il mondo".
Iran, due arrestati in Israele con accusa spionaggio pro Teheran
Due giovani sono stati arrestati in Israele con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran. Lo ha annunciato la polizia israeliana, secondo la quale uno dei sospetti aveva in programma di sottoporsi a un addestramento in un Paese arabo. Sagi Haik, diciannovenne di Ness Ziona, e Assaf Chetrit, ventunenne di Beit Oved, compariranno oggi presso il tribunale distrettuale di Lod-Central per l'incriminazione formale. Haik, si legge nel comunicato della polizia, "aveva accettato di sottoporsi a un addestramento in uno dei Paesi arabi e gli era stato persino chiesto di reclutare altre persone per svolgere missioni sotto la direzione degli iraniani". Secondo le forze dell'ordine, diversi membri della famiglia di Haik avrebbero ricevuto "messaggi minacciosi" dall'agente iraniano dopo che il giovane gli aveva rivelato i loro dati personali. Durante l'interrogatorio, Haik avrebbe confessato di aver aiutato Chetrit, a portare a termine una missione per il suo referente. Haik sarebbe stato in contatto con l'agente iraniano "per diversi mesi prima" del suo arresto, avvenuto a marzo.
Media Iran: "Droni iraniani hanno attaccato navi Usa"
"I terroristi americani poche ore fa hanno attaccato una nave portacontainer iraniana di nome Touska, che era diretta in Iran provenendo dalla Cina, nel Golfo di Oman. Dopo l'attacco degli americani, le forze iraniane hanno a loro volta attaccato con droni alcune navi militari americane. L'Iran risponderà a qualsiasi azione degli americani con la dovuta rappresaglia". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim.
Borsa: l'Asia chiude positiva e guarda a negoziati Usa-Iran
Le Borse asiatiche chiudono in terreno positivo mentre si guarda ai negoziati tra Stati Uniti e Iran ed agli sviluppi per lo stretto di Hormuz. Sui mercati torna il clima di incertezza con le materie prime dell'energia in rialzo. Verso un avvio negativo per i listini europei, dove i future sono in calo. Sale Tokyo (+0,60%). Sul fronte valutario lo yen è poco mosso sul dollaro, a 158,83, e sull'euro poco sopra a un livello di 186,80. A contrattazioni ancora in corso sale anche Hong Kong (+0,7%), Shanghai (+0,6%), Shenzhen (+0,52%), SEul (+0,4%) e Mumbai (+0,5%). Giornata scarna di dati macroeconomici. Ad aprile la Banca popolare cinese ha mantenuto i propri tassi di riferimento sui prestiti ai minimi storici per l'undicesimo mese consecutivo, in linea con le aspettative del mercato.
Gas: prezzo apre in rialzo oltre 41 euro per megawattora
Il prezzo del gas apre in rialzo oltre 41 euro per megawattora. I future del gas naturale europeo sono aumentati di quasi il 7%, arrivando a 41,4 euro per MWh, dopo essere saliti fino all'11% nei primi scambi asiatici, invertendo le perdite di venerdi', poiche' l'Iran ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta al blocco in corso dei suoi porti da parte degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Marina degli Stati Uniti ha sparato e reso inattivo un cargo con bandiera iraniana nel fine settimana, mentre Teheran ha avvertito le navi che saranno attaccate se tenteranno di passare. Un'escalation arrivata dopo che venerdi' lo Stretto era stata riaperto. Diversi metaniere di gnl trasportanti combustibile qatariota si sarebbero avvicinate allo stretto nei giorni scorsi, ma sono state costrette a ritornare indietro o rimanere inattive. Dall'inizio del conflitto a fine febbraio, nessuna esportazione di gnl ha lasciato la regione, interrompendo circa il 20% della fornitura globale.
Funzionario Iran: "Per Mojtaba solo lieve ferita alla gamba"
La nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei ha riportato una lieve ferita alla gamba durante i raid aerei israelo-americani contro il suo complesso residenziale, secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano. Lo scrive Iran International. Azim Ebrahimpour ha dichiarato che Mojtaba Khamenei si trovava all'interno del complesso al momento dell'attacco ed è stato leggermente ferito dall'onda d'urto di un missile. Ha inoltre affermato che le notizie di altre ferite erano false e che le speculazioni sul suo stato di salute miravano a creare divisioni.
Conte: "La missione a Hormuz solo col via libera dell'Onu e le garanzie per i soldati"
"A mio avviso un eventuale intervento coordinato può essere preso in considerazione, proprio perché volto a ripristinare il diritto internazionale, soltanto sotto l'egida delle Nazioni Unite e nella cornice di una risoluzione del suo Consiglio di sicurezza". Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, in un colloquio con il quotidiano il Messaggero. Altra "premessa imprescindibile", se l'Italia fosse coinvolta, è la 2garanzia di sicurezza dei nostri militari". La premier Meloni, per Conte, "ha esposto famiglie e imprese italiane a pagare il prezzo dei suoi fallimenti in politica estera. Ha il dovere di chiarire qual è il ruolo dell'Italia in questo contesto, quali sono i rischi e quali sono i punti di caduta della sua politica estera". A suo parere, infatti, non sono bastate le prese di distanza da Trump, dopo gli attacchi al Pontefice. "Giorgia Meloni - ha detto - non pensi che bastino un paio di giravolte negli ultimi giorni per cancellare le sue macroscopiche responsabilità in questi tre anni di condotta estera in cui ha assecondato le violazioni del diritto internazionale e chiuso tutti e due gli occhi di fronte a crimini contro l'umanità". Tornando a parlare del conflitto in Medio Oriente, il leader del M5s ha detto che "bisogna stare attentissimi a non lasciarsi coinvolgere in interventi che non siano diplomatici". Quanto accaduto ultimamente, "con i ripetuti e ingiustificabili attacchi ai contingenti Unifil", conclude Conte, "deve spronare il governo ad avere risposte chiare da Trump e Netanyahu rispetto alle loro prossime mosse e ai reali obiettivi, tuttora ambigui, che stanno perseguendo in Iran e Libano".
Libano, Saar: profanazione statua Cristo atto vergognoso
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha condannato come un "atto vergognoso" la profanazione di una statua di Cristo a opera di un soldato delle Idf avvenuta in un villaggio del Libano meridionale. L'immagine che mostra il militare mentre martella la testa di un'effigie di Gesu' capovolta e staccata dalla croce ha avuto grande diffusione nelle scorse ore e le forze armate israeliane ne hanno riconosciuto l'autenticita'. "Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane e' grave e vergognoso", ha affermato Saar in una nota, "mi complimento con le Forze di Difesa Israeliane per la loro dichiarazione, per aver condannato l'accaduto e per l'indagine in corso, e sono convinto che verranno presi i necessari provvedimenti severi contro chiunque abbia commesso questo vile gesto". "Questo atto vergognoso e' totalmente contrario ai nostri valori", ha aggiunto il ministro degli Esteri israeliano, "ci scusiamo per l'accaduto e con ogni cristiano i cui sentimenti sono stati feriti".
Oro in calo, spot a 4.786,04 dollari
Avvio di settimana in calo per l'oro. Il metallo prezioso spot viene scambiato questa mattina a 4.786,04 dollari l'oncia, in ribasso dello 0,92%. In calo anche l'argento che passa di mano a 80,41 dollari (-2,45%).
Pichetto Fratin: "No alle forniture russe, ma la chiusura di Hormuz è un problema serio"
È favorevole a non interrompere l'acquisto di gas russo, quantomeno quello liquido? "La mia risposta è no, in linea con la valutazione che fa in questo momento l'Unione europea". Lo dice il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, in un'intervista alla Stampa. Il ministro ha sottolineato, parlando della crisi determinata dal conflitto in Medio Oriente, che "sul gas fortunatamente siamo lontani dai prezzi di quattro anni fa. Il venir meno del venti per cento di petrolio a livello mondiale con la chiusura dello Stretto di Hormuz è invece un problema serio". Pichetto ha ricordato cosa ha fatto fin qui il governo per far scendere le bollette energetiche: "prima della guerra avevamo dato un segnale con l'abbassamento di quasi venti euro a megawatt/ora per le imprese. Abbiamo iniziato un confronto con Bruxelles per i meccanismi che riguardano il calcolo perverso di formazione dei prezzi: a determinarlo è per tutte le fonti di produzione quella più costosa, ovvero il termoelettrico ottenuto dal gas". Se, ha aggiunto, "per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili, i prezzi calerebbero sensibilmente". Parlando della legge sul nucleare, il ministro ha ribadito che l'auspicio è che il Parlamento l'approvi "prima della pausa estiva, poi sarà mia responsabilità definire i decreti attuativi entro fine anno". La prima centrale nucleare in Italia, dice, ci sarà entro il 2035, mentre la nostra produzione di nucleare, entro il 2050, potrebbe essere "un buon risultato" se toccasse il 20 per cento.
Iran, Boccia: "Navi a protezione Hormuz? Senza pace non ha senso"
"Il blocco dello Stretto di Hormuz sta gia' producendo danni enormi alle imprese italiane". A dirlo e' Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, in una intervista al Messaggero, che parla di una crisi logistica destinata a trasformarsi in crisi industriale. "Il Forum italiano sull'Export stima in 20-21 miliardi il valore delle merci bloccate, con 3-4 miliardi gia' persi perche' deperiti. E i danni futuri saranno ancora piu' ingenti". Secondo Boccia, il governo dovrebbe intervenire subito "in difesa delle nostre imprese, con strumenti simili a quelli adottati durante il Covid: credito d'imposta urgente, sostegno alla liquidita', finanziamenti a lungo termine a tasso zero", coinvolgendo Sace e Cdp. "Ma dall'esecutivo non e' arrivata alcuna risposta: ne' dalla premier, ne' dai ministri competenti", mentre le aziende devono fronteggiare ritardi, rincari e ordini annullati. Sull'ipotesi di inviare navi militari a protezione di quelle commerciali, Boccia e' netto: "Non ci si lava la coscienza cosi'. Gli armatori non rischiano il capitale finche' non c'e' una pace vera e duratura: quello Stretto, semplicemente, non funziona piu'". Quanto alla politica estera, Boccia non vede un reale cambio di linea da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Dopo il No al referendum la reazione e' stata di arroganza: rimpasto mascherato, forzature parlamentari, nessuna apertura alle opposizioni sulle misure economiche legate alla guerra". Sul fronte internazionale, critica il mancato sostegno a una mozione contro Benjamin Netanyahu "per aggiornare il suo profilo di criminale dopo il genocidio del 2025" e parla di un risveglio tardivo della premier. Se il Pd fosse stato al governo, afferma Boccia, "avremmo riconosciuto subito lo Stato di Palestina, rotto i rapporti con l'amministrazione Netanyahu e detto no all'invasione della Cisgiordania". E sui dazi americani, la linea sarebbe stata piu' dura: "Trump e' un bullo e ai bulli si risponde. Al 15% americano bisognava reagire con le norme anti-coercizione, insieme a Francia, Spagna e Germania". La sconfitta di Viktor Orba'n in Ungheria viene letta come "la dimostrazione che il nazionalismo fallisce di fronte alla complessita'". "Produce debolezza e isolamento", mentre all'Europa spetta ora il compito di dare risposte sia agli Stati Uniti di Donald Trump sia alla Cina. La ricetta della sinistra, secondo Boccia, passa da "un'Europa della giustizia sociale", come indicato dalla conferenza di Barcellona e dagli interventi di Elly Schlein, e dalla trasformazione dei rapporti Draghi e Letta in veri piani europei. Sul piano interno, Boccia attacca la destra italiana "ancorata a un modello che usa l'immigrato come capro espiatorio" e ridimensiona i dati macroeconomici positivi: "Lo spread scende anche perche' la Germania va male. L'occupazione calera' ancora, i giovani lavorano meno, i salari non crescono, aumenta la cassa integrazione e il costo della vita continua a salire".
Iran: "Reagiremo presto al blocco della nostra nave"
"L'Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell'esercito statunitense", ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia. "Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d'Oman. Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim.
Crosetto: "Per la missione a Hormuz spero nel via libera dell'Onu"
"Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace. E non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della sera, parlando della missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. "L'Italia - ha sottolineato - che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine. Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi. Ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra". Il ministro dice di non temere ritorsioni dagli Usa, dopo gli attacchi riservati a Trump dalla premier Meloni: "qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d'ingaggio.Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull'Italia" ha specificato Crosetto. Parlando del conflitto in Medio Oriente, poi, ha detto che, a suo parere, "se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra si è trattato di un grave errore". Parlando dell'Unifil, Crosetto ha ricordato di aver chiesto "più volte un cambio di passo e di regole con atti ufficiali, a maggiore protezione dei nostri militari". Ora, "Unifil è in ritardo per cambiare perché a dicembre finirà. E dovremo pensare come sostituirla. Perché un Libano che esplode è l'ennesimo problema per il mondo". In conclusione, tornando a parlare del rapporto con gli Usa, il ministro ha commentato così: "l'Italia è sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa" e Sigonella "non ha pesato nulla: gli americani sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare".
Il prezzo del gas apre in rialzo a 40,96 euro al megawattora
Avvio in rialzo per il prezzo del gas, mentre si guarda alle trattative tra Usa e Iran ed agli sviluppi per lo stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il 5,7% a 40,96 euro al megawattora.
Ministro Israele: "Crocifisso distrutto è vergognoso, scusa a cristiani"
"Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato dell'Idf nel sud del Libano è un atto grave e vergognoso. Mi congratulo con l'Idf per la loro dichiarazione, per aver condannato l'accaduto e per aver avviato un'indagine". Lo afferma su X il ministro degli Esteri di Israele Gideon Sa'ar, riferendosi alla foto che ritrae un soldato distruggere con una mazza una statua di Gesù. "Sono fiducioso che verranno presi i necessari provvedimenti severi contro chiunque abbia compiuto questo vile gesto. Questa azione vergognosa è totalmente contraria ai nostri valori - aggiunge - Israele è un Paese che rispetta le diverse religioni e i loro simboli sacri, e promuove la tolleranza e il rispetto reciproco tra le fedi. Ci scusiamo per questo incidente e con ogni cristiano che si è sentito ferito".
Ghalibaf: "La finanza non si faccia influenzare dalle burocrazie Usa"
Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha messo in guardia gli operatori dei mercati finanziari dal lasciarsi influenzare dalla "burocrazia dei funzionari statunitensi", in vista della riapertura del mercato petrolifero. "Fare trading digitale sul petrolio seguendo le vibrazioni è come coprirsi dalle fluttuazioni dei titoli di Stato durante la crisi dello Stretto di Hormuz", ha affermato sul suo account X, aggiungendo: "Entrambi sono un castello di carte, che funziona solo sulla carta". "Differenza: il petrolio almeno ha un contratto di riferimento per il Brent. I titoli di Stato? Vibrazioni a non finire. Indice Eucrbrdt Gp", ha aggiunto il capo della squadra negoziale iraniana nei colloqui di Islamabad con gli Stati Uniti.
Libano, Idf a residenti: "Restate a nord della linea gialla"
L'esercito israeliano ha invitato la popolazione del Libano meridionale a restare a nord della 'linea gialla' tracciata di recente in previsione di nuovi attacchi contro Hezbollah. "Per la vostra sicurezza durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a mantenere le proprie posizioni nel Libano meridionale in stato di allerta contro le attivita' terroristiche di Hezbollah", ha dichiarato il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane, il colonnello Avichay Adraee, "per la vostra sicurezza e la tranquillita' delle vostre famiglie, vi preghiamo di non spostarvi a sud della linea gialla", ovvero l'area del fiume Litani, di Wadi Salqani e di Saluqi.
Idf a civili libanesi: "Non tornate nei villaggi del sud"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno avvisato i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. "Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale a fronte della continua attività terroristica di Hezbollah", afferma il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X. Il militare ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono tornare. "Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki", aggiunge Adraee. Durante il cessate il fuoco, l'esercito ha affermato che continuerà a bonificare l'area attualmente sotto il suo controllo da infrastrutture, militanti e qualsiasi altra minaccia di Hezbollah. Inoltre, durante la notte, l'Idf afferma di avere attaccato un lanciarazzi "completamente armato e pronto al fuoco nella zona di Qalawiya, nel Libano meridionale, a nord della linea del fronte, per prevenire una minaccia diretta alle città israeliane settentrionali. Esso rappresentava una minaccia immediata per le forze Idf e per i cittadini israeliani ed è stato preso di mira per eliminare tale minaccia".
Mo, Nyt: "Hamas disposto a cedere solo alcune armi"
Hamas è disposto a cedere solo ''alcune armi'' in dotazione della polizia e delle forze di sicurezza interna, come ad esempio migliaia di fucili automatici, ma non a rinunciare ai suoi razzi e alle armi pesanti, come richiesto da Stai Uniti e da Israele che vogliono un disarmo totale del gruppo. Lo hanno detto due funzionari di Hamas al New York Times a condizione di anonimato. Le fonti hanno spiegato che verranno consegnate le armi al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, il gruppo tecnocratico istituito dal Board of Peace del presidente americano Donald Trump per governare l'enclave palestinese dopo due anni di guerra. Secondo gli analisti, la dichiarazione dei funzionari di Hamas al New York Times rappresenta un cambiamento di rotta sul tema del disarmo. Potrebbe trattarsi di una concessione iniziale che porterà a ulteriori progressi, oppure semplicemente di un tentativo di deviare le pressioni internazionali. "Hamas potrebbe semplicemente cercare di evitare di respingere il piano di Trump", ha affermato Mkhaimar Abusada, professore di scienze politiche all'Università Al-Azhar di Gaza, che ora vive al Cairo. "Ma se accettassero di rinunciare alle armi della polizia, si aprirebbe la strada a ulteriori negoziati sul resto del loro arsenale", ha aggiunto.
Petrolio ancora in corsa dopo il sequestro della nave iraniana, Wti +6,19%
Il petrolio continua la sua corsa questa mattina dopo il sequestro della nave iraniana nello stretto di Hormuz da parte degli americani. I. Brent avanza del 5,53% a 95,38 dollari al barile e il Wti guadagra il 6,19% a 89,04 dollari.
Iran, Teheran: "Droni contro navi Usa dopo cattura imbarcazione"
L'Iran ha lanciato droni contro alcune navi militari statunitensi in risposta alla cattura di una portacontainer di Teheran che stava cercando di forzare il blocco navale americano dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran. Il dispaccio non contiene alcun dettaglio su obiettivi, portata dell'attacco ed eventuali danni inflitti.
Teheran: "Impiccati questa mattina due uomini affiliati al Mossad"
La magistratura iraniana ha annunciato che due uomini, accusati di affiliazione al Mossad israeliano, sono stati giustiziati per impiccagione questa mattina. "Mohammad Masoumshahi e Hamed Validi erano membri di una rete di spionaggio, con legami con il Mossad israeliano attraverso visite nel Kurdistan iracheno e tramite i social media. Hanno ricevuto addestramento operativo terroristico su come fabbricare proiettili esplosivi e lanciatori", ha dichiarato la magistratura in un comunicato, citato dall'Irna. Sono stati accusati di Moharebeh (guerra contro Dio) e di "collaborazione con gruppi ostili e il regime sionista", "cospirazione e organizzazione di manifestazioni contro la sicurezza del Paese", "appartenenza a gruppi terroristici" e "propaganda contro il sistema", si legge nel comunicato, che aggiunge: "I criminali, residenti a Karaj, Isfahan e Teheran, hanno appiccato incendi in alcuni edifici militari e pubblici e hanno inviato i video ai loro capi, ricevendo un compenso. Il gruppo aveva anche pianificato di attaccare due centri militari e pubblici a Teheran".
Borse asiatiche: in cauto rialzo con nuove tensioni Usa-Iran
Le Borse asiatiche viaggiano in rialzo sostenute da modesti guadagni nei titoli tecnologici, sebbene il sentiment generale sia rimasto cauto in mezzo alle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il Nikkei 225 del Giappone avanza dello 0,59%, mentre l'indice piu' ampio Topix sale dello 0,7%. Il Kospi della Corea del Sud guadagna lo 0,59%, con il produttore di chip SK Hynix che e' balzato di oltre il 3% dopo aver annunciato che avrebbe iniziato la produzione del suo modulo server Socamm2 progettato per i chip Vera Rubin di prossima generazione di Nvidia. In Cina, la People's Bank of China ha mantenuto invariati i suoi tassi di riferimento sui prestiti per l'undicesimo mese consecutivo. L'indice Shanghai Composite registra un progresso dello 0,42%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,41%.
Soldato Idf distrugge statua Gesù in Libano: "Prenderemo provvedimenti"
Un soldato israeliano usa una mazza per colpire la testa di una statua di Gesù crocifisso caduta da una croce: l'immagine circola sui social media, e oggi l'esercito israeliano ha fatto sapere che è autentica. I media arabi hanno riferito che la statua si trovava nel villaggio cristiano di Debl, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele. Il comune di Debl ha confermato all'Afp che la statua si trovava nel villaggio, ma non ha potuto confermare se fosse stata danneggiata. L'esercito israeliano ha affermato di considerare l'incidente con "grande severità", aggiungendo che "la condotta del soldato è totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe", in un post sul suo account ufficiale X. "A seguito del completamento di un esame preliminare riguardante una fotografia pubblicata oggi che ritrae un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) mentre danneggia un simbolo cristiano, è stato stabilito che la fotografia raffigura un soldato delle Idf in servizio nel Libano meridionale", si legge nel comunicato. L'incidente è oggetto di indagine da parte del Comando Nord e viene attualmente "gestito attraverso la catena di comando", ha aggiunto l'esercito. Ha inoltre affermato che "saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili", senza però fornire ulteriori dettagli. L'esercito israeliano ha dichiarato di collaborare con la comunità per "riportare la statua al suo posto".
Iran, Usa diffondono video di cattura nave Teheran
Il Centcom, il comando centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha diffuso un video dell'operazione che ha portato alla cattura della nave iraniana Touska, che aveva provato a forzare il blocco navale americano nello Stretto di Hormuz. Il filmato pubblicato su X mostra i marine che vengono trasportati con un elicottero dalla nave d'assalto anfibia USS Tripoli e si calano con le corde sulla portacontainer.
Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
La guerra scoppiata in Medio Oriente, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione delle consegne di petrolio e gas dai Paesi del Golfo ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo dei carburanti. E questo, secondo quanto dichiarato da Assoutenti, ha avuto un forte impatto anche sul costo dei prodotti alimentari che viaggiano in massima parte su gomma e risentono dunque delle variazioni del prezzo di diesel e benzina. L’associazione ha realizzato uno studio sulla base dei dati Istat, rivelando così quali son o i beni più colpiti dai rincari dei listini alla pompa.
Iran, caro-carburante spinge prezzi cibo: ecco quali sono aumentati
Vai al contenutoIran, impiccate 2 persone per spionaggio per Israele: "Pianificato attentati"
Sono state impiccate in Iran due persone condannate con l'accusa di essere coinvolte in una rete di spionaggio per conto di Israele e per collaborazione con il Mossad. E' quanto ha riportato l'agenzia di stampa iraniana Mizan, legata alla Magistratura, secondo la quale i due si erano addestrati in Iraq e avevano pianificato attentati in Iran.
Petrolio: riprende a correre con nuove tensioni Usa-Iran
I prezzi del petrolio viaggiano in forte rialzo nelle prime contrattazioni asiatiche dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver sequestrato una nave cargo iraniana. L'Iran ha condannato la mossa e ha promesso di reagire, dopo aver chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz. I future Wti avanzano del 6% a 88,86 dollari al barile mentre quelli sul Brent guadagnano il 5,50% a 95,36 dollari al barile.
Iran, Teheran: "Forse andremo a Islamabad se segnali positivi"
Se dagli Stati Uniti giungeranno "segnali positivi", l'Iran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, dove sono previsti nuovi colloqui. E' quanto ha dichiarato in un'intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi. Azizi, un ex comandante dei pasdaran, ha spiegato che Teheran ha deciso di continuare i negoziati ma che "non trattera' a tutti i costi" ne' accettera' "l'approccio praticato dalla controparte". L'Iran ha linee rosse che "devono essere rispettate", ha aggiunto Azizi. "Non abbiamo mai temuto il principio della negoziazione", ha poi risposto Azizi a una domanda sulla partecipazione agli imminenti colloqui di Islamabad, che l'Iran era sembrato escludere, "forse domani o dopodomani, con un ulteriore valutazione, lo consideriamo probabile, sempre che dalla squadra negoziale americana e dai messaggi che hanno ricevuto dall'Iran giunga un segnale positivo".
Iea: domanda globale petrolio si contrarrà di 80mila barili al giorno nel 2026
Mentre gli effetti della guerra in Medio Oriente continuano a perturbare i mercati petroliferi, l'ultimo Rapporto mensile dell'Iea, l'Agenzia internazionale dell'energia, sui mercati petroliferi mostra come il grave shock dell'offerta stia ora pesando sulla domanda globale. Secondo il Rapporto, l'offerta globale di petrolio è diminuita del 10% a marzo, attestandosi a 97 milioni di barili al giorno, a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e del crollo del traffico marittimo attraverso lo strategico Stretto di Hormuz. Per mitigare l'impatto immediato di queste interruzioni dell'offerta, consumatori e raffinerie hanno attinto alle scorte di petrolio. Tuttavia, laddove le scorte non sono sufficienti a colmare completamente il divario, la domanda ha subito un duro colpo. In particolare, i produttori petrolchimici asiatici hanno ridotto i tassi di produzione a causa dell'esaurimento delle materie prime. Anche le famiglie e le imprese che utilizzano gas di petrolio liquefatto (Gpl) sono state colpite, mentre le cancellazioni dei voli in Medio Oriente e in alcune parti dell'Asia e dell'Europa hanno portato a un forte calo del consumo di carburante per aerei. Di conseguenza, il rapporto Aie prevede che la domanda globale di petrolio si contrarrà di 80.000 barili al giorno quest'anno. Questo dato contrasta con la nostra precedente previsione, precedente allo scoppio delle ostilità, che prevedeva una crescita della domanda globale di 850.000 barili. Il rapporto sottolinea che, sebbene la situazione continui a evolversi rapidamente, la ripresa dei flussi regolari attraverso lo Stretto di Hormuz rimane la variabile più importante per alleviare la pressione sulle forniture energetiche, sui prezzi e sull'economia globale. Anche dopo la riapertura dello Stretto, ci vorrà del tempo prima che i flussi si normalizzino.
Libano, media: Idf invita a non rientrare in villaggi al confine sud fino a nuovo avviso
L’esercito israeliano invita i residenti a non rientrare, fino a nuovo avviso, in diversi villaggi di confine nel sud del Libano. Lo riporta Reuters.
Wall Street: future in calo con nuove tensioni Usa-Iran
I future a Wall Street viaggiano in calo, dopo una settimana da record, con le rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran che hanno scosso il sentiment di rischio globale e fatto salire i prezzi del petrolio. I future sull'S&P 500 cedono lo 0,60%, mentre i future sul Nasdaq perdono lo 0,58% e quelli Dow Jones calano dello 0,65%. Le tensioni si sono intensificate ulteriormente dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato domenica che le forze americane hanno sparato e sequestrato una nave cargo battente bandiera iraniana nel Golfo dell'Oman.
Guerra in Medio Oriente, con l'auto elettrica risparmi fino al 53%
La crisi in Medio Oriente ha ampliato la forbice tra auto elettriche e vetture termiche, incrementando i vantaggi delle prime sui costi di rifornimento, al punto che oggi, a parità di chilometri percorsi, un'auto green costa fino al 53% in meno rispetto a una a gasolio. Lo afferma Federcarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, che ha realizzato uno studio ad hoc sul tema.
Guerra in Medio Oriente, con l'auto elettrica risparmi fino al 53%
Vai al contenutoTeheran: negoziati continuazione del campo di battaglia
Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che le azioni dell'Iran nei colloqui con gli Stati Uniti sono strettamente guidate dall'interesse e dalla sicurezza nazionale.Alla domanda se Teheran intendesse partecipare ai colloqui di Islamabad, Azizi ha risposto che "l'Iran agisce in base agli interessi nazionali" e farà tutto il necessario per "garantire gli interessi e la sicurezza del Paese".Ha poi inquadrato la partecipazione ai colloqui come un'estensione degli sforzi del Paese sul campo di battaglia."Consideriamo gli attuali negoziati come una continuazione del campo di battaglia, e non vediamo altro che il campo di battaglia in questo contesto", ha dichiarato."Se si otterranno risultati che confermino quelli del campo di battaglia, allora anche l'arena negoziale sarà un'opportunità per noi... Ma non se gli americani intendono trasformarla in un campo di battaglia con pretese eccessive, basate sul loro approccio intimidatorio".
Iran, vicepresidente: sicurezza Stretto Hormuz non è gratuita
"La sicurezza dello Stretto di Hormuz non è gratuita". A dirlo, in un post su X, il primo vicepresidente dell'Iran Mohammed Reza Aref. "Non si possono limitare le esportazioni di petrolio iraniano e al contempo pretendere la sicurezza gratuita per gli altri", ha affermato. "La scelta è chiara: o un mercato petrolifero libero per tutti, o il rischio di costi significativi per tutti - ha aggiunto - La stabilità dei prezzi globali dei carburanti dipende da una fine garantita e duratura delle pressioni economiche e militari contro l'Iran e i suoi alleati".
Iran, petrolio a +7% dopo chiusura Hormuz e cattura nave Teheran
Il prezzo del petrolio corre, il dollaro statunitense si rafforza e i future azionari scendono, dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz.Nelle prime contrattazioni asiatiche, i future sul petrolio Brent, benchmark di riferimento, sono balzati di circa il 7% a 96,85 dollari al barile, mentre il prezzo del petrolio greggio statunitense è aumentato del 6,4% a 87,88 dollari al barile, dopo la riapertura delle negoziazioni al Chicago Mercantile Exchange.
Teheran: forze armate risponderanno a atto pirateria Usa
Il comando militare congiunto iraniano, Khatam al-Anbiya, accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Golfo dell'Oman e promette ritorsioni.I media statali citano un portavoce di Khatam al-Anbiya, secondo il quale la nave era in rotta dalla Cina all'Iran."Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell'esercito statunitense", ha spiegato il portavoce.