Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Trump: "Accordo o distruggeremo tutto". Iran: "Nessun negoziato da inizio guerra"

©Getty

Il presidente Usa parla di grandi progressi nelle discussioni con il nuovo regime iraniano ma minaccia conseguenze devastanti in caso di fallimento delle trattative. "Nessun contatto diretto con Washington", la replica di Teheran. Quarto missile dall'Iran verso la Turchia intercettato dalla Nato, mentre la Spagna di Sanchez chiude lo spazio aereo a tutti i voli coinvolti nel conflitto. Tre caschi blu indonesiani di Unifil uccisi tra i due fuochi nel sud del Libano

in evidenza

"Ci sono grandi progressi nei colloqui con il nuovo regime iraniano, più ragionevole", ha detto il presidente americano Donald Trump, che però ha minacciato pesanti conseguenze se non si arriverà presto a un'intesa nei colloqui in corso con le nuove autorità iraniane. "Ma se per qualsiasi motivo un accordo non sarà raggiunto a breve, il che probabilmente accadrà, e se lo stretto di Hormuz non è immediatamente riaperto, concluderemo il nostro bel 'soggiorno' in Iran facendo saltare in aria e cancellando completamente tutti i loro impianti di generazione elettrica, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di dissalazione!), che di proposito non abbiamo ancora 'toccato'", ha avvertito su Truth. Teheran ha risposto dicendo che dall'inizio della guerra non ci sono mai stati contatti diretti per un negoziato.

Tre i soldati di Unifil morti nell'arco di poche ore. La Francia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu a seguito dei "gravissimi incidenti subiti dai caschi blu". 

Il ministero della Difesa turco ha affermato che un missile balistico dall'Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato, schierati nel Mediterraneo orientale, dopo essere entrato nello spazio aereo turco, senza precisare l'esatta posizione dell'intercettazione. Si tratta del quarto missile dall'Iran verso la Turchia ad essere intercettato dal sistema difensivo della Nato da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran mentre la Repubblica islamica ha sempre negato la responsabilità del lancio dei missili.

Intanto la Spagna non ha solo negato l'uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell'operazione militare contro l'Iran, segnando una posizione di netta distanza dall'intervento di Stati Uniti e Israele. 

Approfondimenti:

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Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di martedì 31 marzo

Netanyahu: "Siamo oltre metà percorso"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che la guerra contro l'Iran ha raggiunto più della metaà dei suoi obiettivi, senza stabilire una tempistica per la sua conclusione. "Siamo sicuramente oltre la metà" del percorso. "Ma non voglio

stabilire un programma", ha detto Netanyahu all'emittente conservatrice statunitense Newsmax.

Iran: "Udita esplosione vicino ad aeroporto Baghdad"

Una forte esplosione è stata registrata a Baghdad. Una fonte della sicurezza irachena ha riferito ad Al Jazeera che un duplice attacco ha preso di mira un sito di supporto logistico vicino

all'aeroporto di Baghdad.

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Iran: "Arabia Saudita chiuda basi Usa"

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha esortato l'Arabia Saudita a sfrattare le forze statunitensi dal suo territorio,

ribadendo che i suoi attacchi nella regione hanno preso di mira solo i suoi nemici. "L'Iran rispetta il Regno dell'Arabia Saudita e lo considera una nazione fraterna", ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi a X. "Le nostre operazioni sono rivolte ad aggressori nemici che non hanno alcun rispetto per gli arabi o gli iraniani, né possono garantire alcuna sicurezza... è giunto il momento di espellere le forze statunitensi".

Iran: "Oggi diverse navi hanno passato Stretto di Hormuz"

L'agenzia di stampa Tasnim ha citato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, il quale ha affermato che "diverse navi provenienti da Paesi non coinvolti nel conflitto hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in coordinamento con noi".

Iran: "Nessun negoziato con gli Usa da inizio guerra, solo proposte"

"Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Quello che è successo è una richiesta di negoziati insieme a una serie di proposte dagli Usa che ci sono pervenute tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentendo quanto riferito da Donald Trump su trattative "anche dirette" con Teheran.

Guerra in Iran, salgono i prezzi dei biglietti aerei. I consigli per risparmiare sui voli

La guerra in Iran è entrata nella sua quarta settimana, e i combattimenti continuano a causare aumento del prezzo del carburante e chiusura degli spazi aerei in diverse aree del Medio Oriente. La situazione rimane complessa, tanto che nei giorni scorsi le principali compagnie aeree europee, riunite a Bruxelles nell'associazione Airlines for Europe, hanno avvertito che l’Europa non sarà immune ai rincari dei biglietti aerei legati all'impennata dei costi del petrolio.

Guerra in Iran, salgono i prezzi dei voli. I consigli per risparmiare

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Onu: noi non coinvolti in negoziati di Islamabad

Nessun rappresentante dell'Onu è previsto essere a Islamabad per i possibili negoziati legati al conflitto tra Usa e Iran. Lo ha detto Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale Antonio Guterres, aggiungendo che Guterres ha in programma di parlare con il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan.

Guerra Iran, dubbi sul petroldollaro e timori di recessione Usa: cosa dicono gli esperti

Prosegue la guerra in Iran: i messaggi contrastanti che arrivano da Washington e Teheran stanno alimentando l'incertezza sui prossimi sviluppi del conflitto sviluppatosi nel Golfo. E la tensione si riflette non solo sul campo di battaglia e sui mercati energetici, ma anche sul ruolo del dollaro come valuta di riferimento per il commercio globale di petrolio. Lo spettro che aleggia sulla guerra, come conseguenza a lungo termine di quanto sta avvenendo, è quello di un maggiore uso dello yuan cinese a danno del biglietto verde.

Guerra in Iran, dubbi sul petroldollaro e timori di una recessione Usa

Guerra in Iran, dubbi sul petroldollaro e timori di una recessione Usa

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Santo Sepolcro, l'ambasciatore di Israele da Parolin per chiarimenti

"In seguito allo spiacevole episodio che il 29 marzo, Domenica delle Palme, ha coinvolto il card. Pierbattista Pizzaballa e P. Francesco Ielpo", "il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha incontrato Yaron Sideman, Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede. Durante la conversazione, si è espresso rammarico per l'accaduto, in merito al quale sono stati offerti chiarimenti, e si è preso atto dell'intesa raggiunta tra il Patriarcato e le Autorità locali circa la partecipazione alle liturgie al Santo Sepolcro". Così un comunicato del Vaticano.

Crosetto: "Chi colpisce i caschi blu colpisce la comunità internazionale"

"Ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con il mio collega francese Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil. Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo. Le forze Onu sono in Libano per garantire la pace. Chi attacca i caschi blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Parolin vede ambasciatore Israele Santa Sede: rammarico

In seguito "allo spiacevole episodio" che il 29 marzo, Domenica delle Palme, ha coinvolto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, "ai quali la polizia israeliana ha impedito l'accesso alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme", il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, accompagnato da monsignor Paul R. Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, ha incontrato Yaron Sideman, Ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede. "Durante la conversazione, si è espresso rammarico per l'accaduto, in merito al quale sono stati offerti chiarimenti, e si e' preso atto dell'intesa raggiunta tra il Patriarcato Latino di Gerusalemme e le Autorita' locali circa la partecipazione alle liturgie del Triduo Santo presso la Basilica del SantoSepolcro a Gerusalemme". Lo rende noto la sala stampa della Santa Sede.

Iran, al voto una legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz

Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell'Assemblea legislativa

Iran, ipotesi legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz

Iran, ipotesi legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz

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Casa Bianca: "Espresso a Israele nostra preoccupazione per caso Pizzaballa"

"Abbiamo espresso a Israele le nostre preoccupazioni in merito alla chiusura di questi luoghi sacri". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in merito al caso Pizzaballa. "Vogliamo che i fedeli possano accedere a questi luoghi sacri". Leavitt ha affermato che la Casa Bianca ha preso atto delle preoccupazioni israeliane in materia di "sicurezza". Leavitt ha aperto il briefing con la stampa facendo riferimento alla settimana santa e alle iniziative del presidente in occasione di Pasqua.

Crosetto: "Chi colpisce i caschi blu colpisce la comunità internazionale"

"Ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con il mio collega francese Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil. Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo. Le forze Onu sono in Libano per garantire la pace. Chi attacca i caschi blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X. 

Casa Bianca: "Parole del Papa? Pregare per i militari è nobile"

"Non c'è niente di sbagliato se i nostri leader militari e il presidente chiedono agli americani di pregare per i nostri soldati". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di ieri di Papa Leone. "Credo sia una cosa molto nobile da fare", ha aggiunto la funzionaria.

Guerra in Iran, Trump sospende gli attacchi ai siti energetici fino al 6 aprile

Il presidente Usa ha annunciato su Truth di aver prorogato di dieci giorni “il periodo di distruzione degli impianti energetici” iraniani. Trump ha poi parlato dei colloqui con Teheran, specificando che “sono in corso" e "stanno procedendo molto bene”. L'Iran intanto ha respinto il piano Usa in 15 punti presentato nei giorni scorsi

Iran, Trump sospende gli attacchi ai siti energetici fino al 6 aprile

Iran, Trump sospende gli attacchi ai siti energetici fino al 6 aprile

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Parigi chiede riunione Consiglio sicurezza: inaccettabili attacchi a Unifil

La Francia chiede una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu a seguito dei "gravissimi incidenti subiti dai caschi blu dell'Unifil". Lo annuncia il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot su X, condannando "con la massima fermezza" gli episodi in cui sono morti tre peacekeepers. "Tali attacchi in prossimità delle posizioni delle forze di pace delle Nazioni Unite sono inaccettabili e ingiustificabili", aggiunge Barrot, precisando che Parigi "chiede un'indagine completa sulle circostanze di queste tragedie". "Tali condanne sono state espresse con la massima fermezza all'ambasciatore israeliano a Parigi", conclude.

Trump chiederà a Paesi arabi di sostenere costo guerra

onald Trump potrebbe essere interessato alla possibilità che i Paesi arabi si facciano carico dei costi della guerra in Iran, come accaduto nella guerra del Golfo del 1991. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Pena di morte ai terroristi, il parlamento israeliano approva la legge

La Knesset ha approvato in lettura finale la legge che introduce la pena di morte in Israele per atti di terrorismo, passata con 62 voti a favore e 48 contrari. Il premier Benyamin Netanyahu ha votato a favore, uno dei partiti ultraortodossi della coalizione si è opposto, mentre la legge ha incassato il sostegno del partito di opposizione di Avigdor Lieberman.

Casa Bianca a Madrid: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Spagna"

"Le Forze Armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell'operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell'aiuto della Spagna né di altri": lo ha dichiarato all'agenzia Efe un funzionario dell'amministrazione Trump, nel commentare la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai voli che partecipano all'operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Un mese fa l’attacco Israele-Usa contro l’Iran, come e perché si è sviluppato il conflitto

Il conflitto iniziato il 28 febbraio scorso con l'Operazione “Epic Fury” (per gli Stati Uniti), o “Ruggito del Leone” (per l’Idf), affonda le radici in eventi come gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, la cosiddetta “guerra dei 12 giorni”, le proteste dei giovani iraniani contro il regime e le trattative sul nucleare.

Un mese di guerra in Iran, come e perché si è sviluppato il conflitto

Un mese di guerra in Iran, come e perché si è sviluppato il conflitto

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Unifil: basta attacchi deliberati contro i soldati Onu

"Abbiamo avviato un'indagine per determinare ciò che è accaduto". Così Unifil in una nota in cui conferma la morte di due peacekeeper oggi nel sud del Libano, nei pressi di Bani Hayyan, aggiungendo che "un'esplosione di origine sconosciuta ha distrutto il loro veicolo e un terzo peacekeeper è rimasto gravemente ferito e un quarto ha riportato lesioni". "Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper . prosegue la nota - costituiscono gravi violazioni" e "possono costituire crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è decisamente troppo alto. La violenza, come abbiamo già detto, deve finire".

Rubio: "Non sarà consentito all'Iran di controllare lo Stretto di Hormuz"

Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvisato che gli Usa impediranno all'Iran di prendere il "controllo permanente dello Stretto di Hormuz" e di istituire un sistema di pedaggi, come ha minacciato Teheran. "Tutto ciò non sarà in alcun modo consentito", ha affermato Rubio, secondo cui il presidente Donald Trump "dispone di diverse opzioni, nel caso decidesse di avvalersene, per impedire che ciò accada".    Ovviamente, ha proseguito Rubio in un'intervista a Abc News, "non rivelerò quali siano tali opzioni, né discuteremo di tattiche militari. Di tali questioni se ne occupa il Dipartimento della Guerra. Vi rimando dunque a loro, sebbene sia evidente che neppure loro ne discuteranno con voi. Tuttavia, esiste una strada percorribile per raggiungere i nostri obiettivi. E raggiungeremo tali obiettivi nel giro di poche settimane, non di mesi".    Il segretario di Stato ha ricordato che gli obiettivi dell'operazione militare Usa contro l'Iran erano quelli di distruggere la sua marina militare e di annientare le loro capacità, come per i lanciamissili, "in una percentuale significativa".    "Elimineremo la loro base industriale della difesa: ciò significa la loro capacità di produrre nuovi missili e nuovi droni in futuro, dato che rappresentava una grave minaccia per la regione. L'Iran che vedete oggi è l'Iran nel suo momento di massima debolezza - ha aggiunto Rubio -. Immaginatelo tra due anni, se disponesse di migliaia di missili in più, con migliaia di lanciamissili aggiuntivi, e di fabbriche per produrne in quantità ancora maggiori. Si trattava di un rischio inaccettabile, che doveva essere affrontato e il presidente Trump lo sta facendo".

Quarto missile dall'Iran verso la Turchia intercettato dalla Nato

Il ministero della Difesa turco ha affermato che un missile balistico dall'Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato, schierati nel Mediterraneo orientale, dopo essere entrato nello spazio aereo turco, senza precisare l'esatta posizione dell'intercettazione. Quello di oggi è il quarto missile dall'Iran verso la Turchia ad essere intercettato dal sistema difensivo della Nato da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran mentre la Repubblica islamica ha sempre negato la responsabilità del lancio dei missili.

Altri due soldati Unifil morti in Libano, tre vittime in poche ore

Altri due soldati Onu sono morti in Libano oggi: sarebbero caschi blu indonesiani, che operavano nella zona sud est del Paese. Almeno un'altra persona sarebbe rimasta ferita. Lo si apprende da fonti informate. Sarebbero così tre i soldati di Unifil morti nell'arco di poche ore.

Rubio: Trump preferisce la diplomazia alla guerra

Nella crisi in atto con l'Iran "il presidente Trump preferisce sempre la diplomazia e desidera raggiungere un risultato". Lo ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio, intervistato da Al Jazeera. Il capo della diplomazia americana ha ribadito che "sono in corso scambi di messaggi diretti e colloqui tra le parti in Iran e negli Stati Uniti, principalmente tramite intermediari".

Bessent: Usa riprenderanno controllo stretto Hormuz

"Col tempo, gli Stati Uniti riprenderanno il controllo dello Stretto e ci sarà libertà di navigazione, sia attraverso scorte statunitensi che multinazionali". Lo ha detto il segretario Usa al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Fox News spiegando che il mercato petrolifero mondiale è ora ben rifornito.

Unifil: caschi blu feriti in incidente nel sud del Libano

I caschi blu delle Nazioni Unite nel sud del Libano sono rimasti feriti in un "incidente" avvenuto nei pressi del confine libano-israeliano: lo ha dichiarato un portavoce Unifil, senza specificare la natura dell'incidente. "Si è verificato un incidente che ha coinvolto i caschi blu nei pressi di Bani Hayyan e abbiamo dei feriti", ha dichiarato Kandice Ardiel all'Afp, il giorno dopo che un casco blu indonesiano è stato ucciso da un proiettile di origine sconosciuta che ha colpito una postazione delle Nazioni Unite.

Esplosioni in Giordania e negli Emirati

Esplosioni sono state udite in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Lo riporta l'agenzia Fars, secondo cui le deflagrazioni negli Emirati sono provocate da "attacchi a interessi americani". 

Spagna chiude spazio aereo a voli coinvolti nel conflitto in Iran

Spagna chiude spazio aereo a voli coinvolti nel conflitto in Iran

Spagna chiude spazio aereo a voli coinvolti nel conflitto in Iran

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Iran, Trump: intesa presto o distruggeremo rete energia, pozzi petrolio e Kharg

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato pesanti conseguenze se non si arriverà presto a un'intesa nei colloqui in corso con le nuove autorità iraniane. "Sono stati fatti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo un accordo non sarà raggiunto a breve, il che probabilmente accadrà, e se lo stretto di Hormuz non è immediatamente riaperto, concluderemo il nostro bel 'soggiorno' in Iran facendo saltare in aria e cancellando completamente tutti i loro impianti di generazione elettrica, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di dissalazione!), che di proposito non abbiamo ancora 'toccato'", ha avvertito su Truth. "Questa sarà la punizione per i nostri numerosi soldati, e altri, che l'Iran ha massacrato e ucciso nel corso dei 47 anni di 'Regno del Terrore' del vecchio regime", ha spiegato.

Il post di Trump su Truth

Trump: discussione con nuovo regime Iran, grandi progressi

Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che sono in corso trattative con le nuove autorità iraniane e che sono stati fatti passi avanti. "Gli Stati Uniti d'America sono in serie discussioni con un nuovo e più ragionevole regime per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran", ha scritto su Truth. "Sono stati fatti grandi progressi", ha assicurato

Polizia Israele riceve cardinal Pizzaballa

Belgio aderisce a coalizione per stretto di Hormuz

Il Belgio aderirà alla coalizione dei paesi disposti a garantire il libero passaggio marittimo nello Stretto di Hormuz. Stiamo collaborando con la Francia e con tutti gli altri partner disponibili per raggiungere questo obiettivo strategico non appena le condizioni nella regione lo consentiranno, ad esempio con un cessate il fuoco. La libertà di navigazione è essenziale per la nostra sicurezza e stabilità economica". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa e del Commercio estero del Belgio, Theo Francken

Iran: petrolio Brent si avvicina a 120 dollari al barile

- I prezzi del petrolio sono aumentati lunedì, all'inizio della quinta settimana di contrattazioni dall'inizio della guerra con l'Iran. Il prezzo di un barile (159 litri) di greggio Brent del Mare del Nord con consegna a maggio è salito fino al 4% durante la notte, raggiungendo quasi i 117 dollari.

Questo ha riportato il prezzo del petrolio vicino al massimo intermedio di 119,50 dollari raggiunto tre settimane fa. Nelle prime ore del mattino, il prezzo si attestava a 115,55 dollari, il 2,7% in più rispetto alla fine della scorsa settimana. Il Brent è aumentato di quasi il 60% dall'inizio della guerra con l'Iran. Anche i prezzi di altri tipi di greggio sono aumentati vertiginosamente dall'attacco israeliano e statunitense all'Iran.

Un barile di greggio Wti statunitense costava poco più di 100 dollari lunedì mattina, oltre il 50% in più rispetto al prezzo precedente all'inizio della guerra con l'Iran. L'impennata dei prezzi sta avendo conseguenze sulle economie e sui consumatori di tutto il mondo, con i costi del carburante tra quelli che hanno subito un'impennata.

Costa: "L'Ue preoccupata per il prolungarsi della guerra"

"Ottima telefonata oggi con il Primo Ministro del Pakistan Shehbaz Sharif per ascoltare la sua valutazione sulla guerra con l'Iran, nonché l'esito delle recenti consultazioni tra i Ministri degli Esteri di Egitto, Regno dell'Arabia Saudita, Pakistan e Turchia tenutesi a Islamabad". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "L'Ue è seriamente preoccupata per il prolungamento della guerra e per il suo crescente impatto a livello globale. Auguro al Pakistan ogni bene nei suoi sforzi di pace. L'UE sostiene tutti gli sforzi di mediazione. - prosegue - Solo il dialogo e la diplomazia possono riportare la pace e la stabilità in Medio Oriente, nel pieno rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale".

Teheran: "Israele responsabile attacco impianto desalinizzazione in Kuwait"

"La brutale aggressione perpetrata dal regime israeliano contro l'impianto di desalinizzazione del Kuwait, avvenuta nelle scorse ore con il pretesto di accusare la Repubblica islamica dell'Iran, è un segno della viltà e della depravazione degli occupanti sionisti". Lo ha dichiarato il comandante operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya attraverso un comunicato diffuso dalla televisione di stato, imputando allo Stato Ebraico la paternità dell'attacco.

Teheran: "L'indifferenza verso guerra avrà conseguenze per tutti"

"Monitoriamo le posizioni dei Paesi e i loro approcci avranno certamente un impatto reciproco sulla nostra politica". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, riportato da Tasnim. 

Baghaei ha avvertito che "l’indifferenza di fronte a questa guerra avrà conseguenze per tutti" e che "l’indifferenza verso il male e la violazione della legge ricadrà sull’intera comunità internazionale". Ha quindi aggiunto che "l’Iran, con una storia di 2.500 anni, ha dimostrato continuità nonostante tutte le difficoltà" e che "il nostro più grande alleato strategico è il popolo iraniano", sottolineando che le posizioni dei vari Paesi "avranno un ruolo nella definizione delle dinamiche future".

Messaggio di cordoglio di Mojtaba Khamenei per capo Marina dei Pasdaran

La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha espresso in una nota il suo cordoglio per la morte del comandante della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, ucciso durante la guerra con Stati Uniti e Israele. "Il valoroso e coraggioso comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, l'ammiraglio Alireza Tangsiri, dopo anni di lotta, è stato onorato con il martirio", ha dichiarato Khamenei nel suo messaggio, sottolineando che "il martirio di questo coraggioso figlio del Tangestan, soldato dell'Iran e guardiano dell'Islam nell'epopea della Terza Guerra Imposta, è considerato un grande onore per il coraggioso popolo di Bushehr, le forze armate della Repubblica Islamica e la nazione iraniana che proteggono sempre l'indipendenza e i confini marittimi dell'Iran, in particolare il Golfo Persico".

Khamenei ha quindi espresso le sue "condoglianze per il martirio di questo valoroso comandante alla sua onorevole famiglia, ai compagni e ai comandanti della Marina e dei Guardiani della Rivoluzione, e chiedo a Dio Onnipotente l'elevazione del martire". 

Mojtaba Khamenei, che ieri ha inviato un messaggio personale al leader del Supremo consiglio islamico dell'Iraq (Scii), non è mai apparso in pubblico né ha mai fatto sentire la sua voce da quando, lo scorso 8 marzo, è stato nominato Guida Suprema al posto del padre, affidando la sua comunicazione esclusivamente a dichiarazioni scritte. Secondo la Cnn, l'ayatollah avrebbe riportato nelle prime fasi dei bombardamenti Usa-Israele una frattura al piede e altre lesioni lievi, tra cui un ematoma all'occhio sinistro e ferite al volto.

Media: "Raid su orfanotrofio a ovest di Teheran, 2 morti"

Almeno due persone hanno perso la vita e altre cinque sono rimaste ferite in un raid aereo israelo-americano che ha colpito un orfanotrofio nella città di Fardis, a circa 40 chilometri a ovest di Teheran. Lo riporta  l'agenzia di stampa iraniana Fars citando un funzionario regionale. Il vice responsabile degli affari politico e di sicurezza della provincia di Alborz ha detto a Nour News che l'attacco è stato compiuto da forze legate al "regime israelo-americano". Sono in corso accertamenti sulle condizioni dei feriti.

Ieri l'Irna ha fornito un bilancio dei minori uccisi nella guerra lanciata il 28 febbraio da Israele e Stati Uniti contro l'Iran parlando di almeno 230 vittime e 1.800 feriti.

Ue condanna attacchi Houthi: "Rischio escalation"

L'Unione europea "condanna fermamente le minacce e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e oltre perché rischiano di trascinare lo Yemen nella guerra regionale e di aumentare non solo il conflitto, ma anche l'instabilità nella regione, oltre a influire sul commercio globale e sulla libertà di navigazione". Lo afferma il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa. 

Da parte sua, l'esecutivo Ue si unisce all'appello dell'inviato speciale Onu per lo Yemen, Hans Grunberg, che ha invitato "a esercitare moderazione, fermare le azioni militari, rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario al fine di proteggere i civili e prevenire un'ulteriore escalation in Medio Oriente. E allo stesso tempo, noi, come Ue, restiamo impegnati a sostenere il popolo dello Yemen e a promuovere la stabilità in questa regione", aggiunge El Anouni.

Cohen: "Non è stato colpito impianto produzione Haifa"

Nel raid diretto sul porto di Haifa non sono stati colpiti gli impianti petroliferi di Bazan, la produzione non è stata fermata quindi la fornitura di carburante non è stata compromessa. Lo ha affermato il ministro dell'Energia e delle Infrastrutture israeliano, Eli Cohen. "La raffineria non ha colpito gli impianti di produzione e non influirà sulla fornitura di carburante", ha dichiarato il ministro, e dopo aver parlato con i dirigenti dell'azienda ha assicurato che "continueremo a garantire una fornitura regolare di energia a tutta l'economia". In base agli ultimi aggiornamenti dei vigili del fuoco israeliani, sono stati colpiti da detriti di un missile intercettato sia un edificio industriale che un'autocisterna parcheggiata all'interno della raffineria di petrolio di Bazan, nella baia della città settentrionale di Haifa, provocando una densa colonna di fumo dal tetto di una struttura vicina. Al momento, però, non è ancora chiaro se il missile sia stato lanciato dall'Iran o da Hezbollah. Finora non sono state segnalate vittime. I vigili del fuoco stanno intervenendo per impedire che l'incendio si propaghi ad altre aree e per cercare eventuali persone intrappolate.

Teheran: "IL nostro ambasciatore cacciato da Beirut? Resta al suo posto" (2)

Secondo Baghaei, dopo colloqui con le "autorità libanesi competenti" si è giunti alla conclusione che l'ambasciatore resta al suo posto. Per ora non ci sono reazioni da parte libanese. Se la notizia fosse confermata, osserva il New York Times, si tratterebbe di una mossa che evidenzierebbe ulteriormente la posizione precaria del governo di Beirut, che ha cercato di 'contenere' Hezbollah e Teheran. 

L'ambasciatore è "rintanato" nella rappresentanza diplomatica iraniana a Beirut, dicono fonti libanesi e israeliane citate dal Wall Street Journal che scrive di quello che viene considerato l'ultimo "fallimento" del Libano di imporre sanzioni all'Iran e agli Hezbollah libanesi, storicamente sostenuti da Teheran. Nel Paese dei Cedri il Partito di Dio è anche un potente attore politico.

Poco dopo l'avvio, lo scorso 28 febbraio, delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran, Hezbollah ha ripreso il lancio di razzi in direzione di Israele e i militari israeliani hanno ripreso le operazioni contro obiettivi del gruppo in Libano. Nel frattempo il governo di Beirut ha deciso di dichiarare illegali le attività militari di Hezbollah e chiesto ai combattenti di consegnare le armi.

Ue: "Israele cessi operazioni militari"

"Israele dovrebbe cessare le sue operazioni militari in Libano, e siamo già stati molto chiari sulla nostra posizione di lunga data riguardo alla situazione nel Libano meridionale". Lo ha detto il portavoce della Commissione per gli Esteri, Anouar El Anouni rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing quotidiano. "Chiediamo inoltre a Israele di rispettare la sovranià' e l'integrità territoriale del Libano, e invitiamo tutte le parti ad attuare i termini dell'accordo di cessate il fuoco del 27 novembre 2024 e la piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, astenendosi da qualsiasi azione che comporti ulteriori sfollamenti, perché, ripeto, la situazione sul terreno, anche dal punto di vista umanitario, è grave" ha concluso.

Teheran: "Valutiamo il ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare"

Il governo iraniano è tornato a mettere in discussione il proprio impegno nel Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Secondo quanto riferito dai media locali, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Teheran continuerà a rispettare il trattato "finché ne resterà membro", ma ha avvertito che la sua "utilità è sotto esame", alla luce degli attacchi subiti dal Paese. Baghaei ha inoltre confermato che l'ipotesi di un ritiro dal Tnp è attualmente "in fase di revisione da parte del Parlamento".

Ue: "Esercitare moderazione, evitare il coinvolgimento dello Yemen"

Il rischio di un'escalation è certo e lo condanniamo fermamente". Lo ha detto il portavoce della Commissione per gli Esteri, Anouar El Anouni rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing quotidiano. "Rischiano di trascinare lo Yemen nella guerra regionale e di aumentare non solo il conflitto, ma anche l'instabilità nella regione, nonché l'impatto sul commercio globale e sulla libertà di navigazione. - prosegue - Ci uniamo all'appello dell'inviato speciale delle Nazioni Unite a esercitare moderazione, a fermare le azioni militari, a rispettare il diritto nazionale e il diritto internazionale umanitario al fine di proteggere i civili e prevenire un'ulteriore escalation in Medio Oriente. Allo stesso tempo, noi, come Ue, restiamo impegnati a sostenere il popolo yemenita e a promuovere la stabilità in questa regione".

Spagna chiude spazio aereo ad aerei Usa coinvolti nella guerra

La Spagna ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei statunitensi coinvolti nella guerra in Medio Oriente. Lo ha annunciato il Ministro della Difesa spagnolo, Margarita Robles, rispondendo ad una doamnda in merito rivoltale dall'Afp. "L'utilizzo delle basi (americane) in Spagna non è autorizzato e, naturalmente, è vietato anche l'utilizzo dello spazio aereo spagnolo per azioni legate alla guerra in Iran", ha dichiarato Robles confermando quanto riportato dal quotidiano El Pais.

Khamenei: "Tangsiri martire. Resistenza più forte che mai"

La nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khameni, ha reso omaggio al comandante della Marina del corpo dei Guardiani della rivoluzione, Alireza Tangsiri, la cui morte è stata confermata oggi. "Il martirio di quel valoroso figlio di Tangestan, soldato dell'Iran e custode dell'Islam, nell'epopea della Terza Guerra Imposta, è una grande fonte di orgoglio per il coraggioso popolo di Bushehr, e un grande onore per i giovani del sud, le Forze Armate della Repubblica Islamica e la nazione iraniana, che sono sempre stati i custodi dell'indipendenza e dei confini marittimi dell'Iran, in particolare del Golfo Persico, consentendo loro di avanzare sulla via della potenza marittima e della resistenza dell'Iran con più forza e fermezza che mai, se Dio vorrà", ha scritto a quanto riportano i suoi canali social. "Porgo le mie congratulazioni e le mie condoglianze alla stimata famiglia, ai compagni d'armi e ai comandanti della Marina e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche per il martirio di quel valoroso comandante, e imploro Dio Onnipotente di concedere i ranghi più alti del paradiso all'eroe martirizzato", ha aggiunto.

Madrid: "Inaccettabile la violazione della libertà di culto dei cattolici a Gerusalemme"

"Consideriamo inaccettabile una violazione del diritto di tutti i cattolici a celebrare una messa, come vengono facendo tutti gli anni nello stesso luogo santo". Così il ministro spagnolo di Presidenza, Giustizia e Rapporti con il Parlamento, Felix Bolanos, ha giustificato la convocazione oggi da parte di Madrid dell'incaricata di Affari di Israele, per esprimere una protesta formale per aver vietato ieri il l'accesso al Santo Sepolcro al patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. "Il governo di Israele viola nuovamente il diritto internazionale e un diritto fondamentale e personalissimo come la libertà di culto", ha dichiarato Bolanos, in conferenza stampa a Madrid, per illustrare l'accordo Stato-Chiesa sul protocollo di riconoscimento e risarcimento delle vittime di abusi in ambito ecclesiastico. Il ministro ha ricordato che "la Spagna ha assunto una posizione chiara", sia con il presidente del governo che con il ministro degli Affari Esteri "nel denunciare questa violazione della libertà religiosa, della libertà di culto dei cattolici a Gerusalemme". "Celebriamo che ci sia stata una rettifica" da parte di Israele, ha anche detto l'esponentre dell'esecutivo progressista, "e che pertanto questa messa si possa celebrare, in modo che tutti i cattolici che lo desiderino e lo vogliano possano parteciparvi". 

Unifil: "Avviata un'inchiesta su uccisione casco blu"

"Ieri sera un soldato della missione di pace è rimasto tragicamente ucciso dall'esplosione di un proiettile in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr. Un altro soldato è rimasto gravemente ferito", lo scrive la missione Onu in Libano sul suo profilo Telegram. "Nessuno dovrebbe mai perdere la vita al servizio della causa della pace. Unifil porge le più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato della missione di pace che ha perso la vita mentre svolgeva coraggiosamente il suo dovere. I nostri pensieri e le nostre speranze sono rivolti anche al soldato della missione di pace ferito, attualmente ricoverato in ospedale in gravi condizioni.Non conosciamo la provenienza del proiettile. Abbiamo avviato un'indagine per accertare tutte le circostanze. Ancora una volta, esortiamo tutti gli attori coinvolti a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite in ogni momento, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i soldati della missione di pace. Gli attacchi deliberati contro i soldati della missione di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra.Troppe vite sono state perse da entrambe le parti della Linea Blu in questo conflitto. Non esiste una soluzione militare. La violenza deve finire".

Arresto troupe Cnn in Cisgiordania, sospeso battaglione Idf

L'esercito israeliano ha annunciato oggi la sospensione di un battaglione di riserva in seguito al recente attacco e all'arresto di una troupe televisiva della Cnn nella Cisgiordania occupata. Giovedì, i giornalisti della Cnn stavano documentando le conseguenze di un attacco dei coloni e la costruzione di un avamposto vicino al villaggio palestinese di Tayasir (nord-est) quando sono stati presi di mira da soldati israeliani, secondo quanto riportato dall'Associazione della Stampa Estera (Fpa). Nonostante si fossero "chiaramente identificati", ha affermato l'associazione, i giornalisti e i civili palestinesi sono stati minacciati, con i soldati che hanno puntato le armi e ordinato di interrompere le riprese. "Un soldato si è avvicinato al fotoreporter della Cnn da dietro, lo ha afferrato per la gola, lo ha gettato a terra e ha danneggiato la sua attrezzatura. La squadra, insieme ad altri palestinesi presenti, è stata poi trattenuta per circa due ore, impedendole deliberatamente di svolgere il proprio lavoro", ha dichiarato l'Agenzia federale di polizia (Fpa), denunciando un "attacco diretto" alla libertà di stampa. Il portavoce internazionale dell'esercito, il tenente colonnello Nadav Shoshani, ha assicurato che verrà condotta un'indagine, aggiungendo che tali azioni "non rappresentano l'esercito israeliano" e sono "contrarie a ciò che ci si aspetta dai suoi membri". "Alla luce dei risultati dell'indagine (...), il dispiegamento operativo attualmente in corso da parte del battaglione di riserva verrà sospeso", ha dichiarato l'esercito in un comunicato stampa diffuso oggi. "Il battaglione rimarrà in servizio di riserva e sarà sottoposto a un processo di rafforzamento delle sue basi professionali ed etiche", ha precisato. "Riprenderà le sue attività operative al termine di tale processo, previa decisione del comandante del Comando Centrale", ha aggiunto. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, i giornalisti in Cisgiordania, territorio occupato da Israele dal 1967, sono stati ripetutamente arrestati, molestati o picchiati, con un netto aumento di questi episodi dall'inizio della guerra nella Striscia di Gaza. Secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj), almeno 60 giornalisti palestinesi sono stati arrestati o imprigionati dalle forze israeliane dal 7 ottobre 2023. Mentre i giornalisti stranieri corrono meno rischi, i soldati ai checkpoint o nei luoghi di lavoro spesso puntano le armi contro i giornalisti. Secondo il censimento del 2025 del Cpj sui giornalisti incarcerati, "Israele è tra i principali Paesi che imprigionano giornalisti dal 2023".

Teheran: "Ritiro da Npt a esame parlamento"

Il ritiro dell'Iran dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (Npt) è all'esame del Parlamento di Teheran. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "La domanda che poniamo alla nostra opinione pubblica è: che senso ha essere parte di un trattato i cui firmatari, che esercitano pressioni a livello internazionale, non ci consentono di godere dei suoi benefici e dei diritti a esso associati?", ha chiesto parlando alla stampa. "La Repubblica Islamica dell'Iran non ha mai cercato, né cerca, di dotarsi di armi nucleari", ha ribadito.

Libano, Sanchez: "L'uccisione del soldato Unifil ingiustificabile"

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, ha condannato l'uccisione di un soldato della forza di pace Unifil in Libano. "eri mattina presto, in Libano è stata oltrepassata una nuova linea rossa. Un soldato delle forze di pace delle Nazioni Unite è rimasto ucciso nell'attacco e altri tre sono rimasti feriti. La Spagna condanna fermamente questi atti", ha scritto su X. "Chiediamo che venga chiarita la provenienza del proiettile. E invitiamo il governo israeliano a cessare le ostilità. Gli attacchi contro le missioni di pace delle Nazioni Unite costituiscono un'aggressione ingiustificabile contro l'intera comunità internazionale", ha ammonito.

Israele intercetta missile nel sud, sirene nel Negev

I sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato un missile lanciato dall'Iran verso il sud di Israele. Al contempo le sirene di allarme per il lancio di razzi e missili sono state attivate a Dimona, nella zona del Mar Morto e in altre comunità del Negev. Lo riferiscono i media israeliani, mentre il Paese è colpito da attacchi incrociati di Teheran e di Hezbollah, dal confinante Libano.

Zekensky chiude accordi nei paesi del Golfo

Patriarcato: "Questione dei riti di Pasqua risolta, grazie Herzog"

"Salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso", si legge in una nota.

Patriarcato: 'Questione dei riti di Pasqua risolta, grazie Herzog'

Patriarcato: 'Questione dei riti di Pasqua risolta, grazie Herzog'

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Caso Pizzaballa, l'intervista all'ambasciatore israeliano Peled

Domani ministro Esteri Pakistan a Pechino per colloqui

Visita in Cina, domani, per il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Islamabad, dove ieri si è tenuta una riunione tra i capi delle diplomazie di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto incentrata sulla situazione nella regione a un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non manca di 'rispondere'.

Il Pakistan si è offerto di mediare. La visita di Ishaq Dar a Pechino arriva su invito del capo della diplomazia cinese Wang Yi, precisano dal Pakistan, sottolineando la storica 'amicizia' con il gigante asiatico, una partnership caratterizzata da "forte coordinamento e consultazioni che si tengono regolarmente" su questioni regionali e internazionali. La missione, aggiungono, servirà per parlare "in modo approfondito degli sviluppi nella regione, di questioni bilaterali e globali di interesse comune". 

Ieri Islamabad ha annunciato di essere pronta a ospitare colloqui tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran "nei prossimi giorni" per "giungere a una soluzione globale e duratura del conflitto in corso".

Herzog: "Bene l'accordo tra la polizia e il cardinale Pizzaballa"

"Accolgo con grande favore gli accordi raggiunti questa mattina tra i comandanti della Polizia israeliana a Gerusalemme e il Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine il cardinale Pierbattista Pizzaballa, durante il loro incontro con un rappresentante dell'Ufficio del Presidente di Israele per definire le modalità di preghiera pasquale nella Città Vecchia di Gerusalemme". Così su X il presidente di Israele Isaac Herzog. "Ribadisco l'incrollabile impegno dello Stato di Israele per la libertà di culto di tutte le persone di fede e l'importanza di preservare lo status quo nei luoghi santi di Gerusalemme - aggiunge - A nome dello Stato di Israele, porgo i miei più calorosi auguri per la prossima Pasqua al Patriarca latino, ai nostri fratelli e sorelle cristiani in Terra Santa e ai nostri amici cristiani in Medio Oriente e nel resto del mondo". 

Al-Sisi si appella a Trump: "L'unico che può fermare guerra nel Golfo"

"Dico al presidente Trump: solo tu puoi fermare la guerra nella nostra regione del Golfo". Lo ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, lanciando un appello al presidente degli Stati Uniti durante la cerimonia di apertura dell’Egypt Energy Show. Lo riporta Haaretz. 

MarineTraffic: "Due portacontainer cinesi passano Hormuz"

Due portacontainer cinesi hanno attraversato lo stretto di Hormuz ed è prima volta per navi di questo tipo dall'inizio del conflitto. Lo rivela il sito di tracciamento delle navi MarineTraffic. Le imbarcazioni della Cosco avevano già provato venerdì ad attraversare il braccio di mare, ma senza successo. Questa mattina invece i tentativi sono andati a buon segno, "a segnalare un potenziale cambiamento nelle condizioni del trasporto marittimo commerciale", ha sottolineato MarineTRaffic. La Cscl Indian Ocean ha attraversato lo stretto alle 10:47 ora italiana e la Cscl Arctic Ocean alle 10:14. Entrambe le navi hanno registrato "proprietà ed equipaggio cinesi" e "sono dirette a Port Klang, in Malesia, per proseguire il loro viaggio sulla linea Mex di Cosco, che collega il Medio Oriente con l'Estremo Oriente", si legge ancora. "Il transito, avvenuto con successo, segna il primo attraversamento confermato di una grande nave portacontainer dall'inizio del conflitto", sottolinea MarineTraffic.

Beirut, soldato ucciso da Idf nel sud del Libano

Un soldato libanese è stato ucciso nel sud del Libano  in un attacco delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) contro un posto di blocco  nella zona di Al-Amriya, tra Tiro e Naqoura. Lo ha reso noto l'esercito di Beirut. 

Zelensky: "Con i Paesi del Golfo raggiunti accordi storici per la difesa"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito ''storici'' gli accordi in materia di difesa raggiunti con Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il contenuto degli accordi non è stato reso pubblico, ma Zelensky ha affermato che includono competenze ucraine nell'abbattimento di droni.

"Credo che questi siano accordi storici. Stiamo raggiungendo un'intesa sulla cooperazione strategica nel settore della tecnologia militare e in altri ambiti. Stiamo parlando di accordi decennali", ha dichiarato Zelensky ai giornalisti.

Iran, depositato in Parlamento disegno di legge per "pedaggio" a Hormuz

E' stato depositato in Parlamento in Iran il disegno di legge per introdurre un 'pedaggio' sul transito navale nello strategico Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Lo ha annunciato il vice presidente del Majlis, Ali Nikzad, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Isna.

La proposta, denominata 'Legge di azione strategica per la pace e lo sviluppo sostenibile della regione del Golfo Persico', sarà esaminata con procedura d'urgenza. Il testo, come ha spiegato Alireza Salimi, membro dell'ufficio di presidenza del Parlamento, si articola in quattro capitoli: sicurezza marittima, imposizione di tariffe per l'inquinamento ambientale, pagamento dei servizi di pilotaggio e istituzione di un fondo per lo sviluppo regionale.

Già la scorsa settimana, il presidente della commissione Affari civili, Mohamad Reza Rezaei Kochi, aveva anticipato l'elaborazione di una normativa per riconoscere formalmente la sovranità, il controllo e la supervisione dell'Iran sullo stretto, introducendo allo stesso tempo una nuova fonte di entrate attraverso il pedaggio. 

Teheran: "Beirut caccia il nostro ambasciatore? Lui rimarrà lì"

L'Iran ha dichiarato che il suo ambasciatore in Libano rimarrà nel Paese nonostante sia stato dichiarato persona non grata e gli sia stato ordinato di lasciare il territorio. "Il nostro ambasciatore continuerà a svolgere il suo lavoro come ambasciatore iraniano a Beirut e vi rimane presente", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei durante una conferenza stampa settimanale, aggiungendo che l'ambasciata a Beirut rimane "operativa". 

Iran: "Proposte Usa irragionevoli, nessun contatto diretto con Washington"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come "eccessive e irragionevoli". Secondo quanto riferisce l'emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, 'Iran International', Baghaei ha detto che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell'Iran sulle questioni in discussione è chiara e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento. 

Media: "Esplosioni in Bahrein"

Diverse esplosioni sono state udite in Bahrein. Lo riportano i media iraniani. 

Libano, Teheran: "Il nostro ambasciatore resta a Beirut"

L'ambasciatore iraniano in Libano, Mohammad Reza Raeuf Sheibani, resterà a Beirut nonostante la sua annunciata espulsione. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riporta la Fars. "In seguito ai colloqui con le parti libanesi interessate e alle conclusioni tratte, l'ambasciatore iraniano continuerà a svolgere le sue funzioni a Beirut e rimarrà in carica", ha detto.

Ong israeliana: "In espansione intimidazioni e aggressioni contro il clero cristiano"

Secondo uno studio annuale pubblicato da un gruppo israeliano, nel 2025 si è registrato un "modello continuo e in espansione di intimidazioni e aggressioni" contro il clero cristiano e le proprietà della Chiesa. Lo riporta il Times of Israel. Secondo il rapporto del Rossing Center for Education and Dialogue, intitolato "Attacchi ai cristiani in Israele e a Gerusalemme Est", i 155 episodi documentati lo scorso anno "riflettono un modello persistente e preoccupante in cui sia la violenza manifesta che le umiliazioni quotidiane si accumulano in un clima più ampio di esclusione". La maggior parte degli episodi consisteva in aggressioni fisiche, per lo più sputi in direzione di membri del clero cristiano facilmente identificabili. Secondo il centro, "il clero in zone come il Monte Sion e il quartiere armeno riferisce che le molestie sono diventate così frequenti che uscire di casa comporta un rischio quasi certo di subire abusi". Nel 2025 sono stati accertati 28 casi di molestie verbali, più del doppio rispetto all'anno precedente. Il rapporto evidenzia una tendenza preoccupante: "Le molestie e le violenze contro i cristiani continuano in un clima socio-politico sempre più intollerante verso la diversità e sempre più assertivo nelle sue rivendicazioni nazional-religiose esclusiviste". 

Tajani: "Mi auguro una tregua in Medio Oriente entro massimo un mese"

"Credo si arriverà prima alla tregua in Medio Oriente che in Ucraina. Mi auguro possa essere una questione di poche settimane, come ha detto Rubio al G7: 2-4 settimane. Speriamo che sia così". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato in videocollegamento da Bruno Vespa durante il 'Forum della Cucina italiana' nella masseria Li Reni a Manduria. "Le nostre pressioni sono sempre per arrivare a un cessate il fuoco il prima possibile. Sono cose indipendenti dalla nostra volontà. Abbiamo fatto anche capire a Israele che ci sono delle cose che non vanno". Ieri è stato approvato, insieme alla Francia, alla Germania e al Regno Unito, ha ricordato Tajani, un atto "contro la proposta alla Knesset di allargare il raggio delle condanne a morte: è contrario ai nostri valori". 

Iran, Teheran: "Non abbiamo partecipato ai negoziati in Pakistan"

L'Iran non ha partecipato ai negoziati in Pakistan e ha ammonito che qualsiasi piattaforma di pace tra Iran e Stati Uniti non può che essere "realistica ed equa". A sottolinearlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dalla tv di stato. "Gli incontri che il Pakistan sta tenendo con i paesi vicini rientrano in un quadro da loro stessi definito, e noi non abbiamo partecipato a tale quadro. Naturalmente, se i paesi della regione e i suoi vicini hanno a cuore la pace e la sicurezza, ciò è lodevole", ha spiegato. "Tuttavia, la richiesta logica della Repubblica islamica dell'Iran è che qualsiasi paese o parte che affronti la questione della guerra nella regione tenga presente quale parte l'abbia iniziata. E' essenziale che le prospettive siano realistiche ed eque e che le aspettative di moderazione non ricadano su una sola parte", ha avvertito. 

Ankara ribadisce: "Non siamo parte del conflitto in Iran"

La Turchia ha ribadito di non essere parte in causa nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, respingendo accuse diffuse sui social media secondo cui Ankara vorrebbe entrare nel conflitto a sostegno della Repubblica islamica, intervenendo in Libano. "La Repubblica di Turchia ha sempre ribadito di non essere parte in causa nel conflitto", ha affermato l'ufficio per le comunicazioni della presidenza della Repubblica di Ankara. "Le affermazioni che circolano su alcune piattaforme di social media, secondo cui 'la Turchia entrerà in guerra a sostegno dell'Iran o interverrà in Libano', costituiscono disinformazione", ha aggiunto l'ufficio delle comunicazioni, definendo queste accuse come "fuorvianti" e "volte a danneggiare la reputazione internazionale della Turchia". 

Patriarcato: "La questione riti Pasqua risolta, bene la salvaguardia del culto"

"Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa confermano che le questioni relative alle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua al Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti. In accordo con la Polizia israeliana, è stato garantito l'accesso ai rappresentanti delle Chiese al fine di celebrare le liturgie e le cerimonie e preservare le antiche tradizioni", "esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Isaac Herzog, Presidente dello Stato di Israele, per la sua pronta attenzione", "salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso". 

In un nuovo messaggio Khamenei ringrazia l'Iraq per il sostegno

La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che ancora non e' apparso in pubblico dalla sua nomina, ha ringraziato il vicino Iraq per il suo sostegno nella guerra contro gli Stati Uniti e Israele, in un messaggio diffuso ieri sera dai media iraniani. Nel messaggio, "esprime la sua gratitudine alla suprema autorita' religiosa e al popolo iracheno per la loro chiara posizione contro l'aggressione all'Iran", ha scritto l'agenzia di stampa Isna, riferendosi al Grande Ayatollah Ali al-Sistani, figura chiave per milioni di sciiti in Iraq e nel mondo. I primi di marzo, il novantenne ayatollah, nato in Iran ma residente da decenni nella città santa irachena di Najaf, aveva invitato "tutti i musulmani" a denunciare "la guerra ingiusta" contro l'Iran. Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali Khamenei dopo la sua uccisione il primo giorno dei bombardamenti, il 28 febbraio, non è ancora apparso in pubblico, limitandosi a rilasciare dichiarazioni scritte.

Khamenei

©Ansa

Idf: "Sospeso il battaglione che ha aggredito troupe della Cnn"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno sospeso il battaglione di riservisti responsabile dell'aggressione a una troupe di giornalisti della Cnn in Cisgiordania. Lo rende noto l'Idf annunciando il provvedimento disciplinare adottato dal tenente generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito israeliano. I giornalisti della Cnn sono stati attacchi dai soldati isrealiani giovedì, mentre stavano documentando le conseguenze di un attacco condotto da coloni e la creazione di un avamposto vicino al villaggio palestinese di Tayasir, nel nord-est. Lo ha riportato la Foreign Press Association (Fpa).

Il battaglione ultraortodosso Netzah Yehuda, composto da centinaia di riservisti, verrà ritirato dalla Cisgiordania e riassegnato all'addestramento fino a nuovo avviso, ha dichiarato un funzionario militare israeliano citato dalla Cnn.

Iran, Nyt: "A febbraio armi non testate degli Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili"

La ricostruzione emerge dal resoconto di alcuni esperti, secondo quanto riporta un'analisi del New York Times: "Usato il nuovo missile balistico PrSM". Funzionari locali citati dai media iraniani hanno affermato che questo attacco nella città di Lamerd è avvenuto il primo giorno di guerra.

Iran, Nyt: 'A febbraio armi non testate Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili'

Iran, Nyt: 'A febbraio armi non testate Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili'

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L'Iran minaccia di colpire le case dei funzionari Usa e israeliani in Medio Oriente

L'Iran ha dichiarato di voler colpire le abitazioni di funzionari militari e politici statunitensi e israeliani nella regione. Lo riporta SkyNews citando il portavoce dell'esercito iraniano, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, che ha parlato di possibile rappresaglia per i bombardamenti effettuati dai due Paesi contro le abitazioni in Iran. 

Iran, Nyt: "A febbraio armi non testate degli Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili"

La ricostruzione emerge dal resoconto di alcuni esperti, secondo quanto riporta un'analisi del New York Times: "Usato il nuovo missile balistico PrSM". Funzionari locali citati dai media iraniani hanno affermato che questo attacco nella città di Lamerd è avvenuto il primo giorno di guerra.

Iran, Nyt: 'A febbraio armi non testate Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili'

Iran, Nyt: 'A febbraio armi non testate Usa su scuola e palestra fecero 21 morti civili'

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Pizzaballa, Peled: "Avremo tutti potuto gestire meglio la vicenda". VIDEO

Siria: "Vasto attacco di droni alle nostre basi al confine con l'Iraq"

L'esercito siriano ha dichiarato che oggi un attacco di droni su larga scala ha preso di mira le sue basi vicino al confine con l'Iraq. In una dichiarazione, l'esercito ha segnalato "un attacco su larga scala da parte di diversi droni che hanno preso di mira diverse basi militari vicino al confine iracheno all'alba di oggi", aggiungendo che la maggior parte dei droni è stata intercettata. "Stiamo valutando le nostre opzioni e risponderemo in modo appropriato per neutralizzare qualsiasi minaccia e prevenire qualsiasi aggressione contro il territorio siriano". 

L'ambasciatore Peled: "Non invieremo truppe di terra, in Libano no richieste territoriali"

Israele ''non ha alcuna intenzione di dispiegare turppe di terra in Iran''. Lo ha dichiarato l'ambasciatore d'Israele in Italia Jonathan Peled intervenendo a 'Start' a Sky Tg24, sottolineando ''non so quali siano i piani di Trump'' a proposito dell'invio di marines.

I soldati israeliani sono invece presenti all'interno del territorio libanese, ma ''non abbiamo dispute, né richieste territoriali con il Libano'', ha precisato Peled. ''Dobbiamo tenere Hezbollah piu a nord possibile'', ha proseguito Peled sottolineando che ''il governo libanese è contro Hamas e Hezbollah, il governo e il popolo stanno cercando di liberarsi di loro''. Per cui quella di Israele in Libano ''non è un'invasione'', ma l'obiettivo è quello di aiutare ''le forze armate libanesi a essere piu forti''.

Libano, Saar: "5mila razzi di Hezbollah su Israele dal 2 marzo"

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha affermato che "circa 5mila razzi sono stati lanciati contro Israele dall'inizio del conflitto" con Hezbollah, ripreso il 2 marzo. "La maggior parte dei razzi diretti verso Israele proviene da sud del fiume Litani, la stessa area in cui il governo libanese ha dichiarato all'inizio di gennaio di aver stabilito il 'controllo operativo'", ha precisato il ministro in un post su X. Ieri, il premier Benjamin Netanyahu ha dato l'ordine all'esercito di "ampliare ulteriormente" la zona cuscinetto in Libano, mentre l'Idf è impegnato in operazioni di terra e raid aerei.

Guerra in Medio Oriente, oggi G7 con ministri di Finanze, Energia e Banche centrali

Fare il punto sulle ripercussioni economiche legate alla guerra in Medio Oriente: questo l'obiettivo della riunione dei ministri delle Finanze del G7, insieme agli omologhi responsabili dell'Energia e i titolari delle Banche centrali, un formato completamente inedito, secondo la presidenza francese del G7 che ha promosso l'incontro fissato in videoconferenza alle ore 13. Davanti alla fiammata dei prezzi dell'energia ''ci sono già risposte diverse (tra Paesi,ndr.) e questo è dovuto in larga parte a divari di situazione e di esposizione rispetto alla crisi", ha dichiarato il ministro francese dell'Economia e delle Finanze, Roland Lescure, ricordando che l'Asia è particolarmente esposta rispetto alla crisi energetica e il blocco dello Stretto di Hormuz. ''E' uno dei motivi per cui  abbiamo voluto riunire un G7 Finanze-Energia-Banche centrali, affinché nello stesso luogo, alla stessa ora, si possa parlare tutti insieme dei mercati energetici internazionali e nazionali, ma anche dell'impatto sui mercati finanziari e, ovviamente, l'impatto sull'economia", aggiungeva il ministro venerdì scorso. La Francia detiene da gennaio la presidenza di turno del G7, il gruppo delle sette economie avanzate, Germania, Canada Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Regno Unito. Ai microfoni di radio RTL, Lescure ha precisato che è ''la prima volta in 50 anni'' che il G7 viene convocato in questo formato. La riunione in videconferenza è prevista per le ore 13, in videoconferenza, come per l'ultimo G7 Finanze del 9 marzo scorso. Parteciperanno anche i responsabili dell'Agenzia internazionale dell'Energia,  (AIE), il Fondo monetario internazionale  (FMI) e la Banca mondiale. 

Madrid convoca incaricato affari di Israele per il divieto d'accesso a Santo Sepolcro

La Spagna ha convocato oggi l'incaricata di affari di Israele a Madrid, il più alto grado della rappresentanza diplomatica attualmente presente nel Paese, per protestare contro il divieto di accesso al Santo Sepolcro al patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme per celebrare la messa della Domenica delle Palme. "Questa mattina abbiamo convocato l'incaricato di affari di Israele al ministero degli Esteri per trasmettergli la nostra protesta e chiarire che non può accadere di nuovo", ha annunciato il ministro degli Esteri José Manuel Albares, in un'intervista a Rac1.

Madrid: "Chiuso lo spazio aereo per non contribuire alla guerra illegale in Iran"

"Questa decisione" di chiudere lo spazio aereo spagnolo ai voli di Stati Uniti e Israele impegnati nel conflitto in Iran, oltre al divieto di utilizzare le basi di Rota e Moron ,"fa parte della decisione già presa dal governo di Spagna di non partecipare e di non contribuire a una guerra iniziata in maniera unilaterale e contro il diritto internazionale". Lo ha detto il neo vicepresidente del governo spagnolo con delega all'Economia Carlos Cuerpo, intervistato da radio Cadena Ser. Rispondendo alla domanda se questa scelta possa danneggiare le relazioni economiche tra Stati Uniti e la Spagna, Cuerpo ha assicurato che "i contatti" fra le due amministrazioni "sia a livello tecnico che politico procedono con totale normalità", come prima della guerra in Iran "e continueranno a farlo". E anche le minacce del presidente statunitense, Donald Trump, di interrompere le relazioni commerciali con Madrid, per il rifiuto di elevare la spesa in difesa al 5% del Pil, non hanno avuto al momento alcun seguito. "Le aziende spagnole operano rispetto agli Stati Uniti nelle stesse condizioni di quelle francesi, tedesche o italiane", ha assicurato il vicepremier, "poiché come abbiamo detto dal primo momento, le relazioni commerciali si stabiliscono a livello di relazioni bilaterali dell'Unione Europea con gli Stati Uniti". Come è avvenuto con l'accordo sui dazi dell'agosto scorso, "che stiamo tentando di implementare" in uno "sforzo" dove dovrebbe mobilitare entrambe le parti "per dare alle nostre imprese un certo orizzonte di prevedibilità", ha aggiunto il titolare dell'Economia. Fra Madrid e Washington "c'è la visione condivisa che le relazioni migliorino sempre di più e che se ne beneficino le nostre imprese", ha segnalato Carlos Cuerpo, nel citare i dati definitivi degli investimenti esteri diretti in Spagna nel 2024, "che sono eccellenti: crescono di oltre l'1,5%, continuando a mostrare fiducia nella forza della nostra economia". L'esponente dell'esecutivo iberico ha ricordato che il principale investitore in Spagna sono gli Stati Uniti, a loro volta principale diestinazione degli investimenti spagnoli. "Da qui l'importanza di continuare a mantenere e a raffrozare le nostre relazioni", ha anche detto, annunciando l'apertura di nuovi uffici commerciali ed economici a Boston e Huston, che si uniscono a quelli Los Angeles, Maiami, Washington, New York e Chicago.

Teheran conferma la morte del comandante della marina dei Pasdaran

L'Iran ha confermato la morte del comandante della Marina militare del corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Ircg). "Il contrammiraglio Alireza Tangsiri e' stato martirizzato", ha riferito il Tehran Times. 

Media: "La Spagna chiude lo spazio aereo ai voli coinvolti nel conflitto in Iran"

La Spagna non ha solo negato l'uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell'operazione militare contro l'Iran, segnando una posizione di netta distanza dall'intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate oggi da El Pais. Il presidente del governo Pedro Sanchez lo ha dichiarato la scorsa settimana riferendo al Congresso sulla posizione di Madrid nel conflitto in Medio Oriente. "Abbiamo negato agli Stati Uniti l'uso delle basi di Rota e Moron per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all'operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento". Il veto si estende quindi anche al sorvolo dello spazio aereo spagnolo da parte di bombardieri e aerei logistici coinvolti nell'operazione. E' prevista un unica eccezione: situazioni di emergenza, in cui può essere autorizzato il transito o l'atterraggio. Restano invece attive le missioni statunitensi previste dagli accordi bilaterali, come il supporto logistico delle truppe Usa in Europa. Anche l'assistenza tecnica alla navigazione aerea, fornita dal centro di controllo di Siviglia, continua per voli che non entrano nello spazio aereo spagnolo ma che attraversano lo Stretto di Gibilterra, all'estremo sud della penisola iberica, come i bombardieri B-2 Spirit, che partono dalla base di Whiteman, nello Stato del Missouri, attaccano in Iran e ritornano in un volo di oltre 30 ore senza scali, segnala il quotidiano. La posizione di Madrid, maturata dopo settimane di negoziati con Washington, si fonda sulla mancanza di copertura giuridica internazionale all'intervento militare, in assenza di un mandato di Onu, Nato o Ue. Questo ha comportato il ritiro dal territorio spagnolo di diversi aerei cisterna statunitensi, chiave per le operazioni offensive. Tuttavia, Madrid continua a partecipare alle attività difensive della Nato, con la protezione di Paesi alleati e il monitoraggio delle minacce missilistiche. E collabora alla difesa di Turchia e Cipro, onorando gli impegni con l'Alleanza e la Ue.

Idf: "Colpito sito di assemblaggio missili e impianto di produzione armi a Teheran"

L'aeronautica israeliana ha colpito ieri sera infrastrutture appartenenti al regime iraniano a Teheran in un raid che ha incluso il lancio di oltre 80 missili contro siti di produzione di armi. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, tra i siti colpiti figurano un impianto per l'assemblaggio di missili antiaerei a lungo raggio; un complesso per la produzione di componenti necessari allo sviluppo di missili anticarro e antiaerei a corto raggio; un impianto per la produzione, la ricerca e lo sviluppo di motori per missili balistici. Secondo le Idf, negli ultimi due giorni sono stati colpiti circa 40 siti e industrie di produzione, ricerca e sviluppo di armi.

Il Qatar condanna un attacco contro una centrale elettrica e un sito militare in Kuwait

Il Qatar ha condannato con fermezza ''i vili attacchi iraniani'' contro infrastrutture chiave in Kuwait. In una nota del ministero degli Esteri del Qatar si condannano in particolare gli attacchi iraniani che ''hanno preso di mira un campo militare, una centrale elettrica e un impianto di desalinizzazione dell'acqua" in Kuwait. La nota afferma che gli attacchi hanno provocato feriti tra i membri delle forze armate e sono contrari al diritto internazionale. Il Qatar ha anche esortato l'Iran a cessare gli "attacchi ingiustificati contro gli stati fratelli".

Iran, conclusi colloqui da Islamabad con Riad, Ankara e Cairo

I ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto hanno lasciato Islamabad dopo i colloqui di alto livello convocati per studiare una soluzione diplomatica alla guerra in Iran. Lo riporta Al Jazeera. Il ministro degli Esteri e vicepremier del Pakistan, Ishaq Dar, ha ribadito che "dialogo e diplomazia" rimangono le uniche soluzioni praticabili alla crisi del Golfo, si legge in un comunicato stampa diffuso al termine della sessione, durante la quale i quattro Paesi hanno chiesto la cessazione immediata delle ostilità, hanno sottolineato l'unità musulmana e hanno espresso sostegno per negoziati strutturati tra Washington e Teheran. Dar ha affermato di aver informato i suoi omologhi sulle prospettive di potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, con i ministri in visita che hanno espresso "pieno sostegno" all'iniziativa. A margine dei colloqui, i ministri degli Esteri dei tre Paesi hanno anche incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. 

Trump: "Concesso il passaggio di 20 navi dallo Stretto di Hormuz''

L'Iran permetterà il passaggio di 20 petroliere dallo Stretto di Hormuz questa mattina, come ''segno di rispetto'' nei confronti degli Stati Uniti e gesto distensivo nel tentativo di allentare le tensioni. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One.

Stretto di Hormuz

Iran, petrolio Brent si avvicina a 120 dollari al barile

I prezzi del petrolio sono aumentati lunedì, all'inizio della quinta settimana di contrattazioni dall'inizio della guerra con l'Iran. Il prezzo di un barile (159 litri) di greggio Brent del Mare del Nord con consegna a maggio è salito fino al 4% durante la notte, raggiungendo quasi i 117 dollari.

Questo ha riportato il prezzo del petrolio vicino al massimo intermedio di 119,50 dollari raggiunto tre settimane fa. Nelle prime ore del mattino, il prezzo si attestava a 115,55 dollari, il 2,7% in più rispetto alla fine della scorsa settimana. Il Brent è aumentato di quasi il 60% dall'inizio della guerra con l'Iran. Anche i prezzi di altri tipi di greggio sono aumentati vertiginosamente dall'attacco israeliano e statunitense all'Iran.

Un barile di greggio Wti statunitense costava poco più di 100 dollari lunedì mattina, oltre il 50% in più rispetto al prezzo precedente all'inizio della guerra con l'Iran. L'impennata dei prezzi sta avendo conseguenze sulle economie e sui consumatori di tutto il mondo, con i costi del carburante tra quelli che hanno subito un'impennata.

Israele: "Sei soldati feriti nel sud del Libano, tre sono gravi"

Sei soldati isreliani sono rimasti feriti in tre episodi distinti e tre di loro sono in gravi condizioni. Lo ha riferito l'Idf, precisando che due militari sono rimasti feriti da colpi anticarro, tre da un attacco di droni e un'altro in un incidente operativo.

Nyt: "A febbraio nuova arma Usa contro scuola e palestra in Iran, almeno 21 morti"

Il primo giorno di guerra con l'Iran, un'arma che presentava le caratteristiche di un missile balistico di nuova concezione di fabbricazione statunitense è stata utilizzata in un attacco che ha colpito una palestra e una scuola elementare adiacente, vicino a una base militare nel sud dell'Iran, secondo esperti di armi e un'analisi visiva del New York Times. Lo scrive il quotidiano statunitense. Funzionari locali citati dai media iraniani hanno affermato che questo attacco e altri avvenuti nelle vicinanze, nella città di Lamerd, hanno causato almeno 21 morti. L'attacco del 28 febbraio è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, uccidendo 175 persone. Nel caso di Lamerd, tuttavia, si è trattato di un'arma non testata in combattimento. Il Nyt ha verificato i video di due attacchi a Lamerd, così come le riprese successive agli attacchi. I giornalisti del Times e gli esperti di munizioni hanno riscontrato che le caratteristiche dell'arma, le esplosioni e i danni sono compatibili con un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile, o PrSM, progettato per detonare appena sopra il bersaglio e proiettare piccoli proiettili di tungsteno verso l'esterno. I video che riprendono un attacco, in una zona residenziale a circa 270 metri dalla palestra e dalla scuola, mostrano l'arma in volo, con una sagoma distintiva che corrisponde al PrSM. Il missile esplode in una grande palla di fuoco a mezz'aria. Un altro video, ripreso da una telecamera di sicurezza situata proprio di fronte alla palestra, mostra l'attacco alla palestra e alla scuola adiacente. Sebbene il video non riprenda un missile in arrivo, mostra chiaramente un'esplosione appena sopra la struttura.

Iran, Trump: "Gran giorno, distrutti obiettivi nel mirino da tempo"

Il presidente Usa, Donald Trump, ha salutato su Truth Social un "grande giorno in Iran" dove "molti obiettivi nel mirino da tempo sono stati smantellati o distrutti dal nostro GRANDE ESERCITO, il migliore e il più letale del mondo". 

Iran: "Giustiziati stamattina due dissidenti Mujaheddin"

"Due membri dell'organizzazione dissidente dei Mujaheddin del Popolo (Mko) sono stati giustiziati questa mattina a Teheran". Lo ha fatto sapere la magistratura iraniana. "Il condannato a morte Akbar Daneshvarkar, insieme a Mohammad Taghavi-Sangdehi che era il capo di una cellula affiliata all'Mko in Iran, ha compiuto azioni terroristiche, sotto la direzione dell'Mko, durante le rivolte di gennaio", si legge nella dichiarazione della magistratura. "Il loro obiettivo era minare la sicurezza del Paese individuando i centri sensibili, conducendo operazioni contro di essi e combattendo contro le forze di sicurezza. Hanno utilizzato lanciatori di esplosivi", ha aggiunto, secondo l'Irna. 

Attacco israeliano a Gaza, almeno tre morti

Almeno tre palestinesi sono stati uccisi e molti altri sono rimasti feriti in un attacco aereo israeliano sul quartiere di Zeitoun, nel Sud di Citta' di Gaza. Lo riferisce l'agenzia Wafa. 

Trump-Iran, botta e risposta a suon di 'punti': cosa propone Teheran

Le trattative tra Stati Uniti e Iran restano bloccate. Le proposte di un accordo avanzate dalle due parti risultano inconciliabili: gli Usa chiedono libertà di transito nello stretto e limiti ai missili iraniani. La Repubbica Islamica risponde con richieste su danni di guerra e controllo di Hormuz. Sul tavolo anche il ruolo di Hezbollah e Hamas nei futuri negoziati. Tutte condizioni che rendono il compromesso estremamente difficile. Ma uno spiraglio per il cessate il fuoco resta aperto.

Trump-Iran, botta e risposta a suon di 'punti': cosa propone Teheran

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Trump: "I nuovi leader sono molto ragionevoli"

Donald Trump ha affermato che Stati Uniti e Iran si sono incontrati "direttamente e indirettamente" e che i nuovi leader iraniani si sono dimostrati "molto ragionevoli". Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sono giunte dopo che il Pakistan, che funge da intermediario tra Teheran e Washington, ha affermato di prepararsi a ospitare nei prossimi giorni "colloqui significativi" volti a porre fine alla guerra con l'Iran , in corso da un mese .

Secondo il Guardian, che cita la Reuters, il presidente degli Stati Uniti ha detto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One: "Penso che riusciremo a raggiungere un accordo con loro, ne sono quasi certo, ma è possibile che non accada". Trump ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti avessero già realizzato un cambio di regime in Iran dopo che gli attacchi avevano ucciso la guida suprema del paese e altri alti funzionari, ma ha ripetuto due volte che i loro sostituti sembrano "ragionevoli". 

Trump

©Ansa

L'Idf lancia un avviso di evacuazione per Dahieh a Beirut

Il portavoce dell'Idf in lingua araba, colonnello Avichai Adraee, ha diramato un avviso di evacuazione per i residenti della zona di Hadahiya (Dahieh, ndr) a Beirut, "in particolare nei quartieri di Haret Harik, Al-Jabiri, Al-Lilki, Hadath, Barj Al-Barajneh, Tahuitat Al-Ghadir e Al-Sheikh". "Le Forze di Difesa Israeliane non intendono farvi del male, per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente", si legge nel tweet in arabo di Adraee, "Le Forze di Difesa Israeliane continuano ad attaccare e a operare contro le infrastrutture militari dell'organizzazione terroristica Hezbollah". 

Trump: "Potremmo impadronirci del petrolio iraniano e conquistare l'isola di Kharg"

Donald Trump ha dichiarato al Financial Times di poter "impadronirsi del petrolio iraniano" e potenzialmente conquistare l'isola di Kharg, uno dei principali centri di approvvigionamento di carburante dell'Iran. "Ad essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall'Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: 'Perché lo fai?' Ma sono persone stupide", ha detto il presidente degli Stati Uniti, suggerendo che potrebbe conquistarel'isola di Kharg. "Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni", ha detto Trump al Financial Times. "Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì  per un po' di tempo". Interrogato sulla difesa iraniana dell'isola, Trump ha risposto: "Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistarla molto facilmente." Le dichiarazioni del presidente giungono mentre altri 3.500 soldati statunitensi sono arrivati in Medio Oriente, alimentando i timori che un'ulteriore escalation possa esporre le forze americane ad attacchi iraniani. Trump ha aggiunto che i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran tramite "emissari" pakistani stanno procedendo bene, ma si è rifiutato di commentare la possibilità di raggiungere presto un accordo per il cessate il fuoco.

Wall Street Journal: "Trump valuta operazione per sequestrare quasi 454 kg di uranio"

Donald Trump starebbe valutando un'operazione militare per sequestrare quasi 454 kg di uranio dall'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal , che cita fonti anonime statunitensi, secondo cui la missione probabilmente porterebbe le forze americane all'interno del paese per giorni o anche più a lungo. Il presidente degli Stati Uniti non avrebbe ancora preso una decisione in merito all'eventuale avvio dell'operazione e starebbe valutando i pericoli per le truppe statunitensi. Ma, stando ai funzionari, il presidente rimane generalmente aperto all'idea, perché potrebbe contribuire a raggiungere il suo obiettivo principale: impedire all'Iran di costruire un'arma nucleare. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affermato che eventuali preparativi del Pentagono "non significano che il presidente abbia preso una decisione". Il Pentagono non ha rilasciato commenti.

Trump: "Usa potrebbero prendere il petrolio dell'Iran e Kharg"

Donald Trump vuole prendere il petrolio dell'Iran e potrebbe impadronirsi dell'hub di esportazione dell'isola di Kharg. In un'intervista al Financial Times, il presidente ha spiegato che la sua "preferenza sarebbe quella di prendere il petrolio", paragonando la potenziale mossa a quanto fatto in Venezuela dopo gli Stati Uniti intendono controllare l'industria petrolifera "a tempo indeterminato". "Potremmo prendere Kharg o potremmo non prenderla. Abbiamo molte opzioni", ha aggiunto precisando che, a suo avviso, gli Stati Uniti potrebbero farlo "molto facilmente, Non penso che abbiano difese". 

Trump: "Accordo con l'Iran potrebbe esserci a breve"

Un accordo con l'Iran potrebbe esserci a breve. Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One. In merito al piano in 15 punti che gli Stati Uniti hanno fatto recapitare a Teheran, Trump ha detto che l'Iran ha concesso la maggior parte dei punti. "Vogliamo chiedere un paio di altre cose", ha aggiunto. 

Trump: "In Iran ottenuto un cambio di regime"

Donald Trump ritiene che sia stato ottenuto un "cambio di regime" in Iran. Lo ha detto il presidente a bordo dell'Air Force One.

Trump: "Iran consente da domani il passaggio di 20 navi a Hormuz"

L'Iran consentirà il passaggio di 20 navi attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da domani in "tributo" e "segno di rispetto". Lo ha detto Donald Trump. 

Esercito Israele, "attacchi su infrastrutture militari a Teheran"

L'esercito israeliano sta colpendo infrastrutture militari iraniane in tutta la capitale della Repubblica islamica. Lo ha scritto l'Idf su Telegram: "Stiamo colpendo infrastrutture militari del regime terroristico iraniano in tutta Teheran".

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