Il presidente Usa ha esteso fino al 6 aprile la sospensione degli attacchi contro il settore energetico iraniano. La risposta dell'Iran alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto in corso è stata inviata agli Stati Uniti tramite mediatori. Israele intanto ha "eliminato" in un attacco il capo della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Alireza Tangsiri. Trump: "I negoziatori iraniani sono molto strani. Ci implorano di fare un accordo ma pubblicamente affermano il contrario"
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Iran in bilico tra minacce e spiragli di tregua mentre Israele annuncia di aver ucciso anche il capo della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri. Trump estende al 6 aprile lo stop ai raid contro i siti energetici di Teheran per dare tempo alle trattative che 'stanno andando molto bene nonostante le fake news'. Lo stesso presidente Usa in giornata aveva ammonito il regime a negoziare seriamente "prima che sia troppo tardi" altrimenti "saremo il loro peggior incubo". L'Iran avrebbe risposto ieri sera tramite mediatori alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto. In caso di fumata nera, gli Usa sarebbero pronti all'attacco finale, anche con una invasione di terra dell'isola petrolifera di Kharg, tanto che Teheran starebbe minando l'area. In Usa intanto i dem vogliono un'indagine su Trump per insider trading: sotto i riflettori i movimenti sospetti a ridosso degli annunci di guerra del tycoon.
Approfondimenti:
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Perché Trump ha deciso di attaccare adesso l’Iran e cosa può succedere ora
- Iran, quale sarà l’impatto sui mercati? Dal petrolio allo Stretto di Hormuz, cosa sapere
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
- Petrolio e missili: perché Russia e Cina si rafforzano e l’Ucraina rischia
- Guerra Iran, chi vince e chi perde in economia a causa del conflitto
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Trump attacca duramente il presidente israeliano Herzog: "Bugiardo, debole e patetico"
Le nuove dichiarazioni arrivano per la mancata concessione della grazia a Netanyahu. In un post su Truth, il presidente americano rilancia anche sul fronte interno, sostenendo che "il principale nemico degli Stati Uniti" sarebbe ora il Partito Democratico. Trump poi rilancia contro l'inerzia della Nato e minaccia la "distruzione totale" dell'Iran
Trump contro Herzog: 'Un bugiardo, debole e patetico'
Vai al contenutoGuerra Iran, allarme sulle forniture di gas: l'Italia cerca strade alternative. Il piano
La diversificazione delle fonti di approvvigionamento dei combustibili è essenziale: lo hanno insegnato i conflitti in Ucraina e, ora, quello in Iran. Anche l'Italia, come altri Paesi, si sta muovendo per cercare strade alternative in tal senso. Ecco il piano.
Allarme sulle forniture di gas: l'Italia cerca strade alternative
Vai al contenutoGuerra in Iran, salgono i prezzi dei biglietti aerei. I consigli per risparmiare sui voli
La guerra in Iran è entrata nella sua quarta settimana, e i combattimenti continuano a causare aumento del prezzo del carburante e chiusura degli spazi aerei in diverse aree del Medio Oriente. La situazione rimane complessa, tanto che nei giorni scorsi le principali compagnie aeree europee, riunite a Bruxelles nell'associazione Airlines for Europe, hanno avvertito che l’Europa non sarà immune ai rincari dei biglietti aerei legati all'impennata dei costi del petrolio.
Guerra in Iran, salgono i prezzi dei voli. I consigli per risparmiare
Vai al contenutoOnu, "nuovi raid aerei israeliani contro i palestinesi"
L'Onu ha segnalato nuovi raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza che hanno portato alla distruzione di quindici rifugi e al danneggiamento di altri trenta nella zona di Deir Al Balah. Il portavoce Stephane Dujarric ha ricordato la necessità di proteggere i civili".
Wall Street registra il calo più ampio da inizio guerra
Wall Street ha registrato il calo giornaliero più consistente dall'inizio della guerra con l'Iran, in concomitanza con il forte aumento dei prezzi del petrolio. L'indice S&P 500 è sceso dell'1,7%, il calo giornaliero più consistente da gennaio, avviandosi verso la quinta settimana consecutiva di perdite, un evento che non si verificava da quattro anni. Il prezzo del Brent, è aumentato di circa il 5,7%, raggiungendo i 108,01 dollari al barile, il valore più alto di questa settimana.
Rubio: "Fiducioso sulla riapertura dei negoziati con l'Iran"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha espresso la sua fiducia sulla riapertura dei negoziati con l'Iran, prima di partire per la Francia e per la ministeriale G7. Rubio ha rimarcato che "sono stati compiuti progressi", dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace. "C'è un crescente flusso di energia che transita attraverso gli stretti. Non tanto quanto dovrebbe, ma il flusso ha subito un certo incremento", ha aggiunto l'ex senatore della Florida. "Dunque, ribadisco: vi sono stati alcuni progressi per quanto concerne lo scambio di messaggi; si tratta tuttavia di un processo continuo e fluido, e non di una questione che intendiamo negoziare o discutere attraverso i media", ha concluso il segretario di Stato.
Iran, Mohammad Zolghadr: chi è il successore di Larijani
Nato nel 1954 a Fasa, è comandante militare in pensione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. La nomina a segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano è stata confermata dai media locali
Iran, Mohammad Zolghadr: chi è il successore di Larijani
Vai al contenutoTajani parla con ministro Saudita: "Ferma condanna Italia ad attacchi"
La ferma condanna dell’Italia per gli ingiustificati attacchi iraniani all’Arabia Saudita è stata al centro del mio incontro con il Ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, scrive il ministro Antonio Tajani su X. Ho espresso gratitudine per il sostegno garantito ai nostri connazionali e discusso delle ripercussioni economiche della crisi, in particolare sul traffico nello Stretto di Hormuz. La diversificazione delle rotte commerciali è una priorità strategica. Ho ribadito anche il ruolo che l’Arabia Saudita avrà nello sviluppo del Corridoio Imec. Europa e Golfo condividono un interesse fondamentale per la stabilità: intendiamo promuovere un rafforzamento concreto dei rapporti politici ed economici tra G7, Europa e Paesi del Golfo attraverso nuovi accordi e maggiori investimenti, ha concluso il ministro.
Marocco, "stabilità in Cisgiordania prerequisito per successo a Gaza"
"Il Marocco considera la Cisgiordania e la sua stabilità prerequisiti fondamentali per la stabilità e il successo di qualsiasi processo relativo alla Striscia di Gaza". Il ministro degli Esteri del Marocco Nasser Bourita, in occasione di un incontro con il vice primo ministro e ministro degli Affari Esteri ceco Petr Macinka. Bourita aggiunge che "quanto sta accadendo attualmente nella regione del Golfo non deve farci dimenticare la causa palestinese e i preoccupanti sviluppi delle ultime settimane, sia per quanto riguarda Gaza che la Cisgiordania". La stabilità in Cisgiordania è attualmente compromessa da "alcune leggi e atti provocatori", osserva, ricordando a tal proposito la confisca di terre palestinesi in Cisgiordania e le "azioni atroci" commesse dai coloni israeliani che prendono di mira le terre palestinesi e la popolazione palestinese. Riguardo alla situazione a Gerusalemme, Nasser Bourita dice che "la moschea di Al-Aqsa è stata bersaglio di attacchi e restrizioni, in particolare durante il mese di Ramadan", sottolineando che questi recenti sviluppi sono fonte di grande preoccupazione e che re Mohammed VI del Marocco presiede il Comitato di Al-Quds
Trump estende al 6 aprile lo stop agli attacchi all'Iran
Il presidente americano Donald Trump ha esteso di 10 giorni la sospensione degli attacchi contro il settore energetico iraniano, fino alle 20:00 del 6 aprile, ora di Washington. "Su richiesta del governo iraniano, la presente dichiarazione serve a comunicare che sospendo il periodo di distruzione degli impianti energetici per 10 giorni, fino a lunedì 6 aprile 2026, alle ore 20:00 (ora della Costa Orientale). I colloqui sono in corso e, nonostante le erronee dichiarazioni contrarie diffuse dai media delle 'Fake News' e da altri soggetti, stanno procedendo molto bene", ha scritto il tycoon in un post su Truth.
G7, Barrot incontra Tajani: focus su Iran e cooperazione
Colloquio a margine della ministeriale Esteri del G7 tra il ministro francese Jean-Noel Barrot e il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Lo riferisce il Quai d'Orsay. Al centro dell'incontro la situazione in Medio Oriente, con particolare attenzione al Libano, uno dei dossier più sensibili nella fase attuale di crisi regionale. I due ministri hanno inoltre discusso del sostegno dell'Unione europea all'Ucraina, ribadito come "fermo" nel contesto della guerra in corso. Barrot e Tajani hanno infine sottolineato l'importanza della concertazione tra Francia e Italia, richiamando il quadro di cooperazione rafforzata previsto dal Trattato del Quirinale del 26 novembre 2021.
Guerra in Iran, cosa c'è dietro il passo indietro di Trump su Teheran
Dopo aver minacciato raid su impianti e infrastrutture energetiche iraniane, Donald Trump ha parlato per la prima volta di uno “stop di cinque giorni” del conflitto in Medio Oriente. L'obiettivo, secondo il presidente Usa, sarebbe quello di “favorire i buoni colloqui” con Teheran. Ma proprio sui tentativi di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco, si è espresso un portavoce militare iraniano, che ha “deriso” gli Stati Uniti. "I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi?”, ha detto, ribadendo che “non scenderemo mai a compromessi con qualcuno come voi, né ora, né mai". Ma cosa c'è dietro il passo indietro di Trump?
Guerra in Iran, cosa c'è dietro il passo indietro di Trump su Teheran
Vai al contenutoTrump: "Sospenderemo gli attacchi a impianti energetici iraniani, i colloqui procedono bene"
"Sospenderemo gli attacchi agli impianti energetici iraniani". Lo ha detto il presidente statunitense Donald Trump, sottolineando che i colloqui con Teheran procedono "molto bene".
Farnesina aggiorna avviso per intera area Golfo: "Riconsiderare viaggi se non strettamente necessari"
La Farnesina, tramite l’Unità di Crisi, ha aggiornato l’avviso di viaggio per l’intera area del Golfo in considerazione della perdurante instabilità. In particolare, si consiglia ai connazionali che abbiano previsto una destinazione o un transito nell’area di riconsiderare i viaggi se non strettamente necessari e di tenere conto delle possibili variazioni nella programmazione. A chi fosse già presente nell’area e decidesse di restare si raccomanda di osservare le raccomandazioni delle autorità locali e di valutare la partenza di persone fragili o in stato di difficoltà. Sono stati inoltre aggiornati gli avvisi di viaggio per Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iraq, Kuwait, Oman, e Qatar. Nel caso di Emirati Arabi Uniti e Qatar si suggerisce di posticipare viaggi non essenziali, compresi eventuali scali aerei verso altre destinazioni. Per Arabia Saudita, Giordania e Oman si raccomanda di valutare con attenzione la necessità di intraprendere un viaggio in o attraverso questi Paesi in base alla situazione in atto. In Bahrein e Kuwait lo spazio aereo risulta tuttora chiuso.In Iraq restano sconsigliati tutti i viaggi a qualunque titolo. Si ricorda a tutti i connazionali in viaggio di registrarsi sul sito Dove Siamo nel Mondo e di scaricare l’App Viaggiare Sicuri per aggiornamenti in tempo reale.
Aiea: "Danni a impianto Bushehr in Iran provocherebbero incidente radiologico"
Il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi ha ribadito oggi la sua "profonda preoccupazione per i recenti attacchi militari che sarebbero avvenuti vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, l'ultimo dei quali martedì sera". Lo scrive l'Aiea sul suo account X. "Considerato che si tratta di una centrale nucleare in funzione con una grande quantità di materiale nucleare, Grossi ha avvertito che un eventuale danneggiamento dell'impianto potrebbe provocare un grave incidente radiologico che interesserebbe una vasta area in Iran e non solo". Grossi ha quindi "ribadito l'appello alla massima moderazione per evitare il rischio di un simile incidente nucleare e ha sottolineato l'importanza di osservare i 7 pilastri per garantire la sicurezza nucleare in caso di conflitto".
Teheran, "chi partecipa a aggressione sarà colpito"
"Qualsiasi partecipazione ad aggressioni militari contro l'Iran si ritorcera' sicuramente contro chi le compie come un boomerang". Lo dice Ali Akbar Velayati, consigliere senior della Guida Suprema iraniana, secondo l'agenzia statale iraniana Irna. Velayati ha lasciato intendere che il Golfo Persico sara' un punto focale per le rappresaglie: "la geografia del Golfo Persico non puo' rimanere impunita", ha aggiunto, precisando che "si verificheranno sicuramente eventi" che andranno "a danno di coloro che minacciano la sicurezza nazionale dell'Iran".
Lapid: "Netanyahu sta portando Paese a catastrofe della sicurezza, Idf oltre i suoi limiti"
"I nostri piloti, i nostri combattenti, scrivono in questo momento capitoli gloriosi della storia dello Stato di Israle. Ma Tsahal è spinto all'estremo, oltre i suoi limiti", ha dichiarato il leader dell'opposizione in Israele Yair Lapid, accusando il governo di Benjamin Netanyahu di trascinare il Paese a una "catastrofe della sicurezza" e di lasciare le forze militari "ferite abbandonate sul campo di battaglia". "Il governo invia le forze militari a combattere una guerra su più fronti senza strategia, senza i mezzi necessari e con troppo pochi soldati", ha aggiunto.
Tajani vede collega saudita: "Ingiustificati attacchi Iran contro di voi"
"La ferma condanna dell'Italia per gli ingiustificati attacchi iraniani all'Arabia Saudita è stata al centro del mio incontro con il Ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan al G7 in Francia". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ho espresso gratitudine per il sostegno garantito ai nostri connazionali e discusso delle ripercussioni economiche della crisi, in particolare sul traffico nello Stretto di Hormuz. La diversificazione delle rotte commerciali è una priorità strategica. Ho ribadito anche il ruolo che l'Arabia Saudita avrà nello sviluppo del Corridoio #IMEC. Europa e Golfo condividono un interesse fondamentale per la stabilità: intendiamo promuovere un rafforzamento concreto dei rapporti politici ed economici tra G7, Europa e Paesi del Golfo attraverso nuovi accordi e maggiori investimenti", conclude Tajani.
Iran, al voto una legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz
Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell'Assemblea legislativa
Iran, ipotesi legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz
Vai al contenutoGuerra Iran, dubbi sul petroldollaro e timori di recessione Usa: cosa dicono gli esperti
Prosegue la guerra in Iran: i messaggi contrastanti che arrivano da Washington e Teheran stanno alimentando l'incertezza sui prossimi sviluppi del conflitto sviluppatosi nel Golfo. E la tensione si riflette non solo sul campo di battaglia e sui mercati energetici, ma anche sul ruolo del dollaro come valuta di riferimento per il commercio globale di petrolio. Lo spettro che aleggia sulla guerra, come conseguenza a lungo termine di quanto sta avvenendo, è quello di un maggiore uso dello yuan cinese a danno del biglietto verde.
Guerra in Iran, dubbi sul petroldollaro e timori di una recessione Usa
Vai al contenutoFarnesina ai connazionali: "Viaggi nel Golfo solo se necessari"
La Farnesina, tramite l'Unità di Crisi, ha aggiornato l'avviso di viaggio per l'intera area del Golfo in considerazione della perdurante instabilità. In particolare, si consiglia ai connazionali che abbiano previsto una destinazione o un transito nell'area di riconsiderare i viaggi se non strettamente necessari e di tenere conto delle possibili variazioni nella programmazione. A chi fosse già presente nell'area e decidesse di restare si raccomanda di osservare le raccomandazioni delle autorità locali e di valutare la partenza di persone fragili o in stato di difficoltà. Sono stati inoltre aggiornati gli avvisi di viaggio per Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iraq, Kuwait, Oman, e Qatar. Nel caso di Emirati Arabi Uniti e Qatar si suggerisce di posticipare viaggi non essenziali, compresi eventuali scali aerei verso altre destinazioni. Per Arabia Saudita, Giordania e Oman si raccomanda di valutare con attenzione la necessità di intraprendere un viaggio in o attraverso questi Paesi in base alla situazione in atto. In Bahrein e Kuwait lo spazio aereo risulta tuttora chiuso. In Iraq restano sconsigliati tutti i viaggi a qualunque titolo.
Costa a Herzog: "Solidarietà per gli attacchi dell'Iran ma ora de-escalation"
"Durante la mia conversazione telefonica odierna con il presidente d'Israele Isaac Herzog, ho espresso la solidarietà dell'Ue al popolo israeliano alla luce dei continui attacchi da parte dell'Iran e di Hezbollah. Tali attacchi devono cessare immediatamente". Lo scrive su X il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. "Di fronte alle violenze in corso in Medio Oriente, ho chiesto un allentamento delle tensioni e la massima moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili, nonché il pieno rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti".
Media: "In ascesa posizioni falchi che vogliono l'atomica"
Il dibattito tra i falchi iraniani sull'opportunità che Teheran si doti di una bomba atomica in risposta all'escalation degli attacchi israeliani e statunitensi si sta facendo sempre più acceso, pubblico e insistente. Lo riporta Reuters che cita fonti interne al Paese, secondo cui con i Guardiani della Rivoluzione al potere dopo l'uccisione di Khamenei rappresentano le posizioni più intransigenti sull'approccio iraniano al nucleare e sono in ascesa.
Banca mondiale pronta a sostenere paesi emergenti colpiti da stop Hormuz
La Banca mondiale è pronta "a intervenire su grande scala" a sostegno dei paesi emergenti colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz per la guerra in Medio Oriente, dall'impatto sul trasporto marittimo al caro-petrolio.
Alcuni paesi tra i mercati emergenti "ci hanno contattato quando il conflitto in Medio Oriente ha iniziato a incidere sui prezzi delle materie prime e sulla logistica", fa sapere la banca senza specificare il numero di richieste ricevute finora. “Stiamo collaborando con i governi, il settore privato e i partner regionali per aiutarli ad affrontare queste nuove sfide”, sottolinea l'istituzione di Washington in un comunicato.
"Faremo ricorso a tutti gli strumenti a nostra disposizione per sostenere i governi, le imprese e le famiglie. Il nostro obiettivo è fornire un aiuto immediato" ai paesi che ne facciano richiesta, aggiujnge la World bank in una nota.
Idf, distrutti siti missilistici a Kermanshah e Dezful
L'aeronautica israeliana ha colpito nelle ultime 24 ore decine di siti militari iraniani, tra cui basi di lancio e stoccaggio di missili balistici, nell'Iran occidentale. L'Idf ha riferito di aver sganciato circa 70 bombe a Kermanshah e Dezful anche su sistemi di difesa aerea. I soldati iraniani nei siti sono rimasti uccisi negli attacchi, ha aggiunto l'Idf, citata dal Times of Israel.
Idf: "Ucciso soldato israeliano in Libano"
"Il sergente maggiore Aviad Elhanan Volansky, 21 anni, di Gerusalemme, combattente del 77 battaglione della brigata Saar MiGolan è caduto in combattimento nel Libano meridionale". Lo rende noto il portavoce delle IDF. Il sergente maggiore Volansky "è stato ucciso da fuoco anticarro contro un carro armato appartenente alle forze della brigata Golani, impegnate in un'operazione nel Libano meridionale. Nell'incidente sono rimasti feriti lievi anche due ufficiali e due soldati del 77 battaglione. Sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche e le loro famiglie sono state informate", ha aggiunto il portavoce edll'esercito israeliano.
Rubio: "Chi tiene a diritto internazionale intervenga per riaprire Hormuz"
Lo Stretto di Hormuz "potrebbe essere riaperto domani se l'Iran smettesse di minacciare il traffico marittimo mondiale, il che costituisce un oltraggio e una violazione del diritto internazionale". Lo ha affermato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando ai giornalisti prima della partenza per il vertice G7 in Francia. "Tutti i Paesi che hanno a cuore il diritto internazionale dovrebbero intervenire in merito", ha aggiunto.
Teheran: "Favorevoli a ogni richiesta di Madrid di navigare in Hormuz"
L'ambasciata iraniana in Spagna ha segnalato oggi che la Repubblica Islamica è disponibile a "qualsiasi richiesta" proveniente da Madrid per attraversare lo Stretto di Hormuz, definendo la Spagna un Paese "impegnato nel diritto internazionale". L'annuncio, in un messaggio riversato sul sito ufficiale dell'ambasciata sul social X, pubblicato insieme a un grafico della zona e all'hastag #EstrechoDeOrmuz, arriva nel contesto di forte tensione nella regione, con il blocco parziale al transito marittimo nello stretto strategico, deciso dall'Iran in risposta agli attacchi di Stati e Uniti e Israele, iniziati il 28 febbraio. "L'Iran considera la Spagna un Paese impegnato nel diritto internazionale, per cui si mostra disponibile a qualunque richiesta proveniente da Madrid", è scritto nel post. Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato il 12 marzo che lo stretto, dove transita circa il 20% del petrolio mondiale, "deve rimanere chiuso", sebbene il regime applichi eccezioni, consentendo il passaggio alle navi autorizzate di paesi non ostili.
Wall Street Journal: "Svanite speranza Usa e Israele di scatenare rivolta interna"
Sono pressoché svanite le speranze di innescare una rivolta interna in Iran. Funzionari israeliani e statunitensi, citati dal Wall Street Journal, ritengono che il potere del regime sia rimasto saldo anche dopo oltre tre settimane di attacchi, e che un’insurrezione sia quindi ora improbabile; per questo il premier Benjamin Netanyahu ha smesso di fare appelli alla popolazione e Israele ha interrotto gli attacchi contro le forze di sicurezza interne, spostando l’obiettivo sull’indebolimento della capacità iraniana di ricostruire il proprio apparato militare.
La strategia si è così concentrata sull’infrastruttura militare-industriale: dopo oltre 18mila attacchi condotti con gli Stati Uniti, sono stati colpiti siti di produzione di armi e missili, strutture navali e centri di ricerca. "Stanno colpendo in modo molto sistematico e meticoloso", ha osservato l’analista Farzin Nadimi. Il cambio di approccio arriva mentre cresce la convinzione che il presidente americano Donald Trump possa spingere per una fine del conflitto nelle prossime settimane: Israele punta quindi a massimizzare i risultati prima di uno stop, dando priorità a "distruggere le industrie militari, eliminare i comandanti e ridurre le capacità missilistiche", ha spiegato dall’ex funzionario della difesa Amir Avivi.
Idf: "Abbiamo eliminato più di 750 terroristi in Libano"
''Abbiamo intensificato ulteriormente le operazioni di terra per ampliare l'area di sicurezza''. Lo ha affermato il generale Rafi Milo, il capo del Comando Nord, durante una valutazione situazionale del Sud del Libano. ''Stiamo agendo secondo un piano sistematico per colpire e respingere il nemico per proteggere gli abitanti del nord d'Israele. Finora abbiamo eliminato più di 750 terroristi e distrutto infrastrutture in tutto il Libano'', ha aggiunto.
Media Israele: "Trump pronto ordinare operazione di terra"
Il presidente americano Donald Trump sembra propenso a ordinare un'importante operazione di terra contro l'Iran. Lo dice un funzionario di uno dei paesi che mediano tra Stati Uniti e Iran al Times of Israel. Il funzionario afferma che gli Stati Uniti sono consapevoli, in via riservata, che l'Iran difficilmente accetterà le concessioni presentate nel piano in 15 punti di Washington e hanno inviato migliaia di soldati nella regione per conquistare l'isola di Kharg, su ordine di Trump. Un secondo funzionario di un paese mediatore avverte che, sebbene gli Stati Uniti possano riuscire a conquistare l'isola, mantenerne il controllo per un periodo prolungato richiederà un numero di soldati molto maggiore e una durata dei combattimenti ben superiore alle quattro-sei settimane che Washington ha dichiarato pubblicamente essere la durata della guerra. Entrambi i funzionari dei paesi mediatori affermano che la Repubblica Islamica difficilmente capitolerà, indipendentemente dal fatto che l'operazione di terra venga effettivamente avviata. E insistono sul fatto che l'Iran ora accetterà termini che non era disposto ad accettare prima che gli Stati Uniti iniziassero la guerra.
Wang: "Washington e Teheran desiderose di riprendere negoziati"
"Stati Uniti e Iran hanno entrambi la volontà di riprendere i negoziati". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel corso di una conversazione telefonica con l’omologa canadese Anita Anand.
Wang ha sottolineato che la comunità internazionale dovrebbe incoraggiare entrambe le parti a tornare al tavolo negoziale e "cercare vie efficaci per una soluzione politica" del conflitto. Nel colloquio, il capo della diplomazia di Pechino ha inoltre evidenziato come Cina e Canada possano svolgere "un ruolo costruttivo" nel favorire un’intesa e contribuire alla de-escalation.
Hegseth alla messa del Pentagono prega per la "violenza contro il nemico"
Durante una messa al Pentagono Pete Hegseth, ha pregato affinché vi fosse una "violenza schiacciante contro coloro che non meritano alcuna pietà". Nella prima funzione religiosa dall'inizio della guerra contro l'Iran, alla presenza di personale militare e civile il segretario alla Difesa ha chiesto a Dio che "ogni proiettile colpisca il bersaglio contro i nemici della rettitudine e della nostra grande nazione". "Concedi ai nostro soldati saggezza in ogni decisione, resistenza per la prova che li attende, unità incrollabile e una potenza schiacciante", ha detto ancora il capo del Pentagono.
Lagarde: "Dalla crisi di Hormuz impatto anche sul costo di microchip"
Non solo l'energia, tra le industrie a rischio a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz c'è anche la produzione di microchip, per i quali l'elio è una materia prima essenziale. «Non si può prevedere l’impatto immediato sul costo dei microchip, visto che la disponibilità di questa sostanza sarà compromessa», ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista al The Economist, evidenziando come l’elio rappresenti un altro esempio dei rischi legati alla guerra in Medio Oriente.
Secondo l'Us Geological Survey, oltre un quarto dell'elio mondiale proviene infatti dal Qatar e transita attraverso lo Stretto di Hormuz. La presidente della Bce ha sottolineato che le conseguenze - non solo sull'elio, ma su tutte le materie prime che transitano dallo stretto - si vedranno man mano che si chiarirà l’impatto sulle catene di approvvigionamento. Il conflitto «ci sta insegnando giorno dopo giorno quali saranno le conseguenze effettive, quali Paesi saranno più colpiti e quali materie prime saranno più richieste».
L'elio è considerato fondamentale per produrre i chip, in particolare i più avanzati. A renderlo così utile sono le sue peculiari proprietà di gas inerte, oltre alla capacità di raggiungere temperature estremamente basse.
Delegazione tedesca nel Sinai per rafforzare aiuti alla Striscia di Gaza
Una delegazione tedesca di alto livello ha fatto visita oggi al governatore del Sinai settentrionale, Khaled Magawar, in vista di un rafforzamento della cooperazione a sostegno degli sforzi umanitari nella Striscia di Gaza. Intanto dal valico di Rafah, che continua ad aprire a singhiozzo, sono oggi transitati 51 palestinesi destinati agli ospedali egiziani e una cinquantina di palestinesi sono rientrati nella Striscia dall'Egitto. Una fonte della sicurezza egiziana in servizio al valico ha precisato che sono entrati in Egitto 18 feriti, accompagnati da 33 familiari.
Idf: "Da inizio nuove operazioni contro Hezbollah in Libano uccisi 750 operativi, estesa zona sicurezza"
Il capo del comando settentrionale dell'Idf, il generale Rafi Milo, ha reso noto che le forze israeliane hanno ucciso 750 operativi di Hamas dall'inizio della nuova operazione in Libano. "Abbiamo esteso l'operazione di terra di un altro passo per estendere la zona di sicurezza. Stiamo operando secondo un piano organizzato per colpire e respingere il nemico e per allontanare la minaccia per una migliore protezione dei residenti a nord", ha dichiarato.
Hezbollah ribadisce: "Non abbiamo cellule in Kuwait"
Hezbollah ha negato oggi, per la terza volta, qualsiasi presenza in Kuwait, il giorno dopo che l'emirato ha annunciato l'arresto di sei persone legate al movimento libanese filo-iraniano per aver pianificato "assassinii". "Hezbollah nega fermamente, per la terza volta, le accuse (...) mosse contro di esso dal ministero dell'Interno kuwaitiano", ha affermato il gruppo islamista in una dichiarazione, ribadendo di "non avere alcuna presenza in Kuwait". Il ministero dell'Interno kuwaitiano ha annunciato ieri sera l'arresto di sei persone, tra cui cinque kuwaitiani, "legate all'organizzazione terroristica bandita Hezbollah", che stava pianificando "assassinii contro simboli e leader dello Stato e reclutando persone per portare a termine queste missioni".
Il presidente iraniano Pezeshkian ringrazia Mosca per il sostegno
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un messaggio pubblicato in lingua russa su X ha ringraziato le autorità di Mosca per il loro sostegno. "I messaggi del presidente Putin e il sostegno del popolo russo ci ispirano in questa guerra. La resistenza e il coraggio del popolo iraniano promettono nuovi legami che garantiranno la sicurezza dell'Asia orientale con i paesi della regione. A nome del popolo iraniano, ringrazio il governo e il popolo della Russia", si legge nel messaggio.
Ghalibaf: "Nessuno può imporci ultimatum, avanti fino alla vittoria"
"Popolo iraniano, campione della nazione! Le vostre 25 notti trascorse nelle strade e i sacrifici delle forze armate hanno creato le condizioni per una vittoria storica per il nostro Iran. Nessuno può imporre ultimatum all'Iran e al suo popolo: i vostri figli non lasceranno sfuggire questa occasione e proseguiranno fino alla piena vittoria, spezzando definitivamente il ciclo distruttivo di 'guerra-cessate il fuoco-guerra'". Lo ha dichiarato su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
A Teheran reclutati anche i 12enni per controllare i posti di blocco
Le forze di sicurezza iraniane stanno reclutando bambini anche di soli 12 anni per presidiare i posti di blocco e svolgere anche altri compiti durante la guerra nella capitale. Lo ha annunciato oggi alla televisione di stato un funzionario delle Guardie Rivoluzionarie. I posti di blocco sono sorti in tutta Teheran dall'inizio della guerra, e i residenti hanno segnalato la presenza di adolescenti in borghese che presidiano alcuni di essi con mitragliatrici. Le autorità iraniane hanno lanciato una campagna di reclutamento denominata "Per l'Iran" a Teheran per registrare le persone che desiderano arruolarsi nelle forze di sicurezza, abbassando l'età minima per le reclute a 12 anni. Rahim Nadali, un funzionario delle Guardie a Teheran, ha dichiarato alla televisione di stato che anche giovani di soli 12 anni possono registrarsi per aiutare le Guardie e la milizia giovanile volontaria Basij a resistere "contro il bullo globale", un termine usato per indicare gli Stati Uniti. I compiti includono "la raccolta di dati sulla sicurezza e le pattuglie operative", nonché l'organizzazione di carovane di auto di notte in città, ha affermato.
Libano, volo umanitario da Brindisi con aiuti per sfollati
E' atterrato in Libano un volo umanitario operato dalla base di Pronto intervento delle Nazioni Unite Unhrd di Brindisi nel quadro del nuovo ponte aereo lanciato per il Libano dalla Commissione Europea attraverso la Direzione Generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario (Dg Echo). Il volo trasporta materiale reso disponibile dalla Ue e dall'Irlanda, cui si aggiungono oltre 10 tonnellate di aiuti messi a disposizione dall'Italia. I materiali vengono incontro alle necessità individuate in loco dall'Unhcr che ha preso in carico gli aiuti per poi distribuirli, attraverso rifugi e centri di risposta, alle famiglie sfollate a causa del conflitto. L'operazione, si legge in una nota della Farnesina, "testimonia la collaborazione dell'Italia con la Commissione Europea nella risposta rapida alle emergenze, valorizzando il ruolo sempre più cruciale assunto dalla base Unhrd di Brindisi quale hub umanitario per mitigare crisi ed emergenze internazionali". Si tratta del secondo volo umanitario per Beirut con aiuti italiani a sostegno del Libano, dopo il primo trasporto umanitario operato una settimana fa con circa 30 tonnellate di materiali vari di prima necessità. L'operazione si inquadra inoltre nella cornice della tempestiva risposta umanitaria italiana per la popolazione libanese per un ammontare di 10 milioni di euro, di cui quattro milioni stanziati per Ocha e Ficross e sei milioni destinati a un bando di primissima emergenza gestito dalla sede Aics di Beirut da attuare attraverso la società Civile italiana attiva nel Paese, che consentirà di raggiungere circa 220.000 beneficiari.
L'Iraq: "Stop agli attacchi contro i Paesi del Golfo e la Giordania"
Il governo iracheno ha condannato oggi ogni "aggressione e attacco" contro gli Stati del Golfo e la Giordania, dopo che questi Paesi hanno chiesto all'Iraq di fermare gli attacchi lanciati da gruppi filo-iraniani dal suo territorio. Il ministero degli Esteri iracheno ha dichiarato in un comunicato stampa "la categorica condanna del governo di qualsiasi aggressione o attacco contro gli Stati del Golfo e il Regno di Giordania", aggiungendo di essere pronto a "collaborare per affrontare (gli attacchi) in modo responsabile e rapido".
Zelensky a sorpresa a Riad: "Previsti incontri importanti"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato oggi il suo arrivo in Arabia Saudita. La visita, non annunciata in precedenza, si inserisce nel quadro degli sforzi di Kiev per finalizzare accordi sulla vendita di droni militari con diversi Stati del Golfo. "Sono arrivato in Arabia Saudita. Sono previsti incontri importanti", ha dichiarato sui social media, pubblicando un video del viaggio. "Apprezziamo il sostegno e sosteniamo coloro che sono pronti a collaborare con noi per la sicurezza", ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli. L'Arabia Saudita è uno dei Paesi del Golfo in cui Zelensky ha recentemente inviato oltre 200 esperti militari per condividere l'esperienza nell'intercettazione dei droni Shahed di progettazione iraniana. Attaccata quasi quotidianamente da centinaia di questi velivoli, ora prodotti in serie da Mosca, l'Ucraina ha sviluppato una serie di sistemi di difesa economici e piuttosto efficaci, tra cui i droni intercettori. Questa competenza è molto richiesta dagli Stati del Golfo, bersaglio dello stesso tipo di drone lanciato dall'Iran in risposta agli attacchi israelo-americani a partire dalla fine di febbraio. Dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, l'Ucraina è diventata uno dei Paesi più avanzati al mondo nel campo dei droni militari. Il Paese conta ora centinaia di produttori che realizzano milioni di questi dispositivi, dai piccoli droni d'attacco Fpv agli intercettori progettati per distruggere i droni nemici in volo.
Almeno tre forti esplosioni sentite nel nord di Teheran
Tre forti esplosioni sono state sentite nei quartieri settentrionali di Teheran. Lo ha riferito l'Afp precisando che poco prima si erano sentiti dei caccia sorvolare la capitale iraniana. Le esplosioni sono state udite dopo il tramonto, durante la pioggia, e non è stato immediatamente possibile identificare cosa fosse stato colpito. Israele, che in precedenza aveva affermato di aver ucciso un alto comandante della Marina iraniana, ha annunciato di voler condurre ulteriori attacchi "su vasta scala" contro obiettivi nella Repubblica islamica.
Lagarde: "Da guerra vero shock, mercati troppo ottimisti"
Con la guerra in Iran "siamo davanti a un vero shock, che probabilmente va oltre quello che immaginiamo al momento": E i mercati finanziari "forse sono troppo ottimisti e determinati a restare ottimisti, nella speranza che si verifichi uno scenario positivo e si torni alla normalità in un tempo relativamente breve". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata dall'Economist spiegando, in merito ai tempi di un ritorno alla normalità su capacità, estrazione, distribuzione dei prodotti energetici, che "gran parte delle persone parlano di anni e in nessun caso ci si riuscirà nel giro di qualche mese".
Ministro tedesco: "La guerra in Iran è una catastrofe per le economie mondiali"
"Questa guerra è una catastrofe per le economie mondiali. Gli effetti sono già evidenti dopo poco più di due settimane». È quello che ha detto il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius a Canberra, nel corso dell'incontro con il suo omologo australiano Richard Marles. È necessaria una soluzione diplomatica "il più presto possibile", ha affermato Pistorius. Il suo appello va all'Iran, ma anche agli Stati Uniti. "Non siamo stati consultati in precedenza. Non è la nostra guerra. E per questo non vogliamo essere coinvolti in questa guerra, per essere chiari", ha ribadito. L'instabilità nella regione del Medio Oriente avrebbe ripercussioni su tutto il mondo. "Ed è per questo che siamo pronti a garantire qualsiasi pace", ha affermato Pistorius. "Se si giungerà a un cessate il fuoco, discuteremo qualsiasi intervento volto a garantire la pace, in particolare per assicurare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz", ha concluso.
Decimo allarme a Tel Aviv per il lancio di missili dall'Iran
Gli allarmi sono scattati per la decima volta da questa mattina a Tel Aviv, nel centro di Israele e anche a Gerusalemme per il lancio di missili dall'Iran. Fonti militari hanno riferito che le condizioni meteorologiche avverse rendono difficile colpire le postazioni di lancio attive in Iran.
Trump: "Teheran ha permesso passaggio di 10 petroliere"
Il 'regalo' di Teheran di cui tanto Donald Trump ha parlato nei giorni scorsi senza mai svelare di cosa si trattasse è alla fine venuto fuori. L'Iran ha permesso il passaggio di 10 petroliere attraverso lo strategico Stretto di Hormuz per dimostrare la sua serietà nei negoziati. Riferendosi ai commenti criptici di inizio settimana su un "dono" da parte di Teheran, Trump ha affermato che l'Iran ha permesso il transito di otto "grandi navi cisterna" attraverso lo stretto all'inizio della settimana, seguite da altre due nei giorni successivi.
Marina Berlusconi per apertura classe dirigente Fi: "Stima per Stefania Craxi"
L'avvicendamento alla guida dei senatori di Forza Italia, con Stefania Craxi che ha sostituito il dimissionario Maurizio Gasparri, è una iniziativa del gruppo parlamentare azzurro. È quanto si apprende in ambienti vicini a Marina Berlusconi, da sempre sostenitrice di una maggiore apertura della classe dirigente. La Presidente Fininvest - sempre secondo quanto si apprende - nutre grande stima per la senatrice.
Trump: "Controllare il petrolio dell'Iran è un'opzione"
Prendere il controllo del petrolio iraniano è "un'opzione" per Donald Trump. Durante una riunione del governo il presidente ha risposto ad una domanda precisando "non lo direi ma è un'opzione, in Venezuela ha funzionato bene".
Trump: "Armi da Ucraina in Medio Oriente? A volte le spostiamo"
"Abbiamo molte armi e munizioni in giro per il mondo, anche in Germania per esempio. A volte le spostiamo da una parte all'altra". Così Donald Trump ha risposto ad una domanda sulle indiscrezioni del Washington Post secondo cui starebbe spostando mezzi dall'Ucraina al Medio Oriente.
Idf, terza divisione operativa nel sud del Libano
Una terza divisione dell'Idf ha iniziato a operare via terra nel sud del Libano. Lo comunica il portavoce dell'Idf rendendo noto che ''truppe della 162ª Divisione si sono unite alle operazioni di terra mirate nel Libano meridionale, aggiungendosi alle Divisioni 91 e 36''.
Houthi: "Pronti a risposta militare in caso di necessità"
Abdul Malik al-Houthi, leader della milizia filo-iraniana dello Yemen, ha lanciato oggi un avvertimento dicendo che il movimento è pronto ad una "risposta militare" nel caso in cui la guerra in Medio Oriente lo richiedesse. "Come popolo yemenita, ripaghiamo la lealtà con la lealtà", ha affermato il leader Houthi. "Qualsiasi sviluppo nella battaglia che richieda una risposta militare, la adotteremo prontamente... proprio come abbiamo fatto nei precedenti scontri".
Witkoff: "Segnali forti Teheran può convincersi a intesa"
L'inviato americano Steve Witkoff è ottimista su un accordo con l'Iran. Vi sono "segnali evidenti" che l'Iran si possa convincere di non avere alternativa a un accordo con gli stati Uniti, ha detto a quanto riportando diversi media tra cui l'Afp. "Stanno cercando una via d'uscita", ha riferito, "gli abbiamo chiarito che non devono commettere di nuovo errori di valutazione".
Vance: "L'esercito iraniano è stato distrutto"
Il vice presidente americano Jd Vance ha ribadito durante una riunione del governo di Donald Trump che "l'esercito iraniano è stato distrutto". "L'Iran è governato da fanatici sciiti", ha detto da parte sua il segretario di Stato, Marco Rubio. "Tutti gli obiettivi posti da Trump all'inizio della guerra saranno raggiunti e il mondo sarà un luogo più sicuro", ha aggiunto.
Usa: "L'uccisione capo della Marina pasdaran rende aerea più sicura"
L'uccisione del comandante della Marina iraniana, Alireza Tangsiri, rende la regione "più sicura". Lo ha detto il capo del Comando centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in una nota sui social media.
Trump: "Non so se siamo disposti a lavorare a un accordo con l'IraN"
"Non so se siamo disposti a lavorare a un accordo con l'Iran. Avrebbero dovuto fare un accordo quattro settimane fa". Lo ha detto Donald Trump.
Un morto nell'ultimo lancio dal Libano a Nahaiyia nel nord di Israele
L'ultima ondata di lanci dal Libano ha impattato tre diverse aree della cittadina Nahaiyia al confine nord d'Israele. Un missile è caduto nel parcheggio di un condominio, provocando un morto. In un'altra area è esploso un drone killer causando alcuni feriti.
Trump: "Iraniani ci stanno pregando per accordo non io"
L'Iran sta implorando gli Stati uniti di trovare un'intesa per finire la guerra. A sostenerlo è stato il presidente americano Donald Trump. "Gli iraniani ci stanno pregando di fare un accordo, non sono io", ha detto aprendo la riunione del suo gabinetto.
Israele: "Impatto diretto dal Libano su Nahariya, due feriti gravi"
Un edificio residenziale di sei piani a Nahariya, al confine nord d'Israele, è stato colpito dall'impatto diretto di un missile proveniente dal Libano. I servizi di soccorso riportano alcuni feriti, tra cui due in gravi condizioni.
Erdogan: "Tutti paghiamo conto di una guerra senza senso"
"Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a condannare "una guerra senza senso che sta colpendo innocenti e di tutti paghiamo il prezzo". Ankara, ha ribadito, vuole far parlare tra loro i contendenti. "Non facciamo passi indietro in politica estera e come in passato vogliamo far sedere al tavolo le parti per la pace e la serenità di tutti", ha detto il leader turco. Questo perché "il conto di questa guerra priva di senso lo paga l'economia dell'intera nostra regione. Miliardi di dollari di danni a infrastrutture energetiche distrutti da missili, bombe, droni ricadono sui nostri Paesi fratelli. Sciiti, sunniti, curdi, arabi, persiani, non fa alcuna differenza quando si è colpiti in una guerra ingiusta", ha sottolineato Erdogan.
Houthi: pienamente pronti a colpire ancora nel Mar Rosso
Il movimento Houthi yemenita, allineato con l'Iran, è pronto a colpire nuovamente la strategica via navigabile del Mar Rosso in segno di solidarietà con Teheran. Lo ha dichiarato un leader Houthi alla Reuters. Una mossa che aggraverebbe la crisi petrolifera ed economica globale causata dalla guerra in Medio Oriente. "Siamo pienamente pronti militarmente con tutte le opzioni a disposizione. Per quanto riguarda gli altri dettagli relativi alla determinazione dell'ora X, la decisione spetta alla leadership e noi stiamo monitorando e seguendo gli sviluppi. Sapremo quando sarà il momento opportuno per agire", ha affermato il leader Houthi, che ha chiesto di rimanere anonimo.
Iran: "Risposta al piano Usa inviata ieri sera, ora attendiamo"
La risposta dell'Iran alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto in corso è stata ufficialmente inviata agli Stati Uniti ieri sera tramite mediatori. Lo ha riferito una fonte informata all'agenzia iraniana Tasnim, aggiungendo che Teheran attende la risposta statunitense
Di Maio incontra il ceo di QatarEnergy a Doha
Il rappresentante speciale per il Golfo dell'Unione Europea, Luigi Di Maio, ha incontrato a Doha il ministro di Stato per l'Energia del Qatar nonché presidente e ceo di QatarEnergy - la compagnia petrolifera statale dell'emirato - Saad bin Sherida Al Kaabi. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Qna, durante l'incontro si è discusso dell'impatto della guerra in corso sul settore energetico mondiale e delle modalità per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico. Al Kaabi ha ribadito l'impegno del Qatar a rimanere un fornitore energetico affidabile e ha espresso l'auspicio di proseguire e rafforzare la cooperazione energetica di lunga data con l'Ue.
Iran, portavoce Idf: "Comandante Marina ucciso aveva ruolo fondamentale in blocco Hormuz"
Il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri, ucciso in un "attacco aereo israeliano di precisione", aveva "un ruolo fondamentale nel blocco imposto dall'Iran sugli Stati che si affacciano sullo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il portavoce delle Idf, Nadav Shoshani, durante un briefing con la stampa italiana sugli sviluppi della guerra in corso. "In qualità di capo della Marina, era una parte fondamentale delle loro operazioni. Non è rimasto molto della Marina iraniana", ha aggiunto. "Gli iraniani stanno tentando di bloccare lo Stretto di Hormuz per esercitare pressione - ha spiegato Shoshani - Io lo definisco 'terrorismo economico'. I loro alleati lo hanno fatto, gli alleati Houthi lo hanno fatto per molti mesi nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb".
Media: Pentagono sposterà armi da Ucraina al Golfo
Il Pentagono sta valutando la possibilità di dirottare verso il Medio Oriente le armi destinate all'Ucraina. Lo riferisce il Washington Post che cita tre fonti secondo cui la guerra in
Iran sta riducendo le scorte di munizioni fondamentali per l'esercito statunitense. Sebbene non sia stata ancora presa una decisione definitiva sul 'dirottamento' delle attrezzature, tale operazione metterebbe in luce i crescenti compromessi necessari per sostenere la guerra degli Stati Uniti contro l'Iran, dove il Comando Centrale degli Stati Uniti ha colpito oltre 9.000 obiettivi in poco meno di quattro settimane di combattimenti.
Quanti miliardi spende l’Italia per la Difesa? Tutti i dati della Nato
Quanti miliardi spende l’Italia per la Difesa? Tutti i dati della Nato
Vai al contenutoIran, Putin: conseguenze guerra gravi come Covid-19
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che le conseguenze della guerra in Iran potrebbero essere gravi quanto quelle della pandemia di Covid-19. In un intervento alla sessione plenaria del congresso dell'Unione Russa degli Industriali e degli Imprenditori (Rspp), il leader del Cremlino ha esortato dichiarando che "le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sono ancora difficili da prevedere con precisione". "Mi sembra che nemmeno coloro che sono coinvolti nel conflitto siano in grado di prevedere nulla, ma per noi è ancora più difficile", ha dichiarato il presidente della Federazione Russa. "Ci sono già stime che paragonano le conseguenze a quelle dell'epidemia di coronavirus", ha prospettato Putin. Il conflitto, ha proseguito, sta già causando danni significativi alla logistica, alla produzione e alle catene di approvvigionamento internazionali, esercitando al contempo una forte pressione sulle aziende del settore degli idrocarburi, dei metalli e dei fertilizzanti. "Permettetemi di ricordare che ha rallentato drasticamente lo sviluppo di tutte le regioni e di tutti i continenti, senza eccezioni", ha evidenziato il leader russo.
Netanyahu: colpire con forza Iran, bene uccisione Tangsiri
"Continuiamo a colpire con forza gli obiettivi del regime terroristico iraniano. La notte scorsa abbiamo eliminato il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione", i Pasdaran, che "aveva molto sangue sulle sue mani" e che "è stato colui che ha guidato il blocco dello Stretto di Hormuz". Così in dichiarazioni in video diffuse via X Benjamin Netanyahu. Per il premier israeliano, l'annunciata operazione contro Alireza Tangsiri, a capo della Marina dei Pasdaran dall'agosto del 2018, è "un altro esempio di cooperazione tra noi e i nostri amici, gli Stati Uniti, verso il fine comune di raggiungere gli obiettivi della guerra".
Axios: Pentagono prepara opzioni militari per 'colpo finale'
Il Pentagono sta elaborando opzioni militari per infliggere il "colpo finale" all'Iran, che potrebbe includere l'impiego di forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi e due fonti ben informate.
Secondo il sito d'informazione americano, lo scenario di una drammatica escalation militare diventerà sempre più probabile se non si registreranno progressi nei colloqui diplomatici e, in particolare, se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Alcuni funzionari Usa ritengono che una dimostrazione schiacciante di forza per mettere fine ai combattimenti creerebbe un maggiore vantaggio nei negoziati di pace o semplicemente darebbe a Trump un motivo per dichiarare vittoria.
Le fonti citate da Axios indicano quattro principali opzioni di "colpo finale" tra cui Trump potrebbe scegliere: invadere o bloccare l'isola di Kharg, il principale hub di esportazione petrolifera dell'Iran. Invadere Larak, un'isola che aiuta l'Iran a consolidare il suo controllo sullo Stretto di Hormuz. Conquistare l'isola strategica di Abu Musa e due isole minori, che si trovano vicino all'ingresso occidentale dello stretto e sono controllate dall'Iran ma rivendicate anche dagli Emirati Arabi Uniti. Bloccare o sequestrare le navi che esportano petrolio iraniano sul lato orientale dello Stretto di Hormuz.
Rutte: "30 Paesi nella coalizione per Hormuz, capire quando e cosa fare"
Sono ormai "30 i Paesi che si stanno riunendo", molti dei quali membri della Nato, ma anche Giappone, Corea, Australia, Nuova Zelanda, Bahrein "per discutere e mettere in atto le decisioni relative a cosa, dove e quando", per garantire che la navigazione nello stretto di Hormuz "resti aperta". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte. La coalizione è stata lanciata da sei Paesi in origine - Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Italia, Giappone - dopo le richieste di Donald Trump. "C'è stata frustrazione da parte sua ma c'è una ragione: gli Usa non hanno avvisato gli alleati e agli alleati è servito tempo"
Teheran: "Più di 1.900 morti da inizio guerra"
L'Iran afferma che sono più di 1.900 i morti e oltre 24.800 i feriti dal 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno avviato operazioni militari contro la Repubblica islamica innescando l'immediata 'risposta' di Teheran. Alla tv satellitare al-Jazeera, il vice ministro iraniano della Salute, Ali Jafarian, ha parlato di 1.937 morti, sostenendo che 240 vittime erano donne e 212 minori
Pakistan conferma mediazione, 'facciamo di tutto per pace'
Il Pakistan insiste sul ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran e conferma di aver consegnato a Teheran un piano di pace in 15 punti a un mese dall'avvio, il 28 febbraio, delle operazioni americane e israeliane contro la Repubblica islamica. "Colloqui indiretti tra Usa e Iran avvengono tramite messaggi trasmessi dal Pakistan - scrive su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar - In questo contesto gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, che sono in fase di valutazione da parte dell'Iran".
Il capo della diplomazia di Islamabad aggiunge che Turchia ed Egitto, insieme ad altri Paesi che non vengono indicati, "hanno esteso il loro sostegno a questa iniziativa". E il Pakistan, ripete insistendo su dialogo e diplomazia, "resta pienamente impegnato a promuovere la pace e continua a fare di tutto per garantire la stabilità nella regione e non solo".
Intanto, rilancia la Cnn tramite due funzionari di alto grado dell'Amministrazione Trump, si lavora a un incontro in Pakistan questo fine settimana per parlare di una via d'uscita al conflitto.
Nato, Rutte: in 2025 aperto nuovo capitolo per difesa comune
Il 2025 ha segnato l'apertura di un nuovo capitolo per la difesa comune dell'Alleanza Atlantica. A sottolinearlo è stato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa di presentazione del report annuale 2025. "L'anno scorso, la Nato ha iniziato un nuovo capitolo nella nostra difesa comune", ha detto.
Iran, deputati Usa scettici sulla strategia: "Nessuna risposta su endgame e truppe di terra"
Non c'era un piano, una strategia, un endgame condiviso, non ci hanno dato risposte". Così una fonte del Congresso americano sintetizza la frustrazione e lo scetticismo di molti deputati, e non solo democratici, dopo il briefing a porte chiuse con funzionari della Difesa e dell'Intelligence dell'amministrazione Trump sulla guerra con l'Iran. "Non è chiaro se non ci sia un piano o se il piano c'è ma non viene condiviso con noi", ha aggiunto la fonte parlando con Nbcnews, che aggiunge che la maggiore frustrazione è stata espressa in particolare sulla possibilità che gli Usa inviino truppe di terra in Iran.
Frustrazione che la repubblicana Nancy Mace ha espresso a chiare lettere: "Sono appena uscita dal briefing alla commissione Forze Armate sull'Iran, voglio ripeterlo: non sosterrò truppe di terra in Iran, ancora di più dopo questo briefing", la deputata della Carolina del Sud, allineata alle posizioni Maga, diventata fortemente critica della possibilità di inviare 'boots on the ground' nella regione.
"La macchina di guerra di Washington è al lavoro, stranno cercando di trascinarci in Iran per farne un altro Iraq, non dobbiamo permetterlo", ha scritto in un altro post ieri sera, puntando il dito contro Lindsey Graham, il senatore del suo Stato grande alleato di Trump e sostenitore del conflitto con l'Iran, come il simbolo "della macchina di guerra di Washington". Allineata sulle sue posizioni anche Anna Paulina Luna, deputata Maga eletta in Florida, che ha nei giorni scorsi ha attaccato su X l'anziano senatore repubblicano accusandolo di "mancare di rispetto per la vita quando parla delle nostre truppe, comportandosi come se si trattasse di bestiame sacrificabile".
Iran, il premier malese: "Ok a passaggio delle nostre petroliere da Hormuz"
L'Iran ha concesso ad alcune petroliere malesi il passaggio dallo stretto di Hormuz. Lo ha riferito il premier Anwar Ibrahim in un discorso televisivo in cui ha anche ringraziato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. Il via libera è arrivato dopo colloqui con leader di Iran, Turchia e altri attori regionali, ha spiegato.
Perché per fermare la guerra in Iran ora Trump schiera J.D. Vance
Trump affida a Vance la trattativa con l’Iran dopo il fallimento dei suoi emissari. Scettico sul conflitto, il vicepresidente gioca una partita rischiosa: chiudere la guerra e rafforzarsi politicamente, o compromettere la corsa alla Casa Bianca.
Perché per fermare la guerra in Iran ora Trump schiera J.D. Vance
Vai al contenutoAppello dei Paesi del Golfo: "Coinvolgerci in qualsiasi negoziato"
I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler partecipare a qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all'autodifesa, preferiscono la via diplomatica. "Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del Ccg in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in modo da contribuire a rafforzare la loro sicurezza e stabilità", ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem AlBudaiwi, in un discorso televisivo. AlBudaiwi ha anche affermato che l'Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Homuz.
Trump ai negoziatori iraniani: "Facciano i seri prima che sia troppo tardi"
"I negoziatori iraniani farebbero bene a comportarsi seriamente, presto, prima che sia troppo tardi": è il monito del presidente americano Donald Trump lanciato sul social Truth. "I negoziatori iraniani sono molto strani. Ci stanno implorando per fare un accordo, cosa che dovrebbero fare visto che sono stati obliterati militarmente con zero chance di riprendersi, ma - scrive il presidente americano - pubblicamente affermano che stanno solo visionando la nostra proposta. SBAGLIATO!!! Farebbero meglio a fare i seri presto, prima che sia troppo tardi", perché in questo caso "NON SI TORNA PIU' INDIETRO".
Peskov: "Menzogne le notizie sulla fornitura di droni a Teheran"
Il Cremlino ha definito "menzogne" le affermazioni contenute in un articolo del Financial Times secondo cui la Russia sarebbe sul punto di concludere l'invio di droni in Iran. "Ci sono veramente molte menzogne nei media. E anche gli editori più rispettabili non si vergognano a pubblicarle", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo ad una domanda dell'Afp.
Katz ai Pasdaran: "Vi elimineremo uno per uno"
L'uccisione del comandante della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, è un "messaggio" ai Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani: "Le forze armate israeliane vi daranno la caccia e vi elimineranno uno per uno". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, confermando la morte di Tangsiri in un attacco a Bandar Abbas. "Continueremo a operare in Iran con tutte le nostre forze per raggiungere gli obiettivi della guerra", ha aggiunto.
Trump: "La Nato non ha aiutato per nulla. Non dimenticheremo"
Donald Trump è tornato ad accusare gli alleati della Nato di non avere dato alcun contributo alla guerra contro l'Iran. "I paesi della Nato non hanno fatto assolutamente nulla per aiutare con quella folle nazione, ora militarmente decimata, che è l'Iran", ha scritto il presidente americano su Truth in un post tutto in maiuscolo. "Gli Stati Uniti non ha bisogno di niente dalla Nato, ma 'non dimenticheremo mai' questo momento molto importante", ha ammonito.

©Ansa
Katz: "Ucciso il comandante della Marina dei Pasdaran"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato l'uccisione del comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri. Era "il diretto responsabile dell'operazione terroristica di minamento e blocco dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo", ha sottolineato Katz.
Borsa, l'Europa peggiora con l'Iran: vola il Brent (+3,8%)
Peggiorano a metà mattina le Borse europee con gli investitori preoccupati per un'ulteriore escalation nella guerra in Medioriente, dove i tiepidi tentativi di soluzioni diplomatiche tra Usa e Iran non riescono ad attecchire. Francoforte cede l'1,6%, Milano e Londra l'1,1% e Parigi l'1% mentre a New York i future perdono quasi l'1%. Vola il petrolio, con il Brent che sale del 3,8% a 106,1 dollari e il Wti del 3,5% a 93,5 dollari. Sell off anche sui bond sui timori di un'impennata dell'inflazione: i rendimenti dei Btp balzano di 11 punti base in prossimità del 4%, al 3,94%, mentre lo spread con il bund sale a 92 punti base.
Ocse: "Se la guerra si protrae rischi per crescita mondiale e inflazione"
"Se persiste, il conflitto" in Medio Oriente "peserà sulla crescita mondiale e farà aumentare l'inflazione": è quanto si legge nelle Prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi. Inoltre, secondo l'organismo internazionale, "ogni misura pubblica per ammortizzare l'impatto dell'aumento dei prezzi energetici dovrebbe essere ben mirata su coloro che hanno più bisogno". Agli Stati membri viene inoltre suggerito di "conservare gli incentivi" e "ridurre il consumo energetico". Sul più lungo termine, l'Ocse suggerisce di moltiplicare le misure per "migliorare l'efficacia energetica al livello nazionale e ridurre la dipendenza rispetto ai combustibili fossili importati". Passi necessari, sottolinea l'organizzazione, per "consentire ai Paesi di ridurre la loro esposizione alle tensioni geopolitiche future".

©IPA/Fotogramma
Ankara ritira le truppe dall'Iraq dopo la decisione della Nato
La Turchia ha completato il ritiro delle sue truppe operative nella missione Nato in Iraq in seguito alla recente decisione dell'Alleanza Atlantica di rimodellare il suo dispiegamento militare nel Paese medio orientale e ritirare temporaneamente i soldati. "Alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, le autorità della Nato hanno deciso di ritirare la 'Missione Nato in Iraq'", ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa turco, Zeki Akturk, aggiungendo che "in conformità con tale decisione, l'evacuazione del personale delle Forze Armate turche di stanza a Baghdad, capitale dell'Iraq, verso il nostro Paese è stata completata con successo". Il funzionario ha aggiunto che Ankara ha anche "fornito supporto alle attività di evacuazione del personale dei Paesi alleati", riferisce la tv di Stato Trt.
Iran, media: "Per tregua Teheran chiede anche stop guerra Libano"
L'Iran ha posto tra le condizioni per una tregua, in vista della fine della guerra, anche la cessazione dell'attacco israeliano in Libano. Lo sottolinea l'agenzia iraniana Tasnim Tra le cinque condizioni dettate ieri, Teheran aveva inserito "la conclusione della guerra su tutti i fronti e di tutti i gruppi di resistenza coinvolti in tutta la regione". Nei contatti con i mediatori, L'Iran ha insistito sullo stop al conflitto in Libano, ha rimarcato oggi la Tasnim citando anche media regionali e internazionali.
Iran, S&P: frenata ripresa, Bce e Boe alzeranno tassi in II trim
"Il conflitto in Medio Oriente ha frenato la ripresa europea, causando un aumento dell'inflazione, pesando sulle prospettive di crescita e complicando la politica monetaria". In questo contesto S&P prevede che la Bce e la Banca d'Inghilterra aumentino i tassi gia' a partire dal secondo trimestre del 2026. E' quanto si legge nell'Outlook economico per l'Europa per il secondo trimestre del 2026 elaborato da S&P Global Ratings. Il rapido stimolo fiscale della Germania, lo slancio positivo degli investimenti e la trasformazione digitale in corso - insieme all'effetto moderato di un maggiore impegno nel settore della difesa - continuano a favorire l'economia europea, mentre i recenti adeguamenti tariffari statunitensi offrono una tregua temporanea. Se lo shock dei prezzi del petrolio dovesse rivelarsi piu' grave e duraturo rispetto allo scenario di base attuale di S&P - si legge - l'inflazione potrebbe superare il 5% a maggio/giugno, portando l'economia in una recessione tecnica a meta' anno. In questo scenario, S&P prevede che la Bce e la Boe aumentino i tassi ancora una volta nel 2026, rispetto allo scenario di base.
Cgil denuncia: "Nave con armi per Israele in porto a Cagliari"
Scoppia la polemica in Sardegna per la presenza di una nave in porto da alcuni giorni e che potrebbe trasportare in Israele dei container con armi. La denuncia arriva da Cgil e Sinistra Futura. "La Cgil della Sardegna condivide e sostiene - è detto in una nota - la richiesta della sezione italiana della rete Bds, movimento internazionale attivo per il sostegno alla causa del popolo palestinese, affinché le autorità competenti verifichino la presenza di container di acciaio dual use la cui destinazione finale potrebbe essere lo Stato di Israele sulla nave Msc Vega ferma al porto di Cagliari." "Attraverso i contatti e i canali informativi delle strutture sindacali europee e internazionali - denuncia il segretario generale della Cgil sarda, Fausto Durante - abbiamo appreso che la nave si trova nel porto da due giorni e potrebbe contenere lo stesso materiale adoperato per la produzione di pezzi di artiglieria utilizzati dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza". Se fosse accertato la Cgil chiede che venga impedita la partenza della nave: "Non possiamo accettare che dal porto di Cagliari partano materiali sensibili, potenzialmente utilizzabili in aree con conflitti armati in corso e con violazioni del diritto internazionale. L'appello va all'Autorità di sistema del mare di Sardegna, all'Ufficio delle Dogane, alla Capitaneria di Porto di Cagliari e a ogni altro soggetto competente perché svolgano tutte le verifiche necessarie prima di disporre la partenza della nave". Per Sinistra Italiana Sardegna (Avs) se questo fosse confermato "si tratterebbe di una grave violazione della legge 185 del 1995 la quale vieta l'esportazione e il transito di materiali di armamento verso i Paesi in stato di conflitto o verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite". "È inaccettabile che nei porti dell'isola transitino materiali bellici destinati ad aggravare l'attuale stato di guerra e a foraggiare il genocidio Gazawi perpetrato dal Governo Netanyahu" dichiara Eugenio Lai, segretario regionale di Sinistra Italiana. "L'Autorità Portuale, la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza verifichino celermente questa situazione e procedano ad un'ispezione che porti al sequestro dei carichi di armi e di qualsiasi materiale bellico diretto ad aumentare le sofferenze dei popoli martoriati da invasori e aggressori. Pace agli oppressi e alle vittime di guerra, nessun porto per chi esporta morte" conclude Jacopo Arrais, responsabile sicurezza di Sinistra Italiana Sardegna.
L'Australia vieta l'ingresso ai turisti iraniani con visti validi per 6 mesi
Ai turisti iraniani in possesso di visti validi sarà vietato l'ingresso in Australia per i prossimi sei mesi, a causa dei timori che possano non essere in grado o che sia improbabile che riescano a tornare in patria una volta scaduto il visto. Lo riporta la Bbc citando il ministro degli Interni Tony Burke. Il provvedimento, che entrerà in vigore giovedì, interesserà circa 6.800 titolari di visto iraniano anche se sono previste alcune eccezioni, tra cui quelle per i coniugi e i figli di cittadini australiani. Alcuni parlamentari e attivisti per i diritti dei rifugiati - sottolinea il media britannico - hanno definito la decisione un "fallimento morale" e hanno avvertito che crea un "pericoloso precedente".
Parolin: "Mettere fine alla stoltezza della guerra"
"La Pasqua e' la festa della pace, la pace del Signore risorto. Ed e' una occasione particolare per rinnovare l'invito a mettere fine a questa stoltezza che e' la guerra". Cosi' il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin a margine di un convegno su De Gasperi. Riguardo alla Terra Santa che si prepara a vivere la Pasqua a "porte chiuse" e dove e' stata annullata la processione per le Palme, il porporato ha auspicato: "Si spera che almeno all'interno si possano celebrare i riti della Settimana Santa, nella chiesa del Santo Sepolcro".
Incessanti bombardamenti dall'Iran, missili su Tel Aviv e il centro
Da questa mattina l'Iran ha lanciato sette diversi attacchi contro Israele, le sirene sono scattate a Tel Aviv, nel centro del Paese e a nord, dove una bambina di 11 anni ha avuto un attacco cardiaco mentre correva nel rifugio ed è in gravi condizioni. Per il momento nel centro di Israele risultano sette feriti non gravi e molta distruzione.
Libano: due feriti lievi in attacco drone nel nord Israele
Due persone sono rimaste leggermente ferite in un attacco con drone a Limon, nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Lo hanno riferito i soccorritori.
Iran, Emirati condannano attacchi: aumentano isolamento regime
Gli attacchi dell'Iran contro civili e infrastrutture, nonche' quelli che minacciano la sicurezza energetica e la navigazione marittima, non resteranno impuniti. Lo ha affermato Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan, poco dopo che due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite ad Abu Dhabi per la caduta di frammenti di un missile intercettato. "Il diritto all'autodifesa e' garantito", ha dichiarato su X. "La continuazione di questa aggressione non fara' altro che isolare ulteriormente il regime iraniano".
Media Israele: "Ucciso il comandante della Marina dei pasdaran"
Il comandante della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Alireza Tangsiri, è stato ucciso in un attacco a Bandar Abbas, città costiera dell'Iran meridionale. Lo riportano i media israeliani citando un funzionario israeliano ha dichiarato. Tangsiri, ha aggiunto il funzionario, era responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz.
Iran ai residenti dei Paesi vicini: "Segnalate la posizione delle truppe Usa"
Il portavoce del Comando Centrale di Khatam al-Anbiya, il quartier generale delle forze armate iraniane, ha invitato i residenti dei Paesi della regione a "segnalare dove si trovano i soldati americani e a chiedere l'espulsione delle forze statunitensi dalla regione per la loro stessa sicurezza". "I comandanti e i soldati americani sono fuggiti e si sono rifugiati in nascondigli al di fuori delle basi che sono state distrutte dall'Iran. Li stiamo cercando", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Mehr.
Iran, Sud Corea vara bilancio di guerra da 17 mld e tagli tasse
Per far fronte al gravoso impatto del conflitto in Medio Oriente sui prezzi dell'energia, la Corea del Sud ha varato un bilancio di guerra aggiuntivo da 17 miliardi di dollari. Il governo di Seul ha deciso, inoltre, di estendere gli sgravi fiscali sui carburanti. "Il governo elaborera' il mese prossimo un bilancio supplementare del valore di 25 trilioni di won, finanziato dalle entrate fiscali in eccesso, in risposta al prolungato conflitto in Medio Oriente", ha dichiarato l'esecutivo sud-coreano in un comunicato.
Nuovo lancio di missili dall'Iran, allarme in Israele
Nuovo allarme in Israele per un lancio di missili dall'Iran. In azione i sistemi di difesa, riferisce l'esercito israeliano.
Iraq: allarme sicurezza Ambasciata Usa, cittadini lascino paese
L'Ambasciata Usa in Iraq ha emesso un nuovo allarme sicurezza che invita i cittadini statunitensi a lasciare il Paese. Un comunicato postato sugli account social dell'ambasciata afferma che dei gruppi armati filo-iraniani hanno condotto attacchi "diffusi" contro cittadini statunitensi e obiettivi legati a Washington in tutto l'Iraq, compresa la regione curda. La rappresentanza diplomatica chiede quindi ai cittadini statunitensi di lasciare l'Iraq, di non recarsi all'ambasciata a Baghdad o al consolato generale a Erbil a causa del rischio costante di missili, droni e razzi nello spazio aereo iracheno. Infine consiglia a coloro che partono di utilizzare percorsi terrestri verso Giordania, Kuwait, Arabia Saudita e Turchia, poiche' lo spazio aereo rimane chiuso.
Iran: Paesi Golfo e Giordania rinnovano ferma condanna attacchi
I Paesi del Golfo, insieme alla Giordania, hanno rinnovato "la loro piu' ferma condanna dei palesi attacchi iraniani". Questi raid - si legge nella nota firmata da Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Bahrein, Kuwait e Giordania - "costituiscono una flagrante violazione della sovranita', integrita' territoriale, diritto internazionale, diritto internazionale umanitario e Carta delle Nazioni Unite, sia che siano perpetrati direttamente sia tramite i gruppi armati e le fazioni che (la Repubblica islamica) sostiene nella regione".
Libano: sirene a Safed, bimba 11 anni in arresto cardiaco
Una bambina di 11 anni ha avuto un arresto cardiaco mentre risuonavano all'alba le sirene antiaeree a Safed, nel nord di Israele, per il lancio di razzi dal Libano. Lo hanno riferito i paramedici, che sono riusciti a rianimarla. E' ricoverata all'ospedale Ziv in condizioni gravi ma stabili.
Borsa: Milano soffre con l'Iran, male Avio e Stellantis, sale Eni
Piazza Affari si muove in territorio negativo dopo i primi scambi, in linea con le altre Borse europee, preoccupate per la situazione in Medioriente, dove l'offerta di una soluzione negoziale da parte degli Usa non è stata raccolta dall'Iran. L'indice Ftse Mib cede lo 0,7% in scia alle vendite su Avio (-2,3%), Stellantis (-1,8%), Prysmian (-1,8%), Mediolanum (-1,8%) e Nexi (-1,6%), che ieri ha sostituito l'ad Paolo Bertoluzzo con il cfo Bernardo Mingrone. Male anche Inwit (-1,3%), dopo che è emerso che anche Tim (-0,5%) riunirà nel weekend il cda per valutare il recesso dagli accordi di affitto pluriennali delle torri. Vendite su tutte le banche con in testa Unicredit (-1,4%), Intesa (-1,1%) e Mps (-1,1%), che ieri ha revocato le deleghe all'ad, Luigi Lovaglio. In controtendenza, invece, Eni (+1,4%), che beneficia del rialzo del prezzo del petrolio, e Ferrari (+0,5%).
Iran, media Israele: ucciso comandante Marina dei Pasdaran
Il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri, e' stato ucciso in un attacco a Bandar Abbas. Lo ha riferito una fonte israeliana, citata dalla stampa. Secondo quanto riferito dal funzionario, Tangsiri era responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz. Non c'e' stato ancora alcun commento da parte dell'Iran o dell'esercito israeliano in merito all'attacco.
Petrolio: prezzi in rialzo, Brent torna sopra 105 dollari
I future sul greggio Brent hanno superato i 105 dollari al barile (+2,75%), recuperando parte delle perdite registrate nella seduta precedente, sullo sfondo di dichiarazioni contrastanti da parte degli Stati Uniti e dell'Iran riguardo agli sforzi per porre fine al conflitto che ha sconvolto i mercati energetici globali. I future sul Wti avanzano del 3% oltre 93 dollari al barile. La Casa Bianca ha ribadito che gli sforzi di pace sono in corso e, secondo quanto riferito, Washington avrebbe inviato a Teheran, tramite il Pakistan, una proposta in 15 punti volta a risolvere il conflitto. L'Iran ha dichiarato pero' di voler respingere la proposta, e ha posto le proprie condizioni, tra cui il controllo sovrano sullo Stretto di Hormuz. La quasi chiusura di Hormuz ha gravemente interrotto i flussi globali di petrolio, causando la perdita di milioni di barili di approvvigionamento giornaliero. Mentre alcune navi continuano a transitare sotto la protezione iraniana, gli alleati degli Stati Uniti nell'Asia-Pacifico, tra cui Corea del Sud, Australia e Filippine, stanno affrontando una crescente carenza di carburante.
Iran, Cina: "Tutte parti lavorino per colloqui pace sinceri"
Tutte le parti coinvolte nel conflitto tra Iran e Usa dovrebbero lavorare nella stessa direzione e "creare le condizioni per avviare colloqui di pace veramente significativi e sinceri". Lo ha dichiarato Lin Jian, portavoce del ministero degli Esteri cinese. "La priorita' assoluta e' promuovere attivamente i colloqui di pace, cogliere l'opportunita' di pace e favorire la cessazione delle ostilita'", ha aggiunto Lin. Anche il portavoce del ministero della Difesa cinese, Jiang Bin, ha esortato tutte le parti a cessare le azioni militari, sollecitando i loro sforzi per risolvere il conflitto attraverso il dialogo ed evitare un'escalation.
Londra: "La Russia forniva intelligence all'Iran prima della guerra"
Esiste un "asse di aggressione" tra Russia e Iran. A dirlo è stato il ministro della Difesa britannico, John Healey, intervenendo al programma Bbc Breakfast. Per Healey ha detto che le ultime informazioni dell'intelligence militare dimostrano che, prima del conflitto in Medio Oriente, la Russia condivideva informazioni e forniva addestramento all'Iran, aggiungendo che la "mano occulta di Putin" è presente in Iran.
Borsa Milano: prime fasi in ribasso (-0,53%), in calo Mps
Prime fasi negative a Piazza Affari con il Fte Mib a -0,53% e 43.788 punti. Sul listino, Tim aretra dello 0,23% a quota 0,5954 euro per azione. Negativi i finanziari: Generali -0,47%, Intesa -0,85%, Unicredit -1,09%, Banco Bpm -0,29%, Poste -1,15%, mentre Mps, all'indomani del ritiro delle deleghe all''Ad Luigi Lovaglio, cede l'1,46%. Male anche Stellantis (-1,18%). In controtendenza rispetto all'andamento generale, il titolo Fincantieri (+0,99%) all'indomani dei conti. Contrastati i principali energetici, con Enel a -0,77 ed Eni a +1,19 per cento.
Borse europee: avvio in calo per incertezza colloqui Usa-Iran
Le Borse europee aprono in calo, appesantite dall'incertezza sulle trattative per la fine del conflitto in Medio Oriente, che non sembra imminente. In questo contesto, il Brent risale sopra i 100 dollari al barile. Sul fronte macro, i dati hanno mostrato che la fiducia dei consumatori in Germania e' crollata ai minimi di due anni, mentre le famiglie si preparano a un'impennata dei costi energetici legata al conflitto che potrebbe alimentare l'inflazione. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,62% a 10.044,30 punti, a Francoforte il Dax lo 0,8% a 22.760 punti e a Parigi il Cac40 cede lo 0,65% a 7.795,78 punti. A Milano l'indice Ftse Mib segna nelle prime battute -0,51% a 43.790,87 punti.
Iran, un altro ferito in nord Israele: totale sale a 7
Un'altra persona e' rimasta ferita da schegge nel nord di Israele nell'ultimo attacco iraniano con missili balistici. Secondo i paramedici, l'uomo e' in condizioni da lievi a moderate. Da stamattina sono quattro gli attacchi lanciati dalla Repubblica islamica contro il centro e il nord di Israele, l'area di Gerusalemme e la Cisgiordania. Sette i feriti in totale, in maggioranza lievi. Tra i missili, anche uno con una testata di bombe a grappolo che ha colpito la citta' araba di Kafr Qasim.
La Francia convoca lunedì G7 energia-finanze, anche con banche centrali
La Francia, presidente di turno, convocherà lunedì una riunione del G7 con i ministri delle finanze, i ministri dell'energia e i governatori delle banche centrali. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia francese Roland Lescure alla radio Rtl. "Annuncio che per la prima volta in 50 anni ho deciso di convocare una riunione del G7 su finanze, energia e banche centrali", ha detto. "Quindi lunedì ci incontreremo con i ministri dell'economia, i ministri dell'energia e le banche centrali per discutere la situazione e capire cosa sta succedendo", ha continuato. "Oggi ci troviamo alla convergenza di questioni energetiche, economiche e inflazionistiche. - ha spiegato - Questa è la prima volta che includiamo le banche centrali", ha concluso Lescure. La riunione si terrà in videoconferenza, ha confermato il ministero all'Afp.
Libano, Idf: "Ucciso soldato in combattimento nel sud"
L'esercito israeliano ha annunciato che un soldato dell'unita' di ricognizione della Brigata Golani e' stato ucciso nel sud del Libano durante la notte. Si tratta di Ori Greenberg, 21 anni, di Petah Tikva, nel centro di Israele. Greenberg e' rimasto ucciso in una sparatoria intorno alle 2 di notte.
Germania: fiducia consumatori a minimi 2 anni con guerra M.O.
L'indicatore Gfk sul clima di fiducia dei consumatori tedeschi e' sceso di 3,2 punti in vista di aprile, attestandosi a -28, un dato peggiore rispetto alle aspettative di -26,5. Si tratta del valore piu' basso da marzo 2024, mentre le famiglie si preparano a un'impennata dei costi energetici legata al conflitto con l'Iran, che potrebbe alimentare l'inflazione. L'indice generale di fiducia dei consumatori, pubblicato dagli istituti Gfk e Nim, dovrebbe scendere il mese prossimo a -28 punti, arrestando l'iniziata ripresa della fiducia dei consumatori. I timori di un ulteriore aumento dei prezzi pesano pesantemente sulla fiducia generale: "Il 60% dei tedeschi prevede che i prezzi di petrolio, gas e benzina rimarranno elevati nel prossimo futuro", secondo uno studio dell'istituto di ricerca Nim basato su 2.000 interviste ai consumatori. Nel dettaglio, le aspettative di reddito sono crollate di 12,6 punti, attestandosi a -6,3 punti. Secondo l'indagine Nim, il 90% degli intervistati che prevedono un peggioramento della propria situazione finanziaria ritiene che il mondo diventera' piu' instabile nei prossimi anni a causa della guerra in Medio Oriente. Anche le speranze di una ripresa della crescita tedesca si stanno affievolendo: le prospettive economiche per i prossimi dodici mesi sono crollate a -6,9 punti, il livello piu' basso registrato da dicembre 2022. D'altro canto, la propensione all'acquisto (-10,9 punti) e al risparmio (-18,5 punti) si e' mantenuta relativamente stabile, senza mostrare ancora effetti significativi legati agli sviluppi geopolitici. La ministra dell'Economia tedesca, Katherina Reiche, ha avvertito ieri che la guerra in Medio Oriente potrebbe compromettere la "lieve e fragile ripresa" dell'economia tedesca e causare carenze di carburante nel Paese entro la fine di aprile, se il conflitto dovesse continuare.
Iran, media: Araghchi e Ghalibaf via da lista obiettivi Israele
Israele ha rimosso il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf dalla sua lista di obiettivi da colpire dopo che il Pakistan ha chiesto a Washington di non prenderli di mira. Lo ha riferito un funzionario pakistano a Reuters. "Gli israeliani volevano eliminarli. Abbiamo detto agli Stati Uniti che se anche loro fossero stati eliminati, non ci sarebbe stato nessun altro con cui parlare, quindi gli Stati Uniti hanno chiesto agli israeliani di desistere", ha affermato il funzionario.
Il gas apre in rialzo sul mercato di Amsterdam (+1,8%)
Il gas apre in rialzo sul mercato di Amsterdam. I future Ttf, punto di riferimento del costo del metano nel Vecchio Continente, avanzano dell'1,77% a 53,75 euro al megawattora.
Borsa Tokyo: chiude in calo, Nikkei -0,27%
La Borsa di Tokyo chiude in calo, con il Nikkei che cede lo 0,27% a 53.604 punti e il Topix lo 0,22% a 3.643 punti, interrompendo un rimbalzo di due giorni in un clima di crescente incertezza sugli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno ribadito che i negoziati di pace sono in corso, sebbene l'Iran abbia segnalato di non avere intenzione di tenere colloqui diretti con Washington. Teheran ha affermato che respingera' una proposta di cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, proponendo invece un piano in cinque punti che prevede il controllo dello Stretto di Hormuz.
Due persone uccise dai detriti di un missile intercettato ad Abu Dhabi
Due persone sono state uccise dall'impatto con i detriti di un missile intercettato ad Abu Dhabi, secondo quanto riportato dall'ufficio stampa dell'emirato su X. Altre tre persone sono rimaste ferite. "Le autorità di Abu Dhabi sono intervenute in seguito a un incidente che ha coinvolto la caduta di detriti in via Sweihan, dopo la riuscita intercettazione di un missile balistico da parte dei sistemi di difesa aerea. L'incidente ha provocato la morte di due persone non identificate, tre feriti e danni" si legge nel post.
Germania, Ifo: calano aspettative export, pesa conflitto M.O.
Il sentiment nel settore dell'export tedesco e' peggiorato. L'indice ifo sulle aspettative di esportazione e' sceso a -0,9 punti a marzo, rispetto ai +2,7 punti di febbraio. "La guerra in Iran ha aumentato significativamente l'incertezza tra gli esportatori", afferma Klaus Wohlrabe, responsabile delle indagini presso ifo. "Molte aziende temono un calo della domanda nei principali mercati di vendita". Al contrario, le case automobilistiche prevedono una netta ripresa delle esportazioni, con l'indicatore che raggiunge il livello piu' alto da giugno 2020. Anche il settore dell'arredamento e dell'elettronica, cosi' come quello delle bevande, prevedono un aumento delle vendite internazionali. Attualmente si registra una scarsa dinamica nel settore della meccanica, e la situazione e' analoga nella produzione e lavorazione dei metalli. I settori della carta, della stampa e della chimica continuano a prevedere un calo delle esportazioni. "L'andamento del business dell'export nei prossimi mesi dipendera' in larga misura dall'evoluzione del conflitto", conclude Wohlrabe.
Borsa: Asia in rosso con l'incertezza sui negoziati tra Usa e Iran
Borse asiatiche in rosso e titoli di Stato in calo in scia alle incertezze sulla consistenza e l'esito dei negoziati tra Usa e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Hong Kong cede l'1,9%, Shenzhen l'1,7%, Shanghai l'1,3%, Seul il 3,2% mentre Tokyo limita il calo allo 0,3% e Sydney allo 0,1%. Negativi anche i future su Wall Street, con il Nasdaq e l'S&P 500 che cedono lo 0,3%, e quelli sull'Europa, con l'Euro Stoxx in flessione dello 0,6%. Il riaccendersi della tensione, con pesanti attacchi di Israele e la risposta iraniana con missili e droni intercettati dai Paesi del Golfo, fa risalire il prezzo del petrolio, che avanza del 2%, con il Wti a 92,3 dollari al barile e il Brent a 104,35 dollari. I rendimenti dei decennali americani salgono di 3 punti base al 4,36% sui timori per l'inflazione. In forte ribasso anche l'oro che cede il 2,5% a 4.446 dollari l'oncia.
Iran, Cina: "Barlume speranza per pace da sforzi per colloqui"
Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha affermato che un "barlume di speranza" per la pace e' emerso grazie alle iniziative volte a fermare la guerra in Medio Oriente, nonostante Teheran abbia promesso di continuare a combattere. Il capo della diplomazia di Pechino ha sollecitato il dialogo in colloqui separati con i suoi omologhi turco ed egiziano, suggerendo che sia Teheran che Washington hanno mostrato segnali di volonta' di tornare al tavolo dei negoziati. "Con gli Stati Uniti e l'Iran che segnalano entrambi la volonta' di negoziare, e' emerso un barlume di speranza per la pace", ha detto Wang al ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty. Al ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, Wang ha sottolineato che le ragioni e gli errori del conflitto in Medio Oriente sono "chiarissimi" e ha offerto sostegno alla Turchia per facilitare la ripresa dei negoziati. Tuttavia, dalle due parti continuano ad arrivare messaggi aggressivi e la situazione sul terreno non accenna a calmarsi, con bombardamenti e lancio di missili e droni. La Casa Bianca ha avvertito che il presidente Usa Donald Trump e' pronto a "scatenare l'inferno" se l'Iran non accettera' un piano di pace per porre fine alla guerra, ma Teheran ha insistito sul fatto che non negoziera'.
Iran, Wsj: "Trump vuole fine guerra rapidamente"
Non un conflitto infinito. L'auspicio è porre fine alla guerra rapidamente, nelle prossime settimane. E' quello che Donald Trump avrebbe detto ai collaboratori, secondo il Wall Street Journal, a quasi un mese dall'avvio, il 28 febbraio, delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran. In privato, scrive il giornale, il presidente degli Stati Uniti ha detto ai consiglieri di ritenere il conflitto sia nelle fasi conclusive, sollecitando il rispetto dei tempi delineati pubblicamente, quattro, sei settimane. Resterebbe questo l'obiettivo dal punto di vista della durata complessiva delle operazioni, anche in vista - è il collegamento delle fonti del giornale - dell'atteso summit con il leader cinese Xi Jinping. Tra le fonti c'è anche chi riferisce di quello che Trump avrebbe detto a un collaboratore: il conflitto sta distogliendo l'attenzione da altre sue priorità.
Media: "Idf rileva nuovo attacco da Iran, il quarto in due ore"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato un altro attacco missilistico balistico proveniente dall'Iran, il quarto in due ore. Lo scrive il Times of Israel, secondo cui "le sirene risuoneranno nuovamente nel centro di Israele e nell'area di Gerusalemme nei prossimi minuti".
Iran, al voto una legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz
Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell'Assemblea legislativa.
Iran, ipotesi legge per introdurre pedaggio nello Stretto di Hormuz
Vai al contenutoOro: frena e cala sotto i 4.500 dollari l'oncia
L'oro e' sceso sotto i 4.500 dollari l'oncia (-1,8% a 4.450 dollari), annullando i guadagni delle ultime due sedute, mentre le dichiarazioni contrastanti di Stati Uniti e Iran sui potenziali colloqui di pace continuano a destabilizzare i mercati finanziari. Washington ha ribadito che i negoziati sono in corso e che l'amministrazione Trump avrebbe inviato all'Iran, tramite il Pakistan, una proposta in 15 punti volta a risolvere il conflitto e a riaprire lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, l'Iran ha affermato di non avere alcuna intenzione di avviare colloqui con gli Stati Uniti e di respingere un'offerta di cessate il fuoco statunitense, ponendo invece le proprie condizioni, tra cui il controllo sovrano sulla strategica via navigabile. Gli Stati Uniti hanno anche ordinato il dispiegamento di migliaia di soldati in Medio Oriente, alimentando i timori di una possibile invasione di terra. L'oro ha subito un'intensa pressione di vendita questo mese, poiche' l'impennata dei prezzi dell'energia legata alle interruzioni causate dalla guerra ha alimentato i timori di inflazione e ha spinto le principali banche centrali ad adottare politiche monetarie piu' restrittive.
Il petrolio torna in rialzo, Brent sale a 104 dollari al barile
Tornano in rialzo le quotazioni del petrolio sull'incertezza per l'esito del conflitto in Medio Oriente. Il futures sul Wti in consegna a maggio guadagna il 2,1% portandosi a 92,2 dollari al barile. Andamento molto simile per il Brent che registra un aumento del 2% salendo a 104,3 dollari.
Borse europee: verso avvio in calo
Si preannuncia un avvio di seduta in calo per le Borse europee, mentre gli operatori valutano le notizie contrastanti sui colloqui per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. C'e' attesa per l'indagine GfK sulla fiducia dei consumatori in Germania e per i dati sulla fiducia delle imprese e dei consumatori provenienti da Francia e Italia. Nelle contrattazioni pre-mercato, i future sull'Euro Stoxx 50 e sullo Stoxx 600 sono in calo rispettivamente dello 0,8% e dello 0,7%.
Media: "Nave con 700.000 barili di greggio russo arrivata nelle Filippine"
"Una nave che trasporta più di 700.000 barili di petrolio greggio russo è arrivata nelle Filippine": lo dice all'Afp "una fonte a conoscenza della questione". Due giorni fa le Filippine hanno dichiarato uno "stato di emergenza energetica nazionale" a causa degli ostacoli alle forniture di idrocarburi dovuti alla guerra in Medio Oriente. Un giornalista dell'Afp ha visto una nave battente bandiera della Sierra Leone ancorata al porto di Limay, appena fuori Manila. Potrebbe trattarsi del primo invio di petrolio russo alle Filippine in cinque anni.
Iran, ceo Adnoc: "Bloccare Hormuz è terrorismo economico"
Sultan Al Jaber, amministratore delegato della compagnia petrolifera statale di Abu Dhabi Adnoc, ha ribadito che il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran e' "terrorismo economico". Dopo l'incontro con il vice presidente Usa JD Vance, Al Jaber ha partecipato a un evento organizzato dal Middle East Institute a Washington e ha sottolineato che "quando l'Iran tiene in ostaggio Hormuz, ogni Paese paga il riscatto: al distributore di benzina, al supermercato, in farmacia". Secondo lui, "a nessun Paese puo' essere permesso di minare la stabilita' dell'economia globale in questo modo. Ne' ora ne' mai".
Iran, soccorritori: 6 i feriti lievi di cui 5 a Kafr Qasim
Il bilancio dell'attacco missilistico iraniano sul centro di Israele e' salito a sei feriti, tutti lievi. I paramedici hanno riferito che cinque persone sono rimaste leggermente ferite nella citta' araba di Kafr Qasim, in Israele centrale, e li stanno trasferendo in ospedale mentre una sesta e' rimasta leggermente ferita nella colonia di Sha'ar Shomron, in Cisgiordania.
Iran: attacco con missili e droni su Emirati
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti "stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e con droni provenienti dall'Iran". Lo ha riferito il ministero della Difesa di Abu Dhabi su X.
Wall Street: future in calo su incertezza colloqui Usa-Iran
Future in calo a Wall Street a causa dei segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti e Iran su potenziali colloqui per mettere fine al conflitto. Gli Usa hanno ribadito che i negoziati sono in corso, mentre l'Iran ha ribadito di non avere alcuna intenzione di avviare colloqui diretti con Washington. Teheran ha affermato che respingera' l'offerta di cessate il fuoco proponendo invece un piano in cinque punti che le garantirebbe il controllo dello Stretto di Hormuz. I future sul Dow Jones cedono lo 0,28%, quelli sullo S&P 500 lo 0,30% e i future sul Nasdaq perdono lo 0,33%.
Cinque feriti da una bomba a grappolo iraniana nel centro di Israele
Cinque persone sono rimaste leggermente ferite a seguito dell'impatto di una bomba a grappolo iraniana a Kafr Qasim, nella parte centrale di Israele, secondo quanto riferito dai medici. Lo scrive il Times of Israel. Il servizio di emergenza Magen David Adom ha spiegato che le cinque persone sono state colpite dall'esplosione della piccola bomba e sono state trasportate in ospedale. Diverse submunizioni del missile balistico iraniano hanno colpito la città, causando danni.
Iran: bomba a grappolo su Kafr Qasim in Israele, 2 feriti lievi
Due persone sono rimaste leggermente ferite a Kafr Qasim, citta' abitata in prevalenza da arabi nel centro di Israele, a causa di una bomba a grappolo iraniana. Lo hanno riferito i paramedici, che hanno prestato soccorso a un uomo e una donna, entrambi di 55 anni, rimasti feriti dall'esplosione di una piccola bomba che ha colpito un edificio nel centro della citta'. I soccorritori stanno ispezionando altre zone della citta' colpite dalle munizioni sganciate dal missile balistico iraniano.
Petrolio: prezzo risale in Asia su incertezza M.O
Torna a salire il prezzo del petrolio sui mercati asiatici a causa dell'incertezza in Medio Oriente, dopo le dichiarazioni contrastanti di Stati Uniti e Iran sugli sforzi per porre fine alla guerra. Mentre gli Usa hanno affermato che sono in corso colloqui di pace, Teheran ha dichiarato che respingera' una proposta di cessate il fuoco e ha insistito sul controllo dello Stretto di Hormuz. Il Brent sale dell'1,7% a 103,9 dollari al barile, il Wti dell'1,9% a 92,05 dollari.
Iran, Emirati Arabi Uniti rispondono ad attacco di Teheran
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno reagito a un attacco missilistico e con droni sferrato dall'Iran. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente reagendo alle minacce rappresentate da missili e droni provenienti dall'Iran", ha affermato il ministero in un post sui social.
Iran, sirene allarme a Gerusalemme. Israele risponde ai missili
L'esercito israeliano ha risposto agli attacchi missilistici iraniani lanciati in direzione di Israele, mentre sono state attivate le sirene di allarme nel centro del Paese, in alcune zone di Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata. "I sistemi di difesa (antiaerea) sono in azione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito in un comunicato.
Israele, le difese aeree rispondono ai missili iraniani
L'esercito israeliano ha dichiarato che oggi le difese aeree stanno rispondendo agli attacchi missilistici provenienti dall'Iran, con le sirene attivate in tutta la zona centrale di Israele, in alcune parti di Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata. In due comunicati distinti a circa 20 minuti di distanza l'uno dall'altro, l'esercito ha affermato di aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele". "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", si legge nelle dichiarazioni. Dopo il primo attacco, l'esercito ha dichiarato che alle persone è "ora consentito lasciare gli spazi protetti in tutte le zone del Paese". Non vengono segnalate vittime. Gli attacchi sono avvenuti più di 14 ore dopo che l'esercito aveva annunciato l'arrivo di missili dall'Iran. Durante la notte, il centro di Israele è stato bersagliato da attacchi provenienti dal Libano, dove il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha rivendicato una serie di attacchi contro siti militari. I media israeliani hanno riferito che sei razzi sono stati intercettati.