Guerra Ucraina Russia, Zelensky: "Negoziatori Kiev e Usa si incontreranno sabato"

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"La squadra ucraina, in particolare la componente politica del gruppo negoziale, è già in viaggio e prevediamo un incontro negli Stati Uniti questo sabato", ha detto Zelensky nel consueto discorso serale diffuso sui social. "Siamo pronti a sostenere l'Ucraina quando avremo di nuovo il nostro petrolio, che è bloccato da loro", ha dichiarato il premier ungherese Orban. "Fino ad allora, nessuna decisione a favore dell'Ucraina sarà appoggiata dall'Ungheria"

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I negoziatori di Kiev incontreranno sabato i mediatori americani negli Stati Uniti nel tentativo di rilanciare i colloqui sull'invasione russa, interrotti a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "La squadra ucraina, in particolare la componente politica del gruppo negoziale, è già in viaggio e prevediamo un incontro negli Stati Uniti questo sabato", ha affermato Zelensky nel consueto discorso serale diffusa sui social. "C'è stata una pausa nei negoziati, è ora di concluderla", ha concluso.

"La posizione ungherese è molto semplice: siamo pronti a sostenere l'Ucraina quando avremo il nostro petrolio, che è bloccato da loro. Fino ad allora non ci sarà alcuna decisione favorevole per l'Ucraina". Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban entrando alla riunione del Consiglio europeo, rispondendo a una domanda sul veto di Budapest sull'erogazione del prestito Ue da 90 miliardi di euro convenuto da tutti i leader europei, lui incluso, al vertice di dicembre.

Le forze armate russe hanno attaccato un impianto energetico vicino alla città di Novovolynsk, nella regione di Volinia. Attacco di droni ucraini su Sebastopoli: un morto e due feriti.

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Il piano tedesco in caso di guerra con la Russia: cosa sappiamo

Secondo il Wall Street Journal e Politico, la Germania avrebbe messo a punto un piano di risposta a un eventuale attacco da parte della Russia, che potrebbe avvenire nel 2029. Il piano vede cinque fasi, e Berlino starebbe già attuando la prima.

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Crimea, la villa di Putin da 100 mln: dalla criocamera ai bagni d'oro

Le immagini svelate dall'indagine condotta dal team di Aleksei Navalny. La tenuta vanta una residenza principale di 9mila metri quadri, interni sfarzosi con suite padronali da 240 metri quadri, un molo privato, una spiaggia artificiale e un eliporto.

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Ucraina, chi è Kyrylo Budanov, il nuovo braccio destro di Zelensky

Definito l'uomo "senza sorriso", era sconosciuto al pubblico quando fu nominato capo del servizio di intelligence militare GUR nell'agosto 2020. Originario di Kiev, Kyrylo "ha esperienza specialistica nei settori bellici e la forza sufficiente per produrre risultati", ha detto il presidente ucraino.

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Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto

Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l'Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l'anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.

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Ucraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?

Il Senato ha approvato il testo per la conversione definitiva in legge del decreto che proroga l’impegno italiano nel sostegno militare all’Ucraina. Finora sono stati stanziati 3 miliardi di euro, una cifra relativamente modesta nel bilancio statale. In un confronto con altri Stati Nato è la Germania quella che si è impegnata di più. Anche di questo si è parlato in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

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Zelensky: "Negoziatori Ucraina e Usa si incontreranno sabato"

I negoziatori di Kiev incontreranno sabato i mediatori americani negli Stati Uniti nel tentativo di rilanciare i colloqui sull'invasione russa, interrotti a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "La squadra ucraina, in particolare la componente politica del gruppo negoziale, è già in viaggio e prevediamo un incontro negli Stati Uniti questo sabato", ha affermato Zelensky nel consueto discorso serale diffusa sui social. "C'è stata una pausa nei negoziati, è ora di concluderla", ha concluso.

Zelensky: Russia come si presenterà ai colloqui?

Zelensky: "Quando lavoro con Trump su pace coinvolgo Europa"

"Stiamo facendo tutto il possibile per rendere efficace la diplomazia e porre fine alla guerra. E tutti voi lo avete visto. Lavorando con il team del presidente degli Stati Uniti, coinvolgo l'Europa il piu' possibile e vi tengo informati. Il coinvolgimento dell'Europa e' la pietra angolare del nostro approccio e la pace in Ucraina e' pace in Europa. È il nostro obiettivo comune". Lo ha dichiarato il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento in videocollegamento al vertice europeo. "Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto segnali dalla parte americana che i colloqui potrebbero riprendere presto", ha concluso.

Medvedev: "Zelensky anche se rieletto non sarà mai legittimo ai negoziati"

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, in un post su Telegram ha dichiarato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non sarebbe considerato da Mosca legittimo anche se fosse rieletto.  "Non potrà mai essere parte legale dei negoziati per il nostro paese, tanto meno parte della firma dell'atto di resa", ha aggiunto il vicesegretario del Consiglio di sicurezza.

Zelensky: "Adesione Ue non puo' essere fermata"

"La Russia deve rendersi conto chiaramente e comprendere appieno che l'Ucraina entrerà a far parte dell'Europa, e che questo processo non puo' essere fermato". Lo ha dichiarato il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento in videocollegamento al vertice europeo. "Ecco perché stiamo attuando riforme interne e lavorando a livello esterno per fissare una data precisa per l'adesione dell'Ucraina all'Ue. Se ci sara' una data precisa, ciò significherà che la Russia non potrà in alcun modo bloccare la nostra adesione", ha aggiunto.

Zelensky: "Ancora incertezza sui 90 miliardi, ma sono fondamentali"

"Ormai da tre mesi, la più importante garanzia di sicurezza finanziaria fornita dall'Europa all'Ucraina non funziona: il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro per quest'anno e il prossimo. Per noi è fondamentale. È una risorsa per proteggere vite umane. Ancora oggi non sappiamo con certezza se questi aiuti verranno sbloccati". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivolgendosi ai leader riuniti al Consiglio Europeo.

Ue: a vertice no sostegno Slovacchia-Ungheria su Ucraina

Rimane bloccato il prestito da 90 miliardi all'Ucraina concordato nell'ultimo Consiglio europeo di dicembre. Nella riunione odierna, l'Ungheria e la Slovacchia non hanno supportato le conclusioni del Consiglio europeo nella parte relativa all'Ucraina, bloccando di fatto la decisione. Finora, solo Budapest negli ultimi vertici si era astenuta dall'approvare il testo sull'Ucraina. Le cconclusioni sull'Ucraina sono state quindi approvate come "fermamente supportate" da 25 capi di Stato e di governo.

Fonti Ue, 'scontro al summit sul prestito a Kiev, fumata nera'

Nel corso del Consiglio Europeo - a quanto si apprende - c'è stato un lungo dibattito (90 minuti) fra i leader sul blocco dell'Ungheria al prestito da 90 miliardi per l'Ucraina. Viktor Orban ha preso "brevemente" la parola, in cui ha ribadito la sua posizione che giudica "legalmente solida". Il presidente Antonio Costa ha giudicato il suo comportamento come "inaccettabile" - sostenuto in questo dalla "maggior parte" dei leader - e "contrario" al principio della leale cooperazione previsto dai trattati. Orban, e lo slovacco Robert Fico, non hanno dato però "alcun cenno di apertura".

Meloni: è la Russia a non volere accordo e non Zelensky

Dire che il presidente ucraino "Zelensky non voleva nessun tipo di accordo mi pare un po' forte. Allo stato attuale mi pare che la Russia non vuole nessun tipo di accordo". Così la premier Giorgia Meloni parlando della guerra russo-ucraina, nel podcast "Pulp podcast" con Fedez e Mr Marra. 

Ucraina, Nauseda: 'più sanzioni su Russia, anche Rosatom e Lukoil'

"È inspiegabile e purtroppo deplorevole che non abbiamo ancora il ventesimo pacchetto di sanzioni sul tavolo. E dobbiamo completarlo il prima possibile. E, naturalmente, anche un ventunesimo pacchetto di sanzioni potrebbe essere preso in considerazione perché molte aziende, che io chiamo intoccabili, sono state lasciate indietro e fuori". Lo afferma il presidente lituano Gitanas Nauseda entrando al Consiglio europeo in corso a Bruxelles, specificando che si riferisce all'azienda di stato nucleare russa Rosatom e il gigante statale petrolifero Lukoil.

"Penso sia molto importante capire che non si può semplicemente ottenere un risultato positivo nei negoziati di pace se si adotta un approccio di appeasement. Bisogna rafforzare la pressione per ottenere un risultato e per cambiare il comportamento dei russi", aggiunge Nauseda. Rispondendo a una domanda della stampa sull'ostruzionismo ungherese riguardo le misure di supporto Ue all'Ucraina, tra cui il ventesimo pacchetto di sanzioni e il prestito da 90 miliardi di euro convenuto a dicembre, il presidente lituano sottolinea che è "molto difficile" convincere il premier ungherese Viktor Orban e che la perdita di tempo in termini di sostegno e integrazione dell'Ucraina in Ue sono "un peccato".

Esperti Ue arrivati in Ucraina per valutare le condizioni dell'oleodotto Druzhba

Esperti dell'Unione Europea sono arrivati in Ucraina per valutare le condizioni dell'oleodotto Druzhba, ha dichiarato la compagnia energetica statale Naftogaz, dopo che la sua chiusura a gennaio ha causato una controversia con l'Ungheria che sta bloccando un prestito Ue a Kiev. Lo riporta Reuters online, ricordando che la scorsa settimana l'Ue ha proposto l'invio di una missione per ispezionare l'oleodotto. L'Ucraina ha poi dichiarato di aver accettato l'offerta dell'Ue di supporto tecnico e finanziamenti per ripristinare i flussi di petrolio attraverso l'oleodotto danneggiato. Ungheria e Slovacchia sono state tagliate fuori dalle forniture di petrolio russo attraverso il Druzhba dalla fine di gennaio, dopo che Kiev ha affermato che un attacco russo ha colpito le attrezzature dell'oleodotto nell'Ucraina occidentale e che sarebbero necessari tempi di riparazione. "Naftogaz apprezza l'offerta dell'Ue di assistenza finanziaria e tecnica per ricostruire le infrastrutture della stazione di pompaggio di Brody", ha dichiarato su X l'amministratore delegato di Naftogaz, Serhiy Koretskyi, pubblicando una foto che lo ritrae seduto a un tavolo con diversi esperti non identificati, che ha descritto come membri di un "gruppo di lavoro tecnico". 

Plenkovic: "L'Ungheria vuole il petrolio russo per sconto del 30%"

"C'è una differenza nel prezzo del petrolio che si acquista sul mercato da qualche altra parte rispetto a quello che passa solo attraverso l'oleodotto dalla Russia, via Ucraina, verso la Slovacchia e l'Ungheria. E la differenza di prezzo, dicono, è del 30% in meno. Quindi forse questo vi dà una risposta abbastanza solida su dove risiede il problema". Lo afferma il premier croato Andrej Plencovic entrando alla riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, dove i leader discuteranno dell'ostruzionismo ungherese rispetto al sostegno all'Ucraina adducendo la mancata riparazione dell'oleodotto Druzhba, che trasporta greggio russo verso Ungheria e Slovacchia attraverso l'Ucraina ed è stato danneggiato da raid russi. 

La Croazia, da parte sua, "sta già rifornendo" Budapest di petrolio, sottolinea il premier croato: "come amici, come vicini, come Paese che vuole collaborare con i nostri amici storici di lunga data, gli ungheresi e gli slovacchi: siamo qui per loro, per i loro cittadini, per la loro economia, per fornire loro il petrolio di cui hanno bisogno".

Ucraina, Silina: "Non adattarsi al veto dell'Ungheria, rispetti l'accordo"

"Non credo che dovremmo adattarci a coloro che non vogliono rispettare quanto concordato da tutti i leader nel Consiglio europeo". Lo afferma la premier lettone Evika Silina entrando al Consiglio europeo in corso a Bruxelles, nel corso del quale i leader discuteranno del veto ungherese sull'erogazione del presito da 90 miliardi di euro che avevano concordato al vertice di dicembre. Tutti noi stiamo aspettando" le elezioni ungheresi di aprile, aggiunge in seguito, "e ora la campagna di Viktor Orban è contro l'Europa, contro l'Ucraina, e non so come andrà avanti. Ma non credo che possa rompere la promessa che ha fatto a tutti noi. Quindi attendo con ansia l'adempimento di quanto abbiamo deciso a dicembre".

Il tema, sottolinea Silina, è evitare di avvantaggiare la Russia, che trae beneficio dalla situazione geopolitica attuale e dalla mancata imposizione di nuove sanzioni Ue. "Questo non aiuta affatto l'Europa perché così potremmo diventare più dipendenti dalla Russia, dal gas russo, dal petrolio russo", avverte la premier lettone, sottolineando che è in corso una discussione "molto seria" sui prezzi dell'energia. "Capisco che la situazione con l'oleodotto Druzhba sarà all'ordine del giorno, ma non credo che ci sia un solo modo per risolverla", aggiunge, riferendosi al condotto che trasporta petrolio russo verso l'Europa e che l'Ungheria insiste l'Ucraina debba riparare.

Petrolio, Wsj: "La guerra in Iran una manna per la Russia"

Il boss incaricato di piazzare il petrolio russo nello scacchiere dei paesi 'amici' di Putin non stappa lo champagne, ma quasi, per i risvolti positivi della guerra contro l'Iran sulle sue vendite di greggio. Mercante di petrolio, a capo delle navi fantasma abbordate dai soldati francesi e colpite dai droni ucraini, Etibar Eyyub è tornato in pista con nuove e redditizie commesse, scrive il Wall street journal.

Se le sanzioni americane contro il suo principale cliente, la compagnia statale russa Rosneft, per il conflitto in Ucraina avevano spinto l’India a ridurre drasticamente l'import lasciando milioni di barili di petrolio russo invenduto, adesso le raffinerie indiane e cinesi stanno smaltendo quei carichi per compensare le forniture bloccate nello Stretto di Hormuz per il conflitto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno infatti concesso a New Delhi una deroga di 30 giorni per acquistare il petrolio russo e potrebbero estendere la misura anche ad altri paesi. Gran parte di quel greggio è sotto il controllo del trader 47enne azero, incaricato di trovare - insieme all'ad di Rosneft Igor Sechin - acquirenti per oltre 50 miliardi di dollari di greggio e carburante all’anno. “Non stiamo ancora stappando lo champagne perché nessuno sa dove ci porterà questa guerra”, ha detto un alto funzionario di Rosneft. “Ma - rileva - le nostre esportazioni sono aumentate in modo sostanziale in un periodo di tempo molto breve”.

Merz avverte Orban: "Il prestito Ue a Kiev concordato da tutti, va rispettato"

"Il 19 dicembre abbiamo raggiunto una decisione unanime" sul prestito da 90 miliardi di euro a Kiev: "Tutti i 27 Stati membri si sono impegnati a rispettare il principio del lavoro nell'Unione europea, che è il principio di lealtà e affidabilità, e mi aspetto che lo rispettino". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, al suo arrivo al vertice dei leader Ue, rispondendo a una domanda sul veto di Viktor Orban al prestito comune per l'Ucraina. 

Cremlino: "Kiev intensifica gli attacchi ai gasdotti del Mar Nero"

Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha definito "irresponsabili" i sempre più frequenti tentativi del governo ucraino di danneggiare le infrastrutture del Blue Stream e del Turkish Stream utilizzando droni, in un momento di squilibrio del mercato energetico globale. In precedenza il monopolista statale del gas russo, Gazprom, aveva riferito di nuovi attacchi ai due gasdotti nel Mar Nero. "Ieri il regime di Kiev ha continuato e intensificato i suoi attacchi, compresi i tentativi di attacchi con droni, contro le stazioni di compressione di supporto al funzionamento a terra dei gasdotti Turkish Stream e Blue Stream", ha affermato Peskov, citato da Tass. "In un contesto in cui i mercati energetici globali sono, per usare un eufemismo, instabili, azioni così irresponsabili e sconsiderate da parte del regime di Kiev rischiano di destabilizzare ulteriormente la situazione non solo nella regione, ma in tutto il mondo", ha dichiarato inoltre il portavoce del Cremlino.

Kiev: "Mosca recluterà 409mila soldati nel 2026, al via campagna anche nei territori occupati"

La Russia ha in programma il reclutamento record di 409mila soldati nel 2026, anche nelle zone occupate dell'Ucraina, ha denunciato il comandante delle forze ucraine Oleksandr Syrsky in un post.  Le forze russe del gruppo 'Dniepr' hanno per esempio avviato una campagna di reclutamento presso l'Università pedagogica di stato di Berdyansk, rinominata "Università pedagogica di Stato Azov". "I voti degli studenti che non superano gli esami vengono immediatamente inoltrati al commissariato militare. Vengono poi contattati e gli si consiglia di firmare la recluta". "Questo significa una sola cosa, il nemico non ha abbandonato la sua intenzione di continuare la sua aggressione contro l'ucraina", ha aggiunto Syrsky. 

Cremlino: "I negoziati tripartiti riprenderanno quando sarà stabilita l'agenda"

Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov ha dichiarato che i negoziati trilaterali per una soluzione al conflitto ucraino avranno luogo una volta che saranno concordati i calendari di tutte e tre le parti. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ria Novosti. In precedenza, il portavoce del Cremlino aveva dichiarato che i negoziati tra Russia e Ucraian con la mediazione statunitense erano sospesi. 

Mosca: "Conquistati due villaggi nella regione ucraina di Donetsk"

Il ministero della Difesa russo ha riferito che l'esercito ha conquistato i centri abitati di Fedorovka Vtoraya e Pavlovka nella regione ucraina di Donetsk. E' quanto riportato dalle agenzie russe, con riferimento al briefing odierno del ministero della Difesa russo. 

Ucraina, Kallas: "Non ottimista sul veto dell'Ungheria, Costa cerca una soluzione"

"Non sono molto ottimista, ma so che il presidente Antonio Costa sta lavorando duramente per trovare una soluzione anche con Viktor Orban". Lo afferma l'Alta rappresentante ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando alla riunione del Consiglio eropeo in cui i leader discuteranno del veto ungherese sull'erogazione del prestito da 90 miliardi di euro su cui si erano accordati a dicembre. "Ci sono alternative, ma vediamo come va", aggiunge, specificando che servirà "anche coraggio politico da parte di tutti noi".

Il problema, sottolinea l'Alta rappresentante Ue, è che l'Ungheria "aveva già accettato" la soluzione e ora si è "rimangiata l'accordo". I Trattai Ue prevedono una clausola che parla di cooperazione in buona fede, "e questo non è affatto uno di quei casi. Ma la domanda per noi è come possiamo forzare l'attuazione dell'accordo che abbiamo fatto a dicembre". 

Al Coniglio affari esteri di lunedì, i ministri Ue "sono stati molto determinati nello spingere l'Ungheria ad accettare e anche a fornire soluzioni. Perché se hanno un problema con il petrolio, la loro vicina Croazia può rifornirli. Quindi è stato un approccio costruttivo. Ma immagino che, in periodo di elezioni, le persone non siano così razionali", aggiunge Kallas, riferendosi alle elezioni ungheresi del 12 aprile.

Metsola: "Il prestito Ue a Kiev è stato concordato, i patti vanno rispettati"

"Se si dice di impegnarsi su qualcosa, poi quell'impegno deve essere rispettato. Questo è sempre stato lo spirito del Consiglio europeo, così come lo è lo spirito della leale cooperazione tra le istituzioni. Il Parlamento ha votato sul prestito" da 90 miliardi a Kiev "e la decisione è stata formalizzata anche dal Consiglio, ora ci aspettiamo che venga attuata. Sarà sempre richiesto a tutti coloro che siedono attorno al tavolo". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, al suo arrivo al Consiglio europeo, soffermandosi sul presto concordato a dicembre dai leader Ue e bloccato dal veto di Viktor Orban. "La forza economica" dell'Ucraina "è essenziale, per questo ribadirò il nostro sostegno costante e incrollabile all'Ucraina e l'appello a sbloccare il prestito", ha aggiunto.

Metsola

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Russia, il rublo si svaluta nonostante l'aumento del prezzo del petrolio

All'apertura delle contrattazioni alla Borsa di Mosca, il rublo si è indebolito nonostante l'aumento dei prezzi del petrolio. Alle 11:04 ora di Mosca, secondo quanto riportato dall'agenzia Tass, il dollaro si è attestato a 87,44 rubli, in rialzo del 4,25% rispetto al giorno precedente. Il tasso è poi leggermente diminuito. Il tasso di cambio dell'euro sul mercato interbancario russo alle 11:14 ora di Mosca è salito dell'1,31% a 97,29 rubli. È la prima volta che l'euro supera quota 97 rubli dal 7 ottobre 2025. Ieri, il tasso di cambio del dollaro sul mercato interbancario russo ha superato gli 84 rubli per la prima volta dal 26 settembre 2025. Il tasso di cambio ufficiale del dollaro fissato dalla Banca Centrale per oggi, 19 marzo, è di 83,1259 rubli (in rialzo rispetto valore precedente di 81,9103 rubli); il tasso ufficiale dell'euro è 94,6663 rubli (valore precedente 93,1557 rubli), quello dello yuan 12,1155 rubli (valore precedente 11,8865 rubli). Il mercato valutario - osserva l'agenzia di stampa Interfax - è in attesa della decisione della Banca Centrale russa sul tasso di riferimento e di un inasprimento delle regole fiscali, annunciato in precedenza dal ministro delle Finanze, Anton Siluanov. Secondo l'agenzia russa, il rublo avrebbe risentito anche della carenza di liquidità in valuta estera, causata dalla decisione del ministero delle Finanze di non effettuare vendite di valuta estera sul mercato interno nel mese corrente. 

Patrioti: "Ci opponiamo all'adesione di Kiev all'Ue e al debito comune"

"Ci opponiamo all'adesione dell'Ucraina all'Ue: solleverebbe gravi preoccupazioni soprattutto per quanto concerne l'agricoltura, il mercato del lavoro e la sicurezza degli Stati membri. Qualsiasi procedura di adesione accelerata, in particolare per i Paesi che non soddisfano le condizioni necessarie, costituirebbe un'ulteriore violazione dei trattati. Allo stesso modo, riaffermiamo il nostro rifiuto all'idea di prestiti e debito comune". Lo scrive il gruppo dei Patrioti per l'Europa, in cui militano la Lega di Matteo Salvini, Fidesz di Viktor Orban e il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella, nella dichiarazione congiunta a margine del pre-summit. 

I leader dei Patrioti, inoltre, sottolineano "il loro impegno a favore del processo decisionale unanime, come sancito dai trattati, e chiedono che questi vengano pienamente rispettati", opponendosi "ai tentativi delle istituzioni europee di assumere poteri che spettano agli Stati membri".

Austria: "Il prestito a Kiev va attuato, Orban non usi scuse elettorali"

"Mi aspetto che ciò che abbiamo deciso" sul prestito Ue a Kiev da 90 miliardi di euro, "a cui Orban stesso ha dato il suo consenso, venga attuato. Se la questione energetica è solo un pretesto, allora dobbiamo capire cosa c'è dietro. E se si tratta della campagna elettorale, dobbiamo dirlo chiaramente: non è un argomento valido rispetto alla situazione dell'Ucraina e alle decisioni già prese". Lo ha detto il cancelliere austriaco, Christian Stocker, all'arrivo al vertice Ue. "Per la sicurezza energetica dell'Ungheria esistono offerte da parte di altri Stati membri, in particolare dalla Croazia", ha sottolineato. 

Iran, Orpo: "La Russia trae massimo beneficio, continuare la pressione"

È la Russia a "trarre il massimo beneficio dal caos e dall'aumento dei prezzi dell'energia" scatenato dalla guerra in Iran, "ed è per questo che dobbiamo continuare a mettere pressione" su Mosca e proseguire "nel nostro forte sostegno all'Ucraina". Lo afferma il premier finlandese Petteri Orpo entrando alla riunione del Consiglio europeo.

Per quanto riguarda il veto ungherese sull'erogazione del prestito Ue da 90 miliardi di euro, il premier finlandese ritiene che l'omologo magiaro Viktor Orban stia "usando l'Ucraina come arma nella sua campagna elettorale, e non va bene. Avevamo un accordo, e penso che ci abbia tradito, e dobbiamo trovare una soluzione su come andare avanti. E incoraggio l'Ucraina e la Commissione a trovare una soluzione alla questione dell'oleodotto" che trasporta petrolio russo verso l'Ungheria e che Budapest vuole vedere riparato prima di cambiare posizione sul sostegno a Kiev.

"La questione più importante è come ci occuperemo del finanziamento dell'Ucraina. Vediamo come andrà", conclude Orpo, spiegando di attendere le proposte della Commissione ed esprimendo fiducia nel suo operato, nonché nella "buona collaborazione con l'Ucraina su questo tema".

Ucraina, Orban: "Nessun sostegno finché non avremo il nostro petrolio"

"La posizione ungherese è molto semplice: siamo pronti a sostenere l'Ucraina quando avremo il nostro petrolio, che è bloccato da loro. Fino ad allora non ci sarà alcuna decisione favorevole per l'Ucraina". Lo afferma il premier ungherese Viktor Orban entrando alla riunione del Consiglio europeo, rispondendo a una domanda sul veto di Budapest sull'erogazione del prestito Ue da 90 miliardi di euro convenuto da tutti i leader europei, lui incluso, al vertice di dicembre. 

"Noi aspettiamo il petrolio. Tutto il resto è solo una favola. Crediamo solo ai fatti: il petrolio deve arrivare in Ungheria, e poi si aprirà un nuovo capitolo. Fino ad allora non possiamo sostenere alcuna proposta pro-ucraina", aggiunge Orban, rispondendo a un'altra domanda sulla promessa di Kiev di riparare l'oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo attraverso l'Ucraina ed è stato danneggiato da raid russi.

L'Ungheria "ha bisogno" del petrolio russo "perché è una questione esistenziale", prosegue il premier magiaro, che affronterà elezioni nazionali il prossimo 12 aprile. "Senza quel petrolio, tutte le famiglie ungheresi e le aziende andranno in bancarotta. Non è uno scherzo, non è un gioco politico: Volodymyr Zelensky dovrebbe capirlo", conclude.

Ucraina, Jetten: "Ha bisogno del nostro sostegno, rispettare le decisioni"

"E' ovvio che l'Ucraina ha bisogno del nostro pieno sostegno per vincere questa guerra contro l'aggressione russa. Il prestito è fondamentale per garantire che l'Ucraina possa prepararsi al prossimo inverno". Lo ha detto il premier olandese, Rob Jetten arrivando al Consiglio europeo. "Ci sono state delle decisioni a livello europeo, quindi mi aspetto che tutti le rispettino. - ha proseguito - Sono anche molto contento che la Commissione europea sia riuscita a trovare una soluzione tecnica, in modo da poter risolvere questo problema dell'oleodotto e far sì che questo provvedimento entri in vigore il prima possibile".

Russia, De Wever: "Normalizzare la relazione per arrivare alla pace"

"Se parlo di normalizzazione delle relazioni, mi riferisco ovviamente al raggiungimento di una pace accettabile e duratura con la Russia". Lo ha chiarito il premier belga Bart De Wever arrivando al Consiglio europeo. Nei giorni scorsi alcune dichiarazioni di De Wever invitavano a "normalizzare le relazioni con la Russia" e oggi il premier ha spiegato il senso di quelle affermazioni per molti scambiate verso un'apertura verso Putin. 

Droni su Sebastopoli e sulla regione di Stavropol, un morto

Un civile russo è rimasto ucciso e almeno altri tre feriti in una serie di attacchi di droni ucraini contro la citta' di Sebastopoli, nella penisola di Crimea, e la regione di Stavropol. "La difesa aerea e la Flotta del Mar Nero hanno respinto un attacco dell'esercito ucraino. Sono stati abbattuti 276 droni. Purtroppo, ci sono delle vittime", ha scritto su Telegram il governatore della città, Mikhail Razvozzhaev. Nella regione di Stavropol, una donna e' rimasta ferita dalla caduta di frammenti di un drone abbattuto sulla sua abitazione, ha riferito su Telegram il governatore locale, Vladimir Vladimirov. Nella città meridionale di Krasnodar, detriti di un drone sono caduti nel cortile di un edificio, danneggiando finestre e diverse auto, secondo quanto riferito dal sindaco della citta', Yevgeny Naumov. "Nel distretto di Prikubansky, un drone nemico si è schiantato nel cortile di un edificio", ha scritto su Telegram, assicurando che non ci sono state vittime. Secondo il Ministero della Difesa russo, 138 droni ad ala fissa ucraini sono stati abbattuti durante la notte. Quaranta sono stati neutralizzati nella regione di Krasnodar, altri 35 in Crimea e 28 a Stavropol. Droni sono stati abbattuti anche a Kursk, Rostov e nei mari Nero e d'Azov. Il governatore di Kursk, Alexander Khnishtein, ha riferito sul social network MAX (l'equivalente russo di Telegram) che, nel corso della giornata precedente, l'Ucraina ha lanciato 22 droni di vario tipo e 33 proiettili di artiglieria contro aree della regione che erano state precedentemente evacuate. 

Bullet, cos’è il drone ucraino in grado di abbattere missili shahed

Prodotti da General Cherry, questi droni costano circa 2mila dollari e riescono a intercettare obiettivi aerei, dal costo di quasi 50mila dollari, che si muovono fino a 230-250 km/h. Facilmente manovrabile a distanza e con capacità di riconoscimento del bersaglio fino a 600 metri, il drone Bullet si presenta come un importante alleato per le Forze armate ucraine.

Bullet, cos’è il drone ucraino in grado di abbattere missili shahed

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Come il caso dell'oleodotto Druzhba sta incrinando i rapporti Kiev-Ue

Ecco i tre motivi per cui i rapporti tra Unione europea e Ucraina sono sempre più tesi. Il primo riguarda la falsa partenza nel fornire il pacchetto di aiuti da 90 miliardi che sarebbe dovuto arrivare a febbraio, ma che oggi risulta perso per i corridoi di Bruxelles per via dei veti di Ungheria e Slovacchia che accusano Kiev di non aver riparato l'oleodotto da cui dipende buona parte dell'energia ungherese.

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Un morto e due feriti in attacco di droni ucraini a Sebastopoli

Un uomo è morto dopo un attacco ucraino a Sebastopoli mercoledì sera, hanno riferito le autorità russe, affermando di aver abbattuto 27 droni. "Un uomo che si trovava in una casa in un complesso residenziale è morto a seguito dell'attacco condotto dalle forze armate ucraine," ha scritto Mikhail Razvozhayev, governatore di Sebastopoli, un importante porto in Crimea, annesso nel 2014, su Telegram. Ha aggiunto che anche due persone sono rimaste ferite. "Le forze di difesa aerea e la nostra Flotta del Mar Nero hanno respinto l'attacco delle Forze Armate dell'Ucraina. In totale, 27 droni sono stati abbattuti," ha aggiunto. Il governatore della regione meridionale di Stravropol, Vladimir Vladimirov, ha annunciato su Telegram che la difesa aerea russa aveva "abbattuto diversi droni" mentre "respingeva un attacco di droni nemici colpiti alla zona industriale di Nevinnomyssk." Le autorità ucraine hanno inoltre segnalato tre feriti a Odessa (sud) dopo un attacco russo a una zona residenziale della città portuale del Mar Nero

Kiev: "Sospesi i colloqui trilaterali con Usa e Russia"

I colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia sono sospesi a causa della situazione in Medio Oriente, ma i team si tengono in contatto quotidianamente. Lo rende noto il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, Heorhiy Tykhy. Tykhy ha ricordato che le consultazioni trilaterali sono gia' state rinviate piu' volte e che, a tutt'oggi, sono state ulteriormente posticipate. "In altre parole, non sono state respinte, non sono state cancellate, sono state semplicemente rinviate. Non c'è bisogno di cercare una sorta di doppio fondo, per cosi' dire. In effetti, l'attenzione degli Stati Uniti è ora completamente concentrata sul Medio Oriente. E in queste condizioni, quindi, il percorso negoziale e' attualmente in pausa, sebbene le squadre comunichino tra loro ogni giorno", ha osservato. Il rappresentante del Ministero degli Esteri ucraino ha inoltre aggiunto che "sono in corso contatti di lavoro", ma per "far progredire questo processo sono necessari degli incontri, idealmente un incontro tra i leader". Inoltre, Tykhy ha sottolineato che la Russia non sta dimostrando di essere pronta per il processo diplomatico.

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