Venezuela, il Senato americano approva la risoluzione per limitare Trump

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Il senato a maggioranza repubblicana approva la risoluzione per impedire a Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso. Il provvedimento va ora alla Camera. Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato la "liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri". La decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace"

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Il senato a maggioranza repubblicana approva la risoluzione per impedire a Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso . Con 52 voti a favore e 47 contrari i senatori hanno inflitto un colpo al presidente. Cinque repubblicani hanno votato insieme ai democratici per limitare Trump. Il provvedimento va ora alla Camera, dove le strada appare più in salita.

Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la "liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri". Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace".

Donald Trump ha affermato al New York Times che il controllo degli Stati Uniti sul Venezuela potrebbe durare anni, "solo il tempo ce lo dirà". Alla domanda se la situazione sarebbe durata tre mesi, sei mesi, un anno o più, il presidente americano ha risposto: "Direi molto più a lungo".

L'attacco condotto dagli Stati Uniti a Caracas per catturare il presidente Nicolas Maduro ha causato la morte di 100 persone. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello. Il presidente venezuelano destituito e la moglie, Cilia Flores, sono rimasti feriti nel corso del blitz americano del 3 gennaio a Caracas. 

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Venezuela, un 92enne sarà il giudice di Maduro

A presiedere al processo contro l’ormai ex presidente venezuelano sarà Alvin Hellerstein, volto noto della magistratura federale. Maduro e la moglie Cilia Flores dovranno rispondere di quattro capi di accusa tra cui cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per importazione di cocaina e possesso di armi automatiche e dispositivi esplosivi.

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A Caracas le famiglie dei detenuti in attesa davanti al carcere Rodeo

I familiari dei prigionieri politici in Venezuela chiedono che le liberazioni annunciate dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, coinvolgano "tutti i detenuti". Lo hanno dichiarato ad alcuni media mentre i parenti sono radunati in attesa all'esterno del carcere di Rodeo I, a 52 chilometri da Caracas, sottolineando che molti reclusi soffrono di gravi condizioni di salute, sia fisiche sia mentali, che richiedono cure urgenti. "Preghiamo Dio perché sia una liberazione completa e perché le carceri si aprano per tutti", ha affermato all'Efe l'attivista Margareth Baduel, del Comitato per la Libertà dei Prigionieri Politici, precisando che finora non è giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte delle autorità del penitenziario. Anche Yovanka Ávila, familiare di un detenuto e portavoce del Comitato, ha spiegato di non disporre degli elenchi con i nomi dei possibili beneficiari delle misure ma di continuare a sperare. 

Chi è “el Pollo”, il potenziale super testimone contro Maduro

Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l'ergastolo e sono analoghi a quelli contestati ora al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino.

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Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

Come riportano alcune testate militari e internazionali, nella missione americana in Venezuela sarebbe stato utilizzato il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”. Progettato dalla Lockheed Martin, l'RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto in grado di fornire sorveglianza persistente di obiettivi di alto valore in ambienti molto complessi.

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Tajani in riunione alla Farnesina, in contatto con ambasciatore a Caracas

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in riunione alla Farnesina, in contatto con l'ambasciatore a Caracas, con la rete consolare in Venezuela e con esponenti della Chiesa e società civile per accelerare la liberazione dei cittadini italiani e per confermare le notizie sui primi rilasci. Il ministro oltre al caso di Alberto Trentini sta facendo pressioni per la soluzione dei casi di tutti gli italiani detenuti. Al momento il Governo ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto. Lo rende noto la Farnesina.

Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.

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Tra i detenuti rilasciati da Caracas due oppositori politici venezuelani

Tra i detenuti liberati dal Venezuela figurano anche Rocío San Miguel, esperta di questioni militari venezuelane, ed Enrique Márquez, ex candidato presidenziale e figura di spicco dell'opposizione al chavismo. Lo riporta El Pais. Secondo l'accusa, San Miguel avrebbe preso parte a un complotto per assassinare Maduro, un caso inconsistente secondo le organizzazioni per i diritti umani, mentre Márquez si era opposto al riconoscimento della vittoria di Maduro nelle ultime elezioni presidenziali, nel luglio 2024, e da allora era in carcere. 

Il Venezuela libera il detenuto italiano Luigi Gasperin

Il Venezuela avrebbe liberato almeno un italiano che era detenuto nelle carceri del paese. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende da più fonti qualificate, dell'imprenditore settantenne Luigi Gasperin. Sull'eventuale liberazione di altri italiani, sempre secondo quanto si apprende, si attende il completamento delle procedure. La liberazione di Gasperin fa sperare non solo per la scarcerazione di Trentin. C'è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò. Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, è stato arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all'opposizione. Burlò, imprenditore torinese, è da oltre un anno in carcere. Secondo i familiari è trattenuto senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato. 

Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

Durante il suo insediamento, il 5 gennaio, Rodriguez ha ribadito che quella degli Stati Uniti è una "aggressione militare illegittima" e che Maduro e sua moglie sono tenuti in ostaggio a New York. Poi ha promulgato il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il Paese. Intanto cresce la tensione in Venezuela, tra proteste e incertezza.

Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

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Casa Bianca: liberazione dei detenuti in Venezuela è esempio influenza di Trump

Il rilascio dei prigionieri annunciato oggi in Venezuela è "un esempio" dell'"influenza" che Donald Trump esercita sulle autorità di Caracas. A dichiararlo è stata la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, in una dichiarazione all'AFP. "Questo è solo un esempio di come il presidente stia usando la sua influenza al massimo per il bene del popolo americano e venezuelano", ha affermato.

Sanchez: liberazione spagnoli detenuti in Venezuela atto di giustizia

"Celebriamo la liberazione degli spagnoli che hanno trascorso oltre un anno detenuti in Venezuela". Con questo messaggio postato su X, il premier iberico, Pedro Sanchez, ha salutato il ritorno in lobertà di cinque connazionali, dei quali una con doppia nazionalità, da parte del nuovo governo venezuelano guidato da Delcy Rodriguez, dopo l'intervento militare degli Stati Uniti il 3 gennaio in Venezuela. La liberazione dei prigionieri "è un atto di giustizia e un passo necessario per promuovere il dialogo e la riconciliazione tra i venezuelani", ha aggiunto Sanchez nel messaggio. Il governo spagnolo ha confermato che, fra i cinque spagnoli liberati, oltre ai baschi Andres Martinez Adasme e José Maria Basoa, a Miguel Moreno, originario delle Canarie, e al valenziano Ernesto Gorbe, c'è  Rocio San Miguel, di nazionalità ispano-venezuelana. Docente all'Università centrale del Venezuela, difensore dei Diritti Umani e presidente dell'Ong 'Control Ciudanano para la Seguridad', San Miguel fu arrestata nel febbraio 2024, quanto tentava di uscire dal Venezuela, con la falsa accusa di cospirazione. 

Cosa ancora non sappiamo del sequestro della Marinera in Venezuela

La petroliera è stata fermata in acque internazionali mentre batteva bandiera russa. Ma è davvero russa? E come questo episodio può impattare sui rapporti tra Mosca e Washington?

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Il futuro del Venezuela, che cosa dicono i mercati predittivi?

Sulla piattaforma che ha fatto fare profitti straordinari a chi aveva previsto la deposizione del presidente venezuelano sono presenti numerose "scommesse" sul destino del Paese sudamericano dopo l'intervento Usa. Vediamole

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Trump: "Non ho bisogno del diritto internazionale, mi limita la mia moralità"

"Non ho bisogno del diritto internazionale. Non ho intenzione di fare male a nessuno". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Times, sottolineando che il suo potere di commander-in-chief è limitato solo dalla sua "stessa moralità". 

Il farsi della storia, pedine nel Grande Gioco internazionale

Dall'Ucraina al Venezuela, dalla Groenlandia a Taiwan, passando per le grandi incognite del Medio Oriente. Le crisi globali spiegate attraverso "Bestie, uomini, Dei, il mistero del Re del Mondo" di Ferdinand A. Ossendowski.

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L'opposizione in Venezuela reclama la liberazione di tutti i detenuti politici

Di fronte all'annuncio del governo venezuelano capeggiato da Delcy Rodriguez sull'imminente liberazione di "un numero importante" di detenuti politici anche stranieri l'opposizione anti-chavista ha ribadito invece la sua richiesta di rilasciare tutti i prigionieri senza condizioni. L'appello, insieme a numerose altre ong e gruppi politici, è stato lanciato dal comitato per i diritti umani del partito Vente Venezuela di Maria Corina Machado in un comunicato dove ricorda che sono oltre 900 le famiglie di venezuelani che attendono di ricongiungersi con i loro cari. 

La tv di Caracas celebra il voto del Senato Usa: "Basta con la guerra"

L'emittente televisiva pubblica venezuelana VTV celebra il voto oggi in aula al Senato di Washington che ha permesso, grazie al sostegno di cinque repubblicani, di far avanzare la risoluzione per limitare l'azione militare di Trump in Venezuela. "Oggi, il Senato ha dichiarato chiaramente, a maggioranza, 'Basta con la guerra'", ha detto un conduttore di VTV. "E che tutte le ostilità e qualsiasi tipo di attacco sul suolo venezuelano devono cessare".

Il Venezuela annuncia rilascio diversi detenuti, anche stranieri. VIDEO

Venezuela, verso la liberazione di alcuni detenuti: speranza per Trentini

Restano accesi i riflettori su Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre un anno. Con una speranza in più. Si è aperto uno spiraglio per l'operatore umanitario, dopo l'annuncio secondo cui il rilascio di "un numero importante" di prigionieri politici, tra cui cittadini stranieri, potrebbe avvenire "nelle prossime ore". A comunicarlo è stato Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana. Rodriguez non ha però specificato quante persone saranno effettivamente liberate. Il presidente del Parlamento ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici rappresenta "un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti". Come sottolinea il "New York Times", si tratta del primo segnale pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell'opposizione venezuelana.

Nel frattempo il governo Meloni continua a lavorare sul dossier con la massima discrezione, nel tentativo di arrivare alla liberazione di Trentini. Del caso ha parlato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver discusso con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi in corso per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti a Caracas. Rubio - ha aggiunto - "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini". Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio sulla crisi venezuelana, oltre che sulla strage di Crans-Montana in Svizzera. Sul blitz statunitense e sulla cattura del presidente Nicolas Maduro, il titolare della Farnesina terrà un'informativa.

Alberto Trentini

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Trump attacca 5 senatori repubblicani per i poteri sul Venezuela

Donald Trump attacca i cinque senatori repubblicani che hanno votato con i democratici per far approvare la risoluzione che limita i suoi poteri in Venezuela. "I repubblicani dovrebbero vergognarsi dei senatori che hanno votato con i democratici nel tentativo di strappare i poteri per difendere gli Stati Uniti. Susan Collin, Lisa Murkowski, Rand Paul, Josh Hawley e Todd Young non dovrebbero essere mai più eletti", ha affermato Trump sul suo social Truth. 

Venezuela, Lukashenko: "Hanno tradito Maduro"

Il Presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha dichiarato che il rapimento del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti è frutto di collusioni e tradimenti. "Voglio che capiate: c'era tutto. Sia l'accordo sia i soldi che sono stati versati, anche alla popolazione venezuelana", ha affermato il Presidente bielorusso, citato dall'agenzia di stampa BelTA. Secondo Lukashenko, i pagamenti sono stati effettuati anche a militari e civili. Il leader bielorusso ha invitato alla cautela di fronte agli eventi nella Repubblica Bolivariana. "Siamo stati convinti ancora una volta che dobbiamo essere forti", ha aggiunto Lukashenko.

Media: "Sei spagnoli fra i prigionieri liberati in Venezuela"

Sei spagnoli detenuti a Caracas sono stati liberati in Venezuela, secondo fonti diplomatiche citate dall'emittente pubblica Tve, dopo che il presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodriguez, ha annunciato la scarcerazione di "un numero importante" di prigionieri, senza specificare il numero. Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, che ha anticipato la presenza di connazionali nel gruppo dei liberati, ha assicurato che si tratta di "un grande primo passo" del nuovo governo di Caracas, in dichiarazioni citate da El Pais. 

Venezuela, i senatori dem indagano su contatti tra Trump e Big Oil prima del raid

Alla vigilia dell'atteso incontro tra Donald Trump e i vertici delle società del Big Oil per discutere quella che la Casa Bianca definisce "l'immensa opportunità" che si apre per loro in Venezuela, i democratici del Senato vogliono indagare i contatti tra il presidente e diverse società petrolifere americane prima e dopo il raid della scorsa settimana. E' quanto emerge in una lettera firmata dai democratici della commissione Ambiente del Senato, con cui si richiedono "documenti e informazioni  riguardo alla conoscenza da parte delle società dei raid, le discussioni con membri dell'amministrazione Trump prima e dopo l'inizio dell'operazione e i piani di investimento in Venenzuela". 

Nella lettera si fa un elenco delle società interessate, sottolineando come l'amministrazione Trump abbia "esplicitamente collegato gli sforzi militari in Venezuela agli interessi economici dell'industria dei carburanti fossili americana". "Le dichiarazioni dello stesso presidente Trump giustificano l'operazione in termini di accesso alle risorse energetiche straniere e benefici per l'industria petrolifera americana", continua la lettera firmata, tra gli altri da Elizabeth Warren e Bernie Sanders. 

I senatori infine sottolineano come il fatto che Trump abbia suggerito che "i contribuenti possano pagare il costo della ricostruzione dell'infrastruttura petrolifera del Venezuela sollevi gravi preoccupazioni sul modo in cui  'amministrazione Trump abbia dialogato con le società petrolifere prima della decisione di usare la forza militare". 

Venezuela annuncia liberazione di diversi detenuti, anche stranieri

Il presidente dell'Assemblea venezuelana, Jorge Rodríguez, ha annunciato la "liberazione di un numero importante" di prigionieri. Tra gli stranieri che si trovano nelle carceri venezuelane c'è anche l'italiano Alberto Trentini. Il cooperante di 46 anni è detenuto dal 15 novembre 2024.

Venezuela annuncia liberazione di diversi detenuti, anche stranieri

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Venezuela, il presidente del Parlamento: "I prigionieri saranno rilasciati nelle prossime ore"

Avverrà "nelle prossime ore" il rilascio di "un numero importante" di prigionieri politici in Venezuela, tra cui cittadini stranieri. Lo ha annunciato Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea Nazionale del Venezuela, secondo quanto riferito dal New York Times. Rodriguez non ha specificato quante persone saranno liberate.

Caracas annuncia liberazione di diversi detenuti, anche stranieri

Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la "liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri". Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace". Il presidente dell'Assemblea venezuelana ha quindi annunciato che i dettagli sull'identità e il numero delle persone liberate verranno comunicati in un secondo momento e ha ringraziato l'ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, e il governo del Qatar per la mediazione che ha reso possibile tale decisione. 

Il Senato Usa approva la risoluzione per limitare Trump in Venezuela

Il senato a maggioranza repubblicana approva la risoluzione per impedire a Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso avanza in Senato. Con 52 voti a favore e 47 contrari i senatori hanno inflitto un colpo al presidente. Cinque repubblicani hanno votato insieme ai democratici per limitare Trump. Il provvedimento va ora alla Camera, dove le strada appare più in salita. I cinque repubblicani che hanno votato con i democratici sono Rand Paul, Todd Young, Lisa Murkowski e Josh Hawley. "Il Congresso deve far valere la sua autorità in materia di guerra anche quando un'operazione militare ha successo, altrimenti di rischia che il paese sia governato in stato di emergenza", ha detto il senatore conservatore Rand Paul, che aveva votato a favore anche di altre risoluzioni per limitare i poteri di guerra di Trump presentate dai democratici negli ultimi mesi in risposta ai raid contro le navi per il trasporto di droga. L'attacco in Venezuela ha sollevato polemiche in Congresso con i democratici e alcuni repubblicani profondamente contrari. Alla camera il provvedimento ha una strada più in salita con i repubblicani che hanno la maggioranza, anche se risicata. 

Trump

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Trump metterà il veto alla risoluzione su limiti a poteri in Venezuela

Se la risoluzione sui poteri di guerra in Venezuela sarà approvata Donald Trump metterà il veto. Lo afferma la Casa Bianca, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il senato americano vota oggi una risoluzione per impedire al presidente di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso. Non è ancora chiaro se la risoluzione, voluta dai democratici, riuscirà a passare. 

Gli scommettitori Usa cercano di predire il prossimo blitz

Dopo aver incassato oltre 400 mila dollari scommettendo in anticipo sulla caduta di Nicolás Maduro in Venezuela, i mercati delle previsioni online ora cercano di anticipare la prossima mossa militare di Donald Trump. Sulla popolare piattaforma di scommesse Polymarket sono comparsi nuovi contratti che consentono di puntare su un possibile attacco americano contro Colombia (16%) o Cuba (30%). E cresce pure la probabilità attribuita alla rimozione della guida suprema iraniana Ali Khamenei (al 36%). Mentre riguardo la possibile acquisizione della Groenlandia da parte degli Usa, le probabilità non sono altissime (16%), ma in aumento. Il fenomeno riflette l'incertezza geopolitica e l'aggressività della nuova linea estera della Casa Bianca, ma riapre interrogativi etici e legali sulle scommesse legate a guerre e interventi armati. 

Appello di Rsf per libero accesso dei giornalisti internazionali in Venezuela

Appello di Reporters sans frontières (Rsf) sulla libertà di stampa in Venezuela e l'accesso dei giornalisti internazionali nel Paese. ''In un momento in cui per il mondo è cruciale capire cosa accade in Venezuela nonché le conseguenze dell'intervento Usa", l'Ong con sede a Parigi si appella alle autorità locali affinché "consentano ai giornalisti stranieri di entrare nel Paese e fermare le restrizioni al lavoro dei media locali". ''Dopo anni di pressione e rigido controllo sull'informazione sotto il governo di Nicolas Maduro, le condizioni del giornalismo in Venezuela sono peggiorate ulteriormente dopo l'intervento militare illegale degli Usa  il 3 gennaio e la successiva instabilità istituzionali'', si prosegue in una nota diffusa dall'associazione per la difesa della libertà di stampa nel mondo, secondo cui i reporter sul posto devono ''ora fronteggiare rischi maggiori e imprevedibili, in un ambiente maggiormente frammentato". Secondo Rsf, ''queste minacce non traggono più origine da una singola, identificabile, autorità di Stato, ma da molteplici attori,  che aumentano notevolmente l'insicurezza dei professionisti dei media". ''Circa 200 giornalisti stranieri - secondo Rsf - sono attualmente bloccati a Cucuta, in Colombia, in attesa di un'autorizzazione per entrare in Venezuela". 

Chi vince e chi perde sul petrolio venezuelano. VIDEO

Il senato Usa vota per limitare i poteri di Trump in Venezuela

Il senato americano vota oggi una risoluzione per impedire a Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso. Non è ancora chiaro se la risoluzione, voluta dai democratici, riuscirà a passare. I repubblicani hanno infatti la maggioranza ma non sono uniti sul Venezuela e non è escluso che alcuni votino con i colleghi democratici in segno di protesta contro l'azione a Caracas.

Media: "Telefonata positiva fra Starmer e Trump sul Venezuela"

Downing Street ha confermato in queste ore che il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto una telefonata con il presidente americano Donald Trump, in cui si è parlato in particolare dell'azione militare condotta dagli Usa in Venezuela e sfociata nella cattura del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie. La chiamata, preannunciata da Starmer, era attesa da diversi giorni fra un rinvio e l'altro, sullo sfondo delle critiche rivolte in patria al premier laburista, anche in Parlamento, per le sue esitazioni e la mancata denuncia del blitz americano come una violazione plateale del diritto internazionale. Secondo quanto appreso da Sky News Uk, si è trattato di una conversazione "positiva e amichevole", da cui non è emersa alcuna critica pubblica - tanto meno condanna - da parte di Londra. Stando a una breve nota di number 10, i due leader si sono parlati ieri sera e hanno discusso anche "dell'operazione congiunta per l'intercettazione della Bella 1", la petroliera della "flotta fantasma" legata a Mosca salpata dal Venezuela sotto bandiera della Guyana e ribattezzata Marinera dopo essere stata posta in corso sotto bandiera russa. Il primo ministro ha inoltre "evidenziato la posizione britannica sulla Groenlandia", dopo la dichiarazione firmata con altri leader europei in difesa della sovranità danese sull'isola dei ghiacci in risposta.

Macron: "Gli Usa si allontanano dagli alleati e dalle norme internazionali"

Le parole del leader dell'Eliseo nel suo discorso annuale davanti agli ambasciatori francesi. Nel suo intervento, Macron ha anche evocato una forma di "aggressione neocoloniale" sempre più presente nelle relazioni diplomatiche.

Macron: 'Gli Usa si allontanano da alleati e da norme internazionali'

Macron: 'Gli Usa si allontanano da alleati e da norme internazionali'

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Protesta per il Venezuela davanti all'ambasciata americana a Pretoria

Protesta davanti all'ambasciata americana a Pretoria per il Venezuela

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Cina: Arbitrario il sequestro Usa della petroliera russa

Il sequestro da parte degli Stati Uniti della petroliera Marinera (ex Bella 1) legata al Venezuela e battente bandiera russa è un atto "arbitrario a danno di navi di altri Paesi in alto mare" e "in grave violazione del diritto internazionale". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, ricordando che Pechino "si è costantemente opposta alle sanzioni unilaterali illegali, prive di fondamento nel diritto internazionale e non autorizzate dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu". La Cina è contro "qualsiasi azione che violi scopi e principi della Carta dell'Onu" e che leda "sovranità e sicurezza di altri Paesi". 

Ong: Maduro potrebbe avere una fortuna da 3,8 miliardi di dollari

Dopo la cattura dell'ex presidente de facto del Venezuela, Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio da parte delle forze statunitensi è aumentato l'interesse per il patrimonio accumulato negli anni dal leader 'chavista'. Il dibattito include il valore di jet privati, gioielli e altre proprietà, nonché le misure adottate dalle autorità internazionali per impedirne la fuga o l'uso improprio. I suoi beni sarebbero distribuiti in tutto il mondo anche con l'aiuto di prestanome, secondo le autorità statunitensi. Organizzazioni internazionali come Transparency Venezuela stimano che Maduro abbia una fortuna che potrebbe raggiungere i 3,8 miliardi di dollari. Questa cifra è una stima provvisoria della ricchezza accumulata durante oltre due decenni di controllo politico del Venezuela da parte del 'chavismo'. Rapporti di ong e organi di stampa indicano che Maduro possiede diverse residenze a Miami, situate in zone esclusive come Coral Gables e Sunny Isles Beach, oltre a ville nella Repubblica Dominicana. Affermano inoltre che il presidente venezuelano possiede una grande quantità di gioielli ed è collegato all'estrazione illegale di oro e ad altre attività.

Macron: "Usa si allontanano da alleati e norme internazionali"

Gli Stati Uniti di Donald Trump si stanno "progressivamente allontanando" da alcuni alleati e "si svincolano dalle regole internazionali": è quanto deplora il presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo discorso annuale davanti agli ambasciatori francesi. Nel suo intervento, Macron ha anche evocato una forma di "aggressione neocoloniale" sempre più presente nelle relazioni diplomatiche. "Le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente", si rammarica il leader francese, secondo cui ci stiamo avviando verso "un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di spartirsi il pianeta". 

Ue: "Rammarico per vittime civili azione Usa"

"Naturalmente ci rammarichiamo per ogni perdita di vite umane, per ogni vittima civile, pur restando i numeri ancora da confermare". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa, commentando l'annuncio del ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello, secondo cui il raid Usa su Caracas avrebbe provocato cento vittime

Mosca: "Avevamo informato gli Usa che la Marinera è russa"

Mosca ha affermato di avere informato ufficialmente Washington della proprietà russa della petroliera Marinera (ex Bella 1) prima dell'abbordaggio compiuto ieri da forze speciali americane in acque internazionali dell'Oceano Atlantico. Il ministero degli Esteri russo, citato dall'agenzia Ria Novosti, scrive in una nota di avere fornito alle autorità statunitensi "informazioni affidabili sull'affiliazione della nave alla Russia e il suo status civile e pacifico". Ieri la Casa Bianca aveva detto che la petroliera sequestrata era stata "considerata apolide". 

Ue: "Usa restano strategici, possono esserci vedute diverse"

Gli Stati Uniti "restano un partner strategico" dell'Unione europea, anche se questo "non significa che dobbiamo vederla esattamente allo stesso modo su tutti i temi". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea Arianna Podestà, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sullo stato delle relazioni transatlantiche nel contesto delle tensioni legate alla Groenlandia. "La relazione con gli Stati Uniti è storicamente strategica e continua a esserlo", ha spiegato la portavoce, sottolineando che l'Unione europea "lavora attivamente" con Washington, come con "tutti gli altri partner internazionali". Podestà ha aggiunto che l'Ue "ha interesse a promuovere gli interessi dei propri cittadini e a cooperare con i partner internazionali in generale", una cooperazione che può realizzarsi "attraverso accordi commerciali" e "attraverso relazioni politiche e geopolitiche". "Non è qualcosa che riguarda solo gli Stati Uniti - ha concluso - abbiamo molti partner strategici". 

Mosca: "Gli Usa cessino subito le azioni illegali contro le nostre navi"

Mosca chiede agli Usa di cessare immediatamente "le azioni illegali" contro la Marinera e altre navi russe. Lo ha detto il ministero degli Esteri, citato dalle agenzie russe.

Media: proprietario Marinera è businessman russo della Crimea

La petroliera Marinera, sequestrata ieri dal Comando europeo delle forze armate statunitensi nell'Atlantico settentrionale, appartiene alla societa' russa Burevestmarin. Lo rivela il giornale indipendente russo Novaya Gazeta Europe. Secondo l'Organizzazione marittima internazionale (IMO), l'agenzia delle Nazioni Unite responsabile per la navigazione, e il Registro unificato delle persone giuridiche della Russia, il direttore e unico proprietario di Burevestmarin è Ilya Bugay, un imprenditore russo originario della Crimea. 

Sanchez: "No spazio per mezze misure, atto Usa è illegale"

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha nuovamente "condannato con fermezza" l'intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, un Paese "con il quale condividiamo legami molto stretti". Intervenendo alla X Conferenza degli ambasciatori a Madrid, Sanchez ha anche parlato delle reazioni di leader e organizzazioni europee rispetto all'azione decisa da Donald Trump, che secondo la Spagna non sono state sufficientemente decise. "Non c'è spazio per mezze misure o risposte tiepide", ha sottolineato il premier spagnolo.

Ricordando che Madrid non ha riconosciuto i risultati delle ultime elezioni presidenziali in Venezuela, Sanchez ha affermato che "la risposta all'illegittimità non può essere commettere un atto illegale''.

Wall Street Journal, piano di Trump per portare il prezzo del petrolio a 50 dollari al barile

Il presidente Trump e i suoi consiglieri stanno pianificando un'iniziativa radicale per dominare l'industria petrolifera venezuelana per gli anni a venire e, secondo fonti vicine alla questione, il presidente ha dichiarato ai suoi collaboratori di credere che i suoi sforzi potrebbero contribuire ad abbassare i prezzi del petrolio al livello da lui preferito di 50 dollari al barile. Lo scrive il Wall Street Journal. Secondo le fonti un piano in fase di valutazione prevede che gli Stati Uniti esercitino un certo controllo sulla compagnia petrolifera statale venezuelana Petróleos de Venezuela SA acquisendo e commercializzando la maggior parte della produzione petrolifera della compagnia.

L'esperto: "Far 'ripartire' Paese è operazione complessa"

"La caduta di Maduro ad opera degli Stati Uniti e i seguenti commenti di Trump circa altri potenziali target creano preoccupazioni per l’aumento delle tensioni geopolitiche in questo inizio del 2026. Al di là dei commenti di Trump, 'far ripartire' il Venezuela è un’operazione complessa dopo oltre un decennio di mancati investimenti e con una quota rilevante della forza lavoro specializzata del settore petrolifero ormai fuori dal Paese. È inoltre significativo che la prima dichiarazione chiara di Trump sia che gli Stati Uniti gestiranno la transizione venezuelana, con il supporto della seconda linea dei chavisti ancora al governo, mentre María Corina Machado ed Edmundo González, vincitori di fatto delle ultime elezioni secondo l’opposizione e gli osservatori internazionali, sono già stati messi da parte". Così Mauro Ratto, co-founder e co-chief investment officer di Plenisfer Investments Sgr, Società di gestione del risparmio. 

Groenlandia, quanto potrebbe costare l'acquisizione agli Stati Uniti di Trump?

La Groenlandia è "essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti" e il presidente Donald Trump, ha detto il suo vice JD Vance a Fox, è "disposto a spingersi fino a dove è necessario, sarà lui a prendere la decisione finale". La disputa sull’isola tra il Mar Artico e l'Oceano Atlantico, territorio autonomo del Regno di Danimarca (con ampia autonomia, anche se a Copenaghen spettano le decisioni di politica estera, monetaria e di sicurezza), prosegue a pieno regime. Trump sta quindi valutando "seriamente" l'acquisizione della Groenlandia. Quanto potrebbe valere, in termini economici, un’operazione del genere?

Quanto potrebbe costare agli Usa l'acquisto della Groenlandia?

Quanto potrebbe costare agli Usa l'acquisto della Groenlandia?

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Governo cauto e punta su Usa per Trentini, Fdi contro sinistra e Cgil 'pro-Maduro'

Il dossier Venezuela resta sul tavolo del governo in queste ore calde. La premier Giorgia Meloni - reduce dal vertice dei volenterosi a Parigi sull'Ucraina - continua a monitorare la situazione, in stretto contatto con gli alleati e in particolare con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina si prepara a riferire in Aula sul dossier venezuelano: non c'è ancora una data ufficiale, ma martedì 13 potrebbe essere il giorno giusto. "La prima cosa da fare è garantire la stabilità del Venezuela, impedire che ci sia una guerra civile e far sì che la situazione si calmi, poi bisogna lavorare perché ci possa essere una situazione di crescita economica", ha spiegato Tajani, ieri ospite di '5 minuti' su Rai Uno. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver parlato con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti da Caracas. Rubio, ha aggiunto Tajani, "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini".

Società petrolifera Caracas: "Negoziati con Usa per vendita petrolio"

"Negoziati sono in corso con gli Stati Uniti per la vendita di quantità di petrolio nell'ambito dell'esistenti relazioni commerciali tra i due Paesi". E' quanto ha dichiarato la società petrolifera nazionale del Venezuela, Pdvsa, dopo che Washington ha chiesto l'accesso alle riserve petrolifere del Paese dopo la cattura di Nicolas Maduro. Nella dichiarazione pubblicata sui social media, la società Petroleos de Venezuela, afferma che i negoziati "si stanno sviluppando nel quadro simile a quelli attualmente in vigore con società internazionali come la Chevron e sono basata su transazioni strettamente commerciali", secondo quanto riferisce il New York Times.

Casa Bianca: "Trump discuterà con Big Oil immensa opportunità per loro"

"L'incontro sarà venerdì e sarà un incontro per discutere, ovviamente, l'immensa opportunità che in questo momento è davanti a queste società petrolifere". Così la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha confermato che Donald Trump venerdì incontrerà i vertici delle principali società petrolifere Usa per discutere i piani per le loro attività in Venezuela dopo la caduta di Nicolas Maduro.

Casa Bianca: "Trump non ha paura di sequestrare ancora petroliere"

Donald Trump “non ha paura” di continuare a sequestrare petroliere soggette a sanzioni, nonostante il rischio di un'escalation delle tensioni con Russia e Cina. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ieri sera nel corso del briefing con i giornalisti, affermando che il presidente "applicherà la nostra politica che è la migliore per gli Stati Uniti: questo significa applicare l'embargo contro tutte le navi della flotta oscura che trasportano illegalmente petrolio”. Le dichiarazioni di Leavitt sono arrivate poche ore dopo che l'esercito americano ha preso il controllo di due petroliere, tra cui una nave battente bandiera russa che era stata inseguita per più di due settimane. La portavoce ha poi minimizzato il rischio che questo possa scatenare un conflitto tra Stati Uniti e Russia, sostenendo che Trump mantiene buoni rapporti con il presidente russo Vladimir Putin. "Credo che questi rapporti personali continueranno”, ha assicurato, aggiungendo che Trump ha chiarito che il sequestro delle petroliere soggette a sanzioni è "la politica di questa amministrazione, e lui non ha paura di attuarla".

Tajani: "Impedire che ci sia una guerra civile"

"La prima cosa da fare è garantire la stabilità del Venezuela, impedire che ci sia una guerra civile e far sì che la situazione si calmi, poi bisogna lavorare perché ci possa essere una situazione di crescita economica. Questo è fondamentale perché, come dice Papa Leone, bisogna stare vicino alla popolazione civile, per noi questo è di grande importanza, essendoci circa 170 mila cittadini che abitano in Venezuela che hanno il passaporto italiano, quindi per noi questo è fondamentale, aiutare la popolazione, non il regime, non l'abbiamo fatto in passato, non abbiamo riconosciuto Maduro, però adesso è il momento di aiutare la popolazione civile". Lo ha detto ieri sera a '5 minuti' su RaiUno il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Cina su sequestro petroliere: "Usa violano diritto internazionale"

Il sequestro arbitrario di navi di altri Paesi in alto mare da parte degli Stati Uniti viola gravemente il diritto internazionale. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, rispondendo a una domanda riguardante il sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera battente bandiera russa e legata al Venezuela. "La Cina si e' costantemente opposta alle sanzioni unilaterali illegali, prive di fondamento nel diritto internazionale e non autorizzate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e si oppone a qualsiasi azione che violi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e leda la sovranita' e la sicurezza di altri Paesi", ha aggiunto il portavoce di Pechino. 

Ex direttore Cia: "Pericolosa l'assenza di idee per stabilizzare il Venezuela"

"Al momento non riesco a vedere un cammino chiaro verso la stabilità in Venezuela e credo che sia questo il pericolo". Lo ha detto Leon Panetta, ex segretario di Stato e direttore della Cia, in un'intervista al Corriere della sera. Parlando dell'intervento degli Stati Uniti in Venezuela, Panetta ricorda quando era direttore della Cia. "Abbiamo condotto una simile operazione contro Bin Laden, di grande successo. E ce ne sono state altre. Ma il problema che vedo in quest'amministrazione è che puntano a obiettivi immediati, non passano molto tempo a pianificare ciò che accadrà quando alcuni di questi obiettivi vengono raggiunti" ha sottolineato. Trump, ha aggiunto, "non considera María Corina Machado una leader adatta perché non controlla l'esercito e, con lei al potere, aumenterebbe il rischio che Washington debba intervenire per portare la stabilità. Quindi in pratica non c'è un cambio di regime per ora. E Trump non ha parlato di democrazia". 

Trump al New York Times: "Controllo Usa su Venezuela potrebbe durare anni"

Il controllo degli Stati Uniti sul Venezuela potrebbe durare anni. Lo dice il presidente Usa, Donald Trump, in un'ampia intervista rilasciata al New York Times. "Solo il tempo potra' dire" per quanto tempo gli Stati Uniti intendono controllare il Paese, ha aggiunto Trump. Trump non ha fornito un intervallo temporale preciso per quanto tempo gli Stati Uniti rimarranno il dominio politico del Venezuela. Saranno tre mesi? Sei mesi? Un anno? Di piu'?, hanno chiesto i cronisti del NYT: "Direi molto piu' a lungo", ha risposto il presidente Usa. Trump non ha preso alcun impegno neanche in merito alla data delle elezioni in Venezuela. 

Trump: "Caracas acquisterà solo prodotti Usa con proventi petrolio"

"Con i proventi del nostro nuovo accordo petrolifero" il Venezuela "acquisterà solo prodotti fatti negli Stati Uniti". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump sul Truth Social. Gli acquisti comprenderanno, tra l'altro, prodotti agricoli americani, medicinali fabbricati negli Stati Uniti, dispositivi medici e attrezzature per migliorare la rete elettrica e gli impianti energetici del Venezuela". In altre parole, spiega il presidente, "il Venezuela si impegna a fare affari con gli Stati Uniti d'America come partner principale: una scelta saggia e molto positiva per il popolo venezuelano e per gli Stati Uniti".

Arrestati due contadini in Venezuela per aver festeggiato la cattura di Maduro

Le autorità venezuelane hanno arrestato due fratelli, entrambi agricoltori, dopo che questi avevano festeggiato la caduta di Nicolás Maduro sparando colpi in aria. Secondo l'ong Foro Penal, gli uomini, di 64 e 65 anni, sono stati arrestati nella cittadina rurale di Río Negro. I due fratelli, "in stato di ebbrezza", sono usciti di casa, hanno sparato colpi in aria coi loro fucili da caccia e hanno deriso i vicini identificati come 'chavisti', che li hanno poi denunciati alle autorità. Gli arresti sono avvenuti nel quadro dello stato di emergenza dichiarato dopo l'operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Maduro. Questo decreto amplia significativamente i poteri delle forze di sicurezza e prevede sanzioni penali per coloro che sostengono, giustificano o celebrano pubblicamente l'intervento americano in territorio venezuelano. Il caso diventa quindi uno dei primi episodi di repressione documentati da quando Delcy Rodríguez ha assunto la carica di presidente ad interim. 

Rilasciato il giornalista messicano Julián Mazoy dopo 17 ore

Il giornalista messicano Julián Mazoy è stato liberato dopo aver trascorso 17 ore in stato di fermo e totale isolamento in Venezuela. Bloccato dagli agenti alla frontiera con la Colombia, presso il valico di Tienditas, Mazoy stava tentando di entrare nel Paese insieme al collega colombiano Jeff Martínez per documentare la crisi politica seguita agli sviluppi su Nicolás Maduro. In un video diffuso subito dopo il rilascio, Mazoy ha ringraziato la pressione mediatica e sociale che ha costretto il governo a porre fine a quello che ha definito un "incubo". Le autorità venezuelane, che attualmente vietano l'ingresso ai corrispondenti stranieri, hanno sottoposto i due reporter a lunghi interrogatori per far confessare la loro professione, nonostante il tentativo iniziale di presentarsi come semplici turisti. Mazoy ha descritto una cella di soli 4 metri quadrati, con catene appese al soffitto, un secchio pieno di scarafaggi e la costante intimidazione di agenti armati. "C'è stata molta tortura psicologica, anche se non mi hanno torto un capello", ha dichiarato in un'intervista, confermando inoltre che telefoni e computer sono stati sequestrati e ispezionati minuziosamente per oltre sei ore. 

Cuba, resti di militari morti in Venezuela non rimpatriabili

Le autorità cubane hanno informato i familiari di Adriel Adrián Socarrás Tamayo, capitano del Ministero dell'Interno morto in Venezuela, che non sarà possibile rimpatriare né consegnare i suoi resti a causa della "situazione di guerra" a Caracas. Il militare, 32 anni, figura tra i 32 cittadini cubani uccisi negli scontri legati alla cattura di Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio scorso. Secondo fonti militari e funzionari del Partito comunista del municipio di Yara, nella provincia di Granma, l'impossibilità di riportare la salma sarebbe dovuta a limitazioni operative negli aeroporti e al contesto bellico riporta il sito all news cubano indipendente Cibercuba. I familiari denunciano tuttavia l'assenza di informazioni chiare sia sulle circostanze della morte sia sull'effettiva disponibilità del corpo. "Nessuno ci ha detto: il corpo lo abbiamo", ha riferito un parente a Martí Noticias. Il comandante dell'unità ha confermato che il capitano faceva parte del cordone di sicurezza di Maduro ed è morto "tiro a tiro". L'Avana ha reso pubblici nomi e fotografie dei 32 caduti, riconoscendo per la prima volta la presenza militare cubana in Venezuela e proclamando il lutto nazionale il 5 ed il 6 gennaio scorsi. 

"Movimenti insoliti" nel carcere delle torture El Helicoide

"Movimenti insoliti" e uno smantellamento di uffici sono stati segnalati nella sede di El Helicoide, uno dei principali centri di detenzione di Caracas, noto per le torture e sede del Sebin, l'intelligence venezuelana. Lo riporta il media all news Versión Final citando il giornalista Jesús Medina Ezaine, secondo il quale sarebbe in corso un'operazione condotta in modo discreto su ordine diretto del Palazzo di Miraflores. L'indicazione sarebbe stata impartita al generale Rubén Santiago, direttore della Polizia nazionale bolivariana e responsabile della custodia del complesso. . L'operazione comprende il trasferimento di oltre venti veicoli con l'ausilio di gru e il progressivo sgombero di diverse aree ancora operative, incluse alcune collegate a corpi investigativi. Non è stato possibile ottenere immagini delle operazioni a causa delle rigide misure di sicurezza e del sistema di sorveglianza totale che circonda l'area. Al momento non vi è conferma ufficiale su eventuali trasferimenti o liberazioni dei detenuti e, secondo il giornalista Alejandro Hernández, direttore del portale La Gran Aldea, i traslochi riguarderebbero solo gli uffici della Polizia nazionale bolivariana e non le aree del complesso in cui sono detenuti i prigionieri politici. 

Delcy Rodriguez denuncia 'macchia' nei rapporti con Usa

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha denunciato l'esistenza di una "macchia" senza precedenti nelle relazioni con gli Stati Uniti dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio da parte dell'esercito americano. L'affermazione è stata pronunciata mercoledì sera durante una cerimonia ufficiale a Caracas. "Per quanto riguarda Venezuela e Stati Uniti, la prima cosa da dire è che c'è una macchia nelle nostre relazioni che non era mai esistita nella nostra storia", ha dichiarato Rodríguez, già vicepresidente e insediata lunedì come presidente ad interim. La dirigente ha sottolineato che Caracas non rifiuta il dialogo internazionale, ricordando che il 27% delle esportazioni venezuelane ha come destinazione gli Usa, all'interno di un commercio concentrato su pochi Paesi. Rodríguez ha ribadito che il Venezuela "non è in guerra", ma è "un Paese di pace aggredito da una potenza nucleare", assicurando che la linea del governo resterà quella della diversificazione dei mercati e della resistenza a ogni forma di pressione economica. 

Financial Times, Big petrolio Usa vogliono garanzie da Trump per il Venezuela

Le società petrolifere americane vogliono "garanzie serie" da Washington prima di investire in Venezuela. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le big del greggio hanno incontrato nelle ultime ore alcuni funzionari dell'amministrazione in vista dell'incontro alla Casa Bianca di venerdì. A loro hanno chiesto forti garanzie legali e finanziarie. Chevron, l'unica big già presente in Venezuela, è nel frattempo in trattative con l'amministrazione per una possibile estensione della sua licenza speciale per operare nel Paese. 

100 morti nell'attacco Usa per catturare Maduro

L'attacco condotto dagli Stati Uniti a Caracas per catturare il presidente Nicolas Maduro ha causato la morte di 100 persone. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello. "Finora, e sottolineo finora, ci sono 100 morti, 100, e un numero simile di feriti - ha detto durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. L'attacco contro il nostro Paese è stato terribile". 

Maduro e la moglie feriti durante la cattura

Il presidente venezuelano destituito Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sono rimasti feriti nel corso del blitz americano del 3 gennaio a Caracas. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno venezuelano Diosdado Cabello. "Cilia è stata ferita alla testa e ha ricevuto un colpo al corpo - ha detto durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. Il compagno Nicolas è stato ferito a una gamba. Fortunatamente si stanno riprendendo dalle ferite".

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