Il presidente dell'Assemblea venezuelana, Jorge Rodríguez, ha annunciato la "liberazione di un numero importante" di prigionieri. Tra gli stranieri che si trovano nelle carceri venezuelane ci sono anche l'operatore umanitario Alberto Trentini, l'imprenditore torinese Mario Burlò e il giornalista e politico Biagio Pilieri
Sale l'attesa dopo che il presidente dell'Assemblea venezuelana, Jorge Rodríguez, ha annunciato la "liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri". Tra questi ci sarebbe almeno un italiano: secondo quanto si apprende da più fonti qualificate, si tratterebbe dell'imprenditore Luigi Gasperin. Ha 77 anni, ed era stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin.
La decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas, con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace" (TUTTE LE NEWS LIVE). Tra gli stranieri detenuti in Venezuela ci sono anche alcuni italiani - come ha ricordato nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Tajani-, tra cui Alberto Trentini, il cooperante italiano di 46 imprigionato dal 15 novembre 2024, Mario Burlò e Biagio Pilieri. Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, è stato arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all'opposizione. Burlò, imprenditore torinese, è da oltre un anno in carcere. Secondo i familiari è trattenuto senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato. Intanto, cinque cittadini spagnoli sono già stati rilasciati. Il premier Sanchez: "È un atto di giustizia e un passo necessario per promuovere il dialogo".
Gasperin libero, era stato arrestato il 7 agosto scorso
L'italiano Luigi Gasperin, liberato in Venezuela, era stato arrestato il 7 agosto dell'anno scorso a Maturin, nello stato di Monagas, e sarebbe stato detenuto in un centro nella zona di Prados del Este nella capitale venezuelana. Con solo passaporto italiano l'imprenditore 77enne era stato fermato - secondo quanto si apprende - in seguito ad un controllo sulla presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società, di cui era socio di maggioranza e presidente. Gasperin, che secondo le prime informazioni ha problemi di salute, sarebbe ora in contatto con il legale della famiglia e starebbe ricevendo cure mediche.
Tra i detenuti rilasciati oppositori politici venezuelani
Tra i detenuti liberati dal Venezuela figurano anche Rocío San Miguel, esperta di questioni militari venezuelane, ed Enrique Márquez, ex candidato presidenziale e figura di spicco dell'opposizione al chavismo. Lo riporta El Pais. Secondo l'accusa, San Miguel avrebbe preso parte a un complotto per assassinare Maduro, un caso inconsistente secondo le organizzazioni per i diritti umani, mentre Márquez si era opposto al riconoscimento della vittoria di Maduro nelle ultime elezioni presidenziali, nel luglio 2024, e da allora era in carcere. Tra i liberati figurano anche Javier Tarazona e il dirigente politico vicino a María Corina Machado, Juan Pablo Guanipa, considerati figure simbolo della repressione del regime chavista.
Le identità delle persone liberate
Secondo quanto riferito da giornalisti locali, invece, Rocío San Miguel, docente universitaria ed esperta di sicurezza con doppia cittadinanza ispano-venezuelana, è stata liberata insieme ad altri cittadini spagnoli detenuti nel Paese, anche se le autorità non hanno ancora chiarito le condizioni giuridiche della scarcerazione. Arrestata nel febbraio 2024, era stata rinchiusa nel carcere di El Helicoide con accuse di terrorismo e tradimento della patria legate alla sua attività nella Ong Control Ciudadano, dopo giorni di sparizione forzata e senza adeguate garanzie difensive. È stata inoltre confermata la liberazione dell'oppositore Juan Pablo Guanipa, arrestato nel maggio 2024, e di Javier Tarazona, direttore dell'organizzazione Fundaredes, detenuto dal 2021 e rimasto per quasi cinque anni in carcere senza processo. Tra gli altri scarcerati figurano anche l'attivista Jesús Armas, il capitano dell'esercito Juan Caguaripano, la giornalista Nakary Mena Ramos e altre figure dell'opposizione.
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Il nuovo scenario
Lo scenario sulle sorti dei prigionieri in Venezuela è cambiato dopo il blitz effettuato dagli Usa nella notte tra il 2 e il 3 gennaio a Caracas e che ha portato alla cattura del presidente Maduro e al suo trasferimento, insieme alla moglie, a New York, dove i due sono stati incriminati. Il ministro Tajani da subito aveva sperato che “il cambio di regime” potesse rendere più semplici le trattative. Di fatto, l’azione Usa in Venezuela non ha provocato un vero e proprio vuoto di potere, considerando che la Corte suprema venezuelana all’indomani del blitz ha deciso per il riconoscimento della vicepresidente Delcy Rodriguez come presidente ad interim. Oltre a Trentini, tra i detenuti politici incarcerati in Venezuela, una ventina sono italiani, come l'imprenditore piemontese Mario Burlò e il 59enne italo-venezuelano Biagio Pilieri.
Opposizione in Venezuela reclama liberazione di tutti i detenuti
E dopo l'annuncio del governo venezuelano sull'imminente liberazione di alcuni detenuti, l'opposizione ha ribadito la sua richiesta di rilasciare tutti i prigionieri senza condizioni. L'appello, insieme a numerose altre ong e gruppi politici, è stato lanciato dal comitato per i diritti umani del partito Vente Venezuela di Maria Corina Machado in un comunicato dove ricorda che sono oltre 900 le famiglie di venezuelani che attendono di ricongiungersi con i loro cari.