Stati Uniti e Francia si offrono per mediare i negozioti che potrebbero partire già la prossima settimana: ipotesi di incontro a Cipro, Macron propone Parigi. Ma Netanyahu non arretra sull'ipotesi di un intervento di terra per smantellare Hezbollah. Teheran assicura: "Export petrolifero non ha subito interruzioni"
Washington e Parigi sarebbero al lavoro per aprire un tavolo negoziale tra i rappresentanti di Israele e Libano con colloqui diretti su un accordo di tregua e accordi in base ai quali il governo di Beirut si dovrebbe assumere la responsabilità del disarmo di Hezbollah (GUERRA IRAN, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Le diplomazie americana e francese intendono evitare un'escalation che porterebbe a una vera e propria campagna dell'Idf in Libano, con un ampliamento delle operazioni per fermare gli attacchi a pioggia dell'organizzazione sciita al territorio israeliano. Negli ultimi giorni, in risposta all'intensificarsi dei raid di Hezbollah sul Nord del Paese, i generali di Tsahal hanno spostato nel Sud del Libano ulteriori divisioni e non escludono nulla pur di allontanare i miliziani e le loro strutture dai confini.
Macron si offre per ospitare i negoziati a Parigi
Il presidente Emmanuel Macron ha invitato Israele ad accettare "la disponibilità dell'esecutivo libanese ad avviare colloqui diretti", ai quali "tutte le componenti della società devono essere rappresentate", offrendo di "ospitarli a Parigi". "Ho parlato ieri con il presidente Aoun, il primo ministro Salam e il presidente del parlamento Berri. Bisogna fare tutto il possibile affinché il Libano non precipiti nel caos", ha scritto il presidente francese su X. Dal canto suo, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha dichiarato che il gruppo è pronto a una lunga guerra: "Ci siamo preparati per un lungo confronto e, se Dio vuole, gli israeliani saranno colti di sorpresa sul campo di battaglia", ha affermato nel suo secondo discorso televisivo dall'inizio degli attacchi a Israele. Nonostante i gravi colpi inflitti dall'Idf nell'ultima settimana, l'organizzazione sciita "non mostra segni di collasso o disintegrazione, i suoi membri obbediscono a Qassem senza discutere e al suo fianco opera una squadra in grado di gestire il sistema", hanno messo in rilievo i media israeliani.
Il piano francese
Il piano, esaminato da Israele e Stati Uniti, punta a ridurre le tensioni, evitare una lunga occupazione israeliana nel sud del Libano e aprire la strada a un accordo di pace storico. Tra i punti principali, il Libano si impegnerebbe a riconoscere la sovranità di Israele, a impedire attacchi dal proprio territorio e a vietare le attività militari di Hezbollah, che verrebbe progressivamente disarmato. Le Forze Armate libanesi verrebbero ridispiegate a sud del fiume Litani, mentre Israele ritirerebbe entro un mese le truppe dai territori occupati dall’inizio del conflitto. Il piano prevede anche l'avvio di negoziati per un accordo di non aggressione permanente, la verifica del disarmo di Hezbollah da parte dell'Unifil e di una coalizione internazionale, e la demarcazione dei confini tra Israele e Libano entro il 2026.
L'ipotesi di un primo incontro la prossima settimana a Cipro
Il consigliere e genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, intanto, sta guidando la mediazione e l'ex ministro e stretto collaboratore di Benjamin Netanyahu, Ron Dermer, dovrebbe rappresentare Israele. Nei giorni scorsi Channel 12 ha riferito che il premier israeliano ha chiesto a Dermer di coordinare il "portafoglio per il Libano", ma Israele comunque non avrebbe ancora accettato formalmente l'invito. Secondo Haaretz, il primo incontro potrebbe tenersi già la prossima settimana, probabilmente a Cipro, mentre a detta di Channel 12 la "dichiarazione politica" finale dovrebbe includere il "riconoscimento iniziale di Israele da parte del Libano e sottolineare l'impegno del governo libanese a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di Israele".
Per Teheran l'export petrolifero prosegue "senza interruzioni"
Da parte sua, l'Iran ha fatteo sapere, tramite i suoi funzionari, che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Le fonti hanno dichiarato all'agenzia Tasnim che il terminal petrolifero è "pienamente operativo" e le attività "proseguono senza interruzioni", aggiungendo che non si registrano vittime. Distruggeremo i vostri terminal e i porti degli Emirati sono obiettivi legittimi', ha ribadito con forza il regime.