USA 2020, i programmi dei candidati alla Casa Bianca

Mondo

Gabriele De Palma

Le posizioni di Donald Trump e Joe Biden sugli argomenti più importanti per la prossima legislatura. Dal Covid all’economia, dalla giustizia all’ambiente

La campagna elettorale per le Presidenziali Usa entra nella fase calda, il voto si avvicina e iniziano i confronti in tv tra i candidati in corsa per la Casa Bianca. Tra spot elettorali e meme, comizi affollati ma vietati alla stampa, altri sabotati e altri a distanza rispettosi del distanziamento sociale, non sempre sono chiare le posizioni di Donald Trump e dello sfidante Joe Biden.

Cerchiamo di ricapitolare le politiche dei candidati alla Presidenza e le promesse delle loro campagne elettorali. Per farlo le fonti più utili sono la piattaforma programmatica del Partito Democratico e il programma presentato da Trump sul sito della Casa Bianca, ma su molte questioni è ancora più utile l’analisi delle principali testate informative statunitensi che si occupano di politica interna, come Politico, il Washington Post e il New York Times, che aggiornano e arricchiscono di dettagli i testi ufficiali redatti dai due contendenti.

Emergenza Covid-19

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Il problema più urgente che il prossimo Presidente si troverà ad affrontare è quello della pandemia (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LA MAPPA) e di come ridurne gli effetti sulla cittadinanza e sull’economia. Trump ha adottato una posizione sul tema che per ora ha suscitato molte critiche ma non sembra intenzionato a cambiarla di molto. Continua a dirsi contrario all’obbligo di mascherine, lasciando ai singoli stati la decisione su se, come e quando usarle. Biden ritiene invece che il Presidente debba assumersi la responsabilità e l’onere di imporle anche a livello nazionale. Distanze simili sui test diagnostici, che l’attuale inquilino della Casa Bianca delega ai singoli stati, lamentandosi in qualche occasione che i cattivi numeri dei contagi negli Usa siano causati da un eccesso di test, mentre Biden vorrebbe gestire la diagnostica a livello centrale e aumentarne l’intensità. Trump ha minacciato l’uscita degli Usa dall’Organizzazione mondiale della sanità, accusata di essere sinocentrica, lo sfidante ha già dichiarato ufficialmente che ribalterà la decisione di Trump il primo giorno di (eventuale) insediamento.

 

Sanità

Molto distanti i due anche sugli altri temi che riguardano la Sanità pubblica. Trump è contrario alla riforma sanitaria firmata dalla Presidenza Obama e nel giugno scorso, nel pieno dell’emergenza Covid-19, ha chiesto alla Corte Suprema di farla decadere, senza però presentare un piano alternativo per la sanità. Joe Biden è, invece, favorevolissimo al cosiddetto Obamacare, essendo vice presidente nel momento della ratifica. Entrambi però si sono espressi favorevolmente riguardo la possibilità di importare farmaci dal Canada, se venduti a prezzi inferiori rispetto agli Stati Uniti.

Economia

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Molti punti in comune tra Trump e Biden, invece, per quel che riguarda l’economia e il commercio, dove le differenze si fanno molto più sottili e riguardano i dettagli. In linea di massima entrambi sono favorevoli ad alzare la paga minima a 15 dollari l’ora; Trump ha appena siglato una legge che impone che la produzione di alcuni farmaci essenziali e l’equipaggiamento medico utile al governo sia prodotto negli Usa, mentre Biden promette penali da pagare per le aziende che delocalizzano la produzione o i servizi per poi venderli sul mercato domestico. Tutti e due hanno promesso che firmeranno una legge per impedire durante la pandemia gli sfratti degli affittuari insolventi. Sui trattati internazionali entrambi sono sostanzialmente favorevoli al trattato tra Usa, Messico e Canada sul commercio all’interno del Nord America; mentre Trump vuole far decadere il trattato commerciale Trans Pacific Partnership che regola i rapporti di scambi con la Cina, mentre Biden, che quel trattato lo ha firmato da vice Presidente, vorrebbe solo rivederne alcuni punti.

 

Tasse

Molto dissimili invece i rispettivi programmi sulla tassazione. Trump, che è appena stato oggetto di uno scoop del New York Times sulle sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi 15 anni, ha approvato una riforma con consistenti tagli fiscali alle classi più agiate e all’industria. Biden ha avvisato gli elettori di voler radicalmente cambiare la riforma di Trump, facendo in modo che siano proprio le aziende a contribuire maggiormente alle spese da sostenere per limitare l’impatto della crisi climatica oltre all’educazione e alla sanità pubblica. Il candidato democratico ha inoltre promesso che non aumenterà il carico fiscale per chi guadagna meno di 400mila dollari l’anno.

Giustizia

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Tutti d’accordo sul non diminuire i fondi per la polizia, richiesta fatta da una parte di manifestanti del movimento per la giustizia sociale Black Lives Matter. Le posizioni divergono sensibilmente su tutto il resto: sulla pena di morte, che vede Trump favorevole e Biden contrario; sulla privatizzazione delle carceri, che Biden vuole terminare e Trump, invece, incentiva; e infine posizioni diverse anche sulla libertà su cauzione, che il Presidente intende mantenere mentre lo sfidante vuole eliminare perché causa di disparità di trattamento in base al ceto sociale.

 

Ambiente

Come noto Donald Trump è scettico sulla crisi climatica, motivo per cui non attua alcuna politica per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e per cui ha iniziato la trafila burocratica per sfilare gli Usa dagli accordi sul clima di Parigi. Joe Biden invece alla crisi climatica ci crede e crede anche che sia l’attività umana a causarla; per questo ha proposto un piano da 2 miliardi di dollari per ridurre le emissioni di CO2 come punto forte del proprio Green New Deal sull’ambiente. Favorevole al fracking (un metodo per l’estrazione di gas naturale che non rispetta il sottosuolo) il Presidente, contrario lo sfidante, così come è contrario all’estrazione di petrolio dalle acque internazionali e dall’Artico in opposizione a Trump che è favorevole.

 

Politica estera

In politica estera le differenze maggiori tra i programmi si riscontrano su alcuni precisi scenari, mentre su molte questioni le politiche dei candidati non divergono. Distanti su Cuba e sulla guerra civile in Yemen. Per quanto riguarda l’isola caraibica Trump che ha inasprito le relazioni con l’Avana vietando i viaggi su mezzo privato tra Usa e Cuba e i viaggi collettivi, mentre Biden vorrebbe tornare ad alleggerire le relazioni tra i due Paesi come durante l’amministrazione Obama. Sul conflitto yemenita, invece, il Presidente intende continuare a sostenere economicamente e logisticamente il ruolo dell’Arabia Saudita, mentre Biden è per terminare l’intervento. Chiunque sarà eletto, non cambieranno invece le politiche sull’Afganistan, da cui rientreranno tutte le truppe, né sul conflitto mediorientale dato che entrambi sono favorevoli agli accordi tra Israele e gli Emirati Arabi dello scorso agosto.

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