Elezioni Usa 2020, il calendario degli appuntamenti elettorali fino al 3 novembre

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Mentre si attende ancora il voto per le primarie democratiche negli ultimi quattro Stati - un verdetto che è però un pro forma, visto che Joe Biden è rimasto l’unico candidato in corsa dopo il ritiro di Sanders - gli appuntamenti da segnare sono la Convention democratica (17-20 agosto), che incoronerà l’ex vicepresidente di Obama, e la Convention Repubblicana (24-27 agosto), dove Donald Trump otterrà la riconferma. Seguiranno poi i tre dibattiti presidenziali, uno a settembre e due a ottobre. Poi le urne

Si entra nel vivo della campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, che si terranno martedì 3 novembre 2020. Mentre si attende ancora il voto per le primarie democratiche in quattro Stati - anche se Joe Biden è rimasto l’unico candidato in corsa dopo il ritiro di Bernie Sanders - gli appuntamenti da segnare nel calendario sono la Convention democratica, che si terrà dal 17 al 20 agosto e che incoronerà l’ex vicepresidente di Obama, e la Convention Repubblicana (24-27 agosto), dove Donald Trump otterrà la riconferma e sarà annunciata la sua corsa a un secondo mandato. Seguiranno poi i tre classici dibattiti presidenziali, uno a settembre e due a ottobre, per poi arrivare alle urne nel mese di novembre. Il calendario di queste elezioni è stato naturalmente stravolto dall’emergenza coronavirus, che ha costretto i partiti a riorganizzare date e location. Non sarà intanto una sfida a due alle urne, visto che non mancheranno diversi candidati indipendenti, come il rapper Kanye West.

Gli appuntamenti fino al 3 novembre

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Ecco gli appuntamenti elettorali fino al giorno delle elezioni presidenziali, il prossimo 3 novembre:

Luglio

  • 7 luglio: Primarie democratiche in Delaware e New Jersey
  • 11 luglio: Primarie democratiche in New Jersey

Agosto

  • 11 agosto: Primarie democratiche in Connecticut
  • 17-20 agosto: Convention Nazionale Democratica a Milwaukee (Wisconsin)
  • 24-27 Agosto: Convention Nazionale Repubblicana a Jacksonville (Florida)

Settembre

  • 29 Settembre: Primo dibattito presidenziale, Università di Notre Dame, Notre Dame (Indiana)

Ottobre

  • 7 Ottobre: Dibattito tra i candidati alla vice presidenza, Università dello Utah, Salt Lake City (Utah)
  • 15 Ottobre: Secondo dibattito presidenziale, Università del Michigan, Ann Arbor (Michigan)
  • 22 Ottobre: Terzo dibattito presidenziale, Belmont University, Nashville (Tennessee)

Novembre

  • 3 Novembre: Elezioni presidenziali

La convention democratica “virtuale” in Wisconsin

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Joe Biden (CHI È) accetterà la nomination presidenziale in una convention democratica "virtuale", con la richiesta ai delegati del partito di non partecipare di persona a causa dell'emergenza Covid-19. Nella storia americana non era mai successo, nemmeno durante la guerra civile o la Seconda guerra mondiale. Una decisione con cui il partito dell'ex vicepresidente ha voluto marcare netta la differenza con Donald Trump. "A differenza del presidente, Joe Biden e i democratici sono impegnati a proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini americani", la frecciatina scagliata contro il tycoon dal numero uno del partito Tom Perez, che ha spiegato come i delegati saranno invitati a seguire i lavori del congresso online e a intervenire via streaming. Ancora incerta anche la presenza dello stesso ex vicepresidente candidato alla Casa Bianca. Per il resto l'appuntamento è confermato dal 17 al 20 agosto a Milwaukee, in Wisconsin, uno degli Stati in bilico che diedero la vittoria a Trump nel 2016 ma che ora il tycoon teme di perdere. Vista la nuova formula, il partito democratico ha quindi deciso di spostare la kermesse dalla grande arena del Fiserv Forum, un palazzetto dello sport da 17mila posti, al più modesto Wisconsin Center, limitando la presenza a non più di mille posti.

I Repubblicani si spostano in Florida

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Per la prima volta nella storia, si sdoppia la convention presidenziale repubblicana: il partito ha votato per tenere a fine agosto una convention in scala ridotta di 336 delegati nella sede originaria, a Charlotte (North Carolina), dove sarà discussa la piattaforma rispettando gli obblighi contrattuali e le misure di distanziamento sociale richieste dal governatore dem per il coronavirus. Ma Donald Trump farà il discorso di accettazione in un'altra location, senza restrizioni di sorta: ovvero Jacksonville, in Florida.

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Nel sistema elettorale degli Stati Uniti, che sono uno Stato federale, non è il voto popolare a decidere il prossimo presidente: a decretare il vincitore è il numero dei grandi elettori conquistati Stato per Stato. È questo il "numero magico" che apre le porte della Casa Bianca. In palio ce ne sono 538, divisi tra i vari Stati sulla base della loro rilevanza demografica. Vince chi porta a casa almeno 270 grandi elettori. In caso di parità fra i grandi elettori, cioè se i due sfidanti conquistano 269 voti ciascuno, a decidere è il Congresso degli Stati Uniti. Per diventare presidente degli Stati Uniti è necessario soddisfare tre requisiti: bisogna avere più di 35 anni, essere nato negli Usa e risiedervi da 14 anni. Per legge, la data delle elezioni è fissata il martedì successivo al primo lunedì del mese di novembre. Una tradizione in vigore fin da fine Ottocento. Dopo il voto, i grandi elettori si riuniranno a dicembre 2020, mentre il futuro presidente giurerà il 20 gennaio 2021.

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