Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Axios: stallo colloqui, cresce rischio ripresa conflitto con Usa. LIVE

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La svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran sarebbe lontana e i colloqui hanno prodotto scarsi progressi, con nessuna delle due parti disposta a cedere. Lo riferisce Axios, secondo cui una ripresa del conflitto militare stia diventando più probabile

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Gli sforzi dei mediatori del Qatar per favorire una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran hanno prodotto scarsi progressi questa settimana, con nessuna delle due parti disposta a cedere. Lo riferisce Axios, citando tre fonti a conoscenza dei colloqui. Lo stallo rafforza su entrambi i fronti la convinzione che una ripresa del conflitto militare stia diventando più probabile. Secondo il sito, funzionari statunitensi ritengono che il presidente Donald Trump potrebbe ordinare il ritorno a operazioni di combattimento su larga scala dopo le elezioni di metà mandato.

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Axios: "Tra Usa è Iran è stallo e Trump potrebbe riaprire ostilità dopo midterm"

I tentativi compiuti questa settimana dai mediatori del Qatar per favorire una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran hanno registrato scarsi progressi, dato che nessuna delle due parti appare disposta a cedere. Lo scrive Axios citando tre fonti a conoscenza dei colloqui. Secondo il media americano lo stallo rafforza, in entrambi gli schieramenti, la convinzione che un nuovo conflitto militare stia diventando sempre più probabile. I funzionari statunitensi ritengono che il presidente Trump potrebbe ordinare la ripresa di operazioni di combattimento su larga scala dopo le elezioni di midterm. I funzionari del Qatar continueranno a impegnarsi, ma mostrano una crescente frustrazione nei confronti di entrambe le parti, secondo quanto riferito da due delle fonti. Secondo una delle fonti citata da Axios nei colloqui di lunedì non si sono registrati progressi significativi. "La situazione è in stallo. Gli iraniani chiedono condizioni che gli Stati Uniti non possono accettare e questi ultimi ritengono di essere in una posizione di forza, quindi non vedono la necessità di scendere a compromessi", ha affermato la fonte. Altri mediatori della regione, tra cui Pakistan ed Egitto, hanno esortato l'Iran ad accettare concessioni sul nucleare. Tuttavia, gli iraniani avrebbero dichiarato che prenderebbero in considerazione tale ipotesi solo dopo che gli Stati Uniti avranno accettato di tornare al Memorandum d'intesa di giugno. 

Media Libano: "Colpi dell'artiglieria israeliana contro il distretto di Tiro"

Secondo l'Agenzia di stampa nazionale libanese (Nna), all'alba il fuoco dell'artiglieria israeliana ha colpito la località di al-Mansouri, nel distretto di Tiro. Nel frattempo, sempre questa mattina, aerei da guerra israeliani hanno sorvolato intensamente il Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera. 

Iran, impiccati due uomini: avevano partecipato alle manifestazioni

Due uomini sono stati impiccati in Iran per aver partecipato alle proteste antigovernative di gennaio. Ali Hemmati e Majid Nik-Andish, sono stati riconosciuti colpevoli di coinvolgimento "nei disordini di gennaio che hanno portato al martirio di quattro membri delle forze di sicurezza" nella città nord-orientale di Mashhad, ha riferito il sito web della magistratura Mizan Online. I due erano accusato di aver "causato ingenti danni alle proprietà pubbliche incendiando negozi, banche, autobus e persino dando fuoco ad alberi". Sono "stati giustiziati mediante impiccagione mercoledi' mattina presto, in seguito alla conferma delle loro condanne da parte della Corte Suprema". Nel 2025, l'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone, il numero più alto mai registrato in un singolo anno dal 1989, secondo le ONG Iran Human Rights e Together Against the Death Penalty. Secondo Amnesty International, l'Iran è responsabile del secondo maggior numero di esecuzioni al mondo, dopo la Cina.

Hamas e Jihad formano coalizione per le elezioni dell'Anp

Hamas e la Jihad Islamica Palestinese hanno concordato di formare una coalizione per partecipare insieme alle elezioni legislative palestinesi previste per il 28 novembre. L'alleanza che include anche il dissidente di Fatah Mohamed Dahlan - come confermato mercoledì all'agenzia EFE da Basem Naim, membro dell'ala politica di Hamas. La conferma segue una dichiarazione di sostegno rilasciata lunedi' ai media statunitensi dal numero due della Jihad Islamica, Mohamed al-Hindi, a una "lista nazionale unitaria" che potrebbe essere composta da figure indipendenti anziché da membri delle organizzazioni stesse. Resta incerto se Dahlan - originario di Gaza, residente negli Emirati Arabi Uniti e figura di spicco nei negoziati per il cessate il fuoco con Israele e Stati Uniti - si candiderà personalmente alle elezioni. Dahlan, ex capo della sicurezza a Gaza per la fazione nazionalista Fatah, fu espulso dalla Striscia da Hamas dopo l'ascesa al potere del partito islamista nel 2007 e andò in esilio nel 2010 in seguito a una rottura con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Il suo riavvicinamento ad Hamas è emerso chiaramente ad agosto, quando ha incontrato al Cairo il leader del movimento, Khalil al-Hayya, per discutere di come porre fine a quello che entrambi hanno definito un monopolio sulle decisioni a livello nazionale. Il 26 settembre, Al-Hayya ha annunciato che Hamas avrebbe partecipato alle elezioni nell'ambito di una "coalizione nazionale", senza fornire ulteriori dettagli. Non è ancora noto se l'Autorita' Nazionale Palestinese consentirà la partecipazione di una lista che includa Hamas. Il movimento non ha presentato candidati sotto la propria sigla alle elezioni amministrative tenutesi pochi mesi fa, e l'opinione prevalente è che non gli sarà permesso di farlo nemmeno alle legislative, ma potrebbe essere autorizzata una lista che escluda figure apertamente legate al gruppo. Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 7 ottobre. Nelle ultime elezioni legislative palestinesi del 2006 Hamas ottenne una vittoria schiacciante. Il novantenne Mahmoud Abbas, il cui mandato è scaduto nel 2009, ha ripetutamente rinviato le elezioni - da ultimo nel 2021, quando Fatah, che controlla l'Autorità Palestinese, sembrava avviata verso la sconfitta.

Axios: "Sempre più probabile nuovo conflitto militare con Usa"

Gli sforzi compiuti questa settimana dai mediatori qatarioti  per favorire una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran hanno fatto pochi progressi, poiché nessuna delle due parti si è mostrata disposta a cedere. Lo scrive Axios, citando fonti a conoscenza dei colloqui, sottolineando che la situazione di stallo rafforza la convinzione, da entrambe le parti, che un rinnovato conflitto militare stia diventando più probabile. I funzionari statunitensi ritengono che il presidente Trump potrebbe ordinare la ripresa di importanti operazioni di combattimento dopo le elezioni di medio termine. Secondo due fonti, i funzionari del Qatar continueranno a provarci, ma sono sempre più frustrati da entrambe le parti. Il mediatore qatariota Ali al-Thawadi ha incontrato lunedì a New York il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione per diverse ore. Una fonte ben informata ha affermato che hanno discusso di una proposta di compromesso del Qatar di due pagine. 

Secondo altre due fonti, il piano del Qatar mirava a soddisfare sia la richiesta dell'Iran di revocare il blocco navale statunitense, sia la richiesta degli Stati Uniti di concessioni sul programma nucleare iraniano. Lunedì sera, al-Thawadi ha avuto un colloquio a Washington con l'inviato di Trump Jared Kushner e altri funzionari statunitensi. Anche il vicepresidente Vance ha partecipato a una breve parte dell'incontro. Lunedì, funzionari statunitensi avevano riferito a diverse testate giornalistiche che i colloqui sono stati "positivi e costruttivi" e che l'Iran "ha mostrato flessibilità sulla questione nucleare". I funzionari hanno addirittura affermato che Trump era disposto a concedere all'Iran un allentamento delle sanzioni e a sbloccare i fondi congelati in cambio di misure concrete per ridimensionare il suo programma nucleare.

Ma alcune ore dopo, mentre i funzionari del Qatar erano ancora alla Casa Bianca, Trump ha pubblicato su Truth Social di non aver offerto nulla all'Iran. Una delle fonti ha affermato che lunedì non si sono registrati sviluppi significativi nei colloqui. "La situazione è in stallo. Gli iraniani chiedono cose che gli Stati Uniti non possono accettare e gli Stati Uniti pensano di avere la meglio, quindi non c'è possibilità di compromessi", ha affermato la fonte.

L'Iran condanna la presenza di Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti

Il ministero degli Esteri iraniano ha definito "provocatoria" la visita del Primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti, avvertendo i Paesi della regione delle - a suo dire - "conseguenze molto pericolose" legate alla presenza di Israele nell'area. Lo riporta l'agenzia Irna. "Non vi è dubbio che, data la comprovata ostilità e animosità del regime sionista nei confronti dell'Iran e degli altri Paesi della regione, nonché le sue ripetute minacce contro l'Iran, tutti i Paesi dell'area debbano prestare attenzione alle conseguenze di tale presenza", ha sottolineato il ministero in una dichiarazione rilasciata nella tarda serata di ieri. Il dicastero ha esortato i governi della regione a evitare iniziative che possano estendere la presenza di Israele, avvertendo che tale presenza aggraverebbe l'insicurezza e l'instabilità in Medio Oriente. 

Axios: "Stallo colloqui; cresce il rischio di ripresa della guerra"

Gli sforzi dei mediatori del Qatar per favorire una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran hanno prodotto scarsi progressi questa settimana, con nessuna delle due parti disposta a cedere. Lo riferisce Axios, citando tre fonti a conoscenza dei colloqui. Lo stallo rafforza su entrambi i fronti la convinzione che una ripresa del conflitto militare stia diventando più probabile. Secondo il sito, funzionari statunitensi ritengono che il presidente Donald Trump potrebbe ordinare il ritorno a operazioni di combattimento su larga scala dopo le elezioni di metà mandato.

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