Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Medio Oriente, Gaza: crollato edificio di sei piani. 21 morti di cui 12 bambini

©Ansa

Si è aggravato, dopo le prime ore, il bilancio legato al crollo di un edificio di sei piani nella città di Gaza. L'edificio era stato "direttamente colpito" durante il conflitto tra Israele e Hamas e ciò ne ha "compromesso l'integrità strutturale, portando al crollo", ha affermato l'ufficio stampa di Hamas a Gaza. Gli Houthi hanno rivendicato l'abbattimento di un caccia F-15 saudita nei cieli della provincia di Marib, dopo aver smentito il lancio di un drone contro la città santa della Mecca

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E' salito ad almeno 21 morti, tra cui 12 bambini, il bilancio del crollo di un edificio di sei piani - precedentemente danneggiato da attacchi israeliani - nella città di Gaza. Lo hanno riferito i soccorritori palestinesi.

Gli Houthi hanno rivendicato l'abbattimento di un caccia F-15 saudita nei cieli della provincia di Marib, dopo aver smentito il lancio di un drone contro la città santa della Mecca, definendo "una menzogna" l'accusa mossa dall'Arabia Saudita. "È stata superata una linea rossa", ha avvertito Riad, annunciando che la coalizione a guida saudita "adotterà le misure necessarie" contro i ribelli yemeniti.

Intanto la Camera Usa ha approvato un provvedimento che impone a Trump di mettere fine alla guerra in Iran o richiedere l'autorizzazione del Congresso.

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Tajani: "Naza? Giudicherò quando l'avrò visto"

"Non ho alcun problema a vedere questo film. Se mi capiterà, lo guarderò e poi potrò dire se mi piace o non mi piace". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando del film Naza, nell'intervista in studio a "È sempre Cartabianca". "Se uno dice che è un bel film senza averlo visto, fa propaganda. Se dice che è un brutto film senza averlo visto, fa ugualmente propaganda", ha sottolineato Tajani. "Prima lo si guarda, poi si puo' dire che cosa si condivide, che cosa non convince e se è piaciuto oppure no. Io non l'ho visto e quindi non posso ancora esprimere un giudizio". Il ministro ha inoltre commentato l'ipotesi evocata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu di revocare la cittadinanza agli autori dell'opera. "Non sono favorevole a togliere la cittadinanza a nessuno. Si può esprimere una condanna politica e dire di non essere d'accordo, ma io non la toglierei", ha affermato. 

Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso

Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente.

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Media: "Netanyahu aveva pensato di non partecipare ad Assemblea Generale Onu"

Il primo ministro Benjamin Netanyahu arriverà a New York la prossima settimana per intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo quanto hanno riferito i media israeliani, Netanyahu aveva preso in considerazione la possibilità di non partecipare alla riunione di quest'anno, ma alla fine ha deciso di esserci, considerando il discorso al Palazzo di Vetro, un evento molto seguito a livello internazionale, un'opportunità per rafforzare la propria campagna elettorale in vista delle elezioni israeliane di fine ottobre. Il primo ministro dovrebbe rientrare in Israele in tempo per la festività di Sukkot, che cominceranno al tramonto di venerdì 25 settembre. Il viaggio farà seguito alla visita di Netanyahu a Washington del 27 luglio, su invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Prima di partire per quella visita, Netanyahu aveva detto che i colloqui alla Casa Bianca avrebbero riguardato "tutte le questioni all'ordine del giorno, prima fra tutte l'Iran". "Il nostro obiettivo è preservare la nostra sicurezza e, al tempo stesso, ampliare il cerchio della pace intorno a noi", aveva aggiunto. 

Abu Mazen al Cairo vede l'intelligence e il segretario della Lega Araba

Nel corso della sua visita ufficiale al Cairo il presidente palestinese Abu Mazen ha incontrato, oltre al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, anche il segretario generale della Lega Araba Nabil Fahmy e una delegazione dell'intelligence egiziana. Fahmy ha riaffermato la centralità della questione palestinese e la volontà di "tradurre questa ferma convinzione in azioni concrete durante la prossima fase, la quale richiede un impegno serio per giungere a una soluzione definitiva e duratura della questione palestinese in tutti i suoi aspetti e dimensioni". Con il capo dell'Intelligence egiziana Hassan Rashad - riferisce l'agenzia palestinese Wafa - Abu Mazen ha denunciato "l'incessante aggressione genocida israeliana contro Gaza accompagnata da assedio, carestia e uccisioni quotidiane, nonostante l'annuncio di un accordo per l'attuazione della seconda fase del cessate il fuoco". Abu Mazen ha anche riferito dell'aggressione delle forze di occupazione israeliane e delle milizie dei coloni in Cisgiordania (inclusa Gerusalemme), nonché dell'espansione degli insediamenti dei coloni e degli attacchi ai luoghi sacri. 

Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?

Da marzo il contingente dell'Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca.

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Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli

A sei mesi dall’inizio della guerra, Usa e Iran sono intrappolati nell'immobilismo: Washington non può permettersi un’escalation, ma la diplomazia è ferma. E con Oman e Qatar da soli nelle trattative dirette con l'Iran, cresce l'isolamento di Washington nella regione.

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Più guerre, meno pace. Il mondo continua a diventare più bellicoso

Non sono solo impressioni generate dall’informazione, anche alcuni indicatori confermano che l’attuale periodo storico è tra i più violenti per quanto riguarda i conflitti che coinvolgono Stati.

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Gaza, crolla palazzo: era stato colpito in un raid. 21 i morti. FOTO

L'edificio, pesantemente danneggiato dai raid israeliani, ospitava decine di sfollati palestinesi. Soccorritori in azione per estrarre i superstiti dalle macerie, ma Israele ostacola l'ingresso di mezzi pesanti. La Protezione civile: almeno altri 2mila edifici pericolanti nella Striscia.

Gaza, crolla palazzo: era stato colpito in un raid. 21 i morti

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Unicef: "Oltre 104.000 sfollati in Yemen, 57.000 sono bambini"

Nove bambini sono rimasti uccisi in Yemen, 12 feriti e tre risultano dispersi nelle ultime due settimane di combattimenti in Yemen. Oltre 104.000 persone sono state sfollate, tra cui 57.000 minori. Lo scrive il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) in un rapporto in cui sottolinea che "la ripresa delle ostilità in tutto lo Yemen sta costringendo le famiglie ad abbandonare le proprie case, uccidendo e ferendo bambini e ostacolando l'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione, aggravando così una crisi umanitaria già drammatica". 

Iran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?

Un bombardamento Usa colpisce un matrimonio in Iran: quattro morti e circa 60 feriti. Mentre Washington indaga, esperti citati da Reuters parlano di un colpo diretto. E Teheran minaccia una risposta “sproporzionata”.

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Gaza, 21 i morti nel crollo del palazzo. Tra loro 12 bambini

Dodici bambini sono tra le 21 persone morte nel crollo di un edificio danneggiato da precedenti attacchi israeliani nella zona di Tal al-Hawa, a Gaza City. Lo hanno riferito le autorità della Striscia. Il palazzo di sei piani, con quattro appartamenti per piano, è crollato durante la notte sopra abitazioni e tende vicine. Secondo la Protezione civile, che opera sotto l'autorità di Hamas, nell'edificio vivevano più di cento sfollati. Le squadre di soccorso, "dopo ore di lavoro estenuante", hanno recuperato dalle macerie i corpi di 21 persone. Il bilancio, confermato dai ministeri dell'Interno e della Sanità di Gaza, comprende 12 bambini e cinque donne. Altre 45 persone sono state trasportate in ospedale. L'edificio era stato colpito più volte nel 2024 e nel marzo 2025 e la popolazione era stata invitata a non tornarvi, ha spiegato il portavoce della Protezione civile, Mahmoud Bassal. "Non hanno altra scelta. Non essendoci tende né case disponibili, vivono in edifici lesionati e danneggiati nonostante il rischio di crollo", ha affermato Bassal. 

Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz

Secondo un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), tra marzo e agosto 2026 a livello globale la crisi ha fatto aumentare di oltre 282 miliardi di euro la spesa per le importazioni di combustibili fossili. Lo shock è stato particolarmente impattante perché non ha riguardato soltanto il petrolio.

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Netanyahu sapeva del 7 ottobre? L’inchiesta che può pesare sul voto

Secondo un’inchiesta di due giornalisti di Haaretz, il primo ministro israeliano era stato avvertito del fatto che Hamas stesse preparando un’operazione su vasta scala contro Israele,  ma non avrebbe fatto nulla per evitarlo. Nonostante la smentita, a 50 giorni dalle elezioni la notizia rafforza la sua posizione già piuttosto precaria.

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Houthi: "L'Arabia Saudita ha lanciato 40 raid nello Yemen nelle ultime 24 ore"

Gli Houthi hanno affermato oggi che i jet dell'Arabia Saudita hanno effettuato 40 attacchi aerei nelle ultime 24 ore contro lo Yemen occidentale, area in cui il gruppo sostenuto dall'Iran ha recentemente ottenuto significativi avanzamenti territoriali lungo la costa del Mar Rosso. "Caccia sauditi hanno lanciato 40 attacchi aerei utilizzando velivoli F-15 decollati dalla base aerea di Khamis Mushait, colpendo le province di Taiz, Marib e Hodeidah nelle ultime 24 ore", ha affermato Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, in una dichiarazione sui social media. 

Vance si smarca da Trump: "Non dobbiamo asservirci a Israele"

JD Vance fa le prove da candidato alla Casa Bianca prendendo una posizione netta, e in contrasto con Donald Trump, su uno de temi più delicati e divisiva della politica americana, il rapporto tra Stati Uniti ed Israele. Il vice presidente degli Stati Uniti ha dichiarato, senza mezzi termini, che Washington non può permettere che la propria politica in Medio Oriente sia "subordinata allo Stato di Israele". "Abbiamo molte partnership importanti nella Nato, ma questo non significa che renderemo completamente la nostra politica estera europea asservita alla Nato, così come non possiamo permettere che la nostra politica estera in Medio Oriente sia asservita allo Stato di Israele", ha detto il numero due del tycoon approfittando anche per dare l'ennesimo stoccata ai partner del Vecchio Continente. "Collaboreremo con le persone quando sarà necessario. E perseguiremo gli interessi dell'America. Questo è l'unico modo per avere una politica estera razionale", ha aggiunto Vance quasi delineando il suo manifesto per il 2028. Proprio di queste ore è il sondaggio di YouGov-Bowling Green State University, che lo dà in vantaggio tra candidati repubblicani al 2028, mentre fra i democratici è battaglia. Il vice presidente Usa ha il 44% delle preferenze contro il 21% del segretario di Stato americano Marco Rubio e dell'8% di Donald Trump Jr. "Ovviamente Israele", ha poi precisato Vance, "è un partner importante per quanto riguarda la tecnologia militare e la condivisione di informazioni di intelligence, ma a volte gli Stati Uniti non sono d'accordo con Israele".

Netanyahu torna sul film Naza: "Via la cittadinanza a chi diffama l'Idf"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è tornato a parlare del film 'Naza' dei registi israeliani Yuval Avraham e Rachel Shor, che a Venezia ha ricevuto il premio speciale della giuria e ha affermato che promuoverà leggi in materia, precisando che "sarà revocata la cittadinanza a chiunque diffami i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) in tutto il mondo e ne subirà le conseguenze economiche". Lo scrive Ynet. Durante la pausa dei lavori parlamentari, Netanyahu intende promuovere due proposte di legge governative riguardanti la diffamazione dei soldati delle Idf e dello Stato di Israele. La prima, che sarà presentata tramite il ministro della Giustizia Levin e che raddoppierà l'importo del risarcimento per diffamazione senza prova del danno, portandolo a un milione di shekel. La seconda, che sarà presentata tramite il ministero dell'Interno, prevederà la revoca della cittadinanza per chiunque diffami i soldati delle Idf e lo Stato di Israele in tutto il mondo. 

Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe

Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.

Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe

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L'Ue elogia il coraggio delle donne e degli uomini iraniani

"A quattro anni dall'uccisione della ventiduenne Jina Mahsa Amini e dal lancio del movimento Donna, Vita, Libertà, e a seguito delle proteste nazionali del gennaio 2026, durante le quali migliaia di manifestanti furono uccisi, l'Ue elogia il coraggio delle donne e degli uomini iraniani e sostiene le loro aspirazioni per un futuro in cui i loro diritti umani universali e le libertà fondamentali siano rispettati, protetti e realizzati". Lo afferma in una nota il portavoce dell'Ue. "La guerra ha aggiunto un ulteriore livello di sofferenza. Siamo profondamente addolorati per la perdita di persone innocenti uccise negli attacchi. L'attuale ritmo delle esecuzioni in Iran è spaventoso - prosegue -. L'Ue si oppone fermamente e per principio all'uso della pena capitale in tutti i casi e in tutte le circostanze. La pena di morte è incompatibile con il diritto inalienabile alla vita e con il divieto assoluto di pene crudeli, inumane o degradanti". "L'Ue e i suoi Stati membri sono uniti nel condannare la continua repressione perpetrata dalle autorità iraniane, compreso l'uso sistematico della pena capitale, della violenza, della detenzione arbitraria e delle tattiche intimidatorie volte a mettere a tacere le voci critiche - conclude la nota -.L'Ue e i suoi Stati membri esortano le autorità iraniane a porre fine alla violenza e alla repressione contro il proprio popolo". 

Sale a 21 morti, fra cui 12 bambini, il bilancio dell'edificio crollato a Gaza

E' salito ad almeno 21 morti, tra cui 12 bambini, il bilancio del crollo di un edificio di sei piani - precedentemente danneggiato da attacchi israeliani - nella città di Gaza. Lo hanno riferito i soccorritori palestinesi. "Dopo ore di lavoro incessante, le nostre squadre hanno recuperato i corpi di 21 persone rimaste intrappolate sotto le macerie dell'edificio crollato (...) Tra le vittime figurano 12 bambini", ha dichiarato la protezione civile, che opera come servizio di soccorso sotto l'autorità del movimento palestinese Hamas. L'edificio di sei piani, che ospitava quattro appartamenti per piano, era stato "direttamente colpito" durante il conflitto tra Israele e Hamas; ciò ne ha "compromesso l'integrità strutturale, portando al crollo", ha affermato l'ufficio stampa di Hamas a Gaza. La palazzina è crollata nel cuore della notte, mentre dormivano le decine di persone che vi avevano trovato un rifugio di fortuna, circostanza che spiega l'elevato numero di vittime. La protezione civile ha spiegato di dover lavorare con "attrezzature limitate e strumenti rudimentali", accusando Israele di "impedire l'ingresso di mezzi pesanti" nella Striscia di Gaza. "Il mio amico e i miei vicini vivevano in questo palazzo. Sono venuto ad aiutarlo a cercare di recuperare qualche vestito e dei materassi. Non ha più né un riparo né una casa", ha raccontato all'Af Mohannad Al-Mashharawi, un giovane che osserva le operazioni di ricerca. Secondo l'ufficio stampa di Hamas, agli abitanti era stato detto di non tornare nell'edificio dopo i raid, ma in molti avevano corso il rischio di farlo a causa della vastità delle distruzioni nel territorio e della carenza di alloggi. 

Yemen, Tajani parla con ministra degli Esteri: "Preoccupa l'escalation, condanna per attacchi degli Houthi"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto oggi un colloquio telefonico con la ministra degli Esteri e degli Espatriati dello Yemen, Afrah Al-Zouba. Nel corso della conversazione, riferisce la Farnesina in una nota, Tajani ha espresso la preoccupazione dell’Italia per l’escalation in corso nel Paese, ribadendo la ferma condanna per i recenti attacchi delle milizie Houthi contro la popolazione civile, le forze regolari yemenite e l’Arabia Saudita.

Il titolare della Farnesina ha quindi manifestato il pieno sostegno dell’Italia al governo internazionalmente riconosciuto dello Yemen, nonché l’impegno italiano a favorire la ripresa del processo di pace e a fornire assistenza umanitaria alla popolazione locale, provata da anni di conflitto.

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di garantire la piena libertà di navigazione nel Mar Rosso, snodo cruciale per i flussi commerciali e le catene globali di approvvigionamento. Tajani ha ricordato il ruolo di primo piano dell’Italia nell’ambito dell’operazione militare navale dell’Ue Aspides e l’impegno del Governo italiano a tutelare la sicurezza alimentare dei Paesi vulnerabili attraverso la “Coalizione di Roma”, lanciata lo scorso 7 maggio con il coinvolgimento di oltre 40 Paesi e della Fao.

A questo proposito, Al-Zouba ha confermato la propria partecipazione al secondo incontro della Coalizione, che si terrà la prossima settimana a New York, a margine dei lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Guerra Yemen, Houthi rivendicano attacco a impianti Aramco. VIDEO

A Parigi imbrattata un'installazione con la bandiera di Israele: "Atto vandalico"

Una bandiera israeliana facente parte di una più ampia installazione artistica è stata imbrattata nei giorni scorsi in Place de la Bastille, nel cuore di Parigi, senza che gli organizzzatori procedessero poi alla sua sostituzione. Allestita in occasione della Paris Design Week, l'installazione con 195 bandiere, tra cui quella israeliana, ambiva a ''suscitare la coesione in una piazza carica di storia'', usando bandiere cucite con vestiti recliclati, spiega all'agenzia France Presse il designer Jean-Sébastien Blanc, che ha creato l'opera insieme a Claire Renard. Nella notte tra lunedì e martedì, tuttavia, la bandiera israeliana, montata come tutte le altre su un'asta di bambu ai piedi della Colonne de Juillet, è stata imbrattata di rosso. La giustizia francese ha immediatamente aperto un'inchiesta. Il giorno successivo, spiega Blanc, gli artisti e gli organizzatori hanno tuttavia ''deciso collegialmente'' di ritirare il vessillo, senza sostituirlo. ''Non volevamo lasciare una bandiera che sembrava sporca di sangue, perché non era nostra intenzione'', dice Blanc. Sul posto, un cartello evoca un ''atto di vandalismo'' e sottolinea che la bandiera ''non può essere sostituita'' entro la rimozione dell'installazione, prevista per domenica prossima. In un messaggio pobblicato su X, l'ambasciata di Israele in Francia si dice ''costernata'' per quanto accaduto. 

Nyt: "Ok di Trump a una delle più grandi vendite di armi a Israele"

Il presidente americano, Donald Trump ha approvato un pacchetto di vendita di armi a Israele per un valore di 2,8 miliardi di dollari, incluse 40 mila bombe da una tonnellata. Lo scrive il New York Times confermando la notizia anticipata ieri dal Washington Post. Il pacchetto comprende anche ventimila testate penetranti. Secondo il Nyt si tratta una delle più grandi forniture di munizioni americane a Israele nonostante il calo del sostegno dell'opinione pubblica statunitense nei confronti del Paese. La vendita includerebbe 40.000 bombe da una tonnellata, il cui utilizzo da parte di Israele a Gaza e in Libano ha suscitato indignazione internazionale a causa dei danni alla popolazione civile provocati dall'ampio raggio d'azione dell'esplosione. Il pacchetto include 20.000 bombe statunitensi MK-84 da 2.000 libbre e 20.000 BLU-117 da 2.000 libbre e la fornitura a Israele di 20.000 testate perforanti I-2000, in grado di esplodere con ritardo dopo aver penetrato una superficie esterna come terreno, roccia o cemento. Il Dipartimento di Stato ha inviato la proposta a due commissioni del Congresso per ottenere un'approvazione informale, ha dichiarato un funzionario statunitense al Nyt. A metà del 2024, l'amministrazione Biden aveva sospeso una spedizione di bombe da 2.000 libbre (circa 900 kg) a Israele a causa delle preoccupazioni relative al loro utilizzo in aree civili densamente popolate. Trump aveva invece autorizzato la spedizione pochi giorni dopo il suo insediamento, lo scorso gennaio. 

Araghchi: "A favore di soluzioni diplomatiche che garantiscano i diritti dell'Iran"

"La Repubblica Islamica d'Iran, pur essendo pienamente preparata a difendere con forza la sua sovranità nazionale, l'integrità territoriale e la sicurezza e gli interessi nazionali dell'Iran contro gli aggressori, accoglie con favore le soluzioni diplomatiche che garantiscano i diritti del popolo iraniano". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in occasione dell'incontro con l'omologo cinese Wang Yi. Secondo quanto riportato dallo stesso ministro iraniano sui social, Araghchi ha affermato che le condizioni nella regione "sono cambiate radicalmente dopo la guerra di aggressione contro l'Iran" e ha menzionato "le ripetute violazioni degli impegni da parte della parte americana". "Pur ribadendo i nostri principi e difendendo i diritti legittimi del popolo iraniano, auspichiamo un ritorno alla calma nella regione e relazioni amichevoli e pacifiche con i nostri vicini e, in questo contesto, abbiamo avviato colloqui con i paesi della regione", ha affermato. 

Yemen, milizie filo-governative: "Inflitti gravi danni agli Houthi"

Una milizia yemenita filo-governativa riferisce di aver inflitto gravi perdite agli Houthi negli scontri vicino a Bab al-Mandeb. Le "Southern Giants Forces", schierate con il governo yemenita, affermano di essere impegnate in combattimenti contro le forze Houthi sul fronte di Kahboub, nei pressi dello stretto di Bab al Mandeb. In un post sui social media, le forze filo-governative dichiarano di aver inflitto ingenti perdite in termini di uomini e mezzi alle forze Houthi. 

Sky Cube - Quando finirà la corsa di gas e benzina? VIDEO

Israele: "Pronti a lanciare raid aerei in Libano nelle prossime ore"

Le autorità locali nel nord di Israele hanno annunciato che l'aviazione israeliana lancerà una serie di raid aerei in Libano nelle prossime ore, avvertendo i residenti che si sentiranno esplosioni in tutta la zona. Lo scrive Haaretz. "Si prega di notare che nelle prossime ore i caccia effettueranno una serie di attacchi sul fronte libanese", ha dichiarato il Consiglio regionale di Ma'ale Yosef in un avviso ai suoi residenti. "A seguito delle attività delle Forze di Difesa Israeliane, si udiranno forti esplosioni in tutta la Galilea occidentale, nella Galilea superiore centrale, nella valle di Hula e sulla cresta di Ramim, e forse anche nelle alture del Golan settentrionale." Anche la città di Kiryat Shmona ha avvertito i suoi residenti di aspettarsi rumori di esplosioni, aggiungendo che "non sono state fornite istruzioni particolari al pubblico". 

Guterres: "In Medio Oriente de-escalation deve essere priorità assoluta"

"In questo momento critico per il Medio Oriente, la de-escalation deve essere la priorità assoluta. Tutte le parti devono cessare qualsiasi azione che rechi danno ai civili e garantire che le operazioni umanitarie possano svolgersi in sicurezza e senza ostacoli. I diritti e le libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e in quello di Bab el-Mandeb, nonché nelle aree circostanti, devono essere pienamente ripristinati e rispettati da tutti, in conformità con il diritto internazionale. L'unica via da seguire è quella della de-escalation, della diplomazia e del dialogo". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. 

Media: "Diversi palestinesi feriti nei raid israeliani nel sud di Gaza"

"Diversi palestinesi, tra cui donne e bambini, sono rimasti feriti oggi in attacchi di droni israeliani che hanno preso di mira una tenda nella zona di Al-Mawasi ad Al-Qarara, a ovest di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza". Lo scrive l'agenzia Wafa. 

Gaza, crolla edificio: soccorritori cercano dispersi. VIDEO

Un edificio residenziale è crollato nella città di Gaza dopo essere stato bombardato da Israele. La Protezione civile e alcuni civili hanno avviato le operazioni di soccorso per raggiungere le persone che potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Diverse persone risultano disperse e le ricerche sono ancora in corso.

Nuovo ordine di Hegseth: solo "i belli" invitati al discorso sullo stato dell'esercito

La crociata di Pete Hegseth contro i soldati "barbuti" e "grassi" è passata al livello successivo. Al discorso sullo Stato delle forze armate che il capo del Pentagono terrà il 30 settembre saranno infatti invitati i belli. Secondo il Wall Street Journal, il segretario ha chiesto ai vertici militari di selezionare soldati che soddisfano specifici requisiti relativi al rapporto tra circonferenza vita e altezza e che mostrano standard di cura della persona "impeccabili". Tuttavia, neanche queste caratteristiche garantiranno l'accesso. I candidati parteciperanno ad una sessione di allenamento con Hegseth e poi dovranno dimostrare "doti di leadership, carattere ed eccellenza all'interno dei rispettivi reparti". Non solo, in un email interna del dipartimento della Difesa si sottolinea che tra i requisiti necessari devono esserci, inoltre, "chiarezza comunicativa e capacità di giudizio sotto pressione" e infine che i candidati "fungano da modelli di riferimento per i propri pari e subordinati". 

Bimbo 5 anni ucciso in raid Idf, era in fila per acqua

Un bambino di 5 anni è rimasto ucciso in un attacco delle forze israeliane su una fila di persone in fila per prendere acqua da un impianto di dissalazione al centro della Striscia di Gaza. Lo hanno riportato fonti sanitarie dell'enclave palestinese. Secondo l'ospedale Al Awda di Gaza, il bombardamento dell'Idf con droni è avvenuto lungo la via Salah al Din, che attraversa la Striscia da nord a sud, vicino al campo per sfollati di Al Rih. Oltre al piccolo, Odai al Mureidi, nel raid è morto anche un uomo e diverse persone sono rimaste ferite. 

Fox News: "Nave Usa colpita a Hormuz giorni fa, ci sono feriti"

Una nave noleggiata dagli Stati Uniti è stata centrata di recente da un drone iraniano nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto Trey Yingst, giornalista di Fox News con solidi agganci nell'amministrazione americana, tanto da avere intervistato più volte il presidente Donald Trump. Yingst non ha specificato la data dell'attacco e si è limitato a scrivere su X che si è verificato "all'inizio di questa settimana". Nel bombardamento le forze iraniane hanno utilizzato almeno un missile e quattro droni. Uno dei proiettili ha centrato la nave. Alcune delle persone a bordo hanno riportato "ferite lievi" e intossicazioni da fumo, e ora "sono in cura in un Paese del Golfo". Sull'imbarcazione, ha poi rivelato, "c'era anche personale statunitense", espressione di solito usata per indicare militari. 

Tajani: "Sanzioni a coloni efficaci solo in quadro Ue"

Infliggere sanzioni di livello nazionale contro gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania rischia di rivelarsi inefficace e per questo l'Italia sostiene misure di questo tipo solo nel quadro dell'Unione Europea. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il question time alla Camera. "Sulle misure restrittive continuiamo a confrontarci con i partner europei", ha affermato il vicepremier, "solo una risposta europea può funzionare, senza colpire indiscriminatamente la società civile israeliana per non favorire gli estremisti". "Nessuno può giustificare le violenze dei coloni, il problema è come reagire in modo efficace", ha detto ancora Tajani, "l'Unione Europea ha una politica commerciale integrata: per colpire in modo efficace e mirato servono misure a livello europeo, misure nazionali come quelle adottate da altri Paesi, poggiano su basi giuridiche deboli e c'è il rischio che abbiano effetti limitati e aggirabili".

Tajani: "Mantenere il dialogo con Teheran per far valere le nostre posizioni"

"Lo scorso 12 agosto abbiamo sottoscritto, insieme ai nostri partner, una dichiarazione congiunta che ha condannato con la massima fermezza la prosecuzione delle esecuzioni dei manifestanti, esortando le autorità iraniane a porre immediatamente fine al ricorso alla pena di morte e a rilasciare tutte le persone detenute arbitrariamente. Al tempo stesso, riteniamo sia opportuno mantenere aperto con Teheran un dialogo fermo sui principi. Non è accondiscendenza, ma il modo per far valere le nostre posizioni e chiedere gesti concreti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del question time alla Camera. 

Tajani: "In prima linea per i civili palestinesi, ieri giunti in Italia 25 studenti"

"L'Italia continua ad essere in prima linea nel sostegno alla popolazione civile palestinese anche attraverso la formazione della futura classe dirigente, contribuendo così alla ripartenza e alla costruzione di istituzioni solide. Proprio ieri sono giunti in Italia altri 25 studenti attraverso i corridoi universitari. Sono ormai più di 270 le ragazze e i ragazzi accolti nell'ultimo anno nel nostro Paese per studiare nelle nostre università". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del question time alla Camera. 

Svezia convoca ambasciatore Teheran e espelle dipendente ambasciata

La Svezia ha annunciato di aver convocato l'ambasciatore iraniano e di aver ordinato l'espulsione di un dipendente dell'ambasciata a causa di "attività incompatibili con la Convenzione di Vienna" sulle relazioni diplomatiche, secondo quanto riportato in un comunicato del governo.

"Sappiamo che l'Iran da tempo conduce attività in e contro la Svezia, prendendo di mira sia coloro che si oppongono al regime iraniano sia vari interessi ebraici e israeliani nel nostro Paese", ha dichiarato il Ministro della Giustizia Gunnar Strömmer in un comunicato, deplorando che tali azioni siano state compiute in particolare da reti criminali. 

Riad condanna "vile attacco terroristico" contro La Mecca, Houthi negano

L'Arabia Saudita ha condannato il "vile attacco terroristico" sferrato ieri contro la città santa della Mecca dagli Houthi dello Yemen. Un'accusa, quella di Riad, che i combattenti filo-iraniani hanno smentito. La monarchia del Golfo "ribadisce il proprio diritto legittimo ad adottare tutte le misure necessarie per difendere la sicurezza delle due Sacre Moschee, dei pellegrini, nonché dell'intero territorio saudita, dei suoi cittadini e dei residenti", ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri in un comunicato.

Ministro degli Esteri turco Fidan sente l'omologo iraniano Araghchi

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto oggi un colloquio telefonico con l'omologo iraniano, Abbas Araghchi. "Nel corso della conversazione sono stati discussi gli sviluppi attuali relativi ai recenti attacchi e ai negoziati in corso", hanno affermato fonti nel ministero degli Esteri di Ankara, mentre Fidan ieri aveva chiesto che venisse permesso l'attraversamento sicuro dello Stretto di Hormuz, lanciando un appello per la fine degli attacchi nell'area e per il ritorno al tavolo negoziale.

'Incontro Houthi-Usa in Oman: impegno a non attaccare navi americane e israeliane

Funzionari statunitensi hanno incontrato rappresentanti degli Houthi yemeniti in Oman nel fine settimana, pochi giorni dopo che la milizia sostenuta dall'Iran aveva conquistato un tratto strategico della costa del Mar Rosso. Lo scrive Reuters - rilanciata dal Times of Israel - citando cinque fonti informate. L'incontro, che non è stato reso pubblico, si è tenuto presso l'ambasciata statunitense a Muscat. Due fonti affermano che il governo dell'Oman, mediatore regionale, ha contribuito a organizzare l'incontro. Durante l'incontro, avvenuto - secondo una fonte - domenica, gli Houthi hanno riferito ai funzionari statunitensi di non avere alcuna intenzione di attaccare navi americane e di essere impegnati a rispettare il cessate il fuoco concordato con gli Usa nel 2025. Una delle fonti, di nazionalità yemenita, afferma che la milizia ha anche dichiarato che non attaccherà navi israeliane o altre imbarcazioni commerciali, ad eccezione di quelle appartenenti all'Arabia Saudita. Secondo due delle fonti, la delegazione statunitense era composta da personale dell'ambasciata. Una di queste fonti riferisce che la delegazione Houthi includeva un alto funzionario di stanza a Muscat, Mohammad Abdulsalam, attualmente soggetto a sanzioni statunitensi. Un'altra fonte ha riferito anche la presenza di un altro alto esponente Houthi, Abdelmalik al-Ajiri. 

Houthi: attaccata base aerea e impianti Aramco in Arabia

Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo ha attaccato una base aerea a Khamis Mushait e gli impianti di Aramco a Yanbu. L'Arabia Saudita non ha confermato nessuno dei due attacchi. 

Lega Araba contro Houthi: "Minacciare sicurezza della Mecca è di estrema gravità"

Il segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, ha condannato il presunto tentato attacco alla città della Mecca in Arabia Saudita, attribuito agli Houthi dello Yemen, che hanno categoricamente respinto l'accusa. "Minacciare la sicurezza della Mecca e la sacralità dei luoghi santi dell'Islam costituisce un fatto di estrema gravità", ha dichiarato in un comunicato, esprimendo soddisfazione per il fatto che l'aeronautica saudita abbia intercettato il drone ostile.

Iran, a 4 anni dalla morte rivivono sul web il volto e la voce di Mahsa

A quattro anni di distanza dalla sua morte per mano del regime di Teheran, Mahsa 'Jina' Amini torna a vivere nelle immagini e nel suono della sua voce, pubblicati sui social da IranWire, testata internazionale degli iraniani all'estero. IranWire ha ottenuto e pubblicato un video presentato come il provino per un film della giovane iraniana che nel settembre del 2022 fu arrestata a Teheran perché indossava il velo in modo scorretto. Catturata da una pattuglia, la 22enne di famiglia curda originaria di Saqqez era caduta in coma nel centro di detenzione di Vazra e poche ore dopo era stata ricoverata all'ospedale Kasri, ricorda la testata. Dopo tre giorni era morta. Le proteste per la sua uccisione, scandite dallo slogan 'Donna vita libertà', si diffusero in tutto il mondo. 

Yemen, media: funzionari Usa hanno incontrato Houthi in Oman

Alti funzionari americani hanno incontrato rappresentanti dei miliziani yemeniti Houthi lo scorso fine settimana in Oman. Lo riporta il sito di Ynet citando la Reuters e precisando che l'incontro è avvenuto dopo l'escalation militare degli Houthi nel Mar Rosso.  Secondo fonti informate, durante i colloqui i funzionari americani hanno garantito che non verranno attaccati obiettivi degli Houthi nei territori da loro controllati in Yemen, né verrà fornito dagli Usa supporto aereo alle forze sostenute dall'Arabia Saudita. In cambio, gli Houthi si sarebbero impegnati a mantenere aperto alla navigazione internazionale il valico di Bab el-Mandeb.

Netanyahu contro il film "Naza": "Intollerabile incitare all'antisemitismo dall'interno"

L'Idf ordina un'indagine sulla fuga di notizie: il film premiato a Venezia accusato di diffondere "calunnie" e gravi false accuse contro soldati e comandanti israeliani. Allo studio il possibile coinvolgimento di individui nella divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella realizzazione del progetto.

Naza, Netanyahu: intollerabile incitare all'antisemitismo dall'interno

Naza, Netanyahu: intollerabile incitare all'antisemitismo dall'interno

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Greta Thunberg attacca Ed Sheeran: "C'è una sola vittima, il popolo palestinese"

L'attivista svedese Greta Thunberg insieme al gruppo Humanti Project hanno criticato la superstar britannica Ed Sheeran dopo che il rapper Macklemore è stato escluso dal tour di Sheeran per aver espresso posizioni filo-palestinesi durante un'esibizione. Lo riporta il Times Of Israel. "Ed, qui c'è una sola vittima: il popolo palestinese", afferma Thunberg in un post su Instagram. Sheeran ha negato di essere il responsabile della decisione di allontanare Macklemore, attribuendola all'organizzatore del tour, ma diversi artisti di supporto hanno annunciato il loro ritiro dal tour stesso. 

Araghchi: "Non vogliamo continuare guerra con Usa, per noi intesa è in vigore"

''L'Iran non ha interesse nel continuare il conflitto con gli Stati Uniti e auspica il ritorno a una soluzione diplomatica'' della crisi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante il suo incontro a Pechino con l'omologo cinese Wang Yi.

''Per l'Iran il memorandum di intesa con l'America resta in vigore'', ha affermato Araghchi riferendosi al documento firmato lo scorso 17 giugno, aggiungendo che ''l'Iran vuole il ritorno a una soluzione pacifica''.

Guerra Yemen: Houthi rivendicano abbattimento caccia saudita

Protezione civile Gaza: il bilancio delle vittime del palazzo crollato sale a 20

È salito a 20, di cui 5 bambini, il bilancio delle vittime del crollo di un edificio a Gaza. Lo rende noto la France Presse citando fonti dei soccorritori. Un portavoce della Protezione Civile ha dichiarato ad Al-Jazeera che l'edificio ospitava circa 100 persone - per metà bambini - di cui al momento non si hanno notizie. La struttura accoglieva 10 famiglie, costrette a vivervi nonostante le condizioni di insicurezza in seguito ai bombardamenti israeliani.

Pechino: pronti a salvaguardare i diritti di Teheran

La Cina esorta Iran e Usa a mantenere un approccio "razionale" nel conflitto in Medio Oriente e si dichiara pronta a "salvaguardare" i diritti dell'Iran. Lo riferiscono le informazioni diffuse oggi sul colloquio a Pechino tra il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e il suo omologo iraniano Abbas Aragchi. "La Cina è disposta a rafforzare il dialogo e la cooperazione con l'Iran e a salvaguardare i legittimi diritti e interessi dell'Iran", ha detto Wang ad Araghchi durante l'incontro nella capitale cinese. "Incoraggiamo Iran e Usa a mantenere razionalità e moderazione", ha aggiunto.

Autorità Gaza: "Vittime crollo salgono a 14, responsabile è Israele"

Il bilancio delle vittime del crollo di un edificio che ospitava sfollati a Gaza City è salito a 14, tra cui cinque bambini. Lo riferisce la Protezione civile di Gaza, riportata da Al-Jazeera. Le autorità di Gaza, scrive ancora la testata araba, hanno attribuito a Israele la responsabilità del crollo mortale che "aggrava la catastrofe umanitaria" nella Striscia. "Riteniamo l'occupazione e la comunità internazionale pienamente responsabili", si legge in una nota. In tutta la Striscia, aggiunge la dichiarazione, circa 8.500 persone risultano disperse sotto le macerie di edifici crollati, mentre migliaia continuano ad abitare strutture pericolanti. "Chiediamo a tutti i paesi del mondo, nonché alle organizzazioni internazionali e dell'Onu, di intervenire immediatamente per porre fine all'ingiusto assedio della Striscia di Gaza, aprire tutti i valichi e consentire l'ingresso immediato di attrezzature e forniture per i soccorsi e la protezione civile, oltre a tutto ciò che è urgente ed essenziale per l'assistenza umanitaria nella Striscia", conclude la dichiarazione. 

Peggiora il bilancio delle vittime del crollo di un edificio a Gaza, 14 i morti tra cui 5 bambini

Il bilancio delle vittime del crollo dell'edificio che ospitava sfollati a Gaza City è salito a 14, tra cui cinque bambini. Lo ha riferito la Protezione Civile di della Striscia. Intanto, le autorità dell'enclave hanno attribuito a Israele la responsabilità dell'incidente. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio stampa, il governo di Gaza ha affermato che il crollo dell'edificio "aggrava la catastrofe umanitaria" nella Striscia. "Riteniamo l'occupazione e la comunità internazionale pienamente responsabili", si legge nella dichiarazione. L'edificio era stato colpito durante la guerra di Israele contro Gaza e, secondo le autorità, decine di vittime, tra cui donne e bambini, rimangono sepolte sotto le macerie.

In tutta la Striscia, prosegue il comunicato, circa 8.500 persone risultano ancora disperse sotto le macerie degli edifici crollati, mentre migliaia continuano ad abitare in strutture pericolanti. "Chiediamo a tutti i paesi del mondo e alle organizzazioni internazionali e delle Nazioni Unite di intervenire immediatamente per porre fine all'ingiusto assedio della Striscia di Gaza, aprire tutti i valichi e consentire l'ingresso immediato di attrezzature e rifornimenti per i soccorsi e la protezione civile, oltre a soddisfare tutti i bisogni umanitari e di assistenza urgenti ed essenziali della Striscia di Gaza", conclude la dichiarazione.

Gaza, crolla nella notte palazzo a più piani: 11 morti, decine di bambini sotto le macerie

L'edificio, pesantemente danneggiato dai raid israeliani, ospitava decine di sfollati palestinesi. Tra le vittime accertate ci sono anche cinque bambini, ma il numero delle vittime sembra destinato a crescere col passare delle ore. Soccorritori in azione per estrarre i superstiti dalle macerie, ma Israele ostacola l'ingresso di mezzi pesanti. La Protezione civile: almeno altri 2mila edifici pericolanti nella Striscia

Crolla palazzo a Gaza: 11 morti e decine di bambini sotto le macerie

Crolla palazzo a Gaza: 11 morti e decine di bambini sotto le macerie

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Premier del Pakistan dice di condannare il presunto tentato attacco alla Mecca

Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato su X di "condannare con la massima fermezza" il presunto tentativo di attaccare con un drone la Mecca di cui l'Arabia Saudita accusa gli Houthi, che da parte loro però respingono le imputazioni e definiscono "menzogne" le accuse di Riad. "Condanno con la massima fermezza il vile e ignobile tentativo di attacco con droni contro il luogo santo della Mecca", ha dichiarato il premier pachistano. "Il popolo pakistano è addolorato e turbato da questo atto ignobile. Non esistono parole sufficienti a esprimere la profonda angoscia e il dolore che proviamo di fronte a questo gesto riprovevole e imperdonabile", ha affermato ancora Shehbaz Sharif. 

Von der Leyen: "Doloroso vedere i 27 Ue senza maggioranza su Israele"

"Le profonde sofferenze a Gaza e la violenza incontrollata dei coloni in Cisgiordania hanno profondamente colpito gli europei. La decisione del governo israeliano di portare avanti il progetto illegale di insediamento E1 è inaccettabile. L'anno scorso ho esortato l'Europa ad agire, proponendo una serie di misure. È doloroso per molti europei che gli Stati membri non siano riusciti a raggiungere le maggioranze necessarie per una risposta unitaria. Alcuni Stati membri hanno già intrapreso iniziative in tal senso. Altri stanno valutando di farlo". Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen allo Stato dell'Unione. 

Gaza: "2.000 edifici a rischio crollo nella Striscia, ma popolazione non ha alternative"

Circa 2.000 edifici nelle aree abitate della Striscia di Gaza si trovano in condizioni strutturali precarie e i residenti non possono abbandonarli per mancanza di alloggi alternativi. Lo ha sottolineato la protezione civile dell'enclave, dopo il crollo dell'edificio a Gaza City, danneggiato da Israele durante la guerra, in cui hanno perso la vita almeno 11 persone, mentre altre 100, la metà delle quali bambini, sarebbero ancora sotto le macerie.

Anniversario Mahsa Amini, sua città natale militarizzata

Nel quarto anniversario della morte in custodia della polizia morale iraniana della giovane curda Mahsa Jina Amini, le organizzazioni per i diritti umani riferiscono di una massiccia militarizzazione della sua città natale, Saqqez, nel Kurdistan iraniano. Secondo fonti di Hengaw - Ong indipendente con sede in Norvegia e che si occupa di documentare le violazioni dei diritti umani in Iran - ingenti contingenti delle forze governative sono stati dispiegati in tutta la citta'. Filmati pervenuti all'organizzazione mostrano convogli militari in transito da Divandarreh verso Saqqez nella giornata di ieri. Il timore delle autorità è che l'anniversario sia la scintilla per nuove proteste e manifestazioni: la 'Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano' ha convocato per oggi uno sciopero generale in tutte le città del Kurdistan, chiedendo la chiusura delle attività commerciali. Intanto, per il terzo anno consecutivo, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica ha ordinato il rilascio di acqua dalla diga di Cheragh Veys, a Saqqez, allo scopo di rendere impraticabili le vie secondarie che conducono al cimitero di Aychi, dove e' sepolta Amini, nel tentativo di impedire eventuali assembramenti. Mahsa Jina Amini è morta all'età di 22 anni il 16 settembre in un ospedale di Teheran, mentre era in custodia della polizia morale che l'aveva fermata con l'accusa di non indossare correttamente il velo obbligatorio. La sua morte ha scatenato vaste proteste che, al grido di "Donna, Vita, Libertà", chiedevano la fine della Repubblica islamica. Le manifestazioni si fermarono solo in seguito a una repressione brutale che causo' 500 morti e 22.000 arresti. Tuttavia, anche dopo la fine delle proteste di piazza, è persistita una forma di disobbedienza civile nel Paese: le donne si rifiutano di coprire i capelli pur rischiando arresti e sanzioni. Verso la fine del 2024, il governo ha annunciato la sospensione dell'applicazione delle leggi che puniscono il mancato uso del velo; da allora, le donne hanno conquistato una crescente libertà nella scelta del proprio abbigliamento anche se l'obbligo dell'hijab - tra i pilastri della Repubblica islamica - è ancora in vigore. Il regime iraniano continua a mantenere leggi che limitano fortemente discriminatorie per le donne tanto che per il Paese si parla di "apartheid di genere". Per esempio, le donne sposate devono ottenere il permesso del marito per studiare, lavorare o ottenere un passaporto. Negli ultimi mesi, infine, sono state inflitte anche dure condanne contro delle donne: è il caso della cantante Parastoo Ahmadi, condannata a 74 frustate per aver tenuto un concerto online senza indossare il velo.

Vance: "Non possiamo permettere nostra politica estera sia asservita a Israele"

"Abbiamo molte partnership importanti nella Nato, ma questo non significa che renderemo completamente la nostra politica estera europea asservita alla Nato, così come non possiamo permettere che la nostra politica estera in Medio Oriente sia asservita allo Stato di Israele". Così il vicepresidente Usa JD Vance, a una conferenza organizzata da All-In Podcast, ripresa dal Times of Israel, ad un mese dalle elezioni in Israele. "Collaboreremo con le persone - afferma Vance - quando sarà necessario, saremo in disaccordo quando non lo saremo. E perseguiremo gli interessi dell'America. Questo è l'unico modo per avere una politica estera razionale". "Ovviamente Israele - afferma il vicepresidente Usa - è stato un partner importante per quanto riguarda la tecnologia militare e la condivisione di informazioni di intelligence, ma a volte gli Stati Uniti non sono d'accordo con Israele. Donald Trump è l'unico presidente degli ultimi 40 anni ad essere stato disposto a dire 'Io e Netanyahu abbiamo un'opinione diversa su questo', oppure 'Netanyahu ha torto su questo'".

Cbs pubblica foto dei "vasti danni" alle basi Usa in Medio Oriente

Nuove foto ottenute in esclusiva dalla Cbs rivelano per la prima volta la vasta portata dei danni e della distruzione subiti da edifici e veicoli in diverse postazioni statunitensi in Medio Oriente, a seguito degli attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran. Le foto sono state pubblicate dal sito della testata Usa, che le ha ottenute da militari in servizio, che hanno richiesto l'anonimato. "Si tratta di danni ingenti alle nostre basi, di cui l'opinione pubblica americana non è stata informata - ha dichiarato alla Cbs News un militare dislocato nell'area - È come stare lì a occhi chiusi mentre si incassano pugni in pieno volto. Non si tratta di singoli elementi che riescono a passare", ha aggiunto facendo riferimento all'espressione usata dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth dopo l'attacco del 1° marzo al porto di Shuaiba, in Kuwait, costato la vita a sei soldati statunitensi - Non stiamo difendendo queste basi. Stiamo solo a guardare mentre vengono distrutte". Una delle foto, scattata presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, mostra l'impatto diretto sulla parte posteriore di un Boeing E-3 Sentry: la coda appare staccata dalla fusoliera carbonizzata che ospitava anche il radar rotante, strumento essenziale per la raccolta di informazioni in volo. Altre foto scattate nella base mostrano edifici e baracche sventrati. Immagini simili giungono da Camp Buehring, in Kuwait, importante base di schieramento per le truppe di terra, i veicoli corazzati e alcuni velivoli dell'esercito statunitense; la base è situata in una remota zona desertica, ben a nord-ovest di Kuwait City. Il Pentagono non ha risposto a una richiesta di commento della Cbs. 

Cnn: "Satelliti russi su base Usa in Arabia, hanno aiutato raid Teheran"

Quattordici satelliti spia russi sono transitati sopra una base militare statunitense in Arabia Saudita due giorni prima di un devastante attacco da parte dell'Iran. E' quanto scrive la Cnn. La tempistica e la sequenza dei movimenti dei satelliti hanno garantito l'accesso a un'ampia gamma di dati che, secondo funzionari statunitensi e fonti dell'intelligence internazionale, hanno aiutato Teheran a condurre alcuni dei suoi attacchi più precisi contro obiettivi americani.

Protezione Civile Gaza: "Altri 2.000 palazzi pericolanti nella Striscia"

"Circa 2.000 edifici nelle aree abitate della Striscia di Gaza versano in condizioni strutturali precarie" come quelle dell'edificio crollato nella notte, ma i residenti sono  "impossibilitati ad abbandonarli a causa della mancanza di sistemazioni alternative". Lo ha detto parlando alla stampa un portavoce della Protezione Civile palestinese, citato dai media arabi. Secondo un reporter di Al-Jazeera, che si trova sul posto, anche il palazzo crollato nella notte - 11 morti il bilancio provvisorio - era stato "parzialmente danneggiato" dagli attacchi israeliani ma "i palestinesi che vi abitavano non avevano altra scelta se non quella di ripararsi all'interno". 

Le operazioni di soccorso dopo il crollo a Gaza

Le operazioni di soccorso si stanno svolgendo in coordinamento con la Municipalità di Gaza, il Comitato egiziano, l'Autorità araba e il Comitato internazionale della Croce Rossa, spiega ancora Al-Jazeera. Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo sta sostenendo le operazioni di ricerca. "Sotto questo edificio ci sono circa 100 corpi, o meglio 100 persone di cui non si conosce la sorte", ha dichiarato un portavoce della protezione civile parlando ai media. "Chiediamo con urgenza le attrezzature necessarie per le operazioni di recupero", ha affermato. 

Protezione Civile Gaza: "Almeno 50 bambini sotto le macerie dell'edifico crollato"

Secondo la Protezione civile palestinese, contattata da Al-Jazeera, almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l'edificio, tra cui circa 50 bambini. Tutti stanno cercando di reperire qualsiasi attrezzatura possibile per aiutare a recuperare le vittime. L'edificio è crollato intorno all'una di notte, mentre le persone all'interno dormivano. "Possiamo sentire le voci dei cittadini sotto le macerie e le nostre squadre stanno cercando di raggiungerli - dice il portavoce alla testata araba - ma l'occupazione (gli israeliani, ndr) si rifiuta di consentire l'ingresso di mezzi pesanti nella Striscia di Gaza". 

Media: "Almeno 11 morti e 50 bambini tra le 100 persone intrappolate in crollo edificio a Gaza"

Sono 11 le persone senza vita recuperate finora dalle macerie dell'edificio crollato a Gaza City. Almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l'edificio, fra queste ci sono almeno 50 bambini, secondo quanto riferito ad al Jazeera dalla Protezione civile della Striscia. I soccorritori sono riusciti a estrarre vive dalle macerie 12 persone. L'edificio, che era stato colpito durante la guerra, è crollato intorno all'una di notte, mentre le persone all'interno dormivano.

Media: "Almeno 11 morti e 50 bambini tra le 100 persone intrappolate in crollo edificio a Gaza"

Sono 11 le persone senza vita recuperate finora dalle macerie dell'edificio crollato a Gaza City. Almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l'edificio, fra queste ci sono almeno 50 bambini, secondo quanto riferito ad al Jazeera dalla Protezione civile della Striscia. I soccorritori sono riusciti a estrarre vive dalle macerie 12 persone. L'edificio, che era stato colpito durante la guerra, è crollato intorno all'una di notte, mentre le persone all'interno dormivano.

Yemen, Pakistan condanna il "vile e odioso" attacco alla Mecca

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha condannato "con la massima fermezza l'attacco vile e odioso" alla Mecca, attribuito dai membri di una coalizione a guida saudita ai ribelli Houthi dello Yemen. "Il popolo pakistano è addolorato e turbato da questo atto ignobile", ha dichiarato su X. Gli Houthi hanno negato di aver attaccato la città santa dell'Islam.

Media Iran: "Abbattuto drone statunitense sull'isola di Qeshm"

Un drone MQ-9 dell'esercito statunitense sarebbe stato intercettato e distrutto alle 2:29 di questa mattina sull'isola di Qeshm: è quanto afferma la tv di Stato iraniana Irib. Si tratterebbe, secondo Irib, del 52° MQ-9 abbattuto dalla difesa aerea iraniana. 

Squadre di soccorso in azione a Gaza dopo il crollo di un edificio

Filmati verificati da Al-Jazeera a Gaza mostrano squadre di soccorso intente a estrarre bambini piccoli dalle macerie, lavorando fianco a fianco con i residenti che hanno scavato a mani nude fino all'alba. Secondo i testimoni e i filmati verificati, si potevano udire le grida di aiuto dei bambini provenire da sotto il cemento, mentre le squadre della protezione civile faticavano a raggiungere le persone rimaste sepolte all'interno. Un altro video mostra una bambina estratta viva dalle rovine e diversi sopravvissuti che emergono dalle macerie - tra cui bambini piccoli che apparivano senza fiato - prima di essere trasportati via in ambulanza. L'edificio, stando a testimoni locali, era a più piani. Sotto le macerie ci sarebbero sei famiglie. 

Crollo palazzo Gaza, 11 morti di cui 5 bambini, si scava tra le macerie

E' salito a 11 il bilancio delle vittime del crollo di un edificio che ospitava palestinesi sfollati a ovest di Gaza City. Tra le vittime ci sono anche 5 bambini, mentre decine di persone risultano ancora disperse. Proseguono le operazioni di soccorso. Lo riferisce la Protezione civile palestinese, citata da Al-Jazeera. L'edificio, che ospitava circa 70 sfollati palestinesi, aveva già subito danni a causa dei bombardamenti israeliani. 

Araghchi arrivato a Pechino, colloqui con l'omologo Wang

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghachi, e' arrivato a Pechino dove è stato ricevuto dall'omologo cinese, Wang Yi. Come riporta la tv di Stato iraniana, i due hanno iniziato i colloqui con le delegazioni incentrati su temi dell'agenda bilaterale e regionale. L'ultima visita di Araghchi a Pechino risale a maggio, poco prima del viaggio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Cina. Anche in questo caso, la missione del capo della diplomazia di Teheran precede di poco l'incontro previsto tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, che si terrà a Washington il 24 settembre. Sebbene la Cina desideri porre fine a una guerra che ha sconvolto i mercati finanziari ed energetici, come da tradizione ha evitato di inserirsi nel conflitto o di impegnarsi in iniziative diplomatiche potenzialmente fallimentari. Oltre che dello Stretto di Hormuz e di Medio Oriente, i colloqui tra Araghchi e Wang dovrebbero trattare anche la questione del nucleare iraniano.

Houthi: "Noi non minacciamo luoghi sacri, sono i sauditi che profanano la Mecca"

"Le calunnie e le menzogne che il regime criminale degli Al Saud diffonde riguardo al presunto attacco alla Santa Mecca non inganneranno nessuno, poiché sono essi a profanarla con la dissolutezza, la depravazione e l'importazione di prostitute, e non esiste dal Yemen alcuna minaccia per i luoghi sacri". E' quanto si legge in un comunicato del portavoce militare degli Houthi Yahya Saree, diffuso su X. "Le nostre operazioni - afferma il militare - colpiscono i suoi impianti petroliferi e le sue basi militari, che sono lontanissime dai sentimenti sacri". 

Coalizione saudita anti-Houthi: "La sicurezza della Mecca è una linea rossa"

La coalizione a guida saudita che combatte contro gli Houthi in Yemen e che ha accusato i ribelli di aver preso di mira la Mecca, città santa dell'Islam ha promesso ritorsioni, avvertendo che la sicurezza dei luoghi santi rappresenta una "linea rossa". Lo ha fatto sapere, con un comunicato diffuso su X, il portavoce Turki al-Maliki. "La sicurezza delle Due Sacre Moschee e dei pellegrini è una linea rossa - afferma - il Comando delle Forze Congiunte della Coalizione non esiterà ad adottare le misure necessarie e di deterrenza contro la milizia terroristica Houthi". 

Houthi: "Continueremo a proteggere i cieli del nostro Paese"

"Durante questa settimana - scrive il portavoce militare della milizia yemenita - l'aviazione da guerra saudita ha condotto più di 450 raid aerei con aerei 'F-15' e 'Typhoon' decollati dalle basi di Khamis Mushait e Ta'if, colpendo le province di Taiz, Lahij, Al-Jawf, Hajjah, Marib, Sa'dah e Al-Bayda', causando martiri e feriti tra i civili. Le Forze Armate Yemenite, con l'aiuto e la grazia di Allah - prosegue - sono riuscite ad abbattere un aereo da guerra saudita di tipo F-15 mentre stava compiendo atti ostili a supporto delle sue mobilitazioni militari nei cieli della provincia di Marib, e ciò con un missile terra-aria di fabbricazione locale". "In un contesto collegato - dice ancora - le Forze Armate Yemenite hanno condotto un'operazione di contrasto contro due formazioni da combattimento saudite di tipo F-15 e Typhoon nei cieli della provincia di Marib, e ciò con missili di fabbricazione locale; esse stavano cercando i resti dell'aereo abbattuto e sono state costrette a ritirarsi". "Le Forze Armate Yemenite continueranno a proteggere i cieli del nostro paese e la sua sovranità da qualsiasi aggressione o violazione con tutti i mezzi disponibili, e i cieli dello Yemen non saranno violabili" conclude il militare. 

Houthi: "Abbiamo abbattuto caccia saudita"

Gli Houthi hanno rivendicato questa mattina l'abbattimento di un caccia F-15 saudita nei cieli della provincia di Marib. Ad annunciarlo è un comunicato del portavoce militare Yahya Saree, diffuso su X. Altri aerei da guerra sauditi, afferma l'ufficiale, sarebbero stati costretti ad allontanarsi mentre effettuavano dei voli di ricognizione alla ricerca dei resti del velivolo abbattuto. L'F15 sarebbe stato colpito da un missile terra-aria "di fabbricazione locale". 

Media: "Diverse esplosioni udite sull'isola di Qeshm"

Sono state udite diverse esplosioni sull'isola iraniana di Qeshm. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, che cita fonti locali e aggiunge che le detonazioni sembravano provenire dal mare.

Il ministro degli Esteri sudcoreano diretto negli Usa, sul tavolo accordi e Hormuz

I ministri degli Esteri di Corea del Sud e Usa, Cho Hyun e Marco Rubio, si incontreranno questa settimana a Washington, con gli impegni di investimento di Seul e il possibile ruolo sudcoreano nella sicurezza dello Stretto di Hormuz tra i principali temi sul tavolo. Lo riferisce Yonhap, citando il ministero degli Esteri sudcoreano. Cho sarà a Washington da domani a sabato e incontrerà Rubio venerdì, secondo il ministero. I due discuteranno di relazioni bilaterali, Penisola coreana e questioni regionali e globali. Sarà il primo incontro bilaterale formale in presenza tra i due ministri da febbraio. A luglio avevano avuto un breve colloquio a margine degli incontri dell'Asean a Manila. In una telefonata alla fine di agosto, Cho e Rubio avevano concordato di incontrarsi di persona e di mantenere una stretta comunicazione su cooperazione economica, questione nucleare nordcoreana e crisi in Medio Oriente, riferisce Yonhap. 

Wall Street Journal: "Usa indagano su attacco informatico contro petroliere in transito a Gibilterra"

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti stanno indagando su un attacco informatico iraniano che avrebbe colpito almeno due petroliere dirette negli Stati Uniti attraverso lo Stretto di Gibilterra. Secondo il giornale, l'attacco è avvenuto in agosto e le petroliere trasportavano petrolio e gas. Funzionari statunitensi a conoscenza della vicenda hanno affermato che l'attacco ha destato preoccupazione a Washington, dove si teme che l'Iran stia cercando di estendere il conflitto in Medio Oriente. Lo Stretto di Gibilterra, che collega il Mar Mediterraneo con l'Oceano Atlantico, è un'importante rotta energetica globale, attraversata quotidianamente da circa 300 navi.

Crolla edificio a Gaza, 8 morti e 60 dispersi

Otto persone sono morte e oltre 60 risultano disperse nel crollo di un edificio di sei piani nella città di Gaza. Secondo la Protezione civile palestinese, tra le vittime ci sono alcuni bambini e 15 feriti sono stati estratti dalle macerie. L'edificio "aveva subito danni strutturali a causa di molteplici attacchi israeliani durante la guerra".

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