Da Parigi, fino a Lione e Marsiglia: in tutta la Francia migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere di migliorare il sistema scolastico. Lecornu: "Lezioni nei licei sospese fino a fine settimana". Macron convoca riunione per fare il punto con i ministri
LE PROTESTE
- Terzo giorno di proteste nazionali degli studenti in Francia. Sono diversi i cortei e le manifestazioni in tutto il Paese: il più importante è quello di Place de la République a Parigi, dove si sono registrati scontri tra manifestanti e polizia. Sono almeno 256 mila le persone che hanno manifestato, di cui 56 mila a Parigi per gli Interni. I sindacati annunciano invece 450 mila manifestanti in tutto il Paese, di cui 100 mila a Parigi. Intanto il presidente Macron ha convocato una riunione all'Eliseo per fare il punto con i ministri.
I TAFFERUGLI
- Segnalati tafferugli anche a Lione, dove gruppi di giovanissimi hanno sfidato la polizia nelle strade vicine alla place Guichard e sono stati respinti con lacrimogeni e idranti. A Marsiglia e a Strasburgo, invece, è partito un "corteo selvaggio", cioè non autorizzato (in foto, la manifestazione a Montpellier).
LA MANIFESTAZIONE A PARIGI
- Tornando a Parigi, la prefettura ha comunicato di aver registrato la presenza di un "pre-corteo" di 300 individui "ostili". E ha aggiunto di aver "contenuto fino a Place de la Nation" questo gruppo di "antagonisti".
MINISTRO ISTRUZIONE: “PRIORITÀ ASSOLUTA È PROTEGGERE GLI STUDENTI”
- "La nostra priorità assoluta e proteggere gli studenti'', ha dichiarato il ministro francese dell'Istruzione, Édouard Geffray. Garantendo di ''occuparsi in questo momento'' delle rivendicazioni dei giovani per una scuola migliore, il ministro è tornato ad avvertire: al momento, ha puntualizzato, sono ''215 gli studenti feriti'' dall'inizio delle proteste, in ''grande maggioranza a causa di individui violenti. In questi casi bisogna fermare chi mette in pericolo la vita altrui".
I FERITI TRA I GENDARMI E IL PERSONALE SCOLASTICO
- All'Assemblea Nazionale il primo ministro Sébastien Lecornu ha parlato anche di "85 membri del personale scolastico" che hanno riportato ferite. Questo bilancio è "il più alto degli ultimi decenni nel sistema scolastico nazionale in termini di numero di dipendenti pubblici feriti", ha affermato il primo ministro, che ha condannato una "banalizzazione" della violenza, definendola "inaccettabile". Anche 715 gendarmi e agenti di polizia sono rimasti feriti, molti dei quali vittime di insulti e atti di intimidazione.
SOSPESE LE LEZIONI FINO A FINE SETTIMANA
- Lecornu ha inoltre annunciato la sospensione delle lezioni nei licei francesi fino alla fine della settimana per organizzare un "momento di democrazia interna" con gli studenti. Il Ministro dell'Istruzione nazionale Edouard Geffray "ha deciso di liberare del tempo. A partire da domani mattina, da giovedì e da venerdì, è prevista la completa sospensione delle attività didattiche ordinarie per dedicare uno spazio alla democrazia interna all'interno del liceo", ha affermato il primo ministro.
UNIONE STUDENTI: “10 MILIARDI SUL TAVOLO O PROTESTA CONTINUA”
- "Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo", ha dichiarato ai microfoni di BFMTV la portavoce dell'Union Etudiante, Sabrine Kharbach, ricordando le rivendicazioni di liceali e studenti di Francia. Si chiede di poter "mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell'anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile", ha affermato, aggiungendo: "Chiediamo, soprattutto, di smetterla con il disprezzo".
LE ORIGINI DELLE PROTESTE E LA STIMA DEI DANNI
- Si stimano, secondo i dati dell'associazione Régions de France, ''danni per circa 20 milioni di euro'' dall'inizio delle proteste studentesche in Francia che sono iniziate a settembre e che si sono andate poi espandendo fino ad oggi, arrivando a una mobilitazione più organizzata e nazionale che ha già contato due giornate di manifestazioni nazionali, il 29 settembre e il primo ottobre.
LE RICHIESTE
- Le proteste in origine erano partite da una scuola di Créteil, nella periferia sudorientale di Parigi, dove gli studenti si erano uniti ai loro insegnanti per chiedere più risorse e personale. La campagna, iniziata lo scorso 17 settembre, è diventata virale e ha spinto studenti in tutta la Francia ad aderire all’appello per un intervento del governo contro problemi come classi sovraffollate, assenze degli insegnanti e strutture obsolete.
MÉLENCHON TRA GLI STUDENTI
- A far visita agli studenti in piazza a Parigi si è recato il leader de La France Insoumise (LFI) e candidato alle presidenziali 2027 Jean-Luc Mélenchon. Il primo ministro Lecornu ha accusato LFI di perseguire il "progetto politico" di "mettere a soqquadro il Paese" prima delle elezioni presidenziali e di "seminare il caos" fin dall'inizio del movimento studentesco dei liceali. "La realtà è che siete ambigui riguardo alla violenza, perché la violenza fa parte del vostro progetto politico di destabilizzazione del Paese".