"Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno", ha detto il ministro della Difesa parlando della situazione nello stretto. I servizi di emergenza a Taif sono intervenuti per i danni causati dalla caduta di detriti di un drone Houthi, mentre la milizia rivendica l'abbattimento di un F-15 saudita nei cieli della provincia di Marib
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Donald Trump dovrebbe incontrare i leader del Golfo a margine dell'Assemblea generale dell'Onu a New York, martedì prossimo, per discutere i passi successivi sul conflitto con l'Iran. Lo riporta Axios. È salito ad almeno 21 morti, tra cui 12 bambini, il bilancio del crollo di un edificio di sei piani - precedentemente danneggiato da attacchi israeliani - nella città di Gaza. Lo hanno riferito i soccorritori palestinesi. Gli Houthi hanno rivendicato l'abbattimento di un caccia F-15 saudita nei cieli della provincia di Marib, dopo aver smentito il lancio di un drone contro la città santa della Mecca, definendo "una menzogna" l'accusa mossa dall'Arabia Saudita.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
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- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Pasdaran: colpita una petroliera che cercava di passare Hormuz
Le Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran hanno dichiarato di aver colpito una petroliera battente bandiera del Togo mentre tentava quello che hanno definito un "passaggio illegale" attraverso lo Stretto di Hormuz nella notte. La marina dei pasdaran ha riferito che l'imbarcazione ha preso fuoco ed è stata bloccata in seguito all'attacco. Lo riporta Al Jazeera. I pasdaran hanno ribadito di mantenere il controllo della via d'acqua e che "non permetteranno ad alcun aggressore di attraversarla" in una dichiarazione diffusa dall'agenzia Irna.
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Netanyahu, 'dobbiamo completare la missione e abbattere l'Iran, Hezbollah e Hamas'
Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha inaugurato la campagna elettorale del suo partito, il Likud, con un discorso incentrato sulla sicurezza. Rivolgendosi ai suoi sostenitori a Tel Aviv, il premier ha ribadito che lui e il suo partito "sono gli unici in grado di garantire la sicurezza di Israele". Lo riporta il Times of Israel. "La missione deve essere portata a termine; dobbiamo abbattere il regime iraniano e distruggere completamente Hezbollah e Hamas" ha aggiunto. Netanyahu ha accusato i suoi rivali di voler fare "concessioni territoriali" per garantire la sicurezza e ha indicato la presenza di truppe israeliane in Libano, Siria e Gaza come prova del fatto che "noi acquisiamo territori invece di cederli".
Veto di Russia e Cina all'Onu a risoluzione Usa per monitoraggio del nucleare iraniano
La Russia e la Cina hanno posto, durante il consiglio di sicurezza dell'Onu, il veto alla proposta americana di rinnovare il mandato degli esperti delle Nazioni Unite incaricati di monitorare le sanzioni nucleari all'Iran. L'ambasciatore cinese all'Onu Fu Cong ha esortato il consiglio di sicurezza a evitare "doppi standard e strumentalizzazioni politiche", mentre l'ambasciatore russo Vasily Nebenzya ha condannato quella che ha definito la "strada distruttiva intrapresa dai colleghi occidentali, dettata solo dagli interessi economici nel fare pressione sull'Iran". Lo scontro si è consumato sulla risoluzione americana per estendere i lavori di un gruppo di esperti creato per monitorare il programma nucleare iraniano e i suoi sforzi di evadere le sanzioni. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica, organismo preposto alla vigilanza in ambito nucleare, ha riferito nei giorni scorsi che all'agenzia è stato negato l'accesso agli impianti nucleari iraniani.
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente.
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Vai al contenutoProtesta davanti alla casa di uno dei registi di Naza in Israele
Alcune decine di persone hanno manifestato per la seconda notte consecutiva a Savyon (nel centro di Israele) davanti all'abitazione dei genitori di Rachel Szor, co-regista del film Naza, premiato a Venezia. Lo scrive il Times of Israel che pubblica anche alcune immagini della protesta. Il film sostiene che Israele abbia utilizzato l'intelligenza artificiale per prendere di mira sistematicamente i civili a Gaza, un'accusa che l'Idf ha respinto.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Da marzo il contingente dell'Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Vai al contenutoDa Crosetto verifiche sulla necessità di un passaggio in Parlamento su Bab el-Mandeb
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato indicazioni ai vertici della Difesa 'affinché in pieno coordinamento, effettuino un'attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano volto a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb delle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo. Il ministro ha inoltre chiesto di verificare se l'attuale quadro giuridico consenta, qualora necessario, di richiamare sotto comando nazionale capacità delle Forze armate italiane già presenti nell'area e attualmente impiegate in altre operazioni, oppure se si renda necessaria una nuova e specifica autorizzazione del Parlamento, anche in virtù delle decisioni già adottate da alcuni Paesi alleati e partner'. Così la Marina militare in una nota.
Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli
A sei mesi dall’inizio della guerra, Usa e Iran sono intrappolati nell'immobilismo: Washington non può permettersi un’escalation, ma la diplomazia è ferma. E con Oman e Qatar da soli nelle trattative dirette con l'Iran, cresce l'isolamento di Washington nella regione.
Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli
Vai al contenutoMedia: 'L'Iran sta ricostruendo un sito nucleare bombardato da Israele'
L'Iran sta procedendo rapidamente alla ricostruzione di un impianto nucleare precedentemente bombardato da Israele, secondo quanto emerge da immagini satellitari citate in un rapporto dell'Institute for Science and International Security e riportato dal Times of Israel. L'istituto, con sede a Washington, ha dichiarato che l'Iran sta "procedendo speditamente con la ricostruzione dell'impianto Taleghan 2", situato all'interno del complesso militare di Parchin, a circa 30 chilometri a sud-est di Teheran. Il sito Taleghan 2 era stato colpito da Israele nell'ottobre 2024, nell'ambito di una rappresaglia per un attacco missilistico iraniano contro Israele avvenuto all'inizio dello stesso mese; è stato poi nuovamente bombardato dall'Aeronautica israeliana a marzo, dopo che le forze armate avevano segnalato che l'Iran stava ripristinando la struttura in seguito ai primi attacchi.
Gli Usa rilasciano i visti all'Iran per partecipare all'Assemblea dell'Onu
Gli Usa hanno rilasciato i visti all'Iran per la partecipazioni all'Assemblea generale dell'Onu della prossima settimana. Lo riferisce un funzionario del Dipartimento di Stato. Tra gli autorizzati figura anche il presidente Masoud Pezeshkian.
Più guerre, meno pace. Il mondo continua a diventare più bellicoso
Non sono solo impressioni generate dall’informazione, anche alcuni indicatori confermano che l’attuale periodo storico è tra i più violenti per quanto riguarda i conflitti che coinvolgono Stati.
Più guerre, meno pace. Il mondo continua a diventare più bellicoso
Vai al contenutoUsa approvano la vendita di F-35 all'Arabia Saudita per 24,3 miliardi
Il Dipartimento di Stato ha notificato al Congresso il suo piano per vendere fino a 48 F-35 all'Arabia Saudita per un valore di 24,3 miliardi di dollari. "La proposta vendita sosterrà gli obiettivi di politica estera e sicurezza naizonale degli Stati Uniti migliorando la sicurezza di un alleato non Nato che è una forza per la stabilità politica e il progresso economco nella regione del Golfo", afferma il Dipartimento di Stato.
Gaza, crolla palazzo: era stato colpito in un raid. 21 i morti. FOTO
L'edificio, pesantemente danneggiato dai raid israeliani, ospitava decine di sfollati palestinesi. Soccorritori in azione per estrarre i superstiti dalle macerie, ma Israele ostacola l'ingresso di mezzi pesanti. La Protezione civile: almeno altri 2mila edifici pericolanti nella Striscia.
Gaza, crolla palazzo: era stato colpito in un raid. 21 i morti
Vai al contenutoTrump: verso un momento cruciale in Iran, devo prendere un'importante decisione
Donald Trump ha detto ad Axios che si sta avvicinando a un momento cruciale nella guerra in Iran. "Mi aspetta una decisione importante. Voglio intervenire e annientarli, oppure no? E' una decisione importante. Con me, tutto è possibile", ha spiegato il presidente.
Iran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?
Un bombardamento Usa colpisce un matrimonio in Iran: quattro morti e circa 60 feriti. Mentre Washington indaga, esperti citati da Reuters parlano di un colpo diretto. E Teheran minaccia una risposta “sproporzionata”.
Iran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?
Vai al contenutoCrosetto: decideremo con governo e Parlamento su invio navi a el Mandeb
"Non decido adesso" quante navi militari italiane saranno inviate per garantire la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb. "È una situazione di questi giorni, valuteremo con il governo e con il Parlamento cosa sarà necessario fare, l'importante è ripristinare i traffici, quindi si tratta di navi che, se mandiamo, mandiamo a protezione delle navi mercantili". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine dei lavori della quarta edizione del forum 'Risorsa Mare'. "Il Gibuti adesso non viene toccato da quello che stanno facendo gli Houthi, mi interessa ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb", ha ribadito Crosetto.
Leader Houthi: "Sauditi aggressori agiamo per difesa"
Gli Houthi stanno agendo per legittima difesa contro un'"aggressione ingiusta". Lo dice il leader dei ribelli yemeninti, Abdul Malik al-Houthi, secondo quanto riporta Al Jazeera. Gli Houthi non hanno dato inizio al conflitto contro le forze sostenute dall'Arabia Saudita e che la loro è una risposta difensiva, ha affermato. La recente escalation del conflitto e' stata innescata dagli attacchi sauditi contro l'aeroporto internazionale di Sana'a, nello Yemen, ha proseguito. "Il regime saudita è stato l'autore ingiusto di questa aggressione", ha detto il portavoce degli Houthi, aggiungendo che il governo saudita continua a "imporre il suo assedio e a vessare il nostro popolo".
D'Alema: "Israele governata da lobby criminale, Ue assente"
"È finito un ordine del mondo e il disordine viene proprio dalle due grandi potenze che hanno garantito l'ordine bipolare del dopoguerra. Da una parte la Russia, dall'altra Stati Uniti che da una parte è diretto dalla leadership più disastrosa della storia americana che ha portato al punto più basso la credibilità degli Usa nel mondo e in parte è eterodiretto dalla lobby criminale di Israele, un paese governato da un gruppo di criminali di guerra che però ha una forza di coordinamento rilevante sull'amministrazione americana". Lo ha detto Massimo D'Alema intervenendo a 'Setteidee' de l'Espresso. "Ma se la crisi americana evidente e io sono fiducioso che una società come quella americana saprà mettere in campo anticorpi democratici che emergeranno nelle elezioni di midterm, il grande protagonista assente è l'Europa". D'Alema ricorda invece come in passato non sia stato così: "Di fronte a una vicenda come la guerra nel Libano nel 2006, l'Europa prese l'iniziativa di promuovere una conferenza di pace a Roma. Aderirono 130 paesi, Israele disse di no e quindi lo fecero anche gli Stati Uniti. L'Europa decise di fare comunque la conferenza e il segretario di Stato americano venne alla Farnesina perché di fronte aveva l'Europa. Quella conferenza si concluse con un mandato forte a Italia e Usa per andare nella regione e cercare di aprire un negoziato. Alla fine ci fu la pace e una forza internazionale di interposizione. Oggi lo scenario è più complesso e compresso ma l'Europa di fronte alla tragedia di Gaza non è in grado di fare nulla, neanche di sospendere il trattato con Israele. L'Europa non ha una classe dirigente all'altezza dei valori europei, nessuno sta facendo nulla".
Sulitzeanu (Arcci): "Stupri 7/10 trauma collettivo per Israele, va costruita fiducia"
''In Israele assistiamo a una propagazione del trauma a cerchi concentrici'' dopo le violenze subite il 7 ottobre 2023, in particolare per quanto riguarda ''la violenza sessuale legata al conflitto, che come dimostrano ricerche internazionali non colpisce solo gli individui, ma anche la fiducia, le relazioni e il tessuto sociale di intere comunità''. Lo ha dichiarato Orit Sulitzeanu, direttore esecutivo della 'Association of Rape Crisis Centers' (Arcci) in Israele, la prima organizzazione al mondo a pubblicare, nel febbraio 2024, il primo rapporto sulle violenze sessuali avvenute il 7 ottobre. Intervenendo al webinar '7 ottobre, tre anni dopo: quando le donne diventano bersaglio del terrore' organizzato dall'Istituto Milton Friedman, Sulitzeanu ha spiegato che ''la violenza sessuale non finisce quando termina l'aggressione. Le sue ripercussioni continuano a propagarsi nel nostro Paese''. Coinvolte del trauma di una violenza sessuale, ha aggiunto, ci sono ''la vittima di violenza sessuale, chi ha assistito all'evento, chi ne ha sentito parlare, chi ha trascorso ore nel terrore di subire uno stupro, l'ostaggio che porta con sé la storia di un altro o la propria, la madre che ha passato mesi a immaginare cosa stesse accadendo alla figlia, il partner che cerca di ricostruire l'intimità, i primi soccorritori, i professionisti esposti ripetutamente a tali orrori, fino alle famiglie e alle comunità il cui senso fondamentale di sicurezza è andato in frantumi''.
Media: "Netanyahu in Texas prima di NY, poi incontra Rubio"
La prima tappa del viaggio negli Stati Uniti per il premier israeliano la settimana prossima dovrebbe essere il Texas, prima della partecipazione a New York all'Assemblea Generale dell'Onu. Lo ha riferito il canale israeliano i24News, citando una fonte informata sui fatti. Secondo altre due fonti informate, prima del discorso al Palazzo di Vetro, Netanyahu dovrebbe incontrare il segretario di Stato Usa Marco Rubio.
Yemen, media: "20km trincee Houthi vicino Bab el-Mandeb"
Tra l'8 e il 16 settembre, gli Houthi hanno scavato circa 20 chilometri di trincee nell'area attorno allo stretto di Bab el-Mandeb. A riferirlo è l'account Egyosint (Egypt's Intel Observer). Secondo i confronti delle immagini satellitari in time-lapse, scavi sono comparsi sulle colline. Le trincee potrebbero essere un punto di osservazione sullo stretto o, più probabilmente, servire a cercare di bloccare una controffensiva delle forze governative, appoggiate dall'Arabia Saudita, per riprendere il controllo di Bab el-Mandeb e della costa del Mar Rosso.
Houthi: "Tre bimbi uccisi dai raid delle forze governative"
Almeno tre bambini sono rimasti uccisi nei raid aerei lanciati dalle forze governative, secondo quanto affermano gli Houthi. "Tre bambini sono stati uccisi e diversi cittadini yemeniti sono rimasti feriti in attacchi condotti da mercenari sostenuti dall'Arabia Saudita" nella provincia di Taiz, ha riportato l'emittente degli Houthi, Almasirah. In precedenza, la stessa tv aveva riferito che un attacco aereo saudita aveva causato la morte di una persona.
Katz: "Se Erdogan vuole aiutarli, accolga esponenti Hamas di Gaza a Antalya"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha suggerito alla Turchia di accogliere i membri di Hamas provenienti da Gaza, auspicando al contempo il trasferimento dei due milioni di abitanti dell'enclave. "Israele continuerà ad agire per raggiungere i propri obiettivi di sicurezza e garantire che la minaccia del 7 ottobre non possa ripresentarsi", ha scritto Katz su X, riferendosi al sanguinoso attacco sferrato da Hamas contro Israele nel 2023, che ha dato il via alla guerra a Gaza. Katz ha aggiunto che se il presidente turco Recep Tayyip Erdogan "vuole aiutare i suoi fratelli di fede e di causa a Gaza, li inviti a trasferirsi ad Antalya: lì si è liberato molto spazio in assenza dei turisti israeliani". Ieri Katz aveva detto che il 70% di Gaza è già stato svuotato della sua popolazione e che l'esercito israeliano è pronto a "completare l'opera, così da poter attuare anche il piano di migrazione".
Crosetto: "Passaggio navi italiane per Bab el-Mandeb senza attendere Ue"
"Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo alla quarta edizione del Forum Risorsa Mare a La Spezia, parlando della situazione nello stretto di Bab el-Mandeb. "Probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra perché ritardare i tempi in casi come quello significa ritardare l'economia, significa aggravare problemi". Poi ha aggiunto: "Quando possiamo interveniamo per alleviare le crisi".
Netanyahu: "Continueremo a colpire i terroristi di Hamas a Gaza"
Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ribadisce la determinazione di Israele a eliminare i terroristi di Hamas nella Striscia di Gaza, nonché a sconfiggere il regime iraniano e l'affiliato Hezbollah. "Stiamo regolando i conti con questi assassini che hanno ucciso la nostra gente, le nostre figlie, le nostre donne e i nostri bambini il 7 ottobre", aggiungendo: "Non ne sono rimasti molti, perché ce ne stiamo occupando noi", ha detto il premier, scrive Times of Israel, durante un discorso tenuto alla cerimonia in onore dei funzionari dello Shin Bet presso la residenza del presidente. Queste dichiarazioni giungono nel contesto di una serie di recenti attacchi dell'Idf contro esponenti di Hamas a Gaza, operazioni che Israele ha continuato a condurre anche durante la tregua, diventando un crescente motivo di attrito con il 'Board of Peace' sostenuto dagli Stati Uniti, impegnato a promuovere il piano del presidente Usa Donald Trump per la Striscia. "Elimineremo Hamas e, innanzitutto, sconfiggeremo il regime iraniano. Lo abbatteremo, crollerà. Ci occuperemo anche di Hezbollah, e anch'esso crollerà", ha aggiunto Netanyahu.
Media: "Pechino ha chiesto all'Iran di frenare gli Houthi"
La Cina ha chiesto privatamente all'Iran di usare la propria influenza per contenere gli Houthi in Yemen, dopo un appello dell'Arabia Saudita a Pechino. Lo riferiscono al sito di Reuters tre fonti iraniane informate sui colloqui. La richiesta arriva dopo la rapida avanzata degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso e intorno allo stretto di Bab el-Mandeb, che ha aumentato i rischi per le esportazioni petrolifere saudite e le rotte marittime internazionali. Secondo le fonti, il messaggio privato di Pechino a Teheran è andato oltre le dichiarazioni pubbliche cinesi, che hanno invocato moderazione, dialogo e il ripristino della sicurezza della navigazione. La Cina vuole che l'Iran contribuisca, attraverso la propria influenza sugli Houthi, a evitare che il conflitto si estenda alle rotte energetiche strategiche per la sua economia. Teheran, sempre secondo le fonti, ha risposto sostenendo che la stabilità e la pace nella regione dipendono dalla fine della guerra tra Usa e Israele contro l'Iran. Pechino non ha minacciato esplicitamente conseguenze né indicato l'intenzione di esercitare pressioni economiche su Teheran.
Riad: "Intercettato un drone, un morto e due feriti"
Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite nell'intercettazione di un drone nella provincia di Taif, nella regione della Mecca, in Arabia Saudita. Lo riferisce la Protezione civile saudita, citata da al Arabiya.
Pasdaran: "Abbattuto drone Usa sull'isola di Qeshm"
I Pasdaran hanno rivendicato l'abbattimento di un drone americano MQ-9, il "cinquantatreesimo", nei cieli dell'isola di Qeshm. "Il drone MQ-9 dell'esercito terroristico americano è stato intercettato e distrutto alle ore 10:12 di questa mattina nei cieli dell'isola di Qeshm mediante il fuoco di un nuovo sistema avanzato di difesa aerea della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica", si legge in una nota diffusa dalla televisione iraniana.
Israele: "Agente della milizia Tanzim ucciso in Cisgiordania"
Un agente palestinese della milizia Tanzim è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco mentre tentava la fuga durante il suo arresto a Balata, vicino a Nablus, nella Cisgiordania settentrionale. Lo hanno reso noto le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet in una dichiarazione congiunta.
Yemen, con la ripresa delle ostilità si aggrava la crisi per 12 milioni di bambini
La ripresa delle ostilità in tutto lo Yemen sta costringendo le famiglie ad abbandonare le proprie case, sta causando la morte e il ferimento di bambini e compromettendo l'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione, aggravando una crisi umanitaria già grave. Già prima dell'ultima escalation, si stima che 12,2 milioni di bambini nello Yemen avessero bisogno di assistenza umanitaria. E' l'allarme lanciato dall'Unicef. Più di 104.000 persone, tra cui oltre 57.000 bambini, sono state sfollate in sole due settimane. Dal 3 settembre sono stati segnalati almeno 9 bambini uccisi e 12 feriti, mentre altri tre bambini risultano dispersi a seguito di un attacco sulla strada che collega la costa occidentale dello Yemen ad Aden. I combattimenti nella parte occidentale di Taiz, nel sud di Hudaydah, a Marib e in altre zone colpite stanno privando i bambini dei servizi essenziali e 26 strutture sanitarie sostenute dall'Unicef hanno subito interruzioni dei servizi, mentre 243 scuole hanno chiuso o sospeso le attività didattiche, con ripercussioni su oltre 137.000 studenti. L'organizzazione sta ampliando la propria risposta di emergenza per raggiungere fino a 231.000 persone colpite dall'escalation con gli aiuti che stanno già cominciando ad arrivare. "I bambini nello Yemen stavano già vivendo una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, e molti di loro non hanno conosciuto altro che conflitti e sfollamenti", ha dichiarato Edouard Beigbeder, direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. "Ora, in sole due settimane, decine di migliaia di famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case, molte fuggendo con il solo ciò che riuscivano a portare con sé. Per i bambini che hanno già sopportato anni di fame, sfollamento e interruzione del percorso scolastico, queste ultime violenze stanno erodendo quel poco di stabilità che era loro rimasta".
Israele, Channel 13 va ad imprenditori anti-Bibi: ira del governo
Ira del governo israeliano dopo che la Seconda Autorità per la Televisione e la Radio ha approvato la vendita di Channel 13 alla Merit Spread Foundation, ente filantropico fondato da Assaf Rappaport e Yinon Costica, imprenditori dell'hi-tech notoriamente critici nei confronti dell'esecutivo di Benjamin Netanyahu. Il ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi ha definito "illegittima" l'approvazione della vendita, sottolineando che il governo ha "già stabilito che le decisioni e gli esiti delle azioni" dell'attuale consiglio della Seconda Autorità, ritenuto "illegittimo", "saranno annullati retroattivamente". La vendita del canale tv è diventato l'ennesimo terreno di scontro tra il governo Netanyahu e la magistratura. A fronte dei tentativi di Karhi di impedirla, intervenendo sulla composizione del consiglio dell'ente regolatorio, a luglio l'Alta Corte aveva espressamente autorizzato la Seconda Autorità - che regolamenta le emittenti commerciali nel Paese - a decidere sulla cessione.
"La guerra in Iran è costata finora 1.760 dollari a famiglia negli Usa"
La guerra in Iran è costata finora agli americani 1.760 dollari a famiglia. A fare i conti è Moody's Analytics, secondo quanto riportato da Cnbc. Circa 930 dollari sono dovuti al rincaro dei prezzi dell'energia, altri 425 dollari invece ai più alti tassi di interesse da febbraio, quando il conflitto è iniziato. I restanti 425 dollari sono invece legati all'aumento delle spese militari, che i consumatori pagano in termini di debito e tasse.
Iran, colloquio telefonico tra Araghchi e capo dell'esercito pakistano Munir
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, durante il quale sono stati discussi gli ultimi sviluppi regionali e le questioni di interesse comune. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, citando una nota del ministero degli Esteri iraniano.
Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sui contenuti della conversazione. Araghchi ieri a Pechino ha incontrato il suo omologo, Wang Yi. Il Pakistan ha svolto un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti, insieme al Qatar.
Medioriente, crollo edificio a Gaza, si scava tra le macerie. VIDEO
L'Iran ordina l'espulsione di un diplomatico svedese in risposta a Stoccolma
L'Iran ha concesso 48 ore di tempo a un diplomatico svedese in servizio a Teheran per lasciare il Paese, in seguito alla decisione presa il giorno precedente dalla Svezia di espellere un membro dell'ambasciata iraniana a Stoccolma. "L'ambasciatore svedese è stato convocato presso il Ministero degli Affari Esteri" a Teheran per contestare tale decisione, definita "ingiustificata e contraria al diritto internazionale", ha dichiarato la diplomazia iraniana in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato. Mercoledì le autorità svedesi avevano accusato l'Iran di condurre "da tempo attività in Svezia e contro la Svezia, prendendo di mira sia le persone che si oppongono al regime iraniano sia vari interessi ebraici e israeliani nel nostro Paese".
Yemen, controffensiva del governo: "Violenti combattimenti a Taiz"
Le forze governative yemenite hanno lanciato una controffensiva e combattono contro gli Houthi nelle strategiche montagne di Kahbub, nella provincia di Taiz, a ridosso della zona costiera che affaccia sullo Stretto di Bab al-Mandeb. Lo riferiscono del governo yemenita citate dai media panarabi. I combattimenti si concentrano su diversi fronti, in particolare tra le strategiche montagne di Kahbub. Una zona impervia che offre un vantaggio militare perché consente di dominare l'intera area circostante, dove gli Houthi stanno attualmente rafforzando le proprie posizioni.
Yemen, scontri fra Houthi e forze governative vicino a Bab al-Mandeb
Le forze governative yemenite e gli Houthi continuano a combattere su diversi fronti, tra cui le strategiche montagne di Kahbub, vicino a Bab al-Mandeb. Al Jazeera ha riferito che le forze governative yemenite hanno sventato un tentativo degli Houthi di infiltrarsi nella zona e di condurre un attacco su larga scala. Secondo quanto riportato, le forze hanno danneggiato delle attrezzature, catturato due membri degli Houthi e abbattuto un drone appartenente ai ribelli yemeniti.

©Ansa
Media: "Irruzione di coloni israeliani nella moschea di Abramo a Hebron"
Coloni israeliani hanno preso d'assalto la moschea di Abramo a Hebron, in Cisgiordania. lo riporta al Jazeera, aggiungendo che le forze israeliane hanno chiuso il luogo di culto ai palestinesi per il secondo giorno consecutivo e hanno imposto un cordone di sicurezza intorno alla stessa.
Libano, al via riunione a Parigi su esercito e post-Unifil
Il presidente francese Emmanuel Macron, insieme all'omologo libanese Joseph Aoun e al re giordano Abdallah II, ha aperto a Parigi la riunione per discutere del sostegno internazionale all'esercito libanese e della creazione di una nuova forza destinata a succedere all'Unifil, il cui mandato scade a fine anno. Ai tre leader si uniranno alti funzionari militari dei rispettivi Paesi e di nazioni alleate, come Gran Bretagna e Stati Uniti, per ulteriori colloqui. Come ha fatto sapere l'Eliseo, l'obiettivo dei colloqui è esaminare un piano di dispiegamento delle forze armate libanesi basato su un quadro "chiaro, credibile e realistico". Per Parigi, è necessario chiarire il "contesto operativo, i parametri e le modalita'" del dispiegamento, come prerequisito per quello che si auspica sia un sostegno internazionale "robusto", sotto forma di assistenza finanziaria, equipaggiamento o addestramento.
Francia, Macron convoca domani leader partiti su Ucraina e M.O.
Emmanuel Macron ha invitato i leader dei partiti rappresentati nel Parlamento francese, o i loro candidati alla presidenza, a un incontro domani per discutere del "rapido deterioramento" della situazione internazionale e delle sue "conseguenze in Francia per la sicurezza e l'energia". Lo ha annunciato l'Eliseo. L'incontro, presieduto dal presidente e a cui parteciperanno solo il primo ministro Sebastien Lecornu e funzionari militari e dell'intelligence, e' previsto per le 10 e 30 al Palazzo Presidenziale. "Di fronte al rapido deterioramento della situazione internazionale negli ultimi giorni, Macron ha convocato, in un formato 'Saint-Denis', i leader dei partiti rappresentati in Parlamento, per un incontro sui conflitti in Medio Oriente e in Ucraina e sulle loro conseguenze in Francia per la sicurezza e l'energia", ha dichiarato la Presidenza. "Le autorita' militari e i servizi di intelligence condivideranno le informazioni in possesso del presidente", ha aggiunto. Tra queste figurano i servizi di intelligence nazionali ed esteri, l'intelligence militare, la Segreteria Generale della Difesa e della Sicurezza Nazionale e il Direttore Generale dell'Energia. I leader dei partiti, da La France Insoumise al Rassemblement National, possono partecipare di persona o essere rappresentati dal candidato presidenziale del proprio partito per le elezioni di primavera. Secondo una fonte interna al potere esecutivo, Macron, che non può ricandidarsi per un altro mandato, ritiene che i suoi aspiranti successori debbano avere accesso alle stesse informazioni in suo possesso, al fine di alimentare il dibattito pubblico in vista della campagna elettorale.
Petrolio, prezzi frenano ancora, Brent torna a 104 dlr
I prezzi del petrolio estendono le perdite, mentre le notizie su ulteriori carichi di greggio saudita via Oman hanno allentato le preoccupazioni sulle forniture. Tuttavia, le quotazioni sono rimaste sopra i 100 dollari al barile per il timore che il conflitto in Medio Oriente possa estendersi. I future sul Brent sono scesi dell'1,67% a 104,05 dollari al barile, quelli sul Wti l'1,2% a 101,19 dollari. Ieri entrambi i contratti avevano perso circa 3 dollari. Il greggio e' arretrato dai massimi settimanali dopo che il Segretario Usa all'Energia, Chris Wright, ha segnalato un ripristino piu' rapido dell'oleodotto saudita East-West; nel contempo, gli sforzi sauditi per mantenere le spedizioni tramite carichi aggiuntivi al largo dell'Oman hanno ridotto le preoccupazioni sull'offerta, ha affermato Tim Waterer, capo analista di mercato presso Kcm Trade. L'Arabia Saudita sta offrendo maggiori carichi di greggio alle raffinerie asiatiche attraverso trasferimenti nave-nave al largo del porto di Sohar, in Oman - secondo fonti informate sui fatti - contribuendo a compensare parte delle interruzioni causate dagli attacchi all'oleodotto East-West diretto al Mar Rosso. All'inizio della settimana i prezzi del petrolio avevano toccato i massimi degli ultimi quattro mesi, dopo che fonti del settore marittimo avevano riferito della sospensione delle operazioni di carico presso il terminale di esportazione saudita di Yanbu (sul Mar Rosso) e della cancellazione, da parte di Riad, di alcune consegne di greggio ai clienti europei. La sospensione e' seguita agli attacchi contro l'oleodotto East-West, che rifornisce Yanbu. Secondo gli operatori, una chiusura prolungata dell'oleodotto potrebbe sottrarre fino al 4% dell'offerta globale di petrolio. L'Arabia Saudita non ha comunicato quando le operazioni potrebbero riprendere, ma martedi' Wright ha dichiarato alla Cnbc che il greggio dovrebbe tornare a fluire nell'oleodotto nel giro di pochi giorni.
Anp: "Ingiustificato negare visto Usa ad Abu Mazen"
La decisione Usa di negare il visto d'ingresso al presidente dell'Autorita' nazionale palestinese, Abu Mazen e' "ingiustificata". Così ha protestato l'Anp. Per il secondo anno consecutivo, il leader palestinese sara' costretto a intervenire all'Assemblea Generale dell'Onu da remoto.
Iran: "Uccisi 3 terroristi affiliati agli Usa e ai sionisti, 9 arrestati nel sud est"
Il ministero dell'Intelligence dell'Iran ha annunciato che tre "terroristi" affiliati agli Stati Uniti e Israele sono stati uccisi durante un'operazione nel sud est del Paese, durante la quale altri nove sospetti sono stati arrestati e sono state sequestrate ingenti quantità di armi. I sospetti, ritenuti parte di "gruppi terroristici takfiri (infedeli) affiliati al nemico americano-sionista" sono stati uccisi durante degli scontri con le forze di sicurezza nella provincia del Sistan-Baluchistan, che si trova al confine con il Pakistan e l'Afghanistan, "prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terrorismo", afferma un comunicato del ministero, riportato dall'agenzia Isna. "I mercenari arrestati — entrati nel Paese clandestinamente dopo aver ricevuto addestramento militare, nonché formazione su esplosivi e tecniche di assassinio all'estero — intendevano minare la pace e la sicurezza pubblica nelle contee meridionali della provincia, fomentando l'instabilità", aggiunge il comunicato mentre anche il 7 settembre Teheran aveva annunciato di avere smantellato cellule di "terroristi" mentre stavano entrando nel Paese, sempre nella stessa regione.
Iran, media: "Esplosione nello Stretto di Hormuz"
Un'esplosione si sarebbe verificata nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa Saberin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq. Intanto si apprende che il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo stretto ieri si è ridotto a sole tre unità, rispetto alle 12 del giorno precedente e ben al di sotto della media decennale di circa 17, secondo i dati preliminari di tracciamento navale pubblicati oggi. Il traffico navale è ulteriormente diminuito questa settimana a causa dell'intensificarsi della guerra nel Golfo. Aerei da guerra sauditi hanno bombardato lo Yemen e i combattenti Houthi hanno lanciato droni e missili contro città saudite.
Giordania, ministri: "Canale investimento tra Europa e M.O."
Fare della Giordania una piattaforma economica tra Europa e Medio Oriente e, in prospettiva, una porta d'accesso ai processi di ricostruzione regionale, a cominciare dalla Siria. E' questo l'obiettivo indicato dalla ministra giordana della Pianificazione e della Cooperazione internazionale, Zeina Toukan, e dal ministro degli Investimenti, Tarek Abu Ghazaleh, intervistati da Infomundi a margine della Jordan-Italian Round Table, in programma oggi a Milano. L'iniziativa - organizzata da Joint Italian Arab Chamber of Commerce e promossa in collaborazione con Anima e Assolombarda - punta a presentare alle aziende italiane le opportunita' offerte dal Regno e a rafforzare la cooperazione economica e industriale tra i due Paesi. La tavola rotonda milanese si inserisce in un percorso piu' ampio volto a intensificare i rapporti tra le comunita' imprenditoriali italiana e giordana. In questa direzione si colloca anche un programma di missioni imprenditoriali organizzate congiuntamente dall'Ambasciata di Giordania a Roma e dalla Jordan Chamber, con l'obiettivo di creare occasioni di incontro diretto tra le aziende, individuare progetti concreti e favorire la nascita di nuove collaborazioni tra i due Paesi. Nelle interviste raccolte da Infomundi, Toukan e Abu Ghazaleh hanno delineato una strategia che va oltre l'attrazione di singoli investimenti: Amman vuole proporsi alle aziende italiane ed europee come base dalla quale operare in un mercato regionale molto piu' ampio, facendo leva sulla propria stabilita', sulle infrastrutture, sugli accordi commerciali e sulla posizione geografica. "La Giordania dispone di infrastrutture moderne, di un quadro normativo favorevole agli investitori e di una solida pipeline di progetti di partenariato pubblico-privato", ha spiegato Toukan. La ministra ha inserito questa strategia nel quadro della Visione di modernizzazione economica del Paese e del Partenariato strategico e globale tra la Giordania e l'Unione europea, avviato nel gennaio 2025. Il partenariato e' sostenuto da un pacchetto finanziario e di investimenti dell'Unione europea da 3 miliardi di euro per il periodo 2025-2027, articolato tra sovvenzioni, assistenza macrofinanziaria e investimenti. A questo quadro si affiancano strumenti finanziari, garanzie e meccanismi di riduzione del rischio destinati a facilitare l'accesso ai capitali e a mobilitare ulteriori risorse per gli investimenti. "Non si tratta di un tetto, ma di un punto di partenza", ha sottolineato Toukan, riferendosi alle possibilita' offerte dagli strumenti finanziari europei. L'obiettivo, ha spiegato, e' utilizzare garanzie e meccanismi di riduzione del rischio per agevolare l'accesso al credito attraverso le istituzioni finanziarie europee e internazionali e attirare ulteriori capitali privati. Un passaggio centrale di questa strategia sara' la Jordan-EU Investment Conference, in programma il 19 novembre al King Hussein Bin Talal Convention Centre, sul Mar Morto, sotto il patrocinio di re Abdullah II e con la partecipazione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La conferenza riunira' rappresentanti istituzionali, investitori, istituzioni finanziarie e imprese giordane ed europee, con l'obiettivo di tradurre il partenariato politico tra Amman e Bruxelles in investimenti e progetti concreti. Energia, infrastrutture, trasporti, logistica, digitale e manifattura sono tra i comparti nei quali Amman intende attirare capitali europei. Per le aziende italiane, le opportunita' indicate dal governo giordano riguardano anche l'industria alimentare, il tessile e i fertilizzanti. Sul fronte energetico, Abu Ghazaleh ha ricordato la rapida crescita delle fonti rinnovabili nel Paese. "Oggi circa il 27% dell'elettricita' proviene dalle energie rinnovabili e puntiamo ad arrivare al 40% entro il 2035", ha spiegato il ministro degli Investimenti. Le opportunita' riguardano il solare e l'eolico, i sistemi di accumulo a batteria e i progetti idroelettrici, ma anche l'esplorazione di gas nella parte orientale del Paese e lo sviluppo delle relative infrastrutture. Amman punta inoltre sui trasporti e sulla logistica per rafforzare l'integrazione economica con i Paesi vicini e con quelli del Consiglio di cooperazione del Golfo. Tra i progetti indicati dal ministro figurano collegamenti ferroviari, aeroporti cargo e infrastrutture stradali. In questo quadro assume un ruolo centrale Aqaba, unico sbocco giordano sul Mar Rosso. La citta' portuale e' considerata dal governo non soltanto un nodo commerciale, ma anche un punto strategico per le connessioni energetiche e digitali tra Europa, Medio Oriente e Asia. I cavi sottomarini che approdano nell'area si integrano con collegamenti terrestri, reti elettriche regionali e altre infrastrutture. Tra gli investimenti citati da Abu Ghazaleh figura quello dell'italiana Sparkle nel sistema di cavi sottomarini Blue-Raman. Secondo il ministro, questa rete di collegamenti puo' permettere alla Giordania di proporsi anche come alternativa o complemento ad altre rotte commerciali regionali. Aqaba puo' servire, per esempio, alcuni flussi diretti verso l'Iraq e, in determinate circostanze, rappresentare un'opzione rispetto ai collegamenti che transitano attraverso altri porti della regione. Ma e' soprattutto il futuro della Siria a rendere strategica, secondo Amman, la posizione geografica della Giordania. "La Giordania puo' essere un punto di accesso sicuro alla regione", ha affermato Abu Ghazaleh.
A Parigi riunione con presidente Libano, re di Giordania e Macron, poi vertici militari
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ricevuto stamattina all'Eliseo il presidente libanese, Joseph Aoun, aprendo una serie di riunioni diplomatico-militari a Parigi per preparare il sostegno internazionale al dispiegamento dell'esercito libanese sull'insieme del territorio del Libano, in vista di un disarmo di Hezbollah e di un ritiro di Israele. Dopo questa primo colloquio all'Eliseo, il presidente francese accoglierà il re di Giordania, Abdallah II, agli Invalides. I tre leader avranno in seguito un incontro comune, poi - riferiscono i media francesi - apriranno a fine mattinata una riunione "operativa" di alti responsabili militari dei loro paesi e di diversi stati partner, fra i quali Gran Bretagna, Stati Uniti e Arabia Saudita. L'Eliseo ha fatto sapere che l'obiettivo di questa giornata di lavori è un esame del "piano di dispiegamento" delle Forze armate libanesi secondo un "piano chiaro, credibili, realista". La presidenza francese vuole che "il contesto operativo, i parametri, le modalità di questa azione siano chiariti al termine di questa giornata di lavoro", come precondizione per un sostegno "molto robusto e operativo" della comunità internazionale, sia in aiuti finanziari, sia in equipaggiamento e formazione.
Pasdaran: "Ogni errore del nemico riceverà una ferma risposta"
Le Guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno affermato che qualunque errore di valutazione da parte del "nemico" riceverà una dura risposta. "Le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran, confidando nella volontà divina e nel sostegno della cara nazione, lungimirante e salda, risponderanno con fermezza a qualsiasi errore di valutazione da parte del nemico", ha affermato il capo delle forze di terra dei pasdaran, Mohammad Karami, durante una visita "alle isole del Golfo persico", riferisce Isna senza specificare quali isole siano state visitate dal funzionario militare.
Gas, prezzo poco mosso, al Ttf a 78 euro/Mwh
I prezzi del gas naturale in Europa viaggiano poco mossi. All'hub di riferimento Ttf, i future sul contratto di ottobre vengono scambiati a 78 euro/MWh (-0,03), risentendo della debolezza generale dei mercati energetici in seguito alla notizia che l'Arabia Saudita si stava attivando per ripristinare un importante oleodotto. Cio' ha ridotto parte del premio al rischio sui mercati petroliferi, con un conseguente riflesso negativo anche sui prezzi del gas. Le quotazioni del gas europeo restano comunque elevate e vicine ai massimi del 2022, a causa dei rischi legati all'approvvigionamento invernale. L'Europa si avvia verso l'inverno con livelli di stoccaggio tra i piu' bassi degli ultimi vent'anni - con i siti sotterranei pieni solo per circa il 68% - poiche' le persistenti interruzioni nelle forniture di Gnl dal Golfo Persico e le ondate di calore record della scorsa estate hanno fortemente ostacolato il ripristino delle riserve. Tale situazione ha sollevato preoccupazioni circa l'adeguatezza delle forniture di gas durante la stagione del riscaldamento.
Iran, prezzi del petrolio in calo: Brent a 104,59 dollari al barile
I prezzi del petrolio hanno proseguito la discesa nelle prime contrattazioni di giovedì, accentuando le perdite registrate nella seduta precedente. Alle 00:49 GMT, i futures sul greggio Brent sono scesi di 1,24 dollari Usa (l'1,2%) attestandosi a 104,59 dollari al barile, mentre i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) hanno perso 1,14 dollari (l'1,1%), scendendo a 101,29 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano registrato un calo di circa 3 dollari al barile alla chiusura delle contrattazioni di mercoledì.
Iran, ex diplomatico Teheran smentisce Trump: "Nessun ulteriore tentativo negoziati"
L'ex diplomatico iraniano Abbas Khameyar ha respinto le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui l'Iran starebbe spingendo per colloqui diretti. "Non credo che siano stati compiuti ulteriori sforzi rispetto a quelli già in corso nelle scorse settimane", ha dichiarato ad al Jazeera. Esiste una narrazione statunitense, ha affermato, "con tweet e dichiarazioni del presidente Trump che sostengono che gli iraniani stiano telefonando, implorando e chiedendo un incontro. Ma nessuno ci crede, e le cose non si sono svolte in questo modo". Khameyar ha aggiunto che nelle ultime settimane l'attività diplomatica dell'Iran non si è spinta oltre il quadro già in vigore, incentrato sulla garanzia dell'applicazione del Memorandum d'intesa esistente piuttosto che sull'avvio di nuovi negoziati. Khameyar ha affermato che Teheran continua a insistere su garanzie internazionali prima che qualsiasi accordo possa essere considerato affidabile, ma ha espresso dubbi sui mediatori attualmente disponibili. "Nessuno di questi mediatori può fornire una simile garanzia: né i pakistani, né i qatarioti, né gli omaniti", ha dichiarato. Il diplomatico ha aggiunto che la comunicazione pubblica di Trump è rivolta principalmente a un pubblico interno, affermando che molte delle dichiarazioni e dei tweet del presidente "hanno lo scopo di gestire il mercato energetico e di attrarre l'elettorato americano, che il presidente Trump in definitiva vuole conquistare".
Media: "Incursioni dell'Idf in Cisgiordania"
Le forze israeliane hanno condotto diverse incursioni stamattina in Cisgiordania, mentre i coloni israeliani hanno fatto irruzione in un villaggio a sud di Nablus per compiere rituali talmudici, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa palestinese Wafa. Le truppe hanno fatto irruzione nel campo di al-Ein, nella parte occidentale di Nablus, costringendo gli abitanti all'evacuazione e trasformando un'abitazione in un avamposto militare. Hanno fatto lo stesso nelle città a nord di Tulkarem, convertendo in avamposto anche la casa di un prigioniero rilasciato. Nella zona ovest di Nablus, scuole e asili nido hanno sospeso le lezioni per l'intera giornata, per garantire la sicurezza degli alunni. Secondo Wafa, all'alba, decine di coloni hanno fatto irruzione nel villaggio di Awarta, a sud di Nablus, per compiere riti religiosi sotto la protezione delle forze dell'esercito israeliano.
Usa, media: "Cina potrebbe ottenere tecnologia F-35 attraverso attività di spionaggio"
Funzionari dell'intelligence statunitense hanno espresso preoccupazioni riguardo a un potenziale spionaggio cinese legato a un accordo in corso per la vendita di decine di caccia F-35 di ultima generazione all'Arabia Saudita, per un valore di 24 miliardi di dollari. Lo hanno riferito fonti ufficiali al New York Times. Secondo le fonti, gli analisti dell'intelligence hanno ipotizzato che la Cina possa ottenere l'accesso alla tecnologia degli F-35 attraverso attività di spionaggio in Arabia Saudita o tramite la sua partnership militare e di sicurezza con il regno. Un funzionario ha sottolineato che uno dei rapporti riguarda l'accesso militare cinese alle basi saudite e l'utilizzo da parte di Riad di tecnologia cinese nelle sue infrastrutture di comunicazione.
Guterres: "Il piano di pace per Gaza deve essere pienamente attuato"
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, torna ad invocare un reale cessate il fuoco a Gaza. "Il piano di pace per Gaza deve essere pienamente attuato, garantendo aiuti umanitari senza restrizioni" ha detto Guterres insistendo perché cessi "l'annessione strisciante della Cisgiordania" . "Non ci sarà pace in Medio Oriente senza la soluzione a due Stati - aggiunge- È tempo di un cessate il fuoco immediato, come primo passo verso una pace giusta, duratura e globale". "Non dobbiamo dimenticare - conclude - le drammatiche sofferenze del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania".
Yemen, media Houthi: "1 morto per raid sauditi, colpite torri telecomunicazione"
Gli attacchi sauditi in Yemen hanno causato un morto e colpito torri di telecomunicazione. Lo ha ranno reso noto i media Houthi. Secondo quanto riportato dalla televisione Almasirah, aerei da guerra sauditi hanno colpito tre torri di telecomunicazione nella provincia di Taiz, uccidendo un civile e ferendone un altro negli attacchi alla città di Abs.
Gaza: "21 morti e 45 feriti in crollo edificio al-Saada"
La protezione civile di Gaza ha diffuso un rapporto aggiornato in cui si afferma che 21 persone sono morte e altre 45 sono rimaste ferite in seguito al crollo dell'edificio al-Saada, avvenuto nelle prime ore di ieri nella zona occidentale di Gaza City. Secondo i dati, altre 30 persone sono riuscite a evacuare l'edificio in sicurezza durante la prima ora successiva al crollo. L'agenzia ha inoltre precisato che queste cifre rappresentano il numero totale degli occupanti dopo la revisione del bilancio dei feriti.
Raid sauditi contro torri comunicazione in Yemen
Secondo i media Houthi, i caccia della coalizione guidata dall'Arabia Saudita hanno preso di mira tre torri di telecomunicazione nella provincia di yemenita di Taiz. Gli attacchi hanno colpito le torri nelle zone di al-Dhukra e al-Houban, nel distretto di al-Ta'iziyah, e nella zona di al-Rahidah, nel distretto di Khadir, secondo quanto riferito dal canale televisivo Al Masirah, gestito dagli Houthi.
Libano, media: "Attacchi aerei israeliani nel sud"
Aerei israeliani hanno colpito durante la notte le città libanesi meridionali di al-Mansouri e Majdel Zoun e le valli adiacenti, mentre all'alba le forze israeliane hanno aperto il fuoco con le mitragliatrici verso la zona di Wadi al-Hujeir, vicino al villaggio di Qabrikha, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa nazionale libanese. Qabrikha è un villaggio situato nel governatorato di Nabatieh, nel Libano meridionale, a circa 10-12 km a est della città costiera di Tiro.
Mahsa Amini, 4 anni dopo l'uccisione: dati, testimonianze, proteste
Quattro anni fa l'uccisione della giovane, morta in custodia della polizia iraniana per una presunta violazione delle regole sul velo, scatenò enormi proteste sia nel Paese che all’estero. Cosa resta oggi del movimento Donna, Vita, Libertà?
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Usa negano visto ad Abbas: non sarà in presenza ad Assemblea Generale Onu
Il presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, non potrà recarsi a New York e partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si terrà la prossima settimana, dopo che gli Stati Uniti gli hanno nuovamente negato il visto d'ingresso nel Paese. Lo ha confermato all'agenzia di stampa Afp una fonte a conoscenza dei dettagli. In precedenza, il Dipartimento di Stato aveva annunciato ufficialmente un'estensione delle sanzioni sui visti contro alti funzionari dell'Autorità Palestinese e membri dell'Olp, sostenendo che continuano a non rispettare gli impegni presi con Washington. Il nome di Abbas non è stato menzionato nell'annuncio ufficiale del Dipartimento di Stato.
Iran, Trump: loro vogliono l'accordo a tutti i costi
Gli iraniani chiamano per dire di voler fare un accordo. E' quello che ha sostenuto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel suo comizio in North Carolina. "Quella guerra? Quella guerra finira' molto presto. Vedremo. Trump aveva ragione su tutto. Vedrete. Sono stati decimati. E vogliono cosi' disperatamente raggiungere un accordo che telefonano e dicono: 'vogliamo fare un accordo'", ha detto.
Axios, Trump terrà martedì colloqui sull'Iran con i leader del Golfo
Donald Trump dovrebbe incontrare i leader del Golfo a margine dell'Assemblea generale dell'Onu a New York, martedì prossimo, per discutere i passi successivi sul conflitto con l'Iran. Lo riporta Axios che, secondo quanto riferito da tre fonti a diretta conoscenza dei fatti, aggiunge poi che la riunione dovrebbe concentrarsi sulle idee americane per una strategia post-bellica, mentre il presidente Usa e il suo team di alto livello stanno lavorando a un piano per il "giorno dopo", la cui definizione è prevista dopo le elezioni di metà mandato. All'incontro potrebbe partecipare una platea più ampia di leader di paesi arabi e islamici.