In Israele si commemorano i tre anni dal 7 ottobre. Il premier israeliano ha espresso "nostalgia per i nostri cari", ribadendo che "faremo i conti con tutti gli assassini". Un palestinese è stato ucciso e altri 14 sono rimasti feriti in un attacco di coloni estremisti israeliani ad est di Tulkarm. In Israele i familiari delle vittime hanno osservato un minuto di silenzio nei luoghi del sud di Israele presi d'assalto da Hamas
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In Israele si commemorano i tre anni dal 7 ottobre. Il premier israeliano ha espresso "nostalgia per i nostri cari", ribadendo che "faremo i conti con tutti gli assassini". Un palestinese è stato ucciso e altri 14 sono rimasti feriti in un attacco di coloni estremisti israeliani ad est di Tulkarm. In Israele i familiari delle vittime hanno osservato un minuto di silenzio nei luoghi del sud di Israele presi d'assalto da Hamas.
Presso il sito del festival musicale Nova, attaccato dai miliziani di Hamas il 7 ottobre 2023 a bordo di auto e parapendii, i familiari hanno chinato il capo alle 6:29 ora locale (le 5:29 in Italia), circondati dai ritratti delle vittime davanti ai quali erano stati deposti dei fiori. Secondo le forze di difesa israeliane, le vittime dell'attacco furono 378 (di cui 344 civili), mentre altre 44 persone furono prese prigioniere come ostaggi e portate nella striscia di Gaza.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- 7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
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- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
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- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Yemen: la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita
Dopo mesi di relativa calma, la guerra in Yemen è tornata a intensificarsi. L’avanzata degli Houthi verso Bab al-Mandeb e gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite hanno spinto Riad a una nuova controffensiva, con il sostegno degli Stati Uniti. L'APPROFONDIMENTO SU INSIDER
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Vai al contenutoIran: presto sarà presentato accordo con Oman su Hormuz
Oman e Iran hanno raggiunto un accordo sulle rotte di transito sicure nello Stretto di Hormuz e presenteranno presto la loro proposta a livello internazionale. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, a Irna. Baghaei ha affermato che Teheran e Mascate hanno concordato "le coordinate geografiche delle rotte sicure da e per lo Stretto di Hormuz" e prevedono di sottoporre presto la proposta ad autorità internazionali non meglio specificate.
Israele ricorda le vittime a tre anni dall'attacco di Hamas
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
A tre anni dal 7 ottobre, in Israele, a Gaza e in Medio Oriente cosa è cambiato? Tra guerre irrisolte, devastazione della Striscia e allargamento del conflitto all’Iran e al Golfo, la regione resta lontana dalla pace. L'APPROFONDIMENTO SU INSIDER
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Vai al contenuto7 ottobre, Tel Aviv ricorda le vittime tre anni dopo. VIDEO
Consiglieri Usa: "Con un attacco prima delle midterm Trump canterebbe vittoria"
Alcuni consiglieri di Trump ritengono che un attacco prima delle midterm consentirebbe a Trump di cantare vittoria e aiuterebbe i repubblicani alle elezioni, secondo quanto riportato da The Atlantic. "Farebbe registrare a Trump una vittoria e permetterebbe ai prezzi della benzina di calare", ha spiegato una fonte repubblicana. Un'azione limitata prima del voto potrebbe essere seguita da un'azione militare più forte dopo le midterm. Trump ha parlato più volte di un attacco dopo il voto se l'Iran non raggiunge un accordo. La scorsa settimana il presidente ha riferito che gli Stati Uniti potrebbero vincere la guerra "subito dopo il voto", aggiungendo però che potrebbero farlo "forse anche prima delle elezioni". Nelle ultime settimane, il Pentagono ha presentato a Trump opzioni per riaprire le ostilità dopo il voto.
Hegseth visita Uss Abraham Lincoln ed elogia equipaggio
Il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha visitato la portaerei USS Abraham Lincoln, al suo ritorno da una lunga e difficile missione contro l'Iran, e ha elogiato l'equipaggio. L'imponente nave da guerra a propulsione nucleare aveva lasciato la California nel novembre 2025 per operare nel Mar Cinese Meridionale ed era stata dirottata verso il Medio Oriente prima degli attacchi israelo-americani contro la Repubblica Islamica, iniziati alla fine di febbraio, rimanendo in mare fino a una sosta in un porto thailandese all'inizio del mese scorso. "Quello che ha fatto il gruppo d'attacco della USS Abraham Lincoln, nessun altro gruppo d'attacco di portaerei lo ha mai fatto", ha dichiarato Hegseth rivolgendosi ai militari a bordo della nave mentre si trovava in mare nel Pacifico, "diecimila sortite, 23.000 ore di volo in combattimento, quasi 4.000 sortite di combattimento". Il capo del Pentagono ha poi annunciato il conferimento di una menzione presidenziale al gruppo d'attacco per "straordinario eroismo contro le forze nemiche".
7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
Quella del 7 ottobre 2023 è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas. Il Sud di Israele, alle prime luci dell'alba, veniva preso alla sprovvista: mentre dalla vicina Striscia di Gaza iniziava il lancio di razzi verso lo Stato ebraico, i terroristi entravano via terra in Israele, a piedi, con velivoli artigianali o motociclette, compiendo massacri nei kibbutz, assaltando anche un festival musicale, e uccidendo e rapendo chi trovavano lungo la loro strada. Ad oggi si stima che le vittime siano state oltre 1.200. Quegli eventi hanno avuto - e ancora oggi hanno - un impatto enorme su Israele e su tutto il resto del Medio Oriente.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Vai al contenutoUnifil: "Colpita una nostra postazione al confine tra Israele e Libano, nessun ferito"
La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha annunciato che oggi una delle sue postazioni vicino al confine con Israele è stata presa di mira da colpi di arma da fuoco, ma non ci sono state vittime. "Questa mattina, diversi colpi di arma da fuoco hanno colpito una postazione Unifil vicino a Kfar Shouba lungo la Linea Blu nel Settore Est", ha affermato la forza Onu in un comunicato, riferendosi al confine de facto tra Israele e Libano. I caschi blu hanno definito la sparatoria "inaccettabile". "Tali attacchi deliberati mettono gravemente in pericolo la vita dei peacekeeper", hanno aggiunto, precisando che è in corso un'indagine sull'incidente. Sotto la pressione degli Stati Uniti, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso ad agosto di fissare a dicembre la fine del mandato dell'Unifil, dispiegata dal 1978. Il mese scorso, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha insistito all'Onu sulla necessità di "evitare il vuoto" che si creerebbe con il ritiro della missione di pace dispiegata nel sud del Paese senza un valido sostituto. L'Unifil conta attualmente 7.500 caschi blu provenienti da circa 50 Paesi. La violenza è diminuita dopo il cessate il fuoco seguito al memorandum d'intesa nella guerra tra Stati Uniti e Iran, entrato in vigore a giugno, mentre Libano e Israele hanno concluso un accordo quadro sponsorizzato dagli Stati Uniti alla fine dello stesso mese. L'accordo israelo-libanese prevede il disarmo di Hezbollah, un graduale ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano e il dispiegamento dell'esercito libanese nella regione, a partire da aree di prova note come "zone pilota".
Media: "Trump valuta attacco all'Iran prima delle midterm, chiesti piani al Pentagono"
La Casa Bianca ha chiesto al Pentagono di mettere a punto piani per attacchi contro obiettivi iraniani da poter attuare prima delle elezioni di metà mandato. Lo riporta The Atlantic citando alcun fonti, secondo le quali la richiesta mostra quanto il presidente voglia ridurre i prezzi dell'energia e mostrare agli americani progressi nel conflitto prima delle elezioni. Non è chiara l'entità degli attacchi né gli obiettivi iraniani da colpire. I piani li sta eleborando il Us Central Commad.
Gaza oggi, un cumulo di macerie a tre anni dal 7 ottobre. VIDEO
Rincari, dai prezzi dei carburanti a energia: impatto della guerra in Iran sugli italiani
Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.
Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani
Vai al contenuto7 ottobre, ex ostaggio ricorda la sua prigionia. VIDEO
Giovani palestinesi: "7 ottobre non è ricorrenza, sempre resistenza"
"Il 7 ottobre non è una ricorrenza, ora e sempre resistenza". È lo slogan con cui il gruppo dei Giovani Palestinesi d'Italia ha rilanciato l'appuntamento del 10 ottobre, ricordando le piazze "in tutte le città d'Italia" per "onorare gli oltre settantamila martiri di Gaza e i suoi combattenti", "per tutta la Palestina che da oltre un secolo resiste al progetto coloniale sionista" e "per tutti i popoli colpiti in questi tre anni dall'imperialismo occidentale e dall'espansionismo sionista", citando Yemen, Libano, Siria, Iraq e Iran. "Non è per sopravvivere che abbiamo bisogno di sostegno, ma per continuare a vincere un nemico che dopo tre anni è più fragile che mai", scrivono, rilanciando anche lo slogan "Contro il sionismo e la sua violenza, ora e ovunque resistenza". Nel testo, i Giovani Palestinesi d'Italia definiscono inoltre il 25 aprile del prossimo anno, alla luce del "percorso congiunto" già annunciato da Anpi e Ucei, un "banco di prova": "Dobbiamo lavorare perché quella piazza non sia sionista, ma espressione della resistenza del nostro popolo". "Questo stesso scontro si gioca sul piano statale", aggiungono, accusando lo Stato italiano di aver "scelto da che parte stare: quella del riarmo e della repressione".
7 ottobre, il murale sulla separazione di Noa Argamani e Avinatan Or
Nel terzo anniversario dell’attacco dei terroristi di Hamas, lo street artist aleXsandro Paolombo ha ricreato una delle immagini simbolo del Nova Music Festival. La ragazza, rapita e portata via in motocicletta, tende il braccio verso il fidanzato, catturato da altri terroristi. Pochi giorni fa Israele ha annunciato l’uccisione dell'uomo indicato come il conducente della moto.
7 ottobre, a Milano il murale sulla separazione di Noa e Avinatan
Vai al contenutoPutin a Pezeshkian: "Russia pronta a contribuire alla mediazione"
Mosca è pronta è pronta a contribuire agli sforzi di mediazione per fermare la guerra in Medio Oriente. Lo ha detto Vladimir Putin al presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel corso di una telefonata, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Irna. "L'Iran può essere certo che Mosca è pronta a svolgere un ruolo e a fornire il proprio aiuto in questo senso", ha detto il presidente russo, che oggi compie 74 anni. Putin ha espresso il sostegno della Russia agli "sforzi di alcuni Paesi per mediare e contribuire a ridurre le tensioni", ha riferito l'Irna, mentre il conflitto resta in una situazione di stallo dopo mesi di guerra. Nel colloquio, Putin e Pezeshkian hanno inoltre sottolineato la "traiettoria positiva e in espansione delle relazioni" tra Russia e Iran, ribadendo la necessità di rafforzare ulteriormente i rapporti tra i due Paesi.
Arabia Saudita avvia inchiesta separata su caso Flydubai
L'Arabia Saudita ha aperto un'inchiesta separata, autonoma rispetto a quella già avviata dagli Emirati Arabi Uniti, sul presunto tentato attentato suicida avvenuto a bordo di un volo Flydubai diretto a Tel Aviv lo scorso 30 settembre. Lo riferiscono fonti ben informate al Times of Israel. Riad avrebbe notificato alle agenzie aeronautiche specializzate all'estero l'intenzione di condurre un'indagine sulla sicurezza, secondo le normative internazionali, sul volo FZ1073, che si trovava nello spazio aereo saudita quando il copilota ha aggredito il comandante con un'ascia nel tentativo di far precipitare il velivolo. Il procuratore generale emiratino ha definito l'accaduto un "attacco terroristico". "Stiamo ancora aspettando una notifica dall'Arabia Saudita che ci inviti a partecipare all'indagine", ha affermato da parte sua Ofer Vaknin, direttore dell'Autorità israeliana per le indagini sulla sicurezza aerea.
Yemen: la guerra torna a stringere l'Arabia Saudita
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Vai al contenutoLa Francia convoca l'ambasciatore iraniano: "Fake news sulla protesta studentesca"
La Francia ha convocato oggi l'ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran a Parigi per protestare contro "la campagna di disinformazione condotta dalle autorità iraniane riguardo al movimento studentesco in Francia": è quanto annunciato dal portavoce del Quai d'Orsay, Pascal Confavreux, precisando che durante la convocazione è stato espresso "il carattere assolutamente inammissibile dei contenuti falsi diffusi online da account ufficiali del ministero degli Esteri iraniano e l'infondatezza della convocazione, il 6 ottobre, del nostro ambasciatore a Teheran". "Queste provocazioni indegne - avverte il portavoce della diplomazia d'Oltralpe- devono cessare".
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
A tre anni dal 7 ottobre, in Israele, a Gaza e in Medio Oriente cosa è cambiato? Tra guerre irrisolte, devastazione della Striscia e allargamento del conflitto all’Iran e al Golfo, la regione resta lontana dalla pace. L'APPROFONDIMENTO SU INSIDER
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Vai al contenutoMedia: "5 le vittime del raid israeliano a Khan Younis"
Una quinta persona è rimasta uccisa nella Striscia di Gaza dopo che un attacco aereo israeliano ha colpito il tetto di un'abitazione nel campo profughi di Khan Yunis, ferendo diverse altre persone, una delle quali in modo grave. Lo riportano diversi media arabi.
Mladenov: "A Gaza servono disarmo, ritiro Israele in fasi e ricostruzione"
L'ultima alternativa possibile ad una nuova guerra nella Striscia di Gaza è un percorso che preveda il disarmo "verificato" di Hamas, "la deradicalizzazione, una governance civile palestinese responsabile, il ritiro israeliano in fasi e la ricostruzione". Lo ha dichiarato l'inviato del Board of Peace, Nickolay Mladenov, in un articolo pubblicato sul quotidiano emiratino The National nel terzo anniversario del massacro del 7 ottobre.
Nell'articolo Mladenov ha rilanciato il piano voluto da Donald Trump per la Striscia e ha avvertito che, senza una sua attuazione, Gaza rischia di rimanere in una condizione di instabilità permanente o di precipitare in una nuova guerra. "La disperazione è una pessima base per la pace e un ottimo strumento di reclutamento per l'estremismo", ha aggiunto.
Vance: "Per soddisfare richieste Usa Teheran riduca significativamente capacità arricchimento"
L'Iran deve attuare una riduzione "significativa" della propria capacità di arricchimento nucleare per soddisfare le richieste degli Stati Uniti e porre fine al conflitto in corso. A dichiararlo è stato il vicepresidente americano JD Vance in un'intervista esclusiva alla Reuters, secondo quanto riporta il 'Times of Israel'. Qualsiasi accordo dovrà prevedere l'effettiva riduzione della capacità di arricchimento nucleare da parte dell'Iran, e non semplici garanzie su una futura diminuzione delle attività nucleari, ha sottolineato Vance.
"Se non si vuole un'arma nucleare, perché è necessario disporre di combustibile arricchito al 60%? E se si intende dimostrare la volontà di non costruire un'arma nucleare, non bisogna produrre combustibile altamente arricchito. È una questione fondamentale, un criterio basilare", ha affermato Vance. "Ritengo - ha aggiunto - che, se volessero dimostrare concretamente di non voler costruire un'arma nucleare, dovrebbero intervenire in modo significativo sulla loro capacità di arricchimento".
Le "richieste e idee" di Washington sul programma nucleare iraniano sono in contrasto con le pretese di Teheran; è quanto ha dichiarato un alto funzionario iraniano alla Reuters, interpellato in merito all'affermazione di Vance secondo cui Teheran dovrebbe ridurre l'arricchimento per porre fine alla guerra. Lo riporta il Times of Israel. Vance ha ribadito che gli Stati Uniti restano aperti a un accordo, ma esigono concessioni concrete da parte dell'Iran sul fronte nucleare. "Non accetteremo parole al posto dei fatti", ha dichiarato il vicepresidente americano.
Board of Peace commemora 7 ottobre: "Impegno per smilitarizzare Gaza"
''Il Board of Peace si unisce al popolo di Israele e a quello di tutto il mondo nel piangere le vittime del massacro perpetrato dai terroristi di Hamas, che ha rappresentato il giorno più letale per il popolo ebraico dall'Olocausto. Piangiamo anche l'immensa perdita di vite umane e la profonda sofferenza patita da israeliani e palestinesi nella guerra scatenata da Hamas il 7 ottobre 2023''. Lo scrive il Board of Peace in una nota in cui l'organismo creato da Donald Trump a ridosso del cessate il fuoco l'anno scorso ricorda anche ''l'impegno mantenuto dal Presidente Usa nei confronti del popolo d'Israele facendo ritornare ogni ostaggio come prima richiesta del suo piano''. ''Da allora'' continua la nota, ''il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha affidato al Board of Peace il compito di garantire che Gaza non rappresenti mai più una minaccia per Israele e di spezzare il ciclo di paura e spargimento di sangue che persiste da decenni, con Hamas e altre organizzazioni terroristiche che tengono in ostaggio sia i palestinesi che i loro vicini''. L'organismo ribadisce il proprio impegno per ''una pace duratura attraverso la smilitarizzazione e la deradicalizzazione di Gaza. Il nostro impegno è definito da soluzioni pragmatiche, non da dichiarazioni o slogan''.
Axios: "Paxton lamenta l'impatto di guerra in Iran e prezzi della benzina sulle midterm"
Ken Paxton, il candidato repubblicano del Texas al Senato sostenuto da Donald Trump, ha lamentato l'impatto della guerra in Iran e dei prezzi della benzina sulla sua campagna elettorale in un incontro tenutosi a settembre. Rivolgendosi a un gruppo di donatori e lobbisti in una raccolta fondi a Washington, il procuratore generale del Texas ha detto che "non sono io a prendere le decisioni", secondo una registrazione audio ottenuta da Axios e fornita da una persona presente all'incontro che si oppone a Paxton. Si tratta di un'ammissione schietta da parte di uno stretto alleato di Trump sul contesto difficile che i repubblicani affrontano in vista delle midterm. Sollecitato da un partecipante a indicare quali questioni stiano zavorrando la sua campagna, Paxton ha risposto: "Non sono i dazi... È la guerra, sono i prezzi della benzina, è il diesel" che quando "supera i 6 dollari al gallone la gente ne risente in modo pesante", ha continuato, aggiungendo che l'aumento del costo del carburante "fa lievitare i prezzi dei generi alimentari e di tutto il resto". Per il seggio al Senato, Paxton affronta il deputato statale dem James Talarico, dopo aver sconfitto il senatore in carica John Cornyn alle primarie di maggio. I sondaggi mostrano in gran parte Talarico in leggero vantaggio. Se eletto, sarebbe il primo democratico a rappresentare il Texas al Senato degli Stati Uniti dagli anni '80. Trump ha in programma domani un comizio con Paxton a San Antonio.
Idf: "Voleva piazzare ordigno in zona gialla a Gaza, ucciso terrorista Hamas"
Un terrorista dell'ala militare di Hamas, nonchè operatore della protezione civile a Gaza è stato ucciso dall'Idf mercoledì notte dopo aver prelevato dell'esplosivo dall'ospedale Kamal Adwan per piazzarlo nella zona della Linea Gialla e colpire le truppe. Lo riferisce il portavoce dell'esercito israeliano. Muhammad Tammous, cecchino dell'ala militare di Hamas ucciso nell'attacco, è stato individuato dai militari insieme con un altro terrorista, anche lui dopo essere uscito dall'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia, per portare l'esplosivo nella zona di sicurezza.
Netanyahu: "Nostalgia per i nostri cari. Faremo i conti con gli assassini"
"Oggi ho acceso una candela commemorativa presso l'Ufficio del primo ministro a Gerusalemme, in memoria di tutte le vittime del 7 ottobre, uccise dai mostri di Hamas. Il popolo si unisce in questo giorno nel ricordo e nella nostalgia per i nostri cari. Porteremo a termine la missione: siamo venuti e faremo i conti con tutti gli assassini". Lo dichiara il premier Benyamin Netanyahu in una nota diffusa dal suo ufficio.
Rubio sul 7 ottobre: "Non dimenticheremo mai questo atto di barbarie"
"Oggi, tre anni fa, terroristi di Hamas hanno torturato, mutilato e ucciso 1.200 civili innocenti in Israele. Tra le vittime c'erano uomini, donne e bambini, anche decine di americani. Non dimenticheremo mai questo atto di barbarie contro un alleato e rinnoveremo il nostro impegno nella difesa della civiltà". Così in un post su X il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, nell'anniversario del massacro del 7 ottobre 2023 in Israele.
Palestinese ucciso in Cisgiordania, per Idf era "minaccia"
Un palestinese è rimasto ucciso e altri nove sono rimasti feriti durante un attacco da parte di coloni, seguito dall'intervento dell'esercito israeliano, in un villaggio in Cisgiordania. A riferirlo sono stati il sindaco e il ministero della Salute palestinese, precisando che Ali al-Bazzari, 44 anni,è morto e altre nove persone sono rimaste ferite "in seguito a un'aggressione da parte delle forze di occupazione e dei coloni" nel villaggio di Burqa, a nord di Nablus, nella nord della Cisgiordania. L'esercito israeliano ha dichiarato che truppe e forze della polizia di frontiera erano state inviate nell'area dopo segnalazioni di "lancio di pietre contro un civile israeliano, rimasto ferito". Durante gli scontri scoppiati successivamente tra decine di palestinesi e coloni israeliani, "un membro del personale di sicurezza e un altro civile israeliano hanno aperto il fuoco" sul posto, ha riferito l'Idf, aggiungendo che "un comandante operativo nella zona ha individuato un terrorista che correva verso di lui stringendo un oggetto sospetto e lo ha neutralizzato".
Zelensky: "Non ci può essere perdono per il 7 ottobre"
"Mentre le operazioni di soccorso sono ancora in corso nelle nostre città a seguito dell'ultimo attacco terroristico russo, mentre si rimuovono le macerie e si presta assistenza ai feriti, l'Ucraina porge le sue condoglianze, con particolare dolore, a tutte le persone in Israele e negli altri Paesi che hanno perso i propri cari nel vile attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Anche cittadini ucraini sono stati tra le vittime. È stato il più grande e brutale attacco contro il popolo ebraico dall'Olocausto e un attacco alla civiltà stessa. Non ci può essere perdono". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Tragicamente, circa 1.200 persone sono state uccise. Gli ostaggi sono stati vittime di abusi: bambini e persone innocenti. Ogni terrorista deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni", ha aggiunto. "Allo stesso modo, nessun altro atto di terrorismo e nessuna altra guerra di aggressione radicata nell'odio dovrebbe essere perdonata o dimenticata. Ci sono già state troppe uccisioni nel XXI secolo, un secolo che avrebbe dovuto essere, e deve ancora diventare, completamente diverso. Le persone meritano pace, sicurezza e rispetto per la vita umana. I leader mondiali, e chiunque abbia una reale influenza e potere, devono davvero difendere la vita quando conta. Il mondo è certamente più forte di qualsiasi terrore", ha concluso.
Grecia: "Pronti a fornire assistenza navale a Usa nello Stretto di Hormuz"
La Grecia è pronta a collaborare con gli Stati Uniti e a fornire assistenza navale nello Stretto di Hormuz quando si creerano le condizioni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri greco George Gerapetritis al termine di un incontro ad Atene con il Segretario di Stato Usa Marco Rubio. "Se dovesse rendersi necessario, siamo in grado di collaborare con gli Stati Uniti per fornire la necessaria assistenza navale anche nello Stretto di Hormuz, a condizione che le circostanze lo permettano e vi sia un processo di pace concreto", ha affermato Gerapetritis. Sulla possibilità di sostenere operazioni Usa contro l'Iran dalla base di Souda Bay a Creta, Gerapetritis ha ribadito che Atene è a favore del rispetto del diritto internazionale e sostiene chi agisce per legittima difesa contro l'aggressore, sottolineando che la Grecia è un garante della sicurezza nella regione. "La Grecia ha oggi la capacità, grazie ai suoi avanzati sistemi di difesa e alla sua posizione geopolitica strategica, di garantire sicurezza, di esportare sicurezza e di fungere da pilastro di stabilità", ha affermato il ministro riferendosi al contributo alla sicurezza di Cipro, Bulgaria e dei paesi del Golfo. Gerapetritis ha poi ricordato la partecipazione della Grecia a operazioni navali internazionali, come Aspides nel Mar Rosso e Atalanta.
Hamas: "Dopo il 7 ottobre aprire ulteriori fronti contro Israele"
L'attacco del 7 ottobre 2023 è stato un importante successo militare che ha infranto la dottrina di sicurezza di Israele. Lo ha detto, in una dichiarazione diffusa da Quds News Network e su Telegram, il portavoce dell'ala militare di Hamas Abu Obeida, chiedendo l'apertura di ulteriori fronti contro Israele. Il portavoce del gruppo islamista ha elogiato la pianificazione e l'esecuzione dell'attacco, attribuendone il successo a quello che ha definito "un abile inganno strategico" e allo sfruttamento di minacce e opportunità.
"Non c'è più alcun deterrente, risolutezza o avvertimento, grazie a Dio Onnipotente", ha affermato, descrivendo l'attacco come un punto di svolta nel conflitto e un "miracolo militare". Ha inoltre citato il "narcisismo, l'arroganza e il disprezzo per gli oppositori" del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu come fattori che hanno contribuito al successo dell'attacco.
Rivolgendosi agli abitanti di Gaza, Abu Obeida ha riconosciuto che "il prezzo pagato durante la guerra è stato alto", elogiando i palestinesi e coloro che li hanno sostenuti. Ha inoltre citato gli attacchi lanciati contro Israele dallo Yemen, dal Libano, dall'Iraq e dall'Iran, affermando che dimostrano il potenziale di pressione dall'esterno di Gaza.
Capo Idf: "Imparare da fallimento e andare avanti"
Il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha messo in relazione l'attacco di Hamas del 7 ottobre e la guerra dello Yom Kippur scoppiata il 6 ottobre 1973, parlando di "due dolorose disfatte, due fallimenti accomunati da un filo conduttore". "La lezione che tutti dobbiamo trarre da entrambi i conflitti è che la possibilità di un attacco a sorpresa deve riguardarci tutti". L'Idf sta continuando ad analizzare le cause profonde dei fallimenti legati al 7 ottobre e sta portando avanti un "processo di apprendimento". "Un comandante che non mette in discussione le proprie convinzioni, ma si trincera dietro di esse, è destinato alla sconfitta", ha affermato. "La realtà ci invia continuamente segnali; è nostro dovere riconoscerli, farne tesoro e adattarci costantemente". "Allo stesso tempo, non dobbiamo lasciarci sopraffare dal fallimento", ha aggiunto, esortando a "guardarlo in faccia, imparare da esso e andare avanti". Dopo l'attacco di Hamas, l'Idf ha avviato un'indagine interna. Quanto alla sfera politica, finora il governo di Benjamin Netanyahu si è rifiutato di istituire una commissione statale, chiesta a gran voce dalla società civile.
Mo: Board of Peace, 'sicurezza Israele è base per accordo, Gaza va smilitarizzata'
- "Una sicurezza autentica e duratura per Israele" è il fondamento di qualsiasi accordo di pace. Lo ha scritto il Board of Peace in una nota condivisa sul suo account di 'X' in occasione del terzo anniversario del 7 ottobre, descritto come "il giorno più letale per il popolo ebraico dall'Olocausto". Sottolineando la necessità di ''smilitarizzare'' la Striscia di Gaza, l'organizzazione ha quindi espresso il suo cordoglio per i circa 1.200 israeliani uccisi nell'attacco guidato da Hamas e ricordato i 251 ostaggi portati nell'enclave palestinese. Il Board of Peace ha anche ricordato le vittime palestinesi e israeliane della guerra seguita al 7 ottobre, a causa dell'azione di rappresaglia lanciata dal governo Netanyahu, affermando che il conflitto ha lasciato "profonde ferite in tutta la regione".
Nella nota viene ricordato il ruolo del presidente americano Donald Trump, che ha posto il rilascio di tutti gli ostaggi come ''prima condizione'' per il suo piano di pace. Il Board of Peace ha quindi ricordato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite gli ha affidato il compito di garantire che Gaza "non rappresenti mai più una minaccia per Israele" e di spezzare quello che ha definito un ciclo di violenza che dura da decenni. L'organizzazione ha quindi affermato che il suo lavoro si concentrerà sulla "smilitarizzazione e deradicalizzazione" di Gaza, aggiungendo che il suo approccio si baserà su "soluzioni pragmatiche" piuttosto che su "dichiarazioni o slogan".
Pasdaran: "Presto chiuderemo rotte illegali nello Stretto di Hormuz"
"Presto" l'Iran chiuderà le rotte "illegali" da cui transitano le navi nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il consigliere dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammadreza Naqdi, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Fars. Naqdi ha precisato che queste "poche" rotte sono state aperte facendo esplodere alcuni tratti rocciosi dello Stretto e vengono usate da piccole imbarcazioni per il "contrabbando di petrolio". In precedenza il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha affermato da Atene che l'Iran ha "perso completamente il controllo" dello Stretto di Hormuz, aggiungendo che l'economia di Teheran è "in caduta libera totale e completa".
Netanyahu: "Pronti a possibile attacco Hamas prima del voto, risposta sarà schiacciante"
Israele è ''pronto'' a un possibile attentato di Hamas prima delle elezioni del 27 ottobre e risponderà con ''una forza schiacciante'' se questo dovesse accadere. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in occasione del terzo anniversario del massacro del 7 ottobre. ''Proprio perché Hamas è debole, cercherà di sfidarci con le forze rimanenti prima delle elezioni per cercare di influenzarle", ha detto Netanyahu durante una riunione di governo. "Siamo preparati a questo", ha aggiunto.
Netanyahu ha quindi sostenuto che Israele ha "ribaltato la situazione" dal 7 ottobre, descrivendosi come il Paese più forte del Medio Oriente. Il premier israeliano ha quindi aggiunto che, a tre anni dal massacro, il 90 per cento di chi viveva vicino al confine con Gaza è tornato a casa. In questi tre anni, ha aggiunto, Israele ha ucciso quattromila dei circa seimila uomini che compongono Hamas.
7 ottobre, Hamas: "Straordinario successo militare"
"Il 7 ottobre è stato uno straordinario successo militare, con l'aiuto di Dio". Lo dice Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, in una dichiarazione rilanciata dai media israeliani.
"Nemici e amici hanno riconosciuto la portata della pianificazione, dell'esecuzione e dell'inganno", dichiara Abu Obeida. Sono trascorsi tre anni da quando "il braccio dei combattenti ha infranto la dottrina di sicurezza dell'occupazione. Non è rimasta alcuna capacità di deterrenza. La Palestina non dimenticherà chi le è stato accanto, in particolare coloro che hanno versato il proprio sangue per essa", conclude.
Hezbollah: dopo 3 anni Israele non ha raggiunto né la pace né tregua stabile a Gaza
"Nonostante tutta la brutalità ed il genocidio, il nemico non è riuscito a eliminare Hamas, le fazioni della resistenza o il popolo di Gaza. Non ha raggiunto la pace né una tregua e una stabilità anche solo temporanee". Lo ha affermato Hezbollah in una nota diffusa in occasione del terzo anniversario del massacro del 7 ottobre.
Secondo il movimento sciita libanese, alleato dell'Iran, tre anni dopo l'operazione 'Diluvio di al-Aqsa' la situazione resta "aperta a sviluppi" le cui conseguenze andranno oltre la Striscia di Gaza, interessando il "futuro dell'intera regione, la causa palestinese e la pace e la sicurezza internazionali".
Hezbollah ha definito il 7 ottobre "un atto di resistenza coraggioso, eccezionale, giustificato e legittimo", evidenziando come l'attacco di Hamas abbia riportato la questione palestinese al centro dell'attenzione internazionale. "Non ci si può aspettare alcuna sicurezza finché i diritti dei popoli saranno negati e il loro diritto all'autodeterminazione ignorato", ha concluso Hezbollah, secondo cui i tre anni di guerra hanno inoltre messo in luce "la falsità delle pretese del sistema internazionale" sulla difesa dei diritti umani.
7 ottobre 2023, cosa accadde il giorno dell'attacco di Hamas a Israele
Quella del 7 ottobre 2023è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas.
7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Vai al contenutoIran: attacchi del 7 ottobre hanno accelerato il declino di Israele
L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha accelerato il declino di Israele. A sostenerlo è il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane mentre in Israele si commemora il terzo anniversario degli attacchi. "Il Fronte della Resistenza ha trasformato la sua strategia difensiva in una strategia offensiva per la legittima difesa del popolo palestinese e della sua terra, accelerando il declino del regime sionista", ha affermato Ali Abdollahi in una dichiarazione.
Gaza oggi, un cumulo di macerie a tre anni dal 7 ottobre
7 ottobre, ex ostaggio ricorda la sua prigionia
Strage 7 ottobre, Mattarella: terrorismo mai giustificato
Schlein: "L'orrore del 7 ottobre non ne giustifica un altro e i crimini di Netanyahu"
"Tre anni fa, il 7 ottobre, Israele ha subito l'attacco terroristico più sanguinoso della sua storia, con la barbara uccisione da parte di Hamas di oltre 1.200 civili. Un orrore che ancora addolora e che non può essere dimenticato, insieme alle vittime innocenti". Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein. "Abbiamo sempre detto che quell'orrore non ne giustifica altro. E dobbiamo tenere alta l'attenzione sul fatto che a Gaza i palestinesi continuano a morire sotto le armi dell'esercito israeliano e per mancanza di aiuti umanitari. In Cisgiordania il diritto internazionale viene calpestato quotidianamente dalle violenze dei coloni e dall'allargamento degli insiediamenti illegali. I crimini compiuti dal governo di Netanyahu non possono rimanere impuniti. La comunità internazionale deve fare ogni sforzo perché si raggiunga la pace, con la soluzione a due popoli e due Stati che hanno entrambi diritto a esistere, e a vivere in pace e in sicurezza".
Herzog su 7/10: "Restiamo uniti, siamo un solo popolo, questa è casa di tutti"
"Siamo un solo popolo. Questa è la casa di tutti noi. E per questa casa, e per la nostra storia comune, dobbiamo restare uniti". E' questo il messaggio che il presidente israeliano Isac Herzog ha voluto condividere in occasione del terzo anniversario del 7 ottobre, che porta con sé ''dolore, perdita e un ricordo che non potrà mai essere cancellato''. Da allora ''sono trascorsi tre anni'' e ''in questo periodo, ho ascoltato migliaia di storie'', ricostruisce Herzog su 'X', citando ''famiglie in lutto, sopravvissuti alla prigionia, combattenti, sfollati e volontari''. Herzoh parla di ''storie dal sud e dal nord, da ogni sfumatura della società israeliana. Storie di perdita, di sopravvivenza, di nostalgia e di dolore. Ma anche storie di rinascita, di comunità che risorgono, di persone che scelgono di andare avanti, di piantare un albero, di costruire una nuova casa, di apporvi una mezuzah e di camminare con lo sguardo rivolto al futuro. In tutte queste storie si intrecciano una profonda frattura e una forza incommensurabile. In tutte c'è una storia condivisa: la storia di tutti noi. Siamo un solo popolo. Questa è la casa di tutti noi. E questa casa, e la nostra storia condivisa, dobbiamo custodirla insieme''.
7 ottobre, centinaia di migliaia di israeliani in silenzio in memoria vittime
Centinaia di migliaia di israeliani, in oltre 500 localita' del Paese, si sono fermati a mezzogiorno in punto per un minuto di silenzio in memoria delle vittime uccise e dei caduti del 7 ottobre e per chiedere l'istituzione di una commissione d'inchiesta statale. Lo ha riferito l'October Council, precisando che all'iniziativa hanno partecipato ospedali, universita', scuole, enti locali, aziende e altre organizzazioni.
Merz, 7/10 profonda frattura: "Combattere antisemitismo con più determinazione"
''L'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 segna una profonda frattura. Commemoriamo le vittime, condividiamo il loro dolore. Dobbiamo affrontare l'antisemitismo con ancora maggiore determinazione. Le donne e gli uomini ebrei devono poter vivere qui senza paura''. Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz su 'X' nel terzo anniversario del 7 ottobre.
7 ottobre, famiglie soldatesse uccise: "Abbandonate, no perdono"
"Non c'è perdono, né mai ce ne sarà, per la perdita delle nostre ragazze. Per l'inferno che hanno vissuto nei loro ultimi istanti, per i fallimenti, per l'abbandono subito da loro e da noi. Non dimenticheremo e non perdoneremo". Lo hanno dichiarato le famiglie delle 16 soldatesse addette alla sorveglianza nella base di Nahal Oz, uccise il 7 ottobre 2023 nell'attacco di Hamas. La battaglia alla base di Nahal Oz è stata uno dei più gravi fallimenti dell'Idf quel giorno: in totale, nella base sono stati uccisi 53 soldati, di cui 31 combattenti e 22 non combattenti, tra cui le 16 soldatesse addette alla sorveglianza. Altri 10 sono stati rapiti: sette soldatesse addette alla sorveglianza e tre carristi. Nel periodo precedente all'attacco, i soldati addetti alla sorveglianza avevano lanciato allarmi riguardo ai terroristi che si addestravano, ma furono ignorati. Alcuni di questi militari - tra cui molte donne - hanno sostenuto che il sessismo abbia contribuito a far sì che i loro avvertimenti venissero trascurati.
Ben Gvir: "Va disarmata Anp per evitare altro 7/10"
''Disarmare l'Autorità palestinese'' per ''evitare un prossimo 7 ottobre''. Lo ha dichiarato il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir in occasione del terzo anniversario del 7 ottobre. ''Tre anni dopo sono qui, in piedi sulla linea di confine, vicino a Tulkarm, a pochi metri dalla Strada Statale 6 e non lontano da Netanya, Kfar Saba e dagli insediamenti di Sharon. E sto lanciando l'allarme'', ha detto Ben Gvir. ''È vietato ripetere lo stesso errore due volte. È vietato aspettare che il prossimo 7 ottobre arrivi anche qui. Dobbiamo disarmare l'Autorità Palestinese, smilitarizzarla e fermare coloro che minacciano i cittadini israeliani'', ha aggiunto. ''Il 7 ottobre ci ha insegnato che, di fronte a una minaccia, non si aspetta. Si agisce per primi!'', ha detto rilanciato sul suo account di 'X'.
Macron ricorda vittime 7/10: "Combattere antisemitismo e terrorismo, lavorare per pace"
"Combattere l’antisemitismo e il terrorismo, ovunque e sempre, lavorare per la pace e la sicurezza di tutti: questo è l’impegno della Francia". Così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron a tre anni al massacro del 7 ottobre 2023 in Israele. "7 ottobre. Tre anni da quando gli attacchi terroristici di Hamas sono costati la vita a oltre 1.200 persone, tra le quali 51 nostri connazionali - ha scritto nel post - Tre anni che condividiamo il dolore dello Stato di Israele e delle famiglie colpite dal lutto. Tre anni dopo non dimentichiamo né nomi, né volti: quelli di Maya, di Ohad, di Valentin e di tanti altri".
Idf distrugge memoriali palestinesi in Cisgiordania
Nel terzo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre, l'esercito israeliano ha distrutto diversi memoriali in Cisgiordania dedicati a palestinesi accusati di aver ucciso israeliani o deceduti durante scontri. Lo ha riferito l'Idf, precisando che le truppe sono intervenute in tutta la Cisgiordania "per distruggere monumenti dedicati a terroristi". I militari israeliani hanno distrutto un "memoriale dedicato al martire Yasser Hamdouni nella cittadina di Yaabad e sono state rimosse le foto di vari martiri in diversi punti della città di Jenin", ha reso noto Hala Abu Baker, portavoce del governatorato. Hamdouni era accusato di aver ucciso un colono israeliano nel 2003 ed è deceduto nel 2016 mentre scontava l'ergastolo. Le truppe israeliane hanno inoltre fatto irruzione nella città di Nablus, dove hanno "distrutto cinque memoriali dedicati ai martiri in diverse zone della citta'" e arrestato numerosi residenti, ha dichiarato il vicesindaco Iyad Bakeer. Parallelamente, a Beit Duqqu, l'esercito ha distrutto l'abitazione di Qadri Samara, palestinese accusato di aver ucciso un colono israeliano il mese scorso.
Famiglie addette alla sorveglianza uccise il 7/10: "Non dimentichiamo e non perdoniamo"
"Non dimenticheremo e non perdoneremo". Ad affermarlo è Dror Ashram, la cui figlia, la sergente Shay Ashram, è stata uccisa il 7 ottobre insieme ad altre 15 commilitone, addette alla sorveglianza come lei nella base di Nahal Oz. "Alle 6.29 del mattino, tre anni fa, quando si aprirono le porte dell’inferno, nessuno di noi avrebbe potuto immaginare che sarebbe accaduto il peggio", sottolinea Dror Ashram. "Siamo qui tre anni dopo e non c’è perdono, e non ci sarà mai, per aver perso le nostre ragazze. Per l’inferno che hanno attraversato nei loro ultimi momenti, per i fallimenti, per il loro abbandono e per quello di noi familiari. Non dimenticheremo e non perdoneremo", spiega. Gli investigatori militari descrivono la battaglia alla base di Nahal Oz come uno dei più gravi fallimenti dell’Idf il 7 ottobre. Complessivamente, 53 soldati furono uccisi nella base: 31 militari combattenti e 22 non combattenti, tra cui 16 soldatesse addette alla sorveglianza. Altri 10 furono rapiti: sette soldatesse addette alla sorveglianza e tre soldati. Ashram chiede che l’Idf riconosca l’eroismo delle soldatesse: "Tutte loro, senza eccezione, hanno dimostrato straordinario coraggio, cameratismo, determinazione e fermezza nel perseguire il proprio compito di fronte al nemico", sottolinea, secondo quanto riportato da Channel 12. "L’eroismo in battaglia si misura in molti modi. Trovarsi nel mezzo dell’inferno, in preda a una paura mortale, dentro un rifugio violato da ogni lato, e capire che potrebbero essere i tuoi ultimi momenti, ma consegnare comunque il tuo telefono alle tue amiche affinché possano salutare i propri genitori: questo è eroismo", aggiunge: "Calmare le tue amiche e persino i tuoi stessi genitori, quando tu per prima sei terrorizzata: questo è eroismo. Rilanciare le granate che i terroristi hanno lanciato nel rifugio, quando sei a piedi nudi, in pigiama e a mani nude: questo è eroismo. Vedere dalle telecamere i terroristi mentre irrompono attraverso la recinzione. E continuare a riferire via radio, con professionalità e sangue freddo, guidando le forze per permettere loro di salvare altre persone: questo è eroismo!", sottolinea Ashram. Nei mesi precedenti all’invasione e al massacro del 2023 guidati da Hamas, le soldatesse addette alla sorveglianza avevano inviato segnalazioni riguardo all’addestramento di terroristi in vista dell’attacco, ma furono notoriamente ignorate. Alcune delle soldatesse addette alla sorveglianza, molte delle quali donne, hanno affermato che il sessismo abbia avuto un ruolo nel fatto che i loro avvertimenti siano stati ignorati.
7 ottobre, madre ex ostaggio: "Governo cerca farci dimenticare"
Einav Zangauker, madre dell'ex ostaggio Matan, divenuta una figura di spicco della protesta per riportare i rapiti da Gaza, ha criticato duramente il governo israeliano per non essersi assunto la responsabilità di quanto accaduto il 7 ottobre 2023 e per essersi rifiutato di istituire una commissione d'inchiesta statale. "Cercano di farci dimenticare ciò che è successo il 7 ottobre", ha dichiarato alla Radio dell'Esercito. "Noi non dimenticheremo, pretenderemo la verità perché è la nostra eredità. In loro memoria e per il loro bene", ha aggiunto. Il figlio, Matan Zangauker, tra gli ultimi a essere rilasciato l'ottobre dell'anno scorso, era stato rapito nella sua abitazione nel kibbutz Nir Oz insieme alla fidanzata, Ilana Gritzewsky, liberata nel novembre 2023.
Idf: "Lancia operazioni antiterrorismo in tutta la Cisgiordania"
Durante la notte l'Idf ha lanciato diverse operazioni in tutta la Cisgiordania durante la notte, arrestando e interrogando decine di sospettati ricercati, accusati di coinvolgimento in attività terroristiche e incitamento all'odio, tra cui l'espressione di sostegno a Hamas per il 7 ottobre 2023. Lo riferisce Times of Israel. L'agenzia di stampa Wafa riporta che l'esercito ha fatto irruzione in diverse abitazioni del villaggio di Beit Duqqu, a nord-ovest di Gerusalemme Est, nelle prime ore di oggi. Ci sono stati arresti tra i residenti e interrogatori sul campo.
Burnham ricorda vittime 7/10: "Faremo tutto il possibile per sradicare antisemitismo"
Andy Burnham ricorda "coloro che sono stati uccisi senza motivo dai terroristi di Hamas" il 7 ottobre 2023 in Israele. "L'impatto degli attacchi è stato sentito non solo in Israele, ma nelle comunità ebraiche di tutto il mondo che ancora portano il peso degli eventi tragici di quel giorno", ha scritto in un post su X il premier britannico, denunciando come negli anni successivi al massacro si sia assistito "nel Regno Unito a un aumento preoccupante dei comportamenti antisemiti". "Voglio la comunità ebraica britannica senta dire questo direttamente da me: siamo al vostro fianco. Non saranno tollerati abusi e violenze contro di voi, in qualsiasi forma - ha rimarcato - In patria siamo impegnati a proteggere i nostri cittadini da un odio vile. All'estero, continuiamo a lavorare per una soluzione a due stati, con israeliani e palestinesi che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza". "Non c'è posto per l'antisemitismo in questo Paese - ha concluso - faremo tutto il possibile per sradicarlo".
M.O., Operazioni Idf in Cisgiordania: arresti e interrogatori
Le forze israeliane hanno lanciato diverse operazioni in tutta la Cisgiordania durante la notte, arrestando e interrogando decine di sospetti ricercati, accusati di coinvolgimento in attività terroristiche e incitamento all'odio, tra cui l'espressione di sostegno all'offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023. Lo riferiscono le IDF secondo i media israelaini. L'agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA riferisce che le truppe hanno effettuato un raid nel villaggio di Beit Duqqu, a nord di Gerusalemme, e nel quartiere di Isawiyah, a Gerusalemme Est.
Fonti Ue: "Su sanzioni colonie illegali dibattito in stallo"
Non sono previsti 'passi in avanti' sulla discussione riguardante le sanzioni alle colonie israeliane illegali in Cisgiordania nel corso del prossimo Consiglio Affari esteri che si terrà lunedì a Lussemburgo. Lo conferma una fonte europea. Da tempo il dibattito va avanti tra gli stati senza trovare una linea comune per infliggere sanzioni contro i coloni israeliani e il blocco del commercio di beni provenienti dagli insediamenti illegali in Cisgiordania. La fonte riferisce che il dibattito e' 'in stallo'. Intanto, circa un mese fa, il Regno Unito insieme ad altri 11 Paesi (Francia, Canada, Spagna, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia) hanno annunciato sanzioni che prevedono lo stop al commercio dei prodotti Stop al commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti della West Bank e restrizioni mirate.
Iran, Rubio: "Ha perso completamente il controllo di Hormuz"
"L'Iran ha perso completamente il controllo dello Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nella conferenza stampa ad Atene con il suo omologo greco, Giorgos Gerapetritis.
Idf: "100.000 obiettivi colpiti dall'inizio della guerra su tutti i fronti"
A tre anni dall'inizio della guerra con il massacro del 7 ottobre 2023, l'Idf comunica di aver colpito circa 100.000 obiettivi su tutti i fronti: 65.000 a Gaza, 28.000 in Libano e Siria, 4.500 in Iran e 80 in Yemen. Contro Israele sono stati lanciati circa 31.500 tra razzi e missili: 20.000 dal Libano, 10.200 da Gaza, 1.200 dall'Iran, 90 dallo Yemen e 50 dalla Siria. Sul fronte delle perdite, 970 soldati dell'Idf sono caduti sul campo, e oltre il 70% dei feriti in combattimento è tornato in servizio.
Iran, Rubio: "Ha perso diverse occasioni per intesa su nucleare"
L'Iran ha mancato diverse opportunità per raggiungere un accordo con gli Stati Uniti sul proprio programma nucleare. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in conferenza stampa ad Atene con il suo omologo greco, Giorgos Gerapetritis. "L'Iran non avrà mai un programma nucleare. Sta cercando di far uscire le nostre forze dalla regione e il presidente Trump non lo accettera'", ha affermato Rubio. Quanto allo stretto di Hormuz, Rubio ha assicurato che è "aperto" e che "le quantita' di petrolio che lo attraversano ora sono esattamente le stesse di prima della sua chiusura".
Ft: "A comandanti petroliere per Hormuz 100 mila dlr/mese"
Arrivano a 100 mila dollari al mese lo stipendio dei comandanti delle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. In più, ricevono un bonus di 50.000 dollari per ogni viaggio. Lo rivela il Financial Times spiegando che è questa la cifra che gli armatori stanno offrendo come "indennita' di rischio" per convincere i marittimi a imbarcarsi. Per i marinai, in genere, lo stipendio mensile è invece di 1.500 dollari mentre per i capitani arriva a circa 15 mila dollari: ma questo importo raddoppia se navigano nel Mar Rosso meridionale e nel Golfo di Oman. E arriva a essere dalle 4 alle 6 volte in piu' nel momento che transitano nello Stretto. Si tratta di un'indennita' di rischio per il pericolo costante di attacchi iraniani con missili e droni. La maggior parte dei marittimi proviene da comunita' piu' povere di paesi come le Filippine, l'India e l'Indonesia, oltre che dalla Russia, dall'Ucraina e dall'Europa orientale. Sono in genere attratti da questa professione impegnativa grazie a salari che sono gia' di gran lunga superiori a quelli che potrebbero guadagnare nel proprio paese.
7 ottobre, il murale sulla separazione di Noa Argamani e Avinatan Or
Nel terzo anniversario dell’attacco dei terroristi di Hamas, lo street artist aleXsandro Paolombo ha ricreato una delle immagini simbolo del Nova Music Festival. La ragazza, rapita e portata via in motocicletta, tende il braccio verso il fidanzato, catturato da altri terroristi. Pochi giorni fa Israele ha annunciato l’uccisione dell'uomo indicato come il conducente della moto
7 ottobre, a Milano il murale sulla separazione di Noa e Avinatan
Vai al contenutoMedia: "Riapre traffico aereo a scalo Aden colpito dagli Houthi"
Fonti locali riferiscono che l'aeroporto internazionale di Aden ha ripreso i voli questa mattina dopo essere stato attaccato da droni suicidi Houthi e due missili balistici. Lo scrive Al-Jazeera. Un volo civile in arrivo dal Cairo è stato dirottato ed è atterrato all'aeroporto di Jeddah. Mancavano solo pochi minuti all'atterraggio ad Aden quando gli Houthi hanno colpito l'aeroporto. Il Ministero dei Trasporti ha dichiarato di aver evacuato il personale aeroportuale e i due aerei rimanenti dall'aeroporto.
Tajani: "Onoriamo memoria vittime 7/10, lavoriamo per pace e soluzione 2 Stati"
''Nel terzo anniversario del 7 ottobre il mio pensiero va alle vittime degli attacchi terroristici di Hamas e alle loro famiglie. Onorare la loro memoria e quella di tutti gli ostaggi resta un dovere della comunità internazionale''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. ''Continueremo a lavorare per la pace e la stabilità in Medio Oriente, nella prospettiva di una soluzione politica dei due Stati che garantisca sicurezza di Israele e diritti, dignità e futuro al popolo palestinese'', ha aggiunto il titolare della Farnesina.
Media Israele: "Aperta indagine su funzionari Trasporti per le falle sul copilota"
I media israeliani riferiscono che la polizia ha aperto un'indagine su due alti funzionari del ministero dei Trasporti sulle falle nella sicurezza che hanno portato all'attentato al volo Flydubai diretto a Tel Aviv la scorsa settimana. Intanto il sito di notizie Walla riporta la preoccupazione di Israele: gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare la conformità del Paese ai requisiti del Programma di esenzione dal visto, a seguito della mancata verifica del copilota omanita a bordo del volo Flydubai diretto in Israele. Uno dei requisiti previsti dall'accordo con gli Stati Uniti è che Israele riceva ed esamini tutte le informazioni riguardanti i passeggeri e gli equipaggi aerei in arrivo nel Paese.
Crosetto: "7 ottobre ha segnato frattura profonda, nessuna giustificazione possibile"
"Il 7 ottobre 2023 ha segnato una frattura profonda, la cui ferita resta ancora aperta. Quel giorno Hamas scatenò contro la popolazione di Israele un attacco terroristico di inaudita ferocia, colpendo deliberatamente civili inermi, uccidendo, ferendo e rapendo donne, uomini, anziani e bambini. Un atto disumano e ingiustificabile, che ha dato inizio a una spirale di violenza dalle conseguenze drammatiche. Non c’è giustificazione possibile. La condanna di Hamas deve rimanere ferma e senza ambiguità. Il terrorismo non può trovare spazio né essere oggetto di relativismi. E non può esserci spazio per l’antisemitismo che va respinto senza esitazioni e senza ambiguità". Così, su X, il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Ma ricordiamo sempre che Hamas non è il popolo di Gaza, né rappresenta il popolo palestinese. Deve quindi restare altrettanto ferma la condanna per ogni violenza contro la popolazione civile di Gaza - sottolinea - che ha pagato e continua a pagare un prezzo intollerabile. La sofferenza di un popolo non può renderci indifferenti a quella di un altro. Le vittime non possono mai diventare semplici effetti collaterali della guerra. Proteggere la popolazione civile, rispettare il diritto internazionale umanitario e affermare il diritto di Israele a vivere in sicurezza sono principi che devono essere affermati insieme, senza contrapporli gli uni agli altri, nella prospettiva di due Stati che vivano l’uno accanto all’altro all’interno di confini riconosciuti. A tre anni da quel drammatico 7 ottobre, anche a nome della Difesa rinnovo la vicinanza alle vittime e alle loro famiglie".
Mattarella: "Due popoli due Stati. Fermare inaudita violenza"
"Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze. Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor piu' da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravita'". Lo afferma Sergio Mattarella in un passaggio della sua dichiarazione a tre anni dal 7 Ottobre. "Allo stesso tempo - riprende il Presidente della Repubblica - e' inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all'Autorità Nazionale Palestinese. La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva 'Due Popoli, Due Stati', per poter vivere pacificamente, fianco a fianco. L'Italia continuera' a sostenere ogni sforzo volto a questo obiettivo".
Mattarella: "A Gaza devastazione umana e materiale di intollerabile gravità"
"Gli atti ripugnanti che, con estrema e disumana crudeltà, furono commessi il 7 ottobre 2023 hanno riaperto nella regione una drammatica fase di instabilità e violenze. Alle atroci sofferenze causate si aggiungono quelle che, ancor più da allora, gravano su moltitudini di palestinesi. Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità. Allo stesso tempo è inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all'Autorità Nazionale Palestinese. La spirale di inaudita violenza va fermata, ricreando invece i presupposti, oggi profondamente compromessi, della convivenza tra israeliani e palestinesi nella prospettiva "Due Popoli, Due Stati", per poter vivere pacificamente, fianco a fianco". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione in occasione dell'anniversario del 7 ottobre.
Meloni ricorda il 7 ottobre: "Rinnoviamo l'impegno contro l'antisemitismo"
"Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, gli attacchi terroristici di Hamas massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie e rinnoviamo la nostra vicinanza ai loro cari, a chi ha subito l'orrore del sequestro e al popolo israeliano". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una nota di Palazzo Chigi. "Il tempo trascorso - aggiunge - non attenua la gravità di quei crimini. Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordarlo significa anche rinnovare l'impegno contro ogni forma di antisemitismo".
Kallas: "Ue a fianco Israele in ricordo 7 ottobre, Hamas si disarmi"
"Gli attacchi del 7 ottobre sono stati un atto barbaro di terrorismo. Oggi, siamo al fianco di Israele nel ricordare ogni vita spezzata e distrutta per mano dei terroristi di Hamas. I nostri pensieri vanno alle vittime, ai sopravvissuti, alle loro famiglie e a tutti coloro che continuano a portare il peso di quel terribile giorno". Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, sottolineando l'importanza di "respingere fermamente ogni forma di antisemitismo in tutta Europa. Le comunità ebraiche devono poter vivere apertamente, in sicurezza e senza paura". Hamas, prosegue, "ha inflitto indicibili sofferenze al popolo israeliano e ha lasciato devastazione sulla sua scia", e "deve disarmarsi affinché il Piano di pace per Gaza possa andare avanti".
Pasdaran: "Futuro della regione determinato dal ritiro completo degli aggressori"
Il futuro della regione sarà determinato dalla sicurezza collettiva dei paesi musulmani e dal ritiro completo degli aggressori". Lo ha affermato Yadollah Javani, vicecomandante delle Guardie Rivoluzionarie. "Le capacità delle nostre forze armate nei settori missilistico, dei droni e navale hanno modificato gli equilibri nel Golfo Persico e nel Mare di Oman" ha sottolineato, citato dalla TV di Stato. "In passato - ha detto ancora - decine di navi da guerra e imbarcazioni straniere si muovevano nel Golfo Persico, ma oggi le forze navali nemiche non osano più avvicinarsi e si sono ritirate a oltre 1.000 km di distanza dalle nostre acque territoriali".
7 ottobre, Bibas a famiglia: "perdono per essere sopravvissuto"
Yarden Bibas, l'unico sopravvissuto della famiglia divenuta simbolo del dramma degli ostaggi israeliani nele mani di Gaza, ha pubblicato sui social media un messaggio in cui chiede perdono alla sua famiglia. "Shiri, Ariel e Kfir. Scusatemi. Scusatemi se voi siete lassu' e io sono qui", scrive l'uomo "Vi amo piu' di ogni altra cosa al mondo. Sempre. Per sempre". Bibas e' stato rilasciato l'anno scorso nell'ambito del secondo accordo di tregua con Hamas. Anche i corpi di Shiri, Ariel (4 anni) e Kfir (1 anno) sono stati restituiti nell'ambito dello stesso accordo. Un'autopsia ha stabilito che erano stati assassinati dai loro carcerieri di Hamas durante la prigionia a Gaza.
Media, 'Mamdani a veglia per 7 ottobre, poi vedrà palestinesi di New York'
Secondo il programma diffuso dal suo ufficio, il sindaco di New York City Zohran Mamdani parteciperà questa sera a una "veglia in memoria del 7 ottobre". Subito dopo, Mamdani ha in programma di incontrare cittadini newyorkesi di origine palestinese. Lo scrive il Times of Israel. L'anno scorso, ricorda la testata israeliana, Mamdani ha partecipato a una veglia per il 7 ottobre dedicata alle vittime israeliane e palestinesi del conflitto, organizzata da un gruppo israeliano di sinistra della città chiamato 'Israelis for Peace'.
7 ottobre, Macron: "sempre impegnati contro l'antisemitismo"
Emmanuel Macron ha ribadito l'impegno della Francia nella lotta contro l'antisemitismo e il terrorismo e nel perseguimento della pace e della sicurezza per tutti. In occasione del terzo anniversario dei "brutali" attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele, il presidente francese ha ricordato sui social che "combattere l'antisemitismo e il terrorismo - ovunque e sempre - e lavorare per la pace e la sicurezza per tutti e' l'impegno della Francia". Macron ha espresso la propria solidarieta' a Israele e alle famiglie delle vittime. "A distanza di tre anni, non dimentichiamo ne' i nomi ne' i volti", ha affermato citando Maya, Ohad e Valentin, alcune delle vittime di nazionalita' francese.
Houthi, 'interrotto traffico aereo a Riad e Abha, abbattuto velivolo saudita'
"Le nostre forze armate hanno condotto due operazioni militari che hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Abha e la base aerea di Khamis Mushait (entrambi in Arabia Saudita, ndr) con un numero di missili balistici e droni, portando alla sospensione del traffico aereo all'aeroporto di Abha e a danni nella base di Khamis Mushait". Lo scrive su X il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree. Secondo Saree i droni contro l'aeroporto Re Khalid di Riad hanno portato a "un'interruzione del traffico aereo nell'aeroporto". Inoltre, rivendica il militare, "le nostre forze armate hanno condotto un'operazione militare di tipo speciale che ha preso di mira il campo di Al-Dughayrir a Jizan, il campo di Aakifah ad Asir e il campo di Al-Mawsim a Jizan, che ospitano concentramenti del nemico saudita, utilizzando un gran numero di missili balistici e droni. I colpi hanno provocato decine di morti e feriti, tra cui soldati e ufficiali sauditi, oltre alla distruzione di diversi depositi di armi". Inoltre, sostiene sempre l'ufficiale houthi, "le nostre forze armate sono riuscite ad abbattere un aereo da ricognizione armato di tipo 'CH-4' appartenente al nemico saudita mentre stava eseguendo missioni ostili nei cieli della provincia di Al-Jawf".
Houthi colpiscono con due missili l'aeroporto di Aden, scalo evacuato
Due missili lanciati dagli Houthi hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Aden, nello Yemen, senza tuttavia causare vittime. E' quanto riporta Al-Jazeera, citando propri report e le autorità su X. Due esplosioni, secondo testimonianze, hanno scosso la città. Fonti e documenti locali indicano che i missili sono caduti sulla pista dell'aeroporto e nelle aree circostanti, in concomitanza con il sorvolo dello spazio aereo da parte di droni. Il Ministero dei Trasporti yemenita ha annunciato che l'aeroporto internazionale di Aden è stato evacuato e due aerei sono stati trasferiti in zone sicure in seguito all'attacco degli Houthi. Il Ministero dei Trasporti dello Yemen ha condannato gli Houthi per aver preso di mira l'aeroporto internazionale di Aden con due missili balistici e diversi droni esplosivi. In una dichiarazione su X, il ministero ha definito l'azione "un vile attacco che ha esposto a un pericolo reale le vite di passeggeri, lavoratori ed equipaggi di volo". Il portavoce di Ansar Allah, cioè gli Houthi, ha dichiarato che il gruppo ha preso di mira con missili balistici "rifornimenti militari sauditi" che, a suo dire, erano giunti al campo di Badr, vicino all'aeroporto di Aden.
Houthi, colpito aeroporto Riad con missile balistico
Quello contro l'aeroporto internazionale King Khalid e' l'ultimo di una serie di attacchi diretti contro lo scalo della capitale saudita. "Le nostre forze armate hanno appena colpito l'aeroporto King Khalid di Riad con un missile balistico. L'attacco e' andato a segno, per grazia di Dio, e ha causato l'interruzione del traffico aereo nello scalo", ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, su X. In un altro messaggio, gli Houthi hanno riferito di aver preso di mira anche forniture militari presso un accampamento vicino all'aeroporto di Aden, la capitale provvisoria del governo yemenita. Queste ultime rivendicazioni degli Houthi sono giunte a poche ore di distanza dall'annuncio della coalizione a guida saudita che sostiene il governo yemenita secondo cui le proprie forze avrebbero intercettato, a nord di Riad, un missile balistico lanciato dal gruppo filo-iraniano e mentre i ribelli dichiaravano di riuscire a mantenere le proprie posizioni di fronte all'offensiva delle forze governative yemenite, supportate dalla potenza aerea della coalizione.
Teheran, 'supportiamo l'integrità e la sovranità nazionale del Libano'
"La posizione di principio dell'Iran conferma il sostegno all'integrità territoriale e alla sovranità nazionale del Libano". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante un incontro con Jean Arnault, Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano, in visita nel Paese. Secondo l'agenzia Tasnim, Araghchi ha inoltre sollecitato un "intensificarsi degli sforzi e delle iniziative dell'Onu per porre fine all'aggressione e all'occupazione da parte del regime sionista in Libano" e ha espresso la disponibilità dell'Iran a collaborare con le Nazioni Unite e i Paesi della regione per favorire la stabilità e la sicurezza nel Paese.
7 ottobre: Barrot in Israele incontra parenti vittime francesi
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, e' in Israele per partecipare alle commemorazioni dell'attacco del 7 ottobre 2023. "Oggi sono in Israele per rendere omaggio alle vittime del 7 ottobre. Quel giorno, Hamas ha perpetrato il peggior massacro antisemita dai tempi della Shoah, nel quale hanno perso la vita 51 cittadini francesi", ha annunciato il capo della diplomazia su. "Non li dimenticheremo mai. Nulla cancellera' i loro volti ne' i loro nomi", ha aggiunto nel messaggio, accompagnato da un elenco dei nomi delle vittime. Secondo un comunicato del suo ministero, Barrot si rechera' a Tel Aviv, Be'eri, Nir Oz e Re'im. In particolare, partecipera' alle commemorazioni nel luogo del festival Nova, dove furono uccise oltre 300 persone. Il ministro incontrera' inoltre i familiari delle vittime, in particolare quelle francesi. Ad agosto Barrot ha definito "insopportabili e disumane" le dichiarazioni del ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir, il quale aveva affermato che Israele dovrebbe uccidere "30 o 40" persone "ogni notte a Gaza". Inoltre, all'inizio di settembre, ha annunciato che la Francia - al pari di altri 11 Paesi - avrebbe "posto fine al commercio con gli insediamenti israeliani situati nei territori palestinesi occupati" in reazione alle violenze perpetrate dai coloni in Cisgiordania.
Iran: colpita petroliera a Hormuz, evacuato equipaggio
L'aeronautica militare dell'Oman ha evacuato 10 membri dell'equipaggio di una petroliera battente bandiera panamense in seguito a un attacco nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa omanita, la petroliera On Peace e' stata colpita ieri a 9 miglia nautiche (circa 17 km) dalla citta' portuale omanita di Limah. L'attacco ha provocato un incendio a bordo della nave. "I membri dell'equipaggio sono stati trasportati all'ospedale di Khasab, nel governatorato di Musandam, dove hanno ricevuto cure mediche", ha dichiarato il ministero in un comunicato stampa.
Houthi bersagliano l'aeroporto di Riad, l'Arabia intercetta un missile
La coalizione a guida saudita ha dichiarato oggi di aver intercettato un missile balistico lanciato dagli Houthi contro l'Arabia, mentre le forze governative sostenute dal regno combattono per riconquistare territori sottratti dal gruppo yemenita durante un'offensiva lampo. I combattenti filo-iraniani hanno affermato da parte loro di aver colpito diversi aeroporti tra cui quello di Riad, mentre l'agenzia di stampa governativa yemenita Saba ha riferito di missili e droni diretti contro l'aeroporto di Aden nello Yemen.
Raid israeliano su Gaza nell'anniversario del 7 ottobre, due morti
Due persone sono morte oggi in seguito ad attacchi dell'esercito israeliano su Gaza, nel giorno dell'anniversario dei massacri del 7 ottobre 2023 perpetrati dal movimento islamista Hamas partendo dall'enclave palestinese. L'ospedale Al-Shifa di Gaza City ha riferito che due persone sono rimaste uccise in un attacco. La Protezione civile di Gaza ha identificato una delle vittime come un volontario dell'agenzia, che opera come servizio di soccorso d'emergenza sotto l'egida di Hamas. Forti esplosioni sono state udite oltre il confine, in Israele, dai familiari delle vittime del 7 ottobre radunatisi all'alba sul luogo del festival Nova per rendere omaggio agli oltre 300 partecipanti uccisi tre anni prima.
Idf, colpiti circa 100mila obiettivi da 2023
Dall'inizio della guerra, sono stati colpiti circa 100.000 obiettivi su vari fronti, tra cui circa 65.000 nella Striscia di Gaza, circa 28.000 in Libano e Siria, circa 4.500 in Iran e circa 80 nello Yemen. Lo rendono noto le Forze armate israeliane.
Tre anni dal 7 ottobre, minuto di silenzio alla Knesset
Sono passati tre anni dall'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele. Il Consiglio di Ottobre, che rappresenta le famiglie dei soldati caduti e i sopravvissuti alla prigionia, insieme ad altri partecipanti, si e' riunito per un minuto di silenzio davanti alla Knesset. I partecipanti tenevano in mano cartelli con le foto degli ostaggi uccisi e alcuni sventolavano bandiere israeliane. Il 7 ottobre 2023 causo' la morte di circa 1.200 persone e il rapimento di 251, nel giorno piu' sanguinoso della storia di Israele. Le cerimonie in memoria dell'attacco iniziano alle 6,29 del mattino, l'ora locale in cui inizio' l'attacco. A quell'ora, i sopravvissuti e i familiari delle vittime si riuniranno al Kibbutz Re'im, sede del festival musicale Nova, dove i terroristi massacrarono 378 persone e ne presero in ostaggio 44, portandole a Gaza. Cerimonie ed eventi commemorativi si svolgeranno durante la giornata in tutto il Paese. Alcuni comuni esporranno le bandiere a mezz'asta. La cerimonia principale, organizzata dai sopravvissuti e dai familiari delle vittime, si terra' alle 21,15 presso il Parco Yarkon di Tel Aviv, con la curatela dell'organizzazione Kumu ("Alzati"). Lunedi' scorso, giorno della commemorazione ebraica stabilito dal governo, si sono svolte le cerimonie ufficiali di Stato in memoria dell'attentato. Anche le comunita' ebraiche di tutto il mondo terranno eventi commemorativi.