Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran USA, Trump: "Confronto costruttivo. No attacchi prima del 3 novembre"

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"Non attaccheremo l'Iran prima delle elezioni di metà mandato". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che gli Stati Uniti stanno avendo "discussioni produttive" con l'Iran. Il ministro della Difesa Crosetto annuncia 500 uomini in Arabia Saudita ma, chiarisce, "non è una nuova missione". Houthi attaccano scali aeroportuali sauditi: colpito quello di Riad

in evidenza

"Non attaccheremo l'Iran prima delle elezioni di metà mandato". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che gli Stati Uniti stanno avendo "discussioni produttive" con l'Iran.

Intanto gli Houthi hanno annunciato di avere colpito con un missile l'aeroporto Re Khalid a Riad, in Arabia saudita. L'attacco, ha scritto su X il portavoce militare Yahya Saree, ha "avuto successo" ha causato "danni e l'interruzione del traffico aereo". 

Il governo saudita ha poi annunciato che i detriti caduti dopo l'intercettazione di un missile balistico hanno causato danni materiali a un asilo e a un complesso medico.

Ad aiutare Riad c'è anche l'Italia: "Nell'area dell'Arabia Saudita ci sono attualmente circa 500 militari, suddivisi in una task force air e in una task force land", ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo in audizione sull’attacco alla base di Ta’if e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita. E ha aggiunto: L"'Arabia Saudita chiede nostro aiuto per difendersi da possibili attacchi".

Il Pentagono ha dato alcuni giorni fa istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) di completare i preparativi per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando funzionari Usa. La direttiva non indicava una data specifica per l'avvio degli attacchi e il presidente Donald Trump non ha ancora preso decisioni definitive. Tuttavia, fonti di Usa e Israele hanno affermato che l'azione potrebbe avvenire prima delle midterm di novembre e, forse, prima delle elezioni israeliane di una settimana prima. Nel mirino, obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. 

Gli approfondimenti:

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Iran, media: esplosioni nello stretto di Hormuz

Secondo quanto riportato dai media iraniani, si sono verificate diverse "esplosioni di grande portata" nel canale meridionale dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars, che cita fonti militari anonime, alcune petroliere che percorrevano rotte "non autorizzate" potrebbero aver urtato delle mine marine dispiegate nella zona. Le esplosioni segnalate si verificano in un periodo di forte tensione nello stretto, dove l'Iran ha avvertito le navi di non utilizzare rotte non autorizzate da Teheran

Nyt: Pentagono elabora nuovi piani di attacco contro l'Iran

Il Pentagono sta preparando opzioni per riavviare operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Tre portaerei arriveranno presto in Medio Oriente e il Dipartimento della Difesa ha elaborato piani per colpire l'arsenale di droni e missili dell'Iran, ma anche gli impianti energetici e altri siti militari. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali sono state messe a punto diverse opzioni per una campagna di attacchi della durata di tre giorni. Donald Trump ha smentito nelle ultime ore che ci sarà un attacco all'Iran prima delle elezioni di metà mandato.

Rincari, dai prezzi dei carburanti a energia: impatto della guerra in Iran sugli italiani

Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.

Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani

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Consolato britannico a Gerusalemme non chiuderà

Petrolio, scorte e prezzi dei carburanti: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran

Ieri il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio: una decisione che avrà delle conseguenze sui prezzi di benzina e gasolio e anche sulle scorte mondiali. Di questo si è parlato a "Numeri", il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026.

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La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo

Google ha aggiornato le foto di alcune porzioni del territorio palestinese che documentano ulteriormente il livello di distruzione portato dai bombardamenti e dall’intervento dell’esercito israeliano.

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Volo FlyDubai, Trump: "Dietro c'è Iran". Media: "Israele era pronto ad abbattere l'aereo"

 Il presidente americano non ha specificato da dove derivi la sua convinzione. Intanto, emergono altri dettagli su quei minuti di terrore: i militari dello Stato ebraico avevano alzato i caccia e valutato l'abbattimento del volo, ma i jet erano stati successivamente richiamati quando il velivolo aveva puntato verso l'Arabia.

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Putin vede Pezeshkian: "Pronti a tutto per soluzione"

La Russia è pronta "a fare qualsiasi cosa per aiutare l'Iran a sistemare la situazione in Medio Oriente". Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, dopo aver incontrato a Turkmenbashi l'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. 

Gaza oggi, un cumulo di macerie a tre anni dal 7 ottobre

"Steadfast Noon", cosa sappiamo sull’esercitazione nucleare Nato che si svolgerà in Italia

L'Italia si prepara a ospitare "Steadfast Noon", la maxi-esercitazione nucleare della Nato, tra tensioni geopolitiche e un principio di scontro sulla trasparenza del Governo. Dal 13 ottobre, i cieli della penisola e del Mar Tirreno diventeranno il teatro di una simulazione su larga scala che evoca scenari di guerra atomica. L'evento ha scatenato la reazione immediata delle opposizioni e innescato un piccolo cortocircuito comunicativo tra Roma e i vertici dell'Alleanza atlantica sulla reale natura delle operazioni.

Steadfast Noon, cosa sappiamo su esercitazione nucleare Nato in Italia

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Arabia Saudita: Houthi, interrotto traffico in due aeroporti

Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha affermato che gli ultimi attacchi del movimento filoiraniano all'Arabia Saudita hanno causato l'interruzione del traffico aereo nei due aeroporti colpiti: lo scalo internazionale Re Khalid, colpito con due missili da crociera, a Riad e quello di Narjan, raggiunto da missili balistici. Un altro attacco balistico sferrato oggi ha colpito la base aerea saudita di Khamis Mushait, ha aggiunto Saree. 

Trump: il petrolio transita nello stretto di Hormuz in quantità record

Donald Trump chiarisce: il petrolio transita attraverso lo Stretto di Hormuz in quantità record. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. "Voglio chiarire a tutti che, sebbene l'Iran sia in condizioni pessime sia sul piano economico che su quello militare e nonostante il blocco rimanga pienamente in vigore, il petrolio  transita attraverso lo Stretto di Hormuz in quantità record (22 milioni di barili solo la scorsa notte, senza che nemmeno un barile provenisse dall'Iran o fosse diretto verso l'Iran)", ha scritto Trump.

Arabia Saudita: Lufthansa sospende voli per Riad fino al 16/10

I vettori del gruppo Lufthansa sospenderanno fino al 16 ottobre i collegamenti con Riad a causa degli "attuali sviluppi in Medio Oriente". Lo riferisce a Reuters un portavoce della compagnia aerea tedesca

Iran, Trump: confronto costruttivo. No raid prima 3/11

"Non attaccheremo l'Iran prima delle elezioni di metà mandato". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che gli Stati Uniti stanno avendo "discussioni produttive" con l'Iran

Houthi rivendicano il terzo raid della giornata sull'aeroporto di Riad

"Le nostre forze armate hanno preso di mira questa sera l'aeroporto Re Khalid a Riad con due missili cruise, l'aeroporto di Najran con un missile balistico, e la base aerea a Khamis Mushait con un missile balistico, e i colpi sono stati precisi e diretti, causando l'interruzione del traffico aereo nei due aeroporti, danni a essi e alla base aerea". Lo rivendica su X il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree.

Attacco Houthi su scalo Riad, almeno un aereo danneggiato

Almeno un aereo è stato gravemente danneggiato in un attacco compiuto dagli Houthi sull'aeroporto di Riad, in Arabia Saudita. Lo hanno riferito fonti informate.

Yemen, forze governative attaccano gli Houthi vicino a Taiz: 23 feriti

Le forze governative yemenite hanno ferito 23 combattenti Houthi nel distretto di Jabal Habashi a ovest di Taiz. E' quanto riferisce 'Al Jazeera' che cita il Taiz Axis Media Centre gestito dal governo. Aerei da guerra hanno preso di mira il gruppo su una strada che collega i distretti di al-Haqal e al-Qahaf. Il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, afferma che il suo esercito ha compiuto più di 2.100 attacchi contro gli Houthi, con la presunta morte di 1.860 combattenti, dall'inizio della controffensiva all'Alba dello Yemen.

Capo nucleare Iran: "Non rinunceremo ad arricchire l'uranio"

Il capo dell'agenzia iraniana per l'energia atomica Mohammad Eslami ha dichiarato che Teheran non rinuncerà al proprio diritto di arricchire l'uranio né cederà le proprie scorte, nonostante le pressioni e le minacce degli Stati Uniti. La notizia è riportata da Al-Jazeera. Eslami ha definito l'arricchimento una componente essenziale del programma nucleare civile iraniano, affermando che tali attività sono conformi alle misure di salvaguardia internazionali previste dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). "Ancora una volta è stata sollevata la questione dell'arricchimento dell'uranio, sostenendo che debba essere inserita nell'agenda dei negoziati. Tuttavia, l'arricchimento è parte integrante del processo nucleare", ha affermato Eslami. "Persino gli americani hanno fatto della tecnologia nucleare una priorità nei loro documenti relativi allo sviluppo, alla sicurezza e alla difesa nazionale... Pertanto, tali affermazioni sono ingannevoli e false".

Arabia Saudita, Qatar condanna attacchi Houthi ad aeroporti

Il ministero degli Esteri del Qatar ha condannato gli attacchi degli Houthi yemeniti agli aeroporti sauditi, che hanno causato tre morti e 36 feriti. I raid, si legge nel comunicato di Doha, "rappresentano una grave violazione della sovranità del Regno e una minaccia diretta alla sicurezza della regione e alla sicurezza dei civili, delle infrastrutture civili e del traffico aereo.

Sa'ar: "Come con Londra, risponderemo a ogni Paese che adotti azioni contro Israele"

''Ogni Paese che intraprende azioni ostili contro Israele deve capire che risponderemo''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar alla conferenza diplomatica del Jerusalem Post, in merito alla decisione di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme, dopo che Londra aveva imposto le sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. ''Qualsiasi Paese che persegua una politica unilaterale e squilibrata contro Israele perderà la sua influenza e rilevanza nella nostra regione, comprese Giudea e Samaria (Cisgordania ndr), Gaza e Gerusalemme. Non abbiamo scelto questa strada, è stato il governo laburista, e non ci è rimasta altra scelta che rispondere'', ha aggiunto Sa'ar in conversazione con il direttore del Jerusalem Post, Alex Winston, in cui ha anche annunciato che la settimana prossima la Colombia aprirà la propria ambasciata a Gerusalemme, il decimo Paese a farlo negli ultimi anni. I rapporti diplomatici tra Israele e Colombia, deteriorati dall'inizio della guerra a Gaza nel 2023, sono stati ripristinati con l'elezione del nuovo presidente colombiano Abelardo de la Espriella. 

Israele, sondaggio: blocco anti-Netanyahu in vantaggio, verso 55 seggi alla Knesset contro 47 per i pro

A meno di 20 giorni dalle elezioni legislative in Israele, il blocco anti-Netanyahu torna in vantaggio. Secondo un sondaggio condotto da Zman Yisrael al blocco dei partiti che sostiene il premier Benjamin Netanyahu vengono attribuiti 47 seggi alla Knesset contro 55 per il blocco di opposizione. Ma nessuna delle due coalizioni raggiungerebbe la maggioranza di 61 seggi in una Knesset che complessivamente conta 120 seggi.

In precedenza si stimava un testa a testa e addirittura in un sondaggio del primo ottobre, sempre di Zman Yisrael, il blocco pro Netanyahu era dato in vantaggio. Anche il partito Likud di Netanyahu è in calo, dopo che il sondaggio della scorsa settimana lo vedeva alla pari per numero di voti con il partito d'opposizione Yashar di Gadi Eisenkot.

I partiti a guida araba Ra'am e la Lista Congiunta (formata dai tre principali partiti di riferimento per i palestinesi rimasti nello Stato ebraico dopo il 1948, Balad, Haddash e Ta’al), anch'essi contrari a Netanyahu ma raramente inclusi in coalizioni di governo, otterrebbero 14 seggi, mentre il partito Amcha Israel (Popolo d'Israele) di Ofer Winter ne otterrebbe quattro. Winter ha ampiamente criticato Netanyahu, ma afferma che farebbe comunque parte di una coalizione da lui guidata. L'inclusione del partito di Winter nel blocco di Netanyahu e dei partiti arabi nel blocco dell'opposizione li porterebbe rispettivamente a 51 e 69 seggi. Per quanto riguarda i partiti in testa al sondaggio c'è Yashar di Eisenkot con 24 seggi, seguito dal Likud con 20. Poi arrivano il partito di opposizione B'Yachad con 13 seggi e il suo alleato Yisrael Beytenu con 10. Segue la Lista Congiunta con nove seggi. Seguono gli ultra-ortodossi Shas, l'United Torah Judaism e i democratici di sinistra, con otto seggi ciascuno. L'estrema destra Otzma Yehudit otterrebbe sei seggi, mentre Arab Ra'am e l'estrema destra Religious Zionism-Zehut ne otterrebbero cinque ciascuno.

Israele, Colombia aprirà ambasciata a Gerusalemme

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha annunciato che la Colombia si unirà alla ristretta ma crescente lista di Paesi che apriranno un'ambasciata a Gerusalemme la prossima settimana, mentre la maggior parte delle altre ambasciate in Israele rimane a Tel Aviv. "Mercoledì prossimo inaugureremo l'ambasciata colombiana", ha dichiarato Saar durante una conferenza, aggiungendo che il Paese latinoamericano sarà il decimo ad aprire un'ambasciata a Gerusalemme. Quasi tutti i Paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con Israele hanno le proprie ambasciate a Tel Aviv, poiché Gerusalemme non è riconosciuta dalla comunità internazionale come capitale di Israele. Solo Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Figi, Nauru e Somaliland - la cui indipendenza è riconosciuta solo da Israele - hanno ambasciate a Gerusalemme. "Posso anticiparvi che abbiamo già concordato l'apertura dell'undicesima ambasciata con la Repubblica Democratica del Congo, e ciò avverrà molto presto", ha aggiunto Saar. 

Teheran ribadisce: "Non rinunciamo ad arricchimento uranio"

Teheran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l'uranio né cederà le sue scorte, nonostante le pressioni e le minacce degli Stati Uniti. Lo ha ribadito, riporta Al Jazeera, il responsabile iraniano per l'energia atomica, Mohammad Eslami. "Ancora una volta, la questione dell'arricchimento dell'uranio e' stata sollevata e si è detto che dovrebbe essere inserita nell'agenda dei negoziati. Ma l'arricchimento è parte integrante del processo nucleare", ha affermato Eslami. "Persino gli americani hanno fatto della tecnologia nucleare una priorità nei loro documenti di sviluppo nazionale, sicurezza nazionale e difesa nazionale", ha aggiunto il funzionario iraniano, "quindi queste affermazioni sono inganni e menzogne".

Nyt: "Consigliere ambasciatore Usa avrebbe falsificato i rapporti a favore di Israele"

David Milstein, consigliere senior dell'ambasciatore Usa a Gerusalemme americano Mike Huckabee, avrebbe avrebbe falsificato i rapporti della missione diplomatica nel tentativo di proteggere il governo israeliano. In particolare, ha riferito il New York Times, avrebbe tentato di limitare o rimodellare i resoconti sulla violenza aumentata dei coloni Cisgiordania, per evitare la potenziale violazione di una delle linee rosse esplicite del presidente Donald Trump nei confronti di Israele. Milstein, 36 anni, ha più volte soppresso o modificato in modo significativo i rapporti dell'ambasciata sulle attività israeliane al fine di presentare il governo Netanyahu sotto una luce favorevole, secondo quanto riferito da una dozzina di persone che lavorano o interagiscono con il Milstein sia a Gerusalemme sia a Washington. Ad esempio, quando la violenza dei coloni in Cisgiordania è salita in primavera, ha ostacolato i rapporti dell'ambasciata che suggerivano che il governo israeliano non stesse intervenendo, secondo i tre funzionari. Invece, l'ambasciata ha inviato un cablogramma a Washington che elogiava Israele per aver "represso" gli attacchi. In risposta alle domande del Nyt inviate all'ambasciata sulle azioni di Milstein, Huckabee non ha affrontato gli episodi specifici. In una dichiarazione ha scritto: "Gli elementi della storia che il New York Times sta cercando di costruire sono talmente privi di fondamento da collocarsi allo stesso livello di altri tentativi farseschi del giornale". Il diplomatico ha aggiunto: "Smentisco personalmente e categoricamente gli elementi della 'storia' che intendete pubblicare". 

Anp: "Illegale la chiusura del consolato Gb a Gerusalemme Est"

L'Autorità palestinese ha definito  oggi "illegale" l'annuncio fatto da Israele della chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est, come rappresaglia alle sanzioni imposte da Londra contro gli insediamenti ebraici in Cisgiordania occupata. Il ministero degli Affari esteri palestinese ha dichiarato in un comunicato di «respingere e condannare le decisioni e le misure illegali di Israele» rivolte al consolato britannico, e vi vede «un tentativo di imporre la sovranità israeliana» su Gerusalemme Est, zona a maggioranza palestinese e occupata da Israele secondo il diritto internazionale. 

Kallas: pronta la nuova missione Ue in Libano, non sostituirà Unifil

La pianificazione della nuova missione di supporto dell'Ue incaricata di addestrare e fornire consulenza alle forze armate libanesi è stata completata. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas, in missione in Libano, sottolineando che Bruxelles ha ricevuto l'invito formale delle autorità libanesi e può quindi procedere all'istituzione della missione. "Mi aspetto che lunedì 12 ottobre i ministri degli Esteri dell'Ue istituiscano formalmente la missione, che darà un contributo cruciale alla sicurezza del Libano" ha detto Kallas, spiegando che la missione non sostituirà l'Unifil. 

Riad: "Detriti missile sulla città, danneggiati un asilo e un ospedale"

Detriti sono caduti dopo l'intercettazione di un missile balistico a Riad, causando danni materiali. Lo rende noto la protezine civile saudita, citata da Al-Jazeera su X. Sono stati segnalati danni materiali a un asilo e a un complesso medico a seguito dell'intercettazione di un missile balistico.

Aeroporto Riad invita passeggeri a contattare compagnie aeree

L'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad ha invitato i passeggeri a contattare direttamente le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto oggi, poche ore dopo che diverse esplosioni hanno scosso la capitale saudita. "Desideriamo informare i passeggeri della necessità di contattare direttamente le proprie compagnie aeree e verificare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto", si legge in un comunicato pubblicato su X. 

Usa, la Lincoln è rientrata alla base in California

"La USS Abraham Lincoln (CVN 72) fa ritorno a casa in California oggi dopo una storica missione nel Medio Oriente", annuncia su X il Central Command Usa. "Oltre 5.000 Marinai e Marines hanno supportato migliaia di voli da combattimento e hanno navigato per più di 90.000 miglia. Congratulazioni per il meritato ricongiungimento con i propri cari!" 

Israele, haredi bloccano strade, forti ingorghi in centro Paese

Tensioni a Gerusalemme e Bnei Brak, nei pressi di Tel Aviv, dopo che centinaia di ultraortodossi hanno bloccato strade e incroci per protestare contro gli arresti di renitenti alla leva militare. Secondo la stampa, i manifestanti hanno fermato il traffico sulla statale 4 in entrambe le direzioni, causando pesanti ingorghi nella regione centrale di Israele. La società stradale, rilanciata da Yedioth Ahronoth, ha segnalato code sulle statali 1, 2, 4, 40, 41 e 471; al nord sulle statali 4, 65, 66, 70 e 85; e al sud sulle statali 4 e 6. Modifiche sono state annunciate anche alle linee della metropolitana leggera di Gerusalemme.

Fazioni palestinesi avviano dialogo nazionale e chiedono rinvio del voto

Le fazioni palestinesi, tra cui Fatah e Hamas, hanno concordato di tenere un "dialogo nazionale" in vista delle elezioni legislative previste per novembre, mentre una fonte ha riferito giovedì all'Afp che stanno cercando di rinviare il voto. La decisione è stata presa al Cairo durante un incontro promosso dall'Egitto. "Su gentile invito della Repubblica Araba d'Egitto, si è tenuto un incontro con i nostri fratelli di Hamas, Jihad Islamica e Fronte Popolare", ha dichiarato all'Afp Jibril Rajoub, segretario generale del comitato centrale di Fatah e capo della delegazione per il dialogo nazionale. "La prossima settimana si terrà un dialogo. Continuerà e si evolverà in un dialogo nazionale globale per raggiungere un terreno comune sulle questioni politiche riguardanti uno Stato palestinese pienamente sovrano nei territori occupati nel 1967", ha aggiunto. Non è stata indicata una data precisa della prossima settimana. Una fonte che ha partecipato all'incontro ha confermato all'Afp che "le quattro fazioni hanno concordato sulla necessità e sull'importanza di tenere una sessione di dialogo nazionale globale che coinvolga tutte le fazioni e le forze". La fonte ha affermato che "è stato raggiunto un accordo per presentare una raccomandazione al presidente Mahmoud Abbas e al Comitato esecutivo dell'Olp per rinviare le elezioni, al fine di consentire il tempo necessario per il dialogo nazionale e il raggiungimento di un consenso palestinese".

Yemen, Pakistan conferma invio di truppe in Arabia Saudita

Il Pakistan conferma di aver dispiegato proprie forze in Arabia Saudita nel quadro del patto di difesa congiunta della Mecca, firmato ad agosto con Riad e Ankara, mentre il regno subisce da settimane attacchi con droni e missili degli Houthi yemeniti contro infrastrutture civili ed energetiche. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate pakistane, generale Ahmed Sharif Chaudhry, citato dai media regionali secondo cui i soldati pakistani "sono già lì" e operano nel regno "in più capacità e domini". La presenza militare pakistana in Arabia Saudita, ha aggiunto il portavoce, risale a decenni e l'alleanza trilaterale "non è nata dal nulla". La conferma arriva a pochi giorni dalla riunione del 5 ottobre a Riad del comitato politico-strategico e di difesa dell'alleanza, in cui Pakistan, Arabia Saudita e Turchia hanno concordato di mettere a disposizione forze e capacità militari designate e hanno ribadito il "rifiuto inequivocabile" di ogni minaccia alla sicurezza e all'integrità territoriale del regno. Il patto, sottoscritto nella città santa il 7 agosto scorso, impegna i tre paesi a considerare un attacco armato contro uno di loro come un attacco contro tutti. In base a un precedente accordo bilaterale con Riad del settembre 2025, Islamabad aveva già inviato nel regno 8.000 soldati, uno squadrone di caccia e un sistema di difesa aerea. Anche la Turchia, secondo media sauditi, sta inviando all'Arabia Saudita un "sostegno soprattutto difensivo e tecnico" contro le forze di Sanaa, allineate con l'Iran, e ha accettato di unirsi alla coalizione a guida saudita per la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso. 

Yemen, Houthi: "Scali sauditi nel mirino. Centrato quello di Riad"

Gli Houthi hanno annunciato di avere colpito con un missile l'aeroporto Re Khalid a Riad, in Arabia saudita. L'attacco, ha scritto su X il portavoce militare Yahya Saree, ha "avuto successo" ha causato "danni e l'interruzione del traffico aereo". Anche il sito Fligthradar24 ha rilevato una sospensione di decolli e atterraggi nello scalo. Gli Houthi, poi, hanno "rinnovato il loro avvertimento alle compagnie aeree" nonché "i viaggiatori e i lavoratori" a non interrompere le attività.

Yemen, Houthi: "Via dipendenti da siti petroliferi sauditi"

Gli Houthi hanno sollecitato il personale degli impianti petroliferi in Arabia Saudita ad abbandonare il posto di lavoro in vista di possibili attacchi. "Le forze armate avvertono tutti i dipendenti, gli esperti, gli ingegneri e gli operai in tutti gli impianti petroliferi sauditi di non trovarsi in luoghi che rappresentano obiettivi per le nostre forze, al fine di non mettere in pericolo la loro vita, sia quelli che sono stati precedentemente bersagliati sia altri", ha scritto su X il portavoce delle forze Houthi, Yahya Saree. 

Yemen: intercettati 2 missili balistici Houthi lanciati su Riad

La coalizione militare a guida saudita ha riferito di aver intercettato due missili balistici lanciati contro Riad dai ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi, poche ore dopo che diverse esplosioni erano state udite nella capitale saudita. "Abbiamo intercettato e distrutto due missili balistici lanciati dalla milizia terroristica Houthi verso Riad", ha dichiarato Turki al-Maliki, portavoce della coalizione saudita, in un comunicato. 

Iran: "Trump non vuole un accordo, pensa ad operazione militare su larga scala"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di non volere più un accordo con l'Iran. "Penso che l'accordo non sia qualcosa che io voglia davvero fare, ma sono disposti a offrirci qualsiasi cosa pur di fermarci", ha detto Trump, durante un comizio elettorale con i candidati repubblicani a San Antonio, ieri sera. Steve Witkoff, l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, sta lavorando a un accordo e "sta facendo molto bene", ha aggiunto Trump. Il presidente degli Stati Uniti e il suo team per la sicurezza nazionale hanno discusso della possibilità di riprendere operazioni militari statunitensi su larga scala nelle prossime settimane, secondo fonti di Nbc News. Axios aveva riportato, in precedenza, che una possibile ripresa del conflitto armato potrebbe includere "bombardamenti massicci" contro obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani, aggiungendo che l'aggressione militare potrebbe influenzare l'esito delle prossime elezioni di metà mandato.

Trump

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Crosetto: "Scelta di trasferire le unità in Arabia Saudita è dei vertici militari"

"La scelta di trasferire dei militari dal Kuwait all'interno della operazione Inherent Resolve, mettendoli in sicurezza in parte in Arabia Saudita e in parte in altri Paesi, non è una scelta politica e non lo è mai, ma è una scelta tecnica. Il ministro prende atto di quello che il capo di Stato maggiore della Difesa e il comandante operativo di vertice interforze decidono di fare sul terreno, con l'obiettivo di assolvere le missioni date dal Parlamento e mettere in sicurezza i nostri militari". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nell'audizione alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sull'attacco alla base di Ta'if e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita.  "La cosa chiara di tutti questi schieramenti e riposizionamenti - ha proseguito Crosetto - è che le truppe italiane non partecipano a nessuna operazione di guerra, non fanno nulla al di là di quello che è il mandato ricevuto dal Parlamento e non hanno fatto un solo atto che sia difforme da quello che è stato autorizzato dal Parlamento. Il ministro, l'autorità di vertice politica non si occupa al ministero di cose tecniche operative: né Crosetto, né Guerini, né la Pinotti, né nessuno che verrà. Non sto scaricando le responsabilità: a me non interessa la polemica politica, mi interessa la verità". 

Media: 4 palestinesi feriti in attacco coloni

Quattro palestinesi sono rimasti feriti in un attacco di coloni mentre raccoglievano olive nella zona di Salfit, in Cisgiordania. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che i quattro hanno riportato fratture e contusioni e sono stati trasportati in un ospedale della città. I coloni hanno anche vandalizzato cinque veicoli.

Cisgiordania, famiglia palestinese asserragliata in casa per attacchi coloni

Per il terzo giorno consecutivo, dei coloni stanno bloccando l'ingresso dell'abitazione di una famiglia palestinese con quattro figli, in un'area situata tra Samu e Susiya, a sud di Hebron, nell'Area B della Cisgiordania, che è sottoposta a controllo civile palestinese, e militare israeliano in base agli Accordi di Oslo. La vicenda è iniziata lunedì notte, quando un gruppo di coloni ha montato una tenda davanti all'abitazione e lanciato pietre. Questa mattina, la polizia di frontiera ha allontanato i coloni che bloccavano l'accesso all'abitazione, arrestandone sette, e l'Idf ha istituito un presidio militare all'ingresso della casa, il cui proprietario è Yousef Shanaran e vi abita con la moglie e quattro figli di età compresa tra gli 8 e i 13 anni. Una situazione che ricorda quanto avvenuto nel villaggio di Qusra, nel nord della Cisgiordania, ad agosto, in cui alcune abitazioni palestinesi sono state prese di mira a lungo da gruppi di coloni violenti. Nonostante il presidio militare, nelle ultime ore alcuni filmati di oggi hanno ripreso coloni che nuovamente si avvicinavano alla porta di ingresso dell'abitazione.

Ex capo Shin Bet: Hamas fa milioni con mercato nero aiuti

Secondo Neomi Neumann, ex responsabile della ricerca dello Shin Bet, Hamas continua a esercitare un controllo effettivo su Gaza dopo tre anni di guerra, incassando milioni di dollari al giorno tassando le merci in ingresso nell'enclave e vendendo sul mercato nero aiuti umanitari rubati a prezzi esorbitanti. "Tutto ciò che entra nella Striscia diventa una fonte di reddito per Hamas", ha dichiarato Neumann all'emittente pubblica Kan, aggiungendo che il gruppo usa il suo potere economico per creare dipendenza e imporre silenziosamente l'ordine attraverso un sistema di governo decentralizzato.

Gasparri: "Arabia Saudita è in scheda missioni, l'opposizione dice il falso"

"È stata detta una cosa falsa perché alcuni parlamentare dell'opposizione non sanno distinguere il rendiconto del passato con gli impegni del presente e del futuro. Ed è tutto in un fascicolo enorme di carta, comune a Camera e Senato. Quindi la questione è inoppugnabile ed è chiarissima". Così il presidente della commissione Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, riguardo a una segnalazione fatta da alcuni membri dell'opposizione, secondo i quali mancava la citazione dell'Arabia Saudita nella scheda 4, che contiene la missione Inherent Resolve in Medio Oriente, è un documento riguardante la risoluzione sulle missioni, approvata nel luglio scorso. "Il 14 luglio del 2026 - ha spiegato Gasparri - è stata approvata la risoluzione inclusa nel documento XXVI, che contiene la scheda 4/2026 sull'impiego del dispositivo militare in quest'area geografica asiatica e si citano, alla pagina 189, Iraq, Kuwait, Giordania, Siria, Paesi del Golfo, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Stati Uniti, Londra, Regno Unito, Libano e Cipro. Quindi un fatto inoppugnabile. Evidentemente qualcuno di sinistra ha consultato questo enorme fascicolo cartaceo, quindi non modificabile con un clic, alla pagina 46 in cui si pubblica ciò che si è fatto nel 2025 nelle missioni internazionali: il documento del 2025 non citava l'Arabia Saudita. Questi parlamentari dell'opposizione hanno quindi confuso il documento pubblicato come rendiconto del passato con il documento riguardante il 2026, dove invece è citata l'Arabia Saudita". 

Idf, eliminato comandante ala militare Hamas, aveva partecipato a massacro del 7/10

Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver eliminato Ibrahim Allam, un comandante dell'ala militare di Hamas, "che aveva invaso il territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre e partecipato all'uccisione di numerosi civili e sequestrato il corpo del sergente Shaked Dahan". Lo ha riferito un portavoce delle Idf, precisando che "il terrorista" è stato colpito a Khan Younis lunedì. In un altro attacco, effettuato martedì, le Idf hanno eliminato Moatasem Mohammed Suleiman Salah, un altro membro dell'ala militare dell'organizzazione.

La Colombia riapre l'ambasciata a Gerusalemme, Bula in Israele

La Colombia riaprirà ufficialmente la propria ambasciata a Gerusalemme a metà ottobre, con una visita in Israele del ministro degli Esteri Omar Bula Escobar. Lo ha confermato l'ambasciatrice israeliana in Colombia Vivian Aisen, secondo quanto riferito da Infobae. La riapertura della sede diplomatica rientra nel processo di ristabilimento delle relazioni tra Bogotà e Israele, interrotte nel 2024 e ripristinate nell'agosto scorso dal nuovo governo del presidente Abelardo de la Espriella. Bula ha già nominato Tania Gilinski nuova ambasciatrice colombiana in Israele: la diplomatica ha assunto ufficialmente l'incarico il 2 ottobre. La Colombia aveva annunciato anche il ripristino dell'esenzione reciproca dai visti turistici, in vigore da settembre. Con la riapertura a Gerusalemme, Bogotà rafforza così il nuovo corso dei rapporti bilaterali con Israele, che comprende cooperazione in materia di sicurezza, agricoltura, salute, tecnologia e commercio. 

Israele, previste imponenti manifestazioni dei religiosi contro arresti disertori

Dopo il tentativo della polizia militare di arrestare tre studenti religiosi durante la notte che si sono sottratti alla leva, gli ultraortodossi hanno organizzato per oggi pomeriggio alle 16,00 manifestazioni nel centro di Israele e a Gerusalemme.  Secondo i media israeliani i dimostranti bloccheranno alcune autostrade e l'accesso all'aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion. 

Crosetto: "In Arabia Saudita nessuna nuova missione". VIDEO

Crosetto: "In Arabia 500 militari ma non è nuova missione"

"Nell'area dell'Arabia Saudita ci sono attualmente circa 500 militari, suddivisi in una task force air e in una task force land. E la loro presenza non si configura come una nuova missione, ma è risultato del riposizionamento di forze facenti parte di 'Inherent Resolve', annunciato e discusso in tutte le sedi parlamentari". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di una audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sull'attacco alla base di Taif e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita. "Il Parlamento - ha ribadito il ministro - è stato sempre adeguatamente coinvolto nella decisione di riposizionare, all'interno del perimetro organizzativo, le capacità militari esistenti". 

Crosetto: "Arabia Saudita chiede nostro aiuto per difendersi da possibili attacchi"

“Mi si chiede perché in Arabia Saudita. Innanzitutto perché questa è stata l’opzione ritenuta più opportuna sul piano tecnico-operativo dallo Stato Maggiore della Difesa. In secondo luogo poiché tale Paese partner ha chiesto e continua a chiedere il nostro aiuto per difendersi da possibili attacchi”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo in audizione sull’attacco alla base di Ta’if e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita.“È un Paese fondamentale per supportare gli equilibri di pace nel Medio Oriente, e più in generale è uno degli interlocutori con cui abbiamo da tempo avviato forme di supporto e di dialogo - ribadisce - L’Arabia Saudita è inoltre, nell’area, il maggior produttore di petrolio, fonte energetica a cui sono correlati gli effetti economici sotto gli occhi di tutti. La sicurezza regionale e la pace, del resto, richiedono costante presenza, disponibilità e cooperazione, ma soprattutto impegno nei momenti più difficili”.

Araghchi: "Colpiti 81 aerei militari Usa,bilancio più alto"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le forze armate di Teheran abbiano messo fuori uso 81 aerei militari statunitensi e che il bilancio effettivo sia "molto più alto". "A maggio, il Servizio di ricerca del Congresso ha ammesso che le forze armate iraniane avevano messo fuori uso 42 aerei militari americani. Ora sono 81", scrive su X. "La prova? Il Centcom non permette a un senatore in carica di ispezionare basi che sostiene siano in buone condizioni", aggiunge Araghchi, concludendo: "Si può ingannare tutto il popolo per un certo tempo... ". 

Tre morti e 36 feriti in raid su due aeroporti sauditi

Tre persone sono morte e 36 sono rimaste ferite negli attacchi contro due aeroporti internazionali dell'Arabia Saudita, quello di Abha e il King Khalid di Riad. Lo ha annunciato l'autorità saudita dell'aviazione civile, dopo le rivendicazioni dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran. 

Londra: "Manteniamo servizi essenziali a Gerusalemme Est"

Il Regno Unito manterrà una "missione" a Gerusalemme Est per garantire i "servizi essenziali", dopo la chiusura del consolato britannico decisa da Israele. Lo ha annunciato il Foreign Office in un comunicato. "A seguito di colloqui con il governo israeliano, l'edificio del nostro Consolato generale non chiuderà le porte e da oggi prenderà il nome di missione del Regno Unito a Gerusalemme", ha precisato il ministero degli Esteri britannico. La sede "continuerà a fornire servizi essenziali e a svolgere il proprio lavoro al fianco del popolo palestinese". Israele aveva annunciato a settembre la chiusura del consolato in risposta alle sanzioni imposte da Londra contro gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.

Idf, ieri ucciso un palestinese che ha oltrepassato la Linea Gialla nel sud di Gaza

Un palestinese che ha oltrepassato la "Linea Gialla" nel sud della Striscia di Gaza è stato ucciso ieri. Lo ha riferito l'Idf citato da Times of Israel. Secondo le forze armate, l'uomo ha tentato di sabotare infrastrutture operative, rappresentando una minaccia immediata. 

Chiude consolato britannico a Gerusalemme Est

Israele chiude oggi il consolato britannico aGerusalemme Est in risposta al divieto imposto da Londra al commercio con gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri israeliano, precisando che il console generale e 20 membri del personale diplomatico "termineranno i loro incarichi e lasceranno Israele". La decisione arriva dopo che il governo britannico ha accusato quello israeliano di chiudere un occhio sulla "pulizia etnica" dei palestinesi. L'8 settembre, il ministro degli Esteri Ed Miliband aveva dichiarato alla Camera dei Comuni che era necessario un "nuovo approccio", perché i piani di sviluppo in Cisgiordania avrebbero reso "impraticabile" la soluzione a due Stati. "Il governo britannico concorda sul fatto che in alcune aree della Cisgiordania sia in corso una pulizia etnica dei palestinesi, perpetrata da coloni terroristi", aveva affermato Miliband. "Troppo spesso il governo israeliano ha chiuso un occhio e, peggio ancora, alcuni suoi membri hanno rilasciato dichiarazioni e intrapreso azioni a sostegno dello sfollamento forzato dei palestinesi". Le misure britanniche, criticate da Israele e dagli Stati Uniti, comprendono il divieto di importazione dagli insediamenti illegali in Cisgiordania e sanzioni contro persone e imprese che forniscono servizi ai coloni. Nella notte, giornalisti della Reuters hanno visto alcuni operai rimuovere dal consolato una targa con la scritta "Consolato generale britannico" e un'altra insegna della sezione consolare.

Wafa, una donna uccisa e diversi feriti in un attacco israeliano a nordovest Gaza City

Un attacco israeliano ha ucciso una donna e ferito diversi palestinesi a nord-ovest di Gaza City. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa citando fonti locali secondo cui l'artiglieria israeliana ha colpito l'area circostante la stazione di al-Khazindar. 

Media: "Hezbollah ha ricevuto dall'Iran 200 milioni di dollari per sfollati, Usa negano"

Hezbollah ha ricevuto 200 milioni di dollari dall'Iran per aiutare i libanesi sfollati a causa della guerra con Israele. Lo scrive Reuters online citando due persone a conoscenza diretta del trasferimento, mentre gli Stati Uniti hanno contestato tale affermazione: il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato in un comunicato che il denaro "non esiste", accusando Hezbollah di "cercare di salvare la faccia con storie false su afflussi di contanti dall'Iran". Secondo un portavoce del Dipartimento del Tesoro, l'Iran è "a corto di denaro" e "non dispone del denaro necessario per finanziare la sua campagna di terrore". Secondo le fonti, Hezbollah ha ricevuto il denaro il mese scorso, nonostante la crescente morsa economica statunitense sull'Iran e le difficoltà sempre maggiori nel far arrivare fondi all'alleato libanese di Teheran. Gli intermediari che hanno trasferito il denaro hanno applicato una commissione del 20%, cifra che riflette i rischi legati ai rapporti con il gruppo; una delle fonti ha precisato che tale commissione è quattro volte superiore a quella abituale. Interpellato in merito, un funzionario di Hezbollah ha dichiarato che è stata reperita una somma di denaro e che nei prossimi giorni verrà annunciato un piano per la sua distribuzione, senza tuttavia fornire dettagli sulla provenienza dei fondi. Stando a una delle fonti, Hezbollah utilizzerebbe i fondi per erogare una somma iniziale di 3.000 dollari a famiglia, dando priorità a coloro i cui villaggi sono stati distrutti o risultano inaccessibili a causa dell'occupazione israeliana; si tratta di circa 50.000 famiglie. L'Iran aveva promesso fondi a Hezbollah dopo aver siglato un accordo provvisorio con Washington nel mese di giugno, che consentiva alla Repubblica Islamica di vendere il proprio petrolio. Tale accordo è poi saltato a luglio. 

Esercito Yemen: "Uccisi 1.860 combattenti Houthi in 2.103 operazioni"

L'esercito del governo yemenita ha dichiarato di aver condotto almeno 2.103 operazioni mirate contro le posizioni degli Houthi su vari fronti, uccidendo 1.860 combattenti. Un portavoce ha dichiarato in un comunicato che l'esercito ha distrutto "centinaia di pezzi di equipaggiamento, materiale e siti militari", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba.

Kpler: "Traffico a Hormuz ai minimi da due mesi dopo aumento di attacchi su petroliere"

Il numero di navi in transito nello Stretto di Hormuz è crollato al livello più basso da oltre due mesi, secondo la società di analisi Kpler. Lo riportano i media internazionali tra cui Al Jazeera. Il calo segue un numero record di attacchi alle petroliere registrato dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Martedì hanno attraversato lo stretto sette navi adibite al trasporto di materie prime; si tratta del dato più basso dal 23 luglio, come evidenziato dai dati di Kpler. "Il volume di greggio che attraversa lo stretto è calato del 27% rispetto al picco registrato la settimana precedente - durante il conflitto - attestandosi ad almeno 10,1 milioni di barili al giorno", hanno riferito gli analisti di Kpler Emmanuel Belostrino e Yui Torikata. "Si è tornati alla media di settembre, un valore pari al 74% dei livelli pre-conflitto". Mercoledì il numero di navi in transito nello stretto è salito leggermente a 10, rimanendo però ben al di sotto delle oltre 20 unità registrate giornalmente domenica e lunedì. Negli ultimi due giorni, il numero di navi entrate nello stretto ha superato quello delle navi in uscita.

Ukmto: petroliera attaccata al largo del Qatar, numero imprecisato di vittime

Una petroliera in navigazione al largo della costa settentrionale del Qatar è stata attaccata, provocando un numero imprecisato di vittime. Lo ha riferito l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. L'attacco è avvenuto mentre l'Iran annunciava la chiusura di una rotta nello stretto di Hormuz utilizzata per aggirare il blocco navale imposto da Teheran. La nave si trovava nel Golfo, a circa 500 km a ovest dello Stretto di Hormuz, quando ha segnalato di essere stata colpita "da diversi proiettili", ha dichiarato l'Autorità britannica per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations). L'autorità britannica non ha specificato la provenienza della nave.  L'attacco di mercoledì si verifica mentre gli attacchi alle petroliere che attraversano lo stretto di Hormuz hanno raggiunto il livello settimanale più alto dall'inizio della guerra con l'Iran, secondo le società di sicurezza marittima, con i prezzi del petrolio che hanno superato i 100 dollari al barile.

Atlantic: Trump valuta l'ipotesi di tornare ad attaccare l'Iran prima delle elezioni di midterm

Houthi, colpito con un missile balistico l'aeroporto di Riad

Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato oggi di aver colpito il principale aeroporto internazionale della capitale saudita Riad con un missile balistico, ennesimo attacco contro l'Arabia rivendicato dal gruppo sostenuto dall'Iran. La rivendicazione è giunta il giorno dopo che i combattenti antigovernativi avevano annunciato il lancio di una serie di attacchi in Arabia Saudita - costati la vita a tre persone - e dopo che il governo yemenita, sostenuto da Riad, aveva annunciato una vasta controffensiva contro gli Houthi. "Le nostre forze armate hanno colpito con successo l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad utilizzando un missile balistico; il vettore ha centrato l'obiettivo con precisione, causando l'interruzione delle operazioni aeroportuali", ha dichiarato su X il portavoce militare Yahya Saree. È la terza volta in questa settimana che il gruppo rivendica un attacco contro lo scalo. "Ribadiamo il nostro appello e il nostro avvertimento - per l'ultima volta - a tutte le compagnie aeree internazionali affinché non continuino a operare voli attraverso lo spazio aereo saudita", ha aggiunto Saree.

Axios: "Ordine alle forze armate Usa per eventuale ripresa degli attacchi all'Iran"

Il Pentagono ha dato alcuni giorni fa istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) di completare i preparativi per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando funzionari Usa. La direttiva non indicava una data specifica per l'avvio degli attacchi e il presidente Donald Trump non ha ancora preso decisioni definitive. Tuttavia, fonti di Usa e Israele hanno affermato che l'azione potrebbe avvenire prima delle midterm di novembre e, forse, prima delle elezioni israeliane di una settimana prima. Nel mirino, obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. (ANSA

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