L'ispettore generale conferma il problema fatto emergere dai giornali Usa e smentito da Trump e Hegseth. I ribelli yemeniti filo-iraniani hanno preso il controllo di altre isole nella parte meridionale del Mar Rosso, a nord dello Stretto di Bab el-Mandeb. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Associated Press, citando funzionari del governo yemenita e fonti interne ai ribelli. La scorsa settimana, gli Houthi avevano conquistato la città portuale di Al-Mokha e l'isola di Perim
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Resta alta la tensione sullo stretto di Hormuz. I pasdaran hanno riferito che la petroliera El Gaia ha preso fuoco dopo aver urtato una mina transitando in una zona interdetta e hanno accusato gli Usa di aver colpito due pescherecci nel Golfo. L'ispettore generale del Pentagono ha pubblicato il suo primo rapporto sulla guerra con l'Iran e ha dichiarato che il conflitto ha provocato una carenza di munizioni statunitensi, confermando le notizie smentite da Trump e Hegseth.
I ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi hanno preso il controllo di altre isole nella parte meridionale del Mar Rosso. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Associated Press, citando funzionari del governo yemenita e fonti interne ai ribelli, secondo i quali i combattenti hanno conquistato le isole Hanish, situate a circa 160 chilometri a nord dello Stretto di Bab el-Mandeb. La scorsa settimana, gli Houthi avevano conquistato la città portuale di Al-Mokha e l'isola di Perim.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di martedì 15 settembre.
Arabia Saudita, 13 civili feriti in raid Houthi. Riad: 'Risponderemo'
Vai al contenutoLibano, Unifil: "Continuano gli attacchi aerei israeliani"
I caschi blu dell'Onu impegnati nella zona cuscinetto tra Libano e Israele continuano a registrare movimenti militari israeliani, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore da giugno. Lo ha detto il portavoce della segreteria generale dell'Onu, Farhan Haq. "Tra giovedì e domenica sono stati registrati almeno trentadue attacchi aerei all'interno dell'area controllata dalla missione di pace Onu", ha detto. "I caschi blu, ha aggiunto, continuano inoltre a osservare una "intensa attività di artiglieria da parte delle Forze di difesa israeliane, lo schieramento tattico di soldati, operazioni di genio militare e movimenti di veicoli".
Onu: "A Gaza continua la strage di bambini"
Continuano i raid israeliani a Gaza, mentre il bilancio delle vittime si aggrava. È quanto ha dichiarato il portavoce dell'Onu Farhan Haq, facendo il punto della situazione con i media internazionali. Parlando degli attacchi israeliani nella Striscia, il portavoce ha citato informazioni dell'Unicef, secondo cui la scorsa settimana nove bambini sono stati uccisi o sono morti per le ferite riportate: tra loro, due sorelle di sei e 12 anni e altri quattro bambini di età compresa tra i tre e i 14 anni. L'Unicef ha inoltre riferito che una donna incinta e il bambino che portava in grembo sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco. Almeno 13 bambini sarebbero rimasti feriti.
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Pentagono: "Conflitto ha creato carenza di munizioni"
L'ispettore generale del Pentagono ha pubblicato il suo primo rapporto sulla guerra con l'Iran e ha dichiarato che il conflitto ha provocato una carenza di munizioni statunitensi e creato "colli di bottiglia" nelle catene di approvvigionamento, mentre l'amministrazione Trump lavora per ricostituire le scorte di armi. Lo riporta Nbc News. "Per attenuare questi vincoli", si legge nel rapporto, il dipartimento della Difesa sta "lavorando per snellire i processi di approvvigionamento e ridurre i tempi di produzione, oltre ad accumulare scorte di materiali critici, componenti e alcune munizioni, così da poter reagire rapidamente in caso di emergenza". Il risultato dell'indagine conferma quanto avevano rivelato i media americani nei mesi scorsi, quando avevano parlato di scorte ridotte nell'arsenale. Il presidente Donald Trump e il segretario della Difesa Pete Hegseth avevano smentito la notizia, affermando invece che le scorte erano "infinite".
Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Le giovani Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dopo aver partecipato a una manifestazione a Isfahan a gennaio, furono prelevate di notte da uomini mascherati. Quando la madre le ha riviste in carcere, presentavano lividi, fratture e segni di isolamento prolungato. Taraneh denuncia confessioni estorte sotto tortura. Il tribunale ha condannato la prima a morte e Romina a 25 anni: i familiari temono un'esecuzione rapida e hanno reso pubblica la vicenda.
Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Vai al contenutoMedia Teheran: "Raid Usa contro due pescherecci nel Golfo, alcuni dispersi"
Un attacco con droni ha colpito due pescherecci iraniani al largo di Bandar-e Kargan, nelle acque del Golfo. Lo riferiscono i media di Teheran, che attribuiscono il raid agli Stati Uniti. Diversi pescatori risultano dispersi e sono in corso le operazioni di ricerca e soccorso.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente, crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58% si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e terrorismo.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
Vai al contenutoQuanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
Vai al contenutoCisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato il governo di "chiudere gli occhi" davanti alla "pulizia etnica" in corso nei territori palestinesi occupati. Altri 11 Paesi in una dichiarazione congiunta hanno annunciato che intendono applicare sanzioni agli scambi commerciali con quei territori. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar: "Affermazioni scandalose e false, tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale". Chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est.
Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Vai al contenutoUsa sanzionano banca russa Vtb: "Ha aiutato Teheran a eludere le restrizioni"
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni legate all'Iran contro la banca russa Vtb, accusandola di aver aiutato Teheran a eludere le restrizioni attraverso rapporti bancari e meccanismi di pagamento. La misura, adottata dal Dipartimento del Tesoro americano, colpisce uno dei maggiori istituti di credito russi, già pesantemente sanzionato.
L'Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Tesoro ha inserito Vtb nella lista delle sanzioni sulla base dell'ordine esecutivo 13902, per le sue attività nel settore finanziario iraniano. L'azione rientra nella cosiddetta 'Operation Economic Outcast' e arriva dopo analoghi provvedimenti contro canali bancari utilizzati in Turchia ed Emirati Arabi Uniti.
Secondo il Tesoro, negli ultimi tre anni Vtb ha avviato rapporti di corrispondenza con istituzioni finanziarie iraniane già sottoposte a sanzioni, ha adottato misure per trasferire miliardi di dollari di asset iraniani congelati e ha creato un sistema di regolamento basato su conti denominati in rial e rubli per favorire gli scambi commerciali tra Russia e Iran. Vtb è presente a Teheran dal 2023, quando è diventata la prima banca russa ad aprire un ufficio di rappresentanza in Iran.
Fars: "Petroliera in fiamme dopo urto con mina a Hormuz"
La Marina dei pasdaran ha riferito che la superpetroliera El Gaia ha urtato una mina mentre tentava di attraversare una "zona proibita" a sud dello Stretto di Hormuz. I tentativi di spegnere l'incendio sono falliti e l'intera nave è avvolta dalle fiamme. Lo riporta l'agenzia Fars.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Vai al contenutoYemen: Houthi, attacchi sauditi non resteranno impuniti
Gli Houthi hanno minacciato rappresaglie dopo la nuova ondata di attacchi sauditi. "Nelle ultime 24 ore, il nemico saudita ha colpito per 54 volte le province di Taiz, Lahij, al-Jawf, Marib e
Hajjah con caccia F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif", ha riferito il portavoce delle Forze Armate yemenite, Yahya Saree, a quanto riporta la tv iraniana. "Questa aggressione brutale non resterà senza risposta né senza punizione", ha assicurato.
Yemen, media: Burnham sta valutando aiuto a Riad contro Houthi
Il primo ministro Andy Burnham sta valutando se aiutare l'Arabia Saudita a contrastare gli attacchi degli Houthi nello Yemen. Lo ha riferito l'agenzia Bloomberg. Secondo fonti informate, il premier ha ricevuto da Riad richieste di sostegno diplomatico ma anche militare, compreso il supporto operativo alle proprie forze armate per respingere l'avanzata del lungo la costa yemenita del Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb e per proteggere le infrastrutture petrolifere saudite dagli attacchi. Burnham avrebbe accettato di inviare consiglieri militari a Riad ma, spiega Bloomberg, non è chiaro se accoglierà le richieste.
Netanyahu contro Naza: "Intollerabile incitare all'antisemitismo dall'interno"
Il premier Benjamin Netanyahu attacca in un video di un minuto sui social 'Naza', il documentario di produzione israeliana sull'Idf a Gaza premiato a Venezia. "Ne ho sentito parlare, ed è sconvolgente - afferma il premier israeliano -. Stiamo combattendo l'incitamento all'antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene da dentro di noi, è intollerabile". Lo riporta il Times of Israel.
Media Iran: imam sunnita assassinato nel sud est del paese
Molavi Yousef Gorgich, l'imam sunnita della moschea Mohammad Rasulallah di Zahedan, nella provincia iraniana sud-orientale del Sistan-Baluchistan, è stato ucciso da uomini armati non identificati. Secondo l'agenzia Fars, fonti informate hanno confermato l'assassinio, avvenuto questa mattina prima di mezzogiorno. Ulteriori dettagli sull'accaduto, spiega l'agenzia, saranno resi noti in seguito.
Trump: "Iran vuole un accordo, deciderò io se avviare un confronto, siamo aperti"
"L'Iran, un paese in crisi, vuole concludere un accordo, in fretta e male. Deciderò io se gli Stati Uniti sceglieranno o meno di avviare un confronto - un'ipotesi a cui siamo aperti". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Media, un morto e diversi feriti in raid israeliani a Khan Younis
Almeno un palestinese è rimasto ucciso e diversi altri feriti in un attacco di droni israeliani contro una tenda che ospitava sfollati nella zona di al-Mawasi a Khan Younis. Lo riferisce una fonte dell'ospedale Nasser ad Al Jazeera.
Mostra Venezia, Idf ordina indagine su fuga notizie per 'Naza'
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato l'apertura di un'indagine sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del documentario 'Naza', vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia.
I registi Yuval Abraham e Rachel Szor hanno raccolto le testimonianze di 24 soldati e soldatesse dell'Unità 8200, il reparto di intelligence delle Idf, riguardo alle operazioni militari durante la guerra nella Striscia di Gaza. Alcuni dei protagonisti affermano di essere stati coinvolti in "crimini di guerra e genocidio" e discutono di danni collaterali, bombardamenti e uccisioni mirate.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Vai al contenutoVon der Leyen condanna attacchi degli Houthi a Riad, 'lavoriamo per stabilità'
"Condanno l'attacco degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Siamo solidali con i nostri partner del Golfo di fronte agli attacchi incessanti sferrati dai proxy dell'Iran. Continueremo a collaborare con i nostri partner per garantire una navigazione sicura e libera attraverso lo Stretto di Hormuz e per la stabilità in Medio Oriente. È una questione che riguarda tutti noi". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Libano, al via sciopero della fame per detenuti siriani nel carcere di Rumie
Decine di detenuti siriani del carcere di Rumieh, il più grande del Libano e che si trova nei pressi della capitale Beirut, hanno annunciato uno sciopero della fame e della sete a tempo indeterminato, esteso al rifiuto dei farmaci anche per i malati cronici. Lo riferisce un comunicato dei detenuti citato dai media siriani e libanesi, secondo cui la protesta coinvolge tutti i reclusi e nasce contro la sospensione della legge di amnistia generale, approvata in agosto dal parlamento libanese e bloccata il 10 settembre dal Consiglio costituzionale in attesa di pronunciarsi su un ricorso. La protesta arriva dopo giorni di tensione nel carcere, tra sit-in, preghiere collettive nel cortile e roghi documentati da video circolati sui social, ed è aggravata dalla morte, sempre il 10 settembre, del detenuto siriano Ahmad Hamad dopo 44 mesi di prigionia in attesa di rinvio a giudizio. I detenuti hanno lanciato un appello a manifestazioni di solidarietà in diverse città libanesi e siriane, accusando le forze politiche che ostacolano l'amnistia di essere responsabili della loro sorte.
Idf: "In trailer 'Naza' falsità. Registi ci mostrino film"
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno denunciato "falsità" in 'Naza', vincitore del premio speciale della giuria alla mostra di Venezia, e chiesto ai registi di vedere il docu-film così da poter rispondere nel merito. Lo riporta il Times of Israel. "Il film 'Naza' non è ancora stato distribuito per intero, ma da quanto si può vedere nel trailer presenta una serie di affermazioni gravi e false riguardo alle Forze di Difesa di Israele e al suo personale", ha scritto su X il portavoce dell'Idf, il generale Effie Defrin. Nella pellicola di 80 minuti, i registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor raccontano di attacchi dell'Idf a Gaza guidati dall'intelligenza artificiale e costati la vita a numerosi civili. "Le affermazioni presentate nel trailer sono false, e alcune sono persino presentate in modo distorto e falsificato, scollegato dalla realtà sul campo", ha assicurato Defrin, "l'Idf è un esercito basato su valori e che opera in conformità con il diritto internazionale e secondo valori e standard professionali vincolanti. È così che abbiamo operato negli ultimi tre anni, e così continueremo a operare, anche nelle condizioni di combattimento più complesse". Dunque, ha proseguito, "per consentire una discussione sostanziale, professionale e basata sui fatti, invece di accontentarsi di rappresentazioni false, invito i registi a permettere ai rappresentanti dell'Idf di vedere tutto il film, così da poter affrontare in modo sostanziale" tutti i punti.
Isis, oltre 400 siriani detenuti in Iraq giudicati innocenti
Oltre 400 siriani, su 5.704 detenuti sospettati di legami con lo Stato islamico e giudicati in Iraq, risultano senza prove sufficienti a sostenere l'accusa. Lo riferisce l'agenzia ufficiale irachena, secondo cui il tribunale istruttorio di Karkh ha chiuso il 9 settembre gli interrogatori su un fascicolo che riguarda 3.497 siriani, e sono in corso le procedure di rilascio e consegna alla Siria per 457 di loro. Già scarcerati, sempre per insufficienza di prove, un detenuto finlandese, uno statunitense e sette iracheni. Il dossier conta 67 nazionalità, tra cui 19 europee. Il Consiglio superiore della magistratura iracheno, guidato dal giudice Fayeq Zeidan, gestirà ogni caso in base agli accordi bilaterali con il paese di origine dei detenuti, mentre il ministero della giustizia ha aperto canali diplomatici per trasferire circa 6mila reclusi di 61 nazionalità nei rispettivi paesi. La decisione segue di un mese la visita di Zeidan a Damasco, dove ha discusso il dossier col leader siriano Ahmad Sharaa. Resta aperto l'interrogativo su quanti altri, tra le migliaia ancora da processare, si riveleranno privi di prove come i 457 siriani.
L'aviatore USA Dude 44 Bravo, salvato dopo 50 ore tra i nemici in Iran
L'aviatore USA Dude 44 Bravo, salvato dopo 50 ore tra i nemici in Iran
Vai al contenutoMedia: "Oleodotto saudita colpito sarà fuori servizio per diverse settimane"
L'importante oleodotto saudita colpito da un attacco la scorsa settimana rimarrà in gran parte fuori servizio per diverse settimane a causa delle riparazioni necessarie: lo hanno riferito due funzionari della regione. Lo scrive sul suo sito l'Ap. L'oleodotto Est-Ovest, che attraversa il Regno, è fondamentale per la strategia dell'Arabia Saudita di spostare le esportazioni di petrolio verso il Mar Rosso, evitando così lo Stretto di Hormuz (nel Golfo Persico), dove gli attacchi iraniani hanno ostacolato il traffico marittimo. L'infrastruttura, lunga 1.200 chilometri, ha una capacità di trasporto fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno. Giovedì, l'oleodotto è stato chiuso in seguito a un attacco che l'Arabia Saudita ha attribuito a droni appartenenti a milizie irachene sostenute dall'Iran. I funzionari, informati sulla vicenda, hanno dichiarato che la riparazione dei danni — compresi quelli a un'importante stazione di pompaggio — potrebbe richiedere dalle tre alle cinque settimane. Uno di loro ha aggiunto che la linea potrebbe funzionare parzialmente mentre le squadre eseguono i lavori di riparazione. I funzionari hanno parlato a condizione di anonimato, non essendo autorizzati a rilasciare dichiarazioni ai media. La compagnia petrolifera saudita Aramco, che gestisce l'oleodotto, non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Il Centro per la Comunicazione Internazionale, ente governativo che supervisiona i rapporti con i media esteri nel Regno, ha fatto sapere di stare esaminando la richiesta di informazioni dell'AP riguardo alle tempistiche di riparazione dell'impianto.
Iran, Teheran: "È stata Riad a chiedere rinvio incontro in Oman, opportunità persa"
E' stata l'Arabia Saudita a chiedere il rinvio dell'incontro, previsto per oggi in Oman, tra ministri degli Esteri dell'Iran e dei Paesi del Golfo. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmail Baghaei nel corso di una conferenza stampa. Durante l'incontro si sarebbe dovuto discutere della sicurezza regionale e delle garanzie per la navigazione nello Stretto di Hormuz. "L'intesa tra Iran e Oman, in quanto due Stati costieri, è stata finalizzata. Consultandoci con l'Oman, decideremo i prossimi passi, compreso come annunciare o registrare l'intesa", ha affermato Baghaei citato dalla Press Tv, sottolineando che l'intesa tra Teheran e Muscat in merito alla sicurezza delle rotte marittime è stata il risultato di settimane di negoziati tra i due Paesi. Baghaei ha sottolineato che l'incontro previsto in Oman rappresentava un'"opportunità" creata da Teheran e Muscat, aggiungendo che i paesi della regione avrebbero dovuto riconoscerla e sfruttarla. "Sappiamo bene che la continuazione della guerra nella regione tra i paesi musulmani ha un solo vincitore, e quel vincitore non è altri che il regime sionista (Israele, ndr), che cerca di prolungare le tensioni e l'insicurezza tra i paesi musulmani della nostra regione", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano.
Iran, Usa confermano veto su capo agenzia nucleare Teheran a conferenza Aiea
Gli Stati Uniti hanno confermato di essersi opposti alla partecipazione del capo dell'Agenzia nucleare iraniana, Mohammad Eslami, alla conferenza annuale dell'Aiea a Vienna. Lo ha dichiarato il Segretario americano all'Energia Chris Wright affermando che Eslami ''è sottoposto a sanzioni''. Eslami, che è anche vice presidente dell'Iran per gli Affari nucleari, avrebbe dovuto intervenire oggi alla conferenza di Vienna. ''Ha chiesto una deroga che gli è stata negata'', ha spiegato Wright. ''L'Iran non sta dimostrando la necessaria trasparenza nei confronti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica'', ha proseguito il Segretario Usa chiedendo a Teheran una ''maggiore collaborazione con l'Aiea''.
Iran, gen. Tricarico: "Attacchi Houthi? 'Patto della Mecca' non è ancora deterrente militare"
"Non è sufficiente dotarsi di armi moderne e sofisticate e pensare così di essere al riparo da pericoli di aggressione militare. Oggi nel mondo mediorientale nessuno di quei paesi è in grado di mettere in campo una macchina bellica degna di questo nome. L’Arabia Saudita dovrebbe essere il paese militarmente più capace, ed è sotto gli occhi di tutti la sua inadeguatezza a fronteggiare un avversario più scadente, meno attrezzato ma più impegnato in operazioni militari reali e nella elaborazione di strategie efficaci contro i nemici di sempre. La capacità militare è un prodotto in cui basta che un fattore sia zero o prossimo allo zero perché tutti gli sforzi, anche finanziari, vengano vanificati. E nell’area di fattori prossimi allo zero ce ne sono fin troppi, a cominciare dall’addestramento. Chi pensava che il patto di mutua difesa sottoscritto alla Mecca lo scorso agosto da Mohammed bin Salman con Pakistan e Turchia fosse un deterrente dal punto di vista militare, dovrà ricredersi e al tempo stesso considerare la propensione aggregativa in funzione difensiva un primo passo nella giusta direzione ma insignificante dal punto di vista militare". A dirlo all'Adnkronos è il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa, riferendosi agli attacchi Houthi in Arabia Saudita e alle concrete capacità di difesa con missili e droni.
Borsa, l'Europa in rosso guarda al Medio Oriente: Brent verso 110 dollari
Le Borse europee proseguono in calo, zavorrate dalla corsa del petrolio e del gas e dall'incertezza sugli investimenti per l'intelligenza artificiale. Sui mercati si registra un clima teso con gli attacchi all'Arabia Saudita e gli altri scontri in corso in Medio Oriente. Lo stoxx 600 cede lo 0,3%, in vista dell'avvio di Wall Street dove i future sono in netto calo. Tra i listini del Vecchio continente maglia nera per Milano (-1,5%). Male anche Madrid (-1,1%), Francoforte (-0,5%) e Parigi (-0,7%). Si muove in controtendenza Londra (+0,6%). Non si arresta la corsa del petrolio e del gas. Il Brent viaggia verso i 110 dollari (108,45 dollari), con un rialzo del 3,6%. Sale anche il Wti a 103,53 dollari (+3,5%). Ad Amsterdam le quotazioni del gas sono in crescita del 5,1% a 83,58 euro al megawattora. I timori di una nuova fiammata dell'inflazione tiene in tensione anche i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 88 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,41% e quello tedesco al 3,52 per cento. Poco mosso il prezzo dell'oro che si attesta a 4.296 dollari l'oncia (+0,03%). Sul mercato dei cambi l'euro scende a 1,1551 sul dollaro.
Norvegia studia stop commercio con colonie, ira Israele
La Norvegia sta valutando una legge che vieti il commercio con gli insediamenti in Cisgiordania con pene fino a tre anni di carcere. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide all'emittente pubblica Nrk, sottolineando che le argomentazioni a favore "si sono rafforzate ulteriormente perche' la situazione in Cisgiordania e' peggiorata ancora di piu'". Inoltre, ha aggiunto il capo della diplomazia di Oslo, "molti altri Paesi stanno ora adottando la stessa linea. La settimana scorsa Regno Unito ha annunciato un pacchetto di sanzioni ad ampio raggio contro le colonie in Cisgiordania e altri 11 Paesi (Norvegia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia) hanno espresso l'intenzione di adottare o sostenere misure analoghe. Il volume degli scambi commerciali tra la Norvegia e gli insediamenti non e' ingente, ha osservato Eide, precisando che "i prodotti in questione includono, ad esempio, vino e alcuni articoli agricoli". Dura la risposta dell'ambasciata israeliana a Oslo che ha criticato con forza la possibile misura, definendo la "proposta di criminalizzare il commercio" come l'"ultimo esempio dell'ossessivo attivismo anti-israeliano del ministro degli Esteri norvegese sulla scena globale". "La Norvegia ha scelto ripetutamente di sacrificare le proprie relazioni bilaterali con Israele a favore di una retorica unilaterale e di azioni ostili che servono interessi locali, minano gli sforzi per raggiungere soluzioni pacifiche e sono completamente avulse dalla realta' del Medio Oriente", si legge nella dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar.
Usa: "Stop a funzionario iraniano all'Aiea perché è soggetto sanzionato"
Il segretario all'Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha dichiarato che gli Usa si sono opposti alla partecipazione del capo dell'agenzia nucleare iraniana alla conferenza annuale dell'organismo di controllo nucleare dell'Onu perché "è un soggetto colpito da sanzioni e non vogliamo che tali soggetti eludano le sanzioni a loro carico. Ha chiesto una deroga alle sanzioni, ma gli è stata negata", ha affermato Wright parlando con i giornalisti a Vienna, sede dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea).
Teheran: "Blocco capo agenzia nucleare crea precedente"
La negazione del visto di ingresso in Austria per il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica Mohammad Eslami, che avrebbe dovuto partecipare a una riunione dell'Aiea a Vienna, crea un "precedente che riguarderà tutti". Lo ha affermato a Vienna Behrooz Kamalvandi, vice capo dell'agenzia nucleare iraniana, sostenendo che si tratta di un "atto ostile dell'amministrazione Usa".
Netanyahu prossima settimana a NY per Assemblea Onu
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu volerà mercoledì prossimo, 23 settembre, a New York per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e farà ritorno venerdì 25 settembre. Lo ha riferito il Times of Israel, citando una fonte interna. Il discorso al Palazzo di Vetro è previsto giovedì 24 e al momento non vi sono informazioni circa un possibile incontro con il presidente Usa Donal Trump, dopo l'ultimo faccia a faccio dello scorso luglio.
Petrolio: prezzo corre, Brent supera quota 108 dollari
I prezzi del petrolio continuano a correre, spinti dalla chiusura temporanea di un oleodotto chiave in Arabia Saudita in seguito ad alcuni attacchi e dal rinvio di una riunione tra i paesi del Golfo e l'Iran sullo stretto di Hormuz. I future sul Brent sono saliti del 3,36% a 108,12 dollari, quelli sul Wti del 3,55% a 103,60 dollari.
Borsa: l'Europa amplia il calo, Milano -1,3%
Le Borse europee ampliano i cali mentre petrolio e gas non arrestano la loro corsa. L'attenzione degli investitori si concentra sugli sviluppi delle tensioni in Medio Oriente e le minacce alle infrastrutture per le materie prime energetiche. Sotto i riflettori anche i timori per gli investimenti dell'intelligenza artificiale. Sul fronte valutario l'euro scende a 1,1543 sul dollaro. L'indice d'area Stoxx 600 cede lo 0,4%, con i future di Wall Street in moderato calo. Nel Vecchio continente maglia nera per Milano (-1,3%). In calo anche Parigi (-0,85%), Madrid (-0,86%), Francoforte (-0,81%). In controtendenza Londra (-0,45%). I principali listini sono appesantiti dal settore tecnologico (-4%), dopo la frenata sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale ed i dubbi sugli investimenti futuri. Male anche le utility (-1,1%), con il prezzo del gas che sale del 5,3% a 83,77 euro al megawattora. Positiva l'energia (+1%) spinta dall'aumento del prezzo del greggio. Il Wti sale del 2,9% a 102,92 dollari al barile e il Brent è in aumento del 2,7% a 107,47 dollari. In rialzo anche il settore azionario della farmaceutica (+2%). In rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund sale a 88 punti, con il tasso del decennale italiano al 4,40% e quello tedesco al 3,52%. In calo il prezzo dell'oro che cede l'1,2% a 4.285 dollari l'oncia.
Ong accusa Israele di 'eliminare' la possibilità di una nazione palestinese
Una ong israeliana ha accusato le autorità israeliane di attuare una politica volta a "eliminare" qualsiasi possibilità di una nazione palestinese, intensificando in particolare le violenze e le restrizioni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata. In un rapporto di 249 pagine intitolato "Progetto eliminazione", l'organizzazione per i diritti umani B'Tselem afferma che tale obiettivo si fonda su "violenza e intimidazione, restrizioni alla libertà di movimento, soffocamento economico, distruzione sociale e politica, pulizia etnica e conquista territoriale". L'Afp ha richiesto un commento all'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, a quello del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich - artefice dell'accelerazione della politica di colonizzazione - e all'esercito. Le autorità israeliane respingono regolarmente le accuse di abusi in Cisgiordania, territorio occupato dal 1967.
Siria, proteste in varie città per il rincaro dei carburanti
Proseguono per il secondo giorno le proteste in Siria contro il rincaro dei carburanti, con blocchi stradali e copertoni in fiamme in diverse regioni. Lo riferiscono media di Damasco e l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui le manifestazioni interessano soprattutto le regioni nord-orientali di Raqqa, Hasake e Deir ez-Zor, dove i manifestanti hanno bloccato anche le autobotti dirette ai giacimenti petroliferi. Cortei sono segnalati pure ad Aleppo, Idlib e Hama, nella Siria centrale e occidentale. Il rincaro, in vigore da domenica, ha portato il gasolio da 125 a 175 lire siriane al litro (+40%) e la benzina da 152 a 195 lire (+28%). Il ministero dell'Energia ha attribuito la misura, definita "temporanea", alla manutenzione della raffineria di Banias, sulla costa mediterranea, ferma per circa due mesi, e al rincaro dei costi di approvvigionamento sui mercati internazionali. La Siria importa oltre il 60% del gasolio e un terzo della benzina consumati. Secondo economisti locali, il rincaro rischia di alimentare un'inflazione diffusa su trasporti, agricoltura e beni alimentari, spingendo sotto la soglia di povertà larga parte della popolazione.
Yemen, media: Houthi conquistano altre isole nel sud Mar Rosso
I ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi hanno preso il controllo di altre isole nella parte meridionale del Mar Rosso. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Associated Press, citando funzionari del governo yemenita e fonti interne ai ribelli, secondo i quali i combattenti hanno conquistato le isole Hanish, situate a circa 160 chilometri a nord dello Stretto di Bab el-Mandeb. La scorsa settimana, gli Houthi avevano conquistato la città portuale di Al-Mokha e l'isola di Perim.
Media Qatar: 'Egitto respinge proposta Houthi per colloqui sul Mar Rosso'
Secondo il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, le autorità egiziane avrebbero respinto una proposta degli Houthi volta a stabilire un canale di comunicazione diretto con l'Autorità del Canale di Suez riguardo alla sicurezza e alla libertà di navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso. Nessuna conferma è giunta però al momento dal Cairo. Secondo il quotidiano del Qatar, che cita "una fonte egiziana di alto livello", gli Houthi avrebbero trasmesso la richiesta attraverso la Camera internazionale della marina mercantile (Ics) di Londra alla Camera mercantile di Alessandria d'Egitto, chiedendo di stabilire un contatto diretto con rappresentanti ufficiali del gruppo allo scopo di trovare un accordo con l'Autorità del Canale di Suez e le autorità portuali per regolamentare la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso. Il tutto agendo, all'indomani della conquista di alcune isole e città strategiche affacciate sullo stretto dal versante yemenita, come autorità 'de facto'. L'Egitto ha ribadito più volte di considerare propri interlocutori solo i governi internazionalmente riconosciuti. Su questa linea, il presidente dell'Autorità del Canale di Suez Osama Rabie avrebbe dichiarato che non avrebbe concesso "a una parte non riconosciuta a livello internazionale la possibilità di ottenere un riconoscimento implicito attraverso la semplice risposta al suo messaggio, fosse anche telefonica". La proposta sarebbe quindi stata trasmessa ai servizi di sicurezza egiziani.
Egitto ed Emirati, 'necessari libertà di navigazione e rispetto del diritto'
La situazione nello Stretto di Hormuz e l'escalation del conflitto nello Yemen sono stati al centro di un colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri di Egitto e Qatar. Il ministro egiziano Badr Abdelatty e quello emiratino Abdullah bin Zayed Al Nahyan, hanno riaffermato "l'importanza di affrontare le sfide che la regione deve affrontare e le loro conseguenze per la sicurezza del Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb", sottolineando "la necessità di rispettare il diritto internazionale e preservare la sicurezza e la libertà della navigazione internazionale". I due hanno poi esortato a "intensificare gli sforzi per contenere le tensioni e prevenire l'escalation del conflitto, contribuendo così a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione".
Houthi: 'colpite strutture militari in Arabia Saudita'
Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato di aver lanciato decine di droni e missili balistici contro obiettivi militari in Arabia Saudita, per rappresaglia contro i raid aerei di Riad. "Le forze armate yemenite hanno condotto un'operazione militare su larga scala contro installazioni e infrastrutture militari, tra cui hangar per caccia, radar, piste di decollo, depositi di munizioni e altri obiettivi situati presso la base aerea King Khalid a Khamis Mushait", ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.
Iran: negato visto a capo nucleare, Teheran convoca amb. Austria
L'Iran ha convocato l'incaricato d'affari austriaco, dopo che il Paese europeo ha negato il visto al capo del programma nucleare iraniano Mohammad Eslami per partecipare a una riunione dell'Agenzia internazionale energia atomica (Aiea) a Vienna. "Il rifiuto del governo austriaco di concedere i visti alla delegazione della Repubblica Islamica dell'Iran e' una decisione del tutto ingiustificata", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei. "E' evidente per noi che questo episodio sia avvenuto sotto pressione americana, ma ciò non esime il governo austriaco dalle proprie responsabilità".
Teheran: 'l'Iran non è coinvolto nella questione yemenita'
Attribuire a Teheran responsabilità per gli eventi in Yemen "significa puntare nella direzione sbagliata; una simile deviazione non risolve i problemi": lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. "L'Iran non è coinvolto in alcun modo nella questione yemenita", ha aggiunto in merito ai forti scontri armati in atto tra i ribelli Houthi, alleati di Teheran, e le forze governative filo-saudite.
Pichetto: 'nucleare necessario per sovranità energetica'
"La sovranità energetica passa anche dal nucleare perché oggi consumiamo 310-315 miliardi di kilowattora e siamo in grado di produrne circa 260 miliardi l'anno". Lo afferma il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin al convegno su 'Sovranità Energetica e competitività' a Palazzo Lombardia. "Importiamo dall'estero circa 50 miliardi all'anno di kilowattora - spiega - e sono essenzialmente di origine nucleare perché il principale fornitore in questo caso è la Francia". "Guardando avanti, guardando anche alle condizioni, agli strumenti che stiamo utilizzando, ai data center, alla grande sfida che abbiamo per quanto riguarda l'efficientamento energetico dei fabbricati e dell'elettrificazione dell'industria - sottolinea - noi nei prossimi 10-15 anni avremo bisogno di almeno altri 100-150 miliardi di kilowattora".
Teheran, riunione Oman rinviata da Riad con pretesto
L'incontro programmato per oggi in Oman con l'Iran e i Paesi del Golfo per discutere della questione dello Stretto di Hormuz è stato rinviato su richiesta dell'Arabia Saudita, la quale ha addotto come motivazione la guerra in Yemen. Lo ha sostenuto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, definendo "un falso pretesto" indicare "la questione yemenita come motivo".
Teheran denuncia: "Usa hanno bloccato missione ad Aiea nostro capo nucleare"
Gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni per bloccare la partecipazione del responsabile dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (OIEA), Mohammad Eslami, a una riunione a Vienna presso la sede dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) per una conferenza annuale sul nucleare. Lo ha comunicato questa mattina la televisione di Stato iraniana. "Mohammad Eslami e la sua delegazione si sono imbarcati sabato su un volo di linea diretto a Vienna, ma sono stati bloccati lungo il percorso a causa di ostacoli frapposti dagli Stati Uniti", ha annunciato l'emittente, precisando che il funzionario iraniano ha quindi fatto ritorno a Teheran.
Tajani: "Missione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el-Mandeb"
"Noi abbiamo condannato con grande fermezza l'attacco anche ai Sauditi da parte degli Houthi. C'è una missione militare navale europea con una grande presenza italiana, la missione a guida italiana Aspides, che serve a proteggere i cargo e le navi mercantili che passano attraverso Suez, attraverso il Mar Rosso e poi Bab el-Mandeb per andare verso Oriente o verso il Sud, e anche verso l'Africa. La nostra missione continuerà ad andare avanti, nella speranza di non dover intervenire, ma ci sarà una close protection, cioè un'azione di forte controllo e protezione vicina ai nostri mercantili, perché guai a bloccare il mercato mondiale, guai a bloccare la libertà di navigazione. C'è una situazione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el-Mandeb". Lo ha detto a Radio24Mattino il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
"È chiaro che gli iraniani stanno forzando la mano, attraverso i loro proxy, cioè gli Houthi, Hezbollah e Hamas - prosegue Tajani - per cercare di dimostrare la loro forza e convincere gli americani a lasciar perdere il conflitto. Infatti attaccano le basi americane in Arabia Saudita, in Giordania, negli altri paesi, anche in Kuwait".
Yemen, Tajani: "Forte protezione navi, guai se blocco navigazione"
"La missione europea Aspides, con una grande presenza italiana, continuerà ad andare avanti nella speranza di non dover intervenire, ma ci sarà un'azione di forte controllo, di forte protezione ai mercantili perché guai a bloccare il mercato mondiale e la libertà di navigazione". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ai microfoni di Radio24 Mattino, sottolineando che "già c'è una situazione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el-Mandeb". "E' chiaro che gli iraniani stanno forzando la mano attraverso i loro proxy, gli Houthi ed Hezbollah, per cercare di dimostrare la loro forza e convincere gli americani a lasciar perdere il conflitto", ha proseguito il titolare della Farnesina, ricordando la condanna italiana, "con grande fermezza", dell'attacco dei ribelli yemeniti ai sauditi.
Pasdaran, distrutto un drone avanzato Mq-1 su Hormuz
La Guardia rivoluzionaria iraniana ha reso noto in un comunicato che oggi un drone avanzato Mq-1 è stato "intercettato e abbattuto" dai sistemi di difesa aerea iraniani sullo Stretto di Hormuz.
Seul condanna attacchi Houthi su Arabia Saudita
Il ministero degli Esteri sudcoreano ha "condannato gli attacchi" dei ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi "contro civili e infrastrutture economiche in Arabia Saudita, che hanno provocato diverse vittime tra la popolazione civile", chiedendone l'immediata cessazione. Lo ha riferito l'agenzia di stampa di Seul riportando la nota di Seul. "Gli attacchi contro civili e infrastrutture civili, cosi' come le azioni che minacciano la libertà e la sicurezza della navigazione, non possono essere giustificati in alcuna circostanza", ha dichiarato il ministero, esortando gli Houthi a porre immediatamente fine a tali aggressioni. Seul ha inoltre sottolineato che la pace e la stabilità in Medio Oriente - inclusa la garanzia di una navigazione libera e sicura nel Mar Rosso - sono fondamentali per la comunità internazionale, sia in termini di catene di approvvigionamento globali che di sicurezza energetica. "Esprimiamo la nostra profonda solidarietà all'Arabia Saudita per gli attacchi subiti ed esortiamo gli Houthi ad astenersi da azioni che potrebbero ulteriormente acuire le tensioni", ha aggiunto il ministero.
Media: "Notizie su Pasdaran intrappolati ad Ali Taher sono false"
L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che non vi erano combattenti delle Guardie Rivoluzionarie intrappolati nella catena montuosa di Ali Taher e che le notizie in merito erano false. La notizia diffusa dall'agenzia di stampa iraniana giunge dopo che diversi media internazionali avevano citato fonti iraniane secondo cui membri delle Guardie Rivoluzionarie sarebbero rimasti intrappolati nella strategica base di Hezbollah, distrutta dalle Forze di Difesa Israeliane.
Media: "Raid di Israele all'alba e arresti in Cisgiordania"
L'esercito israeliano ha arrestato quattro palestinesi nel governatorato di Betlemme, in Cisgiordania, tra cui un padre e un figlio. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa, aggiungendo che i soldati hanno preso d'assalto la città di Betlemme, il campo profughi di Dheisheh e il campo di Aida. Le forze israeliane hanno anche fatto irruzione nella città di Tubas e perquisito diverse abitazioni.
Iran, chiusura oleodotto saudita spinge Brent oltre 107 dollari
Il prezzo del greggio Brent – il riferimento per il mercato europeo – è salito di oltre il 2,3% prima dell'apertura delle borse europee, raggiungendo i 107 dollari al barile, in seguito all'annunciata chiusura temporanea dell'oleodotto saudita "East-West" (Est-Ovest), avvenuta sabato. Nel frattempo, il prezzo del West Texas Intermediate (Wti) – il riferimento per il mercato statunitense – è aumentato di oltre il 2,4%, toccando quota 102,5 dollari al barile.
Fallito raid a Doha e intesa Gaza, Netanyahu contro Kushner
Gli Stati Uniti hanno usato il fallito attacco israeliano a Doha contro la dirigenza di Hamas per spingere lo Stato ebraico ad accettare un accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi lo scorso autunno. Lo ha affermato Jared Kushner, inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, in un'intervista. "Israele ha condotto il raid a Doha, una cosa terribile ed è stata un'operazione militare fallimentare che ha portato Israele all'isolamento globale. Noi abbiamo sfruttato questa dinamica per spingerli a un accordo di cui ora sono abbastanza soddisfatti", mentre "all'epoca erano un po' a disagio con quello che li stavamo spingendo a fare. Ma alla fine si è rivelato un bene per loro e si è rivelato un bene per la gente di Gaza perche' ora abbiamo un nuovo governo lì che ovviamente punta a prendere il controllo presto, una volta che avremo portato avanti la demilitarizzazione", ha affermato Kushner. Immediata la replica arrivata dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu: "La decisione del primo ministro di inviare l'Idf a Gaza City e colpire i leader di Hamas in Qatar, unita all'enorme pressione esercitata dal presidente Trump, è ciò che ha indotto Hamas a rinunciare alle proprie richieste e ad accettare di rilasciare tutti gli ostaggi rimasti a Gaza", ha affermato.
Prezzo petrolio vola, Wti scambiato a 102,73 dollari
Prezzo del petrolio in forte rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a ottobre passa di mano a 102,73 dollari al barile con un avanzamento del 2,68% mentre il Brent con consegna a novembre è scambiato a 107,32 dollari al barile con una crescista del 2,59%.
Libano: segnalati bombardamenti israeliani nella notte nel sud
Nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, continuano gli attacchi dell'esercito israeliano nel Libano meridionale. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa nazionale libanese, Israele ha bombardato con l'artiglieria la città di Haddatha, nel distretto di Bint Jbeil, durante la notte.
Trump: "Non ci sono molti combattimenti a Gaza, Hamas pronto a deporre armi"
"Witkoff e Kushner hanno fatto un ottimo lavoro. Guardate Gaza, abbiamo liberato tutti gli ostaggi. La gente lo dimentica, ma lì non ci sono molti combattimenti. Hamas è pronta a deporre le armi. Hanno fatto un lavoro straordinario". Lo ha detto ai giornalisti il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a bordo dell'Air Force One.
Iran, Trump: "La Cina ci spia? Lo facciamo anche noi"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato la notizia secondo cui l'Iran avrebbe ricevuto immagini satellitari della base in Giordania da fonti cinesi prima dell'attacco in cui sono rimasti uccisi tre soldati americani, dichiarando ai giornalisti a bordo dell'Air Force One: "Sapete, quando la gente dice che la Cina ci spia, io dico 'avete ragione', e anche noi spiamo loro. È quello che facciamo. Anzi, loro fanno quello che facciamo noi".
Media: "No dell'Egitto alla richiesta degli Houthi di coordinamento"
Le autorità egiziane hanno respinto la richiesta degli Houthi volta a stabilire un canale di comunicazione diretto con l'Autorità del Canale di Suez in merito alla sicurezza e alla libertà di navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso. E' quanto ha riferito il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed. Il presidente dell'Autorità del Canale di Suez, Osama Rabiee, ha rifiutato categoricamente la proposta, temendo che contatti diretti potessero equivalere a un riconoscimento formale o a una legittimazione internazionale dei ribelli yemeniti filo-iraniani, che hanno preso il controllo dello stretto sul Mar Rosso grazie a una vasta offensiva contro il governo yemenita internazionalmente riconosciuto. Secondo un alto funzionario egiziano, i servizi di sicurezza del Cairo stanno intrattenendo contatti informali con le parti in causa in Yemen nel tentativo di prevenire ulteriori attacchi alle navi e garantire il flusso del commercio marittimo, senza tuttavia conferire agli Houthi uno status diplomatico.
Hormuz, Centcom: dirottate 101 navi commerciali al 13/9
"Al 13 settembre, 101 navi mercantili nello stretto sono state reindirizzate dalla Marina degli Stati Uniti". Lo scrive Centcom, il comando unificato delle forze armate Usa, su X nel suo aggiornamento sul blocco imposto da Washington ai porti iraniani che il cacciatorpediniere lanciamissili "continua a far rispettare", si legge.
Al Jazeera: "Gli Houthi avanzano verso roccaforti del governo in Yemen"
Gli Houthi dello Yemen avanzano verso le roccaforti controllate dal governo di Marib e Taiz, nello Yemen sud-occidentale. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera sottolineando che "si stanno intensificando gli scontri con i ribelli, sostenuti da Teheran, verso le zone controllate dal governo sostenuto dall'Arabia Saudita", lungo le coste dello Yemen. In particolare, i combattenti stanno puntando la provincia strategica di Marib, ricca di petrolio e gas, e la città di Taiz, capoluogo dell'omonimo governatorato. Il gruppo sciita ha conquistato tre isole, consolidando cosi' la possibilità di controllare lo stretto di Bab el-Mandeb.