Mosca è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Trump ha ribadito che "la guerra contro l'Iran finirà dopo le midterm". Parlando ad un comizio in Alabama il tycoon ha ripetuto che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare". Almeno cinque palestinesi sono stati uccisi e altre persone sono rimaste gravemente ferite nelle prime ore della mattina di ieri in un raid aereo israeliano a Gaza City
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La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%.
Il presidente americano ha ribadito che "la guerra contro l'Iran finirà dopo le midterm". Parlando ad un comizio in Alabama il tycoon ha ripetuto che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare".
Nella notte aerei da guerra sauditi hanno preso di mira la città di Abs, nella provincia di Hajjah, nello Yemen. Poche ore prima, diverse fonti arabe hanno riferito di esplosioni a Buqayq, in Arabia Saudita, a seguito di un attacco con missili balistici da parte delle forze yemenite. Fonti della regione poi hanno segnalato forti esplosioni anche nei pressi dell'aeroporto di Riadtycoon ha ripetuto che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare".
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Attacchi aerei nello Yemen
Nella notte aerei da guerra sauditi hanno preso di mira la città di Abs, nella provincia di Hajjah, nello Yemen. Poche ore prima, diverse fonti arabe hanno riferito di esplosioni a Buqayq, in Arabia Saudita, a seguito di un attacco con missili balistici da parte delle forze yemenite. Fonti della regione poi hanno segnalato forti esplosioni anche nei pressi dell'aeroporto di Riad.
Procura portoghese apre indagine su concessione base Lajes a Usa
La procura portoghese ha aperto un'indagine sulla legittimità dell'autorizzazione concessa dal governo di Lisbona agli Stati Uniti per utilizzare la base aerea di Lajes, nelle Azzorre, durante la guerra con l'Iran. Lo ha reso noto la Procura generale portoghese, precisando che l'inchiesta è stata avviata in seguito a una denuncia presentata da esponenti del partito di sinistra Bloco de Esquerda. Il governo di centrodestra aveva autorizzato a marzo diversi voli di transito statunitensi attraverso la base, suscitando le critiche dei partiti di opposizione di sinistra. Portogallo e Stati Uniti hanno un accordo di lunga data che consente a Washington di utilizzare la base di Lajes senza un'autorizzazione preventiva in tempo di pace, mentre l'approvazione di Lisbona diventa necessaria in caso di ostilità. Il ministro degli Esteri portoghese Paulo Rangel aveva spiegato che il via libera era stato concesso soltanto dopo aver ricevuto assicurazioni dagli Stati Uniti che qualsiasi operazione sarebbe stata "difensiva, necessaria e proporzionata" e limitata a obiettivi militari.
Hegseth: "Blocco a Hormuz è ferreo, Trump ha tutte opzioni sul tavolo"
"Il nostro blocco è ferreo". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, assicurando che gli Stati Uniti mantengono il controllo dello Stretto di Hormuz e avvertendo Teheran delle possibili conseguenze se continuerà a "giocare" con il passaggio marittimo strategico. "L'Iran vuole giocare con cose come lo Stretto di Hormuz. Non lo controllano loro, lo controlliamo noi. Non sono riusciti a far passare letteralmente nulla", ha affermato Hegseth, invitando Teheran a "fare la scelta giusta". "Se non lo farà, il presidente avrà sul tavolo tutte le opzioni di cui ha bisogno. Ma non lascerà che questa situazione si prolunghi inutilmente. Sa qual è la missione e, quando ci verrà chiesto, siamo in grado di portarla a termine", ha aggiunto.
Hegseth ha inoltre ribadito che impedire all'Iran di dotarsi dell'arma atomica rappresenta "un interesse nazionale vitale degli Stati Uniti d'America". "Il messaggio è molto semplice: l'Iran non avrà mai, mai, mai un'arma nucleare. Il presidente Trump è assolutamente determinato a fare in modo che non accada: non l'avranno", ha dichiarato il capo del Pentagono.
Iran, arrestati 31 sospetti: "smantellate 4 reti di sabotaggio legate a Usa e Israele"
Le autorità iraniane hanno arrestato 31 persone accusate di appartenere a quattro reti sostenute da Stati Uniti e Israele e coinvolte in piani per fomentare disordini e compiere atti di sabotaggio nella provincia meridionale di Kerman. Lo ha reso noto il ministero dell'Intelligence iraniano, citato da Press Tv. Secondo Teheran, i sospetti operavano nella contea di Sirjan e avrebbero cercato di "adescare adolescenti e giovani", preparando inoltre "grandi quantità di molotov" da utilizzare per danneggiare le telecamere di sorveglianza urbana in vista di "disordini di strada e atti di sabotaggio". Il ministero dell'Intelligence ha inoltre accusato i gruppi di essere stati coinvolti in episodi di "violenza e distruzione" durante le proteste antigovernative dello scorso gennaio.
Medvedev: "Russia pronta a ruolo di mediazione con Usa"
La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%. Russia e Iran, ha aggiunto, sono sottoposti a "sanzioni su vasta scala" e devono quindi sviluppare meccanismi alternativi di cooperazione finanziaria, ricordando che circa il 90% degli scambi tra i Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai avviene ormai nelle rispettive valute nazionali.