Il portavoce militare degli Houthi ha dichiarato che il gruppo ha lanciato un attacco con missili balistici e droni contro impianti di Aramco a Riad e nella zona di Khurais. Il capo negoziatore e presidente del parlamento iraniano ha affermato che gli Usa hanno presentato "proposte" dopo che Teheran aveva avanzato una tabella di marcia di 7 giorni per la riapertura di Hormuz. Mosca è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran
in evidenza
Il portavoce militare degli Houthi yemeniti, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo ha lanciato un attacco con missili balistici e droni contro impianti del colosso energetico saudita Aramco, situati nella capitale Riad e nella zona di Khurais.
Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore e presidente del parlamento iraniano, ha affermato che Washington ha avanzato "alcune proposte tramite un mediatore" dopo che Teheran aveva proposto una tabella di marcia di 7 giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha sottolineato, gli Usa devono sapere "che l'epoca in cui si perdeva tempo e si imponevano richieste unilaterali è finita", che la posizione dell'Iran rimane "chiara e definita" e che "lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni basate sul Memorandum di Islamabad".
La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%.
Il presidente americano ha ribadito che "la guerra contro l'Iran finirà dopo le midterm". Parlando ad un comizio in Alabama il tycoon ha ripetuto che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare".
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui
Continua a seguire tutti gli aggiornamenti sul liveblog del 5 ottobre di Sky TG24
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
Google ha aggiornato le foto di alcune porzioni del territorio palestinese che documentano ulteriormente il livello di distruzione portato dai bombardamenti e dall’intervento dell’esercito israeliano
La devastazione della Striscia di Gaza, le nuove immagini prima e dopo
Vai al contenutoVolo Dubai-Tel Aviv, la rotta e le prime immagini dell'aereo. FOTO
Israele segue la pista terroristica per quanto successo su un aereo di FlyDubai diretto da Dubai a Tel Aviv: il copilota avrebbe accoltellato il pilota durante il volo. Il mezzo è atterrato a Tabuk, in Arabia Saudita. Il ministro israeliano Ben Gvir: "L'ingenua convinzione che i nostri nemici amino la vita e che dovremmo averne compassione ha ricevuto un promemoria stamattina sotto forma di un terrorista che aveva pianificato di far schiantare un aereo e uccidere i 180 israeliani a bordo"
Volo Dubai-Tel Aviv, la rotta e le immagini dell'aereo. FOTO
Vai al contenutoWsj, Usa hanno rimosso tutti i loro bombardieri B-1 da Fairford
Gli Stati Uniti hanno rimosso tutti i loro bombardieri B-1 dalla base di Fairford nel Regno Unito in seguito ai timori di sicurezza. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i B-1 sono ora negli Stati Uniti.
Usa, Trump: “La guerra con l'Iran finirà dopo le elezioni di midterm”
Durante un comizio in Alabama, il presidente Usa ha ribadito che Teheran “non avrà mai l'arma nucleare”, sottolineando che “abbiamo dovuto fare il lavoro sporco contro i bulli del Medio Oriente”. E, rivolgendosi agli elettori repubblicani sulle elezioni di metà mandato del 3 novembre, ha detto: "Fingete che sulla scheda elettorale ci sia il mio nome"
Usa, Trump: “La guerra con l'Iran finirà dopo le midterm”
Vai al contenutoPetrolio, scorte e prezzi dei carburanti: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran
Ieri il G7 ha varato il rilascio di 100 milioni di scorte di barili di petrolio: una decisione che avrà delle conseguenze sui prezzi di benzina e gasolio e anche sulle scorte mondiali. Di questo si è parlato a "Numeri", il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 ottobre 2026
Petrolio, scorte e prezzi: cosa sta succedendo dopo la guerra in Iran
Vai al contenutoFlyDubai, identificato il copilota presunto attentatore: è un 29enne omanita
Sarebbe Hamam al-Hammami, omanita di 29 anni, il copilota del presunto attentato terroristico sul volo Dubai-Tel Aviv FZ1073 operato da FlyDubai dello scorso 30 settembre. Secondo quanto riferito dal procuratore generale emiratino, Hamad Saif Al Shamsi, l’uomo stava pianificando un "atto terroristico" e avrebbe utilizzato l'ascia di emergenza presente nella cabina di pilotaggio per aggredire il comandante, tentando di "prendere i comandi dell'aereo". Lo scorso anno era stato rimosso dal suo precedente incarico per Oman Air, la compagnia aerea nazionale dell'Oman, per preoccupazioni relative alle sue opinioni estremiste.
FlyDubai, identificato il sospetto attentatore: è un 29enne omanita
Vai al contenutoRincari, dai prezzi dei carburanti a energia: impatto della guerra in Iran sugli italiani
Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.
Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani
Vai al contenutoMedia Iran: "Esplosioni a Qeshm e Sirik, spari contro navi a Hormuz"
"Pochi minuti fa, in alcune zone di Qeshm e Sirik, si sono udite diverse esplosioni provenienti dal mare e dallo Stretto di Hormuz. I rumori erano probabilmente riconducibili a spari contro le navi che violavano le regole; la causa di questi rumori non è stata ancora resa nota ufficialmente". Così su X l'agenzia di stampa iraniana Fars.
Flydubai, media: "Israele aveva avuto in anticipo l'elenco dell'equipaggio"
Secondo il quotidiano Haaretz, che cita fonti della sicurezza, la lista, che includeva nazionalità e nomi dei membri dell'equipaggio, era stata ricevuta dall'Autorità fiscale israeliana 48 ore prima del volo e avrebbe dovuto essere verificata dagli organismi competenti, tra cui il Mossad e il ministero dei Trasporti. Intanto, il primo ministro israeliano Netanyahu ha invitato in Israele, come ospite d'onore, il pilota indiano che ha evitato lo schianto dell'aereo
Flydubai, media: 'Israele aveva in anticipo elenco dell'equipaggio'
Vai al contenutoMo: Idf, comandante di Hamas ucciso in un raid nel sud della Striscia di Gaza
Un comandante di Hamas è stato ucciso oggi in un attacco israeliano nel sud della Striscia di Gaza. A renderlo noto sono state le Forze di difesa israeliane (Idf) - citate dal Times of Israel - secondo cui l'attacco a Khan Yunis ha ucciso Muad Gamal Abu Nuseira, un comandante dell'ala militare di Hamas. Un altro attacco, avvenuto ieri, ha ucciso Mahmoud Ibrahim Dib Alyan, identificato dalle Idf come comandante di un'unità di sorveglianza di Hamas.
Iran, si è dimesso il ministro del petrolio
Il ministro del petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, si è dimesso. Al suo posto e' stato nominato Hamid Bovard, amministratore delegato della compagnia petrolifera di Stato, la Nioc. Lo ha reso noto l'ufficio del Presidente Masoud Pezeshkian. Bovard ricoprirà l'incarico fino alla nomina di un sostituto definitivo. Non è stata resa nota alcuna motivazione ufficiale per le dimissioni di Paknejad che era in carica dall'agosto 2024. Durante il suo mandato, ha gestito il settore petrolifero in un contesto segnato dalle persistenti sanzioni internazionali e dal conflitto con Stati Uniti e Israele, occupandosi tra l'altro di mantenere ed espandere le esportazioni di greggio. Bovard ha ricoperto ruoli di vertice presso la Nioc e in precedenza ha guidato importanti unità operative, tra cui la National Iranian South Oil Company e la Iranian Offshore Oil Company. Il Ministero del Petrolio riveste un ruolo centrale nell'economia iraniana, gestendo la produzione, le esportazioni e le industrie correlate che generano la maggior parte delle entrate in valuta estera del Paese.
Netanyahu ordina indagine sulla sicurezza dell'aviazione civile straniera
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha incaricato il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Shmuel Ben-Ezra, di nominare un ispettore per condurre un esame approfondito di tutti gli aspetti della sicurezza dell'aviazione civile straniera in Israele dopo lo scontro sulle responsabilità del governo nei controlli sull'equipaggio del volo FlyDubai. Lo riferisce l'ufficio del premier in una nota.
Yemen, 70 morti negli scontri intorno a Taiz
Oltre 70 persone sono rimaste uccise nelle ultime 24 ore nella provincia yemenita di Taiz e nelle aree limitrofe. Lo hanno riferito sia fonti Houthi che governative. Secondo il governo riconosciuto a livello internazionale, sono rimasti uccisi 34 soldati - 20 dei quali ai confini della provincia di Taiz, nella vicina Lahj - mentre fonti della milizia Houthi hanno riferito che 39 dei loro combattenti hanno perso la vita negli scontri nella stessa area.
Volo Flydubai, indagini sulle responsabilità israeliane nei controlli dell'equipaggio
Iran, compagnie aeree riprendono i voli verso l'Iraq
Le compagnie aeree iraniane, sanzionate dagli Stati Uniti, hanno ripreso i voli tra la Repubblica Islamica e la città santa sciita di Najaf, in Iraq, a seguito di una deroga concessa da Washington a Baghdad. "I voli tra l'Iraq e la Repubblica Islamica dell'Iran sono ripresi tramite l'aeroporto internazionale di Najaf", ha dichiarato Hussein Muhanna, funzionario dell'aeroporto, ad Afp. Il primo volo, operato da Caspian Airlines, è atterrato a Najaf alle 17:15 locali, secondo quanto riportato dal corrispondente dell'agenzia. All'inizio di settembre gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni all'intero settore dell'aviazione iraniana, una nuova misura economica volta a isolare ulteriormente Teheran. Venerdì scorso il governo iracheno ha annunciato di aver raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per autorizzare le compagnie aeree iraniane, a eccezione di Mahan Air, a operare 40 voli al giorno da e per l'aeroporto di Najaf, sede di uno dei santuari sciiti più venerati al mondo. Washington ha inoltre concesso una deroga alla Iraqi Airways, la compagnia aerea di bandiera, consentendole di servire l'Iran. Le compagnie aeree iraniane trasportano principalmente pellegrini sciiti iracheni verso le città sante in Iran, nonché iraniani che si recano in luoghi sacri in Iraq. I voli sono utilizzati anche da iracheni che studiano in Iran e da pazienti che vi si recano per cure mediche.
Guerra Usa-Iran, Yemen lancia operazione contro Houthi
Netanyahu: "Diventeremo leader mondiali in guerra marittima"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato, durante una visita alla base navale di Ashdod, di voler rendere il suo Paese un "leader mondiale" nella guerra marittima. Lo riporta un comunicato stampa diffuso dal suo ufficio. "La mia intenzione è che Israele diventi un leader mondiale in questo tipo di guerra. Proteggeremo lo Stato di Israele anche dal mare", ha affermato Netanyahu dalla base navale, visitata ieri.Il primo ministro israeliano ha sottolineato la crescente importanza del dominio marittimo e ha citato come esempi la disputa per il controllo dello Stretto di Hormuz tra Iran e Stati Uniti e la situazione nel vicino Stretto di Bab el-Mandeb, dove si stanno intensificando gli scontri tra i ribelli Houthi e l'esercito yemenita. "I nostri nemici vogliono minacciare il nostro dominio marittimo nel Mediterraneo, i nostri porti e il traffico marittimo", ha dichiarato Netanyahu, che ha fatto della sicurezza un tema centrale della sua campagna elettorale per le elezioni del 27 ottobre, "non permetteremo che ciò accada, proteggeremo lo Stato di Israele anche dal mare".
Cnn: "Copilota avrebbe agito da solo, Israele non è a conoscenza di legami con gruppi o governi"
Il copilota accusato di aver aggredito il collega a bordo del volo Flydubai diretto in Israele e di aver tentato di prendere il controllo dell'aereo ha probabilmente agito da solo. A scriverne è la Cnn, che cita fonti israeliane. Gli inquirenti internazionali stanno ancora cercando di stabilire con chiarezza il movente, ma un funzionario israeliano ha dichiarato che gli elementi emersi dall'indagine suggeriscono che il sospettato abbia agito autonomamente.
Un'altra fonte israeliana citata dall'emittente ha affermato che, al momento, Israele non è a conoscenza di alcun legame con gruppi o governi. Entrambe le fonti hanno sottolineato che si tratta di conclusioni tratte in base alle informazioni disponibili finora. Sia gli Emirati Arabi Uniti che Israele stanno indagando sull'accaduto. Anche il Ministero dell'Interno dell'Arabia Saudita, Paese in cui l'aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza, sta conducendo accertamenti.
Reuters: "Il leader dello Yemen annuncia la controffensiva contro gli Houthi"
Il leader del governo yemenita sostenuto dall'Arabia Saudita ha annunciato oggi l'inizio di una vasta operazione militare contro gli Houthi, appoggiati dall'Iran, con l'obiettivo di riconquistare il territorio sotto il loro controllo. Lo scrive sul proprio sito Reuters, cui funzionari regionali e occidentali avevano riferito all'inizio di questa settimana che l'Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti stavano pianificando un attacco contro gli Houthi, con i sauditi a capo dei combattimenti aerei e le forze yemenite impegnate sul terreno. "Oggi annuncio l'inizio delle operazioni militari per riconquistare il territorio rimanente della repubblica ed estendere l'autorità dello Stato e delle sue istituzioni su tutto il territorio nazionale", ha dichiarato il presidente yemenita Rashad al-Alimi in un discorso televisivo. Nel frattempo, gli Houthi hanno affermato di aver lanciato missili balistici e droni contro siti della Saudi Aramco a Riyadh e nella zona di Khurais, in Arabia Saudita, sostenendo che gli attacchi hanno causato vasti incendi, in risposta a quelli che hanno definito 50 raid aerei e missilistici guidati dall'Arabia Saudita contro lo Yemen nelle ultime 12 ore. Non c'è stata alcuna conferma immediata da parte di Riad.
Houthi, colpiti impianti Aramco a Riad e nell'area di Khurais
Il portavoce militare degli Houthi yemeniti, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo ha lanciato un attacco con missili balistici e droni contro impianti del colosso energetico saudita Aramco, situati nella capitale Riad e nella zona di Khurais - ricca di giacimenti petroliferi - nella parte orientale del Regno. "Entrambe le operazioni hanno raggiunto con successo i propri obiettivi", ha affermato il portavoce in una nota pubblicata su X. "Gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato vasti incendi nei siti colpiti", prosegue la nota.
Arriva da Israele il "contro documentario" in risposta a Naza
Si intitola "Naza: The Real Story" e nasce con l’obiettivo dichiarato di contestare le testimonianze e le ricostruzioni del film originale presentato da poco alla Mostra del Cinema di Venezia
Arriva da Israele il 'contro documentario' in risposta a Naza
Vai al contenutoCooperante da Khan Yunis: "Dopo il 7 ottobre a Gaza guerra mai finita, sogno un futuro in Italia"
''Il futuro di pace dipende dalla comunità internazionale'', ma per chi vive la realtà della Strisca di Gaza ''la guerra dura da tre anni, non è mai finita nonostante le tregue e l'accordo per il cessate il fuoco''. Tanto che ''per la mia famiglia sogno un futuro in Italia'', come altre famiglie dell'enclave palestinese. Lo racconta all'Adnkronos il cooperante palestinese Sami Abu Omar a tre anni da quando Hamas ha lanciato l'assalto del 7 ottobre 2023 che ha causato la morte di 1.200 israeliani e, poi, della rappresaglia israeliana sulla Striscia di Gaza che ha ucciso oltre 74mila palestinesi, secondo dati riconosciuti dall'Onu. Suo figlio Abood, 15 anni, a luglio è stato ferito da una scheggia di un ordigno. Abu Omar, da quando la sua casa di Khan Yunis è stata distrutta in un raid aereo israeliano, vive in una tenda in un campo profughi sulla costa a sud di Gaza City. ''Vivo in una tenda con mia moglie, i nostri sette figli, mia madre anziana, ha 87 anni'' e quella che conduce è una vita ''vissuta giorno per giorno. Non so se domani ci sarò ancora. Qui la gente muore sotto le bombe, magari anche solo perchè va a prendere l'acqua''. La fila per l'acqua, ogni due giorni. ''Un giorno sì e l'altro no ci mettiamo in fila con le taniche, per ore, quando arriva il camion dell'acqua. Prendiamo 40-50 litri che ci servono per cucinare, lavarci, bere'', racconta. Poi serve il gas per cucinare. ''Ce ne danno otto chili ogni tre mesi, bastano soltanto per due settimane'', afferma.
Nella Striscia di Gaza ''la guerra non è mai finita durante questi tre anni, perché dall'accordo di cessate il fuoco'' del 10 ottobre del 2025 ''i bombardamenti continuano, le esplosioni anche'' e ''ci sono stati più di 1.500 morti soltanto dopo la tregua, oltre tremila feriti'', racconta Abu Omar, che collabora con ong italiane dal 1997. ''Con la tregua non solo non è finita la guerra, ma non è entrato materiale di costruzione, non c'è luce, niente acqua, niente aiuti umanitari, le medicine mancano. Non c'è carburante, non ci sono pezzi di ricambio per i generatori che stanno entrando'', aggiunge.
Yemen, governo annuncia offensiva per riprendere intero Paese
Il capo del Consiglio presidenziale yemenita, Rashad al-Alimi, ha annunciato l'avvio di un'offensiva contro gli Houthi per riprendere il controllo dell'intero Paese. I ribelli filoiraniani hanno in mano buona parte dell'Ovest dello Yemen, inclusa la capitale Sanaa, occupata nel 2014. "Oggi annuncio l'avvio di operazioni militari volte a riconquistare i territori rimanenti della Repubblica e a estendere l'autorità dello Stato e delle sue istituzioni all'intero territorio nazionale", ha dichiarato Alimi in un comunicato.
Yemen, Houthi chiudono vitale via rifornimento tra Taiz e Aden
Gli Houthi yemeniti hanno interrotto una vitale via di rifornimento che collegava Taiz, l'importante città del sud-ovest che stanno assediando, ad Aden, sede del governo riconosciuto a livello internazionale. Lo riferiscono ad Afp fonti della sicurezza e testimoni. "Siamo stati informati che gli Houthi hanno preso il controllo dell'area di al-Safiya, hanno bloccato la strada principale e hanno occupato la stazione di polizia", ha dichiarato all'agenzia una fonte della polizia locale. Tre fonti distinte all'interno delle forze armate lealiste hanno confermato che i ribelli filoiraniani hanno conquistato l'area e preso il controllo del cruciale corridoio a sud di Taiz. Altri testimoni hanno fatto sapere di aver udito intensi combattimenti nelle città di al-Safiya e al-Samsara. Queste due città si trovano lungo la strada principale che collega Taiz, capoluogo dell'omonimo governatorato e terza città più popolosa del Paese, ai governatorati di Lahj e Aden, dove hanno sede le autorita' riconosciute dall'Onu, dal momento che la capitale yemenita, Sana'a, è in mano agli Houthi dal settembre del 2014.
Ministero Esteri: "Hormuz chiuso finché condizioni non saranno adeguate"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che le proposte statunitensi sono sostanzialmente in linea con le precedenti posizioni di Washington sulle questioni nucleari, mentre Teheran ha chiaramente dichiarato che, in questa fase, la sua attenzione è rivolta allo Stretto di Hormuz. In particolare, Esmail Baqaei, intervenendo domenica durante la sua conferenza stampa settimanale, ha sottolineato che la Repubblica Islamica dell’Iran ha dichiarato esplicitamente che il suo obiettivo in questa fase è lo Stretto di Hormuz e che garantire la sicurezza della via navigabile o ripristinarla richiede misure specifiche da parte degli Stati Uniti. Il portavoce ha ricordato che la cessazione delle interferenze con la navigazione iraniana e le questioni correlate erano già state chiaramente incluse nell’intesa di Islamabad. «Le nostre posizioni sono state comunicate alla parte mediatrice a Doha. Le proposte americane sono più o meno in linea con la loro posizione precedente e riguardano questioni nucleari» ha detto, aggiungendo che anche le sanzioni imposte dagli Stati Uniti durante questo periodo devono essere revocate. In questo senso, l’Iran ha comunicato le proprie considerazioni in risposta alla parte mediatrice a Doha e, secondo quanto dichiarato da Baqaei, completerà l’esame di alcuni dettagli prima di sottoporre ulteriori punti alla controparte. Rispondendo alle notizie sul possibile ritorno degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica presso gli impianti nucleari iraniani, il portavoce ha dichiarato: «Non è stata sollevata alcuna discussione in tal senso. Non abbiamo affrontato la questione nucleare».
Nuovi raid dell'Idf su Gaza: un morto e diversi feriti
Nuovi raid delle forze aeree israeliane contro la Striscia di Gaza. Una persona è stata uccisa e diverse altre ferite dopo il bombardamento di un veicolo a Deir al-Balah, nel centro della regione, denunciano fonti palestinesi.
Angelus, Papa Leone XIV: "In Terra Santa vittime innocenti di guerra"
"Un milione di bambini recita il Rosario per la pace ed unità del mondo. Ringrazio di cuore tutti i bambini e le bambine che in tante parti del mondo si uniscono a questa preghiera. Siano da esempio, perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra. In particolare, preghiamo per la Terra Santa e le vittime innocenti della guerra". Lo dice il Papa all'Angelus. Proprio ieri si sono celebrati a Gaza i funerali di due donne cristiane, morte in un raid israeliano per le quali anche il Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, ha espresso il suo cordoglio
Volo Flydubai, in un video i primi soccorsi dei passeggeri al pilota. VIDEO
Il Papa: "In Terra Santa vittime innocenti della guerra"
"Un milione di bambini recita il Rosario per la pace ed unità del mondo. Ringrazio di cuore tutti i bambini e le bambine che in tante parti del mondo si uniscono a questa preghiera. Siano da esempio, perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra. In particolare, preghiamo per la Terra Santa e le vittime innocenti della guerra". Lo dice il Papa all'Angelus. Proprio ieri si sono celebrati a Gaza i funerali di due donne cristiane, morte in un raid israeliano per le quali anche il Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, ha espresso il suo cordoglio.
Media Gaza, due morti oggi in due raid di droni Idf distinti
I media palestinesi di Gaza riportano due persone uccise in due raid dell'Idf distinti oggi nella Striscia di Gaza, uno a Deir al-Balah, dove un uomo è stato ucciso dentro a un veicolo, e un altro a Khan Younis.
Israele: "1.318 membri delle forze di sicurezza morti dal 7 ottobre 2023"
Sono 1.318 i membri delle forze di sicurezza israeliane morti a partire dal 7 ottobre 2023, giorno dell'attacco terroristico di Hamas: è quanto affermato dal ministero della Difesa del Paese, citato dal Times of Israel. Secondo un aggiornamento fornito dal ministero, questa cifra comprende soldati, agenti di polizia, agenti dello Shin Bet, vigili del fuoco, agenti penitenziari e addetti alla sicurezza civile e si riferisce a persone decedute sia durante il servizio sia a seguito di incidenti, malattie o suicidio. La maggior parte di loro, secondo il ministero della Difesa israeliano, è morta durante combattimenti nella Striscia di Gaza, in Libano e in Cisgiordania.
Media Israele: "Da anni il ministero Trasporti non fa controlli sui voli esteri"
Da anni alti funzionari israeliani hanno avvertito che il ministero dei Trasporti non sta adempiendo alle proprie responsabilità in merito ai controlli di sicurezza sulle compagnie aeree straniere dirette in Israele. Lo riferisce Army Radio, citando documenti interni del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e lo riporta il Times of Israel. Nel 2021, viene ricordato, il Gabinetto di sicurezza ha sollevato lo Shin Bet da tale responsabilità, stabilendo che l'Autorità per l'aviazione civile del ministero dei Trasporti avrebbe dovuto "verificare che le misure di sicurezza adottate nei Paesi stranieri non classificati come ad alto rischio fossero conformi alle disposizioni dei trattati internazionali". Secondo un documento diffuso da Army Radio, un rapporto riservato del Controllore di Stato del 2024 ha rilevato però che il ministero non stava adempiendo ai propri obblighi. Per il leader dell'opposizione Yair Lapid "il primo ministro, il ministro dei Trasporti, lo Shin Bet e il Mossad devono al pubblico un resoconto rigoroso su "uno dei più gravi fallimenti a cui abbiamo assistito". Lapid accusa Benjamin Netanyahu di essersi affrettato ad "attribuirsi il merito dell'eroismo dei cittadini israeliani" per poi tacere quando sono emersi interrogativi sull'accaduto.
Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani
Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’inizio della guerra all’Iran e il dilagare del conflitto in Medioriente, gli italiani hanno dovuto fare i conti con i rincari in molti settori. Anche l’autunno non lascia ben sperare, con impatti diversi in base a vari fattori. A fare i conti ci hanno pensato Codacons, Cna e Cgia.
Da carburanti a energia, l’impatto della guerra in Iran sugli italiani
Vai al contenutoMedia: "Israele chiuderà i valichi verso Cisgiordania e Gaza in vista del 7 ottobre"
Il ministro della Difesa Israel Katz ha disposto la chiusura dei valichi verso la Cisgiordania e la Striscia di Gaza nei giorni che segnano l'anniversario del massacro del 7 ottobre 2023. Lo scrive il Times of Israel. Katz ha affermato che, su raccomandazione delle autorità militari, verrà imposta una chiusura generale sia per la Cisgiordania sia per la Striscia di Gaza nelle giornate del 5 e del 7 ottobre. Il provvedimento non riguarda gli israeliani che transitano attraverso i posti di blocco in Cisgiordania. Katz ha spiegato che ai lavoratori palestinesi "essenziali del settore sanitario" sarà consentito attraversare i posti di blocco in Cisgiordania, così come ad altri palestinesi nei casi in cui vi siano "impegni assunti dallo Stato dinanzi all'Alta Corte di Giustizia". Altre deroghe ai palestinesi che intendono entrare in Israele dalla Cisgiordania, potrebbero esser concesse previa approvazione del Cogat (unità militare israeliana che gestisce le operazioni civili e umanitarie a Gaza e in Cisgiordania) ha aggiunto. In quelle giornate non entreranno aiuti nella Striscia, ma il Cogat ha precisato che le operazioni di ritiro degli aiuti sul lato di Gaza del valico di Kerem Shalom, sul versante egiziano, "proseguiranno come di consueto". "Va sottolineato che la chiusura dei valichi in queste date non dovrebbe avere alcun impatto sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza" ha aggiunto il Cogat.
Agenzia Gb: "A Hormuz nave colpita da un proiettile sconosciuto"
Una petroliera è stata colpita nello stretto di Hormuz da un "proiettile sconosciuto", che ne ha danneggiato la sala macchine: lo ha reso noto l'agenzia britannica di monitoraggio del traffico marittimo commerciale (Ukmto). L'equipaggio, stando alle informazioni disponibili, "è in salvo" e "non sono segnalati danni ambientali", aggiunge l'agenzia, che d'altro canto non fornisce dettagli sulla nave presa di mira. Le autorità competenti indagano sull'accaduto.
Ucciso in raid dell'Idf a Gaza direttore di Ong umanitaria turca
Il direttore nella Striscia di Gaza dell'organizzazione umanitaria turca Deniz Feneri, Saqer al Qaisi, è stato ucciso questa mattina in un attacco israeliano contro un veicolo a Deir al Balah, nel centro dell'enclave. Lo riferiscono i servizi di ambulanza ed emergenza gazawi, secondo cui altre dieci persone sono rimaste ferite. L'identita' della vittima è stata confermata dall'ospedale dei Martiri di Al Aqsa, che ne ha ricevuto il corpo. Interpellato da Efe, l'esercito israeliano ha dichiarato che il raid aveva come obiettivo un membro di Hamas, senza precisare se si trattasse di Al Qaisi ne' fornire dettagli su suoi eventuali legami con il movimento. Secondo l'agenzia ufficiale palestinese Wafa, è morta oggi anche Suha Nasser, una bambina di sei anni ferita due settimane fa da colpi d'arma da fuoco che avevano raggiunto la sua tenda. Nel nord della Striscia, a Beit Lahia, altre quattro persone sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano, riferisce l'ospedale Shifa di Gaza. Il ministero della Sanità gazawi afferma che oltre 1.400 persone sono state uccise dalle forze israeliane dall'entrata in vigore del cessate il fuoco nell'ottobre 2025. Il bilancio complessivo dei morti dal 7 ottobre 2023 supera quota 74.228, secondo la stessa fonte.
Teheran: "Gli Usa vogliono parlare di nucleare, noi di Hormuz"
L'Iran ha già risposto alla proposta americana, ma vuole concentrare i colloqui sullo Stretto di Hormuz anzichè sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. La proposta di Washington, ha spiegato, "è simile alle precedenti e si concentra sul dossier nucleare", mentre Teheran intende discutere di Hormuz. Il portavoce del ministero ha inoltre smentito che negli ultimi colloqui sia stata affrontata la questione nucleare o discussa la possibilita' di un ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. "Le affermazioni secondo cui avremmo accettato le ispezioni dell'Agenzia sono prive di fondamento", ha sottolineato.
Araghchi: "L'Europa dovrebbe rivedere il suo atteggiamento verso l'Iran"
"L'ammissione del segretario generale della Nato secondo cui oltre 5.000 caccia americani sono decollati da basi in Europa per attaccare l'Iran è stata significativa". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo che "gli europei dovrebbero spiegare perché hanno svolto un ruolo attivo nella guerra contro l'Iran. Dovrebbero riconsiderare il loro atteggiamento nei nostri confronti". Nel frattempo, Araghchi ha fatto riferimento alle notizie riguardanti l'espulsione da parte degli Stati Uniti della delegazione iraniana da New York dopo la recente assemblea generale dell'Onu, affermando che "a prescindere dalla veridicità di tale notizia, noi ci siamo recati a New York e ne siamo ripartiti secondo il nostro programma prestabilito. Tuttavia, questa affermazione della parte statunitense è davvero bizzarra".
Iran, colpita nave cisterna a Hormuz: danni a sala macchine
Una nave cisterna ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, riportando danni alla sala macchine. Lo riferisce l'autorità marittima britannica, citata da Al Arabiya. I membri dell'equipaggio sono al sicuro e non risultano segnalazioni di conseguenze ambientali.
Iran: "Puntiamo ad ampliare velocità e gittata dei nostri missili"
L'Iran ha intenzione di "aumentare la velocità e la gittata" dei missili a disposizione, perché "ora il nemico si trova molto più lontano dalle coste" del Paese rispetto alle prime fasi del conflitto, una distanza che arriva "fino ai mille chilometri": è quanto affermato dal portavoce delle forze armate iraniane, Mohammad Akraminia. Lo stesso portavoce, citato dalla Fars, ha aggiunto che i missili iraniani sinora impiegati durante la guerra, in particolare quelli utilizzati per colpire le basi del nemico (statunitensi) in Kuwait e i missili da crociera antinave impiegati contro le navi del nemico, si sono comunque dimostrati altamente efficaci. Tuttavia, ora l'idea è di aumentare tali capacità militari. "L'Iran ha già intrapreso questo percorso e le future generazioni dei nostri missili, che entreranno in servizio operativo, disporranno di capacità ancora maggiori", ha spiegato Akraminia.
Araghchi: "Se gli Usa accettano il nostro piano Hormuz aperto in 7 giorni"
"Così come prendiamo sul serio l'autodifesa, siamo altrettanto fermi e risoluti sia nel difendere noi stessi sia nel portare avanti la diplomazia": è quanto dichiarato oggi dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, citato dall'agenzia Irna. "Se i nostri avversari dovessero scegliere ancora una volta la via dello scontro militare — ha proseguito — si troveranno ad affrontare una risposta molto più dura di quelle precedenti. Tuttavia, se intendono perseguire la via diplomatica, siamo pronti a raggiungere attraverso la diplomazia una soluzione equa e dignitosa per porre fine a questo conflitto". In merito al nuovo piano dell'Iran per risolvere le controversie ancora in corso con gli Stati Uniti, Araghchi ha sottolineato che, se gli Stati Uniti accetteranno il piano iraniano di sette giorni, lo Stretto di Hormuz verrà riaperto entro i sette giorni.

©IPA/Fotogramma
Araghchi: "Nessuna soluzione militare o con sanzioni"
Non esiste "alcuna soluzione militare, nè alcuna soluzione basata su nuove sanzioni" al conflitto tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, rivolgendosi agli ambasciatori stranieri mentre i colloqui tra i due Paesi sembrano in una fase di stallo. "Se i nostri nemici sceglieranno nuovamente la strada del confronto militare, la nostra risposta sarà più forte di prima e ci difenderemo con ancora maggiore forza", ha avvertito Araghchi.
Riad: "Fuorvianti rivendicazioni Houthi su Aramco"
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita definisce "fuorvianti" le rivendicazioni degli Houthi, che sostengono di aver colpito sabato un impianto del colosso petrolifero Aramco a sud di Riad. Il movimento filoiraniano è alla "ricerca di vittorie immaginarie", ha dichiarato il portavoce della coalizione, il generale Turki al Malki, al quotidiano saudita Asharq Al-Awsat. Un giornalista dell'Afp aveva visto fiamme e fumo levarsi da un impianto di Aramco a sud della capitale saudita. Le autorità del regno non hanno diffuso comunicazioni sull'incendio. Parlando nella tarda serata di sabato, al-Malki ha sostenuto che gli Houthi sono in difficoltà a Taiz, terza città più popolosa dello Yemen, nel sud ovest del Paese, in gran parte controllata dal governo internazionalmente riconosciuto. Le ostilità tra gli Houthi, da una parte, e l'Arabia Saudita e il governo yemenita, dall'altra, proseguono senza tregua dalla ripresa dei combattimenti a luglio, che ha aperto un nuovo fronte nella guerra in Medio Oriente. Il movimento aveva già rivendicato altri due attacchi contro impianti petroliferi sauditi: il mese scorso nella città portuale di Yanbu, principale terminal petrolifero del regno, e ad agosto nel sud del Paese. Gli Houthi colpiscono regolarmente l'Arabia Saudita, alla guida della coalizione militare a sostegno del governo yemenita, e la flotta del regno.
Parolin: "Per fermare le guerre uscire dalla logica del dominio"
"Uscire da una logica del dominio. È la crisi del multilateralismo che, purtroppo, caratterizza oggi i rapporti internazionali. E ciò dà adito a un diffuso pessimismo, che si respirava anche all'Onu". Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, il cardinale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin. "La crisi del multilateralismo - aggiunge - non è un fenomeno recente; si manifesta nella difficoltà a raggiungere un consenso e offrire risposte comuni efficaci. A ciò si aggiungono l'aggravarsi delle emergenze umanitarie. Vedo nella perdita della fiducia reciproca la causa principale". Cosa pensa dell'Iran e quali soluzioni propone la Santa Sede? "Una convinzione che ho più volte richiamato - prosegue Parolin -, anche nel mio intervento all'Assemblea Generale di pochi giorni fa, è che le disuguaglianze, l'esclusione, la negazione dei diritti fondamentali e la mancata capacità di riconoscere l'altro come fratello e non come rivale, restano tra le cause profonde dei conflitti; per questo è necessario innanzitutto uscire da una 'logica del dominio'. È una situazione che desta grande apprensione, soprattutto per il prezzo che paga la popolazione civile; per questo la Santa Sede non si stanca di richiamare tutte le parti a preferire la via del dialogo alla forza". Come giudica quanto accade a Gaza? "La situazione umanitaria - afferma ancora il segretario di Stato della Santa Sede - resta estremamente difficile per due milioni di palestinesi. La soluzione che la Santa Sede continua a sostenere è quella dei due Stati, per garantire sia al popolo palestinese che a quello israeliano il diritto a vivere in pace nella propria terra". L'Ucraina ha diritto a difendersi e va aiutata? E quale soluzione suggerite per porre fine alla guerra? "La situazione è molto preoccupante - prosegue Parolin -, aggravata dalla prospettiva dell'inverno. Certamente, non si può negare ad un popolo il diritto di difendersi - in questo senso la dottrina della Chiesa è chiara - ma la Santa Sede sottolinea la necessità di mettere fine alle ostilità, per cui incoraggia ogni iniziativa per raggiungere un cessate il fuoco immediato, completo ed effettivo" conclude.
Teheran: "L'Iran combatterà e negozierà"
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l'Iran non è né "entusiasta" né "intimidito" dalle azioni degli Stati Uniti e che intende "sia combattere che negoziare". Lo riporta Al Jazeera. "Siamo presenti sul campo di battaglia militare con tutte le nostre forze e li affronteremo con nuove sorprese; al contempo, utilizziamo gli strumenti della diplomazia per affermare la nostra superiorità in ambito militare e far valere i diritti del popolo iraniano", ha aggiunto. Il mese scorso, l'Iran ha comunicato agli Stati Uniti, tramite mediatori del Qatar, una serie di condizioni formali per porre fine al conflitto. Tali condizioni includono la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, lo sblocco dei fondi iraniani congelati, la fine del blocco navale ai porti iraniani, la cessazione delle interferenze statunitensi negli affari interni dell'Iran, lo stop alla cooperazione degli Usa con gli avversari dell'Iran e la fine di ogni attacco statunitense contro il territorio iraniano.
Teheran: "Arrivata di recente una proposta dagli Usa"
Gli Stati Uniti hanno recentemente trasmesso proposte all'Iran attraverso intermediari, pur sostenendo una posizione diversa sui media. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo quanto riporta Al Jazeera. "Washington deve rendersi conto che la fase in cui si prende tempo e si impongono richieste unilaterali è finita", ha aggiunto. Il presidente del Parlamento ha inoltre ribadito le condizioni di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz: "Le nostre posizioni sono chiare e lo Stretto non sarà riaperto finchè non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni, conformemente al memorandum d'intesa".
Elezioni in Israele, i partiti in corsa e i sondaggi: quali scenari?
La posta in gioco va oltre la semplice successione a Netanyahu. Il voto potrebbe ridefinire gli equilibri tra destra, centro, sinistra, partiti religiosi e formazioni arabe, in un parlamento nel quale anche pochi seggi potrebbero risultare determinanti per raggiungere la soglia dei 61 deputati necessaria a formare un governo.
Elezioni in Israele, i partiti in corsa e i sondaggi: quali scenari?
Vai al contenutoMedia, l'esercito iraniano fornirà un addestramento militare di base ai civili
L'esercito iraniano ha in programma di avviare l'addestramento di volontari nell'ambito di un programma volto a preparare i cittadini alla "difesa nazionale", secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana West Asia News Agency (Wana) e riportato da Al Jazeera. Il generale di brigata Mohammad Reza Alian-Nejad, responsabile dell'addestramento e della formazione dell'esercito, ha dichiarato che il programma si svolgerà a partire da oggi presso tre strutture a Teheran. Alian-Nejad ha affermato che il personale proveniente dalle quattro branche dell'esercito sarà dislocato in diverse sedi designate come "presidi campali" per fornire ai volontari un "addestramento militare di base", seguito da corsi più avanzati.
Dirottamento volo FlyDubai: identificato copilota, pianificava altri attacchi. VIDEO
Attacchi aerei nello Yemen
Nella notte aerei da guerra sauditi hanno preso di mira la città di Abs, nella provincia di Hajjah, nello Yemen. Poche ore prima, diverse fonti arabe hanno riferito di esplosioni a Buqayq, in Arabia Saudita, a seguito di un attacco con missili balistici da parte delle forze yemenite. Fonti della regione poi hanno segnalato forti esplosioni anche nei pressi dell'aeroporto di Riad.
Procura portoghese apre indagine su concessione base Lajes a Usa
La procura portoghese ha aperto un'indagine sulla legittimità dell'autorizzazione concessa dal governo di Lisbona agli Stati Uniti per utilizzare la base aerea di Lajes, nelle Azzorre, durante la guerra con l'Iran. Lo ha reso noto la Procura generale portoghese, precisando che l'inchiesta è stata avviata in seguito a una denuncia presentata da esponenti del partito di sinistra Bloco de Esquerda. Il governo di centrodestra aveva autorizzato a marzo diversi voli di transito statunitensi attraverso la base, suscitando le critiche dei partiti di opposizione di sinistra. Portogallo e Stati Uniti hanno un accordo di lunga data che consente a Washington di utilizzare la base di Lajes senza un'autorizzazione preventiva in tempo di pace, mentre l'approvazione di Lisbona diventa necessaria in caso di ostilità. Il ministro degli Esteri portoghese Paulo Rangel aveva spiegato che il via libera era stato concesso soltanto dopo aver ricevuto assicurazioni dagli Stati Uniti che qualsiasi operazione sarebbe stata "difensiva, necessaria e proporzionata" e limitata a obiettivi militari.
Hegseth: "Blocco a Hormuz è ferreo, Trump ha tutte opzioni sul tavolo"
"Il nostro blocco è ferreo". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, assicurando che gli Stati Uniti mantengono il controllo dello Stretto di Hormuz e avvertendo Teheran delle possibili conseguenze se continuerà a "giocare" con il passaggio marittimo strategico. "L'Iran vuole giocare con cose come lo Stretto di Hormuz. Non lo controllano loro, lo controlliamo noi. Non sono riusciti a far passare letteralmente nulla", ha affermato Hegseth, invitando Teheran a "fare la scelta giusta". "Se non lo farà, il presidente avrà sul tavolo tutte le opzioni di cui ha bisogno. Ma non lascerà che questa situazione si prolunghi inutilmente. Sa qual è la missione e, quando ci verrà chiesto, siamo in grado di portarla a termine", ha aggiunto.
Hegseth ha inoltre ribadito che impedire all'Iran di dotarsi dell'arma atomica rappresenta "un interesse nazionale vitale degli Stati Uniti d'America". "Il messaggio è molto semplice: l'Iran non avrà mai, mai, mai un'arma nucleare. Il presidente Trump è assolutamente determinato a fare in modo che non accada: non l'avranno", ha dichiarato il capo del Pentagono.
Iran, arrestati 31 sospetti: "smantellate 4 reti di sabotaggio legate a Usa e Israele"
Le autorità iraniane hanno arrestato 31 persone accusate di appartenere a quattro reti sostenute da Stati Uniti e Israele e coinvolte in piani per fomentare disordini e compiere atti di sabotaggio nella provincia meridionale di Kerman. Lo ha reso noto il ministero dell'Intelligence iraniano, citato da Press Tv. Secondo Teheran, i sospetti operavano nella contea di Sirjan e avrebbero cercato di "adescare adolescenti e giovani", preparando inoltre "grandi quantità di molotov" da utilizzare per danneggiare le telecamere di sorveglianza urbana in vista di "disordini di strada e atti di sabotaggio". Il ministero dell'Intelligence ha inoltre accusato i gruppi di essere stati coinvolti in episodi di "violenza e distruzione" durante le proteste antigovernative dello scorso gennaio.
Medvedev: "Russia pronta a ruolo di mediazione con Usa"
La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%. Russia e Iran, ha aggiunto, sono sottoposti a "sanzioni su vasta scala" e devono quindi sviluppare meccanismi alternativi di cooperazione finanziaria, ricordando che circa il 90% degli scambi tra i Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai avviene ormai nelle rispettive valute nazionali.