L'Arabia Saudita ha avvertito che reagirà "con fermezza" contro gli Houthi yemeniti, dopo una serie di attacchi condotti dai ribelli filo-iraniani - con missili balistici e droni - che hanno causato il ferimento di 13 civili nel sud del Paese. Intanto l'ispettore generale del Dipartimento della Difesa Usa ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran
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L'Arabia Saudita ha avvertito che reagirà "con fermezza" contro gli Houthi yemeniti, dopo una serie di attacchi condotti dai ribelli filo-iraniani - con missili balistici e droni - che hanno causato il ferimento di 13 civili nel sud del Paese. Intanto l'ispettore generale del Dipartimento della Difesa Usa ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran
Gli approfondimenti:
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Idf: ucciso comandante Hamas Abu Obeid in attacco a Gaza
Le forze di sicurezza israeliane e il servizio di sicurezza Shin Bet hanno confermato che Nael Abu Obeid, comandante della Brigata Rafah di Hamas e responsabile delle operazioni dell'ala militare dell'organizzazione, è stato ucciso in un attacco nel sud della Striscia di Gaza. Abu Obeid, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di vicecomandante della Brigata Rafah e di comandante dei battaglioni Tel al-Sultan e Yibna, ha svolto un ruolo operativo nel comando delle forze durante i massacri del 7 ottobre e le successive ostilita' contro Israele. Secondo la nota congiunta delle forze di sicurezza - riferisce Haaretz -, Abu Obeid era stato nominato a tale incarico in seguito all'eliminazione di Mohammad Sabaneh, diventando così una figura chiave tra i vertici di Hamas.
Il petrolio vola in chiusura a New York, a +4,41%
Il petrolio chiude a New York con un balzo: il Wti, il riferimento americano, sale del 4,41%, a 105,86 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna una flessione dello 0,28%, a quota 108,45.
Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Le giovani Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dopo aver partecipato a una manifestazione a Isfahan a gennaio, furono prelevate di notte da uomini mascherati. Quando la madre le ha riviste in carcere, presentavano lividi, fratture e segni di isolamento prolungato. Taraneh denuncia confessioni estorte sotto tortura. Il tribunale ha condannato la prima a morte e Romina a 25 anni: i familiari temono un'esecuzione rapida e hanno reso pubblica la vicenda.
Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata
Vai al contenutoVance: "La guerra in Iran entrerà in una nuova fase in un paio di mesi"
La guerra in Iran entrerà in una nuova fase in un paio di mesi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista al New York Post, dicendosi d'accordo con Donald Trump sul fatto che il conflitto finirà subito dopo le elezioni di metà mandato. "Non possiamo prevedere il futuro, ma penso che il presidente abbia ragione quando dice che entrerà in una fase molto diversa in un paio di mesi. Trump è anche il commander-in-chief, la persona che decide quando un conflitto inizia e poi finisce", ha aggiunto. "Capisco l'impazienza degli americani. Fondamentalmente quello che sta accadendo ora è che gli Stati Uniti non sono impegnati in azioni aggressive. Ogni tanto l'Iran spara contro navi commerciali, ma senza successo", ha messo in evidenza.
Washington Post: Trump prepara mega-vendita armamenti a Israele
Quarantamila bombe da 2.000 libbre, circa 900 chilogrammi, e ventimila testate penetranti: è il pacchetto da 2,8 miliardi di dollari di armamenti che l'amministrazione Trump si appresta a vendere a Israele. Lo riporta il Washington Post. Nella lista figurano 20.000 Blu-117 e 20.000 testate di I-2000 Penetrator. E soprattutto 20.000 Mk-84 soprannominate 'il martello', le uniche munizioni che l'amministrazione di Joe Biden aveva smesso di inviare a Israele durante la guerra a Gaza per timore delle conseguenze sui civili. L'esplosione di una MK-84 proietta frammenti metallici in tutte le direzioni per oltre un chilometro e può perforare strutture metalliche e spessi strati di cemento armato, ricorda il Wp. L'amministrazione Trump sta facendo pressioni sui leader delle commissioni Esteri di Senato e Camera affinchè la vendita sia approvata. Ma il passaggio parlamentare, fa notare il quotidiano, sarà un test importante e non solo per i democratici. I sondaggi mostrano costantemente che la maggior parte degli americani si oppone alla guerra in Iran, che ha provocato l'aumento dei costi energetici e dell'inflazione. A luglio, più di 100 democratici della Camera hanno votato per mettere fine a tutti gli aiuti a Israele, una svolta nella linea del partito. Ma si moltiplicano anche tra i conservatori i critici verso la linea di sostegno incondizionato, da Megyn Kelly a Tucker Carlson e Candace Owens.
La guerra in Iran costata agli Usa 38 miliardi, costerà 2-3 miliardi al mese
La guerra in Iran è costata 38 miliardi di dollari fra febbraio e il primo agosto, e costerà circa 2-3 miliardi al mese andando avanti. Lo afferma il Congressional Budget Office, l'organismo indipendente incaricato di fornire analisi economiche al Congresso. La stima è simile ai 37,5 miliardi che il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva stimato in luglio.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente, crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58% si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e terrorismo.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
Vai al contenutoQuanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
Vai al contenutoIran: la guerra è costata agli Usa 38 miliardi di dollari
La guerra con l'Iran è costata agli Stati Uniti circa 38 miliardi di dollari (circa 33 miliardi di euro) al primo agosto scorso. Lo ha reso noto il Congressional Budget Office (Cbo), ente apartitico, stimando che le spese mensili potrebbero aumentare di miliardi qualora il conflitto dovesse protrarsi. "Al primo agosto 2026, il conflitto armato con l'Iran è costato al Dipartimento della Difesa circa 38 miliardi di dollari", ha fatto sapere il Cbo in un rapporto. L'ente ha inoltre aggiunto che, a seconda dell'intensità delle ostilità, i costi mensili potrebbero oscillare tra i 2 e i 3 miliardi di dollari - o anche superarli - qualora il conflitto dovesse proseguire.
Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato il governo di "chiudere gli occhi" davanti alla "pulizia etnica" in corso nei territori palestinesi occupati. Altri 11 Paesi in una dichiarazione congiunta hanno annunciato che intendono applicare sanzioni agli scambi commerciali con quei territori. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar: "Affermazioni scandalose e false, tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale". Chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est.
Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Vai al contenutoHormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Vai al contenutoMinistro degli Esteri turco: "A Hormuz sia garantito passaggio sicuro"
La crisi di Hormuz va superata con la diplomazia e deve essere garantito un passaggio "sicuro, libero e ininterrotto" attraverso lo Stretto. Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan da Baku, capitale dell'Azerbaigian che, come la Turchia, confina con l'Iran e ha risentito del conflitto tra Teheran e Usa-Israele. "Vogliamo che l'attuale controversia venga risolta diplomaticamente e in tempi brevi. Il recente aumento degli attacchi reciproci sta compromettendo seriamente gli sforzi per la pace. Queste azioni, che alimentano le tensioni nella regione, devono cessare immediatamente", ha dichiarato il ministro degli Esteri turco. Fidan ha inoltre chiesto di garantire "un passaggio sicuro, ininterrotto e libero" attraverso lo Stretto di Hormuz e il rapido ripristino dello status quo precedente alla guerra. "Manteniamo contatti costanti con tutte le parti interessate per risolvere la crisi e garantire pace e sicurezza nella regione", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara.
Media israeliani: "Israele fornisce intelligence anti-Houthi a Riad"
Israele sta fornendo all'Arabia Saudita informazioni di intelligence, per aiutarla a contrastare gli Houthi, attraverso il Comando centrale americano (Centcom). Lo riportano i media israeliani. Secondo Israel Hayom, che cita fonti diplomatiche e di sicurezza, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si è rivolto al Centcom per ottenere il supporto di Israele. Stessa richiesta è stata fatta anche ad altri Stati del Golfo e all'Egitto.
Pasdaran: "Abbattuto terzo drone Usa su Hormuz"
I Pasdaran hanno annunciato di avere abbattuto un terzo drone americano su Hormuz. "Il terzo drone MQ-1 dell'esercito statunitense è stato intercettato e abbattuto nel cielo dello Stretto di Hormuz", si legge sull'agenzia iraniana Fars. "Il drone è stato preso di mira e colpito dal fuoco del sistema innovativo di difesa aerea avanzata dei Pasdaran", spiega l'agenzia.
Media governativi: "Yemen lanciano attacco contro Houthi ad Al-Ahkum"
Le forze governative yemenite affermano di aver effettuato attacchi aerei contro posizioni, assembramenti e rinforzi Houthi sul fronte di Al-Ahkum. Lo afferma Al-Jazeera.
Houthi: "L'Arabia Saudita ha sferrato 13 attacchi nella provincia di Taiz"
L'Arabia Saudita ha effettuato 13 attacchi nella provincia di Taiz, nel sud-ovest del Paese, vicino allo stretto di Bab el-Mandeb. Lo ha riferito l'emittente yemenita Al-Masirah, legata agli Houthi. Nel frattempo, il portavoce degli Houthi, Mohammed Abdulsalam, ha dichiarato: "Il regime saudita continua a sferrare attacchi contro lo Yemen - oltre 350 negli ultimi giorni - danneggiando proprietà pubbliche e private e causando morti e feriti tra i civili. Riteniamo il regime saudita responsabile della continua violazione della sovranità dello Yemen e dei danni arrecati ai residenti e ai loro beni. L'escalation militare contro lo Yemen non raggiungerà alcun obiettivo; servirà solo a complicare ulteriormente la situazione".
Pizzaballa: "A Gaza insegnanti eroici, si studia per terra, senza banchi"
"A Gaza abbiamo riaperto una scuola con 1000 studenti ma non abbiamo ancora i banchi, le matite, non pososno entrare, i bambini studiano per terra però gli insegnanti sono lì, usano la carta riciclata, cose del genere, si impegnano tantissimo". Lo dice il cardinale Pierbattista Pizzaballa, intervenendo al convegno "Il XXI secolo un nuovo secolo di martiri?", promosso dal Dicastero per le Cause dei Santi. Pizzaballa è intervenuto con una relazione dal titolo "I cristiani, forza mite nel tempo della potenza e delle armi". Pizzaballa ha parlato a lungo della tentazione in Terra Santa di risolvere i problemi solo con la "logica di potenza", "la forza quando diviene l'unico linguaggio - ha spiegato - è una forma di idolatria ma nessuna superiorità militare e materiale può dispensarci dal compito di costruire relazioni".
Houthi: "La navigazione a Bab-el-Mandeb resta sicura"
Il gruppo ribelle yemenita degli Houthi ha insistito sul fatto che la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb "resta sicura", accusando Riad di cercare di "fuorviare la comunità internazionale" rispetto alla situazione nel passaggio marittimo, che costituisce a porta meridionale d'accesso al mar Rosso. Lo scrive sul proprio sito Al Jazeera, citando una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Saba, controllata dagli Houthi. "Se il mondo desidera stabilità e calma nella regione, deve dire all'Arabia Saudita: 'Basta interferenze negli affari yemeniti'", ha dichiarato quello che viene definito dagli Houthi come il proprio "ministero degli Esteri". In precedenza, ricorda Al Jazeera, gli Houthi avevano dichiarato che solo le navi saudite sarebbero state bloccate a Bab-el-Mandeb, mentre le navi di qualsiasi altro Paese sarebbero state libere di transitare.
Cento deputati Ue a von der Leyen: "Bloccare commercio colonie"
Circa 100 eurodeputati hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per vietare il commercio dell'Ue con le colonie israeliane nei territori occupati. Nel testo che arriva alla vigilia del discorso della Presidente sullo 'Stato dell'Unione', datato 14 settembre 2026 e indirizzato anche all'Alto rappresentante Kaja Kallas, al vicepresidente Maros Sefcovic e agli ambasciatori del Coreper II, i firmatari affermano che "un divieto europeo sul commercio con gli insediamenti illegali è necessario per ristabilire la credibilità dell'Unione e garantire il rispetto del diritto internazionale". La lettera richiama la recente decisione di Israele di procedere con il bando di gara per il progetto E1, definito dagli eurodeputati "una mossa che minaccia la contiguità territoriale palestinese e compromette definitivamente la prospettiva della soluzione a due Stati". I firmatari, tra cui 30 italiani, ricordano poi che "l'Ue ha l'obbligo, ai sensi dei Trattati, di non riconoscere né sostenere situazioni derivanti da violazioni gravi del diritto internazionale" e citano precedenti di Paesi alleati come Regno Unito, Canada e Francia, che hanno già adottato misure restrittive sul commercio con le colonie. Nella parte finale, gli eurodeputati sollecitano la Commissione a presentare senza indugio una proposta legislativa basata sull'articolo 207 del TFUE, sostenuta da pareri giuridici di esperti, ONG e accademici: "È il momento di agire. L'Unione europea deve dimostrare coerenza e leadership", si legge nel documento.
Pizzaballa: "Ci vorrà tempo per pace, speranza c'è sempre"
"Ci vorrà tempo" per risolvere la situazione in Medio Oriente, per arrivare a una pace che "non è immediata". Il patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, a margine di un convegno sui nuovi martiri all'Augustinianum a Roma, parla con i giornalisti sottolineando che "la speranza c'è sempre" e che la "speranza per il futuro" sono i tanti costruttori di ponti, le "tante persone e la società civile".
Axios: "Usa distruggono due barche a caccia drone marino"
L'esercito americano ha distrutto ieri due piccole imbarcazioni iraniane che erano alla caccia di un drone della Marina Usa che pattugliava lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito Axios citando due fonti Usa. L'esercito americano inizialmente non ha rivelato l'attacco e i media iraniani lo hanno presentato come un raid con droni su "pescherecci" al largo della costa della città portuale di Kargan e vicino all'isola di Larak. Il vicegovernatore della provincia di Hormozgan, Ahmad Nafisi, ha attribuito il bombardamento all'esercito americano e parlato di diversi pescatori dispersi. Secondo Washington, le barche erano invece al servizio dei Pasdaran che puntavano ad appropriarsi di un altro drone marino, dopo quello preso la settimana scorsa. Quando gli Usa hanno capito, hanno sparato due missili contro le imbarcazioni che sono andate distrutte. La maggior parte delle persone a bordo sono morte. Il portavoce del Comando Centrale, il capitano Tim Hawkins, ha confermato il tentativo di sequestro. Fallito, ha spiegato, "dopo che Centcom ha risposto con forza".
Colloquio tra Rubio e ministro Esteri Oman, focus su de-escalation
Il ministro degli Esteri dell'Oman Badr Albusaidi ha avuto un colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano Marco Rubio sugli ultimi sviluppi regionali e sugli sforzi per una de-escalation tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta l'agenzia di stampa omanita Ona. I due responsabili della diplomazia hanno inoltre discusso del mantenimento degli sforzi diplomatici per risolvere le questioni in sospeso, nonché del coordinamento e della cooperazione tra Stati Uniti e Oman a sostegno della sicurezza e della stabilità regionale e globale.
Iran, opposizione: "Almeno 22 esecuzioni da inizio settembre"
Almeno 22 persone sono state giustiziate in Iran dall'inizio di settembre, A riferirlo è un comunicato del segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell'Iran (Ncri), in cui sono stati divulgati i nomi dei detenuti uccisi. "La Resistenza iraniana rinnova ancora una volta il proprio appello all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, al consiglio dei Diritti umani dell'Onu e alle organizzazioni internazionali per i diritti umani affinchè intervengano con urgenza per salvare la vita dei prigionieri nel braccio della morte", si legge nella nota. "Lo spaventoso bilancio dei crimini del regime deve essere deferito al consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e i suoi leader devono essere assicurati alla giustizia per quattro decenni di crimini contro l'umanità", ha chisto l'Ncri.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Da marzo il contingente dell'Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Vai al contenutoLa lega araba invoca l'intervento del Consiglio di sicurezza contro attacchi Houthi
Il Parlamento arabo, organo legislativo della Lega araba, condanna gli attacchi contro l'Arabia Saudita e afferma che "la sicurezza del Regno è parte integrante della sicurezza nazionale araba". Mohammed bin Ahmed Al-Yamahi, presidente del Parlamento arabo, ha espresso la "ferma condanna" da parte dell'assemblea "per gli attacchi terroristici perpetrati dalla milizia Houthi" contro le città saudite definendoli "una violazione manifesta del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario, della Carta delle Nazioni Unite e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza". E proprio al Consiglio di Sicurezza si rivolge il parlamento degli stati arabi, chiedendogli di "assumersi le proprie responsabilità e adottare una posizione ferma per porre fine a questi attacchi reiterati e assicurare alla giustizia gli autori e i loro sostenitori, al fine di preservare la sicurezza e la stabilità della regione". Posizione analoga è stata espressa dal Segretariato generale del Consiglio dei ministri arabi dell'Interno, un organo esecutivo che opera sotto l'egida della Lega Araba con sede a Tunisi.
Turchia: "Sia permesso il transito sicuro da Hormuz, cessino gli attacchi"
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha lanciato un appello affinché sia permesso l'attraversamento sicuro dello Stretto di Hormuz, chiedendo che cessino gli attacchi nella regione. "La recente intensificazione degli attacchi reciproci sta seriamente compromettendo gli sforzi di pace. Tali azioni, che alimentano la tensione regionale, devono cessare immediatamente. Al contempo, è necessario garantire un transito sicuro, ininterrotto e libero attraverso lo Stretto di Hormuz e ripristinare senza indugio lo status quo precedente al conflitto", ha detto Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo azero Jeyhun Bayramov a Baku. "La sicurezza, la stabilità e la prosperità dell'Iran influenzano direttamente la nostra regione. A questo proposito, vogliamo che l'attuale conflitto venga risolto diplomaticamente il prima possibile", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara, come riferisce l'emittente Ntv, sottolineando che la Turchia mantiene "contatti costanti con tutte le parti interessate per risolvere la crisi e garantire pace e sicurezza nella regione".
Arabia lancia allarme per pericolo alla Mecca, poi rientrato
La protezione civile saudita ha emesso un allarme, avvertendo di un potenziale pericolo alla Mecca, sede del luogo più sacro dell'Islam, per la prima volta durante l'escalation con gli Houthi yemeniti, per poi affermare, pochi minuti dopo, che il pericolo era cessato. Secondo quanto riportato dalla televisione di stato, i brevi allarmi avevano interessato anche le province di Taif e Jeddah.
Media: "169 coloni israeliani fanno irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa"
Un gruppo di 169 coloni israeliani ha fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa presidiato dalle forze israeliane. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa, che cita il governatorato di Gerusalemme. Dopo essere entrati attraverso Bab al-Maghariba, i coloni hanno compiuto rituali di preghiera talmudica nei cortili della moschea. Ai non musulmani è consentito visitare il complesso di Al-Aqsa, ma la preghiera, nel terzo luogo più sacro dell'Islam, non è permessa in base a un accordo del 1967 che regola lo status quo del sito.
Gruppi radicali di coloni hanno invitato i loro sostenitori a partecipare in massa a incursioni nella moschea di Al-Aqsa con il pretesto di celebrare il Capodanno ebraico. Le autorità israeliane sfruttano le festività ebraiche per chiudere le strade e imporre severe restrizioni alla circolazione dei palestinesi in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme, secondo quanto riportato dalla Wafa.
Libano: media, 'pesanti bombardamenti di Israele nel sud'
Le forze israeliane hanno effettuato pesanti bombardamenti nella città di Qounine, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. Lo riporta l'Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che non si sono registrate immediate segnalazioni di vittime.
Idf: 'Eliminati due terroristi di Hamas'
Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha annunciato l'eliminazione di due terroristi di Hamas: Rafat Abu Zmar, comandante di compagnia presso il quartier generale operativo dell'ala militare del partito islamista; e Hamad Hadar Fahmi Agur, un militante della stessa ala. Abu Zmar, che si occupava dell'addestramento del gruppo da prima del 7 ottobre, è stato eliminato ieri nella zona di Khan Younis. In un'altra operazione a Gaza City, le Idf hanno ucciso Agur, coinvolto nella produzione di equipaggiamento bellico.
Qatar: 'La chiusura di Bab-el-Mandeb sarebbe catastrofica'
Il Qatar ha avvertito delle "gravi conseguenze" che avrebbe una chiusura della rotta che passa dallo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso, al centro delle tensioni regionali dopo l'avanzata dei ribelli Houthi nello Yemen occidentale, e tenendo in conto anche la situazione di blocco marittimo a Hormuz: lo riporta Al Jazeera, citando una dichiarazione di Ibrahim Al Hashmi, funzionario del ministero degli Esteri di Doha. "Il mondo sta già soffrendo abbastanza per la chiusura dello Stretto di Hormuz, quindi non possiamo permetterci di aggiungere anche Bab el-Mandeb a questa situazione", ha affermato Al Hasmi parlando con giornalisti. A detta sua, una chiusura dell'ingresso meridionale del Mar Rosso sarebbe "catastrofico per il mondo intero". Il Qatar, ha aggiunto, "sta spingendo per la diplomazia e il dialogo".
La coalizione per lo Yemen promette una risposta agli attacchi degli Houthi
La Coalizione per il ripristino della legittimità nello Yemen condanna gli attacchi degli Houthi contro i civili e promette una risposta. Lo afferma il portavoce ufficiale della Coalizione secondo Al Arabiya. "La milizia terroristica Houthi prosegue nei suoi attacchi deliberati e odiosi contro le infrastrutture e i civili nello Yemen - ha detto e "il perdurare di questi attacchi deliberati e ripetuti testimonia la strategia e l'ideologia estremista della milizia terroristica Houthi, fondate sull'escalation e sul prendere di mira infrastrutture e civili". Al Maliki condanna, in particolare, gli attacchi di ieri con missili e droni contro obiettivi civili a Khamis Mushait, Abha e Taif, in Arabia Saudita, che ha provocato 1 feriti lievi e danni a sette abitazioni e due veicoli. "Il comando delle forze congiunte della Coalizione affronterà tali attacchi con responsabilità e fermezza - dice il portavoce della Coalizione - al fine di proteggere la sovranità del Regno, le sue infrastrutture civili e i suoi cittadini da questi atti odiosi, in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il principio di legittima difesa, il diritto internazionale umanitario e le relative norme consuetudinarie". La Coalizione per il ripristino della legittimità nello Yemen e' un'alleanza militare internazionale fondata nel marzo 2015 su iniziativa dell'Arabia Saudita. Il suo obiettivo principale è sostenere il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, nel contrastare l'avanzata dei ribelli sciiti Houthi, sostenuti politicamente e militarmente dall'Iran. Ne fanno parte, oltre ad Arabia ed Emirati, il Bahrein, il Kuwait, l'Egitto, la Giordania e il Sudan.
Yemen, Msf: oltre 60 feriti dalla costa occidentale ricoverati in ospedale Aden
La recente intensificazione dei combattimenti nello Yemen ha causato un numero crescente di feriti, aumentando la pressione su un sistema sanitario già al limite delle proprie capacità e costringendo migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. Dal 10 settembre, oltre 60 feriti provenienti dalla costa occidentale sono stati ricoverati all’ospedale Al-Gamhouria di Aden, supportato da Medici Senza Frontiere (Msf). Lo rende noto l'organizzazione in un comunicato spiegando che molti dei feriti necessitano di interventi chirurgici urgenti, trasfusioni di sangue, monitoraggio attento e lunghi periodi di assistenza. Ciò ha esercitato una pressione significativa sul pronto soccorso, sulle sale operatorie, sui reparti, sulla banca del sangue, sulle scorte mediche e sul personale dell’ospedale. In risposta a questa situazione, Msf ha ampliato il proprio supporto al pronto soccorso. Le équipe stanno aiutando il personale ospedaliero a valutare rapidamente le condizioni dei pazienti in arrivo, in modo che i casi più critici vengano trattati per primi. Sta inoltre fornendo al pronto soccorso, alle sale operatorie e ai reparti medicinali e materiali di emergenza. In coordinamento con le autorità sanitarie, Msf ha anche supportato gli ospedali di Hodeidah con medicinali e materiali per curare le persone ferite nei combattimenti e ha fornito kit traumatologici agli ospedali di Taiz, Al-Bayda e Al Jawf. Nel frattempo, a Mocha, sulla costa occidentale, una piccola équipe di Msf continua a garantire la continuità delle cure essenziali nei reparti di maternità e pediatria dell’ospedale generale, nonostante la grave carenza di operatori sanitari rimasti in città. Msf sta lavorando per individuare soluzioni volte a rafforzare le équipe e garantire le forniture di farmaci essenziali e anestetici, cercando al contempo di ottenere garanzie sul rispetto della missione medica e sulla possibilità di operare pienamente in conformità con i nostri principi d’azione. Al 13 settembre, 23 pazienti erano ancora in cura presso questa struttura, tra cui 10 neonati nell’unità di terapia intensiva neonatale.
Iran, prezzi petrolio in rialzo: Brent a 107,48 dollari
I prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni di martedì dopo il calo della sera precedente. In mattinata, la quotazione del greggio Brent del Mare del Nord con consegna a novembre è aumentata di oltre l'1,7%, raggiungendo i 107,48 dollari al barile. Il cosiddetto oleodotto Est-Ovest – un'importante rotta petrolifera saudita e un'alternativa al transito attraverso lo Stretto di Hormuz – è stato chiuso la scorsa settimana in seguito ad alcuni attacchi. La compagnia statale Saudi Aramco non ha ancora comunicato una data per la ripresa delle operazioni. Quest'anno il prezzo del greggio Brent è salito di quasi il 76%, sulla scia dell'estendersi del conflitto tra Stati Uniti e Iran nella regione ricca di petrolio, degli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e della chiusura forzata di alcuni giacimenti petroliferi. La situazione diplomatica rimane tesa. Sebbene il presidente statunitense Donald Trump abbia recentemente ribadito che l'Iran desidera un accordo, Teheran ha posto il soddisfacimento delle proprie condizioni come prerequisito per l'avvio dei negoziati.
Iran, petroliera rimorchiata in Oman dopo attacco: 2 dispersi
Una petroliera e' stata rimorchiata verso un porto dell'Oman dopo che un incendio e' divampato nella sala macchine a seguito di un attacco al largo delle coste del Paese. Lo riferiscono a Reuters fonti di Muscat. Secondo le fonti, 23 membri dell'equipaggio sono stati evacuati dalla petroliera, la Elgaia, mentre altri due risultano dispersi.
100 eurodeputati a von der Leyen: "Subito legge contro commercio territori Israele"
Un gruppo di oltre 100 eurodeputati ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per rivolgerle un "appello urgente per una proposta legislativa della Commissione per vietare il commercio dell'Ue con gli insediamenti illegali israeliani". La missiva è stata promossa dall'eurodeputato irlandese di Renew Europa, Barry Andrews, e sottoscritta da esponenti per lo più di S&d, Left, Verdi e Renew e qualche popolare. "Le scriviamo in vista del Suo discorso sullo Stato dell'Unione europea e a seguito della Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri sulla soluzione dei due Stati dell'8 settembre. La esortiamo a presentare finalmente una proposta legislativa per vietare il commercio dell'UE con gli insediamenti illegali israeliani nei territori occupati", scrivono i parlamentari. "L'Unione Europea ha a lungo rivendicato un ruolo di leadership nella regione, come uno dei principali sostenitori della soluzione a due Stati. Eppure sono il Regno Unito e il Canada, due dei nostri partner chiave, ad essersi impegnati ad agire a sostegno di questo obiettivo vietando il commercio con gli insediamenti", si legge nella missiva. "L'urgenza di agire è solo aumentata da quando il governo israeliano ha pubblicato una gara d'appalto per l'insediamento E1 il 18 agosto, violando una linea rossa di lunga data dell'Ue In quanto custode dei trattati Ue, che richiede il rispetto del diritto internazionale nell'azione esterna dell'Ue, la Commissione deve proporre un regolamento appropriato senza ulteriori indugi". "Il Servizio giuridico del Consiglio ha confermato che l'articolo 207 TFUE" quello che riguarda la politica commerciale e quindi permetterebbe il ricorso alla maggioranza qualificata e non all'unanimità, "può fungere da base giuridica per tale misura, una conclusione condivisa da oltre 100 giuristi e da decine di organizzazioni per i diritti umani e sindacati", scrivono.
Egitto condanna raid in Arabia Saudita, oggi bin Salman da Al Sisi
L'Egitto ha condannato "con la massima fermezza" i recenti attacchi contro l'Arabia Saudita perpetrati dagli Houthi. Senza menzionare l'aggressore, Il Cairo ribadisce in una nota del ministero degli Esteri che "questi attacchi costituiscono una palese violazione del diritto internazionale e una minaccia evidente per la stabilità e la sicurezza della regione". L'Egitto - aggiunge la nota - "ribadisce il proprio categorico rifiuto di queste azioni e avverte che il loro protrarsi non farà altro che alimentare le tensioni e aggravare la situazione nella regione". Sottolinea inoltre "la propria piena solidarietà e il sostegno incrollabile al Regno dell'Arabia Saudita di fronte a qualsiasi minaccia, considerando che la sicurezza nazionale dei due Paesi è intrinsecamente legata e inscindibile". Oggi il il principe ereditario e premier dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman sarà al Cairo e avrà un colloquio con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.
Iran, nave colpita nello Stretto di Hormuz
Una nave non ancora specificata e' stata colpita nello Stretto di Hormuz da un proiettile sconosciuto. Lo riferisce lo United Kingdom Maritime Trade Operations, che non riporta al momento danni o impatti ambientali.
Onu: "A Gaza la linea gialla restringe sempre più lo spazio per i palestinesi"
La "linea gialla", istituita a Gaza dopo l'annuncio dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas nell'ottobre 2025, restringe sempre più lo spazio di vita della popolazione palestinese. Inizialmente, la "linea gialla" lasciava circa il 47% del territorio di Gaza alla popolazione palestinese ma, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha ), le forze israeliane l'hanno progressivamente spostata tanto che oggi i palestinesi sono costretti a vivere su meno del 40% del territorio di Gaza. La maggior parte della popolazione palestinese, circa 2,1 milioni di persone, attualmente sfollate vivono nell'area confinata nella zona occidentale, delimitata dalla linea gialla, mentre la zona orientale è sotto il controllo militare israeliano. Questo spostamento del confine ha costretto le famiglie che vivono nelle sue vicinanze a fuggire e a vivere in un costante stato di allerta, temendo di dover abbandonare i propri averi e fuggire in fretta se la situazione della sicurezza dovesse peggiorare. Secondo le Nazioni Unite, è diventato anche più difficile trovare luoghi sicuri dove allestire campi per sfollati. Gran parte dei terreni idonei si trova in aree proibite o soggette a restrizioni.
Consiglio di sicurezza Onu oggi per discutere di Bab el-Mandeb
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà oggi dopo che, la scorsa settimana, gli Houthi dello Yemen - sostenuti dall'Iran - hanno assunto il controllo della costa del Paese sul Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb; lo hanno riferito fonti diplomatiche. La Francia, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza, ha chiesto che la riunione si tenga alle 15:00 a New York (le 21 in Italia), ha precisato una delle fonti. Bab el-Mandeb è un corridoio marittimo fondamentale che collega Europa e Asia attraverso il Mar Rosso; la sua importanza è diventata cruciale mentre il più ampio conflitto tra Stati Uniti e Iran sta bloccando lo stretto di Hormuz.
Iran, abbattuto un quarto drone Usa MQ-1 sullo stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver abbattuto un drone statunitense MQ-1 sopra il settore orientale dello Stretto di Hormuz. Secondo la nota, citata dall'agenzia Fars, si tratta del quarto drone MQ-1 abbattuto negli ultimi giorni nei pressi di questo strategico passaggio marittimo.
L'Onu dopo i corpi ritrovati a Gaza: "Dare accesso a investigatori internazionali"
Le Nazioni Unite hanno chiesto che venga dato accesso a investigatori internazionali a tutta la Striscia di Gaza per "contribuire alla raccolta di prove", mentre centinaia di corpi vengono estratti dalle macerie. "Il ritrovamento di numerosi resti sotto le macerie a Gaza City riporta alla luce le preoccupazioni relative a crimini di guerra e ad altri crimini di atrocità", ha dichiarato in una nota l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk. "Attualmente, in siti rasi al suolo dagli attacchi israeliani vengono riesumati i resti di quelle che sembrano essere intere famiglie", ha dichiarato in una nota l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aggiungendo che "Il ritrovamento di numerosi resti sotto le macerie a Gaza City riporta alla luce le preoccupazioni relative a crimini di guerra e ad altri crimini atroci".
Pechino: "Aragchi in visita in Cina mercoledì"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà la Cina mercoledì, ha annunciato oggi Pechino. La missione di Araghchi si inserisce nel quadro delle strette relazioni tra Cina e Iran, partner strategici che negli ultimi anni hanno rafforzato la cooperazione politica ed economica.
Media, raid israeliano uccide una persona a Gaza City
Un raid aereo israeliano ha ucciso una persona e ne ha ferite diverse altre a ovest di Gaza City, secondo quanto riportato dall'emittente televisiva Al Araby, che cita una fonte medica.
Anp: "Un uomo ucciso dall'Idf vicino Ramallah"
Il ministero della Salute palestinese ha dichiarato che un uomo di 54 anni è stato ucciso da colpi d'arma da fuoco dell'Idf nel quartiere di Umm al-Sharayet a El Bireh, vicino a Ramallah, in Cisgiordania.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Vai al contenutoL'Iran risponde a Trump: "Nessuna trattativa con gli Usa"
Il capo del massimo organo di sicurezza iraniano ha respinto oggi qualsiasi dialogo con gli Usa per porre fine alla guerra, dopo che Donald Trump aveva affermato di essere "aperto" ai colloqui. "Non lasciatevi distrarre dai segnali contrastanti del presidente americano, che alterna 'nessun negoziato' e 'siamo pronti a parlare' con l'Iran", ha scritto su X Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. "Nessun colloquio finché non saranno soddisfatte le condizioni dell'Iran. Punto!", ha aggiunto in un messaggio in inglese che sembra essere una risposta diretta alle dichiarazioni fatte da Trump lunedì. Il presidente degli Stati Uniti aveva ribadito la sua "apertura" al dialogo con Teheran. "La nazione iraniana, ormai in declino, vuole raggiungere un accordo, in fretta e con urgenza. Sarò io a decidere se gli Stati Uniti sceglieranno o meno di impegnarsi, un'idea alla quale restiamo aperti", aveva scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Teheran chiede a Washington di porre fine in modo definitivo alla guerra e a ogni aggressione contro l'Iran e i suoi alleati nella regione, incluso Hezbollah in Libano. Il regime iraniano chiede inoltre la revoca del blocco imposto ai suoi porti, un risarcimento completo per i danni di guerra, la revoca delle sanzioni contro la sua economia e lo sblocco incondizionato dei suoi beni congelati all'estero.

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Iran, i pasdaran rivendicano abbattimento di un drone Predator Usa
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno rivendicato l'abbattimento di un avanzato drone MQ-1 Predator statunitense nei cieli a Ovest dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia Tasnim.
Media: "L'Idf ha ucciso un membro di spicco delle forze armate di Hamas"
I media palestinesi hanno riferito che Ahmed al-Batsh, noto come "Abu Osama", è stato eliminato delle Idf la scorsa notte in un attacco nella zona di al-Saftawi a Gaza City. Secondo le fonti, al-Batsh era un membro di spicco delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, il braccio armato di Hamas, e secondo diverse fonti palestinesi ricopriva il ruolo di comandante del battaglione Jabaliya.
Nelle ultime settimane, le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet hanno intensificato le operazioni antiterrorismo nella Striscia di Gaza con l'obiettivo di uccidere membri di Hamas e ridurre al minimo gli sforzi di ricostruzione. Ieri l'esercito ha proseguito le operazioni con cinque attacchi mirati contro esponenti di Hamas. Assieme ad Abu Osama sono stati uccisi altri 4 militanti che ricoprivano posizioni di comando e di coordinamento del movimento islamista.
Il Pentagono smentisce Trump: "Carenza di munizioni per la guerra con l'Iran"
Il Pentagono ha riconosciuto una carenza di munizioni legata alla guerra con l'Iran, constatazione che l'amministrazione Trump si era in gran parte rifiutata di confermare negli ultimi mesi. Il rapporto dell'Ispettore Generale del Pentagono stima che tra il 28 febbraio e il 30 giugno, l'Operazione Epic Fury contro l'Iran sia costata circa 33,4 miliardi di dollari, di cui 22,3 miliardi spesi solo per le munizioni utilizzate. "Le spese per munizioni durante l'Operazione Epic Fury hanno causato carenze nelle scorte strategiche e rivelato colli di bottiglia all'interno delle industrie di rifornimento di munizioni", osserva il rapporto.
Iran, il petrolio sale oltre 1%. Brent a 106,93 dollari al barile
Oggi i prezzi del petrolio hanno superato i 106 dollari al barile, spinti dai timori legati all'offerta. Alle 00:26 GMT, i futures sul greggio Brent erano in rialzo di 1,24 dollari (pari all'1,18%) a 106,93 dollari al barile, dopo aver registrato un guadagno dell'1% in precedenza.
Anche i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) sono saliti di 1,29 dollari (pari all'1,24%) a 102,65 dollari al barile, dopo un incremento dell'1,3% nella seduta precedente.
Iran, l'esercito Usa: "La guerra ha causato carenza di munizioni"
L'ispettore generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran. In un rapporto obbligatorio al Congresso, il primo del suo genere, l'ispettore ha dichiarato che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l'Operazione Epic Fury (Oef) ha comportato un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari; di questi, 22,3 miliardi sono stati spesi esclusivamente per le munizioni impiegate. Il rapporto ha rilevato che "il consumo di munizioni per l'Oef ha causato carenze strategiche nelle scorte e ha evidenziato colli di bottiglia nella base industriale per il rifornimento di munizioni". Vengono inoltre elencate le perdite subite dalla flotta americana, tra cui quattro F-15 distrutti, un F-35 danneggiato, sette aerei cisterna KC-135 danneggiati e fino a 30 droni MQ-9 Reaper distrutti. Il presidente Donald Trump ha piu' volte minimizzato le preoccupazioni circa l'esaurimento delle scorte di armi durante i sei mesi di guerra in Medio Oriente, affermando appena un paio di settimane fa che gli Stati Uniti dispongono di munizioni "praticamente illimitate".