Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Houthi avanzano in Yemen: controllano Bab el-Mandeb. Riad attacca Mocha

©Ansa

La navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb è "sicura" per  tutte le compagnie, a eccezione delle navi saudite, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree. Secondo al Jazeera gli Houthi hanno conquistato l'ultimo tratto della costa yemenita sul Mar Rosso, portando a termine un'offensiva durata 18 ore che garantisce loro il pieno controllo dell'intero litorale del Mar Rosso. Axios: al momento l'amministrazione americana non programma di intervenire direttamente contro gli Houthi

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Nello Yemen gli Houthi filo-iraniani avanzano ancora e ora controllano tutta l'area dello strategico stretto di Bab el-Mandeb. Sei missili hanno colpito il porto di Mocha - città yemenita strategica sul Mar Rosso attualmente sotto il controllo degli Houthi - secondo  quanto riferito all'Afp da un funzionario locale, che non ha specificato  la provenienza dei vettori. La navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb è "sicura" per  tutte le compagnie, a eccezione delle navi saudite, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, dopo che il gruppo sostenuto dall'Iran ha completato la conquista dello strategico corridoio marittimo. 

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato due volte il presidente americano Donald Trump ieri, esortandolo a lanciare attacchi contro gli Houthi, nelle stesse ore in cui il gruppo sostenuto dall'Iran conquistava la città portuale di Mocha sul Mar Rosso. Lo scrive Axios citando due funzionari Usa. Trump ha rifiutato e i funzionari hanno sottolineato che, al momento, l'amministrazione non programma di intervenire direttamente contro gli Houthi, ma uno di loro ha aggiunto che l'amministrazione fornirà all'Arabia Saudita informazioni di intelligence sugli Houthi e dati per l'individuazione degli obiettivi.

I ministri degli Esteri del Golfo starebbero programmando di incontrare le loro controparti iraniane nel tentativo di ottenere il consenso per un accordo temporaneo sulla gestione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times, che cita due persone informate sulla questione, secondo cui l'incontro si terrà lunedì nella città costiera omanita di Salalah.

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Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane

Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato il governo di   "chiudere gli occhi" davanti alla "pulizia etnica" in corso nei   territori palestinesi occupati. Altri 11 Paesi in una dichiarazione   congiunta hanno annunciato che intendono applicare sanzioni agli scambi   commerciali con quei territori. Il ministro degli Esteri israeliano   Gideon Sa'ar: "Affermazioni scandalose e false, tentativo di  interferire  nella politica israeliana nella campagna elettorale".  Chiuso il  consolato britannico a Gerusalemme Est.

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Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?

La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al   regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità   di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui   dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti.   Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa   minaccia?

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Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità

In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente,   crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani   pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58%   si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende   la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza  che  cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo  nella  percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e   terrorismo.

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Siria: arrestato cugino Bashar al-Assad in Libano

L'esercito libanese ha arrestato un cugino alla lontana del deposto  presidente siriano Bashar al-Assad e il figlio del narcotrafficante  libanese Nouh Zaiter. Lo ha riferito all'Afp una fonte della sicurezza  libanese che ha chiesto di rimanere anonima, secondo cui l'esercito ha  "fermato tre persone, tra cui Souleimane Hilal al-Assad, figlio del  cugino dell'ex leader siriano" nella regione della Bekaa, nel Libano  orientale. I tre fermati sono  stati trasferiti presso il ministero della Difesa libanese per essere  interrogati. Il mese scorso Beirut ha estradato a Damasco un ex generale  dell'era Assad, accusato di vari crimini, tra cui omicidio e tortura.

Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata

Taraneh e Romina Rahimi, gemelle di 19 anni, furono prelevate nel cuore   della notte da uomini mascherati mentre dormivano nelle loro camere.   Frequentavano la scuola superiore e avevano partecipato solo a una   manifestazione a Isfahan durante le proteste antigovernative di  gennaio.

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Yemen, Onu: "Preoccupati da sequestro edificio fatto da Houthi"

Il portavoce del segretario generale dell'Onu ha manifestato "preoccupazione" per il sequestro in Yemen, da parte degli Houthi, di un "importante complesso comune delle Nazioni Unite adibito alle attivita' umanitarie". Il complesso, ha spiegato Farhan Haq, ospita il personale di diverse agenzie dell'Onu impegnate a fornire assistenza umanitaria alle comunita' vulnerabili della zona. "Ribadiamo - ha aggiunto - che il personale, le strutture e i beni umanitari devono essere rispettati e protetti in ogni momento. Deve inoltre essere garantito un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli".

Arabia Saudita: chiuso oleadotto East-West dopo attacchi

Le autorita' saudite hanno chiuso l'oleodotto Est-Ovest nelle aree di Riad e Medina in seguito ad alcuni attacchi che hanno causato il ferimento di diverse persone. Lo ha dichiarato un funzionario del Ministero dell'Energia ai media di Stato. "L'oleodotto East-West, nelle regioni di Riad e Medina, e' stato oggetto di diversi attacchi giovedi' mattina", ha riferito il funzionario all'agenzia di stampa SPA, aggiungendo: "L'oleodotto e' stato chiuso a scopo precauzionale e gli attacchi hanno provocato alcuni feriti".

Libano, arrestato un parente di Bashar al-Assad

L'esercito libanese ha arrestato un parente dell'ex presidente siriano Bashar al-Assad, nonche' il figlio del noto narcotrafficante libanese Nouh Zaiter, secondo una fonte della sicurezza. La fonte, che ha chiesto di rimanere anonima, ha affermato che i militari "hanno arrestato tre persone, tra cui Suleiman Hilal al-Assad, figlio del cugino dell'ex presidente siriano Bashar al-Assad", mentre venivano sorprese a consumare droga nella regione orientale della Bekaa. "Tra gli arrestati c'era anche il figlio di Nouh Zaiter", di nome Ali, ha aggiunto la fonte, riferendosi al noto narcotrafficante libanese catturato dall'esercito lo scorso anno. La fonte ha inoltre precisato che "il detenuto siriano e' un civile" e non un ex ufficiale. I tre sono stati trasferiti al ministero della Difesa libanese per essere interrogati. Siria e Libano stanno cercando di voltare pagina nelle loro relazioni da quando Assad e' stato rovesciato l'8 dicembre 2024 e dopo l'indebolimento del suo alleato libanese Hezbollah. All'inizio di questo mese, le autorita' libanesi hanno arrestato un ex ufficiale dell'intelligence siriana e diversi complici che avrebbero pianificato attacchi contro le forze del nuovo governo siriano. Il mese scorso Beirut ha estradato a Damasco un ex generale dell'era Assad accusato di crimini tra cui omicidio e tortura.

Petrolio, chiude in calo ma Brent oltre 104 dollari

I prezzi del petrolio sono scesi pur rimanendo sulla buona strada per chiudere la settimana con un rialzo superiore al 9%, mentre i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno toccato un massimo storico a causa degli attacchi lungo le rotte marittime del Medio Oriente, che hanno alimentato i timori di prolungate interruzioni delle forniture. Il Wti ha perso il 2,37% a 100,05 dollari al barile, il Brent e' arretrato del 2,8% a 104,61 dollari al barile. Le autorita' saudite hanno chiuso l'oleodotto Est-Ovest nelle aree di Riad e Medina in seguito ad alcuni attacchi che hanno causato il ferimento di diverse persone. Lo ha dichiarato un funzionario del Ministero dell'Energia ai media di Stato. "L'oleodotto East-West, nelle regioni di Riad e Medina, e' stato oggetto di diversi attacchi giovedi' mattina", ha riferito il funzionario all'agenzia di stampa Spa, aggiungendo che "l'oleodotto e' stato chiuso a scopo precauzionale e gli attacchi hanno provocato alcuni feriti". Nel corso della seduta, entrambi i benchmark avevano raggiunto i livelli piu' alti da meta' maggio, per poi invertire la rotta dopo la notizia, riportata dal Financial Times, secondo cui i ministri degli Esteri del Medio Oriente starebbero cercando di raggiungere un accordo temporaneo con l'Iran per gestire il transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Ieri, Brent e Wti erano saliti di oltre il 6% in seguito a un'escalation di attacchi alle navi nella regione; tuttavia, venerdi' gli operatori hanno iniziato a ridimensionare la percezione del rischio. "I fattori che ieri avevano scatenato il panico si stanno attenuando oggi", ha dichiarato Phil Flynn, analista senior presso Price Futures Group. a pipeline East-West e' un'infrastruttura molto importante che consente al Regno di deviare le esportazioni di greggio evitando lo Stretto di Hormuz. I prezzi si sono mantenuti bassi mentre giungevano ulteriori notizie secondo cui una stazione di pompaggio dell'oleodotto era stata danneggiata da militanti legati all'Iran. "E' sorprendente che il mercato petrolifero rimanga in calo alla luce delle notizie sull'attacco dei ribelli Houthi all'oleodotto Est-Ovest, un evento che coinvolgerebbe 7 milioni di barili di greggio", ha dichiarato Andrew Lipow, presidente di Lipow Oil Associates. "La riparazione di una stazione di pompaggio richiederebbe molto piu' lavoro rispetto alla riparazione di una rottura nella condotta stessa", ha spiegato Lipow. "Bisognerebbe ripristinare gli impianti elettrici e riparare il sistema di pompaggio". L'offerta di greggio dell'Arabia Saudita e' scesa di 2,3 milioni di barili al giorno nel corso del mese, attestandosi a 6 milioni di barili al giorno ad agosto il livello piu' basso da oltre tre decenni secondo quanto riferito venerdi' dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (Iea), che ha citato gli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite. Ad accrescere le preoccupazioni sui flussi petroliferi regionali ha contribuito la notizia che, venerdi', i ribelli Houthi dello Yemen allineati con l'Iran hanno raggiunto l'isola di Perim, nello Stretto di Bab el-Mandeb; la notizia, riferita a Reuters da quattro fonti governative yemenite, suggerisce un possibile rafforzamento del loro controllo su una delle rotte marittime vitali a livello mondiale. L'Iran ha dichiarato di aver attaccato dieci navi vicino allo Stretto di Hormuz mercoledi', in risposta all'attacco statunitense contro cinque petroliere iraniane. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha affermato che intensifichera' la propria risposta in caso di ulteriori attacchi. I dati preliminari di tracciamento navale diffusi oggi hanno mostrato che il transito di navi attraverso lo Stretto di Hormuz e' sceso a sette unita' giovedi', rispetto alle undici del giorno precedente.

Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli

A sei mesi dall’inizio della guerra, Usa e Iran sono intrappolati   nell'immobilismo: Washington non può permettersi un’escalation, ma la   diplomazia è ferma. E con Oman e Qatar da soli nelle trattative dirette   con l'Iran, cresce l'isolamento di Washington nella regione.

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Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Ad oltre sei mesi dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran, i consumatori continuano a fronteggiare una raffica di rincari, a partire dai prodotti energetici con i prezzi di benzina, diesel e gas in costante aumento. Come per le sorti del conflitto, anche sul fronte dei costi aggiuntivi causati dal blocco dello Stretto di Hormuz non si riesce a intravedere, al momento, una fine. Ecco un bilancio.

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Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz

Secondo un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air  (CREA), tra marzo e agosto 2026 a livello globale la crisi ha fatto  aumentare di oltre 282 miliardi di euro la spesa per le importazioni di  combustibili fossili. Lo shock è stato particolarmente impattante perché  non ha riguardato soltanto il petrolio.

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Media: "In Yemen le forze governative hanno annunciato raid vicino a Mocha"

Le forze armate yemenite, sostenute da Riad, hanno annunciato raid sulla  città chiave di Mocha, di cui hanno preso il controllo i ribelli  Houthi: lo riporta Al Jazeera, citando un portavoce militare. Questa  fonte ha detto che l'aviazione sta colpendo obiettivi lungo la strada  che collega Taiz e Mocha, ritenuta una via cruciale per garantire  rifornimenti.

Houthi, perchè lo Stretto di Beb El-Mandeb è così cruciale. VIDEO

Houthi, perchè lo Stretto di Beb El-Mandeb è così cruciale | Video Sky - Sky TG24

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Idf respinge le accuse del film Naza: "Testimonianze anonime e contraddizioni"

"L'Idf respinge categoricamente le accuse" contenute nel film 'Naza'  presentato al festival di Venezia. Il portavoce dell'esercito israeliano  sottolinea in una nota che "il film si basa su testimonianze anonime di  individui la cui identità non può essere verificata, né si può  stabilire se abbiano prestato servizio nelle Idf, in quale ruolo, o se  siano stati coinvolti nei fatti oggetto delle accuse". Secondo le forze  israeliane, nel film sulla guerra a Gaza diretto da diretto da Yuval  Abraham e Rachel Szor si riscontrano inoltre "contraddizioni interne e  assurde, come l'affermazione che i danni non intenzionali derivanti da  attacchi legittimi siano stati perpetrati deliberatamente o abbiano  costituito parte di un 'genocidio', senza comprenderne il significato".  "Le Forze di Difesa Israeliane operano nella Striscia di Gaza per  proteggere i civili israeliani e dirigono la propria attività militare  contro le organizzazioni terroristiche, prima fra tutte Hamas, in  conformità con il diritto internazionale e le leggi sui conflitti  armati. In questo contesto, le Idf colpiscono obiettivi militari e  compiono sforzi senza precedenti per ridurre al minimo i danni ai  civili", sottolinea ancora il portavoce, mentre "Hamas continua a  operare sistematicamente all'interno del contesto civile, infiltrando i  propri agenti e le infrastrutture militari tra la popolazione e  sfruttando le aree civili per scopi terroristici". E "qualora emergano  specifici sospetti di violazioni di legge da parte di un soldato, l'Idf  si impegna a indagare a fondo e a perseguire i responsabili attraverso  meccanismi di contrasto indipendenti. Un soldato che assiste a una  violazione di legge è tenuto, per ordine militare, a segnalarla affinché  si possa valutare la necessità di avviare un'indagine. Questo vale  anche per le persone intervistate per il film", prosegue la nota.  Infine, sulle "accuse relative all'uso dell'intelligenza artificiale, le  decisioni riguardanti la selezione e l'approvazione degli attacchi  vengono prese esclusivamente da personale umano, in conformità con le  linee guida dell'Idf, e non dall'intelligenza artificiale", conclude il  portavoce.

Kallas: "Ue tratti colonie in Cisgiordania come Crimea"

L'Unione europea dovrebbe trattare gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania allo stesso modo in cui ha trattato la Crimea dopo l'invasione russa della penisola ucraina. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in un'intervista all'Irish Times. Kallas ha affermato che i governi europei dovrebbero adottare una posizione altrettanto "ferma sul piano dei principi" e sostenere un divieto a livello europeo che interrompa gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi occupati.

Mo: Sa'ar contro Kallas: "Insediamenti come russi in Crimea? Inaccettabile"

Il paragone tracciato dall'Alta rappresentante Ue agli Affari esteri,  Kaja Kallas, sul fatto che l'Unione europea dovrebbe trattare gli  insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania allo stesso modo della  Crimea dopo l'invasione russa del territorio ucraino, "non ha alcuna  base fattuale o legale ed è completamente inaccettabile". Lo dichiara  via social il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar,  ricondividendo l'intervista contenente le affermazioni della leader  della  diplomazia Ue. "Il  legame e il diritto del popolo ebraico alla Giudea e Samaria e alla  Terra d'Israele sono documentati più ampiamente di quelli di qualsiasi  altro popolo nella storia umana", scrive Sa'ar, utilizzando i nomi con  cui gli ufficiali israeliani designano la Cisgiordania. "Contrariamente  ai paragoni fatti dalla signora Kallas, la Giudea e Samaria non sono mai  appartenute a uno Stato palestinese, che non è mai esistito. Anche gli  stessi palestinesi hanno sottoscritto una soluzione negoziata per i  territori contesi", aggiunge. "E  infine - cosa sta cercando di fare l'Alto Rappresentante per gli affari  esteri e la politica di sicurezza? Paragonare l'unica democrazia in  Medio Oriente, che contribuisce in tanti modi alla difesa e alla  sicurezza dell'Europa, alla Russia? Si è fermata a pensare a cosa stesse  effettivamente dicendo?", conclude Sa'ar.

Yemen, forze governative attaccano Houthi su strada Taiz-Mocha

Il portavoce delle forze armate yemenite ha annunciato attacchi contro obiettivi Houthi lungo la strada Taiz-Mocha e ha esortato i civili a evitare l'area. Lo ha riferito Al Jazeera. Ieri l'area e' stata dichiarata zona militare dopo che i ribelli yemeniti filo-iraniani hanno preso il controllo della citta' portuale di Mocha, ottenendo cosi' il dominio sulla costa affacciata sul Mar Rosso.

Media: "Coloni ripresi a rubare bestiame in villaggio"

Palestinesi del villaggio di Beita, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania, hanno denunciato il furto di pecore da parte di alcuni coloni, sotto la protezione dei militari israeliani. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, pubblicando su X un video che mostra dei coloni portare via le bestie mentre soldati dell'Idf pattugliano la strada. A questa frequente accusa, i coloni solitamente rispondono sostenendo che siano stati i palestinesi a rubare il bestiame e che loro si siano limitati a recuperarlo. Un pretesto che e' stato spesso utilizzato dai residenti degli insediamenti per compiere incursioni nei villaggi palestinesi.

Iran, Modi a Pezeshkian: "Continuare sforzi per garantire pace e salvaguardare liberà navigazione"

"Continuare  gli sforzi per garantire una pace e una stabilità duratura nella  regione, salvaguardando la libertà di navigazione e il commercio, nonché  la sicurezza e il benessere dei marinai". Ad affermarlo è il premier  indiano Narendra Modi che a margine del vertice dei Brics a Nuova Delhi  ha incontrato il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian con cui ha  discusso della situazione attuale della ragione. Si tratta del secondo  incontro tra i due leader in meno di due settimane. Si erano incontrati  in precedenza a margine del vertice Sco a Bishkek il 31 agosto. "Da  Bishkek a Delhi - sottolinea Modi in un post su 'X' -, le discussioni  costruttive continuano. Sono lieto di aver incontrato Masoud Pezeshkian,  presidente dell’Iran. Questa visita è ancora più speciale perché si  tratta della sua prima visita in India. Abbiamo parlato dell’amicizia  tra India e Iran. Riteniamo che dovremmo andare avanti attraverso una  strategia a lungo termine e vantaggiosa per entrambe le parti". Modi,  si legge in una nota del ministero degli Esteri indiano, "ha  ringraziato l'Iran per la sua partecipazione regolare e di alto livello  agli incontri relativi ai Brics nonostante le circostanze difficili" e  "ha sottolineato il potenziale dei Brics nel costruire lo spirito di  resilienza, innovazione, cooperazione e sostenibilità tra i paesi del  Sud Globale". I due leader, si legge nella nota, "si sono scambiati  opinioni sugli sviluppi recenti in Asia occidentale. Il Primo Ministro  ha ribadito la posizione coerente dell'India secondo cui tutte le  questioni devono essere risolte attraverso il dialogo e la diplomazia".  Modi, infine, "ha apprezzato la continua cooperazione tra le due parti  su questioni di interesse reciproco nelle organizzazioni multilaterali,  inclusi i Brics".

Msf: 11 feriti a Gaza ricevuti in un nostro centro sanitario a Khan Yunis

Undici persone "ferite da esplosioni o schegge di proiettile" nella Striscia di Gaza sono state ricevute stamattina presso il centro sanitario Al Attar di Medici Senza Frontiere (Msf), a Khan Younis, a seguito di un "attacco aereo delle forze israeliane vicino a un campo per sfollati": lo riferisce l'organizzazione umanitaria in un comunicato. "Due di loro sono state trasferite all'ospedale Nasser per ricevere cure specialistiche", aggiunge la nota, che denuncia anche come gli attacchi aerei delle forze israeliane continuino "ogni giorno nella Striscia di Gaza, causando morti e feriti tra la popolazione palestinese".      "Tra il 6 e il 9 settembre, le forze israeliane hanno emesso 18 ordini di evacuazione e 8 ordini di restare al riparo che hanno interessato siti umanitari. Nello stesso periodo, un edificio è stato colpito a meno di 70 metri da una clinica Msf. A Gaza nessun luogo è sicuro", sostiene l'organizzazione umanitaria.

Iran, Pezeshkian: "Pressione Usa ha raggiunto fase critica"

La pressione esercitata dagli Stati Uniti sull'Iran ha raggiunto una fase critica e pericolosa. Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in India, alla vigilia del vertice dei Brics a New Delhi. "Negli ultimi anni l'Iran e' stato sottoposto a pesanti sanzioni, tale pressione ha raggiunto una fase critica e pericolosa negli ultimi mesi, in seguito all'aggressione militare da parte di Stati Uniti e Israele", ha affermato il capo di Stato, aggiungendo che "il mondo sta attraversando oggi un periodo di complessita' senza precedenti".

Yemen, Msf resta a Mocha per supportare ospedale generale

In seguito al recente intensificarsi dei combattimenti nello Yemen  occidentale, Medici Senza Frontiere (Msf) conferma che le proprie équipe  sono rimaste a Mocha, dove continuano a supportare l’ospedale generale.  Lo rende noto Msf in un comunicato, spiegando che negli ultimi giorni,  molte persone hanno lasciato la città, compreso il personale sanitario  di gran parte degli ospedali. Con diverse strutture sanitarie  attualmente non operative, gli operatori rimasti all’ospedale generale  rappresentano una risorsa fondamentale per garantire assistenza medica  alla popolazione di Mocha. I bisogni sono elevati e vanno ben oltre la  cura dei traumi. Ad oggi, circa 30 operatori sanitari di Msf stanno  facendo il possibile per mantenere attivi i servizi essenziali  dell’ospedale, tra cui maternità, pediatria e trattamento di diverse  patologie, compreso il colera. Il loro lavoro sta salvando vite.  ''Solo  pochi giorni fa, le nostre équipe a Mocha si stavano preparando a  riaprire il nostro ospedale da campo in città per curare i pazienti in  risposta ai combattimenti in corso a est di Mafraq e al graduale arrivo  di sfollati a Mocha'', afferma Lou Cormack, responsabile dei programmi  di Msf in Yemen. ''La rapida avanzata delle forze di Ansar Allah ha  cambiato radicalmente la situazione. Nel giro di poche ore, gli ospedali  che fornivano assistenza traumatologica lungo la costa occidentale sono  stati evacuati, mentre un gran numero di persone è fuggito da Mocha  verso sud e verso Aden, compresi operatori sanitari degli ospedali della  città. L’ospedale generale di Mocha non ha fatto eccezione. I bisogni  sanitari erano già enormi prima dell’ultima intensificazione dei  combattimenti. Ora sono ancora maggiori'', aggiunge.

Hegseth: "Messo in ginocchio l'Iran, il più prolifico sostenitore del terrorismo"

"Negli ultimi sei mesi, abbiamo messo in ginocchio il più prolifico  Stato sostenitore del terrorismo al mondo": il segretario alla Difesa  americano Pete Hegseth ha dedicato parte del suo intervento alla  cerimonia di commemorazione degli attentati dell'11 Settembre al  conflitto in corso contro l'Iran. "I nostri combattenti hanno affrontato  una teocrazia islamica che da quasi mezzo secolo invoca la nostra  morte, che ha esultato per l'11 Settembre: un regime che per decenni ha  sponsorizzato attacchi terroristici contro gli americani, uccidendone a  migliaia, compresi i nostri commilitoni in Iraq e in Afghanistan".  Hegseth, parlando al Pentagono, ha difeso la linea dell'amministrazione  Trump nel conflitto contro Teheran. "La pressione economica si fa ogni  giorno più forte. Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Porteremo a termine  questa battaglia", ha concluso.

Israele si prepara alle feste guardando a elezioni cruciali

Gli ebrei in Israele e nel mondo si preparano a entrare in un lungo periodo di festivita', a cominciare dal Capodanno che prendera' avvio al tramonto, mentre si avvicina il terzo anniversario del massacro di Hamas del 7 ottobre e le elezioni del 27 ottobre. Un appuntamento cruciale quest'ultimo, al quale il Paese si presenta diviso e polarizzato come mai prima d'ora, con forti tensioni interne, difficolta' con alleati sul piano internazionale e un'immagine nel mondo non invidiabile. Lo Stato ebraico celebra l'arrivo dell'anno 5787 in una condizione di guerra permanente che dura ormai da quasi tre anni, la piu' lunga mai combattuta dall'indipendenza, in palese contrasto con la dottrina di difesa indicata dal padre della patria, David Ben-Gurion. I fronti aperti, uno dopo l'altro, non sono ancora stati chiusi e restano in una impasse piu' o meno profonda, con un pesante costo - militare e strategico - per le forze armate e conseguenze per la politica interna e l'immagine del Paese all'estero. A Gaza il cessate il fuoco dello scorso ottobre ha permesso il ritorno degli ultimi ostaggi, con le truppe che si sono attestate lungo una Linea Gialla che comprende il 60% della Striscia. I bombardamenti e combattimenti incessanti sono terminati ma quotidianamente i militari conducono raid mirati contro Hamas, con un costo anche per i civili. Il piano di pace promosso dal presidente Usa Donald Trump langue, le annunciate iniziative per un disarmo di Hamas e il ritiro dell'esercito israeliano non si sono concretizzate e la popolazione palestinese continua a vivere tra le macerie. In Libano, il cessate il fuoco e l'apertura di negoziati diretti con Beirut non hanno fermato le operazioni dell'Idf, che continua a compiere raid quotidiani contro Hezbollah insieme alla demolizione di case, mentre non sembra procedere il dispiegamento dell'esercito libanese nel sud. In Siria, preoccupa l'attivismo della Turchia di Recep Tayyip Erdogan alla quale Israele ha lanciato avvertimenti, corredati da raid. E si moltiplicano le visite dei vertici del governo nella 'fascia di sicurezza' occupata nel sud del Paese dopo la caduta di Bashar al-Assad e l'avvento della nuova autorita' di Ahmad al-Sharaa. Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ribadito anche di recente che non ci sara' ritiro delle truppe fino a quando ci sara' una minaccia per lo Stato ebraico. Quanto all'Iran, il conflitto aperto dalla campagna militare Usa-Israele alla fine di febbraio resta 'congelato', con tentativi di negoziati, a cui fanno da contraltare misure di ritorsione e sanzioni. La pressione economica di Washington sta mettendo a dura prova il regime di Teheran e il cruciale Stretto di Hormuz resta un nodo da sciogliere. In questo scenario, i ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi la settimana scorsa hanno lanciato una vasta offensiva per prendere il controllo di Bab el-Mandeb, snodo strategico sul Mar Rosso, colpendo anche in territorio saudita, alleato del governo internazionalmente riconosciuto. Incognite che pesano pure su Israele per il quale il periodo delle festivita' autunnali - Rosh Hashanah, Yom Kippur, Sukkot e Simchat Torah, tra le piu' sacre - e' da sempre un 'sorvegliato speciale': prova ne sono la guerra dello Yom Kippur nel 1973, l'attacco del 7 ottobre 2023, avvenuto durante Simchat Torah, l'avvio della seconda Intifada alla vigilia del Capodanno ebraico nel 2000 e l'ondata di attacchi terroristici che presero il via all'inizio dell'ottobre 2015 e proseguirono per oltre sei mesi. Non stupisce che nella notte il capo di Stato maggiore Eyal Zamir abbia lanciato una vasta esercitazione a sorpresa per testare la reattivita' delle truppe in Cisgiordania. Intanto prosegue senza sosta la campagna elettorale, segnata da tour tra i militari a Gaza e in Siria di membri del governo e visite nei mercati delle principali citta' di quasi tutti i contendenti, a dimostrazione che anche l'economia gioca un ruolo in questo voto. Nonostante i tentativi di compattare i blocchi per evitare la dispersione di voti a causa dell'alta soglia di sbarramento (3,25%), la presentazione di 38 liste ufficiali di candidati, insieme ai risultati dei sondaggi che non indicano una chiara maggioranza per nessuno dei due raggruppamenti principali, non lascia presagire un futuro chiaro.

Israele, sondaggio: si conferma testa a testa tra Likud e Yashar, entrambi a 23 seggi

A poco più di 1 mese delle elezioni legislative in Israele in un nuovo  sondaggio si conferma un testa a testa tra il Likud del primo ministro  Benjamin Netanyahu e Yashar, il partito di Gadi Eisenkot. Secondo un  sondaggio di 'Zman Yisrael', i due partiti, otterrebbero entrambi 23  seggi se si votasse oggi. Resterebbe quindi lo stallo tra i due blocchi  guidati dai principali candidati. Secondo il sondaggio nessuno dei due  schieramenti sarebbe infatti in grado di raggiungere la maggioranza di  61 seggi nella Knesset, che conta complessivamente 120 parlamentari. Un  sondaggio pubblicato dalla testata la settimana precedente assegnava a  entrambi i partiti 22 seggi. Dietro  al Likud e a Yashar si colloca il partito B’Yachad dell’ex primo  ministro Naftali Bennett, con 15 seggi stimati, in linea con i sondaggi  precedenti. Seguono il partito di destra nazionalista Yisrael Beytenu  (10 seggi), il partito ultraortodosso Shas (10), l’altro partito  ultraortodosso Ebraismo della Torah Unito (9) e il partito di sinistra I  Democratici di Yair Golan (8). La Lista Unita, una coalizione di  partiti a maggioranza araba, otterrebbe 7 seggi. L’estrema destra di  Otzma Yehudit ne conquisterebbe 6, seguita dal partito a maggioranza  araba Ra’am con 5. In fondo alla classifica si trova il partito di  estrema destra  Sionista Religioso, con 4 seggi. Il  nuovo partito di destra Amcha Yisrael, il cui leader l'ex generale  dell’esercito israeliano Ofer Winter, ha dichiarato che sosterrebbe  Netanyahu, non supererebbe la soglia elettorale del 3,25% dei voti,  necessaria per ottenere l’equivalente di quattro seggi. Il dato  contrasta con altri sondaggi pubblicati mercoledì dai media israeliani,  che davano al partito tra 4 e 5 seggi. Anche il partito dei Riservisti  di Yoaz Hendel e Blu e Bianco di Benny Gantz — entrambi non schierati  con nessuno dei due blocchi e favorevoli a una coalizione trasversale  che escluda sia i partiti haredi sia quelli arabi — non supererebbero la  soglia elettorale. Nonostante i lievi cambiamenti all’interno dei  principali schieramenti politici, il blocco anti-Netanyahu guidato da  Eisenkot otterrebbe 56 seggi, mentre l’attuale coalizione guidata dal  Likud ne avrebbe 52. Entrambi rimarrebbero quindi al di sotto dei 61  seggi necessari per raggiungere la maggioranza.

India: "Modi ha detto a Pezeshkian che bisogna proseguire sforzi per la pace"

Il ministero degli Esteri indiano afferma che nel loro incontro a New  Delhi il premier indiano Narendra Modi e il presidente iraniano Masoud  Pezeshkian "si sono confrontati sui recenti sviluppi in Medio Oriente" e  che il primo ministro indiano "ha sottolineato la necessità di  proseguire gli sforzi per garantire pace e stabilità durature nella  regione, salvaguardando la libertà di navigazione e di commercio, nonché  la sicurezza e il benessere dei marittimi".

Iran, Anthropic: "Teheran ha usato Ia per tentare di colpire navi Usa"

L'Iran ha utilizzato modelli di intelligenza artificiale sviluppati  negli Stati Uniti nel tentativo di localizzare e colpire navi della  Marina statunitense in Medio Oriente. E' quanto emerge da un rapporto di  154 pagine della società di intelligenza artificiale Anthropic, che ha  messo in guardia sui rischi per la sicurezza nazionale e ha indicato che  un gruppo legato all'Iran ha raccolto informazioni da trasmettitori,  fotografie militari e immagini satellitari commerciali per tracciare le  navi da guerra americane e cercare la vulnerabilità nei loro sistemi di  comunicazione di bordo. Anthropic ha dichiarato di aver sventato il  piano dell'"attore della minaccia", che utilizzava il modello avanzato  di intelligenza artificiale Claude. Nel  suo ultimo rapporto sull'individuazione e il contrasto dell'uso  improprio dell'Ia, Anthropic ha affermato di aver identificato e  bloccato i tentativi di utilizzare i suoi modelli di Ia per sviluppare  armi biologiche. "Senza le dovute garanzie, tali capacità potrebbero  avere conseguenze catastrofiche", si legge nel rapporto di Anthropic. In  un altro caso, Anthropic ha affermato che un gruppo nel nord dello  Yemen ha utilizzato Claude per sviluppare un software di guida per armi  sofisticate, tra cui un missile balistico multistadio, come si legge sul  Wall Street Journal.

Trump difende guerra a Iran: "Non abbiamo scelta"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concluso il suo messaggio a Pentagono per commemorare l'11 settembre difendendo la guerra all'Iran. "Non dimenticheremo mai. Ecco perche' combattiamo oggi. Non abbiamo scelta. Ci puo' essere solo la vittoria", ha detto.

Incontro in corso tra Modi e Pezeshkian

Un incontro bilaterale tra il premier indiano Narendra Modi e il  presidente iraniano Masoud Pezeshkian è in corso a New Delhi: lo  riferisce l'agenzia di stampa indiana Pti.

Iran, riunione con otto Paesi Golfo sulle rotte sicure a Hormuz

L'Iran ha annunciato per lunedi' una riunione in Oman con gli altri sette Paesi affacciati sul Golfo Persico per discutere la "creazione di rotte sicure" per la navigazione commerciale attraverso lo stretto di Hormuz. All'incontro parteciperanno Iran, Iraq e gli altri Stati rivieraschi, ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Oltre ad altre questioni regionali, saranno discussi i risultati dei negoziati tra Iran e Oman sulla creazione di rotte sicure per la navigazione commerciale nello stretto di Hormuz", ha spiegato Baghaei. Il portavoce non ha precisato quali Paesi saranno presenti. Secondo i media iraniani, alla riunione parteciperanno i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman, oltre ai rappresentanti di Iran e Iraq. Teheran aveva annunciato settimane fa un accordo con Muscat per creare un corridoio destinato al transito delle navi nello stretto, gestito congiuntamente dai due Paesi. Il piano non e' pero' ancora entrato in vigore.

Hegseth: "Controlliamo Hormuz e finiremo la battaglia"

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, nel suo discorso per commemorare l'attacco dell'11 settembre 2001 al Pentagono, ha difeso l'amministrazione americana e la scelta di attaccare l'Iran. "Le pressioni economiche si fanno piu' dure ogni giorno. Controlliamo lo Stretto, finiremo questa battaglia".

11/9, al Pentagono Trump loda impegno soldati contro l'Iran

Donald Trump ha "reso omaggio" a tutti gli uomini in divisa e li ha lodati per il loro impegno "perche' l'Iran non abbia mai un'arma atomica". Lo ha fatto parlando in occasione della cerimonia di commemorazione dell'attacco dell'11 settembre al Pentagono. "Il mondo e l'America non sono piu' tornati a essere quello che erano prima" di quegli attacchi ha detto Trump. Trump ha ribadito che l'Iran "non avra' mai l'arma nucleare". Un tiepido applauso ha accolto il suo messaggio. 

Yemen, Houthi prendono controllo di tutte le isole dello Stretto di Bab el Mandab

Gli Houthi hanno conquistato le isole di Piccola Hanisn e di Grande  Hanish, le ultime due nel tratto di Bab el-Mandeb che erano ancora sotto  il controllo delle forze del governo yemenita riconosciuto dalla  comunità internazionale. Lo ha indicato un funzionario militare del  governo yemenita alleato dell'Arabia Saudita all'Afp. "Tutto ciò che era  sotto il nostro controllo sulla costa occidentale è caduto", ha  dichiarato la fonte, poche ore dopo che gli Houthi avevano preso il  controllo anche dell'isola strategica di Mayyun (nota anche come Perim),  nel cuore dello stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.

Yemen, Houthi: "Conquistati 5.400 km quadrati in una settimana"

Gli Houthi hanno annunciato di avere espulso le formazioni sostenute dall'Arabia Saudita da sei distretti delle province occidentali di Taiz e Hodeida, conquistando complessivamente 5.400 chilometri quadrati di territorio durante l'offensiva su vasta scala iniziata la scorsa settimana. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha affermato che l'operazione, avviata il 3 settembre, ha colpito "sette divisioni militari composte da 38 brigate, provocando centinaia di morti, prigionieri e feriti". Non ha fornito un bilancio preciso delle vittime. Secondo Saree, le forze Houthi hanno inoltre liberato prigionieri detenuti da anni dalle truppe appoggiate da Riad lungo la costa occidentale. Il gruppo avrebbe intercettato in 32 occasioni aerei da combattimento sauditi e abbattuto nove velivoli. Negli ultimi giorni gli Houthi hanno ottenuto una serie di rapide conquiste lungo la costa occidentale dello Yemen, completando la presa della provincia di Hodeida e occupando il distretto di Hays, la zona costiera di Khokha, la strategica citta' portuale di Mokha e le isole di Zuqar, Grande Hanish e Piccola Hanish. Oggi l'offensiva e' stata estesa al distretto di Dhubab, nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb, mentre i combattenti avanzavano verso l'isola di Mayyun, situata al centro del passaggio marittimo. Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano ed e' una delle principali strozzature marittime del mondo. Saree ha assicurato che la navigazione resta "sicura" per tutte le compagnie, fatta eccezione per le navi saudite gia' sottoposte al divieto imposto dal gruppo.

Mo, Msf cura 11 feriti da attacco israeliano vicino a campo sfollati a Khan Younis

Questa mattina 11 persone ferite da esplosioni o schegge di proiettile  sono arrivate al centro sanitario Al Attar di Medici Senza Frontiere  (Msf), a Khan Younis, dopo un attacco aereo delle forze israeliane  vicino a un campo per sfollati. Lo afferma Msf in una nota spiegando che  due di loro sono state trasferite all’ospedale Nasser per ricevere cure  specialistiche. Gli attacchi aerei delle forze israeliane continuano  ogni giorno nella Striscia di Gaza, causando morti e feriti tra la  popolazione palestinese.  Tra  il 6 e il 9 settembre, le forze israeliane hanno emesso 18 ordini di  evacuazione e 8 ordini di restare al riparo che hanno interessato siti  umanitari. Nello stesso periodo, un edificio è stato colpito a meno di  70 metri da una clinica Msf. ''A Gaza nessun luogo è sicuro'', conclude  la nota di Msf.

Yemen, Houthi: "Bab el-Mandeb sicuro tranne per navi saudite"

La navigazione attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb è "sicura" per tutte le compagnie, a eccezione delle navi saudite. Lo ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, dopo che il gruppo sostenuto dall'Iran ha completato la conquista dello strategico corridoio marittimo. "La navigazione marittima è sicura per tutte le compagnie, tranne che per le navi saudite, alle quali è già stato vietato il passaggio", ha affermato Saree.

Teheran: lunedì in Oman riunione ministri Esteri regione su sicurezza Golfo

L'Iran ha confermato che lunedì in Oman si terrà una riunione dei  ministri degli Esteri dei Paesi affacciati sul Golfo e sul Mar Arabico.  Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha  spiegato che l'incontro - al quale è prevista la partecipazione anche  dell'Iraq - rientra nelle iniziative adottate dalla Repubblica islamica  per rafforzare fiducia, cooperazione e stabilità nella regione, senza  "interferenze distruttive e provocatorie" da parte di attori esterni. La  notizia della riunione ministeriale era stata anticipata dal Financial  Times. Al momento non è chiaro quali Paesi saranno presenti. Al  centro dei colloqui, oltre alle questioni regionali, ci saranno anche i  risultati dei negoziati tra Iran e Oman sulla definizione di rotte  sicure per la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Baghaei  ha ricordato l'intesa raggiunta tra i due Paesi per l'utilizzo  temporaneo di corridoi marittimi e ha ribadito che "la Repubblica  islamica è impegnata per garantire la sicurezza della navigazione nello  Stretto". Il portavoce ha  tuttavia avvertito che Teheran non può garantire la sicurezza del  traffico marittimo finché continueranno "le azioni aggressive e gli  interventi illegali degli Stati Uniti", compresi, ha precisato, il  blocco marittimo e la guerra economica.

Idf: "Ucciso capo unità cecchini Hamas a Gaza"

Le forze armate israeliane hanno annunciato l'uccisione a Gaza di Muamen Jabr al-Sayed Abu Labdeh, comandante di una cellula di cecchini della Brigata Rafah di Hamas. Secondo l'Idf l'uomo, eliminato ieri a Khan Younis, addestrava cecchini nella Striscia e, di recente, lavorava per ripristinare le capacita' operative del gruppo militante palestinese. L'Idf ha annunciato anche l'uccisione di Mohammed Yazouri, noto come 'Abu al-Haytham', comandante della Brigata Khan Yunis dell'ala militare di Hamas. Era uno dei funzionari di piu' alto livello nella Striscia di Gaza e, secondo l'esercito israeliano, era responsabile del coordinamento delle attivita' della brigata. Nello stesso attacco sono stati eliminati anche Khodifa Mamar, comandante di compagnia, e Mohammed Bahgat Radi. La notizia dell'uccisione di Yazouri e' stata confermata dalle Brigate Ezzedin al-Qassam. Al-Yazouri, hanno sottolineato, aveva svolto un ruolo di primo piano nella pianificazione dell'attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele.

Il petrollio è in calo a New York a 98,73 dollari

Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 3,63% a 98,73 dollari al barile.

Pezeshkian: "Pressioni sull'Iran sono in una fase critica e pericolosa"

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, intervenendo a un forum dei  Paesi Brics a Delhi, ha affermato che le pressioni degli Stati Uniti  sull'Iran hanno "raggiunto una fase critica e pericolosa". "L'Iran ha  subito pesanti sanzioni negli ultimi anni; tali pressioni hanno  raggiunto una fase critica e pericolosa negli ultimi mesi, in seguito  all'aggressione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran",  ha dichiarato Pezeshkian.

Funzionario Yemen: "Sei missili hanno colpito il porto di Mocha"

Sei missili hanno colpito il porto di Mocha - città yemenita strategica  sul Mar Rosso attualmente sotto il controllo degli Houthi - secondo  quanto riferito all'Afp da un funzionario locale, che non ha specificato  la provenienza dei vettori. "Sei missili hanno preso di mira il porto  di Mocha", ha dichiarato il funzionario del governo yemenita. In  precedenza, i media legati agli Houthi avevano accusato l'Arabia Saudita  di aver lanciato due attacchi contro l'aeroporto di Mocha; lo scalo è  stato conquistato dagli Houthi giovedì, nel corso di un'offensiva su  larga scala contro le forze governative yemenite sostenute da Riad.

Mo, 7 presunti membri di Hamas incriminati in Germania: preparavano attentati

Sette presunti membri di Hamas sono stati incriminati dalla procura  federale tedesca con l'accusa di aver organizzato attentati contro la  comunità ebraica e filo israeliana in Germania e in Austria in occasione  del secondo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023. Si tratta di  due cittadini tedeschi, tre libanesi, un bulgaro e un danese arrestati  tra ottobre e maggio, come precisato in un comunicato della Procura  federale di Karlsruhe, che ha depositato l'atto d'accusa presso il  Tribunale regionale di Berlino. L'obiettivo dei presunti membri di Hamas  era quello di colpire "rappresentanti di Israele, persone di fede  ebraica o individui con posizioni filo-israeliane", ha spiegato la  procura. I procuratori  tedeschi ritengono che alti esponenti di Hamas abbiano incaricato i  cittadini tedeschi Abed Al G. e Ahmad I., il danese Yousif C. e i  libanesi Borhan El-K. e Wael F.M. di procurarsi armi e munizioni in  Germania. Sono accusati di "appartenenza a un'organizzazione  terroristica straniera", "preparazione di un grave atto di violenza che  mette in pericolo lo Stato" e diverse violazioni della normativa sulle  armi.

Consigliere di Khamenei: "L'avanzata degli Houthi in Yemen una vittoria schiacciante"

Un consigliere della Guida suprema iraniana ha definito "vittoria  schiacciante" l'avanzata in Yemen dei combattenti Houthi, sostenuti da  Teheran, dopo che questi hanno preso il controllo di un'isola chiave  nello strategico stretto di Bab el-Mandeb. "Congratulazioni per questa  vittoria schiacciante, Ansar Allah", ha scritto su X Mohammad Mokhber,  riferendosi agli Houthi con la loro denominazione ufficiale.

Israele espelle soldati britannici che monitoravano i coloni

Israele ha ordinato a un gruppo di militari britannici impegnati a monitorare le violenze dei coloni in Cisgiordania di lasciare il Paese entro sette giorni, proprio mentre la missione stava per essere ampliata. Lo rivela il Telegraph. Il British Support Team (Bst), composto da una decina di militari con base a Ramallah, aveva come compito principale assistere e addestrare le forze di sicurezza dell'Autorità nazionale palestinese. Negli ultimi anni, però, il gruppo era diventato una delle principali fonti occidentali di informazioni sulla crescita delle violenze dei coloni, inviando rapporti dettagliati a Londra e Washington. La missione avrebbe dovuto quadruplicare le proprie dimensioni nelle prossime settimane con l'arrivo di circa 30 ex militari e agenti di polizia a contratto. L'ordine di espulsione è stato deciso come rappresaglia per le sanzioni commerciali promosse dal Regno Unito contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Anche un piccolo contingente militare e diplomatico britannico impegnato a sostenere il cessate il fuoco a Gaza presso il quartier generale internazionale di Kiryat Gat dovrà lasciare il Paese. 

Berlino, incriminati sette presunti membri di Hamas

La procura federale tedesca ha formulato a Berlino l'accusa contro sette presunti membri dell'organizzazione terroristica islamista Hamas. Secondo quanto comunicato dall'autorità di Karlsruhe, gli uomini sarebbero stati coinvolti nell'approvvigionamento di armi per un attentato mortale contro obiettivi israeliani o ebraici in Germania o in Austria. La notizia è stata riportata dalla Dpa e in precedenza dal quotidiano tedesco Die Welt.

Yemen, Teheran celebra le "vittorie dell'eroica nazione"

Il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref plaude alle "vittorie dell'eroica nazione dello Yemen", dopo che i combattenti Houthi hanno esteso il loro controllo lungo la costa yemenita del Mar Rosso.

"Come in passato, il nostro messaggio ai governanti della regione è un appello alla razionalità, alla liberazione dalla dipendenza e all'unità sotto la bandiera dell'Islam", ha affermato Reza Aref  in un post su X.

Houthi: "Nessun motivo di preoccupazione per la libera navigazione a Bab el-Mandeb"

Un membro dell'ufficio politico degli Houthi ha cercato di placare i timori globali riguardanti il traffico marittimo internazionale attraverso il cruciale passaggio di Bab el-Mandeb, dopo che i combattenti del gruppo sostenuto dall'Iran hanno assunto il controllo dell'area. "La libertà di navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb si svolgono in sicurezza e regolarità", ha dichiarato Hazem al-Assad alla testata Al-Araby al-Jadeed. "Non vi è alcun motivo di preoccupazione a livello internazionale, poiché non sussiste alcun pericolo da parte yemenita". 

Libano, raid israeliano: distrutta infrastruttura Hezbollah. VIDEO

L'esercito israeliano ha distrutto un'infrastruttura sotterranea di Hezbollah sul crinale di Ali al-Taher, nel sud del Libano, completando il consolidamento di una zona di sicurezza. L'operazione è stata confermata dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz. La rete sotterranea si estendeva per oltre due chilometri e conteneva armi ed esplosivi.

Yemen, al Jazeera: "Raid sauditi contro posizioni Houthi a Mocha"

L'Arabia Saudita avrebbe condotto una serie di raid aerei contro le posizioni degli Houthi a Mocha, nello Yemen, e anche contro l'aeroporto della città. Lo riporta al Jazeera, che precisa che gli attacchi di Riad sono avvenuti sia oggi che ieri. Sebbene gli Houthi abbiano preso il pieno controllo della città, dove hanno installato il loro quartier generale, prosegue comunque la controffensiva da parte delle forze militari yemenite in combinazione con i raid aerei sauditi.

Iran, Wsj: "La pressione economica si fa sentire, aumentano le proteste contro il caro vita"

La pressione economica delle sanzioni e del conflitto con gli Stati Uniti si fa sentire semrpe di più in Iran dove alcuni lavoratori iniziano a protestare contro il peggioramento delle condizioni di vita. E' quanto racconta il 'Wall Street Journal' evidenziando come il governo si trovi in difficoltà "nel mantenere i sussidi che avevano aiutato finora gran parte della popolazione a restare a galla". Le conseguenze economiche della guerra e del blocco americano, scrive il quotidiano economico Usa, "stanno aggravando le difficoltà degli iraniani comuni, già alle prese con una valuta in caduta libera, una disoccupazione in aumento e prezzi sempre più alti per tutto, dal cibo ai sacchetti della spazzatura". Lunedì il governo, racconta il 'Wsj', "ha raddoppiato alcuni prezzi della benzina, portandoli all’equivalente di 0,04 dollari al litro. Fare ora può costare fino 2 dollari per un’automobile e 5 dollari per un camion, una spesa importante per gli iraniani, la maggior parte dei quali guadagna poco più di 100 dollari al mese".

Alcune stazioni di servizio, racconta il quotidiano, "sono rimasti senza carburante mentre gli automobilisti si affrettavano a fare il pieno prima dell’entrata in vigore dei nuovi prezzi". Alcuni automobilisti, impossibilitati a fare rifornimento, "sono rimasti bloccati, mentre tassisti e camionisti hanno protestato contro il peggioramento delle condizioni di vita". Teheran è stata costretta a ridurre i sussidi mentre il costo del sostegno pubblico aumenta. "Il governo sta inoltre cercando di riparare i danni provocati alle raffinerie durante la guerra e incontra difficoltà nell’importare benzina a causa del blocco". I lavoratori e i pensionati dei settori delle telecomunicazioni, del petrolio e dell’istruzione "hanno protestato contro il peggioramento delle condizioni di vita. Ora a loro si stanno unendo camionisti e tassisti, colpiti in modo sproporzionato dalla crisi del carburante". Ieri, racconta il 'Wsj', "120 tassisti della provincia orientale di Kerman hanno protestato contro il taglio della loro quota di carburante sovvenzionato, secondo l’Unione dei camionisti e degli autisti".  

Libano, Katz: "Pronti a continuare a colpire Hezbollah"

"Siamo pronti e preparati a proseguire la campagna, a continuare a colpire Hezbollah e a intervenire in ulteriori località". Lo ha affermato in una nota il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo le massicce demolizioni di tunnel e altre infrastrutture del gruppo sciita filo-iraniano condotte dall'Idf nel sud del Paese dei Cedri.

Onu: "Almeno 46mila sfollati in Yemen dalla ripresa dei combattimenti"

Almeno 46.000 persone sono state sfollate da quando, la scorsa settimana, sono ripresi i combattimenti tra gli Houthi e le forze filogovernative nel sudovest dello Yemen: lo denuncia l'Onu. "Almeno 46.000 persone sono state sfollate nello Yemen da quando i combattimenti si sono intensificati la scorsa settimana", ha dichiarato in un comunicato l'Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite, avvertendo che "il numero sta aumentando in modo allarmante di ora in ora". 

Fonti del governo yemenita confermano l'avanzata Houthi su Bab al-Mandeb

Quattro diverse fonti del governo yemenita, sostenuto dall'Arabia Saudita, confermano l'avanzata degli Houthi sull'isola strategica di Perim (Mayyun in arabo) nello Stretto di Bab el-Mandeb: lo scrive la Reuters online. In precedenza, due fonti del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale avevano affermato che le sue forze si erano ritirate da Perim. 

Yemen, gli Houthi: "Garantiamo la libertà di navigazione del Mar Rosso e di Bab al-Mandeb"

"Il commercio e la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandeb sono garantiti". Lo ha dichiarato Hazam al-Assad, membro dell'Ufficio Politico degli Houthi, al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, dopo la notizia della conquista dell'area dello stretto. Secondo al-Assad, "non c'è motivo di preoccupazione internazionale per la libertà di navigazione a Bab al-Mandeb. Non sono previsti piani per imporre dazi di transito".

NAZA, la recensione del documentario su Gaza in concorso a Venezia 83

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA raccoglie le testimonianze anonime di ventiquattro tra ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani per svelare, dall’interno, i meccanismi della calcolata uccisione di massa dei civili palestinesi a Gaza. Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro autori del premio Oscar No Other Land, firmano un documentario prodotto da The Guardian e da James Wilson, con Jonathan Glazer (La zona d’interesse) produttore esecutivo: un film costruito per sottrazione, sul buio e sul silenzio. La recensione dell’opera in Concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia , distribuita in Italia da I Wonder Pictures.

NAZA, la recensione del documentario su Gaza in concorso a Venezia 83

NAZA, la recensione del documentario su Gaza in concorso a Venezia 83

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Houthi: "Raid aerei sauditi sull'aeroporto di Mocha in Yemen"

Le forze militari saudite hanno effettuato due raid aerei sull'aeroporto di Mocha, nello Yemen: lo riferisce Al-Masirah, network affiliato agli Houthi. I ribelli yemeniti hanno preso ieri il controllo della strategica città portuale.

Il presidente iraniano Pezeshkian è arrivato a Delhi per il summit Brics

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è arrivato a New Delhi per il vertice dei Paesi Brics: lo riportano le agenzie di stampa indiane Ani, sul proprio sito web, e Pti.

Onu: "Da offensiva Houthi serie preoccupazioni per la libertà di navigazione"

Nello Yemen è ripresa una guerra su vasta scala, dopo oltre quattro anni di relativa calma. In particolare i ribelli Houthi hanno lanciato un'offensiva contro Mokha, la città portuale situata a circa 75 chilometri dallo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio marittimo che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è una rotta vitale per il commercio e l'energia globali. E' quanto ha dichiarato  l'inviato speciale delle Nazioni Unite Hans Grundberg  al Consiglio di Sicurezza spiegando che  "Ansar Allah (gli Houthi, ndr) si è garantito così una presenza diretta vicino a uno degli stretti più vitali del mondo", aggiungendo che ciò solleva "serie preoccupazioni" circa i rischi per la libertà di navigazione. Grundberg ha riferito inoltre che i combattimenti sono sempre più intensi. Dall'inizio del mese, gli scontri tra gli Houthi e le forze governative si sono estesi da Taiz e Hodeidah a Marib, Al-Jawf e Al-Bayda e civili sarebbero rimasti uccisi in diverse province, mentre i bombardamenti contro i campi profughi di Marib avrebbero causato la morte di bambini e distrutto i rifugi. "La questione che ora si pone alla comunità internazionale non è più se la guerra in Yemen riprenderà, ma come rispondere a una nuova fase, più pericolosa", ha avvertito Grundberg che ha esortato il Consiglio di Sicurezza a impegnarsi per impedire che il conflitto si estenda oltre i confini dello Yemen. 

Idf ucciso comandante brigata Khan Younis in un raid a Gaza

Il comandante della brigata di Hamas di Khan Yunis, Muhammad Yazouri, è stato ucciso a Gaza durante un raid israeliano condotto nella notte dall'aeronautica israeliana. Lo rendono noto le stesse Forze di Difesa Israeliane. Prima di assumere il comando della brigata, Yazouri era stato vicecomandante della brigata Khan Younis, comandante del battaglione di supporto al combattimento e capo del dipartimento di intelligence della brigata, aggiungono le IDF. L'attacco ha preso di mira un veicolo nel quartiere di Hamad, a nord di Khan Yunis, dopodichè un appartamento residenziale al primo piano della Torre M ha preso fuoco, secondo quanto riportato dai media arabi. Nell'attacco, aggiunge l'esercito israeliano, è rimasto ucciso anche Hudheifa Muammar, un comandante di compagnia di Hamas, e Muhammad Bahjat Rashi, un altro membro dell'organizzazione. 

Media: "Houthi conquistano altro terreno, controllano lo Stretto di Bab al-Mandeb"

Gli Houthi hanno conquistato l'ultimo tratto della costa yemenita sul Mar Rosso, portando a termine un'offensiva durata 18 ore che garantisce loro il pieno controllo dell'intero litorale del Mar Rosso. Lo riferiscono i corrispondenti sul campo di al Jazeera. Anche la France Presse conferma che i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran hanno completato il controllo dell'area di Bab al-Mandeb. Con le forze governative già ritiratesi da Mocha, scrive al Jazeera, i combattenti Houthi hanno incontrato scarsa resistenza nell'avanzata verso sud, "conquistando Dhubab e poi Murad, l'ultima città costiera ancora nelle mani del governo". Le forze navali hanno poi proseguito "l'offensiva in mare, conquistando l'isola di Mayyun nello stretto di Bab al-Mandeb e aprendo la strada con la forza verso l'isola di Zuqar, dove gli scontri sono ancora in corso". Secondo testimoni citati dalla Afp, lungo la costa si nota "il dispiegamento di mezzi e forze militari". 

Axios: "Gli Usa preoccupati per lo Yemen, il generale Cooper in Arabia Saudita"

Gli Stati Uniti sono preoccupati per la rapida escalation del conflitto in Yemen e stanno intensificando il sostegno all'Arabia Saudita, cercando al contempo di evitare un coinvolgimento militare diretto. Lo scrive Axios.  L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (CentCom), si è recato ieri in Arabia Saudita per incontri urgenti di coordinamento, secondo quanto riferito da due fonti informate sulla vicenda. L'ambasciata saudita  a Washington e la Casa Bianca, aggiunge Barak Ravid, non hanno rilasciato commenti. Ieri anche la Cnn, aveva parlato di "100-200 consiglieri militari Usa in Arabia Saudita contro gli Houthi", per dare supporto in tempo reale su intelligence, individuazione target e dati geospaziali. 

Axios: "Bin Salman ha esortato Trump a colpire gli Houthi"

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato due volte il presidente americano Donald Trump ieri, esortandolo a lanciare attacchi contro gli Houthi, nelle stesse ore in cui il gruppo sostenuto dall'Iran conquistava la città portuale di Mocha sul Mar Rosso. Lo scrive Axios citando due funzionari Usa. Trump ha rifiutato e i funzionari hanno sottolineato che, al momento, l'amministrazione non programma di intervenire direttamente contro gli Houthi, ma uno di loro ha aggiunto che l'amministrazione fornirà all'Arabia Saudita informazioni di intelligence sugli Houthi e dati per l'individuazione degli obiettivi. 

Iran, prezzi del petrolio salgono ancora: Brent a 108,44 dollari

Oggi i prezzi del petrolio sono saliti ed entrambi i principali benchmark si avviano a chiudere la settimana sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da metà maggio. Alle 03:45 GMT, i futures sul greggio Brent erano in rialzo di 81 centesimi (lo 0,8%) a 108,44 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è salito di 69 centesimi (lo 0,7%) a 103,17 dollari al barile.

Ieri entrambi i benchmark avevano registrato un rialzo superiore al 6%. Su base settimanale, le quotazioni dei benchmark sono aumentate di quasi il 13%: si tratta del rialzo più marcato dalla settimana conclusasi il 17 luglio.

Cisgiordania, Regno Unito e altri 11 Paesi sanzionano coloni illegali

Il governo laburista di Andy Burnham ha annunciato sanzioni contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania. Una decisione condivisa anche da altri 11 Paesi, tra cui Canada, Francia e altri Stati europei e non europei. L'Italia non ha aderito. Anche Donald Trump non si è opposto all'iniziativa: "Non ha insistito né ha chiesto di cambiare idea o di rinviare la decisione", riferiscono i media.

Cisgiordania, Regno Unito e altri 11 Paesi sanzionano coloni illegali

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Yemen, l'Iran chiede la ripresa del dialogo

L'Iran ha chiesto la ripresa del dialogo in Yemen - dove i suoi alleati Houthi hanno recentemente conquistato territori di importanza strategica nel Mar Rosso meridionale - e ha preteso la revoca del blocco imposto alla nazione araba. "La Repubblica islamica dell'Iran sottolinea la necessita' di riprendere immediatamente il dialogo", ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano. Il ministero ha affermato che Teheran è pronta "a compiere ogni sforzo in tal senso". Al contempo, Teheran ha invocato la "fine del blocco illegale e disumano contro questo Paese", sottolineando che lo Yemen "ha il diritto di vivere una vita dignitosa, libera da pressioni, intimidazioni e crudeli assedi". Il blocco a cui fa riferimento Teheran consiste in restrizioni imposte dal 2015 dalla coalizione internazionale a guida saudita - che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale - sulle aree controllate dagli insorti, in particolare per quanto riguarda porti e aeroporti. 

Media: "Raid delle Idf all'alba in Cisgiordania"

Le forze israeliane hanno condotto diverse nuove incursioni all'alba in Cisgiordania, comprese le aree di Betlemme e Tulkarem. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa, aggiungendo che le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nelle case delle famiglie nella città di al-Khader, a ovest di Betlemme, e si sono schierate massicciamente nella città di Tulkarem, sparando con munizioni vere e interrogando i residenti.

Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe

Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.

Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe

Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe

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Hormuz, colloquio telefonico tra ministri Esteri Seul e Teheran

Colloquio telefonico stamani tra i ministri degli Esteri della Corea del Sud e dell'Iran incentrato su Hormuz lo riferisce Seul pochi giorni dopo aver confermato di stare valutando un "contributo" alla sicurezza della via navigabile. Il ministro degli Esteri di Seul, Cho Hyun, ha parlato al telefono con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi su richiesta di Teheran, "discutendo della recente situazione in Medio Oriente" e dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il ministero degli Esteri sudcoreano in un comunicato. 

Iran, Ft: "Lunedì vertice su Hormuz fra ministri Paesi Golfo e controparti iraniane"

I ministri degli Esteri del Golfo starebbero programmando di incontrare le loro controparti iraniane nel tentativo di ottenere il consenso per un accordo temporaneo sulla gestione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times, che cita due persone informate sulla questione, secondo cui l'incontro si terrà lunedì nella città costiera omanita di Salalah.

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