Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran, Idf colpisce posizioni Hamas a Gaza. Raid in Libano: 11 morti

©Ansa

L'Idf ha colpito durante la notte postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta all'esplosione di un ordigno che ieri ha investito un veicolo militare. Secondo le forze armate, la bomba piazzata da Hamas - che ha colpito un mezzo del genio militare in attività sul lato israeliano della cosiddetta "Linea Gialla", nel nord della Striscia - non ha provocato feriti. Undici persone sono morte nei raid israeliani lanciati nella notte su un villaggio del Libano meridionale, tra cui due neonati

in evidenza

Undici persone sono morte nei raid israeliani lanciati nella notte su un villaggio del Libano meridionale, tra cui due neonati. Lo riporta l'agenzia nazionale libanese Nna, dopo che già ieri gli attacchi avevano causato sette morti nonostante il cessate il fuoco in corso.

L'Idf ha colpito durante la notte postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta all'esplosione di un ordigno che ieri ha investito un veicolo militare. Secondo le forze armate, la bomba piazzata da Hamas - che ha colpito un mezzo del genio militare in attività sul lato israeliano della cosiddetta "Linea Gialla", nel nord della Striscia - non ha provocato feriti. 

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato lo smantellamentodegli insediamenti illegali dei coloni in Cisgiordania, in seguito alle forti pressioni degli Stati Uniti. Ad annunciare la svolta è stato il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, durante un convegno a Gerusalemme, che ha aggiunto di "non gradire tale disposizione". Non è ancora chiaro quando dovrebbe iniziare lo sgombero, che dovrebbe riguardare un centinaio di avamposti, costituiti da roulotte e pre-fabbricati, costruiti nelle aree A e B, ovvero quelle zone della Cisgiordania destinate a essere sotto il controllo totale o parziale dell'Autorità Nazionale Palestinese. Nel frattempo, l'esercito israeliano ha ordinato nuove evacuazioni nel sud del Libano, aggiungendo di aver già colpito strutture di Hezbollah. Nei raid dell'Idf di ieri, sono rimaste uccise almeno 7 persone.

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog termina qui

Per tutti gli aggiornamenti segui il liveblog di martedì 8 settembre

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Guerra in Iran, per l'Italia un conto energetico da quasi 12 miliardi. Lo studio

Quasi 12 miliardi di euro in sei mesi. È il conto energetico che il conflitto in Medio Oriente presenta al nostro Paese secondo le stime della Cna. Tra il 1° marzo e il 31 agosto il maggiore esborso per carburanti, energia elettrica e gas si attesta intorno agli 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all'esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità.

Guerra in Iran, per l'Italia un conto energetico da quasi 12 miliardi

Guerra in Iran, per l'Italia un conto energetico da quasi 12 miliardi

Vai al contenuto

Stati Uniti impongono sanzioni all’Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina

Gli Stati Uniti hanno scelto di affidarsi alla pressione economica per concludere la guerra contro l’Iran. Il presidente Donald Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo il New York Times, avrebbero dunque deciso di ricorrere a una nuova strategia per uscire da "un'avventura militare andata male". Secondo l’analisi del quotidiano americano, l’inquilino della Casa Bianca è passato dai bombardamenti - che non hanno costretto l'Iran a rinunciare alle sue scorte di uranio arricchito - alle sanzioni, per cercare di ottenere i suoi obiettivi.

Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina

Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina

Vai al contenuto

Guerra Iran-Usa, l'avvertimento degli alti ufficiali americani: “Conflitto ci indebolisce"

La guerra tra Iran e Usa sta proseguendo senza una vera soluzione che metta fina al conflitto. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. L'accordo sullo Stretto di Hormuz con l'Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni". I ministri degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e della Turchia, Hakan Fidan, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere di un'iniziativa congiunta volta a ridurre le tensioni e a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione. Intanto, diversi alti ufficiali americani hanno avvertito il capo del Pentagono Pete Hegseth che prolungare l'operazione americana contro l'Iran non è sostenibile a lungo termine e indebolisce la capacità degli Stati Uniti di affrontare le minacce altrove, comprese quelle interne.

Guerra Iran-Usa, l'avvertimento degli alti ufficiali americani

Guerra Iran-Usa, l'avvertimento degli alti ufficiali americani

Vai al contenuto

Doha: "Se continua crisi Hormuz il mondo rischia catastrofe industriale"

"Il mondo sta andando incontro a una catastrofe industriale se questa situazione continua". È l'allarme lanciato dal portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, in un'intervista alla Cnn sulla crisi nello Stretto di Hormuz. Doha, impegnata nella mediazione tra Stati Uniti e Iran, ha indicato due priorità: "La prima è garantire che lo Stretto sia aperto e che venga alleviata la pressione economica che grava collettivamente su tutti noi. La seconda è assicurarsi che non ci siano escalation militari nella regione". Al-Ansari ha sottolineato che "non vogliamo congelare questo conflitto per poi ritrovarci qui tra un paio di mesi".

"Il mondo non può permettersi di normalizzare l'idea che uno stretto, una via d'acqua, possa essere utilizzato come un'arma in questo tipo di conflitto", ha proseguito il portavoce, avvertendo che un simile precedente potrebbe essere replicato altrove "con conseguenze ancora più devastanti". "Dobbiamo stroncare questa pratica sul nascere. Non può diventare la nuova normalità in guerra che i Paesi semplicemente chiudano le vie d'acqua in questo modo". Secondo Al-Ansari, la crisi di Hormuz sta già provocando "problemi di inflazione, di sicurezza energetica e di sicurezza alimentare". Raggiungere una soluzione resta però difficile: "Ci sono troppi ostacoli: uno riguarda la volontà politica, l'altro è puramente tecnico e riguarda la ricerca di soluzioni tecniche".

“Russia aiuta Iran a sviluppare missili supersonici”, cosa sappiamo del programma segreto

La Russia starebbe aiutando in segreto l’Iran a sviluppare missili supersonici, potenzialmente in grado di colpire le navi militari degli Stati Uniti dispiegate in Medio Oriente: a rivelarlo è stata un’inchiesta del Financial Times, secondo cui da diversi anni oramai esisterebbe un programma top-secret tramite il quale ingegneri ed esperti di Mosca avrebbero offerto a Teheran aiuto tecnologico e logistico per sviluppare questi missili. Un programma il cui nome sarebbe C430L, e che vedrebbe coinvolti alcuni dei più esperti specialisti missilistici russi.

“Russia aiuta l’Iran a sviluppare missili supersonici”, cosa sappiamo

“Russia aiuta l’Iran a sviluppare missili supersonici”, cosa sappiamo

Vai al contenuto

Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Ad oltre sei mesi dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran, i consumatori continuano a fronteggiare una raffica di rincari, a partire dai prodotti energetici con i prezzi di benzina, diesel e gas in costante aumento. Come per le sorti del conflitto, anche sul fronte dei costi aggiuntivi causati dal blocco dello Stretto di Hormuz non si riesce a intravedere, al momento, una fine. Ecco un bilancio.

Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Vai al contenuto

Libano, sale ad almeno 12 morti bilancio raid israeliani nel sud

È salito ad almeno 12 morti, tra cui due bambini, il bilancio dell'ultima serie di attacchi israeliani contro Kfar Reman, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco in vigore. Lo ha riferito il ministero della Sanità libanese, secondo cui un primo bombardamento contro un edificio residenziale di tre piani ha provocato 11 morti e otto feriti, tra cui tre bambini e un soccorritore legato all'Autorità sanitaria islamica, vicina a Hezbollah. Un successivo attacco con un drone contro un veicolo ha ucciso un altro soccorritore e ne ha feriti due. L'agenzia statale libanese Nna riferisce invece di due soccorritori uccisi in quest'ultimo attacco.

Poche ore prima, l'esercito israeliano aveva ordinato l'evacuazione di alcune zone di Deir al Zahrani, annunciando attacchi contro una presunta struttura di Hezbollah e accusando il gruppo sciita di aver violato la tregua con il lancio di un drone carico di esplosivo contro le forze israeliane. Le autorità libanesi riferiscono che negli ultimi tre giorni i bombardamenti israeliani hanno provocato 27 morti e 69 feriti, mentre dall'inizio dell'offensiva israeliana dello scorso marzo il bilancio complessivo è salito a 4.381 vittime e oltre 12.400 feriti. 

Israele: "Raid in Libano in risposta ad attacco su militari dell'Idf". Almeno 4 morti

Il bombardamento era iniziato intorno alle 5 del mattino ora locale, su alcune abitazioni e altre strutture a Nabatieh e nelle aree circostanti. I raid, secondo Israele, sono arrivati in risposta al lancio di due droni ad opera di Hezbollah contro alcuni soldati dell'Idf che stavano prestando in servizio nella Zona di sicurezza

Raid di Israele in Libano, almeno 4 morti e diversi feriti

Raid di Israele in Libano, almeno 4 morti e diversi feriti

Vai al contenuto

Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate dopo le proteste: una sarà impiccata

Le giovani Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dopo aver partecipato a una manifestazione a Isfahan a gennaio, furono prelevate di notte da uomini mascherati. Quando la madre le ha riviste in carcere, presentavano lividi, fratture e segni di isolamento prolungato. Taraneh denuncia confessioni estorte sotto tortura. Il tribunale ha condannato la prima a morte e Romina a 25 anni: i familiari temono un'esecuzione rapida e hanno reso pubblica la vicenda

Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata

Iran, gemelle di 19 anni torturate e condannate: una sarà impiccata

Vai al contenuto

Media: "I raid Idf uccidono a Gaza 5 persone, tra cui 2 bimbi"

Gli attacchi israeliani su Gaza hanno causato la morte di cinque persone, tra cui due bambini. Lo ha riferito Al Jazeera, citando il il Ministero dell'Istruzione secondo il quale un raid dell'Idf ha distrutto il veicolo sul quale viaggiavano Wafaa Aqila, di sette anni, e suo padre, dopo aver acquistato materiale scolastico. Poche ore dopo, un attacco israeliano con colpi di artiglieria ha preso di mira la scuola Sakina, adibita a rifugio per sfollati a Deir el-Balah, uccidendo Saadi Ghalia, uno studente di prima elementare. Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha riferito che almeno cinque palestinesi sono stati uccisi e altri 30 feriti nelle ultime 24 ore.

Idf, uccisi un membro della Jihad islamica e uno di Hamas

Un membro della Jihad islamica palestinese e uno di Hamas sono stati uccisi dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nei giorni scorsi. Un attacco condotto domenica nel campo profughi di Shati, a Gaza City, ha ucciso Sabhi Khader al-Hashem al-Batrihi, membro della Jihad islamica palestinese che avrebbe partecipato alla posa di ordigni contro le truppe israeliane, riferisce l’esercito israeliano. Un altro attacco, condotto la scorsa settimana nella Striscia di Gaza, ha ucciso Ahmad Fuad Khalil Khalas, identificato dall’Idf come membro della forza d’élite Nukhba di Hamas, anch’egli coinvolto nella posa di ordigni esplosivi contro le truppe israeliane.

Secondo l’Idf, entrambi gli esponenti dei gruppi terroristici "rappresentavano una minaccia", poiché stavano preparando nuovi attacchi "in sistematica violazione del cessate il fuoco".

Secondo l'Idf,sottolinea The Times of Israel', nell’ultima settimana almeno 14 membri di gruppi terroristici sono stati uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia, tra cui cinque comandanti di compagnia della forza d’élite Nukhba di Hamas e cinque comandanti di plotone della Nukhba.

Media: "27 morti e 69 feriti in tre giorni raid Idf"

I raid aerei israeliani condotti negli ultimi tre giorni in diverse zone del Libano meridionale hanno causato almeno 27 morti e 69 feriti, tra cui bambini, donne e personale medico. Lo ha riferito L'Orient le Jour, precisando che secondo i dati del ministero sono 4.381 i morti e 12.402 i feriti negli attacchi dell'Idf in Libano a partire dal 2 marzo. Tra gli attacchi più gravi degli ultimi tre giorni, c'è quello alla famiglia Farhat, decimata nella notte nel villaggio di Kfar Remmane. Due membri della famiglia - Hajj Hassan Mohammad Farhat e Hussein Mohammad Farhat - appartenevano ad Hezbollah. Il gruppo sciita filo-iraniano ha presentato le condoglianze e annunciato che i funerali si terranno domani mattina alle 11.

Raid Idf su Mansouri, caccia sorvolano valle Bekaa

Nuovi raid aerei israeliani hanno colpito la città di Mansouri, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha riferito L'Orient le Jour, aggiungendo che nel distretto di Nabatiyeh un'esplosione ha colpito Kfar Tebnit, mentre colpi di arma da fuoco automatiche hanno preso di mira Zaoutar el-Charqiye'. Inoltre, nell'est del Paese dei Cedri, caccia israeliani hanno sorvolato a bassa quota la parte settentrionale della valle della Bekaa.

Altre vittime negli attacchi dell'Idf sul Libano

Zelensky ad Axios: "Usa valutano misure di de-escalation per l'inverno"

Gli Stati Uniti stanno valutando se Russia e Ucraina possano intraprendere iniziative per ridurre l'intensità del conflitto durante l'inverno, riavviando al tempo stesso i negoziati per un accordo di pace più ampio. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista ad Axios. 

Iran: "L'Oman agisce in buona fede nei colloqui sullo Stretto di Hormuz"

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che l'Oman ha agito in buona fede durante i recenti colloqui sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia iraniana Irna. Nel suo briefing settimanale con la stampa di lunedì, Baghaei ha sottolineato che l'Iran presume che i due stati rivieraschi terranno conto dei propri interessi. E ha aggiunto che l'Oman, in quanto paese costiero confinante con l'Iran e con cui intrattiene da tempo ottimi rapporti, ha agito in buona fede durante tutto il processo. Resta da vedere quali condizioni emergeranno nelle prossime fasi, ha affermato il funzionario. Baghaei ha inoltre osservato che l'intesa tra Iran e Oman è una condizione necessaria per garantire la sicurezza lungo le rotte marittime dello Stretto di Hormuz, ma non è sufficiente da sola. Il portavoce ha sottolineato che l'insicurezza nello Stretto di Hormuz deriva dall'aggressione militare statunitense e israeliana, tuttora in corso, che impedisce alle navi di attraversare il canale in sicurezza. 

Ventenne ucciso da coloni in Cisgiordania, cordoglio Hamas

Mahmoud Mardawi, esponente di Hamas, ha espresso cordoglio per l'uccisione di un 20enne palestinese da parte di coloni nella città di Hajja, a est di Qalqilya, in Cisgiordania, sostenendo che "i continui omicidi" perpetrati da coloni e soldati dell'Idf "sono un'estensione della guerra genocida condotta dal governo criminale di Netanyahu nella Striscia di Gaza". L'esercito si è limitato a riferire che militari sono stati inviati ad Hajja dopo la segnalazione di uno "scontro" tra palestinesi e coloni, entrati nel villaggio per recuperare un loro drone precipitato sul posto. Ne sono seguiti tafferugli, con lancio di pietre da parte dei palestinesi. I militari hanno sparato in aria e "contro i principali istigatori".

Ministro Egitto sente Gran Bretagna e Turchia: "Fermare violenze israeliane in Palestina"

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo britannico Ed Miliband circa l'evoluzione della situazione palestinese "alla luce delle violazioni quotidiane e sistematiche perpetrate da Israele contro il popolo palestinese nei territori palestinesi occupati, tra cui la Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza", riferisce una nota egiziana. I due ministri hanno affrontato in particolare la questione degli insediamenti israeliani illegali e l'escalation di violenza e attacchi da parte dei coloni contro i civili palestinesi nella Cisgiordania occupata, "condannando queste pratiche - aggiunge la nota - e mettendo in guardia sui pericoli e le conseguenze che comportano, sottolineando l'urgente necessità che la comunità internazionale agisca ed eserciti la pressione necessaria per porvi fine". La questione palestinese e in generale la situazione in Medio Oriente è stata anche al centro di una conversazione con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. I due ministri - fa sapere il dicastero egiziano - "hanno sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi congiunti per contenere l'escalation nella regione al fine di garantire la sicurezza e la stabilità regionale", in particolare nei territori palestinesi occupati, in Iran e in Libia. 

Idf, scontro a fuoco con Hezbollah nell'area del Beaufort

''Oggi, durante un pattugliamento delle truppe nell'area del Beaufort, nel sud del Libano, un terrorista di Hezbollah ha aperto il fuoco contro i soldati dall'interno di un edificio. I soldati hanno risposto al fuoco ed eliminato il terrorista. Durante lo scontro a fuoco ravvicinato, due soldati sono rimasti leggermente feriti e sono stati evacuati per ricevere cure mediche. L'Idf ha inoltre colpito depositi di armi, centri di comando e altre infrastrutture terroristiche di Hezbollah nella zona''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. 

Paesi arabi al Cairo contro 'misure illegittime israeliane' a Gerusalemme est

I ministri dei Paesi arabi si sono riuniti questa mattina al Cairo in un 'Comitato Ministeriale Arabo sull'Azione Internazionale contro le Politiche e le Misure Illegittime Israeliane a Gerusalemme Est Occupata', a margine della 166/a sessione del Consiglio della Lega Araba, tornando a chiedere il rispetto del diritto internazionale. "Gerusalemme Est è territorio palestinese occupato - ha detto nel suo intervento il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty  - e il suo status finale non può essere determinato da misure unilaterali o dall'imposizione di un fatto compiuto". Ha quindi sottolineato la necessità di proteggere i luoghi santi islamici e cristiani e di garantirvi la libertà di culto e di accesso. Abdelatty ha poi ribadito la condanna dell'Egitto per "le politiche e le pratiche israeliane contro gli abitanti di Gerusalemme, tra cui la costruzione di insediamenti, la confisca di terreni, la demolizione di case, i tentativi di sfollamento forzato e l'isolamento di Gerusalemme Est dal resto del territorio palestinese", e il progetto di insediamento E1, "che mina la contiguità geografica del territorio palestinese e le prospettive di creazione di un valido Stato palestinese". 

Iran, da domani raddoppia prezzo della benzina non sovvenzionata

Il governo iraniano ha annunciato un forte aumento dei prezzi dei carburanti non sovvenzionati, nel contesto della grave crisi economica che affligge il Paese dall'inizio della guerra. A partire da martedì, il costo di un litro di benzina sul mercato libero raddoppierà, passando da 50.000 rial (0,031 euro) a 100.000 rial, ha dichiarato Keramat Weys-Karami, presidente della Società statale di distribuzione dei prodotti petroliferi, alla televisione di Stato. Tuttavia, ha aggiunto, i prezzi della benzina sovvenzionata rimarranno invariati. Il carburante in Iran è tra i più economici al mondo. Gli iraniani fanno il pieno per i primi 110 litri utilizzando una carta per il carburante sovvenzionato, pagando poco più di 0,01 dollari al litro. Una volta esaurito questo credito, si applica il prezzo non sovvenzionato. Il prezzo del carburante salirà ora a 100.000 rial al litro, ovvero circa 0,06 euro, una cifra irrisoria rispetto a quanto pagano gli automobilisti in Europa e negli Stati Uniti. 

Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Ad oltre sei mesi dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran, i consumatori continuano a fronteggiare una raffica di rincari, a partire dai prodotti energetici con i prezzi di benzina, diesel e gas in costante aumento. Come per le sorti del conflitto, anche sul fronte dei costi aggiuntivi causati dal blocco dello Stretto di Hormuz non si riesce a intravedere, al momento, una fine. Ecco un bilancio.

Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Guerra Iran-Usa, quanto sono costati i sei mesi di conflitto

Vai al contenuto

Idf: "Colpiti obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano in seguito a lancio droni"

''Questa notte, i terroristi di Hezbollah hanno lanciato due droni esplosivi contro le truppe che operavano nell'area della cresta di Ali Taher, all'interno della Zona di Sicurezza nel sud del Libano. Non sono stati segnalati feriti tra le fila dell'Idf. Di conseguenza, l'Idf ha colpito diverse infrastrutture terroristiche di Hezbollah nel Libano meridionale, tra cui un deposito di armi e alcuni terroristi individuati mentre trasferivano armi nella zona di Kfar Reman e altri nella zona di Nabatieh''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che ''prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre al minimo i rischi per le persone non coinvolte. È in corso un'indagine in merito alle segnalazioni secondo cui alcune persone non coinvolte sono state colpite in seguito agli attacchi''.

Media: "Oman soccorre 16 marinai di una nave saudita colpita nello Stretto di Hormuz"

L'Oman ha tratto in salvo 16 membri dell'equipaggio della petroliera Sidr, di proprietà saudita, dopo che questa è stata attaccata dall'Iran. Lo riporta Al Jazeera. La Sidr era una delle due superpetroliere che trasportavano petrolio saudita e che sarebbero state colpite mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz una settimana fa. L'Arabia Saudita ha dichiarato mercoledì scorso che l'attacco alla petroliera, di proprietà della compagnia di navigazione nazionale Bahri, ha causato la morte di due marinai filippini.

Onu: "Inorriditi da proposte Israele di espulsione di tutti i palestinesi da Gaza"

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, si è detto "inorridito dalle proposte israeliane di espulsione forzata di tutti i palestinesi dalla Striscia di Gaza e dal flusso costante di retorica disumanizzante da parte di alcuni alti funzionari". Intervenendo a una sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha osservato che Israele continua a limitare gli aiuti umanitari diretti a Gaza e ha ucciso "più di 1.300 palestinesi con attacchi quotidiani, nonostante il cessate il fuoco annunciato quasi un anno fa". Turk ha affermato che l'annessione israeliana della Cisgiordania "sta procedendo senza ostacoli nonostante la chiara sentenza della Corte internazionale di giustizia ". "Cos'altro ci vorrà perché gli Stati agiscano per impedire il consolidamento dell'occupazione sui territori destinati ai palestinesi nell'ambito della soluzione dei due Stati?", ha chiesto. "Le parole di condanna suonano vuote di fronte a violazioni deliberate e sofferenze".

Idf allerta residenti nord Israele di attacchi in Libano nelle prossime ore

Il Comando Nord dell'Idf ha allertato gli abitanti del nord della Galilea, a ridosso del confine libanese, che nelle prossime ore l'esercito condurrà una serie di attacchi in territorio libanese di cui si potrebbero udire le esplosioni anche in territorio israeliano. I media libanesi riportano raid aerei dell'Idf contro le città di Nabatia al-Fawqa, Kafr Tabnif e al-Mansouri, nel sud del Paese.

Media: "Forze governative yemenite avanzano verso capitale degli Houthi"

Le forze governative yemenite avanzano contro gli Houthi addentrandosi ulteriormente nella provincia settentrionale di al-Jawf, nel nord-ovest dello Yemen, e si stanno dirigendo verso la sua capitale, al-Hazm: lo riporta da Al Arabiya. L'avanzata arriva dopo circa una settimana di violenti scontri tra forze yemenite e Houthi causando circa 200 morti.

Il petrolio frena, per l'Iran vicina l'intesa su Hormuz con l'Oman

Il petrolio ritraccia rispetto ai massimi della mattinata dopo che l'Iran ha detto di ritenere vicina un'intesa con l'Oman per la gestione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Wti è invariato a 91,5 dollari al barile mentre il Brent avanza dello 0,5% a 96,8 dollari. Secondo il ministro degli Esteri di Teheran, riferisce l'agenzia Bloomberg, l'accordo che i due Paesi stanno discutendo da settimane è in via di definizione, includerà i dettagli di una rotta sicura e verrà notificato all'Organizzazione marittima internazionale dell'Onu. "I colloqui hanno fatto progressi molto positivi", ha detto Baghaei, che ha auspicato l'assenza di interferenze nelle trattative da parte di altri Paesi. La possibilità di individuare una rotta che consenta il passaggio di maggior carichi di petrolio attraverso lo stretto ha alleggerito la pressione sul greggio, sotto tensione per via degli attacchi Usa a petroliere iraniane.

Katz a Anp: "Pronti a guerra totale in caso di attacco contro colonie simile al 7 ottobre"

Nel caso in cui dovessimo avere la certezza che si stanno preparando a lanciare un attacco terroristico simile a quello del 7 ottobre contro le forze dell’esercito israeliano e la popolazione ebraica degli insediamenti, il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato all’esercito di prepararsi a una guerra totale contro i vertici e le strutture dell’Autorità nazionale palestinese". Ad affermarlo è il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.

Netanyahu: "Chiunque tenti di minacciarci pagherà un prezzo altissimo"

'Nessun terrorista può nascondersi. I miei complimenti ai soldati che hanno ucciso il terrorista responsabile dell'attentato in Samaria. Continueremo a eliminare i terroristi, a dare la caccia ai loro mandanti e a distruggere le infrastrutture terroristiche. Chiunque tenti di minacciare lo Stato di Israele e i suoi cittadini pagherà un prezzo altissimo''. Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu dopo che l'Idf ha confermato che le forze hanno rintracciato l'attentatore che aveva accoltellato un israeliano in un insediamento questa mattina. Il portavoce dell'Idf ha comunicato che i ''soldati hanno individuato il terrorista vicino al suo veicolo nella zona di Qabalan. L'uomo ha tentato di colpire i soldati con il coltello; un comandante dell'Idf ha risposto con colpi di arma da fuoco, neutralizzandolo''.

Iran: "Smantellate cellule affiliate a sionisti e Usa, tre terroristi uccisi"

Il ministero dell'Intelligence dell'Iran ha affermato che tre "terroristi" sono stati uccisi dalle forze di sicurezza durante un'operazione nel Sistan-Baluchistan, provincia iraniana che confina con il Pakistan e l'Afghanistan, contro tre cellule di "terroristi" affiliati "al nemico americano-sionista" mentre stavano cercando di entrare in territorio iraniano. L'operazione delle forze di sicurezza si è svolta mentre i sospetti "terroristi" stavano entrando in Iran "e prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terroristici", riferisce un comunicato del ministero riportato da Isna, secondo cui nove membri delle cellule terroristiche sono stati arrestati. "Sono state rinvenute e confiscate notevoli quantità di armi e munizioni ai terroristi arrestati", aggiunge il comunicato, secondo cui le cellule sono state smantellate "prima che entrassero nel Paese e prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terroristici". Oltre all'arresto e all'uccisione dei tre sospetti, le forze di sicurezza "sono riuscite a scoprire e sequestrare un deposito di armi leggere e semi pesanti entrate nel Paese clandestinamente e illegalmente", aggiunge il comunicato.

Iran: "Seul rischia gravi conseguenze se invia truppe a Hormuz"

L'Iran ha avvertito la Corea del Sud che un suo eventuale coinvolgimento nelle operazioni militari nello Stretto di Hormuz avrebbe "gravi conseguenze". La minaccia arriva dopo che Seul ha confermato di valutare un possibile dispiegamento di forze nel Golfo Persico. "La presenza militare o la partecipazione di un altro Paese alle operazioni nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz non può che essere considerata un sostegno diretto alla parte responsabile dell'aggressione e avrà gravi conseguenze", ha scritto in coreano su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Nessuno Stato che tenga alla propria sovranità e alle proprie responsabilità dovrebbe cedere alle pressioni e alle minacce degli Stati Uniti né rendersi complice degli atti di aggressione e dei terribili crimini commessi contro il grande popolo iraniano", ha aggiunto. Il ministero degli Esteri sudcoreano ha replicato di essere in stretto contatto "con la comunità internazionale, compresi i Paesi interessati", per favorire il rapido ripristino della pace e della stabilita' in Medio Oriente e garantire la libertà di navigazione nello Stretto a tutte le imbarcazioni, comprese quelle sudcoreane. Venerdi' Seul aveva reso noto di valutare l'invio di truppe a Hormuz, a condizione che la missione "non comprometta la propria capacità di difesa". Secondo un funzionario della presidenza sudcoreana, il Paese potrebbe contribuire militarmente alle operazioni per garantire la libera navigazione, ma una decisione non è stata ancora presa. L'ipotesi è emersa mentre il presidente americano Donald Trump aumenta le pressioni su Seul, accusandola pubblicamente di non essersi unita alla campagna statunitense per la "denuclearizzazione" dell'Iran.

Katz: "Pronti a guerra totale contro terrorismo in Cisgiordania e Anp"

'La nostra politica in Giudea e Samaria è chiara: perseguire con forza il terrorismo palestinese, sviluppare e rafforzare gli insediamenti ebraici e mantenere la stabilità della sicurezza''. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz a seguito dell'accoltellamento avvenuto poco fa in un insediamento israeliano nel nord della Cisgiordania. ''Il terrorismo nell'area è attualmente al livello più basso degli ultimi decenni e adotteremo tutte le misure necessarie per impedire che rialzi la testa. Qualora la situazione dovesse ribaltarsi e si configurasse l'eventualità che gli apparati di sicurezza dell'Autorità Palestinese lancino un attacco terroristico simile a quello del 7 ottobre contro le forze dell'Idf e gli insediamenti ebraici, il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni all'esercito di prepararsi a una guerra totale contro gli alti funzionari e gli apparati dell'Autorità Palestinese, nonché contro tutte le infrastrutture terroristiche in Giudea e Samaria, come abbiamo fatto nelle zone di sicurezza di Gaza e del Libano. Non permetteremo il ritorno alla realtà di un'intifada che si protragga per anni, come è accaduto in passato'', ha aggiunto Katz.

Houthi: "Raid aerei sauditi su diverse aree dello Yemen"

Gli Houthi hanno accusato l'Arabia Saudita di aver condotto raid aerei su diverse aree dello Yemen, mentre i ribelli proseguono l'offensiva per conquistare il territorio che costeggia lo strategico stretto di Bab al-Mandeb. "Il nemico saudita ha preso di mira le province di Jawf, al-Bayda, Marib e Taiz con diversi raid aerei e missili da crociera", ha affermato l'agenzia di stampa Saba, affiliata al movimento Houthi.

Iran: "Francia, Germania e Gb dovrebbero imparare dalle esperienze passate con Usa"

"I Paesi E3 - Gran Bretagna, Francia e Germania - dovrebbero imparare dalle esperienze passate. Si stanno screditando da soli e stanno percorrendo una strada già battuta in passato, vedendo quale ricompensa hanno ricevuto dagli Stati Uniti: sono stati umiliati, emarginati e, allo stesso tempo, hanno contribuito a complicare ulteriormente la questione nucleare iraniana". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in riferimento a una bozza di risoluzione presentata da Stati Uniti ed E3 sul programma nucleare iraniano. "Questa iniziativa, che porterà a sollevare nuovamente la questione nucleare iraniana in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dimostra la correttezza della posizione di Iran, Cina e Russia, che considerano il meccanismo di ripristino delle sanzioni (snapback) fondamentalmente illegale e inapplicabile", ha sottolineato.

Yemen, Houthi accusano Riad di aver colpito diverse province con raid aerei

Il gruppo armato filo iraniano dello Yemen, Houthi accusano l'Arabia Saudita di aver condotto degli attacchi in diverse zone dello Yemen. "Il nemico saudita ha colpito le province di Jawf (nord), al-Bayda e Marib (centro) e Taiz (sud-ovest) con diversi raid aerei e missili da crociera", sottolinea l’agenzia di stampa Saba, affiliata al movimento Houthi.

Teheran: "Nave scortata da Usa costretta a cambiare rotta"

L'Iran ha rivendicato di avere costretto una nave a cambiare rotta nello stretto di Hormuz nonostante avesse la scorta degli Stati Uniti. "Questa mattina la petroliera Titan Harmony, mentre si avvicinava al corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz, ha cambiato rotta ed è tornata verso sud", si legge sull'agenzia iraniana Fars. Questo "nonostante poco prima la Marina degli Stati Uniti stesse fornendo supporto al passaggio dell'imbarcazione", assicura l'agenzia iraniana. Secondo i dati di Vessel Finder, la Titan Harmony, battente bandiera delle Barbados, era diretta a Khor Fakkan, un dei principali porti emiratini nel golfo di Oman.

Cisgiordania, palestinese accoltella israeliano in un insediamento

Un israeliano è stato accoltellato nella fattoria Maoz Yehuda nei pressi del villaggio palestinese di Usarin, nel nord della Cisgiordania. Lo riferisce l'Idf, che ha inviato forze sul luogo. Secondo quanto riferito da testimoni locali, un palestinese è giunto a bordo di un veicolo nell'insediamento agricolo e ha accoltellato un colono israeliano, che è definito grave ma stabile da fonti mediche, prima di darsi alla fuga.

Baqaei: "Sono Usa il problema. Loro hanno violato intesa"

Se non si è raggiunta un'intesa duratura per mettere fine alla guerra in Iran è solo per responsabilità degli Stati Uniti. Ad assicurarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, a quanto riportano i media di Teheran. "Il problema è dalla parte americana, che appena 22-23 giorni dopo la firma dell'intesa ha violato tutti i propri impegni", ha spiegato. "Pertanto, se vogliamo usare la consueta espressione diplomatica, da molto tempo la palla è nel campo degli Stati Uniti", ha insistito, "questo perché sono stati loro a dare avvio all'aggressione militare e poi sono stati ancora loro a iniziare a violare l'intesa che avevano firmato".

Libano, Baghaei: "Israele sta violando la sovranità del Paese"

Israele sta violando la sovranità del Libano. Lo ha dichiarato su X il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Israele, grazie al sostegno degli Stati Uniti e al silenzio dell'Europa, sta violando la sovranità del Libano - ha scritto - sul social - La regione sta attraversando un periodo difficile. Le azioni illegali degli Stati Uniti non sono dirette solo contro l'Iran, ma contro tutti i paesi del mondo e contro il commercio globale. Le parole e le dichiarazioni non possono cancellare la sconfitta americana, né cancellare questa vergogna e questa aggressione contro il popolo iraniano".

Iran, petrolio in rialzo: Brent a 97,28 dollari

Prezzi del petrolio in rialzo. Il Brent, riferimento in Europa, ha registrato un rialzo dell'1% a 97,28 dollari al barile. Il Wti, riferimento in Usa, è aumentato dello 0,86% a 92,34 dollari al barile.

Baqaei: "Vicina intesa con Oman su rotte Hormuz"

Iran e Oman stanno finalizzando un accordo per la definizione di rotte sicure nello Stretto di Hormuz. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "L'Iran e l'Oman, in quanto due Paesi rivieraschi, hanno portato avanti negoziati seri e costruttivi per definire percorsi sicuri di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha assicurato. "Sebbene questi colloqui abbiano attraversato fasi alterne a causa delle interferenze e delle pressioni esercitate da alcune parti terze, le consultazioni tra i due Paesi sono arrivate ora alle fasi finali", ha assicurato. "Una volta raggiunto l'accordo definitivo, si prevede che il memorandum d'intesa congiunto tra Iran e Oman per l'istituzione di una rotta marittima temporanea sicura nello Stretto di Hormuz sia registrato ufficialmente all'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) nei prossimi giorni", ha spiegato ancora.

Baghaei: "L’Iran reagirà se l’agenzia dell’ONU per il controllo nucleare adotterà una risoluzione contro di esso"

L’Iran reagirà se l’agenzia delle Nazioni Unite per il controllo del nucleare adotterà una risoluzione contro di esso, ha affermato lunedì il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei durante una conferenza stampa. Ha aggiunto che gli Stati europei che chiedono una risoluzione dell’ONU contro l’Iran sono «irrazionali», poiché la guerra con gli Stati Uniti ha reso inaccessibili gli impianti nucleari.

Libano, Israele accusa Hezbollah di violazioni ripetute del cessate il fuoco

Israele ha accusato Hezbollah, il gruppo libanese  filo-iraniano , di violazioni "ripetute" del fragile accordo di cessate il fuoco in Libano, dopo che, secondo un media statale, i raid israeliani hanno causato undici morti la notte scorsa. "Ripetuti attacchi con droni. Depositi di armi. Infrastrutture terroristiche. Centri di comando situati in aree civili. Hezbollah continua a cercare di ricostituire le proprie capacità militari nel sud del Libano. Queste violazioni non saranno tollerate", ha scritto su X il ministero degli Esteri israeliano.

Teheran: "Complicità negli attacchi Usa avrà gravi conseguenze per la Corea del Sud"

"L'Iran considera qualsiasi presenza militare o complicità nelle operazioni statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz come un sostegno diretto agli aggressori". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, rivolgendosi alla Corea del Sud, aggiungendo: "Questo comporterà gravi conseguenze". Nel corso della sua conferenza stampa settimanale, ha sottolineato che l'Iran si difende dagli Stati Uniti: "Nessun Paese sovrano e responsabile dovrebbe cedere alle pressioni e alle minacce statunitensi e diventare complice dell'aggressione americana e degli orribili crimini commessi contro l'Iran", ha concluso. 

Iran alla Corea del Sud: "Non siate complici degli Usa a Hormuz"

L'Iran ha lanciato un avvertimento alla Corea del Sud, chiedendo a Seul di non essere "complice" delle operazioni statunitensi contro la Repubblica islamica nello Stretto di Hormuz. "Qualsiasi altro Paese che mantenga una presenza militare o partecipi a operazioni nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz non può che essere considerato come un diretto sostenitore degli autori dell'aggressione, e ciò comporterà gravi conseguenze", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Nessun Paese sovrano e responsabile dovrebbe cedere alle pressioni e alle minacce americane e rendersi complice degli atti aggressivi e degli orribili crimini contro il grande popolo iraniano", ha aggiunto il funzionario, come riferisce Al Jazeera, mentre nei giorni scorsi la Corea del Sud aveva dichiarato che stava valutando un possibile contributo alle operazioni statunitensi nello Stretto di Hormuz.

Anpi: "Dl antisemitismo gravissima lesione a diritti libertà politica"

"L'Anpi nazionale aderisce e partecipa al presidio promosso per le ore 13 del 9 settembre davanti a Montecitorio contro l'approvazione del cosiddetto 'disegno di legge contro l'antisemitismo' perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese". Così in una nota l'Associazione nazionale partigiani. "Il contrasto e la condanna dell'antisemitismo, espressione delle formazioni che si richiamano alle ideologie suprematiste, xenofobe e razziste, condannate dalla storia e che violano l'art. 3 della Costituzione, è stato, è e sarà un impegno costante dell'Anpi che in più occasioni ha anche chiesto e sollecitato l'intervento delle istituzioni preposte al rispetto delle leggi italiane. Assieme, il Comitato Nazionale ribadisce l'importanza di un dialogo franco, aperto e continuo con le comunità ebraiche sia a livello nazionale che territoriale - in particolare in un momento storico così tragico - per la ricerca di un terreno comune sui temi dell'antifascismo e delle celebrazioni del 25 aprile, nella chiarezza del confronto politico". Il Comitato Nazionale ribadisce che l'Anpi, "richiamandosi ai principi fondativi della Resistenza, della Costituzione italiana e del diritto internazionale, ha assunto da sempre una posizione netta di condanna delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Quanto sta avvenendo a Gaza - prosegue l'associazione - non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo".

Israele: "Hezbollah ha violato ripetutamente l'accordo di cessate il fuoco"

Israele ha accusato Hezbollah di aver violato ripetutamente l'accordo di cessate il fuoco negli ultimi giorni, mentre i media statali libanesi riferiscono di 11 morti negli attacchi israeliani notturni in un villaggio del sud. "Ripetuti attacchi con droni. Deposito di armi. Infrastrutture terroristiche. Centri di comando infiltrati in aree civili. Hezbollah continua a tentare di ricostruire le sue capacità militari nel Libano meridionale. Queste violazioni non saranno tollerate", ha scritto il ministero degli Esteri israeliano su X.

Teheran istituirà nuove limitazioni traffico nel Golfo

L'Iran ha annunciato che nei prossimi giorni istituirà  una nuova zona a traffico limitato nel Golfo, insieme alle mappe di un nuovo corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Reuters, secondo cui la nuova zona comincerà nel punto in cui ha inizio il blocco statunitense dell'Iran e si estenderà ad alcune aree del Golfo. Parlando alla televisione di Stato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha fornito pochi dettagli sul piano, ma ha affermato che qualsiasi nave che entrerà nella nuova zona sarà inserita in una lista di sanzioni. Inoltre, ha aggiunto, saranno presto approvate le mappe che definiscono le rotte di transito attraverso lo Stretto di Hormuz e la cui gestione sarà affidata all'Iran.

Media Libano: "11 morti nei raid israeliani su villaggio nel sud, anche 2 neonati"

Undici persone sono morte nei raid israeliani lanciati nella notte su un villaggio del Libano meridionale, tra cui due neonati. Lo riporta l'agenzia nazionale libanese Nna, dopo che già ieri gli attacchi avevano causato sette morti nonostante il cessate il fuoco in corso. Nove persone sono state uccise in un raid che ha distrutto un edificio residenziale di tre piani nel villaggio di Kfar Remmane, e due soccorritori sono stati uccisi dopo che la loro auto è stata colpita nella stessa area, secondo la Nna. Il bombardamento, nel quale sono rimaste ferite altre cinque persone, è avvenuto "dopo la mezzanotte", quando "aerei da guerra hanno distrutto un edificio residenziale di tre piani a Kfar Rumman", a sud di Nabatieh". Squadre di soccorso di diverse organizzazioni sanitarie sono accorse sul posto e hanno lavorato per recuperare i corpi dei nove persone e i cinque feriti, si legge in una nota. I media statali hanno precisato che, successivamente, "un drone nemico ha colpito un veicolo civile a Kfar Rumman, uccidendo due soccorritori dell'Associazione Islamica 'Al Resala' che si trovavano a bordo". Aerei israeliani hanno inoltre effettuato una serie di attacchi contro le località di Nabatieh Al Fawqa e Arab Salim, distruggendo un edificio. Si tratta secondo l'agenzia NNA di attacchi distinti da quello su Deir Azharani, anch'essa nell'area di Nabatieh ma più a nord, in cui è stato distrutto un edificio ma non sono state segnalate vittime. Israele ha intensificato gli attacchi nel sud del Libano negli ultimi due giorni, dopo aver dichiarato che le proprie truppe avevano abbattuto uno dei due droni presumibilmente lanciati da Hezbollah contro i soldati israeliani all'interno della "Zona di sicurezza" istituita dall'esercito israeliano nel sud del Libano. Con le vittime di lunedì, il bilancio dei morti causati dagli attacchi israeliani su Nabatieh e sulle localita' limitrofe è salito ad almeno 15. Ieri, il presidente libanese Joseph Aoun aveva denunciato i nuovi attacchi israeliani definendoli una "pericolosa escalation" per l'impatto su istituzioni statali e strutture sanitarie, affermando che essi "vanno oltre" le ripetute violazioni dell'accordo di cessazione delle ostilità e dell'accordo quadro raggiunto lo scorso giugno.

Libano: raid Idf su Deir al-Zahrani, 9 morti

E' di nove morti il bilancio di un attacco israeliano su Deir al-Zahrani, nel Libano meridionale. Lo riferiscono media statali di Beirut dopo che l'Idf aveva ordinato alla popolazione di lasciare una specifica area in vista di attacchi contro Hezbollah. "L'attivita' terroristica di Hezbollah costringe l'Idf ad agire con forza contro di esso", aveva annunciato l'esercito, aggiungendo di aver preso di mira una "struttura terroristica di Hezbollah". Successivamente, i media libanesi hanno riferito di attacchi aerei israeliani su Deir al-Zahrani.

Kpler, 'traffico ai minimi a Hormuz dopo attacchi statunitensi e iraniani'

Negli ultimi dieci giorni, una media di dieci navi mercantili ha attraversato lo Stretto di Hormuz ogni giorno, il livello più basso da maggio, secondo i dati di navigazione della società di analisi Kpler, dopo gli attacchi statunitensi e iraniani contro le petroliere. Sabato solo due navi hanno attraversato lo stretto, mentre ieri vi hanno transitato sei, la maggior parte utilizzando la rotta iraniana.

Teheran, 'Usa hanno interrotto traffici marittimi a Hormuz'

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha accusato Washington di aver interrotto il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz e di aver poi cercato di attribuire la colpa dei danni all'Iran. In un post su X, Baqaei ha affermato che lo stretto era rimasto aperto alla navigazione fino al 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran. Ha aggiunto che la guerra iniziata dagli Stati Uniti aveva interrotto il traffico marittimo commerciale, bloccato le petroliere e fatto aumentare i prezzi dell'energia.

Libano: Idf colpiscono depositi armi di Hezbollah nel sud

L'aeronautica e il Comando Nord dell'esercito israeliano hanno colpito depositi di armi appartenenti a Hezbollah nel Libano meridionale, dove erano presenti anche terroristi. Lo riportano i media israeliani, aggiungendo che l'escalation e gli attacchi continuano e che le Forze di Difesa Israeliane si preparano a distruggere le infrastrutture terroristiche clandestine nell'area.

M.O.: Idf colpisce posizioni Hamas a Gaza in risposta ad attacco

L'Idf ha colpito durante la notte postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta all'esplosione di un ordigno che ieri ha investito un veicolo militare. Secondo le forze armate, la bomba piazzata da Hamas - che ha colpito un mezzo del genio militare in attivita' sul lato israeliano della cosiddetta "Linea Gialla", nel nord della Striscia - non ha provocato feriti. L'Idf ha definito l'episodio una "palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte di Hamas" e in risposta sono state colpite diverse infrastrutture utilizzate dal gruppo terroristico per preparare attacchi.

Petrolio: prezzi in rialzo in Asia per escalation Usa-Iran

I prezzi del petrolio hanno iniziato la settimana in rialzo sui mercati asiatici a seguito degli attacchi aerei tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente, alimentando i timori di prolungate interruzioni dei flussi energetici dalla regione. Nel fine settimana gli Usa hanno preso di mira tre petroliere iraniane in risposta agli attacchi missilistici balistici contro navi da guerra della Marina statunitense. I future sul Brent salgono dell'1,14 a 97,37 dollari al barile, quelli sul Wti dell'1,17 a 92,55 dollari. 

Media, 'raid israeliani nel sud Libano dopo avviso di evacuazione'

I media libanesi - rilanciati dal Times of Israel - riferiscono di attacchi aerei israeliani su Deir al-Zahrani, nel sud del Libano. Le notizie dei raid giungono dopo che l'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per una zona della città in vista di un attacco contro Hezbollah. "L'attività terroristica di Hezbollah costringe le Idf ad agire con forza contro di essa", ha dichiarato l'esercito sottolineando di voler prendere di mira una "struttura terroristica di Hezbollah".

Idf, esplode ordigno sulla Linea Gialla, Hamas viola cessate il fuoco

In seguito all'esplosione di un ordigno sulla Linea Gialla, l'Idf ha annunciato di aver colpito infrastrutture legate ad Hamas nella Striscia di Gaza. "Ieri (domenica), un veicolo del genio dell'Idf è passato sopra un ordigno esplosivo appartenente all'organizzazione terroristica di Hamas sulla Linea Gialla, a nord della Striscia di Gaza - scrive l'Idf su Telegram -. Nessun militare è rimasto ferito. Questo costituisce una palese violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas. In risposta, nella notte l'Idf ha colpito infrastrutture terroristiche di Hamas, utilizzate per preparare attacchi contro civili e militari. Le truppe Idf sotto il Comando Sud restano schierate nell'area in conformità all'accordo e continueranno a operare per eliminare qualsiasi minaccia".

Iran: ex capo Pentagono Panetta, guerra durerà altri sei mesi

La guerra degli Stati Uniti contro l'Iran potrebbe proseguire per altri sei mesi e trasformarsi in un nuovo conflitto senza fine in Medio Oriente. E' l'allarme lanciato dall'ex segretario alla Difesa e direttore della Cia Leon Panetta in un'intervista al Guardian. "Stati Uniti e Iran sono intrappolati in un terribile stallo e hanno davvero poche opzioni a disposizione per porre fine alla guerra", ha affermato Panetta. Il conflitto, iniziato oltre sei mesi fa, rischia a suo giudizio di diventare "un'altra guerra fallita" come quelle in Iraq e Afghanistan. "Credo che con ogni probabilita' continuera' per altri sei mesi senza essere risolto", ha aggiunto. Panetta, che guido' il Pentagono dal 2011 al 2013 durante la presidenza di Barack Obama, ha inoltre denunciato una situazione di "forte caos" nella catena di comando militare americana. Le tensioni interne sono emerse anche con le dimissioni del segretario all'Esercito Dan Driscoll, arrivate dopo una serie di contrasti con il capo del Pentagono Pete Hegseth. "I militari americani vanno in guerra in un momento di enorme turbolenza al Pentagono e nella struttura di comando. Cio' crea la sensazione che nessuno sia davvero al comando", ha affermato Panetta. Secondo l'ex segretario alla Difesa, Iran, Russia, Cina, Corea del Nord e gruppi terroristici possono interpretare questa situazione come un segnale di debolezza degli Stati Uniti.

Un palestinese ucciso in scontro con coloni ed esercito

Un giovane palestinese e' rimasto ucciso in seguito a uno scontro tra gli abitanti di un villaggio della Cisgiordania, i coloni e le truppe delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Lo riporta Ynet, secondo cui gli abitanti del villaggio di Hajjaj, a est di Qalqilya, hanno lanciato pietre contro un drone che i coloni israeliani avevano fatto sorvolare il villaggio. Quando i coloni sono entrati nel villaggio per recuperare il drone, si sono scontrati con i residenti, con i soldati delle forze di Difesa Israeliane che avrebbero sparato contro i palestinesi che lanciavano pietre nella loro direzione. Omar Muhammad Tubasi, di 20 anni, e' stato ucciso a colpi d'arma da fuoco durante gli scontri, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale dell'Autorita' Palestinese Wafa, che cita il Ministero della Salute dell'Autorita' Palestinese. L'esercito israeliano non ha ancora commentato l'accaduto.

Idf ordina evacuazione in Sud Libano, raid base Hezbollah

L'esercito israeliano ha ordinato agli abitanti di un'area della localita' di Deir Ez-Zahrani, nel Libano meridionale, di evacuare in previsione di attacchi contro una struttura del gruppo filo-iraniano Hezbollah. In seguito al "lancio di un drone esplosivo" da parte di Hezbollah contro le forze israeliane, l'esercito ha avvertito - tramite un messaggio in arabo su Telegram - che avrebbe preso di mira una struttura dell'organizzazione. Successivamente, l'emittente televisiva di Hezbollah, Al-Manar, ha riferito di un raid aereo israeliano su Deir Ez-Zahrani.

Mondo: I più letti