Guerra Iran-Usa, l'avvertimento degli alti ufficiali americani: “Conflitto ci indebolisce"
MondoIntroduzione
La guerra tra Iran e Usa sta proseguendo senza una vera soluzione che metta fina al conflitto. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. L'accordo sullo Stretto di Hormuz con l'Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni". I ministri degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e della Turchia, Hakan Fidan, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere di un'iniziativa congiunta volta a ridurre le tensioni e a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione. Intanto, diversi alti ufficiali americani hanno avvertito il capo del Pentagono Pete Hegseth che prolungare l'operazione americana contro l'Iran non è sostenibile a lungo termine e indebolisce la capacità degli Stati Uniti di affrontare le minacce altrove, comprese quelle interne.
Quello che devi sapere
Il documento riservatissimo del Pentagono
A parlare di un documento riservatissimo del pentagono, di alcune settimane fa, è stato il Washington Post. Nel numero del 14 agosto del Libro degli ordini del segretario alla Difesa (Sdob nell'acronimo inglese), sarebbe stato messo in chiaro il monito dei capi dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica nonché dei generali a quattro stelle che supervisionano le operazioni statunitensi in Europa, Asia e America Latina riguardo all’insostenibilità del prolungamento della guerra contro l’Iran.
Per approfondire: Guerra Iran Usa, i Pasdaran: “Manteniamo controllo decisivo su Hormuz”
Cosa contiene il documento del Pentagono
Lo Sdob, redatto due volte al mese, elenca la disponibilità mondiale di navi da guerra, aerei, personale e sistemi d'arma statunitensi. Riflette le priorità del presidente per la forza, implementate dal segretario alla Difesa, e include approfondimenti dei più importanti generali e ammiragli delle forze armate. Nel documento di metà agosto si indica che alcune truppe dispiegate in Medio Oriente resteranno fino a settembre e altre nel 2027, nell'ottica di un proseguimento del conflitto. Ma, secondo quanto riferito dalle fonti del Washington Post, la prospettiva di estendere ulteriormente l'impiego di quelle forze ha costretto i leader militari a esprimere la loro preoccupazione.
Per approfondire: Guerra Iran USA, Teheran: "Abbiamo armi nuove, le sveleremo in battaglia"
La preoccupazione degli ufficiali americani
L’avvertimento degli alti ufficiali del comando Europeo e del comando Meridionale al capo del Pentagono Hegseth riguarda lo stato delle forze militari Usa: prestare le loro navi e i loro aerei di sorveglianza al comando Centrale ha degradato la loro capacità di adempiere agli obblighi di difesa nazionale. A fornire il quadro peggiore nello Sdob è stato l'ammiraglio Daryl Caudle, capo delle operazioni navali, che ha evidenziato come la Marina non possa continuare il suo attuale livello di sostegno al conflitto in Iran perché non c'è una data di fine prevista.
Per approfondire: Guerra Iran, Media: "Capo Cia ha chiesto a Mosca di ridurre il sostegno a Teheran"
Quali sono i rischi per la Marina Usa
Nel documento si legge che solo un quarto della flotta di cacciatorpedinieri potrebbe essere dispiegato d'urgenza, molto meno di prima della guerra. Non solo: le esigenze di manutenzione delle navi mettono a rischio la disponibilità della flotta in caso di altri conflitti. A ciò si aggiungerebbe la drastica diminuzione delle scorte di Patriot e missili Tomahawk, rivelata da settimane dai media americani, così come di un quarto della flotta di droni Reaper del Pentagono. E dei danni per miliardi di dollari subiti dalle basi americane nel Golfo Persico.
Il calo delle scorte di missili Patriot
A causa del vasto impiego nella guerra contro l’Iran, le scorte di missili intercettori statunitensi, in particolare dei Patriot, sono scese "sotto un livello critico”. È quanto hanno riferito qualche giorno fa un funzionario della difesa statunitense in Europa e un funzionario della Nato all'Associated Press. Secondo loro, la situazione potrebbe rendere più vulnerabile l’Europa a un potenziale attacco russo. Secondo le fonti, in Europa, l'esercito americano "sicuramente" non dispone di un numero sufficiente di missili Patriot per fermare un eventuale attacco missilistico balistico prolungato e avrebbe una capacità "molto limitata" di difendersi da un singolo attacco missilistico balistico o da un missile russo fuori traiettoria.
A che punto sono i negoziati
Il problema è che, attualmente, i negoziati tra Usa e Iran risultano fermi. Il memorandum d'intesa in 14 punti firmato a metà giugno dai presidenti dei due Paesi avrebbe dovuto aprire la strada a un accordo complessivo sul nucleare, ma la tregua è stata violata nel giro di una settimana e Trump ha dichiarato morto il documento appena 22 giorni dopo la sua entrata in vigore.
Il costo della guerra e i sondaggi
Hesgeth ha stimato che il costo finora sostenuto dagli Stati Uniti per il conflitto contro l’Iran è stato di oltre 37,5 miliardi di dollari e il Pentagono ha chiesto al Congresso altri 67,1 miliardi per le spese di quest'anno, in gran parte legate al guerra in Medioriente. Intanto cala l'appoggio degli americani verso la gestione della Casa Bianca sulla situazione con Teheran. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos condotto a fine agosto, soltanto il 31% degli statunitensi approva gli attacchi contro l'Iran, rispetto al 37% di marzo. Il consenso tra gli elettori repubblicani è sceso dal 77% al 69%, mentre il 90% dei democratici e il 67% degli indipendenti si oppongono all'intervento. Solo il 25% approva la gestione dell'Iran da parte di Trump, contro il 63% di giudizi negativi. Tra i repubblicani al Congresso infine cresce il timore che la guerra possa danneggiare il partito alle elezioni di mid-term.
Per approfondire: Tutte le ultime notizie sulla guerra