Secondo Politico, Ratcliff avrebbe usato il suo breve viaggio in Russia per fare pressione sul Cremlino affinchè riduca il sostegno militare ed economico al regime. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha affermato che gli Stati Uniti stanno cercando di porre fine alle legittime relazioni economiche dell'Iran con altri Paesi "dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi attraverso la guerra". Trump ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto
in evidenza
Il capo della Cia John Ratcliff avrebbe usato il suo breve viaggio a Mosca per fare pressione sulla Russia affinchè riduca il sostegno militare ed economico all'Iran. Lo riporta Politico citando alcune fonti, secondo le quali Ratcliffe durante la visita avrebbe messo in guardia la Russia dal non attaccare gli alleati della Nato. Teheran ha condannato l'ultima minaccia di sanzioni statunitensi in una lettera alle Nazioni Unite, definendola un "atto di terrorismo di Stato ed economico". Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha affermato nella lettera, pubblicata su Telegram e dai media statali iraniani, che gli Stati Uniti stanno cercando di porre fine alle legittime relazioni economiche dell'Iran con altri Paesi "dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi attraverso la guerra". La lettera era indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e agli Stati membri dell'Onu. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha illustrato la linea Usa fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un'azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto, avvertendo Teheran: "Tolleranza zero per chi ne posizionerà di nuove".
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui:
continua a seguire gli aggiornamenti su Sky TG24
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Siria: colpi di artiglieria di Israele su Beit Jinn
Il canale siriano Al-Ikhbariya ha riferito che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno sparato due colpi di artiglieria verso l'area del villaggio di Beit Jinn, situato nella zona rurale occidentale di Damasco.
Uk, Telegraph: "Hacker iraniani hanno spento centrale elettrica britannica per 4 giorni"
Per il quotidiano è la prima volta che un attacco informatico da parte di affiliati al regime di Teheran paralizza un impianto del genere. L'episodio sarebbe avvenuto contemporaneamente a una serie di attacchi alle infrastrutture idriche statunitensi il mese scorso, che hanno colpito 12 Stati e destato preoccupazione alla Casa Bianca.
Uk, Telegraph: hacker Iran hanno spento centrale elettrica britannica
Vai al contenutoGuerra Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso una guerra economica devastante contro l'Iran per tentare di sbloccare l'attuale situazione di stallo Ma il tycoon già da tempo sta provando a piegare economicamente il Paese, con Washington che ha imposto pesanti sanzioni a Teheran colpendo membri della leadership iraniana e prendendo di mira le vendite di petrolio della Repubblica islamica con il blocco al largo dello Stretto di Hormuz. Ora, però, gli Usa puntano a intervenire anche sulle reti clandestine di commercio e sui circuiti bancari che permettono all’Iran di eludere le sanzioni e procurarsi armi e sui suoi partner commerciali.
Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono
Vai al contenutoCisgiordania, Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: "Stop a insediamenti"
In una dichiarazione congiunta, i Paesi dichiarano che "la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati".
Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: 'Stop insediamenti Cisgiordania'
Vai al contenutoTeheran: "Prima misure concrete dagli Usa, poi riapriremo Hormuz"
Il capo della sicurezza iraniana Mohsen Rezaei ha dichiarato che "gli Stati Uniti devono prima adottare misure concrete per soddisfare le condizioni dell'Iran, e solo allora l'Iran procederà all'apertura dello Stretto di Hormuz", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Irna, citata da Al-Jazeera. L'ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha ribadito le precedenti promesse di Teheran, secondo cui se Washington "iniziasse qualche azione cattiva", l'Iran "porterebbe un disastro ai suoi interessi militari ed economici".
Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza
L'esercito israeliano, a due anni da quel gennaio 2024, ha chiesto di indagare sugli spari che hanno portato alla morte della famiglia della bambina di 5 anni e degli operatori della Mezzaluna Rossa intervenuti per soccorrerli. L'Idf ha fatto sapere di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione.
Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab
Vai al contenutoBasi militari degli Stati Uniti in Italia e in Europa, ecco dove sono e che ruolo hanno
Il conflitto scoppiato in Medio Oriente nel febbraio 2026 - che ha coinvolto a vario titolo Paesi come Israele, il Libano, l’Iran e gli Stati Uniti - ha riacceso l’attenzione anche sulle basi militari nella disponibilità degli Stati Uniti e dislocate nel territorio europeo. In particolare il 19 agosto il Financial Times ha rivelato che Teheran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari Usa in Europa qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Ma dove si trovano queste basi e qual è la loro funzione?
Basi militari Usa in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno
Vai al contenutoTeheran minaccia i figli di Trump e Netanyahu. Video choc in tv Iran per uccidere Barron
I media statali iraniani hanno diffuso un filmato di circa tre minuti con minacce a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente Usa: immagini della New York University e la frase "aspettaci". Secondo il New York Post circolerebbe anche una presunta taglia da 10 milioni di dollari. In serata Benjamin Netanyahu ha rivelato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli.
Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio
Vai al contenutoSei mesi fa l'attacco su Iran, tutte le dichiarazioni di Trump
Ap: scorte Patriot Usa scese sotto livello critico
Le scorte di missili intercettori statunitensi, in particolare dei Patriot, sono scese "sotto un livello critico" a causa del loro vasto impiego nella guerra all'Iran. Lo hanno riferito all'Associated Press un funzionario della difesa statunitense in Europa e un funzionario della Nato, i quali hanno sollevato preoccupazioni sulla conseguente vulnerabilità dell'Europa a un potenziale attacco russo.
Casa Bianca: tutte le opzioni rimangono sul tavolo
La Casa Bianca ha avvertito che "tutte le opzioni riguardanti l'Iran restano sul tavolo". Lo ha dichiarato la portavoce dell'amministrazione Trump, Karoline Leavitt, intervistata da Fox News. Leavitt ha ribadito che al momento non sono in corso negoziati con Teheran.
Netanyahu nega contatti diretti con Hamas in guerra 2014
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito contatti diretti con l'alto esponente di Hamas, Ghazi Hamad, all'insaputa dei servizi di sicurezza, durante la guerra di Gaza del 2014. La notizia di negoziati con il gruppo militante palestinese, portati avanti da Netanyahu attraverso il suo stretto collaboratore Shlomi Fogel, è stata riportata dal giornalista Ben Caspit su Walla. "Non è mai successo", ha fatto sapere l'ufficio del premier, sostenendo che si tratta di "false informazioni per tentare di danneggiare il primo ministro".
Usa, The Atlantic: "Casa Bianca vuole ridurre esposizione politica guerra prima dei midterm"
La Casa Bianca punta a far uscire la guerra con l'Iran dai titoli dei giornali prima delle elezioni di midterm di novembre, mentre il conflitto si trascina, i prezzi dell'energia restano elevati e tra i repubblicani cresce il timore di perdere il controllo del Congresso. Secondo quanto riferito da The Atlantic, l'amministrazione Trump avrebbe deciso di spostare il baricentro della strategia dagli attacchi militari a una campagna prolungata di sanzioni e pressione economica, nella speranza di costringere Teheran a tornare seriamente al tavolo negoziale e, allo stesso tempo, ridurre l'esposizione politica della guerra. "Stiamo solo cercando di resistere fino ai midterm", ha ammesso alla rivista un consigliere di Trump. La guerra è diventata una crescente fonte di preoccupazione per il Gop. Secondo The Atlantic, esponenti repubblicani hanno sollecitato la Casa Bianca a chiudere il conflitto e limitarne l'impatto sull'economia e sulle loro possibilità di rielezione, mentre alcuni parlamentari sono stati contestati dagli elettori proprio sull'Iran. Trump avrebbe inoltre confidato ad alleati politici che, una volta riaperto lo stretto di Hormuz, sarebbe propenso a dichiarare vittoria e voltare pagina.
Media: 'Capo Cia ha chiesto a Mosca anche di ridurre il suo sostegno all'Iran'
Il capo della Cia John Ratcliff avrebbe usato il suo breve viaggio a Mosca per fare pressione sulla Russia affinchè riduca il sostegno militare ed economico all'Iran. Lo riporta Politico citando alcune fonti, secondo le quali Ratcliffe durante la visita avrebbe messo in guardia la Russia dal non attaccare gli alleati della Nato.
Slovenia blocca condanna Ue su insediamenti Israele
La Slovenia non ha sostenuto una dichiarazione congiunta di condanna da parte dei 27 Stati Ue del piano israeliano per gli insediamenti in Cisgiordania nell'area E1. Lo conferma lo stesso premier sloveno, Janez Jansa, in un post su X: "In realtà, abbiamo solo rimosso la Slovenia dal circolo vizioso della perdita di credibilità di fronte alle continue condanne sproporzionate di Israele per ogni mossa", scrive Jansa. La posizione Ue è stata poi pubblicata come una dichiarazione a nome dell'Alta rappresentante, Kaja Kallas. "Mentre la burocrazia di Bruxelles rimane in silenzio sull'eliminazione di interi villaggi di cristiani in Nigeria, sui massacri del proprio popolo da parte di Hamas a Gaza, sui massacri in Iran o sulle sempre più frequenti esplosioni di antisemitismo in Europa, reagisce a ogni annuncio di Israele che costruirà qualche tipo di villaggio", aggiunge. "L'uso di due pesi e due misure ha portato la cosiddetta politica estera dell'Ue a uno stato di quasi irrilevanza. Mentre una singola parola del presidente degli Stati Uniti può causare un cambiamento nei prezzi dell'energia, i messaggi di politica estera vuoti dell'Ue non cambiano né risolvono nulla", conclude il premier.
Iran, primo ministro Qatar incontra Araghchi a Teheran
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha incontrato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e altri alti funzionari della Repubblica Islamica. Lo riferisce il ministero degli Esteri iraniano in una nota.
Idf: 'Hezbollah ha lanciato droni nella notte contro truppe nella zona di sicurezza'
''Durante la notte, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato due droni esplosivi contro i soldati dell'Idf che operavano nell'area della cresta di Ali Taher, all'interno della Zona di Sicurezza nel sud del Libano. Di conseguenza, i soldati hanno aperto il fuoco e abbattuto uno dei droni, mentre si sono persi i contatti con il secondo. Non si sono registrati feriti tra le truppe''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. ''L'Idf non permetterà a Hezbollah di agire contro i soldati dell'Idf nella Zona di Sicurezza e continuerà ad agire con determinazione contro i ripetuti tentativi di colpirli'', aggiunge la nota.
L'Iran ammette: "Non riusciamo a importare benzina a sufficienza per il blocco Usa"
L'Iran non è riuscito a importare benzina a sufficienza per compensare l'insufficiente produzione interna a causa del blocco navale statunitense: "La produzione di benzina è insufficiente e, a causa del blocco navale statunitense, non possiamo importarla", ha detto il vicepresidente Mohammad Jafar Ghaempanah, citato da Irna. Negli ultimi giorni si segnalano file davanti alle stazioni di servizio in tutto il Paese. Lunedì, il capo di gabinetto del presidente iraniano, Mohsen Haji-Mirzaei, aveva affermato che le quote di benzina sarebbero state riviste, senza fornire ulteriori dettagli.
Pezeshkian invita i Paesi musulmani a rafforzare la cooperazione economica
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il peso economico dei paesi musulmani è esiguo rispetto alla loro popolazione e alla loro posizione geostrategica nel mondo, invitando a una maggiore cooperazione in questo ambito. Lo riferiscono i media panarabi. Pezeshkian è intervenuto alla 40ª Conferenza internazionale sull'unità islamica tenutasi nella capitale, Teheran. I 57 paesi membri dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), dal Sud-Est asiatico all'Africa, "si trovano al centro di rotte marittime e terrestri vitali, con risorse energetiche, popolazioni giovani e un ampio mercato". Pezeshkian ha sottolineato che nel 2024 l'economia di questi paesi ammonterà a circa 9,2 trilioni di dollari, il che rappresenterà solo l'8,3% dell'economia mondiale. Il presidente ha inoltre affermato che solo il 19% delle esportazioni dei paesi membri rimane all'interno del gruppo, mentre il resto è destinato a paesi al di fuori dell'OIC, sollecitando un aumento degli scambi commerciali tra le nazioni musulmane.
Ghalibaf: "Siamo in guerra economica a tutto campo"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha affermato che l'Iran è impegnato in una "guerra economica a tutto campo", assicurando che il Paese riuscirà a sconfiggere i propri avversari grazie all'azione del governo e alla capacità di resistenza della popolazione. "Il Paese è impegnato in una guerra economica a tutto campo - ha dichiarato Ghalibaf, citato dai media di Stato - Vedremo il governo e le istituzioni esecutive, facendo affidamento sul popolo, sugli operatori economici del settore privato e su tutti i poteri dello Stato, sconfiggere il nemico anche su questo campo di battaglia". Secondo Ghalibaf, di fronte alle conseguenze della guerra e all'aumento delle pressioni straniere, il governo deve dare priorità al costo della vita, al potere d'acquisto, all'occupazione giovanile e alla sicurezza economica. Il presidente del Parlamento ha inoltre messo in guardia dalle divisioni interne e dall'indebolimento delle capacità del Paese, sostenendo che siano proprio questi gli obiettivi perseguiti dagli avversari dell'Iran. "Sostenere il governo non significa ignorarne le debolezze, ma avere fiducia nel governo affinché possa servire meglio il popolo", ha affermato, assicurando che il Parlamento utilizzerà i propri poteri legislativi e di controllo per rimuovere gli ostacoli, riformare le leggi e sostenere le richieste della popolazione insieme al governo del presidente Masoud Pezeshkian.
Libia, Khalifa Haftar affida l'incarico di comandante in capo al figlio Saddam
Il comandante in capo del comando generale dell'Esercito nazionale libico e leader della Cirenaica Khalifa Haftar ha affidato le sue funzioni al figlio Saddam, che diventa così comandante in capo ad interim. Lo riporta la stampa libica, precisando che il primo atto del suo mandato è stato un incontro con il procuratore militare. La decisione rafforza il ruolo di Saddam Haftar, già vice comandante generale dall'agosto 2025, e, secondo alcuni osservatori, potrebbe essere il preludio di un passaggio definitivo di poteri all'interno della famiglia. Per il momento, Khalifa Haftar non ha formalmente lasciato il comando lasciando intendere che si tratti di un affidamento temporaneo, seppure senza scadenza. Sta di fatto che da tempo è Saddam Haftar che governa l'esercito e, soprattutto, cura i rapporti internazionali, anche con Roma
Israele: "Nessuna intenzione di agire contro Paesi amici come Italia e Germania"
Una fonte ufficiale israeliana ha dichiarato all'ANSA che "il report del Financial Times non è corretto": "Non c'è alcuna intenzione di agire contro Paesi amici come l'Italia o la Germania. Come invece è accaduto nel caso dell'Olanda che ha approvato una legge, un percorso che è andato avanti per mesi. Israele - ha aggiunto la fonte - si riserva il diritto di intraprendere azioni contro Stati che agiscono contro di noi".
Financial Times: "Israele valuta l'espulsione di britannici e altri Paesi dal centro per Gaza"
Israele sta valutando di espellere funzionari britannici e potenzialmente di altri Paesi europei dal centro di coordinamento guidato dagli Stati Uniti per il dopoguerra a Gaza, in risposta alle critiche alle politiche del governo di Benjamin Netanyahu nei Territori palestinesi. Lo scrive il Financial Times online, citando diverse persone a conoscenza della questione. Secondo il quotidiano, nelle ultime settimane il governo israeliano ha discusso la possibilità di estromettere il Regno Unito dall'International Gaza Support Center (Igsc), la struttura multinazionale creata per monitorare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "Misure analoghe sarebbero state considerate anche nei confronti dell'Italia e della Germania", hanno riferito alcune delle fonti al Ft, anche se - interpellato dal quotidiano - un funzionario israeliano ha assicurato che Israele ha "buone relazioni" con Berlino e Roma. Anche un funzionario del governo italiano interpellato dal quotidiano ha respinto l'ipotesi che Italia e Germania possano essere espulse dall'Igsc.
Colloquio Egitto-Russia su accordo Iran-Oman per Hormuz
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e quello russo Sergey Lavrov hanno avuto un colloquio telefonico su varie situazioni di crisi e questioni bilaterali, "in primis gli sviluppi in Medio Oriente, tra cui la proposta congiunta di Iran e Oman per la creazione di un corridoio marittimo temporaneo nello Stretto di Hormuz", secondo quanto riferisce una nota del ministero. Abdelatty ha illustrato "gli intensi contatti dell'Egitto con diverse parti regionali e internazionali per allentare le tensioni e creare un clima favorevole alla ripresa dell'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, nonché alla conclusione di accordi duraturi che affrontino le varie problematiche e rafforzino la sicurezza e la stabilità regionale". Nel corso del colloquio, si è parlato anche della questione palestinese sottolineando "la necessità che Israele si impegni a rispettare le disposizioni della prima e della seconda fase del piano e a cessare tutte le misure che compromettono le prospettive di pace, tra cui l'espansione degli insediamenti e la confisca di terre". Sulla crisi russo-ucraina l'Egitto ha ribadito il suo auspicio per una soluzione politica. Nell'occasione, è stato fatto il punto sull'avanzamento dei lavori per la costruzione, da parte della russa Rosatom, della centrale nucleare di Dabaa, sulla costa nord, dove è stato installato il recipiente a pressione per il reattore della seconda unità dell'impianto. E' stato anche sollecitato il completamento delle procedure necessarie per la messa in funzione della zona industriale russa all'interno della Zona Economica del Canale di Suez.
Pezeshkian ai Paesi islamici: "Serve un patto di sicurezza reciproca"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha lanciato un appello per una maggiore unità e cooperazione tra i Paesi islamici, proponendo tre iniziative: "un patto di sicurezza reciproca e di non aggressione", "un meccanismo permanente di mediazione e prevenzione dei conflitti" e una rete di cooperazione economica in settori come intelligenza artificiale, medicina, energia, agricoltura e nuove tecnologie. Intervenendo alla 40esima Conferenza internazionale sull'Unità islamica, Pezeshkian ha sottolineato che la sicurezza dei Paesi della regione non dovrebbe essere costruita a scapito dei vicini. "Nessuna terra islamica dovrebbe diventare una piattaforma per l'aggressione contro un altro Paese islamico, e nessun Paese islamico dovrebbe cercare la propria sicurezza nell'insicurezza del suo vicino", ha dichiarato, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna.
Iran, il primo settembre il presidente Pezeshkian incontrerà Putin
La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro tra il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, e il suo omologo russo, Vladimir Putin. I due parleranno a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, fissato per il prossimo 1 settembre a Bishkek, capitale del Kirghizistan. Lo ha annunciato l’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali. “Il presidente Massoud Pezeshkian - ha spiegato - ha avuto finora cinque incontri faccia a faccia (con Putin, ndr) e la prossima settimana parteciperà al vertice in Kirghizistan, dove avrà il suo sesto incontro” con il presidente russo.
Idf: "Uccisi 2 terroristi di Hamas che avevano partecipato al massacro del 7 ottobre"
''Domenica, l'Idf ha colpito l'area di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, eliminando Hazem Mousa, un terrorista dell'unità Nukhba di Hamas che si era infiltrato in Israele, nella base di Re'im, durante il massacro del 7 ottobre 2023''. Lo scrive il portavoce dell'Idf in una nota, in cui referisce di un secondo raid avvenuto lunedì sempre a Khan Younis, in cui è stato ucciso Razek Sahil Suleiman Abu Shahma. Shahma, secondo la nota dell'Idf, pure si era infiltrato nella base di Re'em in 7 ottobre ed era anche una delle guardie del corpo del leader di Hamas Yahya Sinwar. ''I terroristi continuavano a perpetrare attacchi terroristici contro le truppe, tentando al contempo di ricostituire le capacità di Hamas. Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili'', aggiunge la nota.
Vicepresidente Iran: "Con blocco Usa non riusciamo a importare sufficiente petrolio"
"La produzione di petrolio è insufficiente e, a causa del blocco navale statunitense, non possiamo importarlo". Ad ammettere le difficoltà di Teheran nella gestione dei flussi di carburante è stato Mohammad Jafar Ghaempanah, vicepresidente per gli affari esecutivi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Le parole dell'esponente del fronte moderato confermano i problemi emersi negli ultimi giorni con lunghe file di automobilisti iraniani coda davanti alle stazioni di servizio. Lunedì, il capo di gabinetto del presidente iraniano, Mohsen Haji-Mirzaei, aveva affermato che le quote di importazione di petrolio saranno riviste, senza fornire ulteriori dettagli. Ghaempanah ha criticato la distribuzione di carburante fortemente sovvenzionato in Iran, affermando che il sistema attuale avvantaggia in modo sproporzionato chi possiede più veicoli. "La distribuzione del petrolio nel Paese è iniqua. Chi possiede più veicoli beneficia dei sussidi, a differenza di chi non ne possiede nemmeno uno", ha dichiarato. L'Iran, uno dei principali produttori di petrolio con alcuni dei carburanti più economici al mondo, da anni sovvenziona pesantemente i carburanti rendendo qualsiasi modifica ai prezzi molto 'delicata' dal punto di vista politico.
Madrid condanna le nuove aggressioni israeliane contro strutture Unrwa
Il governo spagnolo condanna le nuove aggressioni delle forze di sicurezza israeliane, avvenute con il sostegno di esponenti del governo di Israele, contro le strutture del Centro di formazione professionale dell'Unrwa e Qalandia e contro le strutture dell'Agenzia delle Nazioni Unite nel campo profughi palestinese di Shu'fat, a Gerusalemme Est. In un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri, Madrid respinge categoricamente quelle che definisce "inaccettabili violazioni" di edifici delle Nazioni Unite, protetti da immunità in base al diritto internazionale. La Spagna torna quindi a sollecitare Israele e rispettare il diritto internazionale e i propri obblighi internazionali, compresi quelli che gli spettano in quanto potenza occupante, nonché i pareri consultivi della Corte internazionale di Giustizia.
Media: raid aerei Israele su Nabatieh e altre località in sud Libano
Aerei militari israeliani hanno lanciato due ondate di attacchi mattutini contro la collina di Ali al-Taher, nella periferia orientale di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale, compiendo poi ulteriori rauid durante la notte sull'area situata tra le città di Zawtar Orientale e Mayfadoun. Lo riferisce l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) citata da Al Jazeera. Secondo Nna, l'area di Nabatieh al-Fawqa è stata colpita da una serie di potenti missili che hanno provocato forti esplosioni, il cui boato si è propagato in tutta la regione, sollevando dense colonne di fumo e polvere.
Premier Qatar arriva a Teheran per colloqui con Iran su de-escalation
Il primo ministro del Qatar è atterrto a Teheran per colloqui con funzionari iraniani sulla de-escalation, dopo le visite del capo dell'esercito pakistano e del ministro degli esteri dell'Oman. Lo scrivono vari media internazionali, fra cui Al Jazeera.
Secret Service Usa "a conoscenza" del video con minacce a figlio di Trump
Il Secret Service americano ha confermato di essere a conoscenza del video diffuso dai media di Stato iraniani contenente minacce contro Barron Trump, il figlio 20enne del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Nel filmato, della durata di circa tre minuti e intitolato "Dove e come uccidere Barron Trump?", vengono mostrate immagini della sede della New York University frequentata dal giovane e si sostiene di aver individuato alcuni suoi account online e quelli di alcuni compagni di università. "Questo è solo l'inizio. Barron Trump, aspettaci!", si afferma nelle battute finali. "Il Secret Service è a conoscenza del video e indaga su qualsiasi cosa possa essere percepita come una minaccia nei confronti delle persone che proteggiamo", ha dichiarato il portavoce Nate Herring, precisando che l'agenzia non discute pubblicamente le proprie attività di intelligence per ragioni di sicurezza. Non è la prima volta che sui media iraniani compaiono minacce contro Trump e la sua famiglia. A luglio, l'agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, aveva pubblicato un filmato intitolato "Dove uccidere Melania?", mentre a Teheran era comparso un cartellone con l'immagine di Trump apparentemente morto in una bara e la scritta "We Kill Trump".
Petrolio, in forte calo sui mercati asiatici: Wti sotto 82 dlr
Il prezzo del petrolio e' in forte calo sui mercati asiatici mentre gli investitori continuano a monitorare i colloqui tra Iran e Oman su un possibile accordo per ripristinare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Wti si attesa a 81,8 dollari al barile (-5,7%) e il Brent a 87,3 dollari (-6,8%).
Pasdaran: "Usa passati a guerra economica dopo aver esaurito armi strategiche"
Gli Stati Uniti avrebbero fatto ricorso alla "guerra economica" contro l'Iran dopo aver ridotto le proprie scorte di armi strategiche durante il recente conflitto. Lo ha dichiarato Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Irgc), citato dall'agenzia ufficiale Irna. "Gli Stati Uniti hanno subito una carenza di armi strategiche in seguito alla recente guerra contro l'Iran e per ricostituire alcune delle scorte esaurite potrebbero essere necessari anni", ha dichiarato Mohebbi ai giornalisti a Isfahan. "Washington si aspettava che con il passare del tempo le scorte di missili dell'Iran si esaurissero, ma le operazioni missilistiche iraniane sono proseguite - ha aggiunto il portavoce - la riduzione delle scorte americane di armi strategiche è stata una delle ragioni che hanno spinto Washington a ritirarsi".
Hegseth: "Non escludiamo ricorso ad attacchi militari"
Gli Stati Uniti non escludono nuove azioni militari contro l'Iran, anche nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, dopo che Washington ha annunciato questa settimana nuove e pesanti sanzioni con l'obiettivo di aumentare l'isolamento economico di Teheran nel quadro della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. "La pressione economica, lo sappiamo, è ciò che in questo momento li colpisce maggiormente, ma non escludiamo in alcun modo il ricorso ad attacchi militari in qualsiasi punto dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Hegseth in un'intervista all'emittente americana Newsmax.
Petroliera colpita da un "proiettile non identificato" nello Stretto di Hormuz
Un "proiettile non identificato" ha colpito una petroliera nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio che è stato poi spento. Lo rende noto un'agenzia marittima britannica. "Le autorità locali hanno segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, causando un incendio a bordo, che è stato poi domato", ha affermato l'United Kingdom Maritime Trade Operations.
Iran: "Sanzioni Usa atto di terrorismo economico" in una lettera all'Onu
L'Iran ha condannato l'ultima minaccia di sanzioni statunitensi in una lettera alle Nazioni Unite, definendola un "atto di terrorismo di Stato ed economico". Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha affermato nella lettera, pubblicata su Telegram e dai media statali iraniani, che gli Stati Uniti stanno cercando di porre fine alle legittime relazioni economiche dell'Iran con altri Paesi "dopo aver fallito nel raggiungere i propri obiettivi attraverso la guerra". La lettera era indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e agli Stati membri dell'Onu. Washington aveva annunciato ieri l'intenzione di imporre nuove sanzioni volte a isolare economicamente l'Iran, comprese misure che colpiscono i partner commerciali di Teheran. Il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato lunedì che chiunque intrattenga rapporti commerciali con l'Iran subirà le conseguenze della forza statunitense, con l'obiettivo di tagliare Teheran da ogni fonte di reddito.