I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Usa secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a "mentire" sullo stato della via d'acqua per influenzare il prezzo del petrolio e "coprire i loro fallimenti". Coloni israeliani hanno nuovamente preso di mira un gruppo di palestinesi nella villaggio assediato di Qusra, a sud di Nablus, Idf: "Condanniamo violenza"
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I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a "mentire" sullo stato della via d'acqua per influenzare il prezzo del petrolio e "coprire i loro fallimenti". In una dichiarazione pubblicata dall'emittente iraniana Irib, la marina dell'Irgc ha affermato che "il dominio dei combattenti dell'Islam su questa via d'acqua strategica è completamente decisivo". E ha proseguito: "Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran".
Coloni israeliani hanno nuovamente preso di mira un gruppo di palestinesi nella villaggio assediato di Qusra, a sud di Nablus. L'esercito israeliano ha riferito di essere a conoscenza del ferimento di diversi palestinesi: "Condanniamo la violenza".
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Nbc: "In Cisgiordania aggredita nostra troupe insieme a una donna palestinese"
Il network Nbc News ha riferito che una propria troupe televisiva, composta da quattro persone, e una donna palestinese sono state aggredite oggi da coloni in Cisgiordania, nel villaggio di Jalud. Il bilancio dell'episodio è di cinque feriti, ha aggiunto la stessa emittente statunitense, spiegando che gli aggrediti hanno avuto bisogno di ricevere cure mediche. La troupe è stata presa di mira da alcune persone incappucciate, armate di bastoni e pietre, mentre stava girando un servizio intervistando Aida Ahmed Abdullah, una 51enne abitante del luogo. "Sono scese dall'auto, ci hanno picchiato e poi sono risalite", ha raccontato Matt Bradley. corrispondente internazionale di Nbc News. Il reporter ha subito due colpi su un braccio e ha ricevuto cure, mentre anche una producer, un cameraman e un autista hanno avuto bisogno di assistenza medica. "I coloni avevano dei bastoni, ho visto una pistola, ma non l'hanno usata", ha raccontato la producer Lawahez Jabari. Abdullah, secondo quanto riferito da suo marito, è stata ricoverata in ospedale. In serata, ha aggiunto l'uomo, le sue condizioni parevano in miglioramento. Oggi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato "gli atti criminali di violenza commessi nei villaggi di Qusra e Jalud da una manciata di rivoltosi facinorosi".
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Uk, Telegraph: "Hacker iraniani hanno spento centrale elettrica britannica per 4 giorni"
Per il quotidiano è la prima volta che un attacco informatico da parte di affiliati al regime di Teheran paralizza un impianto del genere. L'episodio sarebbe avvenuto contemporaneamente a una serie di attacchi alle infrastrutture idriche statunitensi il mese scorso, che hanno colpito 12 Stati e destato preoccupazione alla Casa Bianca.
Uk, Telegraph: hacker Iran hanno spento centrale elettrica britannica
Vai al contenutoAl Jazeera: "Ecco come sei mesi di guerra hanno cambiato l'Iran"
L’Iran non è più lo stesso di sei mesi fa, né nel suo processo decisionale politico, né nella sua struttura militare ed economica, né tantomeno nel suo tessuto sociale, perché la guerra ha lasciato il segno in ogni aspetto dello Stato e ha di fatto ridisegnato le mappe del processo decisionale politico, della resilienza e della sopravvivenza. Lo sostiene l’emittente Al Jazeera, secondo cui la guerra ha lasciato segni profondi su ogni articolazione dello Stato, ridisegnando di fatto le mappe del potere. Dopo tre round di scontri in circa un anno: dalla guerra dei 12 giorni a quella del Ramadan, fino a quella che a Teheran viene chiamata ‘la guerra dello Stretto Hormuz’, concentrata sul sud del Paese, l’Iran è uscito dalla sua prova militare più dura da decenni. Si ritrova ora- sostiene l’emittente qatarina- in una condizione di “né guerra né pace”, in cui gli scontri aperti si sono trasformati in un blocco navale e in sanzioni ancora più severe.
Giudice federale Usa: "Incostituzionale minacciare di deportazione chi critica Israele"
Il governo degli Stati Uniti sta violando la Costituzione cercando di mettere a tacere, attraverso la minaccia di deportazione, cittadini stranieri che criticano Israele e la guerra a Gaza. Lo ha stabilito la giudice federale Noel Wise, in una sentenza che rappresenta una vittoria per The Stanford Daily, il giornale studentesco dell'Università di Stanford, che aveva denunciato come alcuni studenti stranieri temessero di esprimere pubblicamente le proprie opinioni. La giudice ha richiamato l'importanza del Primo Emendamento, che tutela la libertà di espressione e di stampa, sottolineando che queste libertà sono "fondamentali per la democrazia americana". "La libertà di parola è illusoria se siamo 'liberi' soltanto di esprimere opinioni favorevoli sul governo e sui suoi leader", ha scritto Wise nella sentenza. La decisione riguarda le politiche dell'amministrazione Trump per l'espulsione di cittadini stranieri accusati di aver provocato disordini nei campus universitari mentre esercitavano il diritto di esprimere le proprie opinioni. La giudice ha dichiarato incostituzionali alcune delle disposizioni utilizzate dal governo federale per le deportazioni, rilevando violazioni del Primo e del Quinto Emendamento, anche per la loro formulazione eccessivamente vaga.
Guerra Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso una guerra economica devastante contro l'Iran per tentare di sbloccare l'attuale situazione di stallo Ma il tycoon già da tempo sta provando a piegare economicamente il Paese, con Washington che ha imposto pesanti sanzioni a Teheran colpendo membri della leadership iraniana e prendendo di mira le vendite di petrolio della Repubblica islamica con il blocco al largo dello Stretto di Hormuz. Ora, però, gli Usa puntano a intervenire anche sulle reti clandestine di commercio e sui circuiti bancari che permettono all’Iran di eludere le sanzioni e procurarsi armi e sui suoi partner commerciali.
Iran Usa, Trump minaccia sanzioni contro alleati di Teheran: chi sono
Vai al contenutoGharibabadi: non abbiamo fretta di riaprire Hormuz
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. L'accordo sullo Stretto di Hormuz con l'Oman non entrerà in vigore finche' gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni".
Cisgiordania, Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: "Stop a insediamenti"
In una dichiarazione congiunta, i Paesi dichiarano che "la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati".
Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: 'Stop insediamenti Cisgiordania'
Vai al contenutoBarron Trump vive da recluso dopo le minacce dell'Iran
Barron Trump, figlio del presidente e della first lady Melania, vive da "recluso", soprattutto da quando sono emerse presunte minacce alla sua vita e a quella del figlio di Benjamin Netayahu da parte dell'Iran. "Non esce mai", ha rivelato al New York Post una delle persone che fanno parte dell'inner circle del tycoon a proposito del ventenne, che ha appena concluso il secondo anno alla New York University e ha trascorso gran parte dell'estate con la madre al National Golf Club di Bedminster, in New Jersey. "È un ragazzo piuttosto riservato", ha aggiunto un'altra fonte. Oltre alle minacce a suo carico, pare che il figlio minore del tycoon sia rimasto scioccato dall'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk con il quale aveva stretto un forte legame. "Ecco cosa succede quando ti esponi", avrebbe detto Barron al padre commentando la notizia, secondo il libro 'Regime Change' di Maggie Haberman e Jonathan Swan. Interpellato dal tabloid, l'ufficio della First Lady ha chiesto riservatezza e sottolineato che "alla luce delle recenti minacce", "qualsiasi dettaglio riguardante la sua vita privata deve essere escluso da ogni copertura mediatica".
Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza
L'esercito israeliano, a due anni da quel gennaio 2024, ha chiesto di indagare sugli spari che hanno portato alla morte della famiglia della bambina di 5 anni e degli operatori della Mezzaluna Rossa intervenuti per soccorrerli. L'Idf ha fatto sapere di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione.
Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab
Vai al contenutoTeheran minaccia i figli di Trump e Netanyahu. Video choc in tv Iran per uccidere Barron
I media statali iraniani hanno diffuso un filmato di circa tre minuti con minacce a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente Usa: immagini della New York University e la frase "aspettaci". Secondo il New York Post circolerebbe anche una presunta taglia da 10 milioni di dollari. In serata Benjamin Netanyahu ha rivelato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli.
Netanyahu condanna "atti criminali' dei coloni in Cisgiordania
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha condannato gli episodi di violenza commessi oggi da coloni israeliani nei villaggi palestinesi di Qusra e Jalud, in Cisgiordania, definendoli "atti di violenza criminale". Si tratta della prima presa di posizione di Netanyahu sulle violenze nella zona. In una dichiarazione, il capo del governo ha definito i responsabili "una manciata di rivoltosi" che, ha affermato, "fanno una grande ingiustizia alla popolazione dei coloni rispettosa della legge, ostacolano le Idf nello svolgimento delle loro missioni e danneggiano la posizione di Israele nel mondo". Secondo Netanyahu, le forze di sicurezza sono intervenute rapidamente, sequestrando tre veicoli e ponendo fine agli incidenti in breve tempo. Il primo ministro non ha precisato se siano stati effettuati arresti. La condanna arriva dopo che decine di coloni israeliani hanno attaccato Qusra, facendo irruzione in un'abitazione palestinese mentre la famiglia si trovava all'interno. I militari israeliani sono intervenuti per allontanarli. Secondo fonti locali, una donna palestinese è rimasta ferita nell'attacco. Complessivamente sarebbero almeno cinque i palestinesi feriti oggi in episodi di violenza dei coloni in Cisgiordania.
Teheran minaccia i figli di Trump e Netanyahu. Video choc in tv Iran per uccidere Barron
I media statali iraniani hanno diffuso un filmato di circa tre minuti con minacce a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente Usa: immagini della New York University e la frase "aspettaci". Secondo il New York Post circolerebbe anche una presunta taglia da 10 milioni di dollari. In serata Benjamin Netanyahu ha rivelato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli.
Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio
Vai al contenutoIdf: "Colpito terrorista di Hamas a Deir al-Balah a Gaza"
"Poco fa, l'Idf ha colpito un comandante di Hamas nella zona di Deir al-Balah", nella Striscia di Gaza, "che stava pianificando attentati contro soldati ed era attivo nella riabilitazione delle capacità militari di Hamas, in violazione del cessate il fuoco. L'attacco è stato condotto per eliminare la minaccia". Lo riporta il portavoce dell'Idf in una nota, secondi cui "il terrorista colpito si nascondeva all'interno del complesso dell'ospedale Shuhada Al-Aqsa, in un altro esempio dell'uso cinico delle infrastrutture umanitarie da parte di Hamas per promuovere attività terroristiche". L'agenzia stampa palestinese Wafa riporta l'uccisione di un uomo nell'area di Deir al-Balah poco fa.
Idf conferma raid su ospedale Gaza: "Obiettivo uomo Hamas"
Israele ha confermato di avere attaccato il complesso dell'ospedale dei Martiri di Al Aqsa, a Deir al Balah, nel centro della Striscia di Gaza, con l'obiettivo di uccidere "un comandante del braccio militare di Hamas". "Il terrorista preso di mira si nascondeva all'interno del complesso dell'ospedale dei Martiri di Al Aqsa", ha affermato l'esercito israeliano in una nota, aggiungendo di avere adottato "misure precauzionali" per avvertire il personale sanitario della struttura. Secondo fonti locali, l'attacco è stato condotto con due proiettili lanciati da un drone e ha provocato diversi feriti. Al momento non è noto se vi siano vittime.
Idf: "Rivoltosi israeliani hanno attaccato palestinesi a Qusra, condanniamo violenza"
"Forze dell'Idf e della della polizia di frontiera sono state inviate nella zona di Qusra in seguito a segnalazioni di israeliani giunti nell'area e di violenti scontri, tra cui lanci di pietre contro palestinesi e altri civili. Al loro arrivo, le forze hanno identificato decine di rivoltosi israeliani barricati all'interno di un'abitazione palestinese, mentre i residenti si trovavano all'interno". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota in merito a nuovi scontri oggi nel villaggio palestinese di Qusra, a sud di Nablus, in Cisgiordania. L'Idf riferisce di essere intervenuto per "rimuovere i rivoltosi israeliani dall'abitazione al fine di proteggere i residenti" e di essere a conoscenza di feriti palestinesi, tra cui una donna evacuata dalla Mezzaluna Rossa. "L'Idf condanna fermamente ogni forma di violenza e continua a operare nelle zone di Qusra e Jalud per prevenire ulteriori scontri e ripristinare l'ordine nella zona", aggiunge la nota.
Cisgiordania, coloni attaccano di nuovo palestinesi nel villaggio assediato di Qusra
Coloni israeliani hanno nuovamente preso di mira un gruppo di palestinesi nella villaggio assediato di Qusra, a sud di Nablus. Media palestinesi riportano di decine di coloni giunti nel villaggio, superando il blocco posto dall'Idf da tre settimane, dove hanno attaccato un'abitazione nella zona di Ras al-Ain nel villaggio, circondando le persone all'interno e provocando scontri la popolazione locale. Alcuni video diffusi sui social mostrano anche incendi appiccati a terreni di proprietà palestinese. Tre settimane fa, l'Idf ha smantellato diversi avamposti che i coloni avevano allestito all'ingresso del villaggio e dichiarato l'area zona militare chiusa. Tuttavia, i coloni continuano a circolare nell'area.
Il parroco di Taybeh, in Cisgiordania, denuncia un nuovo attacco dei coloni
"Purtroppo anche oggi dobbiamo segnalare un nuovo episodio nella zona nord-occidentale di Taybeh: è stata rubata una parte della recinzione di una proprietà e sono state lasciate scritte razziste e di carattere vendicativo. È un fatto molto grave, perché dimostra che non si tratta soltanto di danni materiali: c'è anche un messaggio di intimidazione rivolto alla popolazione". Lo rende noto Padre Bashar Fawadleh, parroco latino di Taybeh e presidente dell'Osservatorio della presenza cristiana in Terra Santa (Christian Presence Observatory - Holy Land). "Nell'ultimo anno - denuncia il parroco - la situazione a Taybeh è cambiata profondamente. Quella che inizialmente poteva sembrare una serie di episodi isolati è diventata una pressione quasi quotidiana sulla popolazione, sulle terre agricole e sulle proprietà private". "Abbiamo bisogno di protezione reale e concreta - aggiunge -. Non chiediamo privilegi: chiediamo che la legge sia applicata, che le proprietà private siano rispettate e che le famiglie possano raggiungere le proprie terre senza paura. Chiediamo inoltre alle Chiese e alla comunità internazionale di non limitarsi alle dichiarazioni di solidarietà. Abbiamo bisogno di presenza, visite, pellegrinaggi, accompagnamento diplomatico e sostegno concreto", conclude il parroco.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
In queste settimane non è mancata la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.
Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoIran, Araghchi: "Gli Usa manipolano il mercato dell'energia"
L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di "manipolare" il mercato dell'energia. "Le nostre informazioni indicano significativi sforzi per manipolare i mercati energetici. Elementi del governo statunitense utilizzano media creduloni per influenzare i prezzi a beneficio personale e tenere il presidente americano impantanato in una guerra perdente", ha scritto su X il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. "Anche attori allineati con Israele promuovono la guerra con valutazioni rosee", ha proseguito, ma "i consumatori statunitensi alla fine pagano il conto".
Iran, Pezeshkian ammette: "Le sanzioni Usa danneggiano l'economia"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha riconosciuto che le sanzioni statunitensi stanno danneggiando l'economia del Paese, nonostante pochi giorni fa avesse sostenuto che le nuove misure di Washington non avrebbero ottenuto alcun risultato. "Alcuni dicono che le sanzioni non abbiano alcun effetto; francamente non so cosa dire a queste persone", ha dichiarato Pezeshkian in un'intervista trasmessa venerdi' sera dalla televisione di Stato. "Siamo in una situazione di guerra e dobbiamo accettare le condizioni proprie di un tempo di guerra", ha aggiunto il presidente. Pezeshkian ha riferito che negli ultimi mesi le esportazioni e le importazioni iraniane sono diminuite tra il 25% e il 35%, in concomitanza con il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti del Paese. Il presidente si è inoltre espresso a favore di un aumento del prezzo della benzina, tradizionalmente fortemente sovvenzionata in Iran, importante produttore ed esportatore di petrolio. Qualsiasi rincaro dei carburanti rappresenta tuttavia una questione politicamente molto sensibile. Mercoledì il vicepresidente Mohammad Jafar Ghaempanah aveva affermato che il blocco statunitense dei porti iraniani impedisce al Paese di importare quantità di benzina sufficienti a soddisfare il consumo interno. Nello stesso giorno Pezeshkian aveva assicurato che le ultime sanzioni degli Stati Uniti "non avrebbero ottenuto nulla".
Il parroco di Gaza: "Manca il cemento, muri ricostruiti con la farina"
"Durante un sopralluogo alla scuola abbiamo scoperto una realtà emblematica delle condizioni in cui si opera oggi nella Striscia. In una delle aule appena ristrutturate ho notato una forte umidità sulle pareti. Mi è stato spiegato che il cemento era stato mescolato con la farina. A Gaza il cemento non si trova oppure è vecchio, deteriorato o insufficiente. Quello che si riesce a reperire talvolta viene adulterato. Così non indurisce come dovrebbe e i muri restano umidi anche dopo essere stati tinteggiati". Lo racconta il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, in un messaggio video dalla parrocchia della Sacra Famiglia.
"Manca praticamente tutto - osserva - Non soltanto i materiali per la ricostruzione, ma anche quelli necessari alle semplici riparazioni. Mancano mezzi per sgomberare le strade, carburante, attrezzature. Eppure, continuiamo a lavorare per restituire normalità alla comunità". Nella Striscia, spiega, si contano circa 680mila bambini e adolescenti in età scolastica, mentre le strutture educative operative sono pochissime: "Con un enorme sforzo del Patriarcato latino di Gerusalemme e del card. Pierbattista Pizzaballa speriamo di raggiungere quest’anno mille studenti. Per la nostra piccola struttura è un impegno enorme". Per accogliere gli alunni sono stati recuperati tutti gli spazi disponibili: un edificio esterno ospiterà i bambini della scuola dell’infanzia, mentre ogni angolo della parrocchia è stato trasformato in aula.
Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina
Gli Stati Uniti hanno scelto di affidarsi alla pressione economica per concludere la guerra contro l’Iran. Il presidente Donald Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo il New York Times, avrebbero dunque deciso di ricorrere a una nuova strategia per uscire da "un'avventura militare andata male". Secondo l’analisi del quotidiano americano, l’inquilino della Casa Bianca è passato dai bombardamenti - che non hanno costretto l'Iran a rinunciare alle sue scorte di uranio arricchito - alle sanzioni, per cercare di ottenere i suoi obiettivi.
Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina
Vai al contenutoWafa, due palestinesi feriti in un raid israeliano nel campo profughi
Due palestinesi, tra cui un ragazzino di 15 anni, sono rimasti feriti in un raid delle forze israeliane nel campo profughi di al-Amari ad al-Bireh, nel governatorato di Ramallah, avvenuto nelle prime ore di oggi. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che i suoi soccorritori hanno prestato assistenza a due persone ferite da proiettili: un 15enne è stato colpito alla schiena mentre un giovane è stato ferito a una gamba da un colpo d'arma da fuoco.
Iran, il capo dell'esercito: "Mantenute le nostre capacità missilistiche"
Amir Hatami, comandante in capo dell'esercito iraniano, ha dichiarato che, mentre il "nemico" cercava di distruggere le capacità missilistiche e di droni della Repubblica islamica, l'arsenale iraniano ha continuato a sparare con "la massima intensità fino all'ultimo momento". "Nella logica militare, gli aggressori sono considerati vittoriosi quando raggiungono i loro obiettivi, ma nella guerra difensiva, il fallimento del nemico nel raggiungere i suoi obiettivi significa la vittoria del difensore", ha detto Hatami come riporta l'agenzia di stampa Fars. "Sanno benissimo che le forze armate si sono opposte, e continueranno a opporre, al nemico con forza, iniziativa, creativita' e coraggio", ha aggiunto. Hatami ha riconosciuto che l'Iran ha subito perdite umane e danni a infrastrutture e attrezzature militari durante la guerra.
Media, un morto a Gaza in un attacco israeliano
Almeno una persona è morta in un attacco delle forze israeliane nel villaggio di al-Musaddar, a est di Deir el-Balah, nel centro di Gaza. Lo ha riferito l'emittente al-Jazeera.
Media Beirut, attacco di droni israeliani nel sud del Libano
Un attacco di droni israeliani è stato effettuato nella città di Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano. Lo riferiscono i media libanesi mentre le Forze di Difesa Israeliane non hanno ancora commentato. L'Idf ha intensificato i suoi attacchi contro Hezbollah nel sud del Libano negli ultimi giorni, in particolare nell'area di Nabatieh, dove si trova la strategica collina di Ali al-Taher, considerato una roccaforte del gruppo armato, dotato di complessi sistemi di tunnel sotterranei e postazioni fortificate. Allo stesso tempo, Hezbollah aramto ha preso di mira le truppe che operano nella zona.
Iran, Wsj: "Calo scorte munizioni degli Usa alimenta timori su capacità di contrasto a Cina e Russia"
Il conflitto contro l'Iran ha richiesto tante munizioni da parte degli Usa che gli strateghi militari temono un indebolimento delle capacità degli Stati Uniti di risposta a eventuali minacce da parte di Cina e Russia. Lo scrive il Wall Street Journal, citando ufficiali Usa, alcuni dei quali hanno descritto come "oltre il livello critico" le scorte Usa in Europa di Pac-3 e Atacms. E, si legge, potrebbero servire anni per rifornire le scorte di armamenti trasferiti da Paesi come Germania, Giappone e Corea del Sud.
In Europa, stando alle fonti del giornale, sarebbero a livelli estremamente bassi anche altri missili Prsm (Pricision Strike Missile) e altri armamenti. Dall'Europa al Medio Oriente, si legge ancora, sono stati inoltre trasferiti sistemi Thaad e Merops. La riduzione delle scorte ha costretto il Comando europeo degli Stati Uniti a modificare alcuni piani operativi, dicono le fonti. Ogni spostamento di forze e asset (munizioni comprese) verso il Medio Oriente, sottolinea il giornale, avrebbe richiesto l'autorizzazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che gestisce un "registro degli ordini" che regola i trasferimenti secondo procedure consolidate del Pentagono.
Pasdaran: "Dichiarazioni dei funzionari Usa su Hormuz sono una palese menzogna"
"Le dichiarazioni dei funzionari statunitensi sull'apertura dello Stretto di Hormuz sono una palese menzogna, volta a controllare i prezzi del petrolio e a coprire i loro fallimenti". Lo ha affermato la Marina delle Guardie Rivoluzionarie, aggiungendo che il dominio iraniano su questa strategica via d'acqua è "assolutamente decisivo". "Con tutta la forza e l'autorità necessarie, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono attraversarlo senza il coordinamento con l'Iran. Garantiamo che questo processo continuerà fino alla fine delle nefandezze dell'esercito terrorista statunitense contro l'Iran e al compimento dei suoi obblighi", si legge in una dichiarazione, citata da Tasnim.
Araghchi: "Vogliamo buone relazioni con i paesi vicini"
L'Iran è intenzionato a creare buoni rapporti con i paesi della regione. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell'Unità islamica, a Teheran. "Cerchiamo relazioni di buon vicinato con i nostri vicini e relazioni appropriate e costruttive con tutti i Paesi del Medio Oriente", ha detto. "Dalla Turchia e dall'Iraq fino al Pakistan e all'Afghanistan, la politica della Repubblica Islamica dell'Iran consiste nell'espandere le relazioni sulla base del rispetto reciproco e degli interessi reciproci", ha spiegato.
Iran, Araghchi: "Risponderemo al fuoco e resisteremo alle sanzioni"
L'Iran risponderà "al fuoco con il fuoco" e resisterà anche alle nuove sanzioni secondarie imposte dall'amministrazione di Donald Trump. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell'Unità islamica, a Teheran. Araghchi ha ricordato il primo intervento di Usa e Israele, a giugno dello scorso anno che aveva l'intento di "minare l'unità del popolo iraniano". L'attacco è fallito e "hanno iniziato a complottare per creare divisioni all'interno del Paese, hanno inviato gruppi armati e hanno cercato di minare la legittimita' della Repubblica Islamica creando insicurezza e provocando vittime", ha spiegato. Ma di nuovo il regime ha resistito. E da qui la nuova guerra. Di nuovo, nonostante l'uccisione della guida suprema Mojtaba Khamenei, "questo albero non è stato danneggiato" e "anche i tentativi di mettere a tacere il fuoco missilistico dell'Iran non hanno avuto successo". Alla fine, ha insistito, "non hanno avuto altra scelta che negoziare". L'Iran, ha assicurato, "non scherza sulla sua sicurezza e i nostri combattenti risponderanno a qualsiasi attacco". Anche sotto forma di sanzioni. "Cosi' come abbiamo resistito alle sanzioni statunitensi durante l'era Obama, resisteremo anche alle nuove" di Trump, ha chiarito.
Iran, governo: "Diplomazia e difesa complementari per la sicurezza"
La diplomazia iraniana continuerà a essere basata sui tre principi di "dignità, saggezza e opportunita'". A sottolinearlo è una dichiarazione pubblicata dal consiglio dei Ministri all'indomani del messaggio della guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. "Il consiglio dei Ministri considera il campo della diplomazia e il campo della difesa come due ali complementari, coordinate e inseparabili per la tutela degli interessi nazionali, della sicurezza e dell'integrità del Paese, e pone come obiettivo il loro avanzamento simultaneo ed equilibrato", spiega ancora la nota riportata dall'agenzia Tasnim. "Ci impegniamo, grazie a questa sinergia, a resistere con decisione alle sanzioni e alle trame ingiuste dell'arroganza americano-sionista", si assicura.
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
Vai al contenutoPezeshkian: apriremo Hormuz se Usa rispetteranno impegni
"Apriremo lo Stretto di Hormuz se Washington rispettera' i suoi impegni". Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, aggiunge: "Abbiamo informato la Guida Suprema in merito al percorso concordato con il Sultanato dell'Oman per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un accordo con l'Oman riguardo alla rotta di transito a Hormuz e, se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni assunti nel memorandum d'intesa, apriremo lo stretto. Gli Stati Uniti devono revocare il blocco e le sanzioni, sbloccare i fondi e costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano. Occorre instaurare buoni rapporti con i Paesi limitrofi e garantire la sicurezza congiuntamente a essi".
Ukmto, nell'ultima settimana a Hormuz 29 navi al giorno
L'UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha registrato una media di circa 29 navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz negli ultimi sette giorni, un dato che indica un aumento del traffico marittimo attraverso questa vitale via d'acqua per l'industria energetica globale. Lo scrive l'agenzia Dpa. Secondo un rapporto pubblicato oggi, 103 navi sono entrate nel Golfo la scorsa settimana, rispetto alle 101 che ne sono uscite, mentre il traffico marittimo ha registrato un leggero aumento dalla fine di luglio.
Iran, pasdaran: “Manteniamo ‘controllo decisivo’ su Hormuz”
I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a "mentire" sullo stato della via d'acqua per influenzare il prezzo del petrolio e "coprire i loro fallimenti". In una dichiarazione pubblicata dall'emittente iraniana Irib, la marina dell'Irgc ha affermato che "il dominio dei combattenti dell'Islam su questa via d'acqua strategica è completamente decisivo". E ha proseguito: "Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran".